- Dal Giornale di Brescia di venerdi' 4 novembre 2005
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Al via i lavori per la realizzazione sull’area ex Orlandi
di un nuovo edificio residenziale-commerciale
che sarà ultimato entro il 2008
- LA TORRE "28 Duca d’Aosta" DECOLLA
Trenta milioni l’investimento per la Ulisse 2000 di Claudio Mascialino
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BRESCIA
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Si chiama "28 Duca d’Aosta" la nuova torre i cui lavori
stanno per aver inizio appunto in via Duca D’Aosta sull’area
su cui un tempo lavorava la "V. Orlandi sistemi di traino"
rilevata nel 1980 dal gruppo Cam Bs di Claudio Mascialino.
Sarà la Ulisse 2000, dello stesso imprenditore bresciano,
a poco più di un anno dal rilascio dell’autorizzazione a
costruire, la società promotrice l’investimento il cui progetto
è stato realizzato dall’architetto romano Massimiliano Fuksas,
lo stesso che, tra i suoi molti interventi effettuati nel mondo,
ha riqualificato l’area del vecchio porto di Amburgo e di Nagasaki,
oppure il quartiere di Lu Jia Zui a Pudong di Shanghai, la Piazza
delle Nazioni a Ginevra o il grande "18 settembre Plein" di Eindhoven.
Sul terreno all’angolo tra via Duca degli Abruzzi e la rampa
d’accesso al cavalcavia Kolbe, Ulisse 2000 realizzerà una torre
alta sessanta metri, all’interno della quale saranno ospitati su
4.600 metri trenta appartamenti e per altri 4.600 metri superfici
commerciali-direzionali. Complessivamente l’immobile "28 Duca
degli Abruzzi" si svilupperà su 9.200 metri di superficie lorda
fuori terra ed altri diecimila interrati. Con il primo dei
quattordici piani a nove metri da terra, il progetto si sviluppa
su quattro livelli, il più basso commerciale-direzionale, due
(uno di otto piani ed uno di quattordici) abitativi ed un terzo
che potrebbe esser definito di "servizio" entro il quale si
svilupperanno scale e ascensori. Valore dell’area compreso,
l’investimento è valutabile in poco meno di una trentina di
milioni di euro. "Si tratterà - spiega Claudio Mascialino - di
una struttura che avrà con sé alcune caratteristiche particolari:
l’innovazione nei materiali, la qualità dell’architettura che la
nostra società ha affidato ad un progettista che ha lavorato in tutto
il mondo, la fotocromaticità dei rivestimenti esterni che cambieranno
con il mutare della luce diurna. Immaginiamo insomma di poter incontrare
trenta famiglie bresciane che apprezzeranno questo progetto ed i
suoi contenuti estetici e tecnici". Quali? "La building automation
ad esempio - aggiunge Claudio Mascialino - il dosaggio di
bioarchitettura dell’immobile e, ripeto, la qualità dell’architettura".
Oltre a Massimiliano Fuksas (negli anni Ottanta l’architetto, per
il quale il Paese transalpino è un modello, venne chiamato in Francia
all’epoca della politica di rilancio culturale di Mitterrand
"quando - disse in una sua conversazione lo scorso anno a Brescia
in San Barnaba - gli architetti in Italia lavoravano solamente per
i piccoli comuni dell’hinterland romano"), la torre "28 Duca d’Aosta"
vedrà impegnati nel coordinamento del progetto una decina di
tecnici bresciani, tra i quali gli architetti Cesare Archetti e
Dario Quarantini e il geometra Augusto Donda, gli impianti
saranno di Intertecnica degli ingegneri Marco Belardi e Marco Caffi,
il progetto delle strutture sarà di Claudio Toniolo mentre la
direzione lavori sarà affidata all’ingegner Ettore Fermi. Quando la
torre "28 Duca d’Aosta" sarà ultimata, un’altra parte di Brescia sarà
stata trasformata accompagnandosi a quanto è accaduto recentemente
poco distante con la riconversione della vecchia area ex Fiat ora Coop,
effetto dell’inevitabile uscita dalla città di quelle strutture in cui
un tempo si produceva e che in provincia hanno trovato nuovi spazi.
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