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[RECE] Venezia '58 - Il Festival

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Graziano Montanini

unread,
Sep 12, 2001, 1:46:24 PM9/12/01
to
Il terzo festival della gestione Barbera e' probabilmente anche il
peggior Festival degli ultimi 5 anni.

La selezione dei film e' scarsa, piena di film fasulli e poco originali:
convincono pero', con le dovute eccezioni, i film americani, mai come
quest'anno interessanti ed innovativi. La qualita' delle pellicole
orientali, sempre piu' presenti nei festival del cinema, e' mediamente
scarsa, colpa (o merito) probabilmente del Far East Film Festival di
Udine, che riesce tutti gli anni ad accaparrarsi le migliori pellicole
del mercato asiatico. In sintesi, mi hanno convinto senza riserve "The
others" di Alejandro Amenabar (un ottimo horror, senza momenti di
stanca), "Quem és tu?" di João Botelho (un film formalmente impeccabile,
una via di mezzo tra "Il mestiere delle armi", "Palavra e Utopia" e "La
regina Margot"), "Hollywood, Hong Kong" di Fruit Chan (una commedia
sulla Hong Kong di oggi), "Bully" di Larry Clark (una sorta di "Delitto
e castigo" tra i giovani d'oggi), "Address Unknown" di Kim Ki-Duk
(gelido dramma coreano) "Waking Life" di Richard Linklater (un saggio di
filosofia a cartoni animati), "Abril despedaçado" di Walter Salles
(l'appassionante storia di una faida familiare in Brasile), "The Curse
of the Jade Scorpion" di Woody Allen (il solito Woody Allen), "John
Carpenter's Ghosts of Mars" di John Carpenter (forse il film migliore
del festival, fantascienza stile b movie), "Training Day" di Antoine
Fuqua (film poliziesco solido e senza troppi fronzoli), "Asoka di
Santosh Sivan (filmone popolare indiano, da amare od odiare), "Pistol
Opera" di Seijun Suzuki (l'avanguardia piu' pura, tra geometrie
insospettabili e una trama quasi incomprensibile), "Tape" di Richard
Linklater (ottimo film da camera), "Me Without You" di Sandra Goldbacher
(discreta commedia ambientata tra gli anni '70 e gli anni '80),
"Invincible" di Werner Herzog (non al livello dei suoi capolavori, ma
comunque bello), "Tuhog" di Jeffrey Jeturian (divertente riflessione sul
cinema), "Monsoon Wedding" (deliziosa commedia indiana) e "Reines d'un
Jour" di Marion Vernoux (commedia francese di stampo abbastanza
classico). Per un totale di 18 film su ben 42 visti. Se a questi
aggiungo anche quelli che mi hanno convinto ma non fino in fondo
(Birthday Girl, The Navigators, How Harry Became a Tree, The triumph of
love, From Hell, Heist, Rain, Gege), arrivo comunque a salvare poco piu'
della meta' dei film presenti al festival, un po' poco rispetto agli
scorsi anni. Senza contare che mancano i veri capolavori, film al
livello di "Brother", "Uttara", "Seom", "La principessa e il guerriero",
"Vengo", "La vergine dei sicari"...

La divisione in due concorsi, cosi' come e' concepita, e' indifendibile.
Indifendibile perche' divide i film in prodotti di "Serie A" e di "Serie
B" (le motivazioni della direzione, secondo cui nella sezione "Cinema
del Presente" sarebbero presenti i film piu' innovativi, crollano di
fronte alla presenza nella sezione principale di "Waking Life", una
delle pellicole piu' sperimentali degli ultimi anni), assegnando quindi
premi dal diverso valore. Meglio sarebbe allora un unico concorso in cui
far confluire tutte le pellicole, oppure la suddivisione dei film nei
due concorsi secondo regole ben precise (ad esempio si potrebbero
mettere in "Cinema del Presente" quei registi che abbiano meno di
quattro film al loro attivo, realizzando cosi' due concorsi paralleli,
uno per autori affermati, uno per le nuove leve).

Troppo alto il numero dei lungometraggi di fiction non retrospettivi:
ben 75, contro i 71 dello scorso anno. Questo ha acuito ancor di piu' i
classici problemi del festival, con lunghissime code per vedere i film,
un numero insufficiente di repliche, e la relegazione di pellicole anche
in concorso (come "Sabado", di Juan Villegas) in sale inadeguate
(clamorosi quest'anno gli esempi di "Tape", con Uma Thurman e Ethan
Hawke, letteralmente assediato dagli accreditati, e di "The Curse of the
Jade Scorpion", film di Woody Allen mostrato in proiezione unica alle
13.30 di Sabato con accesso per accreditati e pubblico
contemporaneamente). Ridurre a 60 i lungometraggi di fiction (6 al
giorno per 10 giorni) gioverebbe sicuramente alla qualita' dei film (di
un'ulteriore scrematura si sente il bisogno) e alla fruibilita' degli
stessi.

Pessima l'organizzazione per l'ingresso alle sale, con regolamenti che
cambiavano ogni giorno, accesso in sala da ingressi sempre diversi, casi
di spettatori PAGANTI che si vedevano rifiutare l'accesso in sala
(perche' erano stati fatti entrare erroneamente prima gli accreditati)
e, nella Sala Palagalileo, personale di sorveglianza incompetente.
Esempio lampante della cattiva organizzazione e' la proiezione di "John
Carpenter's Ghost of Mars". Finisce il film precedente, "Triumph of
Love", e all'apertura delle porte della sala si vede che la pioggia e'
fortissima. Si iniziano allora le procedure di sgombero della sala (tra
una proiezione e l'altra gli spettatori devono sempre uscire e rientrare
dalla sala), ma la gente non vuole uscire alla pioggia. Il responsabile
allora decide di lasciare le persone in sala, fa entrare un po' delle
persone che da 40 minuti erano in fila sotto un diluvio incredibile e
poi dice "Mi dispiace, la sala e' piena". Al che le persone in fila
protestano (e' loro diritto entrare, erano le persone all'interno che
dovevano essere fatte uscire) sfondano le barriere ed entrano, con
grande rischio per la sicurezza... il responsabile, accortosi di aver
fatto un madornale errore e di stare rischiando una vera rivolta,
preferisce allora fare finta di niente e il film inizia regolarmente.

Terribili infine i nuovi servizi igienici installati al PalaBNL,
realizzati interamente senza acqua, compreso il sistema di lavaggio mani
che consisteva nello strofinarsi le mani "a secco" con un gel chimico...

Speriamo che il prossimo anno si migliori, perche' cosi' com'e' Venezia
rischia di diventare la parodia di un vero Festival del Cinema...

Nei prossimi giorni, vi inviero anche le recensioni dei vari film visti
alla mostra...

--

Graziano Montanini-Reggio Emilia-Tel.0522/293688-ICQ 2064857-29 anni

"Mi sono scoperto a sognare di essere altrove.
Perchè, invece, non andarci?"

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