Paul, Mick e gli altri sono un gruppo di operai delle ferrovie. Quando
le ferrovie britanniche vengono privatizzate, si scontrano con le nuove
condizioni di lavoro, con i soprusi della direzione e con i tagli di
personale.
Ken Loach non ha mai fatto brutti film: anche le sue pellicole meno
riuscite sono sempre state perlomeno dignitose. E' anche vero, pero',
che nonostante la sua grandissima fama non ha mai prodotto dei veri e
propri capolavori.
Il limite maggiore del regista inglese e' sempre stato quello della
ripetitivita': se realizzare film schierati politicamente non e' certo
un peccato, lo e' ripetere ad libitum sempre gli stessi concetti, con
sempre gli stessi personaggi, sempre negli stessi modi.
"Paul, Mick e gli altri" si inserisce appieno in questo discorso. Buona
pellicola sul tema della flessibilita' del lavoro, scritta tra l'altro
da un operaio ferroviario, soffre moltissimo nel confronto con i film
precedenti di Loach, di cui non e' altro che una rielaborazione.
In sostanza un film che, preso come prodotto singolo, fa divertire e
riflettere (anche se la parentesi drammatica finale appare un po'
posticcia, realizzata appositamente per appagare il pubblico
festivaliero), ma alla poetica Loachiana non aggiunge nulla.
Voto: 7,5
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Graziano Montanini-Reggio Emilia-Tel.0522/293688-ICQ 2064857-29 anni
"Mi sono scoperto a sognare di essere altrove.
Perchè, invece, non andarci?"
Le parole non sono testuali perchč scrivo a memoria.
Grazie in anticipo
ciao
Loretta