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(Old) Poesie e canti (Old)

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Castruccio Castracani

unread,
Aug 19, 2016, 2:34:57 PM8/19/16
to

Poema Baggiano.

Il giusto è giusto /
Lo sbagliato è sbagliato /
E se a rubare la vacca si fa abigeato /
Il farle le corna non è ancora reato! //

*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°

Ode a Saffo

A Saffo un bel dì sciorinai il mio augello /
Ma ella ridendo schernì il randello /
O Saffo /
O poeta /
Scherzare è permesso /
Ma tu col tuo riso mi facesti depresso! /

*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°

La freccia nera. Dramma storico- musicale in due atti.

Atto primo, inizia il duello.

La freccia tua fischiando rimbalza..♪♫
sulla mia panza..
che culo che ho!

Atto secondo, termina il duello.

La freccia mia fischiando si pianta..♪♫♪
nella tua milza..
che mira che ho!

Fine

*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°
Racchia manesca

Dissi ad una racchia che era assai brutta, e mi riempì di botte.
Invano le gridai per farla smetter: ”Cessa! Cessa!”
La racchia continuò a menarmi e assai di brutto!


*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°

Ode a Maruska mia Maruska

Maruska Maruska la bionda con la frusta /
hai Marù tanto esigente sei /

Maruska Maruska schiocca la tua frusta /
hai haiai ma che dolore è /

Hai Maruska usa la tua frusta /
che dolor e che piacere è /

Ahiiiiiii /

The end


*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°

Cala la tela

Il ragno Pinco Pallo scalando la candela,
mise un piede in fallo e quello si bruciò /

La ragna Pinca Palla richiuse la sua Gina,
che a Pallo senza fallo non serviva più /

Scema la canzone e scemo anche l'autore,
e quello che l'ascolta? E' scemo anche di più /

E a questa canzoncina sol manca la morale,
a me non viene in mente aggiungicela tu /

Sul ragno Pinco Pallo che scalando la candela,
mise un piede in fallo e quello si bruciò /

Sulla ragna Pinca Palla che chiuse la sua Gina,
che a Pallo senza fallo non serviva più /

Scema la canzone e scemo anche l'autore,
e tu che l'ascolti? Sei scemo anche di più /

Aggiungi una morale che serva da finale,
o devo continuare a pigliarti per il cul ?!? /


*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°

La di Vino Commedia!

Nel mezzo del cammin de la mia vita,
mi ritrovai ad uno bivio scuro,
che scegliere la via era fatica,
poi che ne andava tutto il mio futuro!

Ah! qual mano prender era cosa dura,
una via selvaggia e ardita ma forte e sola,
l’altra di piacer e argomenti e poi sventura,
vivere o convivere? scelsi la tortura!


*°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°*°**°*°*°*°*°

Il certificato d’esistenza in vita


In quell’ufficio c’era sempre tanta fila,
ma mi serviva assai lo certificato,
così arrivai talmente presto,
che fui il primo ad esservi entrato.

Cinque le stronze d’impiegate,
che mi salutarono col sol naso arricciato,
e poi pel resto m’ignorarono,
come s’io fossi un pesce avariato.

Cortesemente trattenni un poco d’ira,
e docilmente chiesi d’essere ascoltato,
si disser tutte occupate in modo estremo,
e di attender fuori mi venne consigliato.

Fuori dove? chiesi trasognato,
sopra le scale? o lo zerbino? o nel seminterrato?
dissero al parco, seduto su panchina,
e quando il mio turno sarei poi richiamato.

Inutilmente al parco attesi preoccupato,
il mio momento per quel certificato,
e tanta gente vidi poi passare,
da quell’uscio da cui io ero cacciato.

Tutti con carte in mano e aspetto rilassato,
tutti davanti e il mio turno scavalcato,
ed io che per esser primo persin m’ero adattato,
a dormir sopra gli scarti dell’attiguo ittico mercato.

Castruccio Castracani

unread,
Aug 19, 2016, 6:50:07 PM8/19/16
to
In Lapponia

In Lapponia lappavo una lappone /
Con la figa al sapor di lampone /
Al mattino lo scoprivo "un" lappone /
Ma che sfiga, avevo leccato un cazzone /

(da fischiettare come " era meglio morire da piccoli" )

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In Lapponia bis

In Lapponia avevo una lappone /
una renna e un mucchio di piattole /
montavo la lappone e mungevo la renna /
poi mi grattavo contro le piattole /

In Lapponia le notti son lunghe /
specialmente se si hanno le piattole /
per cambiare montai la renna /
poi andai e munsi la lappone /

Attaccai i cani e partii deciso /
portandomi dietro la renna da latte /
sulla mia slitta il posto mancava /
lasciai la lappone e le sue piattole /


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Antica Persia

Ero in Persia e sbattevo le persiane.
Le sbattevo anche tutta la notte.
I vicini si lagnavano.
Gelosi.
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Nell' impero ottomano.

Quando ero ottomano..
facevo tutto da solo.
In silenzio mi dilatavo.
In silenzio venivo.
In silenzio andavo.

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Maionese impazzita

Al bar di Zanzibar ordinai una caprese /
Il folle cameriere volle aggiunger maionese /
Svelto fuggii da Zanzibar, paese di sorprese /
Ancor laggiù si montano capre e maionese /

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In Lettonia

In Lettonia trovai una lettone /
che abbondava in culo e tettone /
ci provammo ma mancò l’occasione /
in tutta Lettonia non trovammo un lettone /

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Sotto un sorbo

Tenevo in serbo sotto un sorbo una assai bella ragazza serba.
Ma la serba mi lasciò e io mi consolai pensando che era acerba.

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La donna ittita.

C’era una donna ittita/
che godeva con tre dita/
di salciccia appassita/
ma quella non era vita!/

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A Sodoma

A Sodoma un dì arrivai nel viaggiare /
quell’anno del drago che dedicai all’errare /
a malapena entrato già mi si volea inculcare /
e gli usi ed i costumi del posto insegnare /
tosto fui costretto ai tosti di spiegare /
che s'anche di banane gradivo di mangiare /
sempre mi gustava quel frutto di sbucciare /
e quel dì finì, e questo meno male /
con il culetto sano, senza bruciore anale.


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Viva il viagra, l’allegra pastiglia

Ol lal là /
Giacomino non vuol lavorare /
Ol lal là /
Farmacista come farlo gonfiar? /

Disse serio lo speziale, “la pastiglia può aiutare,
ma non devi esagerare o troppo duro diverrà.” /

Ol lal là /
Farmacista la devo provare /
Ol lal là /
Sò inguaiato, non mi dica di no /

Viva il viagra l’azzurra pastiglia.
Che lo fa duro a chi se la piglia /
Si tromba la madre con la nonna e la figlia.
Con la pastiglia del libero amor /

Ol lal là /
Però ora mi voglio fermare /
Ol lal là /
Farmacista come farlo sgonfiar? /

Disse serio lo speziale, “la pastiglia può inguaiare,
sol rimedio per sgonfiare è del ghiaccio per via anal” /

Ol lal là /
Farmacista che freddo rettale /
Ol lal là /
Sò inguaiato, mi scaldi lei un po’ /

Disse serio lo speziale, “sono qui per aiutare,
ma non si deve lamentare se il suo ano s’allargherà ” /

Ol lal là /
Farmacista che bello l’anale /
Ol lal là /
Se mi rimonta non dico di no/

Viva il viagra l’azzurra pastiglia.
Che lo fa duro a chi se la piglia ./
Si inchina il bisognoso a chi lo consiglia.
Della pastiglia del libero amor. /


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