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Rai in rosso, mai così da 13 anni

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Paolo_cnv

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May 27, 2007, 7:54:59 PM5/27/07
to

Parassiti dello stato italiano, andate a casa !!!

Vate legalizzato il falso in bilancio, avete distrutto le ferrovie italiane,
avete distrutto telecom, avete distrutto Alitalia
e ora anche la RAI, tutto per favorire MERDASET del
vostro dittattore Silvio !

La RAI in rosso, mai così da 13 anni ! tutto per costringere lo stato
italiano poi a vendere la RAI a privati come sta succedendo con Alitalia, e
come per gli immobili dello stato che Silvio ha svenduto alle banche !

andate a casa !!!

Lasciate la RAI subito !! quello che toccate sapete solo demolirlo
e rubare i soldi agli italiani !!

andate a casa !!!

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/05_Maggio/25/rosso_rai_cappon.shtml


«Nomine, non si possono accettare "zone intoccabili" nell'area editoriale»

Cappon: Rai in rosso, mai così da 13 anni

Il direttore generale della tv pubblica: «L'azienda perde 69 milioni,
l'intero gruppo 80». E su
Endemol: il rapporto deve proseguire


ROMA -Direttore generale Claudio Cappon, la accusano di aver tergiversato
sul filmato con critiche a Ratzinger che Santoro vorrebbe trasmettere.
«Il comportamento è stato lineare. Non ci sono temi tabù per il servizio
pubblico. Né possono esserci censure preventive nell'acquisto di un filmato.
Credo di poter individuare nella posizione di monsignor Betori un approccio
condivisibile. Perchè tutto dipende dal modo in cui i temi si trattano. La
qualità, in questo caso, dev'essere un elemento distintivo anche per
l'autorità morale dei soggetti coinvolti. Santoro è impegnato con me
nell'approfondimento e nelle valutazioni anche sulle debolezze del
documentario. Ed è d'accordo sulla necessità che vengano autorevolmente
rappresentati tutti i punti di vista».

Dunque la trasmissione ci sarà.
«Si deciderà dopo gli approfondimenti. Devono esserci, in presenza di dubbi
così forti, tutte le garanzie rispetto alla sensibilità degli utenti in un
Paese cattolico come l'Italia».

Martedì in Consiglio parlerete di bilancio. Come siete messi?
«Il progetto di bilancio 2006 prevede una perdita di 69 milioni di Rai spa e
più di 80 per il gruppo Rai. Sono le perdite più rilevanti da tredici anni a
questa parte. Abbiamo consistenti partite negative straordinarie. Ma la
gestione ordinaria è migliorata rispetto alle previsioni».

Caso Mediaset-Endemol? La Rai deve chiudere i contratti?
«Mi auguro anzi che il rapporto Rai-Endemol prosegua. Un cambio di proprietà
non costituisce un problema per noi. Né penso a Endemol come a un fattore di
aggressione indiretta o di "privatizzazione strisciante". La presenza di
grandi produttori esterni non è un dato patologico ma fisiologico del
sistema. Il problema è della Rai che deve ritornare ad avere capacità di
programmazione e a guidare le proprie scelte editoriali. Così come avviene
per la fiction».

Il consigliere Marco Staderini le contesta l'assenza dalla corsa
all'acquisto di Endemol, negli scenari Telecom...
«Su questo tema c'è stato un dibattito un po' dilettantesco e superficiale.
Qui parliamo di grandi operatori industriali che investono per massimizzare
il profitto. La Rai trae invece la sua legittimazione dal servizio pubblico.
Questa legittimazione è appannata. La nostra missione è investire sul piano
della proposta editoriale. Sarebbe strano e perfino illegittimo se la Rai
entrasse con mezzi ampiamente inadeguati in settori paralleli ma estranei
alla concessione».

Consiglio e direzione generale continuano a contrapporsi. Il centrodestra
minaccia di sfiduciarla per l'incertezza che lei avrebbe dimostrato sulle
nomine...
«La governance dell'azienda è inadeguata a gestire il cambiamento. E anomala
per qualsiasi realtà industriale. Ecco il perché di questa e altre crisi.
Vedo con soddisfazione l'arrivo sul piano legislativo di regole nuove. In
quanto alle obiezioni di alcuni consiglieri, per quanto mi riguarda ho
regolarmente posto il problema delle nomine. La maggioranza del Cda non ha
approvato le mie proposte. E non credo si possa accettare l'esistenza di
"zone intoccabili" nell'area editoriale. Proprio quella sulla quale dobbiamo
intervenire per recuperare la legittimazione del servizio pubblico».

Parla di «intoccabilità politica»? Per esempio Raidue?
«Parlo dell'insieme dell'area editoriale. Non a caso l'ordine del giorno
presentato dal presidente Petruccioli, che affrontava il problema, non è
stato votato».

Come si esce da questa contrapposizione? Deve muoversi l'azionista, cioè il
ministero del Tesoro? O la Vigilanza?
«Non devo indicare io la via. Ma la Rai, come qualsiasi azienda, non può
vivere di controversie che non si sbloccano».

La Rai riuscirà a uscire dalla crisi?
«Quando esco dal settimo piano di viale Mazzini, mi affaccio in uno studio,
mi accorgo dei cuori e delle intelligenze presenti in azienda penso di sì.
Quando mi ritrovo in questa sorta di "arresti domiciliari", mi rendo conto
che il problema della governance dev'essere risolto per consentire a quelle
risorse di sviluppare le proprie capacità».

Paolo Conti

25 maggio 2007

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