La Regione Valle d�Aosta � convinta della sua decisione di dare una
valutazione di impatto ambientale negativa ai progetti idroelettrici, tutti
ad acqua fluente, (non a bacino) presentati in Courmayeur. Il motivo
principale del diniego � quello di dover preservare per i ricchi
villeggianti della localit� un ambiente alpino esclusivo e di rara bellezza,
non ancora antropizzato e molto naturale. In altre parole, nonostante tutti
i progetti presentati rispettano le normative, comprese quelle sul Deflusso
Minimo Vitale, la sottrazione d�acqua dai torrenti rischierebbe di render
meno bello il paesaggio, e quindi di snobbano tali progetti, che rischiano
volgarmente di essere anche considerati speculativi. Meglio lasciare l�onere
di produrre energia, magari da fonti fossili, ad altre aree piu� brutte del
paese, o meglio ai balcani, dove molte imprese italiane ed anche della Valle
d�Aosta stanno investendo.
Se poi si pensa che si rifiutano investimenti che tutti assieme superano i
50 mln � (in Val Veny per 15 mln � � il progetto di Santi Energia srl, 30
mln � il progetto di Monte Blanc Energie, e poi altri minori in val Ferret),
c�� da chiedersi come sia possibile che un Comune cos� piccolo snobbi tali
investimenti. Certo ci sono i trasferimenti che il Comune riceve dalla
Regione e la stessa riceve a sua volta dallo Stato italiano, ma devono
essere proprio tanti.
Forse, le aree del paese dove si produce anche energia elettrica, con il
pagamento delle tasse ed imposte contribuiscono a mantenere in essere i
privilegi economici di localit� come Courmayeur, impegnati a mantenere il
paesaggio inalterato per i ricchi villeggianti. E s�, perch� Courmayeur non
� per tutte le tasche, non � una localit� democratica.
Una ingiustizia quindi oltre che ambientale anche sociale, dove il meno
fortunato in Italia deve contribuire a mantenere la bellezza dei luoghi dove
trascorrono le vacanze i ricchi
Marco Sironi
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