Bravo Google "dont to be evil "

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Jan 24, 2010, 1:17:04 AM1/24/10
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Bravo Google "dont to be evil "

Fedele al suo motto “don’t be evil” Google ha reagito alla censura
cinese. Gli esperti del settore hanno dichiarato che il recente
attacco è senza precedenti. “Credo che questo sia il più grande e più
sofisticato attacco che abbiamo visto negli ultimi anni” ha dichiarato
George Kurtz, chief technology officer di McAfee. E stato questo
attacco, mirato agli attivisti dei diritti umani, che ha fatto
traboccare il vaso ed ha portato Google a dire basta alla censura del
regime comunista cinese. E così 350 milioni di utenti web cinesi hanno
potuto vedere documenti ed immagini mai diffuse, da Tiananmen alle
esecuzioni quotidiane. Le negoziazioni con il regime di Pechino sono
in corso ma Google sembra determinato. “Siamo consapevoli che la
nostra posizione può significare dover chiudere Google.cn ma crediamo
che, a lungo termine, sia la decisione giusta anche se perderemo dei
guadagni a breve termine”ha dichiarato a BBC News Gabriel Stricker,
portavoce della compagnia. I cinesi ringraziano Google. Negli ultimi
giorni, davanti agli uffici della compagnia, hanno, infatti,
continuato ad accumularsi fiori posati da numerosi internauti. Zeng
Jinyan, mogle del noto attivista Hu Jia ha detto “Ho fatto una veglia
a favore di Google”. Il dissidente Mo Zhixu ha portato un mazzo di
gigli ed ha dichiarato “dobbiamo seguire i nostri principi e
proteggere la libertà di parola”. La risposta del regime a Google? Che
la censura fa bene. Questa, in sintesi, la tesi sostenuta da Pechino
che ha invitato le aziende a sostenere il controllo dello Stato su
internet: “L’opinione pubblica va guidata”. Poche, chiare parole che
dimostrano come la Cina non abbia alcuna intenzione di cambiare la sua
politica oppressiva. L’azione di Google rappresenta un esempio per
tutti gli uomini d’affari occidentali che non hanno il minimo scrupolo
quando si tratta di fare profitti, anche se questi sono prodotti sul
sangue e la pelle dei lavoratori forzati e dei bambini operai
internati nei laogai (www.laogai.it)! La storia recente ci racconta di
come alcune imprese del web abbiano collaborato con il regime per
poter penetrare l’enorme mercato cinese. Il regime ha arrestato decine
di internauti. Yahoo ha fornito le informazioni per chiudere in galera
per 10 anni Shi Tao, giornalista ed attivista dei diritti umani, la
cui unica colpa è stata quella di propagandare via email
l’anniversario del massacro di piazza Tiananmen. Cisco ha fornito
sistemi di filtraggio al regime. Anche Wang Xiaoning è stato
condannato a 10 anni. Nel novembre del 2007, con il sostegno di Harry
Wu e della Laogai Research Foundation, Yu Ling, sua moglie, ha
portato alla sbarra Yahoo, lo ha costretto ad ammettere le proprie
responsabilità e a chiedere scusa per quanto accaduto al marito.
L’allora CEO di Yahoo Jerry Yang, risarcì la famiglia, intervenne con
le autorità e versò un considerevole contributo alla Laoga Research
Foundation per l’apertura di un Museo dei Laogai a Washington che
venne aperto l’anno seguente. Purtroppo Le persecuzioni in Cina non
diminuiscono ma aumentano. Il regista tibetano Dhondup Wangchen è
stato appena condannato a 6 anni di carcere. Due monache tibetane,
Nordon e Lhawang Dekyi, a due e tre anni di prigione. Liu Xiaobo ha
ricevuto una condanna di 11 anni e nello Xinjiang le condanne a morte
si contano a decine. Non si hanno notizie di quattro vescovi cattolici
nelle mani della polizia: Mons. Giacomo Su Zhimin, arrestato nel 1997,
Mons. Cosma Shi Enxiang nel 2001, Martino Wu Qinjing nel 2007 e Mons.
Jia Zhiguo nel Marzo 2009. Ma i nostri politici non si rendono conto
che il governo cinese è una dittatura comunista che non ha alcuna
intenzione di cambiare in meglio? Come si fa a non vedere una verità
così lampante che è sotto gli occhi di tutti? Come non comprendere che
più il regime cinese si rafforza, più diviene potente, più incassa
vittorie politiche ed economiche, più cresce la sua arroganza e la sua
brutalità. Membri del governo e del parlamento italiano imparate da
Google! Volete capire che la Cina è una dittatura e che l’invasione
dei nostri mercati da parte di prodotti, spesso nocivi alla salute e
manufatti dal lavoro forzato e dal lavoro minorile, non è solamente
immorale ma è anche molto dannosa alla nostra economia? Non avete
ancora imparato che tutto ciò che è immorale, sarà presto o tardi,
anche deleterio in termini materiali ed economici? Anche il male, come
la menzogna, ha le gambe corte!!
Toni Brandi

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