“Un minuto era abbastanza, ha detto Tyler, c’era da lavorare duro per
ottenerlo, ma un minuto di perfezione valeva la fatica. Un momento era
il massimo che ci si poteva aspettare dalla perfezione” Chuck
Palahnjuk, da Fight Club.
Oggi ho capito finalmente il senso di quell’affermazione. Ma
procediamo con ordine perché per giungere alla pefezione di oggi il
percorso ha richiesto molto duro lavoro.
Potrete scorrere il newsgroup indietro al 20 dicembre 2009, e
troverete un post in cui chiedevo lumi circa la preparazione atletica.
Dibe ISW-737 mi faceva dono di un utilissimo protocollo di allenamento
che ho iniziato a seguire da quel momento con il massimo impegno.
Ma questo non bastava: non uscire in acqua da settembre fino a maggio
(come ho sempre fatto fino a quest’anno) comporta inevitabilmente un
decadimento nella propria abilità e così ho deciso di uscire anche
“fuori stagione”.
Il compiacimento di uscire a febbraio e marzo ha compensato le mazzate
impietose del freddo e la frustrazione di rendersi conto, oltre ad
essere alquanto imbranato, di essere pure peggiorato dalla pausa
iniziata a settembre.
Ho comunque affrontato condizioni per me nuove e mi sono confrontato
con livelli di difficoltà a volte improponibili per il mio livello.
Tecnicamente la maggior parte delle uscite è stata una più o meno
sonora sconfitta, comunque sempre presa con filosofia.
1° uscita a Cernobyl con scirocco e onde sono riuscito a fare pochi
bordi ed ho rotto la cima della bugna !
2° uscita a Baratti con vento da terra e di nuovo cedimento della cima
della bugna, “salvato” da Federico che mi ha spiegato che sbagliavo il
montaggio.
3° uscita al porticciolo di Vada con il maestrale, facevo bordi corti
per via dello scarso controllo nella direzione in planata e
conseguentemente preferivo accorciare i bordi. Al momento di smontare
non sono riuscito a disaccoppiare l’albero. Poi sul gruppo mi hanno
spiegato come fare usando il boma.
4° Uscita a Vada con vento che è diventato così forte che mi faceva
volare la tavola risbattendomi a riva dopo due bordi di numero.
5° uscita a Vada con scirocco che non riuscivo a gestire per via della
direzione che mi faceva finire sugli scogli del porto
6° uscita al Quaglio quasi senza vento, quel poco però è bastato per
ricevere una utilissima indicazione da parte di Trix su come
posizionare i piedi sulla tavola e sui passaggi del caricabasso.
Ma veniamo alla settima uscita di oggi partendo da ieri sera. Sì
perché l’altra cosa da aggiungere alla preparazione atletica è la
dieta. Sabato sera cena alla Sagra del Cinghiale a Certaldo: mega
abbuffata in vista dello sforzo atletico di oggi: pappardelle al
cinghiale e Cinghiale in salmì con olive nere, fagioli e patate. A
sottolineare la bontà della sagra basti dire che c’era gente che
veniva da Livorno.
Oggi lungo la strada per Vada notavo con gioia che il vento smuoveva
gli alberi e le bandiere. Un po di sconcerto c’è stato quando invece
una volta arrivato al porticciolo non si muoveva nemmeno una foglia.
Approfittando della pausa sono andato ad un bar in centro ed ho
mangiato un tramezzino prendendone un secondo per “pranzo/merenda”.
In spiaggia è cominciato il rito dell’attesa che è durata ben poco,
non appena si è cominciato a smuovere qualcosa ho montato il tutto
facendo attenzione ai passaggi nel caricabasso e tirando la vela tanto
quanto mi aveva spiegato Trix.
Ed ecco che i frutti delle 6 deludenti uscite precedenti sono
arrivati inaspettatamente tutti insieme. Seguendo le indicazioni di
Trix sulla posizione dei piedi e sulla guida della tavola con i piedi
ho iniziato a planare senza scarrocciare ! Tutti gli altri ovviamente
mi superavano comunque alla grande ma la mia tavola finalmente
martellava per i saltelli della planata coma mai prima. E finalmente
mi sono sparato dei bordi chilometrici che mi sembrava di essere al
volante di una formula uno.
In quel momento ho capito che riuscivo così bene solo grazie a tutte
le batoste prese in precedenza.
Alle 15.00 il vento è aumentato ancora e la mia 6.3 era troppo grande
per gestire la situazione in sicurezza. Così mi sono avvicinato a riva
e per un’ora intera ho fatto la bustina del thè a provare la partenza
dalla spiaggia in vista della partenza dall’acqua. Ebbene alla fine
sono pure riuscito a fare la mia prima partenza dall’acqua. Molto
ridicola, scoordinata, più di culo che di consapevolezza ma ce l’ho
fatta. Ci devo lavorare ancora tanto ma almeno ho cominciato !
Dalle 13.00 sono uscito dall’acqua alle 16.00 ma solo per esigenze di
rientro. Nell’ora e mezza di rientro in auto ripensavo alla fantastica
giornata ed al momento di perfezione della planata raggiunta.
Non però che oggi il mare mi abbia risparmiato la sua dose di mazzate
regalandomi una catapulta in planata che per fortuna sono riuscito a
farmi finire in acqua altrimenti troncavo in due la tavola ed una
pinnata su di un piede in una caduta che se non avessi avuto gli
stivaletti mi avrebbe aperto in due il piede. Una terza caduta sono
stato tradito dalle secche ed ho sbattuto il piede sul fondale. Tutte
le troncature le sentirò distintamente meglio domani mattina e potrò
ricordarmi anche di quelle meno significative che adesso non ricordo …
Per non trovarmi il tramezzino della mattina “lessato” al pomeriggio
devo pensare a qualcosa tipo borsa termica efficiente. Altra roba da
portarsi dietro ma con l’aumento delle temperature diventa un’esigenza
sempre maggiore. Qualche suggerimento ??
Filippo c'eri ?
giova977 ha scritto:
bravo Giova sono contento per te !!!
SandroM
@loh@ Trix
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Frank Jibe: http://it.groups.yahoo.com/group/frankjibe
Newsgroup: it.sport.windsurf www.isw-windsurf.info
ISW-002
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Mai quest'onda mai mi affonderà,
gli squali non mi avranno mai.
Mai quest'onda mai mi affonderà
Sha la la la la Sha la la la la la,
un'altra volta un'altra onda.
Sha la la la la Sha la la la la la,
quanto resisterai?
******************************
"giova977" <giov...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:921ff308-b216-4d6b...@z11g2000yqz.googlegroups.com...
le critiche le accetto sempre volentieri.
non mi sono azzardato a mettere i piedi negli straps perchè ho bisogno
di capire prima come farlo in sicurezza senza pericolo di slogature
per i piedi in caso di catapulta con i piedi infilati dentro o nelle
varie varianti di cadute cui sicuramente andrò incontro.
parevo l'uomo ragno! ahahaha che ridere ho delle foto che fanno paura da
tanto ero brutto!!!!
Giova, quando senti che la tavola incomincia a planare metti
il piede davanti, poi ti riassetti un attimo e metti quello dietro
stando attento a non fare troppa pressione sulla pinna.
Non è che ci sia un modo per farlo in sicurezza, ficcaci i piedi e
via.
Per la catapulta, innanzitutto con i piedi nelle streps è più
difficile catapultarsi,
secondo poi se catapulti a modo vedrai che i piedi ti si sfilano da
soli :)
ciao
SandroM