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1/4 d'ora per armare...3 secondi per smontare tutto!!

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Svedese

unread,
Mar 19, 2001, 7:16:31 AM3/19/01
to
17 marzo, sabato mattina.
Carico come una pila alcalina, passo in garage, lego la tavola sul tetto,
infilo tutto il resto in macchina e scendo a "La Capannina".
Condizioni fantastiche. Mi dicono che i primi planavano già alle 9.30 di
mattina. Si esce con la 4.5 mq e la tavola piccole anche perchè il mare
comincia ad aumentare. Io non ho né la 4.5 né la tavola wave e neanche sono
tanto capace. Mai uscito in queste condizioni. Sul tetto della mia punto
l'unica tavola è il mio ultimo acquisto: il tiga free x 270 che ancora non
ho mai provato. La vela più piccola che ho è la kalama 5.7 mq, anche questa
ancora da "sverginare". Ma perché rinunciare alla prima uscita della
stagione? Mi sono detto "Dai Diego...pesi 90 kg...qualche cm2 di vela in
più e un po' di volume sotto i piedi non ti faranno certo male...se non
cominci una buona volta ad uscire con queste condizioni non migliorerai
mai...bla bla bla...bla bla bla...".
Quando imparerò a non ascoltare i consigli dettati dall'adrenalina? In poco
più di dieci minuti armo la vela, avvito la pinna più piccola - una 32 FR -
nella scassa del tiga e mi vesto di muta, calzari e trapezio. Nella
bellissima baia di Portonovo sfrecciano già a tutta velocità una ventina di
surfisti. Mi fermo un attimo a osservare lo spettacolo: un willy-skipper,
una strambata sottovela, qualche bella surfata sulla destra che si srotola
davanti alla torre, anche una rotazione. Mi faccio coraggio ed entro in
acqua. Le onde che si infrangono a riva e i ciottoloni spaccapinne del
fondale non facilitano di certo la partenza. Anche la scarsa confidenza con
i nuovi materiali non mi è certo d'aiuto. Prima di riuscire a salire sulla
tavola passano circa una decina di minuti di tentativi che dalla spiaggia
saranno apparsi ridicoli e avranno certo suscitato l'ilarità di più d'uno
spettatore. Ma la cosa non mi tocca. Finalmente sono partito. Giusto il
tempo di compiacermi della piacevole sensazione di grip che danno i calzari
sulla coperta della nuova tavola e di attaccarmi al trapezio...e sono di nuo
vo in acqua. Cominciamo bene! Riparto dall'acqua con meno problemi che nella
partenza dalla spiaggia ma una raffica di scirocco mi trascina in avanti in
una catapulta. Forse è meglio che abbassi un po' il boma e tiri indietro il
piede d'albero - penso. Giro l'attrezzatura per tornare a terra a fare
queste piccole ma necessarie regolazioni e riparto - questa volta con più
cautela - sul bordo opposto. Sono poche decine di metri quelli che mi
separano dalla spiaggia, ma le insidie peggiori si nascondono proprio dove
rompe l'onda. Il mare è cresciuto notevolmente e i frangenti sono abbastanza
potenti da impegnare i più bravi in qualche tentativo di aerial. Sono quasi
a terra quando un'onda rompe proprio sopra di me trascinando violentemente
tutta l'attrezzatura e me con essa. Mentre cerco di nuotare per non sbucare
dall'acqua sotto la vela, sto già pregando che l'onda non rompa niente della
mia nuova preziosa attrezzatura. Appena riesco a rimettermi in piedi e ad
afferrare l'albero mi accorgo immediatamente che è accaduto qualche cosa: la
vela non è più tesa né al caricabasso né alla bugna. La tasca d'albero è
risalita lungo l'albero per qualche decina di centimetri e la vela è piegata
come una fisarmonica. Quello che fino a pochi istanti prima pregavo non
succedesse si era avverato con inesorabile rapidità e risultati
catastrofici. Nel momento in cui faccio per recuperare l'attrezzatura dall'
acqua un'altra onda si impossessa della vela e mi schiaccia l'albero contro
la coscia destra comprimendomela contro il bordo della tavola. Mi sento
preso in una morsa, ma il dolore si farà sentire intensamente solo qualche
ora dopo.
Una volta a terra finalmente posso valutare i danni. Prolunga dell'albero
letteralmente spezzata in due. Riposa in pace nel cassonetto del parcheggio
a Portonovo. L'anello di bugna della nuovissima Challenger Kalama pende
tristemente
dall'estremità del boma ancora infilato nella cimetta e la vela dalla quale
è stato tanto violentemente strappato presenta una lacerazione nella parte
corrispondente. I Santi del paradiso ricorderanno a lungo le invocazioni che
ho rivolto loro in quel momento di tanto tragico dolore. Ma non è tutto. La
stecca centrale della vela è piegata in due e nel ridursi così ha squarciato
la guaina che la conteneva. Ora la vela è ricoverata nel reparto di terapia
intensiva della veleria Challenger a Senigallia. La prognosi è di circa una
settimana.
Molto più lunghi saranno i tempi necessari a rimarginare le profonde ferite
che si sono prodotte nel mio ego surfistico.
Nel trasportare tutta l'attrezzatura dalla spiaggia per ricaricarla in
macchina ho cercato in vano quel pazzo che mi ha consigliato di iniziare la
stagione con un'uscita tanto azzardata in condizioni inadatte alle mie
capacità e all'attrezzatura che avevo a disposizione. L'ho potuto guardare
in faccia solo una mezz'ora più tardi, quando, uscendo dalla doccia sono
passato davanti allo specchio. Con il più sincero odio, tra i denti, mi è
uscito un..."CRETINO!"


Ranieri

unread,
Mar 19, 2001, 8:31:22 AM3/19/01
to
ciao
proprio ieri ero ad Alassio e mio amico che stava impartando si è fatto
prendere dalla prima planata e non ha mollato tutto: si è ritrovato al largo
e non riusciva più a tornare indietro.Il vento era molto raficato e spesso
non
permetteva di planare quindi neanche io riuscivo a trainarlo e allontanarlo,
e
la corrente lo portava verso gli scogli ed era stanco, e anche un pò
spaventato: l'unica soluzione per tornare a casa non troppo lesionati, era
quella
di mollare la vela (per fortuna da principiante poco costosa, anche se poi
non è così importante)
e tornare a remi sulla tavola, ma essendo troppo stanco,
si è ritrovato sugli scogli.Per fortuna con muta
e calzari non si è fatto niente, la tavola solo piccole botte e il rig è
andato a
porenderlo poi con la capitaneria (molto gentile e disponibile).
Però al ritorno, in macchina era avvilito e si sentiva CRETINO, come dici
te:
ma non è così, affatto! sono cose che capitano servono anche come lezione,
fanno
capire la forza del mare, ma penso che in molti ci siano passati.
Questo è uno sport fantastico e coinvolgente come non mai, è davvero
difficile resistere, non sempre si riesce a fare prevalere la ragione.
Ho visto diversi surfisti esagerare, ad alcuni è andata bene, altri sono
tornati a riva con
qualche acciacco e l'attrezzatura completamente masticata.
L'importante alla fine è tornare a riva e continuare, ricordarsi quanto è
successo solo per non rifarlo più (fai rimarginare subito le ferite del tuo
ego surfistico),
magari gradatamente in condizioni più adatte alle proprie capacità, ma senza
"colpevolizzarsi"!
non pensarci troppo, capita a tutti.
ciao e in buona fortuna per la prossima volta
Ranieri

"Svedese" <caf...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:zMmt6.37574$x3.7...@news2.tin.it...


> 17 marzo, sabato mattina.
> Carico come una pila alcalina, passo in garage, lego la tavola sul tetto,
> infilo tutto il resto in macchina e scendo a "La Capannina".
> Condizioni fantastiche. Mi dicono che i primi planavano già alle 9.30 di
> mattina. Si esce con la 4.5 mq e la tavola piccole anche perchè il mare

> ...
> ...

Daniele

unread,
Mar 19, 2001, 8:41:35 AM3/19/01
to
Solidarietà al 100% con te.
Anche a me è successo più di una volta quello che hai raccontato con l'unica
differenza di non avere per fortuna rotto nulla.
Io ho cominciato a fare windsurf all'inizio dell'estate scorsa e dopo finita
la stagione, considerando che abito ad ostia e, quindi a pochi metri dal
mare, mi dico che continuerò
a serfare anche d'inverno.
morale della favola: a dicembre mi compro la nuova tavola (un bic techno 273
usato del 2000),
vela hot sail 6.0 da race e mi avventuro il 6 gennaio per la prima uscita
con la nuova attrezzatura.
mare abbastanza formato, vento teso: prima che riesca a partire, con le onde
sotto riva saranno passati almeno 20 minuti, una volta partito mi toccano un
paio di catapulte. non sapendo fare la partenza dall'acqua non ti dico che
culo per tirare su la vela (che è con i camber) finche una mega onda mi
prende l'attrezzatura e se la porta a spasso per non so quante decine di
metri.
riesco a tornare a riva grazie alla corrente e quando sono giunto sulla
spiaggia faccio il resoconto della situazione danni: materiale tutto ok,
fisico a pezzi: indolensimenti dal bacino in su per una settimana intera.
purtroppo quando la voglia di fare windsurf supera la ragione.......
in bocca a lupo....
io ora aspetto la primavera e le condizioni un po' più accettabili.
ciao daniele.

"Svedese" <caf...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:zMmt6.37574$x3.7...@news2.tin.it...

Stefano

unread,
Mar 19, 2001, 3:42:50 PM3/19/01
to
E' lo scotto del principiante su cui prima o poi tutti incappano.
Mi ricordo ancora quando nell'ormai lontano 1985 in Grecia in
quel di Ios affittai una tavoletta. Dopo le prime plamate
all'interno della baia preso dall'adrenalina della planata mi
spinsi in mare aperto con il meltemi che ad un certo punto mi
strappò la vela dalle mani. Risultato, mi sono ritrovato sbattuto
ed esausto contro gli scogli. L'attrezzatura fu salva ma ancora
rabbrividisco alla quantità di spine di riccio che mi sono
trovato sotto i piedi.......
Ciao e vedrai che la prossima volta andrà molto meglio.


FrankOne

unread,
Mar 20, 2001, 5:06:45 AM3/20/01
to

"Svedese" <caf...@tin.it> escribió ...

una raffica di scirocco mi trascina in avanti in
> una catapulta. Forse è meglio che abbassi un po' il boma e tiri indietro
il
> piede d'albero - penso.

RE:Prendo spunto dal tuo interessantissimo ed istruttivo mex per mettere in
luce un paio di aspetti.
-Pesi 90 Kg : ne hai tenuto conto quando hai comprato la tavola?
Una tavola da 125l per un windsurfer da 90Kg teoricamente equivale ad una da
105l,per un windsurfer da 70Kg.
In realta' non e' cosi'.Se i 90Kg sono tutto muscolo,comunque l'agilita' non
e' la stessa di un peso leggero,quindi qualche litro in piu' ci vuole
tutto.Se poi,come e' successo a me,ti stai portando a spasso 20 Kg di
sovrappeso,in pratica 125l corrispondono ad una tavola da 85l,cioe' ad una
tavola da esperti.
E nell'analizzare la nostra corporatura occorre essere realistici:se a 20
anni,quando praticavo nuoto agonistico,pesavo 70Kg,inutile sperare a 50 e
passa anni di aver sviluppato un maggiore volume muscolare:cara grazia se
sono riuscito a conservare quello che avevo:-(
-Catapulta:Abbassando il boma riduci il braccio di leva,quindi aumenti la
forza della vela.Se poi arretri anche il piede d'albero,avvicini il
baricentro al corpo e diminuisci ulteriormente la leva.
Un tempo,quando si disponeva di una sola vela,le tavole avevano due scasse
per il piede d'albero,e quella anteriore era destinata al vento forte.Il
motivo era che,avanzando la vela,si poteva inclinarla meglio verso poppa(si
diceva "a cappello")riducendo la superficie al vento.
Oggi si fa esattamente il contrario,ma non in relazione al
vento,ma,piuttosto,al choppy e alle dimensioni della vela.
Aggiungo che con il piede d'albero arretrato,nella water start,occorre
dominare bene la tecnica perche' risulta piu' difficile mettere la tavola al
lasco.
Complimenti ancora per il tuo racconto:prima o poi mi decidero' anch'io a
raccontare qualcuna delle mie innumerevoli disavventure:-(
Raccontaci il seguito
Ciao

--
Franco
http://www.tarifa.net
http://www.windtarifa.com

PS:Una piccola osservazione.Soffrire con il windsurf oggi e' assolutamente
opzionale!E' sorprendente vedere come,qui' a Tarifa,quelli che noleggiano la
tavola non hanno quasi mai problemi,anche in condizioni esasperate(non
esiste nemmeno il salvataggio!),perche' hanno sempre il materiale adatto,e
soprattutto consigliato dagli istruttori che sanno tener conto delle
caratteristiche fisiche di ciascuno senza facili ottimismi.Diversi amici
venuti in vacanza restavano sorpresi nel vedersi mettere in mano una vela da
2.8 mentre loro,d'istinto,avrebbero montato una 4.2!C'e' una diffusa
tendenza a cercare di usare materiale non adatto alle proprie
possibilita',tavola troppo piccola con vela troppo grande,e questo puo'
essere fonte di guai anche seri,soprattutto quando esci in Atlantico ed il
prossimo scalo sono le Azzorre:-)


Luigi Cafasi

unread,
Mar 20, 2001, 9:07:56 AM3/20/01
to
Ciao Franco,
grazie per i complimenti.
A me piace raccontare e il windsurf è fatto anche di storie raccontate, a
volte esagerate dall'entusiasmo e mirabolanti a volte catastrofiche ma spero
istruttive come la mia. Mi piacerebbe che sul ng ce ne fossero di più in
mezzo ai vari annunci da mercatino delle pulci.
La tua osservazione sul peso è azzeccata, ma per fortuna i miei 90 kg sono
ben distribuiti su 1.87 di altezza e sono poco sovrappeso tenendo conto
della massa muscolare. Oggi ho 28 anni e mi impegno perché il degrado sia
lento e lontano.
Naturalmente ho tenuto conto del mio peso nello scegliere la tavola, come
pure delle condizioni con le quali esco prevalentemente e delle mie
capacità. Forse sulle mie capacità sono stato poco modesto o troppo
fiducioso in miglioramenti e progressi che richiedono costanza e
applicazione.
Comunque non sono proprio un principiante, anzi. La prima volta che ho messo
piede su una tavola avevo solo 11 anni e pesavo poco più di 40 kg. Allora il
volume della tavola era sufficiente per un peso massimo. Infatti sul vecchio
maxinmare X15 di papà potevamo salire in piedi anche in 4. L'istruttore che
teneva il corso di windsurf al Circolo della Vela di Portorecanati - che
frequento ancora oggi - quando si accorse che non riuscivo neanche a
sollevare la vela dall'acqua, mi disse queste parole "...mi dispiace dovrai
mangiare ancora parecchia pastasciutta...magari l'anno prossimo...".
Non fu neanche l'anno successivo, ma per me oggi parlano i miei 90 kg: ne ho
mangiata abbastanza di pasta!
I primi bordi li feci quindi col tavolone e imparai a virare e a strambare,
ma il passaggio alla tavola senza deriva è avvenuto molto tempo dopo,
nell'estate del secondo anno di università con l'acquisto di un BIC Rock
295 di 130 lt che è stata poi la mia tavola fino allo scorso anno.
Il nostro sport mi è sempre piaciuto moltissimo, ho divorato riviste e
sognato davanti a immagini e filmati dei posti più belli del mondo, ma
purtorppo non sono mai riuscito ad uscire in mare con la costanza necessaria
a diventare veramente bravo. Poi quest'anno ho voluto dare una svolta. Il
lavoro mi ha permesso qualche spesa in più e mi sono armato di tavola e vele
nuove, muta invernale, calzari e delle migliori intenzioni.
La prima uscita sai già come è andata, ma sono sicuro che alla fine della
stagione più lunga dei miei lunghi e incostanti trascorsi di windsurfista
qualche miglioramento sarò riuscito a vederlo. A novembre sapremo...
A presto

Diego

FrankOne <elt...@hotmail.com> wrote in message
997a05$cqc$1...@ID-9735.news.dfncis.de...

FrankOne

unread,
Mar 20, 2001, 1:36:03 PM3/20/01
to

"Luigi Cafasi" <caf...@tin.it> escribió ...

> Naturalmente ho tenuto conto del mio peso nello scegliere la tavola, come
> pure delle condizioni con le quali esco prevalentemente e delle mie
> capacità. Forse sulle mie capacità sono stato poco modesto o troppo
> fiducioso in miglioramenti e progressi che richiedono costanza e
> applicazione.

RE:Ne sono sicuro,visto che sei giovane e atletico!
Circa le capacita' non credo che sia stato modesto!Magari un po' ottimista
sulle condizioni meteo prevalenti.La Tiga 271,per la tua rispettabile
stazza,diventa una tavola da vento sostenuto (diciamo tra i 13 e i 33 nodi).
Comunque raccontaci la prossima uscita

"max"

unread,
Mar 20, 2001, 6:55:07 PM3/20/01
to
Bravo!
così si comicia!

l'errore che hai commesso non è stato quello di ascoltare la tua
adrenalina....
ma quello di non chiedere o osservare attentemente come si comportavano gli
altri surfisti in uscita o in entrata dall'acqua.

qualche consiglio... quando le condizioni sono troppo hard per la tua
attrezzatura AVANZA il piede d'albero.
quando un'onda ti sta frullando inesorabilmente cerca di mettere la vela in
modo che l'albero risulti parallelo all'onda stessa, così facendo la tua
attrezzatura rotolerà allegramente verso la spiaggia e non subirà alcun
danno!

quando torni a riva fallo sempre sulla schiena dell'onda, cioè essa ti deve
frangere appena davanti la prua....arriverai più lontano nel bagnasciuga e
avrai più tempo prima che arrivi l'altra.


Mi farebbe piacere sentirti dire che questo sabato ci riproverai (magari
prima comprati una 4,5..è sempre meglio)

ciao
max

Esperando la ultima ola...

Marco Emme

unread,
Mar 23, 2001, 4:26:36 AM3/23/01
to
Ciao a tutti ho scoperto da poco questo sport............FANTASTICO!!!!!!!!
Solo oggi sono venuto a conoscenza di questa news group e mi ci sono tuffato
subitissimo.
Sperando di poter essere accettato nella vostra grande famiglia vi saluto e
vi auguri 1000000 planate a tutti!!!!

Stefano

unread,
Mar 26, 2001, 7:16:40 AM3/26/01
to
D'accordo per l'esperienza personale ma bisogna fare tesoro dei consigli dei
più esperti e soprattutto del buonsenso: SI RISPRMIANO PARECCHI RIG DI
ATTREZZATURA.


CIAO STEFANO

"Ranieri" <TOGLIr...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:sSnt6.68$E26...@news.it.colt.net...

Ranieri

unread,
Mar 26, 2001, 8:16:26 AM3/26/01
to
sicuro, bisogna fare tesoro dei consigli dei più esperti e anche usare il
buonsenso, specialmente in acqua!
questo prima che accada qualcosa, ma una volta che è successo il "danno", la
sera stessa o appena tornato in spiaggia, tu cosa dici al tuo amico: sei un
"cretino", dovevi ascoltare i consigli dei più esperti...peggiorando la sua
frustrazione, oppure : capita, fortuna che non ti sei fatto male, vedrai che
la prossima volta starai più attento!
ciao
Ranieri


"Stefano" <burat...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:IqGv6.35994$dJ6.3...@news.infostrada.it...


> D'accordo per l'esperienza personale ma bisogna fare tesoro dei consigli
dei
> più esperti e soprattutto del buonsenso: SI RISPRMIANO PARECCHI RIG DI
> ATTREZZATURA.
>
>
> CIAO STEFANO
>
>
>
> "Ranieri" <TOGLIr...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:sSnt6.68$E26...@news.it.colt.net...
> > ciao
> > proprio ieri ero ad Alassio e mio amico che stava impartando si è fatto
> > prendere dalla prima planata e non ha mollato tutto: si è ritrovato al
> largo

poi con la capitaneria (molto gentile e disponibile).
> > Però al ritorno, in macchina era avvilito e si sentiva CRETINO, come
dici

> che acciacco e l'attrezzatura completamente masticata.

> .........................................


> > "colpevolizzarsi"!
> > non pensarci troppo, capita a tutti.
> > ciao e in buona fortuna per la prossima volta
> > Ranieri
> >
> > "Svedese" <caf...@tin.it> ha scritto nel messaggio
> > news:zMmt6.37574$x3.7...@news2.tin.it...
> > > 17 marzo, sabato mattina.
> > > Carico come una pila alcalina, passo in garage, lego la tavola sul
> tetto,
> > > infilo tutto il resto in macchina e scendo a "La Capannina".
> > > Condizioni fantastiche. Mi dicono che i primi planavano già alle 9.30
> di
> > > mattina. Si esce con la 4.5 mq e la tavola piccole anche perchè il
mare
> > > ...
> > > ...
> > > stagione con un'uscita tanto azzardata in condizioni inadatte alle mie
> > > capacità e all'attrezzatura che avevo a disposizione. L'ho potuto
> guardare
> > > in faccia solo una mezz'ora più tardi, quando, uscendo dalla doccia
sono
> > > passato davanti allo specchio. Con il più sincero odio, tra i denti,

mi......


il planatore molesto

unread,
May 30, 2001, 3:03:31 PM5/30/01
to
Ehi, Svedese, hai letto FrankOne e "max"? Be', io sono pienamente d'accordo
con loro: per prima cosa il boma č meglio alzarlo se ti catapulti... anche
se c'e chi dice che fra le onde sia meglio abbassarlo (ma solo in caso tu
voglia avere piů controllo... se sei troppo overpowered accorci il braccio
di leva tra te e la vela e ne diminuisci l'efficacia = catapulte piů
frequenti). Poi per il piede d'albero č meglio non toccarlo se non sulla
terraferma (come fai: tuttoavanti\tuttoindietro? io non riesco a regolarlo a
modo...).
E poi che cazzo, magari non ti sei divertito, ma hai sempre fatto
un'esperienza da cui credo tu abbia imparato qualcosa, no?
Ma la cosa che mi preme di piů dirti č che non puoi dare del cretino a uno
in preda a esaltazione per condizioni mitiche... si sa che gran parte di noi
surfisti soffre di questo grave problema... anche se magari quello č cretino
davvero!!! ;P


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