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Posizionare il Piede d'albero

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FrankOne

unread,
Jun 14, 1999, 3:00:00 AM6/14/99
to
Io normalmente lo sposto tutto avanti con poco vento e con vela
grande,mentre lo arretro specialmente se ci sono onde,pero' non sono mica
tanto sicuro di essere nel giusto
Qualcuno ha suggerimenti?
Un saluto a tutti
Franco

Looping

unread,
Jun 14, 1999, 3:00:00 AM6/14/99
to
Sei nel giusto, infatti con poco vento e con vele più grandi hai bisogno di
sfruttare maggiormente la superficie della tavola per consentirgli di
planare quanto prima, con vento forte la situazione si inverte, anche se
molte tavole( soprattutto wave ) vanno bene con vento forte con l'albero nel
centro scassa.

Saluti Mat

FrankOne ha scritto nel messaggio <7k2pov$6j7$1...@waltz.mi.linux.it>...

Paolo Holzl

unread,
Jun 15, 1999, 3:00:00 AM6/15/99
to
>Io normalmente lo sposto tutto avanti con poco vento e con vela
>grande,mentre lo arretro specialmente se ci sono onde,pero' non sono mica
>tanto sicuro di essere nel giusto
>Qualcuno ha suggerimenti?
Con il mio Race ho il piede d'albero spostabile tramite l'apposito
pomello, dopo due o tre mesi di accidenti dovuti a pestaggi
involontari che mi facevano volare a meta' strambata, ho imparato ad
'evitarlo' e a premerlo quando davvero mi serve.
Ora riesco a cambiare la sua posizione anche in planata e devo dire
che di esperimenti ne ho fatti una quantita' incredibile.
Riuscire a trovare una vera e propria 'formula' lo trovo un po
complesso cerco di dare quelli che mi sembrano i principi base.

Piu' l'albero e' indietro e piu' le manovre sono radicali e piu' si
risale la bolina viceversa avanti l'opposto.
L'albero dovrebbe sempre stare in una posizione tale che la poppa
della tavola non si 'infossi' nell'acqua ma la tavola stia
sostanzialmente orizzontale.
La posizione relativamente al vento dipende molto dalla tavola, con
vento molto debole o di poppa di solito si sta al centro, quasi il
baricentro della tavola, all'aumentare del vento si passa
progressivamente piu' avanti, con vento fortissimo praticamente tutto
a prua tenendo conto che a questo punto pero' entrano in gioco fattori
quali l'altezza della montatura del boma, la lunghezza dello stesso
che non deve toccare acqua ecc.
Teniamo conto poi che una posizione del genere e' difficile da tenere
al traverso e si presta piu' al lasco, di bolina devi arretrare
necessariamente.

Naturalmente se hai una tavoletta le cose cambiano molto dato che non
puoi essere sempre li a spostare e quindi vento forte avanti bolina e
vento piu' debole piu' indietro.
Salti e velocita' avanti manovre indietro.

Questo almeno e' quello che penso di aver capito
----------------------------------------------------------
Paolo Hölzl
Metis Informatica s.a.s technical manager (Ferrara)
----------------------------------------------------------
ATTENTION!, antispam
For reply, substitute xxx.xx with tin.it


Matteo Accornero

unread,
Jun 16, 1999, 3:00:00 AM6/16/99
to
Paolo Holzl wrote:

> Piu' l'albero e' indietro e piu' le manovre sono radicali e piu' si
> risale la bolina viceversa avanti l'opposto.

MMM dissento parecchio da quest'ultima osservazione!!!
Di bolina la tavola dovrebbe avere quanto piu' rail immerso la planata
consenta per ottenere degli angoli "decenti" di risalita, questo e' ottenibile
solo spostando il centro velico in avanti, e cioe' in definitiva il piede
dell' albero. Viceversa nelle andature larghe l'obiettivo e' quello di ridurre
la superficie bagnata al limite: albero indietro!


> Naturalmente se hai una tavoletta le cose cambiano molto dato che non
> puoi essere sempre li a spostare e quindi vento forte avanti bolina e
> vento piu' debole piu' indietro.

No no mi sa che hai le idee un po confuse ... se sei soprainvelato (vento
forte) e sposti il piede ancora piu' in avanti rischi di fare una fatica della
madonna per nulla . A che serve aumentare la superficie bagnata e quindi
l'attrito della tavola sull'acqua se sei carichissimo ?
Viceversa in condizioni di "planata molle" (poco vento) e' necessario che il
peso venga distribuito quanto piu' uniformemente sulla tavola per garantire il
passaggio tra andatura dislocante a quella planante e quindi albero piu'
avanti possibile!

> Salti e velocita' avanti manovre indietro.

Decisamente si!!!!


--
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Matteo Accornero
Roma, Italy
Homepage at: http://www.mclink.it/personal/MD1882
ICQ: 3670411
«¤»¥«¤»§«¤»¥«¤»§«¤»¥«¤»§«¤»¥«¤»§«¤»¥«¤»§«¤»¥«¤»§«¤»

Paolo Holzl

unread,
Jun 16, 1999, 3:00:00 AM6/16/99
to
>MMM dissento parecchio da quest'ultima osservazione!!!
>Di bolina la tavola dovrebbe avere quanto piu' rail immerso la planata
>consenta per ottenere degli angoli "decenti" di risalita, questo e' ottenibile
>solo spostando il centro velico in avanti, e cioe' in definitiva il piede
>dell' albero.
Vero se usi il rail, ma se hai la deriva giu' in un race
l'inclinazione sul rail diventa molto controproducente per la
velocita', normalmente tendo a scaricare piu' sulla pinna e la deriva
che sul rail.
E' indubbio che il rail ti permette una bolina piu' stretta, ma
rallenta parecchio la planata soprattutto in presenza di vento non
particolarmente forte.
Di solito spingo sul rail quando ho scazzato e sono finito troppo giu'
di bordo e quindi me ne frego della velocita' ma voglio stringere al
massimo.

>No no mi sa che hai le idee un po confuse ... se sei soprainvelato (vento
>forte) e sposti il piede ancora piu' in avanti rischi di fare una fatica della
>madonna per nulla . A che serve aumentare la superficie bagnata e quindi
>l'attrito della tavola sull'acqua se sei carichissimo ?

Ad aumentare la portanza verso l'alto e quindi diminuire l'attrito,
naturalmente tutti questi ragionamenti vanno messi in relazione anche
a vento e velatura, in pratica se hai relativamente 'poca vela' per
cui il rigg e' quasi verticale bisogna agire come hai detto tu, se
invece hai piu' vela e fai scendere un po il rigg hai una maggiore
portanza verticale che ci pensa lei a sollevarla, per cui il piede
d'albero a mio parere in questo caso va avanti con effetti di bolina
quasi inesistente ma delle planate da urlo.

>Viceversa in condizioni di "planata molle" (poco vento) e' necessario che il
>peso venga distribuito quanto piu' uniformemente sulla tavola per garantire il
>passaggio tra andatura dislocante a quella planante e quindi albero piu'
>avanti possibile!

Su questo sono daccordo pero' sempre il relazione al rigg in pratica
comunque la tavola deve rimanere orizzontale.

Looping

unread,
Jun 16, 1999, 3:00:00 AM6/16/99
to

Paolo Holzl ha scritto nel messaggio >

Questo almeno e' quello che penso di aver capito

>----------------------------------------------------------
>Paolo Hölzl
>Metis Informatica s.a.s technical manager (Ferrara)
>----------------------------------------------------------

Penso che avrai da rivedere diverse cosette.......;;)))

Un saluto Mat

md1...@mclink.it

unread,
Jun 16, 1999, 3:00:00 AM6/16/99
to
... deriva ?
Kosa essere? un 'race' con deriva?
quando ero 'piccolo' (maro' non mi ci fate pensare) c'erano ancora i
race con la deriva, ma ormai credo non esistano piu', e comunque si
parlava, mi sembra, di tavole assolutamente *senza*.
Cmq sull'argomento e' bello vedere che le opinioni sono assolutamente
disparate, e credo dipenda poi dal grado di confidenza ed esperienza di
ognuno con una certa tavola, ma in sostanza le posizioni estreme del
piede non credo siano utilizzabili con profitto, se non in condizioni
limite o per le caratteristiche del surfer rispetto all'attrezzatura o
per il rapporto tra l'attrezzatura e le condizioni meteo: vele enormi e
poco vento o vele minime con vento troppo forte per quella tavola...
io devo ancora capire perche' non riesco a tenere a bada (cioe' a
contatto con l'acqua) un 294 con circa 20 nodi: vuole sempre decollare
il porcello!


--
Posted from net128-007.mclink.it [195.110.128.7]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Matteo Accornero

unread,
Jun 17, 1999, 3:00:00 AM6/17/99
to
md1...@mclink.it wrote:

>
> Cmq sull'argomento e' bello vedere che le opinioni sono assolutamente
> disparate, e credo dipenda poi dal grado di confidenza ed esperienza di
> ognuno con una certa tavola,

No si tratta di fisica elementare!! :)

> ma in sostanza le posizioni estreme del
> piede non credo siano utilizzabili con profitto,

Hai dato un occhiata al track del nuovo Vision della Mistral?? , sara'
lungo si e no 15 cm.!!!

> io devo ancora capire perche' non riesco a tenere a bada (cioe' a
> contatto con l'acqua) un 294 con circa 20 nodi: vuole sempre decollare
> il porcello!

Io adoro la sensazione del "porcello" che mi vuole scappare da sotto i
piedi.
Comunque , linee d'acqua piu' o meno adatte all'upper range, IHMO e' il
modo in cui montiamo la vela che determina molte di questi "decolli", prova
a rimediare un filmatino di nome RIG IT RIGHT (Neil Pryde 1995 credo) la si
vedono Britt e Bjorn che corrono appaiati, lui con la vela mal montata e le
con il rig perfetto, inutile dirti chi dei due abbia piu' difficolta' a
mantenere la tavola in linea!!!

md1...@mclink.it

unread,
Jun 17, 1999, 3:00:00 AM6/17/99
to
> track del nuovo Vision della Mistral?? , sara' lungo si e no 15 cm.!!!

appunto. su una tavola 'seria' il track non va oltre certi limiti, ma
non e' cosi' su tutte le tavole.

Perche' la vela? un armamento fatto male puo' danneggiare la
maneggevolezza o il controllo, ma quella sensazione di non riuscire a
tenerla giu', nemmeno pistando sul bordo... viene 'da sotto',
direttamente dalla tavola.
ah, e non mi sento nemmeno tranquillo a mettere il piede nella strap
posteriore, dato che temo che decolli ancora di piu'
chissa'..


Matteo Accornero

unread,
Jun 18, 1999, 3:00:00 AM6/18/99
to
md1...@mclink.it wrote:

> > track del nuovo Vision della Mistral?? , sara' lungo si e no 15 cm.!!!
>
> appunto. su una tavola 'seria' il track non va oltre certi limiti, ma
> non e' cosi' su tutte le tavole.

Il Vision una tavola seria?? :) Beh Rick Naish ti sara' debitore a vita per
questa affermazione! ;-)))

> Perche' la vela? un armamento fatto male puo' danneggiare la
> maneggevolezza o il controllo, ma quella sensazione di non riuscire a
> tenerla giu', nemmeno pistando sul bordo... viene 'da sotto',
> direttamente dalla tavola

Non e' del tutto esatto, facciamo un esempio :se armi la tua vela su un
albero troppo rigido in penna otterrai proprio il risultato di cui sopra! La
vela non si aprira' come dovrebbe sotto raffica e l'effetto leva ti si
riperquotera' proprio sotto i piedi. Tieni anche presente che all'aumentare
dell'intensità del vento il grasso di una vela tendera' sempre a spostarsi a
poppa , quindi e' opportuno modificare la posiszione delle cimette del
trapezio per mantenere il centro velico sotto i tuoi piedi!

> ah, e non mi sento nemmeno tranquillo a mettere il piede nella strap
> posteriore, dato che temo che decolli ancora di piu'
> chissa'..

Naaa, stringi i denti e vola via, spacca tutto!!!!

Looping

unread,
Jun 19, 1999, 3:00:00 AM6/19/99
to

Matteo Accornero ha scritto nel messaggio >

>Naaa, stringi i denti e vola via, spacca tutto!!!!
>


Omonimo mitico !!!!!!!!!!!!!!


Saluti Mat

md1...@mclink.it

unread,
Jun 20, 1999, 3:00:00 AM6/20/99
to
> Il Vision una tavola seria??
il Mistral
be', fanno tavole da quando sono nati (loro e il ws)


Paolo Holzl

unread,
Jun 22, 1999, 3:00:00 AM6/22/99
to
>... deriva ?
>Kosa essere? un 'race' con deriva?
>quando ero 'piccolo' (maro' non mi ci fate pensare) c'erano ancora i
>race con la deriva, ma ormai credo non esistano piu', e comunque si
>parlava, mi sembra, di tavole assolutamente *senza*.
Se avessi la sfiga di vivere in un posto dove di vento ce ne e' spesso
poco e pesassi 85 Kg lo avresti anche tu, ti garantisco che spesso
sono l'unico a planare (naturalmente con una vela 'catamaranica')

----------------------------------------------------------
Paolo Hölzl
Metis Informatica s.a.s technical manager (Ferrara)
----------------------------------------------------------

Paolo Holzl

unread,
Jun 22, 1999, 3:00:00 AM6/22/99
to
>io devo ancora capire perche' non riesco a tenere a bada (cioe' a
>contatto con l'acqua) un 294 con circa 20 nodi: vuole sempre decollare
>il porcello!
Forse hai troppa vela o tieni l'albero troppo avanti, in pratica se la
vela e' molto inclinata indietro aumenta la portanza verticale e fa
l'effetto di far 'scattare' la tavola verso l'alto alla minima ondina.

Matteo Accornero

unread,
Jun 23, 1999, 3:00:00 AM6/23/99
to
md1...@mclink.it wrote:

Temo ci sia stato un fraintendimento. :-)
La Mistral e' una ditta serissima e le sue tavole sono di alta qualità,
quello che volevo dire e' che il Vision non e' certo la lorao punta di
diamante, il suo target e' tra i principianti intermedi, per seria
intendevo per avanzati esperti o esperti!

md1...@mclink.it

unread,
Jun 23, 1999, 3:00:00 AM6/23/99
to
c'e' ancora qualcosa che non capisco: planare con la deriva? con poco
vento si va sicuramente 'meglio' con una deriva, e dipende... ma non si
riesce mica a planare?
ancora devo provare il brivido (e non credo che riusciro' mai) di una
8-8.5 con una pinna da 40 o piu' e cose del genere (vorrei sapere se una
40 non e' una deriva...), pero' sembra che planino senza nemmeno
soffiarci sopra..!
grazie comunque per l'osservazione sull'albero troppo avanti: il fatto
e' che 'dicono' che dovrebbe servire ad avere piu' controllo, e un po'
di prove le ho fatte; l'ultima decisione che ho preso e' che dipende
dalla pinna troppo grande, vero o falso che sia, perche' dopo questo
c'e' solo la posizione del corpo e il modo in cui si trasmette la
pressione con i piedi e si posiziona la vela rispetto a corpo e tavola.
L'anno scorso con poco meno di 30 nodi su un Veloce 290 ed una 6.5
(pinna 34) riuscivo solamente a bolinare come un matto ma rigorosamente
con i piedi fuori e *davanti* alle straps: ma non mi divertivo granche'!

con i piedi nelle straps la tavola decollava e non riuscivo a rimetterla
giu', cioe' non riuscivo a far pressione sui bordi per tenerla piatta
sull'acqua: si sollevava il bordo sopravento.


Matteo Accornero

unread,
Jun 25, 1999, 3:00:00 AM6/25/99
to
md1...@mclink.it wrote:

> c'e' ancora qualcosa che non capisco: planare con la deriva? con poco
> vento si va sicuramente 'meglio' con una deriva, e dipende... ma non si
> riesce mica a planare?

ci si riesce, ci si riesce, e' come guidare in autostrada con il freno a
mano tirato, e' controproducente ma possibile!

> ancora devo provare il brivido (e non credo che riusciro' mai) di una
> 8-8.5 con una pinna da 40 o piu' e cose del genere (vorrei sapere se una
> 40 non e' una deriva...), pero' sembra che planino senza nemmeno
> soffiarci sopra..!

Certo che ci riuscirai, scherzi!!!
Con pinne cosi' grandi (ti parlo di 44-48-50) se la tavola non e' abbastanza
larga e non ha le straps piazzate molto esternamente rispetto al'asse
longitudinale di simmetria si verifica un simpatico effetto di lift del
bordo sopravvento .... preparati ad allenare per bene i popalcci! :)))

> L'anno scorso con poco meno di 30 nodi su un Veloce 290 ed una 6.5
> (pinna 34) riuscivo solamente a bolinare come un matto ma rigorosamente
> con i piedi fuori e *davanti* alle straps: ma non mi divertivo granche'!

La parola che cerchi e' SOPRAINVELATO!!

> con i piedi nelle straps la tavola decollava e non riuscivo a rimetterla
> giu', cioe' non riuscivo a far pressione sui bordi per tenerla piatta
> sull'acqua: si sollevava il bordo sopravento.

Eh eh eh eh !!!!

md1...@mclink.it

unread,
Jul 6, 1999, 3:00:00 AM7/6/99
to
> allenare per bene i popalcci!
..? perche'? la tavola o sta giu' per il peso del surfer o non credo si
riesca a tenerla giu' con 'i piedi'
> soprainvelato
allora: peso 69, e sul Veloce 298 con la 6,5 (UP) riuscivo ad andare,
mentre con la 5,2 no... qualche suggerimento? mi viene da pensare che
con la 6,5 forse avevo un maggiore equilibrio fra vela e pinna (35) ma
ero soprainvelato (temo dipenda anche dalla capacita' del famoso
'manico') , mentre con la 5,2 avevo sicuramente troppa pinna per quel
vento (sopra..impinnato? :-] ); un local andava tranquillo con una Naish
(...) 6,5 (non so la pinna) su un F2 285 (credo: quello giallo con le
fiamme rosse... non mi chiedete le sigle): troppo 'grande' (=volume) il
Veloce?

Dato che sono vicino all'esaurimento se non risolvo questa storia,
aggiungo che la cosa si e' ripetuta di recente, e comincio a pensare
seriamente che, malgrado mi abbiano detto che la 6,5 era troppo grande
per me, ho seri problemi di posizione sulla tavola, ma non so
assolutamente quali! Se si solleva il bordo sopravvento puo' anche voler
dire che l'albero non e' abbastanza inclinato all'indietro / in fuori e
preme quindi lateralmente anziche' in avanti: noo?
Si accettano suggerimenti anche per le partenze dall'acqua.
Ci aspetta un estate bella calda, pare: forse i termici estivi saranno
un po' piu' seri!
ciao

Matteo Accornero

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
md1...@mclink.it wrote:

> > allenare per bene i popalcci!
> ..? perche'? la tavola o sta giu' per il peso del surfer o non credo si
> riesca a tenerla giu' con 'i piedi'

Credi? :-) Prova ad uscire con una pinna da 48 o superiore, poi mi racconti
come e' andata!

> > soprainvelato
> allora: peso 69, e sul Veloce 298 con la 6,5 (UP) riuscivo ad andare,
> mentre con la 5,2 no... qualche suggerimento?

Beh le prime cosa che mi vengono in mente sono che la tua UP faccia un po
schifo nel range di vento superiore, o che la tua 5.2 sia una vela da wave
ultrapiatta, o che tu non abbia voglia di pompare, o anche che tu assuma una
posizione troppo arretrata sulla tavola ad inizio planata o che le cimette
del trapezio siano troppo lunghe o troppo vicine all'albero

> Dato che sono vicino all'esaurimento se non risolvo questa storia,--

Addirittura??
:-)

Paolo Holzl

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
>> c'e' ancora qualcosa che non capisco: planare con la deriva? con poco
>> vento si va sicuramente 'meglio' con una deriva, e dipende... ma non si
>> riesce mica a planare?

>ci si riesce, ci si riesce, e' come guidare in autostrada con il freno a
>mano tirato, e' controproducente ma possibile!

Ci si riesce eccome cambia il tipo di planata, anche le navi entrano
in planata ma e' una planata radicalmente diversa.
In quanto al freno a mano tirato la cosa e' discutibile in quanto se
e' indubbio che appena possibile la deriva deve rientrare in scassa,
quando il vento cala o su andature di bolina e' praticamente
irrinunciabile, anche se chiaramente non da le soddisfazioni di un bel
traverso o gran lasco.

Paolo Holzl

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
>Dato che sono vicino all'esaurimento se non risolvo questa storia,
>aggiungo che la cosa si e' ripetuta di recente, e comincio a pensare
>seriamente che, malgrado mi abbiano detto che la 6,5 era troppo grande
>per me, ho seri problemi di posizione sulla tavola, ma non so
>assolutamente quali! Se si solleva il bordo sopravvento puo' anche voler
>dire che l'albero non e' abbastanza inclinato all'indietro / in fuori e
>preme quindi lateralmente anziche' in avanti: noo?
Penso proprio di no, con la pinna che ti ritrovi sono le caviglie e i
talloni che ne devono contrastare il 'ribaltamento', se non ce la fai
riduci la pinna anche perche' altrimenti se la pressione in pinna e'
troppa o ti becchi degli spin-out o sei sempre con la tavola
difficilissima da governare e tende a stare 'sollevata dall'acqua'.
Ti porto un esempio estremo, se con il race con vento forte faccio la
stupidaggine di tenere la la deriva giu al traverso, la tavola tende a
mettersi subito di taglio, se nonostante tutto riesco a contrastare di
forza questa tendenza la tavola in pratica si solleva lasciando giu'
pinna e deriva e basta.
Questo naturalmente e' un esempio, non certo una scemata da fare a
meno che uno per beccare una boa non deva fare una bolina estrema ma
in tal caso la spinta sulla deriva e' inferiore.

md1...@mclink.it

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
Naaa, questa storia dei polpacci proprio non riesco a digerirla.
Allora, vediamo: quando sono nel trapezio la gran parte del peso del
corpo si oppone alla trazione della vela, i piedi sono quasi scarichi
(senno' non avrebbero inventato le straps) e regolano l'inclinazione
laterale della tavola sull'acqua, sempreche' ci sia un equilibrio
nell'andatura, cioe' che tendenzialmente la tavola sia piatta; se la
tavola si impenna da tutte le parti ci deve essere qualcos'altro che non
va, e non credo ci sia verso di tenerla giu' con i 'muscoli' dei
polpacci: quanti chili di pressione pensi si possa fare con la sola
muscolatura, considerando che il punto di sospensione del corpo (il
trapezio) non e' nemmeno fisso?
Quindi o bisogna portare un po' di peso dalla vela ai piedi, ma se il
vento picchia questo vuol dire anche inclinare ancora piu' sopravvento
l'albero o aprire la vela per diminuire la pressione, oppure c'e'
qualcosa di squilibrato: posizione generale rispetto all'attrezzatura,
vela, pinna, volume tavola, etcetc.
[intanto sto facendo ricchi esercizi di sollevamento sulla punta delle
unghie dei piedi !!!
non si sa mai ;-) ]


md1...@mclink.it

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
> se la pressione in pinna e' troppa o ti becchi degli spin-out o sei
sempre con la tavola
difficilissima da governare e tende a stare 'sollevata dall'acqua'

esattamente quello che mi e' (anche) capitato in quelle condizioni:
alcuni spinout, che pensavo pero' dovuti a un po' di ondina,
...pensavo!


md1...@mclink.it

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
> la tua UP faccia un po schifo nel range di vento superiore, o che la
tua 5.2 sia una vela da wave
ultrapiatta

no no, non mia, erano quelle originali dei BIC di cui sopra, (anche la
5,2) e comunque dopo averle provate non mi sembra che valgano granche',
la sensazione era di grande rigidita' ma non in senso positivo,
rigidita' nell'uso, poca flessibilita' al cambiamento delle condizioni
di vento.
La scorsa estate ho provato una Arrows 6,5 (ma c'era poco vento) e l'ho
trovata decisamente piu' maneggevole, direi amichevole (user friendly),
anche se un po' pesante.


md1...@mclink.it

unread,
Jul 7, 1999, 3:00:00 AM7/7/99
to
Matteo > cimette del trapezio siano troppo lunghe o troppo vicine
all'albero

interessante, "troppo vicine" che vuol dire? dipende direi dal centro
velico, cioe' dal punto da cui proviene la trazione della vela, pero' e'
un punto (una zona) che cambia a seconda del vento, dell'andatura, e non
so cos'altro, c'e' una 'regola d'oro' ?


Enzo Lombardo

unread,
Jul 8, 1999, 3:00:00 AM7/8/99
to
<md1...@mclink.it> wrote:

> Matteo > cimette del trapezio siano troppo lunghe o troppo vicine
> all'albero
>
> interessante, "troppo vicine" che vuol dire?


penso voglia dire corte.

> dipende direi dal centro
> velico, cioe' dal punto da cui proviene la trazione della vela, pero' e'
> un punto (una zona) che cambia a seconda del vento, dell'andatura, e non
> so cos'altro, c'e' una 'regola d'oro' ?


Il centro velico, direi centro di pressione, variava
continuamente con le vele in dacron non steccate.
Adesso con le nuove vele, é costante e varia solo con
l'inclinazione dell'albero (es. quando chiudi il gap)

Però, una volta chiuso, il C.P. non si muove più.

Ciao
Enzo Lombardo

--
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ wind .....
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ wave ......
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ fun ......
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

md1...@mclink.it

unread,
Jul 9, 1999, 3:00:00 AM7/9/99
to
mi sembra dicesse troppo vicine "all'albero", non corte, cioe' troppo in
avanti rispetto alla 'corretta' posizione sul boma, quello che volevo
sapere e' se c'e' un modo per stabilire quale sia questa distanza, oltre
che andare per tentativi: se provo con la vela a terra, una volta in
acqua non mi sembra che le cose stiano nello stesso modo

Enzo Lombardo

unread,
Jul 9, 1999, 3:00:00 AM7/9/99
to
<md1...@mclink.it> wrote:

> mi sembra dicesse troppo vicine "all'albero", non corte, cioe' troppo in
> avanti rispetto alla 'corretta' posizione sul boma, quello che volevo
> sapere e' se c'e' un modo per stabilire quale sia questa distanza, oltre
> che andare per tentativi: se provo con la vela a terra, una volta in
> acqua non mi sembra che le cose stiano nello stesso modo

mah, io le posiziono sul centro velico, ravvicinate e in genere
non ho mai problemi, ne avevo prima con le vele in dacron,
dovevo sempre fare degli aggiustamenti tornando a riva, una
volta mi accorgevo di sforzare con il braccio della vela,
un'altra volta dovevo tirare con quella dell'albero.

Adesso, qualche volta mi trovo a spostare leggermente le cimette
ma capita proprio di rado.

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