se un amatore giocasse con la racchetta di sampras, dopo mezzo'ora
avrebbe il braccio intorpidito dalla fatica.
stesso discorso per le corde, di norm ai pro hanno tensioni molto alte
(ci sono le eccezioni) per avrere il massimo del controllo potendo
ricavare la potenza dalla loro grande tecnica e forza fisica.
l'amico della bottega del tennis credo possa scrivere un volume sul peso
delle racchette.
oltre al peso e' importante come e' distribuito tale peso.
di solito in testa per aiutare le rotazioni e piu' verso il manico per
la maneggevolezza.
ciao ciao
"Milko A." wrote:
>
> Spesso nelle news sento parlare di peso della racchetta ricollegato a uso
> agonistico e uso amatoriale. Sapete dirmi qualcosa in merito...
--
Una vacanza a Desenzano del Garda?
http://www.desenzano.com
Abbiamo visto che il legno non permetteva di fabbricare ovali più grandi
senza rendere l'attrezzo troppo pesante o troppo fragile. Con l'impiego
delle fibre composite, con il 100 % di grafite ad alto modulo, il peso delle
racchette è sceso a 300 gr, e finanche a 270 gr e le distinzioni di peso L.,
M., H. sono sparite.
Nel passato, i tecnici ritenevano che quanto più pesante fosse la racchetta,
tanto più potenti fossero i colpi, cioè tanto più grande fosse la velocità
impressa alla palla. L'energia cinetica è infatti funzione diretta della
massa (in pratica del peso). Tuttavia l'energia cinetica è anche funzione
del quadrato della velocità di impatto (E = Massa x Velocità al quadrato) e
ci si è resi conto che diminuendo il peso dell'attrezzo la velocità del
braccio aumenta, entro certi limiti. Bisognerebbe misurare, caso per caso,
di quanto varia la velocità di braccio in funzione del peso della racchetta.
E' evidente che vi sono limiti fisiologici, altrimenti riducendo a zero il
peso del telaio la velocità e l'energia di impatto tenderebbe all'infinito.
Attualmente si ritiene che alleggerendo il telaio la potenza dei colpi, può
aumentare, a parità di tutti gli altri parametri (superficie dell'ovale,
tipo e calibro della corda, tensione ecc.).
Bilanciamento e rigidità
Il bilanciamento, o equilibrio di un telaio è la distanza in cm fra il
centro di gravità e l'estremità del grip e varia da 32 a 34 cm. Quando il
punto di equilibrio è spostato verso il lato manico la racchetta è più
maneggevole e adatta al gioco a rete. Quando l'equilibrio è in testa, la
racchetta ha un impatto più potente ed è più adatta al gioco di fondo campo,
posizione in cui vi è più tempo per l'apertura e la preparazione dei colpi.
E' possibile spostare l'equilibrio in testa applicando delle apposite
placchette autoadesive di piombo in testa all'ovale.
Al momento dell'impatto con la palla il telaio si flette e vibra con una
frequenza definita fondamentale variabile da 25 a 40 periodi/sec., in
funzione della rigidità del telaio stesso, del peso e della distribuzione
delle masse. Oltre alla vibrazione fondamentale si verificano delle
vibrazioni di ordine superiore denominate armoniche, che tuttavia non hanno
molta importanza. Nel passato si riteneva che il telaio flettendosi agisse
poi come una catapulta sulla palla. Le misure di laboratorio smentito questa
teoria.
Supponendo che la vibrazione fondamentale di una racchetta sia di 40
periodi/sec, il telaio si fletterà e ripasserà nella posizione iniziale in
un periodo, cioè un quarantesimo di secondo (25 millisecondi.). Il tempo di
contatto della palla con le corde varia invece da 3 a 7 millisecondi. Questo
significa che quando il telaio si raddrizza, la palla ha già lasciato il
piatto corde, quindi tutta l'energia assorbita dal telaio al momento dell'
impatto va interamente persa. E' possibile constatare che quanto più ridotta
è la flessione, tanto minore sarà l'energia assorbita dal telaio e tanto più
alta sarà la frequenza fondamentale. Una racchetta rigida dissipa meno
energia e permette quindi una maggior potenza dei colpi e un maggior
controllo di palla (tuttavia sottopone a più forti sollecitazioni i tendini
dell'avambraccio, aumentando il pericolo di epicondilite).
L'impiego di fibre di grafite al posto del legno, e in un secondo tempo
delle fibre di vetro, ha permesso di conferire una maggiore rigidità, ma non
esiste alcuna correlazione, se non psicologica, fra indice di rigidità e
tipo di gioco. Un telaio flessibile sottopone l'avambraccio a minori
sollecitazioni ma, flettendosi, oltre a dissipare più energia all'impatto,
modifica la la traiettoria dei colpi verso l'esterno (cioè quando si
effettua un colpo lungo linea, di dritto o di rovescio, è più facile mettere
la palla nel corridoio).
Se fosse possibile fabbricare racchette con una vibrazione fondamentale
intorno ai 200 periodi al secondo (con un periodo di vibrazione di 5
millisecondi), la racchetta restituirebbe alla palla quasi tutta l'energia
assorbita con la flessione al momento dell'impatto. Per aumentare la
rigidità sono stati introdotti i telai a profilo alto.
Un fabbricante austriaco mise sul mercato una racchetta con un profilo alto
oltre 4 cm, asserendo che questo attrezzo aveva una rigidità, e quindi una
frequenza di vibrazione che permetteva di restituire alla palla tutta l'
energia che aveva assorbito al momento dell'impatto. Tuttavia un telaio così
alto non era maneggevole e inoltre se un giocatore liftava i suoi colpi
correva il pericolo di toccare la palla con il bordo dell'ovale, cioè di
steccare i colpi. Questo modello di racchetta sparì rapidamente dalla
circolazione e attualmente l'altezza del profilo dai 20 mm iniziali è
passata intorno ai 22 e 24 mm.
Innovazioni nelle racchette
Per sostenere la domanda i fabbricanti periodicamente introducono delle
innovazioni, che sovente hanno un significato unicamente commerciale e non
comportano alcun vantaggio tecnico. Le innovazioni vengono poi magnificate
dalla pubblicità e tutti i fabbricanti si adeguano per non perdere quote di
mercato.
Una delle prime innovazioni fu l'introduzione del boron (alias boro),
seguita dopo alcuni anni dal kevlar che non avevano qualità superiori a
quelle della grafite (la grafite è un carbonio purificato e con un elevato
modulo di elasticità). Poi fu la volta della ceramica, un materiale con
ottime qualità antiabrasive, ma a bassa resilienza. Quindi l'unico impiego
utile delle placchette di ceramica sarebbe stato su quella parte dell'ovale
che alcuni giocatori sfregano occasionalmente al suolo quando, correndo in
avanti, sono in ritardo sulla palla. Attualmente sono di moda le placchette
di titanio annegate nella massa della resina epossidica. Nelle corde invece
il titanio si aggiunge in polvere alla guaina.
La pubblicità afferma che il titanio permetterebbe, una maggiore leggerezza
della racchetta e potenza dei colpi. Effettivamente il titanio è leggero, ma
non sono certo delle quantità dell'ordine dei decimi di grammo a influire
sul peso totale della racchetta. L'impiego del titanio è motivato unicamente
da ragioni commerciali. Fra qualche anno sarà la volta di altri metalli rari
come il molibdeno, il berillio, l'osmio, sempre nel tentativi di ciascun
fabbricante di aumentare la propria quota in un mercato molto concorrenziale
e in fase di recessione.
Per poter sopravvivere, le varie marche devono fabbricare (o far fabbricare)
le racchette su larga scala e essere presenti nei vari continenti. Tre
quarti delle racchette sono attualmente fabbricate a Taiwan e tale
concentrazione ha permesso di conseguire delle economie di scala e di
fabbricare per conto terzi a prezzi imbattibili. Anche certe ditte
americane, come la Wilson, sono in realtà a capitale taiwanese.
Anni or sono vidi uno stand al Mias di una ditta italiana che fabbricava
racchette in Piemonte e vendeva in Italia sotto la marca Pecten, oltreché
fabbricare per conto terzi. Questa ditta si trovò in difficoltà perché i
suoi principali clienti che facevano fabbricare racchette sotto la loro
marca, potevano imporre dei prezzi rovinosi alla Pecten che fu rilevata da
diverse aziende, in successione, e poi scomparve dal mercato. La produzione
su larga scala non è possibile se si serve un solo mercato ed è
finanziariamente molto oneroso inserirsi sui principali mercati mondiali. Le
marche australiane, che vendevano solo in Australia hanno dovuto creare una
rete di distribuzione mondiale, sostenuta da un'adeguata pubblicità
Alcuni fabbricanti nel passato si sono sbizzarriti adottando forme
asimmetriche, corde lunghe fino al cuore del telaio, corde fitte e sottili
(microincordature) oppure rade e di grosso calibro. Fu messa sul mercato
anche una racchetta con doppia cordatura (racchetta spaghetti) che
permetteva di imprimere degli effetti imprevedibili alla palla. La doppia
cordatura fu vietata dalla Federazione Internazionale, le altre innovazioni
sparirono spontaneamente ad eccezione della spaziatura progressiva delle
corde (cioè corde più fitte al centro dell'ovale). Alcune innovazioni non
erano prive di efficacia. Per esempio l'introduzione di una massa di
mercurio nel manico che spostandosi verso il cuore della racchetta durante
lo swing spostava l'equilibrio verso la testa al momento dell'impatto,
aumentando l'energia cinetica della racchetta.
Un'altra innovazione, debitamente brevettata, si basava sull'inserimento di
sferette di acciaio alloggiate in tubetti nell'ovale che per inerzia
scorrevano per alcuni millimetri in avanti quando la racchetta colpiva la
palla, aumentando così la potenza di impatto.
L'articolo 4, comma D, delle regole della Federazione sancisce che il telaio
deve essere esente da qualunque marchingegno (device) che modifichi la
distribuzione dei pesi durante il gioco. Quindi il mercurio e le sfere
mobili violavano il regolamento e queste racchette non ottennero l'
omologazione.
Una recente innovazione è l'introduzione nel cuore de telaio di "fibre
intelligenti" (Head intellifibers), con proprietà piezoelettriche. Allorché
il piatto corde colpisce la palla le fibre si flettono (quindi si
allungano). Nello spazio di un millesimo di secondo, l'impulso
piezoelettrico generata dall'impatto fa ritornare le fibre alla lunghezza
iniziale, restituendo alla palla l'energia che la racchetta aveva assorbito
flettendosi. Il prezzo di questa sofisticata racchetta è astronomico e i
vantaggi non sono sostanziali.
E' fuor di dubbio che le dimensioni dell'ovale, la rigidità, il peso del
telaio, il calibro e la tensione delle corde sono parametri che influenzano
la velocità dei colpi, tuttavia alcuni esperti, per ragioni commerciali e
di prestigio personale si lanciano in esoteriche elucubrazioni sugli aspetti
tecnici.
Per esempio, al fine di potenziare il top spin, quel che conta
principalmente è l'impugnatura chiusa della racchetta. Il fatto di aumentare
l'attrito della palla sulle corde (corde rade e di grosso calibro, con
superficie bitorzoluta, dura lift agli incroci delle corde, ecc) ha un'
importanza relativa. Un altro parametro che può influenzare il top spin è il
tempo di contatto della palla sulle corde al momento dell'impatto (dwell
time) che può variare dai 3 ai 7 millisecondi. Sembra evidente che la palla
si possa "spazzolare" più efficacemente, quanto più lungo è il dwell time,
che a sua volta dipende principalmente dalla tensione di incordatura.
Quanto più le corde sono lente, tanto più aumenta il tempo di permanenza
della palla sul piatto corde.
Mc Enroe che sapeva liftare molto efficacemente i passanti, utilizzava delle
tensioni molto basse. Ma Borg che era uno dei più grandi "arrotatori" del
suo tempo, smentiva la teoria del dwell time e tendeva le corde oltre i
trenta kg. Tuttavia la sua scelta non era irrazionale, perché riducendo il
dwell time riduceva il pericolo che la palla toccasse il bordo dell'ovale a
causa del forte lift. Ogni scelta fatta per ottenere un vantaggio comporta
sempre e inevitabilmente uno svantaggio. Non solo nel tennis, ma in tutte le
cose della vita.
Per concludere, vorremmo mettere in evidenza che il materiale, purché non
sia di qualità molto mediocre (racchette di alluminio, corde monobava), ha
un'importanza più limitata di quello che i guru del tennis e la pubblicità
vorrebbero far credere.
La tecnica sportiva è più un'arte che una scienza esatta, e non ci sono
verità assolute. Ora siamo arrivati al punto che per un giocatore, in
funzione delle sue caratteristiche fisiche e di gioco il guru, dopo aver
raccolto tutti i dati tecnici, pontifica che a quel giocatore si addice solo
la racchetta X, con corde Y, tensione Z, ecc
Le normali racchette di grafite con corde multifilamento di buona qualità
sono in pratica polivalenti, cioè adatte a tutti gli stili e situazioni di
gioco. Quel che più conta sono il coordinamento, la velocità di braccio, l'
impatto della palla nell'area dello sweet spot e, non ultimo, l'aspetto
psicologico.
Se vi sono giocatori che assumono cocaina, lo fanno perché con la droga si
sentono psicologicamente sicuri quando devono giocare i punti importanti. Se
un giocatore dilettante acquista una racchetta molto costosa e vince il
primo incontro, crederà ciecamente in quell'attrezzo attribuendogli qualità
eccelse.
Anni or sono tenevo uno stand agli Internazionali di Roma. Nello stand
accanto venivano incordate le racchette di alcuni giocatori. Un giorno
arriva un inserviente con tre racchette di Becker da rifare perché il
giocatore le trovava un po' lente.
L'incordatore che era francese - e in Francia è meno diffuso il servilismo
verso le persone importanti, come da noi - ha tenuto le racchette in un
angolo per un paio d'ore, riconsegnandole poi tali e quali a Becker che si
dichiarò soddisfatto
sulle racchette:
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Milko A. <ultr...@usa.net> wrote in message
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