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Ad ognuno il suo ruolo
L'allenatore
È una persona divertente, sembra capire tutte le tattiche e le regole.
Passa le ore insegnando mosse prestabilite. Si attribuisce il merito
delle mete segnate anche quando le mosse prestabilite non vengono
impiegate. Gli allenatori sono di solito ex-giocatori di match
internazionali o ex-vigili vendicativi.
L'estremo ( n° 15 )
Una posizione molto corteggiata e amata da quelli con le spalle
larghe, i giocatori tipo "morte e gloria" che sono contenti di essere
coinvolti nel gioco solo quando se lo sentono. Per esempio, perforando
la linea dei 3/4 dopo un lungo e freddo periodo di inattività. Questi
periodi di inattività vengono considerati dagli estremi delle
posizioni tattiche di riparo, in effetti lo fanno semplicemente per
tenersi fuori dai guai. L'estremo deve avere anche una certa abilità
nel proteggersi dai suoi stessi compagni, evitando l'ostruzione dopo
un calcio "up & under" seguito da un coraggioso e teatrale : "PALLA
MIA !"
Le ali ( n° 11 e 14 )
Per essere un'ala devi avere tre qualità fondamentali:
* velocità
* indifferenza per l'inattività
* attitudine a parlare con le ragazze ( talento che si sviluppa
specialmente lungo la touche, come sanno quelli del mestiere)
Molte ali parlando delle loro partite migliori, citano il numero di
appuntamenti che hanno ottenuto, non i tentativi di meta. Recentemente
un record è stato battuto da un'ala particolarmente piacevole a
guardarsi che ottenne ben 5 diversi appuntamenti durante il primo
tempo e che si fidanzò con la sesta ragazza nel secondo tempo.
I centri ( n° 12 e 13 )
È la più confusa di tutte le posizioni del rugby. I centri di
costituzione tarchiata pensano di essere gli specialisti dello scontro
fisico, mentre quelli di costituzione longilinea sono invariabilmente
dei mediani di apertura mancati. Pur di giocare sono felici di giocare
centri nella speranza che il mediano di apertura venga "barellato" per
colpa di un centro che lo ha lavorato con una serie di passaggi da
"ospedale" tipo : ti passo palla e uomo.
Il mediano d'apertura ( n° 10 )
Idealmente il mediano di apertura dovrebbe essere ben spallato, con
vita sottile e con la zazzera dorata. Se sa anche giocare un pochino,
tanto meglio. Ci sono due tipi di mediani d'apertura :
* il tipo solo calciante (calcia, ma quasi mai si catapulta per
raccoglierla, preferisce assistere all'entusiasmante spettacolo del
"mucchio selvaggio")
* il tipo che corre e passa ( non ha mai sentito parlare di calci
tattici, con lui ci si danna ma si gioca solo sul trasversale)
Per stabilire se si è mediani d'apertura idealmente si dovrebbe essere
degli intelligenti studiosi del gioco, possibilmente imparentati con
il presidente della società.
Il mediano di mischia ( n° 9 )
Per essere un mediano di mischia non si deve essere alti, bisogna
avere il centro di gravità molto basso e l'abilità di parlare "non-
stop" durante tutta la partita, anche quando si viene abbattuti e si è
privi di sensi. Un mediano di mischia non fa mai un brutto gioco, se
fa una cavolata non è colpa sua: la terza linea gli ha passato una
palla schifosa, senza un minimo di protezione. Se, comunque, ha anche
un bel gioco, si dice: "chi non giocherebbe bene dietro una mischia
come quella ?" .
Le terze linee ali ( n° 6 e 7 )
Le terze linee sono molto veloci, corrono a tutto campo trattenendo o
placcando qualsiasi cosa incontrino, generalmente si comportano in
modo assassino e spesso sono deportati dalla Nuova Zelanda. Tendono a
ferirsi molto, spesso vengono messi fuori combattimento e quando
riemergono dal trattamento dei soccorritori, sono fasciati da bende e
drammaticamente determinati a resistere a tutti i tentativi per far
loro lasciare il campo.
Il terza linea centro ( n° 8 )
Il n.8 è un individuo piuttosto alto che tende a stare in fondo alla
mischia e di impossessarsi della palla che sbuca fuori velocemente. Di
solito è un mediano di mischia deluso che tenta sempre di prendere una
palla al volo per tuffarsi in meta, di solito sbagliando in pieno.
Le seconde linee ( n° 4 e 5 )
Quelli in seconda linea sono dei grossi e angelici individui che sono
lì per vedere l'esito della rappresaglia. Non fa per loro l'astuto
temperamento delle terze linee, sono orgogliosi delle vendette che
consumano durante l'allineamento, soprattutto perché sono nascosti
alla vista dell'arbitro dall'altra colossale seconda linea. Una cosa
però la sanno fare bene : farsi sparare a più di due metri d'altezza
(sommando la loro, quindi, a braccia tese, raggiungono tranquillamente
i quattro metri e mezzo) dando al Tallonatore l'opportunità di sfogare
le sue frustrazioni in una touche stortissima che, nel 90% delle
volte, cade nelle mani degli avversari (peraltro suscitando nei tre
quarti, che vedono l'azione in lontananza, un intenso moto di
religiosità improvvisa, manifestato da coloriti bestemmioni).
Il tallonatore ( n° 2 )
Il bello ad essere tallonatore è che hai sempre la possibilità di
giocare, perché poche persone vogliono ricoprire questo ruolo. Molti
clubs hanno tanti estremi, mediani, ma sono molto fortunati se
riescono ad avere anche un solo vero tallonatore. Tallonatori si nasce
e non si diventa, senza collo, con le gambe storte e le braccia
lunghe, il naso schiacciato, in stile pugilato (reduce da molteplici
fratture accumulate dall'incontro ravvicinato con le ginocchia del
pilone destro avversario, durante ogni mischia). Su questo c'è da dire
qualcosa in difesa di quel povero animale nerboruto che è il
tallonatore, deve riuscire, appunto, a "tallonare" il pallone,
mentre :
1) spinge come un mulo contro una mischia avversaria, che in media
pesa intorno agli 850 kg
2)viene preso a ginocchiate sul muso dal suddetto pilone destro
avversario, ossia il numero 3 (contro il quale, al termine della
mischia, spesso e volentieri il tallonatore comincia a menare fendenti
che in violenza equivalgono a quella scatenata da Richard Benson
contro il proprio membro)
3)è schiacciato e soffocato dalla pesenza dei suoi, di piloni, i
quali, come ben sappiamo, tra ascelle e fiato potrebbero alimentare
una locomotiva a vapore senza sforzo alcuno.
I piloni ( n° 1 e 3 )
I piloni sono quegli individui pelosi che si alzano per ultimi da una
mischia rovinosa e che vanno malgrado tutto per primi al bar.
Grugniscono felicemente durante la partita nel buio della mischia,
sperando di poter fornire qualche palla decente agli esterni.
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>Ad ognuno il suo ruolo
...
Rubata da qui:
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:-(
nb
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