Link ad un'analisi secondo me decisamente interessante dei problemi
accusati da Ducati negli ultimi anni, probabilmente un po' old ma a suo
tempo mi ero purtroppo perso il link.
Finalmente anche una spiegazione razionale di come mai negli ultimi due
anni in Ducati si parlasse a giorni alterni di problemi di eccessivo
pattinamento del posteriore piuttosto che dell'esatto contrario
(eccessiva trazione a danno dell'avantreno).
http://tinyurl.com/d3o23uz
L'analisi dovebbe essere immediatamente seguente alle interviste del 30
di aprile in cui Rossi ammetteva di esser passato per la prima volta (?)
al setup di Hayden (quello per così dire "factory style")
http://tinyurl.com/cx9xznv
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Perché la Ducati non è una moto da bagarre
Posted by Federico in Tecnica Moto
Ricapitoliamo: Barbera e Hayden fanno il giro secco e staccano tempi di
tutto rispetto, poi la domenica rinviene Rossi e ultimamente fa meglio
dei suoi compagni di marca. Un caso? Nient affatto, il caso c entra
pochissimo con le gare: a meno di avarie i valori al traguardo sono
fedele specchio dell intero pacchetto moto+pilota. La differenza in quel
caso la fa proprio Rossi, vero animale da gara, che nel corpo a corpo ha
una marcia in più e spesso preferisce settaggi meno performanti sul giro
ma più aggressivi in bagarre. Indovinate? Esatto, parliamo di centraggio.
Ma prima dovete sorbirvi un po di teoria sulla dinamica di un mezzo a
due ruote. Sarò anche politicamente scorretto, indicando nomi e cognomi
di chi dall alto di una cattedra propina teorie che fanno acqua. Siccome
ho pietà di chi legge per rilassarsi e non per trapanarsi le meningi
sopratutto di chi è in vacanza, tenterò di scrivere qualche regoletta
pratica condita da opportuni esempi che ognuno di voi sarà libero di
accettare o rifiutare, dato che mi asterrò dalla dimostrazione
matematica. A meno che non mi ci tiriate per i capelli, sia ben chiaro.
E una minaccia, sissignori.
Via di regolette, in ordine sparso:
più il baricentro è arretrato, più lo dovrò tenere basso per evitare
il sottosterzo in uscita;
più il baricentro è arretrato, meno carico statico avrò sull avantreno;
meno carico statico ha l avantreno, meno aggressiva sarà la staccata;
più è basso il baricentro e meno avrò trasferimento dinamico;
più il baricentro è arretrato, più dovrò dare incidenza al cannotto
per sentire l avantreno;
più è lungo il passo e più dovrò dare incidenza al cannotto;
più è inclinato il cannotto e meno avrò facilità a cambiare traiettoria;
la profondità della frenata dipende dalla somma carico statico ant
+ trasferimento ;
più il baricentro è basso e maggiore sarà la piega che dovrò fare;
più carico statico avrò al retrotreno, più avrò motricità;
più carico statico avrò al retrotreno, più l anteriore si
alleggerisce in accelerazione prima dell intervento dell antispin.
La Ducati ha il baricentro arretrato: di conseguenza ha un inizio di
staccata poco aggressivo (regole 2 e 3) e una forcella con tanta
incidenza (regola 5) che la rende poco agile (regola 7). Qui sta il
problema di Rossi. Per sfruttare la sua frenata almeno come profondità,
visto che l attacco ai dischi per la regola n. 3 non può essere
aggressivo, per la regoletta n. 8 cerca di aumentare il trasferimento.
Quindi, per la regola n. 4, solleva la moto: questo però scazza
immediatamente con la regola n.1, e alla fine deve rassegnarsi al
compromesso tra sottosterzo e frenata. Hayden e Barbera la settano per
il miglior tempo, più bassa e con minore sottosterzo, mentre Rossi la
tiene un po più alta per affrontare meglio i duelli, ma con tutte le
conseguenze sul giro secco. Andiamo avanti. Per i duelli gli serve poter
cambiare traiettoria rapidamente, quindi per la regola n.7 il settaggio
di Rossi sarà col cannotto più verticale possibile, e questo significa
per la regola n.6 avere il passo più corto. Per farlo lui avanza la
ruota posteriore nel forcellone, ma Ma. Col baricentro arretrato, per
la regola n, 5, l avantreno risulta meno friendly, non trasmette al
pilota la sensazione del contatto e rende difficile l individuazione del
limite di aderenza; e in aggiunta, avanzando la posteriore riduce
ulteriormente il carico anteriore e aumenta ancora di più quello posteriore.
Questo, per la regola n. 11, gli imporrà un settaggio molto chiuso e
poco efficace sull antispin, e per la regola n. 10 gli imporrà l uso di
gomme dure, meglio se usate, per ridurre l eccesso di motricità e non
finire nuovamente in sottosterzo. Non solo: l arretramento del
baricentro dovuto allo spostamento della ruota in avanti per la regola
n. 2 gli riduce nuovamente il carico statico anteriore, rendendo per la
regola n. 3 la staccata meno aggressiva e obbligandolo a recuperare
ancora una volta con l aumento del trasferimento (regola n. 8) per
recuperare in profondità.
Reinnescando il circolo vizioso che lo porterà a dover alzare ancora la
moto e ricominciando il ciclo daccapo. Insomma, una scelta che a valanga
si porta appresso una serie di conseguenze impossibile da risolvere,
perché ogni tentativo di soluzione riporta a baricentri sempre più
arretrati e a sottosterzi sempre maggiori, a elettroniche sempre più
chiuse e a frenate sempre meno aggressive. Il contrario di quanto si
voleva ottenere in partenza, ricordate?
Finalmente Rossi ammette che adesso, col settaggio Ducati style, almeno
frena in modo più aggressivo. Ma ci è voluto un anno e mezzo perché
Burgess la piantasse di sollevare la moto come faceva in Yamaha per
cercare la profondità di frenata: la M1 se lo poteva permettere perché
il suo carico statico anteriore era elevato nonostante il passo corto.
Ha, in sostanza, il baricentro avanzato, la forcella in piedi e soffre
semmai di carenza di motricità al retrotreno, con un elettronica che
nonostante sia meno chiusa interviene quando la potenza erogata è ancora
inferiore a Honda&co: per molti profani sembra che il motore Yamaha sia
meno potente, ma in realtà è perfettamente inutile una maggior potenza
in quanto verrebbe semplicemente tagliata di più. E questo è il limite
della M1 di cui parlava Furusawa: la mille con quel telaio e quella
distribuzione non può esprimere accelerazioni migliori della 800, viene
semplicemente tagliata prima. Un piccolo vantaggio lo avrà solo in
rettilineo in quinta e sesta marcia, ad antispin completamente aperto,
per la maggior velocità massima. Sui circuiti lenti non c è differenza
con la vecchia 800, e la variazione rispetto allo scorso anno è da
imputarsi esclusivamente alle gomme attuali. Riassumendo: la M1 è una
moto con grande carico statico davanti (regola 2), che stacca in modo
aggressivo (regola 3) e profondo (regola 8), con notevole agilità per
via del cannotto verticale (regola 7) possibile grazie al fatto che è
corta e col baricentro avanzato (regole 6 e 5); ha elevata velocità in
percorrenza (regola 9) perché non è costretta a tenere basso il
baricentro (regola 1), non si alleggerisce in uscita (regola 11). Per
contro, soffre un po di motricità e quindi di accelerazione: ma siccome
alla corda è la più veloce, ha anche minori necessità di accelerazione
in uscita. Insomma, è una moto da bagarre. Da sorpassi in staccata con
traiettoria inventata all ultimo momento. Da corpo a corpo. Va guidata
senza farle perdere velocità, alla Dovi, ma sa variare le traiettorie e
sorpassare grazie all ingresso fulmineo. Alla Crutchlow. Alla Lorenzo.
Alla Rossi.
Ducati è l opposto. Ha il baricentro arretrato e va tenuta bassa, a
costo di rinunciare alla profondità della staccata (regole 4 e 8), per
evitare il sottosterzo in uscita (regola 1). Va tenuta lunga e quindi
col cannotto più inclinato (regola 6) per aumentare il carico statico
anteriore e staccare in modo più aggressivo. Il baricentro basso la
obbliga a piegare di più (regola 9), il cannotto inclinato non le
consente di variare velocemente traiettoria, e va guidata uscendo molto
dalla moto in piega proprio per cercare di tenerla più dritta possibile
(cioè piegata quanto gli altri, sennò di suo dovrebbe piegare di più).
Non ha un ingresso fulmineo né una percorrenza elevata, non è agile, non
è una moto da bagarre. Se tenuta dritta ha però un accelerazione
superiore, può scaricare più cavalli delle concorrenti grazie alla sua
motricità: sul bagnato diventa molto evidente proprio questa sua
caratteristica, ma anche sull asciutto, opportunamente guidata da un
pilota che si sporga molto e che non abbia una guida con traiettorie
troppo fantasiose, alla Stoner, alla Marquez, alla Redding (soprattutto
alla Sic purtroppo ) la velocità massima testimonia la sua capacità di
mettere a terra molti cavalli come i dragster (pensateci bene: sono
lunghi , hanno tutto il peso dietro, più in basso possibile, e coprono
il quarto di miglio partendo da fermi in meno di 5 secondi). Azzopparla
con la limitazione della pressione di alimentazione è stata una vera
bastardata, ma nessuno si prende la briga di indagare su certi misfatti:
in sostanza, hanno colpito la Ducati mandando a monte tutta la filosofia
del progetto basata sulla grande accelerazione. Ma tiremm innànz.
La differenza tra il settaggio di Hayden/Barbera e quello di Rossi sta
lì: Rossi la tiene un po più alta e un po più corta per migliorarla in
bagarre, gli altri la settano per il massimo della prestazione pura. Di
conseguenza Rossi va meglio a serbatoio vuoto e gomme usurate e gli
altri vanno meglio con gomme nuove o anche morbide, che a Rossi alle
prese con moto più corta, baricentro più arretrato e trasferimenti
eccessivi creano solo problemi. Comunque è già un progresso che
finalmente adesso non la tenga MOLTO più alta e MOLTO più corta.
Quello che mi meraviglia è una cosa: com è che LORO continuano a dire
sul bagnato andiamo meglio ma non sappiamo il perché oppure dobbiamo
capire perché abbiamo il sottosterzo ? Qualcuno in quel team si è
trifolato il cervello. Oppure devo dedurne che hanno sempre lavorato
sulle giapponesi semplicemente applicando procedure di routine ma senza
davvero aver capito quali equilibri fisici stavano variando. Come se
avessero imparato una serie di operazioni piuttosto che una serie di
criteri .
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Red