domenica 29 aprile: sono andato ad arrampicare con la moglie alla falesia di
baone nei dintorni di arco; tiri facili su placca appoggiata, tanto per fare un
po' di pratica con le manovre di corda; faccio presente che ero in pantaloncini
corti e che per raggiungere la falesia ho camminato per 5 minuti attraverso un
campo di olivi (c'era una gara di mtb per cui il sentiero usuale era vietato).
lunedi' 30: ho fatto il turista a trento, la sera a casa mi accorgo di avere una
strana infiammazione al polpaccio destro, estesa ma non fastidiosa,
probabilmente una pianta urticante; non ci do' molto peso tanto che il giorno
successivo
martedi' 1 maggio: vado a fare scialpinismo (cima colbricon, neve marcia e caldo
infernale!) tenendo lo scarpone abbastanza aperto; ok, forse non e' stata
un'idea molto furba, ma la voglia di sciare era troppo forte! fattosta' che la
sera a casa il polpaccio e' ben ricoperto di vesciconi e bolle da far schifo! al
pronto soccorso vengo medicato.
mercoledi' 2: alla visita dermatologica mi dicono di fare una cura antibiotica
(zitromax), impacchi di acqua fisiologica e la sera una pomata al cortisone.
sabato 5: la situazione non migliora, la caviglia e' gonfia, cosi' torno al
pronto soccorso, il dermatologo mi dice che mi devo ricoverare!!!
lunedi' 7: mi ricovero in clinica dermatologica, dove mi fanno una nuova terapia
di antibiotici (eritromicina e impacchi di rifocin).
giovedi' 10: finalmente la situazione migliora e vengo dimesso e devo continuare
la cura antibiotica a casa. la diagnosi e' FITODERMATITE, un po' generico, non
vi pare?
lunedi' 14: oggi finisco la cura antibiotica, sul polpaccio e' presente una
specie di piaga e la pelle si sta staccando. il dottore mi dice che ci vorra'
ancora 10 15 giorni per tornare del tutto normale!
ora mi (e vi) chiedo: ho camminato centinaia di volte in mezzo ai campi senza
che mi succedesse mai nulla, e' possibile una cosa del genere? con un decorso
cosi' lungo? non avevo mai sentito nulla circa la pericolosita' di camminare
nell'erba! potrebbe essere un antiparassitario o qualcosa del genere? e se
invece fosse stato qualcosa di tossico spalmato sulla parete della falesia (era
cosi' appoggiata che facevo le manovre stando seduto)?
l'unica cosa che ho imparato (e che mi sento di consigliarvi) e' che d'ora in
poi sotto i 2000 metri usero' sempre i pantaloni lunghi, facesse anche un caldo
africano!!!
Massimo Tagliapietra
Questo soggetto è stato anche trattato in un thread la primavera scorsa
"conoscete la Ruta, la pianta non la presentatrice" perchè qualcuno
sosteneva che la causa di tutto sia da ricercarsi in questa pianta che
genera questo fenomeno sulla pelle.
Non so dirti se sia veramente dovuto alla Ruta (io ho il sospetto il
Fico selvatico) ma in ogni caso è una qualche pianta che lascia sulla
pelle della sostanza che funge da lente e concentra i raggi del sole
provocando delle ustioni con i sintomi che hai descritto tu.
Il ricovero in ospedale e gli antibiotici mi sembrano eccessivi, la
prima volta che mi è capitato il mio dermatologo mi ha rimesso in sesto
in pochi giorni con una pomata da spalmare sulle vesciche e delle
pastiglie di antiinfiammatori (credo).
Auguri
Silvano
Massimo Taglia <taglia...@ost.it> wrote in message
3AFFDD31...@ost.it...
> ciao a tutti, vorrei raccontarvi la mia dis-avventura, chissa' se
qualcuno ci
> capisce qualcosa piu' di me...
>
[cut]
> Massimo Tagliapietra
Ciao,
mi dispiace per la tua disavventura e ti auguro di rimetterti presto.
Della fitodermatite non posso dirti molto, ma di certo so che camminare con
i pantaloncini corti tra erbe, prati o boschi puň risultare assai piů
pericoloso di quanto ci si possa immaginare.
E' vero che quando fa molto caldo i pantaloni lunghi sono fastidiosi da
portare, ma č altrettanto vero che quello che si puň trovare sul nostro
cammino puň, come nel tuo caso, risultare molto piů "fastidioso".
Per quanto mi riguarda č da molto tempo che ho rinunciato ad utilizzare
calzoncini o pantaloni corti per le escursioni o per delle semplici uscite
fuoriporta, come ad esempio per andare in falesia.
Preferisco dei pantaloni lunghi, leggeri, tipo di cotone, meglio se
aderenti o di tessuto elastico, piuttosto che trovarmi le gambe con zecche,
punture d'insetti, abrasioni o chissa cos'altro.
Massimo
L'effetto ustionante è dovuto al liquido emesso dalla pianta quando
viene rotta o piegata.
Da alcune personali osservazioni, ma non supportate da rilevazioni e
indagini metodiche, mi è parso rilevare che l'effetto urticante è
maggiore dopo le pioggie o, comunque, quando l'erba risulta bagnata.
Ciao
Emanuele
"Massimo Taglia" <taglia...@ost.it> ha scritto nel messaggio
news:3AFFDD31...@ost.it...
Massimo Taglia ha scritto:
> ciao a tutti, vorrei raccontarvi la mia dis-avventura, chissa' se qualcuno ci
> capisce qualcosa piu' di me...
> supercut....
Mio figlio di dieci anni mi è tornato a casa da scuola con un " foruncolino" sul dito
ch gli prudeva : messo un po' di polaramin ( crema antistaminica )
Il mattino dopo era pieno di macchie blu ,gli si sono fatte delle afte sulla lingua e ha
fatto dieta liquida per tre giorni , ho speso almeno 100 mila di farmacia in tre giorni
perchè ne la pediatra ne in clinica dermatologica all'ospedale sono riusciti a fare
una diagnosi che andasse oltre ad una generica reazione allergica per contatto !
Quindi antistaminici prima e cortisone poi ma risultati pochi ,mi sono quindi rotto
e l'ho portato dal mio agopuntore ( medicina tradizionale cinese ) : trentasei ore
dopo riusciva già a mangiare qualcosa do morbido e le macchie erano dimezzate.
Tutto questo per essere andato in mezzo all'erba nel giardino della scuola : mi sa
che con tutto quello che ingeriamo con l'alimentazione odierna il nostro corpo
nonché sistema immunitario cominciano ad andare in tilt dando delle risposte
esagerate e violente a degli agenti esterni che una volta avrebbero magari
causato solo un po' di prurito.
Bye,Claudio
Ciao
Max
ciao,
dovrebbe trattarsi di
Fitofotodermatite.
Ovvero ci sono sostanze (per esempio le furocumarine)
contenute in alcune piante che possono provocare pericolose
fotosensibilizzazioni ovviamente in presenza di sole (ed in alta quota la
irradiazione e' intense).
Attraverso google se cerchi "Furocumarine"
oppure fitofotodermatite troverai molte informazioni.
Weiss
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Inviato via http://usenet.iol.it
un mio amico negli US mi scrive:
"Qui lo spauracchio si chiama "poison ivy", una
pianta diffusissima (tipo la nostra ortica, per intenderci), ma molto
piu' dolorosa. Se la tocchi ti lascia uno straterello di unto che e'
difficile da rimuovere e che puo' dare effetti simili a quelli che descrivi...
In realta' ho appena fatto un search, e ho scoperto che la poison ivy
ha il nome latino di "Rhus radicans L.", quindi e' la ruta!"
e' proprio una pianta bastarda!!!
Massimo Tagliapietra
>ha il nome latino di "Rhus radicans L.", quindi e' la ruta!"
si, se 'e davvero quella e' la ruta, ma non la comune ruta che si usa
nelle frittate u.s.w. (und so weiter :) ), e' tutt'altra pianta. la
nostra cara e vecchia ruta e' la *ruta graveolens*, piena di virtu'
medicinali (digestiva, anti-epilettica, abortiva (!) antisettica) e
buona da mangiare.
la descrizione degli effetti e' simile a quella scritta in qs thread
ed e' considerata *tossica* fino alla morte se ingerita in quantita'
sufficienti.
attenzione pero' che la Rhus radicans e' diffusa in nordamerica e non
credo ci sia su per le nostre montagne.
e quindi? e quindi mi vien da dubitare che sia davvero la ruta,
piantina da sempre presente nei nostri orti. La mia nonna ci faceva la
grappa e non la raccoglieva con i guanti!
per cui non so che dire! a meno che non siano reazioni allergiche
personali. boh?
intanto che medito su quest'arcano mi documento, stay tuned
--
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dalla periferia dell'impero
francesca b.
bolzano
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rimuovi il gatto per rispondere via e-mail
mi rispondo da me, ormai sono fatta! :D
La parte velenosa del Toxicodendron radicans, sin. Rhus radicans è
l’intera pianta.
Determina dermatite allergica da contatto.
(non e' la ruta che conosciamo noi!)
disegno della rhus radicans:
http://www.esb.utexas.edu/jansen/bot419/FamilyIndex/PlantPages.htm/ANACARDIAToxicodendronRadicans.htm
RUTA GRAVEOLENS:
http://www.overtop.com/USR/Scarlatta/Varie/Aromatiche/ruta.html
guarda guarda, e' l'unica pagina pero' che lo dice:
Ruta (Ruta graveolens) - Famiglia Rutacee
È una pianta erbacea perenne dall’aspetto di piccolo cespuglio. Alta
fino a 80 cm, presenta la parte inferiore del fusto lignificata e
foglie decorative bi o tri-fogliate di colore verde-grigio. La
fioritura si verifica tra giugno ed agosto come una piccola ombrella
formata da più elementi di colore giallo-verdastro. L’odore,
assolutamente caratteristico che la pianta emana la fanno distinguere
facilmente dall’assenzio, con cui viene occasionalmente confusa. I
frutti sono delle capsule tetra o penta-lobate contenenti semi
brunastri, grossolanamente verrucosi. Le foglie della ruta sono usate,
in piccola quantità, come aromatizzante nei liquori a preparazione
industriale o domestica. La pianta è considerata tossica per il suo
contenuto in furocumarine e rutarine e per gli alcaloidi chinolonici
presenti nell’olio essenziale che da essa si estrae.
È sconsigliabile toccare la pianta a mani nude per la possibilità di
riportarne arrossamento, gonfiore e vesciche. L’ingestione provoca
invece irritazione grave delle mucose dell’apparato digerente,
talvolta associati a danni anche irreversibili dei reni e del fegato.
http://www.uniroma1.it/cav/italiano/piante/ruta.htm
in altro sito:
La Ruta (Ruta graveolens), è coltivata negli orti e nei giardini.
Conosciuta da sempre; la si considerava in passato come «l'erba che
tiene lontano gli spiriti » (in realtà tiene lontani i topi con il suo
odore acre).
[cut]
Uso culinario Insalate. Aggiungere un pezzetto di foglia di Ruta.
Maionese. Aggiungere alla maionese un po' di Ruta tritata. Ottima con
piatti di pesce lesso. Grappa alla Ruta. In una bottiglia di grappa di
vino mettere un ramo di Ruta, lavato e asciugato. La grappa prenderà
una colorazione verde chiaro e un sapore gradevole.
ma allora? e' velenosa o no? e' urticante o no?
cribbio!