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Vola solo
chi osa farlo
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Ho letto la notiza anche sul sito dell' ansa www.ansa.it
Era una comitiva di sciatori :-(((
Longa
Altra notizia di poco fa (da prendere come al solito con le molle):
ANSA) - TORINO, 19 APR - Una donna sarebbe la testimone diretta
dell'incidente avvenuto oggi sulle montagne dell'Alta Val Susa, costato la
vita a sei sciatori.La donna avrebbe visto l'elicottero avvolto
all'improvviso da un fitto banco di nebbia.Intanto sono state rinviate a
domani le operazioni di recupero dei corpi delle sei vittime, ma, intanto,
uno dei soccorritori si trova ad alta quota e, al momento, la preoccupazione
maggiore e' di raggiungerlo prima che cali il buio piu' fitto e precipitino
le temperature.
>Un elicottero della Air service center è precipitato stamattina tra Valle
>Argentera e Valle di Thuras, nelle vicinanze del Roc de Boucher (notizia TG3
Con loro è morta una guida alpina di Cesana, Mario Perona.
Un'altra guida che conosco, di Bussoleno, ora sta andando a recuperare
un soccorritore che è stato verricellato in una zona impervia e in
quota.Sto pregando perché tornino vivi, almeno loro.
mauro
> mauro
Troppo giusto!
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
>
> --
> -----------------------------------------------------------------
> Vola solo
> chi osa farlo
> -----------------------------------------------------------------
Che ironica la tua frase.
Quello che mi ha turbato oltre la vicenda umana è la malcerata informazione
sulla carta stampata leggesi...."La Stampa" 3 pagine di grandi ca....e su
discese estreme in fuoripista ecc... ecc... uso di teminologie completamente
sballate tipo "freguentava anche le piste ferrate" ???? piste ferrate ????
IMHO (OT) oltre alla peculiarità di giornalisti sportivi competenti (fine
OT) mi devo sorbire anche giornalisti di cronaca mediocri ed ingnoranti
(nella materia)....meglio non leggere e farsi un giro in Valle. :-(
In tutti i casi triste pasqua per la montagna.
--
MNT-MAN
Mountain at 360 ° in the Alps
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Pinarello PRINCE Custom Munito (6,9 Kg)
FSA Membership CARD : ITA50668
"Zio Vare" <NOMONNEZZAan...@tin.it> wrote in message
news:a2doa.36468$LB6.8...@news1.tin.it...
Riporto il testo di un articolo appena apparso su Repubblica
(http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_367316.html)
Torino, 15:20
Elicottero precipitato, sequestrata benzina rifornimento
Sono state sequestrate le taniche di benzina usate per il rifornimento degli
elicotteri con i quali si effettua il servizio di Eliski a Sestriere. E'
quanto ha disposto il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello dopo che
questa mattina i consulenti della Procura hanno prima sorvolato il luogo
della tragedia, avvenuta sabato scorso e nella quale hanno perso la vita sei
persone, e hanno poi effettuato un sopralluogo presso la base di partenza
dei velivoli. La benzina sulla quale sono state disposte delle analisi, si
trovava in un luogo accessibile a chiunque.
Intanto Ernesto Pilotti, l'unico sopravvissuto, ha parlato con i suoi
familiari. Guariniello ha ascoltato oggi la moglie e le due figlie
dell'uomo.
Quanto da lui rivelato sembrerebbe confermare l'ipotesi della Procura di una
perdita di quota dell'elicottero che avrebbe spinto i passeggeri a gettarsi
sulla neve. Proprio Pilotti sarebbe stato il primo a saltare fuori. Lo
sciatore ha inoltre detto alla moglie che dopo l'incidente giaceva sulla
neve tremante di freddo e di paura e temeva di essere stato abbandonato,
dichiarazioni che aumentano le perplessità circa la tempestività dei
soccorsi.
La perdita di quota sembrerebbe confermata anche da un'altra circostanza:
dall'autopsia risulta che il pilota Aldo Saglia ha un polso fratturato, lo
stesso che serve per attivare il comando usato per far prendere quota al
velivolo. Oggi il procuratore Guariniello ascolterà altri parenti ed amici
di Pilotti. (red)
A questo punto direi che la magistratura sospetta, oltre al guasto
meccanico, anche il dolo. Staremo a vedere...
Ciao
Valter
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Inviato via http://usenet.libero.it
La prossima volta possono direttamente mandare Guariniello a 3000 metri in
mezzo alla nebbia...
Ciao Zio Vare!
Veramente io avevo capito che la polemica sulla lentezza dei soccorsi
riguardava il ritardo con cui si sono attivati, non il ritardo con cui sono
giunti sul posto. Pare che per circa 3 ore nessuno si sia preoccupato
neanche di dare inizio alle ricerche, e questo nonostante i colleghi del
pilota disperso fossero da tempo preoccupati per la sua sorte.
Comunque, se (e dico SE) si dovesse scoprire che l'elicottero non e'
precipitato per un guasto ma per un sabotaggio la faccenda potrebbe assumere
risvolti assai preoccupanti (chi e' stato, e perche'?!)
Nel senso che per 3 ore nessuno si è preoccupato di chiamare il soccorso
alpino nonostante la preoccupazione dei colleghi del pilota?
Ciao
AndreA
Eh, gia', almeno questo si evince dall'articolo della Stampa di oggi (che
riporto per intero, nonostante la lunghezza, perche' domani il link non
sara' piu' valido...
(http://www.lastampa.it/edicola/sitoweb/Torino_cronaca/art27.asp)
UN LUNGO SILENZIO DOPO L’INCIDENTE: COSA E’ ACCADUTO?
L’allarme in ritardo di tre ore
Molti errori prima di far scattare i soccorsi
23/4/2003
QUANT’E’ durata l’agonia delle due persone che, si sospetta, sopravvissute
all’impatto con la neve e il ghiaccio del vallone che porta punta
Ciatagnera? Un minuto? Un’ora? Quanto? Basta questa indicazione a far subito
interessare la Procura alle procedure di soccorso, ai tempi d’intervento, ai
modi. Sotto accusa ancora non c’è nessuno, ma c’è il sospetto che se
l’intervento di soccorso fosse stato più rapido, oggi in ospedale non ci
sarebbe soltanto Ernesto Pilotti. Per comprendere questi dubbi conviene
ripercorrere le tappe della giornata di sabato, cercando di ricostruire, per
quanto è possibile, ciò che è accaduto. Alle 9, l’elicottero si alza per la
prima volta da Sestriere. A bordo, oltre ad Aldo Saglia, il pilota, ci sono
cinque sciatori e una guida, Giancarlo Favro. Lui, con il magistrato
Raffaele Guariniello non ha avuto dubbi: «Era una giornata splendida: la
visibilità era ottima. E non c’era vento. Qualche refolo, ma era davvero una
giornata eccezionale. Nessuna traccia di nebbia. E l’elicottero è salito fin
lassù senza problemi, come sempre». Il secondo giro decolla pochi minuti
dopo le 10. Il meteo non è cambiato. Daniele Brunati, il tecnico, rimasto a
Sestriere, si accorge che qualcosa non va, verso le 10,45. E alla radio
chiama con insistenza Aldo Saglia. Lo hanno sentito tutti quelli del
soccorso piste della Via Lattea lanciare messaggi continui: «Aldo, rispondi!
Dove sei, rispondi...». Ma devono passare ancora quasi due ore prima che un
aereo di passaggio intercetti il segnale di «crash» lanciato
dall’elicottero. E’ una specie di radiofaro che, se intercettato, prevede
procedure automatiche. Il radar fissa il punto di rilievo. Il centro di
Poggio Renatico, nel Lazio, elabora la rilevazione geografica in base alle
coordinate. Verso le 13,15 c’è la prima risposta: «Bobbio Pellice, località
monte Vandalino». Ovvero: 30 chilometri in linea d’aria, dal punto vero
della tragedia. E scattano le ricerche. Perché, si domanda il magistrato,
quell’errore geografico macroscopico? Il funzionario dell’Ente nazionale
sicurezza voli che si occupa di questa sciagura ha la risposta: «Quel
segnale si propaga a forma di cono rovesciato. Il punto emettitore è in
basso, man mano che si sale verso l’alto l’area s’ingrandisce. Ma non si sa,
ovviamente, dov’è il centro. E’ in quell’area. E da lì si cerca...». A
Sestriere, una donna, dopo aver visto l’elicottero infilarsi nel vallone
verso punta Ciatagnera sente un boato. Erano le 10,30. «Rocce che si
staccano...», pensa lei. Che soltanto alle 14, quando si saprà di
quell’elicottero caduto telefonerà ai carabinieri: «Ho sentito, ma non
immaginavo...». A quell’ora la carcassa dell’AS 350 B2 non era ancora stata
individuata. Soltanto alle 14,40, al campo soccorsi di località Vertenga, a
Torre Pellice, arriverà la notizia del ritrovamento. Sono passate quattro
ore dal momento della sciagura. Il campo si smonta. I soccorritori cambiano
vallata. A Sauze di Cesana il tempo scorre lento: ci vuole ancora un’ora
prima che Ernesto Pilotti, l’unico sopravvissuto, venga portato all’ospedale
Cto. Ma ormai i soccorritori saliti a quota 2900 metri non hanno più dubbi:
tra i rottami, non c’è più nessuno in vita. Anche le ultime speranze sono
cadute. Adesso la Procura della Repubblica vuole capire perché non è stato
dato l’allarme ore prima. E perché non uno, tra le decine di persone che
sospettavano e temevano, ha pensato che quel velivolo potesse essere in
difficoltà sulle cime dell’alta valle di Thures. Non uno, nonostante ci
fosse più di un elemento per pensare all’imprevedibile, o addirittura al
peggio, si è dato da fare per andare a vedere.
Sembra incredibile, vero? Eppure pare sia andata proprio cosi'...
Grazie x l'articolo, non avevo ancora letto il giornale.
Sě... sembra incredibile... per ore non hanno allertato nessuno...
--
MNT-MAN
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"Zio Vare" <NOMONNEZZAan...@tin.it> wrote in message
news:0bxpa.84737$T34.2...@news2.tin.it...
> Val Ter wrote:
> > Sembra incredibile, vero? Eppure pare sia andata proprio cosi'...
> > Ciao
> > Valter
>
> Sģ... sembra incredibile... per ore non hanno allertato nessuno...
Ciao mnt etc etc...(ex Cunt, che da nui vuol dire Conte, alla faccia dei
perfidi anglofoni)
Vista pure io la signora...come darle torto? A parte che ha ragione quando
dice che tra piccole valanghe e rocce che si staccano ci sarebbe da stare
sempre attaccati al telefono, da noi esiste (giustamente) il reato di
"procurato allarme", per cui chi si trovasse ad aver fatto segnalazioni
fallaci, anche in buona fede, rischia di passare dei guai. In altre parole,
o l'incidente LO VEDI, oppure e' meglio che ti fai i fatti tuoi. E' triste,
ma purtroppo e' cosi'...
Sì, però un conto è la signora si Sauze di Cesana che sente un tonfo 2000
metri più in alto, un altro conto è il tecnico che non avvisa nessuno per
tre ore :(
Il rilevatore dice Val Pellice (30 Km dal punto effettivo), ma la soc. che
gestisce le "gite" non sapeva l' itinerario dell' elicottero ?
Era tutto lasciato così al caso ??? Bell' affare, nessun piano logistico
predefinito ???
Mi sembra veramente strano che venisse gestito tutto alla cavolo ???
--
MNT-MAN
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"Val Ter" <vq...@virgilio.it> wrote in message
news:151Z92Z176Z3Y1...@usenet.libero.it...
Ciao e bello sapere che qualcuno si ricorda di tč :-))
> Vista pure io la signora...come darle torto? A parte che ha ragione quando
> dice che tra piccole valanghe e rocce che si staccano ci sarebbe da stare
> sempre attaccati al telefono, da noi esiste (giustamente) il reato di
> "procurato allarme", per cui chi si trovasse ad aver fatto segnalazioni
> fallaci, anche in buona fede, rischia di passare dei guai. In altre
parole,
> o l'incidente LO VEDI, oppure e' meglio che ti fai i fatti tuoi. E'
triste,
> ma purtroppo e' cosi'...
> Ciao
>
> Valter
e si..... questo č molto triste, se non fai sbagli se fai
sbagli.........allora come devo comportarmi ??? Mi facci gli affari miei !!
Ciao
--
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"Zio Vare" <NOMONNEZZAan...@tin.it> wrote in message
news:Cmxpa.48980$LB6.1...@news1.tin.it...
> mnt-man wrote:
> > Il telecronista del Tg3 Reg. (non ricordo il nome) ha intervistato una
> > signora a sauzč di Cesana che afferma di aver sentito il tonfo
> > sordo...riprendendola con "e lei non ha avvisato nessuno ???" la
> > poverina si č difesa dicendo che se dovesse avvertire il 118 ogni
> > volta che sente un tonfo sordo sarebbe sempre attaccata al telefono.
>
> Sě, perň un conto č la signora si Sauze di Cesana che sente un tonfo 2000
> metri piů in alto, un altro conto č il tecnico che non avvisa nessuno per
Riporto, nonostante la lunghezza, l'articolo apparso stamane su La Stampa,
in cui l'unico sopravvissuto descrive gli ultimi istanti del volo
dell'elicottero dell'Air Service precipitato sabato scorso...
(http://www.lastampa.it/edicola/sitoweb/Torino_cronaca/art5.asp)
L'AUTOPSIA SULLE SEI VITTIME: ALMENO DUE ERANO SOPRAVVISSUTI ALL'IMPATTO COL
SUOLO
«Il pilota ci ordinò: buttatevi, precipitiamo»
La drammatica testimonianza dell'unico scampato alla tragedia
dell'elicottero
24/4/2003
«Il pilota ci ha urlato “Buttatevi, buttatevi...” e noi ci siano lanciati.
Non so a che altezza eravamo, ma stavamo per arrivare sul plateau dove
dovevamo iniziare la discesa fuoripista...». Le parole che gli muoiono in
gola, il respiro affannato, le frasi scandite a fatica, lentamente. Ieri
pomeriggio Ernesto Pilotti, lo sciatore che soltanto un miracolo ha fatto
scampare alla tragedia di sabato sulle cime della valle Argentiera, ha
parlato con due ispettori mandati in ospedale dal procuratore aggiunto
Raffaele Guariniello. Pochi minuti di dialogo, ma che cancellano molti dubbi
e offrono un quadro finalmente chiaro di ciò che è capitato lassù, a 2900
metri di quota. «Non c'era nebbia. Era limpido, una giornata bellissima. Ad
un certo punto l'elicottero ha avuto dei problemi al motore, non so bene. E
allora Aldo Saglia ci ha detto di buttarci. Quello era l'unico modo per
poterci salvare...». Pilotti ha parlato come se i suoi amici, la guida e il
pilota fossero ancora in vita: nessuno ha avuto il coraggio di dirgli che
lui è l'unico ad avercela fatta. L'unico che può cancellare anche le residue
perplessità e porre fine alla ridda di supposizioni. «Ci siamo lanciati e
poi abbiamo aspettato che venissero a soccorrerci. Non ho capito quanto
tempo è passato, ma ho avuto paura di morire...». «E' un miracolo che sia
ancora vivo...», dicono adesso i soccorritori saliti lassù nel vallone che
porta a punta Ciatagnera nel tardo pomeriggio di sabato e poi lunedì. Un
miracolo, aiutato dalle condizioni fisiche di Pilotti: 70 anni, atletico,
con un passato da paracadutista. E poi, forse, lui è stato quello che si è
lanciato per primo, quando il velivolo era ancora abbastanza vicino al
terreno. Poi, nel tentativo di riprendere quota, si è allontanato dal suolo,
costringendo gli altri a lanci da altezze quasi proibitive. Una tesi,
questa, che trova conferme nell'autopsia eseguita ieri pomeriggio
all'ospedale di Susa, dal medico legale Roberto Testi, dal professor Franco
Mollo e Valentina Vasino. Oltre Pilotti almeno altri due sciatori si
sarebbero lanciati nel vuoto, ed entrambi potrebbero essere sopravvissuti
all'impatto. Quanto? Nessuno, per ora, è in grado di dirlo: da un minuto ad
un'ora. Non di più in quelle condizioni. Entrambi, infatti, non avevano
lesioni che possono provocare la morte istantanea. Traumi interni, invece,
ne avevano certamente. Ma quanto gravi ancora non si sa. In mattinata
Guariniello aveva sentito la moglie e la figlia di Pilotti che gli avevano
parlato al momento del ricovero. «Ci ha detto che ha avuto paura, aspettando
i soccorsi che non arrivano mai. Ad un certo punto ha temuto di essere stato
abbandonato...». Intanto sono state decise le date dei funerali. Oggi, alle
15 (chiesa di San Pancrazio), Pianezza si ferma per Aldo Saglia, pilota
ormai completamente scagionato da ogni sospetto di errore di manovra.
Venerdì, invece, verrà dato l'addio a Luciano Carta, a Claviere. Sabato, a
Cesana, alle 13,30, nella chiesa di San Giovanni Battista, ci saranno i
funerali di Mario Perona, che verrà tumulato nel cimitero di Pinerolo; nello
stesso giorno, a Torino, si svolgeranno le esequie di Doretta Muratore,
Ciccio Barberi e Paolo Catalano.
Che dire? Bisognera' indagare sulle cause del problema meccanico, certo, ma
non si puo' fare a meno di ammirare la prontezza del pilota che ha subito
capito che far lanciare i passeggeri era l'unica manovra possibile per
salvarli. E, forse, se i soccorsi fossero arrivati prima...
Conoscevo Mario Perona per averci parlato un paio di volte quando ero agli
inizi della mia "carriera" di escursionista/alpinista, e lui era agli inizi
della sua carriera di Guida. Frequentava il CAI UGET di Torino nel '97, anno
in cui seguii il corso di arrampicata. Gia' allora aveva preso la decisione
di lasciare il precedente lavoro per diventare Guida e poter cosi' cambiare
vita, dedicandosi finalmente alla montagna a tempo pieno.
Una decisione che sicuramente gli avra' fatto vivere un bel periodo, finito
purtroppo tragicamente sabato scorso, non si sa ancora bene perche'.
Che tristezza...
Se stai precipitando comunque hai già una componente di velocità verticale
ed anche da altezze modeste ti sfracelli ugualmente! :(
Alex
AGH senza mettere in dubbio la tua esperienza nel volo, questo non possiamo
valutarlo noi comodamente seduti alla scrivania, perň il problema sembra sia
stato non tanto il lancio degli occupanti quanto il fatto che i soccorsi
siano arrivati con ben oltre 3 ore di ritardo.
L' unico sopravissuto ha raccontato la sua versione dei fatti come se altri
passeggeri si fossero salvati nel lancio forzato.
Mario
> tempo: non vomitai ma per mezza mattinata ebbi la faccia di uno
> spaventapasseri.
avresti potuto aprire il portello e vomitargli in grembo =)
Ecco l'articolo pubblicato oggi su "La Stampa" a proposito delle indagini
sull'incidente in Val di Susa...
LA PISTA SEGUITA E' QUELLA DELL'INCIDENTE CAUSATO DA UN SOVRACCARICO DI
PERSONE E CARBURANTE
Perquisita la società dell'eliski
Inquirenti nelle due sedi in provincia di Pavia
30/4/2003
Le indagini della Procura sull'elicottero precipitato alla vigilia di Pasqua
nei pressi di Sestriere imboccano decisamente la pista dell'incidente
causato dal sovraccarico. Su ordine del procuratore aggiunto Raffaele
Guariniello, la polizia giudiziaria ha perquisito le due sedi in provincia
di Pavia della «Air Service Center», la società aeronautica che gestiva il
servizio di eliski in Alta Valle di Susa. Gli investigatori si sono
presentati dapprima nella sede legale di Santa Maria della Versa e poi nella
base operativa di Arena Po, dove hanno acquisito documentazione e materiale
relativo agli elicotteri di proprietà dell'azienda pavese e
all'organizzazione interna del servizio di eliski. Alla perquisizione hanno
partecipato anche i consulenti nominati da Guariniello, che dovranno
stabilire con certezza le cause della sciagura, costata la vita al pilota
del velivolo, alla guida alpina e a quattro sciatori. L'unico superstite,
Ernesto Pilotti, 70 anni, è ancora ricoverato al Cto in gravi condizioni.
Gli agenti hanno pure interrogato come testimone un altro dei piloti della
«Air Service», che si alternava con Aldo Saglia alla guida dell'apparecchio
che effettuava i voli sopra Sestriere. In attesa di esaminare di persona il
relitto dell'Ecureuil (il sopralluogo di ieri è stato rinviato per le
pessime condizioni meteorologiche in alta quota), i consulenti della Procura
si stanno concentrando sull'ipotesi di un'avaria provocata dal sovraccarico
dell'apparecchio. Dalle prime indagini pare che sia stata superata la
portata massima del velivolo, una circostanza che potrebbe essere stata
aggravata da due fattori: una distribuzione sbilanciata dei passeggeri a
bordo ed un eccessivo carico di carburante. Guariniello procede per i reati
di disastro e omicidio colposo e per il momento ha iscritto nel registro
degli indagati soltanto i titolari della società pavese, la responsabile
amministrativa Maria Ventre, e il direttore operativo Maggiorino Acuto,
assistiti dagli avvocati torinesi Giorgio Merlone, Guido Conte e Matteo
Bonatti. I difensori hanno già nominato tre consulenti di parte, che
assisteranno a tutte le attività peritali disposte dalla Procura. Oltre al
sopralluogo del relitto sulla Punta Ciatagnera (3200 metri d'altitudine),
che verrà compiuto non appena le condizioni climatiche lo consentiranno, nei
prossimi giorni la magistratura si augura di recuperare quel che resta
dell'elicottero per trasferire il «corpo del reato» in un luogo sicuro, dove
potrà essere visionato senza difficoltà dai consulenti. Il Ministero della
Difesa, interpellato da Guariniello, ha assicurato che metterà a
disposizione degli inquirenti un elicottero Ch 47 Chinook, un velivolo a due
rotori e di grande dimensioni - solitamente adibito al trasporto truppe -
che sarà in grado di imbrigliare e trasportare a valle in tutta sicurezza i
resti dell'Ecureuil.
Insomma, mentre per fortuna si allontana l'ipotesi piu' preoccupante, quella
cioe' del sabotaggio, prende consistenza quella piu' deprecabile:
l'incidente causato dall'avidita', le misure di sicurezza trascurate in nome
del guadagno.
E' un'ipotesi, purtroppo, assai credibile (IMHO).
Speriamo almeno che ne venga fuori un caso a seguito del quale le norme di
sicurezza saranno rafforzate. OK, sarebbe meglio abolire del tutto l'eliski,
ma nel frattempo facciamo in modo di ridurre i rischi per chi lo pratica...
:-(
6 vite per un pugno di dollari :-(
> Insomma, mentre per fortuna si allontana l'ipotesi piu' preoccupante,
> quella cioe' del sabotaggio, prende consistenza quella piu'
> deprecabile: l'incidente causato dall'avidita', le misure di
> sicurezza trascurate in nome del guadagno.
Sinceramente non so cosa sia più preoccupante :-/
[CUT]
> E' un'ipotesi, purtroppo, assai credibile (IMHO).
> Speriamo almeno che ne venga fuori un caso a seguito del quale le norme di
> sicurezza saranno rafforzate. OK, sarebbe meglio abolire del tutto
l'eliski,
> ma nel frattempo facciamo in modo di ridurre i rischi per chi lo
pratica...
Sono d'accordo con te: speriamo veramente che si muova qualcosa in materia
di eliski. Resta l'amarezza: perchč si muova qualcosa in Italia ci deve
sempre scappare il morto (e a volte probabilmente non basta).
Ciao,
Lorenzo
Mah, sai, tutto sommato se fosse sabotaggio significherebbe che c'e' un
assassino in giro, animato da chissa' quali propositi (rancori personali?
odio per l'eliski?) e che potrebbe uccidere ancora.
L'ipotesi dell'incuria nei confronti delle norme di sicurezza e' (ahime')
molto piu' "accettabile" (oddio, termine da prendere con tutte le dovute
cautele), e se vuoi quasi "attesa". Insomma, si capisce meglio perche'
rientra in un ordine di cose che (IMHO) e' tristemente sotto gli occhi di
tutti.
Speriamo che cambi qualcosa, ripeto.
>Sono d'accordo con te: speriamo veramente che si muova qualcosa
speriamo che si 'fermi' qualcosa...
Tama
--
"Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa,
Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze
d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con
grande piacere impartisco, cosě come ai loro figli e nipoti, una
benedizione apostolica speciale" (Giovanni Paolo II, 1993)
>Ciao a tutti
>
>Ecco l'articolo pubblicato oggi su "La Stampa" a proposito delle indagini
>sull'incidente in Val di Susa...
>
>
>LA PISTA SEGUITA E' QUELLA DELL'INCIDENTE CAUSATO DA UN SOVRACCARICO DI
>PERSONE E CARBURANTE
>Perquisita la società dell'eliski
>Inquirenti nelle due sedi in provincia di Pavia
...cut
Direi che se e' confermata questa pista siamo al solito ritornello
della legge dell'economia di mercato capitalistica (piu' o meno):
"massimizzare il profitto minimizzando le perdite".
Ormai la montagna per molti rappresenta solo un affare. Che
tristezza....
Paolo.S
Eccomi. hai ragione, molti colleghi godono nel far sentire male i
passeggeri. Non chiedermi perchè. Suppongo per malcelati complessi di
super potenza, gli stessi che causano, a volte, gli incidenti.
Spesso però, e specie nel lancio paracadutisti, certe discese molto
veloci sono dettate dalla necessità di non perdere minuti "preziosi" e
farsi trovare già pronti al suolo per il prossimo imbarco, in
concomitanza o prima dell'arrivo dei parà in discesa.
Il decollo in verticale, a volte all'indietro con successiva
picchiata(non eccessiva) è invece una procedura di sicurezza prevista
per i bimotori denominata "decollo in classe A" che dovrebbe
permettere in caso di piantata di un motore in fase di decollo, di
tornare in sicurezza sulla piazzola di decollo. Purtroppo spesso viene
confusa con una manovra ad effetto. Quella descritta da te era
comunque eccessiva per rientrare in questa catalogazione.
L'uso della cintura è orientato alla sicurezza delle persone a bordo
in caso di atterraggio pesante a seguito di una qualsiasi avaria.
Ovviamente in caso di elicottero che "precipita" in maniera del tutto
incontrollata non c'è cintura che serva. Lanciarsi è ovviamente
pericolossissimo per via delle pale e solo un paio di metri di soffice
neve fresca potrebbero servire al miracolo altrimenti consiglio di
stringere e bloccare le cinture.
Ciao,
Huey