Alla fine tutto si risolve, io e Antonio ce ne torniamo giu'
alle 16.30 abbastanza sfiniti.
Quando arrampicate sul facile, anche su vie che conoscete
a memoria, perdete almeno 5 minuti per cercare di mettere
un paio di protezioni... oppure andate in solitaria, forse si
si va piu' concentrati e si evitano errori banali.
e si perdono 5 minuti in piu'
--
Ciao
Kluge
bob
"Kluge" <kluge2k1@yahoo_nospam_.it> ha scritto nel messaggio
news:35pbfvgbii9na5o44...@4ax.com...
hasta siempre,
Pixel
"Kluge" <kluge2k1@yahoo_nospam_.it> wrote in message
news:35pbfvgbii9na5o44...@4ax.com...
Sono andato domenica a fare lo Spigolo e ci pensavo salendo.
In effetti trovi tratti in cui la roccia ti viene via quando meno te lo
aspetti.
Con la massima attenzione mi sono sempre accorto di un appiggio/appoggio
cedevole prima di caricarlo veramente, ma basta un niente per fregarti.
Io che tendo a non proteggermi sul III ogni volta che ci ho pensato ho messo
qualcosa...
ma a volte... "ho pensato a salire piuttosto che a cadere..."
e alla fine diverse volte mi sono accorto di aver tirato 30 metri senza
protezioni intermedie.
E' una cazzata. Lo so. Sul III si muore.
Bisognerebbe scriverselo sulla mano come le formulette agli esami...
:-((((
(C@##o ultimamente scrivo solo di cadute :-( )
Fortunatamente chi è caduto si è fratturato solo una caviglia ma ha
rischiato grosso perchè non c'erano protezioni fino alla sosta. La sua corda
si è impigliata alla sosta dell'altra cordata che ha fatto da rinvio. Quella
ha retto. Ho visto l'alpinista che era alla sosta (tecnico del soccorso e
medico anestesista rianimatore)in ospedale a L'aquila, io ero andato a
trovare Pietro che per la cronaca sta molto meglio ora può sedere, dopo
l'operazione hanno verificato che il midollo è integro quindi ci sono
speranze poche ma ci sono che riacquisti l'uso delle gambe.
Ciao Gianluca
"Kluge" <kluge2k1@yahoo_nospam_.it> ha scritto nel messaggio
news:35pbfvgbii9na5o44...@4ax.com...
> Sabato era una bella giornata, molto calda come al solito, ma
Zip
>Per informazioni
>
>(C@##o ultimamente scrivo solo di cadute :-( )
Davvero e' un periodaccio...
>
>Fortunatamente chi è caduto si è fratturato solo una caviglia ma ha
>rischiato grosso perchè non c'erano protezioni fino alla sosta. La sua corda
>si è impigliata alla sosta dell'altra cordata che ha fatto da rinvio. Quella
>ha retto.
Infatti, grazie a Dio qella sosta era su spit e chiodo, ma
comunque e' stato quasi un miracolo.
E meno male che non si sono fatti male neanche gli altri...
>Ho visto l'alpinista che era alla sosta (tecnico del soccorso e
>medico anestesista rianimatore)in ospedale a L'aquila,
Una bravissima persona, competente e preparata, ha
mantenuto il sangue freddo e ha fatto tutte le manovre
alla perfezione.
>io ero andato a
>trovare Pietro che per la cronaca sta molto meglio ora può sedere, dopo
>l'operazione hanno verificato che il midollo è integro quindi ci sono
>speranze poche ma ci sono che riacquisti l'uso delle gambe.
Ho riferito agli amici a L'Aquila anche se purtroppo
sono arrivato troppo tardi, mentre stavano andando tutti
via e non ho avuto modo di poterne parlare bene.
Comunque fagli tatnti auguri da parte di tutti gli
istruttori.
--
Ciao
Kluge
Siate prudenti!!
A presto.
Un saluto da Enea
Enea Fiorentini
E-mail: e.fior...@TOGLIMI.flashnet.it
(per rispondere, togliere: TOGLIMI.)
Web Site: http://village.flashnet.it/users/fn026173/index.html
no ero dal lato di campo imperatore...
ho fatto lo Spigolo del Corno Grande.
non so nulla...
--
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>Quando siamo scesi a Prati, nel pomeriggio, abbiamo
>chiesto notizie e ci hanno detto che c'era stato un incidente.
>Tu Buzz che eri li' domenica, ne sai niente??
>Qualcun altro del NG era al Gran Sasso domenica e ha
>notizie a proposito??
Io sono andato solo sabato e sul versante aquilano,
ma ultimamente e' un continuo :-(((
Il ragazzo del soccorso con cui ho parlato sabato
si augurava che andasse piu' gente al mare...
--
Ciao
Kluge
Kluge wrote:
> Quando arrampicate sul facile, anche su vie che conoscete
> a memoria, perdete almeno 5 minuti per cercare di mettere
> un paio di protezioni...
tu lo fai? sempre?
no dico cosi' perche' chi non ha mai fatto 50m di II/III senza
protezioni scagli la prima pietra :-/
> oppure andate in solitaria, forse si
> si va piu' concentrati e si evitano errori banali.
se la roccia si stacca si stacca... intendi solitaria autoassicurati o
senza corda? nel II caso direi che un appglio che cede potrebbe
diventare irrimediabile... non trovi?
ciao, uli
>> oppure andate in solitaria, forse si
>> si va piu' concentrati e si evitano errori banali.
>
>se la roccia si stacca si stacca... intendi solitaria autoassicurati o
>senza corda? nel II caso direi che un appglio che cede potrebbe
>diventare irrimediabile... non trovi?
Non sono proprio d'accordo con te: la maggior parte delle volte e' la
gente che non e' attenta a cio' che prende, non la roccia che si
stacca. Credo infatti che questo tipo di incidenti capitino di piu'
sul facile, non su una via che ti impegna molto: in quest' ultimo caso
stai piu' attento a cio' che hai tra le mani.
Se parli di vie superdure allora le cose cambiano: sul 7a e oltre gli
appoggi sono a volte cosi' piccoli e infimi e sottili che non stanno
molto a rompersi. Se non ricordo male Marco Sterni ne e' l'esempio:
sud della marmolada, via "specchio di Sara" (o "fram" ? boh). Inizio
bagnato, deviazione, 30 mt senza protezioni, appoggio che si rompe ,
incidente grave con problemi alla schiena. Era in cordata con Bubu
Bole giovane (20 anni?) se nn ricordo male.
Anche Dal Pra su "Uomini e Pareti" ammette di essere caduto non piu'
di 3 volte in montagna, tutte le volte per un appoggio rotto su via
dura. Almeno... vado a memoria.
Ultima considerazione: un mio amico anziano nonche' guida alpina "old
style" mi dice che col vecchio metodo -tre arti fermi e uno in
movimento- questo genere di incidenti viene drasticamente ridotto, lui
a 63 anni arrampica ancora cosi' e in montagna non e' mai caduto. Mi
dice anche che per questo sta un po' piu' a finire le vie , ma che e'
molto, molto, motlo piu' sicuro.
Ciao ciao
Deadpoint
>
>se la roccia si stacca si stacca... intendi solitaria autoassicurati o
>senza corda? nel II caso direi che un appglio che cede potrebbe
>diventare irrimediabile... non trovi?
>
>ciao, uli
Proprio Domenica ho fatto la mia prima arrampicata senza corda, 160 metri di
III, ancora adesso non sò cosa pensare in merito.
La roccia era fantastica, mi sono divertito un casino, inoltre si imparano molte
cose in questo modo, sono però consapevole che non è permesso sbagliare.
Non sò se considerare questa esperienza come una cosa da non fare mai più,
oppure se continuare. :-/
Ezio
Queste son le cose che non capirò mai: che differenza c'è tra fare una cosa
del genere e la roulette russa? Per quanto puoi essere bravo, c'è sempre
l'imponderabile e l'imprevedibile (dall'appiglio che si stacca al sasso che
casca al malore improvviso). Perchè non lasciarsi alternativeh? :(
Alex
Booo wrote:
> Queste son le cose che non capirò mai: che differenza c'è tra fare una cosa
> del genere e la roulette russa?
la probabilita'?
>Kluge wrote:
>
>> Quando arrampicate sul facile, anche su vie che conoscete
>> a memoria, perdete almeno 5 minuti per cercare di mettere
>> un paio di protezioni...
>
>tu lo fai? sempre?
>
>no dico cosi' perche' chi non ha mai fatto 50m di II/III senza
>protezioni scagli la prima pietra :-/
Dipende dalla situazione e dalla conformazione della parete.
Su creste per esempio tendo a mettere meno protezioni
ma faccio girare la corda da piu' parti (compatibilmente con
l'attrito. Su tratti verticali cerco di mettere qualcosa appena parto
e poi magari qualcosaltro a meta' tiro, sempre che sia possibile,
a volte, soprattutto sul marciume, e' quasi impossibile...
>
>> oppure andate in solitaria, forse si
>> si va piu' concentrati e si evitano errori banali.
>
>se la roccia si stacca si stacca... intendi solitaria autoassicurati o
>senza corda? nel II caso direi che un appglio che cede potrebbe
>diventare irrimediabile... non trovi?
>
Si, ma considera che quando si va slegati si e' sicuramente
molto piu' concentrati (la corda da sicurezza soprattutto
psicologica, spesso ingiustificata) e magari si prova l'appiglio
sistematicamente prima di caricarlo, e poi fondamentalmente
non si rischia di mettere nei guai seri chi ti fa sicura.
--
Ciao
Kluge
>Queste son le cose che non capirò mai: che differenza c'è tra fare una cosa
>del genere e la roulette russa?
Scherzi? Pensi davvero che chi arrampica slegato su difficolta'
molto inferiori alle sue capacita' pensa di poter morire?
La sicurezza non e' nella corda.
Comunque non fate mai qualcosa del genere senza essere
perfettamente consapevoli di quello che state facendo.
--
Ciao
Kluge
bravo questa volta sono d'accordo con te, sarà che ho modificato anch'io
il gri-gri?
allofull nel club de
solitarigrigrimodificatochevabeneancoraperfarsicurainfalesiamasoloseinma
niesperte
--
...lunga la retta stretta la via
dite la vostra che io ho detto la mia...
AlloFull
AlloFull wrote:
> bravo questa volta sono d'accordo con te, sarà che ho modificato anch'io
> il gri-gri?
ale'!!!!
maronn ma quanti semo oramai????
(ti ho comperato un cortello petzl spero fosse giusto!)
cia', uli
Ma la corda è la soluzione di backup per non spiaccicarsi. Ciò che non
comprendo è come ci si possa, coscientemente, affidare alla sorte senza
un'alternativa. Per quanto basse possano essere le probabilità...
Alex
Esci dal club, lascialo a casa assiema alla corda e ne riparliamo... ;-)
Alex
Kluge wrote:
> Dipende dalla situazione e dalla conformazione della parete.
> Su creste per esempio tendo a mettere meno protezioni
> ma faccio girare la corda da piu' parti (compatibilmente con
> l'attrito. Su tratti verticali cerco di mettere qualcosa appena parto
> e poi magari qualcosaltro a meta' tiro, sempre che sia possibile,
> a volte, soprattutto sul marciume, e' quasi impossibile...
quindi anche il ragazzo che sabato si e' fatto male, magari ragionava
cosi'... se ho capito bene il tratto non era nemmeno verticale...
guarda che son d'accordo con quanto dici, pero' (come tutti, io per
primo) predichi bene e poi razzoli cosi' cosi' ;)
> e poi fondamentalmente
> non si rischia di mettere nei guai seri chi ti fa sicura.
questo si
Se non pensa nemmeno lontanamente alla possibilità è un matto o un
irresponsabile, secondo me.
> Comunque non fate mai qualcosa del genere senza essere
> perfettamente consapevoli di quello che state facendo.
Ecco vedi, allora anche tu sei daccordo con me :)
>
>Queste son le cose che non capirò mai: che differenza c'è tra fare una cosa
>del genere e la roulette russa? Per quanto puoi essere bravo, c'è sempre
>l'imponderabile e l'imprevedibile (dall'appiglio che si stacca al sasso che
>casca al malore improvviso). Perchè non lasciarsi alternativeh? :(
>
>Alex
>
Che dire.... la pensavo anch'io così fino Sabato sera.
La via che ho fatto si trova tra le fantastiche pareti di serpentino rosso del
Crampiolo all'alpe Devero, come conformazione è più simile al granito che al
calcare, quindi una via di III non è mai completamente esposta come può avvenire
in dolomiti.
Con questo non voglio dire che non era pericoloso, bisogna però ammettere che
tutte le vie facili sono potenzialmente molto più pericolose di quelle difficili
in caso di caduta, sia per le poche protezioni, sia perchè è facile andare a
sbattere sulla roccia prima di essere trattenuti dalla corda.
Ricorda comunque che in montagna non è possibile annullare i pericoli, come ha
detto Uli è una questione di probabilità.
Due anni fa legato su una via ben spittata sono stato sfiorato alla testa da un
velocissimo sassolino di almeno 10 Kg caduto chissà da dove.....
Comunque in linea di massima la penso ancora come te.
Ciao
Ezio
P.S. E' possibile che al Devero (VB) ci siano gli stambecchi?
Io credevo di nò, però ne ho visto uno mentre arrampicavo, o era un camoscio
travestito oppure sarà stato l'effetto di quella cosa bianca....
eppure un limte mi lego/non mi lego lo mettiamo da qualche parte... o tu
vai anche sui sentieri EE legato? (guarda che ci si ammazza anche li! e
non poco se guardi i conteggi alla fine dell'anno!)
io normalmente vado slegato sul I passi di II se non e' troppo esposto
e/o lungo, ma non mi viene strano comprendere che altri possa andare
slegato sul III (dipende sempre dalla preparazione)
mi viene + difficile pensare a chi va slegato sul VI o oltre, ma
sospendo il giudizio, puo' essere un limite della mia mente
se tu decidi che EE e' il tuo limite massimo da slegato nulla di male!
solo, un consiglio, a scanso di guai, cerca le vie plaisir, che
l'alpinismo potrebbe riservarti qualche sorpresa....
ciao, uli
uliano wrote:
> (ti ho comperato un cortello petzl spero fosse giusto!)
da info ricevute ora pare che sia davvero giusto, portami l'equivalente
di 16 euro (modico prezzo di sport specialist :-( ) in bottiglie ;)
>Ma la corda è la soluzione di backup per non spiaccicarsi. Ciò che non
>comprendo è come ci si possa, coscientemente, affidare alla sorte senza
>un'alternativa. Per quanto basse possano essere le probabilità...
Scusa ma con questo ragionamento non potresti far nulla,
per quanto basse possano essere le possibilita'...
--
Ciao
Kluge
>> Comunque non fate mai qualcosa del genere senza essere
>> perfettamente consapevoli di quello che state facendo.
>
>Ecco vedi, allora anche tu sei daccordo con me :)
Io non considero chi arrampica slegato un pazzo o
irresponsabile di default.
--
Ciao
Kluge
Mi spieghi perchè da una parte si crca di ridondare tutta la catena di
sicurezza (con tanto di seghe mentali sulle mezze alternate o no) e
dall'altra la si elimina del tutto? Ovvero il free solo è alpinismo o
giocare ai dadi la propria vita?
Alex
>quindi anche il ragazzo che sabato si e' fatto male, magari ragionava
>cosi'... se ho capito bene il tratto non era nemmeno verticale...
Ha saltato del tutto anche le protezioni della sosta sulla quale poi
si e' fortunosamente incastrata la corda, magari non le ha neanche
viste (o cercate).
La placca su vui era non era verticalissima ma neanche cosi'
appoggiata da potersi fermare in caso di volo.
>
>guarda che son d'accordo con quanto dici, pero' (come tutti, io per
>primo) predichi bene e poi razzoli cosi' cosi' ;)
Ma infatti... solo che e' meglio ricordarsele certe cose ogni tanto.
--
Ciao
Kluge
Ma l'inprevisto non tiene conto della preparazione. Cosě come chiaramente
non tiene conto della difficolta del terreno su cui ti trovi, ma le
conseguenze di un imprevisto si. Quindi perchč ignorare i rischi e non
perdere quei 5 minuti quando non sono contati?
Alex
>Ovvero il free solo è alpinismo o
>giocare ai dadi la propria vita?
Secondo te Manolo, Bubu Bole, Rampikino Maspes, Alex
Huber, Pierluigi Bini, ecc. cosa sono? Extraterrestri?
Pazzi incoscienti?
Tutti noi giochiamo con la nostra vita, il piu'
delle volte nei limiti delle nostre possibilita' (spero).
--
Ciao
Kluge
Ma una cosa è rimanere "vittima del fato", quando hai preso tutte le
precauzioni ragionevoli. Tutt'altra volutamente confrontarsi col fato
eliminando ogni precauzione ragionevole... Come giudichi una persona che si
comporta in questo modo? Un pazzo o un eroe?
Alex
Booo wrote:
> Ma l'inprevisto non tiene conto della preparazione. Cosě come chiaramente
> non tiene conto della difficolta del terreno su cui ti trovi, ma le
> conseguenze di un imprevisto si.
mi sembri tonto... rifaccio la domanda
tu il limite mi lego/non mi lego dove lo metti?
> Quindi perchč ignorare i rischi e non
> perdere quei 5 minuti quando non sono contati?
ma quali 5 minuti? ma di che stai parlando?
ciap
Arrampicare slegati non è più pericoloso che essere legati.
Quando uno prende la decisione di fare una via slegato, sa che quella via
è ampiamente nelle sue possibilita, mentre arrampica è molto più
concentrato, non lascia niente al caso e non fa cazzate (a meno che non
sia un pazzo). Come direbbe Catalano:"Ci sono più possibilità di cadere su
una via che ti impegna, che su una che ti è più facile!"
Per inciso, la SUCAI l'ho fatta slegato una quindicina di anni fa, c'ho
messo 25 minuti, allora sono sceso per la direttissima e mi sono fatto
anche lo Spigolo SudEst.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
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>Ma una cosa è rimanere "vittima del fato",
Il fato non esiste
>quando hai preso tutte le
>precauzioni ragionevoli. Tutt'altra volutamente confrontarsi col fato
>eliminando ogni precauzione ragionevole...
definire ragionevole
>Come giudichi una persona che si
>comporta in questo modo? Un pazzo o un eroe?
dipende dalla definizione di ragionevole.
Le circostanze sono fondamentali.
--
Ciao
Kluge
Ognuno è libero di metterlo dove gli pare. Noto ed evidenzio solo lo
stridore tra due atteggiamenti contrapposti:
- quello che mette al primo posto la sicurezza, minimizzando in ogni azione
il rischio. Atteggiamento ben evidenziato dai vari thread che si leggono su
questo news (molti a tua firma!)
- quello che da invece la priorità al voler dimostrare il proprio valore a
se stessi e/o agli altri, raggiungendo estremizzazioni talvolta non
necessarie (quale può essere la scalata in free solo).
Tutto quì.
Alex
Booo wrote:
> "uliano" <no...@fastwebnet.it> wrote in message
> news:3EF99EFC...@fastwebnet.it...
>
>>mi sembri tonto... rifaccio la domanda
>>
>>tu il limite mi lego/non mi lego dove lo metti?
>
>
> Ognuno è libero di metterlo dove gli pare.
non mi hai parlato dei famosi 5 minuti...
> Noto ed evidenzio solo lo
> stridore tra due atteggiamenti contrapposti:
io non lo noto:
dove (per me dal II grado continuo esposto in su) sento la necessita'
della sicurezza di una corda (che sul facile magari non rinvio per fare
prima, ma so che se avessi bisogno potrei farlo) la uso
dove non ne sento il bisogno, preferisco di gran lunga lasciarla giu'
lei e tutti i relativi ammeniccoli che, con loro peso, col tempo che
richiedono nelle manovre (la progressione in cordata assicurata con
soste e' terribilmente lenta), rendono la progressione molto meno sicura
velocita' e' sicurezza, e' potere prevenire un cambiamento del tempo e'
potere fuggire veloci il temporale in arrivo
> - quello che mette al primo posto la sicurezza, minimizzando in ogni azione
> il rischio.
sei troppo categorico a schematizzare sicurezza = corda
con la corda ti puoi incordare... senza... beh e' quanto meno piu'
improbabile
> - quello che da invece la priorità al voler dimostrare il proprio valore a
> se stessi e/o agli altri, raggiungendo estremizzazioni talvolta non
> necessarie (quale può essere la scalata in free solo).
non capisco chi sia tu per dire quale sia lo scopo delle azioni altrui e
per decidere cosa sia necessario e cosa facoltativo nelle altrui azioni
> Tutto quì.
tutto li'
cia'
Gli apici non erano un caso! ;)
> >quando hai preso tutte le
> >precauzioni ragionevoli. Tutt'altra volutamente confrontarsi col fato
> >eliminando ogni precauzione ragionevole...
>
> definire ragionevole
Una qualsiasi azione che attui perchè sai che esiste una seppur remotissima
ed infima (ma <> 0) probabilità che possa tornare a tuo vantaggio, quando il
costo del metterla in pratica è inferiore al vantaggio che te ne porta
pesato per la probabilità che si verifica. Ovvero andare in giro sotto una
campana di ferro ti salva da un vaso che ti casca in testa, ma considerando
l'infima probabilità che ti casca è troppo faticoso trascinarsi la campana!
Potremo dire lo stesso del portarsi per 160 metri pochi chili di corda ed un
po di ferraglia?
> >Come giudichi una persona che si
> >comporta in questo modo? Un pazzo o un eroe?
>
> dipende dalla definizione di ragionevole.
>
> Le circostanze sono fondamentali.
Sicuramente. Son pienamente d'accordo con te, uli e roberto che quando è
necessario bisogna esser veloci... ma il free solo volontario ha poco a che
fare con la necessità!
Alex
Booo wrote:
> Sicuramente. Son pienamente d'accordo con te, uli e roberto che quando è
> necessario bisogna esser veloci... ma il free solo volontario ha poco a che
> fare con la necessità!
mentre la scalata in cordata e' necessaria?
ciononostante la gente ci muore anche se e' legata
mentre l'andare x sentieri e' necessario?
cinonostante la gente ci muore ance andnando x sentieri
su una cosa hai pero' ragione:
vivere e' inevitabile
e proprio per questo, prima o poi, si muore
ciao, uli
Erano quelli di cui parlava kluge inizialmente! :D
> velocita' e' sicurezza, e' potere prevenire un cambiamento del tempo e'
> potere fuggire veloci il temporale in arrivo
Assolutamente d'accordo. Ma io sto parlando del non legarsi volontariamente
e senza alcuna necessità reale per fare una via in free solo!
> sei troppo categorico a schematizzare sicurezza = corda
>
> con la corda ti puoi incordare... senza... beh e' quanto meno piu'
> improbabile
Infatti non mi riferisco solo alla corda, parlo di tutte le azioni che attui
(mettere il caschetto...).
> > - quello che da invece la priorità al voler dimostrare il proprio valore
a
> > se stessi e/o agli altri, raggiungendo estremizzazioni talvolta non
> > necessarie (quale può essere la scalata in free solo).
>
> non capisco chi sia tu per dire quale sia lo scopo delle azioni altrui e
> per decidere cosa sia necessario e cosa facoltativo nelle altrui azioni
Mica lo sto giudicando come sbagliato o da censurare, sto solo dicendo che
non lo capisco e che mi piacerebbe invece comprendere se ha qualche base di
razionalità o meno.
Alex
Booo wrote:
> "uliano" <no...@fastwebnet.it> wrote in message
> news:3EF9AE60...@fastwebnet.it...
>
>>non mi hai parlato dei famosi 5 minuti...
>
>
> Erano quelli di cui parlava kluge inizialmente! :D
valgono se sei gia legato e assicurato a una sosta se hai gia' portato
su tutta la ferraglia etc etc...
se sie free solo non son 5 min la differenza ma 5 ore!
ciao, uli
Quando mancano le argomentazioni, non vale soffermarsi sui dettagli non
significativi! ;)
Alex
Probabilmente non riesco ad esprimere quello che voglio dire: l'approccio
che si ritiene razionale è quello che è volto a mitigare il rischio, perchè
si vorrebbe vivere il più a lungo possibile (altrimenti questo thread non
sarebbe nemmeno nato!). Alle volte questo atteggiamento produce dei
risultati alle volte no (come ben vediamo). Di colpo in questo pacioso
atteggiamento mentale piomba come una meteora il free solo, che in barba a
tutte le menate sulla sicurezza che si dicono in giro, elimina l'intera
catena di sicurezza volontariamente. Visto così parrebbe quindi un
comportamento assolutamente irrazionale e degno solo di un pazzo
(nell'accezione di colui che non si comporta in maniera razionale!). Ora
qualcuno dice giustamente che tanto la sicurezza è solo apparente, quindi
eliminiamola assieme al falso senso di sicurezza che da. In questo modo
(colpo di scena!) si da una parvenza di razionalità ad un comportamento
altrimenti irrazionale. Ma allora perchè farsi tante menate se le mezze
possono essere passate alternate o meno? :D
Alex
> mentre la scalata in cordata e' necessaria?
> ciononostante la gente ci muore anche se e' legata
> mentre l'andare x sentieri e' necessario?
> cinonostante la gente ci muore ance andnando x sentieri
> su una cosa hai pero' ragione:
> vivere e' inevitabile
> e proprio per questo, prima o poi, si muore
Mi attacco qui, per comodità.
Premetto che non sono un fautore del FreeSolo, premetto che non sono un
imprudente, premetto che premetto.
Per Booo:
La tua domanda su perché qualcuno fa delle scalate senza corda, credo sia un
classico; non credo abbia una risposta esatta ed "una verità".Chi decide di
intraprendere un'avventura ad alto rischio come questa credo sia mosso da
una "bolgia" di pensieri, dai più interiori come sfidare se stesso ai più
pratici tipo soldi da sponsor.
Probabilmente per quanto mi riguarda potrei intraprendere una cosa simile
per poter mettere alla prova il mio io e per sentire quella sensazione di
libertà che vado cercando.
Non dico siano motivazioni valide, ma forse potrebbero darmi la spinta
giusta.
Per il resto del discorso:
Sicuramente la velocità è sinonimo di sicurezza (in alcuni casi), ma non
vorrei che si dimenticasse che il primo di cordata è comunque responsabile
anche del secondo.
Se non metto protezioni su un 3°, magari perché voglio essere un pò più
veloce o perché mi sento sicuro e volo per 40 metri potrei portare giù anche
il compagno, che magari non era stato interpellato esplicitamente sulle
possibilità di un rischio simile.
In FreeSolo, si è responsabili solo di se stessi e quindi pace.
In una squadra è diverso.
Con questo non dico che preferisco mettere 10 protezioni in 20 metri, ma
rendere sicuro un mio eventuale salto per il secondo lo trovo fondamentale,
una protezione poco sopra la sosta e magari una a metà tiro....
L'ego a volte è meglio metterlo da parte e "livellarsi" verso il basso.
Il discorso cade in caso di cordate di professionisti o atleti
particolarmente preparati impegnati in particolari exploit.
Ora, non vorrei fare il pignolo o il polemico, ma perchè tutta questa moda
del gri modificato? Escludo Robero e Kluge che ritengo "atleti
patricolarmente preparati" ma
il resto del club non è formato da alpinisti di spicco o particolarmente
dotati
che hanno orizzonti di "gloria"; perché voler sperimentare manovre
potenzialmente pericolose su vie massimo di III o IV quando poi è cmq il
grado massimo anche in cordata?
Con questo non voglio sminuire i vari progetti o fare il cacacazzi
presuntuoso, ma buttare un sasso di "dubbio" sul reale bisogno di
"solitaria".
Fate attenzione.
Ciao
Granpasso
P.S.
Il libro eroico è sempre libero
-------------------------------
Nello sguardo di una bestia muta
sono parole che l'anima del saggio
comprende.
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
ma perchè ti fai tutte ste seghe?
ma ti rendi conto che la maggior parte della gente
dice "che sei scemo e che prima o poi ti ammazzerai? e chi te lo fa fare?"
di te che vai con la corda?
ognuno sa qual'è il suo livello di sicurezza
sul sentiero o sul 7b slegato
e fa le sue scelte.
punto.
accetti che uno che non è mai andato in montagna sindachi sul tuo livello di
sicurezza?
no!
e allora non far lo stesso tu con quelli che stanno ad altro livello.
Granpasso il Ramingo wrote:
> Se non metto protezioni su un 3°, magari perché voglio essere un pò più
> veloce o perché mi sento sicuro e volo per 40 metri potrei portare giù anche
> il compagno, che magari non era stato interpellato esplicitamente sulle
> possibilità di un rischio simile.
ci son volte, che non son riuscito a metterle ste protezioni, anche
volendo... allora stare li a cincischiare a vedere dadi che escono dalle
fessure svase friend che non ci entrano e' piu' sicuro per il compagno
che e' in sosta?
> In FreeSolo, si è responsabili solo di se stessi e quindi pace.
beh vero, ma almeno nel mio caso non proprio del tutto
prima facevo cordata solo con mia moglie e, parlo per me, non mi sarebbe
piaciuto tanto rimanere vedovo a piangerla
ora con lei per un bel pezzo non sara' possibile, ma se venissi meno
(sia che fossi in cordata che solo) la lascerei con un pupo da allevare:
son comunque responsabile anche per altri!
> Ora, non vorrei fare il pignolo o il polemico, ma perchè tutta questa moda
> del gri modificato?
gia' perche'?
> il resto del club non è formato da alpinisti di spicco o particolarmente
> dotati
> che hanno orizzonti di "gloria"; perché voler sperimentare manovre
> potenzialmente pericolose su vie massimo di III o IV quando poi è cmq il
> grado massimo anche in cordata?
/mode tigna on
potenzialmente pericoloso sei tu, a quanto mi raccontano...
/off
> Con questo non voglio sminuire i vari progetti o fare il cacacazzi
> presuntuoso, ma buttare un sasso di "dubbio" sul reale bisogno di
> "solitaria".
ottima provocazione, anche se il gri gri limato e il free solo son cose
che non c'entrano molto l'una con l'altra...
ognuno ha le sue risposte
la mia e' la seguente
dopo 11 anni che facevo corda sempre con la stessa persona non so se
sono capace di andare con altri... perdpiu' fare coincidere interessi e
tempo libero non e' facile e diventa piu' lo stress organizzativo che il
gusto delle uscite
ora non so fino dove arrivero' (per il momento sto giocando in falesia)
certo e' che il gri grli limato non ha nulla a che vedere col free solo
e come intendo usarlo io (che son pignolo e i conti sulle forze li so
fare): dissipatore in sosta e in ogni frazionemanto in salita, se il
tiro supera i 20 m frazionamento obbligatorio, sempre 2 nodi si backup
all'imbrago, come intendo usarlo io non lo trovo poi cosi' diverso
dall'andare in 2 dal punto di vista della protezione
certo se voli nessuno ti aiuta...
> Fate attenzione.
;)
Buzz wrote:
> accetti che uno che non è mai andato in montagna sindachi sul tuo livello di
> sicurezza?
> no!
> e allora non far lo stesso tu con quelli che stanno ad altro livello.
quello che si dice il dono della sintesi
cia'
Perchè non discuterne? Meglio riempire i vuoti della vita con qualche parola
inutile che rimanere in un inutile silenzio! ;-)
Alex
Pare incredibile ma se non si ha nulla da aggiungere ci si può anche
astenere! ;-)
Alex
ma...
per esempio...
perchè meglio soli che male accompagnati?
Dai uli, non assumere atteggiamenti infantili, si discuteva di chi salta
*volontariamente* le protezioni!
> > In FreeSolo, si è responsabili solo di se stessi e quindi pace.
>
> beh vero, ma almeno nel mio caso non proprio del tutto
Aggiungerei che, al solito, sei anche responsabile di chi ti sta sotto e su
cui potresti piombare, dei poveracci che devono venirti a recuperare col
cucchiaino...
> /mode tigna on
> potenzialmente pericoloso sei tu, a quanto mi raccontano...
> /off
Non facciamo attacchi personali! ;-)
Alex
Bella domanda, questo può essere catalogato come caso limite, anche se a
volte ho visto che persone di grande esperienza trovano protezioni dove io
non troverei nemmeno appigli per le unghie ....
> beh vero, ma almeno nel mio caso non proprio del tutto
>
> prima facevo cordata solo con mia moglie e, parlo per me, non mi sarebbe
> piaciuto tanto rimanere vedovo a piangerla
>
> ora con lei per un bel pezzo non sara' possibile, ma se venissi meno
> (sia che fossi in cordata che solo) la lascerei con un pupo da allevare:
> son comunque responsabile anche per altri!
Santo pensiero!
Hai sottolineato un "fondamentale", la definizione di "essere soli" e la
responsabilità di altre persone, nel caso figli, moglie ed altro...
> gia' perche'?
già....
> /mode tigna on
> potenzialmente pericoloso sei tu, a quanto mi raccontano...
> /off
/mode difesa on
In genere mi rimproverano di essere categorico, perentorio, di avere una
voce scabra e brutale, di essere rigido e intollerante ma che volete da un
velista-cavallaro-montanaro?
In genere però sono moooolto prudente, vero è che una volta feci una grossa
cazzata dettata dall'inesperienza più totale e mè andata bene, o meglio c'è
andata bene.
Aggiungo che ho (senza falsa modestia) buone capacità di svolgere
l'equazione
Via + mie capacità + tempo + meteo = potrei farcela...
Vero che non ho grande esperienza alpinistica, ma frequento la montagna da
quando a 7 anni iniziai a sciare, ho fatto escursioni di molti giorni in
ogni situazione e arrampico dal '94 (anche se con pessimi risultati, anche
dovuti a pochissimo allenamento).
Non credo di essere l'ultimo arrivato in quanto capacità di valutare sia le
mie sie le altrui potenzialità e conoscenze.
Quindi il "potenzialmente pericoloso sei tu, a quanto mi raccontano..." è
stato valido una volta, il resto è leggenda (poi quando ero + giovane, con
il testosterone a palla di cose pericolose ne ho fatte, ma mai mettendo a
repentaglio la pellaccia altrui).
/mode difesa off
> ottima provocazione, anche se il gri gri limato e il free solo son cose
> che non c'entrano molto l'una con l'altra...
[cut]
> certo se voli nessuno ti aiuta...
Concordo.... ma occhio con il gri...
Buzz, non era un attacco personale.
Discutevo in generale della grimod moda...
E cmq, spesso bisogna valutare e soppesare anche la definizione del "male
accompagnati".
A volte si puň errare ed il male accompagnati non č quello che si crede...
questo a volte,
poi se vai con "il bradipo" č un'altro discorso... ^__^
Ciao
Granpasso
P.S.
Il libro eroico č sempre libero
Granpasso il Ramingo wrote:
> anche se a
> volte ho visto che persone di grande esperienza trovano protezioni dove io
> non troverei nemmeno appigli per le unghie ....
puo' essere ma che cambia dal mio punto di vista? per me rimane un tiro
improteggibile
> /mode difesa on
[...] miii se hai colto la provocazione... ;)
> Quindi il "potenzialmente pericoloso sei tu, a quanto mi raccontano..." č
> stato valido una volta, il resto č leggenda (poi quando ero + giovane, con
> il testosterone a palla di cose pericolose ne ho fatte, ma mai mettendo a
> repentaglio la pellaccia altrui).
potenzialmente pericoloso non vuole dire rischiare la vita propria o
altrui: uno che lo fa e' pericoloso senza il potenzialmente
comunque era solo una provocazione :PPP
cia, uli
Granpasso il Ramingo wrote:
> Il 25 Giu 2003, 17:28, "Buzz" <bu...@despammed.com> ha scritto:
>
>>ma...
>>per esempio...
>>perchč meglio soli che male accompagnati?
>>
>
>
> Buzz, non era un attacco personale.
> Discutevo in generale della grimod moda...
la grimodmoda mi sa che l'ho lanciata io (in questa sede almeno)
la sua non era una risposta a un attacco personale, ma una ottima
motivazione a limare il gri
forse in falesia e' possibile scalare con (quasi) chiunque sia
disponibile a farti sicura, in montagna c'e' molto di piu' per fare una
cordata
ciao, uli
Booo wrote:
> Pare incredibile ma se non si ha nulla da aggiungere ci si può anche
> astenere! ;-)
stupendo esempio di mesaggio autoreferenziale! :-D
Concordo... al raduno fatti raccontare a voce da Buzz il "mistero della
clessidra scomparsa! ^___^
> [...] miii se hai colto la provocazione... ;)
Colto?
Come molto istruito?
Oppure come raccogliere ortaggi?
=P
> potenzialmente pericoloso non vuole dire rischiare la vita propria o
> altrui: uno che lo fa e' pericoloso senza il potenzialmente
>
> comunque era solo una provocazione :PPP
Ma si che ho raccolto la provocazione, non sono uno spazzino in sciopero.
A volte mi si mette in automatico il mode replay on e rispondo a tutto;
mettici poi che la parola è d'argento ed il silenzio d'oro ed io non sono
esoso....
un pizzico di tigna, fai cuocere a fuoco lento, e tutto il resto è noia.
io infatti parlavo appunto di quello,
nulla di personale...
io mica parlo per allusioni.
> E cmq, spesso bisogna valutare e soppesare anche la definizione del "male
> accompagnati".
male accompagnati
può essere molte cose
ma la *cordata* è qualcosa di più di, semplicemente legarsi assieme,
è una unità di intenti e di sogni, a volte;
è avere un obiettivo comune;
è rispettarsi, è fare uno sforzo per capirsi, è difendersi, anche;
è risolversi le beghe a 4occhi, eccetera
(è una specie di matrimonio insomma...)
E gli errori bisogna avere l'intelligenza di capire quando si fanno ed
imparare da essi,
ma non solo pappagalescamente evitando di ripetere lo stesso errore nella
stessa circostanza,
bensì traslando, capendo il perchè si è sbagliato e accettando con umiltà la
lezione, ché, allora si,
travalica il caso particolare e diventa lezione di comportamento.
....
A volte, allora,
se non si trova questa persona,
è meglio andare soli.
E il grigri lo permette,
checchè se ne dica, meglio di altri sistemi.
Buzz wrote:
> è una unità di intenti e di sogni, a volte;
> è avere un obiettivo comune;
> è rispettarsi, è fare uno sforzo per capirsi, è difendersi, anche;
> è risolversi le beghe a 4occhi, eccetera
è conoscere le reazione dell'altro in anticipo
ma e' soprattutto fidarsi...
> (è una specie di matrimonio insomma...)
azz dillo a me!
> "AlloFull" <allo...@tiscaliLeMontagnenet.it> wrote in message
> news:1fx3x21.o2ecc57hl6psN%allo...@tiscaliLeMontagnenet.it...
> > allofull nel club de
> > solitarigrigrimodificatochevabeneancoraperfarsicurainfalesiamasoloseinma
> > niesperte
>
> Esci dal club, lascialo a casa assiema alla corda e ne riparliamo... ;-)
>
> Alex
dammi tempo che lo faccio!
il gri gri l'ho provato solo in falesia ma mi riprometto prossimamente
in montagna poi il grande passo....
non č questione di azzardo ma di scelte... a me mi piace!
--
...lunga la retta stretta la via
dite la vostra che io ho detto la mia...
AlloFull
Kluge wrote:
> Ha saltato del tutto anche le protezioni della sosta sulla quale poi
> si e' fortunosamente incastrata la corda, magari non le ha neanche
> viste (o cercate).
magari non voleva disturbare alla sosta gia' occupata, alpinista timido?
> La placca su vui era non era verticalissima ma neanche cosi'
> appoggiata da potersi fermare in caso di volo.
esistono? sono classificabili in gradi uiaa? non sono EE? ;)
(placche appoggiate ove se voli ti fermi)
> Ma infatti... solo che e' meglio ricordarsele certe cose ogni tanto.
ogni spesso! ;)
ciao, uli
Alex, hai mai provato ad arrampicare slegato?
Personalmente sono arrivato all'arrampicata solitaria, praticata sia su
roccia che su ghiaccio e intesa senza corda o al massimo con la corda a
spalle per eventuali doppie (ma non giudico chi la usa anche per
proteggersi), come evoluzione naturale dell'arrampicata in cordata. Non è
stata una decisione meditata, un giorno ne ho sentito il desiderio, di
più... la necessità. Certo hanno influito le modalità con cui ho imparato e
con cui mi sono evoluto: palestra naturale di sassi con altezza da 1 a 10
metri, nella quale s'arrampica solitamente slegati. Quindi da sempre mi sono
arrampicato slegato sui sassi, trovandomi giorno dopo giorno a salire un
poco più in alto, non per dimostrare qualcosa, tant'è ch'ero spesso da solo,
ma perchè l'evoluzione tecnica e... psicologica mi portava a questo: non mi
sono mai detto oggi salgo fino là, semplicemente iniziavo a salire un
passaggio già fatto e mi trovavo a deviare inconsciamente verso tratti più
alti; fino a quel giorno non vedevo certe tracce nelle roccia, in quel
momento, invece, non solo le vedevo ma le sentivo mie, le trovavo
praticabili, le seguivo senza particolari pressioni, tensioni, timori.
Ho percorso una decina d'itinerari in solitaria e non ho mai rischiato, anzi
se qualche rischio l'ho corso è stato quando ero in cordata. Tu parli
dell'imprevisto, dell'imponderabile, ma questi ci sono sempre e una scarica
ti uccide anche se sei legato, un volo sul facile ti rovina anche se sei
legato, un sasso in testa ti spacca il cervello anche se sei legato. Altri
imprevisti! Malesseri e maltempo possono essere assolutamente previsti e
gestiti, il piede che scivola o la mano che perde la presa sono errori
inconcepibili per chi arrampica sul classico, dove la chiodatura può essere
assai scarsa e non sempre è possibile integrarla.
Quando ti trovi più volte a fare 30, 40, 50 e anche 60 metri con due o tre
rinvii al massimo, e magari rinvii così detti "psicologici", se non
addirittura senza rinvii, il tuo inconscio acquisisce un certo tipo
d'informazione e piano piano si abitua all'assenza di protezioni, finchè un
bel giorno ti trovi su di una parete da solo e senza corda.
Perchè vogliamo sempre cercare una logica in tutto, a volte non esiste
logica.
Perchè non possiamo semplicemente accettare le cose così come avvengono, a
volte non sono facilmente spiegabili.
Perchè vogliamo chiudere tutto nelle spire della "ragion comune", non sempre
questa è vera ragione.
E nemmeno le ragioni sociali (famiglia, lavoro, ecc.) sono indicatori
corretti, in base a loro dovremmo legarci al letto e sperare che non venga
mai un terremoto. Ribadisco, ad ogni ascensione, in cordata o in solitaria
che fosse, non ho mai pensato di andare incontro alla morte o di potermi
fare del male, nel momento che questo pensiero mi è apparso ho smesso di
arrampicare.
Ciao
Emanuele
Perchè se vai in cordata la cordata dev'essere protetta e protetta al
meglio.
Ciao
Emanuele
Guarda che l'alpinismo è nato come attività solitaria: anche se si era in
gruppi non esistevano corde, chiodi, moschettoni.
Guarda che da sempre c'è stato chi arrampicava in solitaria senza corda.
Insomma, il free solo non è un'invenzione moderna, solo una riedizione d'una
pratica da sempre esistita e praticata. Quindi non piomba nessuna meteora,
anzi, tutto sommato, di solitarie se ne fanno molte meno oggi di quante se
ne facevano trent'anni fa.
Ciao
Emanuele
> E nemmeno le ragioni sociali (famiglia, lavoro, ecc.) sono indicatori
> corretti, in base a loro dovremmo legarci al letto e sperare che non venga
> mai un terremoto.
Sai ... credo ci sia una buona distanza tra legarsi a letto e arrampicare
slegato!
In mezzo ci sono un sacco di cose!
Ribadisco, ad ogni ascensione, in cordata o in solitaria
> che fosse, non ho mai pensato di andare incontro alla morte o di potermi
> fare del male, nel momento che questo pensiero mi è apparso ho smesso di
> arrampicare.
Nemmeno io c'ho mai pensato, ma posso assicurarti che ad ogni scivolone ho
sempre guardato la corda con amore e ammirazione.
Io lo dico apertamente, arrampicare slegato è troppo rischioso, e non ne
comprendo gli eventuali vantaggi ... anzi, ritengo che non ce ne siano
proprio!
W la corda
Ciao, Alessio
Quello che dici mi suona strano.
Ti credo, per carità, non fraintendermi. Ma mi riesce difficile pensare che
il pensiero non ti sfiori mentre arrampichi senza corda.
Forse è una di quelle cose che devi provare per capire, però sicuramente ci
deve volere un bel po' di consapevolezza di se stessi, e una serenità
assoluta.
Beato/i te/voi che potete.
No, secondo me non hai afferrato bene il senso del mio breve post.
Ho letto varie opinioni su questo 3D, io non ho mai arrampicato senza corda,
e per forza di cose devo basarmi su una mia opinione da "esterno".
Io voglio continuare a pensare che anche il più bravo degli arrampicatori,
che sale su una difficoltà bassa *per lui*, non può eliminare dalla sua
testa il pensiero che qualcosa di storto può sempre accadere, che può
*cadere*. La sua attenzione è necessariamente massima, ma non per rendere il
gesto arrampicatorio più estetico o ergonomico, o per godere appieno del
procedere sicuro sulla roccia. no.
Fa la massima attenzione perchè in fin dei conti *ha paura*.
*Paura* nell'accezione autoconservativa.
Cadono anche le montagne, figuriamoci se non cadono anche i bravissimi
alpinisti, e loro lo sanno bene. Ecco perchè non posso credere che sotto
sotto non temano per la loro incolumità.
Che poi questo non sia un deterrente sufficiente per tenerli alla larga, è
un dato di fatto.
Ma lo spingersi al di là man mano di più è umano e misterioso, e a ben
pensare ha portato alle più grandi conquiste, non solo alpinistiche.
Ciao
bella risposta,
condivido pienamente.
Ma ci fai o ci sei?
> Nemmeno io c'ho mai pensato, ma posso assicurarti che ad ogni scivolone ho
> sempre guardato la corda con amore e ammirazione.
Premesso che mi riferisco all'arrampicata classica e non all'arrampicata
sportiva, dove le regole sono diverse. Ma parlando di Free Solo è giusto
riferirsi a tale condizione, dato che gli errori sono parimenti fatali.
Male, non dovresti nemmeno scivolare, se scivoli vuol dire che la tua
tecnica, la tua preparazione non sono adeguate alle difficoltà affrontate,
oppure che ti sei mosso nel momento sbagliato, o, ancora, che affronti
l'arrampicata con sufficienza. In ogni caso stai sbagliando, un principio
molto importante che ho sempre seguito e insegnato dice: "la sicurezza è in
se stessi, non nella corda". Questo vuol dire che innanzitutto la sicurezza
è quella data dalla padronanza della progressione, dalla coscienza di se
stessi, dall'autocontrollo, mentalmente devi sempre procedere come se la
corda non ci fosse, la usi, piazzi i rinvii, ma poi la dimentichi. Allora
perchè usarla? Perchè con la corda qualcosa di più riesci sempre a fare,
perchè la corda permette al secondo di salire più velocemente, perchè non
sempre il secondo è in grado di salire da primo, perchè è un cordone
ombellicale che crea un particolare legame tra due arrampicatori, legame
impregnato dalla totale fiducia nell'altro, legame che crea amicizie
profonde e durature.
> Io lo dico apertamente, arrampicare slegato è troppo rischioso, e non ne
> comprendo gli eventuali vantaggi ... anzi, ritengo che non ce ne siano
> proprio!
E chi ha mai detto che ci sono dei vantaggi?
E' un modo diverso di arrampicare, un modo totalizzante, ma non per questo
migliore o peggiore.
Nessuno si deve sentire obbligato a praticare l'arrampicata solitaria, anche
se ritengo che un'esperienza solitaria dovrebbero farla tutti, non
necessariamente in arrampicata, ma comunque in ambiente selvaggio. A tal
riguardo pubblicherò nei prossimi giorni (diciamo entro la fine della
settimana prossima) un articolo sul mio sito www.emanuele-cinelli.it sezione
"Chiacchere e consigli -> Alpinismo".
> W la corda
Si, W la corda, ma non solo.
Ciao
Emanuele
No, non può sfiorarti, per lo meno non mentre arrampichi, la concentrazione,
l'attenzione sono a un tal livello che non pensi che ad arrampicare, a
interpretare correttamente il passaggio.
> Forse è una di quelle cose che devi provare per capire, però sicuramente
ci
> deve volere un bel po' di consapevolezza di se stessi, e una serenità
> assoluta.
Ecco per l'appunto.
> Beato/i te/voi che potete.
A mio parere chiunque può arrivarci è solo questione di giusta preparazione
tecnica e, soprattutto psicologica. Ho avuto un allievo, poi mio compagno di
cordata, che inizialmente rifiutava completamente l'idea di arrampicare
slegato, ma dopo un paio d'anni che si allenava con me mi ha seguito slegato
e senza problemi sulla cresta del Castello di Gaino.
Se vuoi, visto che anch'io abito nelle vicinanze di Brescia, ci si può
trovare e parlarne faccia a faccia, potremmo provarci insieme.
Ciao
Emanuele
In questo hai perfettamente ragione, ma la stessa cosa vale anche quando
sali in cordata: ti assicuro che l'istinto di conservazione interviene allo
stesso identico modo, ed è un modo inconscio, non avvertito mentalmente, non
meditato, o, comunque, non debilitante, altrimenti non sali.
Ciao
Emanuele
La conosco la cresta, bella aerea ma comunque non troppo esposta e continua.
Bella palestra per imparare a arrampicare.
L'ho fatta legato, almeno nel primo tratto, e nonostante tutto credo sia
alla portata da fare in libera, se uno ha testa.
> Se vuoi, visto che anch'io abito nelle vicinanze di Brescia, ci si può
> trovare e parlarne faccia a faccia, potremmo provarci insieme.
Perchè no?
Due chiacchere le faccio volentieri, quando hai un'oretta libera nei
dintorni della città o limitrofi, io mi libero, così potrei conoscere il
Cinelli. :)
Oppure due tiri una volta a Caionvico o Virle?
Il mio indirizzo e-mail è "in chiaro", se hai la voglia e pazienza di
sopportarti un peso morto, mi fa piacere.
Ciao
> > In mezzo ci sono un sacco di cose!
> Ma ci fai o ci sei?
Secondo te ???
> > Nemmeno io c'ho mai pensato, ma posso assicurarti che ad ogni scivolone
ho
> > sempre guardato la corda con amore e ammirazione.
> Premesso che mi riferisco all'arrampicata classica e non all'arrampicata
> sportiva, dove le regole sono diverse.
Chi ha mai detto che le regole sono uguali??
Anche sulle vie classiche, la corda permette sempre di portare la pellaccia
a casa!
O no??
> Male, non dovresti nemmeno scivolare, se scivoli vuol dire che la tua
> tecnica, la tua preparazione non sono adeguate alle difficoltà affrontate,
> oppure che ti sei mosso nel momento sbagliato, o, ancora, che affronti
> l'arrampicata con sufficienza.
Oppure ho semplicemente commesso un errore, cosa che accade a tutti gli
umani!
> In ogni caso stai sbagliando, un principio
> molto importante che ho sempre seguito e insegnato dice: "la sicurezza è
in
> se stessi, non nella corda".
Allora, io condivido pienamente la libertà di scelta: se vuoi andare
slegato, sei liberissimo di farlo!
Non accetto però questi estremismi "ridicoli"; la sicurezza è propria della
catena di sicurezza. quindi sta nella sosta, nei rinvii, nella corda e
nell'imbrago, nel tempo, nel tipo di roccia!
Il resto è basato su variabili troppo poco controllabili, quindi non si può
chiamare "sicurezza".
Il movimento, essendo proprio dell'uomo, è soggetto ad errori.
Questo vuol dire che innanzitutto la sicurezza
> è quella data dalla padronanza della progressione, dalla coscienza di se
> stessi, dall'autocontrollo, mentalmente devi sempre procedere come se la
> corda non ci fosse, la usi, piazzi i rinvii, ma poi la dimentichi.
Ok
> Allora
> perchè usarla?
Perchè ci deve pur essere nelle cose che faccio, essendo queste di minore
importanza rispetto alla mia stessa vita, un margine di errore!
> E chi ha mai detto che ci sono dei vantaggi?
Mah ... ho sentito parlare di maggior velocità (come se questa sia la reale
sicurezza)
Non ho nulla da rispondere ad un'affermazione tipo : arrampicare da solo da
una sensazione incredibile e riesci a sentire il puro movimento, ma è
moltissimo pericoloso.... anzi è a pericolo di morte. (senza tanti fronzoli
sulla velocità, sulla tecnica e sul proprio limite)
Ciao, Alessio
Tra l'altro, parli solo per stereotipi e preconcetti.
L'ho già detto, avevo un amico che diceva le tue stesse cose, ma dopo un
paio d'anni che veniva in montagna con me ha cambiato idea.
"Alessio" <ales...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:bdhes2$stl87$1...@ID-96464.news.dfncis.de...
>
> "Emanuele Cinelli" ha scritto nel messaggio
> > Ma ci fai o ci sei?
>
> Secondo te ???
>
Dal momento che confido sembre nella buona fede degli altri, a questo punto
penso che tu ci sia, se invece ci fai, beh a qualcuno sarà servita anche
questa discussione.
Dai tuoi discorsi sembrerebbe (nota, mi raccomando, l'uso del dubitativo)
che tu non abbia mai arrampicato, ma forse sei un autodidatta, oppure ti
hanno insegnato male.
> Chi ha mai detto che le regole sono uguali??
> Anche sulle vie classiche, la corda permette sempre di portare la
pellaccia
> a casa!
> O no??
Cavolo, ma conosci l'italiano? Sai leggere un discorso? O ti limiti a
leggere le singole frasi come se fossere le une slegate dalle altre?
Era una necessaria premessa al resto del discorso, in quanto
nell'arrampicata sportiva il volo è parte del gioco, quindi gran parte delle
mie considerazioni non si possono ad essa applicare.
> Oppure ho semplicemente commesso un errore, cosa che accade a tutti gli
> umani!
>
Ed io cosa ho detto?
Ma in certe condizioni l'errore non deve avvenire, se vuoi portare a casa la
pelle, indi...
> Allora, io condivido pienamente la libertà di scelta: se vuoi andare
> slegato, sei liberissimo di farlo!
E ci mancherebbe altro!
> Non accetto però questi estremismi "ridicoli"; la sicurezza è propria
della
> catena di sicurezza. quindi sta nella sosta, nei rinvii, nella corda e
> nell'imbrago, nel tempo, nel tipo di roccia!
Contento tu! Ma con tale convinzione prima o poi ti ammazzi. Salvo che tu
non metta un rinvio ogni mezzo metro e faccia soste solo con anelloni
cementati. E anche così, non è mai detto!
> Il resto è basato su variabili troppo poco controllabili, quindi non si
può
> chiamare "sicurezza".
Guarda che è proprio l'esatto opposto: il tuo movimento lo puoi controllare
istante per istante, l'infissione di un chiodo non sembre puoi capire
realmente quanti chili può sopportare, un cordino non sempre rivela
all'esterno danni interni, il tempo potrebbe cambiare prima che tu te ne
renda conto (a volte le nuvole arrivano dalla parte del monte non della vall
e), eccetera, eccetera.
> Il movimento, essendo proprio dell'uomo, è soggetto ad errori.
Ribadisco: se così fosse non sarei qui a parlarti. Non dico di non aver mai
commesso errori, ma mai quando l'errore, seppur minimo, sarebbe risultato
fatale, e in ogni caso non mi sono mai giustificato con ridicole
affermazioni, semplicemente mi sono arrabbiato con me stesso, o ammesso
l'errore, l'ho analizzato, ne ho individuato le cause e non l'ho più
ripetuto.
> > Allora perchè usarla?
>
> Perchè ci deve pur essere nelle cose che faccio, essendo queste di minore
> importanza rispetto alla mia stessa vita, un margine di errore!
>
Primo, la domanda era retorica, serviva solo ad anticipare una possibile
osservazione a quanto stavo dicendo e infatti subito dopo rispondo io
stesso.
Secondo, quella del margine d'errore è solo una comoda scusa. Nella vita non
sempre puoi concederti dei margini d'errore.
Terzo, non è del tutto vero che l'arrampicata solitaria non concede margini
d'errore, dipende da persona a persona comunque ci sono anche se molto
ridotti.
> Mah ... ho sentito parlare di maggior velocità (come se questa sia la
reale
> sicurezza)
In certe condizioni, ad esempio vie di ghiaccio o vie con elevati pericoli
oggettivi, si.
> Non ho nulla da rispondere ad un'affermazione tipo : arrampicare da solo
da
> una sensazione incredibile e riesci a sentire il puro movimento, ma è
Eppure è quello che hai fatto fino ad adesso
> moltissimo pericoloso.... anzi è a pericolo di morte. (senza tanti
fronzoli
> sulla velocità, sulla tecnica e sul proprio limite)
E mi sembra che nessuno abbia mai detto il contrario. Nessuno vuole
affermare che l'arrampicata solitaria sia una passeggiata per chiunque.
Nessuno vuole indurre chicessia a praticarla senza un'adeguata preparazione.
E' pericolosa, di più, può essere mortale.
Ciao
Emanuele
> Tra l'altro, parli solo per stereotipi e preconcetti.
> Dal momento che confido sembre nella buona fede degli altri, a questo
punto
> penso che tu ci sia
Mangiato pesante??
Prova con l'erba Iva, dicono che funzioni!
> Dai tuoi discorsi sembrerebbe (nota, mi raccomando, l'uso del dubitativo)
> che tu non abbia mai arrampicato, ma forse sei un autodidatta, oppure ti
> hanno insegnato male.
Di grazia, da dove evinci queste tue considerazioni?
> Cavolo, ma conosci l'italiano? Sai leggere un discorso? O ti limiti a
> leggere le singole frasi come se fossere le une slegate dalle altre?
Mi chiedo solo se per caso in un'altra vita ti abbia schiacciato con la
macchina?
Da dove salta fuori tutto questo nervosismo, si può sapere??
Giuro che le tue risposte mi hanno lasciato, come dire .... un po'
dimmmerda!
> Ed io cosa ho detto?
> Ma in certe condizioni l'errore non deve avvenire, se vuoi portare a casa
la
> pelle, indi...
Ok, daccordo, ma converrai con me che si è sempre maggiormante protetti su
una via classicissima legati, che no!
O sbaglio!
Perché sto giusto leggendo l'autobiografia di Maestri, e mi sembra che la
corda abbia salvato il culo di parecchia gente ai suoi tempi!
> > Non accetto però questi estremismi "ridicoli"; la sicurezza è propria
> della
> > catena di sicurezza. quindi sta nella sosta, nei rinvii, nella corda e
> > nell'imbrago, nel tempo, nel tipo di roccia!
> Contento tu! Ma con tale convinzione prima o poi ti ammazzi.
Ti ci posso mandare??
:-))
SGRATT ... SGRATT...
Che menasfiga del cavolo!
> Salvo che tu
> non metta un rinvio ogni mezzo metro e faccia soste solo con anelloni
> cementati. E anche così, non è mai detto!
Infatti, le mie scelte sono sempre indirizzate su quelle vie dove almeno le
soste sono "sicure" (almeno per ora, preferisco queste vie)
> Ribadisco: se così fosse non sarei qui a parlarti.
E' un discorso prettamente probabilistico.
Hai indubbiamente ( a parità di bravura) più probabilità di tornare a casa
se vai legato.
Non mi sembra nulla di eccezionale, un mero calcolo probabilistico.
> In certe condizioni, ad esempio vie di ghiaccio o vie con elevati pericoli
> oggettivi, si.
>
> > Non ho nulla da rispondere ad un'affermazione tipo : arrampicare da solo
> da
> > una sensazione incredibile e riesci a sentire il puro movimento, ma è
> Eppure è quello che hai fatto fino ad adesso
Dove scusa?
Potresti ripropormi il mio passaggio nel quale affermo questo?
Ho affermato solo che secondo me il gioco non ne vale la candela!
Poi dipende da tanti fattori, ovvio!
Quando si parla di solo, mi viene sempre in mente una volta che uno in
grigna ci è passato via come un fulmine su una via di VI-, copmpletamente
slegato.
Giuro, io mi sono spaventato!
Un'altra volta su una via di IV non mi sono spaventato!
Condivido con la teoria che ognuno ha i propri limiti mentali (io sul III ci
sono andato slegatoma non per tanti metri....), ma cazzarola, un VI in
grigna è bello tosto!
Invidia ....??
Può essere!
:-))
Ciao, Alessio
>converrai con me che si è sempre maggiormante protetti su
>una via classicissima legati, che no!
>O sbaglio!
Sbagli, e se ti rileggi il post da cui e' partito il thread forse
capisci perche'.
>le mie scelte sono sempre indirizzate su quelle vie dove almeno le
>soste sono "sicure" (almeno per ora, preferisco queste vie)
Vorrei capire come fai a sapere che quelle soste sono sempre
"sicure", sono certificate ISO9000?
>
>E' un discorso prettamente probabilistico.
>Hai indubbiamente ( a parità di bravura) più probabilità di tornare a casa
>se vai legato.
>Non mi sembra nulla di eccezionale, un mero calcolo probabilistico.
Non e' un calcolo corretto, dovresti verificare quanti incidenti
mortali si verificano nelle cordate e quanti nelle arrampicate
slegati, magari avresti delle sorprese.
Detto questo rimane il fatto che se qualcuno si avventura
in arrampicata slegato senza avere la necessaria preparazione
e concentrazione e' un perfetto incosciente e si espone ad
un elevatissimo rischio di morte o peggio (ma questo sembra
uscire dalla bocca di Lapaliss)
--
Ciao
Kluge