Io non conosco il "Guido" ma da quello che ho letto è un pò diverso
dal "Bruno": innanzittutto perché non ho mai visto Bruno Detassis
(spero che ti riferivi a Lui) in sul cucuzzolo di Cima Brenta o della
Tosa a distribuire panini e bibite e inoltre mi pare che negli ultimi
vent'anni (a mia memoria) si è sempre battutto contro qualsiasi
traccia dell'uomo sulle cime, per un alpinismo e un escursionismo a
bassissimo impatto almeno sulle cime.
Sul fatto poi che in montagna e nell'ambiente alpino in generale
stiamo assistendo all'indebita appropriazione degli spazi naturali per
realizzare case e rifugi, non posso che essere d'accordo con te.
Ciao
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Gian Marco - TN
gmr...@alp.tin.it
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(rimuovi alp x rispondere)
Anch'io ho il tuo stesso ricordo del Guido, e proprio per questo ci sono
rimasto male vedendo che anche lui si era dato una logica più "commerciale"
che "poetica" della sua ativita'.
>Sul Grignone c' è un rifugio, così come sul Resegone, sulle varie guglie ci
>sono Croci, targhe e campane di ogni genere, ci sono ferrate e catene
>dappertutto, Spit chiodi, cordini rinvii e "magnesio" su ogni appiglio.
Tralasciamo il discorso rifugi per un attimo, anche su tutto questo ferro in
giro per le montagne concordo con te, soprattutto su quello assolutamente
inutile
come targhe, croci ecc. se ogni sezione CAI o affiliata, gruppo sportivo,
escursionista, arrampicatorio ecc. decidesse di mettere targhe ricordo,
lapidi o ex- voto le cime sarebbero lastricate di ferro e marmo. Inoltre non
vedo perchè si debba contrassegnare ogni cima con una croce, una madonna o
un gesù cristo, e' vero che la maggior parte degli italiani e' cattolica, ma
se un gruppo ebreo decidessse di piazzare un bel
candelabro a 7 bracci su una vetta?, e se ci ritrovassimo con una statua di
Budda gigante?
>Togliere il Guido dalla Cima della Grignetta è come levare un pezzo di
>Storia, ed importante secondo me, da questa amata Montagna. Per paragone
>oserei dire che è come se levassimo il "Bruno" dal Brenta.
Forse hai osato troppo, chi non frequenta la Grignetta non sa nemmemo
dell'esistenza del Guido, mentre Detassis...
>La Grignetta è sicuramente la "Rimini" delle Montagne, solo per il fatto
che
>è la Montagna più vicino a Milano, ma non per questo perde di fascino.
Dato che è la "Rimini" delle montagne io ci piazzarei anche 2 o 3
ombrelloni, sono di pelle delicata e non vorrrei scottarmi....:-))
Scherzi a parte, proprio perchè è frequentatissima anche da gente con scarsa
esperienza e cultura alpina ambientale (nella zona vengono chiamati "i
milanesi"), magari alle prime escursioni, come
la tua gita dell'Oratorio, l'esempio che ricevono è che ognuno può fare
quello che vuole: chi vende bibite, chi cementa targhe ricordo, chi lascia
in giro rifiuti, biodegradabili e non, chi coglie mazzi di fiori che ora di
sera saranno mosci, telefonini, radioline mozziconi di sigaretta, ecc. ecc.
Ma chi ama la montagna, non vorrebbe vederla sempre nel suo stato naturale,
senza "impronte" umane?
Certo se facciamo la classifica degli scempi sulle montagne il Guido è
all'ultimo posto, ma non mi risulta che quelli di Lecco salgano a
piedi fino ai Resinelli, e le fabbriche di abbigliamento e/o attrezzatura
ipertecnologico
sono a Valmadrera, a Lecco, in Valtellina ecc. ecc..
Per quanto riguarda i rifugi, perche' non lanci il sasso nel NG? qualcuno ha
chiesto il parere sul confort perche' non provi a chiedere cosa ne pensiamo
sui rifugi in generale?
Scommetto che ne sentiremmo delle belle.
Ciao Enrico Brocheri
P.S. per Gian Marco grazie x le info sul catinaccio
>Per paragone oserei dire che è come se levassimo il "Bruno" dal Brenta.
Pur non volendo togliere nulla a Guido, non mi sempra appropriato
paragonarlo a Bruno Detassis, egli è una grande guida e un grande
alpinista, Guido è 20 anni che sale solo in Grignetta o quasi,
Detassis lo si conosce anche nel lecchese per la sua attività, non
penso proprio che Guido sia conosciuto da chi non è mai salito in
Grignetta! Un lecchese molto conosciuto come Detassis è sicuramente il
grande Riccardo Cassin. :-)))
Ciao
Laura
Io non ho detto che Detassis č un santone, anche perché di santi della
montagna, mi pare che non ce ne siano mai stati ne ce ne saranno mai
andando avanti cosě. :-(((((
.
> La sensazione che provo quando
>faccio ora una ferrata č la stessa di quando arrampicavo e quindi non vedo
>il perchč dello Snobbamento alle vie atrezzate ( che tra le altre cose
>aiutano molti alpinisti a raggingere le basi delle pareti piů velocemente ).
>Forse mi sono lasciato un pň trascinare e sono uscito dal tema del discorso
>mettendo altra carne sul fuoco.
>Ciao a tutti, Tiziano
Bello, bello! :-))
Un paio di volte all'anno mi diverto a dire la mia sulla faccenda delle ferrate. Repetita
juvant, si diceva quando ero giovane.... :-)
Il piu' brevemente possibile:
Secondo me sulle sensazioni personali non ci piove (o quasi: in quanto personali non sono
giudicabili).
Dove invece ci piove, e di brutto, e' sul fatto che poter percorrere una ferrata bisogna
che qualcuno l'abbia attrezzata, e qualcun altro la mantenga "a norma".
A mio parere questo induce il percorritore medio a delegare ad altri quelle
responsabilita' che nella salita di croda normalmente uno si assume in proprio.( Non a
caso proprio in questi giorni si e' sviluppato un thread sulle ferrate del Gran Sasso a
questo proposito).
La tendenza e' quindi quella di non vedere piu' la montagna come un ambiente libero in cui
uno liberamente si esprime, e liberamente rischia ( e fino a qualche anno fa era cosi'
anche per le ferrate, si badi bene: quando ero ragazzo e facevo le prime ferrate era tutta
una preoccupazione di come si sarebbe trovato il cavo successivo, e prima di partire si
cercava di informarsi quanti anni (sic) prima era stata fatta una qualche manutenzione,
ecc. Ma se qualcuno si faceva male, tipo il classico trefolo d'acciaio nella mano in
discesa, ci si dava dei cretini per non essere stati attenti, non si pensava, come oggi,
di fare causa alla Comunita' Montana o alla sezione del Cai considerata responsabile... );
oggi si rischia invece sempre di piu' di vedere la montagna come un'area attrezzata a
scopi turistici da cui si pretende un livello qualitativo di servizi. E anche le ferrate
stanno contribuendo a questa che secondo me e' una degenerazione nella mentalita', che a
mio parere finira' col rovinare la montagna. La ferrata in se', poveretta, non c'entra
niente: spesso e' anche utile, oltre che divertente...
Speriamo in ogni caso che la faccenda non vada avanti, perche' non vorrei mai vedere un
-magari- Cassin inquisito perche' non ha piu' fatto la manutenzione dei chiodi usati sul
Badile e qualcuno oggi ci si e' fatto male.....
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Piero "Eydenet"
"Lunga vita a re Laurino!"
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