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Lo Scempio del "Guido"

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Nebuloni Tiziano

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Jun 20, 1999, 3:00:00 AM6/20/99
to
Sono da molto tempo lontano dal Newsgroup ma ricollegandomi ieri ho potuto
notare come i toni delle discussioni sulla questione ambientale sono sempre
molto accesi.
Letti tutti i messaggi, vorrei fare un riassunto sull' argomento cercando di
esprimere la mia modesta opinione senza "urtare" i listaioli.
Vent' anni fa circa mi recai per la prima volta in Grignetta per la
Cermenati e guarda caso la prima persona che mi sono trovato davanti era il
"Guido".
Ai tempi raggiungeva la vetta con una gerla piena di panini e bibite di ogni
genere e chiaramente chi come me saliva con l' Oratorio senza alcuna
esperienza di montagna questo incontro non poteva che fare piacere,
specialmente per lo stomaco.
Da allora, anno per anno, ho seguito tutta l' evoluzione del "Guido" che
ultimamente si è proprio sistemato per benino.
Veniamo al dunque.
In Vent' anni di cose ne sono cambiate moltissime, per esempio le ville al
Pian dei Resinelli sono aumentate di molte unità, le macchine anche, visto
che ora non si paga più il pedaggio. Sono cambiati i sentieri sia per le
frane che per i moltissimi passaggi di escursionisti. Intere Generazioni di
alpinisti sono nate in queste montagne e non esiste una persona appassionata
di Montagna della Lombardia che non sia salita almeno una volta su questa
cima.
L' unica cosa che non è cambiata in Cima a questa Montagna è il "Guido". Ora
che abbia costruito un paio di panche e un piccolo deposito in cemento su
una Cima così frequentata non mi sembra uno Scempio alla natura, visto che
su tutte le momtagne del Lecchese esistono costruzioni di ogni genere, tipo
e grandezza.
Sul Grignone c' è un rifugio, così come sul Resegone, sulle varie guglie ci
sono Croci, targhe e campane di ogni genere, ci sono ferrate e catene
dappertutto, Spit chiodi, cordini rinvii e "magnesio" su ogni appiglio.
Togliere il Guido dalla Cima della Grignetta è come levare un pezzo di
Storia, ed importante secondo me, da questa amata Montagna. Per paragone
oserei dire che è come se levassimo il "Bruno" dal Brenta.
La Grignetta è sicuramente la "Rimini" delle Montagne, solo per il fatto che
è la Montagna più vicino a Milano, ma non per questo perde di fascino. Ogni
bambino che vedo salire per questi sentieri mi fa tornare in dietro nel
tempo e mi provoca delle forti emozioni per lo stupore che riesce ad avere
nel percorrere i prmi passi in questo ambiente Meraviglioso. Vedo nei suoi
occhi l' ingenuità ma anche la Gioia che la Montagna riesce a dargli e penso
anche che questa passerà col tempo per far posto alle molte e certe volte
assurde problematiche che gli adulti hanno saputo creare con la loro
ipocrisia a questo mondo.
Chi vuole la pace non può sicuramente trovarla quì anche se un pò di "rumore
montanaro" non fa male.
Avrei da dire anche sui così detti "Ambientalisti" che sicuramente non
arrivano a piedi da Milano per salire in Grigna e che indossano capi
fabbricati con materiali sintetici costruiti in fabbriche non del tutto
"ambientaliste" e non portano scarpe di paglia. Io non partirei dal Bar del
"Guido" per salvare l' ambiente in Lombardia anche perchè dalla Vetta di
questa montagna si può notare la nuvola tossica che stà sopra di noi e che
ci porterà "tutti" e forse "Anch' io" al Cimitero.
Attendo in linea nuvi sviluppi,
Ciao a tutti, Tiziano


Gian Marco TN

unread,
Jun 20, 1999, 3:00:00 AM6/20/99
to
>Sul Grignone c' è un rifugio, così come sul Resegone, sulle varie guglie ci
>sono Croci, targhe e campane di ogni genere, ci sono ferrate e catene
>dappertutto, Spit chiodi, cordini rinvii e "magnesio" su ogni appiglio.
>Togliere il Guido dalla Cima della Grignetta è come levare un pezzo di
>Storia, ed importante secondo me, da questa amata Montagna. Per paragone
>oserei dire che è come se levassimo il "Bruno" dal Brenta.

Io non conosco il "Guido" ma da quello che ho letto è un pò diverso
dal "Bruno": innanzittutto perché non ho mai visto Bruno Detassis
(spero che ti riferivi a Lui) in sul cucuzzolo di Cima Brenta o della
Tosa a distribuire panini e bibite e inoltre mi pare che negli ultimi
vent'anni (a mia memoria) si è sempre battutto contro qualsiasi
traccia dell'uomo sulle cime, per un alpinismo e un escursionismo a
bassissimo impatto almeno sulle cime.

Sul fatto poi che in montagna e nell'ambiente alpino in generale
stiamo assistendo all'indebita appropriazione degli spazi naturali per
realizzare case e rifugi, non posso che essere d'accordo con te.

Ciao
__________________________

Gian Marco - TN
gmr...@alp.tin.it
__________________________
(rimuovi alp x rispondere)

ArsCAD

unread,
Jun 21, 1999, 3:00:00 AM6/21/99
to
>Vent' anni fa circa mi recai per la prima volta in Grignetta per la
>Cermenati e guarda caso la prima persona che mi sono trovato davanti era il
>"Guido".

Anch'io ho il tuo stesso ricordo del Guido, e proprio per questo ci sono
rimasto male vedendo che anche lui si era dato una logica più "commerciale"
che "poetica" della sua ativita'.

>Sul Grignone c' è un rifugio, così come sul Resegone, sulle varie guglie ci
>sono Croci, targhe e campane di ogni genere, ci sono ferrate e catene
>dappertutto, Spit chiodi, cordini rinvii e "magnesio" su ogni appiglio.

Tralasciamo il discorso rifugi per un attimo, anche su tutto questo ferro in
giro per le montagne concordo con te, soprattutto su quello assolutamente
inutile
come targhe, croci ecc. se ogni sezione CAI o affiliata, gruppo sportivo,
escursionista, arrampicatorio ecc. decidesse di mettere targhe ricordo,
lapidi o ex- voto le cime sarebbero lastricate di ferro e marmo. Inoltre non
vedo perchè si debba contrassegnare ogni cima con una croce, una madonna o
un gesù cristo, e' vero che la maggior parte degli italiani e' cattolica, ma
se un gruppo ebreo decidessse di piazzare un bel
candelabro a 7 bracci su una vetta?, e se ci ritrovassimo con una statua di
Budda gigante?

>Togliere il Guido dalla Cima della Grignetta è come levare un pezzo di
>Storia, ed importante secondo me, da questa amata Montagna. Per paragone
>oserei dire che è come se levassimo il "Bruno" dal Brenta.

Forse hai osato troppo, chi non frequenta la Grignetta non sa nemmemo
dell'esistenza del Guido, mentre Detassis...

>La Grignetta è sicuramente la "Rimini" delle Montagne, solo per il fatto
che
>è la Montagna più vicino a Milano, ma non per questo perde di fascino.

Dato che è la "Rimini" delle montagne io ci piazzarei anche 2 o 3
ombrelloni, sono di pelle delicata e non vorrrei scottarmi....:-))

Scherzi a parte, proprio perchè è frequentatissima anche da gente con scarsa
esperienza e cultura alpina ambientale (nella zona vengono chiamati "i
milanesi"), magari alle prime escursioni, come
la tua gita dell'Oratorio, l'esempio che ricevono è che ognuno può fare
quello che vuole: chi vende bibite, chi cementa targhe ricordo, chi lascia
in giro rifiuti, biodegradabili e non, chi coglie mazzi di fiori che ora di
sera saranno mosci, telefonini, radioline mozziconi di sigaretta, ecc. ecc.

Ma chi ama la montagna, non vorrebbe vederla sempre nel suo stato naturale,
senza "impronte" umane?
Certo se facciamo la classifica degli scempi sulle montagne il Guido è
all'ultimo posto, ma non mi risulta che quelli di Lecco salgano a
piedi fino ai Resinelli, e le fabbriche di abbigliamento e/o attrezzatura
ipertecnologico
sono a Valmadrera, a Lecco, in Valtellina ecc. ecc..

Per quanto riguarda i rifugi, perche' non lanci il sasso nel NG? qualcuno ha
chiesto il parere sul confort perche' non provi a chiedere cosa ne pensiamo
sui rifugi in generale?
Scommetto che ne sentiremmo delle belle.

Ciao Enrico Brocheri

P.S. per Gian Marco grazie x le info sul catinaccio

Laura De Capitani

unread,
Jun 21, 1999, 3:00:00 AM6/21/99
to
>Ai tempi raggiungeva la vetta con una gerla piena di panini e bibite di ogni
>genere e chiaramente chi come me saliva con l' Oratorio senza alcuna
>esperienza di montagna questo incontro non poteva che fare piacere,
>specialmente per lo stomaco.
Se non sbaglio sale ancora nello stesso modo.

>Per paragone oserei dire che è come se levassimo il "Bruno" dal Brenta.

Pur non volendo togliere nulla a Guido, non mi sempra appropriato
paragonarlo a Bruno Detassis, egli è una grande guida e un grande
alpinista, Guido è 20 anni che sale solo in Grignetta o quasi,
Detassis lo si conosce anche nel lecchese per la sua attività, non
penso proprio che Guido sia conosciuto da chi non è mai salito in
Grignetta! Un lecchese molto conosciuto come Detassis è sicuramente il
grande Riccardo Cassin. :-)))
Ciao
Laura

Nebuloni Tiziano

unread,
Jun 22, 1999, 3:00:00 AM6/22/99
to
Visto che le risposte che ho ricevuto al mio messaggio contengono in tutti i
casi l' obbiezione al fatto che il Guido no č paragonabile al Bruno, posso
rispondere scrivendo che il paragone veniva fatto solo per far capire la
figura del Guido come personaggio nel gruppo della Grignetta. So benissimo
che il Guido non č paragonabile alpinisticamente al Bruno, anzi, non so
nemmeno se ha mai arrampicato, ma in Grigna lo conoscono tutti.
Proprio oggi ho ricevuto lo scarpone con una foto che ritrae il Bruno con il
Cesare e il Riccardo per il Filmfestival di Trento.
Poi per rispondere al fatto che il Bruno č per un alpinismo pulito ti posso
solo dire che hai ragione anche se da grande frequentatore del Brenta,
qualche anno fa mi č capitato di raggiungere il Brentei dalla Val Brenta e
arrivato sul pianoro mi sono respirato il Gas di scarico di una 127 Fiat con
tagliato il pezzo dietro e con un piano di carico per portare i viveri che
arrivavano con la teleferica, al deposito presso il rifugio invernale.
Se conosci il Brenta saprai anche chi gestisce il Brentei!
Per il Ferro posso solo dire che le cime sono diventate cosě per colpa delle
Sezioni del C.A.I. che praticamente hanno lasciato cimeli su tutte le Vette
e ad ogni posto dove č caduto un amico, come del resto capita sulle strade.
Bada bene che io non sono contro alle ferrate, anzi sono un assiduo
frequentatore di queste anche perchč non vedo la differenza di una salita su
una scaletta, ho per una serie di chiodi o Spit. La differenza la fanno i
muscoli e la testa e non l' inquinamento di questo o quel materiale. Ho si
sale senza nessun ancoraggio o protezione o se no l' una equivale all'
altra.
Nei primi anni Ottanta ho arrampicato molto in Grigna, in Medale e in
Antimedale ripetendo alcune vie del Cassin ed anche in Brenta dove mi reco
da quando sono nato e quindi credo di conoscere bene entambe i gruppi e vari
alpinisti famosi sia lecchesi che trentini. La sensazione che provo quando
faccio ora una ferrata č la stessa di quando arrampicavo e quindi non vedo
il perchč dello Snobbamento alle vie atrezzate ( che tra le altre cose
aiutano molti alpinisti a raggingere le basi delle pareti piů velocemente ).
Forse mi sono lasciato un pň trascinare e sono uscito dal tema del discorso
mettendo altra carne sul fuoco.
Ciao a tutti, Tiziano

Gian Marco TN

unread,
Jun 23, 1999, 3:00:00 AM6/23/99
to

>il santone dell'alpinismo italiano fino a pochi anni fa utilizzava
>presso il suo rifugio un scassatissima e inquinantissima Fiat 127 per
>trasportare i rifiuti e altri materiale alla teleferica.
>Ovviamente l'auto non aveva ne' bollo ne' assicurazione :(((
>

Io non ho detto che Detassis č un santone, anche perché di santi della
montagna, mi pare che non ce ne siano mai stati ne ce ne saranno mai
andando avanti cosě. :-(((((

Piero Eydenet

unread,
Jun 25, 1999, 3:00:00 AM6/25/99
to
On Tue, 22 Jun 1999 23:34:23 +0200, "Nebuloni Tiziano" <tneb...@tin.it> wrote:

.


> La sensazione che provo quando
>faccio ora una ferrata č la stessa di quando arrampicavo e quindi non vedo
>il perchč dello Snobbamento alle vie atrezzate ( che tra le altre cose
>aiutano molti alpinisti a raggingere le basi delle pareti piů velocemente ).
>Forse mi sono lasciato un pň trascinare e sono uscito dal tema del discorso
>mettendo altra carne sul fuoco.
>Ciao a tutti, Tiziano

Bello, bello! :-))
Un paio di volte all'anno mi diverto a dire la mia sulla faccenda delle ferrate. Repetita
juvant, si diceva quando ero giovane.... :-)

Il piu' brevemente possibile:
Secondo me sulle sensazioni personali non ci piove (o quasi: in quanto personali non sono
giudicabili).
Dove invece ci piove, e di brutto, e' sul fatto che poter percorrere una ferrata bisogna
che qualcuno l'abbia attrezzata, e qualcun altro la mantenga "a norma".
A mio parere questo induce il percorritore medio a delegare ad altri quelle
responsabilita' che nella salita di croda normalmente uno si assume in proprio.( Non a
caso proprio in questi giorni si e' sviluppato un thread sulle ferrate del Gran Sasso a
questo proposito).
La tendenza e' quindi quella di non vedere piu' la montagna come un ambiente libero in cui
uno liberamente si esprime, e liberamente rischia ( e fino a qualche anno fa era cosi'
anche per le ferrate, si badi bene: quando ero ragazzo e facevo le prime ferrate era tutta
una preoccupazione di come si sarebbe trovato il cavo successivo, e prima di partire si
cercava di informarsi quanti anni (sic) prima era stata fatta una qualche manutenzione,
ecc. Ma se qualcuno si faceva male, tipo il classico trefolo d'acciaio nella mano in
discesa, ci si dava dei cretini per non essere stati attenti, non si pensava, come oggi,
di fare causa alla Comunita' Montana o alla sezione del Cai considerata responsabile... );
oggi si rischia invece sempre di piu' di vedere la montagna come un'area attrezzata a
scopi turistici da cui si pretende un livello qualitativo di servizi. E anche le ferrate
stanno contribuendo a questa che secondo me e' una degenerazione nella mentalita', che a
mio parere finira' col rovinare la montagna. La ferrata in se', poveretta, non c'entra
niente: spesso e' anche utile, oltre che divertente...
Speriamo in ogni caso che la faccenda non vada avanti, perche' non vorrei mai vedere un
-magari- Cassin inquisito perche' non ha piu' fatto la manutenzione dei chiodi usati sul
Badile e qualcuno oggi ci si e' fatto male.....

--
Piero "Eydenet"
"Lunga vita a re Laurino!"
eyd...@bl.freemail.it
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