da quello che ho capito...non mi pare che si siano comportati bene
peggiora il tempo
sono in 26....e alla fine 10 da una parte 14 dall'altra 1 ha finito il
giro...l'altro č morto....
sull'aiona č facile perdersi...
scivoli batti la testa....ti siedi...una notte cosě se ti
addormenti...roba da milel gavette di ghiaccio
cmq neve ne dovrebbe essere venuto una botta di 60/80 cm... tanta da
farci rinunciare ai canalini del penna....60 cm di farina sopra 40
dura come il marmo...;(
---------
Tanti saluti e Buone salite a Tutti
Letizia Elena e Daniele
------------
Avremmo potuto tediarvi con le mie sign...,ma
>On Sun, 11 Dec 2005 18:39:46 +0100, giamma
><gian.m...@NOALLOSPAMlibero.it> wrote:
>
>>Qualcuno ha informazioni piu' precise della roba che si legge sui
>>giornali circa l'incidente occorso alla comitiva di Piacenza?
>>Per chi non avesse notizie ricordo che la tormenta ha provocato un
>>assiderato (pare che stia bene ora) ed un disperso.
>>ciao
>>giamma
>>http://web.tiscali.it/vadopiano/index.htm
>
>
>da quello che ho capito...non mi pare che si siano comportati bene
>
>peggiora il tempo
>sono in 26....e alla fine 10 da una parte 14 dall'altra 1 ha finito il
>giro...l'altro č morto....
Era appunto quello che ho sentito e che mi sconcerta. Come hanno fatto
a sbrancarsi. Era il punto che piu' mi incuriosiva.
>sull'aiona č facile perdersi...
mah, su questo non sono tanto daccordo. Il Beigua o il Gottero sono
peggio, tanto per dirne due. Dall'Aiona scendi di qua' o di la' e
sempre trovi una strada, nord a parte.
>scivoli batti la testa....ti siedi...una notte cosě se ti
>addormenti...roba da milel gavette di ghiaccio
Gia', pare che l'assiderato sia infatti caduto in un "crepaccio" dice
il giornale. Ma non c'era nessuno?
ciao
giamma
Premetto che ho solo informazioni frammentarie sui fatti, quindi
prendete con le molle quello che dico. Di certo posso dire che venerdì
mattina io salivo da Piacenza lungo la val Nure diretto verso il
M.Penna. avevo intenzione di salire il canalino N, sperando che come la
settimana precedente la nevicata fosse confinata all'oltrepo pavese e
non fosse venuta giù neve in appennino. (lo strato di neve trasformata
che si era formato era interessante....). Dai 300 mt di quota nevicava,
e forte. Giunto alla testata della val nure, vista la quantità di neve
caduta, circa 30 cm (oltre ai circa 40 preesistenti), decido di
rinunciare al Penna (ovvi pericoli di valanghe) e passare la notte in
un bivacco in zona, dove sabato mi avrebbero raggiunto due amici. La
nevicata era forte, ma non eccezionale, ovviamente io parlo della zona
in cui ero io, che comunque è molto vicina all'Aiona. Purtroppo però
c'era tanto vento da N, e nuvole basse; nulla di strano per una
nevicata in montagna!
I ragazzi devono essersi trovati in difficoltà nel bel mezzo della
nevicata. Verso le 15 la nevicata ha smesso, ed è stata sostituita da
un vento fortissimo da Nord, che spostava la neve e nascondeva le
tracce. I soccorsi sono partiti nel tardo pomeriggio di venerdì. Per
tutta la notte ha soffiato fortissimo. La temperatura era attorno ai
-10°C, ma col vento sappiamo che le cose son ben più gravi....
Chiunque si trovasse all'aperto senza attrezzatura da bivacco non aveva
scampo. I soccorsi da quel che so sono stati interrotti quando la
visibilità non permetteva più le ricerche, e ripresi sabato mattina,
anche con l'aiuto del soccorso alpino di Piacenza per tutto il giorno.
Il disperso ritrovato dovrebbe essere grave, in ospedale. Credo che
anche oggi i soccorritori abbiano lavorato alla ricerca del disperso
mancante, ma non è ancora stato ritrovato. Il tempo sta cambiando al
brutto, è prevista nuova neve stanotte e domani.....
è tutto quel che so.
Paolo
dici bene Daniele....neve fresca (e ti assicuro, non troppo leggera!)
su un bel piano di ghiaccio.....! è lo stesso motivo che mi ha portato
a bivaccare al bivacco sacchi e non andare al Penna....
Saluti
Paolo
>un "crepaccio"
un crepaccio sull'aiona???
un buco tra due massi, probabilmente... :-/
Ciao
Emilio
in italiano sempre crepaccio...
giamma ha scritto:
> Qualcuno ha informazioni piu' precise della roba che si legge sui
> giornali circa l'incidente occorso alla comitiva di Piacenza?
Allora, premesso che sono un lurkatore a parte radi messaggi e che mi chiamo
Paolo, diciamo che sono mezzo originario della Val d'Aveto quindi zona
interessata e ero su in questi gioni.
ieri sera parlavo con alcuni uomini del soccorso alpino di parma e la cosa
sembra più o meno sia andata così...
Intanto questi uomini e donne stavano facendo un trekking di più giorni
lungo Alta Via e sono partiti al mattino dall'abitato di Magnasco vicino
Rezzoaglio o quantomeno sono transitati di lì circa per le 8, il problema è
che a quell'ora c'era già bufera sia in paese che in cima ovviamente.
Sembra tra l'altro che abbiano preso la salita tra loro tipo garetta e
quindi per quello fossero sparpagliati.
Non è caduta molta neve max direi 15-20 cm oltre 1400 mt. e asciutta ma
molto compatta in quanto ventatissima.
Il problema probabilmente e questa è mia opinione è che finchè si sta nel
bosco tutto ok ma poi sul crinale si sta allo scoperto e con raffiche a
circa 140 km ora come in questi giorni ... beh fate voi.
Anche abbigliamento era diciamo ... vago in quanto la persona trovata in
stato di ipotermia nel crepaccio era in pantaloncini corti sembra ... e
ripeto sembra in quanto poi sapete bene come funziona ma comunque me lo
hanno confe anche i ragazzi del soccorso alpino.
Hanno comunque avuto molta fortuna in quanto tutti hanno trovato rifugio in
una piccola baracca vicino zona Prato Mollo e lì li hanno trovati.
Per il disperso non avevano trovato nessuno nemmeno ieri sera ma se non ce
la avesse fatta ... e 3 notti e 3 giorni a temperature di max -5 e vento a
100 all'ora sono veramente dure... tra l'altro se la neve lo avesse coperto
anche di pochi cm...
Spero per lui che sia a casa a bersi un thè e che non sappia nulla di tutto
il casino.
Tra l'altro si chiama Stefano Bigi, 35 anni, di Milano e se qualcuno lo
conoscesse fino a ieri non si sapeva nulla di parenti da avvisare.
Se avete altre domande e se posso rispondere son quà.
per crepaccio penso si intenda sempre una crepa ...
un buco tra due massi è un'altra cosa
da Libertà?
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=512125036&H=
omenti di paura per 17 piacentini impegnati nella "traversata" da
Ottone a Levanto, uno ha rischiato l'assideramento
Cinque ore d'inferno, un disperso
Escursionisti sorpresi da una tormenta di neve
È ancora disperso sul versante ligure del Monte Aiona Stefano Bigi,
escursionista milanese di 35 anni che da venerdì sera non dà notizie
di sé dopo essere stato sorpreso, assieme a una comitiva piacentina
dell'Otp-Gea, da una tormenta di neve e ghiaccio. Era il trekking
appenninico di fine autunno organizzato come ogni anno
dall'associazione piacentina di appassionati della montagna. Due
percorsi con due partenze diverse (da Ottone e Borgotaro) e un'unica
meta: Levanto, sulle Cinque Terre. È stato quello più "integralista" -
così come viene chiamato dagli stessi organizzatori - a finire in
tragedia.
Prima la nebbia, poi il vento gelido, la neve, il ghiaccio che ti
frastornano e ti fanno perdere il senso dell'orientamento. I
partecipanti al trekking sono 27: 17 piacentini e 10 milanesi. Uno si
ritira dopo il primo giorno. Rimangono in 26 quando scoppia il
putiferio. Si dividono e cercano di mettersi in salvo a piccoli
gruppi. «Cinque ore d'inferno» in condizioni di visibilità quasi zero,
racconteranno alcuni dei sopravvissuti. Alcuni si mettono in salvo più
a valle. Altri raggiungono una malga sul monte Aiona e lanciano
l'allarme.
Uno di loro cade a terra, stremato, nella neve. È Sergio Begotti,
ingegnere di 45 anni, di Rottofreno. Nel gruppo c'è un medico del
trasfusionale di Piacenza, Mauro Moretto. È lui che gli presta le
prime cure e lo rianima con un massaggio cardiaco quando perde
conoscenza. Gli salverà la vita. Solo in tarda serata arrivano i
soccorsi e Begotti viene trasportato d'urgenza all'ospedale di Lavagna
con le motoslitte. È in rianimazione ma ce la farà. Ieri pomeriggio i
familiari hanno fatto sapere che è fuori pericolo. Lo hanno incontrato
e gli hanno anche parlato.
Niente da fare, almeno sino a ieri sera, invece, per Stefano Bigi.
Pare che, in preda all'ipotermia, si sia allontanato dal gruppo.
Nessuno dei suoi è più riuscito a vederlo con il tempo in quelle
condizioni. Per tutta la giornata di sabato i soccorsi hanno battuto
il monte Aiona. La sezione ligure del Soccorso alpino, coordinata da
Marco Bedini, con i vigili del fuoco di Genova e di Chiavari, il
distaccamento di Lavagna del Corpo forestale dello Stato, i
carabinieri di Lavagna.
Nel lato nord, quello che guarda verso Santo Stefano d'Aveto, sono
stati impegnati invece i piacentini. Quattro squadre del Soccorso
alpino coordinate da Andrea Dadomo e Sergio Ferrari che si sono
avvalse dell'aiuto di un gruppo di sciatori provenienti da Parma. Se
sabato alle ricerche hanno partecipato anche mezzi aerei, ieri il loro
supporto non è stato reso possibile a causa del maltempo: termometro a
10 gradi sotto zero e raffiche di vento, sul monte Aiona, a 120
chilometri orari. Le ricerche di Bigi riprenderanno questa mattina. La
speranza è che l'escursionista sia riuscito a mattersi al riparo,
magari in qualche capanno abbandonato e non conosciuto dagli uomini
del soccorso alpino. Certo è che più le ore passano più le possibilità
si affievoliscono.
Diverso il destino del secondo gruppo di escursionisti Otp-Gea,
formato da una ventina di persone, partito da Borgotaro. Avrebbe
dovuto raggiungere il gruppo degli "integralisti" e scendere assieme a
Levanto. Anche in questo caso gli escursionisti sono stati sopraffatti
dal maltempo e anche in questo caso hanno lanciato l'allarme. Ma per
loro fortuna sono riusciti a ripiegare direttamente nel Piacentino e
già venerdì sera erano di nuovo a casa. Tutti sani e salvi.
leggetela...non è che l'organizzatore ne esca tanto bene..neanche come
gruppo
di base....se c'è un calzoni corti in quelle condizioni non lo fai
partire
con quel meteo non si parte
scoccierà
ma non si parte... poi dal resoconto pare essere l'eroe...toni
epici...
insopportabile... (spero che il giornalista ci abbia messo del suo a
infarcire la cosa, altrimenti ...)
come soldati in guerra
«È stato un inferno, un qualche cosa di imprevedibile e di
ingovernabile, in certi momenti ho visto la morte in faccia». Claudio
Pallaroni, 39 anni, grafico pubblicitario, è l'organizzatore di
Appennina 2005 e uno degli escursionisti più esperti dell'Otp-Gea.
«È dal 1984 che faccio questa marcia invernale - racconta - su un
percorso collaudato e già sperimentato». Un trekking che nel 1996 ha
preso il nome di Appennina e che quest'anno, per la prima volta, anche
grazie al ponte dell'Immacolata, si è tenuta in quattro giorni invece
degli abituali tre. Venerdì pomeriggio Pallaroni era nel gruppone
incappato nella bufera di neve sul monte Aiona, nell'antichità luogo
sacro ai popoli liguri. «I problemi sono nati nel giro di qualche
minuto poco prima della vetta - spiega - La neve era già comparsa a
metà del giorno prima, ma nulla che potesse preoccupare degli
escursionisti esperti». All'improvviso il gruppo è stato avvolto da
una nebbia biancastra. «Non si vedeva nulla tutt'intorno. Se andavi
controvento il ghiaccio ti entrava negli occhi. La direzione in favore
di vento era quella obbligata. L'obiettivo era quello di scendere.
Lasciare la quota per uscire dalla tempesta».
Momenti drammatici in cui quello che importa è salvare la pelle.
«Arriva il momento in cui ragioni come un soldato in guerra - dice
Pallaroni - Quel momento era arrivato».
Nel tentativo di scendere, anche l'organizzatore del trekking è
scivolato lungo un canalone innevato per un centinaio di metri.
Assieme a lui altre quattro persone. «Quando mi sono voltato - ricorda
- ho visto il mio amico Ruggero Pierotti con il volto coperto da neve
e sangue».
Ancora: «Abbiamo superato il bosco e raggiunto una malghetta dove ci
siamo asciugati e abbiamo dato i sali a Ruggero. I crampi ci
divoravano le gambe ma abbiamo deciso di proseguire lo stesso. A quel
punto altri cinque del gruppo di testa ci hanno raggiunto e hanno
proseguito con noi». A Borzonasca la salvezza ha indossato le
sembianze di uno scuolabus che passava per caso e che ha raccolto il
gruppo. «Avevamo i volti ghiacciati, non si vedeva nulla e non si
riusciva neppure a comunicare con gli altri - continua il racconto
Ruggero Pierotti, 59 anni, artigiano, di Borgonovo - Il secondo gruppo
ha raggiunto una capanna sull'Aiona da dove ha lanciato l'Sos. È stato
qui che Sergio Begotti è stramazzato nella neve perdendo i sensi. I
suoi compagni di trekking sono riusciti a portarlo sino nella capanna
dove Mauro Moretto, il medico del gruppo, gli ha praticato il
massaggio cardiaco riuscendo a rianimarlo. Fino a qui nessuno si era
accorto della scomparsa di Stefano Bigi. «Una volta arrivati a
Borzonasca - prosegue Pierotti - siamo riusciti a metterci in contatto
con quelli del capanno sull'Aiona tramite il telefonino cellulare. Ci
siamo contati e ci siamo accorti che mancava una persona». «Con Bigi
eravamo sicuramente ancora insieme - continua - prima di scivolare nel
canalone, dopo di che non lo ha più visto nessuno». «Un'esperienza del
genere mi era già capitata alcuni anni fa: ero rimasto con un altro
gruppo chiuso a meno 10 in un capanno in cima a una montagna». Allora
però, tutti tornarono a casa. Stavolta non è stato così.
L'unica cosa che conforta è che l'escursionista milanese era un
esperto di montagna e faceva gite anche con altre organizzazioni come
La Boscaglia. Venerdì pomeriggio faceva parte del gruppo di testa, dal
quale è stato visto retrocedere sino in coda al momento della
tormenta. Pierotti rivede mentalmente il film delle immagini: «Eravamo
sul pianoro dell'Aiona quando nebbia e vento ci hanno circondati. È
stato in quel momento che ci siamo ricompattati e abbiamo proceduto
insieme fino a quando si è scatenato l'inferno».
l'hanno trovato ;(
Scusa, ma hanno trovato il disperso? Vivo?
>si, ho letto anche io, su Libertà. Non vorrei essere cattivo, ma credo
>che il giornalista ci abbia messo ben poco di suo....
>
dici...azz
>Scusa, ma hanno trovato il disperso? Vivo?
ieri per radio avevo sentito che l'avevano trovato morto....
alla sera che lo stanno ancora cercando...
Purtroppo dalle notizie dei socorritori la storia č abbastanza veritiera , i
particolari non li sapremo mai ma la storia č quella.
Purtroppo alle volte la nostra autostima e il pensiero che una modesta
montagna a 10 km dal mare non possa essere cosě pericolosa ci fa compiere
cose che riflettendoci un attimo a mente fredda mai e poi mai faremmo e ve
lo dice uno che pur essendo della zona sui quei monti una volta ha perso
l'orientamento.
Spero solo lo trovino in fretta in modo che la eventuale salma non sia
rovinata e possa avere adeguata sepoltura.
paolo
Leggere la chiusa...
direi che è un "giornale" che se non aggiunge un pò di pathos non
riesce a stare
LIBERTA' di mercoledì 14 dicembre 2005 > Provincia
la drammatica gita Oggi dal Piemonte animali addestrati a cercare
persone sepolte sotto la neve
Cani da valanga per trovare Bigi
Ancora nessuna traccia dell'escursionista disperso
Piacenza - Il freddo ha allentato un po' la sua morsa. Ieri le
condizioni meteorologiche sul monte Aiona non erano proibitive come
nei giorni scorsi, eppure non hanno fatto progressi le squadre
impegnate nelle ricerche di Stefano Bigi, il 35enne che si è perso
durante una bufera di neve durante un'escursione dell'Otp-Gea. Da
venerdì del biologo milanese, che si era unito alla comitiva
piacentina impegnata nella traversata degli Appenini liguri, non c'è
più traccia.
E la speranza di trovarlo vivo è ormai quasi nulla. Le temperature
sono scese in modo proibitivo, fino a otto gradi sotto lo zero, con
raffiche di vento che hanno raggiunto i cento chilometri all'ora. Solo
un miracolo potrebbe permettere di sopravvivere a un clima simile.
Ieri sono nuovamente scese in campo le squadre dei vigili del fuoco,
del corpo forestale e del soccorso alpino ligure, con i gruppi di
Genova, del Tigullio e di La Spezia. Le ricerche sono iniziate alle 6
e continuate fino alle 17,30, quando è calato il buio. Per l'ennesima
volta la sommità del monte Aiona è stata battuta palmo a palmo. Qui,
domenica, erano state trovate le racchette da neve del 35enne. Si
lavora in un raggio di 600 metri, ma al termine di una giornata
estenuante i risultati non sono arrivati.
La base è stata organizzata a Campo Mollo, dove quattro uomini del
soccorso alpino (due unità cinofile e due tecnici) hanno dormito, per
poter essere pronti a riprendere il lavoro già dall'alba. E oggi dal
Piemonte arriveranno anche i cani da valanga. Animali addestrati per
cercare persone sotto la neve. È infatti questo il timore: che l'uomo,
forse dopo una caduta, sia rimasto sepolto. «Senza i cani è molto
difficile trovare una persona finita sotto una coltre di neve», spiega
Marco Bedini, che coordina l'intervento del soccorso alpino ligure.
Ieri sera i soci dell'Otp-Gea, l'associazione escursionistica
piacentina che ha organizzato il trekking, si sono incontrati per fare
il punto, a qualche giorno dall'escursione finita in tragedia. Molti
dei 27 componenti della comitiva travolta dalla bufera si sono rivisti
per la prima volta dopo le drammatiche ore vissute sulle montagne tra
il Piacentino e la Liguria. Per molti è stata anche l'occasione di
vedere il programma delle escursioni del 2006, dove, in una delle
foto, appare anche il compagno disperso.
p.m.
da Planetmountain...il racconto di un soccorritore
Io sinceramente (e parlo x me) sono rimasto un po' scosso, proprio x
la fine ke ha fatto sto poveraccio.
Tormenta di neve, gente in delirio ke gattonava sferzata dalla
tramontana, si dice ke alcuni si son buttati giu' a terra e pregavano,
ma soprattutto il panico ke ha colto tutti e ha fatto si' ke ognuno
pensasse (magari non tutti, non voglio colpevolizzare nessuno ne'
generalizzare sia chiaro) soltanto a se' (e dio x tutti gli altri)
fregandosene di coloro che erano piu' in difficolta', come il ragazzo
disperso. Dare giudizi e' dura, anche xke' a tuttora le notizie e gli
indizi ke ci sono stati dati sono frammentari e confusionari (del
resto se questi eran nel panico totale come si puo' pretendere che
avessero capito dove andavano, le percorrenze, le pendenze, i
riferimenti).
Sicuramente c'e' stata leggerezza ed inesperienza in chi ha
organizzato la gita e in chi ne ha preso parte ma dare responsabilita'
precise x l'accaduto e' difficile.
Tieni presente una cosa, riguardo alle condizioni: domenica mattina
noi del soccorso alpino ci siamo divisi canaloni e versanti e abbiamo
cercato di fare un lavoro organico e (x quanto possibile, vista la
vastissima zona) preciso. Trovarlo in quel macello di neve accumulata
e faggeta impenetrabile e canaloni innevati e' solo questione di culo.
Io con altri 3 abbiamo risalito un canalone della zona sud-ovest, poi
una faggeta e poi un canalino ghiacciato che sbucava a sx della vetta
(la madonnina x intenderci), poi ridisceso sotto la vetta x pianori e
ancora spazzato a pettine tutta la faggeta sottostante fino alla
baracca di legno, e le condizioni erano veramente proibitive anke x
noi: tratti di neve accumulata non trasformata (tipo zucchero) in cui
sprofondavi fino alla cinta e anche piu', seguiti da zone di neve
ghiacciata in cui i ramponi entravano ben poco; il tutto con
temperatura di -14 gradi e un vento superiore a 60 nodi (mi han detto
al pomeriggio ke ci son state punte di 150 all'ora, non so se e'
plausibile xo'), vento cosi' forte ke nel canalino ghiacciato ad ogni
raffica ke arrivava dovevamo piantare la picca e appiattirci al suolo
xke' come alzavi la testa volavi letteralmente via. Sulla cresta senza
mascherina non potevi vedere e controvento a fatica si poteva
respirare.
Ovviamente immagina come han lavorato bene i cani con quella miriade
di orma diverse e quel vento pazzesco.
In queste condizioni abbiamo svolto le ricerche (ed era bel tempo).
Immagina questa comitiva ke ha passato con la tormenta e il
sopraggiungere del buio, visto ke c'erano persone vestite con una
semplice tuta (oltre al tizio in coma da ipotermia trovato in
pantaloncini corti!).
Io personalmente, viste le previsioni meteo x quei giorni, e visto
come si stava evolvendo la giornata, forse non sarei neanche partito
da casa, anche se c'era bel tempo, o al massimo avrei fatto
dietrofront dopo poco.
Finisco dicendo anche se vale poco ke morire cosi', abbandonato da
tutti, in preda al panico su un montarozzo appena segnato sulle carte,
e' davvero davvero triste e misero, e pur di fronte alla morte ek
sempre e solo morte e', avrei preferito ke morisse sulla nord
dell'Eiger in invernale ke sul monte Aiona ke nessuno conosce.
Forse proprio xke' non si chiamava Eiger ma Aiona e' successo tutto
questo. E potevano essere trovati tutti morti se non avessero trovato
quella capanna: se ne trovava uno qui e uno la' tutti assiderati.
Ciao Dags,
seguo anch'io la faccenda fin da sabato, perchè - essendo di Parma - la
zona è a confine.
La prima parte del gruppo, 19 persone, era stata recuperata venerdì sera
dai Carabinieri e portata a Borgotaro (PR). Nonostante questo, sul
giornale di sabato (L'Informazione - di Parma) alcuni avevano dichiarato
di voler ripartire alla volta di Levanto...
Non me la sento di commentare, perchè le mie cavolate in montagna le ho
fatte anch'io ed è difficile esprimere giudizi quando non si è "in mezzo
al fatto", ma da quello che si legge in giro sembra tutto così
assurdo... :-(((
--
Vale
per scrivermi manda in letargo la MARMOTTA
Davvero! Da non credere.
Di piu' non riusciremo a sapere ma e' cmq didattico.
ciao
giamma
http://www.liguriabike.it
>On Sun, 11 Dec 2005 18:39:46 +0100, giamma
><gian.m...@NOALLOSPAMlibero.it> wrote:
>
>>Qualcuno ha informazioni piu' precise della roba che si legge sui
>>giornali circa l'incidente occorso alla comitiva di Piacenza?
>>Per chi non avesse notizie ricordo che la tormenta ha provocato un
>>assiderato (pare che stia bene ora) ed un disperso.
>>ciao
>>giamma
>>http://web.tiscali.it/vadopiano/index.htm
>
>
>
>Finisco dicendo anche se vale poco ke morire cosi', abbandonato da
>tutti, in preda al panico su un montarozzo appena segnato sulle carte,
>e' davvero davvero triste e misero, e pur di fronte alla morte ek
>sempre e solo morte e', avrei preferito ke morisse sulla nord
>dell'Eiger in invernale ke sul monte Aiona ke nessuno conosce.
>
>Forse proprio xke' non si chiamava Eiger ma Aiona e' successo tutto
>questo. E potevano essere trovati tutti morti se non avessero trovato
>quella capanna: se ne trovava uno qui e uno la' tutti assiderati.
sarà ma io non condivido quello che scrive...
morire sull'aiona o sull'eiger perchè alla fine non si rispetta la
montagna, la si pensa addomesticata...cone le dovute proporzioni
l'aiona in invernale sta all'escursionista ....a uno di noi come
l'eiger a uno forte....
il responsabile del gruppo è caduto il gruppo si è sfaldata...è
mancata completamente la parte di solidarietà....era il caos il panico
di questo non si può dare la colpa...a lui
è colpa sua l'essere partiti...con quel meteo
è colpa sua il non essere tornati indietro...
>On Wed, 14 Dec 2005 14:20:14 +0100, Daniele Guastavino
><DAGS...@DESPAMMED.COM> wrote:
>
>
>č colpa sua l'essere partiti...con quel meteo
>
>č colpa sua il non essere tornati indietro...
>---------
>Tanti saluti e Buone salite a Tutti
>
>Letizia Elena e Daniele
>------------
>Avremmo potuto tediarvi con le mie sign...,ma
>
>www.itsportmontagna.it
Di colpe non so, di certo ce ne saranno state.
Ma quello che mi sorprende e' che mi trovo di fronte a qualcosa di
incomprensibile.
In sostanza, se ho capito bene, mi trovo di fronte a persone
atleticamente preparate, forse esperte al punto da aver considerato
irrilevante il rilievo che andavano ad affrontare e pensavano di farlo
di corsa in pantaloni corti o simili.
Beh, se di questo si tratta, i miei parametri di valutazione saltano.
Sai cose del tipo: cosa si mette nello zaino invernale, un telo
termico, guanti e berretto di riserva ecc.
Forse lo zaino non c'e' nemmeno piu'.
ciao
giamma
http://www.liguriabike.it
francesca =)
>ragazzi salve a tutti sono una neoiscritta al gruppo, io Stefano Bigi
>(il disperso) lo conosco, ci ho viaggiato insieme 3 anni fa in un
>gruppo di Avventure Nel Mondo.
>Siamo tutti in pena ma le notizie su internet nn ci confortano, mi
>piacerebbe raggiungere qualcuno di quelli che erano con lui per sapere
>ESATTAMENTE come č andata, credete che sia possibile?
>Io so che i fratelli sono sul monte Aiona e lo stanno cercando insieme
>a tutte le squadre di ricerca.
>Vi prego di farmi sapere qualcosa, qualsiasi cosa, anche la piů
>insignificante.
>Ciao e grazie
>
>
>francesca =)
ciao mi spiace profondamente...
frà=)
Daniele Guastavino ha scritto:
> On 18 Dec 2005 02:10:56 -0800, "franzy" <fr...@supereva.it> wrote:
>
> >ragazzi salve a tutti sono una neoiscritta al gruppo, io Stefano Bigi
> >(il disperso) lo conosco, ci ho viaggiato insieme 3 anni fa in un
> >gruppo di Avventure Nel Mondo.
> >Siamo tutti in pena ma le notizie su internet nn ci confortano, mi
> >piacerebbe raggiungere qualcuno di quelli che erano con lui per sapere
> >ESATTAMENTE come è andata, credete che sia possibile?
> >Io so che i fratelli sono sul monte Aiona e lo stanno cercando insieme
> >a tutte le squadre di ricerca.
> >Vi prego di farmi sapere qualcosa, qualsiasi cosa, anche la più
>Io non sono molto ottimista ma un'amica ha detto che finchè nn trovano
>il corpo ci sono ancora speranze...mi sembrate tutti esperti di
>montagna, potete dirmi qualcosa di più?
>ringrazio e saluto tutti
>
>frà=)
>
>
onestamente...non penso ci siano speranze...
e se magari avete un 'idea di come si possa sopravvivere a -10° dal
momento che ogni tanto qualche sopravvissuto si trova....
grazie
Daniele Guastavino ha scritto:
>speravo in qualcosa come una descrizione del clima che c'č lě perchč
>le info su internet sono telegrafiche, qualcuno di voi č del posto?
>
>e se magari avete un 'idea di come si possa sopravvivere a -10° dal
>momento che ogni tanto qualche sopravvissuto si trova....
>
č una delle zone piů fredde e nevose dell'appennino ligure se poi ci
aggiungi il vento che ha soffiato che confonde le tracce....una zona
ricca di boschina ...la neve che copre le tracce...
Daniele Guastavino ha scritto:
> On Sun, 11 Dec 2005 18:39:46 +0100, giamma
esprimo meglio
Su altri forum un ragazzo del cnsas era quasi contento che date le
premesse non ci sia stata una strage ...leggendo ne si ha la tragica
conferma
alla fine è comunque un discorso di responsabilità
i gitanti hanno dimostrato l'esistenza dell'attitudine a demandare ad
altri la loro sicurezza senza informarsi ...su google mettendo neve
inverno aiona al 2/3/4 (tolti i link recenti legati all'incidente)
trovi dei link interessanti....in cui si parla di nebbia nevicate
incredibili orientamento ramponi e picozza (uno è di paolo snow)
gli organizzatori... beh
leggendo il sito www.boscaglia.it ... un ragazzo č morto...e la
nipotina si chiede se non potevano vedere le previsioni meteo...gli
organizzatori non hanno scusanti per come non hanno gestito prima il
gruppo...durante....e se vogliamo anche dopo...non hanno scusanti
punto...
... e spero per il bene dell'escursionismo e dell'alpinismo
associativo che questa morte faccia giurisprudenza
Non direi, il crepaccio è una fessura che si forma sul ghiacciaio per
effetto del suo movimento su un supporto irregolare che, provocando tensioni
interne al corpo quasi rigido del ghiaccio ne determina la frattura. I
crepacci, che possono essere trasversali, longitudinali od obliqui rispetto
al percorso del ghiacciaio, possono avere la forma di "V" quando il ghiaccio
passa su un terreno convesso a forma di "A" quando passa su un terreno
concavo, questo per la diversa velocità del ghiaccio tra superficie e base
di scorrimento.
Ciao
Gigi
Entro per la prima volta in questo posto..
Ho partecipato per tre giorni alle ricerche in veste di volontario
"privato", visto ke sono un ex tecnico di Soccorso Alpino (forse
ancora iscritto), e credo di essere arrivato prima di molti altri
(cioè alle otto del giorno successivo al casino) in cima all'aiona,
partendo di notte e seguendo il sentiero che loro avevano fatto in
salita (cioè quello che nico ha fatto una settimana dopo).
Ho letto parecchio su questa storia, e sono parecchio
incazzato...ovviamente con chi ha organizzato la gita...e vabbè, è
un'altra storia...
ma soprattutto sono incazzato perchè i soccorsi hanno fatto schifo...
anzitutto, la prima notte le squadre organizzate nn sono uscite a
cercare...ma stiamo scherzando????? io c'ero lassù...quella notte ero
sull'altro versante ed eravamo in due soli, quindi impotenti...ma so
bene che "clima" c'era (ed ero proprio con Nico, un giorno e mezzo
dopo) ma che nessuno mi venga a raccontare che non si poteva uscire a
cercare di notte...so bene che novanta su cento non sarebbe
servito..ma era OBBLIGO MORALE farlo... non è possibile che squadre
organizzate degli aereosoccorritori dei VVFF, del Soccorso Alpino e
della Forestale, non siano in grado di effettuare una tentata ricerca
anche con vento a 120 all'ora (la visibilità era perfetta quella
notte)..purtroppo, queste organizzazioni sono spesso capaci di fare
solo bei discorsi...
La mattina dopo, nei pressi di Prato Mollo, alle ore DIECI, dico
DIECI, alcuni VVFF si meravigliavano che qualcuno ne venisse dalla
vetta....
Sempre la mattina dopo, non esisteva una, dico UNA cartina appena
decente della zona
La mattina dopo, l'unica motoslitta della zona, se non fosse stato per
la volontà del proprietario (qualcuno gli avrà rimborsato almeno la
benzina??), sarebbe rimasta inutilizzata...anzi, probabilmente
soccorso alpino e vvff manco sapevano dell'esistenza
Alle ore 13, i VVFF cominciavano a predisporsi per andare via, e alle
15 su di là non c'era più nessuno a cercare
il vero rifugio Prato Mollo (cinquanta posti) (non la baracca di
legno) è stato aperto solo quatttro o cinque giorni dopo (incredibile
a dirsi, le squadre ogni mattina perdevano almeno due orette per
arrivare sù)
per i tre giorni di ricerche in cui c'ero (i primi ed i più
importanti), ognuno cercava per proprio conto...senza segnare nulla,
senza sapere dove erano stati gli altri...una caccia al tesoro..
Almeno fino al terzo giorno giravano delle cartine della zona, che
dire ridicole è poco...
Mi spiace dirlo, ma su di lì ho visto un saco di gente con tante belle
giacche colorate e con tanti begli attrezzi, ma che appena si
trovavano il vento in faccia (per l'amor di Dio, fortissimo, è vero,
ma non siamo alpinisti??) non vedevano l'ora di tornare sui propri
passi..
il terzo giorno, appena ripreso a nevicare, via tutti come dei
fulmini....a mezzogiorno si era già tutti in macchina....
coordinamento VVFF- Soccorso Alpino?? sembrerebbe una barzelletta,
anche se in realtà sarebbe da sporgere denuncia nei confronti dei
responsabili sia degli uni che degli altri...
coordinamento delle varie stazioni del Soccorso Alpino Ligure?? peggio
ancora...ognuno che vuole comandare e nessuno che sia in grado di
farlo....
e poi ci chiediamo perchè il soccorso alpino ligure non decolla??? ma
stiamo scherzando o cosa??
Sono incazzato, molto incazzato, perchè è come se fosse morto uno in
una maniera così pazzesca, sul terrazzo di casa mia, e quelli che
potenzialmente potevano fare qualcosa per aiutare, hanno fatto
veramente molto poco....
saluti
Mi associo completamente con le tue ultime parole:
>gli organizzatori non hanno scusanti per come non hanno gestito prima il
>gruppo...durante....e se vogliamo anche dopo...non hanno scusanti
>punto...
>... e spero per il bene dell'escursionismo e dell'alpinismo
>associativo che questa morte faccia giurisprudenza
Ciao
Paolo