Per inciso, questo monte era la riserva di neve dei Papi, che ne avevano
il monopolio commerciale. La neve fin dai tempi antichi era considerata
medicamento, oltre a servire come materia prima per i gelati. Ammassata in
profonde fenditure nella roccia, dove si conservava per tutto l'anno,
veniva raccolta e compressa in balle di paglia prima e juta poi,
trasportata da speciali carri veloci che avevano la precedenza ad ogni
stazione di posta e arrivavano dopo 25 km a Roma. La neve veniva
conservata, sia pure con notevoli perdite, nelle cantine più buie e
profonde, fin dal tempo dei Romani antichi. A Tvoli la Villa Adriana ha
delle cantine speciali o "nivaria", proprio per questo scopo.
Ma torno alla mappatura delle cime che dovrebbe fare chi abita a
Roma-Monte Mario. E' vero che in particolari giornate si vedono perfino il
Terminillo, il Velino e il Gran Sasso? Vedremo.
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Ciao!
Alfredo
Oliviero ha scritto:
> Ma torno alla mappatura delle cime che dovrebbe fare chi abita a
> Roma-Monte Mario. E' vero che in particolari giornate si vedono perfino il
> Terminillo, il Velino e il Gran Sasso? Vedremo.
Da Monte Mario non so, ma dal Gianicolo d' inverno il Velino si
distingue chiaramente. Il Gran Sasso non credo, perche' grosso modo sta
dietro. Invece si vedono bene i Simbruini e parte del parco nazionale -
se la memoria non m' inganna.
Saluti,
Uli