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Allenatori che non hanno mai giocato

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lio...@libero.it

unread,
Sep 5, 2005, 10:30:16 PM9/5/05
to
Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie

Candido di Voltaire

unread,
Sep 6, 2005, 2:06:15 AM9/6/05
to
On 5 Sep 2005 19:30:16 -0700, lio...@libero.it wrote:

>Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie

perché se uno non ha giocato non puo' fare il calciatore?

BQ

unread,
Sep 6, 2005, 2:36:44 AM9/6/05
to
lio...@libero.it wrote:
> Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie
>
sacchi

Ajax

unread,
Sep 6, 2005, 3:04:39 AM9/6/05
to
MALESANI!!!

"BQ" <spammala...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:0OaTe.48607$HM1.1...@twister1.libero.it...

Henry

unread,
Sep 6, 2005, 4:21:31 AM9/6/05
to
lio...@libero.it wrote:
> Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a
> calcio?grazie

Ulivieri, lavorava in banca prima di avere successo come coach

Henry


Murakami

unread,
Sep 6, 2005, 5:34:34 AM9/6/05
to
lio...@libero.it wrote:

>Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie
>
>
>

Maifredi....

Amarok

unread,
Sep 6, 2005, 6:11:10 AM9/6/05
to
Nel messaggio news:431d62a3$0$8495$5fc...@news.tiscali.it,
Murakami <murak...@gmail.com> agitň le mani sulla tastiera cosě:

>> Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a
>> calcio?grazie

> Maifredi....

Guarda che ha chiesto "allenatori".
--
"La juve ha 3 categorie principali di tifosi: terroni emigrati, femmine che
non capiscono un cazzo di calcio e siciliani." - Geogobbacci


Nicola®

unread,
Sep 6, 2005, 6:16:31 AM9/6/05
to

Amarok wrote:

> Guarda che ha chiesto "allenatori".

Vabbhč...Gobbacci

AirCraft

unread,
Sep 6, 2005, 6:34:11 AM9/6/05
to
>Vabbhè...Gobbacci
ROTFL!
Guarda che però è più di un allenatore... è più un tuttologo. Sa
tutto....di un cazzo!!!
:-)

Hiro

unread,
Sep 6, 2005, 7:16:47 AM9/6/05
to
Il Mon, 05 Sep 2005 19:30:16 -0700, liocorn ha scritto:

> Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie

Sacchi.

--
25 Maggio 2005 - We'll never ROTFL enough Club - Tess. N°32
Un fegato per Gobbacci Campaign 2005

BlueD

unread,
Sep 6, 2005, 7:41:06 AM9/6/05
to
Hiro wrote:
> Il Mon, 05 Sep 2005 19:30:16 -0700, liocorn ha scritto:
>
>
>>Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie
>
>
> Sacchi.
>

non é vero, Sacchi ha giocato. Non é stato un grande ma ha giocato.

Gionni

unread,
Sep 6, 2005, 8:08:51 AM9/6/05
to
Il 06 Set 2005, 13:41, BlueD <blued...@despammed.com> ha scritto:
> non é vero, Sacchi ha giocato. Non é stato un grande ma ha giocato.

Baracca Lugo, serie D.
Tra quelli che non hanno mai giocato credo ci sia Cosmi.

Ciao, Gionni

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

BestNick

unread,
Sep 6, 2005, 8:57:34 AM9/6/05
to
In article <80Z93Z79Z106Y1...@usenet.libero.it>, Gionni
says...

> Il 06 Set 2005, 13:41, BlueD <blued...@despammed.com> ha scritto:
> > non é vero, Sacchi ha giocato. Non é stato un grande ma ha giocato.

>
> Baracca Lugo, serie D.
> Tra quelli che non hanno mai giocato credo ci sia Cosmi.

Cosmi ha giocato. Era un capellone.

Henry

unread,
Sep 6, 2005, 10:11:31 AM9/6/05
to

Serse Cosmi è nato a Ponte San Giovanni il 5 maggio 1958. Laureato all'Isef
di Perugia, ha iniziato la carriera di allenatore nel settore giovanile
della Ponte San Giovanni e dell'Ellera. Dal 1990 al 1995 ha allenato la
Pontevecchio portandola dalla Prima Categoria al Campionato Nazionale
Dilettanti. Dal 1995 al 2000, con due promozioni, ha riportato l'Arezzo in
C1. Ha guidato il Perugia per quattro stagione in serie A. Ha vinto il
Seminatore d'argento nel 1998 e la Panchina d'argento nel 2000.

Henry

Salvo di Torino

unread,
Sep 6, 2005, 10:32:17 AM9/6/05
to

"Henry" <etjwal...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:nshTe.25825$4g5.1...@news4.tin.it...
> BestNick wrote:
[CUT]

Ha vinto il
> Seminatore d'argento nel 1998

Neanche il mio amico Rocco l'ha mai vinto!
Buttiamo via Capello.
Voglio Cosmi alla guida della bella signora!
FORZA LA JUVE LA JUVE LA JUVE ALÈ È BIANCONERA LA BELLA SIGNORA
ALÈ LA JUVE LA JUVE LA JUVE ALÈ SOLO LA JUVE È GRANDE LA JUVE ALÈ !!!!


--
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Majozzo

unread,
Sep 6, 2005, 11:36:22 AM9/6/05
to
"Salvo di Torino" <mon...@ANTIearthling.SPAMnet> ha scritto nel

> Neanche il mio amico Rocco l'ha mai vinto!
> Buttiamo via Capello.
> Voglio Cosmi alla guida della bella signora!
> FORZA LA JUVE LA JUVE LA JUVE ALÈ È BIANCONERA LA BELLA SIGNORA
> ALÈ LA JUVE LA JUVE LA JUVE ALÈ SOLO LA JUVE È GRANDE LA JUVE ALÈ !!!!

Sei un clone gobbo di lorenzo?

Salvo di Torino

unread,
Sep 6, 2005, 12:36:14 PM9/6/05
to

"Majozzo" <sal...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:dfkd23$469$1...@megan.servidellagleba.it...

Qui non c'è più nessuno di bynoi vero?
Non riconoscete più neanche il Chivassese!!!
Purgati tutti?
Salve da Salvo


KEN

unread,
Sep 6, 2005, 4:50:58 PM9/6/05
to

<lio...@libero.it> ha scritto nel messaggio news:1125973816.1...@g14g2000cwa.googlegroups.com...

> Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie
>

Scoglio ???


lio...@libero.it

unread,
Sep 6, 2005, 5:18:26 PM9/6/05
to
malesani ha giocato

lio...@libero.it

unread,
Sep 7, 2005, 3:45:47 AM9/7/05
to
zeman ha mai giocato a calcio?

Davide,,,,

unread,
Sep 7, 2005, 3:44:43 AM9/7/05
to
"Candido di Voltaire"

> >Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie
> perché se uno non ha giocato non puo' fare il calciatore?

Mi domando cosa devi avere nella testa. Ha semplicemente chiesto una
informazione e tu hai letto nel suo pensiero che lo vuole sapere perchè
pensa che non potrebbero o dovrebbero fare gli allenatori?
Sei un coglione.


Smilzo

unread,
Sep 7, 2005, 3:58:50 AM9/7/05
to
<lio...@libero.it> wrote:

> Potreste dirmi gli allenatori che non hanno mai giocato a calcio?grazie

Pozzo
--

25 Maggio 2005 - We'll never ROTFL enough Club - Tessera N°14

Henry

unread,
Sep 7, 2005, 4:21:23 AM9/7/05
to
lio...@libero.it wrote:
> zeman ha mai giocato a calcio?

La Vita di Zeman:

Zdenek Zeman nasce a Praga il 12 Maggio del 1947, in un quartiere
residenziale sulle rive della Moldava.

Il padre Karel è un primario dell'ospedale di Praga, la madre Kvetuscia
Vycpalek è casalinga.

Frequenta 9 anni di scuola obbligatoria, tre di liceo, uno di attesa per
iscriversi all'università, a causa del numero chiuso. Ma è lo sport la sua
grande passione!

Zeman parte nell'estate del 1968 insieme con la sorella Jarmila per andare
a trovare lo zio Cestmir in Sicilia. E' proprio mentre si trova nell'isola
che tanto amerà che i sovietici invadono Praga.

Torna in patria, ma dopo un anno torna in Sicilia alla ricerca della
libertà che non esisteva più nel suo paese natale.

Si iscrive all'ISEF di Palermo, dove si diploma con il massimo dei voti
discutendo una tesi sulla medicina dello sport.

Ottiene la cittadinanza italiana nel 1975.

In Sicilia conosce la sua futura moglie Chiara Perricone che gli darà due
figli, Karel ed Andrea.

----------------------------------------------------------------------------
----

La Storia da Allenatore:

Si avvicina alla panchina accettando di allenare il Cinisi, una squadra di
dilettanti di un paese alla periferia di Palermo.

Allena poi il Bacigalupo, il Carini, il Missilmeri e l'Esacalza.

Nel 1974 grazie all'intervento dello zio entra nelle Giovanili del Palermo
che allena fino al 1983. Nel frattempo si iscrive al Supercorso di
Coverciano (1978) dove ottiene il patentino di allenatore di Prima Categoria
nel 1979. Nel 1983 il presidente del Licata, Giuseppe Alabisio, decide di
assumere il tecnico Boemo dopo aver visto lo spumeggiante gioco praticato
dalla squadra da lui allenata. Zdenek accetta l'incarico e inizia così la
sua scalata al successo.

Dodicesimo nel girone D della serie C 2 il primo anno, ottiene la
promozione l'anno successivo. Straordinario il suo tabellino: in 34 partite
ottenne 15 vittorie, 14 pareggi e solo 5 sconfitte; 58 gol realizzati contro
i 30 subiti.

Nel campionato 1985/86 si salva piazzandosi al dodicesimo posto del girone
B della serie C 1.

Nel 1986 i fratelli Casillo assumono come consulente del Foggia Giuseppe
Pavone, che affascinato dai metodi rivoluzionari del Boemo lo consiglia per
la panchina pugliese.

Allena il Foggia nel 1986/87 nel campionato di C1 ma viene esonerato alla
ventisettesima giornata in quanto, secondo il presidente Casillo, si è già
accordato con il Parma.

Si trasferisce nel club emiliano, quell'anno in serie B, ma la sua
esperienza dura solo sette giornate. Il suo esonero però non avviene prima
però della vittoria sul Milan in Coppa Italia (ai rigori).

Richiamato in Sicilia nel 1988 allena in serie B il Messina, dove conquista
l'ottavo posto e scopre il futuro campione delle Notti Romane dell'estate
del 1990: Totò Schillaci, capocannoniere della serie cadetta con 23 gol.

Il Foggia neopromosso in serie B, pentitosi per averlo mandato via, lo
richiama a se' nel 1989: nasce così il "Foggia dei miracoli" con il
presidente Casillo, il direttore sportivo Pavone ed il mister Zeman.

Acquistano Manicone dal Palermo, Nunziata dal Pavia, Rambaudi dal Perugia
e Signori dal Piacenza.

Riscoperto attaccante dal Tecnico, il centrocampista Giuseppe Signori lo
ripaga segnando 14 reti, contribuendo così al raggiungimento dell'ottavo
posto.

Ma è l'anno successivo, nel campionato 1990/91, che dopo l'acquisto di
Ciccio Baiano il mister con un calcio spettacolare affidato all'intoccabile
4-3-3 conquista l'agognata promozione in serie A. Questi i numeri della
trionfale stagione: 38 partite, 51 punti, 67 gol, ma soprattutto il primo
posto in classifica.

Allena la squadra pugliese per 3 anni in serie A conquistando, contro ogni
previsione che lo voleva subito retrocesso, un nono, un undicesimo ed un
nono posto sfiorando la qualificazione in Coppa Uefa.

Si deve a lui la scoperta per il campionato Italiano di giocatori come i
già citati Signori (che sarà capocannoniere con la Lazio per tre stagioni) e
Baiano, Rambaudi, i russi Shalimov e Kolivanov, il rumeno Petrescu,
l'argentino Chamot e Padalino che fa esordire nel Foggia contro il Torino a
17 anni.

1994: è l'ora di trasferirsi a Roma. Il presidente della Lazio, Sergio
Cragnotti, decide di puntare sul tecnico per portare la Lazio al "tavolo
delle grandi"; dopo anni di grigiore calcistico è la via del bel gioco
quella che secondo Cragnotti porta in paradiso.

Zdenek ritrova a Roma il suo pupillo Signori e convince il Patron a portare
nella Capitale anche l'argentino Chamot e Rambaudi.

Nonostante il passaggio ad una squadra con maggiori ambizioni il mister non
cambia i sistemi di allenamento, la filosofia è sempre la stessa: è solo con
il lavoro che si possono ottenere dei risultati.

La prima Lazio di Zeman viene penalizzata nei suoi risultati da decisioni
arbitrali quanto meno discutibili: abbandona i sogni scudetto perdendo in
casa con la Juventus rimanendo in dieci per la dubbia espulsione di Cravero,
esce dalla Coppa Uefa a Dortmund solo all'ultimo minuto con un gol di Riedle
che perfeziona in rete una punizione invertita che aveva provocato anche
l'ingiustificata espulsione dell'argentino Chamot, viene eliminata dalla
Coppa Italia in semifinale dalla Juventus dopo una partita condotta dal
primo all'ultimo minuto e giocata per più di un'ora in dieci uomini.

Nonostante tutto i piazzamenti finali rendono giustizia al lavoro del
Boemo: la Lazio è seconda in campionato, ottenendo il miglior risultato
dallo scudetto del 1974 e raggiunge per la prima volta i quarti di finale di
una Coppa Europea.

L'anno seguente raggiunge il terzo posto nel campionato scoprendo al centro
della difesa il giovane Alessandro Nesta, futura perla del calcio italiano.

I detrattori del tecnico si fanno avanti scordandosi forse che nella parte
cruciale della stagione perde per una lesione ai legamenti di un ginocchio
il portiere Luca Marchegiani.

Nelle Coppe il cammino della Lazio non è positivo come l'anno precedente:
viene eliminata dalla Coppa Uefa dalla squadra francese del Lione e
dall'Inter nei quarti di finale della Coppa Italia.

E' comunque il solito ottimo finale di campionato con due pareggi e sei
vittorie consecutive che gli permettono di ottenere la conferma per la
panchina biancoceleste.

Il terzo anno della sua storia laziale è forse uno dei più tristi della
vita professionale del mister. Poco aiutato dal presidente Dino Zoff ed alle
prese con una parte del "gruppo" che non lo segue più, viene esonerato dal
patron Sergio Cragnotti il 27 gennaio 1997.

I tifosi laziali devono comunque a lui in quell'anno la scoperta del Ceko
Nedved.

L'epilogo della sua storia con la Lazio è tristissimo dal punto di vista
umano: la notizia dell'allontanamento gli giunge infatti dai giornalisti
mentre sta partecipando a Coverciano all'annuale incontro fra allenatori e
capitani delle squadre.

6 Maggio 1997: il presidente della A.S. Roma Franco Sensi convoca Zeman
all'Hotel Cicerone e gli propone la panchina giallorossa.

Il mister accetta volentieri l'incarico e si prepara ad affrontare il
campionato 1997/98 che dovrà segnare il rilancio della compagine Capitolina.

Il ritiro di Kapfenberg in Austria getta le basi per quella che sarà la più
bella stagione della Roma degli ultimi anni.

I tifosi riscoprono la gioia di andare allo stadio divertendosi sicuri di
poter affrontare qualunque squadra a testa alta con la certezza di poter
vincere su ogni campo.

Chiude la stagione al quarto posto (prima che la partecipazione alla
Champions League fosse allargato ai primi quattro) con il miglior attacco
della serie A, qualificando così la squadra per la Coppa Uefa. E' il miglior
risultato degli ultimi 10 anni nonostante una squadra (sulla carta) non
proprio irresistibile.

I tifosi nonostante i quattro derby persi, che gli costano anche
l'eliminazione dalla Coppa Italia, sono con il tecnico Boemo ed aspettano
con impazienza il campionato successivo.

Luglio 1998: scoppia la bomba doping. Il mister parla di calcio che deve
uscire dalle farmacie e dagli uffici finanziari, provocando la scomposta
reazione di molti personaggi dell'ambiente che si sentono tirati in ballo
dalle dichiarazioni di Zeman (Vialli e Del Piero su tutti).

Le indagini partono, giungendo anche a clamorosi risultati, prima che, come
spesso accade nel nostro Paese, tutto venga insabbiato per coprire grandi
nomi coinvolti.

Inoltre durante la stagione viene messo in atto il vergognoso complotto
ordito dal Palazzo per far pagare al mister le sue dichiarazioni: prima
d'ora non si era mai vista una squadra perseguitata in modo così scientifico
e sistematico da arbitraggi a dir poco scandalosi. Tutto ciò costerà alla
Roma una "sciocchezza" come 15 punti!!!!!!!!!!!!!!

La stagione 1998/99, nonostante il complotto e una rosa meno competitiva
delle dirette concorrenti vede la Roma al quinto posto, ad un punto dalla
quarta ed a due dalla terza posizione che avrebbero garantito l'ingresso in
Champions League. E' sempre della Roma il miglior attacco della serie A e
solo un arbitraggio scandaloso nega ai giallorossi la semifinale di Coppa
Uefa. Il tecnico inoltre si prende anche la rivincita nei derby, vincendo
3-3 (il quarto gol di Delvecchio è inspiegabilmente annullato) l'andata e
3-1 quello di ritorno, ripagando così la fiducia incondizionata del pubblico
romanista.

Si devono a lui la definitiva consacrazione di un campione come Francesco
Totti, la nazionale per giocatori come Damiano Tommasi, Eusebio Di
Francesco, A.C. Zago, l'esplosione di Luigi Di Biagio e la pioggia di gol di
Marco Delvecchio che risulterà il miglior realizzatore italiano della
stagione.

Maggio 1999: finisce inspiegabilmente la storia fra Zdenek Zeman e l' A.S.
Roma.

Il mister dichiarerà di sentirsi molto deluso, forse più che dopo l'esonero
della Lazio.......

6 Ottobre 1999: Zeman viene contattato dal presidente del Fenerbahçe Aziz
Yildimir che lo vuole leader della sua squadra. Abituato a stupire come al
solito il Mister anche questa volta non si lascia sfuggire
l'occasione......ed il contratto di otto mesi viene firmato prima che quasi
ce ne potessimo accorgere. Una nuova sfida quella del Boemo, una sfida tanto
ardua quanto stimolante quella alla guida dei Gialloblù Turchi.......Zeman,
d'altra parte, non può e non deve stare lontano dal Calcio.

L'esordio è una sconfitta fuori casa contro il Trabzonespor, sconfitta che
i giornali locali non esiteranno a definire "vittoria in campo", visto
l'entusiasmo della squadra e il gioco spumeggiante che Zeman ci ha abituato
a vedere, "sconfitta per colpa dell'arbitro", visto lo scandaloso
comportamento di quest'ultimo. A seguire: una serie di partite con vittorie,
pareggi, qualche sconfitta (ma comunque sempre gran bel gioco!); la curiosa
saga che ha accompagnato i rinvii del derby turco (per voler del
Galatasaray!); qualche altro problemino e dopo tre mesi le dimissioni.

L'anno dopo Zeman viene chiamato ad allenare il Napoli, la rosa a
disposizione è molto modesta e l'obiettivo la salvezza.

Zeman tenta di dare un gioco alla squadra, i primi risultati si vedono, ma
viene inspiegabilmente esonerato, con tanto di vergognoso teatrino in
perfetto stile Napoli, e sostituito da Mondonico: una filosofia del tutto
opposta. Il cambio di panchina produce subito i suoi effetti: il gioco manca
del tutto e il Napoli retrocede senza appello.

La stagione successiva Zeman va ad allenare la Salernitana, con l'obiettivo
di un campionato tranquillo.

Il Boemo regala ancora calcio spettacolo sfiorando di un soffio la
clamorosa promozione in A e regalando ai tifosi la soddisfazione della
vittoria sul Napoli nel derby campano.

Nell'estate la Salernitana vende i pezzi migliori, la rosa non è
all'altezza della Serie B, ma nonostante i risultati deludenti la squadra
campana esprime il miglior gioco del torneo.

Al presidente Aliberti questo non basta; licenzia i collaboratori del
mister, che, per tutta risposta, si presenta in sala stampa con un foglietto
di statistiche di gioco e dati tecnici: la Salernitana è la squadra che
gioca meglio.

Aliberti reagisce alla provocazione con una mossa suicida che condanna di
fatto i granata alla C1: sostituisce Zeman con Varrella. Sparisce il gioco e
la Salernitana chiude all'ultimo posto, condannata aritmeticamente alla
retrocessione con larghissimo anticipo. Una considerazione: quest'anno Zeman
con la Salernitana vince tre partite (tra cui il derby con il Napoli),
Varrella solo una nonostante il maggior numero di panchine...Che dire?
Complimenti ad Aliberti!

Il 10 giugno 2003 l'occasione per il rilancio: manca l'ufficialità ma il
Boemo sembra molto vicino all'Avellino, neopromosso in Serie B, fortemente
voluto dal presidente degli Irpini Pasquale Casillo.

Con Zeman si ricostituirebbe il trio Casillo-Zeman-Pavone che fece le
fortune del "Foggia dei miracoli": ci aspettiamo ancora calcio spettacolo,
magari con una storica promozione, ma soprattutto il ritorno e il rilancio
di un personaggio che, per il bene di questo sport, non può uscire di scena
dal mondo del calcio.

Il 16 giugno 2003 la firma e la presentazione: Zeman è ufficialmente il
nuovo allenatore dell'Avellino.

La stagione non va come ci si attendeva: dopo le prime giornate ci si rende
subito conto che la squadra allestita da Casillo non è all'altezza di un
campionato di Serie B. La rosa non è competitiva, ma, a detta di tutti gli
"addetti ai lavori" l'Avellino esprime il miglior gioco del torneo.
Purtroppo però il gioco spettacolare non riesce ad evitare la retrocessione.

Ma in estate arriva la vera occasione per il rilancio. Dopo la vergognosa
fuga di Capello da Roma (era ora che se ne andasse!), qualcuno fa il nome di
Zeman tra i possibili successori. I tifosi si scatenano e in alcune
trasmissioni alla radio già si sogna il clamoroso ritorno!

Ma il sogno dura poco meno di 12 ore: in serata la Roma ufficializza
Prandelli...Tuttavia Zeman avrà l'occasione di tornare finalmente in serie A
sulla panchina del Lecce, per allenare una squadra giovane, ma piena di
giocatori interessanti, che sembra fatta apposta per il Boemo.

Già dopo le prime giornate di campionato si vede la mano del mister nel
gioco espresso dai Salentini, che divertono, segnano e convincono. Da
segnalare anche una nuova polemica con Lippi e la Juventus in merito al
processo sull'uso di sostanze dopanti...

Henry

unread,
Sep 7, 2005, 4:24:23 AM9/7/05
to
lio...@libero.it wrote:
> malesani ha giocato

si così:

A sedici anni, .«baby.» dell'Audace di San Michele Extra, passa agli Allievi
del Vicenza. Esperienza negativa, pronto ritorno. Ritorno all'antico, nel
senso che come giocatore Malesani sembra già vecchio a vent'anni. Era un
tornante con grande senso tattico, ma di poca tecnica e scarsa velocità. Un
gruzzolo di stagioni nell'allora Serie D, con la soddisfazione di
partecipare, con 14 presenze, alla promozione in C. Poi, l'abbandono. A
ventitré anni, Malesani appende le scarpe al chiodo.

Henry

lio...@libero.it

unread,
Sep 8, 2005, 1:20:16 PM9/8/05
to
pozzo ha giocato

lio...@libero.it

unread,
Sep 10, 2005, 1:11:08 PM9/10/05
to
...

lio...@libero.it

unread,
Sep 15, 2005, 5:21:56 AM9/15/05
to
...

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