http://archiviostorico.corriere.it/2008/agosto/15/calciatore_velina_quel_suocero_scomodo_co_9_080815103.shtml
LA COPPIA LEI ANDAVA DAVANTI AI CANCELLI DI TRIGORIA E CHIEDEVA
AUTOGRAFI: FINÌ CHE LUI LE DIEDE IL SUO CELLULARE
Il calciatore, la velina e quel suocero scomodo
Nozze da film con i centurioni. La famiglia di lui: addolorati, ma non
avevamo rapporti Il personaggio *** A 18 anni i primi guai con la
giustizia: Massimo Pisnoli ruba un' auto. Per fermarlo, la polizia gli
spara ferendolo in modo grave
C' è quasi sempre un delitto da raccontare, a Ferragosto. Quest' anno c'
è il suocero del calciatore Daniele De Rossi ucciso con due colpi di
fucile da caccia. A Campoleone, vicino Aprilia, dietro alla stazione
ferroviaria: lo trovano che sembrava un mucchio di stracci. Su, in cima,
dove finisce la stradina sterrata. Cani randagi, sole a picco, il
fischio lontano d' un treno che passa. Gli investigatori sospettano che
Massimo Pisnoli, di anni 48, sia stato fatto inginocchiare. La faccia
non c' è più. Pallettoni, da distanza ravvicinata. Un' esecuzione. Una
storia da far tremare le gambe. Al genero, infatti, tremavano. S' è
capito subito, domenica sera, a Londra: la Roma che gioca in amichevole
contro il Tottenham e lui, Daniele, che vaga per il campo. Che inciampa
sul pallone. Lui che è sempre grinta, forza, passione. Finisce con il
Tottenham che vince 5 a 0. Con Daniele peggiore in campo. Con i compagni
che lo osservano, perplessi: anche negli spogliatoi, un automa. Philippe
Mexes, a bassa voce: «Mai visto così, Daniele. Mai». Daniele De Rossi
non aveva detto niente. Muto. Solo sms, in albergo e poi fin sul
pullman, con la moglie Tamara, che gli scriveva da Roma: «No, ancora
nessuna notizia di papà. Sono disperata». La denuncia per scomparsa, ma
anche il sospetto che la storia potesse non avere un lieto fine. Ci sono
famiglie che nascondono un segreto, e il segreto della famiglia De Rossi
era quel papà, quel suocero con precedenti penali per furto, rapina,
ricettazione: però un bell' uomo, una bella faccia, un bel portamento
mentre in tight accompagnava la figlia all' altare della chiesa di San
Giovanni e Paolo, a Roma, sul colle Celio. Pomeriggio memorabile, due
anni fa, giovedì 18 maggio: gli sposi che arrivano in carrozza, la
stessa utilizzata per il film «Casanova», con quattro cavalli a tirare.
La figlia Gaia, già nata da quasi dieci mesi, bionda, occhi azzurri,
bella da sembrare venuta via da un libro di favole, che li aspetta
sorridente: gran giorno kitsch, foto con i centurioni, paparazzi
scatenati, c' erano pure Totti e Ilary, Bruno Conti e Luciano Spalletti.
Seguirà ricevimento a Villa Aurelia, la stessa scelta da Tom Cruise per
la cena di addio al celibato, prima di andarsi a sposare Katie Holmes a
Bracciano. Il matrimonio di De Rossi è meno sognante ed esclusivo, ma
più alla moda. Il calciatore famoso (che tre giorni dopo sarebbe partito
per i mondiali di Germania) e la (quasi) velina. Tamara faceva la
ballerina a «Sarabanda», con Enrico Papi, su Italia Uno. Su e giù, tra
Milano e Roma. Ma quando tornava giù, finiva sempre fuori ai cancelli
del campo di allenamento della Roma, a Trigoria. Molto tifosa, dicono. A
caccia di autografi. Finché De Rossi, su un foglio di carta, non le
scrisse il suo numero di cellulare. Poi si sa come succede: ti innamori
della figlia, non dei genitori. C' è voluto poco, a De Rossi, per capire
chi fosse Massimo Pisnoli: primo problema con la giustizia a 18 anni,
nel 1977, quando ruba un' auto e i due agenti che lo inseguono sparano e
lo feriscono gravemente. L' ultimo, un paio di anni fa: quando sfugge a
un agguato. Così allora tende a sfuggirgli anche la famiglia. Lui che
lascia la moglie e va a vivere al Trullo, in borgata. La figlia Tamara
che si limita a qualche, rara, telefonata. Daniele che, un paio di
volte, gli trova un biglietto per entrare allo stadio. Piccoli gesti.
Per non chiudere. Ma, per dire, il consuocero Alberto De Rossi,
allenatore della squadra Primavera della Roma, è netto: «Sono
addolorato, però non avevamo rapporti». Sono frasi di circostanza, va
bene. E anche gli amici di Daniele, lo stesso. C' è Massimo Muzzatelli,
proprietario dello Sporting Beach, lo stabilimento balneare di Ostia
dove la famiglia De Rossi ha una cabina: «Daniele viene sempre con
Tamara e la figlia... il suocero? No, mai visto». Voci impacciate. Un
conto è parlare del calciatore destinato a ereditare la fascia di
capitano che ora tiene Totti, un conto è finire dentro la storia di un
delitto. Gli investigatori, intanto, non si sbilanciano. Pochi indizi,
nessuna certezza. Anche per noi che dovremmo raccontarlo, questo
delitto. Però Tamara è stata molto dignitosa, parlando al Tg1. E poi
sappiamo che Daniele è un bravo ragazzo. Qualcuno, al Torrino, dove
abitano, li ha visti tornare tenendosi per mano.
Roncone Fabrizio