> Salutami De Falchi
Antonio de Falchi, per chi non se lo ricorda, era un
ragazzo di sedici anni accoltellato a morte fuori da
San Siro, nel 1989. Stava per i fatti suoi, senza
sciarpe né bandiere per non suscitare attenzioni
pericolose, aspettando le persone con cui aveva
appuntamento per entrare allo stadio a vedere
Milan-Roma. Nella sua innocenza, credeva che il saggio
gesto di nascondere la sciarpetta giallorossa sarebbe
bastato per evitare guai. Ma un gruppo di "tifosi"
locali gli chiese l'ora. Un trucco vecchio come il
mondo per scoprire se uno ha l'accento diverso dal
tuo. E infatti dal riconoscerlo come romano al
lasciarlo senza vita sull'asfalto passarono pochi
secondi. Ecco chi era il De Falchi che Degni manda a
salutare. Un ragazzino assassinato per il fatto di
avere l'accento romano a Milano (ma poteva essere
anche viceversa, o un napoletano riconosciuto a
Bergamo, o un veronese a Salerno, o un fiorentino a
Torino, non è certo questo che conta, la violenza non
ha colori).
La morte di Antonio fu un terremoto, per chi ama il
calcio. Ai funerali c'erano migliaia di persone in
silenzio. Ricordo Sebino Nela, Giuseppe Giannini e gli
altri giocatori della Roma scoppiare in lacrime, di
fronte alla madre disperata di un ragazzino che non
c'era più. Dino Viola le teneva la mano, con lo
sguardo perso nel vuoto a cercare un perché. La
domenica successiva tutte le bandiere al Flaminio
(l'Olimpico era in rifacimento e si giocava nello
stadio minore) erano a mezz'asta, accompagnate da un
drappo nero. Nessuno cantò, quel giorno, e la partita
si svolse in silenzio. Un solo striscione: "Antonio,
rimarrai sempre nei nostri cuori". Anche negli altri
stadi d'Italia si videro striscioni simili.
Sono passati dieci anni dalla morte di Antonio,
assassinato volontariamente a sangue freddo mentre
aspettava di entrare in curva.
Molti di noi dopo quel fatto, e dopo fatti analoghi,
pensarono di lasciar perdere gli stadi. Morire in una
curva, è una cosa pazzesca. Vale lo stesso per
Vincenzo Paparelli, ovviamente. La violenza non ha
colori. Siamo rimasti, alla fine. Siamo rimasti a fare
il tifo, a veder giocare a pallone, credendo che il
calcio possa essere anche spettacolo e passione.
Ironia e divertimento. Sfottimento e presa per i
fondelli. Tutto quello che volete. Ma non infamia. E
risposte come quella di Degni fanno pensare che la
strada per sbattere certi maledetti personaggi fuori
dal mondo del calcio è ancora lunga. Bisogna provarci,
a emarginare certi bastardi, a partite da questo ng.
Non chiedete a Degni di che squadra è. Non è un tifoso
di calcio, ma solo uno schifoso teppista. Ce lo ha
dimostrato nel peggiore dei modi.
Scusate, ma non riuscivo proprio a pensare a quel
giorno di dieci anni fa, alla morte di Antonio, e
stare zitto.
rosso
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bye
Dr.Z
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rosso <ross...@yahoo.it> wrote in message
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> Ciao a tutti,
> forse i piů giovani tra voi non sono in grado di
> "apprezzare" l'ultima perla di Federico Degni, che
> ......
rosso wrote:
> [...]
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Saluti,
Ross
Forza Grande Lazio!!!
.-"-. .----.""".
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Ogni anno rinfreschiamo il cuore che si trova nel piazzale a Torre Maura e
in questo lavoro partecipano Laziali e Romanisti.
Unico che lo ha ricordato è stato Virgilio 88.150, e con lui abbiamo cercato
di portare in radio Maurizio De Falchi fratello di Antonio, ma non è stato
possibile per l'emozione che prova ricordando quel giorno maledetto.
Ultras Lazio!
per il Degni, ti potesse baciare tua madre freddo in testa questa sera!
Morire per una fede nel cuore, morire per la propria squadra del cuore non é
giusto e morire per mezzo di infami fa schifo! sopratutto se portano una
divisa!
In questo momento di commozione, forse é giusto ricordare anche gli altri
ragazzi e uomini che per colpa di una fede sono state vittime della
violenza!
Ottobre 1979 (Roma) Vincenzo Paperelli
Febbraio 1984 (Trieste) Stefano Furlan
Ottobre 1984 (Milano) Marco Fonghesi
Maggio 1985 (Bruxelles) 32 morti
Aprile 1986 (Pisa) Paolo Saroli
Dicembre 1986 (Ascoli) Giuseppe Tomasetti
Ottobre 1988 (Ascoli) Nazzareno Filippini
Giugno 1989 (Milano) Antonio De Falchi
Giugno 1989 (Firenze) Ivan Dall'Olio (gravemente
ustionato da una molotov)
Gennaio 1993 (Bergamo) Celestino Colombi
Gennaio 1994 (Acireale) Salvatore Moschella
Gennaio 1995 (Genova) Vincenzo Spagnolo
Maggio 1999 (Salerno) 4 morti
E' ORA DI SMETTERLA BASTA VIOLENZA, LA LISTA DEVE PROSEGUIRE FINO A QUANDO
PRIMA CHE SI SMETTA E SI PULISCA IL CALCIO DAI PEZZI DI MERDA!
CHIEDO UMILMENTE SCUSA SE HO DIMENTICATO QUALCUNO!
ULTRAS MANTOVA "CURVA TE"
Chiedo umilmente scusa se ho dimenticato qualcuno
Ultras o Morte
Stargazer ha scritto nel messaggio <3775cac...@news2.ibm.net>...
>Fri, 25 Jun 1999 11:26:07 +0200, "Angelo" <f...@ntt.it> ha scritto:
>
>>per il Degni, ti potesse baciare tua madre freddo in testa questa sera!
>
>Vabbè su, scrivere queste cose non è giusto nemmeno nei riguardi della
>memoria di Antonio.
>
>--
>* Stargazer *
>IMPERO GIALLOROSSO
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