Lord Simon ha scritto:
> Il terreno � minato, minatissimo e perci� a prescindere certe cose van
> sempre stigmatizzate. Di contro credo che non sia reale razismo, � solo
> un modo becero ed ignorante di insultare un calciatore/avversario.
> E' il principio del "branco", dove ci si sente protetti dal numero.
> Certe cose non dovrebbero esistere a prescindere (e nn mi riferisco
> solo a riferimenti raziali dovuti al colore della pelle) ma purtroppo
> ci� che succede in uno stadio sembra avere regole/leggi sue.
> Tutto ci� che succede in uno stadio viene punito con pene ridicole se
> paragonato con lo stesso reato commesso per strada.
la maleducazione (fischi, qualche vaffa...) si pu� anche sopportare.
Quando degenera in forme di violenza, anche solo verbale (buu, negro,
ebreo, etc.) andrebbe stroncata. All'estero queste cose succedono, ma i
responsabili vengono individuati e cacciati dagli stadi. Da noi si
preferisce anestetizzare il tutto col solito ritornello "sono quattro
imbecilli, non hanno niente a che fare coi tifosi civili, bla bla". Il
risultato � che i quattro imbecilli diventano dieci, cento, mille; si
impossessano degli stadi, dagli insulti passano alle spranghe e finisce
che ce li ritroviamo a spaccare vetrine e macchine, magari al soldo di
qualche boss mafioso.
Ma con la polizia che non ha manco i soldi per la benzina, e i teppisti
protetti da qualche pseudoparlamentare, i delinquenti da stadio
continueranno indisturbati a fare i comodi loro.