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indagini ad alta quota

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mauro

unread,
May 4, 2020, 7:05:52 AM5/4/20
to
seguo con interesse questa serie su SKY, della quale ho visto molte
puntate. Non ne hanno mai fatta una sulla tragedia di Superga, mentre
invece è stata realizzata per il disastro aereo del Manchester United a
Monaco di Baviera (1958).
Le ricostruzioni e gli approfondimenti sono molto accurati e centrano
sempre le situazioni e le cause. Anche su Superga un po' di materia
secondo me ci sarebbe, quantomeno dettagli che potevano essere trattati
in maniera maggiormente pertinente.
i miei dubbi sono questi, li scrivo qui (e dove sennò?) :


Perchè Torino e non Milano?
Erano partiti da Milano e al rientro il piano di volo prevedeva anche lì
l'atterraggio. Senonchè, sappiamo, i giocatori insistettero molto per
atterrare al campo volo di Torino (Aeritalia), base di armamento della
compagnia proprietaria dell'aereo, faceva comodo a loro per essere prima
a casa e alla compagnia che avrebbe risparmiato il carburante del volo
di riposizionamento una volta lasciati i giocatori a Milano. Il
Comandante trasmise la proposta durante lo scalo a Barcellona e la
compagnia accettò. Ma ricevette anche le informazioni delle pessime
condizioni meteo su Torino: nuvole basse, pioggia e visibilità
scarsissima, che furono poi confermate in avvicinamento.
Insomma daccordo che faceva comodo un po' a tutti ma il rischio che si
assunse il comandante era consistente, e infatti....

l'avvicinamento e l'atterraggio.
Ultima comunicazione : "a bordo tutto bene, quota 2.000 metri. QDM su
Pino, poi tagliamo su Superga"
Secondo le modalità di avvicinamento in atterraggio di allora al campo
Aeritalia, a Pino Torinese c'era un radiofaro di riferimento che
orientava i piloti. Trovandosi sulla verticale di quel radiofaro si
doveva indirizzare la rotta su 290° e in questo modo ci si trovava
allineati con la pista per l'atterraggio. Superga in questo
avvicinamento non c'entrava niente, cioè si rimaneva alla sua destra di
circa 3 kms. Raggiungere la verticale di Superga avrebbe significato
perdere l'allineamento per l'atterraggio, si andava fuori rotta. Quindi
il "tagliamo su Superga" rimane un proposito incomprensibile, se attuato
intenzionalmente.

l'altimetro
si è sempre dato per certo un guasto all'altimetro.
"....quota 2000" e 3 minuti dopo lo schianto a quota 690 metri.
L'altimetro recuperato dai rottami infatti indicava ancora 2000.
Solo che un pilota alcune cose le deve sapere, e la torre di controllo
pure, si tratta di nozioni fondamentali sulle proprietà dell'altimetro
così come funzionava fino poco tempo fa.
Quel tipo di altimetro è in realtà un barometro. In condizioni normali
la pressione atmosferica è inversamente proporzionale alla quota con
valori abbastanza precisi, cosicchè il valore della pressione equivale
sostanzialmente ad una certa quota e l'indicatore numerico riferisce di
quella quota per la corrispondente pressione barometrica.
Questo in condizioni metereologiche stabili.
Durante pioggia e temporale però la situazione cambia perchè c'è un
campo di bassa pressione anche in prossimità del suolo, quella bassa
pressione che si dovrebbe normalmente trovare a quote più alte.
Per questo motivo è una pratica della navigazione aerea intervenire con
la taratura dell'altimetro prima dell'atterraggio: la torre di controllo
fornisce il valore della pressione barometrica al suolo di quel momento
e il pilota tara l'altimetro su quel valore.
Ovviamente *se* ciò non fu fatto, l'altimetro in quella situazione
indicava una quota ben maggiore di quella reale.

Non so se i miei dubbi possono essere interessanti per qualcuno di voi.

--
"buon anno...e si fumi una sigaretta"
"no grazie me fanno gira' la testa"
"e va bene, se la fumi dopo i pasti"
"dopo i pasti di chi?"

mauro

unread,
May 4, 2020, 7:35:58 AM5/4/20
to
Il 04/05/2020 13:05, mauro ha scritto:

> Superga in questo avvicinamento non c'entrava niente, cioè si rimaneva
> alla sua destra di circa 3 kms.

alla sua sinistra.
Superga a destra della rotta di atterraggio

AlexBi

unread,
May 5, 2020, 4:40:12 PM5/5/20
to
Interessante
Grazie

Alfredo Bodoira

unread,
May 14, 2020, 7:32:35 PM5/14/20
to
I tuoi dubbi sono molto interessanti.
L'ultima comunicazione è occorsa alle 16:59, quando l'aereo era ancora lontano qualche chilometro da Pino. Il QDM è la rotta magnetica da seguire in assenza di vento, quindi appare plausibile che con un forte vento al traverso sinistro, come dicono tutti, l'aereo sia stato spinto fuori rotta pur puntando il timone verso il radiofaro.
Qui trovi una mappa della rotta attesa e di quella effettiva, presumo calcolata in base alla velocità presunta dell'aereo e il momento in cui ha iniziato la virata (17:01), nonchè purtroppo, il punto d'arrivo.
http://www.coseconleali.it/la-tragedia-aerea-di-superga/
Questi sono fatti, la frase di Meroni (forse del copilota) è enigmatica, ma non sembra francamente possibile che un pilota esperto che conosceva benissimo quell'aeroporto (l'aereo era privato dell'Aeritalia, proprietaria del campo volo) possa mai avere inteso che passava su Superga.
La questione della taratura dell'altimetro mi lascia perplesso, non vorrei dire una sciocchezza, ma se ho capito bene i dati, i campi di bassa pressione possono indurre un errore di un centinaio di metri, rispetto a 2000. Qui sono più di 1300 metri. In più c'è il fatto che la quota dell'altimetro recuperato sull'aereo era fissa a 2000 metri, cioè la stessa quota indicata nella comunicazione, circostanza che sembra più compatibile con un altimetro inchiodato.
Inoltre, il povero Meroni risulta che fosse un esperto di volo cieco, sembra difficile credere che non avesse calibrato l'altimetro per la bassa pressione. Proprio perchè avevano pochi strumenti, i problemi dell'altimetro con la pressione (e la temperatura) penso fossero ben chiari anche ai piloti principianti.
Ciò detto, rimane una vicenda stranissima, un pilota che conosce benissimo la topografia della rotta d'atteraggio, che sapeva che doveva contrastare il vento per seguire il QDM, che si fa portare così fuori rotta. E l'altimetro ciucco, se no comunque Superga non l'avrebbe mai presa. E il fatto che ha colpito proprio la sommità, dove con 50 metri a destra o a sinistra, o 50 metri sopra, non sarebbe successo niente. Il destino.
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