Il Toro resta senza club dei tifosi
I gruppi organizzati: il caos della squadra ci ha portato allo
scioglimento
Il caos che sta travolgendo il Toro piomba anche in piena curva
Maratona. E le conseguenze sul tifo organizzato granata sono pesanti: i
gruppi «storici» («Fedelissimi», «Ultras Granata» e «Granata Korps») si
sciolgono, un rompete le righe che è l’ultimo atto di uno sfaldamento
che già nei giorni scorsi aveva mostrato numerosi segnali.
Opinioni discordanti, affiorate in diverse occasioni nei momenti
difficili di questa travagliata estate ed emerse ancora una volta la
scorsa settimana, soprattutto giovedì, con Luca Giovannone asserragliato
dentro l’albergo «Il Campanile» di Moncalieri. L’assedio all’hotel; le
irruzioni e i gravi danni provocati; la successiva mediazione con
Giovannone; la fuga dell’imprenditore laziale; gli scontri con la
polizia a Palazzo Civico: momenti in cui la spaccatura tra le diverse
sigle si è manifestata senza veli, fino a sfociare in aperta polemica.
L’unità di intenti, mai venuta meno fino a pochi giorni fa, si
affievolisce, l’ostilità a Luca Giovannone mostra alcune crepe, le
ipotesi sul da farsi si fanno varie e discordanti. Le stesse forme di
contestazione da adottare diventano terreno di disputa: da un lato l’ala
estremista, schierata in favore del boicottaggio più totale verso
l’imprenditore laziale; dall’altra, le frange più «morbide» che
preferiscono attendere le prossime mosse e, forse, si rendono conto che,
vista la situazione disperata, qualunque aiuto va considerato.
Sulla scena pesa l’enorme incertezza che grava sulle sorti del club. Le
speranze di vedere l’imprenditore Urbano Cairo alla guida della società
si affievoliscono e l’editore alessandrino che resta alla finestra
suscita perplessità. I pragmatici si fanno numerosi: tra due settimane è
tempo di campionato, intestardirsi nella contestazione per alcuni non è
più la soluzione migliore.
Sulla frattura gravano come un macigno anche i provvedimenti giudiziari
che stanno per essere emessi a carico dei responsabili delle violenze di
giovedì, con il ferimento di sei poliziotti e cinque carabinieri. Le
ultime manifestazioni hanno segnato una partecipazione sempre più
ridotta e, in particolare, il defilarsi di molti nei momenti più
«caldi». Risultato: gli ultras non sembrano più avere il controllo della
piazza. Si espongono, ma senza ottenere un seguito considerevole. Il
tifo granata sbanda di fronte a questa folle estate. Nell’animo di
parecchi tifosi delusione e stanchezza si fanno strada.
Ieri, la decisione, a suo modo storica: azzerati i gruppi organizzati,
«liberi tutti», almeno fino a quando la situazione non sarà più limpida.
Andare avanti così - tra spaccature e riconciliazioni, senza una
condivisione di obiettivi tra le diverse sigle - non avrebbe senso. E i
tifosi restano senza un coordinamento, privati del traino e del ruolo
coagulante che da sempre - nel bene e nel male - gli ultras svolgono.
Resta da capire cosa succederà nei prossimi giorni, quando il Toro è
atteso da scadenze decisive. Stamattina, a Rivoli, i giocatori agli
ordini di Stringara dovrebbero allenarsi. Difficile ipotizzare se ci
sarà un nuovo tentativo di ostruzionismo da parte di alcuni tifosi.
Domani, poi, sarà il giorno della verità: se Giovannone sottoscriverà
l’aumento di capitale diventerà proprietario del Torino Football Club.
Difficile prevedere la reazione dei suppoter, tuttora largamente ostili
al «re delle infermiere».
Gli scenari sono molteplici: senza la guida dei gruppi organizzati,
l’ipotesi di azioni autonome, messe in atto da frange più o meno
spontanee, schegge impazzite del popolo granata, si fa concreta.
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Cammagno
> ma i picchetti, le proteste fuori dallo stadio prima delle partite..?
> tutto saltato? stiamo facendo vincere Giovannone?
Pare che lo scioglimento sia dovuto proprio allla spaccatura nata sulla
decisione del boicottaggio a Giovannone. Diversi ultras sono contrari a
contestarlo a prescindere, e preferirebbero lasciarlolavorare e
giudicare il suo operato. Che tristezza...
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Cammagno
Mirko
> Pare che lo scioglimento sia dovuto proprio allla spaccatura nata sulla
> decisione del boicottaggio a Giovannone. Diversi ultras sono contrari a
> contestarlo a prescindere, e preferirebbero lasciarlolavorare e
> giudicare il suo operato. Che tristezza...
Che tristezza, davvero. Non si è già visto il suo "modo di lavorare"?
Che altro serve, per giudicarlo? Io non riesco ad immaginare il toro con
lui. Non ci riesco proprio.
ale
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"...gli adetti alla nostalgia accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia..."
F. De Andrè
magari sarà (se sarà) uno dei migliori presidenti, ma NON ESISTE il
giudicarlo DOPO aver lavorato... haigia fatto troppo di male il porcobis,
non può essere ..
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"...Nel tragitto mi racconta che la Juventus mi aveva comprato ma io gli
dissi subito che NON avrei accettato. Il Capitano del Torino non sarebbe
finito dall'altra parte, a vestire la maglia bianconera."
(cit.)
Roberto Cravero L'ultima Bandiera
DS
> Posso capire i dubbi su Cairo ma sul porcobis di dubbi non ce ne sono
> proprio!
Per precisare meglio... non credo che nessuno abbia *fiducia* in lui.
Quelli contrari al contestarlo hanno una posizione del tipo: "tanto non
serve a niente perchč il toro č suo. Sosteniamo la squadra e vediamo
cosa ci propina questo". Da quanto ho capito, eh.
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Cammagno
A me invece sembrano piu' incazzati di prima.
Questo il comunicato:
"Dopo 35 anni di gloriosa vita di ultras, annunciamo la necessità di un
periodo di riflessione. Durante tale fase di riassestamento, dalla durata
che potrebbe essere lunga oppure brevissima, il nostro striscione non
campeggerà in alcuna uscita ufficiale del Torino FC. La decisione non si
spiega con spaccature interne al gruppo, malgrado quel che scrivono i
giornali non siamo mai stati così uniti e tesi ad un unico obiettivo, né con
le tensioni accomulate con una parte (minima) del resto della tifoseria.
Sentiamo, infatti, di rappresentare ancora i sentimenti della stragrande
maggioranza di coloro che amano il Toro e della nostra appartenenza-ultras
rivendichiamo tanto gli onori quanto gli oneri. La necessità di un periodo
di pausa è creata unicamente dal clima di repressione che si è fatto
invivibile per tutti i componenti del nostro gruppo (provvedimenti speciali,
responsabilità allargate, minacce di ritorsioni personali). La stretta che
si sta chiudendo intorno al nostro collo, particolarmente forte poiché non
ci siamo mai piegati alla logica del business e dei compromessi, ci
costringe a studiare nuove forme di organizzazione a difesa della nostra
fede e dei nostri colori. Modalità rivoluzionarie di essere ultras, quel che
non smetteremo mai di essere.
La permanenza di punti di riferimento fissi risulterebbe particolarmente
gravosa da sopportare nel caso in cui il signor Giovannone ("signor" già
stona, ma dottore è davvero troppo per chi ha difficoltà a scrivere due
periodi in italiano senza errori di grammatica) si confermasse alla guida
della società. In proposito, ribadiamo che nell'eventualità la linea
tracciata non cambierebbe di una virgola: boicottaggio degli allenamenti e
degli abbonamenti, nessuna presenza, nessun tifo e nessun colore in
occasione delle uscite ufficiali della squadra. Il peso e la responsabilità
di azioni ritorsive contro una società che non ci rappresenterebbe, ma anche
contro tutti quelli che ci hanno spinto in questa situazione, da Cimminelli
e Romero alle istituzioni, a certi organi di stampa, ai poteri forti della
città e alla gi*ve, per i motivi elencati sopra non può ricadere
esclusivamente sulle solite spalle. Se il Toro passerà a Giovannone, è
necessario che ognuno valuti il proprio coraggio, i propri mezzi, le proprie
idee per metterli al servizio di un'unica causa, quella della sopravvivenza.
Se non allo stadio, il Toro sopravviverà almeno nei gesti di alcune migliaia
di schegge impazzite che rovineranno la festa preparata intorno al nostro
cadavere."