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Il 2° tragico fantozzi, sceneggiatura completa (1a parte)

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Ufficio Sinistri

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Oct 26, 2010, 4:30:24 AM10/26/10
to
Sperando di fare cosa gradita...


RAGIONIER UGO FANTOZZI: Pronto! Buonanotte! Oh! Buongiorno, signora
duca-conte Margherita Ga... Semenzara. Come? Come facevo a sapere che era
lei? No, non lo sapevo, glielo giuro, che era lei. L'ho subito riconosciuta
dalla... dalla sua nobile voce. Desidera parlare con il suo nobile signor
marito? È in riunione permanente da ieri sera nel Gran Consiglio dei Dieci
Assenti, e io ho istruzioni precise di non passare nessuna chiamata, ma...
ma se lei proprio insis... ah, lei non insiste... lei ordina, proprio.
Allora attenda, le... le passo il... il Consiglio. Attenda un attimo,
signora. Pronto? Qui il Consiglio Dieci Assenti. È per il conte Semenzara,
dalla parte della signora duche... il duca-conte. Attenda. Attenda. Attenda,
signora, le passo suo... suo marito, attenda.
MEGA DIRETTORE CLAMOROSO DUCA-CONTE PIERCARLO INGEGNER SEMENZARA: Pronto?
Eccomi qui, cara la mia gelosona. Cosa credevi, che fossi andato a puttane?
Eh, eh! Semenzara non fa semenze! Semenzara lavora anche la notte per
mantenere te e famiglia. Non ha paura dei controlli. E ora scusa, scappo
via, perché c'è la votazione. Ciao, ciao.
SIGNORA DUCA-CONTE MARGHERITA G. SEMENZARA: Cos'hai detto?
FANTOZZI: Niente, ha solo leggerissimamente accelerato perché doveva
scappare a votare. Ehm... ha detto di dormire tranquillo... ehm...
tranquilla... Va bene, buonanotte, buon... buongiorno, ehm... insomma:
arrivederla, signora duca-conte.
GUARDIA NOTTURNA: Chi è là?
FANTOZZI: Fantozzi ragionier Ugo, matricola 7829/bis. Facevo lo
straordinario.
GUARDIA: Poteva anche avvisarmi, no?
FANTOZZI: Mi scusi, signor Notturno, se l'ho fatta un po' spaventare.
GUARDIA: Bah!
FANTOZZI: Eh! Grazie. Buongiorno. Ehm... Buonanotte. Arrivederla, signor
Notturno. Buongiorno. Buongiorno signore. No! Mi hanno... mi hanno appena
sparato sopra, il suo collega! Scusi, la prossima volta faccio con lei. Buon
anno, buongio... eh... insomma, arrivederci.
PINA FANTOZZI: Ti aspettiamo.
MARIANGELA FANTOZZI: Ti aspettiamo.
FANTOZZI: Fatemi passare. Vi prego, vi prego, mi aspettano a casa.
RAGIONIER ENZO FILINI: Vigliacco, il vetro no !
SIGNORINA SILVANI: Tiè, tiè, tiè!
FILINI: Maledetta mascalzona !
SILVANI: Filini, cerca di smetterla con quel catorcio, ma chi credi di
essere? Il padrone della strada?
FANTOZZI: Insomma, quante volte vi devo dire che io devo... insomma,
dovrei... andare a casa perché ho appena finito di lavorareee! Guardi...
No, io volevo...
I IMPIEGATO: Per lei, ragioniere. È urgentissimo.
II IMPIEGATO: Pronto, geometra? F7.
GEOMETRA: Accidenti, al primo colpo! Colpito un incrociatore.
II IMPIEGATO: Bene.

I ASSISTENTE: Io inizierei con il 27, stamani.
SEMENZARA: Bene, lei?
II ASSISTENTE: Io direi: serie 5 e 8 per 100.000.
SEMENZARA: Hmmm... Procediamo.
NARRATORE: Per la scelta dell'impiegato che doveva accompagnare il Mega
Direttore Clamoroso, duca-conte Piercarlo ingegner Semenzara, a giocare a
Montecarlo, si tenne in sala mensa un tremendo sorteggione per il quale si
riunì anche la Commissione Interna. Organizzatore della cerimonia: il
ragionier Filini, dell'Ufficio Sinistri.
FILINI: Oh. Attenti !
SEMENZARA: Procediamo.
FILINI: Sì, eccellenza. Signorina Silvani!
GEOMETRA CALBONI: Eh, eh, eh!
FILINI: Oh, pardon. Signorina Silvani in Calboni.
SILVANI: Io?
FILINI: Sì.
NARRATORE: Eletta a estrarre dall'urna il nome dell'eletto, la signora
Calboni, ex signorina Silvani ed ex infelice grande amore di Fantozzi, e da
quando si è sposata, non ha più osato sfiorarla neanche con il pensiero.
SILVANI: Scusi le spalle.
FILINI: La devo... la devo bendare. Pardon.
SILVANI: Piano, eh?
FILINI: Vede?
SILVANI: No!
NARRATORE: L'occasione era davvero mostruosa. Tre giorni a Montecarlo a
veder giocare il Semenzara. Che se poi avesse sospettato che il suo
accompagnatore portava fortuna, era fatta per tutta la vita.
FILINI: Dolce cuor del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più.
CALBONI: Kyrie eleison. Christi eleison.
FANTOZZI: Madonnina della neve... Sant'Enobio martire... San...
SEMENZARA: Silenzio!
FANTOZZI: Scusi.
SEMENZARA: Chi è che prega ?
FILINI: Grazie.
CALBONI: Matricola 7829/bis.
NARRATORE: Fantozzi restò in stato di morte apparente per più di quattro
ore.
FILINI: Complimenti, ragionier Fantozzi, ah, ah, ah!
CALBONI: E bravo il nostro puccettone!
FILINI: Per il ragionier Fantozzi: hip, hip, hip, urrà!
FANTOZZI: ... urrà...
FILINI: Hip, hip, hip, urrà!
FANTOZZI: ... urrà...
FILINI: Complimenti ancora!
FANTOZZI: Grazie! Grazie! Bevete!
FILINI: Cin-cin!
FANTOZZI: Bevete tutti! Bevete tutti alla mia salute!
CALBONI: Ringraziami, almeno.
FANTOZZI: Perché?
CALBONI: È tutto merito della mia signora Silvani in Calboni.
SILVANI: Diciamo che sono stata la sua dea bendata, Fantozzi.
FANTOZZI: Signora, io vorrei sdebitarmi, ehm... bevi?
SILVANI: No, grazie. Piuttosto, in cambio mi facci un piacere. Venghi.
Venghi.
FANTOZZI: Sì. Dove?
CALBONI: Ma che chiappe. Che schifo.
FILINI: È stato baciato dalla fortuna.
CALBONI: Lo odio.
FILINI: Che vuoi...
SILVANI: Ecco, tenghi.
FANTOZZI: Vuole che glieli cambio?
SILVANI: Ma no, Fantozzi, deve giocarli alla roulotte. Per me.
FANTOZZI: Sì, ma suo marito è d'accordo? Cioè, lo sa ?
SILVANI: Ah, ah, ah, ah! Ma noi siamo una coppia moderna, siamo larghi di
vedute. Ah, ah, ah, ah! Li giochi sul 27, Fantozzi.
FANTOZZI: Sì.
SILVANI: Così. Quando le viene l'ispirazione. 27...
FANTOZZI: Sì.
SILVANI: ... il numero dei miei anni.
FANTOZZI: Eh... Io pensi che avrei giocato al massimo il 14...
SILVANI: Ah, ah, ah!
FANTOZZI: ... o anche il 4.
SILVANI: Ah, ah, ah, ah!

FANTOZZI: Addio, Pina! Ciao, Mariangela! Ecco il tre... il tr... il... il
treno... Beh, bisogna riconoscere che siamo leggerissimamente in anticipo.
NARRATORE: Il treno per Montecarlo partiva alle 23:37. Fantozzi si presentò
sul marciapiede alle 4:12 pomeridiane: sette ore prima. C'erano anche la
signora Pina e Mariangela, per godersi quella sua trionfale partenza.
FANTOZZI: Eccolo! Il duca-conte! Buongiorno, signor duca-conte. Fate largo!
Largo qua! Largo al duca-conte! Prego. Prego. Largo al duca-conte Semenzara!
Largo! Signor duca-conte, se lei mi permette, io vorrei aver l'onore di
presentarle le... le...
SEMENZARA: Ma chi sono quelle due facce da menagramo? Ma chi mi vuol
presentare lei?
FANTOZZI: Eh... Nie... niente, volevo solo presentarle le mie umili scuse,
se per caso prima, inavvertitamente, l'ho sfiorata con un gomito.
SEMENZARA: Ah, allora non ha rapporti con quelle due cose lì?
FANTOZZI No! No, no, no, no. Non l'ho mai, mai viste né conosciute in vita
mia, mai.
SEMENZARA: E non le guardi, cribbio!
FANTOZZI: No, non le guardo.
SEMENZARA: E si tocchi anche lei !
FANTOZZI: Sì, mi tocco, mi tocco.
SEMENZARA: Mica partiranno col nostro treno?
FANTOZZI: Eh, no, no, no, non credo. Forse vanno via. Vanno via. Ah, ah, ah!
Vanno via. Ecco, se ne sono andate.
SEMENZARA: Meno male.
FANTOZZI: Ah, ah, meno male! Ah, ah! Scusi, signor conte, vado un attimo a
prendermi la...
SEMENZARA: Avevano anche la valigia color viola, che porta scarogna. A
proposito...
FANTOZZI: Come, scusi?
SEMENZARA: ... lei non ha bagaglio?
FANTOZZI: Eh... Eh, no! Non... non c'è. Non c'è.
SEMENZARA: Ma neppure una valigetta?
FANTOZZI: Av... avevo una valigia bella, grande, piena di roba, ma non...
non le... non le porto alle stazioni, io, ah, ah, perché... perché le
rubano. Però ho tutto sotto, eh? Ho cinque camicie, dodici paia di mutande
e sedici calzini. Sedici.
SEMENZARA: Ah, ah! Ecco il treno.
FANTOZZI: Ecco il treno. Scusi, faccio io, duca-conte! Fermo lì! Fermo un
attimo, eh?
FACCHINO: Ma guardi che queste qui non so...
FANTOZZI: Fermo, fermo!
FACCHINO: Lasci stare le valigie!
FANTOZZI: È mio! È roba mia! È roba mia, le dico! Fermo con quelle
manacce! Il duca-conte è roba mia! Fermo! Ecco, occupo io, adesso.
Occupato! Occupato! Occupato! Occupato! Occupato! Occupato! Tutto occupato!
Le ho occupato tutto lo scompartimento!
SEMENZARA: Ma lei giovanotto non ha mai preso un vagone letto?
FANTOZZI: No, mi scusi, lo riconosco.
SEMENZARA: Questi sono posti prenotati, io ho la cabina 18.
FANTOZZI: 18? Signor conte... Venghi, duca... duca-conte, venghi! È il 18,
signor duca. Venghi, venghi, a sua disposizione. Ecco qua, una bella
pulitina...
SEMENZARA: Ma che diamine sta facendo?
FANTOZZI: Qui poi c'è, mi sembra, signor duca-conte, il suo... il bidet.
Vede?
SEMENZARA: Ma cosa dice?
FANTOZZI: Che cos'è questo?
SEMENZARA: Si è fatto male?
FANTOZZI: Niente, niente. Ho solo perso la funzionalità delle prime due
falangi del mignolo e dell'anulare. Scusi, recupero la mia mano. Scusi.
Ecco. Preso. Oh, qui, ah, ecco, sì, qui ci sarebbe poi il suo... il... il
bicchiere da bere, per la notte.
SEMENZARA: Bah!
FANTOZZI: Non... Che cos'è? Ah... Ah, questo è..., sì, è esatto: è il
suo nobile pitale. Posso... posso spogliarla, signor duca-conte?
SEMENZARA: No, no, no, se ne vada nella sua cabina.
FANTOZZI: Io non ho la cabina. Io mi sono permesso, per non gravare sul
bilancio della società, di prendere un biglietto di seconda. La terza, come
sa, l'hanno purtroppo abolita. Oh, Se il regolamento lo consentisse, io
preferirei dormire accucciato, di fronte alla sua persona.
SEMENZARA: Non lo consente. Non lo consente.
FANTOZZI: Non lo consente. Allora io, se mi permette, vado, e non la
spoglio. Scusi. Ecco, ecco qua.
SEMENZARA: Se ne vada in seconda classe...
FANTOZZI: Sì.
SEMENZARA: ... vedrà che starà benissimo.
FANTOZZI: Buonanotte.
CONTROLLORE: Biglietti, prego. Biglietti!

SEMENZARA: Speriamo sia in forma lei, giovanotto, perché io ho passato la
notte in bianco su quel maledetto letto. Proprio sulle ruote!
FANTOZZI: Oh, no, io invece ero comodissimo.
CAMERIERE: Buonasera.
SEMENZARA: Ciao, caro.
NARRATORE: Il duca-conte, come tutti i posseduti dal demone del gioco, era
preda di superstizioni e scaramantici rituali.
SEMENZARA: A, ui, ue, la fortuna viene a me. Ui, ue, ua, la fortuna viene
qua.
FANTOZZI: A, ue, ui, la fortuna non va lì. Mi scusi.
CROUPIER: Rien ne va plus.
SEMENZARA: Fiches.
FANTOZZI: Un... un momento, non ci giocavo.
SEMENZARA: Ma insomma!
FANTOZZI: Ecco, prego, duca, signor duca-conte.
SEMENZARA: Si segga!
FANTOZZI: Scusi, signor duca-conte, ma veramente non ci sarebbe la sedia.
SEMENZARA: Si segga lo stesso.
FANTOZZI: Lo stesso. Ecco fatto.
SEMENZARA: E mi tocchi il sedere.
FANTOZZI: Scusi, ma come... ecco, come faccio? Perché...
SEMENZARA: Insinui una mano sotto. Insomma, s'arrangi!
FANTOZZI: Ah, ecco.
SEMENZARA: Nove!
FANTOZZI: Ahia!
SEMENZARA: Che le è successo ?
FANTOZZI: Avevo il piede sotto al suo, signor duca-conte.
SEMENZARA: Rimetta subito il piede sotto al mio.
FANTOZZI: Subito.
SEMENZARA: Non interrompa il fluido.
FANTOZZI: No, NO.
SEMENZARA: Tutto deve restare come quando ho vinto. E continui col sedere.
FANTOZZI: E continuo col sedere. Scusi...
SEMENZARA: Un milion.
CAMERIERE: Mah!
SEMENZARA: Otto!
FANTOZZI: Ah! Ah! Ah!
NARRATORE: Una sofferenza orrenda, ma breve. Perché nel giro di due mani il
Semenzara riperse il banco e andò sotto di ventidue chili di fiches.
CROUPIER: Huit de la banc.
SEMENZARA: Ulll! E la smetta di toccarmi il culo!
CAMERIERE: Eh! Eh.
NARRATORE: Ma verso le 3 il duca-conte ebbe una formidabile botta del
suddetto culo, beccandosi un banco clamoroso.
SEMENZARA: Ah, ah, ah, ah, ah! Che stava facendo lei?
FANTOZZI: Io mi permettevo di bere un goccettino di acqua minerale.
SEMENZARA: Bravo, bravo, continui, continui. Vallet, porti subito
venticinque bottiglie d'acqua minerale.
CAMERIERE: Sì.
SEMENZARA: Di quella marca.
NARRATORE: Era la terribile acqua Bertier, la più gasata del mondo.
SEMENZARA: Nove! Ah, ah, ah, ah! Beva! Beva! Beva! Che grado ha lei in
ditta?
FANTOZZI: Io l'un... il dodicesimo, cioè l'ultimo.
SEMENZARA: Promosso all'undicesimo.
FANTOZZI: All'undicesimo? Con diritto a scrivania personale, e poltroncina
in sky o finta pelle?
SEMENZARA: Sì, sì, sì, ma beva! Beva!
NARRATORE: In due ore Fantozzi ingurgitò quattro casse di acqua Bertier,
equivalenti a tre metri cubi di gas compresso. Dovette allora ancorarsi come
un pallone sonda.
CAMERIERE: Eh, no, no. Mi dia la sedia.
FANTOZZI: Sì.
CAMERIERE: Mi dia la sedia!
FANTOZZI: Calmo, eh? Stia calmo.
CAMERIERE: Eccolo... ecco... Se no le cade, e va in testa a qualcuno. Ecco.
La sedia è del casinò. Vada pure.
NARRATORE: Ma in compenso in quelle due ore salì vertiginosamente quasi
tutti i gradini della gerarchia aziendale, anche a tre a tre. Impiegato di
settima: scrivania in mogano, poltroncina in staglio finta pelle, telefono,
pianta di ficus, simbolo del potere. Impiegato di quinta: lampada di
opalina, piano di cristallo, naif jugoslavo alla parete, due piante di
ficus. Impiegato di prima: quattro piante di ficus, tre telefoni, dittafono,
sei quadri naif, tappeto e moquette per terra. Era arrivato fino alla soglia
della dirigenza, vale a dire serra di piante di ficus, e poltrona in pelle
umana, quando la fortuna voltò rovinosamente le spalle al Semenzara.
SEMENZARA: Lei mi ha ridotto sul lastrico, menagramo! Se ne vada! Sparisca,
menagramo, prima che la licenzi, menagramo d'un menagramo!
CAMERIERE: Ehi! Ehi! Ehi! Lasci stare quel portacenere, è del casinò! Dove
va? Lo riporti indietro!
FANTOZZI: Pardon.
SILVANI: Li giochi alla roulotte, quando le viene l'ispirazione. 27, il
numero dei miei anni.
MARIANGELA: Papà, questa volta me lo porti un regalino?
CROUPIER: Le jeux sont fait.
FANTOZZI: Scusi! Ecco! Qui ho messo! 27! Venti, ventimila, messo! Messo.
CROUPIER: Rien va plus. Rien va plus, monsieurs. Vingt-sept, rouge, empair,
pass.
FANTOZZI: Ach... Az... Achì... Ava... a... attenti... Ah... eh... Scusi?
Ah...
CROUPIER: A qui l'à mis?
FANTOZZI: Permette?
SEMENZARA: Cette à moi!
FANTOZZI: Sì, è chiaro, ehm... Mais oui, c'est à le duc, al signor
duca-conte. Io non mi permetterei mai di giocare, si figuri se mi
permetterei di vincere, sire.
CROUPIER: Vous pouvez payer l'en-plein, monsieur.
FANTOZZI: Scusi? Quanto... quanto sarebbe stato, scusi?
CROUPIER: Settecentomila.
FANTOZZI: Ah, bene.
NARRATORE: Con quella somma insanguinata, il Semenzara poté pagarsi il
conto della suite al Grand Hotel, gli extra, due puttane, e il singolo in
vagone letto per il ritorno. Fantozzi, invece, dovette provvedere con mezzi
propri.


continua


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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

vixente

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Oct 26, 2010, 4:49:16 AM10/26/10
to
Il buon Ufficio Sinistri scriveva:

> Sperando di fare cosa gradita...
>
>
> RAGIONIER UGO FANTOZZI: Pronto! Buonanotte! Oh! Buongiorno, signora

> vagone letto per il ritorno. Fantozzi, invece, dovette provvedere con mezzi
> propri.


R O T F L

impossibile leggerlo tutto in ufficio. Me lo dovrᅵ gustare a casa!

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vixente


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