"Cari Amici, un caro saluto a tutti! Una precisazione per gli amici di
Tuttosport che mi sostengono: potete rispondere ai perdenti nerazzurri che
fanno illazioni sul mio conto, che in data 22 giugno 2010, presso la
Procura del Tribunale di Forlì, ho presentato denuncia per diffamazione
aggravata nei miei confronti da parte di Minodea, pseudonimo del presunto
giornalista Paolo ziliani noto interista. Con lui è stato denunciato tale
Stefano Olivari, sodale di Minodea, con la diffida a tutti i siti e i blog
che divulgheranno il contenuto di articoli denigratori e pieni di
menzogne..ora sarà un tribunale a stabilire chi dice la verità.."
Questo il testo integrale del messaggio di Nicola Penta, rivolto a tutti i
tifosi Juventini, con l'esplicita richiesta di "farlo girare", perché si
sappia che i legali di Moggi non stanno certo "a guardare" né si limitano
a "vigilare", ma agiscono, nell'interesse comune, alla ricerca della
verità, della Giustizia e della probietà.
Ancora una volta sono "i collaterali" a fare l'interesse, in via
indiretta, della Juventus, mentre la Proprietà continua a tacere e
incassare ogni colpo che arriva; è assurdo, ma tragicamente vero, che per
ogni speranza di rivalsa ogni tifoso juventino debba sperare, ancora una
volta, in Moggi e nei suoi legali, e non in una Società che ha deciso di
assumere il ruolo di punchball, a dispetto di ogni Tradizione e di ogni
sana antica Radice Storica.
Ci schieriamo, com'è logico, al fianco di Nicola Penta e di quanti ancora
abbiano sete e fame di Giustizia; la stagione di caccia ai diffamatori è
ufficialmente aperta.
http://www.tuttomercatoweb.com/juventus/?action=read&idnet=dHV0dG9qdXZlLmNvbS0yNTk0MA
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L'articolo dovrebbe essere questo qui:
L'irresistibile ascesa di Nicola Penta, detective e scudiero di Moggi
L'uomo che sta vivisezionando le intercettazioni pro-Cupola al soldo di
Big Luciano ha alle spalle una carriera tutta da rileggere: da guardia del
corpo di Ramazzotti a ispettore antidoping Figc, passando per risse a
colpi di bottiglia in bar romagnoli
Su gentile concessione di www.nuovoindiscreto.blogspot.com
Luciano Moggi: è in piena sindrome da "Muoia Sansone con tutti i
Filistei"Luciano Moggi: è in piena sindrome da "Muoia Sansone con tutti i
Filistei"
Mercoledì, 14 Aprile 2010
Il moggismo è pieno di figure di culto: non solo giornalisti raccomandati,
allenatori dai dieci esoneri e sempre al centro del mercato o direttori
sportivi multi-uso, ma anche consulenti per così dire globali. Non i
family banker del mitologico Ennio Doris, il più grande imitatore vivente
di Berlusconi, ma poco ci manca. Il consulente di strettissima attualità è
Nicola Penta, che da tre anni è di fatto l'uomo di riferimento di Moggi
per quanto riguarda le intercettazioni.
È lui che ascolta tutti i nastri, che trascrive i dialoghi più
interessanti e che soprattutto cerca di mettere in evidenza le (numerose)
incongruenze fra le deduzioni dei carabinieri-trascrittori e la realtà di
quello che è poi avvenuto in campo. Letta una sua intervista sul Resto del
Carlino, nella quale il consulente della difesa racconta la nascita del
suo rapporto con Moggi: addirittura successiva a quella del rapporto con
gli Agnelli, precisamente con la parte umbertiana della famiglia. Nello
stesso articolo si legge del suo passato come 'personal manager' (nostra
traduzione: guardia del corpo) di Eros Ramazzotti, e di un dettaglio
inquietante: non la società di marketing sportivo messa in piedi con
Riccardo Sogliano (stesso giro, il solito), ma il fatto che sia stato per
anni, rullo di tamburi...ispettore antidoping per conto della Figc.
I vecchi amici di Indiscreto si ricorderanno forse della prima volta in
cui abbiamo parlato di Penta, qui o su qualche altra testata cialtrona:
precisamente per un episodio in cui rimase coinvolto insieme al suo socio
in varie altre attività, Sebastiano Rossi (esattamente quel Sebastiano
Rossi), in un bar romagnolo. Secondo le accuse (il processo non si è
ancora tenuto) Rossi avrebbe tirato bottiglie addosso a tre ragazze,
dipendenti sue e di Penta nel bar stesso, per questioni private. Dal canto
suo Penta avrebbe minacciato un amico delle ragazze ed alla fine è
scattata l'accusa di tentato sequestro e violenza privata. La nostra vita
è così triste che avevamo scritto di Penta anche in un'altra occasione,
come ex cantore delle gesta delle Weiss Schwarz Brigaden cesenati: non
esattamente alfieri del pensiero pacifista. Dove vogliamo arrivare? A dire
che il calcio italiano e a maggior ragione il moggismo possono essere
compresi solo attraverso queste figure solo in apparenza minori, che in
realtà sono collegate al resto del sistema da una serie di rapporti che
rende inutili minacce esplicite o valigette con soldi. Il tuo
interlocutore può essere a seconda di come gli conviene consulente
finanziario, ispettore antidoping (!!!) della federazione, gestore di
locali, amico di gente dello spettacolo, ultrà, accompagnatore di potenti,
procuratore e chissà cos'altro. A seconda delle situazioni nel calcio
italiano ci sono vittime e carnefici, perché non è vero che tutti rubano
(e fra chi ruba, non è vero che la refurtiva è di pari valore) la costante
è che mancano i pentiti. Chissà come mai.
Stefano Olivari
Postato da Paolo Ziliani, mercoledì, 14 aprile 2010 alle 10:55 in Da non
perdere | 2366 click | Invia ad un amico
http://www.paoloziliani.it/news.asp?id=600
Tag: Agnelli, antidoping, Calciopoli, Figc, Juventus, Moggi, Penta,
Ramazzotti, Sebastiano Rossi
Arriba Josè!
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La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è
vivere, sfogliarli a caso è sognare. [Arthur Schopenhauer]
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