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Doping: Kallon, un triste record

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Rob

unread,
Oct 24, 2003, 6:46:30 AM10/24/03
to

Nandrolone mai riscontrato così alto
In attesa delle controanalisi, da Roma filtra una preoccupante
indiscrezione sul caso doping che ha travolto l'Inter. Secondo quanto
trapelato, nelle urine di Kallon sarebbe stata rilevata la percentuale di
nandrolone più alta di sempre. Il giocatore della Sierra Leone avrebbe
infatti superato di molto la soglia del due per cento, registrata fin qui
solo nel caso Davids. La normale quantità di nandrolone dovrebbe invece
essere dello 0.4 per cento.
Manca l'ufficialità, ovviamente, visto che il dato ufficiale non può
essere divulgato pubblicamente e verrà comunicato solo alla società
nerazzurra. Ma il presunto innalzarsi della "soglia doping" non può non
preoccupare. Per questo, sempre stando alle indiscrezioni, l'attaccante
interista potrebbe andare incontro ad una pena esemplare. Nonostante sia
prevista una squalifica di due anni, nei casi precendenti le sanzioni non
sono mai state superiori agli otto mesi. Al contrario da Davids a Stam
passando per Guardiola, Couto e Torrisi, i giocatori non sono mai stati
fermati per più di quattro mesi, vale a dire metà campionato circa.

Proprio la quantità di nandrolone riscontrato nelle urine di Kallon
potrebbe però consigliare una nuova inversione di rotta e una pena più
pesante. Tutto, ovviamente, se le controanalisi confermeranno i risultati
dei primi test. In questo senso l'Inter continua a mantenere una linea
prudente ma ferma. La società, attraverso il suo canale tematico, ha
ribadito il proprio impegno nella lotta al doping e ammesso il proprio
sconcerto per quanto accaduto. In ogni caso, proprio per cautelarsi da nuove
"sorprese", ha sottoposto tutti i giocatori a nuovi controlli. Lo stesso
Moratti, molto attento a questo problema, ha convocato giovedì i massimi
dirigenti per discutere sul da farsi ed evitare che si ripeta un
caso-Kallon. "Quel che è accaduto - ha rivelato al Corriere dello sport -
non ha spiegazioni. Siamo in presenza di un episodio che ci rattrista e
attendiamo tutti gli sviluppi del caso". "L'Inter - ha ricordato Moratti -
da anni, si batte con ogni mezzo e tutte le risorse possibili sul fronte dei
controlli antidoping, è un punto basilare della nostra conduzione: ora
vedremo, vaglieremo, faremo le indagini opportune". "Siamo consapevoli di
aver fatto di tutto in questo ambito, e proseguiamo nel nostro lavoro.
Attendiamo con serenità, convinti delle parole di Kallon, della sua
buonafede, dell'esito delle ulteriori analisi. Mi auguro che ci sia un
errore, lo spero. Ma la situazione è di per sè assurda e una spiegazione io
la esigo".

internato

unread,
Oct 24, 2003, 7:28:42 AM10/24/03
to
On Fri, 24 Oct 2003 10:46:30 GMT, "Rob" <bo32bo...@softhome.net>
wrote:

>
>[...]

Questo invece l'articolo sul Corsera.

==

Moratti difende Kallon «Non credo al doping»

Il presidente: «E non lo dico per dire qualcosa»


MILANO - Il dubbio resta. E forse è qualcosa di più. Alla positività
di Mohamed Kallon per nandrolone, resa pubblica mercoledì dalla
Federazione medico sportiva (la documentazione è stata acquisita da
Guariniello), Massimo Moratti, ha replicato con poche, ma chiare
parole: «Io non ci credo proprio e non dico una bugia, tanto per dire
qualcosa». Il presidente dell'Inter non crede alla positività
dell'attaccante per tante ragioni e non soltanto perché Kallon ieri ha
confermato anche ai compagni di squadra: «Vi giuro che non ho preso
nulla. Niente di niente». Sempre ieri, insieme al professor Combi e al
suo procuratore, Claudio Vigorelli, Kallon ha incontrato gli avvocati:
Pierfilippo Capello (il figlio di Fabio), che lavora nello studio
Guardamagna e che da tempo si occupa di doping nello sport, lo
difenderà di fronte alla Disciplinare, mentre Adriano Raffaelli ha
assunto l'incarico di difendere la società. Kallon ha chiarito di non
aver assunto alcun prodotto minimamente sospetto, nemmeno di comune
natura omeopatica, né tantomeno di essersi affidato a qualche
consulente esterno all'Inter, nemmeno quando è andato negli Stati
Uniti per la nascita della figlia (25 luglio-5 agosto) oppure in
Africa per gli impegni (da capitano) della nazionale della Sierra
Leone.
Ci sono diversi elementi che non convincono il vertice nerazzurro.
Nello specifico e in generale. Chi era presente nello spogliatoio di
Udine, il 27 settembre, avrebbe raccontato ai legali quanto è accaduto
durante le consuete procedure di controllo antidoping. E non tutto
potrebbe essere stato regolare, qualche buco nero ci sarebbe stato,
anche se questo non significa nulla, così come potrebbe non
significare nulla che la notte di Udine abbia coinciso con quella del
famoso black-out. E' curioso che Kallon sia stato controllato tre
volte in cinque partite di campionato (a Brescia non era nemmeno in
panchina): all'esordio con il Modena (31 agosto), a Udine e nel derby
(5 ottobre). Anche per questo, l'Inter ha chiesto con urgenza che
vengano resi noti i risultati dei test della partita con il Milan.
Giusto per capire.
Il discorso più generale è stato introdotto, invece, da una
osservazione del vice-presidente, Giacinto Facchetti: «Quanto è
accaduto a Kallon mi sembra impossibile, visto che siamo una delle
società che da più tempo e con maggior insistenza si batte per i
controlli incrociati sangue-urina». Massimo Moratti ha più volte
insistito in Consiglio di Lega sulla necessità di rendere operativi
questi controlli dei quali si parla dal '98: «Aspettiamo la delibera
della Giunta Coni», è stato il commento sbrigativo dei vertici della
Lega, nell'ultimo Direttivo (16 ottobre). La Giunta ha dato il via
libera ai controlli e non dovrebbe esserci più spazio per ulteriori
ritardo (l'aspetto sconcertante è che in passato ad allungare i tempi
siano stati spesso proprio i medici dei club). Moratti, l'unico che si
è battuto in modo concreto per abbreviare le procedure e che non ha
avuto paura di esporsi in prima persona, adesso si ritrova con un
giocatore positivo per nandrolone.
Il professor Franco Lodi, docente di Tossicologia forense
dell'università di Milano, dove l'Inter ha istituito una borsa di
studio, ha più volte insistito anche in tempi recenti sul fatto che il
club nerazzurro è «l'unico club a volere regolarmente i controlli
preventivi», che ieri sono stati ripetuti su tutti i componenti della
rosa. E magari qualcuno non ha gradito. Con queste premesse e senza
dubitare del laboratorio dell'Acquacetosa, il dubbio di Moratti, che
non accusa nessuno, ma osserva la vicenda con grande attenzione,
appare non del tutto illegittimo.

Fabio Monti

M@ster

unread,
Oct 24, 2003, 8:34:16 AM10/24/03
to

"internato" <partiri_ma...@yahoo.it> ha scritto nel messaggio

> consulente esterno all'Inter, nemmeno quando è andato negli Stati
> Uniti per la nascita della figlia (25 luglio-5 agosto) oppure in
> Africa per gli impegni (da capitano) della nazionale della Sierra


Anche perche' al controllo antidoping che fu sotoposto al ritorno dagli usa
risulto' negativo.

Blue_D

unread,
Oct 24, 2003, 8:48:51 AM10/24/03
to
internato wrote:

>
> Moratti «E non lo dico per dire qualcosa»
>

ROTFL...

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