Olandese Viola
unread,Oct 5, 2015, 4:32:25 AM10/5/15You do not have permission to delete messages in this group
Either email addresses are anonymous for this group or you need the view member email addresses permission to view the original message
to
Il giorno lunedì 5 ottobre 2015 07:56:10 UTC+2, NoCalciopoliNoParty ha scritto:
Proverbi e Modi di dire
A SENTIRE UNA CAMPANA SOLA, SI GIUDICA MALE: Prima di dare un giudizio è meglio sentire
le opinioni più diverse.
A SPIZZICHI E BOCCONI: A pezzettini.
A STRASCICONI: 1) Distesi o a sedere in terra (ad esempio per giocare) soprattutto rivolto a bambini,
"Rizzati, icché tuffai costì a strascihoni?", Alzati! Che cosa ci fai tutto sdraiato per terra? 2) Di persona che
non ha ancora trovato il proprio ruolo in modo definitivo e organizzato (ad esempio senza lavoro o non
fidanzato). "Icché tuffai ancora a strasciconi, o fidanzati!", Che ci fai ancora in giro, fidanzati!
A TA'OLA E 'UN S'INVECCHIA: A tavola non s'invecchia e per estensione, in compagnia degli amici non
si invecchia perché si sta bene, ossia che stare in buona compagnia aiuta a rimanere giovani.
A UFO: A sbafo. Dalla sigla A.U.F. (ad usum fabricae), posta sui materiali destinati alla costruzione del
Duomo di S. Maria del Fiore, esenti da ogni dazio e gabella.
A' VOGLIA A TE/LEI: Letteralmente, "Hai voglia te". Si utilizza quando si vuole confermare, con assoluta
certezza, la sicura realizzazione di un evento, "Vole'o du' hili di pere, che ce l'hai? - 'A' voglia a te", Volevo
due chili di pere, ce l'hai? Hai voglia te (di pere), ne ho tantissime.
A ZONZO: In giro. "Andare a zonzo", andare in giro. "Tu s'è sta'o a zonzo", Sei stato in giro.
ABBAIARE ALLA LUNA: Comportamento attribuito alle persone che si affannano inutilmente a parlare
a chi non vuole ascoltare o non è in grado di capire.
ABBASSARE LA CRESTA: Far assumere un atteggiamento più remissivo, "Abbassa la cresta nini!".
ACCIDENT'A TE E A CHI T'HA CAHATO: Letteralmente "Accidenti a te e a chi ti ha partorito", si
rinforza la cattiveria dell'enunciato sostituendo "partorito" per "cacato".
ACQUA PASSATA LA 'UN MACINA PIÙ: Con questa frase si vuole indicare l'inutilità di rimpiangere
ciò che è stato e non può ritornare.
AFFOGARE IN UN BICCHIER' D'ACQUA: Detto riferito a chi si smarrisce facilmente nell'affrontare
problemi di facile risoluzione.
AGLI ZOPPI, GRUCCIA'E: Le disgrazie non vengono mai sole.
AI BUIO, TUTTI I GATTI SON' BIGI: Difficoltà di scegliere o giudicare quando mancano i mezzi.
AL TEMPO IN CUI BERTA FILAVA: È un detto che viene usato tutte le volte che si vogliono evidenziare
la semplicità dei costumi e il tenore di vita dei tempi antichi rispetto a quelli moderni, che hanno maggiori
esigenze. Indica anche un fatto avvenuto tanto tempo addietro.
ALLA CARLONA: In modo non accurato.
A I' BACIO: Perfetto! Qualcosa che è il meglio che si potesse avere o fare.
ALLEVARE LA SERPE IN SENO: Proverbio riferito a chi riversa il proprio affetto e la propria sollecitudine
verso una persona dalla quale verrà poi ricambiato con l'ingratitudine e il tradimento.
ALL'ORA 'ANONICA: Le ore canoniche erano quelle prescritte ai monaci e ai sacerdoti per i canti e le
preghiere (mezzanotte, ore 24; mattutino, ore 3; prima, ore 6; terza, ore 9; sesta, ore 12; nona, ore 15;
vespro, ore 18; compieta, ore 21). Il detto "all'ora canonica" viene adesso usato per indicare il tempo
fissato per qualunque operazione o faccenda da compiere in un determinato momento.
E 45 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
ALZARSI DI BUHO STORTO / AVERE I' BUHO STORTO: Si dice di una persona con pessimo umore,
"Eh s'è arzato con i' buco storto di nulla", Oggi è proprio di cattivissimo umore, "Oggi c'ha i buco storto", Oggi
è di cattivo umore.
AMBASCIATOR' NON PORTA PENA: Proverbio usato per indicare che non ha alcuna colpa chi accetta
l'ingrato compito di comunicare ad altri cose spiacevoli.
AMICO FRITZ: Sulla spontaneità dell'amicizia, "Te e i tu' amico fritz", Voi due.
ANCHE L'OCCHIO VOLE LA SU' PARTE: Detto usato per indicare che tanto chi espone qualcosa
quanto chi l'acquista hanno interesse che si presenti bene, perché anche la vista ne rimanga appagata.
ANCHE UN OROLOGIO ROTTO DU' VOLTE AI-GGIORNO L'HA RAGIONE: Che tutti, in un
certo senso, possono aver ragione ma bisogna stare attenti a chi dice certe cose e al perché le dice.
ANDA' COI PIEDI DI PIOMBO: Frase rivolta a chi ha l'abitudine di essere eccessivamente cauto e perciò
lento nel prendere decisioni e nel compiere qualsiasi cosa. Ma anche come consiglio per non fare le
cose precipitatamente ma riflettendoci bene prima di compierle, scegliere con cautela e accortezza.
ANDA' VIA DI 'APO: Perdere la testa per le più svariate ragioni. "C'era un puzzo s'anda'a via di capo",
C'era un odore così pestilenziale che non si poteva nemmeno respirare. "Gl'è anda'o via di capo", Ha
proprio perso la testa.
ANDARE IN BRODO DI GIUGGIOLE: In riferimento al contenuto zuccherino delle giuggiole, frutto
commestibile, il proverbio viene usato per indicare chi prova, per merito proprio o di altri, la dolcezza
di un forte godimento.
ANDONNO IN VETTA AI POGGIO E CASTAGNONNO: Letteralmente "Andarono in cima alla
montagna e raccolsero castagne".
ANNO DI LÀ: Due anni fa.
ARIA FRITTA: Parole sprovviste di contenuto.
ARLECCHINO SI CONFESSÒ BURLANDO: Confessare qualcosa sotto forma di finta, scherzo o canzonatura.
ARRIVARE DOPO I FOHI DI SAN GIOVANNI: A Firenze, a giugno, si festeggia la festa del santo
patrono (San Giovanni Battista). Questa festa comprendeva tornei, un palio di cavalli (ricordato da
Dante e Boccaccio) e una fiera. Alla fine c´erano i fuochi sui quali si facevano saltare uomini e bestie
in base alla tradizione della benedizione `per ignem´. Arrivare dopo i fuochi significa arrivare a cose
fatte. Normalmente i fiorentini, quando i fochi sono finiti sempre commentano: "L'eran' meglio quelli
d'anno", Erano meglio quelli dell'anno scorso.
ARTRO CHE: Solamente, "Artro che Piero ti po' aiutare", Solamente Piero ti può aiutare.
ASCELLA PEZZA'A: Macchia di sudore sotto le ascelle accompagnata da un terribile odore prodotto dal
sudore stantio. Anche "Sgorata".
ATTACCA' BOTTONE: Di una persona con cui stiamo conversando e che non la finisce più di parlare, "Guarda
che ora c'ho fatto, m'attaccao un bottone...", Guarda ho fatto tardi, mi ha intrattenuto veramente a lungo.
E 46 D
ATTACCASSI AI TRAMME: Eufemistico sostituto di un volgare vocabolo indicante la parte anatomica
maschile, che è invito di comodo di cavarsela alla meno peggio, in situazione di dubbio esito. Esempio:
"T'ha' perso tutt'i quattrini a giocar a carte e ora tulli vorresti da me? Eh, poerino: per me t'attacchi a
i' tramme!", Hai perso tutti i soldi al gioco delle carte e adesso li vorresti da me. Poveretto, per quanto mi
riguarda, ti arrangi da solo.
A'É' LA BOTTE PIENA E LA MOGLIE BRIAHA: Proverbio che riguarda chi, con scaltrezza, cerca di
attenere ulteriori vantaggi senza tuttavia rinunciare ai benefici di cui già gode.
A'É' LE TRA'EGGOLE: Come dice il proverbio: "Piglia' lucciole pe' lanterne", ossia prendere un abbaglio.
Sbagliarsi grossolanamente. "Te t'hai le traveggole", Ti stai sbagliando clamorosamente.
A'É' PIÙ CORNA CHE UN CESTO DI LUMA'HE: Essere un gran cornuto.
AVÉ' PIÙ CULO CHE ANIMA: Avere una fortuna sfacciata.
AVÉ' UN DIA'OLO PE' CAPELLO: Essere veramente molto arrabbiato.
AVÉ' BE'UTO L'ACQUA A I' PORCELLINO: Essere Fiorentini a tutti gli effetti...
AVÉ' FEGATO: Essere coraggioso, "Bisogna ave' di mórto fegato pe' fa una 'osa 'osí", Bisogna avere molto
coraggio per fare una cosa in quel modo.
AVÉ' I BOLLENTI SPIRITI: Essere impaziente.
AVÉ' I' PROSCIUTTO/SALAME SUGL'OCCHI: Non riuscire ad afferrare/vedere le cose più scontate.
AVÉ' I' TATTO D'UN ELEFANTE: Essere sprovvisto di sensibilità, "Certo t'ha' a'uto i tatto d'un elefante",
Certo che sei stato proprio insensibile.
AVÉ' LA BOTTEGA APERTA: Eufemismo per avere i pantaloni sbottonati.
AVÉ' LA FACCIA DI BRONZO/FACCIA TOSTA/FACCIA COME I' CULO: Riferito a persone che
riescono a rimanere impassibili nelle situazioni più imbarazzanti e che come una statua di bronzo non
cambiano espressione. "Faccia come i' culo" è la versione triviale.
AVÉ' LA LUNA STORTA: Essere di malumore.
AVÉ' LE 'HE'HE: Assumere un comportamento da cui traspare con
evidenza o un certo stimolo sessuale oppure una lieve insanezza
temporanea che porta a fare discorsi poco sensati.
AVÉ' LE MANI BUHATE: È un detto col quale si vuole indicare chi
consuma con eccessiva facilità il proprio denaro.
BACIARE I' CULO: Modo di dire spregiativo di chi è sottomesso.
L'origine è storica (1300 circa) e si riferisce all'abitudine dei fiorentini
di far baciare il culo del leone, il Marzocco simbolo a quei tempi della
città, ai capitani degli eserciti sconfitti.
E 47 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
BAHO GIGI: Verme della frutta, in particolare delle ciliege. Famoso il modo di dire con doppio senso: "I'
baho Gigi gli sta meglio tra le mele che a Parigi", visto che "i baho Gigi" rappresenta l'organo sessuale
maschile e "le mele", a Firenze sono il sedere! Dal diminutivo storpiato di Giovanni, in quanto dopo San
Giovanni, il 24 giugno, è facilissimo trovare il verme nelle ciliege.
BANDO ALLE CIANCE: Le ciance sono le chiacchiere superficiali quindi basta con le parole e passiamo ai fatti.
BASTA UNNI SPENDERE: Basta non spendere, normalmente detto da una persona che accetta di fare
qualcosa con l'unica imposizione di non dover tirar fuori soldi.
BATTERE I' FERRO QUANDE L'È CALDO: È noto che il fabbro, per forgiare il ferro deve batterlo
sull'incudine al momento giusto, cioè quando è rovente. In senso lato il proverbio significa che bisogna
approfittare delle occasioni favorevoli per poter ottenere, con maggiore sicurezza, ciò che si desidera.
BELL' E...: Bell' e pronto, Bell' e fatto, ecc. cioè già pronto, già fatto, ecc. Con l'espressione "Bell'" si
sottolinea l'immediatezza dell'azione in questione. L'uso di tal modo di dire è di uso quotidiano e
comunissimo. "Vorrei un cappuccino - Eccolo, l'è bell'e fatto!".
BOLLIRE IN PENTOLA: Evento che si va preparando, soprattutto di nascosto, "Qualcosa bolle in pentola".
BON SANGUE UN-MMENTE: Lo si usa principalmente per casi negativi ma indica il carattere e il
costume della discendenza da padre a figlio.
BONA UGO!: Buonanotte, Arrivederci, una forma di saluto molto familiare.
BOTTE DA ORBI: Picchiarsi furiosamente. Gli orbi sono i quasi ciechi e qui indica l'inferire colpi a casaccio.
BRIAHO COME UN TEGOLO/UNA TEGOLA: La tegola o il tegolo, in versione storpiata, è il laterizio
per la copertura dei tetti che gronda acqua quando piove. Da qui, quando una persona ha bevuto
veramente tanto che gronda alcol invece che acqua.
BUHO FRADICIO: Ma proprio buho pe' davvero tanto!
BURRASCHE E PUTTANE LE VENGAN DI PISTOIA: Le nubi nere vengono sempre da ovest.
CAHA I' LESSO: Tira fuori i soldi. Normalmente usato in compagnia quando si divide una spesa, "Che
ognuno cahi i' lesso", Che ognuno tiri fuori la sua parte di soldi.
CAMBIA' LE CARTE IN TA'OLA: Con questo proverbio si vuole indicare l'azione scorretta di chi,
nei rapporti con un'altra persona, cerca di barare affermando cose diverse da quelle che aveva
detto precedentemente.
CAMMINA' SUI FILO DI-RRASOIO: Com'è noto la lama del rasoio è molto affilata; avvicinarsi troppo a
essa senza la dovuta cautela può rappresentare un rischio. La frase vuole quindi evidenziare l'opportunità
di tenere nella vita un comportamento che non vada oltre il limite di ciò che è lecito, onde evitare il
pericolo di spiacevoli conseguenze.
CAMMINA' SULL'OVA: Quando una persona, camminando, lo fa dimenando il corpo, però in modo un
po' ridicolo, come, appunto, se stesse camminando sulle uova.
CAMPA 'AVALLO 'HE L'ERBA CRESCE: Riferito allo stipendio dei salariati che cresce troppo lentamente,
viene usato normalmente per dire aspetta e spera, non avere furia.
E 48 D
CAN' C'ABBAIA 'U'-MMORDE: Così viene definito il comportamento di chi ha l'abitudine di brontolare
molto e sembra cattivo, mentre in realtà non lo è.
CANDELINA CANDELORA DELL'INVERNO SIAMO FORA, SE C'È SOLO O SOLICELLO
SIAMO IN MEZZO ALL'INVERNO: Il 2 febbraio è il giorno della Candelora, un giorno importante
della tradizione popolare per conoscere l'andamento dell'inverno. Se nevica o se piove dall'inverno
siamo fuori se invece c'è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno.
CAPIRE L'ANTIFONA: Intendere al volo, comprendere le allusioni.
CAVALIER' FRA DU' DAME FA LA PARTE DEL SALAME: Un uomo in mezzo a due donne fa figuruccia.
CENCIO DICE MALE DI STRACCIO: Quando qualcuno parla male di un altro ma farebbe meglio a stare
zitto perché ha fatto la stessa cosa o anche peggio.
CENTRÀ' I' BUHO: Avviso per gli uomini che vanno al bagno di non urinare fuori dalla tazza.
CERCARE COL LANTERNINO: Di solito ironico, si dice d'imprudente o sciocco che sembra cercarsi i
guai a posta, "Codesta tu te la se' cercata coi lanternino", Te la sei proprio andato a cercare da solo.
CERCARE LA QUADRATURA DI-CCERCHIO: Tentare un'impresa impossibile.
CHE SE' NA'O IN BARCA? Quando qualcuno lascia aperta la porta, invece che richiuderla prima di
lasciare una stanza.
CHE S'HA A IRE?: Letteralmente: andiamo via?
CHI BEN COMINCIA GL'È A METÀ DELL'OPERA: Proverbio usato per mettere in evidenza l'importanza
di iniziare sempre con impegno qualsiasi lavoro, onde avere maggiori probabilità di riuscita.
CHI DA NOIA AI CAN' CHE GIACE GL'HA QUALCOSA CHE 'UN GLI PIACE: Se dai noia a
qualcuno che se ne sta tranquillo è probabile che poi tu abbia cattive sorprese.
CHI L'HA 'N CULO SE LO TENGA: Chi è fregato... lo rimane.
CHI LA DURA LA VINCE: Sono parole di incoraggiamento che vengono rivolte a chi, di fronte agli
ostacoli, si sente sfiduciato di poter raggiungere la meta che si era prefissa.
CHI LASCIA LA STRADA VECCHIA PE' LA NOVA, SA QUEL CHE LASCIA, MA 'UN SA
QUELLO 'HE TROVA: Lasciare le vecchie abitudini per delle nuove può portare dei vantaggi ma
anche delle brutte sorprese.
CHI MUORE GIACE, CHI VIVE SI DA' PACE: Proverbio che si spiega da solo.
CHI 'UN RISICA E 'UN ROSICA: È un detto inteso a evidenziare che solo chi si impegna, anche
rischiando, può aspirare a ottenere qualcosa di veramente importante.
CHI PISCIA CONTRO VENTO, SI BAGNA LA 'AMICIA: Andando contro i luoghi comuni si hanno
fastidiose sorprese.
CHI PRIMO ARRIVA, PRIMO MACINA: Ripreso dalla vita contadina, oggigiorno indica che chi primo
arriva meglio gode.
E 49 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
CHI SI LODA, S'IMBRODA: Chi si fa i complimenti da solo finisce per fare una figuraccia.
CHI 'UN MI VOLE, UMMI MERITA: Chi non mi vuole bene non merita la mia compagnia.
CHI 'UM-PIANGE, 'UM-PUPPA: I lattanti quando hanno fame e vogliono mangiare piangono. Il detto viene
spesso citato per indicare che, insistendo nel chiedere qualcosa con ogni mezzo, si finisce per ottenerla.
CHI 'UN HA CERVELLO ABBIA GAMBE: Chi ha la testa fra le nuvole faticherà il doppio per rimediare
alle proprie distrazioni.
C'HA UN DENTE OGNI QUARTO D'ORA: Persona con i denti radi.
CI SI FA: Ce la facciamo, "Dai, che ci si fa!", Dai ancora uno sforzo che ce la facciamo; "È troppo pesante,
e un ci si fa a arzalla", È troppo pesa, non ce la facciamo ad alzarla.
CI SI: Formula di saluto, abbreviazione di "Ci si vede", "Ci si becca", "Ci si trova"...
CIUCCIATO DALLE STREGHE: Essere troppo magri. Anche "Secco rifinito" e "Allampanato".
CO' I' CHÉ?: Con che cosa? E normalmente si risponde: "Co' i' cazzo", ossia, Neanche morto.
COL CAVOLO: Mai. Neanche se mi ammazzi. Nella forma volgare: Col cazzo. Anche"Col cazzo", "Nei denti".
COL CAZZO: Mai. Neanche se mi ammazzi. Anche "Col cavolo", "Nei denti".
COMANDARE A BACCHETTA: Usare maniere autoritarie.
COME BERE UN 'OVO: Facilmente.
COME I' CACIO SUI MACCHERONI: A proposito, evento che si verifica improvvisamente e in modo
molto opportuno.
COME T'HO FATTO TI DÌSFO: "Come ti ho messo al mondo, ti ci tolgo", è un'espressione tipica
utilizzata dai genitori verso i figli quando questi non si comportano bene o non sono ubbidienti.
CONOSCERE COME LE PROPRIE TASCHE: Conoscere benissimo.
CONTARE COME I' DUE DI BRISCOLA: Non valere niente.
COSA FATTA CAPO HA: Dalla Divina Commedia (Inferno XXVIII, v.107 "'Capo ha cosa fatta"), stimolo
a finire presto e bene un lavoro.
D'ANDÀ' 'NDÓ?: Di andare dove? Normalmente si risponde in questo modo alla domanda: "S'ha a di'
danda'?", Si dice di andare via?
DA LUSTRASSI GL'OCCHI: Si dice di un panorama o una visuale bellissima.
DAI, PICCHIA E MENA: Modo di dire che indica l'insistenza di un'azione, "Dai, picchia e mena ce la feci
a appuntammi ai corso di noto", A forza di insistere sono riuscito a segnarmi al corso di nuoto.
DALLA PADELLA ALLA BRACE: Di male in peggio.
E 50 D
DA 'NZUPPO: Si dice di un ovo fritto ma non troppo, in modo che il tuorlo rimanga liquido per poterci
inzuppare il pane, "Si fa du' ova danzuppo?", Ci cuciniamo due uova per inzuppare il pane?
DARE 'ORDA: È un'espressione usata per indicare chi sollecita qualcuno ad esprimersi o a comportarsi
liberamente allo scopo d'indurlo a rivelare i propri segreti. Usato anche in negativo, "Te un gli da'
corda", Non dare occasione all'altro di giocarti brutti scherzi.
DA' DI BARTA: Ribaltare, capovolgersi, anche perdere la testa. "A preso la 'urva a tutto spiano e gl'ha da'o
di barta", A preso la curva molto velocemente e si è capovolto. "Ma te t'ha da'o di barta...", Hai proprio
perso la testa...
DA' DI BARTA I' CERVELLO: Andare fuori di testa, "Ma che ha visto che roba!? Ma gl'ha da'o di barta i'
cervello", Ma, hai visto anche tu? È proprio andato fuori di testa.
DA' I NUMERI: Farneticare, straparlare, dire cose a vanvera, "Ma che da' i' numeri?", Ma che dici, straparli!
DA' I' PANE A FETTE: Fare male, picchiare... "E te lo do io i' pane a fette!".
DA' I' BENSERVITO: Licenziare, mettere alla porta, escludere.
DA' L'AÌRE: Dare il via, far partire.
DA' LE PAPPE: Lasciare qualcuno praticamente a zero. Usato soprattutto in ambito sportivo.
DA' LE PASTE: Stravincere, stracciare gli altri concorrenti con tanto anticipo da avere il tempo di cuocere
una pastasciutta, "Vi si da' le paste", vinciamo con tanto vantaggio che poi abbiamo il tempo di cuocere la
pasta e darvela.
DARE UN COLPO AI CERCHIO E UNA ALLA BOTTE: Così si dice in riferimento a chi per
opportunismo non prende mai una posizione netta di fronte a due contendenti e da ragione un po'
all'uno e un po' all'altro.
DI BUZZO BONO: Di buona volontà, con impegno.
DI RIMPETTO: Davanti, di fronte.
DISSENNO DI POI SON' PIENE LE FOSSE: Pentirsi in ritardo non serve a nulla.
DIOHANE: Insulto generico utilizzato più o meno spesso per sfogare momenti di rabbia. Quelli che lo
ripetono spesso, ogni due o tre parole, più per vizio che per sfogo, prendono il nome di "Diohanini".
DISCUTERE DI SESSO DEGL'ANGELI: Perdere tempo discutendo di cose inutili.
DONNA CHE DIMENA L'ANCA SE PUTTANA UNNÈ POHO CI MANCA: Riferito al modo di
camminare di alcune femmine.
DORMIRE COM' UN GHIRO: Com'è noto, il ghiro è un piccolo mammifero che d'inverno cade in un
lungo sonno detto letargo. In riferimento a ciò è nato il proverbio suddetto riferito a chi ha l'abitudine
di dormire molto.
DORMIRE SUGLI ALLORI: Detto di chi si adagia e resta inoperoso.
DU' BOCCE: Le poppe, ossia il seno, "L'ha du' bocce che paiono la cupola di Domo", Ha i seni che
sembrano la cupola del Duomo.
E 51 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
È COME DA' LE PERLE A' MAIALI: Sprecare qualcosa di prezioso.
È MEGLIO AVÉ' PAURA CHE TOCCANNE: La ritirata è preferibile alla sconfitta.
E SI SCHIANTA: Fa veramente molto caldo.
È UN BAILAME: Una gran confusione.
ECCO FATTO I' BECCO ALL'OCA: Si dice alla fine di un lavoro impegnativo e ben fatto.
ENTRACCI COM' I' CA'OLO A MERENDA: È un detto che viene usato in riferimento a qualcosa che
è inopportuna, come il cavolo che non è cibo da merenda.
ESSE' L'ULTIMA ROTA DI-CCARRO: Essere membro di un gruppo nel quale non si gode di considerazione.
ESSE' AI SETTIMO CIELO: Essere molto felici.
ESSE' IN BOLLETTA: Essere senza soldi. Bolletta era la polizza del Monte di Pietà.
ESSE' ALLA FRUTTA: Con riferimento al pranzo, la frutta viene per ultima o quasi; per esteso, essere
arrivato alla fine, essere ridotto male. "Gl'e' proprio alla frutta".
ESSE' DI FORI COME UN TERRAZZO/BALCONE: Non capire una situazione, avere un comportamento
inadeguato ma anche essere ubriaco.
ESSE' DI MANIHE LARGHE: Proverbio inteso a evidenziare l'indulgenza non comune di comportamento
che qualcuno ha nei confronti degli altri.
ESSE' FRITTO: Quando ci si trova in una situazione senza via di scampo, "Gl'è bell' e fritto!", È spacciato!
ESSE' IMBASTITO MALE: Riferito a una persona dalla salute compromessa la cui guarigione appare
improbabile. L'espressione fa riferimento all'imbastitura dei vestiti la quale, se sbagliata, impedisce la
perfetta confezione dell'abito. Con questa espressione si intende talvolta anche il non essere rifinito:
non esserci tutto, mancare qualche rotella, fatto male in partenza. Esempio: "Te tu sei imbastito male,
da' retta a me".
ESSE' L'AGO DELLA BILANCIA: Essere determinante in una decisione.
ESSE' LA PIETRA DI PARAGONE: Termine di confronto o criterio di giudizio.
ESSE' LO SPECCHIO PER LE ALLODOLE: Per cacciare le allodole viene adoperato uno speciale congegno
a specchi che, illuminato dal sole, inganna gli uccelli attirandoli nella rete. In riferimento a ciò, il detto viene
usato per indicare tutto ciò che serve per ingannare gl'ingenui con lusinghe e prospettive allettanti.
ESSE' NELL'OCCHIO DI-CCICLONE: Essere in una situazione di grave pericolo.
ESSE' PEGGIO DI GIOVEDÌ/DI PREZZEMOLO: Essere sempre nel mezzo.
ESSE' PIENO COME UN OTRE/UNA BOTTE: L'otre è una pelle intera di animale, generalmente una
capra, usata per contenere liquidi. Il detto viene usato per indicare chi ha abusato nel mangiare o nel
bere, riempiendosi eccessivamente lo stomaco.
ESSE' PIÙ DURO DEI SAMMORESI: Gli abitanti di San Mauro a Signa hanno fama di essere zucconi.
E 52 D
ESSE' PIÙ TONDO DELL'O DI GIOTTO: Persona ottusa.
ESSE' PRESO DALLA PIENA: Persona che non comprende il senso delle cose. Con questo modo di dire
ci si riferisce a quando l'Arno trascina a valle qualsiasi cosa che incontri sul suo cammino.
ESSE' SENZA SUGO: Detto di persone, discorsi, libri, avvenimenti o fatti banali.
ESSE' SUONATO/RINTRONA'O COME LA 'APRA DEI POMPIERI: Essere rintronati, eccentrici,
abbastanza particolari.
ESSE' UN VOLTAGABBANA: Persona che cambia d'opinione per convenienza.
ESSE' UNA FRANA: Di chi non è capace di combinare nulla di buono.
ESSE' UNA MEZZA CARTUCCIA / SEGA: Le cartucce a carica ridotta, cioè a mezza carica di esplosivo,
preparate esclusivamente per le esercitazioni di tiro, producono un debole colpo quando vengono usate.
In riferimento a ciò, il detto viene usato per indicare una persona di piccola statura, ma soprattutto chi
vale molto poco, cioè che ha socialmente poca importanza. La versione con "mezza sega" indica la
stessa cosa ma con un linguaggio più triviale.
ESSE' UNA MOSCA BIANCA: Detto usato per indicare qualcuno o qualcosa che, nel suo genere, è una rarità.
ESSE' UNA SCHIAPPA: Persona incapace, inesperta, in un mestiere o sport.
ESSE'/ANDA' IN CIAMPANELLE: Stare male... "Non essere nei propri cenci".
ESSE'/FA' I' BEOTA: Essere o fare lo stupido.
ESSE'/FA' LA GATTA MORTA: Donna che giuoca d'astuzia con un uomo.
ESSE'/STA' CO' I'-CCULO PE' TERRA: Non avere soldi, non avere rispettabilità.
FA COME I' MOSCONDORO, CHE GIRA GIRA E POI 'ASCA SEMPRE NELLA MERDA: Quando un
gruppo o una persona non si decide per un posto, un ristorante, una spiaggia e rischia di finire in un postaccio.
FA CULAIA: Quando il tempo da sereno si rannuvola e volge alla pioggia.
FA DI QUESTO: Fa così; sempre accompagnato da un gesto della mano.
FA LA GATTA DI-MMASINO: In riferimento a una gatta che avrebbe chiuso gli occhi per non vedere i
topi, questo detto toscano viene riferito a chi ha l'abitudine, in certe circostanze, di lasciar correre, di
fare finta di non accorgersi di nulla per proprio tornaconto o per favorire gli altri.
FA' A SCARICA BARILI: Proverbio rivolto a chi, per giustificarsi di ciò che doveva fare e non ha fatto, ne
attribuisce ad altri la colpa adducendo inconsistenti pretesti.
FA' A TIRA E MOLLA: Così suole dirsi in riferimento a chi, in ogni circostanza, assume atteggiamenti
contraddittori rivelando così una deplorevole indecisione.
FA' DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO: Di origine contadina, significa raccogliere tutte le specie d'erbe in
un solo fascio senza distinguerle. In senso figurato rappresenta l'atteggiamento di chi riunisce tutti i suoi
oppositori indistintamente, "Fece di tutta l'erba un fascio e mandò tutti a cahare", Senza fare distinzioni,
mandò tutti a quel paese.
E 53 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
FA' FORCA: Saltare la scuola senza il permesso dei genitori.
FA' I FIHI: Fare lo schizzinoso con gesti e moine, fingere di non volere fare e rifiutare qualcosa, anche se
piace e interessa, per farsi pregare. Per estensione, fare lo schizzinoso. "Zia l'è sciocca la pasta! - Un
fa' tanti fi'i! Guarda, mangiala l'è proprio bona!", Zia la pasta è sciocca. Non fare lo schizzinoso. Guarda,
mangiala, è proprio buona.
FA' I GANO/GANZO/POTTONE: Fare il vanesio, lo spavaldo, esagerare nelle maniere. L'espressione è
nata con una trasmissione radiofonica regionale "Il grillo canterino", durante la quale l'attore Corrado
De Cristoforo dette vita, appunto, alla macchietta "Gano: i' duro di San Frediano".
FA' I GATTINI: Vomitare, rigettare.
FA' I' BASTIAN CONTRARIO: Chi contraddice continuamente, "Eh gl'è un bastian contrario di pe' ridere".
FA' I' BONO: Comportarsi bene. "Via su, fa' i' bono...", Via, dai, comportati bene.
FA' I' GIRO DELLE SETTE CHIESE: Andare da un posto a un altro o allungare incredibilmente una
strada che sarebbe potuta essere molto più breve. Fino a pochi anni fa, usava, il giorno avanti Pasqua,
fare la visita a sette sepolcri contenuti in sette differenti chiese. "Pe' arrivare s'è fatto i giro delle sette
chiese", Per arrivare qui abbiamo girato tantissimo.
FA' L'INDIANO: Fare finta di non capire.
FA' LA CIVETTA: Femmina che provoca l'attenzione degli uomini.
FA' LE BIZZE: Di qualcuno un po' permaloso e puntiglioso. Si dice anche dei bambini quando sono
inquieti, "Eh fa le bizze".
FA' LE ORE PICCOLE: Fare tardi.
FA' LE PICCHE: Far confondere. Normalmente utilizzato per i bambini, "Se tu seguiti a fa' le picche,
tunne buschi", Se continui a far arrabbiare, prendi uno sculaccione.
FA' LE VASCHE: Andare in su e in giù per una percorso, normalmente una strada.
FAR' FLANELLA: Inciuciare.
FAR' VENIR' I' LATTE ALLE GINOCCHIA: Persona stupida che annoia e dà fastidio.
FAR' VENIRE LA BARBA: Annoiare mortalmente.
FAR' LE NOZZE COI FICHI SECCHI: Voler fare le cose in grane senza avere le possibilità.
FA' A MICCINO: 1) Usare qualcosa con parsimonia, poco alla volta. "Fa' a miccino ce n'è poco!". 2)
Essere avari nel comprare qualcosa, "T'ha' fatto a miccino!".
FA' A PICCA: Fare a gara, competere vigorosamente. "Tra i' mi' figliolo e i' tuo e fann' a picca a chi gl'è più
sudicio!", Tra mio figlio e il tuo non saprei dire quale dei due è più sudicio.
FA BÒNO: Fare bene (alla salute). "Mangia un po' di frutta, la ti fa bono!", Mangia un po' di frutta che ti fa bene.
E 54 D
FA' COME I' LICA, CHE LO METTEVA NI CULO ALLA MOGLIE PE' SERBALLE LA FIHA: Quando
il gioco non vale la candela.
FA' I SALAMELECCHI: Proverbio riferito a chi ha la brutta abitudine di rivolgersi ad altri con un eccessivo,
ridicolo cerimoniale di saluti, gentilezze, adulazioni e inchini. Ci giunge dall'espressione della religione
islamica "Salam alait" che significa, la pace sopra di te.
FA' I' PELO E I' CONTROPELO: È un detto che ha lo stesso significato di "tagliare i panni addosso" e
sta ad indicare chi ha la brutta abitudine di denigrare, cioè di usare maldicenza spicciola e inesistente,
nei riguardi del merito e della reputazione altrui. È anche una forma di minaccia: "Ora gli fo i' pelo e i'
contropelo, così tullo vedi come si carma".
FACCI UN CROCIONE: Non si vuole più saperne di una persona, di un luogo o di qualcosa in generale,
"C'ho fatto un crocione e un ci torno più", Basta, non tornerò mai più in quel posto.
FARE UNA COSA DI PUNTO IN BIANCO: In alcune armi da fuoco, come il cannone, esiste un
congegno graduato, detto alzo, che permette di puntare il bersaglio con maggiore precisione. Lasciare
l'alzo a zero, cioè "in bianco" significherebbe sparare senza la necessaria preparazione dell'arma e
sciupare quindi i colpi. In riferimento a ciò, il proverbio viene usato per indicare chi prende decisioni
affrettate, prive cioè di quelle avvedutezze necessarie al raggiungimento dello scopo desiderato.
FARE UNO STRAPPO ALLA REGOLA: Proverbio usato per indicare chi, per qualsiasi ragione favorevole
a sé o ad altri, trasgredisce eccezionalmente un ordine o una consuetudine.
FASCIASSI LA TESTA PRIMA D'AVELLA ROTTA: Proverbio riferito a chi giudica sempre in modo
pessimistico gli eventi spiacevoli che gli accadono, anziché attendere possibili soluzioni favorevoli.
FINIRE A TARALLUCCI E VINO: Disputa che si risolve in modo amichevole.
FINIRE IN UNA BOLLA DI SAPONE: Detto usato per indicare qualcosa di breve durata oppure che si
risolve in un nulla di fatto.
FRA I DU' LITIGANTI I' TERZO GODE: Proverbio usato per rilevare che nelle contese fra due persone,
spesso chi più ne ricava è un estraneo alla vicenda.
FRITTA L'È BONA ANCHE UNA CIABATTA: Argomento gastronomico, qualsiasi cosa si frigga diventa
buona da mangiare.
FULMINE A CIEL SERENO: Notizia o avvenimento, normalmente nefasto, che avviene inaspettatamente.
FURBETTO DI QUARTIERE: Appellativo per individuo che si considera astuto ma che in realtà è ritenuto
gretto e provinciale o che crede di conoscere il mondo ma che in realtà non è mai andato più in là dei
limiti del suo quartiere.
GIOVANNI DALLE BANDE NERE: Detto di qualcuno che si propone missioni impossibili. Nato nel
1498, figlio di Giovanni dei Medici e di Caterina Riario Sforza, eccellente condottiero - fu visto dal
Machiavelli come l'uomo capace di unificare l'Italia - la sua figura è avvolta da un alone di leggenda che
ne ha spesso sottaciuto la ferocia. Ebbe il soprannome quando, alla morte del papa Medici, Leone X,
mutò da bianche a nere in segno di lutto le bande della sua insegna di capitano di ventura.
GIRA E RIFRULLA: Quando ci costa veramente tanto tempo e fatica riuscire a trovare qualcosa.
GNI FA COME I' CINCI A UNA VECCHIA: Si dice di qualcosa di nessuna efficacia.
E 55 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
GNI STIANTASSE I' CORE: Cioè gli venisse un infarto. È un comune accidente da inviare a qualcuno
che proprio non ci piace.
GNI VENISSE UN BENE: Utilizzato in senso pienamente ironico, visto che si augura un tumore.
GOBBA A LEVANTE, LUNA CALANTE, GOBBA A PONENTE, LUNA CRESCENTE: È un detto
tipicamente contadino. In agricoltura, infatti, è molto importante conoscere le fasi lunari, in modo particolare
quando la luna cresce o cala per scegliere il tempo più propizio per la semina e o altri lavori agresti.
GRANATA NOVA SPAZZA BENE LA CASA: Proverbio usato per evidenziare che all'inizio di un
lavoro tutti cercano di strafare per acquistare stima e benevolenza, ma poi spesso il comportamento
lascia alquanto a desiderare.
I PANNI SPORCHI SI LA'ANO IN CASA: Proverbio inteso a segnalare l'inopportunità di portare a
conoscenza di estranei tutto ciò che potrebbe esporci alle loro critiche ed anche a disonorarci.
I VECCHI ANDEREBBERO AMMAZZATI DA BAMBINI: Proverbio che riflette le difficoltà a volte
provocate dalle persone anziane ma anche l'evidenza che la vecchiaia, soprattutto se comparata con la
giovinezza, è proprio una brutta cosa.
I' BISOGNO FA TROTTA' LA VECCHIA: A necessità impellente anche chi non ha forza si muove.
I' DIAOLO FA LE PENTOLE MA NON I 'OPERCHI: Ogni cattiva azione prima o poi viene scoperta.
I' FINE GIUSTIFIHA I MEZZI: Così il Machiavelli giustifica, appunto, molti comportamenti magari non
moralmente corretti.
I' SANGUE UNNÈ ACQUA: Riferito a capacità o legami personali. L'acqua intesa come senza valore.
ICCHÈ C'È C'È: 1) Non fermarsi davanti a nessuno, "A me un me ne importa nulla, icché c'è c'è", Non
me ne importa nulla, ci sia quello ci sia. 2) Adattarsi a una circostanza, "Oh e si va, poi icché c'è c'è e ci
s'adatta", Noi andiamo, poi quello che troviamo troviamo, ci adatteremo.
ICCHE C'ENTRA I' CULO CON LE QUARANTORE? Quando qualcosa non ha proprio niente a che
vedere con un'altra. L´origine di questo modo di dire fiorentino è attribuita ad un incidente avvenuto
in una chiesa fiorentina, durante l´esposizione solenne del Santissimo Sacramento, pratica conosciuta
col nome di "Quarantore". Nella chiesa gremita di fedeli sembra che una donna, avvenente e formosa,
si sentisse toccare affettuosamente da qualcuno. Il colpevole cercò di spiegarle più con i gesti che
con le parole che l´aveva fatto senza malizia, a causa del pigia-pigia: "Sono le Quarantore!", bisbigliò
candidamente. Al che l´onesta popolana ribatté indignata ed a voce concitata: "Icché c´entra il culo con
le Quarantore". E dal suo punto di vista, non aveva torto!
ICCHÈ CI 'A CI 'OLE: Quel che ci va ci vuole.
ICCHÈ T'HAI I' LUCCIO D'ORO: Modo di dire scherzoso o irriverente per indicare qualcosa di valore.
Luccio è un'ipercorrezione di Lucco, cappa caratteristica degli antichi magistrati fiorentini riccamente
foderata che appunto indica un oggetto di gran valore.
ICCHÉ TU VO' DIRE? Che cosa vuoi dire?
I' LUPO PERDE I' PELO, MA NON I' VIZIO: È un proverbio che evidenzia che le persone possono
cambiare l'aspetto esteriore ma non quello interiore e che se una persona è cattiva, è probabile che
rimanga sempre uguale.
E 56 D
I' TROPPO STROPPIA: Quando la sovrabbondanza provoca danni o quando uno ne ha abbastanza di una
situazione o di una persona.
IN BOTTA: Andare in botta, essere ubriaco, essere di fuori, farsi di tutto un po'. "È in botta fissa", È sempre
briaco / È sempre fumato. "Dopo una sclerata vado in botta", Dopo una forte discussione mi perdo.
IN COLLO: In braccio, "Vieni in collo alla nonna", "Prendimi in collo".
IN CORPO C'È BUIO: Invito a non essere schizzinosi con il mangiare.
IN SOLDONI: In breve, in parole povere, in concreto.
IN VETTA AI POGGIO: In cima alla montagna.
INDÓ' TU VAI: Dove stai andando?, "Oh indo' tu vai? Sta bono via su...", Dove vai? Vuoi stare buono.
INDORÀ' LA PILLOLA: Questo detto vuole mettere in evidenza l'opportunità di usare discrezione per
comunicare a qualcuno cose spiacevoli al fine di renderle meno amare.
INGOIARE I' ROSPO: Così si dice di chi è costretto a tollerare qualcosa che gli è sgraditissima.
L'ACQUE 'HETE LE ROVINANO I PONTI: Così, in plurale. Invece di "L'acqua cheta rovina i ponti".
Lasciando intendere di non sottovalutare le (molte) persone silenziose, apparentemente tranquille, ma
che, nonostante tutto, danno l'impressione di essere scaltri e di sapere il fatto loro.
L'ACQUA DELLA 'ANNELLA: L'acqua del rubinetto, "Per favore, che mi da' un bicchie' d'acqua della 'annella?".
L'È LA LEGGE DI-MMENGA, CHI L'HA 'N CULO SE LO TENGA: Quando una legge o regola punisce
ingiustamente qualcuno.
L'È COSÌ: Per indicare l'evidenza di una cosa, magari neanche giusta, e l'impossibilità di cambiarla, "E un
c'è nulla da fare e l'è così", Non ci si può fare niente, le cose stanno così.
L'HA VOLU'A LA BICICLETTA? O' PEDALA! Detto come dileggio verso chi ha fatto delle scelte
azzardate, incaute o ardite e adesso ne deve sopportare le conseguenze.
LA NEVE MARZOLINA DURA DALLA SERA ALLA MATTINA: Proverbio che viene ricordato per indicare
che l'eventuale caduta della neve nel mese di marzo è di breve durata, essendo ormai prossima la primavera.
LA SERA LEONI E LA MATTINA 'OGLIONI: Quando dopo una nottata di bagordi ci si risveglia
rincoglioniti nel corpo e nella mente.
LA VITA L'È FATTA A SCALE, C'È CHI LE SCENDE E C'È CHI LE SALE: Il detto ricorda il perenne
alternarsi delle fortune e delle sfortune nella vita dell'uomo. Può anche essere riferito al susseguirsi delle
nascite e delle morti delle persone.
LASCIACCI LA MAMMA: Spendere troppo. "C'ha lasciao la mamma", Ha speso tantissimo.
L'È COME DILLA: Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. A volte succede che si fa presto a dire qualcosa
ma per realizzare quello che si sta pensando ci vuole molto di più.
LE'ATI DA TRE PASSI: Modo elegante per mandare al diavolo qualcuno.
E 57 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
LEGASSELA AI DITO: Così si dice per mettere in evidenza l'intenzione di non dimenticare un'offesa o
un torto ricevuto per vendicarsene poi al momento opportuno.
L'ERBA VOGLIO UN CRESCE NEPPURE NI GIARDINO DI-RRE: Così si dice per evidenziare che
non è possibile soddisfare tutti i nostri desideri.
LE'A E NON METTI, OGNI GRAN MONTE E GLI SCEMA: Riferito a questioni economiche, quando
si spende di più di quello che si guadagna.
LE'ASSI LA SETE COI PROSCIUTTO: Agire aumentando i propri problemi.
L'HA VISTO PIÙ SOFFITTI LEI D'UN IMBIANCHINO: Detto di donna che ha giaciuto in innumerevoli letti.
L'OCCASIONE FA L'OMO LADRO: Con questo detto si suole richiamare l'attenzione a non cedere alle
tentazioni illecite che le circostanze possono offrire.
L'OSPITE GL'È COME I' PESCE, DOPO TRE GIORNI E PUZZA: Proverbio col quale si suole definire
l'ospitalità che dura più del previsto e perciò può incominciare ad infastidire, limitando la libertà
dell'ospitante.
L'OVO DI 'OLOMBO: Per far rimanere un uovo in posizione verticale sopra un piano è sufficiente schiacciarne
leggermente la punta più arrotondata. Questa curiosa scoperta viene attribuita a Cristoforo Colombo
ed è forse in riferimento a tale aneddoto che il detto "l'uovo di Colombo" viene usato quando si vuole
evidenziare la possibilità di risolvere in modo semplice un problema apparentemente non risolvibile.
MA CHE TI LEI DA' I' CAZZO: Togliti di qui, vai via.
MA DI 'HE?!: Commento esasperato a frase inopportuna o anche risposta irritata a richiesta illegittima. Ha
lo stesso valore di "ma cosa dici?" o "toglietelo dalla testa". Si pronuncia anche "ma-ddi chene".
MA VA' A PIGLIALLO 'N CULO, VAI: Sinonimo di "Vaffanculo!" Il finale reiterarsi del "Vai" sottolinea
la forma irata in cui si pronuncia, rimarcando la voglia di mandare la persona in questione direttamente
e in modo celere in "quel posto".
MANCA POHO BOCCO: C'è mancato poco che cadessi.
MANCO PE' I' CAPO/CAZZO: Letteralmente "Nemmeno per la testa/il cazzo", indica la completa
assenza di volontà di compiere l'azione richiesta.
MANDA' A CARTE QUARANTOTTO: Mandare all'aria un affare quasi concluso.
MANGIA' LA POLVERE: Si dice di chi si trova in una posizione di svantaggio.
MANGIA' LA FOGLIA: Accorgersi di qualcosa prima che accada, "Gl'ha mangiato la foglia", Se n'è accorto.
ME NE LA'O LE MANI: Fregarsene di qualcosa.
MEGLIO AVÉ' PAURA CHE TOCCANNE / BUSCANNE: Meglio aver paura che prenderle. La
prudenza non è mai troppa.
MEGLIO CHE NULLA, MARITO VECCHIO: Dopo aver cercato di cambiare una cosa vecchia per un
nuova senza esserci riusciti.
MEGLIO PALAIA!: Espressione caratteristica lastrigiana con significato di cosa notevole.
E 58 D
MEGLIO SBAGLIARE CO' I' PROPRIO CERVELLO CHE FA' BENE CON QUELLO DELL'ARTRI:
Invito a imparare a prendere le proprie decisioni e assumerne le relative conseguenze.
MEGLIO UN MORTO IN CASA CHE UN PISANO ALL'USCIO: Proverbio Lucchese di origine
medievale. La Repubblica di Pisa, era solita attaccare e saccheggiare la lucchesia, per questo era meglio
avere un morto in casa che un guerriero Pisano alla porta. A questo, i Pisani sono soliti rispondere con
"Provare per credere!" oppure "Che Dio t'ascolti!".
MEGLIO UNA 'OSA FATTA CHE CENTO DA FARE: Meglio agire che perdere tempo tra mille dubbi
e progetti ambiziosi.
MENA' I' CAN' PE' L'AIA: Tergiversare senza concludere o senza arrivare al punto di una questione;
perdere tempo.
METTE' I' CARRO DAVANTI AI BOI: Proverbio riferito a chi, nell'intraprendere qualche attività,
anticipa inopportunamente qualcosa e non lavora cioè con un giusto ordine.
METTE' LO ZAMPINO: Intrufolarsi in una faccenda nella quale si è estranei.
METTERE I PUNTINI SULLE I: Atteggiamento scrupoloso ma anche voler definire con precisione una
faccenda o un affare.
METTISI DI BUZZO BONO: Impegnarsi a fondo nel fare qualcosa.
MORTO UN PAPA SI FA UN PAPA E UN CARDINALE: Nessuno è indispensabile e c'è sempre
qualcuno che ha da guadagnarci.
MURA' A SECCO: L'espressione non ha nulla a che vedere con l'edilizia o la carpenteria. Essa, infatti, si
riferisce al mangiare senza bere nulla, senza accompagnarlo con un bicchiere d'acqua o vino.
NE' DENTI: Mai. Neanche se mi ammazzi. Nella forma volgare: Col cazzo. Anche "Col cavolo", "Col cazzo".
NI-PPAESE DE' CIECHI, BEATO CHI C'HA UN OCCHIO SOLO: Dove non c'è niente, avere
qualcosa è come avere tantissimo.
NON È BELLO CIÒ CHE È BELLO MA QUELLO CHE MI PIACE: I gusti non si discutono.
O CHE N'HAI SEMPRE UNA: Di chi sta sempre facendo qualcosa o pensa sempre in fare qualcosa o
gliene capita sempre una nuova.
O COME TU TI SEI CONCIATO!?: Ti sei vestito proprio male/in modo assurdo.
O MANGIA' QUESTA MINESTRA O SALTA' DALLA FINESTRA: Dover scegliere fra due opzioni,
una peggiore dell'altra.
O UN GLI TIRO: Espressione di rabbia che indica la voglia di mettere le mani addosso a qualcuno.
OCCHIO PIO: 1) Occhio semichiuso a causa di un orzaiolo. Per estensione, occhio semichiuso o pesto
in generale, anche per stanchezza. "T'hai un po' l'occhio pio!", Sembri stanco. 2) Usato anche per
chiamare una persona leggermente orba o con qualche problema a un occhio. "Guarda, gl'ha l'occhio
pio", Guarda, ha un problema all'occhio.
OGNI 'OSA:Usato come sinonimo di Tutto, "C'hai già mangiato ogni cosa?", Accidenti, hai già mangiato tutto?
E 59 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
OGNI MESE FA LA LUNA, OGNI GIORNO SE NE IMPARA UNA: Quando si impara qualcosa in
modo inaspettato. Viene anche detto come consiglio.
OGNUNO L'HA LA SU' CROCE: Ognuno ha i suoi problemi. Riferendosi ovviamente alla croce di Gesù,
il fiorentino paragona le sue pene a quelle sofferte da Cristo.
O' CHE CE L'HA' SEMPRE INCIMA?: Frase che si dice a chi va frequentemente in bagno.
O' CHE TI LEI DI 'HI!: Vai via da qui, allontanati.
O' ICCHÉ TU-FFAI? Ma che cosa stai facendo?
O' NANNI: 1) Per chiamare genericamente e in modo affettuoso un bambino. "O' nanni, dimmi, icché
tu-vvoi te?", Dimmi, che cosa ti posso dare? 2) Per richiamare l'attenzione di qualcuno, "Oh nanni, ma
che ci sta' umpò fermo?", Ehi te, potresti stare un po' fermo?
O' NINI: 1) Sostantivo utilizzato per rivolgersi a qualcuno lamentandosi, "Oh nini, un ce la fo' miha", Senti,
aiutami perché proprio non ce la faccio da sola. 2) Sostantivo utilizzato per richiamare l'attenzione di
qualcuno. Normalmente utilizzato quando la persona in questione ci ha un po' stancato con i suoi modi
di dire o di fare, "Oh Nini, ma t'ha proprio rotto i 'oglioni", Ascolta, mi hai veramente stancato!
O' PE' QUALE MOTIVO: Perché?
O PE' VIA DI-CCHÈ: Per quale motivo, per quale ragione. Pronunciato anche "O' pe' via di-cchene".
PALLE D'ORO: Uomo fortunato.
PANE DI PRA'O, VIN DI POMINO, POTTA LUCCHESE E CINCI FIORENTINO: Detto volgare
che riassumerebbe "il meglio della Toscana".
PARARE I' PIATTO: Porgere il piatto per farsi dare da mangiare, "Para i' piatto", Porgimi il tuo piatto.
PARECCHIO, SPESSO E VOLENTIERI: Modo di dire che indica la conoscenza del ripetersi
frequentemente di un'azione o di un fatto. "M'è successo un'artra vorta d'esse' rimasto senza benzina
- A me mi sembra che a te ti succeda parecchio spesso e volentieri codesto di rimane' senza", Mi è
successo di essere rimasto senza benzina - Mi sembra che ti accade spesso di rimanere senza benzina.
PARLA COME TU MANGI!: Rivolto con ironia a chi vuol darsi tono facendo discorsi con parole altisonanti
e vuote.
PE' FORZA UN SI FA NEMMENO L'ACETO: Solo con la forza non si ottiene nulla di buono.
PE' I ROTTO DELLA CUFFIA: Detto di una persona che riesce a sottrarsi da un pericolo all'ultimo
PE' LA CANDELORA, CHE PIOVA O CHE GRAGNOLA DELL'INVERNO SEMO FORA, MA SE
PIOVE O TIRA VENTO NELL'INVERNO SIAMO DENTRO: La Candelora è il 2 febbraio (quindi
ancora pieno inverno) e la gragnola è la grandine, quindi un proverbio metereologico che ci aiuta a
capire se l'inverno è già finito oppure ancora no.
PE' LE CALENDE GRE'HE: Rimandare a un tempo indefinitivamente lontano. Lo storico latino Svetonio
riferisce che l'imperatore Augusto pronunciava sempre queste parole riferendosi a coloro che non
pagavano i tributi dovuti. È noto infatti che i Greci non avevano le Calende nel calendario, perciò quella
espressione di Augusto viene adesso ripetuta da chi sa di non potere ottenere ciò che gli è dovuto da
altri, oppure di non poter raggiungere lo scopo prefissato in tempi ragionevoli.
E 60 D
PE' UN PUNTO MARTIN PERSE LA 'APPA: Un aneddoto racconta che il Monaco Martino non divenne
priore perché scrisse sulla porta del convento la frase : "Porta patens esto nulli claudatur honesto" ,
mettendo un punto dopo la parola nulli. Il significato divenne: "La porta non si apra per nessuno. Si
chiuda per l'uomo onesto" invece di " Stia aperta la porta , non si chiuda a nessun uomo". Praticamente,
per una piccola disattenzione si rischia di perdere un grande affare.
PE' SAN SEBASTIANO UN'ORA ABBIAMO: Il 20 gennaio, giorno di San Sebastiano, le giornate sono
già allungate di un'ora.
PÈRDE' LA TRAMONTANA: Prima dell'invenzione della bussola, i naviganti chiamavano tramontana la
stella polare. Quando essa non era visibile a causa del cielo nuvoloso, l'orientamento era impossibile.
Forse è in relazione a ciò che il detto citato viene riferito a chi non sa cosa fare o come comportarsi.
PÈRDE' LE STAFFE: Le staffe sono gli arnesi di metallo sui quali i cavalieri poggiano i piedi per poter
cavalcare. In riferimento a ciò, il detto è usato per indicare qualcuno che, avendo perduto il controllo
di sé, si abbandona alla collera.
PERETOLA, BROZZI E CAMPI È LA PEGGIO GENIA CHE CRISTO STAMPI: Questi paesi avevano
un tempo una sgradevole fama. Curcio Malaparte scrive che i pratesi avevano paura a passare per Campi
di notte, come dire che la gente di quei paesi non era troppo raccomandabile o da prendere in esempio.
PIANTÀ' BARACCA E BURATTINI: Proverbio col quale viene indicato chi è stanco di sopportare una
situazione scomoda in cui è venuto a trovarsi e decide di abbandonare ogni cosa.
PIOVE SU' I' BAGNATO: Le disgrazie non vengono mai sole.
PIOVE, GOVERNO LADRO!: Riferito a quando il Granduca di Toscana mise la tassa sul sale. La pesa
veniva effettuata sempre nei giorni di pioggia e il sale pesa di più quando è bagnato...
POCHI, MALEDETTI E SUBITO: Riferito ai soldi. Meglio pochi adesso che molti ma in futuro.
PREDI'A BENE E RAZZOLA MALE: Di solito riferito a politici, ai preti, e predicatori in genere ma anche
alle persone comuni che dicono di comportarsi in un modo mentre di nascosto fanno il contrario.
PRENDE' CON LE MOLLE: In questo modo vengono definite le persone cattive e perciò difficili da
trattare, oppure qualcosa che richiede, nell'affrontarla, particolare precauzione.
PRENDE' I' BOCCON' DI-PPRETE: Prendere la parte migliore, normalmente riferito al culo del pollo arrosto.
PRÈNDE' LUCCIOLE PE' LANTERNE: Sbagliarsi clamorosamente.
PRÈNDE' PE' I' BA'ERO: Prendere in giro.
PRENDERE IN CASTAGNA: Cogliere qualcuno in errore.
PRENDERE UN GRANCHIO: Sbagliarsi.
PRENDERE UNA BUFALA: Prendere una frode, un raggiro.
QUANDE MONTE MORELLO C'HA I'-CCAPPELLO,
FIORENTINO PIGLIA L'OMBRELLO: Detto di sapore
meteorologico. Di solito le nuvole sui monti a nord di Firenze
preannunciano pioggia in città e nella piana.
E 61 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
QUANDE 'UN C'È I' GATTO, I TOPI BALLANO: Proverbio riferito a qualcuno che, nell'assenza di chi
lo comanda, ne approfitta per fare il proprio comodo.
QUAND'I LLEONE PISCIA 'N ARNO, L'È ACQUA!: È come fare una
previsione del tempo. Il Leone in questo caso è la banderuola posta sulla
torre di Palazzo Vecchio, quella che indica la direzione del vento. Quindi:
quando il leone piscia in Arno, cioè è rivolto frontalmente al fiume, le
condizioni meteorologiche sono tali da poter prevedere che pioverà, in
quanto soffia vento di tempesta.
RACCONTA' PE' FILO E PE' SEGNO: Detto riferito a chi ha l'abilità di saper
riferire fedelmente tutto ciò che sa di un dato avvenimento o di un fatto
avvenuto, non tralasciando una riga (filo) o una parola (segno).
REGALA MORÌ: Nessuno regala mai niente per niente, sempre pretende
qualcosa indietro.
RENDE' PAN' PE' FOHACCIA: Espressione riferita a chi ricambia con
asprezza ancora maggiore una offesa o un danno ricevuto.
RESTARE COL'AMARO IM-BOCCA: Detto riferito a chi, giunto al punto di ottenere ciò che desiderava
ardentemente, vede invece svanire l'occasione propizia a causa del sopraggiungere di un imprevisto.
RIDI, RIDI CHE LA MAMMA HA FATTO 'LI GNOCCHI: Rallegrarsi stupidamente per le avversità
del prossimo.
ROBA DA CHIODI: Si dice di fatti incredibili.
ROMPE' L'ANIMA: Seccare, dare fastidio. "M'ha bell'e-rrotto l'anima", Mi ha veramente stancato.
ROSSO DI SERA, BEL TEMPO SI SPERA: Un proverbio molto noto e di tradizione contadina,
riferendosi al rosso naturale e non a quello del crepuscolo o dell'alba.
S'ANDA' BENE DI PE' I'-RRIDERE: Frase usata in maniera ironica quando le cose non vanno per il
verso giusto. "M'hanno fatto la multa anche stamattina... eh s'anda' bene di pe' i'-rridere!", Mi hanno
fatto la multa anche questa mattina... È iniziata proprio bene la giornata.
S'HA A DI' DANDA'?: Letteralmente, si dice di andare via? Domanda alla quale frequentemente si
risponde con "D'anda' 'ndo'?", Di andare dove? E ancora, "D'andà `ndo tu-vvoi!", Di andare dove vuoi!
SALTA' DI PALO IN FRASCA: Così viene definito il comportamento di chi, parlando, passa da un
argomento ad un altro senza un nesso logico e facendo molta confusione.
SALVA' CAPRA E CA'OLI: Una favoletta racconta che un contadino doveva guadare un fiume portando
appresso un lupo, una capra e un mazzo di cavoli. Non potendo trasportare più di una cosa per volta,
riuscì tuttavia a portare tutto all'altra sponda evitando che il lupo mangiasse la capra e che la capra
mangiasse i cavoli. Il detto che trae origine da questa favola è riferito a chi, con scaltrezza, riesce a
risolvere un problema difficile senza danno per nessuno. Sapete come ha fatto il contadino? il tutto è
semplice basta pensare un pochino...
SCHERZI DAVVERO!: Esclamazione, scherzi?!, "Ma che scherzi davvero?". Si aggiunge il "davvero" per
dare ancora più enfasi nel momento della pronuncia.
SCOPRIRE GLI ALTARINI: Scoprire i segreti altrui.
E 62 D
SCOPRIRE L'ACQUA 'ARDA: Fare o dire qualcosa di assolutamente ovvio. "V'en via, t'ha scoperto
l'acqua carda", Quello che hai detto è assolutamente ovvio.
SE FOSSI NE' MI' CENCI!: Richiamo di colui che parla alle proprie condizioni di gioventù.
SE UNNÈ ZUPPA L'È PAN BAGNATO: Ossia la stessa identica cosa.
SECCO RIFINI'O: Essere troppo magri. Anche "Ciuccia' dalle streghe" e "Allampanato".
SEGGIOLA'EVI CHE POI SI STRIPPA: "Mettetevi a sedere che poi si mangia la trippa, le budella".
SENZA LILLERI UN SI LALLERA: Senza i soldi non si fa niente.
SI FA COME QUELLO CHE SI TAGLIÒ I' CINCI PE' FA' DISPETTO ALLA MOGLIE: Vendicarsi in
modo da danneggiare paradossalmente più se stessi della vittima.
SI TIRA INNANZI: Si va avanti. "Come va? Come la si sente oggi? - Bah, si tira innanzi", Come sta? Come
si sente oggi? Si va avanti.
SIENA DI TRE COSE È PIENA: TORRI, CAMPANE E FIGLI DI PUTTANE: Evidentemente la rivalità
tra le città toscane era enorme.
SORTI DI FRA I' 'OGLIONI: Via di qui!
SPACCA' I' CAPELLO IN QUATTRO: Indica un eccesso di pignoleria.
SPEZZARE UNA LANCIA: Argomentare a favore di qualcuno.
STARE IN FILO: Espressione per dire, ora vedrai quello che ti succede, "Ora tu sta' 'n filo". Anche Stare lustri..
STARE LUSTRI: Espressione per dire, ora vedrai quello che ti succede, "Ora tu sta' lustro". Essere fregati,
sistemati, nei guai... Se si sfrega un oggetto metallico diventa lustro, lucido, stare lustri cioè esser fregati.
Anche Stare in filo.
T'HAI PISCIATO FORI DA I' VASO: Utilizzato per avvisare che chi ha utilizzato il bagno lo ha fatto in
modo non igienico. Normalmente impiegato con gli uomini per ovvi motivi.
TAGLIA' LA TESTA AI-TTORO: Proverbio usato per indicare la capacità di risolvere energicamente e in
modo definitivo una questione.
TARPA' L'ALI: Frustrare le ambizioni.
TI PIGLIASSE UN CÓRPO: Tipo di accidente che si augura a qualcuno al quale non vogliamo bene! È la
versione corta, se così si può dire, di "Ti pigliasse un córpo al cuore", cioè, un infarto.
TIRA DI PIÙ UN PELO DI FIHA CHE UN CARRO DI BOVI: S'ironizza
sulla potenza attrattiva del sesso femminile.
TIRARE I REMI IN BARCA: Smettere di partecipare a un'impresa.
TIRASSI LA ZAPPA SU' PIEDI: Procurarsi un danno da soli.
TIRATI SU LE CIOCCE: Espressione impiegata per dire che qualcuno non
ha durato troppa fatica per fare qualcosa.
E 63 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
TOMÀE: La tua mamma. "In do' l'è tomae?" Dov'è la tua mamma?
TOPÀE: Il tuo babbo. "In do' gl'è topae?" Dov'è il tuo babbo?
TORNÀ' DI 'ASA: Cambiare casa, traslocare.
TRA NINNOLI E NANNOLI: Tra una cosa e un'altra. "Perdersi tra ninnoli e nannoli".
TRE BALLETI: In un momento, in un attimo, "Codesto si fa in tre balletti", Si risolve in un momento.
TRATTARE QUALCUNO COM'UN PELLAIO: Fare una sfuriata,
mettere in cattiva luce qualcuno.
TRE VORTE BONO VOL DI' BISCHERO: Essere troppo buoni da
l'impressione di non essere molto furbi.
TROMBA' I' VINO: È un'operazione che si realizza quando una
bottiglia di vino ha della fondata. Con una cannuccia curva, che si
mette nel collo della bottiglia, si procede a far uscire aria senza
far gorgogliare il vino.
TROVA' I' PELO NELL'OVO: Per eccesso di pignoleria trovare
difetti ovunque.
TUNNE TOCCHI!: Letteralmente, ora le prendi. Usato in
maggioranza dai genitori verso i figli capricciosi.
TU SE' STA'O BENE E T'HA' SPESO POHO: Modo di dire: "Sei
stato bene e hai speso poco". Usato in maniera ironica, quando
una persona viene coinvolta in una conversazione e riceve dei
commenti negativi senza nemmeno aver aperto bocca o quasi.
TU SE' DA SPECOLA: Riferito ad una persona, significa più o meno considerarla un esemplare più unico che raro.
TU PASSI DA BUSCHETO: Espressione usata dai genitori, dai nonni o anche zii per avvisare il bambino
in questione che se continua a comportarsi male prenderà qualche sculaccione.
TUMM'HAI BELLE DIVERTITO/STUFATO: Mi hai veramente stancato.
'UN A'É' NÉ CAPO NÉ CODA: Si dice di una frase o di un discorso che non hanno né un inizio né una fine.
'UN A'É' PELI SULLA LINGUA: Non farsi riguardi nel dire le cose
per brutte che siano o per gli scontri che possono provocare.
'UN A'É' VOCE IN CAPITOLO: Il Capitolo, inteso come assemblea
collegiale dei preti, discute e decide con autorità sui problemi da
risolvere nell'ambito della propria circoscrizione ecclesiastica. È
forse da ciò che è derivato il detto, per indicare chi non ha nessun
potere decisionale nelle assemblee o in altre circostanze.
E 64 D
'UN A'É' NÉ ARTE NÉ PARTE: Non conoscere nessun mestiere.
'UN CAPIRE UN'ACCA: Nell' alfabeto italiano, dove occupa l'ottavo
posto, l'acca da sola non ha suono e perciò nessun valore. Da ciò è
derivato il proverbio usato per indicare chi non ha sufficiente capacità
di apprendimento.
'UN CI PIO'E SOPRA: Affare o fatto assolutamente certo.
'UN DESTA' I CAN' CHE DORME: Fare le cose senza che nessuno se ne
accorga in modo tale che nessuno t'impedisca di portarle a termine.
'UN ESSE' NÉ CARNE NÉ PESCE: Di solito usata in senso negativo, si riferisce a oggetti o persone che
non appartengono a nessuna categoria.
'UN FARE UN PASTO A GARBO: Mangiare poco e male, "E l'è tre giorni che un fo un pasto a garbo",
Sono tre giorni che non riesco a mangiare per bene.
'UN GLI LEGA NEMMENO LE SCARPE: È un'espressione che viene usata per indicare che una persona,
oppure qualcosa, risultano inferiori nei confronti di un'altra.
'UN M'È RIMASTO NEMMEN' GL'OCCHI PE' PIANGERE: Detto da qualcuno che ha perso tutto, in
disgrazia economica.
'UN SAPE' CHE PESCI PRENDERE: È un proverbio usato per evidenziare l'esitazione mostrata da
qualcuno nel decidersi in una particolare circostanza.
'UN SE NE POLE PIÙ: Ne abbiamo veramente abbastanza.
'UN TROVA' L'ACQUA IN ARNO: Non essere capaci di fare o trovare niente neanche lo cose più ovvie
o evidenti, "Va' 'ia, va' 'ia, un tu tro'i nemmeno l'acqua in Arno quande l'è in piena", Guarda, lascia stare
perché non sei neanche capace di trovare l'acqua nell'Arno quando è in piena.
'UN TU REGGI NEMMENO I' SEMOLINO: Persona che non è
assolutamente capace di tenere per sé quello che gli è stato raccontato
in confidenza. Non ha una connotazione negativa, più che altro ironica.
UNA MANO LAVA L'ALTRA: È un detto che più spesso viene completato
dicendo "una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso", e sta a significare
i vantaggi che le persone possono avere aiutandosi vicendevolmente.
UNA RONDINE LA 'UN FA PRIMAVERA: Proverbio inteso a
evidenziare che l'insolito apparire di una rondine in cielo assai prima
dell'inizio della buona stagione non deve far credere che sia arrivata
sicuramente la primavera. Tale proverbio può essere riferito anche al
miglioramento troppo improvviso di una situazione che richiederebbe
invece ulteriore tempo per essere sicuramente risolta.
UNNÈ I' BERE MA I' RIBERE: Detto tipico di chi ha bevuto e ne paga le
conseguenze il giorno dopo, "E unné sta'o i' bere che m'ha fregato ma
i' ribere", Non sto male perché ho bevuto ma perché ho ribevuto.
ULLI ULLI, CHI GLI FA SE LI TRASTULLI: Riferito ai figli, che ognuno pensi e si occupi dei suoi.
E 65 D
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
Vohabolario del Vernaholo Fiorentino e del Dialetto Toscano di ieri e di oggi
VECCHIO BAHUCCO: Definizione scherzosa di persona anziana alla quale siamo legati, ma anche offesa
verso persona non più giovane che non capirebbe più nulla. Deformazione popolare del nome del
profeta Abacuc. La statua, opera di Donatello, orna il campanile di Santa Maria dal Fiore in Firenze e fu
soprannominata dai fiorentini "Lo Zuccone".
VENTO DI FESSURA, VENTO DI SEPOLTURA: Nel senso che gli spifferi a volte possono essere letali.
VOLECCI LE BINDE: Con grande sforzo e tempo. Da binda, argano [dal tedesco antico 'winde', argano].
VOTARE I' SACCO: Così suol dirsi in riferimento al comportamento di chi, dopo essersi rifiutato ostinatamente
di parlare di un fatto accaduto del quale è a conoscenza, finisce poi col dire tutto ciò che sa