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pier cesare baretti

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SauroN

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Nov 16, 2005, 12:39:36 PM11/16/05
to
da goal.com

Amarcord viola: La Fiorentina di Pier Cesare Baretti

Venti anni fa la sciagura aerea in cui perì l'allora presidente della
Fiorentina. In esclusiva a Goal.com parla il figlio Alessandro, giornalista
sportiva.
Sono passati quasi vent'anni dalla sciagura aerea che portò via al calcio la
figura prestigiosa di Pier Cesare Baretti che, dopo essere stato direttore
del Tuttosport e della Lega, accettò l'incarico di presidente della
Fiorentina ai tempi nemmeno troppo felici dei Pontello. Il suo periodo
coincise con una buona Fiorentina e portò in viola anche alcuni campioni
eccellenti, in primis Roberto Baggio, per poi arrivare a Carlos Dunga.

Pier Cesare ha lasciato ai posteri il figlio Alessandro, oggi ventinovenne,
giornalista sportivo, che per ragioni professionali non si vuole
identificare come tifoso, ma non nasconde la simpatia per la Fiorentina,
avendo vissuto in prima persona, da bambino, certi momenti importanti della
squadra viola "Devo essere obiettivo per via del mio mestiere, mio padre ad
esempio non ha mai voluto esprimere una sua simpatia calcistica. Tifo per la
squadra che ho messo su con alcuni amici a Torino, dove sono nato e vivo,
che si chiama Las Terzeras, puro nome di fantasia, che ho iscritto nei
tornei amatoriali. Diciamo che mantengo però una certa simpatia per la
Viola" confessa Alessandro.

Non gli si può negare però una certa emozione quando arriva il momento di
parlare di Baggio. "Ad essere sinceri quando lo sentii nominare per la prima
volta, all'epoca giocavo ancora con le figurine, pensai che non sarebbe mai
diventato famoso, invece. In un'amichevole estiva contro il Bolzano il
Codino segnò un gol bellissimo su punizione e sentii mio padre esclamare -
questo qui è un piccolo Zico -. Lì capii che era davvero un campione".

Hai altri ricordi di Roberto? "Di lui mi vengono in mente i gol che vidi, ad
esempio un 1-2 alla Juve qui a Torino, con la sua rete vittoria. In una
partita di Uefa contro l'Atletico di Madrid Baggio segnò il rigore decisivo
dopo i tempi supplementari e qualificò così la Fiorentina".

Oltre al Codino ti vengono in mente altri giocatori? "Pruzzo ad esempio,
dopo tanti anni in cui giocò nella Roma passò alla Fiorentina e segnò una
rete ai giallorossi durante uno spareggio per andare in Uefa. Resta
indimenticabile Dunga, che mio padre volle proprio a Firenze. Un giocatore
caparbio che era micidiale nelle punizioni. Oltre a questi mi ricordo di
Ramon Diaz, Alberto Di Chiara, lo svedese Glenn Hysen per fare qualche nome".

Antognoni? "L'ho solo sfiorato perché poi andò a chiudere la carriera nel
Losanna in Svizzera. Conservo ancora una tuta che era stata creata apposta
per lui, a numero limitato. La tengo gelosamente".

Ci sono altri personaggi del mondo viola che ricordi con affetto?
"Bersellini, uno degli allenatori dell'epoca. L'ho sentito ancora anni dopo
la scomparsa di mio padre, ora l'ho perso di vista. La persona con cui sono
in contatto da sempre è Raffaele Righetti, saranno quarant'anni che è alla
Fiorentina ed è uno dei pochi rimasti anche con Della Valle. Ero molto amico
dei suoi due figli, Duccio e Milo, spesso giocavo a casa loro. Alcuni anni
dopo la tragedia ritrovai tra le cose di mio padre una lettera bellissima di
Righetti, in cui annotava tanti ricordi e l'ammirazione che aveva di lui.
Quella lettera la conservo tra le mie cose più care".

Oltre a Righetti? "Un'altra persona meravigliosa che era praticamente l'ombra
di mio padre fu Fernando Cellai, ispettore di Lega, il quale lo accompagnava
dappertutto. Ogni tanto ci vediamo ancora".

Come passavi le giornate a Firenze? "Spesso mi rifugiavo nella sede di
Piazza Savonarola dove mi divertivo a guardare le videocassette che mio
padre si faceva arrivare per conoscere nuovi giocatori. Aveva visionato
Romario, che non fu preso per via della sua testa matta e incredibile, ma
vero, c'era anche Marco Van Basten nei suoi piani, ma costava troppo. Mio
padre all'epoca era già molto attento ai costi perché s'era reso conto che
il calcio stava prendendo una brutta piega. Ad esempio rimase sbalordito
quando seppe che Maurizio Iorio guadagnava un miliardo delle vecchie lire".

Da giornalista ed esperto di calcio, che giudizio ti stai facendo della
Fiorentina di Prandelli? "E' una buona squadra che però necessità di una
valida alternativa a centrocampo. Donadel ha una buona interdizione di
gioco, ma non è adatto a costruire il gioco. Ci vorrebbe uno come Gerrard,
perché no Ledesma, anche se poi dovrebbe essere sacrificato qualcuno sulla
fascia. C'è da tenere d'occhio Montolivo, che potrebbe giostrare alla Pirlo,
magari spostando più indietro Fiore".

Alessandro ha un sogno nel cassetto "Mi piacerebbe incontrare Baggio, non l'ho
mai cercato prima perché era troppo impegnato con la sua carriera. Ammetto
che trovarmi al suo cospetto mi dava quasi un senso di suggestione, però
adesso che è più libero mi piacerebbe andare a cena con lui per farmi
raccontare tante cose. Mio padre considerava Roby quasi un figlio e avevano
in comune la passione per la caccia".

Marina Beccuti


Valter Polo

unread,
Nov 16, 2005, 2:30:50 PM11/16/05
to
Quanti ricordi................
--
Valter Polo

Pak Doo Ik

unread,
Nov 16, 2005, 2:38:53 PM11/16/05
to

"Valter Polo" <v.p...@WCGMERDAiscf.info> ha scritto nel messaggio
news:v62nn1lo5vc39eu9m...@4ax.com...

> Quanti ricordi................
> --
> Valter Polo

Un ottimo presidente. I Pontello presero Allodi a suo tempo, poi lui voleva
Rummenigge e invece i Pontello gli presero Socrates, così se ne andò. Dopo
qualche tronata capirono che era meglio che di calcio se ne occupasse
qualcuno che se ne intendeva e misero Baretti alla presidenza. Purtroppo
l'incidente, oltre che tragico perchè un uomo di valore perse la vita, ci
portò via l'opportunità di vedere nel tempo i frutti del suo lavoro.


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