Adesso la questione si complica. Personalmente, che i migliori atleti
siano neri mi pare una cosa lampante. Parlando di basket si puo'
parlare di ragioni culturali quanto si vuole, ma mi vengono in mente
almeno 10 giocatori neri piu' esplosivi di QUALUNQUE bianco, e la cosa
direi che va ricondotta a ragioni genetiche. Tuttavia mi chiedo come
possa impostare la cosa per darci un aspetto il piu' scientifico
possibile, per poter portare argomenti all'altezza di quelli che mi
sono stati proposti.
--
Ryoga Hibiki (Marco Fracasso)
icq: #132215537 mail: ryogahibiki(at)tin.it
Arrakis Fedaykin GM, ISPA FantaNBA league 2001/2002 Champion
Discepolo di Jerry Krause B,SVAODNEVCUQQOOPJVE
"Ryoga Hibiki" <no...@fake.it> ha scritto nel messaggio
news:alkkjl...@ryoga.hibiki.it...
> La mia tesi era che, in media, un ragazzo di colore ha doti atletiche
> piu' accentuate (in particolare esplosivita', coordinazione, rapidita'
> di piedi) del collega caucasico, e la cosa diventa via via piu'
> visibile per gente molto alta.
Ryoga Hibiki <no...@fake.it> wrote in message alkkjl...@ryoga.hibiki.it...
> la questione e' nata in una mia discussione con un ragazzo canadese.
> discutendo delle ragioni dell'egemonia americana, tra le varie cause
> (oltre all'essere 250 milioni) citavo la larga presenza di
> afro-americani.
> La mia tesi era che, in media, un ragazzo di colore ha doti atletiche
> piu' accentuate (in particolare esplosivita', coordinazione, rapidita'
> di piedi) del collega caucasico, e la cosa diventa via via piu'
> visibile per gente molto alta.
Vero.
> Il tipo pero' mi risponde citando una marea di studi in cui si mostra
> come non esista, geneticamente, una razza nera,
Vero. L'homo sapiens e' una razza unica. E comunque, a livello di corredo
genetico, quelli che chiamiamo "neri" sono molto piu' vicini a noi
(bolognesi, trevigiani, senesi) che ai
Maori, tanto per dire.
I sardi sono invece vicini geograficamente (sempre a bolognesi, trevigiani,
senesi) ma piuttosto distanti geneticamente.
Parliamo sempre di differenze minime, eh!
(cut)
> Adesso la questione si complica. Personalmente, che i migliori atleti
> siano neri mi pare una cosa lampante. Parlando di basket si puo'
> parlare di ragioni culturali quanto si vuole, ma mi vengono in mente
> almeno 10 giocatori neri piu' esplosivi di QUALUNQUE bianco, e la cosa
> direi che va ricondotta a ragioni genetiche. Tuttavia mi chiedo come
> possa impostare la cosa per darci un aspetto il piu' scientifico
> possibile, per poter portare argomenti all'altezza di quelli che mi
> sono stati proposti.
A livello scientifico "rigoroso" non ti posso aiutare.
A livello divulgativo, la questione e' semplice.
I caratteri che noi consideriamo caratteristici della c.d. razza "nera" (che
non esiste!), naso largo, carnagione scura, varie caratteristiche fisiche
(tra cui l'esplosivita' a rimbalzo!), non sono fattori geneticamente
"importanti", a livello genetico contano zero, probabilmente non sono
neppure percettibili.
Si tratta di adattamenti all'ambiente in cui certe popolazioni si sono
trovate a vivere.
Le differenze genetiche "vere", in realta', sono solo in minima parte
percepibili ad occhio.
Come detto, i sardi sono molto diversi da noi "continentali", ma sono in
tutto identici a noi alla vista. Lasciamo stare l'altezza: a parte il fatto
che molti sardi sono alti, e' un altro di quei fattori che non "identifica"
un gruppo.
Chiedo scusa per le numerose imprecisioni ai genetisti all'ascolto.
Ciao
Edoardo
Si'. Per qualche oscuro motivo in acqua serve una certa percentuale di
grasso e "loro" (gente di pelle scura che come scrivo nell'altro post fanno
parte della nostra stessa "razza", l'homo sapiens) stanno di solito sotto
quella soglia.
Il che e' un vantaggio nel basket, non nel nuoto.
Ciao
Edoardo
> C'è un particolare che spesso in pochi notano ma che in questi casi
> evidenzio spesso: quanti nuotatori di colore competitivi avete mai visto in
> una gara olimpica? E ai mondiali?
> Su queste domande ho sempre trovato difficoltà a rispondere.
> Evidentemente esiste un motivo che giustifica una assenza di atleti di
> colore dalle vasche mondiali, e credo sia dovuto ad una differente struttura
> fisica di base.
> Stammi benone
> M.G.
non credo sia così (per il nuoto). la premessa è che il nuoto è uno sport
decisamente costoso (molto più di altri, per il costo dei corsi e della pratica;
parlo per esperienza personale, avendo fatto nuoto agonistico per anni - i miei
amici che praticavano altri sport sopportavano costi molto minori), che comporta
per di più (se fatto a livello agonistico) un certo isolamento del praticante
(non è uno sport di squadra; da ragazzini conta) ed una prospettiva economica
infima (salvo casi eccezionali).
in africa non esistono piscine, nel senso di impianti sportivi appositamente
predisposti per l'allenamento, e a quel che so io là i pochissimi (ricordate
quell'unico nuotatore credo angolano, alle ultime olimpiadi, che è arrivato
ultimissimo in una batteria ed è stato festeggiato come un eroe perchè aveva
comunque coperto la distanza? fu una scena fantastica) si allenano in mare (che
atleticamente parlando è tutto un altro sport, credetemi). in altri luoghi
(caraibici et similia) il discorso è più o meno identico, visto anche il
contesto socioeconomico dei suddetti luoghi; mentre negli stati uniti,
nonostante il fatto che il livello economico di una parte (ristretta) della
popolazione nera sia migliore, secondo me ha influenza il dato sociologico per
cui il nuoto è comunque sentito come uno sport da borghesia tipicamente bianca.
forse le cose cambieranno, in futuro; ma ora come ora secondo me è molto più
facile che i neri continuino ad affermarsi in altri sport, diversi per
caratteristiche e praticabilità.
ciao
Vv
Io sono certissimo di aver letto che il problema dipende dalla percentuale
di grasso presente nell'organismo, che *deve* essere compresa tra tot e
tot+qualcosa, e in quella fascia c'e' piu' gente di carnagione pallida. Poi
magari e' una fandonia, ma in uno sport che si gioca sul filo dei centesimi
di secondo un dettaglio minimissimo puo' distinguere il campione dal
mediocre.
Ciao
Edoardo
anch'io ho sempre notato questa particolarità riguardante il nuoto,
considerando il fatto che il suddetto sport non è discriminante dal punto di
vista economico come può (o potevano) esserlo il tennis (prima delle
williams, ricordo solo Ashe, Malywai W....e pochi altri) o il golf (ora c'è
Tiger).
Quindi...o non sanno nuotare, ma non credo, o una differenza muscolare
sostanziale esiste.
Il bianco (caucasico) ha un muscolo più allungato e poco esplosivo, il nero
(afro-americano) ha un muscolo compatto ed esplosivo.
Io l'ho sempre saputa così...chiaro che le eccezioni confermano la regola,
Manuel sarà bianco, ma ha una esplosività eccezionale!!!!!!
Ciao
Nikki
(fammi sapere quando capiti a C.Maggiore)
Mario Generale <gener...@libero.it> wrote in message
alkeuu$lk5$1...@panco.nettuno.it...
La mia esperienza personale è diversa; ho fatto nuoto a livello
agonistico...contemporaneamente al calcio...ed i costi erano molto simili,
entrambi non molto elevati.
Ora praticare nuoto, non costa più che fare un mese di palestra o andare a
giocare a calcetto una volta alla settimana.
, > in africa non esistono piscine, nel senso di impianti sportivi
appositamente
> predisposti per l'allenamento, e a quel che so io là i pochissimi
(ricordate
> quell'unico nuotatore credo angolano, alle ultime olimpiadi, che è
arrivato
> ultimissimo in una batteria ed è stato festeggiato come un eroe perchè
aveva
> comunque coperto la distanza? fu una scena fantastica)
Hai perfettamente ragione, e credo che questa sia l'attenuante vera. Bisogna
considerare xò, che il discorso non è ristretto ai neri d'Africa, negli
Stati Uniti le piscine ci sono, e ci sono anche gli Afro Am, ma non
praticano il nuoto, che a livello college non è certo più caro di altri
sport. In questo caso credo entri in gioco il discorso professionismo, poco
pagato salvo eccezioni.
> ciao
> Vv
Ciao
Nikki
°°°°°la vita è un brivido che vola via...ma anche una rottura che non scorre
mai°°°°°
>C'è un particolare che spesso in pochi notano ma che in questi casi
>evidenzio spesso: quanti nuotatori di colore competitivi avete mai visto in
>una gara olimpica? E ai mondiali?
io sapevo anche che poteva dipendere, oltre a ragioni
socio-economiche, dal fatto che molti dei superatleti che ci vengono
in mente hanno un ossatura troppo pesante, che li danneggia in acqua.
Ovviamente ci sono altri "sottogruppi" tipo i Kenyoti (sono peggio
delle cavallette, hanno tolto ogni fascino alle gare di resistenza!
^__^) che invece sono probabilmente adattissimi, ma allora entrano
certo in gioco altri fattori.
--
Infatti!
E un problema idrodinamico, legato alla struttura osseo-corporea del
normotipo nero.
Ateleticamente non ci sarebbero controindicazioni....
La supremazia nera è evidente anche in certe discipline dell'atletica
leggera..
Ciao
Ryoga Hibiki wrote:
> La mia tesi era che, in media, un ragazzo di colore ha doti atletiche
> piu' accentuate (in particolare esplosivita', coordinazione, rapidita'
> di piedi) del collega caucasico, e la cosa diventa via via piu'
> visibile per gente molto alta.
> Il tipo pero' mi risponde citando una marea di studi in cui si mostra
> come non esista, geneticamente, una razza nera, che la distinzione e'
> soprattutto culturale (e quindi ovviamente irrilevante) e che dal
> punto di vista biologico la differenza tra due persone a caso e'
> maggiore di quella tra due cosiddette "razze".
Allora, rispondo sulla base delle *profonde* conoscenze acquisite
guardando SuperQuark, dove tempo fa sentii proprio un servizio su questo
argomento (si parlava di velocisti, ma il discorso è lo stesso)! ;-)))
La specie umana è unica, come è stato dimostrato, e le differenze fra le
varie razze riguardano solo una minima frazione dei geni. Questo è
confermato dal fatto che i rapporti fra esseri umani di razze diverse sono
fertili allo stesso modo che quelli fra umani della stessa razza
(citofonare Baresi! ;-))) scusate, ma mi è scappata)
Tuttavia, a parte il colore della pelle, ci sono altre caratteristiche
meno evidenti che differenziano i bianchi dai neri (scusami se non uso i
termini politicamente corretti "afroamericano" e "caucasico", ma mi fanno
un po' ridere. Io non do al termine "nero" alcun significato
dispregiativo, se volessi farlo scriverei "negro").
Una di queste differenze è nelle fibre muscolari. Pare che ci siano due
tipi di fibre muscolari, che mi sembra si chiamino "bianche" e "rosse". Di
questi due tipi, uno è responsabile della "forza", dell'"esplosività",
ecc. l'altro invece della "resistenza".
I bianchi ed i neri hanno percentuali diverse di queste fibre nei loro
muscoli, per cui geneticamente i bianchi sono più resistenti ed i neri
sono più veloci ed esplosivi. Pertanto i neri eccellono ad esempio nella
corsa e nella pallacanestro, mentre i bianchi sono più portati verso sport
che richiedono più resistenza e meno sforzi violenti e concentrati, come
ad esempio il ciclismo ed il tennis.
Così l'ho sentita, così ve la riporto.
Ciao,
Paolo
Torno sull'argomento per l'ultima volta per approfondire un concetto.
Le caratteristiche genetiche che noi "vediamo", come il colore della pelle,
sono molte meno numericamente e molto meno importanti di quelle che NON
vediamo. Le caratteristiche genetiche NON si vedono.
Se in autobus scorgiamo un tipo che quasi ci somiglia, stessa carnagione,
stessa altezza, stessa corporatura, molto simili gli occhi, il naso e la
bocca, nulla vieta che questi sia geneticamente lontanissimo da noi. Ha solo
assunto dei caratteri esteriori in qualche modo simili, solo questo.
E' come un iceberg: la parte grossa sta sott'acqua e non si vede.
Il colore della pelle, dal punto di vista genetico, e' una differenza facile
a individuarsi (per ovvi motivi ..) ma di scarsissima (o nulla) rilevanza.
Ciao
Edoardo
> La mia tesi era che, in media, un ragazzo di colore ha doti atletiche
> piu' accentuate (in particolare esplosivita', coordinazione, rapidita'
> di piedi) del collega caucasico, e la cosa diventa via via piu'
> visibile per gente molto alta.
L'argomento non era il basket però...
Mi ricordo un servizio sportivo dove intervistavano una serie di medici sportivi i quali
più o meno erano concordi nel differenziare il bianco dal nero (afro-americano) nel tipo
di muscolatura.
Allora, se ricordo bene, i "neri" hanno (mediamente) un maggior numero di "fibre rosse"
che sono quelle più usate negli scatti, salti etc .etc. cioè in quegli sforzi detti
"anaerobici"
Viceversa i "bianchi" hanno una prevalenza di "fibre bianche" più adatte a sforzi
"aerobici" tipo nuoto, ciclismo fondo etc. etc.
Credo di ricordare che anche la struttura fisica dell'atleta dipenda dalla tipologia
della fibra......
Se ancora ricordo bene, questa distinzione cercava di dare una spiegazione al dominio di
certe razze su altre nei vari sport (neri su bianchi nella velocità, bianchi su neri nel
nuoto)
Ecco non mi ricordo dove avevano sistemato gli Etiopi , Kenyani etc etc ....
Magari ho scritto un sacco di vaccate, però io me la ricordo così...
--
Ciao
Marcello
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A San Francisco si puo' girare con un elefante al guinzaglio, ma e'
vietato utilizzare mutande usate per spolverare la macchina.
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Io vicino a senesi e trevigiani non ci voglio stare , ho paura.
Voglio cambiare posto..... :-))
> Ecco non mi ricordo dove avevano sistemato gli Etiopi , Kenyani etc etc
....
Come ho gia' scritto, il colore della pelle conta ben poco tra le differenze
genetiche.
Ad esempio i Maori sono scuri (come gli africani), hanno il naso largo (come
gli africani) ma dal punto di vista genetico non potrebbero essere piu'
diversi.
Nulla vieta che etiopi e kenyani abbiano in comune con le popolazioni
dell'Africa occidentale solo il colore della pelle ma siano distantissimi
geneticamente.
Anzi, e' molto probabile dato l'isolamento in cui hanno sempre vissuto certe
popolazioni: ancora due secoli fa gli esploratori europei ci si perdevano,
in Africa, data la totale assenza oltre che di strade anche di mappe del
territorio.
E' possibilissimo che gli scambi tra una parte e l'altra del continente
siano stati in passato pari a zero, con evidenti ricadute sull'atletica
leggera di oggi :-)
Ciao
Edoardo
Io mi sono sempre accontentato di questa spiegazione. L'afroamericano e' un
discendente piu' o meno diretto degli schiavi, ovvero poveri cristi che
comunque sono stati selezionati tra gli esemplari migliori (+ sani e +
forti) delle loro tribu'.
In realta' credo che le differenze siano prevalentemente culturali. Il
tennis e' sicuramente uno sport in cui il fisico viene sollecitato, ma se si
esclude Ashe e Billy J. King, non si hanno notizie di grandi tennisti neri
prima delle 2 sorelle Williams.
Io la butterei piu' sul sociale, ovvero gli sport cosiddetti elitari e che
comunque necessitavano di un notevole supporto tecnico (tennis, golf, tutte
le specialita' di atletica che comportano l'uso di attrezzi) hanno visto il
predominio dei bianchi, mentre quelli poveri o comunque piu' naturali (boxe
e corsa) erano alla portata dei neri.
Il basket probabilmente porta con se' anche la questione razziale (ai tempi
in cui gli Harlem Glebetrotter sfidavano chi vinceva il titolo NBA) e la
possibilita' di mutare la propria condizione sociale (caratteristica
fondamentale della boxe).
Oggi, con l'appiattimento di certe barriere, questa regola sta cambiando
(pensa a Tiger Woods, alle gia' citate Williams, a Iginla).
Ti estraggo poi una parte di articolo da Newton:
"Così come, sempre per motivi genetici, gli atleti neri e mulatti
seguiteranno a detenere più primati di quelli bianchi perché una delle loro
caratteristiche è quella di avere nei muscoli percentuali più alte di fibre
bianche (o a contrazione veloce), che sono indispensabili per sviluppare le
alte velocità dello sprint."
Ciao
Kicco
Aggiungo anch'io la mia esperienza:oltre che di basket sono appassionato di
arrampicata sportiva,e la pratico a livello semi-agonistico.In questo
sport,dove apparentemente la forza è molto importante,non c'è la minima
presenza di atleti di colore,anche se negli stati uniti è molto
praticato,con buoni successi ad altissimo livello.Credo che questo vada
ricercato nel fatto che gli atleti "neri" hanno probabilmente una pesantezza
diversa,a livello sia di massa muscolare(leggi peso inutile da portarsi
dietro),sia a livello osseo(idem come sopra).
E in uno sport in cui ogni grammo è oro.....questo fa molta differenza.
ciao,lukke
Sono perfettamente d'accordo con te.
Il nuoto e' uno sport costoso, come il ciclismo, inoltre per un atleta di
colore, spesso con poche risorse economiche, risulta piu' facile avvicinarsi
a sport di massa e dal punto di vista economico, piu' remunerativi rispetto
a nuoto e ciclismo.
Ciao
Marco
Infatti.
Tempo fa ebbi una discussione analoga a quella di Ryoga e la conclusione fu
proprio questa.
Provate a pensare ad un atleta nero preparato in modo specifico per lo sci
alpino, per me potrebbe eccellere.
Ciao
Mr Mojo Risin'
Ryoga Hibiki wrote:
>Cut
secondo me ci sono eccome differenze fisiche; da quello che ho letto
qualche tempo fa per esempio i neri non sono adatti al nuoto (non si
sono mai visti grandi nuotatori di colore) perchč hanno le ossa piů
pesanti rispetto ai bianchi, poi non credo sia un caso che sui 100/200
metri la stragrande maggioranza degli atleti sia di colore
Jacy
"Ryoga Hibiki" <no...@fake.it> ha scritto nel messaggio
news:alkkjl...@ryoga.hibiki.it...
Leggendo il tuo post mi e' venuto in mente un pezzo di "Bad as I wanna
be". Eccolo (by Dennis Rodman).
"Quando si parla di razze nel basket, la cosa e' molto semplice. Un
giocatore nero sa che puo' andare in campo e prendere a calci in ****
un giocatore bianco. Lo puo' battere e lo sa.
...
Il ragazzo nero e' stato condizionato a pensare di poter battere il
ragazzo bianco ogni volta ne abbia bisogno."
e via cosě. E' l'inizio del capitolo "Colori veri" pag. 141
dell'edizione italiana. Non so se Dennis Rodman possa essere citato
tra i reference di un articolo. Ma e' un punto di vista interessante
e, IMHO, rientra nella definizione "culturale" citata dal tuo amico.
Ciao
Stefano
ciao
>chiedi al tuo amico canadese perchč i neri nel nuoto, pallanuoto et
>similia non esistono o quasi ...
per ragioni socio-culturali, la sua risposta.
cmq ho trovato diversi siti che trattano l'argomento, e pare che non
ci sia assolutamente accordo a riguardo:
http://www.uncc.edu/jmarks/pubs/feckless.html
http://www.mainstreamonline.click2site.com/geneticedge.htm
qua vengono riportate tesi a favore della tesi socio-culturale.
www.newstrolls.com/news/dev/calgold/082800.htm
qua invece si favorisce la genetica.
http://www.africana.com/DailyArticles/index_20000811.htm
e qui ancora vi e' una disanima generale della storia del problema.
La mia impressione e' che a livello statunitense sia un argomento
taboo, e francamente alcuni argomenti dei contrari alla tesi genetica
mi sembrano piuttosto deboli. La piu' importante quando citano Bird
come contraltare a jordon, per esempio: il punto e' che la tesi non e'
che i neri possano essere geneticamente migliori _giocatori_ quanto
migliori _atleti_. Io voglio determinare se esistono ragioni per cui
saltano di piu', perche' se prendiamo in esame il pacchetto completo
la questione si fa troppo complessa e certo non se ne viene fuori.
> La mia impressione e' che a livello statunitense sia un argomento
> taboo, [cut]
E' per forza un campo minato: quando si parla di certe cose, ahimè, le
questioni etiche e morali non vogliono starne fuori!
>Io voglio determinare se esistono ragioni per cui
>saltano di piu', perche' se prendiamo in esame il pacchetto completo
>la questione si fa troppo complessa e certo non se ne viene fuori.
Miglior adattabilita' a un modello di sforzo? Prendi i keniani,
abituati a correre sviluppano muscoli rossi che qui neanche riesci a
immaginarteli. Probabilmente lo stesso puo' avvenire con i neri
americani, piu' pronti a sviluppare un muscolo bianco ipertrofico o
comunque piu' potente rispetto al bianco.
[Ormai sono alle ipotesi "fondo del barile "]
--
Ovviamente, tutto e' IMHO!
Saluti
dedioste
Le spiegazioni socio-culturali, sono sempre affascinanti e accattivanti:
sono di facile comprensione, introducono questioni etiche e morali, puntano
diritte alla coscienza e risvegliano i sensi di colpa.
C'e un problema: spesso si rivelano un ammasso di stronzate!
W la scienza con la S maiuscola....
gab