primo assaggio di carbonio

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Magilla

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Jun 23, 2021, 9:37:17 AMJun 23
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Prequel:
un paio di settimane fa il mio socio in corse mi si presenta e prima
ancora di salutarmi, con gli occhi luccicanti a forma di cuore mi spara
un "ti dico solo una cosa: BOSTON 10"

lo guardo incuriosito, mi spiega che era passato da Cisalfa e del tutto
inaspettatamente aveva visto le Adizero Boston 10, nuovo modello di
Adidas che montano -se non erro- una sorta di 5 "rametti" in carbonio
che supportano dal metatarso alle punta delle dita.
La scarpa non compare (a quella data, circa 15gg fa) nemmeno sul sito
Adidas. E anche i social o i soliti canali specializzati non muti sul
tema. Pare che Cisalfa le abbia in anteprima e che le venda anche ad un
prezzo estremamente interessante se acquistate in combo con la tessera
del negozio (tipo un 10 o 15 % di sconto sul prezzo, il che significa
che con circa 120 euro si porta a casa una scarpa estremamente performante).
Solo dopo qualche giorno Seth James DeMoor pubblica un video sulla
scarpa, credo sia il primo. Nonostante ciò sul sito Adidas non si supera
il 9 come generazione della Boston (ma oggi si)

Il giorno dopo decido di andare a verificare, con l'intenzione di
varcare il portale del Carbonio™, cosa che prima o poi deve capitare.
Vado, ma ahimé il mio piedone è fuoriscala: io porto il 47, ma per le
scarpe da corsa che compro online preferisco andare sul numero in più
sia per non rischiare di stare stretto, sia perché per la corsa
perferisco stare comodo. Già un mezzo numero mi basta, ma di norma cerco
il 48. Fatto sta che per le Boston 10 il negozio arriva fino al 46.
Decido comunque di provarle: ci entro, ma il rischio di trovarmi scomodo
in corsa lo ritengo troppo elevato, ho trovato il mio modo di evitare
vesciche e unghie nere o saltate e mi sembra un andarsela a cercare.
Deluso me ne torno verso i miei lidi.

Parole sul mio piccolo test, ovvero essermi infilato la Boston 10:
sensazione particolare, scarpa dura che guida la postura del piede.
Credo che un po' ti guidi ad appoggiare di avampiede, c'è poco spazio
per altre manovre. Ma le ho tenute non più di 30", ci ho fatto giusto 2
passi.

Poche ore dopo il socio fa la sua mossa, e entra nel mondo del carbonio.
A questo punto la strada è segnata, e devo mettermi alla ricerca di
qualcosa che fa per me.

Comincio quindi a spulciare recensioni e siti, alla ricerca qualcosa che
faccia per me dal pdv della disponibilità della taglia, del prezzo, e
perché no, anche del look.
Le varie Nike che sembrano essere il top costicchiano un po' troppo, e
pure il numero non è facile reperirlo. Le Saucony mi piacciono un botto,
ma anche queste raggiungono con toppa facilità l'estremo del budget che
vorrei dedicare a questo che è solo un hobby. cerca di qua, cerca di la,
alla fine ho optato per le Carbon X2 di Hoka One One. Ho già le Clifton
6, e mi ci trovo abbastanza bene per le corse di tutti i giorni, ottima
ammortizzazione e mi piace il drop ridotto.

Compro e metto da parte. nel frattempo per non farmi mancare nulla
prendo anche le (ottime) Pegasus 38, che andranno (hanno già cominciato)
a prendere il posto delle già citate Clifton.

Fine del prologo, veniamo ad oggi. Decidiamo finalmente di provare
questo carbonio. Appuntamento alle 6.30 sulla ciclabile per quello che è
diventato il nostro giro (il mio socio è "local legend" su vari segmenti
dell'anello da circa 16km).

Va da se che l'allenamento deve essere di un certo tipo, ad un passo
sostenuto. A quello serve il carbonio, a spingere un pochetto di più.

All'incontro ci presentiamo quindi con le Boston 10 e le Carbon X2,
ognuno coi suoi acciacchi, ognuno col suo HRV: il mio bassino tanto che
l'app mi sconsiglia l'hard training per oggi, viceversa il compagno di
avventure lamenta qualche dolore tanto che mi dice che eviterebbe di
spingere troppo (se lo sapevo prima cambiavo scarpa!).

È la prima volta per entrambi che infiliamo la scarpa con steroidi. Lui
giudica la sua un po' pesante e adatta sopratutto per i lunghissimi. Io
trovo la mia estremamente leggera, che va bene per tutto.
Guardando le caratteristiche il peso però risulterebbe pressoché
identico (io porto qualche numero in più però).
Altra nota, fino ad ora per entrambi la scarpa veloce era la Asics
Novablast (gran scarpa!)

Ok, partiamo.

Primi 2 km, assolutamente blandi a mo' di riscaldamento, sotto i 5'. Di
solito lo facciamo di 20/30" più lento.

Poi viene naturale accelerare senza farlo volutamente: 4'30", ci scappa
da ridere da tanto che non stiamo per nulla forzando.

A quel punto ci prendo gusto, le gambe e i piedi vanno da soli, non
posso non provare ad aumentare il ritmo e dal Km 5 in poi sono
costantemente sotto il passo medio che risulterà di 4'23", che sarebbe
circa il mio RM secondo alcune app.
Il socio me lo lascio un po' alle spalle, controllando di tanto in tanto
che sia sempre in scia, oltre al fatto che il suo passo è molto più
rumoroso del mio (scarpe? appoggio? credo both) e lo sento, anche se
piano piano lo sento sempre più in lontananza.
Mi esce anche il PB sui 10Km (me lo aspettavo, che anche questo non è
nulla di che), e i il PB su qualche segmento e su altre distanze. Il
tutto senza spingere troppissimo.

Che dire? Il carbonio fa, e manco poco.
Ma da quanto ho capito non è che ti fa andare più veloce in senso
stretto, e nemmeno ti da un ritorno di energia che cambia le carte in
tavola: piuttosto fa lavorare meno piede e gamba, mantenendoli quindi
più efficienti più a lungo, stancandoli di meno.
È infatti sulle lunghe distanze che il guadagno in termini di tempo si
fa davvero apprezzabile.
Ma è una fiera dell'est: grazie al ritorno di energia ci si stanca di
meno e alla lunga si guadagnano minuti.
È davvero piacevole correre con questa tipologia di scarpe, sono
comodissime, e si arriva al termine meno stanchi del solito.

va da se che è consigliato avere un paio di scarpe di questa tipologia
nel proprio arsenale, sia per divertirsi, sia per provare a battersi o
per affrontare al meglio qualche sfida o gara.
E tra Carbon X2 e Boston 10 io consiglio le carbon :D

Vi ringrazio se avete avuto la pazienza di leggere tutto.
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