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La scherma nel 600

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Paolo Bottoni

unread,
Jan 30, 2000, 3:00:00 AM1/30/00
to
Dopo la discussione con Thazy, me ne sono andato oggi al museo militare a
rivedere il video incriminato. Per chi avesse perso la prima puntata: si
parlava del problema del passaggio dalla scuola "guerresca" alla scherma
civile e poi agonistica, che io attribuivo alla scuola italiana mentre
Thazy, portando fior di prove, ritiene che sia un crimine dei francesi.

Bene, il video non l'ho visto fino alla fine, perché il museo chiudeva e
m'hanno cacciato, ma qualcosa l'ho carpita.

Fa parte di una serie edita da una società inglese che si dichiara dedita
allo studio delle armi antiche che ha sede (ovviamente) in un castello
moedioevale, e si intitola Masters of defense (la scherma dal 1500 al 1600).

Inizia con una discussione sulla scherma da battaglia ed un filmato in cui
due tizi in un cortile se le danno di santa ragione impugnando spadoni a due
mani, poi attribuisce all'italiano Marozzo, che pubblicó un trattato nel
1536, il primo passo verso l'utilizzo di tecniche piú "civili" e l'uso di
armi piú leggere.

Facendo poi un salto logico non indifferente attribuisce alla scuola
italiana il degrado verso una scherma convenzionale ed inefficace eseguita
con armi da salotto, a lungo contrastata dai tradizionalisti.

Dico salto logico perché il commento riconosce che Marozzo utilizzava ancora
lame larghe e relativamente pesanti, e non
è detto a chi fu dovuto il passaggio verso armi simboliche e scuole piú
agonistiche che marziali. Il video, mostrando un giovanotto in brache che si
sventola con uno spadone, sostiene che le guardie del Marozzo erano piú che
altro preparazioni di attacchi senza efficacia difensiva, e ricorda che
molti artisti italiani tra cui Leonardo e Michelangelo si interessarono alle
arti marziali.

La riscossa sarebbe venuta verso la fine del XVI secolo dal maestro inglese
Silver, che pubblicó un trattato dal titolo "Paradox of defense", accolto
con entusiasmo dai puristi che continuavano a pensare alla scherma come una
faccenda seria; di conseguenza il Silver continuava a presentare guardie
frontali (mentre gli innovatori erano passati alla guardia laterale). Per la
verità le immagini non corrispondono assolutamente al commento: mentre
dovrebbero apparire dei gioanottoni inglesi alquanti fumantini, arrivano dei
compassati gentiluomini che si affrontano alla maniera di Cyrano de
Bergerac, con tanto di mano sinistra appoggiata sul fianco e piedino in
avanti, ma manovrando pesanti spadoni che in quel modo hanno movimenti
largamente "telefonati" e prevedibili.

A quel punto m'hanno cacciato...


Paolo

Thazy

unread,
Jan 31, 2000, 3:00:00 AM1/31/00
to
Premetto che sono molto contento che tu sia andato a quel museo e di questo
ti ringrazio ^________^

Paolo Bottoni wrote


> Fa parte di una serie edita da una società inglese che si dichiara dedita
> allo studio delle armi antiche che ha sede (ovviamente) in un castello
> moedioevale, e si intitola Masters of defense (la scherma dal 1500 al
1600).

Uhm visto qualcosa mi pare, non me ne ricordo abbastanza per esprimere un
parere cmq mi ricordo che il valore di questi spadaccini dipende molto
dall'epoca che cercano di ricreare!!

> Inizia con una discussione sulla scherma da battaglia ed un filmato in cui
> due tizi in un cortile se le danno di santa ragione impugnando spadoni a
due
> mani, poi attribuisce all'italiano Marozzo, che pubblicó un trattato nel
> 1536, il primo passo verso l'utilizzo di tecniche piú "civili" e l'uso di
> armi piú leggere.

Il trattato è si intitola "Opera nova dell'arte dell'armi" di Achille
Marozzo Bolognese Maestro generale de l'arte de l'armi.
E' un trattato di scherma "civile" cioè di tecniche utilizabili nel
quotidiano per difesa personale o altro, non è un manuale d'addestramento di
truppe di fanteria.
Ciononostante nel trattato si elencano tecniche di spada da due mani e molte
armi inastate probabilmente perchè erano armi molto usate nei duelli
giudiziari che molto spesso avvenivano "in arme" cioè con l'armatura.
Inoltre sono presenti tecniche da utilizzare contro avvesari a cavallo.

> Facendo poi un salto logico non indifferente attribuisce alla scuola
> italiana il degrado verso una scherma convenzionale ed inefficace eseguita
> con armi da salotto, a lungo contrastata dai tradizionalisti.

Come dici tu non edo la connessione tra la scherma si Marozzo e una scherma
"da salotto"
Le tecniche descritte sono di sicura fficacia e non vi è traccia di
manierismo (ho il trattato sotto gli occhi) nelle illustrazioni delle
guardie di spada sola (tecnica usata pochissimo rispetto agli stili di armi
doppie) e nelle descrizioni il braccio sinistro è nascosto dietro la
schiena, non appoggiato la fianco, per evitare di essere un bersaglio
(teoria discutibile ma non certo manierismo).

> Dico salto logico perché il commento riconosce che Marozzo utilizzava
ancora
> lame larghe e relativamente pesanti, e non
> è detto a chi fu dovuto il passaggio verso armi simboliche e scuole piú
> agonistiche che marziali.

Il seguente brano è tratto dal commento al trattato di cui sopra...
"La spada da filo marozziana è l'arma di transizione tra la spada a una mano
tre-quattrocentesca, a lama larga e usata particolarmente di taglio, e la
striscia cinque-seicentesca, caratterizzata da una lama lunga e sottile,
adatta ad una scherma di punta.
(...) il peso è di circa un chilo, con un punto di bilanciatura notevolmente
equilibrato, posto cioè sula lama a quattro dita dall'elsa; pertanto si
tratta di un'arma mlto maneggievole, che permette di eseguire agevolmente
tutte le sequenze di colpi proposte negli assalti.
La lama, dritta e a doppio filo, è (...) lunga circa la metà dell'altezza
dello schermidore, dalla punta al tallone (il tallone della lama è il punto
di uscita della lama dall'elsa(...))..."

Ora sicuramente l'arma descritta è più leggera e maneggievole delle sue
antenate (ad una mano) ma ciò non significa che sia meno efficace anzi, le
tecniche utilizzate con quest'arma sono ottimizzate sulla base delle sue
caratteristiche (oltre che a quelle dello schermidore).

> Il video, mostrando un giovanotto in brache che si
> sventola con uno spadone, sostiene che le guardie del Marozzo erano piú
che
> altro preparazioni di attacchi senza efficacia difensiva,

A parte che potrei citare il concetto di sen-no-sen ma qui non mi sembra il
caso e nemmeno mi sento così ferrato in materia, cmq non ho idea da dove
vengano codeste deduzioni ma vi elenco semplicemente alcune guardie di spada
a due mani per permettervi di giudicare;
-Porta di ferro acorata: spada impugnata all'altezza del bacino,
perfettamente centrale, con la punta verso l'alto e la lama quasi verticale,
I gomiti poggiano sui fianchi.
-Guardia di piede. l'impugnatura è sempre centrale e all'altezza del
bacino,le braccia sono leggermente flesse la punta è diretta verso il basso
e verso i piedi dell'avversario.
-Beccacesa e beccapossa (sono due guardie speculari): spada impugnata sopra
la testa con i pungni all'altezza di una delle tempie la lama è quasi
orizzontale tendendo leggermente verso il basso, la punta è diretta al
torace dell'avversario.
-Porta di ferro stretta: cosi chiamata per la sua sicurezza, spada impugnata
all'altezza dei fianchi con le mani circa sulla verticale del ginocchio
avanzato, braccia leggermente flesse punta rivolta al volto dell'avversario.

Potrei continuare molto a lungo ma non penso sia necessario documentare
oltre...

> e ricorda che
> molti artisti italiani tra cui Leonardo e Michelangelo si interessarono
alle
> arti marziali.

Cioè non può che farci piacere ^___^

> La riscossa sarebbe venuta verso la fine del XVI secolo dal maestro
inglese
> Silver, che pubblicó un trattato dal titolo "Paradox of defense", accolto
> con entusiasmo dai puristi che continuavano a pensare alla scherma come
una
> faccenda seria; di conseguenza il Silver continuava a presentare guardie
> frontali (mentre gli innovatori erano passati alla guardia laterale).

Dove è scritto che la guardia frontale sia meglio di quella laterale (sta
puoi da specificare il significato esatto dei due termini) la validità della
posizione sarà come minimo rlazionata al tipo di armi, al numero dei
contendenti, alla natura dello scontro, alle protezioni indossate...

> Per la
> verità le immagini non corrispondono assolutamente al commento: mentre
> dovrebbero apparire dei gioanottoni inglesi alquanti fumantini, arrivano
dei
> compassati gentiluomini che si affrontano alla maniera di Cyrano de
> Bergerac, con tanto di mano sinistra appoggiata sul fianco e piedino in
> avanti, ma manovrando pesanti spadoni che in quel modo hanno movimenti
> largamente "telefonati" e prevedibili.

Qua si fa molta confusione tra l'evoluzione delle armi e delle tecniche
(attivisssima in Italia) e convenzione nel combattimento (di svilupp
soprattutto francese, gli italiani con la loro praticità spicciola
aborrivano questo genere di cose).
E' come dire che il karate (tanto per dirne uno) è meglio del Kung Fu (tanto
per dirne un'altro) perchè nel K si combatte seriamente di pugni belli
piantati e frontali mentre nel KF si colpisce con la punta delle dita
muovendosi continuamente girando intorno all'avversario (naturalmente i
riferimenti alle due arti non sono da considerarsi reali).
Se vogliamo essere nostalgici allora prendiamo una spada vichinga e
spacchiamoci le ossa (perchè è l'effetto che facevano quelle lame pesanti e
relativament smussate) oppure vediamo di capire se girando per la strada
endando all'osteria un gentiluomo del tardo'600 dovesse portarsi armatura e
spada a due mani oppure una semplice spada da stocoo con un bravo pugnale o
un piccolo scudo da pugno.

> A quel punto m'hanno cacciato...

Peccato ^_______^

Scusate per la lunghezza del post ma non ho potuto fare di meno.
Ciao
--
Thazy... [Scherma Storica]
Non ti fidar di me se il cuor ti manca !!!
<th...@tin.it>
SITO ISAM <http://members.xoom.com/isam_staff/>

Paolo Bottoni

unread,
Jan 31, 2000, 3:00:00 AM1/31/00
to
"Thazy" wrote

> Il trattato è si intitola "Opera nova dell'arte dell'armi" di Achille
> Marozzo Bolognese Maestro generale de l'arte de l'armi.

Sí, poi ho fatto un giretto sul web per documentarmi e ho trovato il
riferimento. Fra i testi sacri peró sembra che andasse piú forte l'Agrippa,
di circa 20 anni dopo. Il titolo del Silver (1599) è Paradoxes (e non
paradox) of defense.


> "La spada da filo marozziana è l'arma di transizione tra la spada a una
mano
> tre-quattrocentesca, a lama larga e usata particolarmente di taglio, e la
> striscia cinque-seicentesca, caratterizzata da una lama lunga e sottile,
> adatta ad una scherma di punta.

Nulla di tutto ció nel filmato: le tecniche "marozziane" erano mostrate con
una spada larga manovrata quasi sempre di taglio.


> (...) il peso è di circa un chilo, con un punto di bilanciatura
notevolmente
> equilibrato, posto cioè sula lama a quattro dita dall'elsa; pertanto si

Non è un pó poco un chilo? Forse non ho ben presente la striscia, ma ad un
chilo ci arriva agevolmente anche un bokken di legno (circa 72 cm di "lama"
e 30 di impugnatura). Una spada giapponese normalmente sta su 1,3 / 1,6 kg.


>non ho idea da dove vengano codeste deduzioni


Moi non plus... ma data la mia ignoranza di scherma occidentale, quando vedo
un documentario didattico in un museo a primo acchitto ci credo.

> -Porta di ferro acorata: spada impugnata all'altezza del bacino,
> perfettamente centrale, con la punta verso l'alto e la lama quasi
verticale,
> I gomiti poggiano sui fianchi.

Jodan...

> -Guardia di piede. l'impugnatura è sempre centrale e all'altezza del
> bacino,le braccia sono leggermente flesse la punta è diretta verso il
basso
> e verso i piedi dell'avversario.

Gedan...


> -Beccacesa e beccapossa (sono due guardie speculari): spada impugnata
sopra
> la testa con i pungni all'altezza di una delle tempie la lama è quasi
> orizzontale tendendo leggermente verso il basso, la punta è diretta al
> torace dell'avversario.

Un tipo particolare di Hasso no kamae...


> -Porta di ferro stretta: cosi chiamata per la sua sicurezza, spada
impugnata
> all'altezza dei fianchi con le mani circa sulla verticale del ginocchio
> avanzato, braccia leggermente flesse punta rivolta al volto
dell'avversario.
>

Ancora jodan. Direi del tipo con la lama rivolta all'occhio sinistro
dell'avversario

> Dove è scritto che la guardia frontale sia meglio di quella laterale (sta
> puoi da specificare il significato esatto dei due termini) la validità
della
> posizione sarà come minimo rlazionata al tipo di armi, al numero dei
> contendenti, alla natura dello scontro, alle protezioni indossate...

Nella scherma giapponese a due mani naturalmente la posizione frontale è
quasi obbligata. In aikido si studia anche il jo (guardia prevalentemente
laterale) per equilibrio didattico. Nell'allenamento di base diventano
katatetori aihanmi e gyakuhanmi, quelli che lasciano tanto perplessi gli
osservatori...

> Qua si fa molta confusione tra l'evoluzione delle armi e delle tecniche
> (attivisssima in Italia) e convenzione nel combattimento (di svilupp
> soprattutto francese, gli italiani con la loro praticità spicciola
> aborrivano questo genere di cose).

Sembra anche a me. Ma comincio a prenderci gusto a informarmi ed
approfondire...

> > A quel punto m'hanno cacciato...
>
> Peccato ^_______^

fa niente: il museo è a 200 metri da casa ed è gratis. e quando mi scoccio
di guardare il video c'è una bella esposizione di spade e armature.

Paolo


Thazy

unread,
Feb 1, 2000, 3:00:00 AM2/1/00
to
Paolo Bottoni wrote
> "Thazy" wrote

>
> > Il trattato è si intitola "Opera nova dell'arte dell'armi" di Achille
> > Marozzo Bolognese Maestro generale de l'arte de l'armi.
>
> Sí, poi ho fatto un giretto sul web per documentarmi e ho trovato il
> riferimento. Fra i testi sacri peró sembra che andasse piú forte
l'Agrippa,
> di circa 20 anni dopo. Il titolo del Silver (1599) è Paradoxes (e non
> paradox) of defense.

Camillo Agrippa - Trattato di scientia d'arme - 1553
In effetti anche questo è un trattato molto conosciuto (ho anche questo ma
solo la versione digitale dei microfilm) ma non ci sono differenze tali da
far presuppore che analizzando il solo Marozzo si lavori su un ambito troppo
ristretto per emettere almeno un giudizio generale sull'epoca.

> Nulla di tutto ció nel filmato: le tecniche "marozziane" erano mostrate
con
> una spada larga manovrata quasi sempre di taglio.

Beh bisogna vedere coda significa larga cmq una spada marozziana è larga al
tallone circa tre centimetri o anche meno (circa la larghezza del pollice)

> Non è un pó poco un chilo? Forse non ho ben presente la striscia, ma ad un
> chilo ci arriva agevolmente anche un bokken di legno (circa 72 cm di
"lama"
> e 30 di impugnatura). Una spada giapponese normalmente sta su 1,3 / 1,6
kg.

Ti dirò che fors la striscia seicentesca è più pesante di una spada
marozziana, io ho a casa una spada cinquecentesca e pesa circa un chilo e
una spada di epoca leggermente più antica di tipica scuola bolognese che
pesa 1350 grammi.

> >non ho idea da dove vengano codeste deduzioni
>

> Moi non plus... ma data la mia ignoranza di scherma occidentale, quando
vedo
> un documentario didattico in un museo a primo acchitto ci credo.
>

> > -Porta di ferro acorata: spada impugnata all'altezza del bacino,
> > perfettamente centrale, con la punta verso l'alto e la lama quasi
> verticale,
> > I gomiti poggiano sui fianchi.
>

> Jodan...

Si è una guardia molto chiusa per evitare di dare ferro all'avversario. è
utilizzata soprattutto entrando in stretta misura.

> Un tipo particolare di Hasso no kamae...

Se non sbaglio Hasso no Kamae si fa con la punta della spada rivolta verso
l'indietro !
Se così fosse la sua controparte occidentale all'epoca di marozzo si sarebbe
chiamata semplicemente Guardia Alta.

> > -Porta di ferro stretta: cosi chiamata per la sua sicurezza, spada
> impugnata
> > all'altezza dei fianchi con le mani circa sulla verticale del ginocchio
> > avanzato, braccia leggermente flesse punta rivolta al volto
> dell'avversario.
> >
>

> Ancora jodan. Direi del tipo con la lama rivolta all'occhio sinistro
> dell'avversario

Con la spada ad una mano sicuramente con la spada a due mani dipende ma
molto spesso si.

> Nella scherma giapponese a due mani naturalmente la posizione frontale è
> quasi obbligata. In aikido si studia anche il jo (guardia prevalentemente
> laterale) per equilibrio didattico. Nell'allenamento di base diventano
> katatetori aihanmi e gyakuhanmi, quelli che lasciano tanto perplessi gli
> osservatori...

Queste ultime parole non le conosco bene anche se mi sembra che aihanmi
significhi più o meno che l'azione viene eseguita mantenedo avanzato lo
stesso piede che era avanzato nella guardia mentre gyakuhanmi il contrario.
Queste azioni le chiamiamo rispettivamente passo e passata.

> Sembra anche a me. Ma comincio a prenderci gusto a informarmi ed
> approfondire...

^____________^

> > > A quel punto m'hanno cacciato...
> >
> > Peccato ^_______^
>

> fa niente: il museo è a 200 metri da casa ed è gratis. e quando mi scoccio
> di guardare il video c'è una bella esposizione di spade e armature.

Tu sei fortunato ^________________________^

itto nezumi

unread,
Feb 1, 2000, 3:00:00 AM2/1/00
to

Thazy <th...@SKtin.it> wrote in message 876ak1$5nj$1...@nslave1.tin.it...
> Paolo Bottoni wrote
> > Nella scherma giapponese a due mani naturalmente la posizione frontale č

> > quasi obbligata. In aikido si studia anche il jo (guardia
prevalentemente
> > laterale) per equilibrio didattico. Nell'allenamento di base diventano
> > katatetori aihanmi e gyakuhanmi, quelli che lasciano tanto perplessi gli
> > osservatori...
>
> Queste ultime parole non le conosco bene anche se mi sembra che aihanmi
> significhi piů o meno che l'azione viene eseguita mantenedo avanzato lo

> stesso piede che era avanzato nella guardia mentre gyakuhanmi il
contrario.
> Queste azioni le chiamiamo rispettivamente passo e passata.

scusate l'intromissione ma anticipo paolo...

aihanmi [guardia uguale] significa che i contendenti hanno la stessa guardia
(tutt'e due dx o sin.).
gyakuhanmi [guardia contraria] e' una posizione speculare (uno in guardia dx
e l'altro sin.)
katatetori significa presa (forse e' piu' giusto 'attacco') ad una mano con
una mano (nella realta' significa che te stanno a sflia' l'orologio dal
polso).
di solito, nell'aikido, si portano avanti mano e piede dello stesso lato
(passo?), e' + rara la posizione tipo 'gyakutzuki' del karate (passata?).

ciao thazy e paolo!
<:3)~~~itto nezumi~~~


Paolo Bottoni

unread,
Feb 1, 2000, 3:00:00 AM2/1/00
to

"Thazy" wrote

quasi sempre di taglio.


>>
Beh bisogna vedere coda significa larga cmq una spada marozziana è larga al
tallone circa tre centimetri o anche meno (circa la larghezza del pollice)
>>

A occhio 5/6 cm. Mi pareva troppo...

>>
Ti dirò che fors la striscia seicentesca è più pesante di una spada
marozziana, io ho a casa una spada cinquecentesca e pesa circa un chilo e
una spada di epoca leggermente più antica di tipica scuola bolognese che
pesa 1350 grammi.
>>

Allora stiamo lí. Non credo che il peso idale di una spada da duello possa
variare di molto. Io ho alcuni amici che amavamo le spade "giunoniche", ma
piano piano si sono tutti convertiti e ora le preferiscono snelle e
maneggevoli.


>>
Se non sbaglio Hasso no Kamae si fa con la punta della spada rivolta verso
l'indietro !
>>

No, quello è waki gamae. Hasso è con la spada verticale, tsuba a
lato dell'orecchio destro in alcune scuole, sul torace a destra in altre
(vedi Toshiro Mifune nei film). E' avanti normallmente il piede sinistro.

>>
Queste ultime parole non le conosco bene anche se mi sembra che aihanmi

significhi più o meno che l'azione viene eseguita mantenedo avanzato lo


stesso piede che era avanzato nella guardia mentre gyakuhanmi il contrario.
Queste azioni le chiamiamo rispettivamente passo e passata.
>>

Si dice aihanmi quando uke e tori (o shidachi/uchidachi parlando di spada)
hanno la stessa guardia, gyakuhanmi quando uno sta in guardia destra e
l'altro in sinistra.

Peró detta cosí sfugge una cosa fondamentale: mettendoti in guardia frontale
provochi un attacco aihanmi, in laterale un gyakuhanmi.

Sono peró concetti molto sfumati nell'aikido di tutti i giorni, che non è
piú un'arte di combattimento (se approfondisci ovviamente è un altro paio di
calzini...).

Paolo


Thazy

unread,
Feb 1, 2000, 3:00:00 AM2/1/00
to
itto nezumi wrote

> scusate l'intromissione ma anticipo paolo...
>
> aihanmi [guardia uguale] significa che i contendenti hanno la stessa
guardia
> (tutt'e due dx o sin.).
> gyakuhanmi [guardia contraria] e' una posizione speculare (uno in guardia
dx
> e l'altro sin.)
> katatetori significa presa (forse e' piu' giusto 'attacco') ad una mano
con
> una mano (nella realta' significa che te stanno a sflia' l'orologio dal
> polso).
> di solito, nell'aikido, si portano avanti mano e piede dello stesso lato
> (passo?), e' + rara la posizione tipo 'gyakutzuki' del karate (passata?).

Ora mi è tutto più chiaro cmq passo e passata indicano un movimento in cui
rispettivamente si mantiene la stessa guardia oppure si adotta quella
speculare. Ad es sto in guardi destra cioè ho il piede destro avanti e
quello sinistro indietro, se faccio un passo sposto un po' più avanti il
piede destro e poi recupero il sinistro, se faccio passata porto il sinistro
davanti al destro e ruoto le anche.
Esiste anche il passo incrociato in cui, sempre nell'esempio di prima,
sposto per primo il piede sinistro portandolo leggermente davanti al destro
ma senza ruotarlo e poi sposto il destro avanti a recuperare le proporzioni
della guardia.

Thazy

unread,
Feb 1, 2000, 3:00:00 AM2/1/00
to
Paolo Bottoni wrote
> "Thazy" wrote
> Beh bisogna vedere coda significa larga cmq una spada marozziana č larga

al
> tallone circa tre centimetri o anche meno (circa la larghezza del pollice)
> >>
> A occhio 5/6 cm. Mi pareva troppo...

E' troppo, dipende poi dal tipo e dall'utilizzo della spada cmq 5-6 cm
significano quasi sicuramente una sezione a doppia losanga e quindi un'arma
fatta per i colpi di taglio (il peso della lama e la sua "piattezza" sono ad
esclusivo ausilio dei colpi di taglio)

> Allora stiamo lí. Non credo che il peso idale di una spada da duello possa
> variare di molto. Io ho alcuni amici che amavamo le spade "giunoniche", ma
> piano piano si sono tutti convertiti e ora le preferiscono snelle e
> maneggevoli.

Dipende dal tipo di arma, si facevano i duelli con le spade a due mani da
fanteria e quelle pesavano fino a tre chili (e infatti si usavano molto
spesso impugnandole come un sanshaku bo)

> No, quello č waki gamae. Hasso č con la spada verticale, tsuba a


> lato dell'orecchio destro in alcune scuole, sul torace a destra in altre
> (vedi Toshiro Mifune nei film). E' avanti normallmente il piede sinistro.

Si la spada č quasi verticale ma essendo centrale rispetto al corpo č piů
comodo lasciarla leggermente "pendere" indietro
cmq si tratta molte volte di guardie d'invito, posizioni tese a provocare
l'attacco in una determinata direzione.

Paolo Bottoni

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to

"Thazy" wrote

>>
Ora mi è tutto più chiaro cmq passo e passata indicano un movimento in cui
rispettivamente si mantiene la stessa guardia oppure si adotta quella
speculare. Ad es sto in guardi destra cioè ho il piede destro avanti e
quello sinistro indietro, se faccio un passo sposto un po' più avanti il
piede destro e poi recupero il sinistro
>>

Okkuri ashi in aikido; tsuki ashi se il movimento comincia dal piede dietro;
hayumi hashi se il movimento e grande e durante lo spostamento il piede
dietro sovravanza abbondantemente per un momento quello avanti.

>> se faccio passata porto il sinistro davanti al destro e ruoto le anche.

Urasank in aikido. Tenchin invece se è il piede avanti che cambia posizione
per primo.

>>
Esiste anche il passo incrociato in cui, sempre nell'esempio di prima,
sposto per primo il piede sinistro portandolo leggermente davanti al destro
ma senza ruotarlo e poi sposto il destro avanti a recuperare le proporzioni
della guardia.
>>

Appunto: hayumi hashi, pari pari. Peró è un movimento piú frequente nell'uso
del jo, e si dice derivi dalle tecniche di lancia.


Paolo


Paolo Bottoni

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to
"Thazy" wrote

>>
Dipende dal tipo di arma, si facevano i duelli con le spade a due mani da
fanteria e quelle pesavano fino a tre chili (e infatti si usavano molto
spesso impugnandole come un sanshaku bo)
>>

Sí, nel filmato erano i tizi nel cortile del castello, che per la verità
avevano armature incongrue fatte apparentemente da vari pezzi di uso
differente (cotta di maglia con elmo a "secchio" e spadone a due mani l'uno,
mezza armatura da torneo e spadone l'altro)


>>
Si la spada è quasi verticale ma essendo centrale rispetto al corpo è più


comodo lasciarla leggermente "pendere" indietro cmq si tratta molte volte di
guardie d'invito, posizioni tese a provocare l'attacco in una determinata
direzione.
>>

Nel kenjutsu normalmente le tre "guardie avanti" gedan, seigan (piú nota
come chudan) e jodan sono molto chiuse. Waki gamae e hasso sono "ambigue",
possono essere una posizione di attacco ma piú spesso sono una provocazione.

Hai presente il duello dei 7 samurai, col samurai magro ed impassibile?
(mooooooolto bravo) L'attaccante cambia 2/3 volte, poi si mette in jodan
perché non sa bene cosa fare; l'altro si piazza in waki gamae, come a dire
"vieni, vieni"...

Paolo

Paolo Bottoni

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to

"itto nezumi" wrote

>>
aihanmi [guardia uguale] significa che i contendenti hanno la stessa guardia
(tutt'e due dx o sin.). gyakuhanmi [guardia contraria] e' una posizione
speculare (uno in guardia
dx e l'altro sin.)
>>

Bravo, 7+ (se dicevi un'altra cosa peró c'era la decapitazione: troppo
facile...)


>>
katatetori significa presa (forse e' piu' giusto 'attacco') ad una mano con
una mano (nella realta' significa che te stanno a sflia' l'orologio dal
polso).
>>

Questa è la base. Se vai avanti significa anche yokomenuchi, o per dirla
alla Thazy traversone, o mawashi geri se hai di fronte un karateka
screanzato.

>>
di solito, nell'aikido, si portano avanti mano e piede dello stesso lato
(passo?), e' + rara la posizione tipo 'gyakutzuki' del karate (passata?).
>>

Questo magari no... ura uchi è raro con la spada, ma l'aikido non è solo
spada. L'energia (o taglio, o atemi) non parte sempre dal piede che sta
avanti. Guardati come tira ikkyo Hosokawa (a proposito: ci vai il 4/5
marzo?): mano interna avanti, piede dietro. Ma e lí che ti inchioda, sul
gomito. Poi andando avanti taglia anche all'esterno (non in basso) ma anche
quella è energia che viene dal fianco arretrato...

Paolo

Thazy

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to
Paolo Bottoni ha scritto

> Sí, nel filmato erano i tizi nel cortile del castello, che per la verità
> avevano armature incongrue fatte apparentemente da vari pezzi di uso
> differente (cotta di maglia con elmo a "secchio" e spadone a due mani
l'uno,
> mezza armatura da torneo e spadone l'altro)

Cotta di maglia e pentolare vanno bene assieme ma non sono molto concordanti
con la mezza piastre (con becco di passero immagino) (per inciso le armature
da torneo sono armature da battaglia a cui vengono aggiunge piastre
addizionali e sostituiti alcuni giunti per renderle più protettive a
discpato della mobilità)

> Nel kenjutsu normalmente le tre "guardie avanti" gedan, seigan (piú nota
> come chudan) e jodan sono molto chiuse. Waki gamae e hasso sono "ambigue",
> possono essere una posizione di attacco ma piú spesso sono una
provocazione.

Appunto, una provocazione a tirare basso o alla figura sotto l'incombente
spada che cala dall'alto in shomenuchi (?!?!?!?)

> Hai presente il duello dei 7 samurai, col samurai magro ed impassibile?
> (mooooooolto bravo) L'attaccante cambia 2/3 volte, poi si mette in jodan
> perché non sa bene cosa fare; l'altro si piazza in waki gamae, come a dire
> "vieni, vieni"...

Il film l'ho visto, il tipo magro e impassibile è un figo (^_^) il duello mi
pare di averlo presente se intendi una delle prime scene in cui si vede il
samurai in questione.

Ciao Paolo ^_^

Thazy

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to
Paolo Bottoni ha scritto
> Questa č la base. Se vai avanti significa anche yokomenuchi, o per dirla

> alla Thazy traversone, o mawashi geri se hai di fronte un karateka
> screanzato.

In realtą le tecniche cambiano nnome durante i secoli e cambaindo i maestri
(tutto il mondo č paese) cmq il colpo che equivale allo yokomen ha il nome
di dritto sgualembro (se caricato a destra) o roverso sgualembro (se
caricato a sinistra) questo se il coplo parte di prima intenzione se invece
si aggiunge l'azione del nodo di mano (il polso) in parole povere il
mulinello, il colpo prende il nome di tramazzone.
Altri nomi sono cmq usati nelle diverse epoche e nei diversi stili ^__^

Paolo Bottoni

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to

"Thazy" wrote

> In realtà le tecniche cambiano nnome durante i secoli e cambaindo i
maestri
> (tutto il mondo è paese)

Giusto; tantevvero che il traversone lo conoscono tutti, ma lo associano piú
a Baggio e Ronaldo che a D'Artagnan o Ettore Fieramosca (a proposito: l'hai
visto? intendo quello con Gino Cervi... roba seminuova)

Paolo

Paolo Bottoni

unread,
Feb 2, 2000, 3:00:00 AM2/2/00
to
"Thazy" wrote


> Il film l'ho visto, il tipo magro e impassibile è un figo (^_^) il duello
mi
> pare di averlo presente se intendi una delle prime scene in cui si vede il
> samurai in questione.

La prima in assoluto: Benkei e il suo scemotto se ne vanno in giro a cercare
samurai da assoldare, e s'imbattono in due che stanno prendendo dei bastoni
per sfidarsi. Jodan e waki-gamae, poi affondano tutti e due fermandosi
all'ultimo secondo. Quello grosso e scaciato fa ridendo "Siamo pari!";
l'altro, magro, impassibile, impeccabile fa "Ho vinto io.".

Secondo duello, a spade sguainate; il grosso affonda, ma viene tagliato un
attimo prima di toccare (nemmeno toccherebbe, l'altro con un taisabaki
perfetto si è portato fuori distanza); rimane congelato, poi lentamente
piomba al suolo alzando la polvere.

C'è un'altra scena magistrale verso la fine (Kurosawa ci sapeva fare...).
Sempre lui, il samurai impassibile. Passano al galoppo i predoni dentro il
villaggio, e lui tira un fendente all'ultimo della fila. Immancabile
OOOOOOOOOOHHHHH!!!!!! tra il pubblico: non l'ha preso!!!!!!!!!!!!

Dopo parecchi metri ancora, il predone comincia ad ammosciarsi, poi casca
giú dal cavallo, morto: l'aveva preso...


Paolo


itto nezumi

unread,
Feb 3, 2000, 3:00:00 AM2/3/00
to

Paolo Bottoni <pbo...@Xcompuserve.com> wrote in message
AzQl4.3290$P96....@news.chello.be...
>
> "itto nezumi" wrote

> Bravo, 7+ (se dicevi un'altra cosa peró c'era la decapitazione: troppo
> facile...)

no prof... facciamo 8... devo far media... mi faccia un'altra domanda!

> >>
> katatetori significa presa (forse e' piu' giusto 'attacco') ad una mano
con
> una mano (nella realta' significa che te stanno a sflia' l'orologio dal
> polso).
> >>
>

> Questa è la base. Se vai avanti significa anche yokomenuchi, o per dirla


> alla Thazy traversone, o mawashi geri se hai di fronte un karateka
> screanzato.

beh... ma *katatetori* e' con le mani poi (kat. aihanmi) puo' anche
significare che t'hanno preso da dietro (nel buon senso del termine).

a proposito di maegeri, nel programma di esame c'e' 'maegeri jiyuwaza'... ma
sono tre-tecniche-tre (irimi e kokyunage e ushirokiriotoshi), altro che
jiyuwaza!
hai altro da suggerirmi (sankyo e kotegaeshi li ho visti fare ma non li ho
mai applicati e mi sembrano un po' pericolosi... per tutt'e due))

> >>
> di solito, nell'aikido, si portano avanti mano e piede dello stesso lato
> (passo?), e' + rara la posizione tipo 'gyakutzuki' del karate (passata?).
> >>
>
> Questo magari no... ura uchi è raro con la spada, ma l'aikido non è solo
> spada. L'energia (o taglio, o atemi) non parte sempre dal piede che sta
> avanti.

infatti, non sempre... di solito.

> Guardati come tira ikkyo Hosokawa (a proposito: ci vai il 4/5
> marzo?)

da dionino? probabilmente a vedere, c'e' troppa gente!

ciao Paolo!

<:3)~~~itto nezumi~~~

PS: come sicuramente saprai, a venezia c'e' la piu' grande collezione
(pubblica e occidentale) di lame giapponesi; ci sei mai stato?
una volta chiesi a hideki se ci faceva da guida (io avrei organizzato la
gita) e lui mi ha risposto (in giap) 'ciccia'.
se ti capita di farti un giro avverti, io ci torno sempre molto volentieri.


Paolo Bottoni

unread,
Feb 3, 2000, 3:00:00 AM2/3/00
to
"itto nezumi" wrote

> a proposito di maegeri, nel programma di esame c'e' 'maegeri jiyuwaza'...
ma
> sono tre-tecniche-tre (irimi e kokyunage e ushirokiriotoshi), altro che
> jiyuwaza!
> hai altro da suggerirmi (sankyo e kotegaeshi li ho visti fare ma non li ho
> mai applicati e mi sembrano un po' pericolosi... per tutt'e due))

A Tissier gli ho visto fare shihonage... Carino, ma secondo me andiamo nella
direzione sbagliata. L'allenamento da dojo è una cosa, il combattimento
sarebbe un'altra: su un attacco di mae-geri applicheresti tecniche "jutsu"
(atemi), non cercheresti di fare la tecnica "do" (ikkyo, nikkyo, sankyo,
yonkyo e soci).

All'interno di ogni tecnica di aikido c'è spazio per uno o piú atemi,
risalendo ancora alla base ogni taisabaki puó essere propedeutico ad un
atemi.

Mae geri è un attacco frontale, quindi in linea di massima devi affrontarlo
con gli stessi taisabaki (e di conseguenza tecniche) di katatetori aihanmi.
Infatti, iriminage, kokyunage, ushirokiiriotoshi... A te la scelta su come
arriccchire il campionario.

> da dionino? probabilmente a vedere, c'e' troppa gente!

Questo passa il convento...

> PS: come sicuramente saprai, a venezia c'e' la piu' grande collezione
> (pubblica e occidentale) di lame giapponesi; ci sei mai stato?
> una volta chiesi a hideki se ci faceva da guida (io avrei organizzato la
> gita) e lui mi ha risposto (in giap) 'ciccia'.

Per forza: c'è già stato (con me...). Puó darsi che il suo carnet fosse
completo per un bel pezzo, bisognerebbe vedere quando fa un raduno a
Venezia.

Valgono la pena anche lo Stibbert a Firenze (slurp anche per le armi
occidentali, c'è addirittura un elmo da legionario romano) ed il Chiossone a
Genova. Altra "roba" deve essere inguattata da qualche parte (Castello
Sforzesco a Milano, Castel Sant'Angelo a Roma) ma non la tirano mai fuori.

Delinquenti!!!...

Paolo


Thazy

unread,
Feb 3, 2000, 3:00:00 AM2/3/00
to
Paolo Bottoni wrote

> Giusto; tantevvero che il traversone lo conoscono tutti, ma lo associano
piú
> a Baggio e Ronaldo che a D'Artagnan o Ettore Fieramosca (a proposito:
l'hai
> visto? intendo quello con Gino Cervi... roba seminuova)

No, cercherò di procuarrmi anche questo ^_^

Thazy

unread,
Feb 3, 2000, 3:00:00 AM2/3/00
to
Paolo Bottoni wrote

> C'è un'altra scena magistrale verso la fine (Kurosawa ci sapeva fare...).
> Sempre lui, il samurai impassibile. Passano al galoppo i predoni dentro il
> villaggio, e lui tira un fendente all'ultimo della fila. Immancabile
> OOOOOOOOOOHHHHH!!!!!! tra il pubblico: non l'ha preso!!!!!!!!!!!!
> Dopo parecchi metri ancora, il predone comincia ad ammosciarsi, poi casca
> giú dal cavallo, morto: l'aveva preso...

Si, si mi ricordo... infatti mio fratello che passava di là ha detto
"Sfigato, l'ha mancato !!!" e io impassibile (^_^) "l'ha preso !", poi il
predone cade e mio fratello diceva che avevo già visto il film etc, etc etc
e io a negare etc etc etc ^________^

Thazy

unread,
Feb 5, 2000, 3:00:00 AM2/5/00
to
Paolo Bottoni wrote
> Mae geri č un attacco frontale, quindi in linea di massima devi

affrontarlo
> con gli stessi taisabaki (e di conseguenza tecniche) di katatetori
aihanmi.
> Infatti, iriminage, kokyunage, ushirokiiriotoshi... A te la scelta su come
> arriccchire il campionario.

Mi risordo di aver visto una tecnica che veniva spacciata per aikido (e mi
sembrava plausibile) che si concertizzava piů o meno cosě:
Attacco di Mae Geri, la tizia che fa la tecnica va verso il calcio ma
girando verso il lato esterno della gamba che sta arrivando al suo plesso
solare, girando di 180° fino a guardare nella stessa direzione
dell'attacante lascia che il suo braccio esterno (che poi diventa interno
alla fine della tecnica) vada sotto la gamba del tizio che attacca e poi la
spinge in alto ottenendo cosě che il povero aggressore cada battendo a terra
le natiche.
Se non si č capito niente pazienza, stasera mi sento dislessico.

Ciao
--
Thazy... [Scherma Storica]
Non ti fidar di me se il cuor ti manca !!!
<th...@tin.it>
SITO ISAM <http://members.xoom.com/isam_staff/>

> Valgono la pena anche lo Stibbert a Firenze (slurp anche per le armi
> occidentali, c'č addirittura un elmo da legionario romano) ed il Chiossone

Paolo Bottoni

unread,
Feb 6, 2000, 3:00:00 AM2/6/00
to
"Thazy" wrote

>>
Mi risordo di aver visto una tecnica che veniva spacciata per aikido (e mi

sembrava plausibile) che si concertizzava più o meno così: Attacco di Mae


Geri, la tizia che fa la tecnica va verso il calcio ma girando verso il lato
esterno della gamba che sta arrivando al suo plesso solare, girando di 180°
fino a guardare nella stessa direzione dell'attacante lascia che il suo
braccio esterno (che poi diventa interno alla fine della tecnica) vada sotto

la gamba del tizio che attacca e poi la spinge in alto ottenendo così che il
povero aggressore cada battendo a terra le natiche. Se non si è capito


niente pazienza, stasera mi sento dislessico.
>>

Meglio dislessico che anoressico...

La tecnica potrebbe benissimo essere aikido: una applicazione di iriminage
adattata - un pó ingenuamente - alla situazione.

Dico ingenuamente ma potrebbe benissimo essere una versione "da
dimostrazione" per far fare il classico <Oooooooooooooh!!!!!> al pubblico.

In realtà se fai il normalissimo e banalissimo iriminage (tutto come prima,
ma per proiettare fai leva sul mento di uke sollevandolo verso l'alto e poi
verso il basso) va molto meglio, è piú naturale ed efficace.

Se prendi sotto la gamba allora è meglio un otoshi: cioè sollevare le gambe
e far cadere l'uke non sulle natiche (quello è in ogni caso un errore di
uke) ma sulla testa.

Paolo


> Ciao
> --
> Thazy... [Scherma Storica]
> Non ti fidar di me se il cuor ti manca !!!
> <th...@tin.it>
> SITO ISAM <http://members.xoom.com/isam_staff/>
>

> > Valgono la pena anche lo Stibbert a Firenze (slurp anche per le armi

> > occidentali, c'è addirittura un elmo da legionario romano) ed il

itto nezumi

unread,
Feb 7, 2000, 3:00:00 AM2/7/00
to

Thazy <th...@SKtin.it> wrote in message 87cc0i$8s3$2...@nslave1.tin.it...

> Paolo Bottoni wrote
> > C'è un'altra scena magistrale verso la fine (Kurosawa ci sapeva
fare...).
> > Sempre lui, il samurai impassibile. Passano al galoppo i predoni dentro
il
> > villaggio, e lui tira un fendente all'ultimo della fila. Immancabile
> > OOOOOOOOOOHHHHH!!!!!! tra il pubblico: non l'ha preso!!!!!!!!!!!!
> > Dopo parecchi metri ancora, il predone comincia ad ammosciarsi, poi
casca
> > giú dal cavallo, morto: l'aveva preso...
>
> Si, si mi ricordo... infatti mio fratello che passava di là ha detto
> "Sfigato, l'ha mancato !!!" e io impassibile (^_^) "l'ha preso !", poi il
> predone cade e mio fratello diceva che avevo già visto il film etc, etc
etc
> e io a negare etc etc etc ^________^

mi ricorda la barzelletta dei due carabinieri che vedendo un film western
scommettono 50 k sul duello finale (fra il buono ed il cattivo) ...
vince il buono e l'appuntato che si prende i soldi confessa di aver gia'
visto il film piu' volte...
l'altro risponde:-anch'io l'avevo gia visto...
il primo:- allora perche' hai scommesso?
l'altro:- oggi il cattivo mi sembrava piu' in forma!
<:3)~~~itto nezumi~~~

itto nezumi

unread,
Feb 7, 2000, 3:00:00 AM2/7/00
to

Paolo Bottoni <pbo...@Xcompuserve.com> wrote in message
rjan4.1390$gM3....@news.chello.be...

> "Thazy" wrote
>
> >>
> Mi risordo di aver visto una tecnica che veniva spacciata per aikido (e mi
> sembrava plausibile) che si concertizzava più o meno così: Attacco di Mae
> Geri, la tizia che fa la tecnica va verso il calcio ma girando verso il
lato
> esterno della gamba che sta arrivando al suo plesso solare, girando di
180°
> fino a guardare nella stessa direzione dell'attacante lascia che il suo
> braccio esterno (che poi diventa interno alla fine della tecnica) vada
sotto
> la gamba del tizio [...cut ...]
>>>

> La tecnica potrebbe benissimo essere aikido: una applicazione di iriminage
> adattata - un pó ingenuamente - alla situazione.

io, giusto per alzare il voto, avrei detto kokyunage... per l'irimi, il
braccio sotto la gamba, dovrebbe essere l'altro...

> > > Valgono la pena anche lo Stibbert a Firenze (slurp anche per le armi
> > > occidentali, c'è addirittura un elmo da legionario romano) ed il
> Chiossone
> > a
> > > Genova. Altra "roba" deve essere inguattata da qualche parte (Castello
> > > Sforzesco a Milano, Castel Sant'Angelo a Roma) ma non la tirano mai
> > fuori.

lo Stibbert mi manca, il Chiossone lo conosco bene, piu' bello
(architettonicamente) e piu' chiaro e pulito (come didascalie) di quello
veneto, ma moooolto piu' povero.
a prop. le armature al Chiossone sono conservate 'in piedi', generalmente
sono invece 'sedute' ed ho letto che quest'ultimo e' il modo corretto di
conservarle. ne sai qualcosa?
e, parlando di conservazione, mi sono sempre posto una domanda: le lame giap
sono delicatissime, andrebbero manutenute spesso, con l'aria salina di
Venezia e con la cura tipica dei musei italiani, non e' che in realta'
dentro le saye del museo di s.stae c'e' solo ruggine?

> > >
> > > Delinquenti!!!...

appunto!!!!
<:3)~~~itto nezumi~~~


Hawk

unread,
Feb 7, 2000, 3:00:00 AM2/7/00
to

Thazy <th...@SKtin.it> wrote in message 87icg7$21n$2...@nslave1.tin.it...
> Paolo Bottoni wrote
> > Mae geri è un attacco frontale, quindi in linea di massima devi

> affrontarlo
> > con gli stessi taisabaki (e di conseguenza tecniche) di katatetori
> aihanmi.
> > Infatti, iriminage, kokyunage, ushirokiiriotoshi... A te la scelta
su come
> > arriccchire il campionario.
>
> Mi risordo di aver visto una tecnica che veniva spacciata per aikido
(e mi
> sembrava plausibile) che si concertizzava più o meno così:
> Attacco di Mae Geri, la tizia che fa la tecnica va verso il calcio ma
> girando verso il lato esterno della gamba che sta arrivando al suo
plesso
> solare, girando di 180° fino a guardare nella stessa direzione
> dell'attacante lascia che il suo braccio esterno (che poi diventa
interno
> alla fine della tecnica) vada sotto la gamba del tizio che attacca e

poi la
> spinge in alto ottenendo così che il povero aggressore cada battendo a
terra
> le natiche.
> Se non si è capito niente pazienza, stasera mi sento dislessico.

Se ho capito bene è la stessa tecnica che si vede nel film "Nico"
all'inizio (quando seagal si fa vedere nel dojo e prova questa
tecnica proprio contro maegeri).
Nel film è stata portata in modo più secco (l'aggressore,uke, non è
finito con le natiche a terra ma con la parte alta della schiena
e,facendola ancora più "marziale", si può portare direttamente la testa
a
terra).
Probabilmente (scusate la mia scarsa conoscenza dell'aikido ^___^)
dovrebbe trattarsi di una forma di kokyu nage (anche se è un termine
generico che indica una grande varietà di proiezioni)

--
Hawk
Suguni mata!

Paolo Bottoni

unread,
Feb 7, 2000, 3:00:00 AM2/7/00
to

"itto nezumi" wrote

>>
a prop. le armature al Chiossone sono conservate 'in piedi', generalmente
sono invece 'sedute' ed ho letto che quest'ultimo e' il modo corretto di
conservarle. ne sai qualcosa?
>>

Il modo corretto di conservarle sarebbe chiuse dentro le loro casse da
trasporto. Se si vogliono esporre, tradizionalmente in Giappone si mettono
sedute proprio sulla cassa.

>>
e, parlando di conservazione, mi sono sempre posto una domanda: le lame giap
sono delicatissime, andrebbero manutenute spesso, con l'aria salina di
Venezia e con la cura tipica dei musei italiani, non e' che in realta'
dentro le saye del museo di s.stae c'e' solo ruggine?
>>

Non è che le lame giapponesi siano particolarmente delicate. Abbiamo lame di
centinaia di secoli in condizioni splendide, perché hanno ricevuto nel corso
dei secoli nient'altro che l'ordinaria manutenzione: polvere di uchiko, a
noi sembra talco ma è la corazza di un insetto macinata - a volte mischiata
con limatura di uchigomori (pietra da affilare), e infine una ripulita con
carta nugui sostituibile, e lo so che non è romantico ma ciccia, con
volgarissimi fazzoletti scottex; ogni tanto una goccia di olio di choji. E
NIENT'ALTRO.

Le lame dei musei italiani sono normalmente in condizioni pessime, ma
recuperabili senza grossi problemi, proprio perché non ci hanno mai messo le
mani. Il problema sarebbe trovare chi fa la pulitura a tutta quella roba, ma
soprattutto trovare poi chi continua a fare la manutenzione (almeno una
volta a settimana). Meglio lasciarle come stanno...

Paolo


Paolo Bottoni

unread,
Feb 7, 2000, 3:00:00 AM2/7/00
to

"Hawk" wrote

> Se ho capito bene è la stessa tecnica che si vede nel film "Nico"
> all'inizio (quando seagal si fa vedere nel dojo e prova questa
> tecnica proprio contro maegeri).

Non ho visto il film ma mi pare plausibile. E' una tecnica che nei dojo non
si fa molto: troppo pericolosa (se l'uke non è modello Tiramolla prima o poi
batte la testa).

Paolo

Hawk

unread,
Feb 8, 2000, 3:00:00 AM2/8/00
to

Paolo Bottoni <pbo...@Xcompuserve.com> wrote in message
aozn4.333$nc....@news.chello.be...

Si,in effetti Seagal si era scelto un tipo di gomma che si è piegato
come un giunco ^__^

--
Hawk
Suguni mata!

Thazy

unread,
Feb 11, 2000, 3:00:00 AM2/11/00
to
Hawk ha scritto

> Se ho capito bene è la stessa tecnica che si vede nel film "Nico"
> all'inizio (quando seagal si fa vedere nel dojo e prova questa
> tecnica proprio contro maegeri).

Mah non saprei nel film che dici so che al'inizio c'è un irimi nage (che è
una specie di clothesline mi pare di aver capito, sempre che io abbia capito
cosa è la clothesline)
Qui la cosa è un po' diversa, i due cominciano uno davanti all'altro poi si
trovano uno a fianco all'altro guardando nella stessa direzione
(naturalmente chi ha tirato il calcio non ha ruotato è sempre nella sua
direzione originaria) con l'aikidoka che sta dalla parte della gamba che il
tipo ha usato per il calcio. Il braccio interno (quello verso l'attacante)
dell'aikidoka è sotto il ginocchio della gamba sollevata nel calcio e lo
stesso braccio sollevandosi lancia in alto la gamba e fa atrerrare
l'attaccante con uan parte non precisata del suo lato posteriore (scusate ma
la sequenza fotografica si interrompeva con l'attaccante in fase di volo)

T.A.C. One

unread,
Feb 14, 2000, 3:00:00 AM2/14/00
to
Hawk Wrote:

> > Non ho visto il film ma mi pare plausibile. E' una tecnica che nei
> dojo non
> > si fa molto: troppo pericolosa (se l'uke non è modello Tiramolla prima
> o poi
> > batte la testa).
>
> Si,in effetti Seagal si era scelto un tipo di gomma che si è piegato
> come un giunco ^__^

Quel tipo di gomma è il tipo (non chiedetemi il nome che non ricordo)
che insegna al suo dojo negli USA (al posto suo, direi, oramai ^__^)
quando lui non lo fai...

Ma già che ci siamo apriamo un bel thread... esercizi per migliorare le
cadute... (a parte le stesse proiezioni, ovviamente) sia standard che,
chiaramente, le varie volanti e a 'foglia morta'.

Tac
(aikido)

T.A.C. One

unread,
Feb 14, 2000, 3:00:00 AM2/14/00
to
Paolo Bottoni Wrote:


> >>
> Se non sbaglio Hasso no Kamae si fa con la punta della spada rivolta verso
> l'indietro !
> >>
>

> No, quello è waki gamae. Hasso è con la spada verticale, tsuba a


> lato dell'orecchio destro in alcune scuole, sul torace a destra in altre
> (vedi Toshiro Mifune nei film). E' avanti normallmente il piede sinistro.

Detto anche 'Hasso Gedan'....

Vedi che tutto torna? ^_____^

Tac
(aikido)

T.A.C. One

unread,
Feb 14, 2000, 3:00:00 AM2/14/00
to

Paolo Bottoni

unread,
Feb 14, 2000, 3:00:00 AM2/14/00
to

"T.A.C. One" wrote

> Vedi che tutto torna? ^_____^


Torna dentro!!!....

Paolo


T.A.C. One

unread,
Feb 14, 2000, 3:00:00 AM2/14/00
to
Paolo Bottoni Wrote:


> >>
> Se non sbaglio Hasso no Kamae si fa con la punta della spada rivolta verso
> l'indietro !
> >>
>
> No, quello è waki gamae. Hasso è con la spada verticale, tsuba a
> lato dell'orecchio destro in alcune scuole, sul torace a destra in altre
> (vedi Toshiro Mifune nei film). E' avanti normallmente il piede sinistro.

Detto anche 'Hasso Gedan'....

Vedi che tutto torna? ^_____^

Tac
(aikido)

T.A.C. One

unread,
Feb 14, 2000, 3:00:00 AM2/14/00
to
Qui la cosa è un po' diversa, i due cominciano uno davanti all'altro poi
si

> trovano uno a fianco all'altro guardando nella stessa direzione
> (naturalmente chi ha tirato il calcio non ha ruotato è sempre nella sua
> direzione originaria) con l'aikidoka che sta dalla parte della gamba che il
> tipo ha usato per il calcio. Il braccio interno (quello verso l'attacante)
> dell'aikidoka è sotto il ginocchio della gamba sollevata nel calcio e lo
> stesso braccio sollevandosi lancia in alto la gamba e fa atrerrare
> l'attaccante con uan parte non precisata del suo lato posteriore

Credo di aver capito (scusa il ritardo di risposta, leggo solo ora il
tuo msg...).

E' un applicazione di kokyu nage detto anche, in gergo, sokumen
iriminage. Solitamente il braccio di chi aplpica la tecnica viene
portato verso il viso dell'aversario, col gomito a premere sulla gola
(ma solo nel caso sia un'applicazione marziale), mentre in questo caso
viene infilato sotto la gamba avversaria prima di alzarlo, cosicchè la
proiezione avviene ancora in fase ascendente.

Carino, si, se hai bisogno di aggiustare i movimenti (hai fatto un irimi
troppo corto), ma credo ci siano tecniche migliori.

Ciao

Tac
(aikido)

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