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KyokushinKai: il Cuore Guerriero

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Donatello Rizzo

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Nov 3, 1999, 3:00:00 AM11/3/99
to
L'importanza d'avere organizzato questa competizione

L'importanza d'avere organizzato questa competizione

Qualche tempo fa, esattamente Sabato 18 Aprile 1998, nell’impianto
sportivo di Parigi Bercy, si è tenuto un importante evento per i
francesi: la competizione tra i karateka di Kyokushinkai. Era un
evento molto importante per diversi motivi, tra gli altri perche
questo scontro, che ha radunato 26 Paesi, é stato sul punto di non
celebrarsi in Francia...Perché? Perché il Kyokushinkai non gode di una
buona fama, ha la reputazione di essere una disciplina dura e
violenta, un Karate scandaloso in cui i combattimenti di solito
finiscono con il K.O. E' una competizione dove i colpi vengo sferrati
sul serio e questo non rientra nella logica della legislazione
francese che sostiene che un combattimento che prevede il K.O. dave
utilizzare i guanti...una legislazione che accetta la Boxe inglese, ma
che rifiuta il Kyokushinkai...
Questa Coppa del Mondo ci ha dato l’occasione per riflettere. Com’è
possibile che una disciplina qualificata come estrema (e addirittura
inammissibile) dalle istituzioni francesi, possa essere considerata in
Asia, come l’erede di una filosofia dello sviluppo personale ispirata
nel Budo giapponese o nel Buddismo? Siamo sicuri di aver compreso bane
le Arti Marziali giapponesi?

Un Budo poco gentile

Tanti sono andati a vedere questa Coppa del Mondo, come se si
trattasse di un moderno campionato per professionisti con tutti gli
ingredienti necessari: pugni, calci, sponsor, luci, grandi nomi,
tecnica e, possibilmente, sangue e K.O.. Dopo tutto, i migliori in
questa disciplina, come il brasiliano Filho o lo svizzero Andy Hug,
sono passati dal rigoroso spirito del Kyokushin allo spettacolo
parossistico del K-1 giapponese. Quelli che si sono recati a Bercy di
certo sono andati a vedere questa competizione sicuri di trovare un
Budo un pò meno gentile di quello che si è soliti immaginare in
Europa, ma nonostante tutto una manifestazione di Budo.
Sappiamo già che il messaggio della Arti Marziali giapponesi ha
riscosso un notevole successo in Occidente. Questo messaggio, forse
vago, evidentemente complesso e tante volte male inteso, è l’essenza
delle Arti Marziali, quello che le rende uniche al mondo. Di che cosa
si tratta? Ce lo rivela Jigoro Kano, colui che ha introdotto il
concetto del Do nelle Arti Marziali: "Ho studiato il Ju-Jitsu non solo
perché lo trovavo interessante, ma anche per ché mi sono reso conto
che era il modo migliore per sviluppare sia il corpo che lo spirito".
Quest’idea non era nuova. Jigoro Kano traduceva in questo modo
l’antico legame tra il mondo dei guerrieri giapponesi e l’ideale di
perfezionamento personale delle filosofie orientali, tra le altre il
Buddismo. Nel Budo, ovvero la "via marziale", sono contenute
l’originalità e la forza delle pratiche marziali giapponesi. Il Budo
si può definire come un mezzo di educazione e di sviluppo individuale
attraverso la continua pratica di un arte di combattimento. Quest’idea
è molto antica. Per i Maestri del Buddismo Zen dell’Ottocento,
nell’incessante ricerca dell’efficacia e del movimento corretto dei
Samurai dell’epoca si trovava la vera chiave della conquista di se
stessi. Perché? Perché le esigenze di questa ricerca provocavano una
violenta scossa interna. Perchè la ricerca dell’efficacia portava
immancabilmente a quelle esperienze (duello alla morte, allenamento
intensivo, bisogno di perfezione del movimento...), per terminare in
un vero processo di maturazione dell’essere. Nell’ultimo grado di
questa ricerca vincere era in realtà "vincere se stesso".
Per noi, l’esigenza di quest’efficacia diminuisce progressivamente via
via che il nostro mondo si organizza, quando troviamo altre soluzioni
al di là del combattimento o della guerra per risolvere i conflitti
umani, quando le guerre diventano virtuali, atomiche, complesse. . .
Ma la complessità di questo mondo non diminuisce il bisogno di trovare
soluzioni per lo sviluppo personale, per crescere, per maturare
interiormente. Viviamo male. Per questo, non sono mai stati tanto
vicini quanto lo sono adesso l’idealismo del Buddismo e quello di
altre filosofie orientali che ci aiutano nell’interpretazione
psicologica del mondo e che ci offrono le opportunità per uno sviluppo
personale e per superare i nostri limiti, grazie alle soluzioni che ci
propongono.
Abbiamo bisogno di svilupparci, di maturare psicologicamente e le Arti
Marziali sono un mezzo per riuscirci. Il problema è che delle volte
abbiamo dimenticato la logica di questa vecchia ricetta
e pensiamo che le Arti Marziali orientali erano sublimi, dolci ed
eteree, rispettose del corpo e della salute dei suoi praticanti, senza
rischi nè ferite.
Quest’immagine ingenua ci mostra una realtà sia concettuale che
storica su quello che era il Budo ai suoi inizi. All’epoca del "dolce
e gentile" Jigoro Kano, del "dolce e gentile" Gichin Funakoshi, gli
allenamenti di Judo e di Karate "costringevano" i loro praticanti ad
un vero inferno, sia per la loro intensità che per la loro violenza. I
primi combattimenti vinti dal Judo Kodokan finivano delle volte con la
morte senza che nessuno si stupisse, mentre i primi esperti in Karate
allenavano intensamente i giovani dell’Impero del Sol Levante per
comportarsi come uomini sul campo di battaglia (cioè, come "futuri
morti" nella migliore tradizione giapponese). Per quanto riguarda la
vita del "dolce e gentile" Monhei Ueshiba, fu, fino ad un’età
avanzata, una continua serie di duelli alla mode. Questi tre uomini
erano coscienti del valore educativo delle loro pratiche e su questo
hanno basato le loro discipline marziali. In questo modo aprirono il
cammino a tutti coloro che avessero deciso di condividerlo, ma non
fecero mai nulla per togliere il rigore o la durezza delle pratiche.
Al contrario, la scomparsa dell’imperativo guerriero aumentò le
possibilità di allenamento e anche le esigenze fisiche a mentali. La
morte o la ferita grave sono sempre meno presenti, ma il dolore e il
confronto con se stessi e quindi quello con gli altri, sono sempre
presenti.

No pain, no gain

In questo mondo consumistico, l’idea di pagare il nostro progresso con
qualcosa di più di una quota d’iscrizione e con una relativa assiduità
ad allenamenti intensi, sembra sempre più strana. Tuttavia è quello
che vengono a farci ricordare quelli "abominevoli soggetti" del
Kyokushin. "No pain, no gain" dicono i culturisti americani. Seguendo
questo principio non risparmiano i loro sforzi e neanche la loro
salute per avere quello che vogliono, ovvero muscoli. Sanno di che
cosa si tratta... un muscolo si misura e, fino ad oggi, l’unico modo
di farlo diventare più grande è attraverso un duro allenamento. "No
pain, no gain" dicono i praticanti di Karate Kyokushin. Secondo questo
principio si adattano alla logica originale del Budo che includeva
nella sua pratica una bella dose di combattimenti e sofferenze. Sanno
quello che vogliono: "trovare la forza a la sapienza", come dice uno
dei giuramenti che deve fare il praticante. Ma cercano anche lo
sviluppo della fiducia in se stessi, la calma di fronte alle
difficoltà e altre qualità che si acquistano con la pratica reale di
un’arte di lotta violenta. Per questo motivo seguono la via del
combattimento tale come la definì Masutatsu Oyama, il creatore dello
stile, in un rigoroso rispetto delle regole tradizionali del Budo. Se
il Budo è la via del combattimento, diceva il mio Maestro, come
possiamo aspettare di trarre vantaggio da tale via soltanto con un
combattimento simulato, senza confronto reale, senza essere neanche
per un secondo in pericolo? Forse si può discutere il modo in cui
aderiscono a questa logica, ma almeno hanno il merito di ricordarci il
principio fondamentale della nostra pratica. I Samurai cercano sempre
il movimento preciso, la massima efficacia attraverso un allenamento
in cui non erano ammesse concessioni. In quel cammino trovarono
un’etica a delle prospettive di sviluppo personale. Se noi stessi
siamo interessati a questo processo di sviluppo interno che può
nascere da una pratica intensa di combattimento, dobbiamo almeno
cercare anche il movimento preciso da una prospettiva di combattimento
(anche se si tratta di un confronto sportivo). Diamo al nostro
allenamento la possibilità di offrire quel piccolo impatto di realtà
alle nostre vite. Pretendiamo di praticare un’Arte Marziale e ci fa
paura il Kyokushinkai? "Chi ha detto che fosse facile, che non facesse
paura?" sembra chiederci iI vecchio Oyama sorridendo, con le braccia
incrociate a con i suoi pugni da macellaio. Nessuno. Tuttavia, quando
sogniamo di migliorare le nostre vite, cambiando il nostro spirito,
poche volte realizziamo che questo costa. Cambiare se stessi,
fisicamente e mentalmente, con la pratica dei movimenti di
combattimento, non è per niente una meta semplice. Anche se ci
piacerebbe pensare che si può seguire quella via senza prendere nessun
rischio, senza dover dimostrare valore, spirito deciso a pazienza.
Lo stile specifico di Karate-Contact che alcuni hanno avuto
l’occasione di contemplare il 18 Aprile 1998 a Parigi Bercy non é
evidentemente l’unica scuola che segue il cammino tradizionale delle
Arti Marziali. Però a suo modo ha il merito di ricordarci che lo scopo
del Budo è diverso da quello della ginnastica (include in qualche modo
un principio di scontro e di morte) a non si riesce senza un impegno
totale ed un allenamento continuo e sincero... qualcosa che non si può
ottenere senza assumere rischi, accettare dolori a superare paure.
La forza, coma la calma, la dolcezza l’atarassia del guerriero
pacifico si trovano forse alla fine di un allenamento rigoroso. E' un
progetto bellissimo, ma ci vuole coraggio...

"Senza altro desiderlo che quello della forza a della sapienza" 6°
giuramento del Kyokushin.

Fonte: Budo International (Maggio 1998)
Autore: Emmanuel Charlot


Mario Cosentino

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Nov 3, 1999, 3:00:00 AM11/3/99
to

Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message
3820672e...@news.clio.it...
> ........ Pretendiamo di praticare un'Arte Marziale e ci fa

> paura il Kyokushinkai? "Chi ha detto che fosse facile, che non facesse
> paura?" sembra chiederci iI vecchio Oyama sorridendo, con le braccia
> incrociate a con i suoi pugni da macellaio...........

Ciao Donatello,
con tutto il rispetto per la tua grande passione, ma credo che tu stia
cominciando ad esagerare (nel senso benevolo della parola).
IMHO.
E con tutto il rispetto possibile.
Paura del Kyokushinkai ?
Uhmmmmm............
Il vecchio Sensei Oyama sorride ma con le braccia e i pugni da
macellaio.......
Ma l'essenza delle AM non e' la NON violenza ?
La possibilita' di NON essere sempre costretti ad usare la forza (bruta) ?
Mi dispiace ma dai tuoi post e dal msg del Sensei Oyama si evince proprio
l'opposto.
Forse sbaglio, non so.
Ma se il Kyokushinkai modificasse i suoi regolamenti sportivi e desse la
possibilita' di colpire anche al volto allora forse tutto cambierebbe.
Vero Donatello ?
Vero Sensei Oyama ?
Forse si tornerebbe al Karate-Do............
Quello con il controllo, tanto per essere chiaro.
Mi ripeto: con il massimo del rispetto !
OSS !!!
Maestro Mario Cosentino
Juko Junior Club
Milano
--------------------------------------------------------------
ICQ number 46225702
Personal Home Page:
http://web.tiscalinet.it/MarioCosentino
---------------------------------------------------------------

Donatello Rizzo

unread,
Nov 4, 1999, 3:00:00 AM11/4/99
to
Ciao Mario,

>E con tutto il rispetto possibile.
>Paura del Kyokushinkai ?
>Uhmmmmm............

Sembra proprio che le cose stiano così...

>Il vecchio Sensei Oyama sorride ma con le braccia e i pugni da
>macellaio.......
>Ma l'essenza delle AM non e' la NON violenza ?
>La possibilita' di NON essere sempre costretti ad usare la forza (bruta) ?
>Mi dispiace ma dai tuoi post e dal msg del Sensei Oyama si evince proprio
>l'opposto.

Caro Mario, Ti prego di farmi notare dove hai intravisto quella
"violenza" di cui parli e dico "violenza". Io ho parlato di
significato di AM. Che differenza c'è tra AM e ginnastica? Quali sono
gli elementi che differenziano queste due pratiche? In cosa si
differenzia la preparazione, la ricerca, l'allenamento? In cosa ci
alleniamo nelle AM? E cosa più importante è giusto il modo con cui ci
alleniamo allo SCONTRO con il prossimo nel caso in cui questo sia
inevitabile? Credi davvero che quello che si studia in palestra in
un'AM "dolce e graziosa" possa davvero servire in un combattimento?
Mmmhhh, credo proprio di no, la vita e gli eventi ce lo insegnano.

>Ma se il Kyokushinkai modificasse i suoi regolamenti sportivi e desse la
>possibilita' di colpire anche al volto allora forse tutto cambierebbe.
>Vero Donatello ?
>Vero Sensei Oyama ?

Ti risponderò per me. Magari Sosai Oyama ti verrà in sogno! ;)
Il divieto del pugno al viso è stato imposto dallo stesso Oyama in
seguito all'uccisione di quell'uomo.

Caro Mario, non puoi certo paragonare i colpi che ci si scambiano in
un torneo di KyokushinKai con quelli dello Shotokan. Questo perchè
nello Shotokan ogni colpo viene "controllato" generando un "non colpo"
o "finta". Non saprai mai che effetti abbia realmente. Nello Shotokan
si dice "noi però abbiamo i pugni al viso"...quelli sarebbero
pugni?!?!? Una finta?!?!? Hahhahaha!

Cosa succederebbe invece se nel Kyokushin esistesse la regola del
pugno/gomitata/shuto alla testa? I combattimenti sarebbero VERAMENTE
violenti e non potendo andare a terra i due continuerebbero a colpirsi
con tutta la potenza...risultato: la morte di uno dei due, perchè un
conto è "far finta" di stendere il braccio vero si viso
dell'avversario, un conto è invece colpirlo ripetutamente con tutta la
forza e senza alcuna protezione.

>Quello con il controllo, tanto per essere chiaro.
>Mi ripeto: con il massimo del rispetto !

Non ho mai pensato il contrario, ho molto rispetto per le opinioni del
prossimo. Un cordiale saluto. OSU!

Mario Cosentino

unread,
Nov 4, 1999, 3:00:00 AM11/4/99
to

Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message
3821447e...@news.clio.it...
> >Paura del Kyokushinkai ?

> Sembra proprio che le cose stiano così...
>

Ciao Donatello,
da cosa evinci che si ha paura del Kyokushinkai ???
Mi potresti fare qualche esempio ?

>
> Caro Mario, Ti prego di farmi notare dove hai intravisto quella
> "violenza" di cui parli e dico "violenza".

I tuoi post che parlano con vemenza del Kyokushinkai sono intrisi di
violenza.
(Anche contro gli animali, se non sbaglio)
Tutto cio' che leggo, riferito allo stile o al suo fondatore, mi fa pensare
a qualcosa di molto violento.
Molto diverso dallo spirito del Karate-Do che Oyama dovrebbe aver appreso
dal suo Maestro Funakoshi !!!
Ed e' anche significativo cio' che dici sulla sua esperienza fuorilegge e
sui Yakuza..............

> Io ho parlato di
> significato di AM. Che differenza c'è tra AM e ginnastica? Quali sono
> gli elementi che differenziano queste due pratiche? In cosa si
> differenzia la preparazione, la ricerca, l'allenamento? In cosa ci
> alleniamo nelle AM? E cosa più importante è giusto il modo con cui ci
> alleniamo allo SCONTRO con il prossimo nel caso in cui questo sia
> inevitabile? Credi davvero che quello che si studia in palestra in
> un'AM "dolce e graziosa" possa davvero servire in un combattimento?
> Mmmhhh, credo proprio di no, la vita e gli eventi ce lo insegnano.
>

Un'AM dolce e graziosa ???
Mi piacerebbe vederti combattere contro qualche KarateKa che puo' affondare
i colpi..................
O contro qualche JutsuKa che puo' portare le leve e gli strangolamenti fino
alla fine..............
Ma lo vuoi capire che il controllo e' crescita interiore ???

>
> Ti risponderò per me. Magari Sosai Oyama ti verrà in sogno! ;)
> Il divieto del pugno al viso è stato imposto dallo stesso Oyama in
> seguito all'uccisione di quell'uomo.
>

Certo devi ammettere che se si potesse colpire al viso tutto sarebbe diverso
!!!
Quindi..................

> Caro Mario, non puoi certo paragonare i colpi che ci si scambiano in
> un torneo di KyokushinKai con quelli dello Shotokan. Questo perchè
> nello Shotokan ogni colpo viene "controllato" generando un "non colpo"
> o "finta". Non saprai mai che effetti abbia realmente. Nello Shotokan
> si dice "noi però abbiamo i pugni al viso"...quelli sarebbero
> pugni?!?!? Una finta?!?!? Hahhahaha!
>

Una finta ???
Uhmmmmmmmmm
Forse e' meglio che torni a praticare Kumite Shotokan !!!
Se solo per uno spiacevole incidente un Atleta ti tocca vai all'ospedale !!!
E succede (sia per sbaglio che per volonta').

> Cosa succederebbe invece se nel Kyokushin esistesse la regola del
> pugno/gomitata/shuto alla testa? I combattimenti sarebbero VERAMENTE
> violenti e non potendo andare a terra i due continuerebbero a colpirsi
> con tutta la potenza...risultato: la morte di uno dei due, perchè un
> conto è "far finta" di stendere il braccio vero si viso
> dell'avversario, un conto è invece colpirlo ripetutamente con tutta la
> forza e senza alcuna protezione.
>

Quindi.................
Per assurdo, io che pratico Kumite del Kyokushinkai, dovrei accettare di
mettere KO un mio ipotetico avversario, magari che conosco pure (!!!), e
questa e' l'AM "vera" che tu professi nei tuoi post ???
Meglio il controllo........
IMHO

> Non ho mai pensato il contrario, ho molto rispetto per le opinioni del
> prossimo. Un cordiale saluto. OSU!

Anch'io rispetto le tue posizioni, Donatello !!!
Siamo qui per dialogare e discutere.
Confrontarsi per crescere !

Reza

unread,
Nov 4, 1999, 3:00:00 AM11/4/99
to

Mario Cosentino <marioco...@tiscalinet.it> wrote in message
news:7vptg6$t9g$1...@draco.tiscalinet.it...

> Ciao Donatello,
> con tutto il rispetto per la tua grande passione, ma credo che tu stia
> cominciando ad esagerare (nel senso benevolo della parola).
> IMHO.

> E con tutto il rispetto possibile.
> Paura del Kyokushinkai ?
> Uhmmmmm............

> Il vecchio Sensei Oyama sorride ma con le braccia e i pugni da
> macellaio.......

Se mi permettete vorrei dire due parole,
secondo il mio modesto parere stiamo
confondendo un po le cose.
Quello che fece nella vita il Maestro, il
suo cammino, le sue disavventure e le
glorie conquistate sul campo di battaglia
sono lungi dall'essere criticati e messi
in discussione dai media o dai semplici
osservatori che per pochezza e inesattezza
delle informazioni sono portati a "bollare" come
rozza, violenta o amorale, l'opera di
una vita dedicata a concepire i valori
umani attraverso la via del combattimento.
Misurarsi con un toro e' misurarsi con
la natura, l'essenza dell'uomo contro
la potenza del creato, e questo e un fatto
personale di Oyama; egli ha potuto raggiungere
l'apice dell'umana sopportazione attraverso le
umiliazioni dell'ambiente razzista Giapponese
e combattendo contro le paure dell'uomo.
E facile giudicare le apparenze, ma il vero
guerriero guarda dentro le cose:
"Nelle arti marziali l'introspezione genera saggezza..."
disse Oyama, la stessa saggezza che dovrebbe
far riflettere tutti noi.

Un cordiale saluto,

--
*****************************************
** Reza Shahrezaei **
** Kyokushinkai Kan Karate / TaeKwonDo **
** http://www.kyokushin.co.jp **
*****************************************

Mario Cosentino

unread,
Nov 4, 1999, 3:00:00 AM11/4/99
to

Reza <reza...@iol.it> wrote in message
PvgU3.27606$SV.2...@typhoon.libero.it...

> Misurarsi con un toro e' misurarsi con
> la natura, l'essenza dell'uomo contro
> la potenza del creato, e questo e un fatto
> personale di Oyama........

Con tutto il rispetto........
Ma pensi per caso che abbiamo l'anello al naso ???
;-)))
Non ci si puo' ingannare con tante belle parole.
Se veramente Oyama voleva sfidare la natura perche' ha radunato una troupe
televisiva ???
:-[
(E il Toro cosa ne pensa ???)
Ed alla fine Oyama e' piu' forte della natura ?
Non mi sembra che abbia scoperto il vaccino per la polio..........
:-[
Forse con una scoperta del genere si sarebbe potuto sentire fiero, non
abbattendo un toro.........
(che magari era pure drogato, come nelle corride....:-(((
E' stato solo marketing, pubblicita' sanguinolenta.
IMHO.
P.S.- Come mai poi non ha provato con un Rinoceronte o con un Elefante ???
;-)))

Galvo

unread,
Nov 4, 1999, 3:00:00 AM11/4/99
to

Mario Cosentino ha scritto nel messaggio
<7vrn2j$qsg$1...@draco.tiscalinet.it>...


-cut-

>Un'AM dolce e graziosa ???
>Mi piacerebbe vederti combattere contro qualche KarateKa che puo' affondare
>i colpi..................
>O contro qualche JutsuKa che puo' portare le leve e gli strangolamenti fino
>alla fine..............


Quello che dice Mario è IMHO vero (anche senza volerti mettere di fronte,
come diceva lui, un karateka che affonda i colpi) :-)

>Ma lo vuoi capire che il controllo e' crescita interiore ???


Su questo non ci sono dubbi, e proprio per questo il CONTROLLO nel Karate è
fondamentale!
E poi che Budo è spaccarsi la faccia ogni sera in allenamento, dove lo vedi
l'aspetto educativo che caratterizza il Budo? Questo non significa certo che
gli allenamenti non debbano essere duri, anzi (quello è un punto su cui
siamo daccordissimo), però con criterio.

-cut-

>Una finta ???


Beh, caro Donatello, non esagerare. Capisco la tua affermazione riferita a
combattimenti dove i pugni si fermano a una spanna dal bersaglio, però nel
Karate che tu definisci "burla" il sundome (fermare i colpi a tre centimetri
dal bersaglio) si usa per i colpi al viso o ai punti vitali, nelle parti più
resistenti si tocca, con forza sempre maggiore a seconda del livello del
praticante. E comunque anche i 3 centimetri potrebbero ridursi con
l'aumentare dell'esperienza del praticante.
P.S. Parlo di Karate da Dojo, non di quello "sportivo"!

Una domanda: Nei vostri combattimenti evidentemente non potete allenare
tecniche che colpiscono punti vitali visto che non controllate affatto, o
no? Col controllo puoi colpire anche i testicoli, le varie parti del collo
ecc. senza paura di fare/farsi del male. Sul discorso (che credo sia messo
benissimo in evidenza da Sensei Oyama) del "un pugno una vita" siamo
daccordo, allora perchè non tirare (se possibile) un colpo a una parte molto
senseibile (direi anche i punti vitali, anche se il loro studio si fa a
livelli avanzati) con una tecnica che richiede "poca" forza, invece che
cercare di "buttar giù" l'avversario con delle "mega cartelle"? come direbbe
Ernesto si avrebbe un "miglior uso dell'energia" :-)

Comunque, anche se per certi versi potrei fargli delle critiche, sappi che
stimo molto anch'io Sensei Oyama, sia come guerriero che come Maestro di
Karate, soprattutto per il lavoro di "condizionamento dello spirito" che ha
reso eccezionalmente nel suo stile (appunto il Kyokushinkai).
Anche per il discorso del confronto col pericolo come mezzo formativo siamo
daccordo, ma questo non significa che ci sia bisogno di "distruggersi" ogni
allenamento - per quanto uno abbia lavorato sul condizionamento fisico, che
in un'AM come il Karate è molto importante! (anche se purtroppo nello
Shotokan odierno in pochi lo fanno) - ?


Direi che ho già parlato abbastanza :-))

Ciao e complimenti per il tuo sito (a proposito, cosa intendi per kata
Sanchin con ibuki e Sanchin con kiai, non sono due livelli di esecuzione
diversi dello stesso kata? almeno noi lo studiamo così)
Matteo
Jujutsu, Nihon Kobudo, Karate

Hawk

unread,
Nov 4, 1999, 3:00:00 AM11/4/99
to

Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message
3821447e...@news.clio.it...
---cut---

> Io ho parlato di
> significato di AM. Che differenza c'è tra AM e ginnastica? Quali sono
> gli elementi che differenziano queste due pratiche?

Il fatto che nelle AM ci si picchia?
Io non penso,ma la mia è solo una opinione

> In cosa si
> differenzia la preparazione, la ricerca, l'allenamento? In cosa ci
> alleniamo nelle AM? E cosa più importante è giusto il modo con cui ci
> alleniamo allo SCONTRO con il prossimo nel caso in cui questo sia
> inevitabile? Credi davvero che quello che si studia in palestra in
> un'AM "dolce e graziosa" possa davvero servire in un combattimento?
> Mmmhhh, credo proprio di no, la vita e gli eventi ce lo insegnano.

Non penso che Mario pratichi una AM "dolce e graziosa" ma non credo
neanche che pensi che il significato delle AM stia tutto nel aver
imparato a menare un altra persona...

> >Ma se il Kyokushinkai modificasse i suoi regolamenti sportivi e desse
la
> >possibilita' di colpire anche al volto allora forse tutto
cambierebbe.
> >Vero Donatello ?
> >Vero Sensei Oyama ?
>

> Ti risponderò per me. Magari Sosai Oyama ti verrà in sogno! ;)
> Il divieto del pugno al viso è stato imposto dallo stesso Oyama in
> seguito all'uccisione di quell'uomo.

Si può uccidere anche con i piedi,i gomiti,con la testa...non c'è quasi
limite ad i modi con i quali si può uccidere una persona.Io penso (e te
lo dico chiaramente,senza giri di parole,anche con il rischio di
sembrare un po' sgarbato) che questa regola adottata per l'agonismo sia
stata messa per garantire un maggiore spettacolo.

> Cosa succederebbe invece se nel Kyokushin esistesse la regola del
> pugno/gomitata/shuto alla testa? I combattimenti sarebbero VERAMENTE
> violenti e non potendo andare a terra i due continuerebbero a colpirsi
> con tutta la potenza...risultato: la morte di uno dei due, perchè un
> conto è "far finta" di stendere il braccio vero si viso
> dell'avversario, un conto è invece colpirlo ripetutamente con tutta la
> forza e senza alcuna protezione.

---cut---

Vale Tudo?
Non ci sono tantissimo morti lì ^__^
Certo si fanno male.E' solo una questione del decidere le regole della
gara.Nel valetudo valgono i colpi alla testa e nel kyokushin
no.Questione di scelte e di compromessi fra spettacolo e
verosimiglianza.
Il valetudo cerca lo spettacolo attraverso un altra via:la violenza
pura.Cerca di far scattare la stessa molla che scatta nello spettatore
che vede un granpremio di F1 e aspetta gli incidenti.Quella è una forma
di
spettacolo che ha un suo pubblico.Anche la forma scelta dal karate
shotokan va rispettata.Nessuno dei tre esempi da me riportati
(kyokushinkai,shotokan e valetudo) ha competizioni in cui il
combattimento è reale:ognuno ha fatto delle scelte ricercando
determinati obbiettivi.Probabilmente il kyokushin si avvicina agli
obbiettivi che hai tu,e questo va bene,ma c'è anche chi potrebbe
preferire le gare di valetudo o di shotokan e non mi pare ci sia niente
di male.


--
Hawk
Suguni mata!

Garby

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
>>
>>Una finta ???
>
>
>Beh, caro Donatello, non esagerare. Capisco la tua affermazione riferita a
>combattimenti dove i pugni si fermano a una spanna dal bersaglio, perň nel

>Karate che tu definisci "burla" il sundome (fermare i colpi a tre
centimetri
>dal bersaglio) si usa per i colpi al viso o ai punti vitali, nelle parti
piů

>resistenti si tocca, con forza sempre maggiore a seconda del livello del
>praticante. E comunque anche i 3 centimetri potrebbero ridursi con
>l'aumentare dell'esperienza del praticante.
>P.S. Parlo di Karate da Dojo, non di quello "sportivo"!

No no anche nello sportivo sennň non ti pagano un cavolo...

Garby

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

>
>Un'AM dolce e graziosa ???
>Mi piacerebbe vederti combattere contro qualche KarateKa che puo' affondare
>i colpi..................
>O contro qualche JutsuKa che puo' portare le leve e gli strangolamenti fino
>alla fine..............
>Ma lo vuoi capire che il controllo e' crescita interiore ???


Finalmente un commento a favore di un kumite shotokan...grazie Mario.

>
>Una finta ???
>Uhmmmmmmmmm
>Forse e' meglio che torni a praticare Kumite Shotokan !!!
>Se solo per uno spiacevole incidente un Atleta ti tocca vai all'ospedale
!!!
>E succede (sia per sbaglio che per volonta').


L'ho sentito Lunedě alle eliminatorie...il mio zigomo..ed il suo naso..solo
per una questione di mm ...

Ciao

Garby

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

>P.S.- Come mai poi non ha provato con un Rinoceronte o con un Elefante ???
>;-))

ROFL!!

Alessandro Govi

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Donatello Rizzo wrote:
> Cosa succederebbe invece se nel Kyokushin esistesse la regola del
> pugno/gomitata/shuto alla testa? I combattimenti sarebbero VERAMENTE
> violenti e non potendo andare a terra i due continuerebbero a colpirsi
> con tutta la potenza...risultato: la morte di uno dei due, perchč un
> conto č "far finta" di stendere il braccio vero si viso
> dell'avversario, un conto č invece colpirlo ripetutamente con tutta la

> forza e senza alcuna protezione.

Proprio cosě.
Infatti sarebbe ben piů pericoloso dei Vale Tudo o della boxe, in quanto
i colpi da in piedi possono essere maggiormente caricati.
Un regolamento di soli colpi da in piedi a mano nuda farebbe sfaceli.

Per il resto... che dire... mi ripeto per la 30a volta; i balletti, come
dici tu, non servono a niente.
Poi le persone possono andare avanti per secoli con le loro leggende
metropolitane afro-cinesi di uno che con movimenti leggiadri copiati da
Carla Fracci con un soffio ha tirato giů 10 omoni tutti insieme; tutte
balle, tutte cose mai viste ma che naturalmente esistono, ecc. ecc.
Probabilmente tali persone credono anche a Babbo Natale. ;-)
E comunque le loro leggende non sono niente a confronto dei DATI DI
FATTO, i quali dicono proprio il contrario.
Ciao

Alle

Alessandro Govi

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Mario Cosentino wrote:
> Mi piacerebbe vederti combattere contro qualche KarateKa che puo' affondare
> i colpi..................

A scatola chiusa (cioè non avendo mai visto combattere nè Donatello nè
il karateka) scommetterei su Donatello, che pratica kyokushinkai.
;-)

> O contro qualche JutsuKa che puo' portare le leve e gli strangolamenti fino
> alla fine..............

Ecco qui, sempre a scatola chiusa, non saprei. :-)
Bisognerebbe vedere quanto è smaliziato il jutsuka... o se ha fatto solo
delle gare sportive senza vere botte.

> Ma lo vuoi capire che il controllo e' crescita interiore ???

Sarà anche crescita interiore ma è impoverimento marziale.



> Certo devi ammettere che se si potesse colpire al viso tutto sarebbe diverso
> !!!

Effettivamente cambierebbe molto il combattimento... le distanze, le
difese, ecc.

> > Caro Mario, non puoi certo paragonare i colpi che ci si scambiano in
> > un torneo di KyokushinKai con quelli dello Shotokan. Questo perchè
> > nello Shotokan ogni colpo viene "controllato" generando un "non colpo"
> > o "finta". Non saprai mai che effetti abbia realmente. Nello Shotokan
> > si dice "noi però abbiamo i pugni al viso"...quelli sarebbero
> > pugni?!?!? Una finta?!?!? Hahhahaha!
> >
>

> Una finta ???
> Uhmmmmmmmmm
> Forse e' meglio che torni a praticare Kumite Shotokan !!!
> Se solo per uno spiacevole incidente un Atleta ti tocca vai all'ospedale !!!
> E succede (sia per sbaglio che per volonta').

E' quello il brutto.
Ipotizziamo: io un giorno vado a fare una gara di shotokan, sapendo che
il regolamento proibisce il danno all'avversario.
Poi magari torno a casa con un dente rotto o col naso spaccato perchè
l'avversario era un povero idiota... ma bel regolamento del katz allora!
:-)
Sarebbe meglio darsele di santa ragione e proibire totalmente (come nel
kyokushin) certe tecniche piuttosto.
O ancora meglio ;-) darsele di santa ragione senza regole così ci sono
poche balle, poche lamententele, meno danni arbitrali (gli arbitri, in
quanto tali, combinerebbero lo stesso qualche casino, ne sono certo),
più clienti per i medici. :-)))
Ciao

Alle

Reza

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Mario Cosentino <marioco...@tiscalinet.it> wrote in message
news:7vs5j6$2a1$1...@draco.tiscalinet.it...

>
> Ma pensi per caso che abbiamo l'anello al naso ???
> ;-)))

Questa non mi e piaciuta per niente :(((((
Quelli che hanno l'anello al naso, capiscono
piu di tutti noi messi insieme.

> Non ci si puo' ingannare con tante belle parole.
> Se veramente Oyama voleva sfidare la natura perche' ha radunato una troupe
> televisiva ???
> :-[

Grazie per aver detto che le mie parole
erano belle, ma visto che siamo arrivati
alle insinuazioni, mi fermerei qui che
forse e meglio.

> (E il Toro cosa ne pensa ???)

Quello che pensava il toro erano affari
suoi, ma in quell'arena c'era un toro
e un uomo a mani nude, chi di voi
avrebbe il coraggio di pensare a quel
momento, lo dica sinceramente ed io
non parlero piu del Kyokushinkai.
In giro per il mondo si trova un sacco
di gente buffa, magari quelli che fanno
le manifestazioni contro la caccia, poi
a casa tengono 4 canarini e 2 pappagalli
in gabbia e comprano le tartarughine per i figli
e magari si mettono la pelliccia per
andare al cinema, poi vanno ad abbuffarsi
al ristorante dove fanno il cinghiale in
porchetta ..........

> Ed alla fine Oyama e' piu' forte della natura ?

Oyama era piu forte della natura, come
lo potrebbe essere qualsiasi essere umano.
Chi ha il coraggio di confrontarsi con le
cose e chi si nasconde dietro alle
illazioni e maldicenze.

> Non mi sembra che abbia scoperto il vaccino per la polio..........
> :-[

?

> Forse con una scoperta del genere si sarebbe potuto sentire fiero, non
> abbattendo un toro.........

Facciamo tutti i medici ricercatori allora !

> (che magari era pure drogato, come nelle corride....:-(((

Un'altra supposizione ?

> E' stato solo marketing, pubblicita' sanguinolenta.
> IMHO.

Chi farebbe marketing, pubblicita
sanguinolenta mettendo a repentaglio
la propria vita :
L'uomo del monte ?
Il signor Sperlari ?
Giovanni Rana ?

> P.S.- Come mai poi non ha provato con un Rinoceronte o con un Elefante ???

> ;-)))

Avevano finito gli animali nello zoo ^__^
Poi immagino gia le reazioni:
Oh povero Rinocerontino assassinato !
Ma l'elefante era d'accordo ?
Abbasso Oyama Viva la tigre del Bengala !

Ciao,

Reza.


Bluemax

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Alessandro Govi ha scritto nel messaggio <3822277...@mo.nettuno.it>...

>E' quello il brutto.
>Ipotizziamo: io un giorno vado a fare una gara di shotokan, sapendo che
>il regolamento proibisce il danno all'avversario.
>Poi magari torno a casa con un dente rotto o col naso spaccato perchè
>l'avversario era un povero idiota... ma bel regolamento del katz allora!
>:-)


E qui sta il bello^________^

a settembre ho avuto occasione di parlare a cena con Boris Bazzani [non so
se lo conoscete], che mi ha raccontato del periodo in cui era nazionale di
karate, ai tempi di Shirai... beh, il fatto è che essendo il karate una AM
da _difesa_, come ha anche fatto notare qualcuno sul ng, se ti fanno male
non è perchè sono scorretti loro ad affondare, ma perchè sei una pippa tu
che non ti sei saputo difendere...^_____________^

capisci? tutte le stronzate dell'essere più veloce di qualsiasi pugno o
calcio... vallo a dire a quel mio amico che, cintura nera II dan di
shotokan, ha smesso alla terza frattura nasale in combattimento.


Questo è stato uno dei motivi che mi ha fatto passare dal karate alla KB...
qui non c'è ipocrisia, sai che le protezioni ci sono perchè c'è contatto...
se ti va bene lo fai, altrimenti vaffan... ehm, altrimenti ciao^__^

Ciao, Bluemax [cartonaro e orgoglioso d'esserlo]

Bluemax

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Reza ha scritto nel messaggio <8QpU3.2624$s17....@typhoon.libero.it>...

>
>> (E il Toro cosa ne pensa ???)
>
>Quello che pensava il toro erano affari
>suoi, ma in quell'arena c'era un toro
>e un uomo a mani nude


Eh, č verissimo... a nessuno verrebbe in mente di fronteggiare un toro a
mani nude, no? e sono sicuro che se anzichč il toro, fosse stato Oyama a
morire nell'arena, qui non si direbbe "povero Oyama, che fine brutta", ma
sicuramente si leggerebbe "Coglione ben ti sta, cosě impari a fare il
buffone"

e cmq, per la cronaca, ad Oyama non č sempre andata bene... se č vero che ha
affrontato con esito positivo una cinquantina di tori, arrivando ad
ammazzarne qualcuno, č anche vero che il primo l'ha incornato cosě bene che
poi si č fatto 6 mesi di ospedale...


ciao, Bluemax

Mario Cosentino

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Reza <reza...@iol.it> wrote in message
8QpU3.2624$s17....@typhoon.libero.it...
----------------megacut---------------

> Abbasso Oyama Viva la tigre del Bengala !

L'unica frase interessante del msg !
;-))))))))
La frase che non ti e' piaciuta,
quelli con l'anello al naso,
e' un famosissimo modo di dire che prende spunto, ma lo sai benissimo e fai
finta di non saperlo ;-))), dalla pratica storica di "intortare" la gente
con parole e specchietti luccicanti................
Se non hai compreso la mia "illazione" sul Toro "drogato" forse e' meglio
che ti informi su come trattano i Tori prima delle corride..........
O forse e' meglio che parli con un veterinario e ti fai spiegare come e'
possibile portare al macello o alla Fiera un Toro di 800 e passa Kg
solamente legato ad una corda !!!
Rimarresti sorpreso, caro Reza !!!
E poi..........le telecamere c'erano...........
Ed anche gli spettatori..........
Quindi..........
Vuoi che metto un file mp3 con la musichetta di Canale 5 ???
O preferisci la pubblicita' della Sector ???
:-[
Vorrei anche farti capire che io non ti voglio offendere.
Il nostro e' uno scambio pacifico di opinioni.
Nulla di cio' che dico vuole sminuire il Kyokushinkai ed il suo fondatore.
Vuoi sapere anche cosa penso del Maestro Shirai o Naito ???
Anche se non hanno ucciso Tori..........
;-)))))))))
IMHO.

Mario Cosentino

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Garby <gab...@freemail.it> wrote in message 38222...@news.dada.it...

>
> >P.S.- Come mai poi non ha provato con un Rinoceronte o con un >Elefante
???

Forse perche' secondo Lui la natura si ferma al Toro..........
;-))))))))))))))))

Mario Cosentino

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Alessandro Govi <alessan...@mo.nettuno.it> wrote in message
3822277...@mo.nettuno.it...

> Sarebbe meglio darsele di santa ragione e proibire totalmente (come nel
> kyokushin) certe tecniche piuttosto.
> O ancora meglio ;-) darsele di santa ragione senza regole cosě ci sono

> poche balle, poche lamententele, meno danni arbitrali (gli arbitri, in
> quanto tali, combinerebbero lo stesso qualche casino, ne sono certo),
> piů clienti per i medici. :-)))

Ciao Alessandro,
sai come la penso sulle discipline che prevedono per regolamento il KO
fisico dell'avversario.
Qualunque esse siano, orientali o occidentali.
Moderne o Antiche.
Tradizionali o meno.
Quello che non riesco a capire, mettetevi per un momento solo nei miei
panni, come puo' essere possibile salire su un quadrato, ring o quant'altro,
e cercare di fare del male fisico ad una persona che non conosco, o
assurdamente che conosco, e che non mi ha fatto nulla...........
Magari questa persona potresti essere tu, Alessandro !
Cosa facciamo ci incontriamo e andiamo a mangiare insieme e poi cerchiamo a
vicenda di metterci KO ???
:-[[[
Posso capire che in Difesa Personale questo puo' succedere, ma regolamentare
una violenza gratuita contro un altro essere umano mi sembra improponibile
nel 2000.
E questo come si puo' coordinare con l'insegnamento morale da dare alle
nuove generazioni ?
Bisogna cercare di reprimere istinti violenti non alimentarli.
Bisogna cercare di educare alla non-violenza non allo sport-violento.
Domenica porto i ragazzi della mia palestra in montagna, li ci alleniamo,
parliamo della natura, dell'inquinamento, del rispetto di tutto, e
poi........
cerco di farli diventare delle macchine da guerra a mani nude ???
:-[
Mi dispiace ma non ci sto.
IMHO.

Bluemax

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Mario Cosentino ha scritto nel messaggio
<7vu0ih$5p2$1...@draco.tiscalinet.it>...

[...]come puo' essere possibile salire su un quadrato, ring o quant'altro,


>e cercare di fare del male fisico ad una persona che non conosco, o
>assurdamente che conosco, e che non mi ha fatto nulla...........
>Magari questa persona potresti essere tu, Alessandro !

Scusa mario se mi intrometto, ma c'č un concetto fondamentale, mi pare...
nessuno viene costretto a fare quello che dici tu... anche in palestra da me
non sei mica costretto a combattere, c'č gente che manco vuole imparare le
tecniche di KB, si fa la sua ora di ginnastica e se ne va... chi invece
vuole impara la KB, e nel caso combatte, se gli piace gareggia, ecc ecc...
quindi il tutto č volontario, se uno lo vuole fare, lasciaglielo fare, se tu
non lo vuoi fare, non lo fai, ok, chiuso lě...

Perdonami per quello che sto per dire, ma il tuo modo di fare mi ricorda
quello delle mamme italiane sempre pronte a difendere i figli soldati e a
far casino quando devono partire per zone calde... oh, ma se l'hanno chiesto
loro, e sono dei volontari, allora perchč non dovrebbero farlo solo perchč
qualcuno dice che alle soglie del 2000 non č giusto che si vada in guerra?

>Cosa facciamo ci incontriamo e andiamo a mangiare insieme e poi cerchiamo a
>vicenda di metterci KO ???
>:-[[[

Mettila come ti pare, ma io l'ho visto succedere, proprio
cosě^___________________^

>Mi dispiace ma non ci sto.
>IMHO.

come dicevo prima, ovviamente ognuno č liberissimo di pensarla come vuole,
siamo qui per questo. ^___^

Ciao, Bluemax [cartonaro]


Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Ciao Mario,

>da cosa evinci che si ha paura del Kyokushinkai ???
>Mi potresti fare qualche esempio ?

Beh, posso fartene tanti di esempi, ma proverò ad elencartene
qualcuno:

Parlando con i vari istruttori di altre AM che dicono "Voi siete pazzi
a praticare quello sport, io non mi batterei mai in quel modo così
violento. Pagate per farvi menare?!?". "Il KyokushinKai è un'AM troppo
dura e non è per tutti". Via E-Mail, sulle Chat o parlando con
praticanti di altre AM, in questo periodo di organizzazione di Black
Belt: "Non parteciperei mai in un combattimento contro quelli del
KyokushinKai! Mica sono matto!" o "e che devo fare la fine dei tori?"
e ancora "Le mie gambe non sopporterebbero mai i vostri colpi". "No no
no, non esiste massacrarsi di botte, non è un AM pulita" (chissà che
significato ha poi "pulita"). All'ultimo torneo a Napoli sentivo
invece "Ma t'immagini che bello se combattessimo così anche nel nostro
stile?". E' innegabile il fatto che il KyokushinKai (non l'atleta)
faccia paura a molti. Credo che basti così o no?

>I tuoi post che parlano con vemenza del Kyokushinkai sono intrisi di violenza.

Non violenza: spirito di Budo. Quella cosa che contraddistingue il
KyokushinKai dalle altre AM "dolci e gentili".

>(Anche contro gli animali, se non sbaglio)

Amo gli animali. Il mio era solo un report. Ammiro l'impresa di Oyama
per il coraggio che ha dimostrato, io non lo farei mai.

>Tutto cio' che leggo, riferito allo stile o al suo fondatore, mi fa pensare a qualcosa di molto violento.

Purtroppo è la cruda realtà, è da ipocriti considerare un'ARTE
MARZIALE (nel senso vero della parola) come "dolce e gentile".

>Molto diverso dallo spirito del Karate-Do che Oyama dovrebbe aver appreso dal suo Maestro Funakoshi !!!

I figli nascono da una famiglia, ma prima o poi se ne vanno e ne
formano una propria. Le cose vecchie non sono migliori, sono solo
vecchie. Oyama ha sempre avuto un gran rispetto di Funakoshi, ma aveva
anche le sue convinzioni e le ha portate avanti. Questo accade anche
oggi, non solo nelle arti marziali, ma anche nel lavoro e nella vita
quotidiana.

>Ed e' anche significativo cio' che dici sulla sua esperienza fuorilegge e sui Yakuza...

Non ho nulla da dire in proposito, una serie di eventi lo ha portato
in quel mondo, forse pure il razzismo dell'epoca. Oggi credo che lo
stesso accada con la malavita italiana che recluta così tanti NON
italiani poveri e senza lavoro. Non sta a me ne a te giudicare quel
periodo di vita di Sosai.

>Mi piacerebbe vederti combattere contro qualche KarateKa che puo' affondare i colpi.

Forse vuoi dire "un Karateka che crede che all'occasione saprà
affondare i colpi", mi sembra più giusto. Comunque è già successo e io
sono ancora quì...

>O contro qualche JutsuKa che puo' portare le leve e gli strangolamenti fino alla fine.

O contro un Judoka che ti proietta, o contro un pugile che ti mena, o
contro un praticante di Sanda che ti proietta e ti mena, o contro un
cocchiere che ti passa sopra con le ruote della carrozza...divertente
non credi? Dove vogliamo arrivare di questo passo? Mentre io e te
decidiamo chi mi dovrà sfidare, Ti ricordo che "Mano Divina" ne ha
battuti sul serio 270 di quelli che nominiamo! Ho praticato Ju-Jitsu
anni fa e nel mio primo scontro da strada mi servì veramente a poco,
non sapevo colpire, nè sapevo come mi avrebbero colpito, quello che
avevo studiato in palestra erano solo ipotesi (contro pugno, contro
coltello, contro calcio, ecc...). Le presi per bene soprattutto perchè
ebbi paura dello scontro fisico mai avuto in palestra, non sapevo
nemmeno cosa fosse ricevere o dare un colpo sul serio senza frenarlo o
fare finta.

>Ma lo vuoi capire che il controllo e' crescita interiore ???

E' il modo di vedere le cose dell'AM che pratichi. Il controllo per me
è l'autodisciplina, l'autonegazione, affrontare a testa alta anche le
situazioni più difficili, non arrendersi davanti alle difficoltà,
perseverare nonostante l'evidente svantaggio, avere rispetto del
prossimo e fiducia nelle proprie capacità. Questo è quello che ho
appreso attraverso la pratica del Karate di Oyama.

>Se solo per uno spiacevole incidente un Atleta ti tocca vai all'ospedale !!!

"Se" appunto "se". Vuol dire che "se" è un incidente. Un colpo che già
parte per essere frenato e "se" ti tocca...pensa se un praticante di
Kyokushin te ne tirase uno per fare un K.O., già abituato a non
frenare...il "se" non ci sarebbe proprio.

>Per assurdo, io che pratico Kumite del Kyokushinkai, dovrei accettare di mettere KO un mio ipotetico avversario, magari che conosco pure (!!!), e questa e' l'AM "vera" che tu professi nei tuoi post ??? Meglio il controllo........

No, meglio l'aerobica allora, perderei meno tempo. Lo Spirito del Budo
presuppone l'accettazione di ambo le parti delle conseguenze del
combattimento, sempre con il più alto rispetto l'uno dell'altro, non
con la pietà.

>Confrontarsi per crescere !

Hai sempre ragione. Un cordiale saluto.

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Ciao Matteo,

>Quello che dice Mario è IMHO vero (anche senza volerti mettere di fronte,
>come diceva lui, un karateka che affonda i colpi) :-)

Beh, come direbbe Oyama "sarebbe disonorevole ritirarsi". ^_^

>Su questo non ci sono dubbi, e proprio per questo il CONTROLLO nel Karate è
>fondamentale!

Sono daccordo con te, ma in questi due stili il "controllo" viene
visto secondo due ottiche. "Voi" lo vedete nel frenare il colpo, noi
nell'autocontrollo di fronte alle situazioni sfavorevoli. Posso
comunque controllare i miei colpi che invece di finire alla gola, al
collo, sui testicoli, sul ginocchio, arrivano nei punti da colpire e
meglio si colpisce meglio è. Chi ha detto che un calcio riesca a
raggiungere il viso dell'avversario se non con astuzia? L'avversario
sa di poter essere colpito, quindi anche il suo pensiero deve essere
vigile.

>E poi che Budo è spaccarsi la faccia ogni sera in allenamento, dove lo vedi
>l'aspetto educativo che caratterizza il Budo? Questo non significa certo che
>gli allenamenti non debbano essere duri, anzi (quello è un punto su cui
>siamo daccordissimo), però con criterio.

E' appunto Budo, non ginnastica. Sull'aspetto educativo ci sarebbe un
lungo discorso a parte. L'aspetto educativo di tale disciplina sta
proprio nel non porsi limiti, nell'affrontare senza paura le
situazioni più difficili (anche negli scontri impari),
autocontrollarsi e tenere a freno la propria aggressività nella vita.

>Una domanda: Nei vostri combattimenti evidentemente non potete allenare
>tecniche che colpiscono punti vitali visto che non controllate affatto, o
>no?

Le gambe possono colpire dappertutto tranne che sui testicoli, le
braccia (pugni e gomiti) dalla busto in giù esclusa la testa e il
collo.

>Anche per il discorso del confronto col pericolo come mezzo formativo siamo
>daccordo, ma questo non significa che ci sia bisogno di "distruggersi" ogni
>allenamento - per quanto uno abbia lavorato sul condizionamento fisico, che
>in un'AM come il Karate è molto importante! (anche se purtroppo nello
>Shotokan odierno in pochi lo fanno) - ?

E' quello che ho visto in tutte le palestre che ho visitato in zona.

>Ciao e complimenti per il tuo sito (a proposito, cosa intendi per kata
>Sanchin con ibuki e Sanchin con kiai, non sono due livelli di esecuzione
>diversi dello stesso kata? almeno noi lo studiamo così)

In pratica sia Ibuki che Kiai vengono fatti nello stesso Kata, Sanchin
No Kata. Per ogni movimento si fa Ibuki (classico rumore della
caffettiera ^_^), il Kiai si fa solo sui colpi portati con potenza.
Questi ultimi li ho visti fare ad Oyama solo nel Kata introduttivo del
mondiale 1991, in palestra invece non ho ancora visto nessuno fare dei
colpi di potenza in Sanchin No Kata.

Ti ringrazio per il post e Ti auguro Buon Allenamento.

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Ciao Alessandro,

>A scatola chiusa (cioè non avendo mai visto combattere nè Donatello nè
>il karateka) scommetterei su Donatello, che pratica kyokushinkai.

Grazie per la fiducia, se capita farò di tutto per non deluderti. ^_^

>Ecco qui, sempre a scatola chiusa, non saprei. :-)
>Bisognerebbe vedere quanto è smaliziato il jutsuka... o se ha fatto solo
>delle gare sportive senza vere botte.

Idem.

>Sarà anche crescita interiore ma è impoverimento marziale.

Hai trovato le parole giuste! E' tutto il giorno che ci giro in tondo!



>Ipotizziamo: io un giorno vado a fare una gara di shotokan, sapendo che
>il regolamento proibisce il danno all'avversario.
>Poi magari torno a casa con un dente rotto o col naso spaccato perchè
>l'avversario era un povero idiota... ma bel regolamento del katz allora!

>Sarebbe meglio darsele di santa ragione e proibire totalmente (come nel
>kyokushin) certe tecniche piuttosto.

Parole sante!

Un saluto, OSU!

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Ciao Alex,

>Infatti sarebbe ben più pericoloso dei Vale Tudo o della boxe, in quanto


>i colpi da in piedi possono essere maggiormente caricati.
>Un regolamento di soli colpi da in piedi a mano nuda farebbe sfaceli.

Appunto, nei Vale Tudo tutto ciò non succede proprio perchè è permesso
il grappling...e meno male che non succede.

>Carla Fracci con un soffio ha tirato giù 10 omoni tutti insieme; tutte


>balle, tutte cose mai viste ma che naturalmente esistono, ecc. ecc.
>Probabilmente tali persone credono anche a Babbo Natale. ;-)

Noi diciamo "chimicità". Nelle palestre della zona: "Se ti tiro un
pugno ti spacco la costola fluttuante che buca il polmone e muori
annegato nel tuo sangue". "Se ti tiro un calcio sul petto ti rompo la
scatola toracica che implode e muori". Mavaf******! Ci tiriamo tante
di quelle pizze in combattimento eppure sono quì a scrivere!

A presto! OSU!

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
>Quello che fece nella vita il Maestro, il
>suo cammino, le sue disavventure e le
>glorie conquistate sul campo di battaglia
>sono lungi dall'essere criticati e messi
>in discussione dai media o dai semplici
>osservatori che per pochezza e inesattezza

Hai ragione Reza. Il mio voleva essere solo un report, non voleva
certo mettere in discussione l'opera di Sosai. OSU!

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
>Ed alla fine Oyama e' piu' forte della natura ?
>P.S.- Come mai poi non ha provato con un Rinoceronte o con un Elefante ???

Da quella storia possiamo tranquillamente dire che quell'impresa (ne
sono seguite altre 51) non fa nè per me nè per te. A differenza di
Oyama io (di sicuro) e Te (spero che tu lo riconosca) moriremmo di
sicuro. Quindi...

Un saluto.

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
>Grazie per aver detto che le mie parole
>erano belle, ma visto che siamo arrivati
>alle insinuazioni, mi fermerei qui che
>forse e meglio.

Lo credo anch'io. Caro Mario, spero che Tu parli da animalista e non
per sparare a zero su un'impresa che, per quanto cruenta e discutibile
possa essere, è stata senza dubbio al limite delle capacità umane, o
peggio per sminuire quello che è stato Mas Oyama, ovvero il più grande
Karateka al mondo (e non sono parole mie).

>In giro per il mondo si trova un sacco

>.
>.


>al ristorante dove fanno il cinghiale in
>porchetta ..........

Sei forte Reza, veramente!

>Chi farebbe marketing, pubblicita
>sanguinolenta mettendo a repentaglio
>la propria vita :
>L'uomo del monte ?
>Il signor Sperlari ?
>Giovanni Rana ?

E due!

>Avevano finito gli animali nello zoo ^__^
>Poi immagino gia le reazioni:
>Oh povero Rinocerontino assassinato !
>Ma l'elefante era d'accordo ?

>Abbasso Oyama Viva la tigre del Bengala !

E tre!

Forte! Ciao Reza.

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
>e cmq, per la cronaca, ad Oyama non è sempre andata bene... se è vero che ha

>affrontato con esito positivo una cinquantina di tori, arrivando ad
>ammazzarne qualcuno, è anche vero che il primo l'ha incornato così bene che
>poi si è fatto 6 mesi di ospedale...

E' verissimo. Quello che più sorprende di Oyama è che lo abbia rifato
così tante volte!

Donatello Rizzo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Ciao Mario,

>Se non hai compreso la mia "illazione" sul Toro "drogato" forse e' meglio
>che ti informi su come trattano i Tori prima delle corride..........

Mi sa proprio che Ti sbagli di brutto, ma è anche giusto che ognuno la
veda come "meglio vuole".

Un saluto.

Mario Cosentino

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Bluemax <blu...@freemail.it> wrote in message
7vuaeu$j50$1...@nslave2.tin.it...
> come dicevo prima, ovviamente ognuno è liberissimo di pensarla come vuole,

> siamo qui per questo. ^___^

Sicuramente.
;-)))
Ma anche per migliorarci, credo.
Spero......
E se anche un piccolo passo puo' essere fatto in questo senso, nel mio
piccolo, nel mio Dojo, con gli Amici, con i miei figli, io lo faro'.
Cosi' come non mangio mai da McDonald e cerco, ripeto cerco solamente, di
far comprendere anche ai miei figli cio' che e' giusto o meno per loro,
anche se si limita solo ad un hamburger, la stessa cosa cerco di fare mentre
pratico ed insegno AM.
La vita, il progresso positivo, le scoperte scientifiche piu' importanti,
sono state raggiunte grazie ai piccoli passi compiuti da persone che avevano
grandi idee e ancor piu' grandi ideali.
Si, alcune volte capisco le mamme !!!
Ma se nessuno costruisse e vendesse armi, se nessuno facesse mai parte di
eserciti, se nessuno attaccasse qualcun'altro, non credi che questo sarebbe
un mondo migliore ???
Perche' non provarci anche iniziando a pensare che forse e' meglio cercare
di non mettere KO un nostro ipotetico avversario in modo pseudo-sportivo ?
Un piccolo passo, verso qualcosa di molto importante.
L'uomo e' progredito moltissimo, perche' fermarci ???

JSapo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Mario Cosentino <marioco...@tiscalinet.it> wrote in message
7vu0ih$5p2$1...@draco.tiscalinet.it...
>
> cut

> E questo come si puo' coordinare con l'insegnamento morale da dare alle
> nuove generazioni ?
> Bisogna cercare di reprimere istinti violenti non alimentarli.
> Bisogna cercare di educare alla non-violenza non allo sport-violento.
> Domenica porto i ragazzi della mia palestra in montagna, li ci alleniamo,
> parliamo della natura, dell'inquinamento, del rispetto di tutto, e
> poi........
> cerco di farli diventare delle macchine da guerra a mani nude ???
> :-[

Oppure puoi allenarli ad abbattere a pugni dei vitellini per i bambini,
delle mucche per i ragazzi infine dei tori per gli agonisti. Alla fine della
giornata, tutti in trattoria a mangiar bistecche.


Mario Cosentino

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message
38229fe4...@news.clio.it...

> Da quella storia possiamo tranquillamente dire che quell'impresa (ne
> sono seguite altre 51) non fa nè per me nè per te. A differenza di
> Oyama io (di sicuro) e Te (spero che tu lo riconosca) moriremmo di
> sicuro. Quindi...

Quindi ti posso assicurare che secondo me, imho, e' assurdo pensare che dopo
quell'impresa, chiamarla impresa mi sembra gia' un controsenso, ne sono
seguite altre 51 !!!
:-[
Io sicuramente NON affronterei mai un Toro, e credo che la maggioranza della
popolazione su questa terra farebbe come me, e NON solo per paura di morire
ma anche per altri motivi, molto importanti e da non sottovalutare.
Ma il Maestro Oyama ha voluto dimostrare che con il Karate si puo' uccidere
?
E' questo il significato, profondo, della "dimostrazione-impresa" ?
:-[
E chiunque pratica Kyokushinkai abbraccia questa "fede", questo "credo" ?
:-[
Uhmmmmmm............

vanje

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
molto bello, e anche piuttosto corretto, secondo il mio personale punto di
vista...
senza dubbio l'allenamento duro e l'applicazione costante di sè stessi nel
raggiungimento di un obbiettivo, qualunque esso sia, dai muscoli alla difesa
personale è un'ostacolo decisamente impegnativo per la maggior parte delle
persone che oggigiorno circolano su questa terra.
E' però limitativo parlaredel confronto solo nel campo delle arti marziali.
in definitiva è solo una questione di stile e di regole, quello che
distingue uno stile dall'altro, nel campo marziale. Allora, se ampliamo il
concetto, la ricerca di sè stessi può avere luogo anche in altri settori ed
in altri stili, prettamente agonistici, come il calcio, il tennis, il
basket, solo per citare quelli più comuni.
La eterna ricerca di sè stessi e dei propri limiti è costante nella storia
dell'uomo e come tale si estrinseca in ogni cultura ed in ogni civiltà, in
ogni momento e movimento che l'uomo compie da quando nasce a quando muore.
Allora dov'è la differenza ? Come possiamo arrogarci, noi praticanti di arti
marziali, l'esclusiva della formazione del "vero uomo ?" quando dei veri
uomini ce ne sono in tutti i campi, non escluso quello del lavoro o della
famiglia.
L'uomo è alla costante ricerca di sè stesso (con logicamente le dovute
eccezioni riguardo a temp oscuri e a situazioni difficili, dove la ricerca
della sopravvivenza ha decisamente il sopravvento) e quindi si può dire che
qualsiasi mezzo per raggiungere tale scopo può essere lecito.
a meno che non si violi la libetà del prossimo.
Quindi, se i due contendenti sono d'accordo, si possono afrontare a mazzate
sul ring o a briscola attorno ad un tavolo.
L'importante è sempre e comunque l'obbiettivo che si vuole raggiungere, e il
sacrosanto rispetto del prossimo.
va...@iol.it

Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message

3820672e...@news.clio.it...
> L'importanza d'avere organizzato questa competizione
>
> L'importanza d'avere organizzato questa competizione
>
> Qualche tempo fa, esattamente Sabato 18 Aprile 1998, nell'impianto
> sportivo di Parigi Bercy, si è tenuto un importante evento per i
> francesi: la competizione tra i karateka di Kyokushinkai. Era un
> evento molto importante per diversi motivi, tra gli altri perche
> questo scontro, che ha radunato 26 Paesi, é stato sul punto di non
> celebrarsi in Francia...Perché? Perché il Kyokushinkai non gode di una
> buona fama, ha la reputazione di essere una disciplina dura e
> violenta, un Karate scandaloso in cui i combattimenti di solito
> finiscono con il K.O. E' una competizione dove i colpi vengo sferrati
> sul serio e questo non rientra nella logica della legislazione
> francese che sostiene che un combattimento che prevede il K.O. dave
> utilizzare i guanti...una legislazione che accetta la Boxe inglese, ma
> che rifiuta il Kyokushinkai...
> Questa Coppa del Mondo ci ha dato l'occasione per riflettere. Com'è
> possibile che una disciplina qualificata come estrema (e addirittura
> inammissibile) dalle istituzioni francesi, possa essere considerata in
> Asia, come l'erede di una filosofia dello sviluppo personale ispirata
> nel Budo giapponese o nel Buddismo? Siamo sicuri di aver compreso bane
> le Arti Marziali giapponesi?
>
> Un Budo poco gentile
>
> Tanti sono andati a vedere questa Coppa del Mondo, come se si
> trattasse di un moderno campionato per professionisti con tutti gli
> ingredienti necessari: pugni, calci, sponsor, luci, grandi nomi,
> tecnica e, possibilmente, sangue e K.O.. Dopo tutto, i migliori in
> questa disciplina, come il brasiliano Filho o lo svizzero Andy Hug,
> sono passati dal rigoroso spirito del Kyokushin allo spettacolo
> parossistico del K-1 giapponese. Quelli che si sono recati a Bercy di
> certo sono andati a vedere questa competizione sicuri di trovare un
> Budo un pò meno gentile di quello che si è soliti immaginare in
> Europa, ma nonostante tutto una manifestazione di Budo.
> Sappiamo già che il messaggio della Arti Marziali giapponesi ha
> riscosso un notevole successo in Occidente. Questo messaggio, forse
> vago, evidentemente complesso e tante volte male inteso, è l'essenza
> delle Arti Marziali, quello che le rende uniche al mondo. Di che cosa
> si tratta? Ce lo rivela Jigoro Kano, colui che ha introdotto il
> concetto del Do nelle Arti Marziali: "Ho studiato il Ju-Jitsu non solo
> perché lo trovavo interessante, ma anche per ché mi sono reso conto
> che era il modo migliore per sviluppare sia il corpo che lo spirito".
> Quest'idea non era nuova. Jigoro Kano traduceva in questo modo
> l'antico legame tra il mondo dei guerrieri giapponesi e l'ideale di
> perfezionamento personale delle filosofie orientali, tra le altre il
> Buddismo. Nel Budo, ovvero la "via marziale", sono contenute
> l'originalità e la forza delle pratiche marziali giapponesi. Il Budo
> si può definire come un mezzo di educazione e di sviluppo individuale
> attraverso la continua pratica di un arte di combattimento. Quest'idea
> è molto antica. Per i Maestri del Buddismo Zen dell'Ottocento,
> nell'incessante ricerca dell'efficacia e del movimento corretto dei
> Samurai dell'epoca si trovava la vera chiave della conquista di se
> stessi. Perché? Perché le esigenze di questa ricerca provocavano una
> violenta scossa interna. Perchè la ricerca dell'efficacia portava
> immancabilmente a quelle esperienze (duello alla morte, allenamento
> intensivo, bisogno di perfezione del movimento...), per terminare in
> un vero processo di maturazione dell'essere. Nell'ultimo grado di
> questa ricerca vincere era in realtà "vincere se stesso".
> Per noi, l'esigenza di quest'efficacia diminuisce progressivamente via
> via che il nostro mondo si organizza, quando troviamo altre soluzioni
> al di là del combattimento o della guerra per risolvere i conflitti
> umani, quando le guerre diventano virtuali, atomiche, complesse. . .
> Ma la complessità di questo mondo non diminuisce il bisogno di trovare
> soluzioni per lo sviluppo personale, per crescere, per maturare
> interiormente. Viviamo male. Per questo, non sono mai stati tanto
> vicini quanto lo sono adesso l'idealismo del Buddismo e quello di
> altre filosofie orientali che ci aiutano nell'interpretazione
> psicologica del mondo e che ci offrono le opportunità per uno sviluppo
> personale e per superare i nostri limiti, grazie alle soluzioni che ci
> propongono.
> Abbiamo bisogno di svilupparci, di maturare psicologicamente e le Arti
> Marziali sono un mezzo per riuscirci. Il problema è che delle volte
> abbiamo dimenticato la logica di questa vecchia ricetta
> e pensiamo che le Arti Marziali orientali erano sublimi, dolci ed
> eteree, rispettose del corpo e della salute dei suoi praticanti, senza
> rischi nè ferite.
> Quest'immagine ingenua ci mostra una realtà sia concettuale che
> storica su quello che era il Budo ai suoi inizi. All'epoca del "dolce
> e gentile" Jigoro Kano, del "dolce e gentile" Gichin Funakoshi, gli
> allenamenti di Judo e di Karate "costringevano" i loro praticanti ad
> un vero inferno, sia per la loro intensità che per la loro violenza. I
> primi combattimenti vinti dal Judo Kodokan finivano delle volte con la
> morte senza che nessuno si stupisse, mentre i primi esperti in Karate
> allenavano intensamente i giovani dell'Impero del Sol Levante per
> comportarsi come uomini sul campo di battaglia (cioè, come "futuri
> morti" nella migliore tradizione giapponese). Per quanto riguarda la
> vita del "dolce e gentile" Monhei Ueshiba, fu, fino ad un'età
> avanzata, una continua serie di duelli alla mode. Questi tre uomini
> erano coscienti del valore educativo delle loro pratiche e su questo
> hanno basato le loro discipline marziali. In questo modo aprirono il
> cammino a tutti coloro che avessero deciso di condividerlo, ma non
> fecero mai nulla per togliere il rigore o la durezza delle pratiche.
> Al contrario, la scomparsa dell'imperativo guerriero aumentò le
> possibilità di allenamento e anche le esigenze fisiche a mentali. La
> morte o la ferita grave sono sempre meno presenti, ma il dolore e il
> confronto con se stessi e quindi quello con gli altri, sono sempre
> presenti.
>
> No pain, no gain
>
> In questo mondo consumistico, l'idea di pagare il nostro progresso con
> qualcosa di più di una quota d'iscrizione e con una relativa assiduità
> ad allenamenti intensi, sembra sempre più strana. Tuttavia è quello
> che vengono a farci ricordare quelli "abominevoli soggetti" del
> Kyokushin. "No pain, no gain" dicono i culturisti americani. Seguendo
> questo principio non risparmiano i loro sforzi e neanche la loro
> salute per avere quello che vogliono, ovvero muscoli. Sanno di che
> cosa si tratta... un muscolo si misura e, fino ad oggi, l'unico modo
> di farlo diventare più grande è attraverso un duro allenamento. "No
> pain, no gain" dicono i praticanti di Karate Kyokushin. Secondo questo
> principio si adattano alla logica originale del Budo che includeva
> nella sua pratica una bella dose di combattimenti e sofferenze. Sanno
> quello che vogliono: "trovare la forza a la sapienza", come dice uno
> dei giuramenti che deve fare il praticante. Ma cercano anche lo
> sviluppo della fiducia in se stessi, la calma di fronte alle
> difficoltà e altre qualità che si acquistano con la pratica reale di
> un'arte di lotta violenta. Per questo motivo seguono la via del
> combattimento tale come la definì Masutatsu Oyama, il creatore dello
> stile, in un rigoroso rispetto delle regole tradizionali del Budo. Se
> il Budo è la via del combattimento, diceva il mio Maestro, come
> possiamo aspettare di trarre vantaggio da tale via soltanto con un
> combattimento simulato, senza confronto reale, senza essere neanche
> per un secondo in pericolo? Forse si può discutere il modo in cui
> aderiscono a questa logica, ma almeno hanno il merito di ricordarci il
> principio fondamentale della nostra pratica. I Samurai cercano sempre
> il movimento preciso, la massima efficacia attraverso un allenamento
> in cui non erano ammesse concessioni. In quel cammino trovarono
> un'etica a delle prospettive di sviluppo personale. Se noi stessi
> siamo interessati a questo processo di sviluppo interno che può
> nascere da una pratica intensa di combattimento, dobbiamo almeno
> cercare anche il movimento preciso da una prospettiva di combattimento
> (anche se si tratta di un confronto sportivo). Diamo al nostro
> allenamento la possibilità di offrire quel piccolo impatto di realtà
> alle nostre vite. Pretendiamo di praticare un'Arte Marziale e ci fa
> paura il Kyokushinkai? "Chi ha detto che fosse facile, che non facesse
> paura?" sembra chiederci iI vecchio Oyama sorridendo, con le braccia
> incrociate a con i suoi pugni da macellaio. Nessuno. Tuttavia, quando
> sogniamo di migliorare le nostre vite, cambiando il nostro spirito,
> poche volte realizziamo che questo costa. Cambiare se stessi,
> fisicamente e mentalmente, con la pratica dei movimenti di
> combattimento, non è per niente una meta semplice. Anche se ci
> piacerebbe pensare che si può seguire quella via senza prendere nessun
> rischio, senza dover dimostrare valore, spirito deciso a pazienza.
> Lo stile specifico di Karate-Contact che alcuni hanno avuto
> l'occasione di contemplare il 18 Aprile 1998 a Parigi Bercy non é
> evidentemente l'unica scuola che segue il cammino tradizionale delle
> Arti Marziali. Però a suo modo ha il merito di ricordarci che lo scopo
> del Budo è diverso da quello della ginnastica (include in qualche modo
> un principio di scontro e di morte) a non si riesce senza un impegno
> totale ed un allenamento continuo e sincero... qualcosa che non si può
> ottenere senza assumere rischi, accettare dolori a superare paure.
> La forza, coma la calma, la dolcezza l'atarassia del guerriero
> pacifico si trovano forse alla fine di un allenamento rigoroso. E' un
> progetto bellissimo, ma ci vuole coraggio...
>
> "Senza altro desiderlo che quello della forza a della sapienza" 6°
> giuramento del Kyokushin.
>
> Fonte: Budo International (Maggio 1998)
> Autore: Emmanuel Charlot
>

Galvo

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Donatello Rizzo ha scritto nel messaggio <38229ea6...@news.clio.it>...

-cut-

>Noi diciamo "chimicità". Nelle palestre della zona: "Se ti tiro un
>pugno ti spacco la costola fluttuante che buca il polmone e muori
>annegato nel tuo sangue". "Se ti tiro un calcio sul petto ti rompo la
>scatola toracica che implode e muori". Mavaf******! Ci tiriamo tante
>di quelle pizze in combattimento eppure sono quì a scrivere!


Capisco il concetto che vuoi esprimere però devi capire che una persona
normale (quella che ti attacca per strada) non ha certo fatto del
condizionamento "alla Karate Kyokushinkai" e se gli tiri un pugno dei tuoi
su una costola fluttuante pensi che ci metta tanto a spezzarsi? se poi gli
sei di fianco e gli tiri un yoko enpi uchi (alias yoko hiji ate) sulle
costole sempre fluttuanti (che lì non sono proprio protette da niente) credi
che non riusciresti a spezzargli le costolette ( e in questo punto quasi
certamente perforeresti il polmone, portando la persona ad avere un
emorragia interna) e lascio stare il discorso del sangue a fiotte, che mi sa
da "Ti spiezzo in due" o da "Mortal Kombat" :-) Ovviamente io nel secondo
caso partivo dall'idea di essere riuscito ad arrivargli di fianco e avergli
scoperto il denko, ovvia che se stiamo combattendo in Dojo tra due che hanno
già una certa esperienza la cosa diventa molto più difficile. Per questo mi
chiedevo: ma voi del K. K., che siete soliti combattere a contatto pieno,
quando studiate le tecniche "normali" di difesa da determinati attacchi
(metti anche i bunkai dei vari kata), e quindi vi trovate a dover allenare
tecniche che mirano in punti "vitali" (so che ad Alle questa parola fa
ridere) vuoi dirmi che tirate a contatto pieno anche lì (e vi ammazzate o
danneggiate in misura varia)? sempre che alleniate tecniche diciamo così
avanzate che nel Karate prima o poi ci si deve trovare a studiare (e l'ha
fatto anche Oyama).
Nel tipo di allenamento a cui mi riferisco userete pure sti benedetti colpi
di braccia (sia di seiken, che di shuto, che di empi, che di nukite, haito
ecc..) colpendo quindi anche al viso e al collo (dove ci sono moltissimi
punti molto sensibili (vedi tempie, giugolare, tanto per fare degli esempi)?


A proposito Donatello, tu dove studi Kyokushinkai? In Italia dove lo
insegnano attualmente e magari senza tutti sti combattimenti sportivi in
giro per il mondo (ma solo con i seppur tanti combattimenti da Dojo)?

Grazie ancora, ciao
Matteo
Jujutsu, Nihon Kobudo, Karate


tonyrose

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Mario Cosentino <marioco...@tiscalinet.it> wrote in message
7vu0ih$5p2$1...@draco.tiscalinet.it...
>

>


> Ciao Alessandro,
> sai come la penso sulle discipline che prevedono per regolamento il KO
> fisico dell'avversario.

Ciao Mario,
mi permetto di intervenire per esprimere la mia opinione. Io non conosco te
(personalmente) ne le tue opinioni in materia di KO; ho potuto, leggendo i
tuoi post, farmi una idea generale sul tuo pensiero il quale, con la
squisitezza dei tuoi modi e la simpatia che traspare dai tuoi scritti, ha
creato un'opinione positiva nei tuoi confronti. Sono rimasto pero',
decisamente stupito dalle tue argomentazioni su questo soggetto, le ritengo
frettolose, superficiali, in breve "non alla tua altezza".

> Quello che non riesco a capire, mettetevi per un momento solo nei miei

> panni, come puo' essere possibile salire su un quadrato, ring o


quant'altro,
> e cercare di fare del male fisico ad una persona che non conosco, o
> assurdamente che conosco, e che non mi ha fatto nulla...........

E' questo che pensi? Che si salga su un ring per fare del male fisico?
Che sia questo lo scopo finale?
Questo puo' essere l'aspetto esteriore per un profano..... Ma chi "conosce",
sa cosa c'e' dietro e prima del ring. Il sacrificio, la tenacia, il
coraggio necessari per fare quei 3 gradini e superare le corde. Il
significato di affrontare il proprio avversario e le proprie paure nel
rispetto delle regole; il valore sociale dell'estensione di questi
meccanismi dal microcosmo dello sport (o dell'arte, non cambia) alla vita di
tutti i giorni.
Questi Valori sono identici per tutte le attivita', dalla scherma alla boxe
passando per il karate e la thai. Cio' che cambia sono i regolamenti, le
"convenzioni" che si è scelto di adottare e seguire.
Descrivere questo come violenza gratuita non è riduttivo oltre che falso?

> Cosa facciamo ci incontriamo e andiamo a mangiare insieme e poi cerchiamo
a
> vicenda di metterci KO ???
> :-[[[

Si. Poi ci ringraziamo e prendiamo un appuntamento per la prossima
pizza..... cosa c'e' di strano?
Mi e' capitato di incontrare atleti affrontati anni prima e di provare un
sentimento di profonda amicizia (direi fratellanza) sempre ricambiato.

> Posso capire che in Difesa Personale questo puo' succedere, ma
regolamentare
> una violenza gratuita contro un altro essere umano mi sembra improponibile
> nel 2000.

> E questo come si puo' coordinare con l'insegnamento morale da dare alle
> nuove generazioni ?
> Bisogna cercare di reprimere istinti violenti non alimentarli.

Sei sicuro? Io non so quasi nulla di "spirito del budo", quello che so è
che "reprimere un istinto" non e' mai la soluzione (cio' che reprimiamo
ritorna spesso in una forma peggiore); preferirei incanalare questa energia
(che tu chiami violenza) verso sbocchi positivi, facendole compiere un
percorso tale da farla risultare, alla fine, "purificata" e arricchita di
nuovi valori. Questo è il senso dello sport nelle scuole, nelle carceri,
nelle palestre in periferia come nei centri residenziali. Ogni individuo è
unico nel suo genere, la giusta scelta per uno, puo' non essere ottimale per
un altro; la via del karate non è la sola via per la realizzazione, in
quest'ottica la "via del KO" non è solo giustificata ma indispensabile IMHO
naturalmente.

Spero di non averti annoiato troppo con questa mia,
con rinnovata stima

--
tonyrose
ICQ # 52561989


Bluemax

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

tonyrose ha scritto nel messaggio <7vv3f3$n23$3...@draco.tiscalinet.it>...

>E' questo che pensi? Che si salga su un ring per fare del male fisico?
>Che sia questo lo scopo finale?
>Questo puo' essere l'aspetto esteriore per un profano..... Ma chi
"conosce",
>sa cosa c'e' dietro e prima del ring. Il sacrificio, la tenacia, il
>coraggio necessari per fare quei 3 gradini e superare le corde.

[...]

Diglielooooooooo^______^

bella prova tony, bel post davvero^_^

Non posso che condividere in pieno


Ciao, Bluemax

Bluemax

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Mario Cosentino ha scritto nel messaggio
<7vub6b$a93$1...@draco.tiscalinet.it>...

>Si, alcune volte capisco le mamme !!!
>Ma se nessuno costruisse e vendesse armi, se nessuno facesse mai parte di
>eserciti, se nessuno attaccasse qualcun'altro, non credi che questo sarebbe
>un mondo migliore ???


Io su questo punto ho sempre avuto un modo di vedere molto chiaro... l'uomo
non smetterà mai di far del male al prossimo, perchè per uno che la pensa
come te, 10 o più la pensano diversamente... la storia è fatta dalle
guerre...


Ho sempre pensato che l'aggressività faccia parte del corredo genetico
umano... è solo che in questa società moderna si sta affievolendo sempre
più, o per lo meno viene represso...
Tant'è che in guerra, e tutti i popoli ci sono passati, viene sempre fuori
la parte peggiore, il lato primordiale, la nostra parte cattiva che, dopo
tanti anni di reclusione nell'angolo più buio della nostra anima, viene
fuori a proclamare il nostro essere fondalmentalmente delle bestie che
ragionano [a volte^_^]

Il fatto è che la ragione non ci scusa, ma è una colpa in più... gli animali
hanno gli istinti, e agiscono seguendoli... non mi pare di aver mai visto un
animale far del male solo per il gusto di farlo, come invece fà l'uomo,
nascosto dai paraventi delle motivazioni giuste... religione, sesso, razza,
ecc...

Ma sto cmq divagando, e poi un cartonaro non può fare discorsi
profondi^____^

Ciao, Bluemax


Mario Cosentino

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

tonyrose <tony...@tiscalinet.it> wrote in message
7vv3f3$n23$3...@draco.tiscalinet.it...

>
> Spero di non averti annoiato troppo con questa mia,
> con rinnovata stima
>

Non mi annoiato, assolutamente !!!
E la stima e' reciproca !!!
Non solo per te, che hai scritto le tue opinioni, ma anche per tutti gli
altri Amici con cui continuamente dialoghiamo.
Anche se su posizione diverse, ma sempre su argomenti che ci appassionano e
che ci fanno vivere qualcosa di diverso da tutte le altre attivita' fisiche.
A presto.

Alessandro Govi

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Qualcuno ha dei filmati con Oyama che combatte coi tori?
Ciao

Alle

Alessandro Govi

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Mario Cosentino wrote:
> Quello che non riesco a capire, mettetevi per un momento solo nei miei
> panni, come puo' essere possibile salire su un quadrato, ring o quant'altro,
> e cercare di fare del male fisico ad una persona che non conosco, o
> assurdamente che conosco, e che non mi ha fatto nulla...........
> Magari questa persona potresti essere tu, Alessandro !

C'est la vie.
:-)

> Cosa facciamo ci incontriamo e andiamo a mangiare insieme e poi cerchiamo a
> vicenda di metterci KO ???

E' quello che facciamo io e Barabba, visto che ci alleniamo insieme
cercando di prevalere uno sull'altro durante la seduta di guanti; poi
alla sera usciamo a far baracca tranquillamente.
Personalmente non ci vedo niente di male... un match di boxe è comunque
una gara sportiva, non è la guerra.

> E questo come si puo' coordinare con l'insegnamento morale da dare alle
> nuove generazioni ?

Io lo coordinerei così: "Fatevi pure del male tra di voi consenzienti,
piuttosto che fare del male a della gente innocente e che non vuole
danni".

> Bisogna cercare di reprimere istinti violenti non alimentarli.

Reprimere non è bene.
La boxe è un modo di incanalare certe pulsioni violente in un ambito che
non possa far male a persone che non c'entrano e allo stesso tempo può
essere un modo per sfogarsi.

> Bisogna cercare di educare alla non-violenza non allo sport-violento.

Sono d'accordo però è impossibile pensare che in futuro non esisteranno
delle forme di violenza.
Andando off topic è come la gente che non accetterebbe mai i casini (i
bordelli intendo :-); poi magari hanno le prostitute sotto casa o in
giro per le strade; ma così la loro ipocrita morale è a posto. :-)
Bisogna capire qual è la realtà; nell'esempio che ho fatto è che le
prostitute esistono da molto prima di Gesù e ci saranno sempre (=>
sarebbe meglio riaprire i casini, per tanti motivi che non sto ad
elencare su questo NG).
Tornando a noi... l'uomo può essere violento; magari anche uno
tranquillo può avere vampate d'ira: l'importante è che queste scariche
violente non siano subite da persone che non c'entrano niente.

> Domenica porto i ragazzi della mia palestra in montagna, li ci alleniamo,
> parliamo della natura, dell'inquinamento, del rispetto di tutto, e
> poi........
> cerco di farli diventare delle macchine da guerra a mani nude ???

Be'... se uno fa arti marziali............
Se no potresti portarli in montagna anche se fossi capo scout...
Le AM comunque prevedono il combattimento, proprio in quanto AM.
Ma tra diventare macchine da guerra e violenza non c'è necessariamente
un nesso.
Ciao

Alle

Tae Kyon

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
Bluemax <blu...@freemail.it> wrote in message....

> Io su questo punto ho sempre avuto un modo di vedere molto chiaro...
l'uomo
> non smetterà mai di far del male al prossimo, perchè per uno che la pensa
> come te, 10 o più la pensano diversamente...

Non solo. La cosa drammatica è che pure essendo profondamente convinti del
fatto di non fare del male al prossimo ...... nessun essere umano, per
quanto nobile, anche mettendoci tutte le sue forze, riesce a vivere a lungo
senza farlo in un modo o nell'altro. Per cui a chi rinnega con serena
convinzione la violenza e la guerra, domani potrà capitare di fare ciò che
oggi riconosce come male, magari anche giustificandosi.

"Vedo il bene che voglio fare e faccio il male che non voglio" ... mi pare
fosse Ovidio.

Tae Kyon

Stef_Ozzy

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to
tonyrose <tony...@tiscalinet.it> wrote in message
7vv3f3$n23$3...@draco.tiscalinet.it...

> Questo puo' essere l'aspetto esteriore per un profano..... Ma >chi


"conosce",
> sa cosa c'e' dietro e prima del ring

Complimenti per il post! ^___^
Cmq, credo che a parte pochi esaltati, nessuno salga sul ring solo per il
gusto di buttare giů l'avversario.
Quando salirň sul Ring per combattere, lo farň per migliorarmi, per
verificare sul campo le tecniche apprese, in definitiva per migliorare
nell'apprendimento della mia AM. Nessuna violenza gratuita.

Ciao, Stef_Ozzy / Muay Thai / D.A.C.I.E. !

Hawk

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Reza <reza...@iol.it> wrote in message
PvgU3.27606$SV.2...@typhoon.libero.it...
---cut---
> E facile giudicare le apparenze, ma il vero
> guerriero guarda dentro le cose:
> "Nelle arti marziali l'introspezione genera saggezza..."
> disse Oyama, la stessa saggezza che dovrebbe
> far riflettere tutti noi.

Io penso che siano più frasi come queste che vadano portate ad esempio
del livello di Budo raggionto da Oyama-sensei piuttosto che il numero di
persone che ha mandato all'ospedale o i tori che ha ucciso.


--
Hawk
Suguni mata!

Hawk

unread,
Nov 5, 1999, 3:00:00 AM11/5/99
to

Reza <reza...@iol.it> wrote in message
8QpU3.2624$s17....@typhoon.libero.it...

>
> Mario Cosentino <marioco...@tiscalinet.it> wrote in message
> news:7vs5j6$2a1$1...@draco.tiscalinet.it...
---cut---

> > Ed alla fine Oyama e' piu' forte della natura ?
>
> Oyama era piu forte della natura, come
> lo potrebbe essere qualsiasi essere umano.
> Chi ha il coraggio di confrontarsi con le
> cose e chi si nasconde dietro alle
> illazioni e maldicenze.
---cut---

Io penso che lo scopo del Budo (e della nostra vita) non sia misurarsi
con la natura dimostrando di essere più forte (frase che secondo me non
ha senso dato che noi siamo la natura....),ma imparare a vivere in
armonia con essa (capendo che ne siamo parte e non antagonisti)


--
Hawk
Suguni mata!


Galvo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to

Hawk ha scritto nel messaggio <7vvlbg$9a2$4...@news.mclink.it>...

-cut-

>Io penso che lo scopo del Budo (e della nostra vita) non sia misurarsi
>con la natura dimostrando di essere più forte (frase che secondo me non
>ha senso dato che noi siamo la natura....),ma imparare a vivere in
>armonia con essa (capendo che ne siamo parte e non antagonisti)


Classica risposta da aikidoka! :-)))))

comunque sono daccordo con te.


Ciao

Donatello Rizzo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
Ciao Matteo,

>Nel tipo di allenamento a cui mi riferisco userete pure sti benedetti colpi
>di braccia (sia di seiken, che di shuto, che di empi, che di nukite, haito
>ecc..) colpendo quindi anche al viso e al collo (dove ci sono moltissimi
>punti molto sensibili (vedi tempie, giugolare, tanto per fare degli esempi)?

I colpi sui punti "vitali", con il compagno, non vengono studiati
molto spesso, di solito a distanza di un mese da un esame. Questo
perchè tra applicazione "simulata" e applicazione reale c'è di mezzo
il mare! E' impensabile il fatto di poter eseguire tutte quelle
complesse tecniche in una situazione reale. Può certamente aiutare ad
acquisire un certo automatismo in determinate situazioni, ma per
combattere contro "Gigione Scazzottone" ci vuole ben altro!

>A proposito Donatello, tu dove studi Kyokushinkai? In Italia dove lo
>insegnano attualmente e magari senza tutti sti combattimenti sportivi in
>giro per il mondo (ma solo con i seppur tanti combattimenti da Dojo)?

Negli ultimi 7 anni ho praticato KyokushinKai in 4 dojo! Attualmente a
Matino (LE) dove abbiamo uno dei migliori istruttori in assoluto,
Sensei Tommaso Schirinzi (Sandan). Ha partecipato ai Campionati
Mondiali del 1987, da tempo prepara la nazionale Italiana IKO2 di
KyokushinKai, continua a tenersi aggiornato su ogni cambiamento ed è
nel dojo 7 giorni su 7.

Ti saluto e Ti auguro Buon Allenamento.


----------------------------------------------
Donatello Rizzo - Software Designer
Via P. Nenni, 4 - 73040 Melissano (LE) ITALY
Tel.: 0833/581370 - Mob.: 0347/3024131
Fax: 02/700400733
rav...@mail6.clio.it - dri...@ifrance.com
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http://www.geocities.com/Colosseum/Arena/1919/
----------- THE RIZZO'S OBSOLETES ------------
http://www.geocities.com/Area51/Meteor/6686/
----------------------------------------------

Donatello Rizzo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
Ciao Mario,

>Ma il Maestro Oyama ha voluto dimostrare che con il Karate si puo' uccidere

Forse ha voluto dimostrare a se stesso che, grazie al duro
condizionamento fisico e spirituale, avrebbe potuto affrontare un toro
a mani nude. "Poveri tori" č vero. "Poveri animali". Io odio la
caccia, ma ci sono anche tanti cacciatori.

>E chiunque pratica Kyokushinkai abbraccia questa "fede", questo "credo" ?

Fino in fondo. Ma credo che sia MOLTO improbabile che venga pure
richiesto di confrontarsi con un toro. ;)

Un saluto.

Donatello Rizzo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
>Io penso che siano più frasi come queste che vadano portate ad esempio
>del livello di Budo raggionto da Oyama-sensei piuttosto che il numero di
>persone che ha mandato all'ospedale o i tori che ha ucciso.

Forse è stato l'ultimo di una generazione di VERI marzialisti.

Donatello Rizzo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
>L'importante è sempre e comunque l'obbiettivo che si vuole raggiungere, e il
>sacrosanto rispetto del prossimo.

Concetto interessantisso, complimenti davvero!

Donatello Rizzo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
>Questo puo' essere l'aspetto esteriore per un profano..... Ma chi "conosce",
>sa cosa c'e' dietro e prima del ring. Il sacrificio, la tenacia, il
>coraggio necessari per fare quei 3 gradini e superare le corde. Il

Mai nessuna frase è stata più azzeccata!!! Mentre la leggo, già mi
vedo passare da sotto le gradinate del palazzetto, andare verso il
quadrato di gara e guardare in faccia il tipo con cui devo
combattere...ma chi è??!? Aò! E' Reza? ;)

Complimenti davvero!

Donatello Rizzo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
>Qualcuno ha dei filmati con Oyama che combatte coi tori?

Io ne avrò un paio entro Natale. Ho un amico in Giappone che verrà per
le vacanze! Ce ne sono circa una sessantina, ce li ho su una rivista
giapponese (WORLD KARATE), ma in Italia...solo qualche sequenza
sfocata su una video pagata 80 carte (20 min.) che si vede da fare
pietà, mi riferisco alla raccolta "Masters of Martial Arts". Mas Oyama
viene chiamato Masatoshi Oyama!!!!!! ^_^

Angelo Vendicatore

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to

> Poi le persone possono andare avanti per secoli con le loro leggende
> metropolitane afro-cinesi di uno che con movimenti leggiadri copiati da
> Carla Fracci con un soffio ha tirato giù 10 omoni tutti insieme; tutte
> balle, tutte cose mai viste ma che naturalmente esistono, ecc. ecc.
> Probabilmente tali persone credono anche a Babbo Natale. ;-)
> E comunque le loro leggende non sono niente a confronto dei DATI DI
> FATTO, i quali dicono proprio il contrario.
> Ciao
>
> Alle
>
quali sarebbero questi dati di fatto??? io non ne vedo assolutamente
nessuno, l'unico che puo parlere di dati di fatto è Oyama che si è fatto
riprendere per dimostrare la reale efficacia del suo stile di combattimento
in una prova che credo siano davvero poche persone al mondo a poter
sostenere,
Quale stile faceva Oyama?? Karate, non certo boxe o kick boxing, un pugile
non potrà mai arrivare a simili livelli


JSapo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
tonyrose <tony...@tiscalinet.it> wrote in message
7vv3f3$n23$3...@draco.tiscalinet.it...
>
>
> Ciao Mario,
> mi permetto di intervenire per esprimere la mia opinione. Io non conosco
te
> (personalmente) ne le tue opinioni in materia di KO; ho potuto, leggendo i
> tuoi post, farmi una idea generale sul tuo pensiero il quale, con la
> squisitezza dei tuoi modi e la simpatia che traspare dai tuoi scritti, ha
> creato un'opinione positiva nei tuoi confronti. Sono rimasto pero',
> decisamente stupito dalle tue argomentazioni su questo soggetto, le
ritengo
> frettolose, superficiali, in breve "non alla tua altezza".
>

Questo dimostra che di di psicologia non capisci una benemerita mazza.


Alessandro Govi

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
Angelo Vendicatore wrote:
> > Poi le persone possono andare avanti per secoli con le loro leggende
> > metropolitane afro-cinesi di uno che con movimenti leggiadri copiati da
> > Carla Fracci con un soffio ha tirato giù 10 omoni tutti insieme; tutte
> > balle, tutte cose mai viste ma che naturalmente esistono, ecc. ecc.
> > Probabilmente tali persone credono anche a Babbo Natale. ;-)
> > E comunque le loro leggende non sono niente a confronto dei DATI DI
> > FATTO, i quali dicono proprio il contrario.
> >
> quali sarebbero questi dati di fatto???

Documenti.
Cioè pestaggi, incontri, soprattutto di Vale Tudo, in cui
sistematicamente certe categorie di combattenti (quelli chimici come
direbbe Donatello) vengono letteralmente massacrati.

> io non ne vedo assolutamente
> nessuno,

Ne ero certo.

> l'unico che puo parlere di dati di fatto è Oyama che si è fatto
> riprendere per dimostrare la reale efficacia del suo stile di combattimento
> in una prova che credo siano davvero poche persone al mondo a poter
> sostenere,

Sostenere cosa??

> Quale stile faceva Oyama?? Karate, non certo boxe o kick boxing, un pugile
> non potrà mai arrivare a simili livelli

Ti faccio presente che Oyama non abbatteva di certo i tori grazie al
Ki...
Poi ti faccio presente che Oyama aveva appreso tecniche pugilistiche.
Inoltre ti faccio presente che il karate di Oyama ha ben poco in comune
col karate.
Ciao

Alle

Galvo

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to

Alessandro Govi ha scritto nel messaggio
<382414FC...@mo.nettuno.it>...

-cut-

>Ti faccio presente che Oyama non abbatteva di certo i tori grazie al
>Ki...


Credi che non abbia mai allenato la componente ki? allora tutte quelle ibuki
e kata sempre con ibuki credi non siano servite a niente. I kiai, il mokuso.

>Poi ti faccio presente che Oyama aveva appreso tecniche pugilistiche.

Vero, credo che questo, infatti, sia stato importante per un miglioramento
delle sue tecniche di pugno.

>Inoltre ti faccio presente che il karate di Oyama ha ben poco in comune
>col karate.


Questo lo dici tu! Ti assicuro che, a parte il discorso del contatto pieno
(che comunque continuo a ritener sbagliato e assolutamente poco educativo,
soprattutto in un arte di Budo, e anche in un comb. sportivo e che,
soprattutto, č stato frainteso al massimo dai praticanti di K.K. dopo di
Oyama!) i punti di contatto sono molti! Tu parli cosě (giustamente) perchč
il Karate che hai visto tu (e che realmente viene insegnato qui in Italia) č
"all'acqua di rose", "soft", chiamalo come vuoi tu, e siamo daccordissimo!
:-)
Ma vai da Kanazawa a dirgli che i suoi allievi tirano dei pugni che fanno
ridere i polli (ricollegandomi al solito discorso dei pugni "controllati")
:-))

Ciao Alle
quand'č che fai un salto a FE (ti devo un pranzo, o una cena) :-)

tonyrose

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to
ma non eri tu lo psicologo (oltre che il tuttologo) del NG?

--
tonyrose
ICQ # 52561989

JSapo <js...@hotmail.com> wrote in message
8013k2$qfp$4...@draco.tiscalinet.it...

Reza

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to

Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message
news:3823f32a...@news.clio.it...

> Mai nessuna frase è stata più azzeccata!!! Mentre la leggo, già mi
> vedo passare da sotto le gradinate del palazzetto, andare verso il
> quadrato di gara e guardare in faccia il tipo con cui devo
> combattere...ma chi è??!? Aò! E' Reza? ;)

Grrrrrrrrrrrrr ^___^

> Complimenti davvero!

Anch'io mi trovo assolutamente daccordo
con quello che dice Tonyrose.

Ciao,

Reza.

Angelo Vendicatore

unread,
Nov 6, 1999, 3:00:00 AM11/6/99
to

Alessandro Govi <alessan...@mo.nettuno.it> scritto nell'articolo
<382414FC...@mo.nettuno.it>...
>
> Documenti.
> Cioè pestaggi,

cosa???


incontri, soprattutto di Vale Tudo, in cui
> sistematicamente certe categorie di combattenti (quelli chimici come
> direbbe Donatello) vengono letteralmente massacrati.

sei di una vaghezza assuluta, secondo te i vale tudo li vincono i pugili e
chi fa kick boxing?

un pugile in una lotta a terra non credo riusirebbe a fare molto, full e
cose varie non mi sembrano poi cosi efficaci


>
> Sostenere cosa??

lo scontro col Toro,

>
> > Quale stile faceva Oyama?? Karate, non certo boxe o kick boxing, un
pugile
> > non potrà mai arrivare a simili livelli
>

> Ti faccio presente che Oyama non abbatteva di certo i tori grazie al
> Ki...

> Poi ti faccio presente che Oyama aveva appreso tecniche pugilistiche.

> Inoltre ti faccio presente che il karate di Oyama ha ben poco in comune
> col karate.

> Ciao
>
si, hai ragione molto probabilmente durante i suoi eremitaggi in montagna
passava il tempo a fare allenamento da pugile
si chiama karate? si pratica in un dojo? che sia una AM ? poi sentendo i
praticanti di kyokushinkaikei sul NG mi sembrano allenamenti tipici di una
arte marziale, e che hanno ben poco in comune con la boxe


Alessandro Govi

unread,
Nov 7, 1999, 3:00:00 AM11/7/99
to
Galvo wrote:
> Alessandro Govi ha scritto nel messaggio
> >Ti faccio presente che Oyama non abbatteva di certo i tori grazie al
> >Ki...
>
> Credi che non abbia mai allenato la componente ki? allora tutte quelle ibuki
> e kata sempre con ibuki credi non siano servite a niente. I kiai, il mokuso.

Be'... la penso proprio così (riguardo il ki... ibuki e mokuso non so
cosa significhino)
:-)

> >Inoltre ti faccio presente che il karate di Oyama ha ben poco in comune
> >col karate.
>

> Questo lo dici tu! Ti assicuro che, a parte il discorso del contatto pieno
> (che comunque continuo a ritener sbagliato e assolutamente poco educativo,
> soprattutto in un arte di Budo, e anche in un comb. sportivo e che,

> soprattutto, è stato frainteso al massimo dai praticanti di K.K. dopo di


> Oyama!) i punti di contatto sono molti!

Hai ragione.
In effetti dicendo che "il karate di Oyama ha ben poco in comune col
karate" ho esagerato.
Diciamo che però ci sono delle belle differenze, magari non tante ma
molto rilevanti nel complesso.

> Tu parli così (giustamente) perchè
> il Karate che hai visto tu (e che realmente viene insegnato qui in Italia) è


> "all'acqua di rose", "soft", chiamalo come vuoi tu, e siamo daccordissimo!
> :-)

Quindi i maestri giapponesi che sono venuti in Italia sono tutti delle
bufale??

> Ma vai da Kanazawa a dirgli che i suoi allievi tirano dei pugni che fanno
> ridere i polli (ricollegandomi al solito discorso dei pugni "controllati")

Mi fai sentire ignorante... ^____^
Chi è Kanazawa?

> Ciao Alle
> quand'è che fai un salto a FE (ti devo un pranzo, o una cena) :-)

E' vero!
:-)
Non so... questo è ancora un buon periodo, nel senso che ancora non devo
studiare tantissimo.
Valuterò... magari seconda metà di novembre - inizio dicembre?
Ciao

Alle

Alessandro Govi

unread,
Nov 7, 1999, 3:00:00 AM11/7/99
to
Angelo Vendicatore wrote:
> Alessandro Govi <alessan...@mo.nettuno.it> scritto nell'articolo
> > Documenti.
> > Cioč pestaggi,
>
> cosa???

Intendo risse, fare a botte, ecc.
Do you understand now?

> incontri, soprattutto di Vale Tudo, in cui
> > sistematicamente certe categorie di combattenti (quelli chimici come
> > direbbe Donatello) vengono letteralmente massacrati.
>
> sei di una vaghezza assuluta, secondo te i vale tudo li vincono i pugili e
> chi fa kick boxing?

In generale no.
Soprattutto perchč non ci vanno grossi nomi.
Ma probabilmente raccoglierebbero un discreto numero di insuccessi anche
i grossi nomi se non impararessero almeno le basi della lotta a terra.
Comunque semplicemente mi riferivo al fatto che vincono SOLO quelle
categorie di persone che provano il CONTATTO VERO e non semi, ligh,
philadelphia, contatto e basta.
Questa č la cosa piů importante.

> un pugile in una lotta a terra non credo riusirebbe a fare molto, full e
> cose varie non mi sembrano poi cosi efficaci

Oooohhh... lo vedi che anche tu dici delle cose giuste a volte?
:-)

> si, hai ragione molto probabilmente durante i suoi eremitaggi in montagna
> passava il tempo a fare allenamento da pugile
> si chiama karate? si pratica in un dojo? che sia una AM ? poi sentendo i
> praticanti di kyokushinkaikei sul NG mi sembrano allenamenti tipici di una
> arte marziale, e che hanno ben poco in comune con la boxe

In quel senso č vero.
Ciao

Alle

Alessandro Govi

unread,
Nov 7, 1999, 3:00:00 AM11/7/99
to

Donatello Rizzo

unread,
Nov 8, 1999, 3:00:00 AM11/8/99
to
>In effetti dicendo che "il karate di Oyama ha ben poco in comune col
>karate" ho esagerato.

Diciamo che č il tuo punto di vista. Dal mio potrei dire la stessa
cosa sullo Shotokan. Chi pratica Shorin Ryu direbbe la stessa cosa di
entrambi! ^_^

JSapo

unread,
Nov 8, 1999, 3:00:00 AM11/8/99
to
tonyrose <tony...@tiscalinet.it> wrote in message
801ec3$23p$2...@draco.tiscalinet.it...

> ma non eri tu lo psicologo (oltre che il tuttologo) del NG?
>

Infatti, è per questo che ti ho risposto in quel modo.


Galvo

unread,
Nov 8, 1999, 3:00:00 AM11/8/99
to

Alessandro Govi ha scritto nel messaggio
<3825F1FA...@mo.nettuno.it>...

-cut-

>Be'... la penso proprio cosě (riguardo il ki... ibuki e mokuso non so
>cosa significhino)


Mi dispiace deluderti, ma Sensei Oyama era un esperto nelle "nogare" (un
tipo di respirazione tipica del Karate, lett."emissione, fuga") che,
tagliando corto, servivano a potenziare il ki (con la conseguenza di
apportare benefici all'organismo).
P.S. Le ibuki sono sempre delle respirazioni e il mokuso č la meditazione.


>Diciamo che perň ci sono delle belle differenze, magari non tante ma
>molto rilevanti nel complesso.


Piů che altro per la storia del contatto pieno (che comunque č fraintesa dai
praticanti di K.K. attuali).

>Quindi i maestri giapponesi che sono venuti in Italia sono tutti delle
>bufale??


Non so se tutti, comunque quello che al 90% dei caso ha lasciato il segno in
Italia č Shirai, e non č certo un buon modello di Karateka (per quanto in
campo agonistico, che quindio centra poco, abbia ottenuto dei risultati
apprezzabili).

>> Ma vai da Kanazawa a dirgli che i suoi allievi tirano dei pugni che fanno
>> ridere i polli (ricollegandomi al solito discorso dei pugni
"controllati")
>
>Mi fai sentire ignorante... ^____^

>Chi č Kanazawa?


Kanazawa č un grande Maestro di Shotokan (insegna in giapp.).

Ciao Alle

Luca Ranieri

unread,
Nov 8, 1999, 3:00:00 AM11/8/99
to

Alessandro Govi ha scritto nel messaggio
<3825F1FA...@mo.nettuno.it>...

>Quindi i maestri giapponesi che sono venuti in Italia sono tutti delle
>bufale??


Beh molti dei maestri di karate della JKA si... :((((

RAGNO
Kenpo Karate ex karate shotokan - kung-fu shaolin
mei hua chuan - tai chi chuan yang - semi contact

Luca Ranieri

unread,
Nov 9, 1999, 3:00:00 AM11/9/99
to

Donatello Rizzo ha scritto nel messaggio <382692bc...@news.clio.it>...

Chi pratica Shorin Ryu direbbe la stessa cosa di
>entrambi! ^_^


E forse c'hanno raggione loro eheheh (se non altro sono piu "vekki" :)) )

Momiji

unread,
Nov 10, 1999, 3:00:00 AM11/10/99
to
Hawk <miyamoto_mu...@iname.com> wrote in message
7vvlbg$9a2$4...@news.mclink.it...

> Io penso che lo scopo del Budo (e della nostra vita) non sia misurarsi
> con la natura dimostrando di essere più forte (frase che secondo me non
> ha senso dato che noi siamo la natura....),ma imparare a vivere in
> armonia con essa (capendo che ne siamo parte e non antagonisti)

Ottimo ed abbondante :-)

Momiji

http://members.xoom.it/momiji
mom...@lycosmail.com


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