I preparativi erano ultimati e tutto era pronto per filmare. Il luogo
prescelto era la costa Yawata di Tateyama, nella prefettura di Chiba.
Il giorno delle riprese, quando vidi il toro che la compagnia
cinematografica aveva portato, rimasi intimorito. Era un grande toro,
del peso di circa 567 Kg, con corna lunghe 25 cm e dello spessore alla
base di quasi 8 cm. A dire la verità era piuttosto fuori della norma,
ma poiché sarebbe stato disonorevole ritirarmi, decisi di andare
avanti. I giornalisti ed i reporters, insieme agli operatori
provocavano una grande agitazione nel quieto villaggio di pescatori.
Gli argomenti tra gli spettatori erano, "Può davvero rompere quelle
corna con le mani nude? E' incredibile! Non è pazzo?" Dubitavano della
riuscita dell'impresa. Sfortunatamente il duello venne posticipato per
via della pioggia. "Siete fortunato, signore la vostra vita è stata
prolungata di un giorno" - disse un giornalista. Ma io non ero in vena
di scherzare e stringevo un telegramma di mia figlia con scritto
"Buona fortuna babbo!"
II giorno successivo era bel tempo e c'erano migliaia di spettatori.
Indossavo un paio di calzoncini corti, legati con una cintura di
pelle, e naturalmente nessuna protezione per le mani. Gli spettatori
alzarono un forte grido d'incitamento. "Non perdere" - Urlarono!
Nell'attesa alzai in alto le braccia e chiusi gli occhi per liberarmi
da ogni pensiero. Quando aprii gli occhi le migliaia di persone, le
cineprese, il timore del toro, tutto era svanito dalla mia
consapevolezza. Ora il terribile toro era stato liberato dalla fune.
Agilmente scansai il suo attacco a destra ed a sinistra ed alla fine
lo afferrai per le corna.
Cercai di abbatterlo al suolo, ma il pesante toro spingendo con le
gambe non cedeva. Invece la sua spinta mi costringeva ad affondare i
piedi nella sabbia. Alla fine le mie mani scivolarono sulle corna a
causa del sudore ed il toro infuriato mi caricò con forza tremenda.
Prima di filmare l'evento il regista mi aveva chiesto di far durare lo
scontro per circa 10 minuti, ma non avevo avanzato riserve a
proposito, al peggio sarei stato ferito a morte. Continuammo la
sanguinosa battaglia. Improvvisamente persi l'equilibrio e caddi di
schiena. Avvertivo la precarietà della mia posizione, ma era troppo
tardi per rialzarsi, ed il toro con uno sbuffo lanciò un affondo.
Sebbene mi scansai in fretta la mia pelle fu lacerata dall'addome al
petto. Il sangue scorreva, ma non sentivo dolore. Istantaneamente
riafferrai le corna con le mani e torsi il collo dell'animale a destra
ed a sinistra con tutte le mie forze. Il toro scuotendo le corna a
destra ed a sinistra cercava di sfuggire alla mia presa. Gradualmente
avvertii che si stava stancando. Nel momento che me ne resi conto
girai con tutta la forza che avevo. Quando lo abbattei sulla sabbia,
con un rumore sordo, saltai verso le corna e le afferrai saldamente
con le mani. il suo largo addome batteva come un tuono, e sia io, sia
il toro, eravamo coperti di sudore e sabbia. Mentre il toro cercava di
risollevarsi, lo spingevo verso il basso per tenerlo giù. Mi
concentrai sul mio shuto (taglio delta mano) destro. Con un grido
colpii la base del corno. Il toro si lamentò. Il corno rotto alla base
penzolava dalla sua fronte. Lo tirai via e inconsapevolmente lo alzai
sopra la testa. Improvvisamente l'acclamazione degli spettatori giunse
alle mie orecchie come un tuono in lontananza. Avevo conquistato il
toro. Alla fine avevo realizzato il desiderio tanto vagheggiato. Caddi
in lacrime. La lotta mortale con il toro era durata 35 minuti. Non mi
sembrò nè lunga, nè breve, avevo semplicemente combattuto con tutto
ciò che avevo...."
Questo è il resoconto dello stesso Oyama riguardo i suoi pensieri, le
sue riflessioni, le sue paure ed il suo trionfo, durante il suo primo
scontro mortale con un toro. Si potrebbe pensare che aver misurato la
propria forza con un toro ed essersi cimentati al limite della propria
resistenza in isolamento sulle montagne, potrebbe essere sufficiente
per mettere sè stessi alla prova. Non per Oyama. Voleva saggiare le
applicazioni pratiche del Karate. Riteneva essenziale allenarsi con
contatto con l'avversario come i pugili. Nel 1952 Oyama accettò un
invito negli Stati Uniti per sfidare altri combattenti. Per un anno
rispose a 270 sfide, contro pugili, lottatori, buttafuori, e chiunque
to sfidasse, senza mai essere sconfitto. Vinse la maggior parte degli
incontri con un solo pugno. Da quel momento Oyama ricevette
l'appellativo di "The God Hand" - "La Mano di Dio". In Giappone venne
proclamato "Ichi Geki, Hissatsu!", cioè "Un Colpo, Morte Certa! ".
E' tradizione giapponese attribuire soprannomi a personaggi famosi.
"La Mano di Dio" si adattava benissimo a Mas Oyama, uno dei maestri di
Karate più famosi del mondo, anche se può apparire inappropriato od un
pò troppo drammatico agli occidentali, che non hanno familiarità con
la cultura giapponese. Comunque nel 1955 anche i giornalisti
occidentali si riferivano ad Oyama come "The God Hand" quando
descrivevano le sue imprese nei loro articoli. Questo soprattutto dopo
aver assistito alle sue incredibili performances nel tameshiwari, le
tecniche di rottura, e nel combattimento, durante le sue esibizioni
negli Stati Uniti ed in Sud America. Per circa 50 anni, oltre 15
milioni di membri della Oyama's Worldiwide Kyokushin Karate
Organization hanno assistito ad incredibili dimostrazioni. Per merito
della potenza dei suoi colpi, della stretta della sua mano, dei suoi
insegnamenti, e di quelli degli istruttori da lui formati, chiunque
sia stato in contatto con lui, sa che quel soprannome non era
inappropriato.
Emigrante in Giappone
Da giovane molte persone ed esperienze influenzarono quest'uomo
enigmatico. Sebbene non conosciamo tutti i dettagli della sua
formazione, abbiamo un buon quadro generale.
Masutatsu (Mas) Oyama, il cui vero nome era Yong I Choi, nacque il 27
luglio 1923 nel villaggio Wa Ryongri Yong-Chi Myonchul Na Do, nel sud
della Corea. La sua era una famiglia aristocratica del clan Yangban.
Suo padre Sun-Yang era il sindaco di Kinje, una città vicina al
villaggio dove era nato Yong-I Choi. A 9 anni Oyama iniziò a studiare
il Kenpo cinese del sud sotto l'istruzione del signor Yi, che era
impiegato al servizio di suo padre. Con grandi aspirazioni Oyama sentì
che il suo destino era in Giappone ed abbandonò la Corea a 15 anni.
Solo, a Tokyo, il giovane coreano vagabondava senza speranza per la
città non trovando un rifugio. Sentendosi non desiderato in quella
terra straniera cominciò a rimpiangere di aver lasciato la Corea,
temendo di aver fatto un terribile errore. Poi fortunatamente incontrò
una famiglia di origine coreana che ebbe simpatia per lui e gli offrì
una stanza nella loro casa. Fu in questo periodo che, seguendo
l'usuale procedura degli immigranti coreani, in Giappone cambiò il suo
nome credendo di poter essere più ben accetto nella società
conservatrice giapponese. In onore della famiglia che lo aveva
accolto, Choi scelse il loro cognome Oyama. I cogniugi Oyama con cui
viveva avevano due figli, Shigeru e Yasuhiko, che diventeranno
entrambi studenti di Mas Oyama e due dei più prominenti e famosi
membri del KyokushinKaiKan.
Il Karate con Funakoshi
All'età di 15 anni Oyama decise di servire il paese che ora chiamava
casa arruolandosi nell'Accademia di Aviazione di Yamanashi, con
l'intenzione di diventare pilota. Era il 1938 Net settembre dello
stesso anno Oyama divenne studente di Funakoshi all'università di
Takushoku, Funakoshi, un maestro di scuola di Okinawa, è stato il
responsabile dell'introduzione del Karate in Giappone. E' quest'uomo
che Oyama riferisce come il suo vero maestro di Karate. Nel corso
degli anni Oyama ha sempre parlato con il più alto rispetto di
Funakoshi, ricordando anche la sua gentile, ma al tempo stesso
autoritaria presenza. Oyama continuò a dire che, di tutte le cose
apprese da Funakoshi, il kata era la più importante. All'età di 18
anni Oyama aveva conseguito il grado di nidan (cintura nera secondo
livello) ed era un fervente patriota, volontario per missioni militari
speciali. Fu assegnato ad una base aerea vicino a Tokyo. Un giorno,
provocato da un ufficiale, Oyama lo colpì.
Tempi duri
Sebbene dichiarato innocente, a causa della provocazione da parte
dell'ufficiale, Oyama fu trasferito a compiere il suo dovere nell'area
del Pacifico. Ma fortunatamente la seconda guerra mondiale finì, con
la resa del Giappone, ponendo fine alla carriera militare di Oyama. Lo
stress di aver perso la sua possibilità di carriera ed il disonore che
provava per la sconfitta del suo paese erano quasi insopportabili per
Oyama. I guai continuavano a seguire Oyama ovunque andasse.
Scoraggiato dalle sorti della guerra e privo di fiducia in sè stesso,
Oyama venne coinvolto in una serie di eventi che lo condussero a
commettere un errore dopo l'altro. Oyama era grande e forte, ma anche
ingenuo riguardo il mondo, caratteristiche ideali per essere circuito
dai gangster che operavano nel mercato nero in Giappone. Questi loschi
individui reclutarono Oyama con la promessa di facili guadagni. A
causa della sua taglia Oyama veniva spesso utilizzato per risolvere
delle dispute tramite l'uso della forza. A causa della sua
associazione con questi criminali Oyama venne arrestato ed incarcerato
per 6 mesi.
Immerso nell'allenamento
Dopo il suo rilascio, Oyama sentì che l'unica soluzione era immergersi
nell'allenamento delle arti marziali ancora più duramente di prima.
Già secondo dan di Karate sotto Funakoshi, Oyama voleva di più dalle
arti marziali. Sebbene la pratica delle arti marziali in Giappone
fosse proibita dalle forze di occupazione, c'erano luoghi nascosti
dove allenarsi. Dovevi solo conoscere la lingua ed avere una
presentazione formale con l'istruttore. Trovare qualcuno che potesse
insegnargli non fu così difficile come Oyama si aspettava. Trovò un
istruttore, coreano egli stesso, chiamato Nei-Chu So. Un'altra cosa in
comune e che i due provenivano dalla stessa provincia della Corea. So
era un esperto di Karate Goju-Ryu. Il Goju-Ryu, fondato da Chojun
Miyagi nel 1930, era stato introdotto in Giappone da Gogen Yamaguchi
soprannominato "Il Gatto". Yamaguchi ha riconosciuto apertamente che
Nei-Chu So era stato uno dei suoi migliori studenti. Oyama riprese il
suo allenamento nelle arti marziali sotto Nei-Chu So ed un forte
legame si stabilì tra i due. So era un grande filesofo ed un carattere
fiero, e possedeva convinzioni spirituali anche più forti. Oyama non
solo apprese il Goju-Ryu da So, ma venne anche introdotto alla fede
buddista della setta Nichiren. Fu So ad ispirare Oyama a dedicarsi al
Karate per il resto della sua vita, spingendolo ad affrontare le sue
sfide ed ottenere le sue vittorie e le sue realizzazioni. Nello stesso
periodo che si alternava con So, Oyama cominciò anche a praticare
Judo. Dopo quattro anni di allenamento conseguì il quarto grado di
cintura nera di Judo (yondan).
Oyama amava assistere alle competizioni locali di danza per rilassarsi
dopo gli allenamenti. Fu in una di queste occasioni che Oyama si trovò
a soccorrere una donna da un attaccabrighe del posto. Quando Oyama
intervenne, il giapponese, sospettato di molti omicidi, estrasse un
coltello. Insultandolo cominciò ad agitare il coltello davanti al
volto di Oyama, poi lancio un affondo. Oyama blocco l'attacco e tirò
un terribile pugno alla testa dell'aggressore uccidendolo sul colpo.
Grazie alle testimonianze dei presenti Oyama venne assolto per
legittima difesa. Comunque quella tragedia ebbe un impatto deva stante
su Oyama. L'uccisione di un uomo fu così pesante per lui che decise di
abbandonare le arti marziali. Venne anche a sapere che l'uomo che
aveva ucciso aveva una moglie ed un bambino in una fattoria nell'area
di Kanto, vicino a Tokyo. Oyama vi si recò e lavoro nella fattoria per
molti mesi. Non se ne andò finchè ha vedova non gli assicurò che era
economicamente in grado di mandare avanti la fattoria e che non lo
riteneva responsabile della morte del marito.
La ricerca di una vita
Questo fu un punto di svolta nella vita di Oyama. il suo istruttore di
Goju-Ryu, Nei-Chu So, suggerì ad Oyama di andare via ad allenare il
suo corpo e la sua anima affinchè il Karate potesse dare controllo
alla sua vita. Oyama senza una direzione ed un obiettivo si domandava
se il Karate fosse uno scopo realistico. L'allenamento nel Karate gli
avrebbe dato il necessario controllo della sua forza ed at tempo
stesso disciplina mentale? Se il Karate poteva realmente dargli
questo, egli vi si sarebbe dedicato totalmente. Realizzò che sarebbe
stato un viaggio lungo e difficile, ma era determinato a proseguire la
sua ricerca. Net 1946 Mas Oyama, portando con sè solo le cose
indispensabili per cucinare ed i suoi libri, cominciò il suo duro
regime di allenamento in cima al monte Minobu, nella prefettura di
Chiba. Il monte Minobu è to stesso luogo dove il famoso samurai del
17° secolo Miyamoto Musashi, ricevette l'ispirazione per il Nito-Ryu,
il suo celebre sistema con due spade. Per Oyama questo era il posto
ideale per allenarsi ed essere ispirato, secondo la tradizione del suo
idolo Miyamoto Musashi.
Per 18 mesi, isolato sulle montagne, Oyama si mise alla prova contro
gli elementi, allenandosi e meditando sotto cascate ghiacciate,
facendo innumerevoli salti sopra i cespugli, ed usando gli alberi e le
rocce come makiwara per condizionare le sue mani, i piedi, e le gambe.
Cominciava ad allenarsi alle 5 di mattina, correndo per i pendii.
Usando grossi massi come pesi, li sollevava centinaia di volte per
aumentare la sua forza. In più eseguiva i kata almeno 100 volte al
giorno, cosi come migliaia di ripetizioni dei kihon (tecniche di
base), spingendosi sempre ai limiti della resistenza umana. Alla
conclusione delta sua giornata di allenamento, leggeva gli scritti
buddisti e faceva meditazione zazen. Fu in questo periodo che Oyama
cominciò a contemplare l'idea di cerchio e punto per il suo Karate.
Iniziò anche ad immaginare se stesso che sconfiggeva un toro a mani
nude. Se fosse divenuto abbastanza forte e potente da sconfiggere un
toro con il suo Karate sarebbe divenuto famoso. Ma non era la fama a
cui aspirava. Oyama pensava che l'impresa gli avrebbe permesso di
mostrare agli altri la forza e le virtù del Karate.
Avrebbe non solo raggiunto la padronanza del Karate, ma anche istruito
altre persone. Dopo 18 mesi di solitudine, Oyama discese dalle
montagne. Era il 1947 ed in Giappone si sarebbe tenuto il primo torneo
di Karate dalla fine della seconda guerra mondiale. Oyama partecipò a
questo All Japan Karate Tournament a Maruyama Kaikan di Kyoto e
risuttò il vincitore, il primo campione del torneo. Un intenso uomo di
24 anni, ma non soddisfatto di questo risultato, Oyama torna sulle
montagne per un altro anno di strenui allenamenti di 14 ore al giorno,
ma sentiva che ancora qualcosa mancava nelle sue arti marziali e che
non aveva ancora veramente raggiunto il suo massimo potenziale. A
tutt'oggi non c'è un'altro che abbia seguito un tale regime di
allenamento nelle arti marziali. Dopo quell'isolamento finale Oyama
torna alla civiltà pronto a mettere in pratica quanto imparato. Fu in
quel periodo che decise di applicare la sua conoscenza del Karate in
una lotta di vita o di morte. Uno scontro che avrebbe opposto un uomo
ad un toro.
Fonte: Black Belt Kung Fu Magazine (Ottobre)
Ho letto con interesse.
Ma ho un solo, semplice, dubbio:
se Mas Oyama non fosse stato cosě grosso e potente avrebbe potuto uccidere
il toro ???
E sconfiggere tutti i suoi avversari in America ???
E diventare complice di gangster ???
Sarebbe stata una "bella leggenda" se Mas Oyama avesse avuto il fisico del
Maestro Miura, tanto per fare un chiaro esempio, cioe' piccolo e minuto, ma
ugualmente forte, cosě come e' normale per un orientale.
E forse forse, anche il "suo" Karate risente del suo fisico............
Ma non tutti sono cosě grossi e forti e il Karate-Jitsu e' stato "creato" da
loro e per loro.
IMHO.
P.S. - Io avrei tifato per il Toro...........Le corride non mi sono mai
piaciute.
:-[
OSS !!!
Maestro Mario Cosentino
Juko Junior Club
Milano
--------------------------------------------------------------
ICQ number 46225702
Personal Home Page:
http://web.tiscalinet.it/MarioCosentino
---------------------------------------------------------------
--
tonyrose
ICQ # 52561989
Donatello Rizzo <rav...@mail6.clio.it> wrote in message
38200fa0...@news.clio.it...
> Mas Oyama
> La sua Leggenda, la sua Eredità
>
CUT
> P.S. - Io avrei tifato per il Toro...........Le corride non mi sono mai
> piaciute.
> :-[
Idem! Come inizio per il fondatore di un'arte marziale non č il massimo.
Altro che armonia con il proprio ambiente! Si prendono a mazzate dei
poveri animali... :((((((
E poi ci si lamenta di come vengono recepite le arti marziali dal
pubblico! :-/
Monica
Circa 567 kg?
circa?:-)))
...ma + o - di 567,5?
Se no rientrava nella categoria superiore...:-)))
Un post interessante anche se ho un appunto da fare...
> Se fosse divenuto abbastanza forte e potente da sconfiggere un
> toro con il suo Karate sarebbe divenuto famoso. Ma non era la fama a
> cui aspirava. Oyama pensava che l'impresa gli avrebbe permesso di
> mostrare agli altri la forza e le virtù del Karate.
---cut---
Perdonami per ciò che sto per dire.So che per te potrebbero essere
parole non piacevoli da sentire,ma io non ritengo che uccidere un toro a
mani nude si un buon modo per mostrare alla gente le "virtù" del
karate.Mi sembra solo una dimostrazione di forza e di violenza e io
penso che il messaggio del karate sia un altro.
Non "praticate karate così diverrete tanto forti da uccidere un toro a
mani nude",ma semmai "praticate karate perchè questo vi renderà delle
persone migliori,in grado anche di aiutare altre persone a migliorarsi".
Il mio è ovviamente solo un punto di vista.
--
Hawk
Suguni mata!
Simpatico !!!
;-))))))
Cmq, Sensei Oyama, nel suo periodo di forma, non pesava molto meno !!!
^___________^
Ciao Mario,
mi dispiace contraddirti ma sarà molto interessante sapere che
all'epoca Oyama era alto solo 1.72 (fino alla morte) e pesava circa 85
Kg. Quindi, in riferimento anche al tuo precedente post, non credo
fosse poi così enorme rispetto alla stragrande maggioranza dei
praticanti.
Se poi vogliamo tirare in ballo i maestri di AM piccoli e denutriti
che dovrebbero mettere KO degli "uomini" o dei tori, beh lasciamo
perdere o non la smetteremmo più di ridere! Può darsi che esistano, ma
sono sicuramente dei fuoriclasse.
Mas Oyama è un altra cosa e non esite un'unità di misura per
paragonarlo ad altri.
OSU!
Beh, anche a me dispiace pensandoci, ma non si può non ammirarlo per
l'impresa, anche se molto crudele.
Ci voleva proprio questa risata alle 9 di mattina!!! ;) Grazie.
AAAAAAHAHHAH!!!! ^___^
Ma siete dei cabarettisti o cosa? ;) Splendida battuta, davvero!!!
Katana, credo che sia la tua categoria in Black Belt.
>Idem! Come inizio per il fondatore di un'arte marziale non č il massimo.
>Altro che armonia con il proprio ambiente!
Svolazzando tra i prati verdi in fiore con le farfalline rosa e i
coniglietti bianco candido. Bell'idea di Arte Marziale.
Ciao,
A differenza di quanto si creda (e parlo anche per me) gli orientali
Giapponesi non sono poi cosě minuti!!! Di quelli che ho in video, il
piů piccolo č sicuramente Kenji Midori (1.65 x 75 Kg.) mentre la media
resta di 1.80/1.85 fino a raggiungere punte di 1.92.
Mas Oyama era alto 1.72.
Ma le tabelle di relazione altezza/peso non ti dicono nulla ???
Secondo te, un Atleta alto solo 165 cm per 75 Kg e' piccolo ???
E' basso ma NON piccolo !!!
Specialmente se la massa magra e' in buona percentuale !!!
Per Oyama vale la stessa cosa.
E' risaputo che le caratteristiche fisiche morfologiche della razza
orientale sono ben distinte: per esempio, il popolo cinese ha una media
elevata per l'altezza rispetto al popolo giapponese ma per contro ha una
struttura scheletrico meno possente.
Inoltre, considerando l'altezza media in quel periodo storico, Sensei Oyama
e' da considerarsi un uomo grande e grosso rispetto ai suoi coetanei.
Ad onor del vero, Mas. Oyama era un omettino
normale, magari un po robusto di corporatura, ma
niente di mostrouso.
Ho avuto l'onore di vederlo da vicino.
Ciao,
Reza.
ROTFL ^_____^
Grande Tonyrose.
Ciao,
Reza.
APPLAUDO !
(scusate il quoting)
-cut-
>Se poi vogliamo tirare in ballo i maestri di AM piccoli e denutriti
>che dovrebbero mettere KO degli "uomini" o dei tori, beh lasciamo
>perdere o non la smetteremmo più di ridere! Può darsi che esistano, ma
>sono sicuramente dei fuoriclasse.
Allora tu ridi pure.
Con le tue parole neghi l'efficacia (provata) di concetti come "Ju" e "Aiki"
e loro simili cinesi, indiani....
O Sensei Funakoshi era un nanetto magrolino, O Sensei Ueshiba peggio ancora,
e O Sensei Kano era anch'egli bassettino, eppure erano i più "GRANDI" nelle
AM! Senza parlare di gente come il grande Sokaku Takeda e compagnia bella.
Tant par dir quel (come direbbero a Ferrara) :-))
Ciao
Matteo
Jujutsu, Nihon Kobudo, Karate
Molto meglio invece: saltando pesantemente per i prati su tutti i fiori
e schiacciando,quando č possibile,qualche coniglio ovviamente ruttando
ad ogni occasione sulle farfalline rosa.
Questione di gusti e di opinioni.....
--
Hawk
Suguni mata!
Che c'entraquest'immagine "bucolica"? Qui si parla di etica, di senso di
responsabilità verso il proprio ambiente (uomini e animali), che diamine!
Ciao
Monica
Mettila come slogan di Black Belt!
HAHAHAHA!!!
:-))))
Ciao
Alle
Momiji
Al culmine di questa AM invitano a raccogliere i fiorellini? ;-)))))
Momiji
Sul serio l'hai visto di persona!!!
Kakkio come ti invidio!Deve essere stata una esperienza emotivamente
unica (vederlo su un libro in foto č una cosa,averlo davanti ne č
un'altra)
Avrei tanto voluto vedere almeno da lontano O-sensei.....
--
Hawk
Suguni mata!
Si mi fece anche una piccola carezza
(avevo 11 o 12 anni), l'unica cosa che
mi ricordo bene era il suo sguardo,
forte come una montagna e affettuoso
come un padre.
Forse scrivero qualcosa al riguardo.
Ciao,
Reza.
1.72....come me. Bene portatemi un toro..........
Cosa dite? Sono solo 56kg? Ma questo è un dettaglio.......
Su su arriva 'sto toro o no....
__
* Calci-ferol -karate- *
Muuuuuuuuu! Va bene un vitellino? ;)
----------------------------------------------
Donatello Rizzo - Software Designer
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rav...@mail6.clio.it - dri...@ifrance.com
------- KYOKUSHINKAI KARATE HOME PAGE --------
http://www.geocities.com/Colosseum/Arena/1919/
----------- THE RIZZO'S OBSOLETES ------------
http://www.geocities.com/Area51/Meteor/6686/
----------------------------------------------
Dai che lo mettiamo sul sito!
^_____^ ROTFL!!!!!!!!!!!!!!!
No, no... portiamogli GP Puggioni, cosě altro che spezzargli le corna col
taglio della mano^________^
Ciao, bluemax
Nooooo,non ci credo!!!
Che cul...emh.....che karma! ^___^
> Forse scrivero qualcosa al riguardo.
Si,si (se ti va,ovviamente,dato che penso sia una esperienza molto
personale....)
--
Hawk
Suguni mata!
bisogna però ricordare che la cultura orientale è un pò diversa dalla
nostra.
Poi un' uomo che ha passato tanto tempo da solo nella natura non ha
sicuramente molte remore nell' uccicere (ma siamo sicuri che sia realmente
morto il toro
?) un animale.............
cwuba ha scritto nel messaggio <883vsu$dmk$1...@nslave2.tin.it>...
>Anch' io sono contrario a corride et simili
>
et meno male....
ma siamo sicuri che sia realmente
>morto il toro
>?) un animale.............
ARRRGHHH!!! vabbč chiamarmi o' animale....ma darmi per MORTO!!!!
^_____^
ASHITA!
DA TORO
Gianpaolo di Pordenone
yose...@libero.it
(yoseikan budo / yoshin ryu wado ryu ju jutsu)
Avevo una Guzzi 3 1/2 Imola sotto la coperta,
Ho fatto un po' di pagine.....:o))))))))
http://GianpaoloPuggioni.it-homepage.com
http://Suzuka93.issexy.com
http://Yoseikan-Budo.educations.net
http://Superbike.motorpage.com
http://arti-marziali.web-page.net
http://scuba.web-page.net
http://EttoreMuti.fans-club.com
............e meno male che non ti ha mai incontrato Lui !!!
^______^
OSS !!!
Maestro Mario Cosentino
Juko Junior Club
Milano
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ICQ number: 46225702
Personal Home Page:
http://web.tiscalinet.it/MarioCosentino
in.........rifacimento :-)))
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