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[kenjutsu] "Sondaggio"

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Stefano

unread,
Feb 25, 2002, 2:48:48 AM2/25/02
to
Ciao a tutti,
stavo leggendo un pò di "vecchi" post (devo rimettermi in pari) e ne ho
visto uno sulla differenza tra kendo e kenjutsu.

Mi chiedevo quanti di voi praticano od hanno praticato uno stile/scuola di
kenjutsu?

Come si articolano (od articolavano) gli allenamenti?

Quanti di voi praticano aikido e lo integrano con l'aikiken?

Se volete aggiungere altre info ... fate pure! :-)

Questo sondagio non ha nessun valore statistico ;-)
Voglio solo cercare di farmi qualche idea in merito.

Bye.

Stefano

PS: Io al momento sto praticando Yagyu Shinkage Ryu.


Paolo (Lallo) Girri

unread,
Feb 25, 2002, 4:30:00 AM2/25/02
to
"Stefano" <dra...@intercom.it> ha scritto
...

> Quanti di voi praticano aikido e lo integrano con l'aikiken?

Da me la pratica a mano nuda e con il ken si integrano senza soluzione di
continuità... per dire, non abbiamo l'ora di aikiken e io non maneggio spesso
il bokken (molto meno del jo), ma di spada ne vedo parecchia. Per i gradi dan è
quasi lo studio più comune.

> PS: Io al momento sto praticando Yagyu Shinkage Ryu.

Dove?
Per curiosità, pratichi o hai praticato aikido... e il tuo insegnante di
kenjutsu da che esperienze proviene?

Ciao,
Lallo


Stefano

unread,
Feb 25, 2002, 7:38:19 AM2/25/02
to

"Paolo (Lallo) Girri" <lall...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a5d093$6b393$2...@ID-108440.news.dfncis.de...

> "Stefano" <dra...@intercom.it> ha scritto
> ...
> > Quanti di voi praticano aikido e lo integrano con l'aikiken?
>
> Da me la pratica a mano nuda e con il ken si integrano senza soluzione di
> continuità... per dire, non abbiamo l'ora di aikiken e io non maneggio
spesso
> il bokken (molto meno del jo), ma di spada ne vedo parecchia. Per i gradi
dan è
> quasi lo studio più comune.

Anche per me accade quasi la stessa cosa... mi sono espresso male nella
domanda, intendevo se la pratica del kenjutsu veniva in qualche modo
integrata con l'aikiken.

Ho sentito di posti dove insegnano aikido e vengono insegnati i kata di
Kashima Shinryu

>
> > PS: Io al momento sto praticando Yagyu Shinkage Ryu.
>
> Dove?

Lo pratico a Suno (No), dove pratico anche kendo e iaido.

> Per curiosità, pratichi o hai praticato aikido... e il tuo insegnante di
> kenjutsu da che esperienze proviene?

Io pratico Aikido da diversi anni e seguo sia Masetti (in questo ultimo
periodo dovrei dire cerco di seguire... ) che i maestri dell'Aiko (tempo fà
avevo fatto un post di presentazione scoprendo di aver conosciuto di vista
sia Tagt che TAC).

La mia Maestra pratica kendo e iaido oltre al kenjutstu ed è allieva di un
importante maestro giapponese Yoshiaki Hirano, il quale viene in italia 2/3
volte all'anno ed organizza degli stage, molto intensi ed interessanti (hai
quali ho avuto la fortuna di poter partecipare).

Ciao.

Stefano

>
> Ciao,
> Lallo
>
>


Paolo (Lallo) Girri

unread,
Feb 25, 2002, 6:22:38 PM2/25/02
to
"Stefano" <dra...@intercom.it> ha scritto
...
> Ho sentito di posti dove insegnano aikido e vengono insegnati i kata di
> Kashima Shinryu

Se non sbaglio chi segue la didattica del maestro Tissier fa Kashima Ryu.
Ormai su isam sono la maggioranza!! :-)

...


> Io pratico Aikido da diversi anni e seguo sia Masetti (in questo ultimo

> periodo dovrei dire cerco di seguire... ) che i maestri dell'Aiko (tempo fą


> avevo fatto un post di presentazione scoprendo di aver conosciuto di vista
> sia Tagt che TAC).

Scusa č vero, la domanda mi aveva depistato. :)

> La mia Maestra pratica kendo e iaido oltre al kenjutstu ed č allieva di un


> importante maestro giapponese Yoshiaki Hirano, il quale viene in italia 2/3
> volte all'anno ed organizza degli stage, molto intensi ed interessanti (hai
> quali ho avuto la fortuna di poter partecipare).

Allora interesserebbe a me sapere come si integra la tua scuola di kenjutsu con
l'aikiken in particolare.

Ciao,
Lallo


paola

unread,
Feb 26, 2002, 2:54:43 AM2/26/02
to
On Mon, 25 Feb 2002 13:38:19 +0100, "Stefano" <dra...@intercom.it>
wrote:


>La mia Maestra pratica kendo e iaido oltre al kenjutstu ed č allieva di un


>importante maestro giapponese Yoshiaki Hirano, il quale viene in italia 2/3
>volte all'anno ed organizza degli stage, molto intensi ed interessanti (hai
>quali ho avuto la fortuna di poter partecipare).

come si chiama la tua insegnante di kendo?
č una Pomero?

ciao!
paola

Stefano

unread,
Feb 26, 2002, 8:47:17 AM2/26/02
to

"paola" <pa...@nospam.net> ha scritto nel messaggio
news:3c7b3f3...@news.tiscalinet.it...

E' Grazia Maria Francese.
Cmq conosco Daniela Pomero (con qui ho praticato spesso) e sua sorella.

Ciao

Stefano
>
> ciao!
> paola


Alessio

unread,
Feb 27, 2002, 2:53:38 AM2/27/02
to

"Paolo (Lallo) Girri" <lall...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a5egma$6rrhs$1...@ID-108440.news.dfncis.de...

> "Stefano" <dra...@intercom.it> ha scritto
> ...
> > Ho sentito di posti dove insegnano aikido e vengono insegnati i kata di
> > Kashima Shinryu
>
> Se non sbaglio chi segue la didattica del maestro Tissier fa Kashima Ryu.
> Ormai su isam sono la maggioranza!! :-)


Vero.
Cmq passando da scuola a scuola le differenze non esitono solo su un piano
stilistico,ma anche a
livello di ore di armi,di intensità di studio.
Ad esempio (ad un livello non ancora elevato,tipo fino a 2°-3°dan) nei
metodi Kobayashi e Tissier
le armi si studiano molto (ma molto) di più che nel metodo Tada.
Volendo scendere nel particolare posso anche dire che nel metodo Kobayashi
lo studio del ken è
bilanciato dallo studio del jo,nel metodo Tissier invece è nettamente
predominante la spada.
Naturalmente in altre scuole esistenti in Italia si pratica una scherma
raffinata (una per tutte la
scuola del M°Saito),ma non me la sento di parlarne,data la mia limitata
esperienza.

Alessio


Stefano

unread,
Feb 28, 2002, 3:47:54 AM2/28/02
to

"Paolo (Lallo) Girri" <lall...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a5egma$6rrhs$1...@ID-108440.news.dfncis.de...

> "Stefano" <dra...@intercom.it> ha scritto
> ...
> > Ho sentito di posti dove insegnano aikido e vengono insegnati i kata di
> > Kashima Shinryu
>
> Se non sbaglio chi segue la didattica del maestro Tissier fa Kashima Ryu.
> Ormai su isam sono la maggioranza!! :-)

Mmm interessante, mi piacerebbe avere qualche info anche da loro (speriamo
che non "snobbino" il mio post ;-)

>
> ...
> > Io pratico Aikido da diversi anni e seguo sia Masetti (in questo ultimo
> > periodo dovrei dire cerco di seguire... ) che i maestri dell'Aiko (tempo


> > avevo fatto un post di presentazione scoprendo di aver conosciuto di
vista
> > sia Tagt che TAC).
>

> Scusa è vero, la domanda mi aveva depistato. :)

No problem.

>
> > La mia Maestra pratica kendo e iaido oltre al kenjutstu ed è allieva di


un
> > importante maestro giapponese Yoshiaki Hirano, il quale viene in italia
2/3
> > volte all'anno ed organizza degli stage, molto intensi ed interessanti
(hai
> > quali ho avuto la fortuna di poter partecipare).
>
> Allora interesserebbe a me sapere come si integra la tua scuola di
kenjutsu con
> l'aikiken in particolare.

Problema mica da poco. ;-)

Per quello che ho potuto studiare fino ad ora, molti dei principi insegnati
nello YSR sono in linea con quelli spiegati nell'aikido (inoltre ho letto da
qualche parte che O'Sensei aveva preso menkio kaiden (spero si scriva cosi
;-) in YSR, prima di elaborare l'aikibudo) e, secondo me, portando avanti
uno studio parallelo di queste due cose non può fare altro che migliorare
"il rapporto" con la spada.

Devo dire che più volte in stage di varie federazioni mi è capitato di
vedere delle hakame che "non sapevano" come tenere in mano la spada (nota
polemica).
Secondo me è un peccato che avvenga questo, in quanto la pratica dell'aikido
a mani nude si affianca con quella del ken e del jo in maniera del tutto
continua ed indissolubile, quindi arrivati ad un certo livello bisognerebbe
almeno essere in grado di "tenere in mano" jo e ken.

Ciao.

Stefano
>
> Ciao,
> Lallo
>
>
>
>


T.a.c. One

unread,
Mar 2, 2002, 12:40:47 PM3/2/02
to
"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> wrote in message
news:a5i3m7$gmc$1...@lacerta.tiscalinet.it...

> Ad esempio (ad un livello non ancora elevato,tipo fino a 2°-3°dan) nei
> metodi Kobayashi e Tissier
> le armi si studiano molto (ma molto) di più che nel metodo Tada.

Metodo Tada? E sarebbe?

Il metodo Tada (?) prevederebbe (a sentire lui), se non sbaglio, almeno
un migliaio (se non diecimila) shomen al giorno col bokken a casa
propria, se non erro...
Se vogliamo parlare di numero di kata è un altro discorso ma le ore di
pratica..
(mille shomen sono meno di una mezzoretta, ma non credo li facciano in
molti..)

Inoltre nei dojo aikikai riguardo a ken e jo ognuno fà un po' come gli
pare (giustamente o meno..).

Ciao!

Tac


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

paola

unread,
Mar 4, 2002, 7:12:51 AM3/4/02
to
On Thu, 28 Feb 2002 09:47:54 +0100, "Stefano" <dra...@intercom.it>
wrote:

>> Se non sbaglio chi segue la didattica del maestro Tissier fa Kashima Ryu.
>> Ormai su isam sono la maggioranza!! :-)
>
>Mmm interessante, mi piacerebbe avere qualche info anche da loro (speriamo
>che non "snobbino" il mio post ;-)

ciao!
non è che ho molto da dire, perchè non ne so molto.
Ho a casa un video didattico fatto a C. Tissier dove vengono mostrati
alcuni kata che noi studiamo e che derivano dalla scuola che tu hai
citato.
Però non saprei farti commenti ulteriori.......... nè sono
tecnicamente in grado di commentarti i kata, per adesso.

ciao!
paola (aikido, kendo)

Alessio

unread,
Mar 4, 2002, 2:56:13 AM3/4/02
to

"T.a.c. One" <monn...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
news:2b435315170023c64ae...@mygate.mailgate.org...

> "Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> wrote in message
> news:a5i3m7$gmc$1...@lacerta.tiscalinet.it...
>
> > Ad esempio (ad un livello non ancora elevato,tipo fino a 2°-3°dan) nei
> > metodi Kobayashi e Tissier
> > le armi si studiano molto (ma molto) di più che nel metodo Tada.
>
> Metodo Tada? E sarebbe?
>
> Il metodo Tada (?) prevederebbe (a sentire lui), se non sbaglio, almeno
> un migliaio (se non diecimila) shomen al giorno col bokken a casa
> propria, se non erro...

Verissimo,questo lo so,ma secondo te studiare a ripetizione UN subiri a che
serve?
Ti dico la mia:a condizionare le braccia,non a conoscere le tecniche di
spada.
E' come se io mi mettessi adavanti ad un sacco da boxe e tirassi per anni
solo diretti,
conoscerei la boxe senza praticare in maniera diversa e senza salire sul
ring?


> Se vogliamo parlare di numero di kata è un altro discorso ma le ore di
> pratica..
> (mille shomen sono meno di una mezzoretta, ma non credo li facciano in
> molti..)
>
> Inoltre nei dojo aikikai riguardo a ken e jo ognuno fà un po' come gli
> pare (giustamente o meno..).

Meno,IMHO.
Se il M°Tada (che qualcosa più di noi ne sa) ha aftto determinate scelte
didattiche ci sarà un perchè.


Alessio


dorje

unread,
Mar 4, 2002, 10:03:53 AM3/4/02
to

Alessio ha scritto nel messaggio ...

>E' come se io mi mettessi adavanti ad un sacco da boxe e tirassi per anni
>solo diretti, conoscerei la boxe senza praticare in maniera diversa e senza
>salire sul ring?

Di sicuro per essere un buon pugile dovresti fare tutte le cose.
Migliaia di diretti.
Migliaia di ganci.
Migliaia di montanti.
ecc... (tutto al giorno)
E poi corsa, corda, footwork...
E salire sul ring.

--
dorje


T.A.C. One

unread,
Mar 4, 2002, 12:58:21 PM3/4/02
to
In article <a6007o$9s3$4...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
says...

> > > Ad esempio (ad un livello non ancora elevato,tipo fino a 2°-3°dan) nei
> > > metodi Kobayashi e Tissier
> > > le armi si studiano molto (ma molto) di più che nel metodo Tada.
> >
> > Metodo Tada? E sarebbe?
> >
> > Il metodo Tada (?) prevederebbe (a sentire lui), se non sbaglio, almeno
> > un migliaio (se non diecimila) shomen al giorno col bokken a casa
> > propria, se non erro...
>
> Verissimo,questo lo so,ma secondo te studiare a ripetizione UN subiri a che
> serve?
> Ti dico la mia:a condizionare le braccia,non a conoscere le tecniche di
> spada.
> E' come se io mi mettessi adavanti ad un sacco da boxe e tirassi per anni
> solo diretti,
> conoscerei la boxe senza praticare in maniera diversa e senza salire sul
> ring?

Secondo me quel suburi (uno? e lo yokomen, il kesa giri, lo tsuki??)
rappresenta una materia di studio. Se studi "ikkyo" non vedo perchè tu
non debba studiare "shomen uchi".

Ma a parte quello, esistono kumitachi anche nella didattica di tada. E
tra noi si parlava di ore di studio non di numero di kata (sul numero
non si discute, lo avevo anche scritto).

E all'aikikai di trento quando c'ero io una lezione a settimana era di
armi (33%). All'aikikai napoli (nel periodo in cui sono passato) era una
settimana pure lì (33%).

Dall'amico Nino (Uisp, membro della CTN) sono mediamente due lezioni al
mese (che è la metà degli esempi sopra..........) da quel che ho
visto/capito.

Senza dubbio sia in aikikai che in uisp i casi varieranno, era tanto per
tirare fuori esempi pratici.

Per la scuola kobayashi non posso dire.

> > Se vogliamo parlare di numero di kata è un altro discorso ma le ore di
> > pratica..
> > (mille shomen sono meno di una mezzoretta, ma non credo li facciano in
> > molti..)
> >
> > Inoltre nei dojo aikikai riguardo a ken e jo ognuno fà un po' come gli
> > pare (giustamente o meno..).
>
> Meno,IMHO.

Meno... giustamente? ;-)

> Se il M°Tada (che qualcosa più di noi ne sa) ha aftto determinate scelte
> didattiche ci sarà un perchè.

Quali scelte didattiche? (il mio post non era polemico, è la stessa
domanda che ti ponevo prima "metodo Tada, e sarebbe?") Il numero di
kata? (se è quello allora ti potrei anche dare ragione, nella
limitatezza di quel che conosco)

Ciao

Tac

Paolo (Lallo) Girri

unread,
Mar 4, 2002, 5:18:08 PM3/4/02
to
"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto

...
> Verissimo,questo lo so,ma secondo te studiare a ripetizione UN subiri a che
> serve?
> Ti dico la mia:a condizionare le braccia,non a conoscere le tecniche di
> spada.

Secondo me serve a migliorare la tecnica... anche perché mille suburi non
arrivo a farli se lavoro solo di braccia!

Ciao,
Lallo


Alessio

unread,
Mar 5, 2002, 2:35:33 AM3/5/02
to

"dorje" <do...@il.paradenti.libero.it> ha scritto nel messaggio
news:t1Mg8.36098$Ns4.1...@news2.tin.it...


Appunto.

Alessio


Alessio

unread,
Mar 5, 2002, 2:54:47 AM3/5/02
to

"Paolo (Lallo) Girri" <lall...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a60rh9$ao8ii$2...@ID-108440.news.dfncis.de...


INDUBBIAMENTE!
Ma (me lo devi concedere) oltre un certo numero il condizionamento esiste.

Alessio


Alessio

unread,
Mar 5, 2002, 2:53:40 AM3/5/02
to

"T.A.C. One" <tac...@nientemerda.gmx.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.16edd380b...@news.cr-surfing.net...

> In article <a6007o$9s3$4...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
> says...
>
> > > > Ad esempio (ad un livello non ancora elevato,tipo fino a 2°-3°dan)
nei
> > > > metodi Kobayashi e Tissier
> > > > le armi si studiano molto (ma molto) di più che nel metodo Tada.
> > >
> > > Metodo Tada? E sarebbe?
> > >
> > > Il metodo Tada (?) prevederebbe (a sentire lui), se non sbaglio,
almeno
> > > un migliaio (se non diecimila) shomen al giorno col bokken a casa
> > > propria, se non erro...
> >
> > Verissimo,questo lo so,ma secondo te studiare a ripetizione UN subiri a
che
> > serve?
> > Ti dico la mia:a condizionare le braccia,non a conoscere le tecniche di
> > spada.
> > E' come se io mi mettessi adavanti ad un sacco da boxe e tirassi per
anni
> > solo diretti,
> > conoscerei la boxe senza praticare in maniera diversa e senza salire sul
> > ring?
>
> Secondo me quel suburi (uno? e lo yokomen, il kesa giri, lo tsuki??)

???
Potrei anche passarti lo yokomen,ma non mi pare che che ci sia uno studio
approfondito
di tsuki in Aikikai,per non parlare di kesa giri che è uno studio
sconosciuto ai più all'esterno dell'UISP.

> rappresenta una materia di studio. Se studi "ikkyo" non vedo perchè tu
> non debba studiare "shomen uchi".


Non sto dicendo questo,non ho detto questo.
Riconosco l'importanza del suburi in questione,riconosco anche le divergenze
didattiche,
che necessariamente devono esserci per metodi di approccio divergenti
all'Arte.

>
> Ma a parte quello, esistono kumitachi anche nella didattica di tada. E
> tra noi si parlava di ore di studio non di numero di kata (sul numero
> non si discute, lo avevo anche scritto).

Si,lo so.


>
> E all'aikikai di trento quando c'ero io una lezione a settimana era di
> armi (33%). All'aikikai napoli (nel periodo in cui sono passato) era una
> settimana pure lì (33%).
>
> Dall'amico Nino (Uisp, membro della CTN) sono mediamente due lezioni al
> mese (che è la metà degli esempi sopra..........) da quel che ho
> visto/capito.

Se lo dici tu....anche se va detto che conosco bene anche io
l'Aikikai,soprattutto a Napoli,
mi sono allenato molte volte col maestro Pagano.
E non hai notato che l'approccio è notevolmente diverso?
No hai notato che (necessariamente) grado effettivo di conoscenza dei suburi
è diverso?
Fà una prova:prova a praticare un banale hasso gaeshi,un tomoa.....


nza dubbio sia in aikikai che in uisp i casi varieranno, era tanto per
> tirare fuori esempi pratici.
>
> Per la scuola kobayashi non posso dire.

Più o meno l'allenamento è quello,ma alcuni gruppi (come quello si
Salerno,ma soprattutto quello
di A.Cognard) si dedicano alle armi in appositi allenamenti
aggiuntivi,addirittura l'AAA (Accademia
Autonoma di Aikido) di Milano ha previsto un corso a parte di Aikijo e
Aikiken (beati loro).

>
> > > Se vogliamo parlare di numero di kata è un altro discorso ma le ore di
> > > pratica..
> > > (mille shomen sono meno di una mezzoretta, ma non credo li facciano in
> > > molti..)
> > >
> > > Inoltre nei dojo aikikai riguardo a ken e jo ognuno fà un po' come gli
> > > pare (giustamente o meno..).
> >
> > Meno,IMHO.
>
> Meno... giustamente? ;-)

Giustamente,giustamente...io sono per il seguire il dettame del direttore
didattico,almeno finchè si arrivi ad uncerto
livello di comprensione.


>
> > Se il M°Tada (che qualcosa più di noi ne sa) ha aftto determinate scelte
> > didattiche ci sarà un perchè.
>
> Quali scelte didattiche? (il mio post non era polemico, è la stessa
> domanda che ti ponevo prima "metodo Tada, e sarebbe?")

Il metodo didattico del M°Tada,il metodo di insegnamento,come preferisci
dire tu??:-O

> Il numero di
> kata? (se è quello allora ti potrei anche dare ragione, nella
> limitatezza di quel che conosco)

Certo,nche quello,se il M° ha stilizzato 2 kata,ci sarà un perchè...
>
> Ciao
>
> Tac


Paolo Bottoni

unread,
Mar 5, 2002, 3:57:55 AM3/5/02
to
"Alessio" wrote


>>>
kesa giri che è uno studio sconosciuto ai più all'esterno dell'UISP.
>>>

se ti sente Fujimoto... capace pure che te la presta lui la sciarpa...

Non vi seguo molto in questo discorso, temo che stiate perdendo un po' di
vista l'assieme delle didattiche personali dei vari maestri, per
concentrarvi sugli "un giorno ha detto" o "lui fa sempre cosí".

Esempi: Tissier con la spada utilizza molto il kesagiri. Vabbè... Ma le sue
tecniche
di aikido sono principalmente lineari, c'è parecchio meno kesagiri che
col bokken. Non dico che non ci sia per niente e non dico che se non ci
fosse sarebbe un problema o un difetto: che ne sai che non l'abbia deciso
lui per equilibrare le varie componenti dell'allenamento?

Fujimoto usa molto il kesagiri, lo spiega, ne parla, lo chiede. Quindi già
dire che fuori dall'uisp è sconosciuto non è esatto.

Hosokawa non ne ha mai parlato che io sappia; e saranno parecchie settimane
che lo conosco. Peró il suo aikido è fatto soprattutto di movimenti
apparentati al kesagiri, per esempio il suo shihonage taglia in diagonale e
non in verticale come fanno molti altri, nei suoi taisabaki ha grande
importanza
l'urasank che è la base e la preparazione del kesagiri. E propongo una
chiave
di lettura a questi "misteri" prendendo spunto da una tua osservazione.

>>>
No hai notato che (necessariamente) grado effettivo di conoscenza dei suburi
è diverso?
Fà una prova:prova a praticare un banale hasso gaeshi,un tomoa.....
>>>

Ma anche questa è una scelta didattica: c'è chi insiste sul suburi e chi sul
kumitachi, dicendo che dentro al kumitachi c'è per forza anche il suburi,
anche se non lo spieghi. E a
parità di insegnante, ci saranno allievi che quando insegnano a loro volta
sceglieranno di insegnare piú suburi o piú kumitachi, le varianti in gioco
sono troppe per dire "la scuola di Tizio fa cosí e quella di Caio fa cosà".

Ma a parte questo non sapere che cosa è un hasso gaeshi e non saperlo fare
quando te lo chiedono non significa non saperlo fare nella realtà. Siamo noi
occidentali che abbiamo "bisogno" di dare un nome a tutto e di inquadrarlo
in un sistema logico, ma il sistema giapponese non lo ritiene
indispensabile; e te lo dimostro:

Lo sai fare un kuokyu chiyosei ho?.... sí lo so, sono un vigliacco; ma
lascia perdere: lo sai fare?...

Lo sai fare sicuramente, e meglio di me che sono un vecchio rudere: è il
piegamento sulle ginocchia a gambe larghe che fanno anche i sumotori,
l'avrai fatto migliaia di volte.

e come te la cavi coi junan?.... cherobbè?... ma niente, sono i banalissimi
esercizi di riscaldamento dei polsi per kotegaeshi e nikkyo. Adesso peró non
mi venire a raccontare che ora che te li ho "spiegati" li hai capiti meglio
e li fai bene, perché senno ti spiego il pernakkyo e ti ci faccio fare un
sambon geiko...

ooooooooohhhhh.... mi ci voleva una bella polemichetta per svegliarmi
stamattina... grazie della "sponda"

Paolo

Paolo (Lallo) Girri

unread,
Mar 5, 2002, 6:28:35 AM3/5/02
to
"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto
...
> Ma (me lo devi concedere) oltre un certo numero il condizionamento esiste.

Sě certo, e mi servirebbe proprio! :-)
Cmq rileggendo i vostri post ho capito meglio il senso del discorso...

Ciao,
Lallo


Alessio

unread,
Mar 5, 2002, 10:23:49 AM3/5/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:9I%g8.143$u65....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
>
> >>>
> kesa giri che è uno studio sconosciuto ai più all'esterno dell'UISP.
> >>>
>
> se ti sente Fujimoto... capace pure che te la presta lui la sciarpa...
>
> Non vi seguo molto in questo discorso, temo che stiate perdendo un po' di
> vista l'assieme delle didattiche personali dei vari maestri, per
> concentrarvi sugli "un giorno ha detto" o "lui fa sempre cosí".
>
> Esempi: Tissier con la spada utilizza molto il kesagiri. Vabbè... Ma le
sue
> tecniche
> di aikido sono principalmente lineari, c'è parecchio meno kesagiri che
> col bokken. Non dico che non ci sia per niente e non dico che se non ci
> fosse sarebbe un problema o un difetto: che ne sai che non l'abbia deciso
> lui per equilibrare le varie componenti dell'allenamento?

ALT!
Non ho detto che no è conosciuto affatto,io stesso lo conoscevo già e mi
trovai a
parlare di kesa giri con il maestro Egami di della Buiku kai di Osaka
(metodo Kobayashi),
mentre la prima volta che lo divi praticare fu nella palestra del M° PIccolo
dell'Aikikai di Salerno.
Ho solo detto che GENERALMENTE è poco conosciuta,OVVIAMENTE peraltro.

> Ma anche questa è una scelta didattica: c'è chi insiste sul suburi e chi
sul
> kumitachi, dicendo che dentro al kumitachi c'è per forza anche il suburi,
> anche se non lo spieghi.

Mi sa che non hai capito il senso delle mie affermazioni...mi sa proprio di
no,datosi che stai scivolando
su un terreno diverso.
Terreno che magari toccheremo in un altro post se ti va.
I problemi che si sono avuti con l'uso dell'italiano magari sono dovuti ance
a me,ma se rileggi sopra io
sostenevo le scelte didattiche del M°Tada,non l'ignoranza dei praticanti.

> E a
> parità di insegnante, ci saranno allievi che quando insegnano a loro volta
> sceglieranno di insegnare piú suburi o piú kumitachi, le varianti in gioco
> sono troppe per dire "la scuola di Tizio fa cosí e quella di Caio fa
cosà".
>
> Ma a parte questo non sapere che cosa è un hasso gaeshi e non saperlo fare
> quando te lo chiedono non significa non saperlo fare nella realtà. Siamo
noi
> occidentali che abbiamo "bisogno" di dare un nome a tutto e di inquadrarlo
> in un sistema logico, ma il sistema giapponese non lo ritiene
> indispensabile; e te lo dimostro:
>
> Lo sai fare un kuokyu chiyosei ho?.... sí lo so, sono un vigliacco; ma
> lascia perdere: lo sai fare?...

Non più di quanto tu conosca il renzoku su tomoa e furikomi tsuki,ma perchè
questa posizione difensivista?
Una volta tanto che sostenevo una corenza di didattica Aikikai....;-)


>
> Lo sai fare sicuramente, e meglio di me che sono un vecchio rudere: è il
> piegamento sulle ginocchia a gambe larghe che fanno anche i sumotori,
> l'avrai fatto migliaia di volte.
>
> e come te la cavi coi junan?.... cherobbè?... ma niente, sono i
banalissimi
> esercizi di riscaldamento dei polsi per kotegaeshi e nikkyo. Adesso peró
non
> mi venire a raccontare che ora che te li ho "spiegati" li hai capiti
meglio
> e li fai bene, perché senno ti spiego il pernakkyo e ti ci faccio fare un
> sambon geiko...

Per questo magari ci rifaremo in un altro post,te l'ho già detto,piuttosto
non leggere il mio scritto in chiave critica,
attenzione....


>
> ooooooooohhhhh.... mi ci voleva una bella polemichetta per svegliarmi
> stamattina... grazie della "sponda"

...che ti sei creato da solo.


Alessio


Alessio

unread,
Mar 5, 2002, 10:25:04 AM3/5/02
to

"Paolo (Lallo) Girri" <lall...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a62a0s$b3gtn$1...@ID-108440.news.dfncis.de...

> "Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto
> ...
> > Ma (me lo devi concedere) oltre un certo numero il condizionamento
esiste.
>
> Sě certo, e mi servirebbe proprio! :-)

E a chi no? :-((((


> rileggendo i vostri post ho capito meglio il senso del discorso...

Almeno tu,Paolo invece li ha lett un pň male ;-)))))

Alessio

Paolo Bottoni

unread,
Mar 5, 2002, 3:16:58 PM3/5/02
to
"Alessio" wrote

> > rileggendo i vostri post ho capito meglio il senso del discorso...
>

> Almeno tu,Paolo invece li ha lett un pņ male ;-)))))

č che non trovavo gli occhiali...

Paolo


Paolo Bottoni

unread,
Mar 5, 2002, 3:16:13 PM3/5/02
to
"Alessio" wrote

> Non più di quanto tu conosca il renzoku su tomoa e furikomi tsuki,ma
perchè
> questa posizione difensivista?

ma non mi pare difensivista, sto solo dicendo che il discorso, e se leggi
bene non mi riferisco specialmente a te, sta scivolando un po' sul
semplicistico tipo "il metodo Tada è quello dei 10.000 shomen al giorno",
quando lui non ha mai proposto un sistema del genere e ha semplicemente
detto in alcune circostanze, che lui da giovane si allenava cosí. Se
prendevo ad esempio Tissier (e l'ho preso) era la stessa cosa.

Comunque ti do una tragica notizia: in questo momento mi sfugge cosa sia il
tomoa, ma renzoku e furitsuki li conosco; pensi che sia grave?...

> Per questo magari ci rifaremo in un altro post,te l'ho già detto,piuttosto
> non leggere il mio scritto in chiave critica,
> attenzione....

Basta che non leggi le mie risposte in chiave critica e siamo a posto. Nel
senso che non voglio criticare alcuna scuola o alcun metodo, ma il modo di
argomentare in questa discussione, senza che nessuno ne abbia colpa in
particolare si risponde un po' frase per frase senza avere una visione
d'assieme. Anzi, se mi sono accodato alla tua risposta è proprio perchê
offriva degli spunti piú stimolanti.


> > ooooooooohhhhh.... mi ci voleva una bella polemichetta per svegliarmi
> > stamattina... grazie della "sponda"
>
> ...che ti sei creato da solo.

eh, lo so: sono uno scroccone... ma ogni lasciata è persa.

Paolo

Alessio

unread,
Mar 6, 2002, 2:22:34 AM3/6/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:sJ9h8.230$u65....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
> > Non più di quanto tu conosca il renzoku su tomoa e furikomi tsuki,ma
> perchè
> > questa posizione difensivista?
>
> ma non mi pare difensivista, sto solo dicendo che il discorso, e se leggi
> bene non mi riferisco specialmente a te, sta scivolando un po' sul
> semplicistico tipo "il metodo Tada è quello dei 10.000 shomen al giorno",

No,ma vedendo gli embukai del M° (ne ho visti tanti,uno anche di 30 anni fa
in Giappone),
è un aspetto predominante,fermo restando che quando penso alle armi del
metodo Tada,mi vengono
in mente i suoi 2 kata (stessa cosa con Saito ad esempio).

> quando lui non ha mai proposto un sistema del genere e ha semplicemente
> detto in alcune circostanze, che lui da giovane si allenava cosí. Se
> prendevo ad esempio Tissier (e l'ho preso) era la stessa cosa.
>
> Comunque ti do una tragica notizia: in questo momento mi sfugge cosa sia
il
> tomoa, ma renzoku e furitsuki li conosco; pensi che sia grave?...

So che conosci tomoa,il suo renzoku non è altro che 2 tomoa consecutivi,per
il resto,
beh...sarebbe furiKOMI tsuki ;-)


>
> > Per questo magari ci rifaremo in un altro post,te l'ho già
detto,piuttosto
> > non leggere il mio scritto in chiave critica,
> > attenzione....
>
> Basta che non leggi le mie risposte in chiave critica e siamo a posto.

Se lo dici tu Paolo......


Alessio


T.A.C. One

unread,
Mar 6, 2002, 3:06:15 AM3/6/02
to
In article <a61tvn$2ii$3...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
says...

> Potrei anche passarti lo yokomen,ma non mi pare che che ci sia uno studio
> approfondito
> di tsuki in Aikikai,per non parlare di kesa giri che è uno studio
> sconosciuto ai più all'esterno dell'UISP.

Secondo me ti pare male. C'è addirittura un articolo scritto sulla
rivista 'Aikido' che come esempio prende proprio lo studio dello tsuki.
E' scritto dal buon Rundo (Gennaro Bonanno, Aikikai Napoli).
E lo tsuki viene praticato esattamente come shomen, yokomen, kesagiri
(se ti sente fujimoto..).

> > E all'aikikai di trento quando c'ero io una lezione a settimana era di
> > armi (33%). All'aikikai napoli (nel periodo in cui sono passato) era una
> > settimana pure lì (33%).
> >
> > Dall'amico Nino (Uisp, membro della CTN) sono mediamente due lezioni al
> > mese (che è la metà degli esempi sopra..........) da quel che ho
> > visto/capito.
>
> Se lo dici tu....anche se va detto che conosco bene anche io
> l'Aikikai,soprattutto a Napoli,
> mi sono allenato molte volte col maestro Pagano.

Non lo dico io, ho riportato esempi pratici con nomi di persone e/o
posti.

> E non hai notato che l'approccio è notevolmente diverso?

L'approccio è diverso e questo lo sapevamo. Stavamo parlando di numero
di ore, solo di quello.

Al resto avevo risposto, ma a ben guardare hanno già risposto altri.

Ciao

Tac

Paolo Bottoni

unread,
Mar 6, 2002, 3:59:52 AM3/6/02
to
"Alessio" wrote

>>>
vedendo gli embukai del M° (ne ho visti tanti,uno anche di 30 anni fa in
Giappone),
è un aspetto predominante,fermo restando che quando penso alle armi del
metodo Tada,mi vengono
in mente i suoi 2 kata (stessa cosa con Saito ad esempio).
>>>

Uuuuuuhhhhmmm..... ci sono troppe cose che sfuggono (e mica dico a te) nella
percezione di quello che dice o vuole questo o quel maestro. Mi dai un
altro spunto: sono non 30 ma ormai quasi 40 anni che abbiamo in giro questo
benedett'uomo: quanti hanno fatto caso che i suoi embukai iniziano SEMPRE
con lo stesso suburi di spada?

Invece si buttano tutti sulla storiella dei 10.000 shomen al giorno (che tra
l'altro ho messo in giro io...) e nessuno fa caso a quello, che pure Tada ha
spiegato e rispiegato e che chiunque si potrebbe tranquillamente fare per
conto proprio senza perdere 3 ore al giorno .

E' questo che voglio dire: Tada NON ha mai detto a nessuno che deve tirare
10.000 shomen al giorno, e non ha mai detto che fa parte del suo metodo. Ma
quel kumitachi sí... E oltretutto non è un SUO movimento, e nemmeno di
Ueshiba anche se Ueshiba lo faceva. E' un'eredità di un passato molto
lontano.

> So che conosci tomoa,il suo renzoku non è altro che 2 tomoa
consecutivi,per
> il resto,

No, tomoa ho detto che non lo conosco (non con questo nome, magari se lo
vedo lo riconosco subito), renzoku è il termine generico che significa
"ripetizione a destra e a sinistra finché non ti sei rotto l'anima", non è
esattamente "due volte".

> beh...sarebbe furiKOMI tsuki ;-)

I giapponesi sono meno rispettosi di noi nei confronti del giapponese:
spesso abbreviano in furutsuki. Hosokawa lo usa molto il furutsuki, e non
solo con le armi. Effettivamente peró si vede poco in giro.


> > Basta che non leggi le mie risposte in chiave critica e siamo a posto.
>
> Se lo dici tu Paolo......

beh, se firmo io lo dico io... non interpretare le mie riposte come critica
alle persone, questo non lo faccio mai, e non pensare che ce l'ho con te
perché intervengo prendendo spunto da te. Affare fatto?...

Paolo


Alessio

unread,
Mar 7, 2002, 3:43:40 AM3/7/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:vQkh8.18$RH6....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
> >>>
> vedendo gli embukai del M° (ne ho visti tanti,uno anche di 30 anni fa in
> Giappone),
> è un aspetto predominante,fermo restando che quando penso alle armi del
> metodo Tada,mi vengono
> in mente i suoi 2 kata (stessa cosa con Saito ad esempio).
> >>>
>
> Uuuuuuhhhhmmm..... ci sono troppe cose che sfuggono (e mica dico a te)
nella
> percezione di quello che dice o vuole questo o quel maestro. Mi dai un
> altro spunto: sono non 30 ma ormai quasi 40 anni che abbiamo in giro
questo
> benedett'uomo: quanti hanno fatto caso che i suoi embukai iniziano SEMPRE
> con lo stesso suburi di spada?

Beh io e Fabio lo abbiamo notato,dopo aver visto questa manifestazione del
1975 (credo).


>
> Invece si buttano tutti sulla storiella dei 10.000 shomen al giorno (che
tra
> l'altro ho messo in giro io...) e nessuno fa caso a quello, che pure Tada
ha
> spiegato e rispiegato e che chiunque si potrebbe tranquillamente fare per
> conto proprio senza perdere 3 ore al giorno .
>
> E' questo che voglio dire: Tada NON ha mai detto a nessuno che deve tirare
> 10.000 shomen al giorno, e non ha mai detto che fa parte del suo metodo.
Ma
> quel kumitachi sí... E oltretutto non è un SUO movimento, e nemmeno di
> Ueshiba anche se Ueshiba lo faceva. E' un'eredità di un passato molto
> lontano.
>
> > So che conosci tomoa,il suo renzoku non è altro che 2 tomoa
> consecutivi,per
> > il resto,
>
> No, tomoa ho detto che non lo conosco (non con questo nome, magari se lo
> vedo lo riconosco subito),

Lo conosci,lo conosci....è quel colpo (shomen o yokomen) in cui si il jo si
tiene con
una sola mano ad una delle estremità (spiegazione maccheronica ;-).


>renzoku è il termine generico che significa
> "ripetizione a destra e a sinistra finché non ti sei rotto l'anima", non è
> esattamente "due volte".

Yes,forse me lo disse Cognard,ma non ricordo,ormai sono tante le cose viste
e
sentite che comincio a sovrapporre le esperienze.


>
> > beh...sarebbe furiKOMI tsuki ;-)
>
> I giapponesi sono meno rispettosi di noi nei confronti del giapponese:
> spesso abbreviano in furutsuki. Hosokawa lo usa molto il furutsuki, e non
> solo con le armi. Effettivamente peró si vede poco in giro.

Non è che non mi fidi (figuriamoci) ma non esiste la possibilità che si
parli di 2 suburi diversi?


>
>
> > > Basta che non leggi le mie risposte in chiave critica e siamo a posto.
> >
> > Se lo dici tu Paolo......
>
> beh, se firmo io lo dico io... non interpretare le mie riposte come
critica
> alle persone, questo non lo faccio mai, e non pensare che ce l'ho con te
> perché intervengo prendendo spunto da te. Affare fatto?...

Ok,non ho creduto che ce l'avessi con me,ma che (come spesso mi è capitato
di notare nei tuoi post),
avessi assunto una difesa.

Alessio

Alessio

unread,
Mar 7, 2002, 4:01:16 AM3/7/02
to

"T.A.C. One" <tac...@nientemerda.gmx.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.16efec66...@news.cr-surfing.net...

> In article <a61tvn$2ii$3...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
> says...
>
> > Potrei anche passarti lo yokomen,ma non mi pare che che ci sia uno
studio
> > approfondito
> > di tsuki in Aikikai,per non parlare di kesa giri che è uno studio
> > sconosciuto ai più all'esterno dell'UISP.
>
> Secondo me ti pare male. C'è addirittura un articolo scritto sulla
> rivista 'Aikido' che come esempio prende proprio lo studio dello tsuki.

Ok,non volevo essere cattivo,ma mi ci costringete ;-).
Io non ho il MINIMO DUBBIO che in Aikikai ci siano dei buoni conoscitori
dello studio delle
armi,non vorrei sbagliare,ma credo che lo stesso Hosokawa è stimato molto
dallo stesso Tada per questo.
Quello che io dico è che si tratta (per mia opinione personalissima,basata
sulla mia esperienza diretta) che si
tratta di isole.
E (quà rinnovo il fatto che si tratta di una mia opinione),non è un problema
di metodo,ma di praticanti disamorati
delle armi,che appena imparano un movimento si esaltano.
E (ulteriore aggiunta) io ho fatto un buon numero di stage con l'Aikikai,tra
cui ne vorrei menzionare uno
tenuto dal M°Aiello (il più preparato e completo insegnate Aikikai in Italia
per me) proprio su Aikijo e Aikiken.
Ma non penate che la mia critica sia rivolta solo a questa associazione,no
assolutamente no.
Dovete sapere che,oltre ad essere un cacacazzo,sono un pignolo sullo studio
delle armi in quest'Arte,cosa questa che mi ha portato
a formulare precise accuse (che parolone ;-) nei riguardi anche di altri
miei compagni di allenamento più (per così dire) vicini,
un esempio?
Certamente:scuola Kobayashi,il M°Savegnago!
Chi potrebbe negare la preparazione di questo insegnate che da più di 30
anni si impegna nella promulgazione dell'Arte?
Ma (c'è sempre il "ma"),per quanto riguarda lo studio delle armi è molto
limitato,in confronto ai suoi vecchi compagni di allenamento
ovviamente,per non parlare di quello che trasmette al riguardo.....:-/
E vi dico (credetemi) che al riguardo ho il dente avvelenato.....


>
> > E non hai notato che l'approccio è notevolmente diverso?
>
> L'approccio è diverso e questo lo sapevamo. Stavamo parlando di numero
> di ore, solo di quello.

Si,ma cosa si insegna?
Proprio tu,che come me sei salito su quasi tutti i tatami d'Italia,non
capisci? ;-)))
Il problema è un altro,il COSA e il COME si insegna.
Per quanto riguarda tale studio,chi mi conosce (come Silvio,Fabio e
FRancesca) sanno che ho una malattia al
riguardo,mi esercito costantemente,quasi tutti i giorni,da anni.
Ma non mi sognerei mai e poi mai di fermare la conoscenza a quello che so (e
quà mi sto riferendo a moltissimi praticanti,
primo tra tutti il M°Savegnago),ma cercherei di evolvere no?
Direte voi "è ovvio",si,ma solo a parole.


Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 7, 2002, 11:35:36 AM3/7/02
to
"Alessio" wrote


>>>>
lo conosci,lo conosci....è quel colpo (shomen o yokomen) in cui si il jo si


tiene con una sola mano ad una delle estremità (spiegazione maccheronica
;-).
>>>


aaaaaaaaaaaaaaahhhhh.... tipo quello insomma che si chiama toma katate uchi
e affini... vabbé, tomoa o toma (lontano), sarà una variazione sul tema


>
comincio a sovrapporre le esperienze.
>

conosco il problema...

>>>
Non è che non mi fidi (figuriamoci) ma non esiste la possibilità che si
parli di 2 suburi diversi?
>>>

certo che esiste, bisognerebbe vedersi per fare la prova, ma per la verità
il nome del colpo prescinde dal suburi, non è che shomen si chiama shomen in
un suburi e cambia nome in un altro. Per Hosokawa furikomi tsuki o furutsuki
è una variante di shomenuchi. Ma non mi meraviglierei che non c'entrasse
nulla col significato che gli danno altri maestri, dopo aver visto che
alcuni irimi tenkan lo chiamano tenkan, non mi meraviglio piú di nulla.

>>>
non ho creduto che ce l'avessi con me,ma che (come spesso mi è capitato di
notare nei tuoi post),
avessi assunto una difesa.
>>>

beh, certo, io spesso difendo le mie posizioni, mi sembra naturale; in un
forum "libero" come questo è giusto che tutti abbiano pari dignità e
possibilità di dire la loro, peró a volte si sentono delle ingenuità da
parte di praticanti "giovani", ed è normalissimo che ci siano e non me ne
scandalizzo, peró ho il dovere come praticante piú anziano di loro di dire
la mia se è diversa. Poi chi ascolta giudicherà, i gradi e l'anzianità non
danno la ragione "a prescindere". Per quella ci vuole almeno Toto'...

Nelle discussioni so di essere una autentica carogna: ritengo di essere
abbastanza obiettivo e pronto ad accettare le opinioni di chiunque, peró se
ho preso una posizione a ragion veduta non la cambio finché non mi
dimostrano che è sbagliata. Non per spirito polemico innato, chi mi conosce
di persona sa che sono il re dei menefreghisti, ma perché altrimenti che si
discute a fare?

Abbiate pazienza con un vecchietto rimbambito...

Paolo

T.a.c. One

unread,
Mar 7, 2002, 12:47:51 PM3/7/02
to
"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> wrote in message
news:a67t02$e5r$5...@lacerta.tiscalinet.it...

> > > E non hai notato che l'approccio è notevolmente diverso?
> >
> > L'approccio è diverso e questo lo sapevamo. Stavamo parlando di numero
> > di ore, solo di quello.
>
> Si,ma cosa si insegna?
> Proprio tu,che come me sei salito su quasi tutti i tatami d'Italia,non
> capisci? ;-)))

Magari! (avendo i soldi per farlo sarei in stage ogni w/e..)
Solo su alcuni :-)).

> Il problema è un altro,il COSA e il COME si insegna.

Allora non è il numero di ore. Era l'unica cosa che volevo chiarire.

Il COME si insegna varia.
Ti capisco benissimo, quando la passione è molta si diventa insofferenti
a ciò che si ritiene negativo.

E si compiono delle scelte, e non sempre si scelgono le soluzioni piu'
comode.

> Ma non mi sognerei mai e poi mai di fermare la conoscenza a quello che so (e
> quà mi sto riferendo a moltissimi praticanti,
> primo tra tutti il M°Savegnago),ma cercherei di evolvere no?
> Direte voi "è ovvio",si,ma solo a parole.

Mah. Alcuni smettono di aggiornarsi dopo il 3 / 4 dan. Probabilmente
anche per una questione di età.
Ma ci sono anche delle eccezioni, dai!!! :-)))

Alessio

unread,
Mar 8, 2002, 2:39:03 AM3/8/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:GDMh8.53$NY....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
>
> >>>>
> lo conosci,lo conosci....è quel colpo (shomen o yokomen) in cui si il jo
si
> tiene con una sola mano ad una delle estremità (spiegazione maccheronica
> ;-).
> >>>
>
>
> aaaaaaaaaaaaaaahhhhh.... tipo quello insomma che si chiama toma katate
uchi
> e affini... vabbé, tomoa o toma (lontano), sarà una variazione sul tema

Esatto!
Lo vedi che se ti impegni.....

>Per Hosokawa furikomi tsuki o furutsuki
> è una variante di shomenuchi.

Ecco,adesso ho la matematica certezza che si parli di 2 suburi diversi.

> Abbiate pazienza con un vecchietto rimbambito...


Prego prego...

Alessio


Alessio

unread,
Mar 8, 2002, 2:41:30 AM3/8/02
to

"T.a.c. One" <monn...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
news:4ef8753202bc8367a33...@mygate.mailgate.org...

> "Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> wrote in message
> news:a67t02$e5r$5...@lacerta.tiscalinet.it...
>
>
> Mah. Alcuni smettono di aggiornarsi dopo il 3 / 4 dan. Probabilmente
> anche per una questione di età.
> Ma ci sono anche delle eccezioni, dai!!! :-)))


Certo,le famose isole che ho menzionato.

Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 8, 2002, 4:46:11 AM3/8/02
to
"Alessio" wrote

> Lo vedi che se ti impegni.....

vabbé che sono fuori allenamento, ma addirittura al monte dei pegni!!!
ecché, non sono mica Mario Cosentino!!!....


Paolo

Alessio

unread,
Mar 9, 2002, 2:36:08 PM3/9/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:hz0i8.51$ky2....@news.chello.be...

E ma lì si stà su altri livelli...per ricapitalizzare tutto Marione (che non
è poco ;-),ci vuole
un muto ;-)))))

Alessio


Hawk

unread,
Mar 11, 2002, 5:00:54 AM3/11/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a6007o$9s3$4...@pegasus.tiscalinet.it...

>
> "T.a.c. One" <monn...@supereva.it> ha scritto nel messaggio
> news:2b435315170023c64ae...@mygate.mailgate.org...
> > "Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> wrote in message
> > news:a5i3m7$gmc$1...@lacerta.tiscalinet.it...
> >
> > > Ad esempio (ad un livello non ancora elevato,tipo fino a 2°-3°dan) nei
> > > metodi Kobayashi e Tissier
> > > le armi si studiano molto (ma molto) di più che nel metodo Tada.
> >
> > Metodo Tada? E sarebbe?
> >
> > Il metodo Tada (?) prevederebbe (a sentire lui), se non sbaglio, almeno
> > un migliaio (se non diecimila) shomen al giorno col bokken a casa
> > propria, se non erro...
>
> Verissimo,questo lo so,ma secondo te studiare a ripetizione UN subiri a
che
> serve?
> Ti dico la mia:a condizionare le braccia,non a conoscere le tecniche di
> spada.

Non sono d'accordo.
A parte l'aspetto più "manifesto" dell'allenamento (il condizionamento) ci
sono molte altre cose estremamente più importanti che entrano in gioco con
le
ripetizioni.In primis c'è una "digestione" del gesto dal parte del tuo
corpo: diventa,cioè, parte del tuo modo di muoverti.Seconda cosa attraverso
la ripetizione del gesto (una ripetizione cosciente e quindi non "da
sonnambulo"!
:o) ) ti accorgi delle numerose piccole-grandi imperfezioni.E' come quando
si fa un test ad un nuovo motore.Lo fai girare per alcune ore, poi lo smonti
e vedi il modo in cui le parti si sono logorate.Con il nostro corpo è lo
stesso,anche se ovviamente ci si ferma prima che qualche parte si sia
irrimediabilmente logorata :o), e questo perchè mentre con un motore noi non
"sentiamo" nulla mentre lo "alleniamo" con il nostro corpo possiamo sentire
il lavoro "mentre i pistoni girano".Ci possiamo,cioè,accorgere che qualche
"componente" sta lavorando male (ad esempio si può avvertire una tensione
alle spalle o un eccessivo affaticamento di un muscolo che non dovrebbe
stancarsi in quel movimento) e correggere la postura o la catena cinetica
del movimento.
In ultimo (ma secondo me è l'aspetto più importante delle ripetizioni)
l'esercizio funziona come un mantra: tu *diventi* quel gesto,la spada
diventa il tuo braccio,la mente si svuota e il respiro si fonde col
movimento.
La pratica delle ripetizioni può essere dannosa,nelle AM, come può esserlo
la pratica zen ;o))))
Un Praticante deve essere disciplinato,potente,flessibile...
Se basta così poco per annoiarsi o stancarsi allora vuol dire che non si è
ne disciplinati,ne potenti,ne flessibili :o)
La Pratica non è solo svago (almeno per come la vedo io); è necessariamente
anche sacrificio.
Senza sacrificio non si può ottenere nulla di valore IMHO
Lo zazen comporta grande sacrificio,è una pratica dura non adatta a tutti
Anche il Budo comporta enormi sacrifici (e non è adatto a tutti,IMHO).
Non puoi pretendere semplicemente di divertirti (se hai scelto un certo tipo
"percorso",ovviamente)
La Pratica richiede sacrificio e dedizione.Le ripetizioni sono parte di
questo sacrificio (una parte importante,IMHO).Se giunge la noia
e,soprattutto, se diventa un ostacolo insormontabile allora vuol dire che
c'è qualche cosa che non va....


> E' come se io mi mettessi adavanti ad un sacco da boxe e tirassi per anni
> solo diretti,
> conoscerei la boxe senza praticare in maniera diversa e senza salire sul
> ring?

---cut---

Sicuramente avresti un diretto micidiale :o))
Scherzi a parte non mi sembra che la boxe alleni migliaia di tecniche
diverse: si basa sulla ripetizione (e poi applicazione) di pochissime
tecniche.
Nel kenjustu era lo stesso (quando la spada serviva ancora ad affettare la
gente e quando da essa dipendeva la tua vita).
La scherma reale non è come quella dei film cinesi :o) : niente "ghirigori"
e poche tecniche allenate allo spasmo.
Quanti scambi pensi che si possano fare quando i due che combattono hanno in
mano delle lame affilate (e magari sono anche due esperti)?
I lunghissimi combattimenti di cappa e spada lasciamoli ai tre moschettieri
:o))
Quando hai in mano una spada basta poco per chiudere un incontro.Se becchi
l'altro una volta,anche male, il danno che fai è in genere notevole e
sufficiente a chiudere lo scontro con un secondo taglio.
Spesso bastava un colpo solo per chiudere definitivamente il discorso e
quindi quel colpo diventava tutta la tua vita.Colpi semplici come uno shomen
o uno tsuki, allenati fino allo spasmo e tirati nel momento giusto
significavano la differenza fra la vita e la morte.
Questo è,IMHO,alla base di un buon combattimento
10.000 tecniche sicuramente non ti faranno annoiare :o),ma ritengo anche che
servano a poco


--
Hawk
Suguni mata!


Hawk

unread,
Mar 11, 2002, 5:02:25 AM3/11/02
to

"T.A.C. One" <tac...@nientemerda.gmx.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.16edd380b...@news.cr-surfing.net...
---cut---

Si,da noi si dedica 1 lezione a settimana ed è cmq poco (ma sono poche anche
le tre
lezioni a settimana ^_^),quindi cerco di integrare studiando a casa, tutti
le sere se possibile, proprio attraverso le ripetizioni
Quello che manca ,quando si è in dojo, è proprio il tempo.Se hai un ora o un
ora e mezza non puoi dedicare mezz'ora solo alla ripetizione di shimen kiri
in ogni lezione perchè non rimane abbastanza tempo per il resto
Però puoi studiare lo shomen a lezione con il maestro,fai tesoro di quello
che ti dice,poi vai a casa e ci aggiungi il tuo lavoro e il tuo tempo.
E' come lo studio universitario: non bastano le poche ore di lezione per
comprendere un argomento,ma ci devi mettere un bel po' di tempo a casa per
poter ottenere un risultato decente.Se non erro hanno calcolato che per ogni
ora di lezione in aula ne devono corrispondere almeno altre due di lavoro a
casa per ottenere una preparazione sufficiente (ovviamente è un discorso
molto generale,in reaaltà i tempi variano da persona a persona e da materia
a materia).
Ritengo che con il Budo il concetto rimanga valido.Non basta lo studio in
dojo (per altro veramente poco) per ottenere una qualità di pratica decente


--
Hawk
Suguni mata!


Alessio

unread,
Mar 12, 2002, 3:04:46 AM3/12/02
to

"Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
news:fk%i8.20200$tC3.6...@twister1.libero.it...

> > Ti dico la mia:a condizionare le braccia,non a conoscere le tecniche di
> > spada.
>
> Non sono d'accordo.
> A parte l'aspetto più "manifesto" dell'allenamento (il condizionamento) ci
> sono molte altre cose estremamente più importanti che entrano in gioco con
> le
> ripetizioni.In primis c'è una "digestione" del gesto dal parte del tuo
> corpo: diventa,cioè, parte del tuo modo di muoverti.Seconda cosa
attraverso
> la ripetizione del gesto (una ripetizione cosciente e quindi non "da
> sonnambulo"!

......
Cut!

Mi sa che non mi sono spiegato,datosi che il dubbio è venuto anche a Paolo.
Ripeto,allenarsi su UN SOLO suburi,a che serve?
Praticamente nel Kendo (che ha un altra attitudine) c'è una gamma più vasta.
Non facevo riferimento alle ore di pratica,ma alla varietà.
Ma perchè dico tutto ciò?
Perchhè ho tirato co troppa gente con il braccio irrigidito da ore ed ore di
allenamento (probabilmente errato)
con il ken.
Neanche a farlo apposta di questo ha parlato qualche giorno fa il
M°Tissier,riferendosi a questo (ed uso parole mie)
"condizionamento indotto" del braccio.
Con il tempo si può diventare bravi a contdizionatre il braccio.
E con questo braccio condizionato si è forti nell'affrontare lo shomen di
qualunque uke,ma non è una congiunzione,
con il braccio "meccanizzato" dal movimento è quasi un rifiuto dell'uke.
E (premo sottolinearlo) NON parlo PER SENTITO DIRE,mi sono allenato con
centinaia di praticanti di quasi tutte
le scuole presenti in Italia (mi piace ripeterlo perchè conosco già i
commenti di molti).
Chi mi conosce (molti ormai sul ng) sà che non parlo per "spararla
grossa",ma per cognizione di causa,cogniuzione
DIRETTA di causa,e si sa che non mi riferisco ad una scuola in particolare
(anche se è un difetto riscontrato soprattutto nei
vecchi praticanti Aikikai),ma anche ad altri sistemi,è una critica ai
sistemi che conosco meglio.
Per me le armi devono aiutare a sensibilizzarsi sulla ricezione di uke,sul
sentire uke,sulla distanza ed il tempo che si vengono
ad instaurare con il compagno di lavoro.
Le armi sono la chiave per talune posture,per taluni meccanismi,per talune
"educazioni" del corpo e non la causa della sua meccanicizzazione.

> Un Praticante deve essere disciplinato,potente,flessibile...

Vorrei porre l'accento sull'ultimo termine da te usato (non che gli altri
siano superflui,per caità),FLESSIBILE!
La flessibilità è la chiave di violta di talune Arti tipo Aikido,Judo,BJJ e
TCC,sviluppata in maniera
diversa per ogni ambito di applicazione.
Nell'Aikido un ulteriore (ed indispensabile) strumento al riguardo è la
pratica delle armi.

> Se basta così poco per annoiarsi o stancarsi allora vuol dire che non si è
> ne disciplinati,ne potenti,ne flessibili :o)
> La Pratica non è solo svago (almeno per come la vedo io); è
necessariamente
> anche sacrificio.

Lo ripeto,no nego l'utilità delle ore di allenamenbto di qualunque
suburi,quello che mi preme quì
sottolineare è che,per ricercare la tant agognata adattabilità ad ogni
circostanza,IMHO,non
si può (datosi che il tempo quelo è) limitarsi su un solo punto.

>
> Sicuramente avresti un diretto micidiale :o))
> Scherzi a parte non mi sembra che la boxe alleni migliaia di tecniche
> diverse: si basa sulla ripetizione (e poi applicazione) di pochissime
> tecniche.

Pochissime,ma non una.


> Nel kenjustu era lo stesso (quando la spada serviva ancora ad affettare la
> gente e quando da essa dipendeva la tua vita).
> La scherma reale non è come quella dei film cinesi :o) : niente
"ghirigori"
> e poche tecniche allenate allo spasmo.
> Quanti scambi pensi che si possano fare quando i due che combattono hanno
in
> mano delle lame affilate (e magari sono anche due esperti)?
> I lunghissimi combattimenti di cappa e spada lasciamoli ai tre
moschettieri
> :o))
> Quando hai in mano una spada basta poco per chiudere un incontro.Se becchi
> l'altro una volta,anche male, il danno che fai è in genere notevole e
> sufficiente a chiudere lo scontro con un secondo taglio.
> Spesso bastava un colpo solo per chiudere definitivamente il discorso e
> quindi quel colpo diventava tutta la tua vita.Colpi semplici come uno
shomen
> o uno tsuki, allenati fino allo spasmo e tirati nel momento giusto
> significavano la differenza fra la vita e la morte.
> Questo è,IMHO,alla base di un buon combattimento
> 10.000 tecniche sicuramente non ti faranno annoiare :o),ma ritengo anche
che
> servano a poco

??
Perchè?
Tra un estremo di un solo suburi e le 10000 tecniche non ci sono ottimali
soluzioni intermedie?
Mi meraviglio...;-)
Non ho nemmeno detto di studiare tutto lo scibile delle armi,non mi mettere
in bocca parole non mie
(mettimi un bicchiere di whiskey se devi ;-).

Alessio


Alessio

unread,
Mar 12, 2002, 3:05:33 AM3/12/02
to

"Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
news:gk%i8.20201$tC3.6...@twister1.libero.it...

> Ritengo che con il Budo il concetto rimanga valido.Non basta lo studio in
> dojo (per altro veramente poco) per ottenere una qualità di pratica
decente

Vero.

Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 12, 2002, 4:04:35 AM3/12/02
to
"Alessio" wrote

>>>
Chi mi conosce (molti ormai sul ng) sà che non parlo per "spararla
grossa",ma per cognizione di causa,cogniuzione
DIRETTA di causa,e si sa che non mi riferisco ad una scuola in particolare
(anche se è un difetto riscontrato soprattutto nei vecchi praticanti
Aikikai),ma anche ad altri sistemi,è una critica ai sistemi che conosco
meglio.
>>>

La critica l'ho capita, ma credo che sbagli alcuni presupposti di partenza.
I "vecchi praticanti Aikikai" non hanno mai fatto tonnellate di suburi ma
soprattutto kumitachi e kumijo. Quindi anche se la critica è giusta e quello
che vedi è inoppugnabile forse le cause vanno cercate altrove, perché la
situazione di partenza non è quella che tu hai immaginato, è anzi proprio il
contrario (iIl tutto naturalmente generalizzando anche quando non si
dovrebbe, ma è per capirsi meglio).

Poi ci sarebbe da discutere sul perché in tanti hanno trascurato il suburi
(e ti assicuro che non glielo ha detto nessuno) e tanti altri pur praticando
i kumitachi non hanno sviluppato la sensibilità "relazionale" che ne era
l'obiettivo, o sono duri come sassi; ma questa è già la seconda parte del
discorso, quando ancora non abbiamo concluso la prima.

Paolo

PS: se io intervengo quando si parla di Aikikai mi pare normale, ti prego di
non considerarlo come intervento "difensivo". Mi pare normale che io mi
limiti a parlare delle cose "mie" e lasci parlare gli altri delle cose loro.

Paolo

Alessio

unread,
Mar 12, 2002, 1:10:24 PM3/12/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:azlj8.54$b42....@news.chello.be...
> "Alessio" wrote

>
> La critica l'ho capita, ma credo che sbagli alcuni presupposti di
partenza.
> I "vecchi praticanti Aikikai" non hanno mai fatto tonnellate di suburi ma
> soprattutto kumitachi e kumijo. Quindi anche se la critica è giusta e
quello
> che vedi è inoppugnabile forse le cause vanno cercate altrove,

Ok,se lo dici tu ci credo senza repliche.

> Poi ci sarebbe da discutere sul perché in tanti hanno trascurato il suburi
> (e ti assicuro che non glielo ha detto nessuno) e tanti altri pur
praticando
> i kumitachi non hanno sviluppato la sensibilità "relazionale" che ne era
> l'obiettivo, o sono duri come sassi; ma questa è già la seconda parte del
> discorso, quando ancora non abbiamo concluso la prima.

Vero,ma questo sarà oggetto di un thread (immagino enorme) successivo.


>
> Paolo
>
> PS: se io intervengo quando si parla di Aikikai mi pare normale, ti prego
di
> non considerarlo come intervento "difensivo". Mi pare normale che io mi
> limiti a parlare delle cose "mie" e lasci parlare gli altri delle cose
loro.


Edddaiii!
Non esagerare,non è a questo che mi riferivo (E LO SAI),ma al tono della
risposta.

Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 13, 2002, 3:06:52 AM3/13/02
to
"Alessio" wrote


> Vero,ma questo sarà oggetto di un thread (immagino enorme) successivo.

Sul perché i "vecchi" siano un po' "duri" se ne è effettivamente detto anche
troppo.... Secondo me basta riflettere sul fatto che sono "vecchi" per
rendersi conto che non possono essere piú morbidi come erano una volta,
senza stare a cercare troppe motivazioni occulte.

Se si facessero dei nomi quasi sicuramente potrei rispondere ad ogni nome
"ma quello ERA morbido".

Non voglio con questo dire che per tutti si sia trattato di un
invecchiamento fisiologico naturale ed inevitabile, ma insomma mettiamo pure
questo nel mazzo.


> Edddaiii!
> Non esagerare

Ma come, mi togli il meglio degli interventi?.... Essssuuuu!, un'esageratina
ogni tanto, e che sarà mai?...

Paolo


Alessio

unread,
Mar 14, 2002, 2:50:03 AM3/14/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:lLDj8.15$HF3....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
>
> > Vero,ma questo sarà oggetto di un thread (immagino enorme) successivo.
>
> Sul perché i "vecchi" siano un po' "duri" se ne è effettivamente detto
anche
> troppo....

Mai abbastanza.

>Secondo me basta riflettere sul fatto che sono "vecchi" per
> rendersi conto che non possono essere piú morbidi come erano una volta,
> senza stare a cercare troppe motivazioni occulte.

Non sono d'accordo,io non mi riferisco a persone di 70 anni,ma almeno almeno
mi posso riferire a
quelli sulla 40ntina?
Un modello personale,Philippe Gouttard (che dovrebbe aver superato da poco
la 50ntina) è di una
plasticità nel movimento (soprattutto da uke) a dir poco sconcertante e non
è neanche piccolino!!!


>
> Se si facessero dei nomi quasi sicuramente potrei rispondere ad ogni nome
> "ma quello ERA morbido".

Poi cosa interviene?
Semplice superficialità o presunzione di ritenere di no aver più bisogno di
cercare la morbidezza
in ENTRAMBI i ruoli (tori-uke)??
Infatti,non so se c'hai mai fatto caso una grave colpa,comunissima in tutta
Italia,su tutti i tatami,è quella
di abbandonare molto presto la pratica di uke,o (peggio ancora) quella di
ritenere (una volta raggiunto un certo livello)
di potersi irrigidire per poter "meglio correggere" i difetti di tori.

>
> Non voglio con questo dire che per tutti si sia trattato di un
> invecchiamento fisiologico naturale ed inevitabile, ma insomma mettiamo
pure
> questo nel mazzo.

Sono d'accodo co quelo che dici tu,se vuole dire che no ci si è preservati a
dovere,cioè
(precisazione doverosa) se si è arrivati ad una certa età senza l'opportuno
allenamento
o (cosa molto facile) con una pratica che abbia logorato il fisico.
Infatti (ammettiamolo) è facilissimo cadere in una pratica diseducativa per
il corpo,
rendendo se stessi (la propria schiena,le braccia,ecc....) logori con il
raggiungimento
di una certa età.
Se a ciò aggiungiamo la pigrizia....
Sul mio tatami cito spesso il M° Tamura che,alla tenera età di 70 e passa
anni,pratica esercizi con le cadute
co i suoi allievi.
Ma ti ripeto,sarà meglio proseguire in un altro thread,abbiamo snaturato
questo ;-)

Alessio

Paolo Bottoni

unread,
Mar 14, 2002, 5:18:30 AM3/14/02
to
"Alessio" wrote

>>>
Non sono d'accordo,io non mi riferisco a persone di 70 anni,ma almeno almeno
mi posso riferire a
quelli sulla 40ntina?
>>>


d'accordo, allora dimmi se sono rigidi tanto per fare un esempio Giangrande
o Ruta, o per andare piú in là con gli anni Zucco e Villaverde. Se mi parli
di Veneri o Esposito invece faccio notare che hanno intorno ai 65 anni, che
è qualcosa di piú di quanto ne ha Gouttard ma che che non fanno testo
nemmeno loro visto che Aiello ne ha 67 ed è ancora in ottima forma; beato
lui...

>>>
Poi cosa interviene? Semplice superficialità o presunzione di ritenere di no
aver più bisogno di
cercare la morbidezza in ENTRAMBI i ruoli (tori-uke)??
>>>

Ma io non la metterei cosí sul tragico... E' evidente che quando cominci ad
insegnare ti puoi allenare di meno, salvo che non sei un professionista. E
il professionista di aikido è una figura che in Italia sta arrivando solo
adesso.

Tanto per non fare nomi altrui, faccio il caso mio: chi mi conosce sa che da
un paio di anni non faccio altro che protestare che non posso piú allenarmi;
ma che faccio, mando a quel paese i miei allievi perché devo farmi i cavoli
miei? Entreró in un altro ordine di idee, se ci riesco, ma penso pure che a
quel punto andró valutato secondo un altro metro, non semplicemente se ho
fiato o sono un buon uke o ho "le spalle morbide".

Che poi è una buona cosa, ma non va nemmeno idolatrata; chi ha il fisico
morbido è avvantaggiato e meglio per lui, ma gli altri dovrebbero spararsi?
Ikeda si è sempre lamentato del suo fisico legnoso, ma non ne ha fatto una
tragedia e ha tirato avanti. Asai (legnosissimo, e so che nessuno ci
crederà...) ne ha addirittura fatto un puntiglio e ha fatto di una
potenziale debolezza il fulcro del suo sistema per ammorbidire i praticanti.

Poi entrano in campo le caratteristiche personali di ognuno: c'è chi si
mantiene morbido e in forma anche con poche precauzioni, chi avrebbe bisogno
di un lavoro costante e prolungato giorno per giorno. Per non parlare di
quelli che per una delle tante ragioni della vita hanno avuto i loro
problemi...

>>>
Infatti,non so se c'hai mai fatto caso una grave colpa,comunissima in tutta
Italia,su tutti i tatami,è quella
di abbandonare molto presto la pratica di uke,o (peggio ancora) quella di
ritenere (una volta raggiunto un certo livello)
di potersi irrigidire per poter "meglio correggere" i difetti di tori.
>>>

Personalmente non ritengo di avere queste colpe, io sono del 49 e ho smesso
di "fare uke" due anni fa e non per volontà mia. Peró rispetto a prima sono
diventato un sasso, su questo non ci piove. La stessa identica cosa che
succede al trentenne che smette di allenarsi perché "ormai è maestro". Il
momento lo puoi rimandare finché puoi, ma arriva per tutti. Il problema è se
riesci <in quel momento> a fare un salto di qualità o il tuo era solo un
aikido atletico e muscolare. Altrimenti non si spiegherebbe perché Fujimoto,
che è passato dall'altra parte dalla barricata a poco piú di 20 anni, non
abbia avuto il famoso "crollo" che tu denunci; fermo restando che ognuno ha
il sacrosanto dovere di rimandare fino a quando umanamente gliela fa o
finquando puó il momento di rallentare la pratica "attiva", non è ancora
ragione sufficiente per diventare automaticamente un polmone.

>>>
Sul mio tatami cito spesso il M° Tamura che,alla tenera età di 70 e passa
anni,pratica esercizi con le cadute
co i suoi allievi.
>>>

Incrociamo le dita e tocchiamo ferro, ma Tamura ha avuto seri problemi alla
schiena e si temeva che dovesse ritirarsi. Eppure si è sempre allenato con
coscienza, il suo aikido è assolutamente fisiologico e il suo fisico non
richiede cure particolari. Lo vedi che non è cosí automatico come pensi? (e
ripeto fino alla nausea che non giustifico per questo quelli che battono la
fiacca...)

>>>
Ma ti ripeto,sarà meglio proseguire in un altro thread,abbiamo snaturato
questo ;-)
>>>

Macché, è che ha smesso di allenarsi e non gliela fa piú!....

Paolo

T.A.C. One

unread,
Mar 14, 2002, 1:11:55 PM3/14/02
to
In article <a6plgf$pm3$1...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
says...

> >Secondo me basta riflettere sul fatto che sono "vecchi" per
> > rendersi conto che non possono essere piú morbidi come erano una volta,
> > senza stare a cercare troppe motivazioni occulte.
>
> Non sono d'accordo,io non mi riferisco a persone di 70 anni,ma almeno almeno
> mi posso riferire a
> quelli sulla 40ntina?
> Un modello personale,Philippe Gouttard (che dovrebbe aver superato da poco
> la 50ntina) è di una
> plasticità nel movimento (soprattutto da uke) a dir poco sconcertante e non
> è neanche piccolino!!!

Scusa se intervengo (se non rompo le balle almeno 3 volte al mese mi
deprimo). Ma di 40enni morbidi in aikikai ce ne sono e neanche poi così
pochi (se ne ho visti io, che per gli stage aikikai giro abb. poco...).
Quelli che hanno studiato per bene... e il paragone con Philippe, che è
nella direzione didattica (o qlcs del genere) FFAAA è un po' azzardato
per i "40enni e 50enni" italiani che non hanno quantomeno lo stesso
grado e non lo fanno di professione...

Tac

Alessio

unread,
Mar 15, 2002, 9:10:51 AM3/15/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:ON_j8.49$nf5....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
> >>>
> Non sono d'accordo,io non mi riferisco a persone di 70 anni,ma almeno
almeno
> mi posso riferire a
> quelli sulla 40ntina?
> >>>
>
>
> d'accordo, allora dimmi se sono rigidi tanto per fare un esempio
Giangrande
> o Ruta,

Non ho mai avuto il piacere con tirare con Giangrande e Ruta quindi mi
astengo (l'ho solo visto
praticare),con Zucco invece ho praticato e ti dico in tutta onestà che non è
proprio sciolto,anzi....
Togliendo il fatto che ogni tanto fa qualche prova di forza (il che non è
una cosa grave) è rigido di
schiena.
Ma non credo che tu possa fare l'esempio su quelli che decidi tu,altrimenti
io ti posso presentare una decina di praticanti,
tra i miei conoscnti, che sono scioltissimi, devi fare una media.
Non ti pare?

o per andare piú in là con gli anni Zucco e Villaverde. Se mi parli
> di Veneri o Esposito invece faccio notare che hanno intorno ai 65 anni,
che
> è qualcosa di piú di quanto ne ha Gouttard ma che che non fanno testo
> nemmeno loro visto che Aiello ne ha 67 ed è ancora in ottima forma; beato
> lui..
>
> >>>

> Poi cosa interviene? Semplice superficialità o presunzione di ritenere di
no
> aver più bisogno di
> cercare la morbidezza in ENTRAMBI i ruoli (tori-uke)??
> >>>


>
> Ma io non la metterei cosí sul tragico... E' evidente che quando cominci
ad
> insegnare ti puoi allenare di meno, salvo che non sei un professionista. E
> il professionista di aikido è una figura che in Italia sta arrivando solo
> adesso.

Bravo!
Sapevo che avresti centrato il problema,magari con un pò di aiuto,
ma sapevo che ce la potevi fare ;-)
Una pessima abitudine (di tutti,a partire dal mio maestro,precisiamo!!) è
quella di mollare l'attività di uke con l'insegnamento,why?
Conosco giovani e validi (a cui aggiungerei umili) istruttori che non
perdono di vista
questo aspetto,subendo continuamente le tecniche da loro allievi.
L'istruttore, per me, deve anche curare questo aspetto,se non lo pratica più
cosa insegna?
Fare uke non è saper fare la caduta.....

>
> Tanto per non fare nomi altrui, faccio il caso mio: chi mi conosce sa che
da
> un paio di anni non faccio altro che protestare che non posso piú
allenarmi;
> ma che faccio, mando a quel paese i miei allievi perché devo farmi i
cavoli
> miei? Entreró in un altro ordine di idee, se ci riesco, ma penso pure che
a
> quel punto andró valutato secondo un altro metro, non semplicemente se ho
> fiato o sono un buon uke o ho "le spalle morbide".

Ok,faccio il caso mio,tutte le sere faccio le cadute co i miei allievi e
faccio da uke.

>
> Che poi è una buona cosa, ma non va nemmeno idolatrata; chi ha il fisico
> morbido è avvantaggiato e meglio per lui, ma gli altri dovrebbero
spararsi?

Tentare di migliorarsi un pò no eh?

> Ikeda si è sempre lamentato del suo fisico legnoso, ma non ne ha fatto una
> tragedia e ha tirato avanti.

E grazie....ha fatto anche Sumo!

> Asai (legnosissimo, e so che nessuno ci
> crederà...) ne ha addirittura fatto un puntiglio e ha fatto di una
> potenziale debolezza il fulcro del suo sistema per ammorbidire i
praticanti.
>
> Poi entrano in campo le caratteristiche personali di ognuno: c'è chi si
> mantiene morbido e in forma anche con poche precauzioni, chi avrebbe
bisogno
> di un lavoro costante e prolungato giorno per giorno. Per non parlare di
> quelli che per una delle tante ragioni della vita hanno avuto i loro
> problemi...

Te l'ho detto qual'è il mio pensiero, ma vorrei anche aggiundùgere un altra
considerazione.
Il discorso è scivolato in maniera naturale sugli insegnanti, ma il mio
intervento no era limitato a loro,
ma a tutti (TUTTI) i vari shodan, nidan, ecc....tu hai più esperienza di me,
ma davvero mi vuoi convincere
che non esiste un problema al riguardo?
Paolo, per favore....qualche stage l'ho fatto anche io.

Appunto,nonostante i problemi quel vecchietto ( si fa per dire ;-) ha dato
una dura lezione a tutti noi su
come si rilassa la schiena durante la caduta.


Alessio


Alessio

unread,
Mar 15, 2002, 9:15:02 AM3/15/02
to

"T.A.C. One" <tac...@nientemerda.gmx.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.16fac65c9...@news.cr-surfing.net...

> In article <a6plgf$pm3$1...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
> says...
>
> > >Secondo me basta riflettere sul fatto che sono "vecchi" per
> > > rendersi conto che non possono essere piú morbidi come erano una
volta,
> > > senza stare a cercare troppe motivazioni occulte.
> >
> > Non sono d'accordo,io non mi riferisco a persone di 70 anni,ma almeno
almeno
> > mi posso riferire a
> > quelli sulla 40ntina?
> > Un modello personale,Philippe Gouttard (che dovrebbe aver superato da
poco
> > la 50ntina) è di una
> > plasticità nel movimento (soprattutto da uke) a dir poco sconcertante e
non
> > è neanche piccolino!!!
>
> Scusa se intervengo (se non rompo le balle almeno 3 volte al mese mi
> deprimo). Ma di 40enni morbidi in aikikai ce ne sono e neanche poi così
> pochi

Azzo,allora siete davvero tosti!!
Non mi riferisco alla sola Aikikai quando parlo di Aikido ma come ve lo devo
dire a te e a Paolo??
Anzi ti dico una cosa, i praticanti MEDIAMENTE (che è quello che conta,non
me ne frega niente se ci sono picchi in
una scuola o in un altra ) più morbidi li ho trovati nell'Aiko.


(se ne ho visti io, che per gli stage aikikai giro abb. poco...).
> Quelli che hanno studiato per bene... e il paragone con Philippe, che è
> nella direzione didattica (o qlcs del genere) FFAAA è un po' azzardato
> per i "40enni e 50enni" italiani che non hanno quantomeno lo stesso
> grado e non lo fanno di professione...

Ma che si sentono superiori o quanto meno allo stesso livello, e non mi dire
che non è vero....
Ma lasciamo stare và.....che mi sono arrivati dei commenti che fanno
accapponare la pelle dall'incazzatura.


Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 15, 2002, 10:48:18 AM3/15/02
to
"Alessio" wrote

>>>
con Zucco invece ho praticato e ti dico in tutta onestà che non è proprio
sciolto,anzi....
>>>

Ma tu sei sicuro che alla sua età non sarai come lui? Quanti anni ti mancano
per arrivarci? E' questo il punto della questione.

A parte che io non giudicherei la scioltezza del corpo solo da come si
eseguono le tecniche. Per sopravvivere come uke a Tada per 20 anni ti
assicuro che si deve essere molto sciolti e Mimmo Zucco <relativamente>
parlando lo è, e per questo intendo rispetto alla media dei praticanti con
la sua età e la sua esperienza

>>>
Ma non credo che tu possa fare l'esempio su quelli che decidi tu,altrimenti
io ti posso presentare una decina di praticanti,
tra i miei conoscnti, che sono scioltissimi, devi fare una media. Non ti
pare?
>>>

D'accordo, facciamo una media: comincia... Ma non mi chiedere di fare gli
esempi su gente che non conosco perché non ci riesco. Nemmeno se mi aiuti...

> Bravo!
> Sapevo che avresti centrato il problema,magari con un pò di aiuto,
> ma sapevo che ce la potevi fare ;-)

Meno male, non sono ancora da buttare nel secchio...

> Una pessima abitudine (di tutti,a partire dal mio maestro,precisiamo!!) è
> quella di mollare l'attività di uke con l'insegnamento,why?

Ti dico il caso mio: non ho tempo, tutte le ore che avevo libere per andare
in palestra me le hanno affibbiate per insegnare, e ciccia... Certo, se
fossi pagato per fare solo aikido potrei permettermi anche di continuare ad
allenarmi. Non dico certamente che per tutti sia cosí, so benissimo che
alcuni non vedevano l'ora di smetterla finalmente di fare l'uke per
diventare "maestri". Peró li riconosci... E non mi chiedere come, si vede
lontano un miglio. Sono una percentuale troppo alta, bisognerebbe ridurla,
ma se mi guardo in giro ne vedo percentualmente meno nell'aikido che in
altre discipline. Detto questo....


> Conosco giovani e validi (a cui aggiungerei umili) istruttori che non
> perdono di vista
> questo aspetto,subendo continuamente le tecniche da loro allievi.
> L'istruttore, per me, deve anche curare questo aspetto,se non lo pratica
più
> cosa insegna?
> Fare uke non è saper fare la caduta.....

Non sono d'accordo: Ueshiba Morihei non ha smesso di essere bravino anche
quando ha smesso di "allenarsi", Tada non l'ho mai visto fare da uke a
qualcuno se non in qualche film, Fujimoto ha smesso da 30 anni ed Asai
ancora prima...

> Ok,faccio il caso mio,tutte le sere faccio le cadute co i miei allievi e
> faccio da uke.

E cosí non correggi le cadute e non osservi come si allenano... Per carità,
si puo' fare, ma è una scelta con i suo pregi e i suoi difetti. Anche io
facevo cosí una volta, ma gli allievi a lungo andare hanno bisogno di un
insegnante a tempo pieno che pianifichi la lezione, sia in grado di
correggere il programma se qualcosa non va, valuti e pesi tutto quello che
fanno durante la lezione senza pensare ai - nobilissimi, per carità -
affari suoi. Se ti vuoi allenare meglio che lo fai a parte. (e non mi dire
che sono polemico: è che mi disegnano cosí....)


> > Che poi è una buona cosa, ma non va nemmeno idolatrata; chi ha il fisico
> > morbido è avvantaggiato e meglio per lui, ma gli altri dovrebbero
> spararsi?
>
> Tentare di migliorarsi un pò no eh?

Mi puoi fare un esempio di persone di cui sai - con prove alla mano - che
non tentano di migliorarsi? Gli sputeró addosso assieme a te. Ma non mi far
dire cose che non ho detto... Dove avrei sostenuto che chi ha il fisico
infelice è esentato dal migliorarsi? Sarebbe come minimo autolesionista. E
infatti...

> > Ikeda si è sempre lamentato del suo fisico legnoso, ma non ne ha fatto
una
> > tragedia e ha tirato avanti.
>
> E grazie....ha fatto anche Sumo!

Perchéeeeeeeeee?.... i sumotori sono legnosi? Signora Longari: lei mi cade
sul pisello....


>>>
Te l'ho detto qual'è il mio pensiero, ma vorrei anche aggiundùgere un altra
considerazione.
Il discorso è scivolato in maniera naturale sugli insegnanti, ma il mio
intervento no era limitato a loro,
ma a tutti (TUTTI) i vari shodan, nidan, ecc....tu hai più esperienza di me,
ma davvero mi vuoi convincere
che non esiste un problema al riguardo?
Paolo, per favore....qualche stage l'ho fatto anche io.
>>>

No, calma: adesso hai cambiato discorso: tu hai cominciato col dire che i
vecchi praticanti aikikai sono duri e legnosi perché hanno seguito sistemi
sbagliati e hanno fatto troppo suburi, e io ho fatto notare che non mi
risulta e ho spiegato le mie ragioni.

Se adesso invece mi dici che alcuni - o la maggioranza o quasi tutti - si
allenano poco e male e smettono appena possono, è un altro discorso e sono
d'accordo. Si discuterà casomai su QUANTI sono. Ma guarda che i rimedi non
sono facili.

Io una mia idea l'avrei: trombiamoli agli esami, trombando naturalmente
anche i loro allievi, costringiamoli a fare 50 raduni di aggiornamento
l'anno, andiamo anche a vedere che combinano nei loro dojo quando
insegnano.... E adesso porta pure un mazzo di fiori sulla mia tomba, perché
vedrai che la mia non è una opinione molto popolare... Anzi, mi do proprio
alla macchia, da domani vengo ai raduni vestito da ninja per non dare
nell'occhio...

Paolo

T.A.C. One

unread,
Mar 16, 2002, 6:45:11 AM3/16/02
to
In article <a6t0gr$kta$4...@lacerta.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
says...

> > Scusa se intervengo (se non rompo le balle almeno 3 volte al mese mi
> > deprimo). Ma di 40enni morbidi in aikikai ce ne sono e neanche poi così
> > pochi
>
> Azzo,allora siete davvero tosti!!
> Non mi riferisco alla sola Aikikai quando parlo di Aikido ma come ve lo devo
> dire a te e a Paolo??

Non saprei. Il discorso è partito dai suburi, e dal metodo Tada.

> Anzi ti dico una cosa, i praticanti MEDIAMENTE (che è quello che conta,non
> me ne frega niente se ci sono picchi in
> una scuola o in un altra ) più morbidi li ho trovati nell'Aiko.

Non capisco cosa centra.

> (se ne ho visti io, che per gli stage aikikai giro abb. poco...).
> > Quelli che hanno studiato per bene... e il paragone con Philippe, che è
> > nella direzione didattica (o qlcs del genere) FFAAA è un po' azzardato
> > per i "40enni e 50enni" italiani che non hanno quantomeno lo stesso
> > grado e non lo fanno di professione...
>
> Ma che si sentono superiori o quanto meno allo stesso livello, e non mi dire
> che non è vero....
> Ma lasciamo stare và.....che mi sono arrivati dei commenti che fanno
> accapponare la pelle dall'incazzatura.

Perdonami, probabilmente è colpa mia, che non riesco a mettere a fuoco
bene quello di cui si stà parlando. Suburi, morbidezza, sentimento di
superiorità?

Tac

Hawk

unread,
Mar 18, 2002, 5:39:25 AM3/18/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a6kdvo$co1$1...@pegasus.tiscalinet.it...
---cut---

> con il braccio "meccanizzato" dal movimento è quasi un rifiuto dell'uke.
---cut---

Ora credo di aver compreso meglio la tua posizione e devo dire che ,in
parte,la condivido.
Se c'è una cosa che è proprio la negazione del Budo,IMHO, è proprio la
rigidità
Ma continuo a pensare che le ripetizioni siano estremamente ustili, *se*
fatte nel modo giusto.Un allenamento prolungato della stessa tecnica non
deve essere fatto per riforzare il braccio,IMHO,ma per migliorare la tecnica
e,soprattutto, per "sgrossare" lo spirito.Non credo di riuscire a spiegare
bene questa mia frase.......
Hai presente il lavoro di uno scultore? Scolpire il marmo sicuramente
rinforza le braccia,ma dubito che sia questa la ragione per cui Michelangelo
ha scolpito la Pietà ^__^
Il lavoro di ripetizioni può essere paragonato alla "sgrossatura" del blocco
di marmo.Sicuramente ciò che si va a "ripulire" è anche la tecnica,ma il
maggior lavoro viene fatto sullo spirito ,esattamente come in una seduta di
zazen.
Spero di aver spiegato a sufficienza ,in questo e nei miei precedenti post,
il modo in cui vedo le ripetizioni: non è un lavoro di condizionamento,ma di
sensibilizzazione
E quindi in tale ottica non sono d'accordo con te.
Se invece vedessi le ripetizioni solo come esercizi per rinforzare il corpo
(cosa che per altro indubbiamente avviene) e condizionare le braccia sarei
sicuramente d'accordo con te.
Ovviamente il mondo è vario ^_^, e non dubito che molti praticanti eseguano
le ripezioni (quando e se le fanno) in modo meccanico come se fossero delle
flessioni o degli addominali


> Le armi sono la chiave per talune posture,per taluni meccanismi,per talune
> "educazioni" del corpo e non la causa della sua meccanicizzazione.

Concordo su tutta la linea.L'unica differenza fra le nostre opinioni è che
tu ritieni che le ripetizioni tendano a "meccanizzare",mentre io ritengo che
facciano (o meglio che possano fare) in un certo senso l'opposto cioè
sensibilizzare e allenare l'attitudine all'ascolto verso se stessi

>
>
> > Un Praticante deve essere disciplinato,potente,flessibile...
>
> Vorrei porre l'accento sull'ultimo termine da te usato (non che gli altri
> siano superflui,per caità),FLESSIBILE!
> La flessibilità è la chiave di violta di talune Arti tipo Aikido,Judo,BJJ
e
> TCC,sviluppata in maniera
> diversa per ogni ambito di applicazione.

Io direi che è alla base del Budo e anche di qualsiasi arte marziale che ha
raggiunto un certo livello di raffinatezza.
Certo, un martello (duro) può rompere una roccia (dura),ma usalo oggi,usalo
domani finirà con il rompersi per usura o per un urto ,se trova qualche cosa
di ancora
più duro (e non si può essere più duri di tutto ^_^).Ritengo quindi che
l'approccio flessibile sia notevolmente più evoluto.
Guarda il karate,ad esempio, oggi conosciuto solo come un arte "dura".In
realtà
possiede vari livelli di pratica: oggi si conosce nel 90% dei casi solo
quello più basso che oppone il duro al duro,ma il livelli più alti sono
estremamente più evoluti ed efficaci (e di conseguenza meno immediati da
imparare ed applicare). Alla base del karate di un certo livello ci sono i
kawashi (qualche cosa di simile ai nostri tenkan) e uno studio del tempo e
della distanza atto ad armonizzarsi con l'avversario per ottenere il
massimo danno com il minimo sforzo....ti ricorda niente? ^__^


> Nell'Aikido un ulteriore (ed indispensabile) strumento al riguardo è la
> pratica delle armi.

Concordo anche qui e in un certo senso capisco l'amarezza che traspare
dalle tue parole. Anche a me piace molto lo studio delle armi (il ken in
particolare) ma guardandomi in giro vedo che la mia è una passione poco
condivisa.La maggor parte dei praticanti vede l'aikiken e l'aikijo solo
come quelle "cose" rognoise da dover studiare per prendere la cintura
nera....
A riprova di ciò ti porto ad esempio il mio dojo ,in cui non ci sono
praticanti decenti di armi....
E la situazione in altri dojo è ancora peggiore...

> > Se basta così poco per annoiarsi o stancarsi allora vuol dire che non si
è
> > ne disciplinati,ne potenti,ne flessibili :o)
> > La Pratica non è solo svago (almeno per come la vedo io); è
> necessariamente
> > anche sacrificio.
>
> Lo ripeto,no nego l'utilità delle ore di allenamenbto di qualunque
> suburi,quello che mi preme quì
> sottolineare è che,per ricercare la tant agognata adattabilità ad ogni
> circostanza,IMHO,non
> si può (datosi che il tempo quelo è) limitarsi su un solo punto.

Ovvio ^__^
Ma secodo me non si può nemmeno eliminare la pratica assidua di una tecnica.
Secondo me è importante fare entrambe le cose.


> >
> > Sicuramente avresti un diretto micidiale :o))
> > Scherzi a parte non mi sembra che la boxe alleni migliaia di tecniche
> > diverse: si basa sulla ripetizione (e poi applicazione) di pochissime
> > tecniche.
>
> Pochissime,ma non una.

Certo.
Forse non mi sono spiegato bene: le ripetizioni non vanno mica fatte solo di
shomen kiri!
Si deve allenare lo tsuki (hai mai visto "Sword of doom"?C' è una scena
bellissima in cui uno spadaccino allena lo tsuki mirando ad un raggio di
luce che passa dal soffitto ^__^),gli yokomen,i kesakiri e così via.
Per ognuno di questi c'è bisogno di un allenamento di tipo "interattivo" e
uno di tipo "ripetitivo",IMHO.
Però ritengo che per i primissimi passi della pratica le ripetizioni di
shomen
siano più che sufficienti.Se si deve ancora imprarare a rilassare le spalle
e a fare un taglio pulito è inutile provare altre cose (se il tempo è poco)

---cut---


> > Quando hai in mano una spada basta poco per chiudere un incontro.Se
becchi
> > l'altro una volta,anche male, il danno che fai è in genere notevole e
> > sufficiente a chiudere lo scontro con un secondo taglio.
> > Spesso bastava un colpo solo per chiudere definitivamente il discorso e
> > quindi quel colpo diventava tutta la tua vita.Colpi semplici come uno
> shomen
> > o uno tsuki, allenati fino allo spasmo e tirati nel momento giusto
> > significavano la differenza fra la vita e la morte.
> > Questo è,IMHO,alla base di un buon combattimento
> > 10.000 tecniche sicuramente non ti faranno annoiare :o),ma ritengo anche
> che
> > servano a poco
>
> ??
> Perchè?
> Tra un estremo di un solo suburi e le 10000 tecniche non ci sono ottimali
> soluzioni intermedie?

Certo.....7?....10? ^______^
Alessio,non prendiamoci in giro: eliminando le varianti quante tecniche di
aikido studiamo? ^__^
E il Daitoryu secondo te era diverso?
Certo,sulla carta erano codificate migliaia di tecniche (non ricordo il
numero preciso),ma semplicemente poichè ogni variante aveva il suo nome
e,soprattutto, veniva pagata a parte...
Se il sistema di pagamento è "a tecnica" allora ecco che ogni variante
diventa una tecnica diversa ;-)
Ma nessuna AM efficace può basarsi su migliaia di tecncihe diverse (anche
perchè IMHO,non ne esistono così tante ^__^: se ai nostri occhi sembrano
tante è perchè ancora non ci vediamo bene ;-) ). Non puoi allenare 10.000
cose diverse sperado di farle bene tutte

> Mi meraviglio...;-)
> Non ho nemmeno detto di studiare tutto lo scibile delle armi,non mi
mettere
> in bocca parole non mie
> (mettimi un bicchiere di whiskey se devi ;-).

Stile dell'ubriaco? :o))))

--
Hawk
Suguni mata!

Alessio

unread,
Mar 19, 2002, 4:06:30 AM3/19/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:fHok8.244$0R6....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
> >>>
> con Zucco invece ho praticato e ti dico in tutta onestà che non è proprio
> sciolto,anzi....
> >>>
>
> Ma tu sei sicuro che alla sua età non sarai come lui? Quanti anni ti
mancano
> per arrivarci? E' questo il punto della questione.

Ti risponderò nella maniera più ovvia, spero di arrivare più scilto di lui a
quella età.

>
> A parte che io non giudicherei la scioltezza del corpo solo da come si
> eseguono le tecniche. Per sopravvivere come uke a Tada per 20 anni ti
> assicuro che si deve essere molto sciolti e Mimmo Zucco <relativamente>
> parlando lo è, e per questo intendo rispetto alla media dei praticanti con
> la sua età e la sua esperienza


>


> D'accordo, facciamo una media: comincia... Ma non mi chiedere di fare gli
> esempi su gente che non conosco perché non ci riesco. Nemmeno se mi
aiuti...

Beh dipende....come te la cavi al di fuori dell'Aikikai?

>
> > Bravo!
> > Sapevo che avresti centrato il problema,magari con un pò di aiuto,
> > ma sapevo che ce la potevi fare ;-)
>
> Meno male, non sono ancora da buttare nel secchio...

Non ti montare la testa adesso...;-)


>
> > Una pessima abitudine (di tutti,a partire dal mio maestro,precisiamo!!)
è
> > quella di mollare l'attività di uke con l'insegnamento,why?
>
> Ti dico il caso mio: non ho tempo, tutte le ore che avevo libere per
andare
> in palestra me le hanno affibbiate per insegnare, e ciccia... Certo, se
> fossi pagato per fare solo aikido potrei permettermi anche di continuare
ad
> allenarmi.

Ma (domanda seria) tra un estremo e un altro non ci sono mai situazioni
intermedie?

>
> > Conosco giovani e validi (a cui aggiungerei umili) istruttori che non
> > perdono di vista
> > questo aspetto,subendo continuamente le tecniche da loro allievi.
> > L'istruttore, per me, deve anche curare questo aspetto,se non lo pratica
> più
> > cosa insegna?
> > Fare uke non è saper fare la caduta.....
>
> Non sono d'accordo: Ueshiba Morihei non ha smesso di essere bravino anche
> quando ha smesso di "allenarsi", Tada non l'ho mai visto fare da uke a
> qualcuno se non in qualche film, Fujimoto ha smesso da 30 anni ed Asai
> ancora prima...

Immagino e capisco anche il tuo punto di vista, quindi: l'aspetto di uke è
accessorio
(datosi che conta la bravura di tori)? al giorno d'oggi (datosi che la
pratica è decisamente cambiata) non
conta che il M° conosca e sappia indirizzare gli allievi anche su questo
punto? In una palestra sei
favorevole al "preparatore dei portieri" cioè una figura di sempai che
sostituisce il M° nella parte
in cui è deficiente, OVE ce ne sia bisogno??


>
> > Ok,faccio il caso mio,tutte le sere faccio le cadute co i miei allievi e
> > faccio da uke.
>
> E cosí non correggi le cadute e non osservi come si allenano...

Ok, ok..replay:durante la lezione subisco almeno una o due tecniche per ogni
ragazzo
(ora anche di più datosi che ne ho pochi) per una serie di ragioni.
Io credo che l'insegnante (soprattutto se giovane) non debba mai perdere di
vista taluni
punti essenziali della pratica, questo sempre per il suo ruolo.
Un praticante può essere anche preparato in parte, avrà una conoscenza
superficiale dell'Arte, masarano cmq fatti suoi.
Un insegnate ha il dovere, IMHO, di fare di tutto per essere
completo,insegnado sia quello che piace sia quello che no piace.

> Per carità,
> si puo' fare, ma è una scelta con i suo pregi e i suoi difetti. Anche io
> facevo cosí una volta, ma gli allievi a lungo andare hanno bisogno di un
> insegnante a tempo pieno che pianifichi la lezione, sia in grado di
> correggere il programma se qualcosa non va, valuti e pesi tutto quello che
> fanno durante la lezione senza pensare ai - nobilissimi, per carità -
> affari suoi. Se ti vuoi allenare meglio che lo fai a parte. (e non mi dire
> che sono polemico: è che mi disegnano cosí....)

Sei inutilmente polemico in questo caso,ma me lo aspettavo già.....per ogni
mio intervento tu passi da un estremo all'altro, ma non c'è problema, sono
psicologicamente preparato
ormai.


>
>
> > > Che poi è una buona cosa, ma non va nemmeno idolatrata; chi ha il
fisico
> > > morbido è avvantaggiato e meglio per lui, ma gli altri dovrebbero
> > spararsi?
> >
> > Tentare di migliorarsi un pò no eh?
>
> Mi puoi fare un esempio di persone di cui sai - con prove alla mano - che
> non tentano di migliorarsi? Gli sputeró addosso assieme a te. Ma non mi
far
> dire cose che non ho detto... Dove avrei sostenuto che chi ha il fisico
> infelice è esentato dal migliorarsi?

Beh?
E dove avrei sostenuto io che l'istruttore deve sottrarre del tempo e delle
energie alla lezione per allenare
se stesso?
Uno pari...

Per quanto riguarda i sumotori ho detto una cazzata.

>
> >>>
> Te l'ho detto qual'è il mio pensiero, ma vorrei anche aggiundùgere un
altra
> considerazione.
> Il discorso è scivolato in maniera naturale sugli insegnanti, ma il mio
> intervento no era limitato a loro,
> ma a tutti (TUTTI) i vari shodan, nidan, ecc....tu hai più esperienza di
me,
> ma davvero mi vuoi convincere
> che non esiste un problema al riguardo?
> Paolo, per favore....qualche stage l'ho fatto anche io.
> >>>
>
> No, calma: adesso hai cambiato discorso: tu hai cominciato col dire che i
> vecchi praticanti aikikai sono duri e legnosi perché hanno seguito sistemi
> sbagliati e hanno fatto troppo suburi, e io ho fatto notare che non mi
> risulta e ho spiegato le mie ragioni.

Ed io ti ho spiegato le mie, tu porti le tue motivazioni, io porto quello
che
ho visto e sentito.
E (per la cronaca) io estendo la critica al 85% circa di praticanti della
vecchia generazione di
TUTTE le scuole che ho visto e con cui ho praticato.


>
> Se adesso invece mi dici che alcuni - o la maggioranza o quasi tutti - si
> allenano poco e male e smettono appena possono, è un altro discorso e sono
> d'accordo. Si discuterà casomai su QUANTI sono. Ma guarda che i rimedi non
> sono facili.
>
> Io una mia idea l'avrei: trombiamoli agli esami, trombando naturalmente
> anche i loro allievi, costringiamoli a fare 50 raduni di aggiornamento
> l'anno,

Come sempre o tutto o niente...da un estremo all'altro, risposta davvero
matura....
Non si possono garantre un minimo di raduni PER ISTRUTTORI?
Non ci possono essere corsi di formazione per insegnanti come nelle altre
AM??
Crsi da seguire periodicamente,i cui si deve garantire un certo risultato di
pratica propria e degli allievi,
no dico tanto UNA o DUE (proprio esagerando) volte all'anno.
Cognard il suo corso lo fa durare per 6 weekend all'anno.

Alessio


Alessio

unread,
Mar 19, 2002, 4:09:04 AM3/19/02
to

"T.A.C. One" <tac...@nientemerda.gmx.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.16fd4c9b7...@news.cr-surfing.net...

> In article <a6t0gr$kta$4...@lacerta.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
> says...
> > > Scusa se intervengo (se non rompo le balle almeno 3 volte al mese mi
> > > deprimo). Ma di 40enni morbidi in aikikai ce ne sono e neanche poi
così
> > > pochi
> >
> > Azzo,allora siete davvero tosti!!
> > Non mi riferisco alla sola Aikikai quando parlo di Aikido ma come ve lo
devo
> > dire a te e a Paolo??
>
> Non saprei. Il discorso è partito dai suburi, e dal metodo Tada.
>
> > Anzi ti dico una cosa, i praticanti MEDIAMENTE (che è quello che
conta,non
> > me ne frega niente se ci sono picchi in
> > una scuola o in un altra ) più morbidi li ho trovati nell'Aiko.
>
> Non capisco cosa centra.

Era per far notare che no volevo portare acqua al mulino della mia scuola
passata nè a quella attuale.


>
> > (se ne ho visti io, che per gli stage aikikai giro abb. poco...).
> > > Quelli che hanno studiato per bene... e il paragone con Philippe, che
è
> > > nella direzione didattica (o qlcs del genere) FFAAA è un po' azzardato
> > > per i "40enni e 50enni" italiani che non hanno quantomeno lo stesso
> > > grado e non lo fanno di professione...
> >
> > Ma che si sentono superiori o quanto meno allo stesso livello, e non mi
dire
> > che non è vero....
> > Ma lasciamo stare và.....che mi sono arrivati dei commenti che fanno
> > accapponare la pelle dall'incazzatura.
>
> Perdonami, probabilmente è colpa mia, che non riesco a mettere a fuoco
> bene quello di cui si stà parlando. Suburi, morbidezza, sentimento di
> superiorità?

No,la colpa è anche mia, magari mi sono fatto prendere a valanga dal
discorso, che si è esteso
quasi da solo, ma cmq ti assicuro che il nesso tra le altre cose esiste.

Alessio


Alessio

unread,
Mar 19, 2002, 4:25:41 AM3/19/02
to

"Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
news:8Bjl8.35556$%g7.11...@twister2.libero.it...

>
> Ora credo di aver compreso meglio la tua posizione e devo dire che ,in
> parte,la condivido.
> Se c'è una cosa che è proprio la negazione del Budo,IMHO, è proprio la
> rigidità
> Ma continuo a pensare che le ripetizioni siano estremamente ustili, *se*
> fatte nel modo giusto.

Ed allora siamo d'accordo,infatti (ammettiamolo) quello di cui noi ci
possiamo
lamentare è la assoluta mancanza di tempo per poter affrontare serenamente
tali esercizi,sommati alla pratica.
Tra studio e lavoro....:-/


>Un allenamento prolungato della stessa tecnica non
> deve essere fatto per riforzare il braccio,IMHO,ma per migliorare la
tecnica
> e,soprattutto, per "sgrossare" lo spirito.Non credo di riuscire a spiegare
> bene questa mia frase.......

Certamente, discutevo tempo fa su questo con un kendoka.

> Il lavoro di ripetizioni può essere paragonato alla "sgrossatura" del
blocco
> di marmo.Sicuramente ciò che si va a "ripulire" è anche la tecnica,ma il
> maggior lavoro viene fatto sullo spirito ,esattamente come in una seduta
di
> zazen.
> Spero di aver spiegato a sufficienza ,in questo e nei miei precedenti
post,
> il modo in cui vedo le ripetizioni: non è un lavoro di condizionamento,ma
di
> sensibilizzazione

Certamente..non hai bisogno di ripeterti,come non ho bisogno di ripetere
il fatto che alla fine nella maggior parte dei casi tale lavoro è stato
usato ,in maniera fuorviante,
come condizionamento.


> E quindi in tale ottica non sono d'accordo con te.
> Se invece vedessi le ripetizioni solo come esercizi per rinforzare il
corpo
> (cosa che per altro indubbiamente avviene) e condizionare le braccia sarei
> sicuramente d'accordo con te.

Per "sgrassare" la pratica, le ripetizioni devono essee necessariamente
esercitate con la giusta coscienza
e sotto la giusta guida.
Non è scontato che la ripetizione aiuti....devono verificarsi talune
condizioni...


>
> > Le armi sono la chiave per talune posture,per taluni meccanismi,per
talune
> > "educazioni" del corpo e non la causa della sua meccanicizzazione.
>
> Concordo su tutta la linea.L'unica differenza fra le nostre opinioni è che
> tu ritieni che le ripetizioni tendano a "meccanizzare",mentre io ritengo
che
> facciano (o meglio che possano fare) in un certo senso l'opposto cioè
> sensibilizzare e allenare l'attitudine all'ascolto verso se stessi

No, quello a cui mi sono riferito è un concetto un pò diverso.
Le ripetizioni di esercizi limitati inducono alla meccanizzazione, infatti
ho parlato dell'errore
che può portare la pratica di un solo suburi.


>
> >
> >
> > > Un Praticante deve essere disciplinato,potente,flessibile...
> >
> > Vorrei porre l'accento sull'ultimo termine da te usato (non che gli
altri
> > siano superflui,per caità),FLESSIBILE!
> > La flessibilità è la chiave di violta di talune Arti tipo
Aikido,Judo,BJJ
> e
> > TCC,sviluppata in maniera
> > diversa per ogni ambito di applicazione.
>
> Io direi che è alla base del Budo e anche di qualsiasi arte marziale che
ha
> raggiunto un certo livello di raffinatezza.

Vero.

>
> > Nell'Aikido un ulteriore (ed indispensabile) strumento al riguardo è la
> > pratica delle armi.
>
> Concordo anche qui e in un certo senso capisco l'amarezza che traspare
> dalle tue parole. Anche a me piace molto lo studio delle armi (il ken in
> particolare) ma guardandomi in giro vedo che la mia è una passione poco
> condivisa.La maggor parte dei praticanti vede l'aikiken e l'aikijo solo
> come quelle "cose" rognoise da dover studiare per prendere la cintura
> nera....
> A riprova di ciò ti porto ad esempio il mio dojo ,in cui non ci sono
> praticanti decenti di armi....

Se avessi visto quello mio di origine....

> E la situazione in altri dojo è ancora peggiore...

Appunto.

>
> > > Se basta così poco per annoiarsi o stancarsi allora vuol dire che non
si
> è
> > > ne disciplinati,ne potenti,ne flessibili :o)
> > > La Pratica non è solo svago (almeno per come la vedo io); è
> > necessariamente
> > > anche sacrificio.
> >
> > Lo ripeto,no nego l'utilità delle ore di allenamenbto di qualunque
> > suburi,quello che mi preme quì
> > sottolineare è che,per ricercare la tant agognata adattabilità ad ogni
> > circostanza,IMHO,non
> > si può (datosi che il tempo quelo è) limitarsi su un solo punto.
>
> Ovvio ^__^
> Ma secodo me non si può nemmeno eliminare la pratica assidua di una
tecnica.
> Secondo me è importante fare entrambe le cose.

No,ma deve essere la giusta misura.
In medio stat virtus.


>
>
> > >
> > > Sicuramente avresti un diretto micidiale :o))
> > > Scherzi a parte non mi sembra che la boxe alleni migliaia di tecniche
> > > diverse: si basa sulla ripetizione (e poi applicazione) di pochissime
> > > tecniche.
> >
> > Pochissime,ma non una.
>
> Certo.
> Forse non mi sono spiegato bene: le ripetizioni non vanno mica fatte solo
di
> shomen kiri!
> Si deve allenare lo tsuki (hai mai visto "Sword of doom"?C' è una scena
> bellissima in cui uno spadaccino allena lo tsuki mirando ad un raggio di
> luce che passa dal soffitto ^__^)

Nooo, me lo devo vedere!!


,gli yokomen,i kesakiri e così via.
> Per ognuno di questi c'è bisogno di un allenamento di tipo "interattivo" e
> uno di tipo "ripetitivo",IMHO.

Allora lo vedi che ci capiamo?
Mi ripeto: a che serve la ripetiziione di UN solo suburi?


> > Tra un estremo di un solo suburi e le 10000 tecniche non ci sono
ottimali
> > soluzioni intermedie?
>
> Certo.....7?....10? ^______^
> Alessio,non prendiamoci in giro: eliminando le varianti quante tecniche di
> aikido studiamo? ^__^

Ok, tu quante ore pratichi?
Datosi che il tempo è quello....


> E il Daitoryu secondo te era diverso?
> Certo,sulla carta erano codificate migliaia di tecniche (non ricordo il
> numero preciso),ma semplicemente poichè ogni variante aveva il suo nome
> e,soprattutto, veniva pagata a parte...

Questo lo capisco.

> Se il sistema di pagamento è "a tecnica" allora ecco che ogni variante
> diventa una tecnica diversa ;-)
> Ma nessuna AM efficace può basarsi su migliaia di tecncihe diverse (anche
> perchè IMHO,non ne esistono così tante ^__^: se ai nostri occhi sembrano
> tante è perchè ancora non ci vediamo bene ;-) ). Non puoi allenare 10.000
> cose diverse sperado di farle bene tutte
>
> > Mi meraviglio...;-)
> > Non ho nemmeno detto di studiare tutto lo scibile delle armi,non mi
> mettere
> > in bocca parole non mie
> > (mettimi un bicchiere di whiskey se devi ;-).
>
> Stile dell'ubriaco? :o))))

Aikidrunk!

Alessio

Paolo Bottoni

unread,
Mar 19, 2002, 5:54:54 AM3/19/02
to
"Alessio" wrote

>>>
Ti risponderò nella maniera più ovvia, spero di arrivare più scilto di lui a
quella età.
>>>

E' ovvio, ovvía (chiedo scusa, ogni tanto i miei quarti toscani hanno il
sopravvento...) Lo spero pure io per te, ma mi pare altrettanto ovvio che
non hai ancora cognizione diretta della materia.

Ti assicuro che la persona che ho preso ad esempio è una che non si è
certamente risparmiata: già da molti anni ha dovuto richiedere un secondo
libretto per segnare tutti i raduni che si fa, è diplomato isef e quindi
qualche nozione di come funziona il corpo umano e di come va allenato ce
l'ha, adopera le armi e non si limità né al suburi né alle forme, va in giro
e si confronta con alter scuole, infine possiamo tranquillamente
considerarlo un professionista dal momento che è professore di educazione
fisica.

Il fatto che soddisfi tutte le tue "richieste" e pure qualcuno di piú ma
ciononostante non ti soddisfa, dovrebbe perlomeno farti insospettire: forse
c'è qualche fattore in piú oltre a quelli che tu hai considerato.

>>>
Beh dipende....come te la cavi al di fuori dell'Aikikai?
>>>

Non ho mai dato giudizi sui singoli, di qualunque scuola o federazione
facciano parte. Per la media è un altro discorso: al di fuori dell'Aikikai
hanno fatto progressi enormi, ma provo ancora l'impressione soggettiva che
allenarsi con un "esterno" sia leggermente piú a rischio. Nel senso che
trovi ancora un po' piú facilmente persone con cui non ti alleni bene.
Ovviamente loro hanno tutto il diritto di pensare la stessa cosa di me.

Posso pure sbagliarmi: ma hai chiesto la mia opinione ed è questa. Che non è
nulla di tragico...

>>>
In una palestra sei favorevole al "preparatore dei portieri" cioè una figura
di sempai che
sostituisce il M° nella parte in cui è deficiente, OVE ce ne sia bisogno??
>>>

Da sempre nel sistema "giapponese" si accetta che la parte aikitaiso e
taisabaki venga svolta da un insegnante giovane e "caricato", l'insegnante
titolare spesso sale sul tatami solo per la parte "tecnica". Non mi pare
niente di nuovo e anche al corso di judo che fanno le mie bambine la parte
"dinamica" la fa un giovanottello sui 15 anni. Io sono d'accordissimo,
sempre se l'insegnante preferisce cosí.

>>>
Io credo che l'insegnante (soprattutto se giovane) non debba mai
>>>

ma io non sono giovane... e nemmeno le persone di cui stavamo parlando,
l'argomento non erano i vecchi dinosauri? In quanto ai giovani si devono
allenare sempre e comunque, che differenza fa se insegnano o no?

> Sei inutilmente polemico in questo caso,ma me lo aspettavo già.....

Non mi pare: a meno che per te essere di opinione diversa significhi essere
inultimente polemico. Ma allora potrei dire io la stessa cosa di te.

Comunque, se secondo te sono semplicemente polemico, finiamola là; inutile
starci troppo a cincischiare, troveremo modo di continuare la conversazione
in altro momento, se ti interessa.

Paolo

Alessio

unread,
Mar 20, 2002, 3:46:41 AM3/20/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:pJEl8.43$_L6....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
> >>>
> Ti risponderò nella maniera più ovvia, spero di arrivare più scilto di lui
a
> quella età.
> >>>
>
> E' ovvio, ovvía (chiedo scusa, ogni tanto i miei quarti toscani hanno il
> sopravvento...) Lo spero pure io per te, ma mi pare altrettanto ovvio che
> non hai ancora cognizione diretta della materia.

Ok, non ho cognizione....


>
> Ti assicuro che la persona che ho preso ad esempio è una che non si è
> certamente risparmiata: già da molti anni ha dovuto richiedere un secondo
> libretto per segnare tutti i raduni che si fa, è diplomato isef e quindi
> qualche nozione di come funziona il corpo umano

Meno male....la cosa me lo fa mettere soto una luce diversa allora ;-)
Scusa, ironia a parte ma non credo che la cosa lo giustifichi, anzi....anche
perchè
a scuola ci sono andato anche io e non hai idea di quanti professori di
educazione fisica
praticamente logori.

> e di come va allenato ce
> l'ha, adopera le armi e non si limità né al suburi né alle forme, va in
giro
> e si confronta con alter scuole, infine possiamo tranquillamente
> considerarlo un professionista dal momento che è professore di educazione
> fisica.

Appunto.....ma lasciamo stare che ho assistito anche ad un suo embukai (dopo
la prima volta che l'ho visto)
e ci sarebbe stato da discutere con lui di alcune osizioni della sua pratica
e agli effetti sul corpo.


>
> Il fatto che soddisfi tutte le tue "richieste" e pure qualcuno di piú ma
> ciononostante non ti soddisfa, dovrebbe perlomeno farti insospettire:
forse
> c'è qualche fattore in piú oltre a quelli che tu hai considerato.

Ma è ovvio,io faccio una media, cioè prendo i considerazione tutti i
praicanti che mi sono
trovato davanti agli stage.
Anzi, posso tranquillamente citare il m°Fiordineve Cozzi, che per me è uno
dei praticanti più plastici
con cui mi sia capitato di allenarmi,davvero sciolto, e la cosa vale anche
per i suoi allievi, ma
si tratta di u isola, IMHO.


>
> >>>
> Beh dipende....come te la cavi al di fuori dell'Aikikai?
> >>>
>
> Non ho mai dato giudizi sui singoli, di qualunque scuola o federazione
> facciano parte. Per la media è un altro discorso: al di fuori dell'Aikikai
> hanno fatto progressi enormi, ma provo ancora l'impressione soggettiva che
> allenarsi con un "esterno" sia leggermente piú a rischio. Nel senso che
> trovi ancora un po' piú facilmente persone con cui non ti alleni bene.
> Ovviamente loro hanno tutto il diritto di pensare la stessa cosa di me.

Infatti è la stessa cosa che penso io all'inverso, ma anche per altri motivi
che adesso non
mi interessa discutere.


>
> Posso pure sbagliarmi: ma hai chiesto la mia opinione ed è questa. Che non
è
> nulla di tragico...

E figurati...

>
> >>>
> In una palestra sei favorevole al "preparatore dei portieri" cioè una
figura
> di sempai che
> sostituisce il M° nella parte in cui è deficiente, OVE ce ne sia bisogno??
> >>>
>
> Da sempre nel sistema "giapponese" si accetta che la parte aikitaiso e
> taisabaki venga svolta da un insegnante giovane e "caricato",
l'insegnante
> titolare spesso sale sul tatami solo per la parte "tecnica". Non mi pare
> niente di nuovo e anche al corso di judo che fanno le mie bambine la parte
> "dinamica" la fa un giovanottello sui 15 anni. Io sono d'accordissimo,
> sempre se l'insegnante preferisce cosí.

Per me dipende, se l'insegnante è vecchio o si ritiene che sia un pò troppo
"in là"
per fare il riscaldamento ok; ma se si è disabituato con il tempo.....
Per esempio potrei citare il M°Kobayashi,che fin quasi a settanta anni si è
prodigato i riscaldamenti (durante i quali faceva la "spaccata" meglio di
Nomoto) ,
pur non avendo conservato un fisico plastico come quello del M°Tada.
Diciamo che aveva la pancetta.....;-)

>
> >>>
> Io credo che l'insegnante (soprattutto se giovane) non debba mai
> >>>
>
> ma io non sono giovane... e nemmeno le persone di cui stavamo parlando,
> l'argomento non erano i vecchi dinosauri? In quanto ai giovani si devono
> allenare sempre e comunque, che differenza fa se insegnano o no?

Ecco, infatti io no sono uscito dal discorso, riformulo: i praticanti fi da
giovani devono
evitare di perdere la tonicità, ma soprattutto la flessibilità muscolare.
Quante volte l'ho sentito dire dagli allievi di Kobayashi e dal M°Tamura.


>
> > Sei inutilmente polemico in questo caso,ma me lo aspettavo già.....
>
> Non mi pare: a meno che per te essere di opinione diversa significhi
essere
> inultimente polemico. Ma allora potrei dire io la stessa cosa di te.

No, io formulo una critica genberica, tu la attacchi in maniera sofistica,
ma non c'è
problema, ripeto me lo aspetto da te.
Ho anche letto qualche tuo articolo sulla rivista Aikido.


>
> Comunque, se secondo te sono semplicemente polemico, finiamola là; inutile
> starci troppo a cincischiare, troveremo modo di continuare la
conversazione
> in altro momento, se ti interessa.

No, quando studiai "storia elle dottrine politiche" lessi che alla base
della discussione non
c'è l'attacco diretto, ma una propensione e una disponibilità: propensione a
portare 'interlocutore
dalla propria parte e la disponibilità ad essere portato nel caso i cui le
ragioni altrui si presentino migliori.
Uno parla, l'altro ribatte, tesi+antitesi=sintesi.
Ma forse non ti rendi conto che le tue stesse convizioni sono poste da te
con una convizione tale da considerare u attacco a queste come una cosa
personale, o molto più probabilmente ti consideri un atleta del "confronto
dialettico".
In effetti apprezzo anche la tua ironia...

Alessio

Paolo Bottoni

unread,
Mar 20, 2002, 10:53:22 AM3/20/02
to
"Alessio"


>>>
Per me dipende, se l'insegnante è vecchio o si ritiene che sia un pò troppo
"in là" per fare il riscaldamento ok; ma se si è disabituato con il
tempo.....
>>>

Se ha semplicemente smesso appena poteva perché non gli quadrava di
"faticare", sempre meglio per gli allievi avere qualcun altro che lavora
bene ma lui ovviamente rimane un pelandrone che non ha fatto bene il suo
mestiere (e anche se non è il suo mestiere...)

Poi ovviamente ci sono i casi particolari. Io per esempio nei corsi di
un'ora inserisco l'aikitaiso all'interno delle tecniche: se faccio anche
solo 20 minuti di riscaldamento me ne rimane troppo poco per il resto.
D'altra parte in Giappone il riscaldamento non l'hanno mai fatto durante le
lezioni, viene lasciato alla buona volontà dei praticanti, dovrebbero
arrivare un po' prima per farsi un po' di aikitaiso. Da noi i praticanti
sono troppo pigri per farlo, gli insegnanti ne devono tenere conto e
spingere di piú.

>>>
Per esempio potrei citare il M°Kobayashi,che fin quasi a settanta anni si è
prodigato i riscaldamenti (durante i quali faceva la "spaccata" meglio di
Nomoto) , pur non avendo conservato un fisico plastico come quello del
M°Tada.
Diciamo che aveva la pancetta.....;-)
>>>

Ma la pancetta e il fisico "rotondetto" non indicano che il fisico sia
legato, anzi piuttosto il contrario.

>>>
riformulo: i praticanti fi da giovani devono evitare di perdere la tonicità,
ma soprattutto la flessibilità muscolare.
>>>

e su questo direi che possiamo concordare.


>>>
No, io formulo una critica genberica, tu la attacchi in maniera sofistica,
ma non c'è
problema, ripeto me lo aspetto da te.
Ho anche letto qualche tuo articolo sulla rivista Aikido.
>>>

Secondo la mia percezione io non attacco: discuto. Le discussioni si possono
fare in tanti modi; raramente - e sono quelle meno interessanti - con tutte
le parti d'accordo. Si discute proprio per vedere i vari punti di vista, e
non è nemmeno necessario che alla fine si incontrino.

Ma essere di parere diverso e dirlo apertamente non significa mica essere
polemico. Se io ho detto che il tuo sistema (allenarsi assieme agli allievi)
non mi pare il migliore, tu hai prima detto la stessa cosa del mio. Ma io
non ti ho dato del polemico per questo... Ho detto la mia e basta.

>>>
Ma forse non ti rendi conto che le tue stesse convizioni sono poste da te
con una convizione tale da considerare u attacco a queste come una cosa
personale, o molto più probabilmente ti consideri un atleta del "confronto
dialettico".
In effetti apprezzo anche la tua ironia...
>>>

Mi rendo conto benissimo di essere un interlocutore "difficile" e ripenso
spesso ai miei interventi - qui ed altrove - per rendermi conto se e dove
sto sbagliando. Detto questo, per convincermi non è che ci sia molto da
stare ad arzigogolare: portami degli argomenti... cedendo per cortesia o
simpatia senza che gli argomenti nuovi ci siano, la discussione viene
falsata e non è piú utile né a chi la fa né a chi la segue.

Finora hai portato soprattutto argomenti epidermici e soggettivi.
Intendiamoci, a me andrebbero benissimo.... Se tu dicessi "a me l'aikido
piace cosí" non farebbe una grinza e non batterei ciglio. Se tu dici invece
"l'aikido VA FATTO cosí", si tratta di una discussione differente e mi
attendo o una dimostrazione o la citazione dell'autorevole fonte che lo ha
detto.

Senno', rimango dentro al fortino a sparare le mie cartucce fino all'ultimo
(ma poi, che gusto ci sarebbe se mi arrendessi subito?...)

Paolo


Alessio

unread,
Mar 21, 2002, 4:31:11 AM3/21/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:Vh2m8.145$D11....@news.chello.be...

> "Alessio"
>
>
> >>>
> Per me dipende, se l'insegnante è vecchio o si ritiene che sia un pò
troppo
> "in là" per fare il riscaldamento ok; ma se si è disabituato con il
> tempo.....
> >>>
>
> Se ha semplicemente smesso appena poteva perché non gli quadrava di
> "faticare", sempre meglio per gli allievi avere qualcun altro che lavora
> bene ma lui ovviamente rimane un pelandrone che non ha fatto bene il suo
> mestiere (e anche se non è il suo mestiere...)

Ecco,siamo d'accordo.


>
> Poi ovviamente ci sono i casi particolari. Io per esempio nei corsi di
> un'ora inserisco l'aikitaiso all'interno delle tecniche: se faccio anche
> solo 20 minuti di riscaldamento me ne rimane troppo poco per il resto.

Si, ho anche io lo stesso problema.
Lezione corta :-(


> D'altra parte in Giappone il riscaldamento non l'hanno mai fatto durante
le
> lezioni, viene lasciato alla buona volontà dei praticanti, dovrebbero
> arrivare un po' prima per farsi un po' di aikitaiso. Da noi i praticanti
> sono troppo pigri per farlo, gli insegnanti ne devono tenere conto e
> spingere di piú.

Si, ma non è sempre facile per me inserire il taiso e le armi quando il
tempo è poco.


>
> >>>
> Per esempio potrei citare il M°Kobayashi,che fin quasi a settanta anni si
è
> prodigato i riscaldamenti (durante i quali faceva la "spaccata" meglio di
> Nomoto) , pur non avendo conservato un fisico plastico come quello del
> M°Tada.
> Diciamo che aveva la pancetta.....;-)
> >>>
>
> Ma la pancetta e il fisico "rotondetto" non indicano che il fisico sia
> legato, anzi piuttosto il contrario.

Non necessariamente.

>
> >>>
> No, io formulo una critica genberica, tu la attacchi in maniera sofistica,
> ma non c'è
> problema, ripeto me lo aspetto da te.
> Ho anche letto qualche tuo articolo sulla rivista Aikido.
> >>>
>
> Secondo la mia percezione io non attacco: discuto. Le discussioni si
possono
> fare in tanti modi; raramente - e sono quelle meno interessanti - con
tutte
> le parti d'accordo. Si discute proprio per vedere i vari punti di vista, e
> non è nemmeno necessario che alla fine si incontrino.

Vero, ma non mi riferisco al contenuto,bensì al tono.
Per esempio, con Mario, Hawk e Tac non sempre ci stroviamo d'accordo
(soprattutto con Mario ;-),
ma il tono non è aggressivo.
Almeno io CON LORO non lo perceposco tale.
E soprattutto non percepisco una posizioni difensivista da parte loro.


Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 21, 2002, 6:35:08 AM3/21/02
to
"Alessio" wrote

> Si, ma non è sempre facile per me inserire il taiso e le armi quando il
> tempo è poco.

Non è facile per nessuno... io ho grandi difficoltà ad applicare alcuni
metodi, validissimi al Dojo Centrale con 10 ore di corsi a settimana ma
duretti da mandare giú quando le ore sono solo due...


> Non necessariamente.

Tendenzialmente: le persone rotondette sono tendenzialmente piú morbide di
quelle secche ed allampanate, che hanno anche bisogno di un riscaldamento
piú lungo. Se vogliamo dire che un cicciottello che non fa un tubo è quasi
sicuramente meno sciolto di una pertica che si allena coscienziosamente, ok;
mi assomiglia un pochino ad una ovvietà ma sono d'accordo.


> Vero, ma non mi riferisco al contenuto,bensì al tono.
> Per esempio, con Mario, Hawk e Tac non sempre ci stroviamo d'accordo
> (soprattutto con Mario ;-),
> ma il tono non è aggressivo.
> Almeno io CON LORO non lo perceposco tale.
> E soprattutto non percepisco una posizioni difensivista da parte loro.

Sono i limiti delle discussioni su internet... spesso e volentieri mi
riguardo quello che ho scritto e mi chiedo se potevo usare termini piú
"dolci". Difficile...

In quanto alle posizioni degli altri, non fanno testo (ovviamente secondo
me). Che hanno da difendere? Se parli di un sistema sbagliato di allenamento
che ha fatto danni nell'Aikikai a loro puó anche fregargliene poco, e
sicuramente non sono al corrente dei fatti. Ma io perché non dovrei
rispondere? E come faccio a dire la mia senza negare la tua?

Scendo nel dettaglio: secondo te fare troppo suburi rende rigidi. Mi sono
limitato a dire che per quanto ne so io troppo suburi non ne ha fatto
nessuno e quindi cadono i tuoi presupposti: le cause degli obiettivi degradi
nella condizione fisica di alcuni praticanti (e lasciamo perdere per ora
quanti) vanno cercate altrove. Ma se avessi detto, e ti assicuro che lo
penso, che il suburi NON rende rigidi ed anzi il contrario? Sarei stato
polemico e difensivo? Avresti pensato che ti davo del fesso o
dell'incompente? Nel dubbio mi astengo... Meglio rinunciare ad un argomento
valido che abbassare il tono della discussione. Ma nella risposta ci sono
dei limiti sotto i quali non conviene scendere; altrimenti si fa prima a non
rispondere.

Ove si dimostra che volendo potrei essere anche MOLTO piú cattivo... Vi
salvate solo perché sono cosí pigro e sta arrivando la primavera...

Vado ad annusare le prime margherite nel prato...

Paolo


T.A.C. One

unread,
Mar 21, 2002, 9:08:57 AM3/21/02
to
In article <Vujm8.33$Jy2....@news.chello.be>, pbo...@ycompuserve.com
says...

> Ove si dimostra che volendo potrei essere anche MOLTO piú cattivo... Vi
> salvate solo perché sono cosí pigro e sta arrivando la primavera...

Ma no, dai, dicci dicci, siamo interessati.

Tac
(*ROOOONFFffff*)

T.A.C. One

unread,
Mar 21, 2002, 9:10:28 AM3/21/02
to
In article <a7ccvp$bal$2...@lacerta.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
says...

> ma il tono non č aggressivo.

Ma noi ci sfoghiamo sul tatami.. ;-)

Appro, vieni a Torino per Tissier?

Tac

Alessio

unread,
Mar 22, 2002, 2:42:26 AM3/22/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:Vujm8.33$Jy2....@news.chello.be...
> "Alessio" wrote

>
> > Vero, ma non mi riferisco al contenuto,bensì al tono.
> > Per esempio, con Mario, Hawk e Tac non sempre ci stroviamo d'accordo
> > (soprattutto con Mario ;-),
> > ma il tono non è aggressivo.
> > Almeno io CON LORO non lo perceposco tale.
> > E soprattutto non percepisco una posizioni difensivista da parte loro.
>
> Sono i limiti delle discussioni su internet... spesso e volentieri mi
> riguardo quello che ho scritto e mi chiedo se potevo usare termini piú
> "dolci". Difficile...

Si, ma se ti applichi...;-)

>
> In quanto alle posizioni degli altri, non fanno testo (ovviamente secondo
> me). Che hanno da difendere? Se parli di un sistema sbagliato di
allenamento
> che ha fatto danni nell'Aikikai a loro puó anche fregargliene poco, e
> sicuramente non sono al corrente dei fatti. Ma io perché non dovrei
> rispondere? E come faccio a dire la mia senza negare la tua?
>
> Scendo nel dettaglio: secondo te fare troppo suburi rende rigidi.

Scendendo nel dettaglio: facendo solo suburi, e POCHI, rende rigidi.
A qwuesto vorrrei aggiungere che le generazioni precedenti non ne avevano
una grandissima conoscenza,
basta guardare qualche filmato o sfogliare qualche testo, ma è giusto che ci
sia un evoluzione continua.
Confido nel fatto che i miei allievi avranno una preparazione ed un
allenamento migliori della mia e di quelli della
mia classe.

> Mi sono
> limitato a dire che per quanto ne so io troppo suburi non ne ha fatto
> nessuno e quindi cadono i tuoi presupposti: le cause degli obiettivi
degradi
> nella condizione fisica di alcuni praticanti (e lasciamo perdere per ora
> quanti) vanno cercate altrove.

Suburi fatti male?
Anche questa è un ipotesi da non scartare.


> Ma se avessi detto, e ti assicuro che lo
> penso, che il suburi NON rende rigidi ed anzi il contrario? Sarei stato
> polemico e difensivo? Avresti pensato che ti davo del fesso o
> dell'incompente? Nel dubbio mi astengo... Meglio rinunciare ad un
argomento
> valido che abbassare il tono della discussione. Ma nella risposta ci sono
> dei limiti sotto i quali non conviene scendere; altrimenti si fa prima a
non
> rispondere.

E cmq non affermo che questa è LA causa, ma UNA delle.....infatti
abbiamo menzionato altri fattori, ad esempio la perdita di vista del ruolo
di uke.


Alessio


Alessio

unread,
Mar 22, 2002, 2:43:28 AM3/22/02
to

"T.A.C. One" <tac...@nientemerda.gmx.net> ha scritto nel messaggio
news:MPG.1704083...@news.cr-surfing.net...

Se vengo ci vediamo?
Allora vengo vengo....ma non fare il violento dal vivo eh!? :-p

Alessio


T.A.C. One

unread,
Mar 22, 2002, 2:58:43 AM3/22/02
to
In article <a7enrp$bbu$2...@pegasus.tiscalinet.it>, a.au...@tiscalinet.it
says...

> Se vengo ci vediamo?

Ci vediamo, ci vediamo.

> Allora vengo vengo....ma non fare il violento dal vivo eh!? :-p

Io? Sono uno zuccherino...

Tac


Paolo Bottoni

unread,
Mar 22, 2002, 3:42:53 AM3/22/02
to
"Alessio" wrote


> Si, ma se ti applichi...;-)

ma io mi applico... si vede che sono un po' scarso


> > Scendo nel dettaglio: secondo te fare troppo suburi rende rigidi.
>
> Scendendo nel dettaglio: facendo solo suburi, e POCHI, rende rigidi.

E perché? questo non è un dettaglio: è una dichiarazione senza spiegazione;
adesso, sostituisci la MIA dichiarazione precedente con una piú diplomatica
o meno polemica, infiocchettala come ti pare, ma il senso è questo e lo
ripeto: perché fare suburi irrigidisce? E cosa irrigidisce: le spalle, la
schiena? Poi mi definisci cosa intendiamo per suburi?

Shomen, yokomen, kesagiri?... E che difetti fa venire shomen, ecc. ecc?

Ma poi che vuol dire suburi? La bilancia mi dice che per il suburi si
utilizzano bokken che vanno dai 600 grammi agli 8 chili, segno che qualche
differenza ci sarà. Quali fanno male secondo te, e quali fanno bene se
qualcuno fa bene? E quali sono gli errori nell'esecuzione del suburi, i
problemi fisici e i difetti tecnici che ne derivano?

Ecco, i dettagli del dettaglio...


> Confido nel fatto che i miei allievi avranno una preparazione ed un
> allenamento migliori della mia e di quelli della
> mia classe.

Questo è un punto interessante, aspettavo da tempo che lo tiravi fuori...
Noi apparteniamo a generazioni in crescita, il nostro obiettivo deve essere
quello di avere di avere allievi migliori di noi, e pazienza se ci
butteranno nel secchio delle immondizie quando non serviremo piú.

Ma alla "fonte" il discorso è diverso, stanno già lavorando in conservazione
con l'obiettivo di perdere meno possibile da una generazione all'altra. Il
suburi (o la tecnica) di Ueshiba difficilmente lo vedo migliorabile da Tada,
e cosí via. Insomma, il modello GIA' esiste, non dobbiamo andare a cercarne
di nuovi piú avanzati o piú moderni (si sarà capito che il tutto è "secondo
me"?...); perlomeno non prima di avere digerito e assimilato il modello
esistente.

> Suburi fatti male?
> Anche questa è un ipotesi da non scartare.

Le ipotesi di discussione sono carine, tutte quante, ma se non tiri fuori
qualche prova a sostegno rimangono solo ipotesi carine. Quello che io vedo
in giro sono
soprattutto persone che NON si sono allenate abbastanza, non persone
allenate male. Poi - ove avessero praticato male - bisognerebbe anche
analizzare il perché: gli hanno insegnato dei suburi sbagliati? Si sono
scelti i suburi prendendo le foto da un libro? Se li sono inventati? Senza
sapere almeno questo non è possibile
arrivare ad alcuna conclusione sul metodo didattico, né il loro né quello da
cui "provengono".

Ma, ripeto (per chi ancora non ha perso la pazienza a contare i miei
difetti: sono PURE cocciuto): bastano 30 secondi di osservazione, anche ad
un principiante, per capire se una persona il suburi lo ha fatto o no,
quanto ne ha fatto e quando lo ha fatto. Io vedo soprattutto (e non dico
solamente per non far scoprire che sono anche estremista) gente che NON lo
ha fatto.


> E cmq non affermo che questa è LA causa, ma UNA delle.....infatti
> abbiamo menzionato altri fattori, ad esempio la perdita di vista del ruolo
> di uke.

Insomma, gente che NON ha fatto uke...

Ho il sospetto (vabbé, aggiungi alla lista: SOSPETTOSO...) che stia pian
piano affiorando l'ipotesi che stiamo parlando soprattutto dei difetti
personali di chi non si è allenato abbastanza, non dei pregi o difetti di
questo o quel sistema.

Peró (aggiungi OMERTOSO) su questo piano non ti posso seguire: ti assicuro
che penso peste e corna di molte persone, ma preferisco tenermelo per me, lo
trovo piú elegante (aggiungi PRESUNTUOSO).


Paolo

(aggiungi PALLOSO...)


Hawk

unread,
Mar 23, 2002, 1:07:00 PM3/23/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a7717r$4jc$3...@lacerta.tiscalinet.it...

>
> "Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
> news:8Bjl8.35556$%g7.11...@twister2.libero.it...
> >
> > Ora credo di aver compreso meglio la tua posizione e devo dire che ,in
> > parte,la condivido.
> > Se c'è una cosa che è proprio la negazione del Budo,IMHO, è proprio la
> > rigidità
> > Ma continuo a pensare che le ripetizioni siano estremamente ustili,
*se*
> > fatte nel modo giusto.
>
> Ed allora siamo d'accordo,infatti (ammettiamolo) quello di cui noi ci
> possiamo
> lamentare è la assoluta mancanza di tempo per poter affrontare serenamente
> tali esercizi,sommati alla pratica.
> Tra studio e lavoro....:-/

Beh,il tempo dobbiamo cercare di ritagliarcelo noi ^_^
Non dico 10.000 shomen come faceva il M° Tada ^__^',ma almeno 100 al giorno
(magari cambiano la tecnica ogni settimana) sicuramente gioveranno alla
pratica.
E per fare 100 shomen kiri bastano 5 minuti...

---cut---


> > Il lavoro di ripetizioni può essere paragonato alla "sgrossatura" del
> blocco
> > di marmo.Sicuramente ciò che si va a "ripulire" è anche la tecnica,ma il
> > maggior lavoro viene fatto sullo spirito ,esattamente come in una seduta
> di
> > zazen.
> > Spero di aver spiegato a sufficienza ,in questo e nei miei precedenti
> post,
> > il modo in cui vedo le ripetizioni: non è un lavoro di
condizionamento,ma
> di
> > sensibilizzazione
>
> Certamente..non hai bisogno di ripeterti,come non ho bisogno di ripetere
> il fatto che alla fine nella maggior parte dei casi tale lavoro è stato
> usato ,in maniera fuorviante,
> come condizionamento.

Assolutamente vero (purtroppo...)

> > E quindi in tale ottica non sono d'accordo con te.
> > Se invece vedessi le ripetizioni solo come esercizi per rinforzare il
> corpo
> > (cosa che per altro indubbiamente avviene) e condizionare le braccia
sarei
> > sicuramente d'accordo con te.
>
> Per "sgrassare" la pratica, le ripetizioni devono essee necessariamente
> esercitate con la giusta coscienza
> e sotto la giusta guida.

Concordo.Ma ritengo che questa considerazione valga per praticamente tutto
ciò che riguarda le AM

> Non è scontato che la ripetizione aiuti....devono verificarsi talune
> condizioni...

Così come non è scontato che il Budo giovi o che le AM funzionino come DP
ecc
ecc
Devono verificarsi talune condizioni....sia in chi le pratica che in chi le
insegna....

> >
> > > Le armi sono la chiave per talune posture,per taluni meccanismi,per
> talune
> > > "educazioni" del corpo e non la causa della sua meccanicizzazione.
> >
> > Concordo su tutta la linea.L'unica differenza fra le nostre opinioni è
che
> > tu ritieni che le ripetizioni tendano a "meccanizzare",mentre io ritengo
> che
> > facciano (o meglio che possano fare) in un certo senso l'opposto cioè
> > sensibilizzare e allenare l'attitudine all'ascolto verso se stessi
>
> No, quello a cui mi sono riferito è un concetto un pò diverso.
> Le ripetizioni di esercizi limitati inducono alla meccanizzazione, infatti
> ho parlato dell'errore
> che può portare la pratica di un solo suburi.

Secondo me,soprattutto agli inizi, è invece importante soffermarsi su un
solo suburi (lo shomen kiri),ma è una mia opinione

---cut---


> > Ovvio ^__^
> > Ma secodo me non si può nemmeno eliminare la pratica assidua di una
> tecnica.
> > Secondo me è importante fare entrambe le cose.
>
> No,ma deve essere la giusta misura.
> In medio stat virtus.

Si,ma qual'è la giusta misura per delle *ripetizioni*? ^__^
1.000.000.000 è probabilmente troppo :o)))
10 è probabilmente poco :o)))
Io direi che il numero giusto è fra i 100 e i 1000.Ovviamente tutto dipende
dal praticante,dalla sua anzianità di pratica e dal tempo che ha a
disposizione

---cut---


> > Certo.
> > Forse non mi sono spiegato bene: le ripetizioni non vanno mica fatte
solo
> di
> > shomen kiri!
> > Si deve allenare lo tsuki (hai mai visto "Sword of doom"?C' è una scena

> > bellissima in cui uno spadaccino allena lo tsuki mirando ad un raggio di
> > luce che passa dal soffitto ^__^)
>
> Nooo, me lo devo vedere!!

E' un grandissimo film!
Purtroppo lo puoi trovare solo in lingua originale sottotitolato in inglese
attraverso il mercato americano

> ,gli yokomen,i kesakiri e così via.
> > Per ognuno di questi c'è bisogno di un allenamento di tipo "interattivo"
e
> > uno di tipo "ripetitivo",IMHO.
>
> Allora lo vedi che ci capiamo?
> Mi ripeto: a che serve la ripetiziione di UN solo suburi?

Serve,serve....
Certo,se per 20 anni fai solo quello rischi di diventare come quelli
dell'Iwama :o))) (scusate la battuta,ma m'è scappata ;oP ....Fabio capirà
;o)))) )

> > > Tra un estremo di un solo suburi e le 10000 tecniche non ci sono
> ottimali
> > > soluzioni intermedie?
> >
> > Certo.....7?....10? ^______^
> > Alessio,non prendiamoci in giro: eliminando le varianti quante tecniche
di
> > aikido studiamo? ^__^
>
> Ok, tu quante ore pratichi?

Sempre troppo poche....

> Datosi che il tempo è quello....

---cut---

Già....ma come dicevo per fare 100 shomen (o tsuki o quello che ti pare)
bastano 5 minuti al giorno.Quindi per certe cose basta anche solo un po' di
volontà


--
Hawk
Suguni mata!

Hawk

unread,
Mar 23, 2002, 3:46:15 PM3/23/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a7ccvp$bal$2...@lacerta.tiscalinet.it...

>
> "Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
> news:Vh2m8.145$D11....@news.chello.be...
> > "Alessio"
---cut---

> > Secondo la mia percezione io non attacco: discuto. Le discussioni si
> possono
> > fare in tanti modi; raramente - e sono quelle meno interessanti - con
> tutte
> > le parti d'accordo. Si discute proprio per vedere i vari punti di vista,
e
> > non è nemmeno necessario che alla fine si incontrino.
>
> Vero, ma non mi riferisco al contenuto,bensì al tono.
> Per esempio, con Mario, Hawk e Tac non sempre ci stroviamo d'accordo
> (soprattutto con Mario ;-),
> ma il tono non è aggressivo.
> Almeno io CON LORO non lo perceposco tale.
> E soprattutto non percepisco una posizioni difensivista da parte loro.

Che cavolo stai dicendo Willis! :o))))))

Scherzi a parte il tono di Paolo può facilmente essere frainteso via
internet ed interpretato come "scorbutico" o polemico,ma ti assicuro che se
lo conoscessi di persona cambieresti idea ^_^ .....e Paolo va conosciuto!
;-)

Purtroppo internet è un mezzo che,per quanto offra molte nuove possibilità,
ha dei grandi limiti proprio nella "qualità della trasmissione"
dell'informazione, che quindi diventa molto facilmente male interpretabile.

--
Hawk
Suguni mata!


Alessio

unread,
Mar 24, 2002, 5:54:44 AM3/24/02
to

"Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
news:eK3n8.61714$%g7.19...@twister2.libero.it...

>
> "Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
> news:a7717r$4jc$3...@lacerta.tiscalinet.it...
> >
> > "Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
> > news:8Bjl8.35556$%g7.11...@twister2.libero.it...
> > >
> > > Ora credo di aver compreso meglio la tua posizione e devo dire che ,in
> > > parte,la condivido.
> > > Se c'è una cosa che è proprio la negazione del Budo,IMHO, è proprio la
> > > rigidità
> > > Ma continuo a pensare che le ripetizioni siano estremamente ustili,
> *se*
> > > fatte nel modo giusto.
> >
> > Ed allora siamo d'accordo,infatti (ammettiamolo) quello di cui noi ci
> > possiamo
> > lamentare è la assoluta mancanza di tempo per poter affrontare
serenamente
> > tali esercizi,sommati alla pratica.
> > Tra studio e lavoro....:-/
>
> Beh,il tempo dobbiamo cercare di ritagliarcelo noi ^_^
> Non dico 10.000 shomen come faceva il M° Tada ^__^',ma almeno 100 al
giorno
> (magari cambiano la tecnica ogni settimana) sicuramente gioveranno alla
> pratica.
> E per fare 100 shomen kiri bastano 5 minuti...


Ed anche tu hai ragione.....

>
> > > E quindi in tale ottica non sono d'accordo con te.
> > > Se invece vedessi le ripetizioni solo come esercizi per rinforzare il
> > corpo
> > > (cosa che per altro indubbiamente avviene) e condizionare le braccia
> sarei
> > > sicuramente d'accordo con te.
> >
> > Per "sgrassare" la pratica, le ripetizioni devono essee necessariamente
> > esercitate con la giusta coscienza
> > e sotto la giusta guida.
>
> Concordo.Ma ritengo che questa considerazione valga per praticamente tutto
> ciò che riguarda le AM

Ovviamente.


> > No, quello a cui mi sono riferito è un concetto un pò diverso.
> > Le ripetizioni di esercizi limitati inducono alla meccanizzazione,
infatti
> > ho parlato dell'errore
> > che può portare la pratica di un solo suburi.
>
> Secondo me,soprattutto agli inizi, è invece importante soffermarsi su un
> solo suburi (lo shomen kiri),ma è una mia opinione

Dipende dalla scuola di appartenenza.
Ma cmq concordo per il fatto che il 90% della pratica iniziale delle armi
consista in
questo esercizio.


>
> ---cut---
> > > Ovvio ^__^
> > > Ma secodo me non si può nemmeno eliminare la pratica assidua di una
> > tecnica.
> > > Secondo me è importante fare entrambe le cose.
> >
> > No,ma deve essere la giusta misura.
> > In medio stat virtus.
>
> Si,ma qual'è la giusta misura per delle *ripetizioni*? ^__^
> 1.000.000.000 è probabilmente troppo :o)))
> 10 è probabilmente poco :o)))
> Io direi che il numero giusto è fra i 100 e i 1000.Ovviamente tutto
dipende
> dal praticante,dalla sua anzianità di pratica e dal tempo che ha a
> disposizione

Ecco.

> > > uno di tipo "ripetitivo",IMHO.
> >
> > Allora lo vedi che ci capiamo?
> > Mi ripeto: a che serve la ripetiziione di UN solo suburi?
>
> Serve,serve....
> Certo,se per 20 anni fai solo quello rischi di diventare come quelli
> dell'Iwama :o))) (scusate la battuta,ma m'è scappata ;oP ....Fabio capirà
> ;o)))) )


Ehh....la capisco anche io, ma faccio finta di niente O:-)


Alessio


Alessio

unread,
Mar 24, 2002, 6:11:35 AM3/24/02
to

"Hawk" <miyamoto...@NIENTESPAMiname.com> ha scritto nel messaggio
news:CV5n8.62223$%g7.19...@twister2.libero.it...

> > Vero, ma non mi riferisco al contenuto,bensì al tono.
> > Per esempio, con Mario, Hawk e Tac non sempre ci stroviamo d'accordo
> > (soprattutto con Mario ;-),
> > ma il tono non è aggressivo.
> > Almeno io CON LORO non lo perceposco tale.
> > E soprattutto non percepisco una posizioni difensivista da parte loro.
>
> Che cavolo stai dicendo Willis! :o))))))
>
> Scherzi a parte il tono di Paolo può facilmente essere frainteso via
> internet ed interpretato come "scorbutico" o polemico,ma ti assicuro che
se
> lo conoscessi di persona cambieresti idea ^_^ .....e Paolo va conosciuto!
> ;-)

Non stò assolutamente negando le qualità umane del Bottone!!:-O

>
> Purtroppo internet è un mezzo che,per quanto offra molte nuove
possibilità,
> ha dei grandi limiti proprio nella "qualità della trasmissione"
> dell'informazione, che quindi diventa molto facilmente male
interpretabile.

Anche su internet emerge il modo di affrontarre la dialettica di una
persona.


Alessio


Alessio

unread,
Mar 24, 2002, 6:09:02 AM3/24/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:m3Cm8.19$Ga4....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
>
> > Si, ma se ti applichi...;-)
>
> ma io mi applico... si vede che sono un po' scarso

Che coincidenza, lo dicono anche di me :-O

;-)


>
>
> > > Scendo nel dettaglio: secondo te fare troppo suburi rende rigidi.
> >
> > Scendendo nel dettaglio: facendo solo suburi, e POCHI, rende rigidi.
>
> E perché? questo non è un dettaglio: è una dichiarazione senza
spiegazione;
> adesso, sostituisci la MIA dichiarazione precedente con una piú
diplomatica
> o meno polemica, infiocchettala come ti pare, ma il senso è questo e lo
> ripeto: perché fare suburi irrigidisce? E cosa irrigidisce: le spalle, la
> schiena? Poi mi definisci cosa intendiamo per suburi?
>
> Shomen, yokomen, kesagiri?... E che difetti fa venire shomen, ecc. ecc?
>
> Ma poi che vuol dire suburi? La bilancia mi dice che per il suburi si
> utilizzano bokken che vanno dai 600 grammi agli 8 chili, segno che qualche
> differenza ci sarà. Quali fanno male secondo te, e quali fanno bene se
> qualcuno fa bene? E quali sono gli errori nell'esecuzione del suburi, i
> problemi fisici e i difetti tecnici che ne derivano?
>
> Ecco, i dettagli del dettaglio...

Questo era un plagio di te stesso?
Un tipico esempio di autoironia?
O una parodia dei tuoi post??
Continua pure....non mi spiace.

>
>
> > Confido nel fatto che i miei allievi avranno una preparazione ed un
> > allenamento migliori della mia e di quelli della
> > mia classe.
>
> Questo è un punto interessante, aspettavo da tempo che lo tiravi fuori...
> Noi apparteniamo a generazioni in crescita, il nostro obiettivo deve
essere
> quello di avere di avere allievi migliori di noi, e pazienza se ci
> butteranno nel secchio delle immondizie quando non serviremo piú.

Concetto normale.


>
> Ma alla "fonte" il discorso è diverso, stanno già lavorando in
conservazione
> con l'obiettivo di perdere meno possibile da una generazione all'altra. Il
> suburi (o la tecnica) di Ueshiba difficilmente lo vedo migliorabile da
Tada,

Questo è un punto che posso anche capire, ma se consideriamo che la meta (o
se
pregerisci il modello ideale o il traguardo) è già esistito, inquadrato o
schematizzato
non si rischia di scoraggiare una pratica?

> e cosí via. Insomma, il modello GIA' esiste, non dobbiamo andare a
cercarne
> di nuovi piú avanzati o piú moderni (si sarà capito che il tutto è
"secondo
> me"?...); perlomeno non prima di avere digerito e assimilato il modello
> esistente.

Esistente o esistito?


>
> > Suburi fatti male?
> > Anche questa è un ipotesi da non scartare.
>
> Le ipotesi di discussione sono carine, tutte quante, ma se non tiri fuori
> qualche prova a sostegno rimangono solo ipotesi carine. Quello che io vedo
> in giro sono
> soprattutto persone che NON si sono allenate abbastanza, non persone
> allenate male.

Tu...io vedo qualcosa di diverso, ma è una mia opinione.

> Poi - ove avessero praticato male - bisognerebbe anche
> analizzare il perché: gli hanno insegnato dei suburi sbagliati? Si sono
> scelti i suburi prendendo le foto da un libro? Se li sono inventati? Senza
> sapere almeno questo non è possibile
> arrivare ad alcuna conclusione sul metodo didattico, né il loro né quello
da
> cui "provengono".

Secondo me un conoscitore delle Armi sa riconoscere i problemi ad occhio, su
questo
non ho dubbi.
Si vede subito (da come imposta la schiena, dal senso del ma ai, da come
alza la mano, ecc....) se
ha praticato con le armi e come ha praticato.


>
> Ma, ripeto (per chi ancora non ha perso la pazienza a contare i miei
> difetti: sono PURE cocciuto): bastano 30 secondi di osservazione, anche ad
> un principiante, per capire se una persona il suburi lo ha fatto o no,
> quanto ne ha fatto e quando lo ha fatto.

Infatti.

>Io vedo soprattutto (e non dico
> solamente per non far scoprire che sono anche estremista) gente che NON lo
> ha fatto.

Ripeto,vedo ANCHE qualcosa di diverso.


>
>
> > E cmq non affermo che questa è LA causa, ma UNA delle.....infatti
> > abbiamo menzionato altri fattori, ad esempio la perdita di vista del
ruolo
> > di uke.
>
> Insomma, gente che NON ha fatto uke...

Si.

>
> Ho il sospetto (vabbé, aggiungi alla lista: SOSPETTOSO...) che stia pian
> piano affiorando l'ipotesi che stiamo parlando soprattutto dei difetti
> personali di chi non si è allenato abbastanza, non dei pregi o difetti di
> questo o quel sistema.

Mi pare che questo era un elemento assoldato qualche post fà.
Infatti, nella prima parte del discorso (qualche settimana fa) asserivo che
dietro il metodo del M°Tada
c'era sicuramente un perchè.
Fù la prima asserzione,ma COME SEMPRE ti sei soffermato sulle altre...;-)
Ah....
Cmq quando parlo di metodo, mi riferisco ovviamente a quel poco che conosco
del sistema di armi
dell'Aikikai d'Italia: shomen kiri, suburi, Aikiken e i famosi kata del M°.


>
> Peró (aggiungi OMERTOSO)
Lo sospettavo....


su questo piano non ti posso seguire: ti assicuro
> che penso peste e corna di molte persone, ma preferisco tenermelo per me,
lo
> trovo piú elegante (aggiungi PRESUNTUOSO).

Lo presupponevo.....


>
>
> Paolo
>
> (aggiungi PALLOSO...)


Lo sapevo....

Alessio
>
>
>
>


Paolo Bottoni

unread,
Mar 26, 2002, 8:19:34 AM3/26/02
to
"Alessio" wrote

> Questo era un plagio di te stesso?
> Un tipico esempio di autoironia?
> O una parodia dei tuoi post??

ah, no!... io scrivo, poi le interpretazioni le lascio al lettore....

> Continua pure....non mi spiace.

mi dispiace ma devo passo e chiudo: sto di partenza, casomai si continua
dopo


>>>>
Questo è un punto che posso anche capire, ma se consideriamo che la meta (o
se
pregerisci il modello ideale o il traguardo) è già esistito, inquadrato o
schematizzato
non si rischia di scoraggiare una pratica?
>>>>


Se fosse cosí non ci potremmo fare nulla, salvo rifiutare il modello e
rendersi autonomi. Fortunatamente (secondo me) il sistema di allenamento
dell'aikido, definito da alcuni un kata dinamico, lascia ampio spazio alle
persone anche nella fedeltà al modello originale. Secondo me ci sono i
presupposti perché i praticanti non si scoraggino, d'altra parte vediamo che
sono aumentati negli ultimi 50 anni in modo lento e costante. Il giudizio
definitivo lo potremo dare tra qualche altra generazione, ma per ora non mi
pare che vada male (da questo punto di vista).

> Esistente o esistito?

Il modello esiste: Ueshiba Morihei non ha detto "fate come me", ha detto
piuttosto "fate cosí e cosí". Come tutti i modelli è inevitabile che le
copie delle copie perdano alla fine un un pochino di fedeltà e di qualità,
fino a quando non ci sarà un innovatore universalmente riconosciuto che ne
proporrà uno diverso, anche di poco. La storia dell'umanità è sempre andata
avanti cosí, tra splendori, decadenze e rinascimenti. Ma mi pare che mi sto
allargando un po' troppo...


> Ripeto,vedo ANCHE qualcosa di diverso.

i dettagli?.... non mi interessano ovviamente i nomi delle persone; attendo
FIDUCIOSO (ma questo non lo aggiungere all'elenco, stonerebbe in mezzo a
tutta quella roba...)

Paolo


Alessio

unread,
Mar 26, 2002, 9:46:04 AM3/26/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:Oz_n8.41$MM3....@news.chello.be...

> "Alessio" wrote
>
> > Questo era un plagio di te stesso?
> > Un tipico esempio di autoironia?
> > O una parodia dei tuoi post??
>
> ah, no!... io scrivo, poi le interpretazioni le lascio al lettore....
>
> > Continua pure....non mi spiace.
>
> mi dispiace ma devo passo e chiudo: sto di partenza, casomai si continua
> dopo

Beato te...dove vai?
Io stò inchiodato quà tra servizio civile e tesi....:-(


>
>
> >>>>
> Questo è un punto che posso anche capire, ma se consideriamo che la meta
(o
> se
> pregerisci il modello ideale o il traguardo) è già esistito, inquadrato o
> schematizzato
> non si rischia di scoraggiare una pratica?
> >>>>
>
>
> Se fosse cosí non ci potremmo fare nulla, salvo rifiutare il modello e
> rendersi autonomi. Fortunatamente (secondo me) il sistema di allenamento
> dell'aikido, definito da alcuni un kata dinamico, lascia ampio spazio alle
> persone anche nella fedeltà al modello originale. Secondo me ci sono i
> presupposti perché i praticanti non si scoraggino,

Si,questo è un concetto interessante, la mia era una domanda, non una
critica (stavolta ;-).


> d'altra parte vediamo che
> sono aumentati negli ultimi 50 anni in modo lento e costante. Il giudizio
> definitivo lo potremo dare tra qualche altra generazione, ma per ora non
mi
> pare che vada male (da questo punto di vista).
>

> > Ripeto,vedo ANCHE qualcosa di diverso.
>
> i dettagli?.... non mi interessano ovviamente i nomi delle persone;
attendo
> FIDUCIOSO (ma questo non lo aggiungere all'elenco, stonerebbe in mezzo a
> tutta quella roba...)

Mi riferivo a quanto detto finora da me, se vuoi i dettagli pratici allora
dovremo trovarci
dal vivo, magari con un tatami e un paio di uke (cosa tutt'altro che
impossibile,datosi che capita a tutti e 2
di andare a Roma ogni tanto).


Buon viaggio.

Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Mar 27, 2002, 2:03:47 PM3/27/02
to
"Alessio" wrote

> Beato te...dove vai?
> Io stò inchiodato quà tra servizio civile e tesi....:-(

semplicemente a Roma, ma avró poco tempo per stare on line


> Si,questo è un concetto interessante, la mia era una domanda, non una
> critica (stavolta ;-).

' azzo, pe'!!!!!!!!!!!.... ci ho azzeccato....


> Buon viaggio.

grazie, ma sono già arrivato

Paolo


Francesca

unread,
Apr 2, 2002, 5:38:46 AM4/2/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a7rssf$s38$1...@lacerta.tiscalinet.it...

>
> "Paolo Bottoni" <pbo...@ycompuserve.com> ha scritto nel messaggio
> news:Oz_n8.41$MM3....@news.chello.be...

> Mi riferivo a quanto detto finora da me, se vuoi i dettagli pratici allora
> dovremo trovarci
> dal vivo, magari con un tatami e un paio di uke (cosa tutt'altro che
> impossibile,datosi che capita a tutti e 2
> di andare a Roma ogni tanto).

Ottima idea! spero che si riesca ad organizzare presto.

Francesca
(Aikido)

Francesca

unread,
Apr 2, 2002, 5:39:40 AM4/2/02
to
"Paolo Bottoni" <pbo...@Xcompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:nIoo8.34679$S52.1...@news2.tin.it...

> "Alessio" wrote
>
> > Beato te...dove vai?
> > Io stò inchiodato quà tra servizio civile e tesi....:-(
>
> semplicemente a Roma, ma avró poco tempo per stare on line

a Roma?? allora forse oggi ci vediamo sul tatami...

Francesca

Paolo Bottoni

unread,
Apr 2, 2002, 2:57:36 PM4/2/02
to
"Francesca" wrote

> a Roma?? allora forse oggi ci vediamo sul tatami...

Non credo.... oggi stavo preparando il raduno di spada di maggio, domani in
gita premio all'Uccellina (chi mi ha premiato? da solo, da solo...), giovedí
ho moooooolto da fare, veneerdí riparto.

Forse peró vengo al raduno...

Paolo


Francesca

unread,
Apr 3, 2002, 1:15:30 PM4/3/02
to

"Paolo Bottoni" <pbo...@Xcompuserve.com> ha scritto nel messaggio
news:Q2oq8.44450$pT1.1...@news1.tin.it...

> "Francesca" wrote
>
> > a Roma?? allora forse oggi ci vediamo sul tatami...
>
> Non credo....

peccato!

> oggi stavo preparando il raduno di spada di maggio

ah, allora stai lavorando per noi ^_^
Sempre grazie!

> Forse peró vengo al raduno...

ok, a presto!

Francesca
(Aikido)

Alessio

unread,
Apr 4, 2002, 7:38:59 AM4/4/02
to

"Francesca" <fraglin...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a8c74v$abo$1...@lacerta.tiscalinet.it...


Scherzi a parte io avevo già proposto uno stage per gli Aikidoka di isam,
con Paolo e Nino come teachers.
Aspetto sempre....

Alessio


Francesca

unread,
Apr 4, 2002, 8:19:36 AM4/4/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a8hi7c$3a6$1...@pegasus.tiscalinet.it...

> > Ottima idea! spero che si riesca ad organizzare presto.
>
>
> Scherzi a parte io

eh, ma io mica scherzavo!! >:-(

> avevo già proposto uno stage per gli Aikidoka di isam,
> con Paolo e Nino come teachers.
> Aspetto sempre....

non ricordavo questa tua proposta... mi sembra ottima!!!

Francesca
(Aikido)


Paolo Bottoni

unread,
Apr 4, 2002, 3:02:54 PM4/4/02
to
"Alessio" wrote

> Scherzi a parte io avevo già proposto uno stage per gli Aikidoka di isam,
> con Paolo e Nino come teachers.
> Aspetto sempre....

Aspetta e spera... sempre scherzi a parte l'idea non sarebbe malvagia, ma
non ho proprio tempo per occuparmente (ho da organizzare gli stage degli
altri...) e trovare una data che mi vada bene non sarebbe semplice. Se
qualcuno se ne fa carico peró...

Paolo


Hawk

unread,
Apr 5, 2002, 4:09:06 AM4/5/02
to

"Francesca" <fraglin...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a8hk1q$7s5$1...@lacerta.tiscalinet.it...

Anche a me ^_^
Se si fa nel weekend potrei fare anche una scappata (e cmq a metà maggio
dovrei trovarmi a roma per lo stage di Hoso)

--
Hawk
Suguni mata!


Paolo[Lallo]Girri

unread,
Apr 5, 2002, 4:57:34 PM4/5/02
to
"Paolo Bottoni" <pbo...@Xcompuserve.com> ha scritto
...
> Aspetta e spera... sempre scherzi a parte l'idea non sarebbe malvagia, ma
> non ho proprio tempo per occuparmente (ho da organizzare gli stage degli
> altri...) e trovare una data che mi vada bene non sarebbe semplice. Se
> qualcuno se ne fa carico peró...

Ehi, io ci metto la firma....
partecipo a raduni isam in cui non c'è uno straccio di aikidoka a parte me, che
come straccio vado bene! :)

Dai Francesca, fatti carico!!
E tu Paolé, afferra Nino per una gamba come quella volta a lezione ;) e
portacelo a Roma!

Ciao,
Lallo


Francesca

unread,
Apr 6, 2002, 6:29:14 AM4/6/02
to

"Paolo[Lallo]Girri" <lall...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a8l67m$tggfs$1...@ID-108440.news.dfncis.de...

> Dai Francesca, fatti carico!!

io? volentieri...se mi dite che devo fare! ^_^
Posso informarmi sulla disponibilitą del Dojo... per il resto, basta che ci
sia la disponibilitą di Paolo, Nino e di chi vuole partecipare... e il gioco
č fatto!

Francesca
(Aikido)

Gaetano Dellisanti

unread,
Apr 6, 2002, 11:34:16 AM4/6/02
to
In a8hi7c$3a6$1...@pegasus.tiscalinet.it, Alessio, a.au...@tiscalinet.it, il

4-04-2002 14:38 ha scritto:

> Scherzi a parte io avevo già proposto uno stage per gli Aikidoka di isam,
> con Paolo e Nino come teachers.
> Aspetto sempre....


mi sono perso qualche cosa?


nino

Paolo Bottoni

unread,
Apr 6, 2002, 11:53:11 AM4/6/02
to
"Gaetano Dellisanti" wrote

> mi sono perso qualche cosa?


l'occasione per una bella stangata: li convochiamo da qualche parte per un
raduno con la nostra augusta partecipazione, e noi ce ne andiamo all'osteria
da un'altra parte...

Paolo


T.A.C. One

unread,
Apr 6, 2002, 2:13:24 PM4/6/02
to
In article <A%Fr8.28$W47....@news.chello.be>, pbo...@ycompuserve.com
says...

> > mi sono perso qualche cosa?
>
>
> l'occasione per una bella stangata: li convochiamo da qualche parte per un
> raduno con la nostra augusta partecipazione, e noi ce ne andiamo all'osteria
> da un'altra parte...

Vai vai Nino!!! E' un locale ultra-sperimentato ormai, vai proprio sul
sicuro. Da quando Rundo ce lo ha portato Paolo mangia solo lě...

Tac

Gaetano Dellisanti

unread,
Apr 7, 2002, 4:43:57 AM4/7/02
to
In MPG.1719673be...@news.cr-surfing.net, T.A.C. One,

sembra allettante

nino

Paolo Bottoni

unread,
Apr 7, 2002, 5:53:27 AM4/7/02
to
"Gaetano Dellisanti" wrote

> sembra allettante

Nino, sei grande ed è ora che tu sappia alcune cose del mondo: MAI dare
retta a Tac. (e nemmeno a Rundo, ma quella è un'altra storia...)

Paolo


Alessio

unread,
Apr 9, 2002, 3:06:11 AM4/9/02
to

"Hawk" <m_mu...@NIENTESPAMlibero.it> ha scritto nel messaggio
news:dSdr8.123557$1S3.3...@twister1.libero.it...


Ma sei sempre un uomo occupato...;-)
Cmq credo che a metà giugno Hoso verrà anche a Salerno, ti fai una scappata?

Alessio


Paolo Bottoni

unread,
Apr 9, 2002, 5:45:20 AM4/9/02
to
"Alessio" wrote


> Cmq credo che a metà giugno Hoso verrà anche a Salerno, ti fai una
scappata?

Non credo, vado due volte a Roma a maggio, molto difficile che posso tornare
a
giugno; pensa che ho un invito permanente a Salerno da circa due anni, ma
non riesco ad onorarlo...

Paolo


Hawk

unread,
Apr 12, 2002, 4:43:42 PM4/12/02
to

"Alessio" <a.au...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:a8u4pp$n63$1...@pegasus.tiscalinet.it...
>
> "Hawk" <m_mu...@NIENTESPAMlibero.it> ha scritto nel messaggio
> news:dSdr8.123557$1S3.3...@twister1.libero.it...
> Ma sei sempre un uomo occupato...;-)
> Cmq credo che a metà giugno Hoso verrà anche a Salerno, ti fai una
scappata?

Con piacere.Fermo restando che mi piacerebbe fare anche una bella pizza con
te e Fabione qui a Napoli ^__^

--
Hawk
Suguni mata!


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