> Cosa ne pensate se un capo si innamora di una ragazza del suo reparto?
....uno dei tanti problemi della tanto osannata coeducazione...... prende
e se ne va dal gruppo.
Forse sono un po` drastico (me ne rendo conto) ma per curiosita`: quanti
anni hanno i due ??
Francesco Ricci
Capo Riparto Calcinaia 1 (FSE)
Dipende da quanti hanni hanno lui e la ragazza.
Ho visto capi, nella mia vita, essere molto affettuosi con le ragazze, e
loro ricambiare lusingate le attenzioni, se il capo era un ventenne o poco
piu'. Con capi piu' "anziani" la cosa mi pare improponibile dal punto di
vista puramente umano.
Dal punto di vista educativo penso che questo fatto dovrebbe costringere la
co.capi a provvedere a chiarire immediatamente la situazione, o ponendo un
altro capo della comunita' capi in aiuto dello staff di reparto, o, in caso
di impossibilita', facendo si' che la capo reparto si faccia garante della
situazione.
Si pone piu' di sovente il caso in cui sia il capo clan o il MdN che si
innamora di una Scolta, e qui la cosa mi pare piu' naturale, in caso di un
capo giovane. In ogni caso il problema si deve risolvere in cocapi, poiche'
molto dipende dalla maturita' del capo stesso.
Buona Strada
Franco
Tuono Possente
Capo Clan Pescara 4 - AGESCI
--
Wontolla il Lupo Solitario
* ScoutTAG: 3° Branco 'di Tifferet' (RE) (CNGEI) Wontolla
* Cavaliere della Compagnia Escalibour (RE2)
Io penso, che e' assolutamente indispensabile che il capo cambi unita', sia
si tratti di r/s che e/g (negli l/c no, puo' rimanere, :-) ) per non turbare
l'equilibrio della comunita'.
Se poi c'e' troppa differenza d'eta' allora i capi gruppo devono intervenire
per chiarire la situazione.
Ciao
Paolo
ScoutTag: Paolo Orlandini Ancona 9 (AN)
AGESCI Caporeparto
al...@tin.it
Semplice, smette di fare il capo! O quantomeno cambia unità o, meglio,
gruppo !
Un capo dovrebbe saper capire da solo quale è e quale dovrebbe essere il suo
rapporto con i ragazzi (educatore-educando) e perciò dovrebbe anche rendersi
conto che tale rapporto è incompatibile con una relazione paritetica quale
dovrebbe essere il rapporto di coppia. Che poi vi possa essere una relazione
paritetica tra una guida di 15-16 anni e un capo di 22 (se non sbaglio non
ci dovrebbero essere capi con meno di 22 anni, giusto ?), beh... la cosa mi
lascia perplesso.
Buona strada
Fabio
Ma secondo voi a meta' anno e' una cosa educativamente valida? Il tutto,
credo, dipenda dalla pubblicita' o dall'evidenza dei fatti. Se il capo e la
guida si vedono regolarmente e si sono anche messi ufficialmente insieme,
allora sono d'accordo con il fatto che si debba cambiare unita', o lasciare
tutto per l'anno in corso. Se, pero', l'innamoramento e' solo una
infatuazione che non porta a niente se non ad attenzioni da parte del capo
con la ragazza, allora si deve intervenire di cocapi.
>Un capo dovrebbe saper capire da solo quale è e quale dovrebbe essere il
suo
>rapporto con i ragazzi (educatore-educando) e perciò dovrebbe anche
rendersi
>conto che tale rapporto è incompatibile con una relazione paritetica quale
>dovrebbe essere il rapporto di coppia.
sacrosanto
>Che poi vi possa essere una relazione
>paritetica tra una guida di 15-16 anni e un capo di 22 (se non sbaglio non
>ci dovrebbero essere capi con meno di 22 anni, giusto ?), beh... la cosa mi
>lascia perplesso.
I capi possono avere anche 20 anni. una relazione 20/16 non e' rara.
Purtroppo di situazioni del genere ne ho vista personalmente qualcuna, ma
tutto si e' 'risolto con un incisivo intervento della cocapi.
Buona strada
Franco - Tuono Possente
Capo clan Pescara 4 - AGESCI
Aspetta... si tratta di un capo o di un rover in servizio ?
Ti chiedo questo perchè più in basso scrivi:
>I capi possono avere anche 20 anni. una relazione 20/16 non e' rara.
Se non sbaglio la partenza avviene in genere attorno ai 21 anni e l'iter
formazione dura almeno un paio d'anni per cui non capisco come un capo possa
avere 20 anni.
Sinceramente non ritengo molto valida la scelta di avere capi unità o aiuti
capo (comunque capi e non rover) che non abbiano almeno 6-7 anni di
differenza dai ragazzi con cui fanno attività, questo proprio per evitare
confusione di ruoli e tutto ciò che ne consegue.
A questo punto, un capo formato DEVE essere in grado di valutare la
situazione e prendere le adeguate decisioni (dovrebbe essere lui a dire in
Co.Ca.: ragazzi io ho sto problema, preferisco cambiare unità).
Ripeto... mi sembra una strana situazione.
Se invece il discorso riguarda un rover in servizio, allora la cosa cambia
completamente. Sarà la Co.Ca. a decidere di fargli fare servizio in un'altra
unità.
Comunque non si tratta di valutare se la cosa è pubblicizzata o altro, ma se
il rapporto che si viene a creare tra le due persone è corretto dal punto di
vista educativo e a mio avviso non lo è.
Io proporrei al capo in questione di prendersi qualche tempo di riflessione.
Se è il capo-reparto, chiaramente la cosa creerà qualche problema (ma un
C.R. dovrebbe essere ben forgiato ad evitare dio cadere su simili cose).
Se è un aiuto capo...vorrà dire che c'e' bisogno di lui in Branco... idem se
è un rover in servizio.
Buona strada
Fabio
Infatti questo sarebbe ideale, ma spesso in coca ci sono molti capi giovani,
per cui e' necessario prendere il male minore e mettere i 20enni in branco
od in reparto. Nella mia coca c'e' una ragaza di 20 anni, entrata quest'anno
in associazione, ed entrata direttamente in coca per ragioni che non sto qui
a spiegare (sarebbe lungo, contorto e poco utile alla comprensione del mio
pensiero).
Che io sappia la partenza puo' essere chiesta tra i 19 ed i 21 anni, per cui
capi di 20 anni sono consentiti... anche se non augurabili.
>
>Comunque non si tratta di valutare se la cosa è pubblicizzata o altro, ma
se
>il rapporto che si viene a creare tra le due persone è corretto dal punto
di
>vista educativo e a mio avviso non lo è.
Anche a mio avviso non lo e'. Io pero' faccio i conti con un gruppo in cui
ci sono i capi contati. Se un capo decide di far prendere una vacanza al
cervello e di innamorarsi di una ragazza del reparto, nel prendere una
decisione drastica rischio di mandare a casa tutti i ragazzi del reparto, se
non ho una alternativa al capo in questione.
Nel mio gruppo ci sono capi tra i 20 ed i 27 anni, escluso l'AE. La
differenza di eta' tra me ed il piu' vecchio del clan e' di 5 anni, ma
l'anno scorso era di 4 anni. Il rischio di innamorarmi di una ragazza del
clan c'era (anche se improbabile visto che sono fidanzato con la capo fuoco,
mia coetanea). In reparto c'e' un capo che ha 24 anni, e la capo di 27 ed un
aiuto capo di 21: se lui si infatuasse di una 16enne, sarebbe normale
chiedergli di andare in branco. Ma se non ci fosse stato un altro capo
maschio... cosa dovrei fare... chiudo il reparto? Cerco un altro capo del
gruppo (sono contati, ripeto)? Si potrebbe forse pensare che per il bene di
tutti i ragazzi e' meglio chiudere, che rischiare di fare maggiori danni.
Boh?!
Credo sia necessario valutare caso per caso... e' qui che la coca si deve
far sentire...
Buona strada
Franco
Io credo che prima di fare tanti interventi e arrivare addirittura ad
allontanare una persona dal gruppo, si debba prima sentire come la pensa
l'interessato e magari se è il caso anche l'interessata: a me è sembrato che
molti volessero fare i conti senza l'oste, cioè mettere il "capo che sgarra"
davanti ad un dato di fatto: o la lasci o devi cambiare gruppo!!!
E' importantissimo secondo me valutare caso per caso: non esistono
situazioni uguali per le quali c'è una ricetta adatta.
Anche il mio gruppo non è molto numeroso e capi di 21 anni in reparto o in
clan non sono poi così rari.
Quello che la Co.Ca deve valutare, e può farlo solo col tempo, è la maturità
del capo, come i due vogliono portare avanti la cosa...
Fabio Albanese dixit:
>Semplice, smette di fare il capo! O quantomeno cambia unità o, meglio,
gruppo !
Caspita: e se dopo un mese si mollano cosa si fa?
Lo si fa rientrare perchè il pericolo è passato? Oppure lo facciamo
rientrare con una scusa qualsiasi (che so periodo di quarantena o che so
io?!?!).
Scusate l'ironia ma da me, a causa della "mancanza di personale" ogni capo è
una persona preziosa e importante, forse più che in altri gruppi dove questo
problema non c'è, e quindi prima di cacciare dal gruppo un capo, prima ne
parliamo.
Saluti
Francesco Massa
Genova 60°
Clan Clark-Kent
Buona strada Francesco
A mio avviso non si tratta di "sgarrare" (nessuno va a fare i conti sulla
vita privata delle persone, credo) ma di mettere dei paletti fissi sui
rapporti che si devono instaurare all'interno di un gruppo organizzato come
quello scout dove ciascuno esercita un ruolo ben preciso.
Un capo scout sa, quando riceve l'incarico, quale è il suo ruolo e quale
sono i suoi impegni, sa quale deve essere il rapporto che deve avere con i
ragazzi che gli sono affidati e perciò in talune situazioni deve saper fare
delle scelte precise in funzione della fiducia che gli è stata conferita dal
Movimento, dall'Associazione, dalla Co.Ca. e dalle famiglie dei ragazzi.
Un capo deve essere "super partes" nei confronti di tutti i ragazzi e non è
ammissibile che all'interno del reparto vi siano differenze di trattamento
tra i ragazzi (e le ragazze, naturalmente). Il ruolo di capo-educatore e
repartista-educando non è e non può essere paritetico.
Capisco che di capi ce ne sono sempre pochi... questo non significa che si
possa venir meno a determinati principi che sono alla base del sistema
educativo. Altrimenti si rischia che "va bene tutto" pur di mantenere i
censimenti. E allora non si fa scautismo ma tutt'altro.
>Caspita: e se dopo un mese si mollano cosa si fa?
In quel caso la cosa è ancora più grave. I rapporti all'interno del reparto
si deteriorerebbero senz'altro in quanto nascerebbero dei risentimenti,
delle prese di posizione a favore dell'uno o dell'altra e, senza dubbio,
verrebbe meno la fiducia dei ragazzi nei confronti del capo... che magari
poi si innamora dell'altra e dell'altra e dell'altra ancora... scherziamo ?
No, assolutamente. A mio avviso un capo serio sa mettersi da parte quando la
sua vita privata mette a repentaglio la tenuta del gruppo o può essere
motivo di divisioni.
>Lo si fa rientrare perchè il pericolo è passato? Oppure lo facciamo
>rientrare con una scusa qualsiasi (che so periodo di quarantena o che so
>io?!?!).
>Scusate l'ironia ma da me, a causa della "mancanza di personale" ogni capo
è
>una persona preziosa e importante, forse più che in altri gruppi dove
questo
>problema non c'è, e quindi prima di cacciare dal gruppo un capo, prima ne
>parliamo.
Ripeto. Non si tratta di scacciare qualcuno. E' il capo che deve saper fare
delle scelte in linea con l'impegno che ha preso nel momento in cui ha
assunto il ruolo che ha.
Buona strada
Fabio
Buona Strada a te Fabio
Se ti dicessi che conosco persone che sono insieme dai tempi del reparto e
che un po' per loro carattere un po' per scelta, sono sempre risuciti a
scindere i momenti di comunità con quelli di intimità? Nelle attività non
avresti mai detto che stavano assieme... eppure in realtà era così.
Il mio stesso capo clan "esce" (non è una parola che mi piace usare un
questo contesto! :-)) ) con una scolta... lui ha chiarito subito la cosa con
la Co.Ca, ancor prima che si ponesse il problema. La Co.Ca da parte sua,
CONOSCENDOLO, non ha certo deciso di allontanarlo, o di fare particolari
discorsi, proprio perchè lui è un ragazzo maturo... e infatti non ci sono
stati problemi in comunità!
Inoltre sempre per il problema della "mancanza di personale" un anno si è
dovuto mettere in reparto una scolta per fare Kambusa, che aveva una
sorella in reparto ... sai ci siamo scervellati per tre intere riunioni
prima di decidere se poteva o non poteva andare... alla fine si è deciso che
avrebbe fatto la Kambusa; stesso discorso quando lo stesso anno a fare
Kambusa è andato un rover che era uscito dal reparto da solo due anni!!
Certo anche qui ci si è posti il problema... ma alla fine lui ha fatto
kambusa e non ci sono stati problemi... purtroppo questa è la realtà ed è
per questo che non mi trovo d'accordo con la tua rigidità di vedute, perchè
dipende tutto dal carattere e dalla maturità della persona... ma forse è
solo colpa della mia mancaza di esperienza.
>Capisco che di capi ce ne sono sempre pochi... questo non significa che si
>possa venir meno a determinati principi che sono alla base del sistema
>educativo. Altrimenti si rischia che "va bene tutto" pur di mantenere i
>censimenti. E allora non si fa scautismo ma tutt'altro.
>
Io non volevo certo dire che va bene tutto!
Il fatto è che come già ho detto, sembra che la sua opinione, la sua
maturità non conti nulla.
>Ripeto. Non si tratta di scacciare qualcuno. E' il capo che deve saper fare
>delle scelte in linea con l'impegno che ha preso nel momento in cui ha
>assunto il ruolo che ha.
Ma scusa se lui questa scelta non la ritiene necessaria? Non mi dirai che
non viene allontanato?!
>
>Buona strada
>Fabio
>
Buona Strada
Francesco
> Io credo che prima di fare tanti interventi e arrivare addirittura ad
> allontanare una persona dal gruppo, si debba prima sentire come la pensa
> l'interessato e magari se è il caso anche l'interessata
Perfettamente d'accordo. Prima di "allontanare" e` bene parlarne con
le persone. Per capire se le cose sono davvero serie o se, piu`
semplicemente, sono solo passeggere...
> Caspita: e se dopo un mese si mollano cosa si fa?
> Lo si fa rientrare perchè il pericolo è passato? Oppure lo facciamo
> rientrare con una scusa qualsiasi (che so periodo di quarantena o
> che so io?!?!).
Una scelta drastica/affrettata/impulsiva puo` rivelarsi effettivamente
ridicola.
Andrea Mameli, aiutocapobranco Cagliari 6
Buona caccia
Paride
Bertuccia Eccentrica
Monza
Spero che il tuo sia un messaggio provocatorio!
Se la situazione è reale.... beh direi che una certa gravità c'e' e dovrebbe
far riflettere sul perchè una persona sceglie di rimanere in una
Associazione Scout come educatore.
Se una persona non è in grado di mantenere la giusta distanza dai ragazzi è
meglio che si ritiri o che venga allontanata. Ma non esistono regolamenti o
indicazioni metodologiche su COME un capo deve relazionarsi coi ragazzi ? A
cosa servono i corsi di brevetto e di formazione ? Chi è il garante che tali
indicazioni, se esistono vengano rispettate ?
Buona strada
Fabio
Buona strada!
Tiziano
Leone Vigile
Paride wrote in message <7gu1js$dld$1...@nslave1.tin.it>...
Da quando sono scout c'e' sempre stato un capo cosi'... carino e giovane con
tutte le guide che se lo contendevano... mi pare che spetti a lui gestire
con maturita' questa situazione, cercando di riconoscere il limite a cui si
puo' arrivare.
>-stessa situazione, capo di 50 anni.
Boh! piu' il capo invecchia, piu' si pensa che sia esagerato un
comportamento un po' "elastico" con le ragazze, se non che sia un pedofilo.
Per me e' da valutare, come al solito, i vari casi.
>-capo che non si fa problemi a tirare pacche sul sederino delle guide, ogni
>tanto: ha 50 anni. E' un gesto affettuoso( padre-figlia), o e' un po'
>porcellino?
Boh pure qui. Dipende da che significa pacca. Dipende se fatta con malizia o
se fatta paternamente (credo si capisca a occhio, se si conosce il capo).
Nel secondo caso, se i ragazzi vedono ugualmente con malizia quel gesto, e'
bene che il capo ne prenda coscienza e si metta in discussione con la cocapi
per discutere di cio'. Puo' darsi che lui non se ne renda conto, o che lo
faccia per affetto. ripeto: dipende da che significa pacca e cosa si intende
per pacca sul sedere (buffetto nella parte bassa della schiena, mano morta,
o altro....)
>Come si deve comportare la coca se la ragazza si lamenta con un
>altro capo?
La prima cosa, per me, e' parlarne con tutti gli interessati, separatamente,
da parte del capo che ha raccolto la confidenza. Puo' essere tutto un fuoco
di paglia, come una cosa per cui prendere seri provvedimenti.
Ripeto: non si puo' generalizzare, quando si parla di questi argomenti.
Buona strada
Franco Pietrantonio
Tuono Possente
Capo Clan - Pescara 4 - AGESCI
Vediamo di fare un pò di chiarezza !
In una unità scout il compito del capo è di applicare un metodo educativo
finalizzato alla crescita dei ragazzi. Gli atteggiamenti che un capo deve
mettere in pratica devono essere finalizzati SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a questo
scopo. Se un capo va a fare attività perchè gli piace sentirsi adulato dalle
ragazzine (peggio poi se ha questo bisogno a 50 anni), se gli piace
esercitare il "fascino della divisa", se lo fa per appagare il suo bisogno
di potere o di affetto o altre amenità simili: DEVE STARSENE A CASA.
Ogni atteggiamento messo in atto, ogni parola pronunciata, devono essere
ponderati e devono rientrare negli scopi per cui uno esercita il ruolo di
capo.
L'unità scout NON E' una compagnia di amiconi ma un luogo in cui si fa
educazione. Per cui il capo, belloccio o brutto che sia, giovane o vecchio
che sia, DEVE mantenere coi ragazzi un rapporto basato sul rispetto delle
necessità pedagogiche ed educative dei ragazzi, NON SI DEVE porre al loro
livello (il rapporto capo-ragazzo è un rapporto verticale non orizzontale) e
DEVE SEMPRE ricordare di essere per i ragazzi uno strumento di crescita ed
un esempio di comportamento, sopratutto in quelle scelte che coinvolgono la
crescita dei ragazzi nella difficile età dell'adolescenza. Altri ruoli
esulano dal suo motivo d'essere in una unità.
Non ha alcuna importanza se vi si voglia mettere in gioco o meno la malizia
(chiaro che un capo che volontariamente cerchi le "tenerezze" delle guide
non può e non deve restare in una branca, ma credo siano casi estremi e
spero che non ve ne siano del tutto), ma se certi atteggiamenti non fanno
parte del metodo scout (e dare una pacca sul sedere o sedersi in braccio
alle guide non fa parte del metodo scout), NON vanno messi in pratica.
Punto. Cercare di scusare comportamenti non coerenti con il metodo e le
finalità dello scautismo comporta il deterioramento dello scautismo stesso.
Buona strada
Fabio
Fabio Albanese wrote:
> >I capi possono avere anche 20 anni. una relazione 20/16 non e' rara.
>
> Se non sbaglio la partenza avviene in genere attorno ai 21 anni e l'iter
> formazione dura almeno un paio d'anni per cui non capisco come un capo possa
> avere 20 anni.
> Sinceramente non ritengo molto valida la scelta di avere capi unità o aiuti
> capo (comunque capi e non rover) che non abbiano almeno 6-7 anni di
> differenza dai ragazzi con cui fanno attività, questo proprio per evitare
> confusione di ruoli e tutto ciò che ne consegue.
Per inciso nel CNGEI la partenza si prende a 19 anni e quindi non sono rari i
capi di 20 anni. Nella nostra sezione tendiamo a fargli iniziare dal branco
proprio per un discorso di differenza di età, ma accade che uno o due entrino in
reparto.
>
> A questo punto, un capo formato DEVE essere in grado di valutare la
> situazione e prendere le adeguate decisioni (dovrebbe essere lui a dire in
> Co.Ca.: ragazzi io ho sto problema, preferisco cambiare unità).
> Ripeto... mi sembra una strana situazione.
>
> Se invece il discorso riguarda un rover in servizio, allora la cosa cambia
> completamente. Sarà la Co.Ca. a decidere di fargli fare servizio in un'altra
> unità.
>
> Comunque non si tratta di valutare se la cosa è pubblicizzata o altro, ma se
> il rapporto che si viene a creare tra le due persone è corretto dal punto di
> vista educativo e a mio avviso non lo è.
--
Francesco Loppini Manziana 2 (RM) CNGEI Capo reparto
____ ____ ___ _____ _ _ ____ ____
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) _ < _)(_ \__ \ )(_)( ) ( )( )__)
(____/(____)(___/(_____)(_)\_) (__) (____)
RUMOROSO
http://scoutmanziana.freeweb.org
>
>I capi possono avere anche 20 anni. una relazione 20/16 non e' rara.
>Purtroppo di situazioni del genere ne ho vista personalmente qualcuna, ma
>tutto si e' 'risolto con un incisivo intervento della cocapi.
be' via non esagerare!!!:-))
A 20 esce dal clan entra in coca e al massimo e' tirocinante!
Poi non sara' rara la relalazione 20/16 ma, a me lascia perplesso lo
stesso!:-) anzi:-(
Qualcuno ha detto: ">Caspita: e se dopo un mese si mollano cosa si
fa?"
Se dopo un mese si mollano, il capo(?) dimostra di essere ancora meno
maturo (o forse nel frattempo e' maturato!) e, per quanto ci sia
carenza di capi, spero che nessuna coca metterebbe dei ragazzzi in
mano ad una tale persona (o almeno lo spero!)
Terni 1°