Grazie a tutti
Ciao
Noi.
Chi "saluta" ha a disposizione mezz'oretta di Attività (se ci tiene, anche
in Uscita, magari prima di cena per distinguere il momento da una
Partenza) in cui spiega perché ha fatto quella scelta e, se lo vuole,
propone una breve attività che sia incentrata o sul motivo della sua
scelta di non prendere la Partenza oppure, al contrario, sulle scelte che
invece condivide. Tutto, comunque, in tempi brevi e senza cerimonie. Gli
si chiede anche, di solito, di NON portare regali al Clan, che di solito
sono prerogativa dei Partenti, e per loro il Clan NON prepara i classici
ricordi (da noi c'è sempre un simbolo e un quaderno con due righe scritte
da ogni Rover e Scolta). Al massimo alla persona che esce dal Clan (da noi
si dice che "saluta" la Comunità) i Capi Clan fanno un piccolo regalo che
lo spinga a continuare a camminare partendo dai limiti che gli impediscono
di fare una scelta di Partenza.
Un paio di persone, due o tre anni dopo il "saluto", sono entrate in CoCa
dimostrando di aver maturato una scelta di vita analoga a quella della
Partenza.
Suomi
--
ScoutTag: Marco "Suomi" P. (AGESCI); Padova 2 (S. Camillo de'Lellis);
Bagheera branco "Abili Cacciatori"; Totem Bufalo Affidabile
"Sii te stesso, ovunque tu vada questa cosa non te la possono togliere"
Matteo, compagno di strada
Se si abbandonasse il Clan per motivi di fede il mio sarebbe -
quasi -deserto .... Comunque non capisco questa la sua scelta, che secondo
me è una sconfitta per il gruppo e per i capi. Sembra quasi che la "scelta
di fede" sia una discriminante assoluta, cosa secondo me incomprensibile ed
inaccettabile (anche per un gruppo agesci).
Massimo
Scelta di fede
Scelta di servizio
Scelta scout
Queste sono le 3 scelte che deve fare ogni partente. Se non le fa, anche una
sola, la partenza non ha senso. La scelta di fede e' alla base della scelta
di servizio in agesci, a mio parere. La scelta scout ne e' una implicazione.
Far partire un R/S senza questi presupposti e' come dare il diploma di
ragioniere ad un ragazzo che sa scrivere bellissimi temi ma che non sa
nemmeno quanto fa 2+2.
Ciao
Franco Pietrantonio
AGESCI - Pescara 4 - Branco "Waingunga"
Caspita!!
Io allora non ho capito niente...
Ho sbattuto la testa sulle tre scelte durante il mio cammino da partente;
per una settimana alla Ross (ex-Rosea) mi hanno
fatto riflettere e prendere coscienza che stavo scegliendo qualcosa di
importante... alcuni giorni sono arrivato a pensare di non partire più
proprio perchè non ero sicuro di avere la forza di iniziare un cammino che
sapevo essere difficile...
...e tu ora mi dici che quello che ho fatto è stato inutile, perchè c'era
l'offerta del 3x2?!
Cavoli!!! Però potevate spendere qualche soldino per fare maggiore
pubblicità alla cosa... non è giusto!!
Franceco, un capo ora un po' rattristato triste
Ps: Caro massimo sappi solo che l'ho buttata sul ridere perchè ho voluto
evitare la sterile polemica.
Una domanda però voglio fartela: sei un capo o un rover?
Spero che tu un giorno possa renderti conto dell'incoerenza di quello che
hai appena affermato... come capo o rover e come scout.
:-(
Spesso la Strada giusta non è quella facile.
> Se si abbandonasse il Clan per motivi di fede il mio sarebbe -
> quasi -deserto ....
beh certo altrimenti non saresti del CNGEI! :-)
> Comunque non capisco questa la sua scelta, che secondo
> me è una sconfitta per il gruppo e per i capi.
perchè è una sconfitta? credo che il nostro ruolo sia quello di creare delle
persone che sappiano scegliere, questo è lo spirito della partenza in AGESCI,
credo che in un caso del genere il risultato sia stato ottenuto: il ragazzo ha
riflettuto su quello in cui crede e coscienziosamente ha scelto secondo le sue
idee... credo sia una grossa conquista di maturità!
> Sembra quasi che la "scelta
> di fede" sia una discriminante assoluta, cosa secondo me incomprensibile ed
> inaccettabile (anche per un gruppo agesci).
forse ti scandalizzo, ma in un gruppo AGESCI non viene richiesta nessuna
"professione di fede" sino alla partenza quando la fede diventa una
discriminante, perchè la partenza si basa su due principi fondamentali: fede e
servizio. Tu fai tuoi questi valori per tutta la vita, devono diventare tuoi
punti cardine su cui devi lavorare sempre. questo non comporta che per prendere
la partenza devi essere un santo, ma significa che devi metterti in gioco essere
pronto al confronto ed essere in cammino per raggiungere la tua fede... è per
questo che esiste il saluto, perchè se uno non concorda o non riesce a far
proprio uno di questi ideali ma condivide gli altri valori scout saluta il clan
spiegando le motivazioni per cui ha scelto (questo è il nostro scopo di
educatori) di non prendere la partenza...
è un po' contorto ma spero che tu capisca!
>
> Massimo
buona strada e che sia di pace,
Marcello
Panda Giocherellone
ScouTag: Parma 5 (PR) (AGESCI) capo Reparto
ScoutCode: A14-EG2 SC++ CA+++ Z F+ ST+ SE++ E++ L++ PR+ B+ CO+
"Libertà non è uno spazio libero, Libertà è partecipazione"
Ehm... Infatti siamo AGESCI...
>forse ti scandalizzo, ma in un gruppo AGESCI non viene richiesta nessuna
>"professione di fede" sino alla partenza quando la fede diventa una
>discriminante, perchč la partenza si basa su due principi fondamentali:
fede e
>servizio. Tu fai tuoi questi valori per tutta la vita, devono diventare
tuoi
>punti cardine su cui devi lavorare sempre. questo non comporta che per
prendere
>la partenza devi essere un santo, ma significa che devi metterti in gioco
essere
>pronto al confronto ed essere in cammino per raggiungere la tua fede... č
per
>questo che esiste il saluto, perchč se uno non concorda o non riesce a far
>proprio uno di questi ideali ma condivide gli altri valori scout saluta il
clan
>spiegando le motivazioni per cui ha scelto (questo č il nostro scopo di
>educatori) di non prendere la partenza...
>č un po' contorto ma spero che tu capisca!
Non so Massimo, ma io non ho veramente capito: per prendere la partenza
basta mettersi in gioco ed essere in cammino su un percorso di fede, ma chi
non si sente pienamente cattolico se ne deve andare... Sě, č decisamente
contorto...
Lorenzo
GDR Pisa4
Dobbiamo fare un distinguo tra due cose:
1) essere in cammino, pur con tutti i dubbi e le mancanze, sulla strada
della fede
2) Aver maturato una scelta (aver perciò portato a termine un cammino) che
mi separa dalla proposta di fede del clan.
Se uno è in cammino, o almeno vuole mettersi in cammino, o almeno cerca in
qualche modo di camminare, allora il clan è il posto giusto per lui, se
invece pensa di essere arrivato e si trova su una posizione diversa da
quella proposta, allora perchè dovrebbe camminare col clan? Non camminerebbe
insieme!
>
> Massimo
Pietro
--
ScoutTag: Sant'Angelo lodigiano I (LO) (AGESCI) KAA
Holderlin <hold...@libero.it> scritto nell'articolo
<cPkv7.28378$0Y2.2...@news.infostrada.it>...
>
> Ivano Russo ha scritto nel messaggio
> <9pk1km$510$1...@fe2.cs.interbusiness.it>...
> >Ciao a tutti,
> >mi chiamo Ivano e sono un capoclan e quest'anno uno dei miei rovers ha
> >decisò di andare via dagli scouts perché ha maturato una scelta di fede
non
> >compatibile con la nostra proposta.[cut]
>
> Se si abbandonasse il Clan per motivi di fede
Non è che si deve abbandonare il Clan per motivi di fede. Un R/S può avere
tutti i dubbi che vuole, può anche propendere per l'ateismo, se
a) è ancora in età di Clan, e
b) è disposto all'ascolto e al dialogo sulla proposta di fede che i suoi
capi gli fanno.
Se però arriva a 23 anni e ancora non ha maturato una scelta di fede, o
a 19 anni dichiara di essere un ateo convinto, e quindi, poniamo, quando il
Clan va a messa, prega o discute di temi riguardanti la fede lui non vuole
partecipare,
è evidente che non esistono motivi perchè rimanga nel Clan, nè le
condizioni perchè prenda la Partenza. Quindi, saluti.
il mio sarebbe -
> quasi -deserto ....
Allora forse dovreste lavorare seriamente a questo problema.
Comunque non capisco questa la sua scelta, che secondo
> me è una sconfitta per il gruppo e per i capi.
E' un peccato, ma se i capi hanno fatto tutto il possibile per aiutarlo a
fare una scelta consapevole, e il ragazzo ha scelto l'ateismo, non ci vedo
nessuna sconfitta.
Sembra quasi che la "scelta
> di fede" sia una discriminante assoluta, cosa secondo me incomprensibile
ed
> inaccettabile (anche per un gruppo agesci).
>
La scelta di fede è una discriminante assoluta per prendere la Partenza.
Non per stare in Clan. E non è l'unica; ci sono altre discriminanti che
distinguono gli uomini e le donne della Partenza. Se un mio rover mi
dicesse: "voglio prendere la Partenza, credo in Dio, ma ritengo che l'idea
del servizio sia bacata, ognuno pensi per sè, io gli altri non li voglio
aiutare", io la Partenza non gliela dò. Anche se lui si dice credente. In
altre parole, a mio parere le discriminanti per la Partenza sono in fondo
quelle della Promessa Scout che anche i rover/scolte del tuo Clan hanno
fatto tanto tempo fa:
- fare il proprio dovere verso Dio,
- fare il proprio dovere verso il proprio Paese,
- aiutare gli altri,
- aderire ai principi della Legge Scout.
Non è facile, ma almeno è abbastanza chiaro.
Buona Strada,
Andrea
Ciao Andrea.
Concordo pienamente con quello che hai scritto e sono contento che in più
d'uno abbimo risposto a Massimo (Holderlin).
C'è però una cosa che tu scrivi che credo sia inesatta.
Per quello che so (ma posso anche sbagliarmi) il capo clan non ha la facoltà
di dare o non dare una partenza.
Lui può solo riconoscere o meno la scelta che il ragazzo fa.
La partenza è una scelta del Rover/Scolta.
Se è certo che lui non è pronto può consigliare l'uscita... ma se il ragazzo
vuole lo stesso prendere la partenza non credo possa fare nulla.
E' qualcosa di diverso (esempio) dalla promessa.
Paradossalmente in un certo senso lo stesso ragazzo può considerarsi partito
e il capo lo può considerare uscito.
La scelta è solo sua.
Al massimo una volta che il rover/scolta chiederà di entrare in Co.Ca, il
suddetto capo potrà opporsi e la Co.Ca
potrà respingere la sua richiesta.
Non so se sono riuscito a spiegare quello che volevo dire.
Buona Strada, Francesco 1° anno Co.Ca
> Ciao Andrea.
> Concordo pienamente con quello che hai scritto e sono contento che in più
> d'uno abbimo risposto a Massimo (Holderlin).
>
> C'è però una cosa che tu scrivi che credo sia inesatta.
> Per quello che so (ma posso anche sbagliarmi) il capo clan non ha la
facoltà
> di dare o non dare una partenza.
> Lui può solo riconoscere o meno la scelta che il ragazzo fa.
> La partenza è una scelta del Rover/Scolta.
> Se è certo che lui non è pronto può consigliare l'uscita... ma se il
ragazzo
> vuole lo stesso prendere la partenza non credo possa fare nulla.
> E' qualcosa di diverso (esempio) dalla promessa.
> Paradossalmente in un certo senso lo stesso ragazzo può considerarsi
partito
> e il capo lo può considerare uscito.
> La scelta è solo sua.
> Al massimo una volta che il rover/scolta chiederà di entrare in Co.Ca, il
> suddetto capo potrà opporsi e la Co.Ca
> potrà respingere la sua richiesta.
Io non sono molto esperto di metodo RS ma secondo la mia esperienza un capo
può negare la partenza ad un rover o a una scolta che non ritiene pronti, o
meglio, la CoCa può decidere che un rover e una scolta non hanno raggiunto
la partenza.
Siccome la partenza è il momento per cui prepariamo i ragazzi sin dai
lupetti tutti i capi della CoCa (che magari hanno seguito il ragazzo in
diverse età o che l'hanno visto fare servizio in branca, o comunque come
"garanti" dei valori dello scoutismo) possono esprimere il loro parere
riguardo la partenza. Ovviamente non ci dovrebbe essere un distacco tra
quello che la coca decide e quello che il ragazzo pensa, perchè ognuno,
nella firma della carta di clan, si impegna a camminare lungo i valori
proposti e perciò deve avere chiaro in che direzione camminare, e se questo
non bastassse ogni ragazzo deve avere un dialogo aperto e chiaro con il capo
clan (tramite la Progressione Personale ma non solo): è una questione di
chiarezza e di trasparenza, se so che un ragazzo che ha dei dubbi di fede e
non fa niente per uscirne, allora io come (ipotetico) capo clan glielo
faccio presente in modo chiaro, se so che pensa che la politica in tutti i
suoi livelli sia solo una perdita di tempo, allora io come (ipotetico) capo
clan gli parlo direttamente e mi faccio spiegare le sue ragioni e gli do
qualche dritta(magari un libro da leggere, o qualche esperienza forte) per
riflettere sulla sua idea. Ma se uno mi chiede la partenza ed ha scelto
RESPONSABILMENTE qualcosa di diverso da quello che gli ho proposto, non può
prendere la partenza e lo sa, ma è lo stesso una conquista (è responsabile
delle sue scelte), se invece uno non sceglie, o non sceglie
responsabilmente, bè in quel caso è molto peggio, forse è una sconfitta,
anche se B.P. diceva qualcosa a riguardo...
> Non so se sono riuscito a spiegare quello che volevo dire.
Spero di essermi spiegato anch'io
> Buona Strada, Francesco 1° anno Co.Ca
Buona Strada
Lo schema č elementare e puņ far sorridere, ma non č cosģ stupido.
Inutile dire che secondo me gli obiettivi della partenza sono quelli
corrispondenti alla "tipologia 1", dando per scontato che un bravo cittadino
(una persona matura) č tale anche se ateo o agnostico, l'importante e che
prenda la sua strada in materia di fede con ponderazione e vero sentimento
(non per abitudine o contrarietą).
Massimo
Io penso che nella carta di clan del tuo clan ci siano scritti degli
"obiettivi" o comunque delle "strade su cui camminare" per orientare il
cammino dei rover e delle scolte, e con questi "obiettivi" bisogna alla fine
misurarsi, e penso anche che sulla tua carta di clan ci sia un obiettivo
riguardo la fede, e non penso che ci sia scritto che uno può anche essere
agnostico o ateo, nella mia carta di clan sta scritto:
"Per noi è importante avere una religiosità corretta, cioè un atteggiamento
di fiducia in Dio, una fede vissuta in pienezza e in profondità...[CUT]"
In base a questa carta di clan se un rover o una scolta si professa ateo, io
(ipoteticamente) gli nego la partenza.
> Massimo
Con la Partenza si dovrebbe consegnare alla societą un uomo/donna della
Partenza, inteso come un *buon cittadino* che abbia fatto una scelta di
Fede, una scelta politica (come sempre, non nel senso di scelta partitica,
va specificato per chi magari leggesse senza essere a conoscenza di cosa
intendiamo con il termine) e una scelta associativa.
Suomi
--
ScoutTag: Marco "Suomi" P. (AGESCI); Padova 2 (S. Camillo de'Lellis);
Bagheera branco "Abili Cacciatori"; Totem Bufalo Affidabile
"La ricchezza di una persona sta nel fatto che č unica"
Alberto, compagno di strada
Domandina:
Qual'è la differenza tra un'associazione cattolica (es:AGESCI o FSE) e una
non cattolica (es CNGEI)?
Si può essere ottimi scout, saper tutte le nozioni di trapper, topografia,
segnalazione, si può aver un ottimo
rapporto coi ragazzi e un ottimo spirito del servizio... ma purtroppo per
essere scout in AGESCI questo non basta:
è necessario scegliere un tipo di fede religiosa che è quella cristiana
cattolica.
Associazione Guide e Scout CATTOLICI Italiani
Tra l'altro lo stesso BP ci dice:
"Se vuoi veramente intraprendere la tua strada verso il successo, cioè verso
la felicità,
devi dare una base religiosa alla tua vita"
Sul fatto di quale religione dia la migliore base religiosa si può discutere
ma io credo che se esistono diverse associazioni un motivo ci sarà pure?
Forse è stata proprio una discussione del genere che ha fatto nascere
l'AGESCI e il CNGEI...
Buona Strada Massimo
Francesco 1° anno di Co.Ca
[cut]
> Lo schema è elementare e può far sorridere, ma non è così stupido.
> Inutile dire che secondo me gli obiettivi della partenza sono quelli
> corrispondenti alla "tipologia 1", dando per scontato che un bravo
cittadino
> (una persona matura) è tale anche se ateo o agnostico, l'importante e che
> prenda la sua strada in materia di fede con ponderazione e vero sentimento
> (non per abitudine o contrarietà).
Ma allora quella C in AGESCI che significa?
Quali le differenze con lo scautismo del CNGEI o dell'ASSORAIDER o
dell'ARCISCOUT?
Io credo che Holderin se la stia un po aggiustando quella C... ma è solo una
mia opinione, aspetto i commenti degli altri fratelli AGESCI
--
Scout Tag: Manziana 2 (RM) (CNGEI) Senior - Bisonte rumoroso
Francesco Loppini
lop...@tiscalinet.it
http://digilander.iol.it/scoutmanziana
Holderlin <hold...@libero.it> scritto nell'articolo
<6WEv7.35965$0Y2.3...@news.infostrada.it>...
> Leggendo i vs post, mi sembra si ponga un quesito molto importante sul
> significato della partenza, anzi sul tipo di uomo della partenza.
> I tipi secondo me sono:
> Tipologia 1:
> con la partenza si deve consegnare alla società un bravo cittadino o
persona
> matura secondo tutti i punti di vista (una fede ferma, una coscienza
civica
> profonda, senso di solidarietà etc.
>
(snip)
> Inutile dire che secondo me gli obiettivi della partenza sono quelli
> corrispondenti alla "tipologia 1", dando per scontato che un bravo
cittadino
> (una persona matura) è tale anche se ateo o agnostico, l'importante e che
> prenda la sua strada in materia di fede con ponderazione e vero
sentimento
> (non per abitudine o contrarietà).
>
Scusa eh, ma nella descrizione della tipologia 1 menzioni tra i requisiti
del buon cittadino una fede ferma. Dopodichè dici che può essere anche ateo
o agnostico. Che ne diresti di cercare di risolvere questa tua
contraddizione? O ritieni che l'ateismo e l'agnosticismo siano una fede??
Comunque io concordo con la tua scelta per la tipologia 1... incluso tutto
ciò che hai scritto all'inizio, e cioè anche una "fede ferma". Dal momento
che sono un capo dell'AGESCI, la fede che propongo e testimonio è quella
cristiana e cattolica. Comunque se un Partente dovesse optare per una fede
diversa (purchè una _fede_ matura e convinta ci sia), la Partenza gliela
darei. Ovviamente non potrebbe poi fare il capo nell'AGESCI, ma potrebbe
fare un servizio non associativo, o scegliere una associazione scout non
confessionale. Il CNGEI, per esempio. Abbiamo già appurato su questo
newsgroup mesi fa che anche un capo, poniamo, del CNGEI, può non essere
cattolico, può non appartenere ad altre chiese, ma non può essere ateo -
dal primo punto della Promessa Scout non si scappa. Uno scout ateo non è
uno scout.
E a questo proposito, non ritengo che lo scopo della Partenza sia di
fornire dei buoni capi alla CoCa. Ritengo, questo sì, che il Partente debba
condividere gli ideali dello scoutismo, ma si è scout anche al di fuori
delle attività scout, e lo si può essere, nello spirito, anche se non si è
membri attivi di una associazione. Un Partente che scelga di fare un
volontariato non associativo, e quindi di non entrare in CoCa, per me va
benissimo. Diverse persone sono partite dal mio Clan negli anni, non sono
capi scout, e fanno tuttora volontariato. Aiutano gli altri, sono
laboriosi, sorridono nelle difficoltà, sono leali, sono amici di tutti ecc.
anche se hanno appeso il fazzolettone al chiodo.
Quanto alla questione di chi decide la Partenza, è vero che la Partenza la
prende il R/S, ma i capiclan (e, alle loro spalle, la CoCa) devono essere
d'accordo. E' l'ultimo atto di responsabilità educativa che hanno i
_capi_clan, nei confronti di chi, _dopo_ aver preso la Partenza, passa dai
ranghi degli "educandi" a quelli degli uomini/donne.
Buona Strada,
Andrea
[cut]
> Abbiamo già appurato su questo
> newsgroup mesi fa che anche un capo, poniamo, del CNGEI, può non essere
> cattolico, può non appartenere ad altre chiese, ma non può essere ateo -
> dal primo punto della Promessa Scout non si scappa. Uno scout ateo non è
> uno scout.
[cut]
Scusa Andrea... ma io ricordo questa discussione ( a parte che ce ne furono
parecchie, in tempi diversi)... mi preme ricordare che non fu proprio questa
la conclusione... diciamo che essendo l'unico CNGEI che partecipò alla
discussione alla fine il pensiero dominante fu quello "AGESCIzzato"
Ma nel CNGEI esistono scout atei, i quali però devono vivere il loro ateismo
come ricerca di una propria spiritualità e non come un datoi acquistito.
Condizione necessaria del resto anche (sempre nel CNGEI) per i capi
"confessionali". La discriminante è l'atteggiamento laico nei confronti
della propria spiritualità/religiosità: la ricerca ininterrotta,
l'interrogativo pemanente.
Buona caccia
--
Francesco Loppini
www.flopweb.com
lop...@tiscalinet.it
lop...@libero.it
ICQ: 13019849
"Francesco" <Fran_...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:27Mv7.38951$0Y2.3...@news.infostrada.it...
1. consultati coi ragazzi e scegliete insieme cosa fare , almeno avrai
creato un precedente (fosse anche il non fare niente)
2. se hai un po di tempo, vuoi dare una risposta scout , e non la trovi
nell' Agescismo, poni il quesito a qualche altra org.scout (sul web ci sono
quasi tutte) tipo gli scout valdesi , gli scout musulmani ecc.
Se poi vedi che anche loro non danno la partenza a chi non sceglie la "fede
associativa" propria della organizzazione , e pensi che questo ragazzo possa
essere un buon capo anche se non cattolico, consigliali di terminare il
clan in un'organizzazione pluralista e prendere lì la partenza.(si può io
l'ho fatto a suo tempo anche se per motivi ben diversi)
Aggiungo che è un vero peccato che ci si divida ancora su queste
problematiche, visto che sei dell'AGESCI parla con Mario Sica che ha scritto
un bellissimo intervento al convegno CSILP 2001 sulle occasioni mancate
dell'unificazione dello scoutismo in Italia.
"Ivano Russo" <sa...@livenet.it> ha scritto nel messaggio
news:9pk1km$510$1...@fe2.cs.interbusiness.it...
> Ciao a tutti,
> mi chiamo Ivano e sono un capoclan e quest'anno uno dei miei rovers ha
> decisò di andare via dagli scouts perché ha maturato una scelta di fede
Ivano Russo <sa...@livenet.it> wrote in message
9pk1km$510$1...@fe2.cs.interbusiness.it...
> Ciao a tutti,
> mi chiamo Ivano e sono un capoclan e quest'anno uno dei miei rovers ha
> decisò di andare via dagli scouts perché ha maturato una scelta di fede