Ciao a tutti.
Paolo.
ScoutTAG: Paolo Orlandini Ancona 9 (AN)
AGESCI Caporeparto
al...@tin.it
L'altro invece ha dei problemi quando sottoposto a stresse psicologico
quindi tende ad isolarsi, parlare poco, eccetera. Inoltre quando si
stanza ci mette molto tempo a recuperare.
Sembrerebbe che questi due debbano fare di tutto meno che venire agli
scout, perché in effetti all'atto pratico fanno poso o nulla. Al
contrario però gli scout sono una tra le poche cose che gli danno la
forza di tirare avanti. Purtroppo abiamo scoperto che i genitori di uno
dei due sembrano non curarsi del problema, rifiutano di ascoltare i
consigli dello psicologo e non autorizzano i CC a parlare dei problemi
del ragazzo con lo stesso. in pratica, anche se a livello molto
intuitivo, noi loro amici siamo gli unici che cercano di lavorare su di
loro per fargli fare una vita un po' meno fuori dal mondo.
Anche se non si riesce a far fare loro quasi niente è sempre meglio che
lasciarli in casa a vegetare, almeno si fanno degli amici, conoscono un
poco il mondo per quello che riusciamo a far vedere loro, fanno un po'
di moto.
Secondo me anche gli handicappati, di ogni tipo (dalle difficoltà
motorie a quelle mentali) hanno diritto di essere negli scout come
tutti, e noi capi abbiamo il dovere di dare a loro lo stesso livello di
attenzione che diamo a tutti.
Buona caccia.
--
Wontolla il Lupo Solitario
* ScoutTAG: 3° Branco 'di Tifferet' (RE) (CNGEI) Wontolla
* Cavaliere della Compagnia Escalibour (RE2)
Anche da noi c'è una bambina sordo-muta, però si trova nei lupetti e quindi è
difficile fare paragoni con i vostri casi, comunque è sempre allegra...
Quindi perchè non tenere gli handicappati negli Scout?
Ciao
Peppe
--
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Giuseppe Di Rienzo NICK: Peppe ICQ:25025139
e-mail: gaed...@tin.it / scou...@hotmail.com (Only Scouts)
HOME PAGE: http://utenti.tripod.it/scoutismo
I LOVE THIS GAME!!!
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>
> Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
Credo che in questo caso il detto "Lo scautismo e` per tutti ma non tutti sono
per lo scoutismo" caschi proprio a puntino.
E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a
> farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
> necessaria)?
>
> NO. Lo scoutismo non e` , e non deve diventare un PARCHEGGIO dove metterei
> ragazzi quando i genitori, per svariati motivi, non vogliono tenerli a casa!
> Lo scoutismo usa un METODO EDUCATIVO ben particolare che secondo me deve si`
> essere elastico alle varie esigenze che si presentano, ma non deve essere
> STRAVOLTO!
In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a fare
niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e` meglio che
vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO, sicuramente pi
u` adatto per le sue esigenze! In fondo non possiamo pretendere che il metodo
scout offra soluzioni a TUTTI i problemi anche a quelli che chiaramente non gli
competono!
C'e` poi un'altro problema che spiego con un esempio: nel mio Riparto ho un
ragazzo MT, che pero` trae notevoli benefici dallo stare in un gruppo scout
(appurati anche con i genitori) e quindi continuiamo a tenercelo, fermo
restando pero` che su tre capi che siamo uno deve sempre tenere gli occhi
addosso a lui. Quest'anno sulla scia dell'esempio positivo un'altra mamma ha
deciso di iscrivere anche lei suo figlio con notevoli problemi nel Riparto; la
risposta e` stata un NO perche`:
- Non si puo` frenare l'attivita` di tutto il riparto per particolari esigenze
di uno o due ragazzi MT
- Gli ochhi dei capi non possono stare sempre addosso a loro e non guardare, o
comunque tralasciare, quello che fanno
tutti gli altri
In fondo, come ho gia` detto, il metodo scout offre momenti di crescita
bellissimi e avventurosi ai ragazzi, che non possono essergli ne` negati, e
neppure sminuiti solo perche` c'e` da stare dietro ad un ragazzo MT.
Ricci Francesco
FSE Capo Riparto
ric...@cli.di.unipi.it
...
>Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
>E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a
>farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
>necessaria)?
>
>Ciao a tutti.
>Paolo.
Il problema sta proprio qui in fondo: mancano le competenze (del resto
non siamo la Croce Rossa), ma qualche volta è solo una questione di
FORZE che mancano. Vi porto la mia esperienza.
Noi abbiamo un lupetto di 10 anni in carrozzina, perfettamente
normale: è sufficiente però che ad un'uscita manchino 2 rover in
servizio (che lo aiutino a muoversi, andare in bagno, vestirsi,
svestirsi, lavarsi, ecc.) e lui i tre quarti delle attività non le può
fare, o peggio, TUTTO il Branco si blocca o si disperde perchè bisogna
aspettare che i VV.LL. facciano le veci dei rover paralizzando le
attività.
Per il resto, quando le forze ci sono, quel lupetto può fare
esattamente ciò che fanno gli altri: al campo estivo ha fatto insieme
agli altri la passeggiata alle Cinque Terre (!!!) e il passaggio alla
marinara...
Buona caccia.
--
Akela del branco "Le Pleiadi"
Barbaiana-Rho (MI)
E-mail to: ghi...@usa.net
Solo dopo averci meditato parecchio su si puo' decidere.
Ciao
Max (che avuto esperienze ottime ed altre drammatiche)
ScoutTag: Ex-socio (TO) (AGESCI) Akela / CR / CC / CG
Sacrosante osservazioni.
Ma qualcuno di voi si chiede se i "normali " hanno un momento di crescita ?
Non si può costruire "un mondo" estraneo a quello reale.
Chi vi parla ha fatto servizio nelle Guide come aiuto capo per molti anni.
La caporiparto era ed è mia moglie.
Abbiamo avuto pochissimi casi di handicap.
Ma numerose ragazze disadattate.
La domanda che allora ci facevamo era simile alla vostra.
Abbiamo deciso per l'integrazione.
Sono ormai passati molti(15) anni da allora.
Abbiamo avuto modo di vedere le Guide di allora diventare grandi e, in
qualche caso madri.
alcune di loro hanno incontrato l'handicap e il disadattamento,
(anche mia moglie, io ho la sclerosi multipla)
credo che le esperienze fatte allora....abbiano aiutato e sorretto coloro
che si sono imbattuti in problemi simili.
i fatti lo dicono
in effetti se lo Scautismo è Educazione, cioè Preparazione alla Vita, non si
può tralasciare questa parte.
ora mia figlia (14 anni) ha in reparto con sè un ragazzo tetraplegico.
sono convinto che a lei serve,
e che il reparto serve a lui.
Certo l'attività può subire rallentamenti.
Ma l'attività è finalizzata all'educazione,alla vita.
E queste ultime ne traggiono sicuramente giovamento.
Tonino
Ciao
Max
Io ho ottenuto dei risultati molto incoraggianti laddove c'e' stato un
intervento "affiancato" con chi si occupa di questi problemi dal punto
di vista professionale: voglio dire mediante incontri con psicologi e
con fisioterapisti. Certo e' un impegno piu' considerevole.
Alla prossima.
ScoutTag: 1 Abano Terme (PD) (ARCISCOUT) Maestro dei Novizi
Operatore del canale Italiano su Scoutlink
>"Paolo O." wrote:
>
>>
>> Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
>
>Credo che in questo caso il detto "Lo scautismo e` per tutti ma non tutti sono
>per lo scoutismo" caschi proprio a puntino.
>E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a
>
>> farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
>> necessaria)?
Quella persona ha il famoso 5% di buono? Credo di sì! Se ce l'ha il
lavoro del Capo deve essere tirarlo fuori! Non crescerà mai sopra il
10%? Pazienza, avremo comunque fatto del nostro meglio (se lo abbiamo
fatto davvero)! Più mi guardo intorno e più temo che noi (io compreso)
quella frase di BP siamo bravissimi ad usarla come dentifricio per
sciacquarci i denti, ma in realtà facciamo fatica a lavorare con chi
ha meno del 95% di buono! (perchè buono non vuol dire solo poco
"discolo"!!!!).
>>
>> NO. Lo scoutismo non e` , e non deve diventare un PARCHEGGIO dove metterei
>> ragazzi quando i genitori, per svariati motivi, non vogliono tenerli a casa!
Non deve diventare nemmeno un gruppo di superfisici o di attori di
teatro o di catechisti perfetti o di superpionieristi o
supercampeggiatori, anche se ci sarà un pochino di ogni cosa! E poi se
non vogliono tenerli a casa (soprattutto nel caso di ragazzi con
handicapp) dove diavolo vogliamo mandarli a sbattere la testa! Nei
bar?
>> STRAVOLTO!
Abbiamo una visione parzialmente diversa del metodo, io e te! A me non
sembra che ci sia il pericolo di stravolgere il metodo per seguire
ragazzi handicappati che sono comunque in grado di venire alle
attività (altrimenti non avremmo il problema); per me però la
pionieristica (per fare un esempio) non fa parte del metodo (ne è uno
strumento), mentre del metodo fa parte l'autoeducazione e la
coeducazione (sempre per fare due esempi); se ho un ragazzo che non
riesce a fare attività di pionieristica vuol dire che dovrò trovare
altri strumenti sostitutivi (e ce ne sono quanti voglio), non che
dovrò lasciarlo fuori.
>In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a fare
>niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e` meglio che
>vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO, sicuramente pi
>u` adatto per le sue esigenze! In fondo non possiamo pretendere che il metodo
>scout offra soluzioni a TUTTI i problemi anche a quelli che chiaramente non gli
>competono!
Il metodo scout non offre soluzioni a nessun problema! Deve offrire ai
ragazzi uno "spazio" in cui crescere tranquillamente secondo i
principi dei quattro punti di BP, divertendosi il più possibile ed
imparando ad essere buoni cittadini e, per me, anche buoni cristiani.
>Quest'anno sulla scia dell'esempio positivo un'altra mamma ha
>deciso di iscrivere anche lei suo figlio con notevoli problemi nel Riparto; la
>risposta e` stata un NO perche`:
>- Non si puo` frenare l'attivita` di tutto il riparto per particolari esigenze
>di uno o due ragazzi MT
>- Gli ochhi dei capi non possono stare sempre addosso a loro e non guardare, o
>comunque tralasciare, quello che fanno
> tutti gli altri
Mi dispiace moltissimo per quella mamma e per quel ragazzo! A me è
capitato di dire di no ad una mamma, pur non avendo nemmeno un ragazzo
handicappato un unità, ma si trattava di un ragazzo che aveva un tubo
che congiungeva la testa con non so cosa e il cui distacco o
schiacciamento mettevano a repentaglio la vita stessa del ragazzo o
almeno così ci era stato detto. Solo la paura che potesse accadergli
qualcosa di irreparabile, anche solo perchè il lettino in uscita non
era quello di casa sua, ci ha fatto desistere e la Comunità Capi ha
detto di no. Ancora adesso (sono passati 6 o 7 anni) quando lo
incontro mi chiedo se habbiamo fatto o no la cosa giusta (se fosse
dipeso solo da me lo avrei comunque preso, a costo di fare turni di
vigilanza la notte per vedere che non succedesse nulla).
>In fondo, come ho gia` detto, il metodo scout offre momenti di crescita
>bellissimi e avventurosi ai ragazzi, che non possono essergli ne` negati, e
>neppure sminuiti solo perche` c'e` da stare dietro ad un ragazzo MT.
Non è che stare dietro ad un ragazzo handicappato sia un momento
bellissimo di crescita? Certo, forse con un ragazzo del genere è un
problema dormire fuori in un rifugio sull'albero; forse la sua
squadriglia non potrà fare la tenda sopraelevata al campeggio; forse
l'Alta non potrà fare quell'uscita della serie "stavolta li
stronchiamo" con marcia di 25 KM su terreni inesplorati. Però forse
potrebbero scoprire la gioia del servizio; forse potrebbero vivere una
esperienza di fede più ricca di 150 Messe più o meno svogliatamente
subite; potrebbero confrontarsi con il concetto di "limite", così
strano nella fascia di età giovanile, dove il sentimento più tipico è
invece l'onnipotenza! Credo valga la pena di rischiare!
Il problema vero è la necessità di avere una staff abbastanza numerosa
da poter dedicare persone a seguire quei ragazzi! Perchè ne servono
davvero tante e non sempre ci sono. Ma se ci sono, non chiudiamo mai
la porta ad un ragazzo che ci chiede, anche tramite la mamma, di
venire a giocare al nostro gioco.
Buona Strada
Andrea Biglietti AGESCI Modigliana 1° Ravenna Capo Gruppo e MdN
Ciao Paolo,
Hai scritto:
>In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a
>fare niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e`
meglio
>che vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO,
sicuramente
>piu` adatto per le sue esigenze! In fondo non possiamo pretendere che il
>metodo scout offra soluzioni a TUTTI i problemi anche a quelli che
chiaramente non
>gli competono!
Sei proprio sicuro che l'occasione di crescita e' dell'handicappato ? Nel
mio Clan abbiamo un handicappato sulla sedia a rotelle, ha anche difficolta
nel parlare eppure ti dico che lui e' stato un motivo di cresita enorme per
tutti i ragazzi e per se stesso. Quello che ha detto quando ha firmato la
Carta di Clan e' rimasto scolpito nella mente di tutti e nessuno sentiva
quegli impegni meglio di lui. Ti posso assicurare inoltre che non frena
nessuna attivita', hai solo un po' di lavoro in piu' tu quando organizzi una
route a livello logistico, per il resto se manca lui, per gli altri l'uscita
non ha lo stesso valore.
>>In fondo, come ho gia` detto, il metodo scout offre momenti di crescita
>>bellissimi e avventurosi ai ragazzi, che non possono essergli ne` negati,
e
>>neppure sminuiti solo perche` c'e` da stare dietro ad un ragazzo MT.
Ti ho risposto prima.
AB>Non e` che stare dietro ad un ragazzo handicappato sia un momento
AB>bellissimo di crescita? Certo, forse con un ragazzo del genere e` un
AB>problema dormire fuori in un rifugio sull'albero; forse la sua
AB>squadriglia non potra` fare la tenda sopraelevata al campeggio; forse
AB>l'Alta non potra` fare quell'uscita della serie "stavolta li
AB>stronchiamo" con marcia di 25 KM su terreni inesplorati. Pero` forse
AB>potrebbero scoprire la gioia del servizio; forse potrebbero vivere una
AB>esperienza di fede piu` ricca di 150 Messe piu` o meno svogliatamente
AB>subite; potrebbero confrontarsi con il concetto di "limite", cosi`
AB>strano nella fascia di eta` giovanile, dove il sentimento piu` tipico e`
AB>invece l'onnipotenza! Credo valga la pena di rischiare!
Andrea, questa volta sono d'accordo in pieno con quello che stai dicendo
Buona Strada
Biagio Russo
ScoutTag: San Giovanni La Punta 1 (CT) (AGESCI) CG, MdC e Capo Clan
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