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Basta handicappati negli scout

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Paolo O.

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Apr 13, 1999, 3:00:00 AM4/13/99
to
Nel numero del 10 aprile del Messaggero, qualcuno avra' letto l'articolo in
cui si parlava di un ragazzo di 15 anni, ritardato, con difficolta' di
inserimento a scuola e che <<e' stato rifiutato anche dai boy-scout>>,
Agesci o Fse si presume dall'articolo.
Non voglio dar troppo peso agli articoli di giornale, ma sfrutto l'occasione
per lanciare l'argomento.
Nel reparto dove facevo servizio fino a due anni fa e nel noviziato
dell'anno scorso avevo una ragazza con problemi simili a quelli di cui
all'articolo. Niente di fisico, una persona sanissima che camminava e
portava pesi anche piu' degli altri, ma con un grave ritardo mentale non
meglio identificato, che la portava ad essere sempre irrequieta, ad urlare
continuamente e, a volte, ad essere violenta con capi e compagni.
Niente che si potesse rimediare accompagnandola in macchina alle uscite o
portandole la sedia a rotelle al campo, ma solo con tanta tanta pazienza e
maturita' da parte di capi e (soprattutto in e/g) da parte degli altri
ragazzi.
Per farla restare tra noi ci sono state grosse discussioni in Co.ca. e la
verita' non stava sempre da una parte.
Era forse vero che lo scoutismo non le dava molto (non aveva affatto
difficolta' a socializzare, ed inoltre del metodo, soprattutto in r/s,
prendeva poco), che non si poteva pretendere troppo dai capi sq., che pero'
si potevano dare alla famiglia un po' di ore di tranquillita' (ed era pur
sempre un servizio), ma si doveva fare anche in modo che la famiglia si
rendesse conto che lei non era normale (non accettavano bene che stesse in
comunita' con altri handicappati, ne' che prendesse farmaci
Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a
farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
necessaria)?

Ciao a tutti.
Paolo.

ScoutTAG: Paolo Orlandini Ancona 9 (AN)
AGESCI Caporeparto
al...@tin.it

Wontolla

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Apr 13, 1999, 3:00:00 AM4/13/99
to
Paolo O. <al...@tin.it> wrote in message 7evckc$8c7$1...@nslave1.tin.it...
[snip]

> Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
> E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si
riesce a
> farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
> necessaria)?
>
Noi abbiamo due ragazzi ritardati nel mio gruppo attuale, entrambi in
compagnia.
il primo è più grave, non parla quasi, bisogna dirgli di fare tutto ed è
quello, per dirla scherzando anche se è una cosa purtroppo grave, che
nelle scenette finiva a fare la prte dell'albero perché è l'unica che
gli riusciva...

L'altro invece ha dei problemi quando sottoposto a stresse psicologico
quindi tende ad isolarsi, parlare poco, eccetera. Inoltre quando si
stanza ci mette molto tempo a recuperare.

Sembrerebbe che questi due debbano fare di tutto meno che venire agli
scout, perché in effetti all'atto pratico fanno poso o nulla. Al
contrario però gli scout sono una tra le poche cose che gli danno la
forza di tirare avanti. Purtroppo abiamo scoperto che i genitori di uno
dei due sembrano non curarsi del problema, rifiutano di ascoltare i
consigli dello psicologo e non autorizzano i CC a parlare dei problemi
del ragazzo con lo stesso. in pratica, anche se a livello molto
intuitivo, noi loro amici siamo gli unici che cercano di lavorare su di
loro per fargli fare una vita un po' meno fuori dal mondo.

Anche se non si riesce a far fare loro quasi niente è sempre meglio che
lasciarli in casa a vegetare, almeno si fanno degli amici, conoscono un
poco il mondo per quello che riusciamo a far vedere loro, fanno un po'
di moto.

Secondo me anche gli handicappati, di ogni tipo (dalle difficoltà
motorie a quelle mentali) hanno diritto di essere negli scout come
tutti, e noi capi abbiamo il dovere di dare a loro lo stesso livello di
attenzione che diamo a tutti.

Buona caccia.

--
Wontolla il Lupo Solitario
* ScoutTAG: 3° Branco 'di Tifferet' (RE) (CNGEI) Wontolla
* Cavaliere della Compagnia Escalibour (RE2)

Giuseppe Di Rienzo

unread,
Apr 13, 1999, 3:00:00 AM4/13/99
to
>

Anche da noi c'è una bambina sordo-muta, però si trova nei lupetti e quindi è
difficile fare paragoni con i vostri casi, comunque è sempre allegra...
Quindi perchè non tenere gli handicappati negli Scout?
Ciao
Peppe

--
----------------------------------------------------------------
Giuseppe Di Rienzo NICK: Peppe ICQ:25025139
e-mail: gaed...@tin.it / scou...@hotmail.com (Only Scouts)
HOME PAGE: http://utenti.tripod.it/scoutismo
I LOVE THIS GAME!!!
----------------------------------------------------------------

Francesco Ricci

unread,
Apr 14, 1999, 3:00:00 AM4/14/99
to
"Paolo O." wrote:

>
> Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?

Credo che in questo caso il detto "Lo scautismo e` per tutti ma non tutti sono
per lo scoutismo" caschi proprio a puntino.


E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a

> farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
> necessaria)?
>

> NO. Lo scoutismo non e` , e non deve diventare un PARCHEGGIO dove metterei
> ragazzi quando i genitori, per svariati motivi, non vogliono tenerli a casa!
> Lo scoutismo usa un METODO EDUCATIVO ben particolare che secondo me deve si`
> essere elastico alle varie esigenze che si presentano, ma non deve essere
> STRAVOLTO!

In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a fare
niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e` meglio che
vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO, sicuramente pi
u` adatto per le sue esigenze! In fondo non possiamo pretendere che il metodo
scout offra soluzioni a TUTTI i problemi anche a quelli che chiaramente non gli
competono!

C'e` poi un'altro problema che spiego con un esempio: nel mio Riparto ho un
ragazzo MT, che pero` trae notevoli benefici dallo stare in un gruppo scout
(appurati anche con i genitori) e quindi continuiamo a tenercelo, fermo
restando pero` che su tre capi che siamo uno deve sempre tenere gli occhi
addosso a lui. Quest'anno sulla scia dell'esempio positivo un'altra mamma ha
deciso di iscrivere anche lei suo figlio con notevoli problemi nel Riparto; la
risposta e` stata un NO perche`:
- Non si puo` frenare l'attivita` di tutto il riparto per particolari esigenze
di uno o due ragazzi MT
- Gli ochhi dei capi non possono stare sempre addosso a loro e non guardare, o
comunque tralasciare, quello che fanno
tutti gli altri
In fondo, come ho gia` detto, il metodo scout offre momenti di crescita
bellissimi e avventurosi ai ragazzi, che non possono essergli ne` negati, e
neppure sminuiti solo perche` c'e` da stare dietro ad un ragazzo MT.


Ricci Francesco
FSE Capo Riparto
ric...@cli.di.unipi.it


Ghizza

unread,
Apr 14, 1999, 3:00:00 AM4/14/99
to
On Tue, 13 Apr 1999 14:14:51 +0200, "Paolo O." <al...@tin.it> wrote:

...


>Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?

>E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a
>farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
>necessaria)?
>

>Ciao a tutti.
>Paolo.

Il problema sta proprio qui in fondo: mancano le competenze (del resto
non siamo la Croce Rossa), ma qualche volta è solo una questione di
FORZE che mancano. Vi porto la mia esperienza.
Noi abbiamo un lupetto di 10 anni in carrozzina, perfettamente
normale: è sufficiente però che ad un'uscita manchino 2 rover in
servizio (che lo aiutino a muoversi, andare in bagno, vestirsi,
svestirsi, lavarsi, ecc.) e lui i tre quarti delle attività non le può
fare, o peggio, TUTTO il Branco si blocca o si disperde perchè bisogna
aspettare che i VV.LL. facciano le veci dei rover paralizzando le
attività.
Per il resto, quando le forze ci sono, quel lupetto può fare
esattamente ciò che fanno gli altri: al campo estivo ha fatto insieme
agli altri la passeggiata alle Cinque Terre (!!!) e il passaggio alla
marinara...
Buona caccia.
--
Akela del branco "Le Pleiadi"
Barbaiana-Rho (MI)
E-mail to: ghi...@usa.net

Massimo Canducci

unread,
Apr 14, 1999, 3:00:00 AM4/14/99
to
>Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
No.
L'handicap non e' un identificativo.
Esistono persone handicappate che traggono beneficio dall'attivita'
scout e creano un circolo virtuoso all'interno delle unita' che non
puo' che avere positivita'.
Per contro esistono persone handicappate che non possono in alcun modo
inserirsi in un'unita' ne in qualunque altro gruppo organizzato che
non sia fatto appositamente per loro.
Inoltre i capi scout non hanno una preparazione adatta a gestire tutti
i tipi di handicap, un conto e' gestire un ragazzo sordomuto, un conto
e; gestire una persona violenta e che magari puo' essere pericolosa
per se stessa e per gli altri.
Secondo me quindi e' essenziale, prima di accettare un ragazzo
handicappato in unita', chiedersi:
- lo scoutismo puo' avere per lui/lei dei lati positivi?
- quali limitazioni avra' l'andicap per lui/lei in unita'?
- potra' fare quasi tutte le attivita' oppure sara' quasi sempre
spettatore/trice sentendosi ancora di piu' un emarginato?
- come possono reagire, a lungo termine, i ragazzi alla convivenza con
questa persona? e noi capi?
- ce la facciamo?

Solo dopo averci meditato parecchio su si puo' decidere.

Ciao
Max (che avuto esperienze ottime ed altre drammatiche)


ScoutTag: Ex-socio (TO) (AGESCI) Akela / CR / CC / CG

Toni Zadro

unread,
Apr 14, 1999, 3:00:00 AM4/14/99
to
Voi dite e parlate degli effetti della vita scout sul ragazzo/a con problemi

Sacrosante osservazioni.

Ma qualcuno di voi si chiede se i "normali " hanno un momento di crescita ?

Non si può costruire "un mondo" estraneo a quello reale.
Chi vi parla ha fatto servizio nelle Guide come aiuto capo per molti anni.
La caporiparto era ed è mia moglie.
Abbiamo avuto pochissimi casi di handicap.
Ma numerose ragazze disadattate.

La domanda che allora ci facevamo era simile alla vostra.
Abbiamo deciso per l'integrazione.

Sono ormai passati molti(15) anni da allora.

Abbiamo avuto modo di vedere le Guide di allora diventare grandi e, in
qualche caso madri.

alcune di loro hanno incontrato l'handicap e il disadattamento,
(anche mia moglie, io ho la sclerosi multipla)

credo che le esperienze fatte allora....abbiano aiutato e sorretto coloro
che si sono imbattuti in problemi simili.

i fatti lo dicono

in effetti se lo Scautismo è Educazione, cioè Preparazione alla Vita, non si
può tralasciare questa parte.

ora mia figlia (14 anni) ha in reparto con sè un ragazzo tetraplegico.

sono convinto che a lei serve,
e che il reparto serve a lui.

Certo l'attività può subire rallentamenti.

Ma l'attività è finalizzata all'educazione,alla vita.

E queste ultime ne traggiono sicuramente giovamento.

Tonino

Massimo Canducci

unread,
Apr 15, 1999, 3:00:00 AM4/15/99
to
> al campo estivo ha fatto insieme
>agli altri la passeggiata alle Cinque Terre (!!!) e il passaggio alla
>marinara...
Fantastico, semplicemtente fantastico!

Ciao
Max

Davide Grisafi

unread,
Apr 16, 1999, 3:00:00 AM4/16/99
to
Buona caccia a tutti,
anche noi abbiamo qualche problema di questo tipo nel nostro gruppo.
In particolare da noi e' inserito un ragazzino spastico in branco, un
caso di " x fragile " in noviziato ed un caso di ritardo in clan. Non
contando, naturalmente, tutti i casi in cui a causa di separazioni o
di tensioni familiari i bambini siano...per cosi' dire "stressati"
psicologicamente.
Ora, io concordo con chi ha scritto che dopotutto lo scautismo non e'
per tutti. Poco tempo fa venendo in discussione su questi temi in una
Co.Ca. un nostro vecchio scout ci racconto' dell'esperienza francese
dei "Riparti Nonostante Tutto"...tra l'altro bellissima definizione.
Lo scautismo puo' fare qualcosa nei casi meno "disperati". Infatti, e'
bene che nelle situazioni piu' difficili ci sia l'intervento di
personale specializzato. Laddove pero' ci siano CAPI disponibili e
volonta' di fare qualcosa di piu' diffcile, si puo' anche decidere di
partecipare a qualche corso speciale che permnetta ai responsabili
delle unita' di lavorare meglio e con i giusti strumenti.

Io ho ottenuto dei risultati molto incoraggianti laddove c'e' stato un
intervento "affiancato" con chi si occupa di questi problemi dal punto
di vista professionale: voglio dire mediante incontri con psicologi e
con fisioterapisti. Certo e' un impegno piu' considerevole.

Alla prossima.
ScoutTag: 1 Abano Terme (PD) (ARCISCOUT) Maestro dei Novizi
Operatore del canale Italiano su Scoutlink

Andrea Biglietti

unread,
Apr 27, 1999, 3:00:00 AM4/27/99
to
On Wed, 14 Apr 1999 10:29:14 +0200, Francesco Ricci
<ric...@cli.di.unipi.it> wrote:

>"Paolo O." wrote:
>
>>
>> Secondo voi lo scoutismo e' proprio adatto a tutti?
>

>Credo che in questo caso il detto "Lo scautismo e` per tutti ma non tutti sono
>per lo scoutismo" caschi proprio a puntino.

>E' giusto tenere una persona in unita' quando si vede che non si riesce a
>
>> farle fare quasi niente (in fondo pochi di noi hanno la competenza
>> necessaria)?

Quella persona ha il famoso 5% di buono? Credo di sì! Se ce l'ha il
lavoro del Capo deve essere tirarlo fuori! Non crescerà mai sopra il
10%? Pazienza, avremo comunque fatto del nostro meglio (se lo abbiamo
fatto davvero)! Più mi guardo intorno e più temo che noi (io compreso)
quella frase di BP siamo bravissimi ad usarla come dentifricio per
sciacquarci i denti, ma in realtà facciamo fatica a lavorare con chi
ha meno del 95% di buono! (perchè buono non vuol dire solo poco
"discolo"!!!!).


>>
>> NO. Lo scoutismo non e` , e non deve diventare un PARCHEGGIO dove metterei
>> ragazzi quando i genitori, per svariati motivi, non vogliono tenerli a casa!

Non deve diventare nemmeno un gruppo di superfisici o di attori di
teatro o di catechisti perfetti o di superpionieristi o
supercampeggiatori, anche se ci sarà un pochino di ogni cosa! E poi se
non vogliono tenerli a casa (soprattutto nel caso di ragazzi con
handicapp) dove diavolo vogliamo mandarli a sbattere la testa! Nei
bar?

>> STRAVOLTO!

Abbiamo una visione parzialmente diversa del metodo, io e te! A me non
sembra che ci sia il pericolo di stravolgere il metodo per seguire
ragazzi handicappati che sono comunque in grado di venire alle
attività (altrimenti non avremmo il problema); per me però la
pionieristica (per fare un esempio) non fa parte del metodo (ne è uno
strumento), mentre del metodo fa parte l'autoeducazione e la
coeducazione (sempre per fare due esempi); se ho un ragazzo che non
riesce a fare attività di pionieristica vuol dire che dovrò trovare
altri strumenti sostitutivi (e ce ne sono quanti voglio), non che
dovrò lasciarlo fuori.

>In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a fare
>niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e` meglio che
>vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO, sicuramente pi
>u` adatto per le sue esigenze! In fondo non possiamo pretendere che il metodo
>scout offra soluzioni a TUTTI i problemi anche a quelli che chiaramente non gli
>competono!

Il metodo scout non offre soluzioni a nessun problema! Deve offrire ai
ragazzi uno "spazio" in cui crescere tranquillamente secondo i
principi dei quattro punti di BP, divertendosi il più possibile ed
imparando ad essere buoni cittadini e, per me, anche buoni cristiani.

>Quest'anno sulla scia dell'esempio positivo un'altra mamma ha
>deciso di iscrivere anche lei suo figlio con notevoli problemi nel Riparto; la
>risposta e` stata un NO perche`:
>- Non si puo` frenare l'attivita` di tutto il riparto per particolari esigenze
>di uno o due ragazzi MT
>- Gli ochhi dei capi non possono stare sempre addosso a loro e non guardare, o
>comunque tralasciare, quello che fanno
> tutti gli altri

Mi dispiace moltissimo per quella mamma e per quel ragazzo! A me è
capitato di dire di no ad una mamma, pur non avendo nemmeno un ragazzo
handicappato un unità, ma si trattava di un ragazzo che aveva un tubo
che congiungeva la testa con non so cosa e il cui distacco o
schiacciamento mettevano a repentaglio la vita stessa del ragazzo o
almeno così ci era stato detto. Solo la paura che potesse accadergli
qualcosa di irreparabile, anche solo perchè il lettino in uscita non
era quello di casa sua, ci ha fatto desistere e la Comunità Capi ha
detto di no. Ancora adesso (sono passati 6 o 7 anni) quando lo
incontro mi chiedo se habbiamo fatto o no la cosa giusta (se fosse
dipeso solo da me lo avrei comunque preso, a costo di fare turni di
vigilanza la notte per vedere che non succedesse nulla).

>In fondo, come ho gia` detto, il metodo scout offre momenti di crescita
>bellissimi e avventurosi ai ragazzi, che non possono essergli ne` negati, e
>neppure sminuiti solo perche` c'e` da stare dietro ad un ragazzo MT.

Non è che stare dietro ad un ragazzo handicappato sia un momento
bellissimo di crescita? Certo, forse con un ragazzo del genere è un
problema dormire fuori in un rifugio sull'albero; forse la sua
squadriglia non potrà fare la tenda sopraelevata al campeggio; forse
l'Alta non potrà fare quell'uscita della serie "stavolta li
stronchiamo" con marcia di 25 KM su terreni inesplorati. Però forse
potrebbero scoprire la gioia del servizio; forse potrebbero vivere una
esperienza di fede più ricca di 150 Messe più o meno svogliatamente
subite; potrebbero confrontarsi con il concetto di "limite", così
strano nella fascia di età giovanile, dove il sentimento più tipico è
invece l'onnipotenza! Credo valga la pena di rischiare!

Il problema vero è la necessità di avere una staff abbastanza numerosa
da poter dedicare persone a seguire quei ragazzi! Perchè ne servono
davvero tante e non sempre ci sono. Ma se ci sono, non chiudiamo mai
la porta ad un ragazzo che ci chiede, anche tramite la mamma, di
venire a giocare al nostro gioco.

Buona Strada

Andrea Biglietti AGESCI Modigliana 1° Ravenna Capo Gruppo e MdN

Biagio Russo

unread,
Apr 29, 1999, 3:00:00 AM4/29/99
to

Ciao Paolo,

Hai scritto:

>In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a
>fare niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e`
meglio
>che vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO,
sicuramente

>piu` adatto per le sue esigenze! In fondo non possiamo pretendere che il


>metodo scout offra soluzioni a TUTTI i problemi anche a quelli che
chiaramente non
>gli competono!

Sei proprio sicuro che l'occasione di crescita e' dell'handicappato ? Nel
mio Clan abbiamo un handicappato sulla sedia a rotelle, ha anche difficolta
nel parlare eppure ti dico che lui e' stato un motivo di cresita enorme per
tutti i ragazzi e per se stesso. Quello che ha detto quando ha firmato la
Carta di Clan e' rimasto scolpito nella mente di tutti e nessuno sentiva
quegli impegni meglio di lui. Ti posso assicurare inoltre che non frena
nessuna attivita', hai solo un po' di lavoro in piu' tu quando organizzi una
route a livello logistico, per il resto se manca lui, per gli altri l'uscita
non ha lo stesso valore.

>>In fondo, come ho gia` detto, il metodo scout offre momenti di crescita
>>bellissimi e avventurosi ai ragazzi, che non possono essergli ne` negati,
e
>>neppure sminuiti solo perche` c'e` da stare dietro ad un ragazzo MT.

Ti ho risposto prima.

AB>Non e` che stare dietro ad un ragazzo handicappato sia un momento
AB>bellissimo di crescita? Certo, forse con un ragazzo del genere e` un
AB>problema dormire fuori in un rifugio sull'albero; forse la sua
AB>squadriglia non potra` fare la tenda sopraelevata al campeggio; forse
AB>l'Alta non potra` fare quell'uscita della serie "stavolta li
AB>stronchiamo" con marcia di 25 KM su terreni inesplorati. Pero` forse
AB>potrebbero scoprire la gioia del servizio; forse potrebbero vivere una
AB>esperienza di fede piu` ricca di 150 Messe piu` o meno svogliatamente
AB>subite; potrebbero confrontarsi con il concetto di "limite", cosi`
AB>strano nella fascia di eta` giovanile, dove il sentimento piu` tipico e`
AB>invece l'onnipotenza! Credo valga la pena di rischiare!


Andrea, questa volta sono d'accordo in pieno con quello che stai dicendo

Buona Strada

Biagio Russo
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Paolo O.

unread,
Apr 30, 1999, 3:00:00 AM4/30/99
to

Biagio Russo ha scritto nel messaggio ...

>
>
>Ciao Paolo,
>
>Hai scritto:
>
>>In poche parole: se un handicappato (MT) in un gruppo scout non ci sta` a
>>fare niente, e non e` per lui un occasione di crescita (suo malgrado) e`
>meglio
>>che vada da persone piu` esperte di noi, che usano UN ALTRO METODO,


NON L'HO SCRITTO IO QUESTO!

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