E' la prima volta che scrivo in questo forum.
Da bambina e poi da ragazzina frequentai il movimento scout per cinque
anni.
Ne ho apprezzato il metodo educativo a tal punto che ho inserito la
mia prima figlia di quasi sei anni in un gruppo di castorini.
Come immaginavo, questa esperienza la sta lentamente trasformando: da
bambina introversa e pignola, mostra un entusiasmo via via più intenso
e crescente per le varie attività proposte; ora non sta più nella
pelle di partecipare al campo nazionale, che si terrà quest'esate a
Roccella Jonica. :-)
Anche se è decisamente prematuro, visto che il passaggio al branco/
cerchio avverrà fra due anni, mi domando due cose:
* il gruppo di castorini non è vicinissimo a casa nostra.
Sarebbe secondo voi opportuno farle proseguire l'esperienza scout in
un contesto più prossimo alla sua abitazione, con il rischio concreto
di disperdere tutte le relazioni che ora sta creando, oppure sarebbe
meglio che continuasse nello stesso gruppo?
* Il secondo quesito è più delicato.
Premetto che mio marito e io siamo entrambi cristiani, ma ci siamo
allontanati dalla Chiesa cattolica, né intendiamo avviare i nostri
figli, peraltro non battezzati, ad alcun percorso catechistico
specifico.
Ora la mia bambina ha come Baloo un certo don Aldo con cui non ho
ancora avuto modo di parlare, ma che a occhio mi pare una persona
molto in gamba, e noi non abbiamo nulla in contrario al fatto che un
sacerdote come lui parli di Cristo alla nostra piccola, integrando
l'educazione e l'esempio che riceve in casa.
In un gruppo AGESCI, tuttavia, come si collocano i bambini figli di
genitori non cattolici?
Sono accettati oppure è meglio che i piccoli siano indirizzati al
CNGEI?
Vi ringrazio in anticipo dei vostri spunti.
Un cordiale saluto,
Marina
> In un gruppo AGESCI, tuttavia, come si collocano i bambini figli di
> genitori non cattolici?
Direi di partire dall'aspetto di *proposta* sia per lo scoutismo, sia
per l'educazione piu' in generale. In Agesci il Patto Associativo
(P.A.), che tutti i Capi sono tenuti a fare proprio, prevede la scelta
cristiana e questo e' l'orientamento della proposta in tutti i suoi
aspetti. Lo trovi qui
http://www.agesci.org/index.php?dnd_path=17&dnd=19
Alcuni strumenti dello scoutismo, come la Progressione Personale,
agiscono nel corso dell'intera permanenza del ragazzo o della ragazza
negli ambiti educativi, che culminano con la Partenza attorno ai 21
anni. Fino a quello stadio, sostanzialmente si semina, si corregge, si
discute, ci si confronta. La Partenza vede anche una scelta di fede,
per cui a quell'epoca il ragazzo o la ragazza avra' maturato una
propria posizione anche nei confronti del credo; se non dovesse
scegliere per una vita di fede, esiste una modalita' di distacco dal
gruppo, ugualmente importante e positiva: si cerca di indurre i ragazzi
a compiere una scelta responsabile, ed il risultato e' comunque una
presa di posizione personale e in sostanza un'occasione di gioia per il
gruppo. E' proprio qui che si attualizza la proposta.
Nel nostro gruppo abbiamo alcune richieste di immigrati, per lo piu' di
religione islamica, che chiedono di far partecipare i loro figli;
facciamo loro presente che le nostre attivita', Messa inclusa, non
permettono l'esclusione di alcuno e cerchiamo di capire se da parte dei
genitori ci sia quella disponibilita' che tu descrivi in modo cosi'
chiaro.
Questo e' comunque cio' che accade nel nostro gruppo e non me la sento
di vederla come una regola generale; una chiacchierata con l'assistente
ed i capigruppo e' sicuramente lo strumento piu' valido.
Ci sono alcuni casi di persone non battezzate nei nostri gruppi, alcune
delle quali svolgono un servizio in Comunita' Capi, anche se non di
tipo educativo. Per quei gruppi che accettano questo tipo di apertura,
si valorizza l'impegno e la volonta' di spendersi; e' un discorso molto
delicato e ogni Comunita' Capi lo elabora per conto proprio, con la
supervisione del Comitato di Zona.
> Sono accettati oppure è meglio che i piccoli siano indirizzati al
> CNGEI?
Il CNGEI fa una proposta di scoutismo un po' piu' "tecnico", nel senso
ampio e bello del termine, e lascia degli spazi da impiegare
liberamente a seconda del culto dei soci, per cui una proposta di fede
vera e propria non viene formulata.
> Vi ringrazio in anticipo dei vostri spunti.
Grazie a te per le belle domande. Ce ne fossero di genitori come voi!
:-)
Ciao
Luca
--
Luca Sasdelli
formica selvatica
ScoutTag: San Lazzaro La Mura 2 (BO) - AGESCI
Formatore CAEx, CFA
Comunque, in nessuna associazione si dà molta importanza alla
religiosità o meno dei genitori, piuttosto a quella dei figli, ma a
quella ti ha già risposto Luca.
In aggiunta, e qui parlo molto personalmente, non vedo come grosso
trauma lo spostamento da un gruppo all'altro per una bambina di sei
anni, questo in ambito generale, dopo bisogna fare i conti con tua
figlia, appunto.
Ma, più che altro, dato che da come scrivi mi sembri molto interessata
all'argomento, sarebbe piuttosto da valutare quale delle due (o più)
comunità capi corrispondono di più all'ideale di educazione che avete
voi genitori.
Conta anche molto il progetto educativo stilato da quella coca...
> Il CNGEI fa una proposta di scoutismo un po' piu' "tecnico", nel senso
> ampio e bello del termine, e lascia degli spazi da impiegare liberamente a
> seconda del culto dei soci
Il CNGEI non propone una fede particolare ma non per questo ignora
l'argomento a favore della pura 'tecnica': il cammino di spiritualità e la
ricerca della propria strada/fede/filosofia di vita sono punti
importantissimi e irrinunciabili. :-)
Così a sentimento, se c'è una sezione CNGEI relativamente comoda in zona io
punterei su quella, ma non scarterei a priori l'AGESCI: prima ancora che
dalla questione confessionalità, molto dipende dal rapporto tra i ragazzi e
i capi.
--
Atrus di Myst
http://it.groups.yahoo.com/group/skellig/
> l'argomento a favore della pura 'tecnica': il cammino di spiritualità e la
> ricerca della propria strada/fede/filosofia di vita sono punti
> importantissimi e irrinunciabili. :-)
Certo: forse mi sono espresso male, ma col fatto di lasciare degli
spazi personali dedicati al culto intendevo proprio questo :-)
Ciao
Luca
Per la seconda domanda, che credo piu' importante, rispetto a quanto
detto da Luca ho da aggiungere solo una 'minaccia' :-) aspettati dalla
bambina qualche domanda, non oggi ma nel corso del tempo, riguardo la
religione, sai bene quanto i piccoli siano curiosi...
Per la prima domanda credo dipenda principalmente da dove abitate, se
vivete in una grande citta' dove e' difficile, se non impossibile, per
i bambini poter uscire da soli per giocare per strada ti consiglierei
di lasciarla nel gruppo dov'e' oggi, e' molto probabile che la dovrete
accompagnare ogni volta sia dov'e ora che vicino casa e difficilmente
potrebbe incontrarsi con gli altri.
Se abitate in un posto dove potra' giocare fuori casa se frequentera'
gli scout della parrocchia vicina, potra' incontrare i suoi 'amici'
scout anche al di fuori delle attivita' e crearsi una rete di amicizie
piu' completa.
In ogni caso a 8 anni, eta' alla quale dovrebbe entrare in
branco/cercio, i bambini fanno presto a fare amicizia.
--
Buona Strada
Andrea Malfatti
ScoutTAG: Roma 129/136 (RM) (AGESCI) Ex capo
> E' la prima volta che scrivo in questo forum.
Oh, ciao. Io ci capito ogni tanto. :-)
> Vi ringrazio in anticipo dei vostri spunti.
Bella questione.
Io ho portato Fabio al CNGEI un po' perchè laico, ma un po' anche
perchè vicino. Anzi, principalmente perchè vicino.
Se avessi privilegiato l'ideologia l'avrei portato all'ASEI (scout
evangelici). Però era distante.
Io terrei *molto* in considerazione il fattore distanza. Se no fra 2 o
3 anni ti trasformi in taxi-bimba. :-)))
L'AGESCI è molto più totalizzante perchè si trova in parrocchia e ci
puoi andare in qualsiasi momento, anche quando non c'è "tana" perchè
puoi andare in oratorio e giocare con gli altri bambini, fra i quali
troverai sempre qualche lupetto.
Il CNGEI ti offre meno possibilità perchè ci si vede in sede solo per
la "tana" e per la "caccia", però ti lascia più libero per il futuro.
Auguri,
Marco
comunque...
im------possibile...
Ho analizzato il Patto Associativo dell'AGESCI: mi pare non solo
comprensibile, ma auspicabile, che al capo di un gruppo scout
cattolico si richieda un'esplicita scelta di fede e una testimonianza
di vita fondata su ben precisi valori.
Nonostante ne fossi già a conoscenza, mi meraviglia comunque un po' il
fatto che non si domandi la stessa esplicita adesione al bambino e ai
suoi genitori, anche se apprezzo come grande segno di apertura un
passo del seguente tenore:
"In una realtà sempre più multiculturale cogliamo come occasione di
crescita reciproca l'accoglienza nelle Unità di ragazze e ragazzi di
altre confessioni cristiane, nello spirito del dialogo ecumenico, e di
altre religioni, nell'arricchimento del confronto interreligioso. E'
un dono che interroga l'Associazione su come coniugare accoglienza e
fedeltà all'annuncio del messaggio evangelico, consapevoli che in
Cristo tutta la realtà umana ed ogni esperienza religiosa trovano il
loro pieno
significato."
Penso che rappresenti una sfida enorme riuscire ad accogliere tutti
senza al contempo annacquare la portata del messaggio cattolico e
sinceramente non so quanto ciò sia possibile senza ingenerare
confusione nei bambini.
In ogni caso, se la mia bambina proseguirà il suo percorso scout
nell'AGESCI, lo metto già in conto e farò del mio meglio per aiutarla
a chiarirsi le idee. :-)
Ringrazio molto anche chi mi ha illuminata sulla natura del CNGEI:
nella mia ignoranza (perdonatemi), pensavo che fosse esclusivamente
una forma di scoutismo totalmente laico e avulso da qualsivoglia
riferimento alla dimensione spirituale; apprendo invece da voi che
questa è importante e che in questa associazione si lasciano ai
ragazzi degli spazi dedicati al culto: se qualcuno avesse la pazienza
e la volontà di spiegarmi come ciò avvenga nella pratica, ve ne sarei
grata, soprattutto in riferimento al branco dei lupetti.
E' stata per me estremamente interessante anche la scoperta
dell'Assoraider, di cui mai avevo sentito parlare: condivido in toto
l'idea della creazione di una quinta branca che accompagni lo scout
anche nel suo ingresso alla vita adulta, ne condivido anche l'apertura
pluriconfessionale, ma purtroppo in Piemonte è presente solo in una
sede distantissima da casa mia.
Al termine del percorso che mia figlia avrà compiuto con i Castorini,
cercherò prima di tutto di comprendere cosa *lei* desideri e di vedere
quali relazioni abbia stabilito con il gruppo dei suoi coetanei, poi
valuterò il da farsi.
Molto vicino a casa mia in parrocchia si raduna un gruppo dell'AGESCI,
ma non lontano c'è anche un gruppo CNGEI, oltre ovviamente all'opzione
di lasciare che prosegua il suo cammino scout nel gruppo in cui è
inserita attualmente.
Un cordiale saluto a tutti,
Marina
> mi meraviglia comunque un po' il fatto che non si domandi la stessa
> esplicita adesione al bambino e ai suoi genitori
Uno dei punti per aderire al bureau mondiale dello scautismo � che tutti i
ragazzi possano iscriversi a prescindere da fede, razza, ecc.
L'AGESCI ha fatto questa scelta, mentre altre associazioni confessionali
richiedono che il ragazzo appartenga a quella specifica confessione.
> se qualcuno avesse la pazienza e la volont� di spiegarmi come ci�
> avvenga nella pratica, ve ne sarei grata, soprattutto in riferimento
> al branco dei lupetti.
Riguardo le pratiche religiose ci sono 'tattiche' diverse nei vari gruppi,
sviluppate anche in base ai ragazzi e alla loro fede. Ad esempio alcuni
gruppi, quando si va in uscita, portano i ragazzi cattolici a messa la
domenica mattina, mentre in altri si cerca semplicemente di tornare a casa
prima della messa serale... stessa cosa per il catechismo se si accavalla
con l'attivit� in tana, e si cercano accorgimenti simili (chiaramente
ragionati anche con i genitori) per i ragazzi di altre culture e religioni.
C'� poi un vero e proprio progetto di formazione spirituale non legato ad
una confessione specifica, ma che con metodi diversi a seconda dell'et�
(giochi, discussioni, approfondimenti...) spinge i ragazzi a ragionare su
vari temi dell'ambito spirituale, tra cui i sentimenti, l'ambito sociale, il
rapporto col mondo, e anche appunto la fede e la religione - o, nel caso, il
perch� non credono. Tutto con un'ottica improntata a tirare fuori dal
ragazzo quello che pensa lui, e non a far s� che sia il capo a offrire
soluzioni gi� pronte.
> Uno dei punti per aderire al bureau mondiale dello scautismo è che tutti i
> ragazzi possano iscriversi a prescindere da fede, razza, ecc.
> L'AGESCI ha fatto questa scelta, mentre altre associazioni confessionali
> richiedono che il ragazzo appartenga a quella specifica confessione.
L'ha fatta a metà perchè sei comunque uno scout di seconda categoria e
non potrai mai diventare un capo.
M.
> Ringrazio molto anche chi mi ha illuminata sulla natura del CNGEI:
> nella mia ignoranza (perdonatemi), pensavo che fosse esclusivamente
> una forma di scoutismo totalmente laico e avulso da qualsivoglia
> riferimento alla dimensione spirituale; apprendo invece da voi che
> questa è importante e che in questa associazione si lasciano ai
> ragazzi degli spazi dedicati al culto: se qualcuno avesse la pazienza
> e la volontà di spiegarmi come ciò avvenga nella pratica, ve ne sarei
> grata, soprattutto in riferimento al branco dei lupetti.
Da noi non esiste uno spazio. In "caccia" nessuno va in chiesa, ma
credo che non ci sia neanche la domanda perchè c'è un pessimo clima
fra preti e scout. Pare che dicano in chiesa di non portare i bambini
dagli scout (c'è solo il CNGEI). Non posso controllare perchè non ci
vado.
M.
> L'ha fatta a metᅵ perchᅵ sei comunque uno scout di seconda categoria e
> non potrai mai diventare un capo.
Puoi spiegare piu' chiaramente cosa vuoi dire?
> L'ha fatta a met� perch� sei comunque uno scout di seconda categoria e
> non potrai mai diventare un capo.
L'AGESCI in questo � perfettamente a norma per WOSM/WAGGGS: il cammino
educativo si ferma prima di diventare capo e quindi i loro soci possono
percorrerlo pienamente. I capi _non_ sono ragazzi scout ma adulti scout, due
cose ben distinte per ruoli, funzione e formazione.
Sulla questione delle due partenze a seconda che uno sia o meno cattolico si
pu� essere d'accordo o meno, ma il semplice fatto che l'Agesci sia nella FIS
vuol dire che il loro metodo al Bureau sta bene.
E sinceramente non ho mai nemmeno incontrato una chiesa che non volesse noi
del CNGEI durante le sue funzioni, anzi...
--
Atrus di Myst
http://faggiorosso.info
Che arrivato alla fine del cammino da rover non puoi restare in AGESCI
se non sei cattolico.
M.
> Che arrivato alla fine del cammino da rover non puoi restare in AGESCI
> se non sei cattolico.
E' un'associazione cattolica... sarebbe strano il contrario :-)
Comunque non c'e' una "scure" cosi' netta e sommaria come la dipingi;
un conto e' la Partenza, vissuta in una prospettiva di crescita, mentre
un'altra l'ingresso in CoCa e la condivisione del Patto Associativo.
Ciao
Luca
> E sinceramente non ho mai nemmeno incontrato una chiesa che non volesse noi
> del CNGEI durante le sue funzioni, anzi...
Devo ammettere di conoscere solo la realtà locale del gruppo di San
Mauro Torinese (sezione di Gassino Torinese) dove il problema non si
pone per più di un motivo.
Dalle mie parti (Abbadia di Stura) la frequenza alla messa domenicale
è molto bassa, non ci sono gruppi AGESCI, i rapporti fra cattolicesimo
e CNGEI non esistono, il parroco dice di non mandare i bambini dagli
scout ed a nessuno dei lupetti del CNGEI credo sia mai passato per la
testa di andare in chiesa durante una caccia o durante una vacanza di
branco.
Però la questione mi incuriosisce. Come dovrebbe funzionare? Come
funziona da altre parti.
M.
> > Che arrivato alla fine del cammino da rover non puoi restare in AGESCI
> > se non sei cattolico.
>
> E' un'associazione cattolica... sarebbe strano il contrario :-)
Lo so, ma, anche se viene tollerato, mi sembra che sia contrario ai
principi del movimento.
Mi sembrano più coerenti gli FSE, l'AGESCI non si capisce bene come
funzioni. Secondo me è da chiarire, vedi quello che scrivevo quando mi
chiedevo se abbia ancora senso che esistano AGESCI e CNGEI.
M.
@ marco
Dalle mie parti (Abbadia di Stura) la frequenza alla messa domenicale
è molto bassa, non ci sono gruppi AGESCI,
bè, non distantissimi hai il torino 9 e il torino 19...
http://www.piemonte.agesci.it/zonatorino/gruppi.php
Però la questione mi incuriosisce. Come dovrebbe funzionare? Come
funziona da altre parti.
b'è, dipende sempre dalle persone, e dai rapporti che si sono creati
negli anni...
TIpo da noi nell'occasione del centenario, lo scoutismo veronese si è
riunito in Arena per celebrare il centenario, e i tre gruppi cngei
sono rimasti con noi alla messa conclusiva.
(e i rapporti di forza sono 3 gruppi cngei e 40 gruppi agesci in tutta
la provincia, tralasciando i senio e masci...)
> Dalle mie parti (Abbadia di Stura) la frequenza alla messa domenicale
> è molto bassa, non ci sono gruppi AGESCI,
>
> bè, non distantissimi hai il torino 9 e il torino 19
L'unico comodo è il Settimo Torinese, qualche bambino ci va. Però è
meno avventuroso, quest'anno hanno fatto solo 3 "caccie" di 2 giorni,
mentre il CNGEI San Mauro ne ha fatte 8. Ci va un compagno di classe
di mio figlio, fra l'altro non cattolico (battista).
> Tipo da noi nell'occasione del centenario, lo scoutismo veronese si è
> riunito in Arena per celebrare il centenario, e i tre gruppi cngei
> sono rimasti con noi alla messa conclusiva.
A Torino non ci sono quasi relazioni, se non per la gestione dei
materiali al negozio scout. I CNGEI partecipano alla giornata
dell'orgoglio laico ed a Torino Spiritualità, ma se gli dici che vai
in chiesa ti guardano strano. Hanno un taglio molto "new age".
M.
Stiamo un'attimo uscendo dal topic, comunque.
Ah, per inciso: nel 2009 l'AIC (Associazione Italiana Castorini)
chiuderà in battenti, che si fondi nell'agesci o meno.
A me va benissimo, ma è chiaro che non dipende da AGESCI o CNGEI.
> Ah, per inciso: nel 2009 l'AIC (Associazione Italiana Castorini)
> chiuderà in battenti, che si fondi nell'agesci o meno.
L'ho sentito dire. Cosa vuol dire? Tutti a casa? E perchè? E chi ci è
già dentro, come la bimba di Marina?
Da noi arrivano dei genitori di bambini di 1° e 2° elementare per cui
qualcuno aveva proposto di creare una colonia, ma in CNGEI non c'è
niente. Pazienza.
Marco
> > Ah, per inciso: nel 2009 l'AIC (Associazione Italiana Castorini)
> > chiuderà in battenti, che si fondi nell'agesci o meno.
Marco O. risponde:
> L'ho sentito dire. Cosa vuol dire? Tutti a casa? E perchè? E chi ci è
> già dentro, come la bimba di Marina?
>
> Da noi arrivano dei genitori di bambini di 1° e 2° elementare per cui
> qualcuno aveva proposto di creare una colonia, ma in CNGEI non c'è
> niente. Pazienza.
Sino a qualche mese fa mi era stato detto che non si conoscevano
ancora con esattezza le modalità di chiusura dell'A.I.C. e che, in
ogni caso, non era certo che si sarebbe fusa con l'AGESCI.
Mi domando per quale ragione chiuda i battenti.
Marco, l'attività dei vari gruppi comunque proseguirà.
A Torino e provincia sono appena state inaugurate due nuove colonie,
una nella frazione Regina Margherita (vicino a Collegno) e un'altra in
città, ma non ricordo esattamente in quale zona.
Sarebbe quanto meno strano che fosse dato avvio a due nuovi gruppi per
chiuderli eventualmente dopo pochi mesi. :-)
Ciao,
Marina
> > > Che arrivato alla fine del cammino da rover non puoi restare in AGESCI
> > > se non sei cattolico.
> >
> > E' un'associazione cattolica... sarebbe strano il contrario :-)
>
> Lo so, ma, anche se viene tollerato, mi sembra che sia contrario ai
> principi del movimento.
>
> Mi sembrano pi� coerenti gli FSE, l'AGESCI non si capisce bene come
> funzioni. Secondo me � da chiarire, vedi quello che scrivevo quando mi
> chiedevo se abbia ancora senso che esistano AGESCI e CNGEI.
Perch� mi pare che tu come altri confondiate la Co.Ca. con una naturale
prosecuzione del cammino di crescita in associazione.
Mi spiego, dopo essere stato accompagnato nella crescita nelle branche
il ragazzo ormai adulto sceglie di prendere la partenza. Fine.
Entrare nella comunit� capi non � una logica conseguenza, ma una scelta
successiva, fatta sulla base dell'impegno preso quando si � deciso di
partire. Uno pu� benissimo scegliere di diventare volontario della croce
rossa, e l� mai ti chiederanno di essere cattolico...
Se invece uno vuol diventare capo in Agesci, si, � richiesto ed � giusto
che sia.
--
Guru Non coltivate i beni terreni,
non rimarr� niente.
Coltivate l'amore delle persone,
vale pi� di qualsiasi oro.
> Entrare nella comunitᅵ capi non ᅵ una logica conseguenza, ma una scelta
> successiva, fatta sulla base dell'impegno preso quando si ᅵ deciso di
> partire. Uno puᅵ benissimo scegliere di diventare volontario della croce
> rossa, e lᅵ mai ti chiederanno di essere cattolico...
Perfetto: e' la canonica differenza fra servizio e volontariato :-)
Ciao
Luca
> Perché mi pare che tu come altri confondiate la Co.Ca. con una naturale
> prosecuzione del cammino di crescita in associazione.
> Se invece uno vuol diventare capo in Agesci, si, è richiesto ed è giusto
> che sia.
Per cui chi non è cattolico nell'AGESCI è uno scout di seconda
categoria.
Però in molti posti c'è solo l'AGESCI anche perchè la disponibilità
delle strutture parrocchiale ne consente una diffusione più capillare
per cui chi non è cattolico può solo diventare uno scout di seconda
categoria.
Poi l'AGESCI deve rifiutare le iscrizioni per mancanza di capi. Come
vedi non funziona.
Ha senso che ci sia una lista di attesa per diventare lupetti?
M.
Non e' facendo delle rigide categorie che si riesce a comprendere lo
spirito di un'associazione come la nostra.
> Perᅵ in molti posti c'ᅵ solo l'AGESCI anche perchᅵ la disponibilitᅵ
> delle strutture parrocchiale ne consente una diffusione piᅵ capillare
> per cui chi non ᅵ cattolico puᅵ solo diventare uno scout di seconda
> categoria.
Stai sempre facendo una cosa unica fra scout che frequentano, Capi
scout e proposta scout; ti e' stato spiegato che la scelta vera e
propria e' richiesta ai Capi, mentre ai ragazzi viene fatta una
proposta. C'e' una bella differenza.
> Poi l'AGESCI deve rifiutare le iscrizioni per mancanza di capi. Come
> vedi non funziona.
Secondo te a cosa e' dovuta (anche) la mancanza di capi?
> Ha senso che ci sia una lista di attesa per diventare lupetti?
Se si vuole mantenere un elevato livello della proposta, si';
altrimenti si passa (es.) dalla Progressione Personale Unitaria ad una
bella massificazione o ad un generico intrattenimento e chi s'e' visto
s'e' visto :-D
Ciao
Luca
> Per cui chi non � cattolico nell'AGESCI � uno scout di seconda
> categoria.
Ancora! None, uno ragazzo scout in AGESCI pu� essere come vuole ma non �
considerato inferiore agli altri, e nemmeno di altra categoria! E non �
cos� nemmeno allo stato dell'arte!
> Per� in molti posti c'� solo l'AGESCI anche perch� la disponibilit�
> delle strutture parrocchiale ne consente una diffusione pi� capillare
> per cui chi non � cattolico pu� solo diventare uno scout di seconda
> categoria.
Se c'� solo l'AGESCI una persona non credente, di altra
confessione/religione, pu� comunque compiere il suo percorso di
crescita, poi sceglier� di fare il suo servizio in altri ambiti.
In AGESCI non viene data la "promozione" a capo, non ci sono
prerequisiti di merito per diventare capi.
> Poi l'AGESCI deve rifiutare le iscrizioni per mancanza di capi. Come
> vedi non funziona.
Mi stai dicendo che ormai non ci sono pi� scout cattolici? O che non ci
sono pi� cattolici? Che in italia stiamo diventando tutti buddisti -
mussulmani - shintoisti - ind�?? :-)
Io direi che generalmente c'� un maggior disimpegno, le persone
preferiscono gli svaghi e la libert� piuttosto che dare la propria
disponibilit� a una cosa che impegna.
> Ha senso che ci sia una lista di attesa per diventare lupetti?
Se ce n'� la necessit� si. Se un gruppo non ha abbastanza capi per fare
2 branchi, o allargare quello che c'�, e se nelle vicinanze del gruppo
ci sono un migliaio di famiglie di cui il 50% vedono bene gli scout come
agenzia educativa e il resto li trovano ottimi come parcheggio di
<<figli rompiscatole che vogliono continuamente attenzioni che palle
voglio la mia libert� che stiano a giocare l� per un po' di ore che cos�
me li tolgo dai piedi>>, allora si fa la lista.
Dispiace, ne abbiam discusso a lungo anche nel mio gruppo, ma quest'anno
per la prima volta abbiamo dovuto farla anche noi in modo ufficiale. O
cos� oppure si chiude baracca!
Oppure apriamo un bel "gruppo giovani marmotte" e ci facciam pagare e lo
facciamo a tempo pieno... :-D
> Se c'è solo l'AGESCI una persona non credente, di altra
> confessione/religione, può comunque compiere il suo percorso di
> crescita, poi sceglierà di fare il suo servizio in altri ambiti.
Appunto, quindi non può restare nell'AGESCI dopo l'ultimo anno da
"rover". Per cui è di seconda categoria. Rispondo anche a Luca
Sasdelli.
> > Poi l'AGESCI deve rifiutare le iscrizioni per mancanza di capi. Come
> > vedi non funziona.
>
> Mi stai dicendo che ormai non ci sono più scout cattolici? O che non ci
> sono più cattolici?
Beh, dalle mie parti (prima cintura di Torino) non è che ce ne siano
tanti. A Traves, dove ho una seconda casa, ancora di meno, i
battezzati non raggiungono il 50% dei nuovi nati. Torniamo dalle mie
parti. I battezzati cattolici sono ancora tanti. In classe di Fabio,
per esempio, sono 14 su 18, quasi tutti ricevono la Prima Comunione ed
uno su due riceve anche la Cresima. Però i praticanti sono pochissimi.
In molte classi non c'è neanche un bambino che vada a Messa la
domenica e non c'è l'oratorio, non ci andava più nessuno ed hanno
affittato il campo di calcio ad un circolo ARCI.
C'è a 2 km da casa un gruppo del CNGEI (San Mauro Torinese), mentre
non c'è altrettanto vicino un gruppo dell'AGESCI, ma, quando Fabio ha
detto che gli sarebbero interessati gli scout abbiamo preso in
considerazione entrambe le possibilità perchè siamo cristiani non
cattolici ed un ambiente cristiano ci sarebbe anche potuto piacere più
del CNGEI.
C'erano due problemi. Il primo era la lista di attesa, il secondo è
che se non sei cattolico ti è preclusa la possibilità di restare
nell'ambiente dopo l'ultimo anno da "rover". Ci è sembrata una
prospettiva discriminante ed abbiamo scelto il CNGEI, pur con alcune
perplessità sull'ambiente un po' troppo "new age", almeno a San Mauro.
> > Ha senso che ci sia una lista di attesa per diventare lupetti?
>
> Se ce n'è la necessità si. Se un gruppo non ha abbastanza capi per fare
> 2 branchi, o allargare quello che c'è, e se nelle vicinanze del gruppo...
Bisogna capire perchè non ha abbastanza capi, magari non li ha perchè
quelli che erano disponibili al servizio come capi non erano
cattolici. E si torna al nocciolo della questione. In un branco dove
la maggior parte dei lupetti non è cattolica ha senso che i capi siano
tutti per forza cattolici?
E la situazione peggiorerà perchè fra 10 anni, quando i capi dovranno
essere scelti fra i lupetti di oggi la penuria di capi sarà
drammatica. E ci sono molti branchi dove i lupetti di famiglia
cattolica sono ben meno della metà.
Secondo me dovranno prendere una decisione. O si ricattolicizzano e
diventano una copia a branchi misti della FSE o si decattolicizzano e
prendono anche dei capi non cattolici. IMHO quella di oggi è una via
di mezzo che non funziona.
M.
> Bisogna capire perch� non ha abbastanza capi, magari non li ha perch�
> quelli che erano disponibili al servizio come capi non erano
> cattolici. E si torna al nocciolo della questione. In un branco dove
> la maggior parte dei lupetti non � cattolica ha senso che i capi siano
> tutti per forza cattolici?
[CUT]
> Secondo me dovranno prendere una decisione. O si ricattolicizzano e
> diventano una copia a branchi misti della FSE o si decattolicizzano e
> prendono anche dei capi non cattolici. IMHO quella di oggi � una via
> di mezzo che non funziona.
A giudicare dai numeri in Italia funziona.
La situazione delle tue parti non la conosco bene, se non dalle tue
parole, per cui non so, comunque se � proprio cos� male a livello di
cattolicesimo...
...si pu� sempre creare l'AGESI, cos� prendendo tutta la struttura
dell'associazione che gi� c'�, con metodo e tutto, ma eliminando il
cattolicesimo. Non credo sia vietato. Se trovi qualcuno, magari scout
che dopo l'ultimo anno di rover non hanno potuto fare il capo perch� non
cattolico, e se si apre una associazione del genere non posso che
augurarvi di cuore "buona fortuna".
Potreste anche essere punto di riferimento di tutti quelli che
vorrebbero continuare l'eperienza scout ma non lo possono fare in un
gruppo cattolico....
Comunque se siete nei dintorni di Torino vi consiglio anche di fare un
po' di servizio al Ser.Mi.G.
> A giudicare dai numeri in Italia funziona.
Boh. A Torino negli ultimi anni i gruppi AGESCI sono scesi da 30 a 24
ed i sopravvissuti hanno ridotto il numero di mute. Ed in molti gruppi
la maggior parte dei lupetti non è di famiglia cattolica per cui la
situazione peggiorerà.
> La situazione delle tue parti non la conosco bene, se non dalle tue
> parole, per cui non so, comunque se è proprio così male a livello di
> cattolicesimo...
> ...si può sempre creare l'AGESI, così prendendo tutta la struttura
> dell'associazione che già c'è, con metodo e tutto, ma eliminando il
> cattolicesimo. Non credo sia vietato.
Già fatto. Alcuni ex AGESCI cacciati perchè protestanti hanno creato
dei gruppi pseudo-AGESCI. Ce n'è uno anche a Torino, presso una chiesa
battista. Usano perfino le divise dell'AGESCI, solo con i distintivi
cambiati. Però funziona male per molte ragioni. La prima è che mancano
il rapporto con gli altri gruppi e la formazione dei capi. Il secondo
è che non risolvono il problema. Il primo anno tutti i pochi membri
erano protestanti, poi hanno iniziato ad arrivare gli amici cattolici.
La "libanizzazione" degli scout non è nella mente dei torinesi.
Con i musulmani è lo stesso. A Milano ed a Roma ci sono due gruppi che
vorrebbero entrare nella FIS. Però molti musulmani preferiscono un
gruppo AGESCI vicino a casa. A Torino l'unico imam credibile non li
vuole e dice di portare i bambini nell'AGESCI perchè gli scout devono
credere in Dio, non in Allah od in Gesù Cristo. Con i negri, per la
maggior parte nigeriani, poi è ancora peggio. Da loro l'organizzazione
è unica. Gli italiani atei, poi, non riescono neanche ad inquadrare il
problema. Se devono far finta di essere cattolici in genere si
rassegnano.
Dove abiti?
M.
> Dove abiti?
In Friuli, zona Tagliamento. Noi non riscontriamo tutte queste
difficolt� con i ragazzi, i pochi capi sono un fenomeno pi� dovuto alla
mancanza di voglia di impegnarsi.
> In Friuli, zona Tagliamento. Noi non riscontriamo tutte queste
> difficoltà con i ragazzi, i pochi capi sono un fenomeno più dovuto alla
> mancanza di voglia di impegnarsi.
Lo so, ci sono grosse eterogeneità.
M.
> > In Friuli, zona Tagliamento. Noi non riscontriamo tutte queste
> > difficolt� con i ragazzi, i pochi capi sono un fenomeno pi� dovuto alla
> > mancanza di voglia di impegnarsi.
>
> Lo so, ci sono grosse eterogeneit�.
Proprio per quello preferisco una associazione che prende una posizione
netta verso gli adulti, ma che nei confronti dei ragazzi � aperta e
disponibile.
Non si pu� abdicare ai propri doveri, quando uno cresce si deve saper
prendere le sue responsabilit�, altrimenti non � un adulto "sano"...
O comunque non � un esempio, un testimone...
> In Friuli, zona Tagliamento. Noi non riscontriamo tutte queste
> difficoltᅵ con i ragazzi, i pochi capi sono un fenomeno piᅵ dovuto alla
> mancanza di voglia di impegnarsi.
Aggiungo che, obiettivamente, con il nuovo ordinamento universitario
(lauree brevi = esamificio) e il precariato, diventa molto difficile
per un ragazzo progettare una significativa permanenza in CoCa, incluso
naturalmente l'iter di formazione.
Ciao
Luca
> > Lo so, ci sono grosse eterogeneità.
>
> Proprio per quello preferisco una associazione che prende una posizione
> netta verso gli adulti, ma che nei confronti dei ragazzi è aperta e
> disponibile.
> Non si può abdicare ai propri doveri, quando uno cresce si deve saper
> prendere le sue responsabilità, altrimenti non è un adulto "sano"...
> O comunque non è un esempio, un testimone...
Di cosa? Io conosco parecchi giovani che sono ben disposti a prendere
delle responsabilità. Il problema è che sono cresciuti nell'AGESCI, ma
non sono cattolici ed oggi l'AGESCI quando arrivano al termine del
percorso di "rover" impedisce loro di prendere delle responsabilità da
capi.
Loro sono ben disposti a prendere delle responsabilità, ma non ne
hanno la possibilità.
Probabilmente non ti rendi conto del problema perchè vivi in una
piccola realtà del Nord-Est dove, almeno a parole, sono quasi tutti
cattolici. Se vivessi a Torino od a Milano capiresti che il meccanismo
non funziona più.
In un branco dove la maggior parte dei lupetti non è di famiglia
cattolica ha senso che tutti i capi siano necessariamente cattolici
convinti e praticanti? C'è il CNGEI, ma, oltre ad avere dei problemi
di visibilità, dalle nostre parti è troppo "new age".
Con la gestione di oggi gruppi dove la maggior parte dei lupetti non
sia di famiglia cattolica sono destinati a chiudere, senza scampo.
Io ho un amico che aveva fatto l'Akela in Nigeria. Non hanno problemi
del genere perchè non chiedono una scelta confessionale ben definita.
I lupetti cattolici sono seguiti da un capo cattolico, ma il gruppo è
misto. Mi sembra un modello migliore.
M.
> Io ho un amico che aveva fatto l'Akela in Nigeria. Non hanno problemi
> del genere perchè non chiedono una scelta confessionale ben definita.
> I lupetti cattolici sono seguiti da un capo cattolico, ma il gruppo è
> misto. Mi sembra un modello migliore.
>
Allora NON è possibile fare questo tipo di ragionamenti assurdi.
Se mio nonno avesse le ruote sarebbe una carriola.
La Nigeria è un'altro mondo: evidentemente non hanno problemi di capi,
dato che se per ogni confessione c'è un capo (questo implica che, in
caso, debbano essere presenti circa 6 - cattolica, protestante,
musulmana, animista, evangelista, anglicani, pentecostali, religioni
presenti - capi a unità 6xLC+EG+RS=18 capi, senza contare la
diarchia), come un altro mondo è il nord-est rispetto a torino.
>In un branco dove la maggior parte dei lupetti non è di famiglia
>cattolica ha senso che tutti i capi siano necessariamente cattolici
>convinti e praticanti?
boia, ma gli educatori in un'associazione sono gli educatori o la
famiglia?
Piccola parentesi: se fossero così tanti fuoriusciti che non possono
mettere piede in coca, se entrassero TUTTI nel cngei, dovrebbero
aprire un fracco di gruppi.
Com'è che non accade?
> >In un branco dove la maggior parte dei lupetti non è di famiglia
> >cattolica ha senso che tutti i capi siano necessariamente cattolici
> >convinti e praticanti?
>
> boia, ma gli educatori in un'associazione sono gli educatori o la
> famiglia?
La gente gli sceglie per i bambini perchè sono scout ed hanno una
bella sede dalle parti di casa, del fatto che siano cattolici o non
cattolici alla maggior parte della gente importa poco.
In genere il gruppo viene scelto perchè è vicino a casa o perchè è
frequentato da amici dei bambini. Dimostrazione pratica: a San Mauro
c'è solo il CNGEI, a Settimo c'è solo l'AGESCI, eppure non c'è
scambio, vanno tutti al gruppo più vicino, ed al gruppo protestante
pseudo-AGESCI è pieno di cattolici. Certe distinzioni non interessano
più ai genitori, almeno in genere.
> Piccola parentesi: se fossero così tanti fuoriusciti che non possono
> mettere piede in coca, se entrassero TUTTI nel cngei, dovrebbero
> aprire un fracco di gruppi.
Uno non ricomincia da capo a 22 anni. Continua a frequentare gli amici
dell'AGESCI quando sono liberi.
M.
Ok, e che me ne viene in tasca a me? La proposta è quella, perchè io
credo in quella.
Se a loro non gliene frega niente, cavoli loro, non è che posso dare
la mia testimonianza a un valore o a un'altro.
Non siamo mica lavoratori.
> > Piccola parentesi: se fossero così tanti fuoriusciti che non possono
> > mettere piede in coca, se entrassero TUTTI nel cngei, dovrebbero
> > aprire un fracco di gruppi.
>
> Uno non ricomincia da capo a 22 anni. Continua a frequentare gli amici
> dell'AGESCI quando sono liberi.
Non ricomincia da capo a 22 anni? Oh, ma le scelte quando le vogliamo
prendere? Se io credo veramente in qualcosa, faccio l'im-possibile per
ottenerla. Se vuol dire farsi 20 km per fare servizio, credo si
faccia. Conosco gente che lo fa.
Inoltre,cosa vuol dire questa tua ultima frase?
> A Torino non ci sono quasi relazioni, se non per la gestione dei
> materiali al negozio scout.
Trovo che questo sia davvero molto brutto.
Non è forse parte della Legge "La Guida e lo Scout sono amici di tutti
e fratelli di ogni altra Guida e Scout" ?
> I CNGEI partecipano alla giornata
> dell'orgoglio laico ed a Torino Spiritualità, ma se gli dici che vai
> in chiesa ti guardano strano. Hanno un taglio molto "new age".
Perché "new age"?
Grazie e ciao.
Marina
> Se a loro non gliene frega niente, cavoli loro, non è che posso dare
> la mia testimonianza a un valore o a un'altro.
Nessuno ti impedisce di dare la tua testimonianza di cattolico. Il
problema è che l'AGESCI lo pretende come una volta anche se le
condizioni sociali e culturali sono cambiate ed il sistema non
funziona più bene.
> Non ricomincia da capo a 22 anni? Oh, ma le scelte quando le vogliamo
> prendere?
In un gruppo scout si cresce anche come amici. Direi principalmente.
Poi, mentre si cresce, si assumono delle responsabilità. Il fatto che
ad un certo punto ci sia una barriera improvvisa per i non cattolici
crea dei problemi a tutti. Anche ai cattolici. Tu vorresti fare una
scelta di servizio, ma la vorresti fare con la tua comunità di amici,
non puoi perchè non sei cattolico ed anche i tuoi amici si trovano in
difficoltà perchè vorrebbero stare con te, ma tu non puoi più stare
con loro.
Alla fine se ne vanno tutti.
M.
> Tu vorresti fare una
> scelta di servizio, ma la vorresti fare con la tua comunit� di amici,
> non puoi perch� non sei cattolico ed anche i tuoi amici si trovano in
> difficolt� perch� vorrebbero stare con te, ma tu non puoi pi� stare
> con loro.
>
> Alla fine se ne vanno tutti.
IM-Possibile???
> > A Torino non ci sono quasi relazioni, se non per la gestione dei
> > materiali al negozio scout.
>
> Trovo che questo sia davvero molto brutto.
> Non è forse parte della Legge "La Guida e lo Scout sono amici di tutti
> e fratelli di ogni altra Guida e Scout" ?
Il problema è che, almeno nel Torinese, c’è molta “catto-spocchia”.
Dialogo da Marco O. e l’ex “Bagheera” di un gruppo AGESCI di Torino,
ora nel MASCI.
“Ah, Fabio ha iniziato ad andare in un branco di lupetti.”
“Dove?”
“CNGEI San Mauro.”
“Ah, CNGEI. Non ho mai capito cosa siano. Sono protestanti? Adesso c’è
anche qualche musulmano?”
“Boh, sono quello che vogliono, non si tengono attività religiose di
branco.”
“E che senso ha essere scout se non si pratica una religione?”
> Perché "new age"?
Non “new age” nel senso di “età dell’acquario”. Credono che la vita ed
il servizio a contatto con la natura favoriscano lo sviluppo della
spiritualità dell’individuo, ma non la indirizzano con precisione.
Se vuoi dei chiarimenti chiamami pure, hai ancora il mio numero di
telefono?
Ciao,
Marco
> > Alla fine se ne vanno tutti.
>
> IM-Possibile???
Ovviamente esageravo. Però il problema è reale e si aggraverà col
tempo. Ci si dovrà pensare.
M.
> Dialogo da Marco O. e l’ex “Bagheera” di un gruppo AGESCI di Torino,
> ora nel MASCI.
> “Ah, Fabio ha iniziato ad andare in un branco di lupetti.”
>
> “Dove?”
>
> “CNGEI San Mauro.”
>
> “Ah, CNGEI. Non ho mai capito cosa siano. Sono protestanti? Adesso c’è
> anche qualche musulmano?”
>
> “Boh, sono quello che vogliono, non si tengono attività religiose di
> branco.”
>
> “E che senso ha essere scout se non si pratica una religione?”
Do' un giudizio un po' tranchant sulla basa di quanto scrivi, ma,
messa così, mi pare che questo capo non abbia assimilato sino in fondo
i valori fondanti dello scoutismo
> > Perché "new age"?
> Non “new age” nel senso di “età dell’acquario”. Credono che la vita ed
> il servizio a contatto con la natura favoriscano lo sviluppo della
> spiritualità dell’individuo, ma non la indirizzano con precisione.
Sì, capisco questo e in gruppo come il CNGEI mi pare del tutto
naturale.
Debbo dire che, per le scelte fatte da me e mio marito in tema
religioso, probabilmente i miei figli non avranno alcuna comunità
cristiana di riferimento in futuro, contrariamente ai tuoi bambini.
Per questo onestamente non mi dispiacerebbe che restassero
nell'AGESCI.
> Se vuoi dei chiarimenti chiamami pure, hai ancora il mio numero di
> telefono?
Purtroppo no. :-(
Due anni fa il mio figliolo minore pensò bene di fare il bagno al mio
vecchio cell. :-)
La scheda con i numeri memorizzati, tra cui c'era anche il tuo, si
rovinò irrimediabilmente e all'epoca riuscii a recuperare solo i
numeri delle persone che frequentavo abitualmente.
Il mio indirizzo di posta è valido.
Se vuoi, puoi spedirmi il tuo n° lì,
Grazie e ciao.
Marina
> Ciao,
> Marco
> �E che senso ha essere scout se non si pratica una religione?�
Questo � un sillogismo del tipo "Marco � peloso, il mio gatto � peloso,
quindi Marco � il mio gatto". :)
Il fatto che non ci sia una religione associativa non vuol mica dire che i
singoli scout non siano religiosi.
(E comunque a chi dice queste cose consiglio di rileggere la definizione di
"God" nei documenti di WOSM e WAGGGS).
> Credono che la vita ed
> il servizio a contatto con la natura favoriscano lo sviluppo della
> spiritualit� dell�individuo, ma non la indirizzano con precisione.
Se "con precisione" vuol dire "verso una fede o filosofia religiosa scelta
dai capi" allora certamente no, ma per scelta e non per difetto.
Se invece vuol dire che la nostra spiritualit� � un po' alla buona e non
serve a niente, smentisco con forza e ribadisco: serve a far s� che il
ragazzo trovi (o confermi) il *suo* modo di vedere il mondo. C'� un motivo
se il cammino scout � di educazione (e-ducere, tirar fuori) e non di
insegnamento (in-signum, imprimere un segno).
Sulla questione del "se dici che vai in chiesa ti guardano strano" non � un
'problema' specifico del CNGEI quanto della societ� in generale: lo sguardo
strano perch� andavo in chiesa me lo davano gi� 10 anni fa all'universit�;
in compenso, 20 anni fa c'era lo sguardo strano se *non* andavi in chiesa.
--
Atrus di Myst
http://faggiorosso.info
> Il fatto che non ci sia una religione associativa non vuol mica dire che i
> singoli scout non siano religiosi.
>
> (E comunque a chi dice queste cose consiglio di rileggere la definizione di
> "God" nei documenti di WOSM e WAGGGS).
A riguardo l'AGESCI ed il CNGEI mi sembrano sbilanciati. Tutti e due.
> Sulla questione del "se dici che vai in chiesa ti guardano strano" non è un
> 'problema' specifico del CNGEI quanto della società in generale: lo sguardo
> strano perché andavo in chiesa me lo davano già 10 anni fa all'università;
> in compenso, 20 anni fa c'era lo sguardo strano se *non* andavi in chiesa.
Interessante. Un CNGEI cattolico. Si vede che la situazione cambia di
paese in paese. Anche lo sguardo strano. Mia nonna, negli anni '30,
viveva con uno senza essere sua moglie, ma nessuno si scandalizzava.
Figurati oggi. Leggevo l'anno scorso un fascicolo "Traves 1908-2008".
Nel 1908 un terzo dei bambini era nato da coppie non sposate.
Come fate quando andate in "caccia"? Dividete i lupetti ed i cattolici
vanno a Messa?
M.
M.
> A riguardo l'AGESCI ed il CNGEI mi sembrano sbilanciati. Tutti e due.
Sull'Agesci non posso dire, non avendoci mai vissuto dentro.
Sul Cngei direi che da gruppo a gruppo ci sono variazioni anche ampie su
come vengono trattate certe cose ma, mediamente, con tutti i gruppi con cui
ho fatto attivit� non mi sono mai trovato male n� dal punto di vista di come
potevo vivere la mia fede n� su come veniva trattato l'argomento con gli
altri.
> Come fate quando andate in "caccia"? Dividete i lupetti ed i cattolici
> vanno a Messa?
Alcuni gruppi fanno cos�; altri gruppi tornano entro le 6 della domenica, in
modo che i genitori che vogliono possono portare iragazzi alla messa dell
19.30; altri gruppi ancora avranno altre soluzioni.
--
Atrus di Myst
"People must not do things for fun. We are not here for fun. There is no
reference to fun in any Act of Parliament."
http://auroraproject.net
gi�
Sono contento di sentire quello che scrivi nel senso che mi fai cogliere
sfumature che non ho mai visto. Io di gente che aveva voglia di fare il
capo ma che non ha potuto perch� non cattolica non ne ho mai vista.
g
Marina, il fatto � che l'AIC � una sperimentazione con la prospettiva di
entrare poi in agesci. La sperimentazione � durata 20 anni.
E l'agesci non ha deciso nulla (nemmeno un legittimo "no grazie, non
vogliamo i castorini").
Trovo abbastanza giusto chiudere cmq l'associazione.
Io penso che le colonie andranno avanti, ma bisogna capire come (es
associazione, assicurazione, etc), con che metodo (chi eredita il metodo
aic?), e con che prospettive rispetto all'agesci.
g
> Marina, il fatto � che l'AIC � una sperimentazione con la prospettiva di
> entrare poi in agesci. La sperimentazione � durata 20 anni.
> E l'agesci non ha deciso nulla (nemmeno un legittimo "no grazie, non
> vogliamo i castorini").
Nell'ultimo consiglio generale � stato detto il "no grazie", ma devo
ancora leggere l'articolo relativo apparso su Proposta Educativa.
> Sono contento di sentire quello che scrivi nel senso che mi fai cogliere
> sfumature che non ho mai visto. Io di gente che aveva voglia di fare il
> capo ma che non ha potuto perchè non cattolica non ne ho mai vista.
Io si. Anche un "Akela" cacciato dal gruppo perchè usciva con una
separata.
Forse dipende dai posti. A Torino i cattolici sono pochi per cui ci
sono dei problemi.
M.
> Io si. Anche un "Akela" cacciato dal gruppo perchᅵ usciva con una
> separata.
Credo che Giorgio si riferisca a Capi con scelta "di base" non
cattolica, non Capi c.d. in condizioni eticamente problematiche.
In effetti nemmeno io mi ritrovo nella questione di persone che non
possono fare il Capo perche' non cattoliche. Molto diverso e' invece il
caso in cui un Capo cattolico si trovi (temporaneamente?) in una
situazione in cui viene meno la sua testimonianza come persona e quindi
non e' opportuno che svolga servizio educativo in unita'.
Cfr. "Il libro dei Capi" sul ruolo del Capo non come
istruttore/insegnante bensi' come testimone di una scelta di vita
coerente.
Ciao
Luca
> Marco O. dallo zero finale della congettura di Riemann ci ha detto :
> Credo che Giorgio si riferisca a Capi con scelta "di base" non
> cattolica, non Capi c.d. in condizioni eticamente problematiche.
>
> In effetti nemmeno io mi ritrovo nella questione di persone che non
> possono fare il Capo perche' non cattoliche. Molto diverso e' invece il
> caso in cui un Capo cattolico si trovi (temporaneamente?) in una
> situazione in cui viene meno la sua testimonianza come persona e quindi
> non e' opportuno che svolga servizio educativo in unita'.
Temporaneamente? E perchè?
Il problema è che in Italia non esiste un gruppo paragonabile alla
"Boy Scout Association" autentica ed originale ed i nodi stanno
venendo al pettine.
Ci sono sempre meno bambini e ragazzi cattolici ed i capi non sanno
più come gestire la situazione. I genitori, anche gli agnostici ed i
musulmani, portano i bambini in AGESCI perchè sembra un buon ambiente
e si crea quello che io chiamavo "scout a tempo", che, alla lunga, è
demotivante per i ragazzi, ma crea anche una carenza di capi. Tu come
faresti ad affrontare il problema?
M.
Perche' siamo /persone/ e come tali possiamo vivere dei periodi della
nostra vita in modo anche difforme dalle nostre scelte di fondo.
> Il problema ᅵ che in Italia non esiste un gruppo paragonabile alla
> "Boy Scout Association" autentica ed originale ed i nodi stanno
> venendo al pettine.
E cioe'?
Personalmente il riferimento sono i testi di B.-P. e non la BSA.
> Ci sono sempre meno bambini e ragazzi cattolici ed i capi non sanno
> piᅵ come gestire la situazione.
Questa e' la tua opinione; in Agesci ci sono eccome situazioni di
questo genere, ci si interroga e ci si lavora su. Naturalmente il
territorio, con le numerose variabili in gioco, vede situazioni anche
molto differenti fra loro: si farebbe certamente prima a definire
regole ferree e a non ammettere eccezioni in tutta Italia, ma (IMHO
fortunatamente) l'Agesci e' un'associazione a scopo educativo, e c'e'
la chiara coscienza che l'educazione non puo' prescindere dalle
condizioni ambientali.
Ciao
Luca
--
Luca Sasdelli
formica selvatica
ScoutTag: San Lazzaro La Mura 2 (BO) - AGESCI
Formatore CAEx, CFA
> > Il problema è che in Italia non esiste un gruppo paragonabile alla
> > "Boy Scout Association" autentica ed originale ed i nodi stanno
> > venendo al pettine.
>
> E cioe'?
> Personalmente il riferimento sono i testi di B.-P. e non la BSA.
Baden Powell non era cattolico e non immaginava una struttura
confessionale per la sua associazione.
> > Ci sono sempre meno bambini e ragazzi cattolici ed i capi non sanno
> > più come gestire la situazione.
>
> Questa e' la tua opinione; in Agesci ci sono eccome situazioni di
> questo genere, ci si interroga e ci si lavora su. Naturalmente il
> territorio, con le numerose variabili in gioco, vede situazioni anche
> molto differenti fra loro: si farebbe certamente prima a definire
> regole ferree e a non ammettere eccezioni in tutta Italia, ma (IMHO
> fortunatamente) l'Agesci e' un'associazione a scopo educativo, e c'e'
> la chiara coscienza che l'educazione non puo' prescindere dalle
> condizioni ambientali.
Che non sono più quelle immaginate dai fondatori.
Come vi regolate nel tuo gruppo? Quanti lupetti avete nel branco?
Quanti di famiglia cattolica, protestante, musulmana ed agnostica?
Come vi regolate per la Messa?
M.
> Baden Powell non era cattolico e non immaginava una struttura
> confessionale per la sua associazione.
E' vero, ma IMHO e' anche evidente che non ne hai letto (bene) gli
scritti :-)
>> fortunatamente) l'Agesci e' un'associazione a scopo educativo, e c'e'
>> la chiara coscienza che l'educazione non puo' prescindere dalle
>> condizioni ambientali.
>
> Che non sono piᅵ quelle immaginate dai fondatori.
Certo: la societa' si evolve, ed il metodo scout viene attualizzato con
il classico metodo dei progetti e delle verifiche periodiche. Se si
adottasse una struttura granitica non si potrebbe piu' parlare di
educazione: sarebbe invece una forma di condizionamento.
> Come vi regolate nel tuo gruppo? Quanti lupetti avete nel branco?
> Quanti di famiglia cattolica, protestante, musulmana ed agnostica?
> Come vi regolate per la Messa?
Non te lo dico :-p
Ti ho detto che e' una situazione che varia da ambiente ad ambiente, da
persone a persone; e' *indispensabile* fare una dettagliata analisi
dell'ambiente, formulare un *progetto educativo* di durata
significativa, che individui gli *obiettivi* relativi a *quella*
realta', tenga conto degli *strumenti* a disposizione e definisca come
usarli per raggiungerli. Se vuoi, e' anche solo un modo per mantenere
elastiche le teste dei Capi e attiva l'attenzione sui ragazzi e il
mondo nel quale crescono.
Non esiste *una* ricetta predefinita per queste cose; si ragiona di
CoCa, di Zona e si cercano le soluzioni migliori in funzione di cio'
che si ha. Altrimenti si finisce per piangersi addosso perche' non ci
sono Capi, o perche' non si vogliono impegnare, o perche' i ragazzi non
rispondono a questo e quello...
no. In realt� non � stato detto nulla, perch� nessuna mozione � passata.
g
Probabile, non sono certo uno studioso di B-P. Però alcuni concetti mi
sembano chiari.
Il movimento scout è basato sul volontariato nel servizio ed ha lo
scopo dichiarato di educare i giovani e di favorire il loro sviluppo,
fisico e spirituale.
Dal punto di vista spirituale AGESCI e CNGEI mi sembrano carenti, la
prima perchè prevede uno sviluppo spirituale collegato abbastanza
rigidamente ai dettami del magistero cattolico, la seconda perchè non
lo prevede, se non in un modo piuttosto vago e, nei fatti, solo
teorico.
Non mi pare che fossero le intenzioni di B-P.
Per intenderci, capisco megllo l'FSE, mi sembra che abbia una
posizione più chiara.
> > Come vi regolate nel tuo gruppo? Quanti lupetti avete nel branco?
> > Quanti di famiglia cattolica, protestante, musulmana ed agnostica?
> > Come vi regolate per la Messa?
>
> Non te lo dico :-p
>
> Ti ho detto che e' una situazione che varia da ambiente ad ambiente...
OK, è chiaro, però lo scopo è quello di creare un bravo cattolico, non
un bravo cittadino con una solida formazione spirituale.
Caso concreto: noi ci siamo trovati in una situazione paragonabile a
quella di Marina. AGESCI o CNGEI? Il dilemma si è risolto perchè
nell'AGESCI non c'era più posto, ma non posso dire di essere
soddisfatto al 100% del CNGEI. Si tratta della mia unica
frequentazione non cristiana e mi sembra ancora strano il fatto che
non sia previsto uno spazio per la pratica religiosa. Mi sembra che
abbiano troppo uno spirito "ARCI-like", non so se mi sono spiegato.
Però eravamo ancora più perplessi di fronte ad un gruppo che proponeva
come unica possibilità la spiritualità cristiana-cattolica anche
perchè i bambini, essendo battezzati anglicani (come B-P, guarda che
combinazione), non si possono considerare cattolici neanche da un
punto di vista strettamente anagrafico. Mi va benissimo che vadano a
Messa durante una caccia, ma non che siano vincolati in un modo troppo
rigido, in particolare come prospettiva.
L'unico gruppo che ho conosciuto bene mi da l'idea di considerare i
molti lupetti non cattolici come "tollerati". Se proprio non vogliono
venire a Messa li prendiamo lo stesso, ma, prima o poi, si dovranno
decidere. Una prospettiva del genere mi sembrava non ragionevole. Non
mi risulta che B-P richiedesse una specifica scelta confessionale.
Così propendevo per il CNGEI anche se non mi convinceva al 100%.
M.
> Dal punto di vista spirituale AGESCI e CNGEI mi sembrano carenti, la
> prima perchᅵ prevede uno sviluppo spirituale collegato abbastanza
> rigidamente ai dettami del magistero cattolico, la seconda perchᅵ non
> lo prevede, se non in un modo piuttosto vago e, nei fatti, solo
> teorico.
Perdonami, ma la tua visione mi sembra troppo schematica e categorica,
un po' troppo a incastro.
> Per intenderci, capisco megllo l'FSE, mi sembra che abbia una
> posizione piᅵ chiara.
L'FSE non apre ad altri ambiti, motivo per cui non e' stata accettata
nel Bureau internazionale; al di la' di cio', se fa al caso tuo, cerca
il gruppo FSE piu' vicino.
> OK, ᅵ chiaro, perᅵ lo scopo ᅵ quello di creare un bravo cattolico, non
> un bravo cittadino con una solida formazione spirituale.
Non sei un tantino in contraddizione?
Se ammetti di non conoscere bene B.-P. ma sai che non era cattolico,
cosa ti fa pensare che le finalita' dello scoutismo siano queste?
B.-P. propone un metodo per crescere dei bravi cittadini. Leggilo.
Per quanto riguarda l'Agesci, puoi leggere il Patto Associativo per
capire quali finalita' si proponga.
> frequentazione non cristiana e mi sembra ancora strano il fatto che
> non sia previsto uno spazio per la pratica religiosa.
Ti e' gia' stato risposto che il CNGEI prevede spazi individuali per
questo; se cerchi pero' catechesi, non la troverai.
> Mi sembra che
> abbiano troppo uno spirito "ARCI-like", non so se mi sono spiegato.
No: spiega. Sono comunisti? :-)
Magari, nell'ambito del Patto Associativo Agesci, che per alcuni punti
incontra anche le scelte CNGEI, leggiti la parte relativa alla scelta
politica.
> molti lupetti non cattolici come "tollerati". Se proprio non vogliono
> venire a Messa li prendiamo lo stesso, ma, prima o poi, si dovranno
> decidere.
Nel nostro gruppo la scelta va fatta prima, insieme con i genitori,
semplicemente perche' non ammettiamo di avere attivita' non condivise;
lo scoutismo e' proposta e tale rimane, e se i genitori accettano sia
la proposta stessa, sia il fatto che al figlio o alla figlia verra'
annunciato Gesu', il bambino entra. "Tollerare" e' limitante e non mi
sembra sia adeguato ad un gruppo che vuole fare educazione.
> mi risulta che B-P richiedesse una specifica scelta confessionale.
No: B.-P. ha una visione della fede come fondamento della persona.
> > Per intenderci, capisco megllo l'FSE, mi sembra che abbia una
> > posizione più chiara.
>
> L'FSE non apre ad altri ambiti, motivo per cui non e' stata accettata
> nel Bureau internazionale; al di la' di cio', se fa al caso tuo, cerca
> il gruppo FSE piu' vicino.
Non ho detto che io la condivida.
> > Mi sembra che
> > abbiano troppo uno spirito "ARCI-like", non so se mi sono spiegato.
>
> No: spiega. Sono comunisti? :-)
Quasi tutti, almeno nel nostro gruppo, ma lo spirito è di
"volontariato laico". Nessuno spazio concreto per la spiritualità.
Solo qualche vago accenno.
> Nel nostro gruppo la scelta va fatta prima, insieme con i genitori,
> semplicemente perche' non ammettiamo di avere attivita' non condivise;
Occorre chiarire quale sia il livello di condivisione da richiedere.
A noi va benissimo che il bambino, quando è in caccia, vada alla Messa
cattolica, ma non che gli si chieda di andare ogni domenica alla Messa
cattolica con il resto del branco. Ci va anche benissimo che gli si
parli di Gesù, ma non che gli si cali dall’alto la visione cattolica
romana dell’insegnamento di Gesù.
E poi se ci sono tanti bimbi musulmani io, se ho capito bene gli
insegnamenti di B-P, troverei più giusto avere una sestiglia musulmana
con un capo musulmano che li segua in un percorso spirituale più
specifico.
> lo scoutismo e' proposta e tale rimane, e se i genitori accettano sia
> la proposta stessa, sia il fatto che al figlio o alla figlia verra'
> annunciato Gesu', il bambino entra. "Tollerare" e' limitante e non mi
> sembra sia adeguato ad un gruppo che vuole fare educazione.
> > mi risulta che B-P richiedesse una specifica scelta confessionale.
>
> No: B.-P. ha una visione della fede come fondamento della persona.
Della fede, non della fede cristiano-cattolica. Ho capito male?
M.
> Quasi tutti, almeno nel nostro gruppo, ma lo spirito è di
> "volontariato laico". Nessuno spazio concreto per la spiritualità.
> Solo qualche vago accenno.
Per gli spazi di spiritualita', credo sia qualcosa di atipico in quel
gruppo, non certo in tutto il CNGEI. Per il "comunismo", non ne sarei
cosi' dipendente: un po' per rispetto della libera scelta delle
persone, un po' perche' non e' un gruppo che svolge attivita' politica,
ma segue un metodo per formare buoni cittadini, a prescindere da
qualsiasi schieramento. Vedi ancora la scelta politica del P.A.
> A noi va benissimo che il bambino, quando è in caccia, vada alla Messa
> cattolica, ma non che gli si chieda di andare ogni domenica alla Messa
> cattolica con il resto del branco.
Perche'? Ti ricordo che la Promessa e' un impegno personale a fare del
proprio meglio: con una modalita' a "spot" non sarebbe possibile per
vostro figlio prendersi questo impegno in modo serio.
Di piu': visto che tutto sommato stiamo parlando di un bambino, credo
sia opportuno chiedersi, al di la' delle modalita' di vivere la fede,
quali impegni gli vengano chiesti e quali opportunita' gli vengano
offerte per mantenere. Dai un'occhiata alle formule della Promessa e
cerca di confrontarti con cio' che vostro figlio potrebbe trovarsi a
promettere: e' una cosa tutta sua e ha un grande peso sulla sua vita.
> Ci va anche benissimo che gli si
> parli di Gesù, ma non che gli si cali dall’alto la visione cattolica
> romana dell’insegnamento di Gesù.
Quindi una fede modello "il vangelo secondo me" :-)
Non so fino a che punto possa essere vantaggioso per il bambino e per
gli eventuali fratellini e sorelline del branco.
> E poi se ci sono tanti bimbi musulmani io, se ho capito bene gli
> insegnamenti di B-P, troverei più giusto avere una sestiglia musulmana
> con un capo musulmano che li segua in un percorso spirituale più
> specifico.
Per carita'! Le sestiglie hanno uno scopo puramente organizzativo
(giochi, servizi...): in reparto e' molto diverso e la squadriglia,
oltre alla struttura verticale, gode di una autonomia tutta sua e, in
quell'ambito, e' possibile fare anche ragionamenti come quello che
proponi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Lupetti
> Della fede, non della fede cristiano-cattolica. Ho capito male?
Della fede in Dio, molto semplicemente.
> E poi se ci sono tanti bimbi musulmani io, se ho capito bene gli
> insegnamenti di B-P, troverei piᅵ giusto avere una sestiglia musulmana
> con un capo musulmano che li segua in un percorso spirituale piᅵ
> specifico.
Arrivata or ora:
> Per gli spazi di spiritualita', credo sia qualcosa di atipico in quel
> gruppo, non certo in tutto il CNGEI.
Boh, non saprei. Cosa è la "spiritualità"? In tutti i gruppi del
torinese ho solo visto quello che io chiamavo spirito "ARCI-like".
> Di piu': visto che tutto sommato stiamo parlando di un bambino, credo
> sia opportuno chiedersi, al di la' delle modalita' di vivere la fede,
> quali impegni gli vengano chiesti e quali opportunita' gli vengano
> offerte per mantenere. Dai un'occhiata alle formule della Promessa e
> cerca di confrontarti con cio' che vostro figlio potrebbe trovarsi a
> promettere: e' una cosa tutta sua e ha un grande peso sulla sua vita.
Io avrei preferito la promessa AGESCI.
Prometto,
con l'aiuto e l'esempio di Gesù,
di fare del mio meglio nel migliorare me stesso,
nell'aiutare gli altri,
nell'osservare la legge del Branco.
Non parla della Messa cattolica, della Confessione, della Madonna o
del Papato.
> Quindi una fede modello "il vangelo secondo me" :-)
Più che altro, nel nostro caso, "il vangelo secondo Canterbury".
> > E poi se ci sono tanti bimbi musulmani io, se ho capito bene gli
> > insegnamenti di B-P, troverei più giusto avere una sestiglia musulmana
> > con un capo musulmano che li segua in un percorso spirituale più
> > specifico.
>
> Per carita'! Le sestiglie hanno uno scopo puramente organizzativo
> (giochi, servizi...): in reparto e' molto diverso e la squadriglia,
> oltre alla struttura verticale, gode di una autonomia tutta sua e, in
> quell'ambito, e' possibile fare anche ragionamenti come quello che
> proponi.
Non ne ho visti fare. Almeno dalle mie parti. Hai qualche documento da
farmi leggere? Qualche link a testimonianze?
Io ho sempre visto trattare i non cattolici come scout di seconda
categoria. Quando ce la Messa stanno in disparte ed a 19 anni se ne
devono andare perchè non possono entrare in CoCa.
> > Della fede, non della fede cristiano-cattolica. Ho capito male?
>
> Della fede in Dio, molto semplicemente.
Appunto, quindi gli scout cattolici sono una forzatura.
M.
> Io avrei preferito la promessa AGESCI.
Ma infatti io mi riferivo proprio a quella, e sottolineo che non ha
molto senso che un bambino si prenda un impegno e non possa cercare di
mantenerlo.
> Non parla della Messa cattolica, della Confessione, della Madonna o
> del Papato.
Allora e' meglio se fate una scelta CNGEI, piuttosto che aspettare
un'associazione su misura :-)
> farmi leggere? Qualche link a testimonianze?
"Scautismo per ragazzi" e il "Manuale dei lupetti" di B.-P.
> Io ho sempre visto trattare i non cattolici come scout di seconda
> categoria. Quando ce la Messa stanno in disparte ed a 19 anni se ne
> devono andare perchᅵ non possono entrare in CoCa.
Mi sembra una cosa molto strana e non molto accettabile. Nel nostro
gruppo abbiamo avuto per anni un ragazzo non battezzato, che si e'
impegnato con il parroco per un cammino di fede, fino alla fine del
Clan, non e' riuscito a trovare quella spinta necessaria per continuare
e pertanto non e' presente in CoCa, con enorme dispiacere da parte di
tutto il gruppo. Non e' possibile censirlo in CoCa poiche' il servizio
educativo prevede l'accettazione del P.A. Inutile dire che questa
persona e' presente tutte le volte che puo', con tutta la sua carica
straordinaria e con una rara capacita' di essere davvero un Capo: gia',
proprio un Capo, testimone di una seria scelta di vita.
E' anche vero cercare di ricordare che Gesu' ha detto chiaramente che
non e' venuto sulla terra per i sani, ma per i malati. Proprio per
questo credo che la faccenda degli scout di seconda categoria sia
qualcosa da rimettere un po' a posto.
> Appunto, quindi gli scout cattolici sono una forzatura.
No: dal mio punto di vista, la forzatura e' ritenere che
un'associazione di ispirazione cattolica si comporti come una setta :-)
> > E poi se ci sono tanti bimbi musulmani io, se ho capito bene gli
> > insegnamenti di B-P, troverei più giusto avere una sestiglia musulmana
> > con un capo musulmano che li segua in un percorso spirituale più
> > specifico.
>
> Arrivata or ora:
>
> http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/18-m...
Sono ostile nel modo più risoluto ad iniziative del genere. NO alla
"libanizzazione" dell'Italia.
A Torino c'è un gruppo ASEI (scout evangelici), ma non mi piace.
Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi a vivere in pace anche se non
hanno le stesse idee religiose ed un gruppo scout misto potrebbe
essere il posto più adatto.
M.
> Allora e' meglio se fate una scelta CNGEI, piuttosto che aspettare
> un'associazione su misura :-)
Io vorrei una associazione religiosa non confessionale.
> "Scautismo per ragazzi" e il "Manuale dei lupetti" di B.-P.
Non parlano di cattolicesimo.
> Mi sembra una cosa molto strana e non molto accettabile. Nel nostro
> gruppo abbiamo avuto per anni un ragazzo non battezzato, che si e'
> impegnato con il parroco per un cammino di fede, fino alla fine del
> Clan, non e' riuscito a trovare quella spinta necessaria per continuare
> e pertanto non e' presente in CoCa, con enorme dispiacere da parte di
> tutto il gruppo. Non e' possibile censirlo in CoCa poiche' il servizio
> educativo prevede l'accettazione del P.A. Inutile dire che questa
> persona e' presente tutte le volte che puo', con tutta la sua carica
> straordinaria e con una rara capacita' di essere davvero un Capo: gia',
> proprio un Capo, testimone di una seria scelta di vita.
Per ora è uno e ci si arrangia, ma, almeno a Torino, diventerà normale
e si dovrà cambiare qualcosa.
M.
> > Sino a qualche mese fa mi era stato detto che non si conoscevano
> > ancora con esattezza le modalità di chiusura dell'A.I.C. e che, in
> > ogni caso, non era certo che si sarebbe fusa con l'AGESCI.
> > Mi domando per quale ragione chiuda i battenti.
> Marco, l'attività dei vari gruppi comunque proseguirà.
Giorgioinfo risponde:
> Marina, il fatto è che l'AIC è una sperimentazione con la prospettiva di
> entrare poi in agesci. La sperimentazione è durata 20 anni.
Grazie, non lo sapevo.
Intanto ho scoperto nel frattempo che la mia bimba è entrata proprio
nella colonia che fu la prima in assoluto in Italia. :-)
> E l'agesci non ha deciso nulla (nemmeno un legittimo "no grazie, non
> vogliamo i castorini").
> Trovo abbastanza giusto chiudere cmq l'associazione.
Perché?
> Io penso che le colonie andranno avanti, ma bisogna capire come (es
> associazione, assicurazione, etc), con che metodo (chi eredita il metodo
> aic?), e con che prospettive rispetto all'agesci.
Se esiste un "metodo specifico AIC" -scusate tanto se scrivo
eventualmente qualche inesattezza, sono una profana rispetto a questi
temi-, secondo me avrebbe senso continuare sulla strada sin qui
intrapresa.
Ciao,
Marina
> la seconda perch� non lo prevede, se non in un modo piuttosto vago e,
> nei fatti, solo teorico.
Il CNGEI ha, segue e implementa da tanti anni un progetto di formazione
spirituale che non � per niente vago, new age o teorico.
Ci pu� essere che non ti piaccia il modo in cui la spiritualit� � fatta nel
gruppo con cui hai avuto a che fare, ma questo non vuol dire che non c'� o
non valga niente, e nemmeno che � cos� in tutta Italia.
--
Atrus
> Il CNGEI ha, segue e implementa da tanti anni un progetto di formazione
> spirituale che non è per niente vago, new age o teorico.
> Ci può essere che non ti piaccia il modo in cui la spiritualità è fatta nel
> gruppo con cui hai avuto a che fare, ma questo non vuol dire che non c'è o
> non valga niente, e nemmeno che è così in tutta Italia.
Per carità... però vorrei capire come dovrebbe essere, c'è qualche
link un po' preciso?
M.
> Per carit�... per� vorrei capire come dovrebbe essere, c'� qualche
> link un po' preciso?
Il documento pi� completo in materia sarebbe il Progetto di formazione
spirituale, che di solito non � per� disponibile in rete - non per una
questione di segretezza quanto perch� � uno strumento principalmente per i
capi.
Comunque, un paio di link trovati con una ricerca velocissima su Google:
http://www.scoutcampobello1.it/scout/mod.php?mod=userpage&menu=30&page_id=85
http://www.cngeiroma.it/Documentipub/Pfs/pfs.htm
--
Atrus
> Se esiste un "metodo specifico AIC" -scusate tanto se scrivo
> eventualmente qualche inesattezza, sono una profana rispetto a questi
> temi-, secondo me avrebbe senso continuare sulla strada sin qui
> intrapresa.
L'AIC (e il suo metodo) sono tarati per confluire in agesci alla fine
della sperimentazione.
Se questa confluenza non c'� e non ci c'� prospettiva affinch� vi sia in
un prossimo futuro vengono meno i presupposti.
Quindi se non chiudere l'associazione bisogna comunque cambiare le
motivazioni di base dell'associazione, che penso diverrebbe
un'associazione a se per i gruppi che vogliono avere anche i castorini.
Ad ogni modo io non so moltissimo, e cmq � tutto in alto mare.
g
> Comunque, un paio di link...
Molto vaghi, comunque staremo a vedere. Preferirei un gruppo misto, ma
complessivamente il CNGEI mi piace. A risentirci.
Marco