Voi cosa ne pensate?
E soprattutto, cosa ne pensate della sua idea di essenzialità scout?
Antilope Determinata
--
Togli le ragnatele dal provider per rispondermi in privato
> Lui ha ribattuto che non si basa prettamente sulla dottrina cristiana,
> ma su principi quali la fratellanza, l'aiuto,... comuni a moltissime
> religioni e a molte idee non prettamente religiose
beh nello scautismo c'è posto per tutti
Agesci pone un limite o un paletto nella cattolicità che, stando agli atti,
va professata solo dai capi
Cngei fa scautismo.
Lo scautismo è aperto a tutti, qualche scautismo sceglie di aggiungersi un
aggettivo
Lo scautismo cattolico subisce i limiti dell'aggettivo
lo scautismo e basta no
essendo implicite (wosm e wagggs) la educazione alla libertà ed al
pluralismo del movimento
mamba
Che nella vita si ritiene ateo
Che nella vita adora le differenze e le ricchezze della diversità
A riunione, io ritengo sia scostumato che si tengano i telefonini accesi. Ma
persino dove lavoro e' costume farlo. In ogni caso, io lo spengo proprio
perche' e' cattiva educazione: se dedichi tempo a qualcuno, lo dedichi a lui
punto e basta.
Auguragli che gli squilli il telefono mentre sta condividendo con la
comunita' un momento forte della sua vita ]:-)
> Per quanto riguarda le sigarette lui era stato abituato che, nel caso in
> cui avesse voluto fumare, si doveva solo appartare, in qualunque
> momento, e fumare la sua sigaretta.
Quella del fumo e' piu' complicata, poiche' e' un vizio medicamente provato.
> Quando gli abbiamo fatto presente l'essenzialità scout, lui ha affermato
> che è solo un'utopia e che se volessimo veramente essere essenziali
> dovremmo anche rinunciare ai sacchi a pelo termici resistenti ai 40°
> sotto 0, alle uscita in casa,... e che quindi era inutile vietare cose
> utili o vizi (purtoppo) abbatsanza comuni quali sigarette e cellulari.
Qui non sono d'accordo. Essenzialita' non vuol dire taccagneria, ne'
poverta'.
> Dopo aver discusso in modo inconcludente per un po' di tempo abbiamo
> abbandonato l'argomento per incentrarci su un'altro: lui si è dichiarato
> ateo e la ragazza si è dichiarata in ricerca di un Dio e quindi ci
> chiedevano di poter non fare la preghiera con noi.
< [...]
Io penso che i nostri valori siano una proposta. C'e' spazio in mezzo a noi
per tutti coloro che vogliono vivere questa proposta. Chi la rifiuta
a-priori, che c'e' a fare?
Se io volessi vivere l'esperienza scout nell'AGESCI, ma odiassi stare nella
natura e non ci volessi stare per principio, tu cosa diresti?
Allo stesso modo, se io volessi vivere l'esperienza dell'AGESCI e per
principio rifiutassi il cattolicesimo?
Per inciso, i fratellini del CNGEI saranno sicuramente piu' bravi di me a
chiarirlo, ma anche il CNGEI non e' per gli atei.
Anche li' c'e' spiritualita', anche se non caratterizzata sul piano
confessionale.
Altro e' non essere cattolici e altro e' essere atei.
Ti consiglio di leggere BP in proposito. Ci sono dei passi interessanti
raccolti in TACCUINO.
--
Fraternamente,
Raffaele Fiume
ICQ #50737511
...ScoutTAG: Napoli 7 [AGESCI] Capogruppo
Solo nell'agesci!
Massimo
1. sigarette. La dannosità è evidente ed in più, se uno si apparta quando
vuole per fumare, è chiaro che non fa comunità con gli altri e come gli
altri. Decidete a maggioranza e lasciate che si adegui.
2. telefonini. O partecipi alla riunione etc. con tutta la tua attenzione,
oppure vuol dire che manchi di rispetto agli altri che sono lì presenti.
Naturalmente su questo potreste arrivare a una qualche forma di accordo.
Certo se ritiene che l'essenzialità è un'utopia...
3. ateismo. Ne abbiamo già parlato molte volte qui. Come tutti sappiamo,
chi è ateo non può rispettare la Promessa scout (come potrebbe fare il suo
dovere verso qualcosa che secondo lui non esiste?), quindi non è uno scout.
BP ha avuto parole piuttosto chiare al riguardo. Questo vale non solo
nell'AGESCI, ma in qualsiasi associazione scout che si rispetti incluso il
CNGEI, che è associazione aconfessionale ma non atea. Naturalmente altra
cosa è la questione per un capo (un capo scout ateo evidentemente non è un
buon capo!), e altra per un novizio; ma per quanto riguarda la
partecipazione alle preghiere, messe e catechesi, vedi punto seguente.
4. in ricerca. Oh bella, se sei in ricerca dentro ad un noviziato AGESCI,
vuol dire che devi essere aperto alla proposta che lì viene fatta. Ergo,
partecipi alle attività di fede. Se uno non partecipa, che ricerca sta
facendo? Quanto all'ateo, se io fossi il vostro MdN gli direi: "nello
scoutismo si fa una proposta di fede, e nell'AGESCI questa fede è la
cattolica. Se vuoi partecipare alle attività di un noviziato AGESCI come
ateo accomodati, possiamo anche confrontare i punti di vista in un capitolo
etc.; ma intanto partecipi a tutte le attività".
La proposta è globale. Non è che ne puoi prendere solo quello che ti va.
A questo punto ti chiedo: cosa dicono i vostri capi?
Buona Strada, ti si presenta un interessante anno di noviziato,
Andrea
Holderlin <hold...@libero.it> scritto nell'articolo
<RgwL7.159218$sq5.7...@news.infostrada.it>...
Invece il tuo capo ha ragione. Uno che crede in qualcosa di divino e di
superiore a sč almeno recepisce a grandi linee il pensiero di BP
sull'argomento, anche se non recepisce la proposta cattolica dell'AGESCI.
Questo naturalmente se le strane credenze lui le prende veramente sul
serio! Uno che č ateo, invece, in definitiva non puň essere uno scout.
Buona Strada,
Andrea
> chi si professa ateo e non crede in nulla.
Un ossimoro! :-)
*************
BTW date un occhio alle conseguenze possibili dei valori trasmessi da
chi crede.
http://www.psiconline.it/article.php?sid=437
A.
[cut]
> 3. ateismo. Ne abbiamo già parlato molte volte qui. Come tutti sappiamo,
> chi è ateo non può rispettare la Promessa scout (come potrebbe fare il suo
> dovere verso qualcosa che secondo lui non esiste?), quindi non è uno
scout.
> BP ha avuto parole piuttosto chiare al riguardo. Questo vale non solo
> nell'AGESCI, ma in qualsiasi associazione scout che si rispetti incluso il
> CNGEI, che è associazione aconfessionale ma non atea.
[cut]
Il CNGEI non è nè aconfessionale, nè ateo, è laico. Andrea glielo dici tu a
mamba che non può fare scoutismo?
L'ateo non è chi non crede in nulla, l'ateo è chi non crede in Dio.
L'unica cosa intollerabile nel CNGEI è, se vogliamo usare un neologismo, la
"a-spiritualità".
Buona caccia
--
Scout Tag: Manziana 2 (RM) (CNGEI) Senior - Bisonte rumoroso
Francesco Loppini
http://digilander.iol.it/scoutmanziana
Buona Strada, hai iniziato gli anni forse più belli per crescere come scout
e come persona, non sprecarne un solo secondo.
--
Alessandro Reggiani - Sir Clanpetition
ScoutTAG: Reggio Emilia 3 (RE)(AGESCI) Capo Reparto "Excalibur"
"Avete il diritto e anche il dovere di dubitare di tutto quello che avete
ascoltato"
Marco Paolini
> Andrea glielo dici tu a mamba che non può fare scoutismo?
ohi cathos occhio che io crocifiggo!!!!
> L'ateo non è chi non crede in nulla, l'ateo è chi non crede in Dio.
vabbè sul nulla parliamone, su dio me ne sfugge l'esistenza
> L'unica cosa intollerabile nel CNGEI è, se vogliamo usare un neologismo,
la
"a-spiritualità".
c'est vrai
> Buona caccia
si è fatto tardi e parcoproduce mi aspetta,
ciao bimbini
mamba
riassuntino del mio punto di vista (premetto che anche io in clan su alcuni
di questi punti la pensavo come il ragazzo in questione)
cellulare:
è una questione di rispetto nei confronti degli altri: se si decide che non
si usa non si usa (e su questo da quel che ho capito era d'accordo pure
lui)... da noi eravamo arrivati ad auto regolamentarci così: si usava il cel
col silenziatore (non per rispondere, ma per sapere, dopo riunione, se
qualcuno aveva chiamato). in uscita lo stesso. può essere anche uno
strumento utile se non se ne abusa... su questo ti aiuteranno anche gli
altri: se a lui squilla il cel vedrai che gli altri gli faranno notare le
regole che si sono dati e piano piano si abituerà
fumo:
il nostro clan è stato un clan di fumatori, e anche in coca siamo la metà
fumatori... la soluzione della coca è stata che non si fuma a meno che la
coca non sfori un orario prestabilito (le 23.30). dopo ci si può alzare a
turno e stando sulla porta ci si può fumare la cicca... in clan è
improponibile penso: il via vai spezza la già precaria attenzione... alla
fine anche qui la soluzione è stata dividere tra momenti di attività e
non... quindi si fuma solo quando non è attività... semplice ma ha spesso
alcuni lati negativi e te lo dico da fumatore: c'è il rischio che il ragazzo
si fumi 6 sigarette nella 1/2 libera perchè sa che dopo ha 14 ore di
attività... mentre fumerebbe molto meno se potesse farlo quando gli pare...
imho opinion l'idea ottimale sarebbe non si può fumare in sede o cmq al
chiuso... ma se il fumare non disturba l'attività si può fumare anche
durante attività (esempio: se devi uscire e mollare lì quello che stai
facendo NO, in cerchio NO, però se stai ritagliando dei cartelloni
all'aperto SI... e via dicendo... magari fate voi da garanti, le prime volte
vi chiederanno se possono, siate elastici e pian piano capiranno quando sì e
quando no senza problemi
religione:
la proposta agesci è per tutti: i ragazzi non aderiscono a nessun patto
associativo. se uno fosse mussulmano avrebbe gli stessi diritti di tutti di
fare percorso lupetti-->partenza, chiaro che deve aver chiara (scusate il
gioco di parole) la proposta agesci... tu gli offri una proposta di
scautiscmo cattolico... se a lui va bene e si definisce ateo bè... quando
sarà ora di prendere la partenza si guarderà dentro e saluterà il clan senza
prenderla... e cmq conta che a quell'età si cambia idea un gionro dopo
l'altro... pensa che noi in noviziato abbiamo fatto il colpo di stato
chiudendoci in cucina per 2 ore (nel frattempo l'abbiamo sistemata c'è da
dire)... abbiamo occupato autodefinendoci tupac amaru... è ancora un incubo
ricorrente della mia capogruppo allora maestra dei novizi...
ced
--
www.gheminga.net - opinionistica on line
www.onegoodround.com - ska core from modena
--
ovvio che partecipa alle attività! ci mancherebbe altro! però secondo me
l'ateismo non è un limite... ma non voglio aprire 3d sfiancanti... cmq sono
d'accordissimo sul discorsino da fargli. io in noviziato mi definivo
adirrittura agnostico eppure si cambia, perchè si definisce ateo ora non
vuol dire che non arriverà mai a prendere la partenza o addirittura a
diventare capo...
--
non sono d'accordo... secondo me invece conviene girarsi verso un altro
novizio e dirgli "tu che ne pensi?"
isolandolo ottieni l'effetto contrario... come coi troll: non rimangono nel
ng, se ne vanno. e se un ragazzo se ne va allora il capo ha sbagliato perchè
non ha sfruttato quel 5% che c'è di buono in ogni ragazzo!
Flop© <loppiniDI...@libero.it> scritto nell'articolo
<9tmkkv$3hufu$1...@ID-114327.news.dfncis.de>...
> Il CNGEI non è nè aconfessionale, nè ateo, è laico.
Laico cosa vorrebbe dire? Anche l'AGESCI è un'associazione laica, perchè
non ne fanno parte solo persone che hanno preso i voti. Se invece con laico
intendi qualcos'altro, definiscilo, per favore.
Andrea glielo dici tu a
> mamba che non può fare scoutismo?
Non glielo dico io, glielo dice BP.
da "Scoutismo per ragazzi", 22° Chiacchierata
"Nessun uomo può essere veramente buono se non crede in Dio e non obbedisce
alle sue Leggi. Per questo tutti gli Scouts devono avere una religione".
"Compiendo il vostro dovere verso Dio, siategli sempre grati per i suoi
doni".
BP nella stessa Chiacchierata dà una sua definizione della religione:
"1. Amare e servire Dio
2. Amare ed aiutare il prossimo".
Noterete che anche se BP non fa riferimenti espliciti alla religione
cristiana (e infatti già durante la sua vita avevano aperto associazioni
musulmane), i due punti di cui sopra sono i due comandamenti fondamentali
della tradizione giudaico-cristiana, spiegati ai ragazzi da BP nel suo
semplice ed immediato linguaggio. Il primo è il comandamento ebraico
"Amerai il Signore Dio tuo con tutto te stesso", il secondo è il
"comandamento nuovo" di Cristo, "Ama il tuo prossimo come te stesso".
Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto, non sono io
che lo dico ma BP. Mi spiace per Mamba.
>
> L'ateo non è chi non crede in nulla, l'ateo è chi non crede in Dio.
>
> L'unica cosa intollerabile nel CNGEI è, se vogliamo usare un neologismo,
la
> "a-spiritualità".
Definisci cos'è una spiritualità senza Dio.
Buona Strada,
Andrea
imho significa che all'interno della sua proposta non propone una visione
cristiana, quindi non propone catechesi e messa... fa scautismo e passa i
valori dello scautismo senza il passaggio al cattolicesimo. ciò non vuol
dire che è atea, ma semplicemente che non propone nulla di specifico...
ced
ps- vengo dall'agesci e quindi non saprei, ma ho sempre interpretato così il
cngei
mamba <orsola...@iol.it> scritto nell'articolo
<3DHL7.162765$sq5.7...@news.infostrada.it>...
> > Il CNGEI non è nè aconfessionale, nè ateo, è laico.
> Direi di più
> il CNGEI è scaut e basta
> cioè
tante belle cose, ma resta il fatto che la Promessa Scout non la puoi
rispettare. Quindi non sei uno scout.
Ciao,
Marco
mi sembra una posizione un po' drastica... non è detto... ovvero... la
promessa è ovviamente da prendersi con le molle: non stiamo parlando di
diritto pubblico o privato. mi spiego meglio: le parole della promessa sono
inequivocabilmente quelle e ok... e le parole di una promessa sono
importantissime e va bene... però penso anche che se mamba è ateo ma ha
fatto la promessa con lo spirito giusto e ha capito quello che prometteva al
di là delle sole parole.. bè è molto più scout di me che in reparto promisi
senza avere chiaro cosa promettevo...
ced
Lorenzo
* Questione Essenzialità
Non dobbiamo confonderci sul termine essenzialità. Il cellulare lo possiedo
come penso una maggioranza consistente di capi e ragazzi. Tenerlo spento non
significa essere essenziali (altrimenti perchè tenerlo acceso anche nel
resto della vita? Lo scout è tale anche fuori dalle attività in braghe
corte..). Mi pare invece una forma di rispetto nei confronti del resto della
comunità. Anche perchè nel momento in cui è acceso e suona cosa fai non
rispondi? Ti posso assicurare che alla mia cerimonia di partenza ci ho visto
nero quando è squillato un cellulare. Non giochiamo però all'essenziale
giusto per il gusto di farlo. Ben inteso che nei breck uno il cellulare lo
può accendere e vedere se ha messaggi, ma il momento non deve turbare la
comunità (solo quindi se non si deve fare altro).Fumare è la stessa cosa.
Premetto che io non fumo e sconsiglio tutti dal farlo, cmq sempre per una
sorta di rispetto non si fuma in attività. Se proprio lo devi fare, lo si fa
quando si ha un momento libero (non togliendo tempo però a momenti di
riflessione o altro!).
*Ateismo.
L'agesci accoglie ragazzi cattolici e di altre confessioni, cristiane e non.
I capi invece ovviamente devono essere cattolici dato che fanno una scelta
religiosa in questo senso, e una proposta verso i ragazzi affidatigli. Un
ragazzo ateo però non credo che per questo
vada escluso a priori. Se è disposto a giocarsi e a rispettare una proposta
che cmq è cattolica perchè non dovrebbe partecipare? Anzi forse è una
situazione arricchente, ovviamente però vi deve essere una tensione
dell'ateo nel capire la proposta che gli viene fatta. Certo che se uno a
priori si rifiuta, non credo che così si possa instaurare un corretto
rapporto.
Cmq lo scopo di tutti in una situazione del genere non dovrà essere del tipo
"o con noi oppure via!" ma di accoglienza. E se anche un giorno dovrà
lasciare il clan senza una partenza ufficiale perchè non cattolico, ma cmq
se sarà un buon cittadino con la tensione al servizio, direi che lo
scoutismo è cmq servito anche a lui e alla società.
Penso di essere stato prolisso e incomprensibile, cmq vi auguro Buona Strada
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ScoutTag. Giorgio I. (21) Panda Sornione
Aiuto Capo Clan gruppo AGESCI Sesto Calende 1 (ma sono di Gallarate), CFM EG
(fra qualche giorno il CFA IB), Capo al campo di Specialità "Matrix",
Collaboratore fisso di Scout-Avventura, Membro della redazione del sito
Agesci-Lombardia, Membro della Pattuglia Direttiva di Scoutlink Italia,
Webmaster di Scoutismo.it
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"Antilope Determinata"
<antiloped...@RAGNATELEantilopedeterminata.cjb.net> ha scritto nel
messaggio news:3BFE6A81...@RAGNATELEantilopedeterminata.cjb.net...
Attenzione: il CNGEI è un'associazione Laica, non composta da Laici.
il vocabolario (De Agostini ed.2001) definisce Organizzazione, Stato ecc,
Laico come: che non si ispira ad una fede religiosa, e per Lacismo: la
tendenza di chi, contrario a ogni ingerenza clericale nella vita civile di
uno Stato, difende la libertà di pensiero e di ricerca in ogni campo.
Quindi un buono scout dovrebbe essere almeno laicista.
Se invece vogliamo fare un discorso di diritto o meno allo scoutismo,
ricordo a tutti gli scout confessionali , che la presenza dell'AGESCI presso
il WOSM e il WAGGGS è consentita solo per la presenza del GEI, che come
associazione Laica garantisce lo scoutismo in Italia (sempre secondo il
WOSM).
>
>
> Andrea glielo dici tu a
> > mamba che non può fare scoutismo?
Quale organo di riferimento utilizzi per definire lo scoutismo? il WOSM, il
WAGGGS, il WFIS, la CES? o la tua affermazione precedente è una tua libera
interpretazione dei testi di BP?
>
> Non glielo dico io, glielo dice BP.
>
> da "Scoutismo per ragazzi", 22° Chiacchierata
>
> "Nessun uomo può essere veramente buono se non crede in Dio e non
obbedisce
> alle sue Leggi. Per questo tutti gli Scouts devono avere una religione".
> "Compiendo il vostro dovere verso Dio, siategli sempre grati per i suoi
> doni".
>
> BP nella stessa Chiacchierata dà una sua definizione della religione:
> "1. Amare e servire Dio
> 2. Amare ed aiutare il prossimo".
> Noterete che anche se BP non fa riferimenti espliciti alla religione
> cristiana (e infatti già durante la sua vita avevano aperto associazioni
> musulmane), i due punti di cui sopra sono i due comandamenti fondamentali
> della tradizione giudaico-cristiana, spiegati ai ragazzi da BP nel suo
> semplice ed immediato linguaggio. Il primo è il comandamento ebraico
> "Amerai il Signore Dio tuo con tutto te stesso", il secondo è il
> "comandamento nuovo" di Cristo, "Ama il tuo prossimo come te stesso".
se vogliamo allora vedi anche Paramansa Yogananda e chi più ne ha più ne
metta.
>
> Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto, non sono
io
> che lo dico ma BP. Mi spiace per Mamba.
Avviso Mamba, che Assiscout ha già rimosso dalla Promessa scout la parola
Dio, e che comunque anche il WOSM ne stà discutendo da tempo.
>
> >
> > L'ateo non è chi non crede in nulla, l'ateo è chi non crede in Dio.
> >
> > L'unica cosa intollerabile nel CNGEI è, se vogliamo usare un neologismo,
> la
> > "a-spiritualità".
>
> Definisci cos'è una spiritualità senza Dio.
Una spiritualità senza Dio è composta dalla consapevolezza di qualcosa di
etereo, non attribuendo esclusivamente a reazioni chimiche dell'organismo,
le emozioni, i sentimenti ecc.
La grossa differenza (ma ce ne sono altre), fra un religioso ed un Laicista
è che il laicista non ha bisogno di dargli un nome, un volto, una casa di
mattoni per i suoi seguaci, un tabernacolo per il suo corpo, ne un libro
biografico del Suo figlio.
Imposta la sua vita su valori (extra cellulari) a cui resta fedele, quindi
FA' il suo dovere verso Dio , ma non lo chiama Cristo, Hallà, Budda ecc, è
semplicemente la sua anima che gli detta con sentimenti, amore , odio quale
può essere la giusta via e fa il proprio dovere per rispettare quella via
che si è imposto.
>
> Buona Strada,
>
> Andrea
Buona Strada Andrea
Ivano
A settembre 2002 si svolgerà a arma il 3° Convegno Nazionale della
organizzazioni scout laiche e pluraliste.
I dirigenti/capi delle associazioni delibereranno sul termine "laico".
Ivano.
PS: le ass.ni che parteciperanno sono: CNGEI, ASSORAIDER, FEDERSCOUT,
ASSISCOUT.
Buona caccia.Ivano
> tante belle cose, ma resta il fatto che la Promessa Scout non la puoi
> rispettare. Quindi non sei uno scout.
> Ciao,
Benissimo
fa molto piacere vedere che alla fine chi si chiude nei confini e chi
accetta
di limitare la vision dello scautismo pian piano si fa ottundere da una
cappa di intolleranza.
che esclude le diversità
che esclude la ricchezza della diversità.
benissimo 2
Ho attestazioni che l'ateo può essere scaut, come lo può essere ogni persona
di qualsiasi idea politica o religiosa o spirituale od infine materiale.
Se in una componente dello scautismo, e direi di più in una società, si
forma la presunzione di essere i soli a possedere la verità nascono razzismo
intolleranza e disuguaglianze.
benissimo 3
levati sto burqua.
io non me lo metto.
mamba
Fiero di essere SCOUT
e come tale conosciuto e riconosciuto
Non quoto perchè sono un pò scazzato, però voglio esprimerti la mia
solidarietà ed al tempo stesso voglio lanciare una pietra a favore
dell'agesci.
Quando ero scout agesci giuro che certi dicorsi e certe mentalità nel mio
gruppo non esistevano. Mi rattristo di ciò che sostiene Marco per due
motivi:
1. Egli non ha gli strumenti per definire chi è o meno scout;
2.Nessuna associazione laica o confessionale può definire chi è o meno
scout.
C'è da sperarsi che di intolleranti come Marco (Preciso su quest'argomento e
non su altro perchè non conosco Marco) c'è ne siano pochi.
Comunque ti garantisco che non è il pensiero degli scout Confessionali
d'Italia, è il pensiero di Marco e basta.
Nella realtà Genovese la fraterna collaborazione fra laici e cattolici è
normale.
Addirittura in Federscout ci sono associazioni laiche e cattoliche che fanno
la stessa scuola capi (scuola federale) ecc.
Una stretta di mano sinistra.
Ivano Venerandi
ScoutTAG: (ASSISCOUT) 12 Liguria, Capo Gruppo
"mamba" <orsola...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:GvWL7.168981$sq5.8...@news.infostrada.it...
> > Il CNGEI non è nè aconfessionale, nè ateo, è laico.
>
> Laico cosa vorrebbe dire? Anche l'AGESCI è un'associazione laica, perchè
> non ne fanno parte solo persone che hanno preso i voti. Se invece con
laico
> intendi qualcos'altro, definiscilo, per favore.
Appunto... l'AGESCI è una associazipne di laici (e non solo... vedi la
presenza massiccia di sacerdoti), ma fondamentalmente confessionale (a meno
che quella C non voglia dire altre cose che al momento mi sfuggono).
Il CNEGI è laico in questo senso:
"Il CNGEI è un'associazione laica che vede nel pluralismo e nella
pluriconfessionalità, una ricchezza, una potenzialità, una possibilità di
crescita e di maturazione.
La definizione di associazione scout laica adottata dal CNGEI dice: "E'
quella Associazione che considera la fede, la pratica religiosa e le scelte
politiche e civiche come un fatto personale e privato dei propri iscritti.
Tutti sono "formati" alla ricerca di una scelta personale in campo civico,
politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere profondamente,
coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i valori della
"LEGGE SCOUT""
Tratto dal Progetto di Formazione spirituale del CNGEI
> Andrea glielo dici tu a
> > mamba che non può fare scoutismo?
>
> Non glielo dico io, glielo dice BP.
>
> da "Scoutismo per ragazzi", 22° Chiacchierata
>
> "Nessun uomo può essere veramente buono se non crede in Dio e non
obbedisce
> alle sue Leggi. Per questo tutti gli Scouts devono avere una religione".
> "Compiendo il vostro dovere verso Dio, siategli sempre grati per i suoi
> doni".
>
> BP nella stessa Chiacchierata dà una sua definizione della religione:
> "1. Amare e servire Dio
> 2. Amare ed aiutare il prossimo".
> Noterete che anche se BP non fa riferimenti espliciti alla religione
> cristiana (e infatti già durante la sua vita avevano aperto associazioni
> musulmane), i due punti di cui sopra sono i due comandamenti fondamentali
> della tradizione giudaico-cristiana, spiegati ai ragazzi da BP nel suo
> semplice ed immediato linguaggio. Il primo è il comandamento ebraico
> "Amerai il Signore Dio tuo con tutto te stesso", il secondo è il
> "comandamento nuovo" di Cristo, "Ama il tuo prossimo come te stesso".
Caro Andrea, interpretando alla lettera le parole di Gesù in due millenni si
sono fatte guerre e torturate persone, e sempre in nome Suo...
> Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto, non sono
io
> che lo dico ma BP. Mi spiace per Mamba.
Scusa ma così dicendo non offendi solo Mamba, ma un'associazione tutta (il
CNGEI) che in Mamba ripone fiducia e che considera un buono scout.
> Definisci cos'è una spiritualità senza Dio.
La spiritualità è ciò che c'è prima di qualsiasi dio.
Senza spiritualità non esisterebbe nell'uomo nemmeno il concetto di
trascendente e di divinità.
La spiritualità è quel moto dell'anima che ci fa, un giorno della nostra
vita, porre quelle domande che prima o poi tutti gli uomini si pongono: chi
siamo, perchè siamo qui, c'è qualcuno che ci ha creati e ha creato tutto ciò
che vediamo?
C'è chi risponde con il concetto di dio, c'è chi non arriva a questa
conclusione e non accetta un dio (l''ateo: a privativo, teo=dio) ma non può
non accettare il trascendente... e allora è un uomo in continua ricerca, il
cui animo non si accontenta del materiale. (così come dovrebbe essere l'uomo
religioso... guai a considerare la propria religione un punto di arrivo
inamovibile e perfetta... si rischia l'effetto talebano).
Che poi questa ricerca prima o poi porti invariabilmente a Dio è una mia
opionone personale... (capito Mamba? continua a cercare...)
Buona caccia
--
Francesco Loppini
www.flopweb.com
loppini[AT]libero.it
ICQ: 13019849
[cut]
> Una spiritualità senza Dio è composta dalla consapevolezza di qualcosa di
> etereo, non attribuendo esclusivamente a reazioni chimiche dell'organismo,
> le emozioni, i sentimenti ecc.
> La grossa differenza (ma ce ne sono altre), fra un religioso ed un
Laicista
> è che il laicista non ha bisogno di dargli un nome, un volto, una casa di
> mattoni per i suoi seguaci, un tabernacolo per il suo corpo, ne un libro
> biografico del Suo figlio.
>
> Imposta la sua vita su valori (extra cellulari) a cui resta fedele, quindi
> FA' il suo dovere verso Dio , ma non lo chiama Cristo, Hallà, Budda ecc, è
> semplicemente la sua anima che gli detta con sentimenti, amore , odio
quale
> può essere la giusta via e fa il proprio dovere per rispettare quella via
> che si è imposto.
[cut]
Una precisazione... così messa sembra che non possa esistere un cristiano
laico.
Io ho dato un nnome al mio trascendente, un volto, un libro... ma non per
questo non mi sento laico.
La laicità è un atteggiamento nei confronti della vita, atteggiamento che
tra l'altro non investe solo l'aspetto religioso: l'accezione di laico come
chi no ha preso i voti è ormai ridicola (ma in questo thread non si parla di
questo).
E' l'atteggiamento di chi non considera i propri punti di arrivo come
assoluti. E quindi non dice chi è buono e chi è cattivo, chi può fare lo
scout e chi no... o quantomeno sa di non poterlo dire sulla base di ciò che
si presume ci sia nell'animo dell'altro (il laico considera la propria anima
un groviglio spaventoso da districare... può avere certezze sull'animo
altrui?) ma almeno sulla base delle azioni e dei comportamenti (che hanno un
minimo di oggettività).
Perché? Credo che una persona atea possa vivere gli stessi valori di un
credente.
E lo scoutismo, ricco di questi valori positivi, non deve necessariamente
formare delle persone che credono, ma dei "buoni cittadini".
Anzi, l'ateismo, secondo Sartre, porta ad un maggiore senso di
responsabilità nei confronti delle proprie azioni.
Proprio non capisco questa grave discriminazione.
Massimo
Forse vi è sfuggito qualcosa.
Ivano <in...@assiscout.cc> scritto nell'articolo
<9tq866$24r$1...@pegasus.tiscalinet.it>...
>Mi rattristo di ciò che sostiene Marco per due
> motivi:
> 1. Egli non ha gli strumenti per definire chi è o meno scout;
Chi lo dice che non ne ho gli strumenti? Ho la Promessa. Io la rispetto.
Mamba non è semplicemente in grado di rispettarla. Chi rispetta la
Promessa, o almeno tenta di farlo "facendo del suo meglio", è uno Scout.
Gli altri no.
Sembra che sia io che mi sono inventato dei paletti per recintare lo
scoutismo. Ma non sono stato io. E' stato il fondatore dello scoutismo.
> 2.Nessuna associazione laica o confessionale può definire chi è o meno
> scout.
A me non interessano le definizioni delle associazioni, del WOSM o di chi
vi pare. Se il WOSM ha riconosciuto i giovani pionieri bulgari come
associazione scout, pazienza. A me basta la definizione data da BP. Ma voi
l'avete letto il passo di Scoutismo per Ragazzi citato da Andrea? Forse no.
Oppure l'avete letto e fate finta di niente.
> Comunque ti garantisco che non è il pensiero degli scout Confessionali
> d'Italia, è il pensiero di Marco e basta.
Non c'era bisogno che glielo garantissi tu. Io non ho mai detto di parlare
a nome di altri tranne me stesso!
> ScoutTAG: (ASSISCOUT)
Che ha rimosso la parola Dio dalla Promessa. Quindi (a mio modesto parere,
non parlo a nome di altri, e seguendo alla lettera i principi del fondatore
dello Scoutismo), un'associazione che non fa scoutismo.
I valori proposti dallo scoutismo, checchè ne dica Mamba, includono la
fede. BP non ha certo preteso di definire questa fede per tutti gli scout
del mondo; anzi, secondo lui è quanto di più aperto possa esserci. Ma che
la fede sia inclusa è certo. Ripeto, non lo dico io, lo dice lui. E' un
intollerante anche lui? La proposta scout è di una educazione globale della
persona. Togliete un mattone e la costruzione cade. Cambiate un ingrediente
e la ricetta non è più quella.
Ho in mente un'associazione giovanile i cui membri facevano molta vita
all'aperto, venivano incoraggiati a curare salute e forza fisica, e a
servire il loro paese. Sono alcuni degli ingredienti della ricetta di BP,
ma non tutti. Basta questo a farne un'associazione scout?
Resto in attesa di una vostra risposta.
Marco
Holderlin <hold...@libero.it> scritto nell'articolo
<OVaM7.173908$sq5.8...@news.infostrada.it>...
> > Uno che è ateo, invece, in definitiva non può essere uno scout.
>
> Perché? Credo che una persona atea possa vivere gli stessi valori di un
> credente.
> E lo scoutismo, ricco di questi valori positivi, non deve necessariamente
> formare delle persone che credono, ma dei "buoni cittadini".
Non è vero. Secondo BP un buon scout crede.
> Anzi, l'ateismo, secondo Sartre, porta ad un maggiore senso di
> responsabilità nei confronti delle proprie azioni.
>
Sartre non è il fondatore dello scoutismo.
> Proprio non capisco questa grave discriminazione.
>
Ma quale discriminazione? E' la stessa discriminazione che esiste, per
esempio, nella palestra in cui vado. Chiunque può iscriversi, chiunque può
venirci; ma che senso avrebbe che si iscrivesse e ci venisse uno che per
principio, per scelta filosofica, o quant'altro, è contrario a fare il
minimo esercizio fisico e non ci vuole neppure provare? Ma che ci viene a
fare, scusa?
Comunque, se un "utente" della palestra proprio vuole venirci a guardare
gli altri senza muovere un dito lui, per me può anche andar bene (è la
posizione tua - un rover ateo). Può sempre essere che vedendo gli altri
darsi da fare e al limite divertirsi (si gioca anche a pallavolo), alla
fine voglia provare. Sarebbe invece inaccettabile che uno degli istruttori
di ginnastica della mia palestra fosse contrario a fare del moto per motivi
filosofici suoi personali - sarebbe anche ridicolo (è la posizione di un
capo scout ateo; a mio parere, una contraddizione in termini).
Saluti,
Marco
> Massimo
>
>
>
>
mamba <orsola...@iol.it> scritto nell'articolo
<GvWL7.168981$sq5.8...@news.infostrada.it>...
>
>
> > tante belle cose, ma resta il fatto che la Promessa Scout non la puoi
> > rispettare. Quindi non sei uno scout.
> > Ciao,
>
> Benissimo
> fa molto piacere vedere che alla fine chi si chiude nei confini e chi
> accetta
> di limitare la vision dello scautismo pian piano si fa ottundere da una
> cappa di intolleranza.
Mi dai dell'intollerante, ma sul punto non rispondi. Come fai a rispettare
la Promessa Scout? Come fai il tuo dovere verso Dio?
> che esclude le diversità
> che esclude la ricchezza della diversità.
>
Vedi quanto ho scritto in altro messaggio a proposito dell'istruttore di
ginnastica che per motivi filosofici è contrario all'esercizio fisico.
> benissimo 2
> Ho attestazioni che l'ateo può essere scaut,
"Attestazioni"? E di chi? Qualcuno che sullo scoutismo ha più autorità di
BP?
> benissimo 3
> levati sto burqua.
> io non me lo metto.
Ma nessuno ti obbliga ad avere fede!!! La tua posizione è quella di uno che
vuole far parte di un club ma non ha i requisiti, o non vuole rispettarne i
regolamenti. Chi ti obbliga ad iscriverti a quel club? Nessuno!
>
> mamba
> Fiero di essere SCOUT
> e come tale conosciuto e riconosciuto
>
Guarda, capisco che il mio discorso possa essere duro. Capisco anche che il
venir messi di fronte al fatto che si vive una contraddizione così
irreconciliabile possa essere lacerante per te. Questo purtroppo non cambia
il dato di fatto: quello che tu fai è solo in parte scoutismo. Non al 100%.
Auguri,
Marco
> Ma nessuno ti obbliga ad avere fede!!! La tua posizione è quella di uno
che
> vuole far parte di un club ma non ha i requisiti, o non vuole rispettarne
i
> regolamenti. Chi ti obbliga ad iscriverti a quel club? Nessuno!
[cut]
> Guarda, capisco che il mio discorso possa essere duro. Capisco anche che
il
> venir messi di fronte al fatto che si vive una contraddizione così
> irreconciliabile possa essere lacerante per te. Questo purtroppo non
cambia
> il dato di fatto: quello che tu fai è solo in parte scoutismo. Non al
100%.
Continui a dire che nessuno ti risponde nel merito (non solo in questo
messaggio, ma lo dici anche in altri, come quelli in risposta ad Ivano)...
io l'ho fatto e non mi hai risposto (in realtà ho risposto direttamente al
messaggio di Andrea Kotter, ma credo e spero che tu abbia letto il mio post,
nel quale ci sono risposte anche e soprattutto alle tue avventate
affermazioni)
Continui ad offendere con i tuoi vaneggiamenti non solo Mamba, ma 10.000 e
rotti scout di un associazione riconosciuta a livello internazionale
(CNGEI), per non parlare di innumerevoli altre associazioni come
l'ASSISCOUT.
> > Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout.
> > Ripeto, non sono io
> > che lo dico ma BP. Mi spiace per Mamba.
>
> Avviso Mamba, che Assiscout ha già rimosso dalla Promessa scout la parola
> Dio, e che comunque anche il WOSM ne stà discutendo da tempo.
Noto che questo thread ha deviato fortemente verso i massimi sistemi... . In
effetti siamo su un cardine piuttosto fondamentale dello scoutismo, sul
quale e` bene procedere con attenzione...
Ad Antilope Determinata rispondo brevemente come hanno fatto altri: fumo e
cellulari non sono questioni di essenzialità ma di rispetto per quello che
stai facendo e per le persone che sono con te. (Beh, il fumo, del quale io
sono nemico acerrimo, e` effettivamente anche assolutamente non essenziale,
ma credo che questo venga in secondo piano).
Per quanto attiene a un novizio ateo credo anch'io che debba essere il
benvenuto, anzi che si debba cogliere quest'occasione di arricchimento,
purche' lui (o lei) voglia partecipare alla proposta che gli viene fatta...
. Non credo sia corretto che possa sceglierne solo una parte.
Ma volevo dire qualcosa a riguardo dei *massimi sistemi* : scoutismo e
ateismo. Io credo che lo scoutismo sia un movimento veramente pluralista, e
che nella sua essenza caleidoscopica sia una proposta di vita incomparabile.
Credo che l'intento del fondatore di aprirlo al mondo senza restringerlo a
una precisa fede sia una delle intuizioni piu' grandi che ha avuto.
Credo anche pero' che sia molto pericoloso voler mettere tutto in
discussione. Se si eliminano parti del metodo di BP a proprio piacimento,
gli si puo' far dire tutto e il contrario di tutto. Non credo che questo sia
corretto. Alcune caratteristiche dello scoutismo, cosi' come BP lo ha
voluto, non sono IMHO opinabili. Tra queste io credo ci sia il fulcro della
discussione in atto: uno scout crede in Dio.
Se si vuole fare a meno di questo *dettaglio*, per me non si sta facendo
scoutismo, almeno non quello che nasce dall'idea geniale di BP. Chiamiamolo
*esploratorismo naturalista* e avanti con questo metodo parallelo,
sicuramente validissimo, probabilmente capace ugualmente di formare dei
buoni cittadini. Nessuna antipatia, nessuna rivalita', ampia collaborazione
e fratellanza, ma sono due cose diverse.
Nel mio piccolo credo che lo stesso WOSM non abbia il diritto di eliminare
Dio dal metodo di BP. Ma certo la mia voce non conta molto.
--
paolo - delfino puntiglioso -
ScoutTAG: Carpi 6 (MO) (AGESCI) Capo Reparto
----------------------------------------------------------------
"I troll vivono di risposte
e muoiono di morte naturale
quando li si ignora"
> Attenzione: il CNGEI è un'associazione Laica, non composta da Laici.
> il vocabolario (De Agostini ed.2001) definisce Organizzazione, Stato ecc,
> Laico come: che non si ispira ad una fede religiosa, e per Lacismo: la
> tendenza di chi, contrario a ogni ingerenza clericale nella vita civile
di
> uno Stato, difende la libertà di pensiero e di ricerca in ogni campo.
> Quindi un buono scout dovrebbe essere almeno laicista.
Essere contrari all'ingerenza della Chiesa negli affari di stretta
pertinenza dello Stato va benissimo (chi ha detto "date a Cesare quel che è
di Cesare"?), e anche difendere la libertà di pensiero e di ricerca anche,
per uno scout. Non essere ispirati a nessuna forma di fede, neanche non
organizzata in religione istituzionale, non va bene per uno scout. O almeno
così la pensava BP. Io mi limito, timidamente e timoroso di accuse di
intolleranza, a ricordarlo.
>
> Se invece vogliamo fare un discorso di diritto o meno allo scoutismo,
> ricordo a tutti gli scout confessionali , che la presenza dell'AGESCI
presso
> il WOSM e il WAGGGS è consentita solo per la presenza del GEI, che come
> associazione Laica garantisce lo scoutismo in Italia (sempre secondo il
> WOSM).
>
I discorsi di tipo istituzionale ci interessano poco, tanto non è che
quello di cui discutiamo qui abbia tutto quel gran peso per il WOSM ;-)! Ma
a quanto risulta a me, è sempre stata politica del WOSM riconoscere in ogni
nazione un'associazione aconfessionale ed una per ogni religione presente.
E se vogliamo parlare di aspetti istituzionali, l'Assiscout è riconosciuta
dal WOSM? Tanto per saperlo.
>
> >
> >
> > Andrea glielo dici tu a
> > > mamba che non può fare scoutismo?
>
> Quale organo di riferimento utilizzi per definire lo scoutismo? il WOSM,
il
> WAGGGS, il WFIS, la CES? o la tua affermazione precedente è una tua
libera
> interpretazione dei testi di BP?
>
Parli con me o con chi? Se parli con me, sì, io mi baso sui testi di BP, ma
la mia interpretazione dei testi di BP non è poi così libera. Se BP scrive
testualmente "tutti gli Scouts devono avere una religione" (Scoutismo per
ragazzi, 22° Chiacchierata), non credo che la mia interpretazione sia tanto
libera. Tu che ne dici? Forse la TUA interpretazione è troppo libera.
> >
> > Non glielo dico io, glielo dice BP.
> >
> > da "Scoutismo per ragazzi", 22° Chiacchierata
> >
> > "Nessun uomo può essere veramente buono se non crede in Dio e non
> obbedisce
> > alle sue Leggi. Per questo tutti gli Scouts devono avere una
religione".
> > "Compiendo il vostro dovere verso Dio, siategli sempre grati per i suoi
> > doni".
> >
> > BP nella stessa Chiacchierata dà una sua definizione della religione:
> > "1. Amare e servire Dio
> > 2. Amare ed aiutare il prossimo".
> > Noterete che anche se BP non fa riferimenti espliciti alla religione
> > cristiana (e infatti già durante la sua vita avevano aperto
associazioni
> > musulmane), i due punti di cui sopra sono i due comandamenti
fondamentali
> > della tradizione giudaico-cristiana, spiegati ai ragazzi da BP nel suo
> > semplice ed immediato linguaggio. Il primo è il comandamento ebraico
> > "Amerai il Signore Dio tuo con tutto te stesso", il secondo è il
> > "comandamento nuovo" di Cristo, "Ama il tuo prossimo come te stesso".
>
> se vogliamo allora vedi anche Paramansa Yogananda e chi più ne ha più ne
> metta.
Bene, chi più ne ha più ne metta, a me sta bene - ma chi non ne ha (un
ateo), che cosa ci mette?
> >
> > Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto, non
sono
> io
> > che lo dico ma BP. Mi spiace per Mamba.
>
> Avviso Mamba, che Assiscout ha già rimosso dalla Promessa scout la parola
> Dio, e che comunque anche il WOSM ne stà discutendo da tempo.
>
A mio modestissimo parere, una scelta discutibile. E con cosa è stata
sostituita la parola Dio? O non è stata sostituita con nulla? Supponiamo
che un'associazione rimuova la parte a proposito di osservare la Legge
Scout. E' ancora un'associazione che fa scoutismo?
> > Definisci cos'è una spiritualità senza Dio.
>
> Una spiritualità senza Dio è composta dalla consapevolezza di qualcosa di
> etereo, non attribuendo esclusivamente a reazioni chimiche
dell'organismo,
> le emozioni, i sentimenti ecc.
> La grossa differenza (ma ce ne sono altre), fra un religioso ed un
Laicista
> è che il laicista non ha bisogno di dargli un nome, un volto, una casa di
> mattoni per i suoi seguaci, un tabernacolo per il suo corpo, ne un libro
> biografico del Suo figlio.
>
> Imposta la sua vita su valori (extra cellulari) a cui resta fedele,
quindi
> FA' il suo dovere verso Dio , ma non lo chiama Cristo, Hallà, Budda ecc,
è
> semplicemente la sua anima che gli detta con sentimenti, amore , odio
quale
> può essere la giusta via e fa il proprio dovere per rispettare quella via
> che si è imposto.
>
Delle due, una.
1 questo qualcosa di etereo è preesistente, superiore ed esterno all'uomo,
e presumibilmente il creatore dell'universo. In tal caso, è Dio. A me sta
benissimo che uno scout "faccia il suo dovere verso Dio" anche senza dargli
un nome, un volto, un culto organizzato, dei templi ecc. ecc. Uno dei miei
capi scout vedeva l'opera di Dio nella natura e lo considerava in primis
come il Creatore, e pensava che Gesù Cristo fosse un uomo - buono ed
illuminato, ma solo un uomo. E questo era un capo nell'AGESCI! Non era in
linea con il Patto Associativo AGESCI, ma almeno seguiva piuttosto da
vicino i principi di BP. Ma, a mio parere, un ateo NON riconosce
l'esistenza di un essere superiore, a prescindere dal nome, volto, o culto
che gli si potrebbe dare. Quindi, non può fare il suo dovere verso di lui.
Quindi non può essere uno scout che rispetta tutti gli aspetti della sua
Promessa.
2 questo qualcosa di etereo in realtà è l'anima, o la coscienza, o il karma
o quello che vuoi dell'uomo, e non c'è un essere superiore che abbia, per
esempio, creato queste anime, e dato delle leggi. In questo caso, e vedi il
tuo discorso sui valori ecc., uno può anche essere, nella pratica, quel che
si dice un sant'uomo, ma le leggi che osserva se le è imposte da solo.
Quindi, nulla gli vieta di cambiarle quando gli pare. Inoltre, le sue leggi
non saranno uguali a quelle del vicino. In questa concezione, non solo c'è
un relativismo etico implicito, ma comunque continua a mancare Dio. Se uno
dicesse "io non sono ateo perchè credo in un insieme di valori da me stesso
decisi", io gli direi che è troppo comodo: il suo Dio è lui stesso. E
quindi mi pare che anche in questo caso non si rispetta la Promessa, che
infatti non dice "fare il mio dovere verso me stesso" o "verso dei principi
che io stesso mi sono dato".
Spero di non venire considerato intollerante solo perchè esprimo le mie
idee, che, peraltro, riprendono da vicino quello del fondatore dello
scoutismo. Noto che nè tu nè Mamba riuscite ad accostare la vostra
posizione alle parole di BP o al testo della Promessa come da lui scritta.
D'altronde è inevitabile.
Sarei contento se Barbara Calvi (ci leggi ancora?) postasse di nuovo il
testo di quel documento del GEI che aveva citato tempo fa su questo tema.
Buona Strada,
Andrea
> Continui a dire che nessuno ti risponde nel merito (non solo in questo
> messaggio, ma lo dici anche in altri, come quelli in risposta ad
Ivano)...
> io l'ho fatto e non mi hai risposto (in realtà ho risposto direttamente
al
> messaggio di Andrea Kotter, ma credo e spero che tu abbia letto il mio
post,
> nel quale ci sono risposte anche e soprattutto alle tue avventate
> affermazioni)
Scusa, ma alle parole, non di Andrea, ma di BP, hai risposto che
interpretando alla lettera le parole di Gesù sono state fatte delle guerre.
Questo mi pare svicolare dal punto, non rispondere sul punto.
E' curioso; Ivano dice ad Andrea che la sua interpretazione dei testi di BP
è "libera", tu invece ne rifiuti l'interpretazione letterale.
Comunque, se non vuoi l'interpretazione alla lettera delle parole di BP in
Scoutismo per ragaazi, dammi la tua interpretazione libera (ma fai
attenzione perchè Ivano è contrario). Dimmi come fai ad interpretare
liberamente le parole: "tutti gli Scouts devono avere una religione". Sono
in attesa della tua libera interpretazione.
E già che ti vanti di rispondere al punto. rispondi a questa semplice
domanda:
come fa un ateo a compiere il suo dovere verso qualcosa che lui reputa
inesistente?
Se rispondi a questa domanda senza svicolare, allora sì che risponderai sul
merito. Ma non credo che potrai.
> Continui ad offendere con i tuoi vaneggiamenti non solo Mamba, ma 10.000
e
> rotti scout di un associazione riconosciuta a livello internazionale
> (CNGEI), per non parlare di innumerevoli altre associazioni come
> l'ASSISCOUT.
>
Io non ho offeso nessuno. Ho affermato dei dati di fatto. Tu mi dai del
vaneggiatore, Mamba dell'intollerante, voi sì che offendete. Quanto agli
scout del CNGEI, guarda, io ne conosco, e vanno a messa come me, e al loro
campo di reparto la giornata inizia con una preghiera. Non credo di averli
offesi, davvero.
Se poi il CNGEI ritiene che un buon capo possa essere ateo, guarda, per me
sbaglia. Se anche mi apparisse il Presidente del WOSM in sogno e mi dicesse
che ho torto, non credo che cambierei idea senza una'ottima spiegazione.
Scusate se questo mio parere vi offende, ma io la penso così. E vi spiego
il perchè.
Io non sono Andrea e non ho sottomano le parole originali di BP, ma credo
che da qualche parte abbia scritto (spero di non sbagliarmi) che un capo
scout,a differenza di un comandante militare o di un professore, guida i
suoi ragazzi prima di tutto con l'esempio. Ora, come fa un capo ateo a dare
il buon esempio di rispetto della Promessa? Diciamo che uno dei suoi
scoutini gli chiede: "senti capo, ma cosa vuol dire fare il proprio dovere
verso Dio? Tu come lo fai?". Allora lui può:
a. mentire. Tutto il contrario di "essere leale"; e i miei scoutini, in
genre, hanno un fiuto incredibile per i momenti di debolezza dei capi,
credo che si accorgerebbero se io gli raccontassi balle. Oppure può
b. ammettere che lui a quel pezzo della Promessa non ci dà poi tanta
importanza; in altre parole, un pessimo esempio. Tutto il contrario di ciò
che dovrebbe fare un capo.
Tu, Mamba, se sei un capo, come faresti in questo caso?
Ora questo è il mio parere. Se vi offende, mi spiace, ma mi pare che sia
ben fondato. Se siete in grado di confutare la mia logica, possibilmente
senza dirmi che vaneggio, accomodatevi. Se semplicemente non siete
d'accordo, e non siete in grado di rispondermi, ovviamente sono fatti
vostri. Io però non mi offendo se la pensate diversamente da me.
Buona caccia e possa il Signore illuminarvi,
Marco
Ogni tanto cutto qua e là.
> Scusa, ma alle parole, non di Andrea, ma di BP, hai risposto che
> interpretando alla lettera le parole di Gesù sono state fatte delle
guerre.
> Questo mi pare svicolare dal punto, non rispondere sul punto.
Significa che le interpretazioni letterali sono pericolose... bisogna
guardare al senso del sdiscorso, non alla lettera.
> E' curioso; Ivano dice ad Andrea che la sua interpretazione dei testi di
BP
> è "libera", tu invece ne rifiuti l'interpretazione letterale.
> Comunque, se non vuoi l'interpretazione alla lettera delle parole di BP in
> Scoutismo per ragaazi, dammi la tua interpretazione libera (ma fai
> attenzione perchè Ivano è contrario). Dimmi come fai ad interpretare
> liberamente le parole: "tutti gli Scouts devono avere una religione". Sono
> in attesa della tua libera interpretazione.
Dal progetto di formazione spirituale CNGEI:
"
La definizione di associazione scout laica adottata dal CNGEI dice: "E'
quella Associazione che considera la fede, la pratica religiosa e le scelte
politiche e civiche come un fatto personale e privato dei propri iscritti.
Tutti sono "formati" alla ricerca di una scelta personale in campo civico,
politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere profondamente,
coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i valori della
"LEGGE SCOUT""
> E già che ti vanti di rispondere al punto. rispondi a questa semplice
> domanda:
Mi vanto? Ma che vuol dire?
> come fa un ateo a compiere il suo dovere verso qualcosa che lui reputa
> inesistente?
> Se rispondi a questa domanda senza svicolare, allora sì che risponderai
sul
> merito. Ma non credo che potrai.
L'ateo deve compiere il proprio dovere verso la propria parte spirituale. Se
non lo fa non rispetta la legge scout.
Per il concetto di spiritualità vedi mio messaggio precedente in risposta ad
Andrea.
> Io non ho offeso nessuno. Ho affermato dei dati di fatto.
I dati di fatto sono che nel CNGEI ci sono molti capi che si dichiarano
atei. Affermando che questi non possono essere scout delegitttimi un'intera
associazione (ti va meglio il termine delegittimare al posto di offendere?)
> Tu mi dai del
> vaneggiatore, Mamba dell'intollerante, voi sì che offendete. Quanto agli
> scout del CNGEI, guarda, io ne conosco, e vanno a messa come me, e al loro
> campo di reparto la giornata inizia con una preghiera. Non credo di averli
> offesi, davvero.
Anch'io vado a messa, che c'entra? Ma il fatto che Mamba (gli fischieranno
parecchio le orecchie in questi giorni) non ci vada non fa di lui uno scout
peggiore di me.
E per quanto riguarda i momenti di preghiera al campo ti risulta che siano
attività "obbligatorie"? Alle quali partecipano tutti i ragazzi? Se così
fosse quei capi CNGEI sbaglierebbero.
> Se poi il CNGEI ritiene che un buon capo possa essere ateo, guarda, per me
> sbaglia.
[cut]
Ok, hai usato la parolina magica: per me. Rimane una tua opinione, smentita
dai fatti, perciò IMHO sbagliata.
[cut]
> Io non sono Andrea e non ho sottomano le parole originali di BP, ma credo
> che da qualche parte abbia scritto (spero di non sbagliarmi) che un capo
> scout,a differenza di un comandante militare o di un professore, guida i
> suoi ragazzi prima di tutto con l'esempio. Ora, come fa un capo ateo a
dare
> il buon esempio di rispetto della Promessa? Diciamo che uno dei suoi
> scoutini gli chiede: "senti capo, ma cosa vuol dire fare il proprio dovere
> verso Dio? Tu come lo fai?". Allora lui può:
[cut]
Il dovere è verso la propria spiritualità, non verso la religione.
Se la mia spiritualità contempla anche una religiosità allora dovrò fare il
mio dovere anche nei confronti del mio Dio e sarò di esempio per i miei
scautini.
Se non la contempla comuqnue il mio dovere è cercare, testimoniare questa
ricerca, e testimoniare il profondo rispetto per chi sta cercando insieme a
me, magari arrivando già a delle conclusioni che hanno il nome di un dio...
questa è la testimonianza che Mamba può offrire ai suoi ragazzi, Forse molto
più vera di tanti cristiani sulla carta.
> Ora questo è il mio parere. Se vi offende, mi spiace, ma mi pare che sia
> ben fondato. Se siete in grado di confutare la mia logica, possibilmente
> senza dirmi che vaneggio, accomodatevi. Se semplicemente non siete
> d'accordo, e non siete in grado di rispondermi, ovviamente sono fatti
> vostri. Io però non mi offendo se la pensate diversamente da me.
Tu sei libero di pensare quello che credi. Ma nel momento in cui dici che
Mamba non può essere uno scout
(parole tue: "Quindi non sei uno scout.") oggettivizzi una opinione,
delegittimando tutti i capi atei del CNGEI (e di altre associazioni).
Volente o non volente quei capi sono scout, forse non come li intendi tu, ma
sono scout.
> Buona caccia e possa il Signore illuminarvi,
Sei così ostinatamente convinto di aver ragione da dover invocare il Signore
perchè ci illumini e ci porti alle tue conclusioni?
Ti viene in mente che io stesso potrei invocare il Signore perchè illumini
te? ma il mio atteggianento laico me lo impedisce.
Quindi mi limito ad un buona caccia.
Cutto paurosamente... ma è perchè voglio rispondere ai concetti, non alle
singole frasi. Me lo perdonerai.
> Parli con me o con chi? Se parli con me, sì, io mi baso sui testi di BP,
ma
> la mia interpretazione dei testi di BP non è poi così libera. Se BP scrive
> testualmente "tutti gli Scouts devono avere una religione" (Scoutismo per
> ragazzi, 22° Chiacchierata), non credo che la mia interpretazione sia
tanto
> libera. Tu che ne dici? Forse la TUA interpretazione è troppo libera.
Possiamo sicuramente discutere sul grado di libertà da dare
all'interpretazione delle parole di BP, ma converrai con me che un
intrepretazione esclusivamente letterale è anacronistica e non si adatta a
tutte le realtà?
> A mio modestissimo parere, una scelta discutibile. E con cosa è stata
> sostituita la parola Dio? O non è stata sostituita con nulla? Supponiamo
> che un'associazione rimuova la parte a proposito di osservare la Legge
> Scout. E' ancora un'associazione che fa scoutismo?
Le tue domande sono legittime... i tuoi dubbi fondati. Sono gli stessi che
presero a me quando, cristiano convinto, intrapresi l'avventura dello
scautismo laico.
E finchè rimangono dubbi potremo discuterne insieme e cercare insieme di
capirci di più... ma quando diventano sentenze, per le quali un intera
associazione è delegittimata perchè al suo interno vi sono capi atei (che
non è che si nascondono o sono tollerati dagli altri!... a parte Mamba ma
non perchè è ateo... :-p) allora il disorso è per me sbagliato.
> Delle due, una.
> 1 questo qualcosa di etereo è preesistente, superiore ed esterno all'uomo,
> e presumibilmente il creatore dell'universo. In tal caso, è Dio. A me sta
> benissimo che uno scout "faccia il suo dovere verso Dio" anche senza
dargli
> un nome, un volto, un culto organizzato, dei templi ecc. ecc. Uno dei miei
> capi scout vedeva l'opera di Dio nella natura e lo considerava in primis
> come il Creatore, e pensava che Gesù Cristo fosse un uomo - buono ed
> illuminato, ma solo un uomo. E questo era un capo nell'AGESCI! Non era in
> linea con il Patto Associativo AGESCI, ma almeno seguiva piuttosto da
> vicino i principi di BP. Ma, a mio parere, un ateo NON riconosce
> l'esistenza di un essere superiore, a prescindere dal nome, volto, o culto
> che gli si potrebbe dare. Quindi, non può fare il suo dovere verso di lui.
> Quindi non può essere uno scout che rispetta tutti gli aspetti della sua
[cut]
Più che un essere superiore io la vedo come qualcuno (o qualcosa) che è
oltre a noi, oltre alla materialità: il trascendente. No... chi non ammette
che esista questa realtà nell'animo umano non credo possa adempiere alla
promessa.
> Spero di non venire considerato intollerante solo perchè esprimo le mie
> idee, che, peraltro, riprendono da vicino quello del fondatore dello
> scoutismo. Noto che nè tu nè Mamba riuscite ad accostare la vostra
> posizione alle parole di BP o al testo della Promessa come da lui scritta.
> D'altronde è inevitabile.
Esprimere le proprie idee è sempre legittimo. Si è intolleranti qundo dalle
proprie idee si ricavano giudizi e limitazioni.
>
> Sarei contento se Barbara Calvi (ci leggi ancora?) postasse di nuovo il
> testo di quel documento del GEI che aveva citato tempo fa su questo tema.
Se intendi il Progetto di forlazione Spirituale del CNGEI (dal quale ho
tratto qialche brano per le risposte date in questo thread) lo posso postare
io... ma è mooolto lungo. Al limite ti posso consigliare di scaricartelo dal
sito del CNGEI
Buona caccia.
> > E' curioso; Ivano dice ad Andrea che la sua interpretazione dei testi
di
> BP
> > è "libera", tu invece ne rifiuti l'interpretazione letterale.
> > Comunque, se non vuoi l'interpretazione alla lettera delle parole di BP
in
> > Scoutismo per ragaazi, dammi la tua interpretazione libera (ma fai
> > attenzione perchè Ivano è contrario). Dimmi come fai ad interpretare
> > liberamente le parole: "tutti gli Scouts devono avere una religione".
Sono
> > in attesa della tua libera interpretazione.
>
> Dal progetto di formazione spirituale CNGEI:
>
> "
> La definizione di associazione scout laica adottata dal CNGEI dice: "E'
> quella Associazione che considera la fede, la pratica religiosa e le
scelte
> politiche e civiche come un fatto personale e privato dei propri
iscritti.
>
> Tutti sono "formati" alla ricerca di una scelta personale in campo
civico,
> politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere
profondamente,
> coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i valori della
> "LEGGE SCOUT""
Se questa è l'interpretazione del pensiero di BP, e nei documenti GEI non
c'è altro, evidentemente è troppo... libera. Manca un cenno esplicito al
fatto che "la fede", per quanto personale e privata degli iscritti, fa
parte del progetto educativo dello scoutsmo.
> > come fa un ateo a compiere il suo dovere verso qualcosa che lui reputa
> > inesistente?
> > Se rispondi a questa domanda senza svicolare, allora sì che risponderai
> sul
> > merito. Ma non credo che potrai.
>
> L'ateo deve compiere il proprio dovere verso la propria parte spirituale.
Se
> non lo fa non rispetta la legge scout.
> Per il concetto di spiritualità vedi mio messaggio precedente in risposta
ad
> Andrea.
Quindi, verso se stesso. Come dire, "prometto di compiere il mio dovere
verso la mia coscienza". Ma si dà il caso che la Promessa Scout non dica
affatto questo. Quindi, non ci siamo.
>
> > Io non ho offeso nessuno. Ho affermato dei dati di fatto.
>
> I dati di fatto sono che nel CNGEI ci sono molti capi che si dichiarano
> atei. Affermando che questi non possono essere scout delegitttimi
un'intera
> associazione (ti va meglio il termine delegittimare al posto di
offendere?)
>
Mi rendo conto. Diciamo allora che delegittimo i capi scout atei in
qualsiasi associazione siano. Compresa l'AGESCI, l'FSE etc. Secondo me (e
questa è una mia opinione ma, appoggiata, vedi caso, dagli scritti di BP e
dal testo della Promessa), non possono essere capi. Se poi questa mia
posizione delegittimi intere associazioni, questo non lo so.
> E per quanto riguarda i momenti di preghiera al campo ti risulta che
siano
> attività "obbligatorie"? Alle quali partecipano tutti i ragazzi? Se così
> fosse quei capi CNGEI sbaglierebbero.
No, non erano obbligatorie. Ma tutti i ragazzi partecipavano.
>
> Il dovere è verso la propria spiritualità, non verso la religione.
> Se la mia spiritualità contempla anche una religiosità allora dovrò fare
il
> mio dovere anche nei confronti del mio Dio e sarò di esempio per i miei
> scautini.
Vedi sopra. Dire "il mio Dio è la mia spiritualità" è teologicamente e
filosoficamente un nonsenso. Quidni, che ti devo dire, non ne usciamo.
> > Ora questo è il mio parere. Se vi offende, mi spiace, ma mi pare che
sia
> > ben fondato. Se siete in grado di confutare la mia logica,
possibilmente
> > senza dirmi che vaneggio, accomodatevi. Se semplicemente non siete
> > d'accordo, e non siete in grado di rispondermi, ovviamente sono fatti
> > vostri. Io però non mi offendo se la pensate diversamente da me.
>
> Tu sei libero di pensare quello che credi. Ma nel momento in cui dici che
> Mamba non può essere uno scout
> (parole tue: "Quindi non sei uno scout.") oggettivizzi una opinione,
Come ho detto sopra, sì, è una mia opinione, ma devo dire che mi conforta
sapere che BP la pensava come me e che il testo della Promessa scout è
dalla mia parte.
>
> > Buona caccia e possa il Signore illuminarvi,
>
> Sei così ostinatamente convinto di aver ragione da dover invocare il
Signore
> perchè ci illumini e ci porti alle tue conclusioni?
No no no, scusa, avrei dovuto forse spiegarmi - quello che spero che il
Signore illumini gli atei, e che questi possano trovare Dio! Mi pare molto
più importante che un capo scout possa ritrovare la fede, piuttosto che
possa darmi ragione, ti pare!!!
Ciao e auguri,
Marco
Flop© ,
rispondendo ad Andrea hai scritto:
>
> Più che un essere superiore io la vedo come qualcuno (o qualcosa) che è
> oltre a noi, oltre alla materialità: il trascendente. No... chi non
ammette
> che esista questa realtà nell'animo umano non credo possa adempiere alla
> promessa.
E allora, vedi che la pensi esattamente come me? Ma per cosa discutiamo,
allora? :-)
Un ateo non ammette trascendenza, non ammette l'esistenza del superno. Se
tu credi nell'esistenza di qualcosa "oltre" l'uomo, credi in Dio. Magari
potrai definirlo solo in modo vago, ma puoi compiere il tuo dovere verso di
Lui.
Se invece non credi nell'esistenza di questo qualcosa, allora, al massimo,
la tua cosiddetta "spiritualità" è un insieme di ideali a cui puoi essere
più o meno fedele, ma se questi ideali saltan fuori alla fin fine dalla
testa tua o di altre creature, non me li puoi chiamare "dio". Non lo sono.
Ciao,
Marco
> Se questa è l'interpretazione del pensiero di BP, e nei documenti GEI non
> c'è altro, evidentemente è troppo... libera. Manca un cenno esplicito al
> fatto che "la fede", per quanto personale e privata degli iscritti, fa
> parte del progetto educativo dello scoutsmo.
E questo è il motivo per cui tu non hai scelto e mai, credo, sceglierai come
associazione il CNGEI.
Ed invece è il motivo per cui io l'ho scelta.
La ricchezza comuqnue delle diversità. Se in Italia esistesse solo il CNGEI
ti troveresti in una associazione nella quale non ti rispecchi, idem per
quanto mi rigurda se esistesse solo l'AGESCI (con qualche riserva...)
> Quindi, verso se stesso. Come dire, "prometto di compiere il mio dovere
> verso la mia coscienza". Ma si dà il caso che la Promessa Scout non dica
> affatto questo. Quindi, non ci siamo.
Non lo dice letteralmente...
> No, non erano obbligatorie. Ma tutti i ragazzi partecipavano.
Un caso... da noi no ntutti i ragazzi vengono a messa e non tutti
pratecipano alla preghiera.
> No no no, scusa, avrei dovuto forse spiegarmi - quello che spero che il
> Signore illumini gli atei, e che questi possano trovare Dio! Mi pare molto
> più importante che un capo scout possa ritrovare la fede, piuttosto che
> possa darmi ragione, ti pare!!!
Ti ricordo che io non sono ateo... semmai preghiamo perchè il Signore
illumini Mamba... oppure perchè trovi la budellotta della sua vita! :-)
> E allora, vedi che la pensi esattamente come me? Ma per cosa discutiamo,
> allora? :-)
> Un ateo non ammette trascendenza, non ammette l'esistenza del superno. Se
> tu credi nell'esistenza di qualcosa "oltre" l'uomo, credi in Dio. Magari
> potrai definirlo solo in modo vago, ma puoi compiere il tuo dovere verso
di
> Lui.
[cut]
Io ribadisco che l'accezione di ateo compatibile con la promessa è solo
quella ristretta, e propria del termine:
a=privativo
teo=dio
Non credo che vi sia corrispondenza tra trascendente e dio.
Lo scout, pur ateo, ma che riconsoce che l'uomo ha una componente
spirituale, e non è solo un agglomerato di cellule, e indaga questa sua
parte spirituale, pur non riuscendo a trovare le proprie risposte in una
qualsisasi religione. ha piena cittadinanza nel mondo dello scautismo.
Buona caccia
>Che bello ancora qualcuno dice a qualcun altro "tu non sei uno scaut"
>Mamba dell'intollerante, voi sì che offendete.
Delle volte, per cecità, sfugge la concretezza delle cose e dal misurabile e
tangibile le porta sul personale. Dal momento in cui ti arroghi la pretesa
di dire a persone, aderenti ad associazioni riconosciute da WOsm e WAGGS,
"tu non sei uno scaut" in base ad una tua personale visione e senza misurare
la coerenza delle persone con i pricipi dello scautismo (e qui credimi il
requisito dello scautismo per gli adulti non è l'aderire ad una confessione
religiosa, nè l'essere o meno ateo, bensì il praticare coerentemente e con
costanza una ricerca spirituale che non chiuda nessuna porta), diventi
obiettivamente e misurabilmente intollerante.
e ahité anche poco intelligente.
Pur nella passione per la natura, credimi, non pratico "esploratorismo
naturalista", e i valori dello scautismo sono miei valori al 100%. Nella
realtà dei fatti (sul sito del CNGEI a parte il progetto di formazione
spirituale, sono scaricabili documenti wosm tra cui importante "scautismo
semplicemente" nei quali si riflette sulla spiritualità, allego poi a piè di
pagina il documento ufficiale gei (allegao al regolamento sulla
spiritualità)) pratico scautismo e non ti ritengo autorizzato a negarlo.
Tra l'altro in termini cattolicistici tecnici cadresti nel gravissimo
peccato di presunzione.......
> scout del CNGEI, guarda, io ne conosco, e vanno a messa come me, e al loro
> campo di reparto la giornata inizia con una preghiera
EHHH???
>Ora, come fa un capo ateo a dare il buon esempio di rispetto della
Promessa?
Mantenedosi coerente ai valori
>Diciamo che uno dei suoi scoutini gli chiede: "senti capo, ma cosa vuol
dire fare il proprio dovere verso Dio? Tu come lo fai?".
Si spiega che alcune religioni hanno dei doveri o degli obblighi e che chi
non ha religione o non riconosce l'esistenza di entità divine ha una sua
personale spiritualità che si gioca sul senso del bello, sulla generosità e
sulla gioia di stare su questo pianeta. molto semplice no?
> Tu, Mamba, se sei un capo, come faresti in questo caso?
Posso confermarti che oltre ad essere uno SCOUT sono anche un CAPO SCOUT
Così praticando una certa filosofia di vita (non di palestra trattasi ma di
uomini e donne dei boschi che sanno ben condurre certe canoe ed in più
creano ottimi cittadini di domani),
educo alla gioia ed al bello e con i rumori del bosco, le piccole cose, la
paura del buio e della notte, il gusto per il caldo fuoco sotto le stelle
trasmetto la percezione di una spiritualità che supera la concretezza ed il
materialismo
> Se siete in grado di confutare la mia logica, possibilmente senza dirmi
che vaneggio, accomodatevi.
Cosa ho vinto??
> Buona caccia e possa il Signore illuminarvi,
(vedi la risposta di flop)
Buona caccia
> Marco
Mamba
PS saluto gli amici dell'assiscaut ma dov'è ARMA?? (linea genova ventimiglia
per caso??)
Saluto anche il vecchio FLOP;chissà che non ci si incontri al meeting dei
repartisti.
Grappa e porchetta per tutti???
Allego il doc ufficiale scaricabile nella sua veste graficata su
www.cngei.it
____________________________________________________________________________
__________________
ALLEGATO n° 2
PROGETTO DI FORMAZIONE SPIRITUALE
LA FORMAZIONE NEL CNGEI
Il CNGEI è un'associazione laica che vede nel pluralismo e nella
pluriconfessionalità, una ricchezza, una potenzialità, una possibilità di
crescita e di maturazione.
La definizione di associazione scout laica adottata dal CNGEI dice: "E'
quella Associazione che considera la fede, la pratica religiosa e le scelte
politiche e civiche come un fatto personale e privato dei propri iscritti.
Tutti sono "formati" alla ricerca di una scelta personale in campo civico,
politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere profondamente,
coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i valori della
"LEGGE SCOUT"[1] .
C'è quindi, da parte dell'associazione, un impegno preciso e concreto a
curare la formazione dei propri iscritti affinché divengano adulti capaci di
operare scelte autonome e responsabili.
Cosa vuol dire "educare alle scelte?". Significa che l'educatore non si deve
tanto preoccupare di quali scelte ogni ragazzo farà, ma si deve preoccupare
fondamentalmente di due cose: di offrire ai ragazzi il maggior numero
possibile di stimoli ed esperienze (concrete, attive, di riflessione e di
verifica critica) perché ogni ragazzo abbia la più vasta gamma di
possibilità concrete di sperimentarsi e di verificarsi. In secondo luogo, l'
educatore si deve preoccupare che ogni ragazzo interiorizzi consapevolmente
i valori della Legge Scout, perché questa sia la guida unica per lui, nelle
scelte che farà. La Legge Scout, vissuta realmente e concretamente porta
inevitabilmente a vivere la dimensione spirituale dell'esistenza.
Il concetto di "educazione alle scelte" viene direttamente dalla concezione
laica di educazione che il CNGEI ha fatto propria.
La cultura laica si basa fondamentalmente sul concetto di "persona" come
valore in sé e crede nella dignità dell'uomo e nella sua capacità di
autoformarsi e autodeterminarsi. Autoformazione e autodeterminazione che
avvengono all'insegna della LIBERTA', del RISPETTO e quindi della
TOLLERANZA. Presupposto basilare di una formazione laica è quindi il fatto
che l'individuo deve maturare dentro di sé le scelte che farà e non deve
subire o accettare aprioristicamente verità imposte dall'esterno.
Molti sostengono che una educazione alla libertà sia impossibile e che l'
educazione sia soprattutto un condizionamento a regole e a principi,
necessari al funzionamento della società. Noi crediamo che una educazione
alla libertà sia difficile, ma non impossibile e crediamo che coloro che
negano questa possibilità siano persone che non hanno fiducia nell'uomo e
che lo vedono come qualcosa di sbagliato e negativo da correggere e
raddrizzare. Essi mancano quindi dell'ottimismo e della fiducia di chi, con
spirito libero e laico, vede nell'uomo qualcosa di buono e positivo, capace
di evolvere verso il bene e di compiere per libera scelta un cammino
costruttivo e valido.
Il mondo di oggi si presenta caratterizzato dalla velocità impressionante
dei cambiamenti, dalla complessità e molteplicità delle situazioni e dei
sistemi di valori, dalla frammentazione delle possibilità offerte ai
singoli, dall'incentivo pressante al consumismo e soprattutto all'incertezza
del domani.
In un simile contesto è fondamentale insegnare all'individuo a essere
protagonista di se stesso, della propria crescita e delle proprie scelte. L'
educazione dei giovani deve preoccuparsi, in primo luogo, di creare persone
forti mentalmente e spiritualmente, capaci cioè, in questo mare così
complesso, differenziato e mutevole quale è la vita di oggi, di guidare in
prima persona la propria canoa. Abbiamo bisogno di persone "convinte dal di
dentro", non passive seguaci di questo o quel principio.
Quello che oggi è necessario è avere, da un lato la capacità di valutare e
scegliere e, dall'altro l'elasticità di poterlo fare ripetutamente, non una
volta per tutte. E' necessario quindi che ciascuno abbia dei punti di
riferimento tali che gli permettano di fondarsi su certezze, e al contempo
gli offrano la possibilità e la mobilità per accettare tutte le sfide e per
adattarsi di continuo all'evoluzione così rapida dei tempi attuali, fermo
restando il fatto che uno scout deve dare il senso alla propria vita: senso
che sia fondato sui valori della Legge Scout. Sono i valori legati alla
dignità dell'uomo, alla lealtà, alla coerenza, alla libertà, al rispetto e
alla tolleranza: valori da sempre legati alla cultura laica.
Quali sono le linee direttrici dello scautismo laico? Esso vuole costruire
un particolare tipo di uomo per un particolare tipo di società, costruzione
nella quale trovano spazio la formazione spirituale e l'impegno sociale.
L'uomo a cui lo scautismo laico tende è quello che riconosce se stesso come
persona, ha rispetto di sè, difende la sua dignità, i suoi diritti, la sua
libertà, la sua personalità; è l'uomo che riconosce gli altri come persone,
al di là della razza, della condizione sociale, del mestiere, del sesso, del
partito o della religione; è l'uomo particolarmente sensibile al problema
degli emarginati; è l'uomo che ha le idee chiare perché non c'è libertà
senza scelte e non c'è scelta senza chiarezza; è l'uomo in grado di
affrontare le conseguenze delle scelte effettuate; è quindi l'uomo coerente
che conosce il significato e il peso dell'aderire a principi e ideologie; è
l'uomo consapevole che soltanto lui può dare senso e significato alla
propria vita ed è quindi costantemente alla ricerca; è l'uomo che sa essere
"presente", che comprende che la gioia viene dal dare e dal condividere e
non dall'accumulare e dallo sfruttare; è l'uomo infine - e questo è un punto
importante, altrimenti rischiamo di tratteggiare l'identikit di un
superman - che conosce i propri limiti e le proprie possibilità e sa
utilizzare al meglio, sapendo anche rinunciare.
Per quale società lavora lo scautismo laico? Evidentemente per una società
in cui il tipo di uomo ipotizzato possa esprimersi e realizzarsi. Si tratta
di una società democratica, pluralista, fondata sul valore della pace, umana
e giusta che escluda ogni forma di settarismo, di totalitarismo e di
dogmatismo, e che sia contro la violenza, le manifestazioni antiumanitarie e
dove la povertà, l'emarginazione e la discriminazione siano ridotte al
minimo. Una società fatta dagli uomini, al loro servizio e non viceversa.
Il CNGEI ha assunto il concetto di laicità in senso attivo e positivo, come
spinta al confronto, al dibattito, all'autonomia del pensiero e delle scelte
personali, alla ricerca continua calata, perché abbia un senso, nella realtà
socioculturale in cui viviamo.
A questo concetto di laicità il CNGEI aggiunge due caratteristiche peculiari
dello scautismo: una è la finalizzazione della formazione della persona al
"servizio", visto non come beneficenza o carità, ma come disponibilità
attiva e responsabile verso la comunità, ove l'uomo è considerato "persona"
avente sempre e comunque un valore. Il servizio per lo scout diventa una
scelta di vita.
L'altra è la formazione spirituale, cioè la cura e lo sviluppo della vita
interiore, lo stimolo alla ricerca di valori trascendenti; ove la formazione
spirituale è considerata indispensabile per una formazione completa della
persona. L'obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile dello scautismo è proprio
quello della formazione globale della persona.
CONCETTO DI SPIRITUALITÀ DEL CNGEI
Dire che l'obiettivo dello scautismo è quello di "formare" in maniera
globale e completa, in modo che l'adulto scout sia persona capace di fare
scelte coscienti e responsabili nella società in cui vive (concetto del
"cittadino attivo") è un'enunciazione che contiene tutta la filosofia dello
scautismo, e in particolare dello scautismo GEI.
Parlare di formazione completa vuol dire comprendere anche il tema della
spiritualità. Il metodo scout ci offre tutti gli strumenti per curare la
formazione globale del ragazzo, quindi anche quella spirituale. Basta allora
applicare il metodo? Si, è sufficiente applicare il metodo, a condizione
però che lo si conosca bene e lo si utilizzi come mezzo, come uno strumento
per raggiungere l'obiettivo.
E' chiaro quindi che, per utilizzare un metodo in maniera intelligente,
creativa e costruttiva, bisogna sapere DOVE SI VUOLE ARRIVARE e quale è la
filosofia che sta alla base di tutta la costruzione.
Il CNGEI si è dato una filosofia che sottostà a tutto il discorso della
formazione spirituale. Il documento che segue è stato approvato dal
Consiglio Nazionale in data 12/04/87, e riapprovato in forma definitiva il
18/09/88.
______________
IO
Per iniziare bene la vita, bisogna cominciare ad accettarsi per ciò che si
è.
Per prima cosa, ci accorgiamo di avere un CORPO. Il nostro corpo non è
sempre uguale, ma cresce e si sviluppa. Sul nostro cammino, impariamo ad
usare il nostro corpo e a considerarlo sempre un mezzo per raggiungere
determinati fini.
A seconda delle nostre capacità, noi affiniamo sempre di più la conoscenza
del nostro corpo, lo aiutiamo a crescere con l'attività fisica, lo
specializziamo con tecniche.
Tuttavia, noi non siamo solo un corpo, ma sentiamo anche dentro di noi
qualcosa che ci guida, che ci fa prendere decisioni, che ci fa riflettere.
Ci accorgiamo di avere una mente, un'anima, una PARTE SPIRITUALE.
Ci accorgiamo di avere dei sentimenti, che sentiamo solo noi, di pensare
delle cose che possono restare nel segreto del nostro cuore, di avere dei
ricordi e una memoria che fissa tutte le nostre esperienze.
Abbiamo una VITA INTERIORE. Questa vita interiore ci spinge a pensare la
nostra vita come un Progetto, e non a viverla come un semplice fluire di
eventi. Vogliamo decidere noi dove andare e cosa fare sulla strada della
vita.
Il nostro progetto deve però andare oltre i confini della nostra mente, che
rischiano di racchiuderlo e soffocarlo (egoismo).
Andare oltre vuol dire divenire pienamente coscienti che il cammino non lo
faremo da soli, perché non abbiamo abbastanza forza, ma lo faremo in
compagnia di altri, lo faremo in un mondo.
GLI ALTRI
Fare un cammino con gli altri vuol dire ammettere che c'è una comunione di
vita e di ideali. Non ci sono compagni di viaggio occasionali. Vuol dire che
il nostro cammino si fonda su valori, che noi troviamo nella nostra
coscienza, ma che devono realizzarsi solo al di fuori di noi, con gli altri.
Questi valori sono quelli della LEGGE SCOUT, cioè:
* disponibilità, servizio.
* libertà.
* autenticità.
* fraternità, comunione con gli altri.
* rispetto, tolleranza, accettazione dell'altro, confronto, dialogo,
ascolto.
* responsabilità.
* fiducia.
* amore.
Il nostro progetto personale, dunque, diventa PROGETTO DI VITA nella
società, cioè nella comunità di uomini in cui mi trovo a compiere il mio
cammino.
Ecco che il mio studio, il mio lavoro, il mio impegno, ogni mio gesto verso
gli altri diventa PROGETTO SOCIALE.
LA NATURA
La natura mi offre le risorse per realizzare il mio progetto.
L'uomo, nel suo rapporto con la natura, ormai millenario, ha modificato
l'ambiente e continua a modificarlo.
Io faccio parte a pieno titolo di questo rapporto.
Vivendo all'aria aperta, capisco che il mio personale rapporto con la natura
deve essere di assoluto rispetto.
E capisco anche che lo stesso rapporto di rispetto deve essere instaurato
nella comunità in cui vivo.
Il mio progetto deve tenere conto anche di questo.
QUALCOSA OLTRE
Se vivo intensamente il mio progetto, come mi sono accorto della limitatezza
del mio corpo e della mia mente, mi accorgo della finitudine del mondo in
cui vivo.
Sento il bisogno di qualcosa che vada oltre la mia esperienza finita,
limitata, imprecisa, imperfetta, di un punto di riferimento che vada oltre
tutto questo, e che possa fondare stabilmente il mio progetto, che possa far
da valida guida per il mio cammino.
Il mio cammino allora si arricchisce, perché i nostri progetti diventano
tanti.
Qualcuno sente che c'è, ci deve essere qualcosa o qualcuno superiore
all'uomo e al mondo, e con umiltà e disponibilità lo cerca.
Qualcuno sente che questa entità superiore non è al di fuori del mondo, ma è
una sorta di anima del mondo.
Qualcuno sente invece che c'è qualcosa al di fuori, anzi qualcuno, e con le
forze della sua ragione lo chiama Dio.
Qualcuno sente che c'è Dio, e crede alla parola di qualcuno che ha parlato
per Lui o addirittura a Lui stesso che si è manifestato nel mondo.
Qualcuno, lungo il cammino della vita, non si è mai chiesto niente, o
pensava di aver risolto il problema negando una simile esigenza, però
capisce che deve lasciare aperto uno spiraglio, per costruire nella sua vita
uno spazio di ricerca.
Quindi qualcuno di noi è in ricerca, qualcuno crede grazie alla ragione,
qualcuno grazie alla fede, qualcuno vede Dio nel mondo, qualcuno è agnostico
o ateo e accetta di mettersi in ricerca.
Il nostro progetto dunque si arricchisce, il nostro cammino si fa sempre più
interessante, la nostra esperienza interagisce con quella degli altri, la
nostra vita si realizza nella sua pienezza.
Quindi SPIRITUALITÀ è
IMPEGNARSI IN UN PROGETTO PERSONALE DI VITA REALIZZATO IN COMPAGNIA DI ALTRI
IN UNA NATURA CHE L'UOMO TRASFORMA PER I SUOI BISOGNI FONDATO SU UNA
FIDUCIA DINAMICA NEI VALORI CHE FORMANO LA COSCIENZA MORALE
ALLA LUCE DI QUALCOSA CHE VA AL DI LÀ DELLA LIMITATA E INCOMPLETA
ESPERIENZA UMANA.
LA FORMAZIONE SPIRITUALE NEL CNGEI
FORMAZIONE GLOBALE
Affermare che la formazione globale del ragazzo a noi affidato comprende
necessariamente anche l'aspetto spirituale è cosa ovvia e scontata tanto da
far apparire questa affermazione quasi troppo semplicistica. Più
affascinante ci pare l'affrontare il problema da un'altra ottica e dire che
la formazione spirituale va intesa in maniera tale da essere, di per sè,
formazione globale, cioè formazione di tutta la persona, vista in un
processo di crescita armonica e completa.
Non si tratta cioè di far acquisire delle nozioni e di far apprendere
notizie, informazioni e capacità, ma si tratta di un processo che il ragazzo
deve compiere e che si caratterizza fondamentalmente per tre aspetti
contemporanei e inscindibili.
? Una maturazione interiore, una presa di coscienza graduale e progressiva
della propria identità, che permetta di trovare il senso del sè e il senso
da dare alla propria esistenza.
? Una scoperta "vissuta" ed interiorizzata dei valori della Legge Scout, che
il ragazzo si impegna a seguire.
? Un senso di ricerca continua e incessante che rende stimolante il cammino
e permette un approfondimento continuo.
Si può forse esprimere meglio il concetto di formazione globale, rifacendosi
alle parole di Baden Powell che ci presenta la PROGRESSIONE SCOUT con due
caratteristiche: la globalità (infatti tutto nella progressione ha valore:
corpo, mente, cuore, spirito, volontà) e la tensione verso dei valori.
Infatti, dice B.P., la Legge Scout è la guida della progressione, quella che
ci indica la direzione verso cui tendere, la strada da percorrere per
arrivare ad essere "buoni cittadini".
FORMAZIONE SPIRITUALE E NON FORMAZIONE RELIGIOSA
La formazione spirituale, nel senso che stiamo chiarendo e definendo, fa
parte degli obiettivi della nostra Associazione ed è quindi un compito dei
nostri capi educatori. Per formazione spirituale intendiamo l'educare i
nostri ragazzi a vivere secondo le esigenze dello spirito e a ricercare un
senso alla propria esistenza che vada oltre la materialità. L'educazione
spirituale riguarda quindi l'atteggiamento e il comportamento del singolo
rispetto a se stesso e agli altri visti come "persone" aventi tutte un
proprio valore.
La formazione spirituale così intesa implica la conoscenza di sè sotto tutti
gli aspetti, la presa di coscienza e il rispetto del valore degli altri e
del mondo, l'impostazione della propria vita secondo valori e costringe l'
individuo ad un opera di ricerca continua.
Da non confondere quindi con "formazione religiosa", perché quest'ultima ha
a che fare con il rapporto del singolo con le norme e le interpretazioni del
culto a cui aderisce, rispetto al quale l'individuo è chiamato a scelte
interiori e a comportamenti precisi. Compito quello della formazione
religiosa che non spetta alla nostra associazione, la quale ha fatto una
scelta che esclude la caratterizzazione, e quindi la formazione,
confessionale.
COMPITO DELLA FORMAZIONE SPIRITUALE
Emerge chiaro, da quanto esposto che, essendo la formazione spirituale un
tutt'uno con la "formazione" del ragazzo, essa rientra fra i compiti dell'
educatore, quindi in primissimo luogo del CAPO UNITA'.
Non esistono, nella nostra Associazione, figure particolari a cui si
affidano ruoli di formazione spirituale.
Se il Capo Unità ha ben compreso cosa si intende per formazione spirituale e
ha fatto proprio il concetto di spiritualità del CNGEI, non gli sarà
difficile rendersi conto che la formazione spirituale fa parte di tutto il
discorso formativo che egli sta svolgendo con tutti i ragazzi della sua
Unità.
Discorso che non va confuso con i momenti dedicati, da alcuni, alle pratiche
religiose (S. Messa, il pregare, ecc.) che sono momenti che riguardano i
singoli e non l'attività scout.
Evitiamo l'errore di considerare destinatari di formazione spirituale solo i
ragazzi che non vanno a Messa, o do pensare che, se tutti vanno a Messa, non
ci sia bisogno di occuparsi di formazione spirituale. Si tratta, ripetiamo,
di cose ben diverse.
La crescita spirituale di ogni ragazzo è legata alla totalità delle
esperienze da lui compiute, le quali, se sono accompagnate da una adeguata
riflessione e verifica critica, lo aiutano ad acquisire il senso della
propria identità ed il senso dell'altro e lo aiutano a maturare.
E' evidente quindi che la formazione spirituale va attuata e curata sempre,
in ogni momento dell'attività scout, con particolare attenzione:
1. Alla molteplicità e varietà di esperienze. Compito del Capo è quello di
programmare un'attività ricca, intensa, stimolante, nell'ambito della quale
ci siano anche dei momenti specifici dedicati alla "spiritualità".
2. Alla verifica, cioè alla riflessione sulle attività svolte e sulle
esperienze fatte. Se manca la verifica, il ragazzo non si abitua a prendere
coscienza di cosa sta succedendo dentro di lui man mano che vive la vita
scout.
3. Ai collegamenti fra le varie esperienze: è sempre compito del Capo fare
ciò che il ragazzo abitualmente non fa e non riesce a fare, e cioè
collegare, confrontare i risultati, in termini di crescita, delle esperienze
sue e dei suoi compagni.
4. All'atmosfera, nell'ambito dell'Unità, che deve sempre essere carica di
una certa "tensione" positiva. Atmosfera che si ottiene applicando il metodo
nella sua interezza e soprattutto vivendo con spirito scout, insegnando ai
ragazzi a cogliere la gioia di vivere, il senso del bello e i principi della
Legge.
5. All'esempio del Capo: l'atteggiamento del Capo Unità, mirato a vivere
PROFONDAMENTE tutte le esperienze e con l'attenzione al "perché" delle cose,
è la chiave di volta di tutta la formazione dei ragazzi. Se manca questo
atteggiamento "spirituale" del Capo, tutto quanto viene proposto e
realizzato a livello di attività e programmi, rischia di non raggiungere l'
obiettivo, ma limita l'opera del Capo a quella di un semplice
intrattenitore. Si tratta di una continua grande esperienza che il ragazzo
vive insieme ai suoi coetanei e insieme ai suoi Capi. E' un'esperienza nella
quale il Capo Unità è coinvolto in un'operazione "orizzontale", non più dall
'alto in basso, ma alla pari, in quanto è una scoperta fatta insieme. Il
Capo deve fornire stimoli e strumenti, ma poi è lui stesso coinvolto nell'
esperienza e anche lui "cresce" insieme ai suoi ragazzi.
PROGETTO DI FORMAZIONE SPIRITUALE
Rileggendo il concetto di spiritualità del CNGEI sopra esposto ci rendiamo
conto che esso contiene una serie di elementi collegati da un filo
conduttore che parte dal singolo, se stesso, il proprio corpo, la parte
spirituale che c'è in ciascuno di noi, quindi la vita interiore che comporta
per ciascuno una progettualità legata a se stesso e inevitabilmente agli
altri con i quali ci troviamo a percorrere il cammino della vita. Non c'è
progettualità individuale e sociale che non poggi su valori condivisi, e per
lo scout è davvero semplice trovare questi valori: c'è la LEGGE. La natura è
l'ambiente nel quale ci troviamo a vivere e rispetto alla quale siamo non
solo fruitori, ma oggi più che mai, tutori e difensori. Giunti a questo
punto della strada scaturisce naturalmente e spontaneamente la scoperta dei
limiti dell'essere umano e la necessità quindi di cercare qualcosa "oltre"
che spieghi, giustifichi e dia senso al cammino che stiamo tutti percorrendo
con maggiore o minore consapevolezza. Non importa cosa ognuno troverà, è
importante che ognuno cerchi, con altri e condividendo i valori base.
Per aiutare il Capo nella sua opera, si è pensato di articolare la proposta
di formazione spirituale su sei punti, ognuno dei quali rappresenta
idealmente un PERCORSO che il ragazzo deve compiere in maniera graduale.
Sempre per rendere il progetto attuabile nella pratica, cioè nella
quotidianità della vita dell'Unità, sono state indicate delle TAPPE
corrispondenti, grosso modo, ai passaggi di Branca, in modo che il Capo
Unità abbia dei punti di riferimento nel momento in cui formula gli
obiettivi e programma le attività, e nei momenti in cui verifica i
risultati.
Le tappe vanno considerate come strumenti per il Capo, da usarsi con molta,
moltissima elasticità; non dimentichiamo come ogni ragazzo sia, se pur
simile ai suoi coetanei, unico nel suo percorso verso l'età adulta, unico e
per le sue caratteristiche e per i tempi impiegati.
Le tappe inoltre indicano semplicemente l'aspetto o gli aspetti da
privilegiare in sequenza. Facciamo un esempio, prendendo il percorso
"natura": per ottenere che lo scout si impegni per la natura, dovremo prima
aver ottenuto da lui la capacità di scoprire, osservare la natura, poi di
essere consapevole del rapporto corretto con la natura ed infine otterremo
la presa di coscienza di volere e saper fare qualcosa per difendere e
proteggere la natura.
Questa sequenza è la chiave di lettura per seguire i sei percorsi:
? scoperta, cioè notare una realtà con occhi aperti, scoprendone aspetti
prima non notati.
? osservazione, cioè guardare con attenzione, notare i particolari, imparare
a descriverli.
? consapevolezza, cioè valutare, confrontare, giudicare fra loro le cose
osservate e riferire a sé, agli altri, alle altre esperienze fatte, alla
Legge Scout.
? presa di coscienza, cioè divenire coscienti "dentro" di voler fare, di
saper fare (quindi prepararsi) per affrontare una parte attiva da
protagonista.
Una raccomandazione si impone: i sei percorsi, con tutte le indicazioni
circa gli strumenti da usare e gli obiettivi (tappe) da raggiungere non
vanno utilizzati in senso rigido e ossessivo.
Si tratta, ripetiamo, di una traccia di lavoro, di un aiuto per il Capo:
nulla vieta che il discorso venga ampliato e anticipato se la situazione
(cioè il tipo di Unità, la maturità dei ragazzi o una particolare attività)
lo rendono possibile.
I SEI PERCORSI DELLA FORMAZIONE SPIRITUALE
IL CORPO. Consapevolezza e uso del proprio corpo.
Lupetto: Dalla cura e conoscenza del corpo alla consapevolezza.
E/E: Dalla consapevolezza del corpo al suo miglioramento e
potenziamento.
Rover: Dal miglioramento del corpo al suo uso corretto nel rapporto
con gli altri e per gli altri.
LA VITA INTERIORE. Scoperta, consapevolezza e significato della propria vita
interiore.
Lupetto: Il mio comportamento: come e perché.
E/E: Il mio carattere: come e perché.
Rover: La mia identità: come e perché.
IL CAMMINO. Sviluppo di un progetto personale ed esercizio della volontà.
Lupetto: Curiosità e impegno su me stesso.
E/E: Avventura e impegno su me stesso.
Rover: Sfida e impegno su me stesso.
GLI ALTRI. Da un progetto personale a un progetto sociale attraverso i
valori della Legge Scout.
Lupetto: Scoperta degli altri e cooperazione.
E/E: Conoscere gli altri e collaborazione.
Rover: Impegno con e per gli altri.
LA NATURA. Scoperta e consapevolezza del giusto rapporto personale e
sociale con la natura.
Lupetto: Conoscere e rispettare la natura
E/E: Conoscere, rispettare e difendere la natura.
Rover: Conoscere, rispettare, difendere, confrontarsi con e lottare per la
natura.
LA RICERCA. Dal bisogno di cercare al bisogno di trovare un senso al
proprio cammino, che vada oltre...
Lupetto: Comincio a chiedermi il "perché" di me, delle cose e del mondo.
E/E: Mi chiedo il "perché" di me, delle cose e del mondo.
Rover: Comincio a rispondere al "perché" di me, delle cose e del mondo.
__________________________________________________________
ALLEGATO SECONDO
ALLEGATO n° 3
DOCUMENTO SULLA LAICITA'
PREMESSA IN MERITO AL CONCETTO DI LAICITA'
Secondo il CNGEI, è laica quella Associazione che considera la fede, la
pratica religiosa e le scelte politiche e civiche come un fatto personale e
privato dei propri iscritti.
Tutti sono "formati" alla ricerca di una scelta personale in campo civico,
politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere profondamente,
coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i valori della
"LEGGE SCOUT"
Una tendenza dello Scautismo in varie Associazioni di vari Paesi in certi
oscuri momenti del passato, è stata di fornire ai giovani scelte già
definite. Lo scopo era formare dei leader, che magari non si rendessero
conto del perché di determinate azioni, ma che avessero comunque, per il
solo fatto di adempiere a precise disposizioni, determinati risultati. In
effetti si faceva un cattivo servizio, in primis ai giovani, ma anche al
movimento. Non tutti i giovani sono tagliati per trascinare gli altri; la
maggioranza quindi si abituava piuttosto a "farsi portare" che a "guidare da
solo la propria canoa". In questo modo si andava incontro ad una probabile
involuzione
Oggi si tende a formare un cittadino attivo nella comunità, capace di
continuare a formarsi, di fare e rifare delle scelte proprie sapendo
rispettare quelle degli altri. Si intende cioè educare ad effettuare delle
scelte libere, non precostituite. E' questo il senso della formazione laica
Ma è questo il senso della prevalenza, ormai indispensabile, della ragione.
Il ciclo educativo scout si compie in undici anni, nulla rispetto all'
eternità, ma un periodo lunghissimo rispetto alla velocità con cui, oggi,
possono avvenire profondi mutamenti sociali, scientifici, ecc...... Non è
oggi prevedibile cosa può accadere tra un anno, figuriamoci tra undici,
quando un giovane entra in Branco oggi, uscirà da rover, pronto ad
affrontare le sfide della vita. L'errore più grande che gli adulti possono
fare, è di fornire certezze precostituite. Non siamo in grado di prevedere
oggi quali saranno le scelte che i nostri giovani dovranno effettuare nel
futuro, ma è nostro compito dare loro strumenti e mezzi adeguati per poterle
affrontare serenamente.
CONCETTO DI LAICITA' DEL C.N.G.E.I.
La caratterizzazione laica del C.N.G.E.I. si evince dallo STATUTO (1976) e
dal REGOLAMENTO.
Nello STATUTO:
? art. 1: l'attività del C.N.G.E.I. viene definita "estranea ad ogni
influenza politica";
? art. 2: gli scopi dell'Ente caratterizzano l'Associazione in senso "laico"
, secondo l'accezione più comune del termine e non contengono alcuna
connotazione confessionale;
? art. 2: il metodo esclusivo adottato dal C.N.G.E.I. è quello delineato dal
fondatore Baden Powell: metodo che prevede l'apertura ai giovani
indipendentemente da religione, ceto sociale, razza, partito, ecc;
? art. 5: i mezzi finanziari di cui può disporre il C.N.G.E.I. escludono
legami o dipendenza da partiti o confessioni religiose.
Nel REGOLAMENTO:
? art. ENT5: specifica che la formazione spirituale è curata senza alcuna
caratterizzazione confessionale;
che il C.N.G.E.I. non presta alcun servizio in manifestazioni religiose;
che i ministri dei diversi culti possono far parte solo di organi
collegiali.
Viene così esclusa la caratterizzazione confessionale che deriverebbe se un
ministro di culto fosse a capo di una Sezione, Gruppo o Unità.
? art. ENT.6: precisa l'estraneità del C.N.G.E.I. da ogni ideologia
politica. Tutela libertà di pensiero di ogni socio ma lo impegna affinché le
sue convinzioni politiche personali non ne influenzino l'opera educativa.
? art. SE.8: impegna tutte le sezioni ad applicare il metodo educativo
scout nel rispetto particolare della apoliticità e della laicità.
DEFINIZIONE DI ASSOCIAZIONE SCOUT LAICA
"È quella associazione che considera la fede, la pratica religiosa e le
scelte politiche e civiche come un fatto personale e privato dei propri
iscritti. Tutti sono "formati" alla ricerca di una scelta personale in campo
civico, politico e spirituale e tutti vengono incoraggiati a vivere
profondamente, coerentemente e attivamente le proprie scelte, seguendo i
valori della LEGGE SCOUT".
SIGNIFICATO CHE IL CNGEI DÀ AL CONCETTO DI LAICITÀ
? Ricordiamo che il termine "laico" non significa "anticlericale", contrario
alla fede o alla religione, materialismo, né "mancanza di valori", e diamo
al termine "laico" un contenuto POSITIVO.
? La LAICITÀ sostiene l'indipendenza del pensiero, quindi il dibattito, il
confronto e l'apertura, che portano all'autonomia delle scelte personali in
ogni settore (politico, sociale, spirituale, religioso, morale). In tal
senso il LAICISMO è un atteggiamento dinamico, elastico, e fluido nei
confronti della realtà.
CULTURA LAICA
? È quella che crede nell'UOMO COME VALORE POSITIVO e quindi nella sua
capacità di autodeterminarsi, sulla base dei valori universali della
LIBERTÀ, del RISPETTO, della TOLLERANZA.
? È quella per cui il singolo compie le sue SCELTE secondo la propria
coscienza e ne accetta e affronta le conseguenze.
? È quella che ha una visione OTTIMISTICA dell'uomo, visto come capace di
compiere un cammino costruttivo e di esserne PROTAGONISTA.
FORMAZIONE LAICA
? È quella che PREPARA alle scelte responsabili.
? È quella che utilizza la pluralità, la diversità, la pluriconfessionalità
come fonti di arricchimento, di
? sviluppo dello spirito critico, di confronto e di crescita per la persona
(e non le vede come minaccia).
? È quella che pone come condizione per la "formazione" il continuo e
costante riferimento alla REALTÀ SOCIOCULTURALE.
? È quella che stimola la RICERCA continua e vede in positivo il "mettere in
discussione" e il cambiamento.
Il C.N.G.E.I. a queste definizioni di LAICITÀ che fa sue, aggiunge due
caratteristiche peculiari dello scautismo.
La finalizzazione della formazione dell'individuo al SERVIZIO, visto come
disponibilità attiva e responsabile verso la comunità. IL SERVIZIO COME
SCELTA DI VITA.
La FORMAZIONE SPIRITUALE, cioè la cura e lo sviluppo della vita interiore,
lo stimolo alla ricerca di valori trascendenti, visto come indispensabile
per una FORMAZIONE COMPLETA della persona e per una corretta interpretazione
del concetto di "servizio".
mamba <orsola...@iol.it> scritto nell'articolo
<GpuM7.179452$sq5.8...@news.infostrada.it>...
>
> Sotto gli effetti dell'oppio dei popoli Marco si impegnò a combattere con
la
> tastiera e il flusso di informazioni trasmesse dalla sua testa alla rete
> produsse alcuni effetti dei quali poi si andrà a parlare:
>
>
> >Che bello ancora qualcuno dice a qualcun altro "tu non sei uno scaut"
>
> >Mamba dell'intollerante, voi sì che offendete.
>
> Delle volte, per cecità, sfugge la concretezza delle cose e dal
misurabile e
> tangibile le porta sul personale. Dal momento in cui ti arroghi la
pretesa
> di dire a persone, aderenti ad associazioni riconosciute da WOsm e WAGGS,
> "tu non sei uno scaut" in base ad una tua personale visione e senza
misurare
> la coerenza delle persone con i pricipi dello scautismo
Non misuro la coerenza con i principi dello scoutismo? Sì che la misuro. Mi
baso sulla Promessa. Poche e semplici parole che dovrebbero, dico
dovrebbero, permettere a ogni scout nel mondo, qualunque sia la sua fede,
nazione, associazione, di riconoscersi in essa.
Tu non ti riconosci in un pezzetto di quella Promessa. La tua associazione
fa parte del WOSM? Meglio per voi. Credo che la stragrande maggioranza dei
capi del GEI possa essere coerente con la Promessa. Quelli che sono atei, e
che facciano parte del GEI o dell'AGESCI o di qualsiasi associazione, no.
, diventi
> obiettivamente e misurabilmente intollerante.
Mah. Io non avrei voluto, per esempio, che il mio istruttore di scuola
guida fosse cieco, o il mio maestro di musica sordo. E' intolleranza? E',
peggio ancora, discriminazione eni confronti di un disabile? Se lo dici tu.
Secondo me, è identificare un requisito indispensabile che oggettivamente
manca per poter svolgere una certa funzione. Lo stesso vale nel caso di un
capo scout che non è in grado di testimoniare col proprio esempio che cosa
vuol dire fare il proprio dovere verso Dio.
> e ahité anche poco intelligente.
>
Hai dei problemi anche col pezzo che riguarda l'osservare la Legge Scout?
> Tra l'altro in termini cattolicistici tecnici cadresti nel gravissimo
> peccato di presunzione.......
Questo è vero. Mi scuso.
>
> >Ora, come fa un capo ateo a dare il buon esempio di rispetto della
> Promessa?
> Mantenedosi coerente ai valori
Lo vedi che non sei in grado di affrontare il nodo cruciale? Come fai a
compiere il tuo dovere verso Dio?
Semplicemente, non puoi compierlo, quel dovere.
>
> >Diciamo che uno dei suoi scoutini gli chiede: "senti capo, ma cosa vuol
> dire fare il proprio dovere verso Dio? Tu come lo fai?".
> Si spiega che alcune religioni hanno dei doveri o degli obblighi e che
chi
> non ha religione o non riconosce l'esistenza di entità divine ha una sua
> personale spiritualità che si gioca sul senso del bello, sulla generosità
e
> sulla gioia di stare su questo pianeta. molto semplice no?
>
Ah, ecco. Così lo compi, quel dovere; esentandotene. Cioè a dire, "guarda,
quel pezzo di Promessa lì per me non vuole dir nulla. Se vuoi accomodati ed
ignoralo anche te". Pessimo esempio. Un pessimo esempio non tanto e non
solo per quanto riguarda il punto in questione, ma anche per quanto
riguarda il generale atteggiamento dello scout verso gli impegni presi. Il
messaggio che passa è: "prendo un impegno ma mi tengo pronta una scappatoia
per non portarlo a termine".
> > Se siete in grado di confutare la mia logica, possibilmente senza dirmi
> che vaneggio, accomodatevi.
>
> Cosa ho vinto??
Niente. Intanto non mi hai detto che vaneggio ma sei riuscito a darmi del
poco intelligente; inoltre, sul piano della logica non hai fatto che
sgusciare via, altro che confutare.
> PROGETTO DI FORMAZIONE SPIRITUALE
Non l'ho letto tutto; non ne ho il tempo. Ho cercato le parti che a una
prima scorsa sembravano rilevanti. Mi pare ben scritto, e chiaramente con
uno sforzo di tenere la manica più larga possibile. Purtroppo, se anche
avesse lo spessore di un elenco del telefono, peserebbe sempre meno del
pensiero di BP, sulla mia bilancia.
Da una parte abbiamo BP che dice "ogni scout deve avere una religione",
dall'altra i pensatori del GEI che dicono "della nostra associazione fanno
parte capi atei". Ora, io sono d'accordo con Flop che giustamente chiede
un'adeguamento alla realtà odierna e un'interpretazione elastica, ma credo
che ci siano dei limiti. Tipo, se BP scrive "bianco", leggere "nero" è
un'interpretazione un po' troppo libera.
Saluti,
Marco
Guarda che ateo significa semplicemente che non credi in Dio e per Dio
intendo una divinità socialmente adorata. Non vuol dire che non credi
all'anima, ai sentiimenti, ai valori ovvero a tutte quelle belle cose che
fanno di un ragazzo un buon cittadino.
Ti ricordo che il metodo scout è uno strumento, non il fine.
L'unico fine dello scoutismo è quello di creare buoni cittadini, ed il GEI
ne ha una lunga lista di buoni cittadini.
Noi capi scout facciamo scoutismo per lasciare il mondo un pò migliore di
come lo abbiamo trovato, non facciamo scoutismo per fare un mondo scout.
>
> , diventi
> > obiettivamente e misurabilmente intollerante.
>
> Mah. Io non avrei voluto, per esempio, che il mio istruttore di scuola
> guida fosse cieco, o il mio maestro di musica sordo. E' intolleranza? E',
> peggio ancora, discriminazione eni confronti di un disabile? Se lo dici
tu.
> Secondo me, è identificare un requisito indispensabile che oggettivamente
> manca per poter svolgere una certa funzione. Lo stesso vale nel caso di un
> capo scout che non è in grado di testimoniare col proprio esempio che cosa
> vuol dire fare il proprio dovere verso Dio.
ma chi lo ha detto? Dove hai conosciuto questi capi di associazioni laiche
che non sono stati in grado di farlo?
>
> > e ahité anche poco intelligente.
> >
>
> Hai dei problemi anche col pezzo che riguarda l'osservare la Legge Scout?
>
Mai avuto questi problemi. Semmai io non li provoco agli altri scout bimbi o
ragazzi non cattolici.
Dietro al mio dio che non si chiama dio, e non ha un'associazione come la
chiesa cattolica o un presidente sovrano come il papa, c'è un alto valore
morale che ho scelto e faccio del mio meglio per compiere il mio dovere
verso tali valori.
Ivano
no, non lo è e non ha mai chiesto tale riconoscimento. Assiscout fà parte
della WFIS.
Non volevo aprire una vertenza sugli organi internazionali, solo sono
alqualto preoccupato se due capi scout (e per me essere capo vuole dire
molto) hanno idee così distaccate dalle associazioni di cui fanno parte
forse è utile porsi la domanda se è scoutisticamente corretto che te e Marco
continuiate a svolgere un servizio educativo in un'organizzazione WOSM
avendo idee così in contrasto con il movimento. Insisto anche nell'affermare
che per mè (sottolineo per me) sono un pò estremiste ed il fatto di
decretare chi è uno scout e chi non lo è fa pensare che abbiate spostato un
po il tiro sul vostro Dio da Cristo a Voi stessi.
BP ha detto cosa sono gli scout, ma non ha mai detto chi lo è e chi non lo
è, non ha dato a nessun capo gli strumenti per mettere in discussione
l'applicazione della promessa degli altri capi.
>
> >
> > >
> > >
> > > Andrea glielo dici tu a
> > > > mamba che non può fare scoutismo?
> >
> > Quale organo di riferimento utilizzi per definire lo scoutismo? il WOSM,
> il
> > WAGGGS, il WFIS, la CES? o la tua affermazione precedente è una tua
> libera
> > interpretazione dei testi di BP?
> >
>
> Parli con me o con chi? Se parli con me, sì, io mi baso sui testi di BP,
ma
> la mia interpretazione dei testi di BP non è poi così libera. Se BP scrive
> testualmente "tutti gli Scouts devono avere una religione" (Scoutismo per
> ragazzi, 22° Chiacchierata), non credo che la mia interpretazione sia
tanto
> libera. Tu che ne dici? Forse la TUA interpretazione è troppo libera.
sono d'accordo con tè, solo che il mio Dio è diverso dal tuo, il mio dio è
la mia anima, è la mia spiritualità ed io amo e servo dio, amo e servo il
prossimo sempre per citare la 22°chicchierata.
Temo che le tue confusioni provengano da una interpretazione letterale di
BP, che non è corretta. Se dovessimo riprendere i testi di BP letteralmente
(ed aggiungo con tutte le parti che la Chiesa Cattolica ha imposto all'ASCI
di togliere nelle traduzioni che ha curato e che sono assenti ancora oggi su
scoutismo per ragazzi) temo che dovrebbero sparire tutte le associazioni di
nazioni che non hanno un re, Baloo tornerebbe ad essere laico, le
associazioni dovrebbero censire singole pattuglie (cosa che assiscout ad
esempio fà per statuto), e le decisioni nei reparti dovrebbero essere prese
dalla Corte d'Onore e non dalla Co.Ca. o dallo staff.
re: la mia spiritualità.
>
> > >
> > > Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto, non
> sono
> > io
> > > che lo dico ma BP.
facile mettere in bocca parle ai morti. Comunque visto che il WOSM non la
pensa come te ti rinnovo il mio invito a dimetterti dalla tua associazione
per imprescindibili conflitti metodologici e, nota bene, statutari!!!!
Mi spiace per Mamba.
A me no, neanche lo conosco ;-)
> >
> > Avviso Mamba, che Assiscout ha già rimosso dalla Promessa scout la
parola
> > Dio, e che comunque anche il WOSM ne stà discutendo da tempo.
> >
>
> A mio modestissimo parere, una scelta discutibile. E con cosa è stata
> sostituita la parola Dio? O non è stata sostituita con nulla? Supponiamo
> che un'associazione rimuova la parte a proposito di osservare la Legge
> Scout. E' ancora un'associazione che fa scoutismo?
Bò, prova e vedi....Quì nessuno vuole toglierla.
>
> > > Definisci cos'è una spiritualità senza Dio.
già fatto.
Ivano <in...@assiscout.cc> scritto nell'articolo
<9u08ij$tad$1...@pegasus.tiscalinet.it>...
>
> > nazione un'associazione aconfessionale ed una per ogni religione
presente.
> > E se vogliamo parlare di aspetti istituzionali, l'Assiscout è
riconosciuta
> > dal WOSM? Tanto per saperlo.
>
> no, non lo è e non ha mai chiesto tale riconoscimento. Assiscout fà parte
> della WFIS.
>
> Non volevo aprire una vertenza sugli organi internazionali, solo sono
> alqualto preoccupato se due capi scout (e per me essere capo vuole dire
> molto) hanno idee così distaccate dalle associazioni di cui fanno parte
> forse è utile porsi la domanda se è scoutisticamente corretto che te e
Marco
> continuiate a svolgere un servizio educativo in un'organizzazione WOSM
> avendo idee così in contrasto con il movimento.
Scusa, non vuoi aprire una vertenza sugli organismi internazionali, ma poi
avanzi l'ipotesi che io e Marco si debba uscire dalla nostra associazione
perchè non siamo in linea con la politica del WOSM? Che strano. E mi fa
piacere che tu sia così sollecito per la linea del WOSM, di cui però la tua
associazione... non fa parte.
Insisto anche nell'affermare
> che per mè (sottolineo per me) sono un pò estremiste ed il fatto di
> decretare chi è uno scout e chi non lo è fa pensare che abbiate spostato
un
> po il tiro sul vostro Dio da Cristo a Voi stessi.
IO non ho decretato nulla. Marco d'altra parte, sebbene abbia diritto alle
sue idee, secondo me le ha espresse in modo un po' troppo reciso e
cattedrattico. Comunque, io non critico le scelte di fede tue o di Mamba o
di chi altro; e tu, francamente, non mi conosci abbastanza da criticare il
mio atteggiamento verso Dio.
> BP ha detto cosa sono gli scout, ma non ha mai detto chi lo è e chi non
lo
> è, non ha dato a nessun capo gli strumenti per mettere in discussione
> l'applicazione della promessa degli altri capi.
>
Ma certo che l'ha detto. Rileggiti la presentazione del concetto di
Promessa. Chi è scout è chi fa del suo meglio per mantenere la Promessa. Ne
consegue per logica elementare, ma proprio da bambini, che chi per sua
stessa ammissione non è in grado di fare del suo meglio per mantenere una
parte della Promessa... completa pure tu la frase a rigor di logica.
> > Parli con me o con chi? Se parli con me, sì, io mi baso sui testi di
BP,
> ma
> > la mia interpretazione dei testi di BP non è poi così libera. Se BP
scrive
> > testualmente "tutti gli Scouts devono avere una religione" (Scoutismo
per
> > ragazzi, 22° Chiacchierata), non credo che la mia interpretazione sia
> tanto
> > libera. Tu che ne dici? Forse la TUA interpretazione è troppo libera.
>
> sono d'accordo con tè, solo che il mio Dio è diverso dal tuo, il mio dio
è
> la mia anima, è la mia spiritualità ed io amo e servo dio, amo e servo il
> prossimo sempre per citare la 22°chicchierata.
Davvero non riesci a distinguere tra Dio e la tua anima? Te la cavi amando
e servendo te stesso? Bè, ognuno è libero di definire Dio come vuole... ma
mi pare strano che una persona intelligente faccia una confusione di questa
entità.
>
> Temo che le tue confusioni provengano da una interpretazione letterale di
> BP, che non è corretta. Se dovessimo riprendere i testi di BP
letteralmente
> (ed aggiungo con tutte le parti che la Chiesa Cattolica ha imposto
all'ASCI
> di togliere nelle traduzioni che ha curato e che sono assenti ancora oggi
su
> scoutismo per ragazzi) temo che dovrebbero sparire tutte le associazioni
di
> nazioni che non hanno un re, Baloo tornerebbe ad essere laico, le
> associazioni dovrebbero censire singole pattuglie (cosa che assiscout ad
> esempio fà per statuto), e le decisioni nei reparti dovrebbero essere
prese
> dalla Corte d'Onore e non dalla Co.Ca. o dallo staff.
>
Veramente ti pare che rimuovere il concetto di Dio dalla Promessa e la
dimensione di fede dallo scoutismo sia sullo stesso piano di un adeguamento
formale come il cambiamento da "fare il proprio dovere verso il Re", che al
tempo di BP rappresentava il Paese, a "fare il proprio dovere verso il
Paese"? Non riesci davvero a distinguere gli ordini di grandezza che
intercorrono tra queste due situazioni? Sostituire il Re con il Paese è un
aggiornamento semantico. Le altre cose che citi sono adeguamenti
metodologici. Rimuovere uno dei doveri della Promessa è una mutilazione
della proposta del fondatore. Ma mi sembra difficile che davvero tu non
riesca a vedere la differenza.
> >
> > Bene, chi più ne ha più ne metta, a me sta bene - ma chi non ne ha (un
> > ateo), che cosa ci mette?
>
> re: la mia spiritualità.
Amo e servo me stesso? Mah.
> >
> > > >
> > > > Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto, non
> > sono
> > > io
> > > > che lo dico ma BP.
> facile mettere in bocca parle ai morti.
Non metto parole in bocca al morto. Cito parole scritte dal morto. Hai
presente i testamenti?
Comunque visto che il WOSM non la
> pensa come te ti rinnovo il mio invito a dimetterti dalla tua
associazione
> per imprescindibili conflitti metodologici e, nota bene, statutari!!!!
>
Non avevi detto che non volevi portare la discussione sul tema degli
organismi internazionali? Comunque, non vedo questo mio insanabile
disaccordo con la linea del WOSM.
> > >
> > > Avviso Mamba, che Assiscout ha già rimosso dalla Promessa scout la
> parola
> > > Dio, e che comunque anche il WOSM ne stà discutendo da tempo.
> > >
> >
> > A mio modestissimo parere, una scelta discutibile. E con cosa è stata
> > sostituita la parola Dio? O non è stata sostituita con nulla?
Supponiamo
> > che un'associazione rimuova la parte a proposito di osservare la Legge
> > Scout. E' ancora un'associazione che fa scoutismo?
>
> Bò, prova e vedi....Quì nessuno vuole toglierla.
Allora, giusto nell'improbabile caso che tu non abbia davvero capito. Il
mio era un esempio, volto a dimostrare che se si rimuove una parte della
Promessa, possono sorgere ragionevoli dubbi sul fatto che si faccia ancora
scoutismo. Sei d'accordo? Sì? No? Vedi se ti riesce di rispondere senza
tanti giri di parole. Ma mi sa che non ce la fai.
Resta inoltre senza risposta la mia prima domanda, che ti ripeto: con cosa
è stata sostituita la parola Dio? O è stata semplicemente rimossa?
Ti ripeto ora quanto ho già scritto, che, se stai sinceramente cercando di
capire la mia posizione, forse ti aiuterà a comprendere che differenza
passa tra la divinità e la propria coscienza.
In conclusione, devo dire che non vedo da parte tua un atteggiamento
costruttivo. Alla semplice domanda
"può un uomo che non crede in Dio fare il proprio dovere verso Dio?"
rispondi sostituendo la tua anima a Dio. Alle obiezioni circa lo
stravolgimento del pensiero di BP e la rimozione di parte della Promessa,
rispondi tirando in ballo il Re, il WOSM, il WFIS, oppure svicoli. Mi rendo
conto benissimo che la tua posizione è difficilmente difendibile, ma
speravo che non avesse bisogno di tanta evasività.
Andrea
resta sempre una tua interpretazione di Laico e di Dio.
Forse non riesco a spiegare chiaramente ciò che voglio comunicarti.
>
> > > Parli con me o con chi? Se parli con me, sì, io mi baso sui testi di
> BP,
> > ma
> > > la mia interpretazione dei testi di BP non è poi così libera. Se BP
> scrive
> > > testualmente "tutti gli Scouts devono avere una religione" (Scoutismo
> per
> > > ragazzi, 22° Chiacchierata), non credo che la mia interpretazione sia
> > tanto
> > > libera. Tu che ne dici? Forse la TUA interpretazione è troppo libera.
> >
> > sono d'accordo con tè, solo che il mio Dio è diverso dal tuo, il mio dio
> è
> > la mia anima, è la mia spiritualità ed io amo e servo dio, amo e servo
il
> > prossimo sempre per citare la 22°chicchierata.
>
> Davvero non riesci a distinguere tra Dio e la tua anima? Te la cavi amando
> e servendo te stesso?
E' una confusione solo per il tuo Cristo. Amando e servendo la mia
spiritualità ovvero i valori extraterreni espressi dalla Legge scout che io
ho fatto miei nella mia spiritualità.
Per altro sono molto convinto che i miei valori siano molto simili ai tuoi
(visto che sei scout) , solo che io non sento la necessità di dargli un
volto, e di spendere risorse nel conservare una Sindone, nè di dargli un
nome ed una storia o di celebrare un'Eucarestia.
Io rispetto le tue scelte, che per anni ho seguito, ma non mi servono,
riesco a fare il mio dovere senza di esse, riesco a fare del mio meglio per
essere un buon cittadino senza di esse.....riesco ad essere scout senza di
esse.
Bè, ognuno è libero di definire Dio come vuole...
infatti
lo scautismo e basta senza aggiungerci Cristo, Santi e Madonne.
La chiesa che si ritagli i suoi spazi confessionali in ambiti idonei, non
nello scoutismo che non è un movimento confessionale, non è nato per questo,
non si prefigge di creare buoni cristiani., ma buoni cittadini.
> >
> > re: la mia spiritualità.
>
> Amo e servo me stesso? Mah.
>
> > >
> > > > >
> > > > > Quindi, se Mamba si dichiara ateo, non è un buon scout. Ripeto,
non
> > > sono
> > > > io
> > > > > che lo dico ma BP.
> > facile mettere in bocca parle ai morti.
>
> Non metto parole in bocca al morto. Cito parole scritte dal morto. Hai
> presente i testamenti?
>
> Comunque visto che il WOSM non la
> > pensa come te ti rinnovo il mio invito a dimetterti dalla tua
> associazione
> > per imprescindibili conflitti metodologici e, nota bene, statutari!!!!
> >
>
> Non avevi detto che non volevi portare la discussione sul tema degli
> organismi internazionali? Comunque, non vedo questo mio insanabile
> disaccordo con la linea del WOSM.
Il fatto che il WOSM riconosce Mamba come scout e tu(o Marco adesso stò
facendo confusione) no.
Mi pare abbastanza conlittuale se un 'organizzazione scout non è in grado
neppure di far passare il concetto di scout ai suoi iscritti.
>
> > > >
> > > > Avviso Mamba, che Assiscout ha già rimosso dalla Promessa scout la
> > parola
> > > > Dio, e che comunque anche il WOSM ne stà discutendo da tempo.
> > > >
> > >
> > > A mio modestissimo parere, una scelta discutibile. E con cosa è stata
> > > sostituita la parola Dio? O non è stata sostituita con nulla?
> Supponiamo
> > > che un'associazione rimuova la parte a proposito di osservare la Legge
> > > Scout. E' ancora un'associazione che fa scoutismo?
> >
> > Bò, prova e vedi....Quì nessuno vuole toglierla.
>
> Allora, giusto nell'improbabile caso che tu non abbia davvero capito. Il
> mio era un esempio, volto a dimostrare che se si rimuove una parte della
> Promessa, possono sorgere ragionevoli dubbi sul fatto che si faccia ancora
> scoutismo. Sei d'accordo? Sì? No? Vedi se ti riesce di rispondere senza
> tanti giri di parole. Ma mi sa che non ce la fai.
penso di si, l'agesci non ha rimosso il dovere verso la famiglia, i propri
superiori ecc. (guarda che BP l'ha messo nel primo punto della Promessa
proprio a fianco a Dio..)
"può un uomo che crede in una dimensione spirituale che comprende i valori
dello scoutismo, fare il prorio dovere verso tale scelta?"
Così suona meglio, e se tu lo vuuoi chiamare Dio, fà pure.
> rispondi sostituendo la tua anima a Dio. Alle obiezioni circa lo
> stravolgimento del pensiero di BP e la rimozione di parte della Promessa,
> rispondi tirando in ballo il Re, il WOSM, il WFIS, oppure svicoli. Mi
rendo
> conto benissimo che la tua posizione è difficilmente difendibile
io non mi stò difendendo.....perchè tu mi stavi attaccando?
domanda: deve difendersi chi fà scautimo da chi fà catchesi utilizzando
alcuni strumenti del metodo scout? (Questa è una provocazione quindi ti
autorizzo
ad essere colorito nella risposta)
, ma
> speravo che non avesse bisogno di tanta evasività.
>
> Andrea
PS: mancherò alcuni giorni per lavoro, non sono morto, sarò felice di
replicare dopo il 4/12.
Una forte stretta di mano sinistra, e diamoci dentro con stè discussioni
perchè siamo noi che facciamo lo scoutismo.
Ivano
Chi è scout è chi fa del suo meglio per mantenere la Promessa.
> Ne
> > consegue per logica elementare, ma proprio da bambini, che chi per sua
> > stessa ammissione non è in grado di fare del suo meglio per mantenere
una
> > parte della Promessa... completa pure tu la frase a rigor di logica.
>
> resta sempre una tua interpretazione di Laico e di Dio.
> Forse non riesco a spiegare chiaramente ciò che voglio comunicarti.
Forse. Sta di fatto che il minimo assoluto che si possa dire di qualcosa
che si considera una divinità, è che questo qualcosa sia un'entità esterna
rispetto all'uomo. Nel tuo caso invece, io non metto in dubbio che tu possa
scegliere di rispettare certi valori che tu stesso ti sei posto (o che hai
accolto dalla Legge Scout), e che questi valori possano essere considerati
"spirituali"; ma sempre da te vengono, da un essere umano (o da altri
esseri umani alle cui idee tu aderisci).
> Per altro sono molto convinto che i miei valori siano molto simili ai
tuoi
> (visto che sei scout) ,
Presumo di sì. Diciamo che in un'etica senza Dio, il rischio sempre
presente è quello del relativismo etico (a volte spacciato per
"tolleranza"); mentre nel caso di un capo scout che si dà un'etica senza
Dio, perlomeno questo rischio è ridotto dal fatto che aderisce ad uno
standard comune non da se stesso tracciato: la Legge Scout. Un lato
positivo.
Se dovessimo riprendere i testi di BP
> > letteralmente
> > > (ed aggiungo con tutte le parti che la Chiesa Cattolica ha imposto
> > all'ASCI
> > > di togliere nelle traduzioni che ha curato e che sono assenti ancora
> oggi
> > su
> > > scoutismo per ragazzi)
Ne citeresti qualcuna, di queste parti, anche in Inglese? Giusto per
curiosità. Io mi sono andato a prendere in mano i testi ed ho fatto una
citazione precisa. Faresti lo stesso?
>
> > Comunque visto che il WOSM non la
> > > pensa come te ti rinnovo il mio invito a dimetterti dalla tua
> > associazione
> > > per imprescindibili conflitti metodologici e, nota bene,
statutari!!!!
> > >
> >
> > Non avevi detto che non volevi portare la discussione sul tema degli
> > organismi internazionali? Comunque, non vedo questo mio insanabile
> > disaccordo con la linea del WOSM.
>
> Il fatto che il WOSM riconosce Mamba come scout e tu(o Marco adesso stò
> facendo confusione) no.
> Mi pare abbastanza conlittuale se un 'organizzazione scout non è in grado
> neppure di far passare il concetto di scout ai suoi iscritti.
Io non mi arrogo il diritto di dire "tu non sei uno scout". Io ho detto: "a
mio parere, un ateo in definitiva non può essere un buon scout". E'
diverso. Comunque per quanto ne so il WOSM è un'organizzazione federativa,
di cui fanno parte le associazioni, non i singoli. Io sono un capo AGESCI e
finchè sono in linea col Patto Associativo AGESCI sono a posto.
E con cosa è stata
> > > > sostituita la parola Dio? O non è stata sostituita con nulla?
Ti ripeto questa domanda per la terza volta. Ma la Promessa ASSISCOUT è un
segreto militare :-)? Suppongo che da qualche parte in rete potrei
trovarla, ma sarebbe semplice cortesia da parte tua citarla. Anche visto
che il tuo indirizzo dice "info assiscout", qualche info in più potresti
darla.
> penso di si, l'agesci non ha rimosso il dovere verso la famiglia, i
propri
> superiori ecc. (guarda che BP l'ha messo nel primo punto della Promessa
> proprio a fianco a Dio..)
Già l'ASCI l'aveva fatto. Ma ti faccio notare che un senso di
responsabilità e di impegno verso la famiglia etc. può essere riassunto nel
secondo punto, "aiutare gli altri". "Il servizio comincia in famiglia"
diceva il mio capoclan. Invece, quel punto non può includere il proprio
dovere verso Dio.
>
> io non mi stò difendendo.....perchè tu mi stavi attaccando?
Sto attaccando (metaforicamente parlando) la tua posizione, non te. E' una
distinzione vitale, secondo me. Se io non sono d'accordo con le tue idee
(come infatti non lo sono), posso benissimo "attaccarle", senza però
mancare di rispetto a te come persona. L'attacco personale invece, tanto
per fare un esempio tratto dalla discussione in corso, Mambo che dà del
"poco intelligente" a Marco, o, al limite, Marco che personalizza la sua
posizione dichiarando tout court "tu Mambo non sei uno scout", non solo è
la risorsa di chi sul piano delle idee è in difficoltà; è anche contro vari
articoli della Legge Scout, e quindi non dovrebbe trovare posto su questo
NG.
Noterai che sebbene io nel mio ultimo messaggio sia stato piuttosto
critico, ho detto che "la tua posizione" mi pareva poco costruttiva; non
che "tu" eri poco costruttivo. C'è una bella differenza.
Naturalmente conosco anche capi scout che si trovano in difficoltà con
questa concetto del confronto conflittuale, sia metodologico,
contenutistico, formale o altro, non verso la persona ma verso le idee.
Ritengono che la fraternità scout voglia anche dire "volemose bene" e
andiamo sempre d'accordo nonostante le idee siano in realtà contrastanti.
Il risultato è che le divergenze rimangono, ma non vengono dibattute. Ma
non credo questo sia il tuo caso.
> domanda: deve difendersi chi fà scautimo da chi fà catchesi utilizzando
> alcuni strumenti del metodo scout? (Questa è una provocazione quindi ti
> autorizzo
> ad essere colorito nella risposta)
Per risponderti sono lieto di usare il tuo argomento. Tu hai detto che la
garanzia dello scoutismo di Mambo è dato dal WOSM, che riconosce la sua
associazione. Bene; il WOSM riconosce anche la mia associazione, ergo, è
garante del fatto che io faccio scoutismo e non catechesi usando strumenti
scout (e ti assicuro che il gruppo giovanile della mia parrocchia
saccheggia a man bassa le idee scout e magari non se rende neanche conto -
ma loro sono loro e io sono io).
Peraltro, tale garanzia non si applica invece alla TUA associazione, che
dal WOSM non è riconosciuta.
Buona Strada, aspetto la tua risposta quando potrai,
Andrea