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Lo scautismo e' per tutti?

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Carlo Catalano

unread,
Apr 4, 1997, 3:00:00 AM4/4/97
to

Lo scautismo e' per tutti?
Verrebbe naturale rispondere di si, e forse anche giusto, ma bisogna
tenere conto di quelle persone che, o piu' deboli, o perche' hanno dei
problemi fisici, ma non riescono a stare al passo (propio camminando)
con gli altri.
Quei capi che hanno in unita' dei disabili, sicuramente avrebbero
risposto di no o si, ma storcendo il naso!
E' difficile per chi non e' aldentro della questione (con questo non
voglio denigrare nessuno, e' solo che non mi e' venuta un'espressione
migliore) che non si e' "sporcato le mani" con quei soggetti piu'
deboli che sono i disabili.
E' facile parlare della universalita' dello scautismo, ma quando
qualcuno si trova davanti (per non dire poi chi si trova dentro!) al
problema-disabili, si sente abbandonato, invece e' importante che
tutto il gruppo, magari con piccoli gesti, gli sia vicino.

Carlo Catalano


Guido De Carli

unread,
Apr 6, 1997, 4:00:00 AM4/6/97
to

Ciao Massimiliano!

Sabato 5 Aprile 1997, mi hai scritto:
M> LO SCOUTISMO E' PER TUTTI MA NON TUTTI SONO PER LO SCOUTISMO.
Sono d'accordo ma ad una condizione: che la decisione se uno e` fatto per lo
scoutismo o no spetti all'interessato e non al capo.
Scopo del capo e` portare il ragazzo a scegliere. In particolare la scelta che
l'associazione propone e` la scelta della Partenza, con le relative
implicazioni.
Se pero` un ragazzo non si ritrova in questo cammino, a mio parere non deve
essere buttato fuori dal gruppo quanto aiutato a rendersi conto che il cammino
(almeno per il momento) non fa per lui e quindi a *SCEGLIERE* di uscire. Almeno
cosi` non avra` il rimpianto di aver incontrato quel %&#@& di capo che lo ha
buttato fuori!
E, altra considerazione: non deve essere nemmeno una scusa per far uscire per
noia i ragazzi che sono in difficolta`. Dobbiamo puntare alto perche' con
attivita` stentate non accontentiamo nessuno. Benissimo, pero` stiamo attenti a
non lasciare indietro gente che si impegna, ma che fatica a raggiungere un
risultato concreto.
Per me ogni abbandono e` fonte di grosse domande, che si possono riassumere in
una sola: "io ho fatto tutto per coinvolgere questo ragazzo in modo che potesse
valutare al meglio lo scoutismo?"
Per fare un esempio: quando mi e` uscito un lupetto (che obiettivamente non era
una cima, come si suol dire), perche' gli altri lupetti l'avevano emarginato mi
sono sentito veramente sconfitto... di fatto era stato espulso, non e` stata
una scelta...

BUONA STRADA! Guido (gdec...@dfn.it)

ScoutTAG: Brescia 7 (BS) (AGESCI) Aiuto Capo Clan
| L'indirizzo di questo utente non e' utilizzabile per l'email:
| Esso scrive da una conferenza dalla rete Fidonet.
|
| --- Service provided by Global Scoutnet Italy

Giacomo Salesia

unread,
Apr 7, 1997, 3:00:00 AM4/7/97
to

Massimiliano wrote:
>
> LO SCOUTISMO E' PER TUTTI MA NON TUTTI SONO PER LO SCOUTISMO.
Mangusta Vivace (RM12 FSE)

Scusami ma qui devo intervenire:
e' assolutamente vero che lo scautismo non è una ricetta universale a
tutti i problemi educativi e che quindi se per alcuni (come il
sottoscritto) e' efficace non e' detto che lo sia per tutti, comunque
sempre ed in ogni caso un buon educatore scout a qualunque associazione
appartenga (nota che io sono stato capo anche in FSE) deve fare il
possibile per non emarginare nessuno ma anzi proprio nelle situazioni di
disagio che deve giocarsi, ricordati che lo scautismo e' nato per dare
"qualcosa" (e qui non e' il caso di soffermarsi a descrivere quel
meraviglioso qualcosa escogitato da BP) ai ragazzi "di strada".
Concludendo e' pur vero che non tutti sono per lo scautismo ma LO
SCAUTISMO DEVE ESSERE PER TUTTI.

Buona strada

Giacomo (Orso bizzarro)

...ScoutTag Firenze3 (AGESCI) Resp. di Zona

Giovanni Caluri

unread,
Apr 7, 1997, 3:00:00 AM4/7/97
to Giacomo Salesia

Giacomo Salesia wrote:
> =

> Massimiliano wrote:
> >
> > LO SCOUTISMO E' PER TUTTI MA NON TUTTI SONO PER LO SCOUTISMO.
> Mangusta Vivace (RM12 FSE)

> =

> Scusami ma qui devo intervenire:

> e' assolutamente vero che lo scautismo non =E8 una ricetta universale a=

> tutti i problemi educativi e che quindi se per alcuni (come il
> sottoscritto) e' efficace non e' detto che lo sia per tutti, comunque

> sempre ed in ogni caso un buon educatore scout a qualunque associazione=
appartenga deve fare il
> possibile per non emarginare nessuno ma anzi proprio nelle situazioni d=


i
> disagio che deve giocarsi, ricordati che lo scautismo e' nato per dare

> "qualcosa" ai ragazzi "di strada".


> Concludendo e' pur vero che non tutti sono per lo scautismo ma LO
> SCAUTISMO DEVE ESSERE PER TUTTI.

> Giacomo (Orso bizzarro)
> =

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Mi sia permesso di dissentire.
O almeno completare l'affermazione di cui sopra come segue:
LO SCOUTISMO E` (DEVE ESSERE) PER TUTTI *COLORO CHE NE INTENDANO
ACCETTARNE METODI E REGOLE*
Lo scoutismo NON PUO' essere imposto, quindi se uno (ragazzo o adulto
che sia) non intende accettarne le regole, che deve essere messo in
condizioni di capire, se ne stia al di fuori.
Non intendo, sia ben chiaro, bollarlo come emerito "figlio di una
ballerina senza mutande ed una cooperativa di padri", me resta il fatto
che, come al circolo del bridge si gioca a bridge e gli scacchisti non
sono considerati paria, ma degni membri del club della porta accanto, e
il reciproco da parte dei membri del circolo degli scacchi, cosi', pur
senza volerne imporre ad alcuno le scelte, nel gioco di B.P. si gioca
con le regole di B.P.
Se a qualcuno non piacciono, libero di andare e noi non abbiamo alcun
diritto a trattenerlo.
Ma abbiamo il diritto di chiarire e chiarirci QUALI siano le regole del
gioco. I riferimenti ci sono e chiari. Grazie a Dio, B.P. ha scritto il
suo pensiero, ed i suoi libri sono pubblicati; da "Scoutismo per
Ragazzi" a "La strada verso il Successo". =

Abbiamo il DOVERE di spiegare chiaramente QUALI siano le regole del
gioco, e spiegarlo al di la' di ogni possibile equivoco.
Poi, nello spirito di B.P. i capi hanno la missione, il mandato, di
offrire la possibilita` di giocare a tutti coloro che lo vogliano. Ma
l'offerta non e` "per tutti" e basta, ma: "per tutti *coloro che la
vogliano accettare*".
La Promessa non recita: "Io FARO'" ma "Mi *impegno a* fare", viene
chiesto l'impegno e la buona fede, piu` del risultato finale.
Qualcuno pensera` che il mio sia un lungo sproloquio di tipo rabbinico,
e che io voglia spaccare il capello in quattro. Altri mi diranno che
sono cose ovvie. Ma io vorrei solo che ci fosse chiarezza.
Sapete com'e`, per fare strada e` bene vederci chiaro per non
inciampare.
Buona strada
_______ _______
(-_-<_ \ / _>-_-)
-_-<_ \ / _>-_-
GioVanni- Caluri

Giovann...@CSELT.STET.IT
http://www.pegacity.it/abita/280/index.htm
(Lupo Volante)
=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=
=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=
=3D=3D=3D=3D=3D=3D
WARNING: Payment is required for use of the above Email
address for unsolicited commercial Email or as part of a
mailing list for any purpose. =

As for US Federal and/or Italian Laws, by sending commercial
E-mail you agree to pay US$500.00 for storage fees.
=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=
=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=3D=
=3D=3D=3D=3D=3D=3D
"By US Code Title 47, Sec.227(a)(2)(B), a computer/modem/printer meets
the definition of a telephone fax machine. By Sec.227(b)(1)(C), it is
unlawful to send any unsolicited advertisement to such equipment. By
Sec.227(b)(3)(C), a violation of the aforementioned Section is
punishable by action to recover actual monetary loss, or $500, whichever
is greater, for each violation."

Carlo Catalano

unread,
Apr 8, 1997, 3:00:00 AM4/8/97
to

carl...@mbox.vol.it (Carlo Catalano) wrote:

>Lo scautismo e' per tutti?

Piu' o meno tutti hanno risposto: "lo scautismo e' per tutti, ma non
tutti sono per lo scautismo" va be' ,ma se si tratta proprio di una
scelta si, insomma se tra il bridge e gli scacchi io preferisco la
dama, che resti fuori e' naturale, ma se non e' una scelta?
Tanto per andare nel personale (che sono presuntuoso!:-) ) dopo tanti
anni che ho fatto il boy scout mi e' successo un incidente che mi fa
stare su una sedia a rotelle e non posso neanche dire come la penso
(perche' sono sordo muto :-).
Lo scautismo e' ancora per me?
Forse avrei dovuto mettere questa domanda, ma mi sembrava troppo
presuntuosa:-).
Ora mi chiedo: lo scautismo, da' delle occasioni, a quelli che erano
"tutti per lo scautismo" oppure e' un circolo (degli scacchi o del
bridge) che butta fuori?

Carlo Catalano


Antonio Soligo

unread,
Apr 8, 1997, 3:00:00 AM4/8/97
to

On 5 Apr 1997 19:14:26 GMT, Massimiliano <roo...@ipsnet.it> wrote:

>Ciao Carlo, sono un aiuto capo riparto di Roma e ti volevo dire in proposito che secondo me'


>
>LO SCOUTISMO E' PER TUTTI MA NON TUTTI SONO PER LO SCOUTISMO.

>Questa frase forse tende ad emarginare coloro che effettivamente un
>po' di scoutismo e di disciplina farebbero bene ma vedendo le cose
>chiare e' proprio cosi'
>
>
> Mangusta Vivace (RM12 FSE)


Quante volte ho sentito la frase "lo scoutismo e' un
gioco e come in ogni gioco bisogna seguirne le regole,
altrimenti si sta fuori".
Frase densa di significato, ma aperta a interpretazioni
contrastanti.
Il problema secondo me e' che troppo spesso le regole le
facciamo noi capi, e non lo Scautismo! Per Scautismo
intendo lo spirito che animava B.-P., che lo portava a
vedere sempre le cose anche dal punto di vista del ragazzo,
prima di prendere una qualsiasi decisione.
Lo scautismo non e' disciplina, ma autoeducazione: per me
la differenza e' sostanziale! La disciplina non serve a
niente; ma la comprensione della realta' circostante e il
suo giusto interagire con essa, ci puo' aiutare in ogni
occasione.
Non creiamoci tanti problemi, lo scoutismo non e' una
scienza (scusate per la citazione): piu' semplicemente si
pensano le cose, meglio riescono!
Nello scoutismo non si consumano attivita', ma si fanno
esperienze che potranno servire, un giorno, a saper scegliere
con senso critico la giusta strada nella vita, guidando da
soli la nostra canoa. Certo avere, ad esempio in un Clan,
un ragazzo che non cammina perche' disabile, puo' far
pensare qualcuno ad un limite alle route "toste", e in
attivita' particolari puo' risultare anche "scomodo" (il
termine mi fa rabbrividire, ma e' innegabile che in qualche
occasione possa essere rappresentativo ;-) ); io ero il primo
ad amare, quando ero un rover, questo tipo di esperienze:
e lo sono tuttora!
Ma come educatore devo guardare solo a cio' che serve al
ragazzo (pur sempre nell'ambito della metodologia scout) per
crescere: anche se una route, un'estate, viene fatta camminando
solo 3 ore al giorno in pianura per venire incontro ad una
persona in difficolta', e l'esperienza viene programmata,
vissuta e gestita in un clima di "vera comunione di intenti e
di gioia", arrichira' molto di piu' che provarsi in marce immerse
in stupendi scenari naturali.
Insomma, quello che voglio dire e' che nelle cose, e specialmente
nello scoutismo, bisogna metterci il cuore: quando ci riusciamo,
troviamo sempre la giusta misura per fare tutto.

Buona strada.
Antonio.

Giovanni Caluri

unread,
Apr 9, 1997, 3:00:00 AM4/9/97
to Carlo Catalano

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Carlo Catalano wrote:
>
> >Lo scautismo e' per tutti?
> Piu' o meno tutti hanno risposto: "lo scautismo e' per tutti, ma non
> tutti sono per lo scautismo" va be' ,ma se si tratta proprio di una
> scelta si, insomma se tra il bridge e gli scacchi io preferisco la
> dama, che resti fuori e' naturale, ma se non e' una scelta?
> Tanto per andare nel personale (che sono presuntuoso!:-) ) dopo tanti
> anni che ho fatto il boy scout mi e' successo un incidente che mi fa
> stare su una sedia a rotelle e non posso neanche dire come la penso
> (perche' sono sordo muto :-).
> Lo scautismo e' ancora per me?

Fortemente SIIIII
Ho scritto anche altre volte: "NON si "fa" lo scout si "E`" scout

Il che significa che una volta acquisita (o avendo innata) una certa
mentalita` ed un certo modus operandi (che puo' essere anche solo quello
mentale, essendo impotenti per altre ragioni), una persona "agisce" con
spirito scout. Dove, chiaramente, cio' che conta e` la qualita`
dell'azione, non la quantita` ne` il suo peso finale.

> Forse avrei dovuto mettere questa domanda, ma mi sembrava troppo
> presuntuosa:-).
> Ora mi chiedo: lo scautismo, da' delle occasioni, a quelli che erano
> "tutti per lo scautismo" oppure e' un circolo (degli scacchi o del
> bridge) che butta fuori?

non si tratta di "buttare fuori", credo di essere stato chiaro nello
scrivere che si tratta di invitare chi non intende giocare con le regole
di B.P. ad andare a giocare dove ci siano regole che gli si confanno.
ripeto questo *non e`* "buttare fuori" ma fare prendere coscienza delle
scelte individuali.

Detto brutalmente, Carlo, potrebbero tagliarti anche le mani o
qualcos'altro... ma fino all'avvenuto taglio della tua testa, *dentro*
rimani scout. dopo, diventi... uno scout che e` tornato a correre e
cantare nella casa del Padre, alla barba degli incidenti di percorso.
E sempre parlando crudamente, spero bene che detto da uno scout ad uno
scout, questo sia inteso ben lontano dall'invito al suicidio, ma una
secca professione di fede nella resurrezione.

Il problema vero e` per i poco convinti ed i poco facenti, che hanno
scambiato lo scoutismo per:
-Un modo di parcheggiare i figli
-Un modo di fare le vacanze
-Un'agenzia matrimoniale
-Mando i figli li' perche' almeno non fanno brutti incontri
-Ci va la Franca (o il Franco), cosi' provo a vedere se ci sta
-Mi piace stare con i bambini e prendermi cura di loro (Akela)
-A stare con i giovani non mi sento invecchiare (Capoclan)
.......
.......
.......
Per loro, per tutti coloro per i quali e` piu` familiare l'arrendersi
piuttosto che "fare del proprio meglio" lo scoutismo e` un problema e le
sue regole sono da discutere in continuazione


_______ _______
(-_-<_ \ / _>-_-)
-_-<_ \ / _>-_-
GioVanni- Caluri

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Eugenio Peluso

unread,
Apr 13, 1997, 3:00:00 AM4/13/97
to

Ciao Carlo!
<Ve 04 Apr 97> hai scritto a All:

CC> Lo scautismo e' per tutti?
Questa e` proprio una bella domanda...!

[...]
CC> E' facile parlare della universalita' dello scautismo, ma quando
CC> qualcuno si trova davanti (per non dire poi chi si trova dentro!) al
CC> problema-disabili, si sente abbandonato...
Premetto che io non mi sono mai trovato ad avere un ragazzo disabile
nell'unita`, quindi non ho una esperienza diretta del problema, pero` mi sono
spesso trovato di fronte a persone disabili. Rapportarmi con loro non sempre e`
stato facile, ma ho imparato cosi` tanto da rimanerne affascinato.
Credo che avere una disabile in unita` sia una esperienza unica sia per i capi
che per i ragazzi, e` l'occasione per vivere giorno per giorno valori come
solidarieta` e accoglienza.
Certamente non e` facile, ci vuole veramente (come hai detto tu) la
collaborazione di tutti.
'iao.

MartY

ScoutTag: Eugenio Peluso - Castrolibero I (CS) AGESCI - Capo Clan

Maurizio Tramontano

unread,
Apr 15, 1997, 3:00:00 AM4/15/97
to

Salve a tutti,
mi faccio rivedere dopo un lungo periodo di assenza!!!

> GS> Concludendo e' pur vero che non tutti sono per lo scautismo
> GS> ma LO SCAUTISMO DEVE ESSERE PER TUTTI.
>
> Sono assolutamente d'accordo con te. Credo che affrontare nelle unita`
delle
> situazioni particolari sia una "sfida", ci mette in crisi come capi e
(nel caso
> dei disabili) ci mette in discussione come persone.
> Una curiosita`: mi dai qualche info sull'FSE?
> Come vivi il tuo ruolo di capo AGESCI dopo la tua esperienza in FSE?
> 'iao.
>
> MartY

Anche io credo che lo scoutismo sia per tutti, in quanto stile di vita e
non "scuola di alpinismo e trekking", e' per tutti nello stile, negli
ideali, nei valori, non solo per chi "puo'" per chi e' forte, per chi e'
bello, per chi e' bravo, anzi, forse proprio per queste persone non avrebbe
ragione di essere... sono gia' buoni cosi', non hanno bisogno di qualcuno
che li educhi ad essere mgliori (forse?)....

Per quanto riguarda la FSE, io provengo da un gruppo AGESCI (ci sono stato
per circa 15 anni) , diciamo che la metodologia FSE ricalca molto quella
dell'ASCI nel settore maschile e quella dell'AGI nel settore femminile, i
due settori possono convivere (come succede nella maggior parte dei casi)
nello stesso gruppo, e svolgere delle attivita' comuni se effettivamente
preparate, educative e ben finalizzate (insomma non solo stare insieme
perche' e' bello). Tuttavia non esistono unita' miste e/o parallele.
Ma la particolarita' dell'FSE, checche' se ne dica, non e' questa, ma
quella di conservare una certa tradizione scout abbandonata (parlo di
Associazione, non di singoli gruppi) dall'Agesci. Nel rispetto delle
particolarita' di ciascuna associazione ti posso dire che l'Agesci ha
optato per la sperimentazione in quasi tutti i campi dello scoutismo,
credendo molto nell'adeguamento degli strumenti educativi, l'FSE invece
ritiene che tutto vada ancora bene cosi' come e' stato pensato da BP,
ovviamente con un ammodernamento in quelle che sono le prove di Classe e le
esigenze dei Clan e dei Fuochi, rimanendo pero' invariate le strutture di
base e la centralita' di alcuni ruoli e istituzioni, come ad esempio la
Corte d'Onore, la figura del Capo Squadriglia... l'Agesci, in questo senso
ha fatto scelte diverse.
Nella metodologia applicata alle prime branche (lupetti e coccinelle),
molte sono le differenze: le coccinelle FSE hanno un metodo tutto
particolare adeguato alla psicologia dell'eta' evolutiva delle femminucce
di quella eta', l'Agesci ponendo in essere la coeducazione, in qun certo
senso, unifica Lupetti e Coccinelle assimilando i due metodi. Nell'FSE il
metodo Lupetti e' molto forte ed ha una forte caratterizzazione Giungla
(molto piu' dell'Agesci), i Campi Scuola in Agesci si sono evoluti, mentre
in FSE mantengono lo stile "Gilwell Park".

Sono solo poche righe, non credo di aver dato un quadro completo (anzi), ma
spero di aver fatto un paragone comprensibile a tutti. Mi auguro di aver
risposto in modo obiettivo, con il massimo rispetto per le scelte di
ciascuna associazione. In fondo cio' che conta e' la Legge e la Promessa,
che accomunano tutte le associazioni scout, e cio' che e' fondamentale e'
l'obiettivo (il ragazzo ) e lo stile (scout) che abbiamo in comune.

Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti puoi scrivermi in mail privata o in
newsgroup.

Un fraterno Buona Strada.

Maurizio. Colibri' Salterino.

SCOUTTAG: Maurizio Tramontano - Battipaglia 7 (SA) - (FSE) - Capogruppo.

Guido De Carli

unread,
Apr 17, 1997, 3:00:00 AM4/17/97
to

Ciao Giovanni!

Sabato 12 Aprile 1997, mi hai scritto:
GDC>> Sono d'accordo ma ad una condizione: che la decisione se uno e`
GDC>> fatto per lo scoutismo o no spetti all'interessato e non al capo.
GN> Sarebbe bellissimo se fosse davvero cosi`, ma allora perche` ai campi di
GN> formazione si aspettano con tanta ansia i giudizi dei capi campo?
Un momento. Io stavo parlando di ragazzi e non di capi. Ai ragazzi l'unica
richiesta che viene fatta e` la voglia di impegnarsi, mentre a un capo viene
chiesta l'adesione al Patto Associativo, con i suoi annessi e connessi su
politica, fede e associazione. Quindi nel caso di un capo l'associazione e`
giusto che si riservi di non accettare l'adesione: se io fossi straconvinto di
fare il capo ma non credessi assolutamente nel valore del servizio
l'associazione avrebbe l'obbligo - nei confronti delle famiglie - di lasciarmi
a casa.

Cio` non toglie che anch'io sono perplesso sui giudizi dei Campi di Formazione.
Io ho avuto capi campi in gamba che hanno dato al giudizio il giusto valore,
cioe` quella di un'opinione che - per quanto autorevole - non puo`
assolutamente essere globale e corretta al 100% in quanto si basa su una
conoscenza diretta della persona troppo limitata nel tempo.

GN> nessuno mi conosce meglio della mia co.ca. e nessuno meglio dei capi del
GN> mio gruppo sa se sono davvero in grado di svolgere bene il mio servizio in
GN> associazione.
Ma infatti il primo "organo" che decide se una persona e` adatto o meno a fare
il capo ed eventualmente in che branca e` la CoCa. La zona convalida la
decisione delle CoCa; la puo` rifiutare in casi molto particolari e comunque
validi.
A dimostrazione dell'importanza data al giudizio della propria CoCa, la
richiesta di Nomina a Capo puo` essere fatta anche in presenza di giudizi
negativi dei Campi di Formazione. Sara` cura della CoCa spiegare nella domanda
perche' - nonostante i giudizi negativi - si ritenga comunque la persona in
grado di fare il Capo con tanto di riconoscimento ufficiale.

GN> Non sono sicuro di aver capito. Non e` giusto buttare fuori nessuno e fin
GN> qui non ci piove, ma portare un ragazzo a scegliere di uscire non puo`
GN> essere una forma piu` elegante per lo stesso concetto? Se invece un
GN> ragazzo viene portato a scegliere, accettando le conseguenze, allora sono
GN> d'accordo.
Buona la seconda. Anche perche' la prima non e` una scelta, e` una pagliacciata
per scaricare su di lui la responsabilita` di una decisione che e` comunque del
capo.
GN> Allora credo che la pensiamo allo stesso modo,
Direi anch'io.
GN> ma non mi sono mai sognato di metterlo in condizione di farlo andare via
GN> senza alternativa, non lo ritengo assolutamente giusto.
Non lo so, anche perche' poi alla fine quello che conta e` la conoscenza del
singolo caso. In generale pero` si chiede ad ognuno di fare delle scelte e di
saperne affrontare le conseguenze.
Quindi se uno sceglie di uscire deve anche affrontare la conseguenza di essere
da solo. Tu puoi dargli una mano, ma le conseguenze le deve affrontare lui.
Diverso e` il fatto se non e` in grado di affrontare queste conseguenze e
quindi, in definitiva, di fare una scelta. Allora il capo deve prima portarload
avere gli strumenti per scegliere. E qui si torna al discorso iniziale.

BUONA STRADA! Guido (gdec...@dfn.it)

ScoutTAG: Brescia 7 (BS) (AGESCI) Aiuto Capo Clan

Gino Lucrezi

unread,
Apr 18, 1997, 3:00:00 AM4/18/97
to

Il giorno 16 Apr 1997, "Maurizio Tramontano" (1907:39/800) ha scritto a All:

MT> diciamo che la metodologia FSE ricalca molto quella dell'ASCI
MT> nel settore maschile e quella dell'AGI nel settore femminile,

Come membro dell'associazione che ha raccolto l'eredita` dell'ASCI e dell'AGI
ti devo smentire.

Se e` vero che la FSE ha mutuato alcune cose dall'ASCI degli anni '50-'60 (ma
ne ha tralasciato gli sviluppi secondo me piu` interessanti), non cosi` si puo`
dire per quanto riguarda l'eredita` dell'AGI.

Sull'ASCI abbiamo gia` parlato parecchio a suo tempo... parliamo dell'AGI.

Innanzi tutto, la rinuncia della FSE a qualunque eredita` dell'AGI si vede dal
simbolo dell'associazione. Se in esso e` presente un giglio simile a quello
ASCI, non vi e` alcunche` che ricordi il trifoglio dell'AGI e del guidismo in
generale. Gia` questo e` indicativo di come l'AGI sia considerata nella FSE...

Cominciamo con l'osservare la Legge delle Guide: giustamente anche nella FSE la
sua formula e` stata fatta coincidere con quella degli Esploratori, ma questa
formula non tiene quasi per niente conto dell'eredita` dell'AGI: e`
praticamente quella dell'ASCI con gli aggettivi posti al femminile.
Non mi pare un buon inizio per chi sostiene di "ricalcare la metodologia AGI".

Un altro punto caratterizzante dell'AGI e` sempre stato la dimensione
internazionale - tanto da essere stata strumentale nella nascita della CICG, e
da aver spesso ospitato Lady Olave.
Non mi puoi certo dire che questa sensiblita` internazionale sia stata
mantenuta in una associazione come la tua che ha, nel proprio ordinamento,
l'esplicito divieto di entrare nel Movimento Scout....

Cosi` come lo spirito ecumenico che ha sempre animato l'AGI (che accoglieva
ragazze di qualunque fede) cozza molto con l'art. 11 del vostro statuto...

Che dire poi dell'evoluzione dell'AGI degli anni '60, con l'introduzione delle
Comunita` Capi e del Metodo Non-Strutturato?
Se ne trova forse traccia in FSE?

E che dire della Democrazia Associativa, su cui l'AGI lavoro` parecchio? La
FSE, anche in questo, ricalca piu` la struttura ASCI, con i Commissari sempre
nominati dall'alto (anche se va detto che nella FSE, al contrario dell'ASCI,
almeno alcuni degli organi nazionali sono eletti dalla base, cioe` dai capi
brevettati).

Infine, una mia considerazione. La Branca Scolte dell'AGI e` sempre stata forte
e vitale, e la Branca Rover/Scolte dell'AGESCI deve moltissimo ad essa.
Come conciliarlo con un Commissario Regionale FSE che, parlando del Fuoco del
proprio gruppo dice "le ragazze hanno fatto una Route l'anno scorso, se
quest'estate stanno a casa non succede nulla"?
Ripeto, non si trattava di un capo qualunque (che non farebbe testo, e non si
potrebbe considerare indicativo di tutta l'associazione), era un Commissario
Regionale, dunque nominato dal Consiglio Direttivo della FSE, ed organo
istituzionale della stessa FSE!

Per questi, e per tanti altri motivi, e` ridicolo che tu tenti di attribuire
alla FSE delle cose che essa ha rifiutato, come ad esempio l'eredita` dell'AGI.

La FSE ha altre specificita`, non vedo perche` debba tentare di appropriarsi di
quelle di altre associazioni... dopo averle rifiutate...

Per chi e` interessato a saperne di piu` sull'AGI e la sua storia, posso
suggerire il libro "Le Tracce dell'AGI", pubblicato nel 1992 dalla Fiordaliso.

MT> Ma la particolarita' dell'FSE, checche' se ne dica, non e' questa,
MT> ma quella di conservare una certa tradizione scout abbandonata
MT> (parlo di Associazione, non di singoli gruppi) dall'Agesci.

Parla per te, per favore.

Se e` vero che ci sono alcuni gruppi AGESCI (ma anche FSE!) che hanno
abbandonato certe tradizioni, cio` non e` estendibile all'associazione nel suo
complesso...

MT> Nel rispetto delle particolarita' di ciascuna associazione ti
MT> posso dire che l'Agesci ha optato per la sperimentazione in
MT> quasi tutti i campi dello scoutismo, credendo molto
MT> nell'adeguamento degli strumenti educativi, l'FSE invece ritiene
MT> che tutto vada ancora bene cosi' come e' stato pensato da BP,
MT> ovviamente con un ammodernamento in quelle che sono le prove
MT> di Classe e le esigenze dei Clan e dei Fuochi, rimanendo pero'
MT> invariate le strutture di base e la centralita` di alcuni ruoli e
MT> istituzioni, come ad esempio la Corte d'Onore, la figura del Capo
MT> Squadriglia... l'Agesci, in questo senso ha fatto scelte diverse.

Cerchiamo di mantenerci un po' piu` aderenti alla realta`.

L'Agesci ha scelto di non fossilizzarsi su cio` che era l'ASCI degli anni
'50-'60, ma di tornare indietro al pensiero di BP, al quale si rimane fedeli,
soprattutto nello spirito di innovazione e di perfezionamento dell'esistente
che lo caratterizzava.

Se vogliamo parlare di fedelta` a cio` che pensava BP, facciamo un piccolissimo
esempio.
BP diceva che molti dei migliori Akela erano donne. Anzi, aggiungeva anche un
bel "naturalmente" a quella frase.
Nella FSE e` possibile che una donna faccia l'Akela?
Chi e` piu` fedele a BP, allora? :-)

MT> Nell'FSE il metodo Lupetti e' molto forte ed ha una forte
MT> caratterizzazione Giungla (molto piu' dell'Agesci),

Devo dire di non conoscere bene come la FSE applichi il lupettismo, e spero che
l'episodio che ho visto qualche tempo fa (un Akela FSE che si opponeva a
portare i Totem in Chiesa assieme al Branco) non rappresenti la situazione
"normale" nella FSE...

MT> i Campi Scuola in Agesci si sono evoluti, mentre
MT> in FSE mantengono lo stile "Gilwell Park".

Che intendi per "stile Gilwell Park"?

In AGESCI i Campi di Formazione sono sempre svolti "secondo il metodo della
Branca" (cioe` con gli allievi nel ruolo di Lupetti/Coccinelle,
Esploratori/Guide, o Rover/Scolte secondo il Campo) e con Capi Campo
riconosciuti dal WOSM (infatti, dopo un certo periodo di servizio come Capi
Campo si riceve il quarto zoccoletto da portare sul Gilwell), e con l'intero
processo di Formazione Capi supervisionato da un 'Deputy Camp Chief' (5
zoccoletti)

Almeno sull'ultima parte, direi che la FSE si e` discostata dallo stile Gilwell
Park, ed e` un vero peccato, visto che e` un qualcosa che affratella i Capi
Scout di tutto il mondo (tranne quelli che, per propria scelta, sono fuori dal
Movimento Scout)

Ciao,
Gino

ScoutTag: L'Aquila 3 (AQ) (AGESCI) Aiuto Capo Reparto
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Maurizio Tramontano

unread,
Apr 21, 1997, 3:00:00 AM4/21/97
to


Gino Lucrezi <gino.l...@scoutnet.org> scritto nell'articolo

>
> MT> diciamo che la metodologia FSE ricalca molto quella dell'ASCI
> MT> nel settore maschile e quella dell'AGI nel settore femminile,
>
> Come membro dell'associazione che ha raccolto l'eredita` dell'ASCI e
dell'AGI ti devo smentire.

Ecco, carissimo Gino, il problema e' proprio questo... voi pensate di
essere gli unici depositari dello scoutismo... pensate che lo scoutismo si
possa concepire solo come quello che fate voi... Ma vi siete resi conto che
dentro e fuori del WOSM ci sono centinaia di associazioni scout che lo
fanno in modo diverso ma che comunque sono scout?


>
> Se e` vero che la FSE ha mutuato alcune cose dall'ASCI degli anni '50-'60


tra cui le Norme Direttive, l'Uniforme, le Strutture di Unita' (Corte
d'Onore, Consiglio di Akela), i testi, i canti, eccetera (alcune cose?)

> (ma ne ha tralasciato gli sviluppi secondo me piu` interessanti),

piu' interessanti secondo chi? Ovviamente non secondo chi ha scelto
diversamente da voi... e credo che le nostre scelte siano scelte
rispettabili almeno quanto le vostre (oppure no?)

> non cosi` si puo` dire per quanto riguarda l'eredita` dell'AGI.
> Sull'ASCI abbiamo gia` parlato parecchio a suo tempo... parliamo
dell'AGI.
> Innanzi tutto, la rinuncia della FSE a qualunque eredita` dell'AGI si
vede > dal simbolo dell'associazione. Se in esso e` presente un giglio
simile a quello
> ASCI, non vi e` alcunche` che ricordi il trifoglio dell'AGI e del
guidismo in
> generale. Gia` questo e` indicativo di come l'AGI sia considerata nella
FSE...

Ti prego... non fermarti alle apparenze... noi abbiamo semplicemente
utilizzato il giglio comune a tutte le Associazioni Nazionali affiliate
alla FSE, che e' nata solo con la componente maschile (come tu ben saprai)
e che non ha ritenuto, nel tempo, di dover modificare il simbolo.

> Cominciamo con l'osservare la Legge delle Guide: giustamente anche nella
FSE la sua formula e` stata fatta coincidere con quella degli Esploratori,
ma questa formula non tiene quasi per niente conto dell'eredita` dell'AGI:
e`
> praticamente quella dell'ASCI con gli aggettivi posti al femminile.
> Non mi pare un buon inizio per chi sostiene di "ricalcare la metodologia
AGI".

Mi pare che per l'Agesci sia addirittura la stessa... allora la tua
associazione non terrebbe conto di chi? Tra l'altro se ci fai caso noterai
che la Legge in tutti i Paesi sia la stessa, salvo differenze di traduzione
e in alcuni casi culturali (ma ti parlo di Associazioni affiliate alla tua
federazione mondiale) e con un pizzico di attenzione in piu' ti accorgerai
che qualche aggettivo, per le guide e' stato anche mutato (per noi la guida
non e' cavalleresca ma generosa).

> Un altro punto caratterizzante dell'AGI e` sempre stato la dimensione
> internazionale - tanto da essere stata strumentale nella nascita della
CICG, e da aver spesso ospitato Lady Olave.
> Non mi puoi certo dire che questa sensiblita` internazionale sia stata
> mantenuta in una associazione come la tua che ha, nel proprio
ordinamento,
> l'esplicito divieto di entrare nel Movimento Scout....
>

... Questo esplicito divieto non mi pare di averlo letto in alcun documento
FSE, se saprai indicarmelo te ne saro' grato... inoltre, la nostra
Associazione ha una apertura e una sensibilita' internazionale testimoniate
dai gemellaggi permanenti tra le associazioni di paesi diversi (ovviamente
della nostra Federazione, non della vostra, come pure voi, fate il Jamboree
con il WOSM e non con l'FSE, ti sembrera' pure strano, ma e' esattamente la
stessa cosa)
e quelle occasionali molto frequenti e molto semplificate rispetto alla
lunga procedura burocratica Agesci...

> Cosi` come lo spirito ecumenico che ha sempre animato l'AGI (che
accoglieva ragazze di qualunque fede) cozza molto con l'art. 11 del vostro
statuto...
>

Infatti, l'Agi nasce come associazione non dichiaratamente cattolica...
pero' in realta'... si contrapponeva all'UNGEI...
comunque si, la nostra Associazione (e all'interno di questa il nostro
settore femminile che e' tutt'uno con quello maschile) e' un'Associazione
cattolica..
lo confermo!!

> Che dire poi dell'evoluzione dell'AGI degli anni '60, con l'introduzione
delle
> Comunita` Capi e del Metodo Non-Strutturato?
> Se ne trova forse traccia in FSE?

Si trova traccia della struttura Agi precedente a quegli anni... e comunque
mi pare che anche l'Agesci non risponda troppo come Metodo a quello Agi...

> E che dire della Democrazia Associativa, su cui l'AGI lavoro` parecchio?
La
> FSE, anche in questo, ricalca piu` la struttura ASCI, con i Commissari
sempre
> nominati dall'alto (anche se va detto che nella FSE, al contrario
dell'ASCI,
> almeno alcuni degli organi nazionali sono eletti dalla base, cioe` dai
capi
> brevettati).

Purtroppo non si puo' avere tutto... da qualche parte bisogna venire meno
per venirsi incontro... ripeto, l'Associazione e' UNA, seppur divisa in due
settori, se avessimo fatto la copia dell'Agi avremmo (almeno nelle
strutture) tradito l'Asci...

> Infine, una mia considerazione. La Branca Scolte dell'AGI e` sempre stata
forte
> e vitale, e la Branca Rover/Scolte dell'AGESCI deve moltissimo ad essa.
> Come conciliarlo con un Commissario Regionale FSE che, parlando del Fuoco
del
> proprio gruppo dice "le ragazze hanno fatto una Route l'anno scorso, se
> quest'estate stanno a casa non succede nulla"?
> Ripeto, non si trattava di un capo qualunque (che non farebbe testo, e
non si
> potrebbe considerare indicativo di tutta l'associazione), era un
Commissario
> Regionale, dunque nominato dal Consiglio Direttivo della FSE, ed organo
> istituzionale della stessa FSE!

Vorrei vedere il contesto all'interno del quale e' stata pronunciata questa
frase... La nostra associazione punta TUTTO sulle terze branche (Rovers e
Scolte), quindi credo che in quel PARTICOLARE caso si debba valutare delle
situazioni che non conosco per poter analizzare la frase ed ottenere una
risposta... Potresti chiederlo a quel commissario..

> La FSE ha altre specificita`, non vedo perche` debba tentare di
appropriarsi di
> quelle di altre associazioni... dopo averle rifiutate...

Dovresti dirlo un po' a quelle Capo e Commissarie della nostra Associazione
che provengono dall'Agi :-)))

>
> Se e` vero che ci sono alcuni gruppi AGESCI (ma anche FSE!) che hanno
> abbandonato certe tradizioni, cio` non e` estendibile all'associazione
nel suo complesso...
>

Parlo per esperienza diretta... conosco molto bene il regolamento Agesci,
avendo completato il mio iter di formazione in quella Associazione... non
parlo dei singoli gruppi ma di quel regolamento...


>
> Cerchiamo di mantenerci un po' piu` aderenti alla realta`.
>
> L'Agesci ha scelto di non fossilizzarsi su cio` che era l'ASCI degli anni
> '50-'60, ma di tornare indietro al pensiero di BP, al quale si rimane
fedeli,
> soprattutto nello spirito di innovazione e di perfezionamento
dell'esistente
> che lo caratterizzava.
>

Nel rispetto di queste scelte... noi ne abbiamo fatte altre... e cioe' di
non "sperimentare", ma di rimanere fedeli in alcune cose che noi riteniamo
fondamentali.... ci evolviamo in altre cose, nell'applicazione della
psicologia nella Progressione personale e nella Metodologia delle Branche
(vedi Lupetti e Coccinelle)....

> Se vogliamo parlare di fedelta` a cio` che pensava BP, facciamo un
piccolissimo esempio. BP diceva che molti dei migliori Akela erano donne.
Anzi, aggiungeva anche un bel "naturalmente" a quella frase.
> Nella FSE e` possibile che una donna faccia l'Akela?
> Chi e` piu` fedele a BP, allora? :-)

BP ha mai parlato di Consiglio della Legge? Di capi riparto che coordinano
un "consiglio d'impresa"?

> MT> Nell'FSE il metodo Lupetti e' molto forte ed ha una forte
> MT> caratterizzazione Giungla (molto piu' dell'Agesci),
>
> Devo dire di non conoscere bene come la FSE applichi il lupettismo, e
spero che l'episodio che ho visto qualche tempo fa (un Akela FSE che si
opponeva a
> portare i Totem in Chiesa assieme al Branco) non rappresenti la
situazione
> "normale" nella FSE...
>

E' la situazione normale... ed e' dettata dalla nostra aderenza forte ad
alcuni passi del Libro della Giungla: "La giungla si ferma ai piedi
dell'altare e del palo della bandiera". Non ci vedo nulla di scandaloso.

> MT> i Campi Scuola in Agesci si sono evoluti, mentre
> MT> in FSE mantengono lo stile "Gilwell Park".
>
> Che intendi per "stile Gilwell Park"?
>
> In AGESCI i Campi di Formazione sono sempre svolti "secondo il metodo
della Branca" (cioe` con gli allievi nel ruolo di Lupetti/Coccinelle,
> Esploratori/Guide, o Rover/Scolte secondo il Campo) e con Capi Campo
> riconosciuti dal WOSM (infatti, dopo un certo periodo di servizio come
Capi
> Campo si riceve il quarto zoccoletto da portare sul Gilwell), e con
l'intero
> processo di Formazione Capi supervisionato da un 'Deputy Camp Chief' (5
> zoccoletti)

IDEM per noi... solo che le strutture sono della FSE e non del WOSM...

> Almeno sull'ultima parte, direi che la FSE si e` discostata dallo stile
Gilwell
> Park, ed e` un vero peccato, visto che e` un qualcosa che affratella i
Capi
> Scout di tutto il mondo (tranne quelli che, per propria scelta, sono
fuori dal
> Movimento Scout)

Guarda che e' l'Agesci a tenerci fuori dal WOSM e non la nostra
associazione a non volerci entrare... vedi dibattito tra le associazioni
pubblicato su "Esperienze e Progetti" dal 1990 in poi...

>
> Ciao,
> Gino

Buona Strada.
Maurizio. Colibri' Salterino.

Scout Tag: Battipaglia 7 (SA) (FSE) Capo Gruppo


Fabio Albanese

unread,
Apr 23, 1997, 3:00:00 AM4/23/97
to

Giacomo Salesia wrote:

> Con tutto cio' lungi da me l'idea di respingere gli Scouts d'Euoropa
> dalla fratellanza scout mondiale, sarei il primo a gioirne se cio'
> avvenisse ma credo che la spinta debba avvenire dalla base di entrambe
> le associazioni e non dai vertici che spesso sono divisi da "scontri"
> risalenti a piu' di vent'anni fa'.

Ciao,

vorrei riprendere il discorso di Giacomo...
Condivido pienamente quanto ha scritto nell'ultima parte del suo
messaggio.
Come molti di voi ormai sanno non faccio parte di nessuna associazione
scout, benche' segua da diverso tempo la discussione in quest'area e
nelle
aree di scoutnet, vorrei percio' proporre una riflessione assolutamente
neutrale....
Dalllo scambio di battute tra Maurizio e Gino e' abbastanza evidente che
la "ferita" aperta negli anni '70 fa ancora oggi fatica a rimarginarsi
e, almeno questa e' la mia impressione (chiedo scusa se sbaglio), sembra
che il dialogo spesso scenda al livello del rinfacciare colpe e accuse
(non personali, si intende, ma rivolte alle "associazioni"...), sintomo,
in fondo di un malessere che credo sia da entrambe le parti.
E' ormai scontato che esistono due differenti modi di concepire
la tradizione dello scoutismo cattolico ereditata da AGI e ASCI, ed e'
altrettanto vero che tale differenziazione e' ormai radicata e che
ciascuna delle due associazioni ha trovato una sua via di accesso allo
scoutismo internazionale: l'Associazione Italiana Guide e Scout d'Europa
Cattolici nell' ambito della Federazione dello Scoutismo Europeo e
l'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani nell'ambito della
Federazione Italiana dello Scoutismo e del WOSM.
Questa situazione di fatto rende difficile se non impossibile un
riavvicinamento istituzionale tra le due associazioni italiane perlomeno
fino a quando non verranno riscritti i regolamenti delle varie
federazioni.
Cmq i regolamenti non sono verita' rivelata, si possono cambiare se lo
si desidera davvero... ma questo e' un discorso che richiede tempo.
Ma, e ritorno al discorso di Giacomo, questo e' in fondo un falso
problema.
Lo scoutismo prima di essere una realta' associativa o interassociativa
e'
un movimento di persone che credono in precisi valori comuni (anche se
utilizzando metodi differenti)... se vi e' realmente interesse a lavorare
SUBITO per la costruzione di un progetto comune non vi e' alcuna
necessita'
che si indossi la stessa camicia o si abbia in tasca la stessa tessera.
Quotidianamente vi sono occasioni in cui i responsabili locali delle due
associazioni possono progettare pezzi di cammino comune, pur nel rispetto
delle reciproche differenze, senza che per questo venga meno la
credibilita'
dell'una o dell'altra associazione.
Se per lavorare assieme, si attende che arrivi il permesso o l'invito
dall'alto... non si fara' mai nulla. E' la base che puo' veramente creare
le premesse per un dialogo concreto tra realta' associative diverse.
Per cui ragazzi, perche' continuare a discutere sul "ma voi non... ma noi
inevece..." ? Perche' non spostare l'argomento sul COSA POSSIAMO FARE
INSIEME ORA nel rispetto delle reciproche differenze ?
Non ditemi che tali differenze sono tante e tali da impedire di fatto
di organizzare momenti di scambio, di dialogo, di incontro e di lavoro
comune ! Lo sappiamo che non e' vero (non lo dico solo io ma molti capi
di entrambe le associazioni, quando ne parliamo privatamente...).
Insomma, a Roma ci sono gli uffici centrali e a loro lascimao pure il
compito di discutere di politiche associative, nelle nostre parrocchie e
nei nostri paesi ci sono invece ragazzi che pur indossando camicie kaki
o azzurre hanno voglia di vivere assieme il loro "grande gioco" ...


A presto

Fabio

Gino Lucrezi

unread,
Apr 23, 1997, 3:00:00 AM4/23/97
to

Il giorno 08 Apr 1997, Carlo Catalano (1907:39/800) ha scritto a All:

CC> Lo scautismo e' ancora per me?

Io direi di no, cosi` come non e` per me...

Lo scoutismo e` per ragazze e ragazzi, non per noi adulti...

Noi siamo nello scoutismo solo ed esclusivamente in funzione dei ragazzi...
anche se nessuno vieta di divertirci anche noi :-)

La domanda giusta e`:
- posso ancora dare qualcosa allo scoutismo?

Non conoscendoti non posso rispondere, ma ho il "vago sospetto" che sia
cosi`... quindi guai a te se osi abbandonarci! :-)

Luigi Chiesa

unread,
Apr 23, 1997, 3:00:00 AM4/23/97
to

Ciao Giovanni!
In un tuo messaggio del 9 aprile scrivevi:


GC> Il problema vero e` per i poco convinti ed i poco facenti, che hanno
GC> scambiato lo scoutismo per:
GC> -Un modo di parcheggiare i figli
GC> -Un modo di fare le vacanze
GC> -Un'agenzia matrimoniale
GC> -Mando i figli li' perche' almeno non fanno brutti incontri
GC> -Ci va la Franca (o il Franco), cosi' provo a vedere se ci sta
GC> -Mi piace stare con i bambini e prendermi cura di loro (Akela)
GC> -A stare con i giovani non mi sento invecchiare (Capoclan)
GC> .......

E' vero che sono pochissimi i genitori che si avvicinano i loro figli allo
scoutismo per pura scelta educativa, ma e' anche vero che molti bambini
dapprima parcheggiati finiscono con l'acquisire il modo di vita scout e farlo
loro. Se cosi' non fosse le persone che fanno i capi sarebbero solo dei
masochisti o dei enitori iperprotettivi che scelgono di fare il capo pur di
controllare i loro figli.

Prova a verificare quanti nel tuo gruppo entrati da lupetto sono diventati capi
e perche' sono entrati. (non rispondere erano altri tempi).

||
||__uigi

ScoutTag: Bergamo (BG) (CNGEI) Membro comitato di sezione


| L'indirizzo di questo utente non e' utilizzabile per l'email:
| Esso scrive da una conferenza dalla rete Fidonet.
|

Giovanni Caluri

unread,
Apr 24, 1997, 3:00:00 AM4/24/97
to Gino Lucrezi

Gino Lucrezi wrote:
>
> Il giorno 08 Apr 1997, Carlo Catalano (1907:39/800) ha scritto a All:
> CC> Lo scautismo e' ancora per me?
> Io direi di no, cosi` come non e` per me...
> Lo scoutismo e` per ragazze e ragazzi, non per noi adulti...
> Noi siamo nello scoutismo solo ed esclusivamente in funzione dei ragazzi...
> anche se nessuno vieta di divertirci anche noi :-)
>
> La domanda giusta e`:
> - posso ancora dare qualcosa allo scoutismo?
>
> Non conoscendoti non posso rispondere, ma ho il "vago sospetto" che > sia cosi`... quindi guai a te se osi abbandonarci! :-)
> Gino
Gino, che fai, Provochi?
Volevi proprio vedere quanto ci avrebbe messo il vecchio pelato a
rispondere che NO, ti stai sbagliando :-) ???

Lo scoutismo *E`* per tutte le eta`...
Cambia il modo di essere scout...
ma
Semel Scout Semper Scout...
Anche da adulto puoi vivere lo scoutismo con i modi ed i tempi di coloro
che non piu` ragazzini da educare, non piu` educatori (le vicende della
vita sono tante...) possono, anzi debbono continuare ad essere parte di
un processo di formazione permanente (ce n'e` sempre un'altra da
imparare) e portare lo spirito dello scout nella vita quotidiana, nel
lavoro, e dovunque ci sia da fare servizio
leggi qui:
http://www.aspide.it/freeweb/MASCI
ciao, :-)

Gino Lucrezi

unread,
Apr 24, 1997, 3:00:00 AM4/24/97
to

Il giorno 21 Apr 1997, "Maurizio Tramontano" (1907:39/800) ha scritto a All:

GL> Come membro dell'associazione che ha raccolto l'eredita` dell'ASCI
GL> e dell'AGI ti devo smentire.

MT> Ecco, carissimo Gino, il problema e' proprio questo... voi
MT> pensate di essere gli unici depositari dello scoutismo...

Veramente, a leggere i tuoi messaggi, ed in generale i documenti della FSE o di
altre associazioni nate in maniera simile, si direbbe che chi si ritiene
l'unico depositario dello scoutismo siete proprio voi.

Ed infatti, e` proprio a questa tua posizione che io contesto!

MT> pensate che lo scoutismo si possa concepire solo come quello che
MT> fate voi... Ma vi siete resi conto che dentro e fuori del WOSM ci
MT> sono centinaia di associazioni scout che lo fanno in modo diverso
MT> ma che comunque sono scout?

Non solo ce ne rendiamo conto, riteniamo la nostra appartenenza al Movimento
Scout Mondiale un punto cardine del nostro agire, proprio per la possibilita`
di confronto con centinaia di altre associazioni e con la loro "diversita`".

Confronta la nostra posizione con quella FSE, che rifiuta a priori
l'appartenenza al Movimento Scout!!!

GL> (ma ne ha tralasciato gli sviluppi secondo me piu` interessanti),
^^^^^^^ ^^
MT> piu' interessanti secondo chi?

Beh, la tua domanda mi sembra inutile, basta che leggi cio` che a suo tempo
avevo scritto... e che per aiutarti ho appena sottolineato :-)

MT> Ovviamente non secondo chi ha scelto diversamente da voi... e
MT> credo che le nostre scelte siano scelte rispettabili almeno quanto
MT> le vostre (oppure no?)

Prova a confrontare i vari documenti dell'AGESCI sulla FSE con quelli della FSE
sull'AGESCI, e vedrai chi e` che rispetta l'altro, proponendo (piu` volte) una
unione su base totalmente paritaria... :-)

Io rispetto le scelte della FSE, pur se non hanno molto a che vedere con
l'eredita` dell'AGI... cio` che contesto e` il fatto che tu tenti di
appropriartene...

GL> Innanzi tutto, la rinuncia della FSE a qualunque eredita` dell'AGI
GL> si vede dal simbolo dell'associazione. Se in esso e` presente un
GL> giglio simile a quello ASCI, non vi e` alcunche` che ricordi il
GL> trifoglio dell'AGI e del guidismo in generale. Gia` questo e`
GL> indicativo di come l'AGI sia considerata nella FSE...

MT> Ti prego... non fermarti alle apparenze...

Non e` questione di apparenze.
Lo scoutismo e` sempre stato molto attento ai simboli, e secondo me lo e` a
ragione.

Io credo che la scelta del simbolo della FSE sia stata estremamente ragionata
(giustamente!), ed ogni dettaglio abbia una sua valenza simbolica (il richiamo
ai templari, la scelta di NON usare la corda col nodo piano, etc.)

MT> noi abbiamo semplicemente utilizzato il giglio comune a tutte le
MT> Associazioni Nazionali affiliate alla FSE, che e' nata solo con
MT> la componente maschile (come tu ben saprai) e che non ha ritenuto,
MT> nel tempo, di dover modificare il simbolo.

Infatti, ero certo che questo fosse il motivo. E` stata fatta una scelta ben
precisa di mantenere lo stesso simbolo, anche se cio` non dava risalto alla
sezione femminile.

Ripeto, non contesto questa scelta, per la quale avrete avuto ottime ragioni.
Semplicemente ti faccio notare come e` totalmente in contrasto con un voler
raccogliere anche l'eredita` dell'AGI.

Cosi` come il voler mantenere nella sigla della vostra associazione (FSE) solo
il riferimento alla sezione maschile, e non quello al Guidismo, e` un'altra
scelta ben precisa, che comunque rispetto. E` pero` una scelta che smentisce
palesemente la tua affermazione sull'eredita` dell'AGI nella FSE...

GL> Cominciamo con l'osservare la Legge delle Guide: giustamente anche
GL> nella FSE la sua formula e` stata fatta coincidere con quella
GL> degli Esploratori, ma questa formula non tiene quasi per niente
GL> conto dell'eredita` dell'AGI: e` praticamente quella dell'ASCI con
GL> gli aggettivi posti al femminile.
GL> Non mi pare un buon inizio per chi sostiene di "ricalcare la
GL> metodologia AGI".

MT> Mi pare che per l'Agesci sia addirittura la stessa... allora la
MT> tua associazione non terrebbe conto di chi?

Ti ricordi male. Ma non eri stato nell'Agesci, a suo tempo?

L'AGESCI non usa ne` la stessa formula dell'ASCI, ne` la stessa dell'AGI.

Nella sua attuale formulazione essa riprende in maniera abbastanza equilibrata
spunti sia dall'una che dall'altra.
Noi non abbiamo ne` imposto agli Esploratori quella che era la legge dell'AGI,
ne` imposto alle Guide quella che era la legge dell'ASCI.
Abbiamo sintetizzato le esperienze delle due associazioni, ed in qualche punto
raccolto idee che nessuna delle due associazioni aveva ancora incorporato nella
Legge.

Ma abbiamo tenuto conto di entrambe le nostre eredita`....

MT> Tra l'altro se ci fai caso noterai che la Legge in tutti
MT> i Paesi sia la stessa, salvo differenze di traduzione e in
MT> alcuni casi culturali (ma ti parlo di Associazioni affiliate
MT> alla tua federazione mondiale)

Infatti, i contenuti fondamentalmente sono quelli. Pero` l'AGI e l'ASCI li
avevano attualizzati in maniera lievemente differente, ed una associazione che
si vanta di aver raccolto l'eredita` dell'AGI avrebbe dovuto tener conto anche
di quello che l'AGI aveva scritto nella legge...

Anche qui, ripeto, e` questione di scelte, diverse da quella dell'AGESCI, ma
che comunque rispetto...

MT> e con un pizzico di attenzione in piu' ti accorgerai che
MT> qualche aggettivo, per le guide e' stato anche mutato
MT> (per noi la guida non e' cavalleresca ma generosa).

Adesso non mi vorrai dire che questa sia una gran differenza.. e poi, se ci fai
caso NON e` certo un riprendere l'eredita` dell'AGI (la cui legge parlava solo
di Cortesia, non anche di generosita`).

Poi possiamo anche discutere sul fatto se la citazione della generosita` sia
una cosa buona o no (penso lo sia, fra l'altro).
Sta di fatto che NON e` un'eredita` dell'AGI.

GL> Non mi puoi certo dire che questa sensiblita` internazionale sia
GL> stata mantenuta in una associazione come la tua che ha, nel
GL> proprio ordinamento, l'esplicito divieto di entrare nel Movimento
GL> Scout....

MT> ... Questo esplicito divieto non mi pare di averlo letto in alcun
MT> documento FSE, se saprai indicarmelo te ne saro' grato...

Stai a vedere che conosco la FSE meglio di te :-)

Comunque, e` nel Direttorio Religioso dell'Unione Internazionale delle Guide e
Scouts d'Europa Cattolici, e precisamente all'articolo 3.

GL> Cosi` come lo spirito ecumenico che ha sempre animato l'AGI (che
GL> accoglieva ragazze di qualunque fede) cozza molto con l'art. 11
GL> del vostro statuto...

MT> Infatti, l'Agi nasce come associazione non dichiaratamente
MT> cattolica... pero' in realta'... si contrapponeva all'UNGEI...

L'AGI si e` sempre dichiarata cattolica (non per niente era fra i fondatori
della CICG), ma l'essere una associazione cattolica non e` necessariamente in
contrasto con uno spirito ecumenico, ne` con l'accogliere giovani di fede
diversa da quella cattolica...

In questo, fra l'altro, l'AGESCI ha mantenuto una impostazione simile (anche se
la "cattolicita`" e` per noi parte integrante del nome e della sigla).

La FSE, invece, ha scelto una strada diversa.
Anche qui, non voglio polemizzare sulle scelte diverse, ma direi proprio che
fra AGI e FSE vi sia un abisso!

GL> Che dire poi dell'evoluzione dell'AGI degli anni '60, con
GL> l'introduzione delle Comunita` Capi e del Metodo Non-Strutturato?
GL> Se ne trova forse traccia in FSE?

MT> Si trova traccia della struttura Agi precedente a quegli anni...

Cioe` in una struttura che l'AGI aveva abbandonato.

Anche qui, la divergenza fra AGI e FSE e` evidente.

MT> e comunque mi pare che anche l'Agesci non risponda troppo come
MT> Metodo a quello Agi...

Nel momento in cui abbiamo integrato il metodo ASCI con quello AGI abbiamo
tenuto conto di cio` che di buono vi era in entrambi.

La Progressione Personale dell'AGESCI e` figlia diretta del Metodo
Non-Strutturato....

GL> E che dire della Democrazia Associativa, su cui l'AGI lavoro`
GL> parecchio? [...]

MT> Purtroppo non si puo' avere tutto... da qualche parte bisogna
MT> venire meno per venirsi incontro... ripeto, l'Associazione e'
MT> UNA, seppur divisa in due settori, se avessimo fatto la copia
MT> dell'Agi avremmo (almeno nelle strutture) tradito l'Asci...

Lo so che da qualche parte bisogna venirsi incontro... ci mancherebbe.
Solo che il simbolo e` piu` simile all'ASCI che all'AGI, nella sigla FSE c'e`
solo la S e non la G, nella legge si e` presa quasi pari pari quella ASCI, e
non quella AGI, lo spirito ecumenico dell'AGI non c'e` piu`, e nemmeno la sua
originalita` metodologica, organizzativamente avete seguito l'ASCI (anche se
ribadisco che dove avete cambiato avete migliorato) ...

Quel che mi domando e`: dopo aver visto tanti punti in cui la sezione femminile
e` venuta incontro a quella maschile, mi dici dove quella maschile e` venuta
incontro a quella femminile, rispettando un po' l'eredita` dell'AGI? :-)

GL> [...] "le ragazze hanno fatto una Route l'anno scorso, se
GL> quest'estate stanno a casa non succede nulla"? [...]

MT> Vorrei vedere il contesto all'interno del quale e' stata
MT> pronunciata questa frase...

Si parlava, con lui, del Campo Mobile Nazionale di Branca Rover che qualche
anno fa la FSE ha fatto qui dalle mie parti. Gli chiesi conferma del fatto che
c'era solo la sezione maschile, e lui mi disse cosi`, fra l'altro senza aver
l'aria di dispiacersene molto...

MT> La nostra associazione punta TUTTO sulle terze branche (Rovers e
MT> Scolte),

Sono felice di sentire che ora anche la FSE si e` resa conto di questa
necessita` (dico davvero), e spero che quanto prima questa scelta strategica
venga "assimilata" anche nella base!

Anzi, visto che ho frequenti contatti con capi FSE, mi farebbe piacere se tu mi
dicessi a quali pubblicazioni o documenti FSE fare riferimento - se gli parlo
delle esperienze AGESCI o delle raccomandazioni del WOSM in questo campo magari
le ascoltano anche, ma se gli parlo di documenti vostri forse e` uno stimolo in
piu`!

GL> La FSE ha altre specificita`, non vedo perche` debba tentare di
GL> appropriarsi di quelle di altre associazioni... dopo averle
GL> rifiutate...

MT> Dovresti dirlo un po' a quelle Capo e Commissarie della nostra
MT> Associazione che provengono dall'Agi :-)))

Cosa dovrei dirgli?

E` ovvio che anche nell'AGI c'era chi non era d'accordo col resto
dell'associazione, e magari non escludo che avesse pure ragione...

Ma sicuramente non puo` dire di aver raccolto l'eredita` dell'AGI!

MT> Parlo per esperienza diretta... conosco molto bene il regolamento
MT> Agesci, avendo completato il mio iter di formazione in quella
MT> Associazione... non parlo dei singoli gruppi ma di quel
MT> regolamento...

Dimmi allora in cosa il regolamento AGESCI avrebbe "abbandonato le tradizioni
scout"...
Spero che tu non ti stia riferendo semplicemente a qualche tradizione ASCI, ma
visto che parlavi di tradizioni scout che si tratti di qualcosa di comune a
buona parte del movimento...

GL> Se vogliamo parlare di fedelta` a cio` che pensava BP, facciamo un
GL> piccolissimo esempio. BP diceva che molti dei migliori Akela erano
GL> donne. Anzi, aggiungeva anche un bel "naturalmente" a quella frase.
GL> Nella FSE e` possibile che una donna faccia l'Akela?
GL> Chi e` piu` fedele a BP, allora? :-)

MT> BP ha mai parlato di Consiglio della Legge?

Beh, questa e` una aggiunta (che non trova alcuna "contraddizione" negli
scritti teorici di BP secondo me), non certo un "tornare indietro"...

MT> Di capi riparto che coordinano un "consiglio d'impresa"?

BP, in generale, non ha mai "formalizzato" il concetto di Impresa, mi pare. Non
dico che non parli mai di imprese, semplicemente non ha mai inventato la
"categoria" dell'Impresa, per distinguerla dalle altre attivita`. Questa e` una
elaborazione dell'ASCI, che pur non aggiungendo nulla al metodo lo
"organizzava" un po' meglio. Dunque, BP non ha mai parlato di Consiglio di
Impresa.
Quanto al fatto che sia "coordinato dai Capi Reparto", non e` certo una cosa
scritta nei regolamenti Agesci :-)

Comunque, vedo che (non rispondendo alla mia osservazione sulle donne Akela)
ammetti che la FSE ha nel proprio ordinamento dei divieti che BP avrebbe
trovato ridicoli... :-)

Anche qui, e` una questione di scelte. A me non interessa nulla se la FSE, o
l'ARCIScout, o chiunque altro si ispira piu` o meno all'opera di BP. Basta
ammetterlo...

MT> E' la situazione normale... ed e' dettata dalla nostra aderenza
MT> forte ad alcuni passi del Libro della Giungla: "La giungla si
MT> ferma ai piedi dell'altare e del palo della bandiera".

Non ricordo che Kipling abbia mai scritto queste parole. Mi dici per favore in
quale capitolo del Libro della Giungla lo dice?

MT> Non ci vedo nulla di scandaloso.

Io, invece si.
Scusa, ma io, da cattolico, non ritengo assolutamente coerente fare uso di
alcuni simboli fuori chiesa, se ritengo che quei simboli non possano essere
portati in chiesa.

Io non vedo quale contrasto vi sia fra la Giungla (che e` uno strumento
educativo, al pari della squadriglia...) e la Chiesa... e se vi fosse, non
rinuncerei a portare simboli giungla in Chiesa. Li butterei direttamente alle
ortiche.

MT> IDEM per noi...

Mi spieghi allora perche` dicevi:

MT> i Campi Scuola in Agesci si sono evoluti, mentre
MT> in FSE mantengono lo stile "Gilwell Park".

Hai appena detto il contrario :-)

MT> solo che le strutture sono della FSE e non del WOSM...

Quindi manca il legame con il Campo di Gilwell Park, giusto?

Saro` un sentimentale, ma lo ritengo molto importante...

MT> Guarda che e' l'Agesci a tenerci fuori dal WOSM e non la nostra
MT> associazione a non volerci entrare... vedi dibattito tra le
MT> associazioni pubblicato su "Esperienze e Progetti" dal 1990 in
MT> poi...

Ho trovato sempre molto interessante "Esperienze e Progetti".
Hai provato a leggere il numero 100, in cui fa il punto sulla situazione?

Beh, fallo, e vedrai che l'AGESCI non solo non vi vuole fuori dal movimento
scout, ma piu` e piu` volte vi ha offerto di entrarci, rispettando totalmente
le vostre specificita`.

Scoprirai invece che chi ha deciso di non rientrare nel movimento fondato da BP
e` proprio la FSE, non solo in Italia.
E` illuminante, fra l'altro, l'articolo di Gildas Dye`vre, su "Nuovelles de
Notre Fraternite`", il bollettino dell'Unione Internazionale Guide e Scouts
d'Europa Cattolici.

Il Movimento Scout e` pronto a riaccogliere a braccia aperte tutte le
associazioni che se ne sono allontanate, riconoscendo le loro specificita`. Se
non tutte, almeno la FSE.

E` la FSE che deve decidere di volerlo fare.

Io spero che questo accada, prima o poi. Ma non dipende solo da me...

Carlo Catalano

unread,
Apr 27, 1997, 3:00:00 AM4/27/97
to

...

> GL> Cominciamo con l'osservare la Legge delle Guide: giustamente anche

> GL> conto dell'eredita` dell'AGI: e` praticamente quella dell'ASCI con

> MT> ferma ai piedi dell'altare e del palo della bandiera".
Perbacco sono stato mezz'ora a cancellare!
La parola che ho visto piu' spesso e': tradizione.
Ora sono d'accordo per mantenere le tradizioni, anzi, il ricordo, ma
lo stesso B.P. guardava all'evolversi come una cosa naturale e
positiva.
Se potevate facevate a capelli (pardon ho usato un riferimento troppo
femminile, che puo' richiamare l'AGI).
Mi sembra il vostro un "battibecco" teso a voler dimostrare le pecche
dell'altro, si e' dimenticato che prima di tutto scautismo vuol dire
fratellanza.
Anche se si e' divisi dal colore della divisa (il gioco di parole e'
stato involontario) o dalle sigle.
Io vedo importante guardare gli obiettivi.
Solo mi stona quel fatto del totem, mi viene una domanda: "ma che se
vergognano?"
Penso che come si ha il coraggio di dimostrarlo "fuori dal tempio"
come si vive, non ci si debba vergognare dentro!

Carlo Catalano


Carlo Catalano

unread,
Apr 27, 1997, 3:00:00 AM4/27/97
to

gino.l...@scoutnet.org (Gino Lucrezi) wrote:

>Il giorno 16 Apr 1997, "Maurizio Tramontano" (1907:39/800) ha scritto a All:

> MT> diciamo che la metodologia FSE ricalca molto quella dell'ASCI
> MT> nel settore maschile e quella dell'AGI nel settore femminile,

.

>L'Agesci ha scelto di non fossilizzarsi su cio` che era l'ASCI degli anni
>'50-'60, ma di tornare indietro al pensiero di BP, al quale si rimane fedeli,

Per Bacco ho passato mezz'ora a cancellare!
Ho visto una "caterba" di: fossilizzarsi, tradizione ed essere fedeli,
credo che B.P. si rivolterebbe nella tomba, se non ci fosse quel
naturale cammino, che qui e in'altri articoli piu' recenti, viene
quasi messo al bando.
Senza conoscere la storia non si cammina nel futuro, ma non ci si puo'
arenare (come la Vittorio Veneto!) sui "banchi di sabbia" della
storia.

Carlo Catalano


never

unread,
May 2, 1997, 3:00:00 AM5/2/97
to

Fabio Albanese wrote:

> e'

> necessita'

> credibilita'

Volevo scrivere (Amen) ma non vorrei che si offendesse nessuno.

Credo che tutto questo discorso si possa benissimo ampliare a tutte

quelle associazioni, sezioni, gruppi che fanno scoutismo a tutti

livelli. Anche per le due (2) associazioni che sono federate (leggi

CNGEI e AGESCI). Troppo spesso si parla di differenze, si descrive

l'altro come senza qualcosa, "non ha confessione", "non ha la formazione

spirituale", oppure "noi abbiamo qualcosa in piu'". Quanti di noi sono

in grado di spiegare correttamente i valori delle 'altre' realta' (non

parlo di associazioni) scout italiane? Quanti prima di noi sono stati in

questa posizione? Quanti di noi hanno partecipato ad attivita' con il

Gei o l'Agesci o altri? Quanti dell'Agesci hanno partecipato ad un

evento Gei? Quanti del Gei hanno *pensato* di accogliere l'invito alla

Route CoCa? Quanti ci verranno?

HO l'impressione che noi (giovani capi di adesso) ci troviamo addosso un

bagaglio di malintesi, disaccordi e fraintendimente che sono cominciati

molto prima che noi e i nostri genitori vedessero la luce del sole. E mi

piacerebbe davvero che le prospettive apparissero piu' rosee per il

futuro....

Una cosa positiva per una 'romantica' come me. Il prossimo Jamboree,

quello in Cile vedra' UNA staff di contingente FIS, in cui le due

associazioni lavoreranno insieme fino in fondo, tenendo conto delle

peculiarita' e dei valori che ciascuno ha da dare. Non sarebbe male per

cominciare il nuovo millennio. *sigh*

barbara

Carlo Catalano

unread,
May 3, 1997, 3:00:00 AM5/3/97
to

Quanti di noi hanno partecipato ad attivita' con il

>Gei o l'Agesci o altri? Quanti dell'Agesci hanno partecipato ad un

>evento Gei? Quanti del Gei hanno *pensato* di accogliere l'invito alla

>Route CoCa? Quanti ci verranno?

Ciao Barbara, premetto che non sono bravo come te, a scrivere e quindi
saro' (molto) piu' breve.
mi sembra che, con le tue domande hai messo con "le spalle al muro"
molte persone, forse pecchi un po' di troppa sicurezza.
Io ci penserei (non e' escluso che sia un comportamento troppo
rispettoso, il mio) prima di essere cosi' categorico nell'accusare,
gli altri di ignoranza verso le altre associazioni.
Ma forse io pecco in buonismo!:-)

Carlo Catalano


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