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Meglio la Coeducazione o l'Intereducazione?

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Giuseppe Noto

unread,
Dec 16, 2003, 10:36:43 AM12/16/03
to
Alla luce dei problemi che si vanno riscontrando sulla difficoltą cresciunta
negli ultimi tempi in associazione queli l'AGESCI che attuano la
coeducazione, spiegatemi perchč la coeducazione offre maggiori vantaggi
dell'intereducazione.


polvansenŠ

unread,
Dec 16, 2003, 11:19:24 AM12/16/03
to
On Tue, 16 Dec 2003 15:36:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>Alla luce dei problemi che si vanno riscontrando sulla difficoltà cresciunta


>negli ultimi tempi in associazione queli l'AGESCI

Mi chiarisci quali problemi?
A quali difficolta' ti riferisci?

> che attuano la coeducazione, spiegatemi perchè la coeducazione


> offre maggiori vantaggi dell'intereducazione.

Mi spieghi la differenza?
Io conosco solo la coeducazione (da capo agesci...)
Mi dici anche chi e` che sostiene la superiorita' di una rispetto
all'altra e in che termini?

Solo per sapere di cosa stiamo parlando.
Grazie,

--
paolo - delfino puntiglioso -
ScoutTAG: Carpi 6 (MO) (AGESCI) MdN

Gino Lucrezi

unread,
Dec 16, 2003, 1:57:27 PM12/16/03
to
On Tue, 16 Dec 2003 15:36:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>Alla luce dei problemi che si vanno riscontrando sulla difficoltà cresciunta


>negli ultimi tempi in associazione queli l'AGESCI che attuano la

>coeducazione, spiegatemi perchè la coeducazione offre maggiori vantaggi
>dell'intereducazione.

Non so a quali problemi tu faccia riferimento.
In generale, si puo` dire che la scommessa fatta dall'ASCI e dall'AGI
nel 1974 sia stata vincente (questo senza nulla togliere ovviamente a
chi invece ha preferito allontanarsi da questa esperienza)

Comunque, molti si domandavano cosa sia l'intereducazione, allora
riporto un brano da un vostro documento che (credo) lo spiega.

Il tutto e` tratto da un file presente su Scoutnet
(ftp://ftp.scoutnet.org/Scoutnet/Scoutnet_Testi/coeduc.zip)

Da "L' associazione italiana guide e scouts d' Europa cattolici":

Gli scouts d' Europa seguono un' impostazione basata su una rigorosa
monosessualita' delle unita' e delle relative pattuglie direttive; le
altre associazioni scout fanno invece perno su una compresenza
bisessuale a tutti i livelli.
In materia si puo' pertanto affermare che gli scouts d' Europa stanno
realizzando qualcosa di completamente nuovo per lo scoutismo italiano:
educare i due sessi in una stessa associazione, attraverso una
formazione unitaria nello spirito e nei principi, ma differenziata nei
mezzi e nelle applicazioni pratiche.
L' associazione pertanto e' strutturata in Sezioni, branche ed unita'
distinte per i due sessi, animate e guidate da dirigenti dello stesso
sesso cui esse si riferiscono; vi sono di conseguenza 6 branche con
altrettante metodologie. Nelle altre associazioni, scoutismo e
guidismo sono stati in pratica unificati ( ed appiattiti ) secondo un
unico modulo interpretativo che non tiene conto ne' delle differenze
ne' delle caratteristiche proprie dei due sessi; di conseguenza le
branche sono di fatto 3 , essendo le metodologie uniche (unisex) per
tutte le branche.
L' apporto formativo che puo' scaturire da incontri tra i 2 sessi
viene perseguito dagli scout d' Europa attraverso alcune e ben
preparate attivita' comuni fra unita' maschili e unita' femminili ;
attivita' appositamente preparate e realizzate mantenendo l' identita'
maschile e femminile delle unita' educative.
Nelle altre associazioni scout il metodo viene' per lo piu' realizzato
in unita' miste di ragazzi e ragazze o nel migliore dei casi in unita'
monosessuali congiunte; le unita' miste costituiscono la maggioranza e
si presentano tra l' altro in crescita a scapito delle monosessuali.
Al pari delle unita' anche le pattuglie (staff N.d.R.) sono miste
come misti sono anche i campi di formazione per i capi e gli incontri
associativi. In alcune associazioni sono esplicitamente previste
pattuglie miste.


Per l'Agesci non c'e` un testo analogo cosi` breve; si puo` leggere il
regolamento, presente anche su
http://www.agesci.org/Download/Documenti_Ufficiali/Regolamento%20Metodologico%20Agesci.pdf

In particolare, gli articoli:
Regolamento interbranca: 11, 12, 22
Regolamento L/C: 4, 15
Regolamento E/G: 4, 20
Regolamento R/S: 4

Per ora posto i riferimenti per la discussione senza alcun mio
commento. Le mie considerazioni in un altro messaggio.

Ciao,
Gino

--
ScoutTag: L'Aquila 3 (AQ) (AGESCI) Inc. Reg. Settore Internazionale

Gilmour

unread,
Dec 16, 2003, 5:56:37 PM12/16/03
to

"Gino Lucrezi" <gino...@lucrezi.net> ha scritto nel messaggio
news:3fdf4da8...@news.scoutnet.org...

> On Tue, 16 Dec 2003 15:36:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
> wrote:

ahhhhhh è uno scout d'europa il noto? vabbè allora si spiega tutto.


Giuseppe Noto

unread,
Dec 16, 2003, 7:04:38 PM12/16/03
to

"> ahhhhhh è uno scout d'europa il noto? vabbè allora si spiega tutto.
>
Posto che non sono uno scout d'Europa, vorrei per cortesia spiegato cosa non
và nell'FSE tanto da concederti questa spocchia?


Gilmour

unread,
Dec 17, 2003, 2:23:50 AM12/17/03
to

"Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:q4NDb.4721$0w.2...@news2.tin.it...
>
> "> ahhhhhh č uno scout d'europa il noto? vabbč allora si spiega tutto.

> >
> Posto che non sono uno scout d'Europa, vorrei per cortesia spiegato cosa
non
> vŕ nell'FSE tanto da concederti questa spocchia?
>
>

beh innanzitutto mancano di ironia come si nota dal tuo messaggio....
scherzo, cavolo che sei permaloso eh?
serio: non li conosco e non ho mai fatto attivitŕ con loro ma da come se ne
parla in zona sembra, ripeto sembra che siano diciamo un poco
fondamentalisti ecco. ripeto perň che personalmente non li conosco quindi
tutti i miei giudizi su di essi sono per forza di cose pčarziali e
"scherzosi".
p.s. ma chi sei?


Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 4:10:55 AM12/17/03
to
> Alla luce dei problemi che si vanno riscontrando sulla difficoltà cresciunta

> negli ultimi tempi in associazione queli l'AGESCI che attuano la
> coeducazione, spiegatemi perchè la coeducazione offre maggiori vantaggi
> dell'intereducazione.

Rispondo da capo cngei con esperienza minima (appena 1 anno e 1 campo di
formazione).
A mio avviso nel terzo millennio e in questa zona del mondo la
coeducazione consiste nell'applicare veramente uno scoutismo femminile.
(Nel cngei non esistono le guide, ma le esploratrici.)
La differenza e` fondamentale, purtroppo non mi ricordo le definizioni
esatte, ma lo scoutismo ha come finalita` l'educazione dei cittadini del
futuro, mentre il guidismo si occuperebbe di educare le mogli e le madri
di questi cittadini futuri. (Cercate i documenti base di WOSM e WAGGGS,
associazioni a cui peraltro l'FSE non aderisce).
Ora il guidismo ha un senso in zone del mondo dove la condizione delle
donne e` di sottomissione all'uomo (vedi paesi dove l'islam e` religione
di stato, oppure l'india per esempio) mentre in Italia (ma piu` in
generale in europa, stati uniti etc) la parita` tra i sessi e` una realta`.
A questo punto continuare a educare diversamente ragazzi e ragazze non
riveste piu` quell'importanza che aveva quando Lady Olave (non vorrei
sbagliarmi) fondo` il guidismo.
Noi nel CNGEI abbiamo una branca Lupetti, una Esploratori/Esploratrici e
una Rover/Rover. Offriamo la stessa proposta educativa sia ai ragazzi che
alle ragazze.
--
Franecsco
Caprone Esuberante
Vice Capo Reparto Pisa 1 CNGEI

Inviato da www.mynewsgate.net

Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 4:47:32 AM12/17/03
to
> beh innanzitutto mancano di ironia come si nota dal tuo messaggio....
> scherzo, cavolo che sei permaloso eh?
E' vero sono molto permaloso. Non ci posso fare niente io provo ad essere
scherzoso. Chissa se prima o poi...

> serio: non li conosco e non ho mai fatto attività con loro ma da come se


ne
> parla in zona sembra, ripeto sembra che siano diciamo un poco
> fondamentalisti ecco

Io invece li ho conosciuti, ho fatto un campo scuola con loro, e sono molto
ben messi, sia come organizzazione sia come formazione e competenza.


> p.s. ma chi sei?
Sono un capo scout


polvansenŠ

unread,
Dec 17, 2003, 5:43:55 AM12/17/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 09:10:55 GMT, "Caprone Esuberante"
<capronee...@katamail.com> wrote:

>lo scoutismo ha come finalita` l'educazione dei cittadini del
>futuro, mentre il guidismo si occuperebbe di educare le mogli e le madri
>di questi cittadini futuri.

Ma veramente?
Il guidismo educa ad essere buone femmine di scout?
Oh, mi suona un po' strano. Se e` vero passo subito al gei ^___^

Andrea Kotter

unread,
Dec 17, 2003, 5:43:50 AM12/17/03
to

Gino Lucrezi <gino...@lucrezi.net> scritto nell'articolo
<3fdf4da8...@news.scoutnet.org>...


>
> Comunque, molti si domandavano cosa sia l'intereducazione, allora
> riporto un brano da un vostro documento che (credo) lo spiega.
>
> Il tutto e` tratto da un file presente su Scoutnet
> (ftp://ftp.scoutnet.org/Scoutnet/Scoutnet_Testi/coeduc.zip)
>
> Da "L' associazione italiana guide e scouts d' Europa cattolici":
>

Ho letto il testo e mi ha rattristato un po'. Mi auguro che questo non
riassuma sostanzialmente la posizione della FSE sul tema, e che vi sia
invece una maggiore articolazione.

Capisco che per tutte le minoranze vi sia la tentazione di autodefinirsi in
termini di alterità e contrapposizione rispetto alla maggioranza, ma B.P.
ha insegnato a noi scout a darci regole positive e propositive, non
negative. Oltre al fatto che comunque, e tanto più in tema di educazione,
sarebbe bello prendere posizioni _per_ qualcosa, invece che _contro_
qualcosa. Per non toccare il tema del rispetto tra associazioni scout.
Questo testo FSE invece definisce il proprio approccio non in base ai
meriti intrinseci dello stesso (cioè _per_), ma sostanzialmente parlando
male (cioè _contro_) del metodo applicato da altri (lo scoutismo e il
guidismo sono "appiattiti"... "nel migliore dei casi"...). Su un testo di
31 righe, 17, cioè la maggioranza, sono destinate a descrivere
negativamente e, tra l'altro, imprecisamente ed incompletamente, ciò che
altri fanno, quando avrebbero potuto essere usate per descrivere in maggior
dettaglio ciò che la FSE fa e come mai è tanto positivo.

Peccato. Se qualche capo appartenente a quell'associazione legge questo
newsgroup, sarebbe bello se ci dicesse qualcosa di più, perchè come ho
detto sopra, spero proprio che il loro approccio sia più articolato di
questo triste attacco al metodo usato da altri.

Buona strada,

Andrea

Gilmour

unread,
Dec 17, 2003, 6:50:58 AM12/17/03
to
In article <UCVDb.4657$wM.3...@news1.tin.it>, pepp...@tin.it says...
>

>
>
>> p.s. ma chi sei?
>Sono un capo scout


si va beh, ma di che razza? (č scherzoso razza eh?)

- Agesci
- Verdi (CNGEI) (mi siete simpatici, peccato che qui non siete molto diffusi altrimenti...)
- FSE
- Assoraider
- Associazione autoproclamatosi scout tipo Orsetti padani
- altro a piacere

Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 7:29:35 AM12/17/03
to

> Ma veramente?
> Il guidismo educa ad essere buone femmine di scout?
> Oh, mi suona un po' strano. Se e` vero passo subito al gei ^___^

Be' forse ho un filino esagerato (ma non troppo) e di sicuro la frase "mogli
e madri" è presente nelle finalità del Guidismo di WAGGGS (che comprende
Guidismo e Scoutismo femminile).

Comunque (almeno per come ce l'hanno spiegato ad agosto al Corso di Primo
Livello della formazione GEI) il guidismo attualmente ha la funzione molto
importante di permettere di portare all'interno del movimento scout ragazza
che vivendo in paesi dove la parità tra i sessi non è ancora stata raggiunta
uno scoutismo femminile sarebbe impossibile.

Chioccia comprensiva

unread,
Dec 17, 2003, 7:53:20 AM12/17/03
to

> Ma veramente?
> Il guidismo educa ad essere buone femmine di scout?
> Oh, mi suona un po' strano. Se e` vero passo subito al gei ^___^

Oggi come oggi non so, alle origini sicuramente.... (vedi sotto...)

Mettiamola in questo modo in Agesci alle ragazze che vivono l'esperienza
scout viene dato il nome guide.
Nome dato da B.P. fin dalla nascita del movimento femminile e che aveva un
suo significato..... significato che per alcuni oggi non ha molto senso.
Sicuramente il ruolo delle ragazze è cambiato...... e spero che la nostra
formazione non abbia il diventare buone madri e mogli come UNICO fine.....
E altrettanto sicuramente il modello proposto in Agesci a ragazzi e ragazze
è lo stesso (io ho fatto l'esperienza di reparti monosessuali ma paralleli
con un'unica Alta Sq, ma tantissime attività venivano fatte insieme e le
differenza erano comunque minime....)
In quest'ottica che significato diamo oggi al nome "Guide" che continuiamo a
usare?


[Dal Taccuino "Programma per "Ragazze Guide" tratto da "Headquarters
Gazette", Novembre 1909]

Una proposta di formazione del carattere per le ragazze.
La qualità importante di cui il paese ha bisogno è il "carattere". Esso non
può essere insegnato collettivamente nelle scuole ma dipende in gran parte
dalla formazione individuale data dalla madre.Ma quando è la stessa madre
che manca di carattere i bambini hanno poche possibilità di formarselo.
Se vogliamo che i futuri uomini del nostro paese siano di carattere -e ciò è
la sola garanzia di sicurezza per la nazione- è anzitutto essenziale che le
madri e le future mogli (le GUIDE di quegli uomini) siano anch'esse donne di
carattere.
La formazione prevista per esploratori, se si adatta più o meno bene a tutti
i ragazzi quale sia la loro estrazione sociale non si adatta ugualmente a
tutte le ragazze anche quando venga modificata a seconda della differenza di
sesso.
Con le ragazze la formazione scout dev'essere impartita con grande cautela :
non si vuol certo di ragazze a modo fare dei ragazzacci, ma invece si vuole
attrarre la ragazza dei quartieri poveri e quindi toglierla dal rigagnolo.Lo
scopo principale è di dare a tutte la capacità di essere madri migliori e
"guide" per la prossima generazione.
Perciò, perchè la formazione delle guide sorta i migliori effetti è
essenziale che si pensi a organizzare una buona supervisione.Coi ragazzi, lo
scautismo è stato in larga misura adottato spontaneamente dai ragazzi stessi
che in seguito hanno convinto adulti ad assumere la loro responsabilità come
capi, formando comitati locali per un miglior funzionamento.La procedura
opposta sarebbe quella giusta nel caso delle ragazze: ed è per questo che
finora mi sono astenuto dal incoraggiare ragazze a darsi allo scautismo (e
cciò nonostante ben 6000 di esse vi si sono già date!)
"Ragion d'essere delle guide"
La Nazione è in piena decadenza sia morale che fisica:le prove sono anche
troppo evidenti.La decadenza è arrestabile se affrontata in tempo:in gran
parte essa è dovuta all'ignoranza o alla passività delle madri che esse
stesse non hanno mai ricevuto un'educazione.
Difetti fisici che possono essere in larga proporzione prevenuti hanno
un'enorme diffusione.
L'educazione morale è lasciata dalle mamme agli insegnanti.
Le ragazze devono essere collaboratrici e compagne piuttosto che bambole:La
loro influenza nella vita futura nelle azioni e nelle qualità degli uomini è
grandissima; esse divengono le guide degli uomini e perciò necessitano di
formazione del carattere altrettanto quanto i ragazzi.
Il bighellonaggio l'attesa di un colpo di fortuna la mancanza di senso del
economia l' instabilità sono difetti sempre più diffusi tra i nostri
uomini.E così pure, anche se forse non ancora in ugual misura, tra le
donne.Buone cameriere sono difficili da trovare le case sono mal tenute i
bambini male allevati.C'è un grande spreco di vita tra le donne di ogni
classe.
Al giorno d'oggi si vedono le strade affollate dopo le ore di lavoro e nelle
stazioni balneari o termali si accalcano ragazze abbigliate con eccessiva
ricercatezza che oziano e imparano a vivere vite senza scopo ne profitto;
mentre invece se un modo attraente di vita venisse loro proposto il loro
entusiasmo sarebbe tale da condurle immediatamente a dedicarsi con zelo a
utili attività.

[Taccuiono "Perchè si chiamano Guide", Jamboree ottobre1921]

Recentemente mi è stato chiesto perchè avessi scelto il nome di guide per il
movimento delle ragazze invece di chiamarle "Girl Scouts" [n.d.r "Girl
Scouts", ovvero esploratrici è il nome dello scautismo femminile
americano.In questo brano B.P. critica la scelta americana, senza nominarla
espressamente]
Ebbene la mia idea era questa.Oggi le donne si sono conquistate negli affari
del mondo una parte assai maggiore che in passato.Tale evoluzione oltre ad
essere nuova per loro è anche un vantaggio palpabile per il progresso umano.
La formazione delle guide è strutturata in modo da preparare la giovane
generazione assumersi questa accresciuta responsabilità.C'è tuttavia da
sperare che la nuova mentalità delle donne non cambieranno la loro mentalità
al punto da indurle a dimenticare i loro speciali poteri-doveri in quanto
donne.
Uno dei più grandi tra questi è la forte influenza verso il bene che esse
possono se vogliono esercitare sugli uomini.
Tale influenza può essere rafforzata dal miglior cameratismo che deriva da
una una più larga esperienza di vita, ma può essere indebolita
dall'intrusione in quello che è decisamente eil settore degli uomini.
Le capacità di creare un focolare e di formare un carattere che sono aun
tempo privilegio e responsabilità delle donne sono oggi richieste più che
mai così come lon sono la tenera simpatia il paziente coraggio e la
tranquilla dignità che aiuta un uomo e rialza il livello della sua
cavalleria.Perciò il valore di una donna in gamba nel mondo è più alta che
mai sia in quanto consigliera che come compagna dell' uomo
Il termine guidare sembra riassumere in una parola l'alta missione della
donna come madre come moglie e come cittadina.Il nome di guida è quindi il
migliore che possa essere dato a una ragazza quale alto richiamo all'ideale
cui essa si sta preparando.
Questo valore sarebbe perduto e lo scopo svilito se si usasse il termine
"scout".Ciò significherebbe niente di più che l'imitazione del movimento dei
ragazzi senza uno scopo o un'idea ulteriori e inviterebbe le ragazze a
seguire un modello altrui piuttosto che assumerne uno loro proprio a
idebolire la loro posizione anzichè a rafforzarla come la vita moderna
richiede.


Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 8:28:29 AM12/17/03
to
Vedo che la discussione sta prendendo piede. Solo che sta andando in alcuni
casi fuori dalla retta via. La mia discussione riguardava coeducazione vs
intereducazione.

Nel pomeriggio invio un punto i dista molto importante ... di un Papa.


Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 8:41:18 AM12/17/03
to
> Nel pomeriggio invio un punto di vista molto importante ... di un Papa.

Un punto di vista rimane un punto di vista. Per me che lo abbia detto un
papa o un antipapa e` uguale. Non tutti qui sono cattolici, esistono anche
gli atei e fortunatamente hanno lo stesso diritto di tutti a essere scout.
Personalmente sono ateo e laicista.

Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 9:16:10 AM12/17/03
to
> Non tutti qui sono cattolici, esistono anche
> gli atei e fortunatamente hanno lo stesso diritto di tutti a essere scout.
> Personalmente sono ateo e laicista.
Non ti ho mica detto che non puoi essere uno scout solo perchè sei ateo e
laico. solo che mi devi permettere di segnalarti l'articolo che un mio
lupetto ha scritto guardando il mondo con l'innocenza che ad un adulto alle
volte (forse sempre) manca:

"Creata a immagine e somiglianzà dell'ingegnere che l'ha costruita... un
certo dio.

Possiede un computer che a differenza dei comuni PC, sa col tempo migliorare
le sue prestazioni. Questo computer riesce a gestire due telecamere di
ultima generazione che non funzionano a elettricità e riesce an

che a far stare in piedi l'intera struttura che ha una intelaiatura composta
di calcio. Il tutto non funziona ad energia elettrica, ma è alimentato da
acqua e cibo.

A differenza delle altre macchine sa pensare e parlare.

<A differenza delle altre macchine...> non è 'una macchina ma la più
sofisticata creatura presente sulla terra: "è il corpo umano"! Le sue
potenzialità sono infinite e gli ingegneri oggi non sono

in grado, con le più avanzate tecnologie, di riprodurlo. Credete davvero che
un essere così stupendo e perfetto possa essere frutto del caso o tuttalpiù
discendere da un essere spiritualmente limitato come la scimmia?! O è invece
la prova che esiste una persona le cui capacità sono tali da aver realizzato
questa stupenda opera? Un mio carissimo amico, che chiamo Baloo, mi ha
suggerito che "questo superingegnere"... si chiama Dio!"

Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 9:40:17 AM12/17/03
to
Ho avuto modo di leggere quanto riportato nei documenti dell'FSE e quanto
riportato nei documenti AGESCI. Io non sto qui a sindacalizzare o
colpevolizzare questa o quell'associazione sul metodo seguito; perché tra
tutte le associazioni presenti in Italia, allora dovremmo tenere solo il
CNGEI!
Io dico solo che un'associazione confessionale (come FSE, AGESCI,
SSB, e altre presenti) concedono una pių completa formazione educativa ai
ragazzi/e che il buon Dio affida loro. Quindi lo scoutismo quale mezzo
d'educazione di Uomini e Donne (badate bene non di maschi e femmine!) ma che
non dimentichi l'aspetto spirituale (lo raccomanda anche B.P.), in Italia
quello cattolico. Soprattutto questa impostazione va' realizzata in una etā
contemporanea di continua scristianizzazione dell'Europa; questo cammino,
che si pone gli obbiettivi sopra enunciati non possono quindi prescindere
dalle indicazioni del Magistero della Chiesa, che ricordo a tutti essere la
depositaria della Veritā; e allora basta andare a dare una lettura
all'enciclica di Pio XI "Divini illius Magistri" sull'educazione cristiana
della gioventų per capire molte cose. In oltre nel documento dell'FSE
vengono ben poste delle differenze tra l'educazione che si propone ai
ragazzi rispetto a quella che si propone alle ragazze, ma non solo si indica
pure che per una corretta formazione civica si prevedono dei momendi
d'attivitā comunitarie. Credo sia indubbio che le appartenti al sesso
femminile (erroneamente definito debole, sfido ogni uomo a partorire,
cucinare, educare i figli, e anche lavorare!) abbiamo per natura delle
caratteristiche diverse da quelle che posseggono gli appartenenti al sesso
maschile; prima tra tutte le anche; in qualsiasi libro di biologia si legge
che le donne hanno una struttura ossea differente da quella dell'uomo; non
sto affermando che la loro sia pių debole rispetto a quella maschile, ma
diversa, in grado all'occorrenza di allargare il bacino per fare posto al
feto in formazione; continuando sulle differenze dieci anni fa' circa gli
scienziati scoprirono che le donne hanno pių cervello degli uomini, hanno
maggiore grazia nei movimenti (prendete due adolescenti di 12 anni un
maschio ed una femmina, vedrete che il primo userā un comportamento, delle
movenze molto pių rozze della seconda, che compirā movimenti molto pių
dolci). Quindi come pretendere di educare due appartenenti a mondi diversi,
alla stessa maniera? In questo modo si rischia solo di snaturalizzare sia
l'uno che l'altro. La volontā di educare uomo e donna alla stessa maniera,
facendo fare a tutti le stesse cose prende piede da un movimento filosofico,
il naturalismo, che ha creato molti pių danni che benefici, ne sono un
valido esempio i milioni di morti procurati dai regimi totalitari che
affondano le loro radici in questa filosofia.
Si legge nella enciglica Divini illius Magistri "[...]poiché l'educazione
consiste essenzialmente nella formazione dell'uomo, quale egli deve essere e
come deve comportarsi in questa vita terrena per conseguire il fine sublime
per il quale fu creato, č chiaro che, come non puō darsi vera educazione che
non sia tutta ordinata al fine ultimo, cosė, nell'ordine presente della
Provvidenza, dopo cioč che Dio ci si č rivelato nel Figlio Suo Unigenito,
che solo č "via e veritā e vita", non puō darsi adeguata e perfetta
educazione all'infuori dell'educazione cristiana.
La storia č testimone come, segnatamente nei tempi moderni, sė sia data e si
dia da parte dello Stato violazione dei diritti conferiti dal Creatore alla
famiglia, laddove essa dimostra splendidamente come la Chiesa li ha sempre
tutelati e difesi; e la miglior prova di fatto sta nella fiducia speciale
delle famiglie verso le scuole della Chiesa, come scrivemmo nella recente
Nostra lettera al Cardinale Segretario di Stato: "La famiglia si č subito
accorta che č cosė, e dai primi giorni del Cristianesimo fino ai giorni
nostri, padri e madri, anche se poco o nulla credenti, mandano e portano i
loro figli agli istituti educativi fondati e diretti dalla Chiesa" (Lettera
al Cardinale Segretario di Stato, 30-5-1929).
Non si deve mai perdere di vista che il soggetto dell'educazione cristiana č
l'uomo tutto quanto, spirito congiunto al corpo in unitā di natura in tutte
le sue facoltā, naturali e soprannaturali, quale ce lo fanno conoscere la
retta ragione e la Rivelazione: pertanto, l'uomo decaduto dallo stato
originario, ma redento da Cristo e reintegrato nella condizione
soprannaturale di figlio adottivo di Dio, benché non nei privilegi
preternaturali della immortalitā del corpo e della integritā o equilibrio
delle sue inclinazioni. Restano quindi nella natura umana gli effetti del
peccato originale, particolarmente l'indebolimento della volontā e le
tendenze disordinate.

"La stoltezza č legata al cuore del fanciullo e la verga della disciplina la
scoterā di dosso" (Prov. XXII, 15). Sono dunque da correggere le
inclinazioni disordinate, da promuovere e ordinare le buone, fin dalla pių
tenera infanzia, e soprattutto si deve illuminare l'intelletto e fortificare
la volontā con le veritā soprannaturali, e i mezzi della grazia, senza i
quali non si puō né dominare le perverse inclinazioni, né raggiungere la
debita perfezione educativa della Chiesa, perfettamente e compiutamente
dotata da Crėsto della dottrina divina e dei Sacramenti, mezzi efficaci
della grazia.

Falso č perciō ogni naturalismo pedagogico, che in qualsiasi modo escluda o
menomi la formazione soprannaturale cristiana nell'educazione della
gioventų; ed č erroneo ogni metodo di educazione che si fondi, in tutto o in
parte, sulla negazione o dimenticanza del peccato originale e della Grazia e
quindi sulle sole forze dell'umana natura. Tali sono generalmente quei
sistemi odierni di vario nome, che si appellano ad una pretesa autonomia e
libertā sconfinata del fanciullo e che sminuiscono o anche sopprimono
l'autoritā e l'opera dell'educatore, attribuendo al fanciullo un primato
esclusivo d'iniziativa ed una attivitā indipendente da qualsiasi legge
superiore naturale e divina, nell'opera della sua educazione.

Questo č tutto


Andrea Malfatti

unread,
Dec 17, 2003, 10:05:44 AM12/17/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 13:28:29 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>Vedo che la discussione sta prendendo piede. Solo che sta andando in alcuni

Forse sta uscendo dalla retta via perche' mentre per coeducazione
molti sanno cosa si intende altrettanto non si puo' dire per
intereducazione e soprattutto non sapendo da che associazione provieni
non sappiamo neanche se l'interpretazione che ci ha dato Gino Lucrezi
sia quella che intendevi tu.

In altre parole se si sta andando fuori strada in buona parte e' colpa
tua!
--
Buona Strada
Andrea Malfatti
ScoutTAG: Roma 129/136 (RM) (AGESCI) Ex capo

Andrea Kotter

unread,
Dec 17, 2003, 10:11:16 AM12/17/03
to

Giuseppe Noto <pepp...@tin.it> scritto nell'articolo
<1SYDb.5555$wM.3...@news1.tin.it>...


> Vedo che la discussione sta prendendo piede. Solo che sta andando in
alcuni
> casi fuori dalla retta via. La mia discussione riguardava coeducazione vs
> intereducazione.
>

Mi dispiace che ti sembri che la discussione stia andando fuori dalla retta
via. Forse ciò dipende dal fatto che una "tua" discussione non esiste. Se è
"tuo" è un monologo, non una discussione. Se è una discussione, è "nostra".
Se vuoi essere matematicamente sicuro che nulla vada fuori dalla retta via,
attienti ai monologhi.

Ciò detto, ti racconto questa:

un tale capita in una scuola per ciechi e dice: "vi propongo una
discussione. Confrontiamo la musica classica con la pittura
impressionista". La discussione inizia. Dopo un po' il tale dice: "mi pare
che stiamo andando fuori dalla retta via".

In altre parole, come puoi pretendere che qui si parli di coeducazione vs
intereducazione? Qui ci sono capi e rover AGESCI, e una nutrita minoranza
GEI. Non si sa di che associazione fai parte tu, non si sa se ci sia
qualcuno della FSE che legge; in ogni caso, è lecito presumere che tutti i
lettori sappiano cos'è la coeducazione, ma questa "intereducazione" che
roba è? L'hai tirata fuori tu. Io, sarò ignorante, ma non so cos'è, il
minimo che potresti fare è spiegarlo tu, che cos'è, visto che ci tieni a
parlarne.
Invece, da te neanche una riga di spiegazione. Gino Lucrezi posta un
messaggio "Cosa sono la coeducazione e l'intereducazione?"; tu non
rispondi. Nota che potremmo forse supporre che questa cosidetta
"intereducazione" sia il sistema usato dalla FSE, ma è una supposizione,
perchè nelle poche righe postate da Gino (non da te), non si parla di
"intereducazione".

Quindi, riassumendo. Se vuoi che si parli di intereducazione e la si
confronti con la coeducazione, fai il favore di spiegare cos'è. E giacchè
ci sei esponi anche la tua posizione in merito. Mi sembra una questione di
elementare cortesia. Grazie.

Andrea Kotter

unread,
Dec 17, 2003, 10:11:18 AM12/17/03
to

Giuseppe Noto <pepp...@tin.it> scritto nell'articolo

<lVZDb.5897$wM.3...@news1.tin.it>...

>
> Falso č perciň ogni naturalismo pedagogico, che in qualsiasi modo escluda


o
> menomi la formazione soprannaturale cristiana nell'educazione della

> gioventů; ed č erroneo ogni metodo di educazione che si fondi, in tutto o


in
> parte, sulla negazione o dimenticanza del peccato originale e della
Grazia e
> quindi sulle sole forze dell'umana natura. Tali sono generalmente quei
> sistemi odierni di vario nome, che si appellano ad una pretesa autonomia
e

> libertŕ sconfinata del fanciullo e che sminuiscono o anche sopprimono
> l'autoritŕ e l'opera dell'educatore, attribuendo al fanciullo un primato
> esclusivo d'iniziativa ed una attivitŕ indipendente da qualsiasi legge


> superiore naturale e divina, nell'opera della sua educazione.
>
> Questo č tutto
>

Tutto? Sě, tutto fuori tema.

Ci avevi promesso un parere di un papa sul tema della coeducazione vs.
intereducazione. Hai riportato un ampio brano di una enciclica papale. Non
una riga di tale brano conteneva neppure un vaghissimo accenno al problema
di educare separatamente o meno, differentemente o meno, ragazzi e ragazze.
Vi si parla di metodi educativi, ma non della questione in oggetto.

Quindi, invece di citare pareri papali che non c'entrano per niente, perchč
non ci dici qual č il tuo, di pareri? Cos'č questa intereducazione? Qual č
il metodo usato dalla tua associazione? Perchč sarebbe migliore di altri? E
qual č, a proposito, la tua associazione, visto che non sei dell'AGESCI,
non sei del GEI, non sei della FSE? Attendiamo con ansia esaurienti
risposte.

Luca Sasdelli

unread,
Dec 17, 2003, 10:25:26 AM12/17/03
to
Giuseppe Noto wrote:

> che l'altro. La volontà di educare uomo e donna alla stessa maniera,


> facendo fare a tutti le stesse cose prende piede da un movimento

> filosofico, il naturalismo, che ha creato molti più danni che


> benefici, ne sono un valido esempio i milioni di morti procurati dai
> regimi totalitari che affondano le loro radici in questa filosofia.

Ciao Giuseppe,

(scout di S. Benedetto, per chi l'aveva chiesto e al quale non avevi
risposto)

ogni tanto ricompari e provochi. E bravo :-)

Questo estratto del lungo post che hai scritto, e che palesemente non e'
tutta farina del tuo sacco, e' piuttosto singolare: parti da un principio di
educazione e, con un sillogismo estremamente ardito, giungi a milioni di
morti ammazzati.

Spero che ti renda conto dell'ingente quantita' di variabili che si pongono
fra l'una e gli altri. Questo "ragionamento" mi sembra piu' vicino alla
teoria del caos (la farfalla che batte le ali in Cina e che scatena un
uragano nel Pacifico) che ad un dato oggettivo e verificabile che, per
inciso, potrebbe davvero servire a qualcosa.

Non proseguo oltre, visto il palese scopo provocatorio a senso unico di
questo, come dei tuoi precedenti interventi, che rende impossibile un
confronto costruttivo.

Giuseppe, parlando molto sinceramente, non sei cattivo; pero' ti comporti
come se cercassi di negare quel 5% (come minimo) che di buono hai. Un
confronto si opera mettendosi in gioco per un certo margine personale:
purtroppo, come gia' ho avuto modo di dirti, non lasci alcuno spazio
all'ascolto e ti limiti a funzionare per dogmi.

Praticamente la differenza fra te ed un predicatore televisivo e' pressoche'
nulla.

Dal mio punto di vista, ogni confronto perso e' un vero peccato, perche' non
permette di misurarsi con la propria realta' di persone umane, raziocinanti,
fallibili e ben lungi dalla perfezione, all'ombra della quale ti collochi
ogni volta che intervieni.

Riflettici su.

P.S.: attendo con ansia (e non sono l'unico) di sapere cosa tu intenda per
Intereducazione, nonche' il messaggio del Papa che avevi annunciato.

Ciao
Luca
formica selvatica
CG San Lazzaro La Mura 2° (BO)


Luca Sasdelli

unread,
Dec 17, 2003, 10:37:20 AM12/17/03
to
Andrea Kotter wrote:

> ma questa "intereducazione" che roba è? L'hai tirata fuori tu. Io,

Ricerchina su gugol:

http://web.infinito.it/utenti/m/mastazi/intereducazione.htm

Interessante il fatto che Giuseppe abbia lanciato il tema, ma che siamo
stati obbligati dai suoi silenzi ad andarci a cercare le informazioni (SSB e
FSE).
Sara' mica un gioco di Kim?

Gino Lucrezi

unread,
Dec 17, 2003, 11:04:32 AM12/17/03
to
On Tue, 16 Dec 2003 22:56:37 GMT, "Gilmour" <da...@libero.it> wrote:

>ahhhhhh è uno scout d'europa il noto? vabbè allora si spiega tutto.

Non so di che associazione faccia parte (purtroppo non si firma con lo
ScoutTag...) pero` ho riportato il punto di vista della FSE che a se
non sbaglio ha inventato il termine "intereducazione"

polvansen©

unread,
Dec 17, 2003, 12:03:58 PM12/17/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 12:50:58 +0100 (CET), da...@libero.it (Gilmour)
wrote:

>>> p.s. ma chi sei?
>>Sono un capo scout
>
>si va beh, ma di che razza? (č scherzoso razza eh?)

Associazione guide e scout di San Benedetto
http://www.scoutsanbenedetto.it/

polvansen©

unread,
Dec 17, 2003, 12:08:10 PM12/17/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 16:25:26 +0100, "Luca Sasdelli"
<myn...@sasdelli.it> wrote:

>Giuseppe, parlando molto sinceramente, [cut]

Eh Luca,
qui il problema e` un altro: sta nella vecchia differenza tra chi
"c'e`" e chi "ci fa".
I primi, a differenza dei secondi, non hanno colpa...
A quali apparterra' il nostro amico?
Ai posteri l'ardua sentenza.

Luca Sasdelli

unread,
Dec 17, 2003, 12:13:58 PM12/17/03
to
polvansen© wrote:

> qui il problema e` un altro: sta nella vecchia differenza tra chi
> "c'e`" e chi "ci fa".

Cioe' vorresti dire che, stando alla seconda ("ci fa"), si prende la briga
di scrivere/ricopiare post interminabili, nonche' di collezionare figuracce
per il solo gusto di trollare?

Ma cosi' si torna dritti alla prima ipotesi ...:-)

polvansenŠ

unread,
Dec 17, 2003, 12:29:44 PM12/17/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 13:53:20 +0100, "Chioccia comprensiva"
<nesa...@virgilio.it> wrote:

>Il termine guidare sembra riassumere in una parola l'alta missione della
>donna come madre come moglie e come cittadina.Il nome di guida è quindi il
>migliore che possa essere dato a una ragazza quale alto richiamo all'ideale
>cui essa si sta preparando.

Insomma:
uomo ---> buon cittadino
donna ---> buona madre, moglie E cittadina.
Come al solito le donne lavorano il triplo!

^___________^

Raffaele Fiume

unread,
Dec 17, 2003, 6:55:15 AM12/17/03
to
"Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:fEFDb.1694$wM.8...@news1.tin.it...

> Alla luce dei problemi che si vanno riscontrando sulla difficoltà
cresciunta
> negli ultimi tempi in associazione queli l'AGESCI che attuano la
> coeducazione, spiegatemi perchè la coeducazione offre maggiori vantaggi
> dell'intereducazione.

Trollallero trollalla' la grammatica dove sta?


--

Fraternamente,
Raffaele Fiume

...ScoutTag: Napoli 7 (NA) (AGESCI) Inc. Reg. Organizzazione

Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 1:13:54 PM12/17/03
to

Sulla base di quanto detto da Pio XI, allora, č chiaro comprendere come la
coeducazione, figlia della filosofia naturalista, non sia una soluzione,
poichč di elaborazione umana, che pretende di mettersi al posto di Dio sulla
modalitā di educazione dei ragazzi/e. Ragazzi e ragazze, proprio per la loro
differenza struturale, psichica, mentale, ed altro, non possono essere
educati allo stesso modo. Non possiamo educare un ragazzo ed una ragazza
facendo fare ad entrambe la maglia come lavoro di mani abili, cosė come non
possiamo educare una bambina di 8-9 anni facendola giocare a football
lupetto.
La prospettiva dell'intereducazione, proprio per la sua corrispondenza al
magistero della Chiesa, si pone quale unica metodologia educativa. Tant'č
che anche l'AGESCI concede ai gruppi la possibilitā di costituire unitā solo
maschili e solo femminili, con l'impegno di prevedere momenti d'attivitā in
comune.

L'ultima parte era quella che avevo dimenticato ad inserire, me ne scuso,
perchč č quella che fa comprendere il discorso (anche il richiamo
all'enciclia di Pio XI).

Buona Caccia


mamba

unread,
Dec 17, 2003, 1:14:31 PM12/17/03
to

> >
> >si va beh, ma di che razza? (č scherzoso razza eh?)
>
> Associazione guide e scout di San Benedetto
> http://www.scoutsanbenedetto.it/

FASCI

mamba


Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 1:16:24 PM12/17/03
to
Ho risposto ed esposto contenuto e posizione sull'intereducazione


Luca Sasdelli

unread,
Dec 17, 2003, 1:38:08 PM12/17/03
to
Giuseppe Noto wrote:
> Ho risposto ed esposto contenuto e posizione sull'intereducazione

Si, ma non e' la *tua* posizione.

Se postassi il *tuo* punto di vista si potrebbe discutere, ma che senso ha
postare cio' che e' stato scritto da altri ed e' interpretabile a piacere?
Mi fai venire in mente la Flat Earth Society www.flat-earth.org.

La mia opinione e' che cio' che esponi con inutile magniloquenza, con cio'
che viene proposto in Agesci, cosi' come seguendo un qualsiasi pensiero
vagamente pedagogico, c'entra come i cavoli a merenda; o, quantomeno,
evidenzia il fatto che, contestando mele con pere, dimostri di non sapere di
cosa stai parlando.

Vorrei sapere da te le *tue* considerazioni *personali* rispetto a cio' che
viene proposto in Agesci (dico Agesci perche' e' la realta' in cui vivo - e
che stai contestando -, non per limitare la discussione).

E' cosi' difficile da capire?

Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 2:41:33 PM12/17/03
to
Credevo che la mia posizione rispetto alla questione fosse chiaro; massimo
rispetto per tutte le associazioni, solo che a mio avviso in AGESCI manca
una perfetta coerenza con il magisterero da me esposto a supporto
dell'intereducazione. Spero con questo di non scatenare atttacchi a valanga,
perchč la mia vuole essere una vera discussione, e non una provocazione.


Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 2:46:03 PM12/17/03
to
> FASCI

Ma che cavolo stai dicendo? Uno che fa parte degli Scout San Benedetto è un
fascista? Solo perchè abbiamo come obbiettivo una nuova implantatio
evangelica nelle giovani generazioni, vuol dire che siamo fascisti? Solo
perché siamo cattolici vuol dire che siamo fascisti? Mi pare che anche FSE e
AGESCI si definiscono cattolici... sono anche loro fascisti? mi sembra
riduttivo! Non fare lo stesso errore che facevo io tempo fa, e che
frequentando il NG o corretto di ritenere l'AGESCI composta da membri
sinistrorsi

Fraternamente
Akela


Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 4:19:09 PM12/17/03
to
> Io dico solo che un'associazione confessionale (come FSE, AGESCI,
> SSB, e altre presenti) concedono una più completa formazione educativa ai

> ragazzi/e che il buon Dio affida loro.

Questa me la devi dimostrare.

Inoltre, noi del GEI educhiamo insieme ragazzi e ragazze perchè nella
società dovranno VIVERE insieme!

Oppure ti sfugge 'sto particolare?

Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 4:23:33 PM12/17/03
to
> suggerito che "questo superingegnere"... si chiama Dio!"

a parte il fatto che non c'entra con quanto stiamo discutendo, per me dio non
esiste. E' inutile che tu mi citi i tuoi cattolicissimi lupetti.

Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 4:28:06 PM12/17/03
to
L'ho letto ma insomma un po' una roba da inizio '900!
SIAMO NER DUMILA!

Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 4:36:54 PM12/17/03
to
Ho letto il manifesto dell'FSE sull'intereducazione e mi ha colpito una
tesi.
Secondo quanto vi era esposto in un reparto misto un Capo Pattuglia
sarebbe tentatissimo di lasciar perdere i più piccoli per andare dietro
alle altre ragazze del reparto.

A parte il fatto che non credo che i miei capi pattuglia abbiano bisogno
degli scout per trovari due ragazzotte, e che quindi quando vengono a
riunione o in gita vengano per lo scoutismo, io ho molta più fiducia in
loro di quanta ne dovrei avere se le cose stessero come dicono gli FSE. I
mei CP (ma anche le mie CP se è per questo) sono abbastanza maturi per
sapere cosa lo staff di reparto (Il CR è una ragazza....) si aspetta da
loro, e abbastanza seri da andar dietro alle ragazze quando è il momento
in cui possono farlo, e stiano dietro alle loro PTG quando gli è
richiesto.

Caprone Esuberante

unread,
Dec 17, 2003, 4:47:36 PM12/17/03
to
> Posto che non sono uno scout d'Europa, vorrei per cortesia spiegato cosa non
> và nell'FSE tanto da concederti questa spocchia?

Per esempio che non sono riconosciuti a livello internazionale, la loro
proposta educativa e la formazione dei loro capi non ha nessuna forma di
controllo da parte di WOSM (World Organization of Scout Movement) e di WAGGGS
(World Association of Girl Guide and Girl Scout). L'educazione dei ragazzi e
la formazione dei capi nel CNGEI e (mi piange il cuore nel doverlo dire...
maledetti cugini blu cielo ^_________^ SCHERZO!!!) dell'AGESCI sono
verificate a livello internazionale da figure arcane chiamate COMMISSARI
INTERNAZIONALI (ne ho uno di WAGGGS nella mia sezione) che vigilano sulla
corretta applicazione del METODO SCOUT!
Tutte cose che in FSE, ASSORAIDER e ORSETTI PADANI mancano.

Giuseppe Noto

unread,
Dec 17, 2003, 5:58:01 PM12/17/03
to

> a parte il fatto che non c'entra con quanto stiamo discutendo, per me dio
non
> esiste. E' inutile che tu mi citi i tuoi cattolicissimi lupetti.

Dovrete essere come bambini per entrare nel regno dei cieli


Caprone Esuberante

unread,
Dec 18, 2003, 2:14:17 AM12/18/03
to
> Dovrete essere come bambini per entrare nel regno dei cieli

Cosa intendi? Tu mi sembri molto simile a un bmbino, capriccioso, infantile....

Prova a pensare che per me la bibbia e il vangelo non sono nulla di più che bei
libri, ma non sono insenamenti di vita.

--
Francesco

Gilmour

unread,
Dec 18, 2003, 2:17:42 AM12/18/03
to

"polvansen©" <1g7w...@sneakemail.com> ha scritto nel messaggio
news:3fe08c2c...@news.scoutnet.org...

> On Wed, 17 Dec 2003 12:50:58 +0100 (CET), da...@libero.it (Gilmour)
> wrote:
>
> >>> p.s. ma chi sei?
> >>Sono un capo scout
> >
> >si va beh, ma di che razza? (è scherzoso razza eh?)

>
> Associazione guide e scout di San Benedetto
> http://www.scoutsanbenedetto.it/
> --
> paolo - delfino puntiglioso -
> ScoutTAG: Carpi 6 (MO) (AGESCI) MdN


giuro che non li conoscevo lo giuro!


polvansen©

unread,
Dec 18, 2003, 2:44:25 AM12/18/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 18:13:58 +0100, "Luca Sasdelli"
<myn...@sasdelli.it> wrote:

>Cioe' vorresti dire che, stando alla seconda ("ci fa"),

No no, secondo me c'e` !

polvansen©

unread,
Dec 18, 2003, 3:01:32 AM12/18/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 21:47:36 GMT, "Caprone Esuberante"
<capronee...@katamail.com> wrote:

>> Posto che non sono uno scout d'Europa, vorrei per cortesia spiegato cosa non
>> và nell'FSE tanto da concederti questa spocchia?

>Per esempio che non sono riconosciuti a livello internazionale, la loro
>proposta educativa e la formazione dei loro capi non ha nessuna forma di

>controllo [cut]

Beh, la mancanza di riconoscimento internazionale non rende
automaticamente *piu' scarsa* una proposta educativa scout.
Tenendo conto ad esempio che UNA sola associazione puo' essere
riconosciuta in Italia (da cui la nostra convivenza nella FIS),
l'esclusione di altri, magari piu' che degni, e` inevitabile...
Ma attenzione a giudicare male altre associazioni solo in base a
questo...

Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 3:50:43 AM12/18/03
to

Caprone Esuberante <capronee...@katamail.com> scritto nell'articolo
<200312172...@mynewsgate.net>...


> L'ho letto ma insomma un po' una roba da inizio '900!

1929, per la precisione. Era preoccupato più che altro in merito al solito
contrasto scuole laiche/scuole confessionali, che si trascina ancor oggi
del resto.

Saluti,

Andrea

Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 3:50:45 AM12/18/03
to

Caprone Esuberante <capronee...@katamail.com> scritto nell'articolo
<200312172...@mynewsgate.net>...

> > suggerito che "questo superingegnere"... si chiama Dio!"
>
> a parte il fatto che non c'entra con quanto stiamo discutendo, per me dio
non
> esiste.

Ahia. Allora ti vedo maluccio come capo scout.
Se non sbaglio, la Promessa del GEI contiene ancora l'impegno a compiere il
proprio dovere verso Dio. Evidentemente è un assurdo che tu sia impegnato a
compiere il tuo dovere verso qualcuno che ritieni inesistente.
Non solo sei incoerente con i principi che ti sei impegnato a rispettare e
ad insegnare ai tuoi ragazzi, ma sei anche lontano dalle posizioni di B.P.
Cosa gli dici ai ragazzi che si preparano alla Promessa? "Assumete questo
importante impegno ma, comunque, sappiate che per quanto mi riguarda non
significa nulla". L'altra alternativa che hai ovviamente è l'ipocrisia. Un
bel guaio per il tuo reparto, insomma.

Saluti,

Andrea

Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 3:50:47 AM12/18/03
to

Giuseppe Noto <pepp...@tin.it> scritto nell'articolo
<C11Eb.6812$wM.4...@news1.tin.it>...


> Falso č perciň ogni naturalismo pedagogico, che in qualsiasi modo escluda


o
> menomi la formazione soprannaturale cristiana nell'educazione della

> gioventů; ed č erroneo ogni metodo di educazione che si fondi, in tutto o


in
> parte, sulla negazione o dimenticanza del peccato originale e della
Grazia e
> quindi sulle sole forze dell'umana natura. Tali sono generalmente quei
> sistemi odierni di vario nome, che si appellano ad una pretesa autonomia
e

> libertŕ sconfinata del fanciullo e che sminuiscono o anche sopprimono
> l'autoritŕ e l'opera dell'educatore, attribuendo al fanciullo un primato
> esclusivo d'iniziativa ed una attivitŕ indipendente da qualsiasi legge


> superiore naturale e divina, nell'opera della sua educazione.

Fin qui l'enciclica. Che, come tutti abbiamo notato, non parla di
educazione diversa per ragazzi e ragazze.

>
> Sulla base di quanto detto da Pio XI, allora, č chiaro comprendere come
la
> coeducazione, figlia della filosofia naturalista,

La coeducazione figlia del naturalismo? Questo l'hai detto tu, non il papa.
Ora dimostralo, se vuoi che la tua argomentazione non cada come un misero
castello di carte.

non sia una soluzione,
> poichč di elaborazione umana, che pretende di mettersi al posto di Dio
sulla

> modalitŕ di educazione dei ragazzi/e.

Scusa, e lo scoutismo non č di elaborazione umana? Le tabelline? Le scuole
cattoliche? L'intereducazione te l'ha rivelata un angelo, o l'hai presa dai
documenti scritti da quegli umani dell'FSE?

Ragazzi e ragazze, proprio per la loro
> differenza struturale, psichica, mentale, ed altro, non possono essere
> educati allo stesso modo. Non possiamo educare un ragazzo ed una ragazza

> facendo fare ad entrambe la maglia come lavoro di mani abili, cosě come


non
> possiamo educare una bambina di 8-9 anni facendola giocare a football
> lupetto.

Quindi la sostanza della tua proposta č: alle bambine ago e filo, ai
bambini il martello, alle bambine la corda per saltare, ai bambini il
calcio.

Personalmente non la vedo molto bene, e in ogni caso non direi che tu abbia
dimostrato che la base di questa "trovata" sia nel magistero della chiesa.
Ma insisti pure, se ti riesce.

Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 3:50:48 AM12/18/03
to

Giuseppe Noto <pepp...@tin.it> scritto nell'articolo

<%n2Eb.7324$wM.4...@news1.tin.it>...
> > FASCI

Piuttosto lapidario, nonchè in contrasto con un paio di articoli della
Legge Scout, no? Non prendertela, Peppe, voleva solo dire che vi trova un
tantino integralisti.

Paolo Bonzini

unread,
Dec 18, 2003, 4:44:44 AM12/18/03
to
> La prospettiva dell'intereducazione, proprio per la sua corrispondenza al
> magistero della Chiesa, si pone quale unica metodologia educativa. Tant'è
> che anche l'AGESCI concede ai gruppi la possibilità di costituire unità solo
> maschili e solo femminili, con l'impegno di prevedere momenti d'attività in
> comune.

Bene, cinque righe sensate e in-topic sono riuscito a trovarle dentro
a questo un post chilometrico. Come ho già detto nell'altro post,
coeducazione e intereducazione non sono niente di diverso una volta
sfrondata quest'ultima da nonsensi come "i capisquadriglia se ne
sbattono dei piccoli per sbavare dietro alla più carina del reparto",
oppure "figurati se l'adolescente macho di 16 anni è disposto a
scendere a patti con una caporeparto donna". Di sicuro il capo di
un'unità mista avrà più gatte da pelare, ma da lì a definirla
"oscena"...

A sostegno del fatto che non c'è gran differenza tra i due termini,
aggiungerò un'altra cosa: il regolamento AGESCI prevede anche
branchi/cerchi/reparti monosessuati (che permettono "un coinvolgimento
graduale e completo [...] grazie allo stimolo di un ambiente sereno e
fraterno"), e dice anche che nei reparti misti "l'attività di
squadriglia è molto potenziata al fine di recuperare momenti
indispensabili di omogeneità sessuale".

In ogni caso, cerca di imparare come si gestisce una discussione. Non
è solo questione di netiquette, vedrai che ti servirà anche nella
vita. E in ogni caso impara come ci si comporta su Usenet e in
particolare su it.sociale.scout: almeno rispondi alle domande che
vengono poste invece di fare copia & incolla dai tuoi mentori (in
questo caso Pio XI), altrimenti sarai considerato solo un troll.
Magari usa lo ScoutTAG.

Quasi PLONK, poi ci ho ripensato perché in tutti c'è un 5% di buono.

Paolo
ScoutTAG: Saronno 3 (VA) (AGESCI) Bagheera branco "Nuvola che corre"

Trulallà

unread,
Dec 18, 2003, 5:19:20 AM12/18/03
to

"Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:lVZDb.5897$wM.3...@news1.tin.it...

Trovo interessante quello che hai postato, permettimi solo di farti notare
che tutto ciò sarebbe cosa buona se lo scopo dello scoutismo fosse di creare
il soggetto perfetto (l'aspirazione alla perfezione è uno scopo religioso
invece), mentre esso si pone lo scopo di aiutare i ragazzi a divenire buoni
cittadini e come tali prepararli a vivere nella società ,che nel nostro
Paese è composto di uomini e donne che fanno spesso stessi mestieri e
ricoprono le stesse funzioni (anche nel caso di madri e padri). Lo scopo
delle specialità era proprio quello di prepararli ai mestieri. In tempi e
luoghi ove l'educaione dei figli era prerogativa femminile ed il lavoro era
prerogativa maschile, tutto ciò era senz'altro in piena linea col pensiero
dello scoutismo.
Oggi non è più così, ma già da un bel pezzo non lo è più.
Permettetemi una disgressione: per lavoro ho la fortuna di conoscere a fondo
persone di una certa età, di accompagnarle alla morte e di viviere con loro
le aspettative verso figli e nipoti, in molte occasioni ho discusso di
coeducazione, parlando dei miei figli e confrontando l'oggi con il loro
ieri, non ho mai visto un rimpianto delle scuole divise per sesso, del ruolo
domestico delle mogli.
L'uomo e la donna sono diversi? Certo che lo sono, e non per il "bacino più
largo" :) , ma sono fatti per crescere, vivere ed invecchiare assieme.
L'idea generale dell'anziano vedovo è l'assenza del loro sostegno...la
disperazione. Per le donne invece il ricordo del marito/compagno è un
ricordo affettuoso quasi come fosse stato un altro figlio.

Conclusione dell'idea che mi sono fatto (al di la della associazione scout)
e mi ripeto:
L'uomo e la donna sono senz'altro diversi, ma fatti per crescere, vivere ed
invecchiare assieme. L'asilo, la scuola, la Chiesa (catechismo), il lavoro
li fa vivere assieme; perchè lo scoutismo dovrebbe essere diverso? Forse lo
scoutismo deve essere inteso solo come una attività sportiva quale il
calcio, e dividere i sessi per mirare l'allenamento?

Trullallà
Per la cronaca, ASSISCOUT

> Questo è tutto
>

Per me no, sono pieno di dubbi e ho pochissime certezze, magari domani
cambio idea, ma è questo il bello dell'uomo, avere un cervello che ti faccia
pure cambiare idea.

>
>


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 8:59:31 AM12/18/03
to
> Piuttosto lapidario, nonchč in contrasto con un paio di articoli della

> Legge Scout, no? Non prendertela, Peppe, voleva solo dire che vi trova un
> tantino integralisti.
>
Ingralista no mi offende. Fascista sģ.


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 9:00:03 AM12/18/03
to
> giuro che non li conoscevo lo giuro!
>
Eppure iniziamo a farci conoscere


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 9:00:48 AM12/18/03
to
> Beh, la mancanza di riconoscimento internazionale non rende
> automaticamente *piu' scarsa* una proposta educativa scout.
> Tenendo conto ad esempio che UNA sola associazione puo' essere
> riconosciuta in Italia (da cui la nostra convivenza nella FIS),
> l'esclusione di altri, magari piu' che degni, e` inevitabile...
> Ma attenzione a giudicare male altre associazioni solo in base a
> questo...
Più che corretto


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 9:03:15 AM12/18/03
to
> Personalmente non la vedo molto bene, e in ogni caso non direi che tu
abbia
> dimostrato che la base di questa "trovata" sia nel magistero della chiesa.
> Ma insisti pure, se ti riesce.

Continua ad indagae e vedi la posizione della Chiesa sulla coeducazione!


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 9:08:22 AM12/18/03
to
nonsensi come "i capisquadriglia se ne
> sbattono dei piccoli per sbavare dietro alla più carina del reparto",
> oppure "figurati se l'adolescente macho di 16 anni è disposto a
> scendere a patti con una caporeparto donna". Di sicuro il capo di
> un'unità mista avrà più gatte da pelare, ma da lì a definirla
> "oscena"...
Mai detto qeusto


> A sostegno del fatto che non c'è gran differenza tra i due termini,
> aggiungerò un'altra cosa: il regolamento AGESCI prevede anche
> branchi/cerchi/reparti monosessuati (che permettono "un coinvolgimento
> graduale e completo [...] grazie allo stimolo di un ambiente sereno e
> fraterno"), e dice anche che nei reparti misti "l'attività di
> squadriglia è molto potenziata al fine di recuperare momenti
> indispensabili di omogeneità sessuale".

Rafforza la mia convinzione

> In ogni caso, cerca di imparare come si gestisce una discussione. Non
> è solo questione di netiquette, vedrai che ti servirà anche nella
> vita. E in ogni caso impara come ci si comporta su Usenet e in
> particolare su it.sociale.scout: almeno rispondi alle domande che
> vengono poste invece di fare copia & incolla dai tuoi mentori (in
> questo caso Pio XI), altrimenti sarai considerato solo un troll.
> Magari usa lo ScoutTAG.

Farò un corso intensivo si netiquette, visto che vi attaccate tanto alle
regole.
Per quanto riguarda lo scoutTAG non so' proprio come si compone


Gino Lucrezi

unread,
Dec 18, 2003, 9:25:09 AM12/18/03
to
On Thu, 18 Dec 2003 08:01:32 GMT, 1g7w...@sneakemail.com
(polvansenŠ) wrote:

>Beh, la mancanza di riconoscimento internazionale non rende
>automaticamente *piu' scarsa* una proposta educativa scout.

Infatti, significa solo che l'associazione e` composta di persone che
hanno scelto (piu` o meno consapevolmente) di rimanere fuori dal
movimento.

Ciao,
Gino

--
ScoutTag: L'Aquila 3 (AQ) (AGESCI) Inc. Reg. Settore Internazionale

Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 9:30:38 AM12/18/03
to

Giuseppe Noto <pepp...@tin.it> scritto nell'articolo

<DsiEb.14358$0w.6...@news2.tin.it>...

No, Peppe, non č cosě che funziona.

*Tu* sostieni che la chiesa č contraria alla coeducazione, *tu* porti le
prove. Non so, cita un documento, qualcosa. Qualcosa che c'entri, non come
l'enciclica del 1929.

Per intanto, l'AGESCI impiega la coeducazione, l'AGESCI ha diritto di
fregiarsi del titolo di associazione cattolica, ne deduciamo che la chiesa
non č contraria alla coeducazione. In primavera abbiamo avuto il nostro
Vescovo come ospite, e non ci ha minacciato delle pene dell'inferno se non
provvediamo immediatamente a separare ragazzi e ragazze.

Per controbattere questi semplici dati di fatto, dovrai portare delle
argomentazioni di un certo peso, te l'assicuro.

Per inciso aggiungo che se vuoi convincere qualcuno, dovrai fare molto
meglio di cosě. Spetta a te muoverti un po', perchč

"...restare fermi non serve a niente".
(B.P.)

Panda Sornione

unread,
Dec 18, 2003, 9:44:33 AM12/18/03
to
> Io dico solo che un'associazione confessionale (come FSE, AGESCI,
> SSB, e altre presenti) concedono una più completa formazione educativa ai
> ragazzi/e che il buon Dio affida loro.

E perchè di grazia? Per altro sono Agesci, ma non per questo credo di dare
una più completa formazione educativa rispetto al CNGEI o ASSISCOUT o altri.
Quello forse che contesto a queste associazioni è che l'aspetto della
ricerca di qualcosa di superiore, ma di spiritualità in generale, spesso è
lasciata in disparte dicendo che fa parte della sfera personale della
persona.
Io invece dico che se vogliamo fare un'educazione globale (e questo credo
che lo vogliamo tutti!!) occorre che tutti gli aspetti della persona siano
stimolati.
So però che se anche i documenti dicono che sono aspetti personali,
conoscendo personalmente diversi capi Assiscout e Cngei so che cmq nella
relazione con i ragazzi la globalità della proposta c'è.

Quindi lo scoutismo quale mezzo
> d'educazione di Uomini e Donne (badate bene non di maschi e femmine!) ma
che
> non dimentichi l'aspetto spirituale (lo raccomanda anche B.P.), in Italia
quello cattolico.

Bah mi sembra una stupidata. Primo perchè non dimenticare l'aspetto
spirituale non è prerogativa di un associazione confessionale (credo che
fare scoutismo sia una proposta globale e pertanto influisca anche sulla
spiritualità di una persona).
Secondo perchè chi l'ha detto che in Italia ci debba essere solo scoutismo
cattolico. Io pagherei per vedere sorgere un'associazione italiana di scout
musulmani o altro.
Grazie al cielo spiritualità non significa catechesi cattolica.

BS
G.


Chioccia comprensiva

unread,
Dec 18, 2003, 10:12:06 AM12/18/03
to

> Ahia. Allora ti vedo maluccio come capo scout.
> Se non sbaglio, la Promessa del GEI contiene ancora l'impegno a compiere
il
> proprio dovere verso Dio. Evidentemente è un assurdo che tu sia impegnato
a
> compiere il tuo dovere verso qualcuno che ritieni inesistente.

Credo che la promessa contenga ancora l'impegno a compiere il proprio
dovere verso Dio.
E' però vero che per alcune associazioni laiche questa sia una questione da
discutere
in http://www.geocities.com/zio_zeb2001/relazioneconvegno.html tre le altre
cose leggo:

"Altra questione aperta, forse sarebbe preferibile parlare di nodo, è la
questione della spiritualità nello scoutismo laico e pluralista. Da anni
alcune Associazioni Wosm europee hanno formato la Uilp. Il Cngei ne fà parte
ed ha messo ha disposizione il proprio Progetto di Forma­zione Spirituale
suscitando un notevole gradimento.
Possiamo affermare come nel mondo scout laico e pluralista esistano due
diverse anime:
- la prima tende ad evitare a priori ogni riferimento diretto o indiretto
di natura religiosa.
- la seconda vede nell'incontro di diverse religioni un obiettivo da
perseguire.
Non a caso ci si chiede, ma non mi risulta una posizione associativa
ufficiale, se un ateo può fare o meno il capo unità. Queste due anime, in
linea di massima, sono presenti in tutte le Associazioni Laiche e
Pluraliste.

[.......]

Da parte di alcune di queste associazione resta aperta la questione del
riferimento esplicito a Dio nella Promessa Scout. In particolare l'
Associazione Belga ha tolto ogni riferimento a Dio. Il Cngei da anni ha un
ampio dibattito al proprio interno. Questa situazione ha determina­to per
questa associazione, la realizzazione di un Convegno Interna­zionale sulla
Promessa (1997) dove diversi interventi erano mirati al mantenimento, o
meno, del riferimento a Dio ed in che modo, nella Promessa"

Alice


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 10:22:43 AM12/18/03
to
> Infatti, significa solo che l'associazione e` composta di persone che
> hanno scelto (piu` o meno consapevolmente) di rimanere fuori dal
> movimento.
>
Come può l'FSE fare parte di un'organizzazione che riconosce solo una
associazione per paese. Già in Italia siamo fuori.E poi non è il
riconoscimento di questo o quell'organismo che interessa uno scout, ma la
consapevolezza di seguire fedelmente il metodo di B.P. Io personalmente ho
avuto modo di ascoltare delle chiacchierate di Fulvio Janoviz, presidente
del Centro Studi B. Powell il quale faceva notare come la divisione e
l'educazione portata avanti dall'AGESCI siano poco coerentui col pensiero
del fondatore.

Se un giorno mi dovesse capitare di lasciare gli Scout San Benedetto,
sicuramente andrei nell'FSE.

A proposito di Intereducazione, questo è il commento di un commissario di
distretto FSE

"L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica dell'associazione. Nel
rispetto delle naturali differenze ed esigenze fisiche e psicologiche, essa
vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente di
crescita calibrato alle loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di
sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la personalità, le capacità
tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto equilibrio senza
dissociare un elemento da un altro.L'intereducazione è la specifica proposta
pedagogica dell'associazione. Nel rispetto delle naturali differenze ed
esigenze fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi e ragazze,
riuniti in unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle loro
esigenze ed alla loro età, nell'intento di sviluppare in maniera armoniosa,
il carattere, la personalità, le capacità tecniche e morali, la vita
spirituale, in un giusto equilibrio senza dissociare un elemento da un
altro.L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica
dell'associazione. Nel rispetto delle naturali differenze ed esigenze
fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in
unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle loro esigenze ed alla
loro età, nell'intento di sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la
personalità, le capacità tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto
equilibrio senza dissociare un elemento da un altro.L'intereducazione è la
specifica proposta pedagogica dell'associazione. Nel rispetto delle naturali
differenze ed esigenze fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi
e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle
loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di sviluppare in maniera
armoniosa, il carattere, la personalità, le capacità tecniche e morali, la
vita spirituale, in un giusto equilibrio senza dissociare un elemento da un
altro.L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica
dell'associazione. Nel rispetto delle naturali differenze ed esigenze
fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in
unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle loro esigenze ed alla
loro età, nell'intento di sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la
personalità, le capacità tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto
equilibrio senza dissociare un elemento da un altro.L'intereducazione è la
specifica proposta pedagogica dell'associazione. Nel rispetto delle naturali
differenze ed esigenze fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi
e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle
loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di sviluppare in maniera
armoniosa, il carattere, la personalità, le capacità tecniche e morali, la
vita spirituale, in un giusto equilibrio senza dissociare un elemento da un
altro.L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica
dell'associazione. Nel rispetto delle naturali differenze ed esigenze
fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in
unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle loro esigenze ed alla
loro età, nell'intento di sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la
personalità, le capacità tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto
equilibrio senza dissociare un elemento da un altro.L'intereducazione è la
specifica proposta pedagogica dell'associazione. Nel rispetto delle naturali
differenze ed esigenze fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi
e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle
loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di sviluppare in maniera
armoniosa, il carattere, la personalità, le capacità tecniche e morali, la
vita spirituale, in un giusto equilibrio senza dissociare un elemento da un
altro.L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica
dell'associazione. Nel rispetto delle naturali differenze ed esigenze
fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in
unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle loro esigenze ed alla
loro età, nell'intento di sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la
personalità, le capacità tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto
equilibrio senza dissociare un elemento da un altro.L'intereducazione è la
specifica proposta pedagogica dell'associazione. Nel rispetto delle naturali
differenze ed esigenze fisiche e psicologiche, essa vuole offrire a ragazzi
e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente di crescita calibrato alle
loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di sviluppare in maniera
armoniosa, il carattere, la personalità, le capacità tecniche e morali, la
vita spirituale, in un giusto equilibrio senza dissociare un elemento da un
altro."


Giuseppe Noto

unread,
Dec 18, 2003, 10:25:13 AM12/18/03
to
Mi domando se sei cattolico

Paolo Bonzini

unread,
Dec 18, 2003, 10:42:35 AM12/18/03
to
bon...@gnu.org (Paolo Bonzini) wrote in message news:<58b5a08f.03121...@posting.google.com>...

> > La prospettiva dell'intereducazione, proprio per la sua corrispondenza al
> > magistero della Chiesa, si pone quale unica metodologia educativa. Tant'è
> > che anche l'AGESCI concede ai gruppi la possibilità di costituire unità solo
> > maschili e solo femminili, con l'impegno di prevedere momenti d'attività in
> > comune.
>
> Bene, cinque righe sensate e in-topic sono riuscito a trovarle dentro
> a questo un post chilometrico.

Che mi ha talmente confuso che le righe che ho trovato sensate sono
solo le ultime tre. Tutte e cinque in-topic, quello sì.

Andrea Malfatti

unread,
Dec 18, 2003, 10:45:54 AM12/18/03
to
On Thu, 18 Dec 2003 15:22:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:


>A proposito di Intereducazione, questo è il commento di un commissario di
>distretto FSE
>

Interessante ma le teu idee personali?
--
Buona Strada
Andrea Malfatti
ScoutTAG: Roma 129/136 (RM) (AGESCI) Ex capo

Andrea Malfatti

unread,
Dec 18, 2003, 11:09:11 AM12/18/03
to
On Thu, 18 Dec 2003 16:45:54 +0100, Andrea Malfatti
<martorana...@tin.it> wrote:

>On Thu, 18 Dec 2003 15:22:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
>wrote:
>
>
>>A proposito di Intereducazione, questo è il commento di un commissario di
>>distretto FSE
>>
>Interessante ma le teu idee personali?

Mi sono scordato un pezzo da inserire tra 'Interessante' e 'ma' cioe'
',nonostante le ripetizioni, ' per cui il mio commento doveva essere:

Interessante ,nonostante le ripetizioni, ma le tue idee personali?

mamba

unread,
Dec 18, 2003, 11:15:44 AM12/18/03
to
per andrea kotter
sulla promessa gei:
a parte che vi è discussione in merito e la si accetta per lo più per il
valore storico
nel GEI le scelte religiose politiche e di morale sessuale sono e restano
appartenenti alla sfera privata epersonale
il capo può tranquillamente essere ateo.
come il giovane caprone, ma con meno esuberanza per via dell'età o perchè
come dice il loppini non ce la faccio più a tenere i colpi, sono ateo laico
e laicista
anch'io
salutoni a tutti
mamba

ps per la definizione di fasci attribuita agli scoutsanbenedetto consiglio
di scaricarsi alcuni numeri del loro "cammino"

Andrea Malfatti

unread,
Dec 18, 2003, 11:29:14 AM12/18/03
to
On Thu, 18 Dec 2003 15:22:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>"L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica dell'associazione. Nel
>rispetto delle naturali differenze ed esigenze fisiche e psicologiche, essa
>vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente di
>crescita calibrato alle loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di
>sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la personalità, le capacità
>tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto equilibrio senza
>dissociare un elemento da un altro.

Questo e' cio' che ha detto il commissario ripeterlo 10 volte non lo
rafforza e potrebbe diminuire la fiducia, che tutti gli scout
ripongono nei fratelli scout, verso di te. Se hai esagerato con
'incolla' diccelo, errare e' umano perseverare e' diabolico.

Gino Lucrezi

unread,
Dec 18, 2003, 11:51:13 AM12/18/03
to
On Wed, 17 Dec 2003 09:10:55 GMT, "Caprone Esuberante"
<capronee...@katamail.com> wrote:

>(Nel cngei non esistono le guide, ma le esploratrici.)
>La differenza e` fondamentale, purtroppo non mi ricordo le definizioni
>esatte, ma lo scoutismo ha come finalita` l'educazione dei cittadini del
>futuro, mentre il guidismo si occuperebbe di educare le mogli e le madri
>di questi cittadini futuri. (Cercate i documenti base di WOSM e WAGGGS,
>associazioni a cui peraltro l'FSE non aderisce).

A parte la prima affermazione, non e` proprio cosi`.

Lo scautismo nasce, nei primi scritti di B.-P. (prima di Scouting for
Boys), come una proposta applicabile tale e quale alle ragazze.
Appena nata, l'associazione scout inglese accoglie anche le ragazze
che fanno domanda. E` solo dopo un annetto o due che arriva una
circolare che dice di "sospendere" tutte le registrazioni di ragazze,
perche` nel frattempo si stavano preparando altre proposte per loro.

Cosa era successo? Nella societa` inglese appena uscita dall'era
vittoriana non era pensabile che ragazzi e ragazze campeggiassero
insieme, e la madre e la sorella di B.-P. gli diedero uno "stop"
chiarissimo. Cosi` B.-P. fondo` anche l'associazione delle guide,
modificando qualcosa del metodo e della terminologia. In particolare,
scelse un nome che si rifaceva al corpo delle Guide Indiane (che lui
aveva avuto modo di apprezzare quando era stato in quel paese), e
inizialmente insistette molto sul ruolo di mogli e madri.
Nacquero cosi` anche due organizzazioni mondiali ma, nelle sue parole,
facenti parte di uno stesso movimento.

All'interno di WAGGGS vi erano associazioni che avevano adottato la
terminologia "Girl Guides" ed altre "Girl Scouts". Queste ultime sono
poche (principalmente le Girl Scouts of USA). Per WAGGGS non vi e`
differenza fra le due, la dizione "Girl Guides and Girl Scouts" e`
stata scelta solo per essere inclusiva di tutti i casi.
Per alcune associazioni c'e` una "scelta filosofica" dietro la
decisione di chiamarsi "Girl Guides" o "Girl Scouts".
Una volta, Barbara Calvi disse "noi nel CNGEI ci chiamiamo
Esploratrici, ma ci sentiamo piu` Girl Guides che Girl Scouts".
Dovresti chiedere a lei di chiarire meglio la differenza, pero`.

Solitamente WAGGGS usa entrambi i termini, salvo nel caso di Lady
Olave che e` la Chief Guide e basta...

In ogni caso, il guidismo (inteso come il movimento, che quindi
comprende le GG e le GS) non e` semplicemente teso ad educare "madri e
mogli", ma ad educare le donne:

<<Our Mission, to enable girls and young women to develop their
fullest potential as responsible citizens of the world>>

Appare chiaro dunque che una donna non ha bisogno di essere madre o
moglie per diventare una buona cittadina...

>Ora il guidismo ha un senso in zone del mondo dove la condizione delle
>donne e` di sottomissione all'uomo (vedi paesi dove l'islam e` religione
>di stato, oppure l'india per esempio) mentre in Italia (ma piu` in
>generale in europa, stati uniti etc) la parita` tra i sessi e` una realta`.

Magari la parita` fosse una realta` qui in Italia. Ad esempio non
avremmo bisogno di un Ministero per le Pari Opportunita`.

E` chiaro che la situazione e` MOLTO migliore da noi che non in India
o in Pakistan, ma c'e` ancora da fare.

Ecco perche` il guidismo e` importante anche da noi in Italia. Ecco
perche` le associazioni miste come AGESCI e CNGEI prendono molto dal
loro background dallo scautismo e molto dal guidismo.

Il fatto che AGESCI e CNGEI siano delle "SAGNO", cioe` "Scout And
Guide National Organization", appartenenti a WOSM e WAGGGS e` un
sintomo del fatto che entrambe le associazioni sono sensibili anche ai
problemi della donna, e nella loro metodologia educativa ne tengono
conto.

D'altronde, anche nel nome delle nostre due associazioni se ne tiene
conto. Nell'Agesci la G sta proprio per "Guide", mentre nel CNGEI la E
viene sempre "tradotta" in Esploratori ed Esploratrici.

In altre associazioni invece la presenza femminile non compare gia`
dal nome con cui sono conosciute normalmente; prendi la FSE, il
termine guida non compare nella sigla universalmente nota (FSE,
appunto).

>A questo punto continuare a educare diversamente ragazzi e ragazze non
>riveste piu` quell'importanza che aveva quando Lady Olave (non vorrei
>sbagliarmi) fondo` il guidismo.

Il Guidismo fu fondato da B.-P. quando ancora non conosceva Olave :-)

Il problema, comunque, non e` tanto se educare 'diversamente' quanto
piuttosto se educare in una maniera che tenga conto delle differenze
fra uomini e donne, e proponga ad ognuno un percorso educativo adatto
ai suoi bisogni. Le associazioni SAGNO (come la mia e la tua) di
solito sono brave in questo. Le associazioni solo WOSM che hanno
deciso negli ultimi tempi di prendere anche ragazze sono molto meno
brave...

rebrac

unread,
Dec 18, 2003, 11:53:34 AM12/18/03
to

>"L'intereducazione è la specifica proposta pedagogica dell'associazione.
Nel
>rispetto delle naturali differenze ed esigenze fisiche e psicologiche,
essa
>vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in unità omogenee, un ambiente
di
>crescita calibrato alle loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di
>sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la personalità, le
capacità
>tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto equilibrio senza
>dissociare un elemento da un altro.


> >"La coeducazione è la specifica proposta pedagogica dell'associazione.


Nel
> >rispetto delle naturali differenze ed esigenze fisiche e psicologiche,
essa

> >vuole offrire a ragazzi e ragazze, riuniti in unità etereogenee, un


ambiente di
> >crescita calibrato alle loro esigenze ed alla loro età, nell'intento di
> >sviluppare in maniera armoniosa, il carattere, la personalità, le
capacità
> >tecniche e morali, la vita spirituale, in un giusto equilibrio senza
> >dissociare un elemento da un altro.

Tra le due asserzioni due sole differenze.
Una roba del genere vuol dire tutto e niente insieme.


Rebrac


Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 12:13:55 PM12/18/03
to

Chioccia comprensiva <nesa...@virgilio.it> scritto nell'articolo
<oqjEb.1552$Jw2....@tornado.fastwebnet.it>...


>
> > Ahia. Allora ti vedo maluccio come capo scout.
> > Se non sbaglio, la Promessa del GEI contiene ancora l'impegno a
compiere
> il
> > proprio dovere verso Dio. Evidentemente è un assurdo che tu sia
impegnato
> a
> > compiere il tuo dovere verso qualcuno che ritieni inesistente.
>
> Credo che la promessa contenga ancora l'impegno a compiere il proprio
> dovere verso Dio.

Ecco.

> E' però vero che per alcune associazioni laiche questa sia una questione
da
> discutere

E intanto che si discute, si può far finta di niente?

> Non a caso ci si chiede, ma non mi risulta una posizione associativa


> ufficiale, se un ateo può fare o meno il capo unità.

Una posizione ufficiale mi parrebbe auspicabile, dopo tutti questi anni.

Queste due anime, in
> linea di massima, sono presenti in tutte le Associazioni Laiche e
> Pluraliste.
>
> [.......]
>
> Da parte di alcune di queste associazione resta aperta la questione del
> riferimento esplicito a Dio nella Promessa Scout. In particolare l'
> Associazione Belga ha tolto ogni riferimento a Dio.

Quale associazione belga? Quelle cattoliche ovviamente no. Gli Scout Belgi
Pluralisti (francofoni) hanno una promessa che suona:

Mi impegno sul mio onore a sforzarmi di compiere il mio dovere verso Dio/la
mia religione/un ideale elevato... (ecc), con la possibilità per lo scout
di scegliere tra le tre opzioni. Non direi che si tratti di una rimozione
di ogni riferimento a Dio.
Può essere che il relatore facesse riferimento all'associazione pluralista
fiamminga. Cercherò il testo della loro Promessa e vedremo, però devo dire
che questa affermazione così sicura, non qualificata, ed apodittica mi
lascia assai perplesso sull'attendibilità del relatore.

Saluti,

Andrea

Andrea Kotter

unread,
Dec 18, 2003, 12:13:57 PM12/18/03
to

mamba <giovan...@iol.it> scritto nell'articolo
<QokEb.194057$vO5.7...@twister1.libero.it>...


> per andrea kotter
> sulla promessa gei:
> a parte che vi è discussione in merito

E intanto che discutete, fate finta di niente?

e la si accetta per lo più per il
> valore storico

Ah, quel pezzetto lo tenete lì per ricordo dei bei tempi?

> nel GEI le scelte religiose politiche e di morale sessuale sono e restano
> appartenenti alla sfera privata epersonale

Mah. Sono d'accordo che un capo ha la responsabilità finale di certe scelte
personali ed è difficile che altri possano sindacarle, però ricordo
sommessamente che già B.P. ci diceva che il capo, a differenza di un
istruttore militare o di un professore, lavora soprattutto con l'esempio.
Posso io capo da un lato dire ai ragazzi di rispettare la natura, e
dall'altra non fare la raccolta differenziata e cacciare di frodo? Sono
scelte mie personali, quindi...?
Posso io capo insegnare la tolleranza ed andare coi miei amici naziskin a
urlare sotto le finestre degli immigrati? E' una manifestazione politica,
quindi sono fatti miei, no?

Saluti,

Andrea

Gino Lucrezi

unread,
Dec 18, 2003, 12:36:52 PM12/18/03
to
On Thu, 18 Dec 2003 15:22:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>> Infatti, significa solo che l'associazione e` composta di persone che


>> hanno scelto (piu` o meno consapevolmente) di rimanere fuori dal
>> movimento.
>>
>Come può l'FSE fare parte di un'organizzazione che riconosce solo una
>associazione per paese.

In realta` ne potrebbe far parte, un giorno, ma non e` quello che
volevo dire.

La FSE e` composta di persone che (piu` o meno consapevolmente) hanno
scelto di rimanere fuori dal movimento scout, proprio perche` hanno
aderito ad una associazione che si vuole tenere fuori.

Che poi e` una scelta legittima, intendiamoci.
Io sono cresciuto in un gruppo scout molto tradizionalista, e per me
la sola idea di uscire dal movimento fondato da B.-P. sarebbe una
eresia.

Altri invece preferiscono modificare, creare nuove associazioni... li
rispetto ma non li condivido.

> E poi non è il riconoscimento di questo o quell'organismo che interessa uno
> scout, ma la consapevolezza di seguire fedelmente il metodo di B.P.

Bravo.
E se tu ti leggi la storia dei rapporti fra B.-P. (che si scrive col
trattino, se vogliamo essergli fedeli) e le altre associazioni
"indipendenti" nate alla sua epoca, come per esempio i British Boy
Scouts, vedi bene che se vogliamo essere fedeli a B.-P. dobbiamo
evitare di fare altre associazioni che non aderiscono al suo
movimento.

> Io personalmente ho
>avuto modo di ascoltare delle chiacchierate di Fulvio Janoviz, presidente
>del Centro Studi B. Powell il quale faceva notare come la divisione e
>l'educazione portata avanti dall'AGESCI siano poco coerentui col pensiero
>del fondatore.

Non ho mai avuto il piacere di conoscere Fulvio Janoviz, ma ho letto
per anni la rivista del Centro Studi Baden-Powell; ho sempre trovato
che questo centro sia una delle principali fonti di litigi fra le
associazioni scout. Invece di spingere verso l'unita` e la concordia,
non fanno altro che fomentare inimicizie.
E` per quello che non ho piu` rinnovato l'abbonamento.

>A proposito di Intereducazione, questo è il commento di un commissario di
>distretto FSE

Occhio che ti si deve essere incastrata la tastiera.
Hai incollato lo stesso testo una ventina di volte almeno.

Comunque non mi sembra che dica molto di piu` del brano che riportavo
io (anche se almeno si presenta come posizione autonoma, e non "in
reazione a" qualcun altro)

Andrea Malfatti

unread,
Dec 18, 2003, 12:39:16 PM12/18/03
to
On Thu, 18 Dec 2003 17:53:34 +0100, "rebrac" <reb...@postino.it>
wrote:

>
>
> Tra le due asserzioni due sole differenze.
> Una roba del genere vuol dire tutto e niente insieme.
>


Per me intereducazione e coeducazione e' come fare una frittata

Le uova le puoi mescolare prima di metterle in padella o subito dopo

Ci sono guerre di religione per decidere quale dei due metodi e'
quello giusto, ma alla fine tutte e due le frittate fanno leccare i
baffi.

In modo analogo, se vengono applicati i metodi in modo corretto, la
formazione dei ragazzi, maschi o femmine che siano, portera' a fargli
fare una scelta, in agesci la chiamiamo 'partenza' non so il termine
utilizzato nelle altre associazioni e me ne dispiace, che segnera' la
nascita di un 'Uomo' o di una 'Donna'.

Spero di essermi spiegato, ora attendo in particolar modo la versione
di Giuseppe Noto, a proposito sei tu Giuseppe che ti firmi peppenoto
sul forum della tua associazione?
http://www.scoutsanbenedetto.it/forum/default.asp

Caprone Esuberante

unread,
Dec 18, 2003, 1:35:25 PM12/18/03
to
> Beh, la mancanza di riconoscimento internazionale non rende
> automaticamente *piu' scarsa* una proposta educativa scout.
> Tenendo conto ad esempio che UNA sola associazione puo' essere
> riconosciuta in Italia (da cui la nostra convivenza nella FIS),
> l'esclusione di altri, magari piu' che degni, e` inevitabile...
> Ma attenzione a giudicare male altre associazioni solo in base a
> questo...

Non sto dicendo che sia inferiore. Solo che nessuno controlla cio` che fanno. il
passo ulteriore me lo avete attribuito voi.

--
Francesco
Caprone Esuberante
Vice Capo Reparto Pisa 1 CNGEI

Inviato da www.mynewsgate.net

Caprone Esuberante

unread,
Dec 18, 2003, 1:42:03 PM12/18/03
to
> Mi domando se sei cattolico

E perche` non dovrebbe esserlo? Ma sei di legno??????

Ha solo detto che spiritualita` non vuol dire religione.
Io sono un capo del Gei e ho diversi ragazi cattolici in reparto. Al campo se
vogliono andare a messa uno di noi capi li monta in macchina e li porta in paese.
Pero` la spiritualita` per noi e` qualcosa di diverso. I momenti spirituali per
noi non sono sostitutivi della religione, sono legati ai valori in cui crediamo
(legge scout, impegno personale etc,) nessuno di voi ha mai fatto caso a quanto
possa essere spirituale un COnsiglio della Legge???

Caprone Esuberante

unread,
Dec 18, 2003, 1:48:50 PM12/18/03
to
Scusa Gino sei sempre molto informato, ma temo proprio di non poterti dare
ragione ora.

Le mie fonti si basano sul campo scuola per adulti di quest'estate. E il
guidismo non esiste piu` nel gei. C'e` addirittura un progetto per
modificare la Branca EE in branca E., senza piu` distinzioni. Non so chi sia
Barbara Calvi, penso che chiedero` un po' a giro in sezione.
E pure la distinzione tra GG e GS e` piu` marcata di come la presenti, come
ho detto prima nella mia sezione c'e` una commissaria di WAGGGS, chiedero`
chiarimenti a lei, ma fino a ora mi sono basato su discorsi fatti con lei.

Caprone Esuberante

unread,
Dec 18, 2003, 1:57:46 PM12/18/03
to
> Ahia. Allora ti vedo maluccio come capo scout.
> Se non sbaglio, la Promessa del GEI contiene ancora l'impegno a compiere il
> proprio dovere verso Dio. Evidentemente è un assurdo che tu sia impegnato a
> compiere il tuo dovere verso qualcuno che ritieni inesistente.
> Non solo sei incoerente con i principi che ti sei impegnato a rispettare e
> ad insegnare ai tuoi ragazzi, ma sei anche lontano dalle posizioni di B.P.
> Cosa gli dici ai ragazzi che si preparano alla Promessa? "Assumete questo
> importante impegno ma, comunque, sappiate che per quanto mi riguarda non
> significa nulla". L'altra alternativa che hai ovviamente è l'ipocrisia. Un
> bel guaio per il tuo reparto, insomma.

io non ti ho giudicato e tu per favore non giudicare me.
Almeno informati prima di farlo.
Il termine Dio (tuttora in analisi, abbiamo un porgetto in corso per rivedere
legge e promessa, niente di che ma rimodernare e cercare di tradurla in modo
piu` attuale) ha un significato diverso nella nostra associazione.
Noi non siamo cattolici, i nostri capi non sono tenuti a una professione di
fede. Il termine Dio da noi significa semplicemente i propri ideali, Dio per chi
e` cristiano, Allah per chi e mussulmano, e i valori in cui crediamo per chi e`
ateo. Quindi la mia promessa ha lo stesso valore della tua, dato che ho promesso
di fare il mio dovere verso cio` in cui credo.

Caprone Esuberante

unread,
Dec 18, 2003, 2:00:32 PM12/18/03
to
> Posso io capo da un lato dire ai ragazzi di rispettare la natura, e
> dall'altra non fare la raccolta differenziata e cacciare di frodo? Sono
> scelte mie personali, quindi...?
> Posso io capo insegnare la tolleranza ed andare coi miei amici naziskin a
> urlare sotto le finestre degli immigrati? E' una manifestazione politica,
> quindi sono fatti miei, no?

No pero` posso insegnare ai miei ragazzi la coerenza verso cio` in cui crediamo,
dimostrando nei fatti che per me ogni tipo di religione (o cose assimilabili) e`
uguale, io sono ateo ma rispetto i cristiani, e mi comporto coerentemente ai
miei ideali.

mamba

unread,
Dec 18, 2003, 3:40:46 PM12/18/03
to
qui caprone ha toppato
non sapere chi sia barbara calvi nel GEI è come non sapere chi sia BP negli
scouts

chiedi ad annetta e dille da parte mia di darti una sbarra di passaggio a
livello sui denti
mamba


Trulallà

unread,
Dec 18, 2003, 5:10:13 PM12/18/03
to

"Gino Lucrezi" <gino...@lucrezi.net> ha scritto nel messaggio
news:3fe1b93e...@news.scoutnet.org...

> On Wed, 17 Dec 2003 09:10:55 GMT, "Caprone Esuberante"
> <capronee...@katamail.com> wrote:
>
> A parte la prima affermazione, non e` proprio cosi`.

Mi permetto di puntuializzatre alcune informazioni:

>
> Lo scautismo nasce, nei primi scritti di B.-P. (prima di Scouting for
> Boys), come una proposta applicabile tale e quale alle ragazze.
> Appena nata, l'associazione scout inglese accoglie anche le ragazze
> che fanno domanda.

nel 1909 approda la prima scout femmina (un anno dopo l'apertura dello
scoutismo) e solo nel 1910 BP chiede a sua sorella di organizzare un
movimento per le ragazze, in realtà un primo scritto del progetto del
guidismo lo abbiamo nel Boy Scout Headquarters' Gazette di novembre 1909.

E` solo dopo un annetto o due che arriva una
> circolare che dice di "sospendere" tutte le registrazioni di ragazze,
> perche` nel frattempo si stavano preparando altre proposte per loro.
>
> Cosa era successo? Nella societa` inglese appena uscita dall'era
> vittoriana non era pensabile che ragazzi e ragazze campeggiassero
> insieme, e la madre e la sorella di B.-P. gli diedero uno "stop"
> chiarissimo. Cosi` B.-P. fondo` anche l'associazione delle guide,
> modificando qualcosa del metodo e della terminologia. In particolare,
> scelse un nome che si rifaceva al corpo delle Guide Indiane (che lui
> aveva avuto modo di apprezzare quando era stato in quel paese), e
> inizialmente insistette molto sul ruolo di mogli e madri.
> Nacquero cosi` anche due organizzazioni mondiali ma, nelle sue parole,
> facenti parte di uno stesso movimento.
>

concordo :) ricordo solo che il wagggs nasce nel 1928, ben 11 anni dopo il
famoso campo sull'isolotto

> All'interno di WAGGGS vi erano associazioni che avevano adottato la
> terminologia "Girl Guides" ed altre "Girl Scouts". Queste ultime sono
> poche (principalmente le Girl Scouts of USA). Per WAGGGS non vi e`
> differenza fra le due, la dizione "Girl Guides and Girl Scouts" e`
> stata scelta solo per essere inclusiva di tutti i casi.
> Per alcune associazioni c'e` una "scelta filosofica" dietro la
> decisione di chiamarsi "Girl Guides" o "Girl Scouts".

concordo :) , il guidismo in Italia viene praticato dal 1912, la fis entra
in wagggs nel 1946 come aggregato e solo nel 1948 come membro effettivo.

> Una volta, Barbara Calvi disse "noi nel CNGEI ci chiamiamo
> Esploratrici, ma ci sentiamo piu` Girl Guides che Girl Scouts".
> Dovresti chiedere a lei di chiarire meglio la differenza, pero`.
>
> Solitamente WAGGGS usa entrambi i termini, salvo nel caso di Lady
> Olave che e` la Chief Guide e basta...
>
> In ogni caso, il guidismo (inteso come il movimento, che quindi
> comprende le GG e le GS) non e` semplicemente teso ad educare "madri e
> mogli", ma ad educare le donne:
>
> <<Our Mission, to enable girls and young women to develop their
> fullest potential as responsible citizens of the world>>
>

Visto che vi tedio con le date, la fis entra nel WOSM nel 1922.
Ricordiamo però che noi scout italiani, tacciati da BP di pacifismo,
discndiamo da Sir Vance , che era in pessimi rapporti con BP, il quale
ultimamente non rispondeva neanche più al Vance ma faceva rispondere dal
segretario. Ecco spiegato per sempio come mai in italia abbiamo età diverse
nelle branche rispetto agli scout inglesi.

Se siete curiosi di conoscere la storia dello scoutismo, vi invito, oltre a
prendere contatti con Fulvio (CSS Baden Powell), anche con Mauro (CSS Carlo
Colombo) che ha preparato, in collaborazione con l'AGESCI un bellissimo
lavoro sulla nascita dello scoutismo in Italia con i REI dei bagni di lucca,
reparto papà di tutto lo scoutismo Italiano.

Saluti, Trullallà


Gilmour

unread,
Dec 18, 2003, 5:10:58 PM12/18/03
to

"Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:DpiEb.14265$0w.6...@news2.tin.it...
> > giuro che non li conoscevo lo giuro!
> >
> Eppure iniziamo a farci conoscere
>
>


ehm mi sa che ci vorrà del tempo.
piuttosto mi hai incuriosito. a questo punto non capisco più come mai ci
siano tante associazioni, e si che diciamo di essere fratelli mmmm questo
significa che comunque non andiamo d'accrodo tra di noi eh?


Gilmour

unread,
Dec 18, 2003, 5:18:33 PM12/18/03
to

"mamba" <giovan...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:QokEb.194057$vO5.7...@twister1.libero.it...

> per andrea kotter
> sulla promessa gei:
> a parte che vi è discussione in merito e la si accetta per lo più per il
> valore storico
> nel GEI le scelte religiose politiche e di morale sessuale sono e restano
> appartenenti alla sfera privata epersonale
> il capo può tranquillamente essere ateo.
> come il giovane caprone, ma con meno esuberanza per via dell'età o perchè
> come dice il loppini non ce la faccio più a tenere i colpi, sono ateo
laico
> e laicista

ps. ma sei molto vecchio?


Trulallà

unread,
Dec 18, 2003, 5:22:47 PM12/18/03
to

"Chioccia comprensiva" <nesa...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:oqjEb.1552$Jw2....@tornado.fastwebnet.it...

> Non a caso ci si chiede, ma non mi risulta una posizione associativa
> ufficiale, se un ateo può fare o meno il capo unità. Queste due anime, in
> linea di massima, sono presenti in tutte le Associazioni Laiche e
> Pluraliste.

Nel CNGEI non è possibile fare il capo ufficialmente se si è ateo (stando
alle "occasioni di Primavera " di jesolo),
questo ad una diretta richiesta a Lorenzo, a livello inglese ci si sta
spostando verso la linea di togliere Dio dalla promessa, o se preferisci
metterla fra parentesi.
Detto fra noi, ritengo molto probabile che se il CNGEI leverà la questione
ateismo , Assiscout si faccia una passeggiata nel GEI :) chi ha orecchie per
intendere intenda.

Allora , qualcuno di voi potrà dirmi: come è possibile allora che ci siano
capi nel cngei se sono atei?
semplice nessuno lo sa veramente eheh, perchè nel gei la scelta di fede,
qualunque essa sia , è una scelta assolutamente personale. Potrebbe sembrare
una soluzione all'italiana, ma se ci pensate, è già una visione molto
all'avanguardia.

Voglio buttare un altra provocazione, che vorrebbe farel'Assiscout? un
associazione pluralista , ovvero associazione laica e gruppi alla come
preferisce. Se un gruppo, per la propria peculiarità territoriale vuole
farsi cattolico o avventista del settimo giorno, faccia pure.
In pratica quello che era il GEI alle origini, con unità laiche e unità
cattoliche. Ritengo che se Colombo non avesse "cacciato" i cattolici, non ci
sarebbe stata l'asci e molte altre realtà, la pianteremmo di romperci le
balle con gli scout veri, riconosciuti, infedeli o saraceni.

Trullallà


Paolo Bonzini

unread,
Dec 19, 2003, 4:29:31 AM12/19/03
to
> > Di sicuro il capo di
> > un'unità mista avrà più gatte da pelare, ma da lì a definirla
> > "oscena"...
> Mai detto qeusto

Hai parlato rispondendo al mio post sui miei lupetti di "oscenità
della coeducazione". Mi spiace contraddirti.

> > A sostegno del fatto che non c'è gran differenza tra i due termini,
> > aggiungerò un'altra cosa: il regolamento AGESCI prevede anche
> > branchi/cerchi/reparti monosessuati (che permettono "un coinvolgimento
> > graduale e completo [...] grazie allo stimolo di un ambiente sereno e
> > fraterno"), e dice anche che nei reparti misti "l'attività di
> > squadriglia è molto potenziata al fine di recuperare momenti
> > indispensabili di omogeneità sessuale".
>
> Rafforza la mia convinzione

L'indispensabilità dei momenti di omogeneità sessuale non significa
che siano gli unici necesssari. Occhio con i sillogismi.

> Per quanto riguarda lo scoutTAG non so' proprio come si compone

Giuseppe Noto
ScoutTAG: GRUPPO NUMERO (PROVINCIA) (SSB) Akela

o qualcosa del genere. Guarda in fondo ai messaggi di chi lo usa, per
esempio questo.

Paolo Bonzini

unread,
Dec 19, 2003, 4:38:33 AM12/19/03
to
Caprone Esuberante ha scritto:

> nessuno di voi ha mai fatto caso a quanto
> possa essere spirituale un COnsiglio della Legge???

Giusto, non sono mai stato tanto d'accordo con te... ;-)

Oppure a perché mai in una veglia alle stelle si distribuiscano le
carte del cielo se tanto si prega... oppure, cosa direste di
un'attività sul commercio equo e solidale organizzata come una Caccia
Francescana???

Secondo me in AGESCI insistendo troppo sulla catechesi a spese della
spiritualità, facciamo perdere di vista ai ragazzi la fede che Dio gli
ha donato (la fede è un dono di Dio, lo sapevate, no?)

Panda Sornione

unread,
Dec 19, 2003, 4:39:02 AM12/19/03
to
> Mi domando se sei cattolico

Perchè invece di farti sempre domande sugli altri qualche volta non cerchi
anche delle risposte?
Te le pongo io alcune domande se ti va.

E se una famiglia musulmana ti chiedesse di far entrare proprio figlio in
branco?
In Italia solo i cattolici hanno diritto a fare scoutismo confessionale?
Cosa ha in più lo scoutismo confessionale rispetto ad uno pluriconfessionale
nell'ambito delle scelte di vita del buon cittadino?

BS
G.


Panda Sornione

unread,
Dec 19, 2003, 4:42:02 AM12/19/03
to
> Io sono un capo del Gei e ho diversi ragazi cattolici in reparto. Al campo
se
> vogliono andare a messa uno di noi capi li monta in macchina e li porta in
paese.

Si oddio, non credo però che tutto si debba ridurre ad un permesso di
esercizio di libertà.
Credo fortemente nell'esempio e nella testimonianza. E il capo cngei imo
deve cmq essere testimone delle sue scelte. E se cattolico andare a Messa
con i ragazzi o al + non andarci se è necessario stare con gli altri. Un
esempio stupido, ma credo che essere laici non significhi solo fare
spiritualità, ma con la propria vita e le proprie scelte esternarle agli
altri.
E secondo me ciò non toglie nulla ad una proposta laica e pluralista, anzi
l'arricchisce.

Bs
G.


Andrea Kotter

unread,
Dec 19, 2003, 6:06:04 AM12/19/03
to

Caprone Esuberante <capronee...@katamail.com> scritto nell'articolo
<200312181...@mynewsgate.net>...


> > Ahia. Allora ti vedo maluccio come capo scout.
> > Se non sbaglio, la Promessa del GEI contiene ancora l'impegno a
compiere il
> > proprio dovere verso Dio. Evidentemente è un assurdo che tu sia
impegnato a
> > compiere il tuo dovere verso qualcuno che ritieni inesistente.
> > Non solo sei incoerente con i principi che ti sei impegnato a
rispettare e
> > ad insegnare ai tuoi ragazzi, ma sei anche lontano dalle posizioni di
B.P.
> > Cosa gli dici ai ragazzi che si preparano alla Promessa? "Assumete
questo
> > importante impegno ma, comunque, sappiate che per quanto mi riguarda
non
> > significa nulla". L'altra alternativa che hai ovviamente è l'ipocrisia.
Un
> > bel guaio per il tuo reparto, insomma.
>
> io non ti ho giudicato e tu per favore non giudicare me.

Non è un giudizio. E' una constatazione di un dato di fatto.

Che B.P. ci tenesse a che nello scoutismo ci fosse anche una formazione
religiosa (ciascuno scout venendo incoraggiato a seguire la propria
religione) lo diamo per assodato giacchè si potrbbero citare molti suoi
testi. Da cui l'osservazione che sei lontano dalle sue posizioni: non sei
in grado di dare l'esempio in questo senso.

> Almeno informati prima di farlo.
> Il termine Dio (tuttora in analisi, abbiamo un porgetto in corso per
rivedere
> legge e promessa, niente di che ma rimodernare e cercare di tradurla in
modo
> piu` attuale) ha un significato diverso nella nostra associazione.

In tutte le religioni la definizione di Dio è diversa. Ma in tutte resta un
termine per indicare la trascendenza, qualcosa che è al di sopra dell'uomo,
compresi i suoi ideali, valori, coscienza. Quindi, dire che Dio = i miei
ideali significa in realtà svuotare di significato la parola Dio e,
evidentemente, non è che un'arrampicata sugli specchi, una scappatoia. Il
problema di una incoerenza di fondo con la Promessa quindi sussiste.

Infine, noto che altri partecipanti alla discussione segnalano che non si
può essere capi del GEI ed atei. Un'ulteriore incoerenza da parte tua, che
è indipendente dalla definizione che vuoi dare all'impegno verso Dio.
Sei nei guai. Auguri,

Andrea

Andrea Kotter

unread,
Dec 19, 2003, 6:06:06 AM12/19/03
to

Trulallà <in...@esploratori.org> scritto nell'articolo
<brt9af$1qrv$1...@pflock.pfadi.ch>...


>
> "Chioccia comprensiva" <nesa...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
> news:oqjEb.1552$Jw2....@tornado.fastwebnet.it...
> > Non a caso ci si chiede, ma non mi risulta una posizione associativa
> > ufficiale, se un ateo può fare o meno il capo unità. Queste due anime,
in
> > linea di massima, sono presenti in tutte le Associazioni Laiche e
> > Pluraliste.
>
> Nel CNGEI non è possibile fare il capo ufficialmente se si è ateo

Ah vedi. Chissà se Caprone e Mamba lo sanno.

>
> Allora , qualcuno di voi potrà dirmi: come è possibile allora che ci
siano
> capi nel cngei se sono atei?
> semplice nessuno lo sa veramente eheh, perchè nel gei la scelta di fede,
> qualunque essa sia , è una scelta assolutamente personale. Potrebbe
sembrare
> una soluzione all'italiana, ma se ci pensate, è già una visione molto
> all'avanguardia.

Mah. Sì, sarebbe bello, se i capi GEI fossero coerenti. Solo qui in questo
gruppo ne vediamo due che non lo sono. Io non dico affatto che spetti ad
altri andare a tirargli le orecchie; dovrebbero essere loro a trarre da
soli le dovute conclusioni.

Saluti,

Andrea

Caprone Esuberante

unread,
Dec 19, 2003, 7:47:20 AM12/19/03
to

Ovviamente mi informero`, ma sono "adulto" in senso scout da appena un anno, e
negli incontri nazionali a cui ho partecipato non l'ho mai conosciuta, e negli
ultimi numeri di scoutismo per adulti non c'erano suoi articoli....
Non sono un "vecchio" come te (non ti offendere :PPP)

Panda Sornione

unread,
Dec 19, 2003, 7:33:26 AM12/19/03
to
> ehm mi sa che ci vorrà del tempo.
> piuttosto mi hai incuriosito. a questo punto non capisco più come mai ci
> siano tante associazioni, e si che diciamo di essere fratelli mmmm questo
> significa che comunque non andiamo d'accrodo tra di noi eh?

Basta andare nel 90% delle zone agesci per poterti accorgere di quanto sia
facile non andare daccordo.

BS
G.


Caprone Esuberante

unread,
Dec 19, 2003, 8:01:47 AM12/19/03
to
> Infine, noto che altri partecipanti alla discussione segnalano che non si
> può essere capi del GEI ed atei. Un'ulteriore incoerenza da parte tua, che
> è indipendente dalla definizione che vuoi dare all'impegno verso Dio.
> Sei nei guai. Auguri,

Non mi sento nei guai, comunque questa e` la mia ultima risposta alle tue
accuse. Non intendo parlare con chi fa dell'offesa personale (e per me mettere
in dubbio la mia promessa e` un offesa personale) una tattica di discussione. Il
CNGEI e` una associazione non-confessionale. Non aderiamo a livello associativo
a nessuna associazione. E sinceramente non sono riuscito a trovare nemmeno un
passo in cui BP dicesse che se non si e` credenti nel Dio cristiano allora non
si puo` essere scout. Io sono ateo, la mia mancanza di fede pero` non fa di me
un educatore peggiore (nemmeno migliore) di un capo credente. Io vivo
coerentemente con i miei valori, con cio` in cui credo, e ritengo che sia un
buon esempio. Tu sei cattolico (immagino) vai a messa la domenica, preghi
quotidianamente, rispetti i comandamenti e vivi la tua fede giornalmente. Io
condivido praticamente tutti i valori della religione cattolica (non sono nato
ateo, lo sono diventato qualche anno fa, prima ero credente, sono anche
cresimato...) solo che non credo nell'esistenza di Dio. Pero` vivo coerentemente
(o almeno col massimo della coerenze che riesco ad avere...) con i miei valori e
la mia spiritualita`. Credo nella non-violenza e se non riesco ancora a
eliminare la violenza verbale dal mio comportamento sono vari anni che non alzo
le mani nemmeno per difendermi. Questo per farti solo un esempio.
Non credo che per educare alla spiritualita` bisogni essere credenti. E per
fortuna altre persone su questa board lo testimoniano (anche Agesci).

Per continuare a discutere con te aspetto le tue scuse sulla mia promessa.

Buon cammino.

Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:00:43 AM12/19/03
to
> Interessante ma le teu idee personali?
> --
Forse parlo arabo? Io mi sono schierato apertamente a favore
dell'intereducazione.
Credo che comunque in tutta la discussione serpeggi lo spettro di una mia
avversione nei confronti di chi non applichi l'intereducazione; poteva
essere vero una volta, quando ero più impulsivo. Adesso dico solo che
esistono due modelli. A mio parere l'intereducazione è più rispondente al
Magistero, fors'anche perchè la coeducazione dilaga come pensiero dominante
dopo il famigerato sessantotto. Nell'AGESCI, la più grande associazione
scout italiana, esiste la libertà di scegliere il modello da applicare (a
mio avviso la scelta del modello coeducazionale è rispondente alla crisi
delle adesioni).


Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:01:48 AM12/19/03
to
Ho già risposto. Se lo desideri posso ripetermi
"Andrea Malfatti" <martorana...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:a4k3uv4t5pudsabsh...@4ax.com...

> On Thu, 18 Dec 2003 16:45:54 +0100, Andrea Malfatti
> <martorana...@tin.it> wrote:
>
> >On Thu, 18 Dec 2003 15:22:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
> >wrote:
> >
> >
> >>A proposito di Intereducazione, questo è il commento di un commissario
di
> >>distretto FSE
> >>
> >Interessante ma le teu idee personali?
> Mi sono scordato un pezzo da inserire tra 'Interessante' e 'ma' cioe'
> ',nonostante le ripetizioni, ' per cui il mio commento doveva essere:
>
> Interessante ,nonostante le ripetizioni, ma le tue idee personali?

Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:03:15 AM12/19/03
to

> Questo e' cio' che ha detto il commissario ripeterlo 10 volte non lo
> rafforza e potrebbe diminuire la fiducia, che tutti gli scout
> ripongono nei fratelli scout, verso di te. Se hai esagerato con
> 'incolla' diccelo, errare e' umano perseverare e' diabolico.

Non ravviso la ripetizione. Ravviso invece il sostegmo alla mia tesi.


Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:05:39 AM12/19/03
to
> Spero di essermi spiegato, ora attendo in particolar modo la versione
> di Giuseppe Noto, a proposito sei tu Giuseppe che ti firmi peppenoto
> sul forum della tua associazione?

Arguta rilevazione! Forse perchè corrisponde anche al mio indirizzo e-mail
^___^


Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:07:56 AM12/19/03
to
scusate tutti ma non capisco come possa essersi ricopiato così tante volte


Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:16:15 AM12/19/03
to
Avrò certamente usato una modalità di scrittura che si pone in una dupplice
interpretazione.

Per quanto riguarda il discorso che la tua associazione non escluda la
possibilità di costituire delle unità monosessuate indica una non totale
chiusura all'intereducazione. Potrebbe essere un modo per rispondere alle
persone come me che criticano la scelta della coeducazione, dicendo che la
determinazione della formazione delle unità spetta ai gruppi, o potrebbe
essere una scelta diversa. Non lo so, credo che neanche tu lo sappia. Come
ho già detto in precedenza, io non dico che la coeducazione non sia un
valido modello educativo.

ScoutTAG: Palermo I (PA) (SSB) Akela branco "Roccia della Pace"


Giuseppe Noto

unread,
Dec 19, 2003, 9:31:39 AM12/19/03
to
> E se una famiglia musulmana ti chiedesse di far entrare proprio figlio in
> branco?

Se io chiedo di aderire all'AGESCI (a parte il fatto che dopo questo scambio
d'opinoni non avverrebbe mai) chiedo di aderire ad una associazione che per
mezzo dello scoutismo si propone di formare cittadini/e sì probi alla
patria, ma anche fieri testimoni della loro fede. Non posso esimermi dunque
dall'accettare che l'associazione in questione mi offra di partecipare a
delle attività che abbiamo lo scopo di farmi crescere e divenire un buon
cittadino (nella concezione detta sopra). Ora ti esplicito la risposta
intrinsecamente inserita sopra portandoti un caso che si è verificato
quest'anno di due genitori, uno musulmano l'altro cattolico, non praticanti
entrambe, i quali mi avevano chiesto di potere iscrivere il proprio figliolo
al branco. Loro non avevano fatto assolutamente questioni, inizialmente,
appena dissi loro come funzionava lo schema delle attività, inclusa la messa
della domenica. Ma appena dovettero sottoscrivere il modulo d'iscrizione,
recante parte dello statuto associativo, il padre almeno rifiutò
l'iscrizione, perchè... nello statuto c'è scritto "nasce l'associazione
[...] per una nuova implantatio evangelica nelle giovani generazioni".

Eppure lì c'è il fine dell'associazione.

Se il genitore musulmano accetta che io esplicitamente educhi sui figlio
affinchè un giorno diventi un cittadino italiano, cattolico fiero, non di
quelli che sono solo in grado di sparare sulla Chiesa, eppure ne fanno
parte, io non ho problemi ad accettarlo. Nello specifico ho detto loro di
rivolgersi ad un gruppo CNGEI.


Andrea Malfatti

unread,
Dec 19, 2003, 9:39:44 AM12/19/03
to
On Fri, 19 Dec 2003 14:00:43 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>> Interessante ma le teu idee personali?

A dirla come la ho letta io tu hai fatto taglia e cuci di cio' che
hanno scritto e detto altri, cosa che poteva fare chiunque anche senza
essere d'accordo con te, senza dire apertamente che per te
l'intereducazione e' piu' efficace per questo motivo o per quest'altro
motivo.
Ci hai dato solo un testo (1) in cui altri spiegano cosa sia
l'intereducazione e altri testi dai quali si trova qualcosa solo alla
luce del testo (1) tra l'altro arrivato dopo.

Ora ti chiedo:
Se il Magistero dice di educare maschi e femmine separatamente
perche' le classi di catechismo sono miste?
perche' nella stragrande maggioranza di scuole cattoliche le classi
sono miste?

Vorresti dire che i parroci e i direttori/presidi non sono cattolici?
Stai attento che sono tutti sacerdoti della Chiesa - una, santa,
cattolica e apostolica - come recita il Credo.

E lasciando da parte il Magistero, nei VANGELI c'e' scritto qualcosa a
riguardo? Dio, nella persona del Figlio, ha in qualche modo fatto
riferimento ad un'educazione separata di maschi e femmine?

Non fare taglia e incolla con altri testi di altre persone ma china la
testa sulla tastiera e rispondi usando il *tuo* cervello e le *tue*
mani.

Andrea Malfatti

unread,
Dec 19, 2003, 9:43:27 AM12/19/03
to
On Fri, 19 Dec 2003 14:03:15 GMT, "Giuseppe Noto" <pepp...@tin.it>
wrote:

>

Se dici che lo stesso testo non e' ripetuto per 10 volte o non lo hai
letto, o ci confermi che non essendo un errore stai perseverando per
cui non sei guidato dal tuo spirito cattolico ma da uno spirito
diabolico.

Vade retro Satana. :-)

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