Secondo l’ufficio d’igiene un capo scout, in quanto responsabile dei ragazzi
che porta al campo, ha il dovere di accertarsi che questi arrivino al campo
in buone condizioni di salute, questo anche perché qualora un ragazzo
contragga una malattia al C.E. e i dirigenti della comunità (i capi) non si
siano accertati delle buone condizioni di salute di tutta l’unità, questi
sono responsabili delle eventuali conseguenze piccole o grandi. Facciamo un
esempio: se Mario va al campo con i pidocchi e li attacca a Piero che dopo
il campo deve partire per le Maldive con la famiglia, i genitori possono
pretendere dai capi il risarcimento della mancata vacanza, se essi non si
sono assicurati che Mario era in condizioni idonee alla vita di comunità.
Allo stesso modo se Mario ha la mononucleosi infettiva e contagia Piero (con
la facilità che vi lasciamo immaginare), oltre al possibile danno di cui
sopra, i capi potrebbero andare incontro a guai più seri se si pensa che una
milza o un fegato gonfi (come spesso accade con quella malattia) sono molto
soggetti a lesioni gravi o irreversibili.
Questo è quanto abbiamo edotto da ripetuti colloqui con i medici della
A.S.L. e che a volte noi capi ignoriamo, prendendoci delle grosse
responsabilità senza neanche saperlo.
Non è forse superfluo aggiungere che (come anche l’ultima legge sulle
autocertificazioni ha ribadito) NON SI PUO’ AUTOCERTIFICARE LO STATO DI
SALUTE e che dichiarazioni del tipo "esonero da ogni responsabilità…" non
hanno alcun valore.
Il problema è diventato maggiore dalle nostre parti ora che è stata
introdotta una tassa di
30.000 £ sul certificato medico che le A.S.L. rilasciano 3 giorni prima
della partenza per un campeggio e che quest’ultimo si ottiene solo con una
precedente anamnesi firmata dal medico curante che spesso chiede 50.000 £
per
produrla.
Quindi allo stato attuale succede che:
1- I capi chiedono ai genitori un certificato che può costare fino a 80.000
£ a
ragazzo (hai voglia a tagliare sulle spese per fare una quota popolare…) e
si tutelano.
2- I capi rischiano (e ci sembra che lo facciano già abbastanza nel corso
delle
attività).
3- I capi trovano un medico (incosciente) che si mette a firmare certificati
per tutto il gruppo e magari pubblicizzano anche la mossa, facendo fare ai
capi di cui al punto 1 la figura degli imbecilli coi genitori (è successo…e
vorremmo non succedesse più), e rischiando, insieme al medico, anche sul
penale (e alla faccia della legalità).
:-(
Noi vorremmo chiedere ai nostri quadri regionali e zonali di intervenire per
proporre una cifra piu' bassa per i certificati per i campeggi educativi.
Ciao.
Paolo Orlandini.
ScoutTag: Ancona 9 (AN) (AGESCI) Capo Reparto
>Vi faccio partecipi della questione che, con il mio staff, stiamo cercando
>di far arrivare in zona e regione (Marche) e a tutti i capi sul discorso
>CERTIFICATI MEDICI AL CAMPO con una lettera di cui vi anticipo parte della
>bozza.
>
>Questo è quanto abbiamo edotto da ripetuti colloqui con i medici della
>A.S.L. e che a volte noi capi ignoriamo, prendendoci delle grosse
>responsabilità senza neanche saperlo.
Che noi capi ci prendiamo delle responsabilità grosse è verissimo,
però, per la mia esperienza, quelle che hai detto tu sono fra le più
leggere! Qualunque cosa succeda ad un nostro ragazzo ne siamo
responsabili e, se di solito non ci sono guai grossi è solo perchè,
nonostante tutto, la maggioranza dei genitori è formata da persone di
buon senso e umanità. Ma se trovi lo st....rano o il caso della lite
in famiglia per cui la figlia sta con la madre e il padre separato
approfitta dell'incidente per infierire sulla madre e, di riflesso su
di te sono dolori. A me è successo un episodio del secondo tipo con
una guida che si è fatta una microfrattura ad una vertebra durante un
gioco ed ho sudato freddo per tre mesi buoni, finchè non sono arrivati
tutti i rimborsi del caso ed ho visto il babbo soddisfatto. D'altra
parte cosa ci vuoi fare? O smetti di fare il capo o ti tieni le
responsabilità e fai del tuo meglio. Certo che molti ci danno dei
pazzi e forse hanno ragione! Papa Giovanni XXIII diceva che senza un
po' di pazzia non si entra in Paradiso: speriamo sia vero.
>Il problema è diventato maggiore dalle nostre parti ora che è stata
>introdotta una tassa di
>30.000 £ sul certificato medico che le A.S.L. rilasciano 3 giorni prima
>della partenza per un campeggio e che quest’ultimo si ottiene solo con una
>precedente anamnesi firmata dal medico curante che spesso chiede 50.000 £
>per
>produrla.
>
Questo da noi non succede e mi pare anche criminale, in particolare le
30.000 di tassa! Siete certi che sia legale? Fatevi dire in base a che
legge chiedono una cosa simile? E poi perchè lo deve fare l'A.S.L.? Al
mio paese tale certificato lo rilascia l'Ufficio di Igiene del Comune,
dopo una visita dell'ufficiale sanitario, ed è gratuito. Era diventata
a pagamento la vaccinazione antitifica e, da quel momento non è più
stata obbligatoria. Viene richiesta la firma del medico di famiglia su
una scheda con malattie e cose simili, e quello sarebbe, in effetti un
"certificato" a pagamento, ma nessuno dei medici del mio paese ha mai
chiesto una lira per fare quella firma!
>3- I capi trovano un medico (incosciente) che si mette a firmare certificati
>per tutto il gruppo e magari pubblicizzano anche la mossa, facendo fare ai
>capi di cui al punto 1 la figura degli imbecilli coi genitori (è successo…e
>vorremmo non succedesse più), e rischiando, insieme al medico, anche sul
>penale (e alla faccia della legalità).
Mi sfugge perchè rischiano sul penale. Non mi risulta ci sia una
"privativa" del medico di famiglia sull'assistito! Se un medico vero,
iscritto all'albo etc (magari scout anche lui), dopo una visita ed una
anamnesi accurata mi rilascia un certificato di idoneità non vedo dove
sia il rischio penale o i problemi di legalità. Anzi sarebbe il caso
di pubblicizzare la cosa, in modo che gli esosi medici di famiglia,
già generosamente pagati, sappiano che si può anche evitare di dargli
quelle famose 50.000 e, possibilmente, si vergognino anche!
>Noi vorremmo chiedere ai nostri quadri regionali e zonali di intervenire per
>proporre una cifra piu' bassa per i certificati per i campeggi educativi.
Proporre non costa nulla, e non vorrei disilludervi, ma credo ci siano
poche speranze di trovare accordi in tal senso. Mi sembra più
interessante esplorare l'aspetto del diritto che hanno i vari soggetti
coinvolti di esigere le cifre che chiedono e le possibili alternative.
Spesso capita che solerti impiegati pubblici chiedano cose che non
hanno alcun motivo di chiedere e che amministrazioni si arroghino
diritti che non hanno affatto, vuoi per cattiva informazione, vuoi
per protervia, vuoi per errate interpretazioni delle leggi e, molto
spesso noi subiamo solo perchè abbiamo ancora meno possibilità di
essere informati di loro.
Buona strada.
Andrea Biglietti AGESCI Modigliana 1° Ravenna Capo Gruppo e MdN
C'e' qualcuno che sa di diritto? Qualche medico che sa qcosa?
Grazie in anticipo.
Paolo Orlandini
Teoria:
I ragazzi fanno il famoso 'certificato di buona salute' ogni tot anni se
sono al di sotto di una certa età (non ricordo quale, mi sembra 13) che
è la famosa visita per vedere se hai i pidocchi ecc. e ci hanno sempre
detto che è aggratis.
Invece sono gli educatori a dover fare il certificato che costa 60
sacche, quello che ti fanno la punturina pruriginosa, e in teoria
dovrebbero farlo tutti.
Fine della teoria.
Pratica:
In pratica la USL ci ha detto che a livello nazionale c'è la convenzione
che se per sfyga ti fanno il controllo basta che un capo ogni 15 ragazzi
abbia il certificato e i ragazzi non devono portare proprio nulla. Amen.
Il fatto è che i nostri ragazzi del campeggio sono tutti 13+, ma visto
che sei un CR non dovresti avere problema, ci sono solo i 12enni che
devono fare il foglio.
Poi ripeto, per gli scout lo stato italiano ha fatto una legislazione a
parte, quindi non ti so dire...
Ciao!
---
Gianalberto Gazzotti
* WonTolla del Branco di Tifferet (RE3 Gei)
* Cavaliere della Compagnia Escalibour (RE2)
wont...@scoutnoventa.zzn.com
A parte il *ridicolo* accenno alla generosità degli stipendi per i
medici (se vuoi ti mando il mio cedolino, in modo che possa ridere anche
tu della generosità nei nostri confronti!), considera che ogni volta che
un medico mette una firma su un pezzo di carta certificando qualcosa si
prende delle responsabilità: mi vergognerei a chiedere un compenso al
povero pensionato che tira avanti con la pensione minima o alla famiglia
in difficoltà, ma non mi vergogno di certo, in condizioni *normali*, a
chiedere quanto stabilito dal tariffario del mio ordine professionale
per una prestazione: per caso, tu ti vergogni a chiedere la quota campo?
Buona strada.
--
Stemaz
ste...@tn.village.it
ICQ#: 11429586
PGP Key available on server
>A parte il *ridicolo* accenno alla generosità degli stipendi per i
>medici (se vuoi ti mando il mio cedolino, in modo che possa ridere anche
>tu della generosità nei nostri confronti!),
Dipende dal tipo di servizio svolto dal medico e dal numero di
mutuati, ma siccome per ragioni professionali qualcuna :-)) di quelle
cifre la vedo, ti assicuro che la maggior parte ha stipendi più che
abbondanti, nettamente, ma molto nettamente, superiori al mio, pur
facendo io parte di una delle categorie che tutti dicono che
guadagnano molto.
Se mi dici che ciò è giustificato dall'importanza del vostro lavoro
(che vorrei vedere considerata più una missione che un banale lavoro)
e dall'impegno che dovete metterci per essere sempre preparati al
meglio, non ho difficoltà a darti ragione e, per quanto mi riguarda
potreste prendere anche di più.
>considera che ogni volta che
>un medico mette una firma su un pezzo di carta certificando qualcosa si
>prende delle responsabilità: mi vergognerei a chiedere un compenso al
>povero pensionato che tira avanti con la pensione minima o alla famiglia
>in difficoltà, ma non mi vergogno di certo, in condizioni *normali*, a
>chiedere quanto stabilito dal tariffario del mio ordine professionale
>per una prestazione:
Quello delle responsabilità è un discorso che non regge. Chiunque fa
un lavoro di tipo professionale o è un dipendente che coordina persone
o attività o strutture si assume delle responsabilità anche molto
pesanti. Io ho la responsabilità di garantire il funzionamento
continuo del centro elettronico della mia azienda: dipende da me il
lavoro di 300 persone e, se si verificano alcune circostanze, peraltro
nemmeno tanto improbabili e sulle quali ho anche poca possibilità di
controllo, posso andare incontro a sanzioni penali (n.b.: penali: da 3
a 10 anni di reclusione in un caso) anche molto gravi. Però è un
lavoro che mi piace, l'ho voluto fare, ne conosco rischi e
conseguenze. E anche tu, immagino, hai scelto il tuo lavoro di medico
e sapevi cosa comportava e quali responsabilità ti prendevi e, ti
auguro, ti andava bene e non te ne sei pentito.
Per quanto riguarda i certificati a pagamento, faccio due
osservazioni:
1) constato che i medici di famiglia del mio paese non chiedono una
lira: noi mandiamo i ragazzi dal loro medico con una scheda che ci da
l'ufficio di igiene del comune dove ci sono indicate le vaccinazioni
che il ragazzo ha fatto, c'è un elenco di patologie con delle
caselline e uno spazio per alcune indicazioni ulteriori; il medico
crocetta le caselline del caso, inserisce le ulteriori indicazioni che
poi servono anche a noi al campo per sapere come comportarci per
quanto riguarda alimentazione, medicine e quant'altro, se lo ritiene
necessario visita il ragazzo, timbra e firma la scheda e la
restituisce alla famiglia. Tutti i ragazzi vengono poi convocati 2 o 3
giorni prima di partire all'ufficio di igiene del comune dove
l'ufficiale sanitario verifica tutte le schede, eventualmente fa una
ulteriore visita a qualche ragazzo (forse sulla base di ciò che legge
sulla scheda) e poi siamo a posto. E' una trafila che conosco
benissimo perchè, prima che capo sono genitore e l'ho passata per
almeno 10 anni consecutivi. E, ripeto, nessuno, in questi passaggi
chiede una lira ne a noi associazione, ne alle famiglie dei ragazzi.
2) come opinione strettamente personale, non trovo giusto che il
medico di famiglia percepisca un compenso per emettere un certificato
per un proprio paziente. Se non vado errato (correggimi se sbaglio),
il medico di famiglia riceve una quota fissa annuale per ogni
paziente. Per me, in quella quota ci dovrebbe stare tutto il rapporto
col paziente, almeno per le cose "normali"; mi spiego meglio, non
credo ci debba stare la visita che tu mi fai la Domenica a casa quando
potrei chiamare la guardia medica, o la dieta dimagrante che IO voglio
fare senza che nessuno mi obblighi ma il rilascio di certificati che
mi richiede un'autorità terza rispetto a me e a te per fare qualcosa
quelli sì.
>per caso, tu ti vergogni a chiedere la quota campo?
guarda che questa proprio non regge! la quota campo è per il
funzionamento del campo, non per me! e nemmeno per le mie
responsabilità! Io la quota campo la pago, tutta intera, e, come me
tutti gli altri capi, aiuti, rover in servizio, cambusieri e, non
ultimi, i ragazzi e le ragazze che vengono!
E siccome mio figlio veniva con me al campo dei lupetti da quando
aveva 3 anni fino ai sette anni (quando è entrato in branco
ufficialmente) anche lui ha sempre pagato la sua brava quota intera!
Se pensassi per un solo istante di farmi dare qualcosa per me dalla
quota campo o anche solo di non pagare la mia parte come tutti gli
altri (bambini compresi) mi vergognerei eccome e, anzi, non potrei
rimanere un minuto di più in associazione! Mi sembrerebbe di farmi
pagare il mio servizio di capo! Stiamo scherzando o cosa! Dove
finirebbe il mio volontariato? E non siamo un caso isolato: i capi
della zona con cui mi sono confrontato si comportano come noi; solo
qualche gruppo fa qualche eccezione per gli R/S in servizio perchè
finirebbero col pagare due quote, quella del campo dove fanno servizio
e quella della loro route. Da noi ancora non ha protestato nessuno per
questo e quindi andiamo avanti così.
Ovviamente cerchiamo di tenere la quota il più bassa possibile
(150.000 di cui 30.000 pagate al momento del censimento e 120.000 alla
partenza; per una settimana di VdB non mi sembra molto) e ci scappiamo
sempre bene.
Certo che su quote così le 50.000 di produzione di un certificato non
incidono mica poco!
Nessuno mi ha chiarito però ancora perchè, se io trovo un medico scout
che fa i certificati per tutti a costo zero, dopo visita accurata del
ragazzi e anamnesi con i familiari, ci sono dei rischi penali per il
solo fatto di averli redatti. Io non credo ve ne siano, ma sono
certamente poco informato sul fatto specifico. C'è in linea qualcuno
bravo che me lo spiega, magari citando qualche articoletto di legge.
Grazie.
Buona Strada.
E il medico può prestare la sua opera senza chiedere compenso, se lo
vuole. E a norma di legge :-)
> 2) come opinione strettamente personale, non trovo giusto che il
> medico di famiglia percepisca un compenso per emettere un certificato
> per un proprio paziente. Se non vado errato (correggimi se sbaglio),
> il medico di famiglia riceve una quota fissa annuale per ogni
> paziente. Per me, in quella quota ci dovrebbe stare tutto il rapporto
> col paziente, almeno per le cose "normali"; mi spiego meglio, non
> credo ci debba stare la visita che tu mi fai la Domenica a casa quando
> potrei chiamare la guardia medica, o la dieta dimagrante che IO voglio
> fare senza che nessuno mi obblighi ma il rilascio di certificati che
> mi richiede un'autorità terza rispetto a me e a te per fare qualcosa
> quelli sì.
E invece no. Il medico di famiglia è un libero professionista che
percepisce una quota mensile per ogni assistito per prestazioni ben
precisate: in parole povere è convenzionato con il SSN per erogare
alcune prestazioni, come la visita in ambulatorio, la prescrizione di
farmaci, la certificazione di malattia ecc., e, sfiga, il certificato di
buona salute richiesto per partecipare al campo *non è* tra le
prestazioni che sono citate nella convenzione, come non lo sono i
certificati per l'attività sportiva non agonistica ecc. Personalmente
preferirei non far scucire una lira per una visita domenicale, se un mio
assistito non stesse bene, piuttosto che non richiedere un compenso per
una prestazione "extra".
> guarda che questa proprio non regge! la quota campo è per il
> funzionamento del campo, non per me! e nemmeno per le mie
> responsabilità! Io la quota campo la pago, tutta intera, e, come me
> tutti gli altri capi, aiuti, rover in servizio, cambusieri e, non
> ultimi, i ragazzi e le ragazze che vengono! (...)
> Certo che su quote così le 50.000 di produzione di un certificato non
> incidono mica poco!
Guarda che su questo sono d'accordo: da capo non mi sono mai sognato di
non pagare la quota per il campo, ma quello dei certificati è un altro
discorso: voglio dire che se il medico di famiglia chiede un compenso
per il certificato questo è lecito. Punto e basta. Tu come capo in
questo non c'entri affatto. E il costo del certificato non va
*assolutamente* incluso nella quota campo. Del resto con 50.000 lire ci
si possono pagare: due lezioni di pianoforte, non so quante ore di
tennis, due-tre ore di baby-sitter, una ricarica per il cellulare ecc.
ecc., e perchè allora non un certificato medico per partecipare al campo
estivo?
> Nessuno mi ha chiarito però ancora perchè, se io trovo un medico scout
> che fa i certificati per tutti a costo zero, dopo visita accurata del
> ragazzi e anamnesi con i familiari, ci sono dei rischi penali per il
> solo fatto di averli redatti. Io non credo ve ne siano, ma sono
> certamente poco informato sul fatto specifico. C'è in linea qualcuno
> bravo che me lo spiega, magari citando qualche articoletto di legge.
Difatti non ce ne sono: nessun risvolto penale. Visito, interrogo,
giudico, certifico. Tutto a norma di legge. Ma sono scorretto verso il
collega che ha in cura lo scout cui io ho fatto il certificato:
l'assistito è suo, lui ha il compito di prendersene cura. Dietro
compenso o meno. A meno che non si ravvisi la "concorrenza sleale" (non
faccio pagare il certificato per indurre l'assistito a scegliere me come
curante, cosa che è prevista dal codice deontologico e per la quale
potrei essere denunciato all' ordine professionale, con successiva
sanzione disciplinare).
Buona strada.
--
Stemaz
ste...@tn.village.it
Ciao Gianalberto,
martedi`, 2 marzo 99, hai scritto:
GG> Lo so anch'io che servira` una volta su mille, ma la legge di murphy
GG> vuole che se non lo fai...
Grandeeee!!!
La legge di Murphy !! Ne sono stato seguace dai tempi di clan: era una
religione per i rover del mio Clan.....
Ma non esageriamo. Comunque hai ragione forse per i casi che hai
citato (case a ridosso del paese); per il resto vale il mio discorso
iniziale.
Ciao,
Lorenzo mailto:lorenzo...@usa.net
or: lorc...@tin.it
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#! rnews 2067
Path: scoutnet!z1907!n39!f800!giovanni.cielo
Date: 05 M
"I dottori hanno fatto tutto quello che hanno potuto
ma nonostante questo...
sono ancora vivo"
Ashleigh Breant
uncapotorineseattonito
--
---
Paolo F.
pao...@rimuovimi.iol.it
(RIMUOVERE rimuovimi PER IL REPLY)
Già, ma chi redige il certificato non fa mica volontariato...
Come la famiglia che non può *permettersi* la quota campo viene aiutata
dalla cassa di gruppo (nel mio gruppo funzionava così, penso che sia lo
stesso in tutti i gruppi: la partecipazione al campo estivo è troppo
importante per essere vincolata alla disponibilità economica della
famiglia!), allo stesso modo il certificato può essere redatto senza
richiesta di compenso da parte del medico; allo stesso modo come tu non
ti vergogni a chiedere la quota del campo a chi può permettersela, io
non mi vergogno a chiedere quanto stabilito dal tariffario (il "listino
prezzi") del mio ordine. *Tu* come capo devi offrire un "impegno
graduale, concreto, disinteressato e costante", al professionista viene
richiesta una prestazione *professionale* che come tale è giusto
retribuire. Tu come capo non devi mettere mano in questo, ma solo
ritirare il certificato per allegarlo alla scheda sanitaria dei tuoi
ragazzi.
Buona strada.
--
Stemaz
ste...@tn.village.it
>
Sono d'accordo sul fatto che ogni prestazione professionale vada retribuita
ma:
1)non ti paiono eccessive 50000 lire per una semplice visita come quella
in questione
2)non contestavo mica il tuo lavoro;solo non c'e` alcun legame tra lo spirito
che anima un capo "riscossore di quote campo" e un normale lavoratore,
non puoi mettere in relazione le 2 cose!
3)anche da noi le famiglie senza $ vengono aiutate ma non tutti si sentono di
comunicare ai capi le loro difficolta` finanziarie(chissa` se lo fanno poi col
proprio medico!)
4)come fa il medico a sapere se quei soldi sono o no un sacrificio per
l'assistito?
Buona strada anche a te
>E invece no. Il medico di famiglia è un libero professionista che
>percepisce una quota mensile per ogni assistito per prestazioni ben
>precisate: in parole povere è convenzionato con il SSN per erogare
>alcune prestazioni, come la visita in ambulatorio, la prescrizione di
>farmaci, la certificazione di malattia ecc., e, sfiga, il certificato di
>buona salute richiesto per partecipare al campo *non è* tra le
>prestazioni che sono citate nella convenzione, come non lo sono i
>certificati per l'attività sportiva non agonistica ecc. Personalmente
>preferirei non far scucire una lira per una visita domenicale, se un mio
>assistito non stesse bene, piuttosto che non richiedere un compenso per
>una prestazione "extra".
Abbiamo opinioni diverse :-)
>Guarda che su questo sono d'accordo: da capo non mi sono mai sognato di
>non pagare la quota per il campo, ma quello dei certificati è un altro
>discorso: voglio dire che se il medico di famiglia chiede un compenso
>per il certificato questo è lecito.
Avevo capito evidentemente male dal tuo messaggio e mi ero un po'
agitato ingiustamente. Chiedo scusa.
Non metto ovviamente in dubbio la liceità della richiesta di compenso
per il certificato; come opinione strettamente personale (fino ad un
certo punto però, visto che il comportamento di alcuni asseconda la
mia opinione), semplicemente non mi sembra "giusto". Io però non sono
medico e quindi vedo le cose dal lato, al limite, del paziente. Oppure
del capo che si trova a pensare (e questo lo faccio sempre) a cosa
costa globalmente ad una famiglia un figlio negli scout. E sono (o
sembrano a me) già tanti soldi.
>Punto e basta. Tu come capo in
>questo non c'entri affatto. E il costo del certificato non va
>*assolutamente* incluso nella quota campo.
ma nel costo di venire negli scout si, insieme con la divisa, la
gavetta, il censimento, l'uscita etc. Su tutte queste cose cerco di
stare sempre all'osso (divisa un po' alla volta e solo quando serve e
quello che serve veramente, senza gadget inutili, quote uscita e campo
all'osso, quota per la zona a carico del gruppo etc.) e tutto quello
che dovesse aggiungersi mi darebbe fastidio.
>Del resto con 50.000 lire ci
>si possono pagare: due lezioni di pianoforte, non so quante ore di
>tennis, due-tre ore di baby-sitter, una ricarica per il cellulare ecc.
>ecc., e perchè allora non un certificato medico per partecipare al campo
>estivo?
Comprendo benissimo il tuo punto di vista. Intimamente sono anche
convinto che nemmeno tu ti fai pagare se sai che quello che hai
davanti fa fatica a pagare e, penso anche la maggioranza dei tuoi
colleghi. Però così metti il certificato medico fra i generi
voluttuari e, in qualche misura lo svilisci! Non mi sembra che
richiedere un certificato medico sia come comperare la ricarica di un
cellulare. Le ore di tennis comunque variano molto ma dovrebbero
essere due o tre. :-))
>Difatti non ce ne sono: nessun risvolto penale. Visito, interrogo,
>giudico, certifico. Tutto a norma di legge. Ma sono scorretto verso il
>collega che ha in cura lo scout cui io ho fatto il certificato:
>l'assistito è suo, lui ha il compito di prendersene cura. Dietro
>compenso o meno.
La precisazione mi sembra importante perchè corregge una notizia
inesatta del messaggio da cui era partito il dibattito. Sulla
scorrettezza o meno, ogni medico immagino che si comporterà in base
alle sue convinzioni personali ed io non posso avere nessuna
esperienza in merito.
Buona Strada