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Convivere "di" clan?? -pareri-

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Cristian

unread,
Nov 2, 2000, 1:25:42 PM11/2/00
to
...ciao a tutti,
nella staff R/S...si è discusso della possibiltà
di fare un'esperienza di convivenza tra i componenti del Clan...
come momento forte per la comunità...i capi clan mi hanno chiesto
( io sono MdN) di "girare" questo tipo di proposta al NG per eventuali
pareri
o esperienze simili...e così sto facendo!
Grazie a tutti!
Cristian Mdn (Cologno al Serio)
le domande a cui ci interessa avere una risposta sono:
-pro e contro
-regole precise:-si fa solo se tutti partecipano
-tutte le attività dei partecipanti devono essere
mantenute o si pongono dei limiti
-quale è il momento dell'anno scout migliore
-quale è lo spazio migliore(casa dei capi clan?(senza
figli)-che ormai è ritrovo abituale per tutti gli R/S)
-testimonianze varie che ci aiutino a capire le finalità di un esperienza
così forte


Claudio Cianchettini

unread,
Nov 3, 2000, 1:18:55 AM11/3/00
to

-pro e contro:
Si viene a creare un forte spirito di gruppo e vengono smontate molte
maschere o facciate che di solito si creano in qualsiasi gruppo (es. "Ma
é possibile che da due giorni che siamo qui non hai ancora fatto nulla? io
ho lavato i piatti...")
Il rischio é che da semplici chiarimenti ci si possa trovare in
situazioni molto conflittuali.

-regole precise:
-si fa solo se tutti partecipano
questo é ovvio, ma sta ai capiclan "incartargliela" come
attività di clan a cui nessuno si può sottrarre

-tutte le attività dei partecipanti devono essere mantenute o si pongono
dei limiti
per rispecchiare la vita reale bisogna far si che tutte le
attività extra vengano mantenute (piscina, palestra,
ripetizioni ...escludendo solo le uscite con gli amici

-quale è il momento dell'anno scout migliore
non c'é un "momento migliore" ma forse sarebbe buono farlo in un
periodo che non coincida con esami per gli
universitari o fine quadrimestre per gli altri
-quale è lo spazio migliore
una qualsiasi casa li possa contenere tutti confortevolmente
(letti a sufficienza e non sacchi a pelo e stuoini o brandine)
possibilmente ben collegato con gli mpegni dei ragazzi

-testimonianze varie che ci aiutino a capire le finalità di un
esperienza così forte
io l'ho vissuta al mio ultimo anno di clan e ci ha molto aiutati
a creare un forte spirito di gruppo che ci potesse aiutare a
"sopportare" l'esperienza del campo estivo in Africa (Burkina
Faso). E' stata sicuramente molto utile, poi, purtroppo,
per il clan é diventata routine ed ogni anno i ragazzi
ripropongono fra le attività "la settimana comunitaria".

A voi trarre le conclusioni se può risultare utile.


--
Buona Caccia a chi osserva la legge della Giungla
ScoutTag: Roma 50 (RM) (AGESCI) Capo Branco
ScoutCode: A19-LC5 SC++ CA++ Z+ F++ ST- SE++ P E++ L+ PR++ B+ CO++


Rosalba

unread,
Nov 3, 2000, 3:00:00 AM11/3/00
to

E' una cosa allettantissima per i ragazzi, é un esperienza sicuramente forte
ma adesso in questo periodo finireste con il cadere nella mega fobia da
grande fratello!!!! Si é vero chi più degli scout può dire di avere un
fratello più grande con cui crescere, imparare ecc...ecc..
Ho sentito anche di alcue Co.Ca che hanno fatto l'esperimento (se di
esperimento possiamo parlare) e non sono d'accordo. La coca é una comunità
di adulti che 1 non sono comunità di vita e 2 spesso in Coca ci sono persone
con figli, mariti, mogli persone a carico e quindi diverrebbe una semplice
evasione dalla vita normale..... cioé dal quotidiano.
Per gli R/S non sono estremamente contro ma gli obbiettivi di questa
convivenza????
Perché dai ragazzi dovrebbe nascere un esigenza del genere cioé di andare a
vivere in 10 in 20 o di +,oltre al fatto di puro divertimento (come si dice
qui da noi PARIAMIENTO) alla fine rischiando di distorcere la realtà!!! E
poi i ragazzi che nell'età R/S vivono quasi sempre ancora in famiglia da cui
attingono anche ingenti somme per le ''loro SPESUCCE'' da dove
attingerebbero? Non credo in un capo clan cosi' ricco da poter mettere tutto
a disposizione pasti compreso.
Bisognerebbe anche faticarsela un po' l'esperienza di convivenza o no?
Facile avere la casa del capo clan a disposizione.
Forse un po' più complicato se chiedere ai ragazzi di racimolare con
lavoretti individuali e non come impresa di autofinanziamento di clan i
soldi per l'affitto di una casa, i soldi per la spesa ecc...???????
I fini educativi? Gli obbiettivi di un capo che mira ad una cosa del genere
non sono tanto evidenti bisognerebbe chiarirli!!!!
Comunque saluti e buona strada a tutti
NUVOLAVAGANTE (Rosalba Napoli V°)


Cristian <csa...@inwind.it> wrote in message
8tsboh$2cp$1...@nread2.inwind.it...

Boris Artuso

unread,
Nov 3, 2000, 3:00:00 AM11/3/00
to
Ciao Cristian.
L'esperienza di vita comunitaria della quale parli, in realtà è uno
strumento dei tanti.
Secondo me il tuo staff si dovrebbe chiedere perchè utilizzare tale
attività, da quali necessità, a quali fini, questo prima di porsi la domanda
del quando, del dove e del come.

Sia in qualità di rover sia di capo ho avuto l'occasione di vivere tale
esperienza diverse volte e tutte si sono caratterizzate per aspetti molto
diversi.
L'ultima volta ad esempio è stato un pò il tentativo di gettare l'ultima
esca a rover che avrebbero scelto a breve se proseguire il cammino di clan
oppure uscire dal gruppo.
Un'altra volta è stato un buon modo di fare venire a galla alcuni problemi
tra persone o gruppetti, che altre attività non erano riuscite a scovare.

E' indubbiamente un'attività molto coinvolgente, sicuramente può attirare
anche i ragazzi che di solito non partecipano volentieri alle riunioni
"convenzionali", è quindi molto potente se utilizzata bene.
E' importante valutare se la comunità di RS sia in grado di organizzarla e
di gestirla, non sarebbe molto utile una "vacanza" organizzata dai capi.

Per quanto riguarda il periodo probabilmente avrete più tempo in settembre
od in gennaio, quando a scuola non ci sono troppi impegni, in ogni caso
penso che il periodo ideale sia quando la comunità ne ha maggior bisogno.

I momenti da trascorrere assieme è difficile imporli a ragazzi di 17-20
anni, perciò è importante che ci sia consapevolezza e buona volontà da parte
dei più perchè questa attività riesca al meglio, altrimenti avrete soltanto
vissuto sotto lo stesso tetto.
Probabilmente è sufficiente una buona preparazione, entusiasmante ed
impegnativa allo stesso tempo.

Spero di esserti stato di aiuto.

Buona Caccia.

Bagheera.


CanChi

unread,
Nov 3, 2000, 3:00:00 AM11/3/00
to

>Nel mio clan era abbastanza frequente fare la route di Natale di
>convivenza.


Che io sappia difficilmente le route sono in solitario... o i campetti di
Natale...

>[...]

>far compere!!). I luoghi sono stati molto diversi fra loro: due anni
>siamo stati in sede, un anno presso la caritas, dove svolgevamo regolare
>servizio alla mensa, e l'ultimo mio anno a casa del mitico Don Cesare,
>che ci ha offerto la sua casa, la cucina eccetera; davvero eccezionale
>avere lui per tutta la route, i momenti di preghiera non sono mai stati
>cosi' belli :-).


Non so per la sede e da Don Cesare, ma alla Caritas è stata una semplice
Route di servizio. È vero che si sta tutti insieme, ma il fatto che non vi
siete allontanati dalla vostra città non significa poi molto.


>Quest'ultimo mio annola route e' stata, se cosi' si
>puo' dire, mista. Mi spiego meglio, siamo partiti il sabato dopo la
>scuola e abbiamo fatto una due-giori di intenso cammino di montagna, una
>cosa splendida, con la neve eccetera. Il clima che si e' creato e' stato
>impareggiabile e infatti la convivenza ne e' stata positivamente
>influenzata.

Io non ti capisco molto Elena. È ovvio che le route di strada o di servizio
che siano sono fatte dal Clan ed effettivamente il Clan convive, ma da come
la metti tu ti informo che anche il campo di reparto o le VdB sono
esperienze di convivenza...

>Comunque credo che sia meglio vivere il periodo di convivenza in un
>luogo significativo (la casa di qualche capo non mi sembra una gran
>bella idea) che ponga in contatto il clan anche con un' esperienza di
>servizio o di conoscenza di realtà diverse da quelle di una normale
>abitazione quale puo' essere ad esempo una parrocchia.

Cosa vuol dire "significativo"? Andare a convivere una settimana tutti
insieme non significa niente se la casa è di uno dei componenti del Clan?
Capirei se i genitori, fratelli o altri parenti fossero in casa, ma se è
solo il Clan...?


--


- CanChi


.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.

Nicola - "Canguro Chiacchierone" - Roma IX - AGESCI - Rover
A4-rs4 SC+++ CA+ Z/- F++ ST+++ SE P+ E+ L+/++ PR++ B+ CO++

.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.o0O0o.

CanChi

unread,
Nov 3, 2000, 3:00:00 AM11/3/00
to
csa...@inwind.it (Cristian) wrote in <8tsboh$2cp$1...@nread2.inwind.it>:

Ciao Cristian,
quest'anno il nostro Clan ha vissuto un'esperienza di vita comunitaria, e
posso dirti che non è stato male anche se poteva andare certamente meglio.

Inizio con le tue domande:


>-pro e contro
===============


Questo dipende molto dal tuo clan: se vi vedete tutti in continuazione non
avrà certo lo stesso impatto che nel caso in cui abbiate tutte vite
"separate" al difuori dal Clan e lo potreste vivere quasi senza
accorgervene.

Noi avevamo preso l'esperienza perché l'anno scorso il nostro Clan era
quasi-autogestito (per mancanza di Capi "a tempo pieno" siamo andati avanti
da soli per 3 riunioni al mese...) ed era necessario potersi "sentire
insieme" ed uniti.

In ogni caso, dato che penso che nessuno di voi viva da solo, l'esperienza
di una "convivenza" con altri può risultare molto utile, soprattutto - ma
non solo - per quelli che potrebbero andare a studiare in una università
lontano da Casa e quindi a trovare un posto in una casastudenti o a vivere
in un appartamento con altri.

Direi 'PRO'


>-si fa solo se tutti partecipano

==================================


Si. Non è un'uscita, è un'attività del Clan di più giorni e non è pensabile
non essereci tutti.

MA:
è veramente difficile trovare una serie di giorni in cui tutti possono dare
una disponibilità completa. Nel mio caso personale, ho raggiunto gli altri
dopo due giorni dati i problemi imposti dall'università -> esami.
Questo non mi ha però impedito né di partecipare per il resto del tempo, né
di passare anche nei due famosi giorni qualche ora con loro la sera, anche
se poi tornavo ad un'orario decente (22h30) a casa causa alzataccia la
mattina dopo, ben prima di tutti gli altri, e perché stavo fuori casa quasi
tutto il giorno. Proprio x questo mi è stato concesso di iniziare + tardi.


>-regole precise: -tutte le attività dei partecipanti devono essere


> mantenute o si pongono dei limiti

=====================================================================


Gli impegni settimanali degli R/S *devono* essere mantenuti. In caso
contrario si chiamerebbe campetto o route. È sempre un'esperienza di
convivenza, ma penso che non sia di questo che vuoi parlare.


Il bello di una convivenza non è il "vivere tutti appiccicati", ma imparare
a vivere con gli altri e con i vari problemi logistici degli altri.

Per intenderci: se Tizio va a scuola di musica e Caio gioca a basket in un
club va bene che continuino e sarebbe ingiusto anche solo chieder loro di
rinunciarvi; d'altro lato è da evitare che Sempronio vada alla partita di
calcetto con gli amici o Tiziano al cinema con la ragazza.


Va di sé che gli aiuti delle branche LC & EG vorrebbero anche partecipare
alle uscite del servizio, quindi cercate i tempi giusti evitando se
possibile di prendere quelle date.


>-quale è il momento dell'anno scout migliore

==============================================

Lontano dagli impegni scolastici & universitari.
Noi lo abbiamo fato al posto del campetto di Pasqua.
NB: ==> è avvenuto al difuori delle vacanze, altrimenti non avrebbe avuto
molto senso parlare di settimana comunitaria, sarebbe stato come un
campetto.

>-quale è lo spazio migliore(casa dei capi clan?(senza
>figli)-che ormai è ritrovo abituale per tutti gli R/S)

========================================================

Perché no? Se c'è spazio... e non ci sono parenti invadenti... direi che
siete fortunati.
Cercate ovviamente un luogo ben collegato, se la casa dei CC si trova in
capo al mondo perdereste un sacco di tempo nei trasporti, tempo che
potreste impiegare meglio insieme.

Come quanto dice Claudio nel suo post, è preferibile avere qualcosa di più
del materassino quando si dorme. A meno che non siate un Clan di duri...
soprattutto i ragazzi, che si dovrebbero sacrificare in caso di
necessità... ;-)


ALTRO!
======


In questo momento non ho molte idee. Posso solo ricordarti che ci vuole un
bel po' di organizzazione (ma va?) del tipo: spesa, turni x cucina &
apparecchiare se state in casa (ti assicuro che è necessario!) etc.

Da prevedere una logistica con tempi di svago... ma anche con tempi di
discussione.

Su queste ultime: da noi su cinque gruppetti di lavoro solo il nostro
(Maurizio & io) avevamo organizzato tutto prima. Alla verifica è risultato
che noi due avevamo passato tutto un pomeriggio lontano dagli altri, anche
se sempre in casa.
Noi abbiamo replicato affermando che era il Clan ad essere lontano da noi,
dato che sebbene fossero tutti insieme fisicamente stavano tutti x conto
loro a preparare le loro parti di discussione, cosa che sarebbe dovuta
essere già fatta avendo avuto più di un mese di tempo.

Risultato: una verifica che è continuata un po' tesa, ma prima ancora un
pomeriggio perso e delle discussioni preparate in maniera affrettata.

Ciao!

Raffaele Fiume

unread,
Nov 3, 2000, 4:06:37 AM11/3/00
to
La "convivenza di clan", o "settimana comunitaria" e' abbastanza di moda.

A me, personalmente, non piace piu' di tanto.

Che vuol dire "convivenza"?
Al mattino ci si sveglia, ci si lava (poco), si fa colazione (ma c'e' chi
non la fa) e si esce alla spicciolata (chi alle 7,00, chi alle 7,30... e
cosi' via).
Qualcuno, nel frattempo, fa' la spesa per quelli (non sempre tutti) che
tornano a pranzo.
Di pomeriggio si e' li', ma non tutti, e bisogna studiare; chi non c'e'
probabilmente lavora o qualcos'altro.
La sera si cena insieme (e qualcuno ha cucinato), e poi si passa la serata
assieme, che vuol dire niente famiglia, niente palestra, niente fidanzata,
niente associazioni varie...
Questo per i ragazzi.
E per i capi?
Beh, i capi sono tali perche' danno un esempio di persone abbastanza
"risolte" nella vita; quindi hanno una solida vita di fede, lavorano, hanno
una vita affettiva (famiglia o partner). Cosa trascurano per fare "una
settimana" con i ragazzi?

Considerazioni.
Di sicuro, immagino faccia bene allo stare insieme.
Non mi pare, pero', che sul piano _educativo_ sia una cosa gran che valida.
Il nostro ruolo di capi e' fare in modo che i ragazzi vivano bene la vita di
tutti i giorni e poi gli chiediamo di rinunciare per la "settimana
comunitaria"?
E quel rover che non c'e' mai perche' e' super-impegnato, da' un buon
esempio o viene emarginato per questo?
Quale esempio possono dare i capi? Che hanno un mucchio di tempo libero e
che quindi fanno poco nel resto della loro vita?

Mah.

Ripeto, non ho esperienze dirette ma se me la proponessero in staff sarei
poco d'accordo.


--

Fraternamente,
Raffaele Fiume

ICQ #50737511

ScoutTag: Napoli 7 (NA)(AGESCI) Capogruppo, Inc.reg.Informatica


Elena Fiorentini

unread,
Nov 3, 2000, 5:18:27 AM11/3/00
to

Cristian <csa...@inwind.it> wrote in message
8tsboh$2cp$1...@nread2.inwind.it...
Ciao, mi chiamo Elena, ho preso la Partenza da due anni e adesso sono in
co.ca.

Nel mio clan era abbastanza frequente fare la route di Natale di
convivenza.
Io personalmente ne ho fatte 4 (noviziato compreso) della durata di una
settimana circa.
Devo dire che il vantaggio maggiore era l'affluenza superiore alle altre
route, non tutti quelli del mio clan infatti avevano voglia di schiodarsi da
casa per le feste (eh, purtrobbo bisogna ammetterlo....).
Le mie esperienze sono state tutte positive, la mattina andavamo a scuola
(qualcuno a lavorare, capi compresi) e al pomeriggio chi non lavorava si
trovava a studiare con gli altri, davvero bello.
Gli unici impegni per i quali ci si poteva "allontanare" dal luogo della
convivenza erano appunto la scuola o l'universita, il lavoro e il servizio,
per il resto l'attivita' veniva prima di tutto.
Onestamente devo ammettere che non tutti seguivano le "regole", cioe'
qualcuno purtroppo andava a casa a farsi la doccia o a mangiare qualcosa,
oppure a farsi gli affari suoi accampando scuse assurde, ma certo le persone
che si comportavano cosi' erano una piccola minoranza (quelli che se fossimo
andati via dalla citta' sarebbero stati a casa a far compere!!).

I luoghi sono stati molto diversi fra loro: due anni siamo stati in sede, un
anno presso la caritas, dove svolgevamo regolare servizio alla mensa, e
l'ultimo mio anno a casa del mitico Don Cesare, che ci ha offerto la sua
casa, la cucina eccetera; davvero eccezionale avere lui per tutta la route,
i momenti di preghiera non sono mai stati cosi' belli :-).
Quest'ultimo mio annola route e' stata, se cosi' si puo' dire, mista.
Mi spiego meglio, siamo partiti il sabato dopo la scuola e abbiamo fatto una
due-giori di intenso cammino di montagna, una cosa splendida, con la neve
eccetera. Il clima che si e' creato e' stato impareggiabile e infatti la
convivenza ne e' stata positivamente influenzata.
Al momento non so cosa altro dire, anche perche' e' ora che vada a studiare,
comunque sono disponibilissima a parlare delle mie bellissime esperienze
quando vuoi, anche via e-mail.
Message has been deleted

Paolo Bonzini

unread,
Nov 6, 2000, 3:00:00 AM11/6/00
to
> -si fa solo se tutti partecipano

o quasi tutti -- per esempio da noi una ragazza non poteva perche' secondo
i suoi non dormiva/non studiava/eccetera. il problema e' che chi non c'e'
perche' non vuole (non e' stato il caso di quella ragazza) rischia di
perdersi via.

> per rispecchiare la vita reale bisogna far si che tutte le
> attività extra vengano mantenute (piscina, palestra,
> ripetizioni ...escludendo solo le uscite con gli amici

Dipende. Noi limitavamo (parlo al passato perche' non sono piu' in clan)
gli allenamenti a due alla settimana. Per le ripetizioni "fatte" si
lasciava alla liberta' del singolo, per le ripetizioni "subite" se
possibile un capo o un ragazzo piu' grande cercava di supplire.

> -quale è il momento dell'anno scout migliore

Due: prima del campo di natale (per far partire bene la comunita') o in
primavera (piu' possibilita' di svago anche fuori casa). Nel mio (ex)
clan ormai ha preso il sopravvento la prima, ma prima che entrassi io era
molto di moda l'altra...

> -quale è lo spazio migliore
> una qualsiasi casa li possa contenere tutti confortevolmente
> (letti a sufficienza e non sacchi a pelo e stuoini o brandine)
> possibilmente ben collegato con gli mpegni dei ragazzi

Io sto in un paese di 40.000 abitanti; nel mio caso si cercava una casa
(di proprieta' di una parrocchia o di un gruppo di volontariato) nel paese
o in uno dei paesi confinanti (cioe' max 15-20 minuti in bici da scuola).

> Faso). E' stata sicuramente molto utile, poi, purtroppo,
> per il clan é diventata routine ed ogni anno i ragazzi
> ripropongono fra le attività "la settimana comunitaria".

Perche' purtroppo? Secondo me non e' un problema anche se sicuramente la
prima esperienza rimane piu' forte delle altre!

Paolo

--
Posted from IDENT:ro...@pc-amo3.elet.polimi.it [131.175.16.193]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Paolo Bonzini

unread,
Nov 6, 2000, 3:00:00 AM11/6/00
to
>attingerebbero? Non credo in un capo clan cosi' ricco da poter mettere tutto
>a disposizione pasti compreso.

Noi avevamo una quota di 170.000 lire l'anno scorso, spesa compresa.

Ah un'altra cosa che mi sono dimenticato di dire nell'altro msg: i letti
non sono cosi' necessari, noi non li abbiamo mai avuti e non dava problemi
la cosa. Anzi la sala sonno di pomeriggio diventava sala studio e cosi'
non era necessario trovare una casa enorme (niente basi scout qua a
Saronno).

Cristian

unread,
Nov 6, 2000, 3:00:00 AM11/6/00
to
Grazie a tutti per le risposte...martedě sera a staff ne discutiamo poi
vi farň sapere!
Ciao e grazie!
Cristian

Elena Fiorentini

unread,
Nov 8, 2000, 3:00:00 AM11/8/00
to
Non capisco se hai solo voluto fare della polemica oppure se non sono stata
chiara (tu non lo sei stato per niente...) ma non importa, proverò a
spiegarmi meglio!
A prescindere dal fatto che noi la chiamassimo route di convivenza e che nel
tuo gruppo si chiami campetto di Natale ( il che secondo me ha ben poca
importanza!!!!!!) diciamo che nel mio clan abbiamo fatto un'esperienza di
convivenza nel periodo pre-Natalizio.
Durante il soggiorno alla Caritas, non abbiamo fatto solamente servizio alla
mensa, ma tantissime altre attività.
Credo che il fatto di svolgere un servizio comunitario (e con questo
intendo, a scanso di equivoci, che a questo servizio hanno partecipato
insieme tutti i componenti del clan) all'interno di una realtà cittadina sia
molto diverso che andare da un'altra parte a fare una route di servizio.
Infatti nella nostra carta di clan era evidenziato il fatto che il clan
sentiva l'esigenza di calarsi all'interno delle realtà di servizio della
propria città (alcuni componenti del clan hanno deciso di continuare
l'esperienza di servizio alla Caritas anche dopo la route, cosa improbabile
nel caso di una route di servizio in un altra città).
La scelta del tipo di esperienza da fare credo che debba in ogni caso essere
dettata dalle esigenze che hai il clan in quel momento, e non credo di dire
niente di nuovo.
Il fatto di convivere (sono d'accordo che anche le V.d. B. e i campi di
reparto sono casi di convivenza, ma con questo dubito che tu intenda dire
che tra loro non c'è differenza) nella propria città rende sicuramente
l'esperienza differente da qualsiasi altro campo o campetto o uscita.
A volte è molto più facile starsene per un periodo di tempo fuori dalla
quotidianità, in un certo senso estraniarsi, vivere delle esperienze che,
anche se forti sono pur sempre limitate ad una realtà che non è la propria,
piuttosto che cercare di vivere nelle esperienze quotidiane quali la scuola,
l'università, il lavoro, le scelte di servizio, di comunità, di fede e di
strada, anche se magari in questo caso non si tratta di strada che si
percorre con le gambe...
Ripeto, la scelta del tipo di route, come per tutte le attività del clan,
dipende dalle esigenze del clan stesso, da ciò su cui sente il bisogno di
camminare.
Spero di essere stata più chiara.

Buona strada
Elena Fiorentini
Bagheera Ferrara IV, Agesci
Marmotta testarda

CanChi <canchi@[cancella]polonord.cjb.net> wrote in message
8FE1FEC...@192.106.1.6...


>
> >Nel mio clan era abbastanza frequente fare la route di Natale di
> >convivenza.
>
>

> Che io sappia difficilmente le route sono in solitario... o i campetti di
> Natale...
>
> >[...]
>

> >far compere!!). I luoghi sono stati molto diversi fra loro: due anni
> >siamo stati in sede, un anno presso la caritas, dove svolgevamo regolare
> >servizio alla mensa, e l'ultimo mio anno a casa del mitico Don Cesare,
> >che ci ha offerto la sua casa, la cucina eccetera; davvero eccezionale
> >avere lui per tutta la route, i momenti di preghiera non sono mai stati
> >cosi' belli :-).
>
>

> Non so per la sede e da Don Cesare, ma alla Caritas è stata una semplice
> Route di servizio. È vero che si sta tutti insieme, ma il fatto che non vi
> siete allontanati dalla vostra città non significa poi molto.
>
>
>
>

> >Quest'ultimo mio annola route e' stata, se cosi' si
> >puo' dire, mista. Mi spiego meglio, siamo partiti il sabato dopo la
> >scuola e abbiamo fatto una due-giori di intenso cammino di montagna, una
> >cosa splendida, con la neve eccetera. Il clima che si e' creato e' stato
> >impareggiabile e infatti la convivenza ne e' stata positivamente
> >influenzata.
>
>
>

> Io non ti capisco molto Elena. È ovvio che le route di strada o di
servizio
> che siano sono fatte dal Clan ed effettivamente il Clan convive, ma da
come
> la metti tu ti informo che anche il campo di reparto o le VdB sono
> esperienze di convivenza...
>
>
>

> >Comunque credo che sia meglio vivere il periodo di convivenza in un
> >luogo significativo (la casa di qualche capo non mi sembra una gran
> >bella idea) che ponga in contatto il clan anche con un' esperienza di
> >servizio o di conoscenza di realtà diverse da quelle di una normale
> >abitazione quale puo' essere ad esempo una parrocchia.
>
>
>

> Cosa vuol dire "significativo"? Andare a convivere una settimana tutti
> insieme non significa niente se la casa è di uno dei componenti del Clan?
> Capirei se i genitori, fratelli o altri parenti fossero in casa, ma se è
> solo il Clan...?
>
>
>
>

CanChi

unread,
Nov 8, 2000, 3:00:00 AM11/8/00
to
Ok ... penso che nessuno dei due sia un grande oratore...

quello che volevo dire - in un tono non proprio amichevole, lo ammetto - è
che quando un clan "stravolge" la sua vita normale x fare attività che non
si seguono normalmente nel resto dell'anno, ad esempio servizio alla mensa
Caritas, si vive una vita comunitaria certo.

Ma a mio punto di vista queste esperienze non si distaccano molto dalle
routes normali di un Clan, e non andare fuori città non importa poi + di
tanto. E con questo non voglio dire che non ha alcun significato, anzi.

Vivere insieme "per un po'" continuando comunque a vivere in parte la
propria vita quotidiana porta però ad eliminare un fattore importante: il
vivere l'esperienza xché è completamente differente dal solito.
Inoltre, mettendo tutti a confronto, si scopre meglio come *vivono* le
persone nella *realtà*, a capire meglio il proprio fratello Rover o la
sorella Scolta, a scoprire come gli altri sono fatti al di fuori degli
scout, utile quando non si è tutti insieme in continuazione e si vive
ogniuno la propria vita distaccata dagli altri.

Sono d'accordo quando dici:

>La scelta del tipo di esperienza da fare credo che debba in ogni caso
>essere dettata dalle esigenze che hai il clan in quel momento, e non
>credo di dire niente di nuovo.


E, siamo chiari, anche se non ho vissuto (parte?) delle tue esperienze sono
sicuro che mi sono perso qualcosa di magnifico.


B.S.

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