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Ha ancora senso che esistano AGESCI e CNGEI?

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Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 22, 2008, 11:27:59 AM9/22/08
to
La Stampa - Una pagina intera dedicata alla "crisi di vocazioni
nell'Agesci". L'associazione scoutistica cattolica lancia l'allarme:
in calo gli educatori, mancano "i quadri" dello scoutismo. «Se a 21
anni, in media, i ragazzi concludono il loro percorso formativo nello
scoutismo e scelgono di cominciare quello da educatori scout, a 24
anni in molti decidono di abbandonare del tutto». Il pezzo de La
Stampa dà i dati per quanto riguarda Torino: dal ‘98 al 2008 i gruppi
sono scesi da 30 a 24, alcuni gruppi sono spariti e altri annessi ad
altri. E' sceso anche il numero dei ragazzi: da 3100 a 2500, eppure le
richieste di ingresso di ragazzi nei gruppi aumentano tutti gli anni,
ci sono gruppi scout che hanno liste d'attesa lunghe anni. In pratica
mancano educatori. Le cause? «Travolti da nuove esperienze, studi
all'estero, soprattutto, e svaghi di ogni tipo, e dal mondo del lavoro
più difficile da gestire e da progettare rispetto ad alcuni anni fa».
Insomma, la "flessibilità", non pare giovare a questo modello di
impegno sociale. Prevale l'autocostruzione di sé a scapito
dell'impegno nella collettività, è un'altra delle ipotesi di
spiegazione che emergono dalle parole di alcuni intervistati, dal
vescovo di Torino Renato Boccardo alla presidente nazionale Agesci,
torinese, Paola Stroppiana.

Problema: a Torino l'AGESCI ha tanti lupetti, ma è un po' in
difficoltà per mancanza di capi, mentre il CNGEI ha tanti capi, ma è
un po' in difficoltà per mancanza di lupetti.

Io non sono mai stato uno scout, ma sono il papà di un cucciolo del
CNGEI per cui posso guardare le cose con distacco.

Secondo me l'AGESCI perde i capi perchè molti, arrivati a 20/25 anni,
non ne condividono più l'mpostazione confessionale (vedi il thread su
capi conviventi), mentre il CNGEI fa fatica ad attirare i lupetti un
po' per mancanza di visibilità ed un po' perchè c'è del travaso
automatico parrocchia-AGESCI.

Cosa ne pensate?

Marco, papà di un cucciolo del CNGEI Nautico di San Mauro Torinese

Luca Sasdelli

unread,
Sep 22, 2008, 3:00:50 PM9/22/08
to
Marco O. dalla Galassia Pinzillacchera ci ha detto :

> in calo gli educatori, mancano "i quadri" dello scoutismo. «Se a 21
> anni, in media, i ragazzi concludono il loro percorso formativo nello
> scoutismo e scelgono di cominciare quello da educatori scout, a 24
> anni in molti decidono di abbandonare del tutto».

Si', il dato e' condivisibile.


> ci sono gruppi scout che hanno liste d'attesa lunghe anni. In pratica
> mancano educatori. Le cause? «Travolti da nuove esperienze, studi
> all'estero, soprattutto, e svaghi di ogni tipo, e dal mondo del
> lavoro
> più difficile da gestire e da progettare rispetto ad alcuni anni fa».

E' una realta' del nostro tempo. Volendo mantenere alta la qualita'
della proposta scout (qualsiasi), l'impegno richiesto agli educatori e'
piuttosto intenso ed e' indispensabile fare una scelta precisa, oppure
rinunciare: le mezze misure in ambito educativo sono potenzialmente
pericolose. Alla luce specialmente delle lauree brevi, poco o nulla
riconosciute nel mondo del lavoro, e dell'incremento del precariato, la
carenza di Capi e' un dato di fatto.

> Secondo me l'AGESCI perde i capi perchè molti, arrivati a 20/25 anni,
> non ne condividono più l'mpostazione confessionale (vedi il thread su
> capi conviventi)

Probabilmente e' una crisi che viene vissuta prima dei 21 anni, cioe'
prima della scelta conclusiva (Partenza o Saluto); di solito, chi entra
in una Comunita' Capi lo fa con una scelta anche di fede gia' maturata,
oppure decide di mettersi attivamente in cammino, operando una scelta
in armonia con la stessa Comunita', e in questo periodo non svolge
servizio educativo con i ragazzi.

> mentre il CNGEI fa fatica ad attirare i lupetti un
> po' per mancanza di visibilità ed un po' perchè c'è del travaso
> automatico parrocchia-AGESCI.

Secondo me il CNGEI e' molto sottovalutato e, fra le due associazioni
scout principali in Italia, di fatto non c'e' una scelta ampia come
dovrebbe essere: i gruppi CNGEI sono pochini, e lo spirito
aconfessionale secondo me non e' valorizzato come meriterebbe; molte
persone ritengono atea quell'associazione, ma a me risulta l'opposto:
si creano spazi in modo che ognuno possa coltivare la propria fede (se
c'e'), imparando a rispettare la fede o l'ateismo altrui. Se ci si
pensa un attimo, e' un valore fondamentale nella societa' multietnica.

L'Agesci e' la piu' popolosa e anche difficile da gestire; ha una
struttura piuttosto articolata e i grandi numeri permettono di compiere
esercizi di democrazia a vari livelli, mantenendo cosi' viva
l'attenzione sull'aspetto partecipativo, metodologico e organizzativo,
e forse all'aspetto di fede, a volte, resta un ruolo da un lato
sull'accessorio, e dall'altro sul complementare.

Ciao
Luca

--
Luca Sasdelli
formica selvatica
ScoutTag: San Lazzaro La Mura 2 (BO) - AGESCI
Formatore CAEx, CFA


Atrus

unread,
Sep 22, 2008, 4:20:09 PM9/22/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> Volendo mantenere alta la qualita' della proposta scout (qualsiasi),
> l'impegno richiesto agli educatori e' piuttosto intenso

Mah, dieci anni fa si faceva scautismo 'di qualità' con un terzo delle
riunioni; era sempre impegnativo, ma non ti veniva chiesto di scegliere tra
la tua vita sociale e fare servizio scout come praticamente succede oggi.

Da quel che noto, il grosso dell'impegno al di fuori dell'attività con i
ragazzi viene da 1. riunioni tecniche/burocratiche per 'sincronizzare gli
orologi' riguardo i mille progetti trasversali che girano in una sezione e
2. preparazione di uscite di provincia, di regione, nazionali, di branca, di
gruppo, di qua, di là... di cui un tempo se ne faceva tipo una ogni tre
mesi, adesso sono onnipresenti.

Vogliamo fare lo scautismo di qualità senza spaventare i capi? Allora non
oberiamoli di troppa roba inutile da fare. La rupe di tutto il nord Italia è
bellissima ma *non è necessaria* e se un branco non vi partecipa per
mantenere la sanità mentale dei suoi vecchi lupi non deve per questo essere
stigmatizzato o considerato meno serio; o, se si va alla rupe nazionale, non
si fa quella di sezione per mantenere un normale sabato in sede in cui i
capi possano riprender fiato.

Alla fine della giornata, fare il capo scout è una passione ma *non è un
lavoro*; se siamo noi i primi a pubblicizzarlo come tale, non stupiamoci se
i capi scappano dalla/e associazione/i.

--
Atrus di Myst
"Million-to-one chances crop up nine times out of ten" -- Terry Pratchett
http://auroraproject.net

Luca Sasdelli

unread,
Sep 22, 2008, 5:04:56 PM9/22/08
to
Atrus ci ha detto :

> Mah, dieci anni fa si faceva scautismo 'di qualità' con un terzo delle
> riunioni;

Io sono in associazione da ... molte lune, ma mi sembra che il trend
sia sempre stato piu' o meno questo :-)

> era sempre impegnativo, ma non ti veniva chiesto di scegliere tra
> la tua vita sociale e fare servizio scout come praticamente succede oggi.

L'alternativa emerge per l'insicurezza e la precarieta' della vita
sociale, non credo per un incremento degli impegni scout. Considera che
la Formazione Capi e' *indispensabile*: non si puo' essere capi
improvvisati, per cui occorre prendere con serieta' questo impegno, che
peraltro /sconfina/ nella vita privata, non essendo un "comparto"
esclusivo, per via della coerenza e testimonanza che sono richieste al
Capo.

D'altro canto, come gia' detto per una persona che ha terminato gli
studi l'iter di inserimento nel mondo del lavoro e' molto piu'
complesso rispetto ad anni fa: un Erasmus ti tiene una buona fetta di
tempo via dal tuo paese, il precariato richiede moltissima mobilita' e
cosi' via.

> preparazione di uscite di provincia, di regione, nazionali, di branca, di
> gruppo, di qua, di là... di cui un tempo se ne faceva tipo una ogni tre mesi,
> adesso sono onnipresenti.

A parte il fatto che ci sono vari livelli associativi che si occupano
degli eventi a diversa competenza, ma farei le dovute distinzioni fra
essi: un convegno metodologico serve per imparare qualcosa in piu',
un'assemblea per eleggere i propri rappresentanti e cosi' via.

> Vogliamo fare lo scautismo di qualità senza spaventare i capi? Allora non
> oberiamoli di troppa roba inutile da fare.

Bisogna vedere cosa si intende con "roba inutile". Fare attivita' con i
propri ragazzi e' inutile? La formazione permanente e' inutile?
Preparare le attivita' e' inutile? La catechesi e' inutile? :-)

> mantenere la sanità mentale dei suoi vecchi lupi non deve per questo essere
> stigmatizzato o considerato meno serio

Se una "mancanza" di questo tipo viene stigmatizzata, probabilmente non
c'e' stata chiarezza ne' sul motivo della partecipazione, ne' su quello
dell'assenza: e' un momento di aggregazione e dovrebbe essere vissuto
positivamente come tale, ma se diventa un peso, e' molto piu' saggio
stare a casa e cio' dovrebbe essere soddisfacente per tutti.

> Alla fine della giornata, fare il capo scout è una passione ma *non è un
> lavoro*

Esatto: ma la passione serve a se stessi, mentre un compito educativo
va per forza oltre i propri confini di persona; questo e' da mettere in
serio conto quando si sceglie il servizio educativo in associazione.

Atrus

unread,
Sep 22, 2008, 6:09:02 PM9/22/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> Io sono in associazione da ... molte lune, ma mi sembra che il trend sia

> sempre stato piu' o meno questo :-)

In AGESCI non so, nel CNGEI (almeno qui) le riunioni si moltiplicano come
funghi.
Quando ero in servizio attivo le riunioni non di staff erano una cosa
occasionale per momenti topici, non una costante.

> un convegno metodologico serve per imparare qualcosa in piu', un'assemblea
> per eleggere i propri rappresentanti e cosi' via.

Certo, ma sempre in misura razionale. Immagina se l'assemblea, invece che
annuale, fosse settimanale; secondo te funzionerebbe? Aiuterebbe la sezione,
o sarebbe più che altro un impiccio?

Le riunioni di branca, gli eventi condivisi, la formazione permanente, sono
tutte belle cose, ma con moderazione; nel momento che prendono la precedenza
sulla vita di unità c'è qualcosa di sbagliato.

> Fare attivita' con i propri ragazzi e' inutile?

Magari se ne facesse di più (ma con i propri eh, non con tutta la regione).

> La catechesi e' inutile? :-)

Sì, non siamo mica a catechismo.
(Sorry, non dovevi chiederlo a uno del GEI :))

> e' un momento di aggregazione e dovrebbe essere vissuto positivamente come
> tale, ma se diventa un peso, e' molto piu' saggio stare a casa e cio'
> dovrebbe essere soddisfacente per tutti.

E` quel che sto dicendo: meglio partecipare a un evento solo preparandolo
bene che farne mille perché "bisogna". Non bisogna un corno: fare troppo non
dà risultati aggiuntivi e porta soltanto ad avere capi stanchi e svogliati.
E non andrebbe neanche detto ma, se i capi fanno il loro lavoro
svogliatamente, non si divertono neanche i ragazzi.

> un compito educativo va per forza oltre i propri confini di persona;
> questo e' da mettere in serio conto quando si sceglie il servizio
> educativo in associazione.

E ripeto, secondo me questo è l'atteggiamento sbagliato se vogliamo tenere
persone oltre ai crociati dello scautismo. Un ragazzo scout è già abituato
all'impegnarsi il sabato pomeriggio, una domenica al mese, e il fine luglio
per il campo estivo; se l'idea di fare il capo gli piace, non è dura
aggiungerci una-due sere a settimana. E` un impegno, va mantenuto, ma è
ragionevole.
Se la richiesta comincia a essere di 4-5 sere a settimana e 2-3 domeniche al
mese... la pizza con gli amici comincia a diventare molto allettante. :D

--
Atrus di Myst
"Al principio della letteratura c'e` il mito,
e anche alla fine." - Jorge Luis Borges
http://faggiorosso.info

Angelo Fragliasso

unread,
Sep 22, 2008, 6:59:52 PM9/22/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:782fe4a3-cf43-49f1...@d1g2000hsg.googlegroups.com...

>La Stampa - Una pagina intera dedicata alla "crisi di vocazioni
>nell'Agesci". L'associazione scoutistica cattolica lancia l'allarme:
>in calo gli educatori, mancano "i quadri" dello scoutismo. «Se a 21
>anni, in media, i ragazzi concludono il loro percorso formativo nello
>scoutismo e scelgono di cominciare quello da educatori scout, a 24
>anni in molti decidono di abbandonare del tutto». Il pezzo de La
>Stampa dà i dati per quanto riguarda Torino: dal ‘98 al 2008 i gruppi
>sono scesi da 30 a 24, alcuni gruppi sono spariti e altri annessi ad
>altri. E' sceso anche il numero dei ragazzi: da 3100 a 2500, eppure le
>richieste di ingresso di ragazzi nei gruppi aumentano tutti gli anni,
>ci sono gruppi scout che hanno liste d'attesa lunghe anni. In pratica
>mancano educatori. Le cause? «Travolti da nuove esperienze, studi
>all'estero, soprattutto, e svaghi di ogni tipo, e dal mondo del lavoro
>più difficile da gestire e da progettare rispetto ad alcuni anni fa».
>Insomma, la "flessibilità", non pare giovare a questo modello di
>impegno sociale. Prevale l'autocostruzione di sé a scapito
>dell'impegno nella collettività, è un'altra delle ipotesi di
>spiegazione che emergono dalle parole di alcuni intervistati, dal
>vescovo di Torino Renato Boccardo alla presidente nazionale Agesci,
>torinese, Paola Stroppiana.

Ciao a tutti, in questo momento (e da tre anni a questa parte) sto svolgendo
servizio di responsabile di zona e non posso che ritrovarmi in quanto
riportato in questo articolo della Stampa. La mia zona si chiama "Vesuvio" e
capirete che è in provincia di Napoli e igruppi, tristemente, si sono
decimati principalmente per problemi pratici: i giovani capi, dopo aver
cozzato duramente con il mondo del lavoro, decidono di emigrare. Qui il
problema, oltre alla precarietà, è anche la disoccupazione che colpisce
moltissimi giovani e tra essi, inevitabilmente, moltissimi giovani capi.
Quando il giornalista riporta: "Prevale l'autocostruzione di sé a scapito
dell'impegno nella collettività" è evidente che chi ha pronunciato questa
frase non conosce a fondo tutta la realtà italiana. Qui a Napoli la
disoccuppazione esiste ancora, nonostante non se ne parli più e,
sinceramente, oggi io non mi sento più di invitare i giovani a restare ed
investire qui le loro energie. Questa città, e questa regione, hanno
veramente poco da offrire e "l'autocostruzione di sé" è una necessità
primaria anche rispetto al servizio. Adulti che non sono sereni
economicamente e sulla via della realizzazione personale non potranno mai
esprimere un buon servizio. In altre regione, evidentemente, il problema è
leggermente diverso nelle cause ma non nell'effetto. Maggiore mobilità,
ritardo nel raggiungere una posizione solida e quindi priorità che cambiano.
A questo aggiungiamo che il nuovo modello di università, mediamente, sforna
laureati in tre anni contro i 5/7 anni del modello precedente, anni in cui,
il capo-studente aveva abbastanza autonomia di tempi per poter fare
servizio. Con l'attuale modello, spesso c'è l'obbligo di frequenza, ci sono
sessioni di esami in continuazione, laboratori, tirocini che hanno
modificato, radicalmete, il tempo che i nostri giovani hanno a disposizione.
Allora, infine, la domanda che mi sorge prepotente: può lo scoutismo
moderno, così ricco di (spesso inutili) strutture chiedere così tanto ai
giovani capi, tanto da chidergli scelte di vita diverse da altri giovani o
dovrebbe modificarsi e trovare nuove forme per andare incontro alle esigense
dei capi moderni?


>Secondo me l'AGESCI perde i capi perchè molti, arrivati a 20/25 anni,
>non ne condividono più l'mpostazione confessionale (vedi il thread su
>capi conviventi), mentre il CNGEI fa fatica ad attirare i lupetti un
>po' per mancanza di visibilità ed un po' perchè c'è del travaso
>automatico parrocchia-AGESCI.

Non sono molto convinto che i 20/25enni dell'Agesci abbandonino per ragioni
confessionali anche perché, oggi, la direzione dell'associaione è quello
della tolleranza rispetto a situazioni "particolari". Credo che i suddetti
giovani lascino l'associazione perché, come diceva Seneca "primum vivere
deinde philosophare", cioè prima pensare alla sussistenza e poi pensare ad
elaborare idee... prima il pane e la serenità poi mi dedicherò anche agli
altri.


Angelo Fragliasso
ScoutTag : Cercola 1 (NA) (AGESCI) CapoCampo CFM E/G, Responsabile Zona
Vesuvio


Angelo Fragliasso

unread,
Sep 22, 2008, 7:09:27 PM9/22/08
to

"Atrus" <at...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:48d7fe5f$0$1092$4faf...@reader1.news.tin.it...

> Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:
>
>> Volendo mantenere alta la qualita' della proposta scout (qualsiasi),
>> l'impegno richiesto agli educatori e' piuttosto intenso
>
> Mah, dieci anni fa si faceva scautismo 'di qualità' con un terzo delle
> riunioni; era sempre impegnativo, ma non ti veniva chiesto di scegliere
> tra la tua vita sociale e fare servizio scout come praticamente succede
> oggi.

Oggi c'è questo andazzo in AGESCI, condivido. Esempio, chi svolge il
servizio di formatore è chiamato a fare il campo scuola, prepararlo, e
redigere le valutazione... e questo è normalissimo. Poi i formatori sono
chiamati a rinuirsi per l'RTT il Regional training team, la riunione
regionale di tutti i formatori (annuale); poi c'è il check-up, la riunione
dei Capicampo; poi c'è l'NTT l'incontro nazionale (biennale); poi ai
capicampo viene chiesto di far parte della pattuglia regionale di formazione
capi... e da un paio di anni c'è anche l'incontro formatore di area (per
regioni contigue) insomma, alla fine, questo servizio ti porta via anche
una/due riunioni al mese... tutto l'anno!

> Da quel che noto, il grosso dell'impegno al di fuori dell'attività con i
> ragazzi viene da 1. riunioni tecniche/burocratiche per 'sincronizzare gli
> orologi' riguardo i mille progetti trasversali che girano in una sezione e
> 2. preparazione di uscite di provincia, di regione, nazionali, di branca,
> di gruppo, di qua, di là... di cui un tempo se ne faceva tipo una ogni tre
> mesi, adesso sono onnipresenti.

Condivido. Oggi c'è la tendenza a parlare molto di scoutismo, puntare a
mega-eventi che richiedono grandi energie dimenitcandosi che lo scoutismo
andrebbe vissuto attravero delle semplici attività nel TEMPO LEBERO degli
adulti e dei ragazzi.

> Vogliamo fare lo scautismo di qualità senza spaventare i capi? Allora non
> oberiamoli di troppa roba inutile da fare. La rupe di tutto il nord Italia
> è bellissima ma *non è necessaria* e se un branco non vi partecipa per
> mantenere la sanità mentale dei suoi vecchi lupi non deve per questo
> essere stigmatizzato o considerato meno serio; o, se si va alla rupe
> nazionale, non si fa quella di sezione per mantenere un normale sabato in
> sede in cui i capi possano riprender fiato.

L'AGESCI, con il nuovo iter di formazione capi, ai giovani chiede
addirittura un campo di formazione in più rispetto ai due precedenti... in
più c'è il tirocinio in unità, il cammino di zona... insomma si forniscono
tutte le motivazioni per poter dire "io non ho il tempo anche se mi
piacerebbe moltissimo".

> Alla fine della giornata, fare il capo scout è una passione ma *non è un
> lavoro*; se siamo noi i primi a pubblicizzarlo come tale, non stupiamoci
> se i capi scappano dalla/e associazione/i.

Be prepared by

Angelo Fragliasso

unread,
Sep 22, 2008, 7:25:33 PM9/22/08
to

"Luca Sasdelli" <myn...@sasdelli.it> ha scritto nel messaggio
news:6jqfjqF...@mid.individual.net...
> Atrus ci ha detto :

> L'alternativa emerge per l'insicurezza e la precarieta' della vita
> sociale, non credo per un incremento degli impegni scout. Considera che la
> Formazione Capi e' *indispensabile*: non si puo' essere capi improvvisati,
> per cui occorre prendere con serieta' questo impegno, che peraltro
> /sconfina/ nella vita privata, non essendo un "comparto" esclusivo, per
> via della coerenza e testimonanza che sono richieste al Capo.

Sottoscrivo, ma l'associazione non deve diventare un eventificio. La
formazione avviene anche facendo servizio, magari accanto ad un capo più
esperto. I campi scuola sono necessari ma non si deve passare l'idea che
siano sufficienti, quasi l'acquisizione di un titolo abilitante da compiere
al più preste per togliersi il pensiero.


> D'altro canto, come gia' detto per una persona che ha terminato gli studi
> l'iter di inserimento nel mondo del lavoro e' molto piu' complesso
> rispetto ad anni fa: un Erasmus ti tiene una buona fetta di tempo via dal
> tuo paese, il precariato richiede moltissima mobilita' e cosi' via.

Non possiamo chiedere ai nostri giovani di "non competere"... magari
potrebbe essere giusto cercare di adattare la proposta alle loro esigenze.
Io per esempio, vado convincendomi, che chiudere la proposta a 21 anni sia
prematuro. I giovani vivono un'adolescenza prolungata coniugata ai nuovi
corsi di studio e insermineto nel mondo del lavoro e magari, pensare ad una
unità intermedia tra clan e coca, dove restare attaccati al gruppo ma senza
l'onere del servizio educativo, potrebbe essere una buona idea per
rispondere alle nuove esigenze dei giovani adulti: si darebbero ancora
occasioni di crescita e contemporaneamente si darebbe ancora del tempo per
realizzarsi.


> A parte il fatto che ci sono vari livelli associativi che si occupano
> degli eventi a diversa competenza, ma farei le dovute distinzioni fra
> essi: un convegno metodologico serve per imparare qualcosa in piu',
> un'assemblea per eleggere i propri rappresentanti e cosi' via.

Dai... però è anche vero che oggi si richiede a tutti gli eventi di avere un
minimo contenuto formativo (io non sono d'accordo) e quando non si partecipa
c'è sempre chi è pronto a rinfacciarlo. Questo, se a me che ormai sono un
vecchio elefante non mi smuove, magari, per un giovane capo, potrebbe essere
un po' fastidioso... specie se per la
mega-assemblea-super-convegno-metdologico-catechetico devo rinunciare
all'ultimo giorno di studio prima dell'esame che ho il giorno dopo. E poi
c'è la logica che bisogna partecipare TUTTI... non basta più che ci vada una
rappresentanza con l'incarico di riportare in coca quanto appreso...

>> Vogliamo fare lo scautismo di qualità senza spaventare i capi? Allora non
>> oberiamoli di troppa roba inutile da fare.
>
> Bisogna vedere cosa si intende con "roba inutile". Fare attivita' con i
> propri ragazzi e' inutile? La formazione permanente e' inutile? Preparare
> le attivita' e' inutile? La catechesi e' inutile? :-)

Nulla è inutile, ma le cose vanno chieste con gradualità. Non siamo
professionisti né dipendenti dello scoutismo. Bisogna far appassionare i
giovani al servizio di capo scout e l'unica via, secondo me, è il servizio
educativo in unità. Con i ragazzi, con lo staff e portarli a capire che la
ricerca di formazione deve essere un piacere per fare meglio quello che già
gli piace fare. Se arriva un 21enne e inziio a bombardarlo con assemblee,
pattuglie, documenti, zona, tirocinio, CFT, CFM e i ragazzi li vede dopo 4
mesi di comunità capi... se ci scappa via non meravigliamoci.

> Esatto: ma la passione serve a se stessi, mentre un compito educativo va
> per forza oltre i propri confini di persona; questo e' da mettere in serio
> conto quando si sceglie il servizio educativo in associazione.

Condivido. Che il servizio come capo scout sia impegnativo non va tenuto mai
nascosto! :-D

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 23, 2008, 2:46:33 AM9/23/08
to
On 23 Set, 00:59, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:

> Non sono molto convinto che i 20/25enni dell'Agesci abbandonino per ragioni
> confessionali anche perché, oggi, la direzione dell'associaione è quello
> della tolleranza rispetto a situazioni "particolari". Credo che i suddetti
> giovani lascino l'associazione perché, come diceva Seneca "primum vivere
> deinde philosophare", cioè prima pensare alla sussistenza e poi pensare ad
> elaborare idee... prima il pane e la serenità poi mi dedicherò anche agli
> altri.

In Piemonte, dove, fortunatamente, non c'è il problema della
sussistenza, ci sono stati dei casi di intolleranza, per esempio in
occasione del referendum sulla "legge 40". Infatti la penuria di capi
riguarda l'AGESCI.

Vedo la situazione dalle mie parti. Mi figlio frequenta il CNGEI di
San Mauro Torinese. Ad un paio di chilometri di distanza c'è un gruppo
AGESCI.

Il gruppo AGESCI ha una favolosa sede messa a disposizione dai
Salesiani, ma ha carenza di capi ed è costretto a rifiutare le
iscrizioni di nuovi lupetti. Per entrare in settembre/ottobre devi
"prenotare" in maggio/giugno. Il gruppo CNGEI ha uno sgabuzzino di
circa 30 mq messo a disposizione dal comune, ma ha capi in abbondanza
e potrebbe accogliere più lupetti. I bambini non ci vanno in parte
perchè non lo conoscono ed in parte perchè la sede ai limiti
dell'indecoroso scoraggia i genitori.

Mi chiedo se una situazione del genere abbia senso. La divisione fra
"scout cattolici" e "scout laici" poteva aver senso nell'Italia un po'
giacobina dei tempi di Baden-Powell, ma oggi...

Luca Sasdelli

unread,
Sep 23, 2008, 3:31:12 AM9/23/08
to
Atrus ha usato la sua tastiera per scrivere :

> Sì, non siamo mica a catechismo.
> (Sorry, non dovevi chiederlo a uno del GEI :))

Scusa: me ne sono accorto dopo :-)

> E ripeto, secondo me questo è l'atteggiamento sbagliato se vogliamo tenere
> persone oltre ai crociati dello scautismo.

C'e' un sentimento abbastanza diffuso riguardo alle risorse personali:
la domanda "quanto tempo (o altro) devo dedicare allo scoutismo?" e'
fondamentalmente mal posta. Uno puo' essere scout nel proprio lavoro,
nella vita sociale, senza fazzolettone o patacchi o altro: e' la scelta
della Promessa. Nel momento in cui, come adulto, decido di fare una
scelta di servizio, poiche' lo scoutismo mira a far diventare le
persone buoni cittadini, cerchero' di esserlo nella *mia* vita; es. se
ho una famiglia, molto probabilmente la mia scelta sara' orientata nel
dare alla mia famiglia tutto cio' che essa richiede. Se "mi avanzano"
delle risorse oltre a cio', posso scegliere di investirle in uno sport,
un hobby, lo scoutismo, un volontariato e cosi' via. A quel punto, e
viste *quelle* premesse, mi presentero' alla Comunita' Capi e diro':
"io ho questo", in termini di competenze, tempo, esperienza, pazienza
eccetera; la Comunita' Capi quindi decidera' in quale modo spendere
quelle risorse che metto a disposizione; potra' essere servizio
educativo, un servizio logistico, un aiuto ad una persona in
difficolta' o altro.

> Se la richiesta comincia a essere di 4-5 sere a settimana e 2-3 domeniche al
> mese... la pizza con gli amici comincia a diventare molto allettante. :D

4-5 sere la settimana sembra anche a me un tantino eccessivo :-)

Luca Sasdelli

unread,
Sep 23, 2008, 4:02:28 AM9/23/08
to
Sembra che Angelo Fragliasso abbia detto :

> Sottoscrivo, ma l'associazione non deve diventare un eventificio.

Ma per carita'! :-)
La Formazione Permanente non e' mica una sequela di campi, convegni e
workshop ... il Capo redige il proprio PdC e ci lavora su con la sua
CoCa. Il rischio dell'eventificio l'abbiamo avuto con le proposte della
formazione a punti :-D

> esperto. I campi scuola sono necessari ma non si deve passare l'idea che
> siano sufficienti, quasi l'acquisizione di un titolo abilitante da compiere
> al più preste per togliersi il pensiero.

Parole sante.

> Non possiamo chiedere ai nostri giovani di "non competere"...

Gia'; quando mi trovo un Capo che e' in forse se continuare a fare il
Bagheera o partecipare a un anno di esperienza lavorativa all'estero,
sono tentato di spedircelo a calcioni. A volte lo scoutismo diventa
quasi una religione ultrabigotta.

> l'onere del servizio educativo, potrebbe essere una buona idea per rispondere
> alle nuove esigenze dei giovani adulti: si darebbero ancora occasioni di
> crescita e contemporaneamente si darebbe ancora del tempo per realizzarsi.

Mi sembra una bella idea; prova a farla girare un po', magari scrivi
qualcosa sulla stampa associativa, cosi' che si allarghi il dibattito.

> Dai... però è anche vero che oggi si richiede a tutti gli eventi di avere un
> minimo contenuto formativo (io non sono d'accordo)

Non mi risulta che ci siano eventi privi di contenuto formativo: forse
si tratta solo di saperlo leggere come tale. Anche un grande gioco, per
dire, ti arricchisce.

> e quando non si partecipa
> c'è sempre chi è pronto a rinfacciarlo.

Il discorso del rinfacciare e' come per la mia risposta ad Atrus; io
associazione ti propongo un evento che *potrebbe* servirti, ma debbo
anche rispettare la tua persona e le tue scelte. Se sei stanco o hai
altro per la testa, non posso pretendere di piegarti a cio' che
"sarebbe meglio" dal mio esclusivo punto di vista. E non credo che
l'associazione abbia questa intenzione, ma piuttosto e'
un'interpretazione non molto ortodossa.

> la logica che bisogna partecipare TUTTI... non basta più che ci vada una
> rappresentanza con l'incarico di riportare in coca quanto appreso...

Se in CoCa circolassero meglio le esperienze e le idee, forse si
potrebbe ritornare alla rappresentanza; in realta', troppo spesso la
rappresentanza e' costituita dal pollo di turno a cui "tocca".

> gli piace fare. Se arriva un 21enne e inziio a bombardarlo con assemblee,
> pattuglie, documenti, zona, tirocinio, CFT, CFM e i ragazzi li vede dopo 4
> mesi di comunità capi... se ci scappa via non meravigliamoci.

Nello stesso anno, aggiungi anche il CAEx per chi entra in CoCa da
fuori :-)

CrisNet67

unread,
Sep 23, 2008, 5:35:33 AM9/23/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:ea81c6c4-1248-4405...@m36g2000hse.googlegroups.com...

Perchè al giorno d'oggi n on à più senso???
Ma che dobbiamo per forza pensarla tutti come te??? (senza offesa è solo un
confronto)
e se credo profondamente o voglio uno scoutismo cattolico...

credo che sia giusto proporre le due realtà, anzi ormai in questa società ci
dovrebbe essere pure un'associazione scous mussulmani, scouts buddisti ecc.
ecc.

insomma ognuno deve essere libero di poter sceglie e se ci sono delle realtà
che più si confaciano con i propri "desideri" ben vengano.


>Il gruppo AGESCI ha una favolosa sede messa a disposizione dai

>Salesiani, ..... ommissis ....


> Il gruppo CNGEI ha uno sgabuzzino di circa 30 mq messo a disposizione dal

> comune, ..... ommissis ...

Per quanto rigurda quest'argomento, credo venga da sè che il Parroco potendo
scegliere, visto che esitono le due realtà, cattolica e aconfessionale,
scelga di dare il proprio spazio a quella cattolica.
Comunque conosco gruppi che si sobbarcano fior fior di affitti presso
strutture private perchè sprovvisti di sede in Parrocchia.

Faccio un esempio tanto per sdrammatizzare un pò il discorso, ho a
disposizione un locale da donare e tifo Roma certamente non lo darò al Lazio
Club e così via ... naturalmente ripeto era una battuta per riderci sù...


Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 23, 2008, 6:53:26 AM9/23/08
to
On 23 Set, 11:35, "CrisNet67" <rcb...@tin.it> wrote:

> Ma che dobbiamo per forza pensarla tutti come te??? (senza offesa è solo un
> confronto)
> e se credo profondamente o voglio uno scoutismo cattolico...

Lo "scoutismo cattolico" è una anomalia. Nei paesi di più antica
tradizione scout non esiste. Io ho dei parenti in Canada.

In Canada esiste la "Scouts Canada".

www.scouts.ca

L'organizzazione è unica. Nelle città più grandi esistono alcuni
gruppi monoconfessionali, ma si tratta di realtà abbastanza limitate.
Quando si fa la "caccia" e si sta fuori di sabato e di domenica i
lupetti vengono divisi. I cattolici vanno alla messa cattolica, gli
anglicani vanno alla messa anglicana, i riformati vanno al culto
riformato e gli altri stanno al campo. In genere si cerca di avere
sestiglie monoconfessionali.

Lo stesso negli Stati Uniti o nel Regno Unito.

Nel Torinese lo scoutismo è in difficoltà perchè l'AGESCI è a corto di
capi, mentre il CNGEI è a corto di sedi. Ti sembra intelligente?

Facciamo il punto della situazione.

L'AGESCI deve rifiutare le iscrizioni perchè non ha abbastanza capi.
Il CNGEI ha abbastanza capi, ma ha una sede al limite dell'indecoroso.
La parrocchia ha molto posto perchè l'oratorio non esiste più. Non
sarebbe meglio, nello spirito di servizio che dovrebbe essere proprio
degli scout e dei preti, che la parrocchia offrisse un salone al CNGEI
e l'AGESCI ci spedisse i bambini che non può accogliere?

M.

Angelo Fragliasso

unread,
Sep 23, 2008, 8:26:07 AM9/23/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:04fed38b-a995-4df6...@i76g2000hsf.googlegroups.com...

On 23 Set, 11:35, "CrisNet67" <rcb...@tin.it> wrote:


>Lo "scoutismo cattolico" è una anomalia. Nei paesi di più antica
>tradizione scout non esiste. Io ho dei parenti in Canada.

>In Canada esiste la "Scouts Canada".

>L'organizzazione è unica. Nelle città più grandi esistono alcuni


>gruppi monoconfessionali, ma si tratta di realtà abbastanza limitate.
>Quando si fa la "caccia" e si sta fuori di sabato e di domenica i
>lupetti vengono divisi. I cattolici vanno alla messa cattolica, gli
>anglicani vanno alla messa anglicana, i riformati vanno al culto
>riformato e gli altri stanno al campo. In genere si cerca di avere
>sestiglie monoconfessionali.

>Lo stesso negli Stati Uniti o nel Regno Unito.

Nei paesi di tradizione latina e cattolica lo scoutismo cattolico è molto
forte e non ci trovo nulla di anormale in un paese, come l'Italia, dove la
stragrande maggioranza della popolazione si dichiara cattolica... almeno
nelle intenzioni :-D

Angelo


Angelo Fragliasso

unread,
Sep 23, 2008, 8:34:34 AM9/23/08
to

"CrisNet67" <rcb...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:gbad99$9tb$1...@aioe.org...

>
> "Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi"
> <nazzu...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:ea81c6c4-1248-4405...@m36g2000hse.googlegroups.com...
> On 23 Set, 00:59, "Angelo Fragliasso"
> <angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:
>
>>Mi chiedo se una situazione del genere abbia senso. La divisione fra
>>"scout cattolici" e "scout laici" poteva aver senso nell'Italia un po'
>>giacobina dei tempi di Baden-Powell, ma oggi...
>
> Perchè al giorno d'oggi n on à più senso???
> Ma che dobbiamo per forza pensarla tutti come te??? (senza offesa è solo
> un confronto)
> e se credo profondamente o voglio uno scoutismo cattolico...

Il CNGEI non è ateo... è aconfessionale. Quindi, io come cattolico, sarò
tutelato avrò i miei spazi. Personalmente, non ho mai sentito di sezioni del
CNGEI anticlericali... anzi, conosco, sezioni che si appoggiano anche alle
parrocchie.

> credo che sia giusto proporre le due realtà, anzi ormai in questa società
> ci dovrebbe essere pure un'associazione scous mussulmani, scouts buddisti
> ecc. ecc.

Io non lo credo... il cngei basta. Lo scoutismo cattolico è frutto di una
tradizione radicata nella storia di certi popoli. Fare tante associazioni
quante sono le religioni significherebbe creare dei ghetti.

> insomma ognuno deve essere libero di poter sceglie e se ci sono delle
> realtà che più si confaciano con i propri "desideri" ben vengano.

Vero. Ma è anche vero che spesso, i genitori, non tengono conto della
confessionalità dell'AGESCI. Ti dicono un si di facciata ma a loro interssa
che tu gli tenga i figli.


> Per quanto rigurda quest'argomento, credo venga da sè che il Parroco
> potendo scegliere, visto che esitono le due realtà, cattolica e
> aconfessionale, scelga di dare il proprio spazio a quella cattolica.

Ovvio ma non giustissimo. Se il sacerdote avesse pià locali che farebbe? E
se al CNGEI fossero 100 e all'AGESCI 30? a chi dovrebbe darla?

> Faccio un esempio tanto per sdrammatizzare un pò il discorso, ho a
> disposizione un locale da donare e tifo Roma certamente non lo darò al
> Lazio Club e così via ... naturalmente ripeto era una battuta per riderci
> sù...

Ci rido su ma l'esempio non è calzante.

Be prepared by

Angelo Fragliasso

unread,
Sep 23, 2008, 8:45:24 AM9/23/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:ea81c6c4-1248-4405...@m36g2000hse.googlegroups.com...

On 23 Set, 00:59, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:

>Il gruppo AGESCI ha una favolosa sede messa a disposizione dai
>Salesiani, ma ha carenza di capi ed è costretto a rifiutare le
>iscrizioni di nuovi lupetti. Per entrare in settembre/ottobre devi
>"prenotare" in maggio/giugno. Il gruppo CNGEI ha uno sgabuzzino di
>circa 30 mq messo a disposizione dal comune, ma ha capi in abbondanza
>e potrebbe accogliere più lupetti. I bambini non ci vanno in parte
>perchè non lo conoscono ed in parte perchè la sede ai limiti
>dell'indecoroso scoraggia i genitori.

Ma io mi chiedo... se i genitori valutano la sede e poi li portano
all'AGESCI... fanno una scelta confessionale o di prestigio? Chi porta i
figli in una associazione CATTOLICA lo fa perché si aspetta l'orientamento a
certi valori. In realtà questo avviene raramente e dovrebbero essere anche i
capi AGESCI ad essere chiari e magari suggerire ai suddetti genitori che la
scelta non va fatta per la sede ma per la fede (scusate il gioco di parole).

>Mi chiedo se una situazione del genere abbia senso. La divisione fra
>"scout cattolici" e "scout laici" poteva aver senso nell'Italia un po'
>giacobina dei tempi di Baden-Powell, ma oggi...

Anche io sono un laico... ma sono cattolico. La distinzione è tra
confessionali e non e se la metti così, è giusto che ci sia scelta, sempre
perché in Italia, tutti sono disposti a dirsi cattolici per poi esprimersi
contro la chiesa non appena vengono messi in gioco alcuni valori.
L'esistenza di due diverse associazioni, con le loro rispettive tradizioni e
strutture deve essere vista come una ricchezza. L'AGESCI perde capi perché è
disiorentata nei valori, perché chiede troppo ai giovani adulti che non sono
più quelli di una volta e perché pur di poter vantare 150000 iscritti è
disposta anche a nascondere parzialmente il suo STATUTARIO indirizzo
cattolico, perché pretende dai 21enni scelte pazzesche (nel CNGEI non
funziona così, hanno una unità cuscinetto che raccoglie gli adulti che
ancora non vogliono svolgere il servizio educativo, mi pare si chiamino i
Seniores e continuare a lavorare su se stessi) che se non si fanno o almeno
si manifestano non ti permettono di restare in associazione.

Be prepared by

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 23, 2008, 8:51:34 AM9/23/08
to
On 23 Set, 14:26, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:

> Nei paesi di tradizione latina e cattolica lo scoutismo cattolico è molto
> forte e non ci trovo nulla di anormale in un paese, come l'Italia, dove la
> stragrande  maggioranza della popolazione si dichiara cattolica... almeno
> nelle intenzioni :-D

Appunto. Il fatto che nella realtà non sia più così dovrebbe far
riflettere.

Molti genitori affidano volentieri i bambini all'AGESCI perchè hanno
una bella sede ed una bella tradizione. Al bambino piace. Poi il
bambino diventa grande. Diventa un capo scout. Si laurea, non
frequenta più la chiesa e va a vivere con la sua ragazza. Il "Baloo"
lo guarda male. Il capo scout vorrebbe continuare a fare il capo
scout, ma non può più perchè l'organizzazione è confessionale. Così
l'organizzazione si trova a corto di capi.

Questo perchè si continua a ragionare in termini di "paese cattolico".

M.

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 23, 2008, 8:56:50 AM9/23/08
to
On 23 Set, 14:45, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:

> Ma io mi chiedo... se i genitori valutano la sede e poi li portano
> all'AGESCI... fanno una scelta confessionale o di prestigio?

Di comodità e di prestigio. Almeno nel 95% dei casi.

> In realtà questo avviene raramente e dovrebbero essere anche i
> capi AGESCI ad essere chiari e magari suggerire ai suddetti genitori che la
> scelta non va fatta per la sede ma per la fede (scusate il gioco di parole).

Infatti. Sarebbe bello se ci fosse un "reclutamento" comune AGESCI-
CNGEI.

> Anche io sono un laico... ma sono cattolico.

Io non più. Mi hanno sbattuto fuori. Se fossi stato un capo AGESCI non
lo potrei più essere.

M.

Angelo Fragliasso

unread,
Sep 23, 2008, 9:01:17 AM9/23/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:93b610e9-636d-4140...@p25g2000hsf.googlegroups.com...

Quindi, smettiamo di essere un'associazione cattolica per accontentare chi
vuole andare a convinvere. Per me è più normale che si fa parte di una
associazione che ha dei principi e se quei principi non mi stanno più bene,
sono io a lasciare l'associazio e non l'associazione a cambiare per me...
magari in associazione ci sono altri tantissimila adulti a cui questa cosa
sta bene. E mi chiedo ancora, per il suddetto capo che vuole andare a vivere
con la ragazza ma arde dalla voglia di fare il capo scout non si iscrive al
CNGEI? li non ci sarebbe nessun Baloo che lo guarda strano. L'importante
però è non prefessarsi cattolitco e poi fare i propri comodi incuranti di
quello che la religione LIBERAMENTE scelta ci indica come condotta morale.

NON VOGLIO APRIRE FLAME sulla testimonianza, sui preti o altro... almeno io
mi esimerò dal rispondere.

>Questo perchè si continua a ragionare in termini di "paese cattolico".

Ma un paese in cui quasi tutti si dicono cattolici, in cui la stragrande
maggioranza delle persone si sposa in chiesa e battezza i figli nel nome di
Nostro Signore Gesù... come dovrebbe definirsi???

Be prepared by

Angelo Fragliasso

unread,
Sep 23, 2008, 9:17:32 AM9/23/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:73815af1-4bed-4495...@f63g2000hsf.googlegroups.com...

On 23 Set, 14:45, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:

>> Anche io sono un laico... ma sono cattolico.

>Io non piů. Mi hanno sbattuto fuori. Se fossi stato un capo AGESCI non
>lo potrei piů essere.

Mi dispiace, leggo amarezza in quello che scrivi. Ma non č detto che tu non
possa continuare a Credere. La chiesa č fatta di uomini e gli uomini, tutti,
fanno un mucchio di errori.

Angelo


Atrus

unread,
Sep 23, 2008, 11:50:12 AM9/23/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> Uno puo' essere scout nel proprio lavoro, nella vita sociale, senza

> fazzolettone o patacchi o altro

Sì, chiaro, ma parlando di capi scout mi sembrava implicito che fossero
persone in servizio attivo in unità, e non Senior, cambusieri o "ex scout".
Con tutte le buone intenzioni, un gruppo se ne fa poco se ci sono due capi e
ventisette senior. :)

--
Atrus di Myst
All dwarfs have beards and wear up to twelve layers of
clothing. Gender is more or less optional. -- Terry Pratchett
http://it.groups.yahoo.com/group/skellig/

Atrus

unread,
Sep 23, 2008, 12:03:11 PM9/23/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Angelo Fragliasso disse:

> la stragrande maggioranza della popolazione si dichiara cattolica...
> almeno nelle intenzioni :-D

Veramente al momento ci sono molto più musulmani praticanti che cattolici
praticanti (e se non sei praticante per definizione non sei cattolico,
quindi quelli da salotto non valgono).

Diciamo che abbiamo una grande *facciata* cattolica, anche col grosso aiuto
della TV pubblica che fa vedere più Joseph del Presidente della Repubblica.

--
Atrus di Myst
Sondela uSomandla sukuma wena obengezela
http://it.groups.yahoo.com/group/skellig/

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 23, 2008, 1:07:47 PM9/23/08
to
On 23 Set, 15:01, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:

> Quindi, smettiamo di essere un'associazione cattolica per accontentare chi
> vuole andare a convinvere.

No, per consentire a tutti di fare l'esperienza scout, ed anche per
consentire ai capi cattolici di lavorare con tutti i bambini e con
tutti i ragazzi, senza ghetti e controghetti.

> Ma un paese in cui quasi tutti si dicono cattolici, in cui la stragrande
> maggioranza delle persone si sposa in chiesa e battezza i figli nel nome di
> Nostro Signore Gesù... come dovrebbe definirsi???

Il mio paesone ha 14.000 abitanti, il 70/75 per cento della gente si
sposa in chiesa, ancora più gente fa battezzare i bambini, ma a Messa
vanno in 800.

Un paese dove pocp più del 5 per cento della gente va a Messa come
dovrebbe definirsi?

M.

rinoceronte caparbio

unread,
Sep 24, 2008, 6:47:34 AM9/24/08
to
che è un paese ipocrita.

Luca Sasdelli

unread,
Sep 24, 2008, 6:59:49 AM9/24/08
to
Nel suo scritto precedente, Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni
Lessi ha sostenuto :

> Lo "scoutismo cattolico" è una anomalia. Nei paesi di più antica
> tradizione scout non esiste. Io ho dei parenti in Canada.

Secondo me e' un discorso un po' fuorviante; in Italia ci sono ben piu'
di una associazione scout cattolica, es. FSE, SSB e altre minori, ma
cio' non dovrebbe costituire un'anomalia: semmai un modo di incorporare
il metodo scout in un'idea piu' ampia.

Per dire: ci sono anche gli scout leghisti (www.orsettipadani.org), ma
se applicano il metodo scout (cosa che non so), non li vedrei "anomali"
piu' di tanto.

I genitori debbono essere partecipi della scelta, pertanto vedono
un'offerta diversificata e scelgono. Naturalmente non lascerei da parte
l'attenzione al metodo, anzi forse dovrebbe essere fra le prime cose da
considerare: pensa solo che in Germania l'associazione scout piu'
grande (DPSG, non cattolica) ha dei "capi" che *non* si considerano
educatori, ma solo organizzatori.

Atrus

unread,
Sep 24, 2008, 7:31:10 AM9/24/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> Per dire: ci sono anche gli scout leghisti (www.orsettipadani.org), ma se
> applicano il metodo scout (cosa che non so), non li vedrei "anomali" piu'
> di tanto.

Una associazione supportata e che supporta un partito politico, e che,
invece del cittadino del mondo, promuove il buon cittadino "padano"... mah.
:-|

--
Atrus di Myst
Legge di Cooper: Se non capite una parola in un brano scientifico,
ignoratela. Il brano ne potra` benissimo fare a meno.
http://ladyblonde.info

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 24, 2008, 8:06:45 AM9/24/08
to
On 24 Set, 12:59, Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:

> Per dire: ci sono anche gli scout leghisti (www.orsettipadani.org), ma
> se applicano il metodo scout (cosa che non so), non li vedrei "anomali"
> piu' di tanto.

IO SI.

> I genitori debbono essere partecipi della scelta, pertanto vedono
> un'offerta diversificata e scelgono. Naturalmente non lascerei da parte
> l'attenzione al metodo, anzi forse dovrebbe essere fra le prime cose da
> considerare: pensa solo che in Germania l'associazione scout piu'
> grande (DPSG, non cattolica) ha dei "capi" che *non* si considerano
> educatori, ma solo organizzatori.

Appunto. Secondo me è meglio dove c'è pluralità nell'unica
organizzazione. Puoi cambiare idee religiose, ma restare uno scout.

M.

Luca Sasdelli

unread,
Sep 24, 2008, 9:01:32 AM9/24/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi ci ha detto :

> IO SI.

Intendevo in linea di principio: c'era un *se* :-)
Di per se', se viene proposto il metodo scout seriamente, non avrei
troppo timore delle ideologie; al ragazzo viene insegnato a remare la
propria canoa e soprattutto a pensare con la propria testa: se poi
questi principi dovressero essere alterati da una ideologia, allora non
sarebbe piu' metodo scout.

>> grande (DPSG, non cattolica) ha dei "capi" che *non* si considerano
>> educatori, ma solo organizzatori.
>
> Appunto. Secondo me è meglio dove c'è pluralità nell'unica
> organizzazione. Puoi cambiare idee religiose, ma restare uno scout.

Si', ma se viene a mancare il ruolo educativo e ci si limita a
organizzare, non e' piu' scoutismo nemmeno quello: esistono dei rischi
nei pluralismi un po' /sommari/, ad esempio quello del livellamento:
azzeriamo/isoliamo tutte le differenze cosi' ci capiamo ... che porta
ad un impoverimento generale. Non c'e' ricchezza, non c'e' conoscenza,
non c'e' accettazione dell'altro.

Se intendi pluralita' di credo, hai sempre la possibilita' di scelta,
come genitore. Tieni inoltre presente che educare un ragazzo non
significa metterlo semplicemente di fronte a tutte le sue
potenzialita', poiche' cosi' facendo si rischia l'immobilismo, per
paura di scegliere la strada sbagliata; su questo puo' essere piu'
/facile/ fare una scelta atea (non anticlericale) piuttosto che una
confessione specifica.

Meglio e' dargli una visione sui propri talenti e fornirgli comunque
una direzione (lo scoutismo e' *imparare facendo*); il ragazzo o la
ragazza, in cammino sulla propria strada si collaudera', osservera',
riflettera' e scegliera'.

Giorgioinfo

unread,
Sep 24, 2008, 9:21:19 AM9/24/08
to
Angelo Fragliasso ha scritto:

> può lo scoutismo
> moderno, così ricco di (spesso inutili) strutture chiedere così tanto ai
> giovani capi, tanto da chidergli scelte di vita diverse da altri giovani o
> dovrebbe modificarsi e trovare nuove forme per andare incontro alle esigense
> dei capi moderni?

Beh in effetti un bello stipendio al 27 del mese e risolviamo il
problema dei capi :-)
g

PS Provocation mode attivata per chi non avesse capito :-)

bredy

unread,
Sep 24, 2008, 11:49:53 AM9/24/08
to
Qualcuno ha parlato di scautismo ateo.... forse non sapendo che � l'unica
motivazione che non permette di essere scout, perch� BP ha detto che �
fondamentale avere una religione, son tutte buone.

Il CNGEI non � ateo, ma aconfessionale, ovvero di qualsiasi confessione
religiosa.


Luca Sasdelli

unread,
Sep 24, 2008, 12:09:08 PM9/24/08
to
Sembra che bredy abbia detto :

> Il CNGEI non ᅵ ateo, ma aconfessionale, ovvero di qualsiasi confessione
> religiosa.

Beh, in questo thread e' gia' stato detto piu' volte, ma repetita
iuvant :-)

Atrus

unread,
Sep 24, 2008, 1:07:17 PM9/24/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> Meglio e' dargli una visione sui propri talenti e fornirgli comunque una

> direzione (lo scoutismo e' *imparare facendo*)

Piᅵ che fornire una direzione data da noi, dobbiamo aiutare il ragazzo a
trovare la sua. Per assurdo, ᅵ un risultato positivo anche un ragazzo che,
al termine di una scelta ragionata, dice "No, lo scautismo non ᅵ la mia
strada, voglio fare quest'altra cosa".

Per questo personalmente non mi piace che una associazione scout abbia un
metodo che predilige una confessione religiosa piuttosto che un'altra: dove
sono lo scambio e la ricerca se il capo ti dice a ripetizione che c'ᅵ una
sola veritᅵ giusta? In quel caso si finisce ad insegnare (imprimere un
segno), non educare (tirare fuori dall'altro), e noi non siamo maestri o
professori.

--
Atrus di Myst
"Commander, set a new course. There's
coffee in that nebula." (Capt. Janeway)
http://faggiorosso.info

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 24, 2008, 2:15:11 PM9/24/08
to
On 24 Set, 15:01, Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:

> Se intendi pluralita' di credo, hai sempre la possibilita' di scelta,
> come genitore.

Si, però vincoli tuo figlio in un modo *irreversibile*.

Facciamo un caso concreto. Sei un "cattolico per tradizione", come
quasi tutti gli italiani. Non vai mai a Messa, ma ti sei sposato in
chiesa, hai fatto battezzare tuo figlio, gli fai fare la Prima
Comunione e la Cresima e lo porti dai lupetti dell'AGESCI perchè, in
Italia, sono "i lupetti per antonomasia".

Tuo figlio diventa grande, gli piace l'attività scout, ma non il
cattolicesimo, non sopporta più i preti e va anche a vivere con la sua
fidanzata.

Primo problema: è costretto, o quasi, a lasciare l'AGESCI anche se gli
piace l'attività scout.

Secondo problema: l'AGESCI perde un capo valido e motivato.

Terzo problema: l'AGESCI deve creare una lista di attesa per i
lupetti.

NOBBUONO. :-(

Meglio il sistema non confessionale.

M.

Luca Sasdelli

unread,
Sep 24, 2008, 2:19:40 PM9/24/08
to
Scriveva Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi mercoledì,
24/09/2008:

> Si, però vincoli tuo figlio in un modo *irreversibile*.

Ma no: se leggi tutto il post vedrai che non e' cosi'.

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 25, 2008, 7:36:33 AM9/25/08
to
On 24 Set, 20:19, Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:

> > Si, però vincoli tuo figlio in un modo *irreversibile*.
>
> Ma no: se leggi tutto il post vedrai che non e' cosi'.

Non ho capito bene. :-(

In Italia se tu mandi tuo figlio dai lupetti dell'AGESCI lo inserisci
in una struttura che gli chiede di essere cattolico. Se, da grande,
cambia idea si trova a corto di spazio.

In Canada se tu mandi tuo figlio dai lupetti lo puoi far inserire in
una sestiglia cattolica. La domenica va alla Messa cattolica con gli
altri lupetti cattolici ed è seguito dall'assistente cattolico del
gruppo. Però da grande se cambia idea non è un problema. Perchè non
dovrebbe essere meglio?

M.

Luca Sasdelli

unread,
Sep 25, 2008, 8:34:05 AM9/25/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi ha spiegato il
25/09/2008 :

> In Italia se tu mandi tuo figlio dai lupetti dell'AGESCI lo inserisci
> in una struttura che gli chiede di essere cattolico. Se, da grande,
> cambia idea si trova a corto di spazio.

Perche' questo?
Se fa una scelta non cristiana, trovera' altre associazioni che possono
accoglierlo. L'Agesci e' un'associazione che fa una scelta cattolica,
nel Patto Associativo una delle tre scelte e' quella cristiana: e'
tutto chiaro *prima* di decidere cosa fare. Naturalmente e'
fondamentale il dialogo corretto con i genitori.

Durante la crescita in associazione, al ragazzo viene fornito un
supporto cattolico, ma la sua strada e' solo sua e viene messo in
condizioni di conoscere altre realta': in particolare, in Clan potra'
venire a contatto con i modelli piu' disparati e dovra' necessariamente
riflettere sulle proprie scelte; lo scoutismo non ha un /orientamento/
associativo che preme sui ragazzi, ma cerca di mettere le persone in
grado di cogliere il proprio orientamento.

Spero di essermi fatto capito :-D

vangu...@gmail.com

unread,
Sep 25, 2008, 9:07:06 AM9/25/08
to

Salve,
non avevo mai visto prima questo forum, ma dopo aver dato un'occhiata
alla discussione, vorrei dare il mio contributo. Sono scout AGESCI e
tra poco dovrò decidere tra partenza o uscita (o saluto). Se dovessi
dire il vero, direi che in ogni caso, prenderei una partenza da
uscente o una uscita da partente. Cioè, non posso che condividere il
metodo scout e, tuttavia, non me la sento di prendere una decisione
confessionale. Il motivo è presto detto: se uno analizza con
attenzione tutto ciò che riguarda il punto Fede, dalla Chiesa, al
papa, ai Vangeli, alla storia (tutto quello che volete), non può non
rendersi conto del fatto che esistono colossali incongruenze, di ogni
genere. E qui, ci sarebbe da aprire una nuova discussione (penso
comunque che basti far notare come, al giorno d'oggi, tutto l'apparato
sovrannaturale del cattolicesimo, unito all'evidente volontà politica
di chi lo governa, non reggono, non dico alla "modernità", ma
semplicemente ai fatti puri e semplici).
Vorrei precisare che non sto dicendo di essere ateo o agnostico, sto
solo dicendo che, semplicemente, non me la sento più di dirmi
cattolico, anche perchè, detto chiaramente, a me sembra che scoutismo
e cattolicesimo non possano che essere estremamente distanti tra loro,
per non dire inconciliabili (e, di fatti, Baden Powell era anglicano,
mica cattolico...). Cioè, da una parte abbiamo la massima apertura al
diverso, a tutte le religioni, all'indagine della natura, dall'altra
abbiamo la messa in latino, i dogmi più strambi ed innaturali, nonchè
il continuo intervento del clero nelle vicende politiche.... (fate
voi...).
In parole povere, se fossi nel CNGEI, penso che non avrei alcun
problema a prendere la partenza, qui nell'AGESCI, non so che fare...
Detto questo, volevo anche fare alcune osservazioni, a partire dal mio
gruppo. Col tempo, molti se ne sono andati, mentre chi rimane mi
sembra che, tal volta, idealizzi troppo il gruppo in quanto tale...
faccio un esempio, spesso si sento frasi del tipo "il clan ha deciso
che...", oppure, "il clan vuole...", ora, non è che esiste il "signor
clan", un clan è l'insieme dei suoi membri, mica una entità a sè
stante... e da qui, secondo me, deriva un altro problema, cioè,che ci
si conosce molto bene all'interno del piccolo gruppo, e molto, molto
poco con gli altri gruppi scout, anzi, talvolta, parlando con gente
che ha fatto gli scout, o che è ancora negli scout, le differenze sono
così evidenti che verrebbe quasi voglia di chiedre "ma sei sicuro di
essere nell'AGESCI...?" Ora, se è vero che Baden-Powell ha
esplicitamente parlato dell'importanza del "piccolo gruppo" come luogo
di formazione, è altrettanto vero che, in teoria, dovrebbe esistere
una "fratellanza scout mondiale".. beh, io fino ad ora, a parte uno di
noi che è andato -ovviamente- al Jamboree del centenario, non è che
l'abbia tanto vista questa "fratellanza scout", e questo, all'interno
dell'Italia stessa e della medesima associazione... è inutile
nasconderselo, ognuno nel suo gruppo fa un po' quel che gli pare, e
questo è valido per tutto, dalle cerimonie, al servizio, alle route,
al modo di intendere la politica o la fede...
Pertanto, penso che se si formasse un'unica associazione scout,
aconfessionale, ma aperta alle più diverse religioni, che allo stesso
tempo ponesse l'accento su di una spiritualità aperta e lontana dai
dogmi, che cercasse di ampliare le occasioni di incontro tra i vari
gruppi e con le associazioni estere... non sarebbe male...

Luca Sasdelli

unread,
Sep 25, 2008, 9:53:12 AM9/25/08
to
Scriveva vangu...@gmail.com giovedì, 25/09/2008:

> non avevo mai visto prima questo forum

Per l'esattezza e' un gruppo di discussione; un forum e' altra cosa :-)

> confessionale. Il motivo è presto detto: se uno analizza con
> attenzione tutto ciò che riguarda il punto Fede, dalla Chiesa, al
> papa, ai Vangeli, alla storia (tutto quello che volete), non può non
> rendersi conto del fatto che esistono colossali incongruenze, di ogni
> genere.

Hai detto niente! :-D
Comunque, senza voler aprire un thread sterminato sulla fede, terrei
presente che la Chiesa e' fatta di persone, con tutto cio' che ne
consegue: errori, violenze, arroganza ... di tutto insomma. E la Chiesa
siamo noi: pertanto, chi deve iniziare a farsi due conti e cercare di
cambiarla siamo proprio noi come cristiani. Non si possono ignorare gli
errori del passato, ma credo che l'essenziale sia non buttarli dietro
le spalle, ma averli ben presenti nei propositi e nella speranza.

> cattolico, anche perchè, detto chiaramente, a me sembra che scoutismo
> e cattolicesimo non possano che essere estremamente distanti tra loro,
> per non dire inconciliabili

A me non sembra. "Cattolicesimo" significa "Chiesa universale" e
richiama direttamente l'ecumenismo; diciamo che (io) faccio fatica a
farmi carico del problema di identita' come Chiesa cattolica, ma
piuttosto preferisco lavorare direttamente per facilitare la comunione
e comunicazione fra culture, e lo scoutismo puo' essere un buon modo
per farlo.

> diverso, a tutte le religioni, all'indagine della natura, dall'altra
> abbiamo la messa in latino, i dogmi più strambi ed innaturali, nonchè
> il continuo intervento del clero nelle vicende politiche.... (fate
> voi...).

Beh, fai attenzione a non prendere solo alcune letture di questi
fenomeni. Per esempio la messa in latino: il Papa ha *rimosso il
divieto* di celebrarla, il resto sono elaborazioni e congetture.
Sull'intervento del clero bisogna avere secondo me la stessa attenzione
sui mezzi di informazione: un mezzo di informazione funziona se si
sostiene, quindi ha bisogno di fornire un'informazione gradita a chi lo
acquista; senza con questo sconfinare nell'aberrazione, un dato
giornale pubblichera' le notizie che io, lettore pagante, mi aspetto.
Se io lettore ho per primo un bisogno di notizie economiche, il
giornale effettuera' una lettura "economica" di tutte le notizie. E se
una Chiesa, che parte dall'Amore, avesse un altro metro? Dal punto di
vista secolare, la Chiesa cattolica e' stata spesso un disastro:
bastino solo i fatti relativi allo IOR, a Marcinkus e delitti annessi e
connessi ... per cui non mi stupisco se un giornale da' una lettura
pessimistica della Chiesa: in certi termini, e' pura e semplice
obiettivita'.

Ma in quanto all'Amore, che giudizio potrebbe dare un giornale? E che
giudizio darebbe alle manovre finanziarie selvagge, alle migliaia di
ex-dipendenti lasciati in mezzo alla strada, al debito dei paesi poveri
da parte della buona "societa' occidentale"? La Chiesa quindi dovrebbe
occuparsi per prima cosa di fornire una buona immagine di se', di fare
investimenti oculati, e solo *dopo* pensare allo spirito?

So che mi dilungo, ma aggiungo un esempio. Un'amica lavora come
mediatrice in una comunita' di zingari; l'inverno scorso avevano seri
problemi con la legna per le stufe, e questa persona si e' battuta in
comune per far loro avere un camion di legna. Quando l'hanno scaricato
al centro dell'accampamento, nessuno ha dato una mano: sono rimasti a
guardare con la faccia schifata.

Quella stessa notte e' stato appiccato il fuoco alla catasta di legna,
che e' stata completamente bruciata.

Il giorno dopo, la mia amica e' andata a protestare dagli zingari,
anche perche' aveva faticato non poco per avere i soldi di quella
legna; e' rimasta a parlare con un gruppo di ragazzini, che ha detto
che quella notte c'era stata la piu' bella festa che avessero mai
immaginato, e che avevano sempre e solo sentito raccontare dalle nonne:
era una festa tradizionale e, siccome gli zingari tengono prima di ogni
altra cosa alla propria identita', ha avuto la precedenza sul
riscaldamento.

Riesci a immaginare la cronaca di un quotidiano orientato non a favore
degli immigrati? E quella di un quotidiano orientato alle altre
culture?

> In parole povere, se fossi nel CNGEI, penso che non avrei alcun
> problema a prendere la partenza, qui nell'AGESCI, non so che fare...

Se prendi la Partenza, in concerto con i tuoi capiclan e con il tuo
Clan, dovrete lavorare proprio su questo; se la Partenza e' l'inizio di
un grande progetto di vita, perche' pretendere che le scelte
fondamentali siano gia' pronte e confezionate? E se, guarda caso, uno
avesse i propri tempi per arrivarci? E se per arrivare ad una
conclusione non bastasse una vita intera ... uno che fa: sta in
panchina fino ad allora?

Secondo me dobbiamo fare molta attenzione, come capi scout, a non farci
prendere la mano dai bigottismi, dal "bollino" che occorre avere per
essere accettato. E la crescita? E la speranza? Se ci affidiamo agli
stop e ai bollini, cediamo il passo al garantismo, alla omologazione, e
questo *non* e' educazione.

*Tendere a* e' una cosa; affermare di *essere* (arrivati) e' fuori
della portata di molti (io per primo!).

> faccio un esempio, spesso si sento frasi del tipo "il clan ha deciso
> che...", oppure, "il clan vuole...", ora, non è che esiste il "signor
> clan", un clan è l'insieme dei suoi membri, mica una entità a sè
> stante...

Puoi spiegare con qualche esempio?
Semmai, apri un nuovo thread sull'argomento.

> l'abbia tanto vista questa "fratellanza scout", e questo, all'interno
> dell'Italia stessa e della medesima associazione...

Tieni sempre presente che siamo *persone*; essere scout e' un
camminare, non c'e' nulla di fisso e immutabile. La bellezza va
innanzitutto cercata: non puoi stare ad aspettare che ti passi davanti
:-)

> nasconderselo, ognuno nel suo gruppo fa un po' quel che gli pare, e
> questo è valido per tutto, dalle cerimonie, al servizio, alle route,
> al modo di intendere la politica o la fede...

Ognuno nel suo gruppo, oppure ogni gruppo per se'?
Se ognuno nello stesso gruppo "fa quel che gli pare", c'e' un problema
di contenuti e/o di stile; per il discorso fra gruppi, invece, ogni
gruppo ha la propria identita', la propria storia, le tradizioni, quel
mare di "non detto" che i suoi componenti conoscono.

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 25, 2008, 9:58:24 AM9/25/08
to
On 25 Set, 14:34, Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:

> > In Italia se tu mandi tuo figlio dai lupetti dell'AGESCI lo inserisci
> > in una struttura che gli chiede di essere cattolico. Se, da grande,
> > cambia idea si trova a corto di spazio.
>
> Perche' questo?
> Se fa una scelta non cristiana, trovera' altre associazioni che possono
> accoglierlo.

Però è difficile che uno a 25 anni molli tutti gli amici dell'AGESCI
per andare in un gruppo CNGEI, AISA od ASEI. Ammesso che ci sia nei
dintorni. E poi, se capita, ci si ritrova alla situazione torinese,
con l'AGESCI in difficoltà causa pochi capi e tanti lupetti ed il
CNGEI in difficoltà causa tanti capi e pochi lupetti. :-(

M.

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 25, 2008, 10:19:27 AM9/25/08
to
On 25 Set, 15:53, Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:

> Se prendi la Partenza, in concerto con i tuoi capiclan e con il tuo
> Clan, dovrete lavorare proprio su questo; se la Partenza e' l'inizio di
> un grande progetto di vita, perche' pretendere che le scelte
> fondamentali siano gia' pronte e confezionate? E se, guarda caso, uno
> avesse i propri tempi per arrivarci? E se per arrivare ad una
> conclusione non bastasse una vita intera ... uno che fa: sta in
> panchina fino ad allora?

Uno può anche arrivare in un altro posto. Io, per esempio, sono
partito da padre e madre cattolici, ma sono arrivato in una chiesa
protestante dove mi trovo tuttora. Problemi di matrimonio. Se fossi
stato un capo scout AGESCI avrei dovuto lasciare, se fossi stato un
capo scout canadese, inglese od americano no.

M.

Atrus

unread,
Sep 25, 2008, 10:57:33 AM9/25/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> E la Chiesa siamo noi: pertanto, chi deve iniziare a farsi due conti e

> cercare di cambiarla siamo proprio noi come cristiani.

Questo vale solo fino ad un certo punto: ci sono tante cose della chiesa
cattolica che i fedeli NON possono cambiare perché, come mi viene spesso
ripetuto, "la chiesa non è una democrazia".

> La Chiesa quindi dovrebbe occuparsi per prima cosa di fornire una buona

> immagine di se', di fare investimenti oculati, e solo dopo pensare allo
> spirito?

La chiesa non è certamente colpevole di come i mass media la vedono, però ne
è assolutamente responsabile. Più che dire "Questi non vogliono parlare
dell'Amore, vogliono solo fare notizia" bisognerebbe forse chiedersi
"Aspetta, ma stiamo comunicando in maniera corretta cosa è per noi l'Amore?
O lasciamo il fianco scoperto a cattive interpretazioni?"

--
Atrus di Myst
"Al principio della letteratura c'e` il mito,
e anche alla fine." - Jorge Luis Borges
http://auroraproject.net

Luca Sasdelli

unread,
Sep 25, 2008, 11:28:40 AM9/25/08
to
Sembra che Atrus abbia detto :

> ripetuto, "la chiesa non è una democrazia".

Uhm ... attenzione a questa cosa: la democrazia di per se' non e' la
panacea universale :-)

La democrazia porta con se' un paradosso: la democrazia individua una
maggioranza, che e' tale per l'esistenza di una minoranza; se la
maggioranza dichiara fuorilegge la minoranza (e puo' farlo in quanto
maggioranza), diventa un partito unico. Nella Chiesa sono in gioco
valori come la liberta' del singolo, che nel paradosso citato cessa di
esistere. In situazioni meno estreme, la definizione di una soluzione
votata a maggioranza implica che ci saranno dei mali di pancia dal lato
minoranza: e' questo di cui occorre tenere conto.

La Chiesa e' una *comunita'*, non una democrazia. Del resto, anche la
Comunita' Capi Agesci lo e', ad esempio nella classica situazione:
"facciamo tutti i compromessi che volete, ma non usciamo di qui finche'
la tal cosa non va bene a tutti".

> La chiesa non è certamente colpevole di come i mass media la vedono, però ne
> è assolutamente responsabile.

Su questo sono d'accordo con te.

> "Aspetta, ma stiamo comunicando in maniera corretta cosa è per noi l'Amore? O
> lasciamo il fianco scoperto a cattive interpretazioni?"

Qui invece non ti so proprio rispondere :-)

Atrus

unread,
Sep 25, 2008, 12:46:34 PM9/25/08
to
Scrivevo nel libro di Riven quando Luca Sasdelli disse:

> La democrazia porta con se' un paradosso: la democrazia individua una

> maggioranza, che e' tale per l'esistenza di una minoranza

Ni: le definizioni di democrazia sono tante e varie.
Ad esempio la democrazia deliberativa richiede l'assenso di tutti i
cittadini, non solo del 50%+1; alcune forme di democrazia, all'opposto,
affermano che a tutti dovrebbe essere permesso di andare al potere per un
dato lasso di tempo, ma che i governanti non dovrebbero essere votati dal popolo:
altro che dittatura della maggioranza!

> La Chiesa e' una *comunita'*, non una democrazia.

La chiesa è una teocrazia, rappresentata in terra da una monarchia elettiva.
Se anche tutti i cattolici laici si mettessero insieme per dire alla santa
sede "cambiate questa cosa", loro potrebbero benissimo dire "no, il potere
decisionale non è nel vostro diritto".

Tutti gli insiemi di persone sono comunità, ma questo non vuol dire che il
potere di scelta sia distribuito, democraticamente o meno.

> Qui invece non ti so proprio rispondere :-)

Io vedo moltissime contraddizioni che vengono spesso dismesse non
comunicando ma con un "dogma di fede; esci dal discorso senza passare dal
Via", però il discorso diventerebbe ancora più OT. ;)

--
Atrus di Myst
"Sai come si dice: ciò che non ti rende forte... ti uccide!" (Zork: Nemesis)
http://ladyblonde.info

vangu...@gmail.com

unread,
Sep 25, 2008, 1:22:23 PM9/25/08
to
On 25 Set, 15:53, Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:
> Scriveva vanguar...@gmail.com giovedì, 25/09/2008:

>
> > non avevo mai visto prima questo forum
>
> Per l'esattezza e' un gruppo di discussione; un forum e' altra cosa :-)

emm...già, hai ragione


>
> > confessionale. Il motivo è presto detto: se uno analizza con
> > attenzione tutto ciò che riguarda il punto Fede, dalla Chiesa, al
> > papa, ai Vangeli, alla storia (tutto quello che volete), non può non
> > rendersi conto del fatto che esistono colossali incongruenze, di ogni
> > genere.
>
> Hai detto niente! :-D
> Comunque, senza voler aprire un thread sterminato sulla fede, terrei
> presente che la Chiesa e' fatta di persone, con tutto cio' che ne
> consegue: errori, violenze, arroganza ... di tutto insomma. E la Chiesa
> siamo noi: pertanto, chi deve iniziare a farsi due conti e cercare di
> cambiarla siamo proprio noi come cristiani. Non si possono ignorare gli
> errori del passato, ma credo che l'essenziale sia non buttarli dietro
> le spalle, ma averli ben presenti nei propositi e nella speranza.

Sì, però la questione è più ampia. Penso che servirebbe una
discussione solo per questo, però proverò a farmi capire. Dunque, il
punto è più o meno questo: la chiesa si fonda su verità rivelate. Ora,
di queste "verità", noi oggi sappiamo che molte non sono tali. (Potrei
citare il purgatorio, di cui sappiamo esattamente come, quando e
perchè nasce, potrei citare l'origine da "un Adamo ed un'Eva", cosa
che credevo superata... ma a quanto pare...http://it.youtube.com/watch?
v=6GpWd7nnSko , posto questo video soltanto per cercare di dare con
forza un'idea di ciò che voglio dire). L'elenco sarebbe lunghissimo e
richiederebbe un forum apposta. Ora, detto ciò, è anche vero che la
Chiesa non è soltanto questo, ma è fatta di persone. E so
perfettamente che il mondo cattolico è estremamente variegato. Per
esempio, se facessi vedere il video di cui sopra al mio don, si
metterebbe senz'altro subito a ridere (e forse anche voi) e mi direbbe
di non badarci... ciò non toglie che lì c'è un cardinale che parla (e
dice emerite assurdità sul secondo canale al tg delle 20.30 -...).
Oppure, esistono comunità come quella di Bose o di don Gallo, ma non
dimentichiamo che esiste anche Comunione e Liberazione (da me, CL fa
le messe in latino quasi tutte le settimane...). L'idea che mi son
fatto è quindi questa: ci sono in realtà molti "cattolicesimi": ci
sono gli scout, ma ci sono anche i ciellini... il punto però è che,
anche se il mio don o don Gallo possono pensarla diversamente, a me
sembra che a Roma le idee siano molto più vicine a quelle di CL.
Secondo me, c'è una grande divisione tra quella che è la chiesa del
concilio vaticano secondo (che, in qualche maniera, era "nuova") e
quella attuale (senz'altro più in continuità con il passato).
L'assurdo è che, all'interno della Chiesa, tutti dicono di essere
d'accordo col papa, oppure, dalla parte opposta, di essere in
continuità col concilio vaticano II - il che, scusate, ma a rigore non
è vero, lo dicono perchè va detto per prassi, ma in realtà non è
vero-. Io personalmente mi son fatto l'idea che queste "voci critiche"
sopravvivano soltanto in quanto "minoranza strutturale".


>
> > cattolico, anche perchè, detto chiaramente, a me sembra che scoutismo
> > e cattolicesimo non possano che essere estremamente distanti tra loro,
> > per non dire inconciliabili
>
> A me non sembra. "Cattolicesimo" significa "Chiesa universale" e
> richiama direttamente l'ecumenismo; diciamo che (io) faccio fatica a
> farmi carico del problema di identita' come Chiesa cattolica, ma
> piuttosto preferisco lavorare direttamente per facilitare la comunione
> e comunicazione fra culture, e lo scoutismo puo' essere un buon modo
> per farlo.

E' verissimo quello che dici. Potrei aggiungere che Chiesa vuol dire
"assemblea", e però questo non significa che quando c'è da eleggere il
papa, ci riuniamo in assemblea per eleggerlo..., e tuttavia all'inizio
la chiesa era davvero un'assemblea, ed ogni diocesi eleggeva il suo
vescovo. Il punto è che esiste un gap tra quello che era il
significato originario delle parole, e quello che è il loro
significato "attuale" da almeno 1500 anni a questa parte....

No, però potrebbe, per l'appunto, pensare prima all'Amore e poi
(meglio mai) ad intervenire su cosa deve decidere il parlamento
riguardo fecondazione assistita, pacs eccetera, eccetera, eccetera. A
me non sembra che l'obiettivo primario della Chiesa (ed intendo il
Vaticano) sia combattere le guerre, la povertà, l'ingiustizia..., non
ho mai sentito campagne tipo quella del referendum del 2006, dedicate
invece che a mantenere stupidi dogmi arcaici, ad impedire una
determinata guerra o raccogliere fondi per nuovi ospedali o favorire
le famiglie povere... (invece, quando c'è da difendere le scuole
private, lì sì che intervengono). Questo non significa che "tutta la
chiesa" (ed intendo la comunità dei fedeli) si occupi soltanto di fare
i propri interessi. So perfettamente che non è vero, che a partire
dalla Caritas, fino ai comboniani e i vari missionari esiste un
impegno concreto nel sociale. Ma tutto questo avviene sempre per opera
di singoli fedeli o gruppi di fedeli... in alto hanno altro a cui
pensare...


>
> So che mi dilungo, ma aggiungo un esempio. Un'amica lavora come
> mediatrice in una comunita' di zingari; l'inverno scorso avevano seri
> problemi con la legna per le stufe, e questa persona si e' battuta in
> comune per far loro avere un camion di legna. Quando l'hanno scaricato
> al centro dell'accampamento, nessuno ha dato una mano: sono rimasti a
> guardare con la faccia schifata.
>
> Quella stessa notte e' stato appiccato il fuoco alla catasta di legna,
> che e' stata completamente bruciata.
>
> Il giorno dopo, la mia amica e' andata a protestare dagli zingari,
> anche perche' aveva faticato non poco per avere i soldi di quella
> legna; e' rimasta a parlare con un gruppo di ragazzini, che ha detto
> che quella notte c'era stata la piu' bella festa che avessero mai
> immaginato, e che avevano sempre e solo sentito raccontare dalle nonne:
> era una festa tradizionale e, siccome gli zingari tengono prima di ogni
> altra cosa alla propria identita', ha avuto la precedenza sul
> riscaldamento.
>
> Riesci a immaginare la cronaca di un quotidiano orientato non a favore
> degli immigrati? E quella di un quotidiano orientato alle altre
> culture?

Certo che sì...purtroppo


>
> > In parole povere, se fossi nel CNGEI, penso che non avrei alcun
> > problema a prendere la partenza, qui nell'AGESCI, non so che fare...
>
> Se prendi la Partenza, in concerto con i tuoi capiclan e con il tuo
> Clan, dovrete lavorare proprio su questo; se la Partenza e' l'inizio di
> un grande progetto di vita, perche' pretendere che le scelte
> fondamentali siano gia' pronte e confezionate? E se, guarda caso, uno
> avesse i propri tempi per arrivarci? E se per arrivare ad una
> conclusione non bastasse una vita intera ... uno che fa: sta in
> panchina fino ad allora?

E' vero, ma mettiamo che qualcuno mi dica "Ah, sei uno scout
dell'Agesci"? "Certo", rispondo io, e l'altro "quindi sei cattolico?"
- "Umm...diciamo di sì", e quello " Ah, allora sei d'accordo col papa"
ed io "No, guarda, veramente non sono d'accordo col papa praticamente
su nulla", e l'altro "Però credi a quello che c'è scritto nel
catechismo" ed io "ma, veramente, metà di quello che è scritto nel
catechismo probabilmente non è vero, l'altra metà dobbiamo solo
sperare che sia vero...". Io penso che a questo punto l'altro potrebbe
anche giungere alla conclusione che, quanto meno, sono un cattolico un
tantino atipico...

> Secondo me dobbiamo fare molta attenzione, come capi scout, a non farci
> prendere la mano dai bigottismi, dal "bollino" che occorre avere per
> essere accettato. E la crescita? E la speranza? Se ci affidiamo agli
> stop e ai bollini, cediamo il passo al garantismo, alla omologazione, e
> questo *non* e' educazione.
>
> *Tendere a* e' una cosa; affermare di *essere* (arrivati) e' fuori
> della portata di molti (io per primo!).

Ok, io tendo a* quanto si vuole, ma il punto è... se uno si imbatte in
determinati fatti (di natura storica o scientifica) che cozzano
nettamente con quanto gli è stato fino a quel punto detto all'interno
della sua religione... che cosa deve fare?? Re-interpreta...?? E va
bene, re-interpretiamo...ma non è che a forza di re-interpretare ci
stiamo soltanto costruendo una gabbia di illusioni...??? Ad un certo
punto sarebbe, quanto meno sano, dire: ok, noi non sappiamo se questo
è vero, quest'altro è falso, eccetera. Speriamoci e cerchiamo di stare
felici noi e far felici gli altri.


>
> > faccio un esempio, spesso si sento frasi del tipo "il clan ha deciso
> > che...", oppure, "il clan vuole...", ora, non è che esiste il "signor
> > clan", un clan è l'insieme dei suoi membri, mica una entità a sè
> > stante...
>
> Puoi spiegare con qualche esempio?
> Semmai, apri un nuovo thread sull'argomento.

Questa è forse una cosa che riguarda più il mio gruppo. Ma l'essenza è
questa, ogni tanto, sembra che si assolutizzi anche lo scautismo in
quanto tale...dimenticandosi che "il clan" non è un qualcosa di
isolato dal resto del mondo, anzi, dovrebbe proprio interagire col
resto del mondo. Cioè, talvolta sembra che l'unico orizzonte sia
costituito dal clan, il reparto, i lupetti, la coca. Oppure la
necessità di "fare i capi a tutti i costi".... forse è una cosa che
riguarda più il mio gruppo, di cui per altro abbiamo già parlato, però
talvolta vedo come una certa "tendenza a guardare più dentro che
fuori".


>
> > l'abbia tanto vista questa "fratellanza scout", e questo, all'interno
> > dell'Italia stessa e della medesima associazione...
>
> Tieni sempre presente che siamo *persone*; essere scout e' un
> camminare, non c'e' nulla di fisso e immutabile. La bellezza va
> innanzitutto cercata: non puoi stare ad aspettare che ti passi davanti
> :-)
>
> > nasconderselo, ognuno nel suo gruppo fa un po' quel che gli pare, e
> > questo è valido per tutto, dalle cerimonie, al servizio, alle route,
> > al modo di intendere la politica o la fede...
>
> Ognuno nel suo gruppo, oppure ogni gruppo per se'?
> Se ognuno nello stesso gruppo "fa quel che gli pare", c'e' un problema
> di contenuti e/o di stile; per il discorso fra gruppi, invece, ogni
> gruppo ha la propria identita', la propria storia, le tradizioni, quel
> mare di "non detto" che i suoi componenti conoscono.

Ecco, per esempio. Una volta col reparto ci siamo fermati nello stesso
posto in cui per caso c'era anche un altro reparto di un altro gruppo
mai visto. Ora, è possibile che da nessuna delle due parti si sia
deciso di fare dei giochi assieme, magari modificando ciascuno un
attimo il proprio programma... e poi, per un'oretta, i rispettivi
esploratori non si sono neanche parlati... e, a proposito di stile, ci
sono reparti che vanno in giro coi jeans e scarpe firmate sotto,
camicia sopra.., oppure, ho scoperto parlando con miei amici ex-scout
all'università che in molti gruppi non esiste "l'uscita" o "saluto" ma
soltanto la partenza, oppure che cambia l'età in cui si rimane in
clan, o ancora, che in certi gruppi hanno la cerimonia del "nome-
totem", che io a dire il vero non conoscevo. Son cose da nulla, però,
se l'associazione è la stessa...

Giorgioinfo

unread,
Sep 26, 2008, 4:01:19 AM9/26/08
to
> Però è difficile che uno a 25 anni molli tutti gli amici dell'AGESCI
> per andare in un gruppo CNGEI, AISA od ASEI.

Sarà difficile, ma è una scelta!

Ammesso che ci sia nei
> dintorni.

Ecco questo effettivamente è un deterrente. Però possibile che tutte le
colpe della mancata "esplosione" sul territorio del cngei siano da
imputare all'agesci che si frega le sedi negli oratori?

g

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 26, 2008, 4:13:21 AM9/26/08
to
On 26 Set, 10:01, Giorgioinfo <giorg...@SPAZZOLINOinwind.it> wrote:

> Ecco questo effettivamente è un deterrente. Però possibile che tutte le
> colpe della mancata "esplosione" sul territorio del cngei siano da
> imputare all'agesci che si frega le sedi negli oratori?

No, è una più generica questione di "visibilità". I genitori portano i
bambini "all'oratorio" perchè sembra più affidabile o perchè hanno
visto i lupetti mentre portavano i bambini al catechismo. Poi i
bambini crescono e non ci vogliono più andare.

M.

Luca Sasdelli

unread,
Sep 26, 2008, 4:22:35 AM9/26/08
to
vangu...@gmail.com ha pensato forte :

Ti *scongiuro*: apri piu' thread sui diversi argomenti, perche' con un
post unico e' difficilissimo partecipare :-)

Guru

unread,
Sep 26, 2008, 6:10:56 AM9/26/08
to
Luca Sasdelli <myn...@sasdelli.it> wrote:

> > e quando non si partecipa
> > c'è sempre chi è pronto a rinfacciarlo.
>
> Il discorso del rinfacciare e' come per la mia risposta ad Atrus; io
> associazione ti propongo un evento che *potrebbe* servirti, ma debbo
> anche rispettare la tua persona e le tue scelte. Se sei stanco o hai
> altro per la testa, non posso pretendere di piegarti a cio' che
> "sarebbe meglio" dal mio esclusivo punto di vista. E non credo che
> l'associazione abbia questa intenzione, ma piuttosto e'
> un'interpretazione non molto ortodossa.

Il discorso è più secondo me sul fatto che in Zona, e anche in regione,
se a un evento proposto una Co.Ca. non partecipa di solito viene
segnata, e poi ci sono ripercussioni, mugugni dei responsabili, degli
IABZ, e via dicendo.
Una zona che conosce bene le Co.Ca., e sa che in quella si fa
ottimamente servizio e formazione permanente, non dovrebbe preoccuparsi
di altro.

--
Guru Non coltivate i beni terreni,
non rimarrà niente.
Coltivate l'amore delle persone,
vale più di qualsiasi oro.

Guru

unread,
Sep 26, 2008, 6:10:56 AM9/26/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi
<nazzu...@hotmail.com> wrote:

> No, è una più generica questione di "visibilità". I genitori portano i
> bambini "all'oratorio" perchè sembra più affidabile o perchè hanno
> visto i lupetti mentre portavano i bambini al catechismo. Poi i
> bambini crescono e non ci vogliono più andare.

Mi è parso di capire che il cattolicesimo è in crisi. Perché non lo
chiudiamo e fondiamo una religione pluriconfessionale, dove ognuno possa
esprimere la propria spiritualità?
Così anche l'AGESCI poi ci rientra e i capi tornano....


(la mia è una provocazione)

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 26, 2008, 7:18:19 AM9/26/08
to
On 23 Set, 15:17, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:
> Mi dispiace, leggo amarezza in quello che scrivi. Ma non è detto che tu non
> possa continuare a Credere. La chiesa è fatta di uomini e gli uomini, tutti,
> fanno un mucchio di errori.

La mia situazione è molto particolare perchè io ho deciso di cambiare
chiesa per problemi di matrimonio. Sono attivamente impegnato in
parrocchia, ma non è una parrocchia cattolica romana.

Però il discorso è molto più generale. Oggi, almeno dalle mie parti,
il "cambio di religione" è abbastanza diffuso. Mettere un legame
rigido fra gruppo scout e denominazione religiosa mi sembra sbagliato,
ed infatti accade in pochissimi paesi.

M.

rinoceronte caparbio

unread,
Sep 27, 2008, 8:50:30 AM9/27/08
to
marco scrive:

Mettere un legame
rigido fra gruppo scout e denominazione religiosa mi sembra sbagliato,
ed infatti accade in pochissimi paesi.


pochissimi paesi?
ragazzi evitiamo di sparare boiate.

algeria
belgio
costa d'avorio
danimarca
francia
gabon
germania
israele (che ha 6 associazioni: araba, ebrea, cattolica,
aconfessionale, ortodossa e drusi - costola dell'islamismo-)
madagascar
portogallo
san marino (è un paese...)
spagna

pian, e ho solo guardato la denominazione dell'associazione e non il
metodo...
esattamente qui
http://www.scout.org/en/around_the_world/countries/national_scout_organisations

Giorgioinfo

unread,
Sep 27, 2008, 10:10:47 AM9/27/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi ha scritto:

Guarda, non sono daccordo. Noi siamo un gruppo che da 20 e passa anni ha
la sede su terreno comunale in periferia (si vabbè, un po' fuori dal
centro storico).
I rapporti con la parrocchia posso dire che è negli ultimi 3 anni che
sono andati rafforzandosi, prima c'era un po' di freddino.
I ragazzi arrivano non solo se stai in oratorio, ma se collabori col
comune, partecipi alle varie consulte comunali (volontariato, giovanile,
etc), se fai attività in giro, se organizzi eventi, se ti mostri
volenteroso quando c'è bisogno etc.

Sono certo che stare in oratorio sia un vantaggio (almeno numerico), ma
non credo che precluda altro.

Poi non è che i bambini cresciuti escano solo perchè hanno crisi di
fede, se non ateismo puro. Non so altri gruppi, ma non credo si debba
essere rigidi. Ok la proposta di fede, ma se un ragazzo ateo si mette in
gioco e resta è il benvenuto. Ci sono anche molti altri fattori per cui
a 14 anni i ragazzi se ne vanno.

Non riesco a capire davvero come il cngei, facendo una proposta secondo
me molto attrattiva, non riesca a sfondare.
g

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 28, 2008, 3:08:48 PM9/28/08
to
On 27 Set, 16:10, Giorgioinfo <giorg...@SPAZZOLINOinwind.it> wrote:

> Non riesco a capire davvero come il cngei, facendo una proposta secondo
> me molto attrattiva, non riesca a sfondare.

Da noi è SOLO una questione di spazio e di visibilità.

Se hai Google Earth puoi andare a 45°06'04.30" N 7°45'30.54" E.

Vedrai un basso fabbricato aperto direttamente su una strada
secondaria. Il CNGEI ha una sala di 30 mq ed un bagno per lupetti,
scout e rover. Per le attività si usano il prato di fronte alla sede
od il parco pubblico dall'altra parte della strada. I preti dicono di
NON portare i bambini al CNGEI perchè è diseducativo. Mi sembra già un
miracolo che abbiano 22 lupetti in un bacino di circa 33.000 abitanti.

M.

rinoceronte caparbio

unread,
Sep 28, 2008, 5:18:50 PM9/28/08
to
si, marco, ma tu stesso hai detto:

I bambini non ci vanno in parte
perchè non lo conoscono ed in parte perchè la sede ai limiti
dell'indecoroso scoraggia i genitori.

non la conoscono: dipende anche da come si espone il gruppo cngei.
la sede è ai limiti dell'indecoroso: tò, che bella impresa di
reparto....

Giorgioinfo

unread,
Sep 29, 2008, 2:31:02 AM9/29/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi ha scritto:

E cosa fate sul territorio? Servizi, collaborazioni, etc? Vi fate vedere?
Perchè a volte (non sto parlando di te) sembra che per visibilità si
intenda solo il volantino "vieni agli scout" che per carità, può anche
servire, ma non è nulla rispetto ad una presenza attiva sul territorio.
g

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 29, 2008, 3:05:23 AM9/29/08
to
On 29 Set, 08:31, Giorgioinfo <giorg...@SPAZZOLINOinwind.it> wrote:

> E cosa fate sul territorio?

Poco. Però il problema della sede è alla base di tutto. Non puoi fare
niente se non hai un posto dove farlo. Hai dei suggerimenti?

M.

CrisNet67

unread,
Sep 29, 2008, 3:17:30 AM9/29/08
to

"Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi" <nazzu...@hotmail.com>
ha scritto nel messaggio
news:1ff76f47-5a4f-42f0...@a1g2000hsb.googlegroups.com...

On 23 Set, 15:17, "Angelo Fragliasso"
<angelo.fraglia...@toglimi.gmail.com> wrote:
> Mi dispiace, leggo amarezza in quello che scrivi. Ma non è detto che tu
> non
> possa continuare a Credere. La chiesa è fatta di uomini e gli uomini,
> tutti,
> fanno un mucchio di errori.

>La mia situazione è molto particolare perchè io ho deciso di cambiare
>chiesa per problemi di matrimonio. Sono attivamente impegnato in
>parrocchia, ma non è una parrocchia cattolica romana.

Ciao, scusa se te lo dico ma questa tua affermazione mi fa restare
perplesso, cambiare "chiesa" solo per un matrimonio mi sembra una scusa
bella e buona, esistono molti matrimoni misti che funzionano alla grande...
perchè non ci hai pensato??? . Il Diritto Canonico lo prevede e se veramente
sei della tua "opinione" bastava chiedere di celebrare il rito del
matrimonio misto e potevi benissimo non cambiare "chiesa".

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 29, 2008, 3:25:44 AM9/29/08
to
On 29 Set, 09:17, "CrisNet67" <rcb...@tin.it> wrote:

> Ciao, scusa se te lo dico ma questa tua affermazione mi fa restare
> perplesso, cambiare "chiesa" solo per un matrimonio mi sembra una scusa
> bella e buona, esistono molti matrimoni misti che funzionano alla grande...
> perchè non ci hai pensato???

Ci hanno rifiutato qualsiasi forma di matrimonio misto perchè mia
moglie, battezzata cattolica, era "apostata". In realtà me l'hanno
"fatta pagare" perchè ero un noto dissidente progressista.

Però non credo che un matrimonio misto possa funzionare se una delle
due chiese di ritiene superiore. Io non accetterei mai di andare in
una chiesa nella quale mia moglie non può "fare la comunione".

M.

Luca Sasdelli

unread,
Sep 29, 2008, 3:26:29 AM9/29/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi scriveva il 29/09/2008

> Poco. Però il problema della sede è alla base di tutto. Non puoi fare
> niente se non hai un posto dove farlo. Hai dei suggerimenti?

Anche secondo me non e' tanto una questione di sede. Il nostro gruppo
si trova in una parrocchia di campagna, che in realta' ne comprende
tre, con i lupetti in una saletta di una parrocchia, il reparto negli
spogliatoi comunali di un campo sportivo dall'altra, il clan un po'
dove capita a seconda degli impegni.

Pero' siamo estremamente presenti con le famiglie, abbiamo una
collaborazione attiva in comune con gli assistenti sociali e
l'assessore alla sanita', con altre associazioni di volontariato (la
famosa "rete", che fortunatamente qui esiste) e da 12 anni organizziamo
una volta all'anno una "festa dello sport", coinvolgendo societa'
sportive, comune, frazioni limitrofe con un numero sempre crescente di
partecipanti.

Quello che consiglio di solito ai campi e' di rompere le scatole al
comune, presentandoci come associazione educativa e chiedendo di
lavorare insieme con le altre agenzie educative del territorio; troppo
spesso gli scout sono quelli con i pantaloni corti che fanno i giochi e
le tende, ma e' anche vero che in genere ci mostriamo sotto questo
aspetto. Dall'anno scorso partecipiamo ad un tavolo permanente del
comune per l'educazione e ho scoperto, con mia sorpresa, che in quanto
associazione nazionale, le agenzie locali chiedono il nostro supporto e
l'esperienza che raccogliamo.

CrisNet67

unread,
Sep 29, 2008, 3:33:15 AM9/29/08
to

>Ci hanno rifiutato qualsiasi forma di matrimonio misto perchè mia
>moglie, battezzata cattolica, era "apostata". In realtà me l'hanno
>"fatta pagare" perchè ero un noto dissidente progressista.

>Però non credo che un matrimonio misto possa funzionare se una delle
>due chiese di ritiene superiore. Io non accetterei mai di andare in
>una chiesa nella quale mia moglie non può "fare la comunione".

>M.

Resto allibito, è un tuo diritto poter scegliere, mi sembra veramente
strano, ma da parte della tua Parrocchia o dall'altra parte???
e in Vicariato avete chiesto??? ripeto è veramte strano quì a Roma conosco
varie persone che hanno ottenuto di celebrare matrimoni misti senza
difficoltà.


Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 29, 2008, 3:40:39 AM9/29/08
to
On 29 Set, 09:33, "CrisNet67" <rcb...@tin.it> wrote:

> Resto allibito, è un tuo diritto poter scegliere, mi sembra veramente
> strano, ma da parte della tua Parrocchia o dall'altra parte???
> e in Vicariato avete chiesto???

Decisione, sospetto "ad personam", del Cardinale Arcivescovo in
persona.

> ripeto è veramte strano quì a Roma conosco
> varie persone che hanno ottenuto di celebrare matrimoni misti senza
> difficoltà.

A condizione di riconoscere la superiorità del cattolicesimo.
Celebrare il matrimonio non è un problema. Il problema è continuare a
frequentare le due comunità se la cattolica non riconosce l'altra come
"vera chiesa".

M.

Giorgioinfo

unread,
Sep 29, 2008, 5:28:01 AM9/29/08
to
Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi ha scritto:
> On 29 Set, 08:31, Giorgioinfo <giorg...@SPAZZOLINOinwind.it> wrote:
>
>> E cosa fate sul territorio?
>
> Poco. Perň il problema della sede č alla base di tutto. Non puoi fare

> niente se non hai un posto dove farlo. Hai dei suggerimenti?

Ti ha risposto luca. Non č strettamente necessaria la sede, ma il modo
di porsi sul territorio. Certo poi il posto dove accogliere i lupi non
dovrebbe essere malefico (come i bagni della nostra sede :-( ).
g

rinoceronte caparbio

unread,
Sep 29, 2008, 6:21:12 AM9/29/08
to
chrisnet e marco, stiamo in argomento, volete?

per la sede, marco, ti ho già risposto io e Luca.

Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi

unread,
Sep 29, 2008, 7:49:39 AM9/29/08
to
On 29 Set, 11:28, Giorgioinfo <giorg...@SPAZZOLINOinwind.it> wrote:

> Ti ha risposto luca. Non è strettamente necessaria la sede, ma il modo


> di porsi sul territorio. Certo poi il posto dove accogliere i lupi non
> dovrebbe essere malefico (come i bagni della nostra sede :-( ).

Non è che ne sappia molto. In autunno partecipano alla "festa dello
sport". Quest'estate avevano provato ad organizzare quattro sabati
pomeriggio di attività ludico-motorie, ma avevano avuto dei problemi
di visibilità.

Il comune organizza "estate bambini" nei locali della parrocchia, ma
la parrocchia *non ha permesso* al CNGEI di mettere in bacheca i
volantini. Gli ha detto di andarli a mettere alla Casa del Popolo.
Testuale. Fatto.

Qualche bambino è arrivato, ma molti genitori hanno detto che non gli
andava di portare in bambini a fare attività in mezzo alla strada.
Evidentemente la sede è un problema, infatti a Gassino un altro gruppo
della stessa sezione con meno di un terzo degli abitanti ha il doppio
di bambini.

M.

CrisNet67

unread,
Sep 29, 2008, 9:44:25 AM9/29/08
to
si, scusa, leggo solo ora il post (15.47), il discorso è interesante, ma
purtroppo il lavoro incombe, spero di ruscire a segure questa sera da casa
"figli permettendo :-)"
ciao ciao

"rinoceronte caparbio" <martini.c...@gmail.com> ha scritto nel
messaggio
news:fb65e4ba-a522-4b62...@y21g2000hsf.googlegroups.com...

federical...@gmail.com

unread,
Mar 29, 2019, 7:54:14 PM3/29/19
to
Quindi le parrocchie cattoliche, dovrebbero mandare i loro bambini cattolici in una associazione laicista? Quand'è l'ultima volta che hai avuto a disposizione due neuroni funzionanti? prima o dopo aver avuto figli? Già che ci sei, perchè non mandare bambini italiani di famiglie cattoliche dagli imam, che hanno pochi islamici in moschea?
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