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La promessa dell'A.E.?

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Matteo Beretta

unread,
Nov 24, 2000, 3:00:00 AM11/24/00
to
Abbiamo avuto ieri il primo incontro con il nostro nuovo A.E. che sembra
dalla prima impressione davvero disponibile ed entusiasta del metodo
scout.:-)))
Ora, prima di proporgli un campo per A.E. (essendo curato in oratorio
avrà qualcosina da fare...) vorremmo farlgli conoscere un po' lo
scautismo per poi magari fargli fare la Promessa.
La promessa degli A.E. è uguale a quella "normale" o c'è una formula
diversa, magari con qualche clausola nascosta?
È possibile far coincidere questa occasione con Veglia d'Armi e Promesse
dei piedi teneri o è meglio trovare un altro momento?
Grazie,
Matteo

--
ScoutTAG: Alzano-Nembro 1 (BG) (AGESCI) Capo Reparto

Raffaele Fiume

unread,
Nov 24, 2000, 3:00:00 AM11/24/00
to
La promessa e' identica per gli scout di tutto il mondo, piu' o meno,
compresi i preti.

Io la celebrerei in Coca, o magari con tutto il gruppo e non assieme a
quella dei piedi teneri.

A ognuno la sua comunita' di riferimento, no?


--

Fraternamente,
Raffaele Fiume

ICQ #50737511

ScoutTag: Napoli 7 (NA)(AGESCI) Capogruppo, Inc.reg.Informatica

@lle®

unread,
Nov 24, 2000, 1:34:50 PM11/24/00
to
L'A.E. č inserito nella CoCa come i Capi e quindi sia piů opportuno fare la
Promessa con tutta la CoCa durante l'uscita o veglia di CoCa. Oppure anche
con tutto il gruppo se questo A.E. č l'A.E. di tutte le branche.....

La Promessa č uguale per tutti e non si cambia, unica cosa che dovresti fare
č parlare in CoCa, per l'eventuale Promessa dell'AE, se dove svolgere.

Buona Strada!
--
-----
Alessandro Serpentini - Serpente Pignolo
ScoutTag: Cattolica 1 (RN) (AGESCI) Capo Reparto "GERICO" e "Novizio" FB
=(:-) >< (questo sono io con il mio foulard!!!)
LupoS (nick per utenti di #italiano)
Home Page: http://cattolica1.supereva.it
-----


henry...@nospam.libero.it

unread,
Nov 25, 2000, 3:00:00 AM11/25/00
to
La Promessa e' *una*, quindi anche il vostro A.E. promettera' "Con l'aiuto
di Dio", di "fare del proprio meglio..."...

> Č possibile far coincidere questa occasione con Veglia
> d'Armi e Promesse dei piedi teneri o č meglio trovare
> un altro momento?

Personalmente ritengo meglio lasciare ai ragazzi il "loro" spazio, evitando
di spostare l'attenzione da loro (che debbono vivere un momento oltremodo
"forte") all'Assistente, che e' un Capo come un altro (certo, lui dice
Messa e il Capo Reparto no, ma ci siamo intesi!).

Eviterei, peraltro - ma e' un'opinione del tutto personale e discutibile -
di celebrare la promessa dell'AE davanti a tutto il Gruppo. La comunita'
propria dell'Assistente e' la CoCa, indipendentemente dai destinatari del
suo servizio (L/C, E/G, R/S oppure con la Comunita' Capi).
Se la cerimonia avesse luogo davanti ai ragazzi, non vorrei che la
credibilita' "scoutistica" dell'AE (quindi non il suo ministero, ma il suo
appartenere all'Associazione) venisse sminuita: "Ha appena fatto la
promessa? Sono scout piu' io di lui, che ho fatto la promessa quando avevo
12 anni", potrebbe dire un Rover...! ;-)

Comunque la CoCa sapra' certo trovare la soluzione migliore, conoscendo la
sensibilita' dei ragazzi del vostro Gruppo.

Buona Strada,


--
Simone Casadei
ICQ# 48396914
WebMaster sezione "Spirito Scout" del sito www.agesci.org
http://catechesiagesci.cjb.net

ScoutTag: Pesaro 5 (AGESCI), Inc. di Zona all'Informazione, Formatore E/G,
Redattore di Proposta Educativa

lubi

unread,
Nov 25, 2000, 3:00:00 AM11/25/00
to

> Ora, prima di proporgli un campo per A.E. (essendo curato in oratorio
> avrà qualcosina da fare...) vorremmo farlgli conoscere un po' lo
> scautismo per poi magari fargli fare la Promessa.
> La promessa degli A.E. è uguale a quella "normale" o c'è una formula
> diversa, magari con qualche clausola nascosta?

premesso che non v'é formula ah hoc o nascosta....

Gli A.E., di solito hanno già fatto promessa ben più importante di quella
scout ....inoltre sono A.E. , di solito, per nomina e non solo per adesione
al gruppo.


Consiglierei non una promessa Scout come scritta nei sacri testi, bensì una
"formula" che si crea l'A.E. stesso nella quale lui declami le motivazioni
che l'hanno spinto a far parte della Co.Ca. e quello che vorrà fare per il
gruppo e con il gruppo.

E soprattutto farlo in forma pubblica (uscita di gruppo con genitori p. es.)
creando un occasione ad hoc per lui, senza "confondere" la cosa con altre
"promesse"

Luigi


henry...@nospam.libero.it

unread,
Nov 25, 2000, 3:00:00 AM11/25/00
to
lubi <@intercom.it> wrote in message 8vp35d$fl4$1...@phobos.ibnetwork.net...

>
> Gli A.E., di solito hanno già fatto promessa ben
> più importante di quella scout ....

Verissimo!

> inoltre sono A.E. , di solito, per nomina e non
> solo per adesione al gruppo.

Forse e' vero, pero' non mi pare il caso di Matteo, che ci ha parlato di un
AE entusiasta del suo servizio e non di un sacerdote "costretto" a
collaborare col Gruppo...

> Consiglierei non una promessa Scout come scritta nei
> sacri testi, bensì una "formula" che si crea l'A.E.
> stesso nella quale lui declami le motivazioni
> che l'hanno spinto a far parte della Co.Ca. e quello
> che vorrà fare per il gruppo e con il gruppo.

Qui, Luigi, dissento! ;-)
Anzitutto non sono d'accordo sul far pronunciare all'Assistente una
"Promessa" scritta da lui stesso, soprattutto perche' diversa da quella
degli altri Capi.
Le motivazioni che l'hanno portato a far parte dell'Associazione, inoltre,
credo vadano chiarite ben prima della cerimonia della Promessa.

Quello che secondo me va ribadito e' che l'AE e' un Capo tra i Capi, con
una specificita' che gli deriva dall'essere sacerdote (e che non voglio
certo sminuire!), ma resta un Capo anche lui... Direi, quasi, che l'AE ha
molto piu' "da fare" rispetto ad un Capo Unita' qualunque:
- se c'e' da fare un gioco, giocano i Capi e l'AE
- se c'e' da fare una danza, danzano i Capi e l'AE
- se c'e' da fare un consiglio della legge, vi partecipano i Capi e l'AE
- ...
Poi ci sono le cose che solo l'AE puo' fare (evidentemente sto riferendomi
alle parole della Consacrazione e del Perdono)!

Guido Gallese

unread,
Nov 28, 2000, 7:39:30 PM11/28/00
to henry...@libero.it
Ho letto un po' il vostro dialogo sulla promessa dell'A.E. e se sulle prime ero
pienamente d'accordo con Simone, poi leggendo Luigi mi sono un po' ricreduto.
Premetto che il problema non mi tocca, in quanto pur essendo sacerdote la mia
promessa scout l'ho fatta il 13 aprile 1979, quando ero novizio. La vocazione è
stata una storia tardiva.

henry...@libero.it ha scritto:

> lubi <@intercom.it> wrote in message 8vp35d$fl4$1...@phobos.ibnetwork.net...
> >
> > Gli A.E., di solito hanno già fatto promessa ben
> > più importante di quella scout ....
>
> Verissimo!
>
> > inoltre sono A.E. , di solito, per nomina e non
> > solo per adesione al gruppo.
>
> Forse e' vero, pero' non mi pare il caso di Matteo, che ci ha parlato di un
> AE entusiasta del suo servizio e non di un sacerdote "costretto" a
> collaborare col Gruppo...

Ecco: qui ho ripensato un po' e distinguerei diversi piani di adesione:
1) Chi ritiene che il metodo proposto è il migliore in assoluto
2) Chi ritiene che quel metodo sia valido o molto valido
3) Chi non lo ritiene valido, ma aderisce lo stesso (magari per obbedienza al
parroco...)

Il primo genere di adesione si può dare solamente in un laico. Almeno credo.
Tenendo presente che il servizio del sacerdote è in ordine al Vangelo, mi
risulta strano che la migliore via educativa in assoluto in ordine al Vangelo
sia il metodo scout! Trovo invece sostenibile che la migliore via educativa in
ordine alla formazione di buoni cittadini sia il metodo scout. Ma il servizio
sacerdotale è sociale per accidens: è volto al bene supremo e dunque anche a
quello terreno.
Il secondo genere di adesione può essere valido per tutti.
Al terzo credo che appartengano per lo più esponenti del clero. Non è infatti
facile che un laico presti servizio di capo in associazione non credendo nella
bontà del metodo (dopo la partenza si presuppone un minimo di maturità
mentale... :-) ).

Posto questo, sono nella confusione! :-)
Infatti, supponendo anche di essere nel caso del secondo genere di adesione
(come sembrava dalla narrazione di Matteo), forse mi troverei un po' in
difficoltà: "Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore di fare del mio meglio
per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio paese, per aiutare il
prossimo in ogni circostanza e osservare la legge scout", mi sembra in tutto e
per tutto implicito nelle promesse dell'ordinazione sacerdotale (ben più
ampie).

Se è vero che da una parte non ti costa nulla ripeterle, dal momento che già le
vivi e le hai assimilate (speriamo...!!! ;-) ), è anche vero che
personalmente patisco queste cose, in quanto sembra quasi che la promessa
originaria non sia del tutto valida o non sia completa. Forse è solo una
questione di sensibilità, eh? Faccio due esempi per spiegarmi:

1) Da seminarista non ho voluto fare il voto di castità perché volevo che il
mio unico atto di consacrazione della mia affettività al Signore fosse non mio
(io che faccio un voto a Dio), ma azione di Dio, inserita in un sacramento,
l'Ordine, in cui per mezzo del suo Spirito Dio prende possesso di te per la sua
opera, e quindi prende anche la tua affettività che tu gli doni.

2) Credo che non sopporterei di ricevere l'effusione dello Spirito del
Rinnovamento: sia chiaro che prego volentieri con loro, ma sono convinto che
nulla possa essere più completo dell'effusione dello Spirito che si riceve per
le mani di un vescovo al momento dell'ordinazione. Dunque non ne vedrei la
ragione...

Mi viene in mente che a suo tempo mi si è presentato un problema simile:
essendo diventato assistente di un gruppo FSE, mi è stato chiesto di fare la
promessa. Ho risposto che ero disposto solamente a rinnovare la mia promessa
(fatta in AGESCI) e a fare la parte riguardante l'adesione all'Associazione.
Volevo che fosse chiaro davanti a tutti i capi del gruppo che io rinnovavo
semplicemente la mia promessa scout fatta tanti anni prima e che invece per la
prima volta aderivo al metodo educativo della FSE. Ma questo è un caso diverso:
in primo luogo io avevo fatto già la promessa scout (prima dell'Ordinazione) e
quindi la rinnovavo; in secondo luogo la FSE non era ancora riconosciuta dalla
CEI e quindi gli assistenti non erano AE (Assistenti Ecclesiastici), ma AS
(Assistenti Spirituali) ovvero non erano nominati dalla Chiesa. Nella nomina da
parte della Chiesa, sta implicita l'adesione al metodo scout di
quell'associazione, mentre per un AS, la valutazione del metodo sta al singolo
e quindi a lui il compito di affermare la sua adesione a quella specifica
associazione. Ora comunque il problema non si pone più perché anche l'FSE è
riconosciuta.

Conclusione:
La materia mi pare molto opinabile. Io sono per lasciare la scelta al
sacerdote, in quanto, come dicevo, l'adesione ai principi della promessa è
implicita nella scelta di servizio pubblicamente espressa al momento
dell'ordinazione sacerdotale e l'adesione ai principi dell'associazione è fatta
tramite il riconoscimento da parte della CEI e la nomina ad Assistente. Ciò non
toglie che si possa rendere il tutto esplicito con una promessa oppure renderne
esplicita solo una parte, quella dell'adesione all'associazione, come suggeriva
Luigi.

Non so se ci sono normative specifiche sull'argomento da parte delle
Associazioni, ma mi pare di no. Ne sento infatti parlare varie volte in
incontri tra assistenti senza però sentir dire che esista una via obbligata.
Nel caso, se qualcuno ne avesse notizia lo dica... :-)

Il problema è spinoso, spero di non essere stato caotico!

Buona Strada a tutti! :-)

don Guido
Gabbiano che sfida le onde

henry...@nospam.libero.it

unread,
Nov 29, 2000, 3:00:00 AM11/29/00
to
Ciao don Guido!

Grazie molte per il tuo intervento, senz'altro necessario e assolutamente
chiarissimo!

Mi e' piaciuto leggere che cosa ne pensasse un sacerdote (scout), per
confrontare l'opinione di noi laici con quella di appartenenti al clero.

Condivido, tutto sommato, la tua posizione, ma ho soltanto una perplessita'
(da laico!):

> Io sono per lasciare la scelta al
> sacerdote, in quanto, come dicevo,
> l'adesione ai principi della promessa
> è implicita nella scelta di servizio
> pubblicamente espressa al momento
> dell'ordinazione sacerdotale e l'adesione
> ai principi dell'associazione è fatta
> tramite il riconoscimento da parte della
> CEI e la nomina ad Assistente.

Io lascerei la scelta alla Comunita' Capi e non all'AE da solo! Alla
Comunita' Capi, sentite le esigenze dell'AE e sentite le esigenze degli
altri Capi, in particolar modo dei Capi che prestano servizio nelle Unita'
in cui anche il nuovo AE svolgera' il suo Ministero. Se del caso, volendo,
si puo' coinvolgere nella questione anche l'Ordinario dell'AE, essendo
l'unico - in assenza di orientamenti (credo!) da parte dell'Associazione o
della CEI - ad avere titolo qualificato a sciogliere questo nodo.

Proposta: in settimana cerchero' di mandare due righe all'AE centrale. Che
ne dite?

Guido Gallese

unread,
Nov 29, 2000, 3:00:00 AM11/29/00
to
Ciao! :-)

henry...@libero.it ha scritto:

> Ciao don Guido!
>
> Grazie molte per il tuo intervento, senz'altro necessario e assolutamente
> chiarissimo!
>
> Mi e' piaciuto leggere che cosa ne pensasse un sacerdote (scout), per
> confrontare l'opinione di noi laici con quella di appartenenti al clero.
>
> Condivido, tutto sommato, la tua posizione, ma ho soltanto una perplessita'
> (da laico!):
>

> > Io sono per lasciare la scelta al
> > sacerdote, in quanto, come dicevo,
> > l'adesione ai principi della promessa
> > è implicita nella scelta di servizio
> > pubblicamente espressa al momento
> > dell'ordinazione sacerdotale e l'adesione
> > ai principi dell'associazione è fatta
> > tramite il riconoscimento da parte della
> > CEI e la nomina ad Assistente.
>

> Io lascerei la scelta alla Comunita' Capi e non all'AE da solo! Alla
> Comunita' Capi, sentite le esigenze dell'AE e sentite le esigenze degli
> altri Capi, in particolar modo dei Capi che prestano servizio nelle Unita'
> in cui anche il nuovo AE svolgera' il suo Ministero. Se del caso, volendo,
> si puo' coinvolgere nella questione anche l'Ordinario dell'AE, essendo
> l'unico - in assenza di orientamenti (credo!) da parte dell'Associazione o
> della CEI - ad avere titolo qualificato a sciogliere questo nodo.
>

Poni che l'AE sia risolutamente deciso a non fare la promessa e voglia solo
dare l'adesione al metodo associativo per i motivi di cui sopra, peraltro
leciti (ho sentito da diversi confratelli posizioni di questo genere). Come la
metti? :-) Secondo me si crea un'inutile tensione con la Co.Ca. Mentre se lasci
all'AE la libertà di scelta è la via meno spinosa. Tieni presente che poi
questo problema si ingrandisce se l'adesione è del terzo tipo di cui si parlava
l'altra volta. Insomma, parlando con te, ho ragionato ancora un po' e mi sono
rafforzato nell'idea che laddove non ci siano norme si lasci per quanto è
possibile libertà, che è un criterio generale molto valido, a mio avviso.
Questo sempre supposto che non ci sia una normativa esplicita al riguardo.


>
> Proposta: in settimana cerchero' di mandare due righe all'AE centrale. Che
> ne dite?
>

Buona idea... mi fai venire in mente che gli devo mandare una mail anch'io...
oppure lo vado a trovare... :-)

Buona Strada :-)

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