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giovanna

unread,
Jun 10, 2002, 7:26:33 AM6/10/02
to

Ciao a tutti. E' un pō che non scrivo perchč avevo problemi con le news.
Ho scritto due lettere che sono state pubblicate sul quotidiano "Italia
Oggi".
La prima, sulla clonazione, č stata pubblicata il 19 aprile, la seconda č
stata pubblicata il 5 giugno ed č in merito ai recenti articoli sui
prematuri.
grazie per l'attenzione.
(Sapete come posso fare per fare avere i miei articoli al ministro Guidi?)

1° articolo
Sono la mamma di due bambini. Due meraviglie della natura e intendo
meraviglie perchč unici in quanto esseri umani. Quindi irripetibili. Forse
una volta era cosė, ma adesso no. Le cose stanno cambiando. La scienza
cambierā tutto. Non c'č un pensiero morale, non c'č un pensiero religioso
dietro alle mie considerazioni. La scienza deve andare avanti nella sua
ricerca. Non discuto l'utilitā della ricerca per poter sconfiggere le
malattie, ma attenzione. Tutto questo ci porterā inevitabilmente e
drammaticamente fuori strada.
Guardo mio figlio. Un bambino di dieci anni handicappato, con un ritardo
neuromotorio grave e sorditā gravissima. La mia meraviglia di bambino, unico
in quanto unico come essere umano. E se io fossi un altro tipo di madre e
dicessi: "bene, adesso visto che mio figlio č nato prematuro ed i suoi
problemi sono solo una conseguenza della prematuritā, allora vediamo come
sarebbe mio figlio con una gravidanza portata a termine. Cloniamolo, mi
faccio assistere meglio nella gravidanza e vediamo come avrebbe dovuto
essere Emanuele." E' un pensiero mostruoso perchč porta a rifiutare l'essere
umano per quello che č. Cercheremmo solo la perfezione, rifiutando il
miracolo della natura, rifiutando di accettare il suo corso e le sue
motivazioni.
Un giorno ormai lontano un medico mi disse delle parole che allora non
volevo accettare: "Questo bambino, cosė com'č, E' Emanuele". Poi col tempo
le ho capite. Ed ora, con le considerazioni di cui sopra, sono anche
orgogliosa di mio figlio che č unico ed irripetibile. E non č finita.
Mettiamoci nei suoi panni. Mettiamoci nei panni di chi giā fa fatica ad
essere accettato perchč DIVERSO: Io non vado bene per gli "standard" e
quindi devo essere cambiato. Sono sbagliato.
No, sono gli altri che hanno perso di vista il senso della Vita, il rispetto
e l'amore. Sono loro che si rifiutano di capire che la sua unicitā č
interiore. E' l'unicitā dell'anima.
E questa č solo una considerazione che tocca la mia vita da vicino. Ma
quant'altro che non riusciamo a prevedere, quali altre mostruositā che
nascondendosi dietro il nome della "SCIENZA" verranno portate avanti?
Sono una bilancia ascendente vergine. Il mio quadro astrale dice che sono
una sognatrice che non riuscirā mai ad ottenere quello a cui anela:
l'armonia, la pace, la serenitā intorno a sč..... ed ho fatto uno strano
sogno. C'era un uomo bellissimo su una sedia a rotelle. Io cercavo di
aiutarlo e di parlargli, lui si isolava dal resto del mondo. Mi diceva: "Non
č aiutandomi materialmente che mi fai stare meglio. Tu non hai idea di come
mi sento. Non mi sento accettato nel profondo." Io, di rimando, gli parlavo
di una cosa strana, che non c'entrava nulla col suo discorso. "Sai, la
scienza ha scoperto che l'uomo puō spostarsi in tempo reale all'altro capo
del mondo sfruttando le onde elettromagnetiche. Non lo trovi bello poter
essere in un batter d'occhio dall'altra parte del mondo, in un'altra
civiltā? Io penso che quando la scienza farā ancora un passo avanti e
sfruttando le energie si potrā andare oltre, non solo alle dimensioni
spaziali, ma anche temporali nel passato (essere in un'altra civiltā
passata), e si potrā vedere tutto questo, allora potrō morire contenta. Avrō
visto, conosciuto, imparato, mi sarō arricchita interiormente, avrō amato."
Il significato del sogno non ha importanza, perchč č indubbiamente
personale, ma la mia speranza č che questo nostro inevitabile progresso non
si dimentichi del vero senso della vita. Il primo istinto di sopravvivenza
di un essere animale e umano č l'amore. Se un essere appena nato non sente
l'amore si lascia morire. Anche se gli danno da mangiare. Perchč facciamo di
tutto per rinnegarlo?

2° articolo:
Una bambina nata di 27 settimane, peso alla nascita 285 gr., č stata
dichiarata, dopo pių di 3 mesi, fuori pericolo. Ora pesa quasi 2 kg. e puō
andare a casa.
Questa la notizia di apertura del telegiornale delle ore 20 del 24 maggio
scorso. Il primario intervistato ha dichiarato: "La bambina sarā normale,
come gli altri bambini, non si noterā la differenza. Anche intellettualmente
sarā normale."
Ecco come si creano i falsi miti.
La giornalista, con un sorriso radioso, annunciava la lieta novella. La
bambina č salva e sarā normale.
"La bambina dovā essere seguita fino ai 6 anni per i controlli di routine."
10 anni fa mi sono sentita dire le stesse identiche parole.
L'importante non č come č poi andata realmente a mio figlio. E' il punto di
partenza che č sbagliato.
Due sono le riflessioni che si impongono:
1) Da un punto di vista clinico, per un medico, forse ciō che intende lui
per "normalitā" puō avere senso se riferito a canoni fisici, biologici, vale
a dire, nel senso pių stretto della parola: i parametri clinici della
bambina rientrano nella norma. Ma un essere umano non puō essere solo
descritto limitatamente a questa sterile osservazione.
Inoltre, la storia dei bambini prematuri ci insegna che psicologicamente
hanno delle caratteristiche che li contraddistinguono e differenziano dai
bambini a termine.
Un bambino gravemente prematuro, che non sia stato contenuto nel grembo
materno per tutti i 9 mesi di gestazione, ha dei problemi di dispersione
psicofisica, ovvero di non contenimento fisico e consequenzialmente di
mancanza di concentrazione.
Un bambino prematuro che sia stato sottoposto per mesi a terapie invasive ha
un rapporto molto difficile con il mondo esterno.
Spesso il mangiare per lui non č un piacere, č una violenza.
Non si fida delle persone che gli stanno intorno perchč non rappresentano
per lui sicurezza, ma una minaccia costante.
Un bambino prematuro ha, per parecchi mesi, incubi tutte le notti. Urla,
piange, si dispera.
Spesso non riconosce la mamma ma l'ambiente ed i rumori ospedalieri.
Non č certo l'istinto di sopravvivenza, che gli manca, ma un completamento
psicofisico che poteva essere raggiunto solo nel grembo materno, attraverso
una gestazione a termine indispensabile per la formazione completa del
bambino.
L'incubatrice e le cure ospedaliere non potranno mai sostituirsi alla
natura.
2) Si sottolinea, ancora una volta, l'importanza che viene data alla
normalitā, che viene confusa con la perfezione.
Il che significa: se la bambina non č "normale"non rientra nei canoni della
nostra societā e quindi rappresenta un insuccesso, un problema, un handicap.
Dobbiamo uscire da questi schemi se vogliamo comprendere il senso della
vita. Vita č tutto ciō che ci circonda e la perfezione sta nel cogliere la
meraviglia di ogni essere umano nella sua modalitā, nella sua espressione,
nella sua interezza.
Finchč continueremo a rifiutare la realtā non sapremo mai coglierne la sua
bellezza.
Con una notizia come quella, io, al posto della dolce e materna Cesara
Buonamici, avrei parlato della forza della vita di questo minuscolo
cuoricino. E al prof. Rubaltelli, medico che stimo e che ho conosciuto nella
mia situazione analoga, mi permetterei di suggerire di parlare non di
normalitā clinica (rassicurante, ma fuorviante), ma di sottolineare come
ogni essere sia unico e meravigliosamente irripetibile, non "normale".
Se qualcuno comincia a rompere gli schemi, ed a spostare l'attenzione sui
veri valori, forse anche ai giornalisti non verrā pių in mente di chiedere:
"sarā normale?" e la smetteremo di aver paura di ciō che non conosciamo, e
di pensare di dover temere quello che non possiamo controllare, dominare.
Ricordo un mattino, mio figlio frequentava la seconda elementare,
un'insegnate di sostegno supplente per due giorni mi disse con le mani
sudate e tremanti: "Per me Suo figlio č come tutti gli altri" Evviva
l'ipocrisia della finta integrazione. A prescindere dal fatto che questa
affermazione puō provocare solo ilaritā, dobbiamo smetterla di raccontarci
bugie e di nascondere la testa sotto la sabbia.
Mio figlio non solo non č come gli altri, ma č ora di iniziare a guardare
agli esseri umani come unici nella loro caratteristica fisica, psicologica,
intellettuale.
La modalitā, la potenzialitā, l'essenza pura di ogni bambino č diversa da
qualunque altro.
E dirō di pių.
Accettiamo nei nostri bambini anche ciō che non riconosciamo di noi stessi.
Sta lė la loro unicitā. Diamo loro fiducia. E sorridiamogli un pō pių
spesso.

Giovanna Spantigati


Luigi Vittorio

unread,
Jun 16, 2002, 1:55:22 PM6/16/02
to
Ciao Giovanna.
sono molto belle le due riflessioni che hai scritto. grazie.
un passaggio è così bello che lo riscrivo:

Vita è tutto ciò che ci circonda e la perfezione sta nel cogliere la
meraviglia di ogni essere umano nella sua modalità, nella sua espressione,
nella sua interezza.
ciao, grazie!

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Luigi Vittorio
e-mail: luigiv...@flashnet.it
***
Con Milena abbiamo scritto un libro:
E' Francesc@ e basta: http://space.tin.it/salute/smistror/libro/

giovanna <gios...@libero.it> wrote in message
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