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[Racconto][incesto] LA VACANZA DAGLI ZII (3/6)

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Red_Apple

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May 2, 2000, 3:00:00 AM5/2/00
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LA VACANZA DAGLI ZII [ 3/6 ]

La mattina successiva Marcello dormiva tranquillo nella sua stanza, quando, ad un tratto, sentì di
nuovo lo stesso invito ad alzarsi, del giorno precedente.
- Dai, dormiglione, svegliati! Oggi è veramente una giornata stupenda -
Sentendo quella voce e ripensando a ciò che era accaduto il giorno prima, Marcello balzò sul letto,
girandosi di scatto.
Sentì nuovamente quel rumore di tacchi che battevano secchi sul pavimento e vide nuovamente quella
sagoma di corpo femminile dirigersi verso la finestra per aprire le imposte, non appena la figura
avvolta dalla penombra fu ferma, Marcello, iniziò a fissarla, il solo pensiero di rivedere la zia in
quella invogliante posizione lo stava già facendo eccitare.
Le imposte si aprirono, ma solo di poco, il sole era ormai alto e quel piccolo spiraglio bastò ad
illuminare sufficientemente la stanza.
Con il favore della luce, Marcello, iniziò a squadrare quel corpo, si accorse subito che gli zoccoli
che indossava, sebbene assomigliavano a quelli visti indosso alla zia ieri, con un bel tacco alto,
erano di colore diverso, di un nero lucido, quasi laccato.
Salì con lo sguardo verso le gambe, riconoscendone la forma affusolata e slanciata, giunse poi sui
glutei, che apparivano sodi, sorretti e spinti dalla forma di quei tacchi, ma che sembravano
stranamente più grossi.
Si soffermò ad osservali nella speranza di vedere ancora una volta quel frutto proibito che vi si
nascondeva in mezzo e il suo desiderio fu esaudito, per caso,
quando, nella difficoltà di agganciare le imposte, ella si dovette piegare in avanti con il busto.
Marcello, questa volta, riuscì a vedere chiaramente il rossore che prepotentemente appariva da
quelle labbra semiaperte e tanto bastò per mandare in erezione il suo pene, riformando nuovamente
quell'inconfondibile gonfiore nelle lenzuola.
Quella visione lo aveva fatto eccitare quasi il doppio rispetto alla mattina precedente, eppure
quelle intimità gli sembravano stranamente così diverse da quelle viste il giorno prima, salì allora
svelto con lo sguardo ma rimase incredulo quando, vedendo la corta pettinatura dei capelli castani
accompagnata qua e là da colpi di sole, riconobbe Luana…sua madre.
L'erezione che la madre aveva provocato sul pene di Marcello era tale che il poveretto non riuscì a
dominarla; Luana, voltandosi e avvicinandosi ai piedi del letto, non potè far altro che constatare
il risultato del suo involontario operato.
- Marcello…! -
Esclamò con meraviglia la madre
- Ma…ma non ti vergogni? Ma che cos' è questa novità? E dire che credevo che zia Luisa scherzasse
quando me lo aveva accennato al telefono! Ma guarda…guarda li, che roba! -
Continuò con tono severo la madre
- Ma mamma, ma io veramente…cioè, ecco io, vedi…insomma…ma non è colpa mia e poi tu…tu sei senza
vestiti! -
le domandò stupito Marcello
- Non iniziare a rigirare il discorso come al tuo solito…chiaro! Che cosa c'entra il fatto che non
ho i vestiti? E poi per favore abbi almeno la compiacenza di non restare così di fronte a me…in quel
modo ! -
Marcello odiava sentirsi riprendere dalla madre per cose di cui non aveva colpa e in quella
situazione lui aveva tutte le ragioni del mondo, nonostante il forte imbarazzo replicò in modo
sfrontato a quell'ingiusto trattamento da parte di sua madre, facendo valere le sue ragioni.
- Ma io credevo fossi la zia e poi, cazzo…mamma! Mi entri così…in quelle condizioni, nella stanza;
con quei zoccoli, ti sporgi in quel modo facendomi vedere quasi tutto e poi mi chiedi perché sto
così…uffa! -
- Ma, Marcello, ma cosa dici! Ma cosa c'entrano i miei zoccoli !E cosa vuol dire che " mi sporgo in
quel modo"! Ma ti sei impazzito? -
Lo rimproverò nuovamente la madre
- No, mamma non mi sono impazzito, è la verità! Cazzo…mamma, se tu ti comporti in questo modo credo
sia normale che io mi ritrovi così, mica sono di plastica! -
Sbraitò Marcello
- Anzitutto finiscila di dire tutte queste parolacce o le prendi già di prima mattina e poi cosa
sarebbe questa storia! Che cosa c'entra il mio comportamento? Guarda che io non ti capisco! -
Lo riprese nuovamente Luana
- Ancora! Senti mamma…potevi entrare in costume invece di entrare con il culo al vento, così almeno
non succedeva niente -
Sentendo quella risposta Luana si stava apprestando a dare un sonoro schiaffone al figlio quando
proprio in quell'istante si affacciò alla porta zia Luisa
- Ma che succede qui ? -
Chiese incuriosita
- Ah! Luisa sei tu, ciao, entra…entra! Vieni…vieni; vieni un po' qua, vieni a vedere! -
La zia si avvicinò al letto
- Marcello! Di nuovo! Ma come…questa mattina io non sono neppure entrata!-
Si stupì la zia
- Ciao zia. Si lo so! Infatti è entrata la mamma -
Gli rispose Marcello
- Ecco…appunto, sono entrata io questa mattina! Allora mi volete spiegare una buona volta, voi due,
che cosa succede? -
Echeggiò con tono scocciato Luana
- Diamine Marcello! E ti sei ridotto così guardando tua madre, allora sei un caso clinico, caro…! -
Si preoccupò stupita e anche un po' divertita zia Luisa, fissando il nipote
- Ora sta a vedere che magari è anche colpa mia! Ma dico io, ma cosa gli passa per la testa a questo
ragazzo! Ma possibile che debba essere così sfacciato! -
La interruppe Luana e aggiunse
- Io vorrei sapere da dove impara certe cose, ma ti rendi conto che sfrontatezza a guardarmi tra le
gambe…e sono sua madre! Capito che roba! -
Spiegò con tono ironico Luana a Luisa, la quale, guardando Marcello le rispose
-Be, poverino! Scusami, ma allora la colpa è tua non sua, lui cosa poteva fare…certe cose non si
possono mica controllare -
Sentendo la risposta della sorella Luisa rimase spiazzata
- Ma cosa dici Luisa, come se non mi conoscesse! Io sono sua madre mica una di quelle donnine delle
riviste porno! Se solo ci ripenso mi viene una rabbia…e poi anche tu, invece di aiutarmi lo difendi
pure! Ma dico, a mio figlio viene duro guardandomi tra le gambe e la colpa è la mia -
Marcello, in quel momento, aveva davanti agli occhi i due corpi nudi della madre e della zia che
discutevano animatamente e istintivamente cominciò a esaminarli.
Poteva confrontare i lineamenti del viso, tra loro molto simili, unica sostanziale differenza gli
occhi; castani quelli della zia, verdi quelli della madre. Passò poi ai seni, rotondi e grandi
quelli della zia mentre quelli della madre erano un po' più piccoli e a punta; sino ad arrivare al
pube. Entrambe le donne avevano i peli pubici che erano ordinatamente tagliati, a vederle sembravano
quasi uguali; diminuivano progressivamente via, via che ci si avvicinava alla vulva, seguendo in
modo perfetto l'immaginario disegno di un ridottissimo slip e proprio sulla vulva, all'altezza delle
grandi labbra, scomparivano totalmente lasciandole completamente scoperte e pulite mettendo ben in
evidenza il colore rosato della pelle e l'inconfondibile forma
del loro organo .
Quella della zia appariva più chiusa e lasciava intravedere a malapena il porporino colore delle
piccole labbra interne, più aperta era invece quella della madre, dove le piccole labbra, di eguale
colore, erano più marcate e sporgevano dalle grandi labbra apparendo ben visibili.
Entrambe esibivano due corpi armoniosi con delle gambe lunghe e snelle, un po' più slanciato e dai
glutei sodi quello della zia, più proporzionato e più maturo quello della madre; a vederle così la
loro vera età gli scivolava letteralmente addosso.
A quella visione l'erezione di Marcello si fece più forte, e il bozzo tra le lenzuola divenne più
evidente, una smorfia di dolore apparve sul viso del ragazzo.
Quella situazione attirò l'attenzione della madre, che vedendo aumentare quel bozzo, si rivolse
indignata verso Marcello
- Marcello, ma si può sapere che cos'hai questa mattina? E smettila di fissarci in quel modo -
Questa volta il ragazzo si senti veramente imbarazzato, ma non riusciva a dominarsi e il dolore
causato dallo strusciare dei boxer, che contenevano il suo membro, aumentava; non riuscendo più a
resistere infilò la mano destra sotto le lenzuola, liberò il pene dalla morsa dei box ed iniziò con
circospezione a toccarsi.
L'inconfondibile movimento delle lenzuola, nonostante Marcello cercasse di contenerlo il più
possibile, non passò inosservato agli occhi della madre; vedendo quel ritmico saltare delle
lenzuola, Luana lo fissò con espressione meravigliata, quasi gelandolo con gli occhi
- Marcello, ma che cosa stai combinando la sotto ? -
E cosi dicendo afferrò il lenzuolo per un lembo e lo sollevò, di scatto, scoprendo il figlio.
La scena che si presentò alle due donne fu tutt'altro che spiacevole, la mano di Marcello impugnava
il suo appendice gonfio e lo massaggiava con naturalezza, ma ciò non sembrava stimolarlo più di
tanto, per lui in quel momento era un vero e proprio gesto liberatorio.
- Però! Non avrei mai pensato che a poco più di 16 anni un ragazzo potesse già essere così
sviluppato -
Disse con finto stupore zia Lucia
- Oh, santa pace…Marcello! -
Le rispose sbigottita Luana e proseguì
- Saranno quasi 13 cm, credo. È veramente grosso per la sua età. Non lo avrei mai immaginato…non
avrei mai immaginato che Marcello avesse un coso così sviluppato! -
Rivolgendosi sempre alla sorella
Quella visione aveva provocato una strana sensazione in Luana, da molto tempo non aveva più rapporti
sessuali con il marito che era costretto a continue assenze per viaggi di lavoro; e anche se solo
per un attimo, vedere quel giovane membro l'aveva scombussolata riattivando prepotentemente in lei
le sue voglie di donna insoddisfatta da troppo tempo in astinenza.
- Beh! Mamma adesso però sei tu che mi stai fissando come se fossi un alieno, mi metti in imbarazzo,
Mamma! Dai…! -
Le disse Marcello
Luana cercò di controllarsi, di rientrare nei ranghi e ritrovare il suo ruolo di madre ed
educatrice, fece un lungo respiro accompagnato da una smorfia di disappunto poi si rivolse al figlio
- In imbarazzo…ti devi vergognare, non in imbarazzo! Ma chi ti ha insegnato simili porcherie, ma
come ti viene in mente di fare certe cose proprio davanti a me ! Guarda che questa storia non
finisce mica qui, aspetta che torna tuo padre e poi ne riparliamo! Ma dimmi tu sto ragazzino -
Commentò con tono severo Luana
- Scusami mamma, io…io non volevo… -
Iniziò a piagnucolare Marcello
- Però, scusa…la colpa è anche tua, se entri in quel modo in camera io cosa c'entro, a casa nostra
non lo hai mai fatto…uffa! -
Sottolineò Marcello con gli occhi lucidi, accennando inizialmente delle scuse per poi far rivalere
la sua completa innocenza riguardo a quello che era accaduto
- Marcello, non tollero certe cose da parte tua e non cominciare a scusarti! A casa è una cosa e qui
è un'altra, non ti permetto di fare certe insinuazioni, chiaro!-
Sbraitò Luana, gesticolando, nei confronti del figlio; quel suo stato però provocò un involontario
irrigidimento dei suoi capezzoli e la cosa venne subito notata da Marcello.
Quell' ulteriore impulso non fece altro che alimentare nuovamente lo stato di eccitazione
dell'adolescente, il membro di Marcello era nuovamente dritto tra le sue gambe in preda ad un
erezione furiosa che iniziava a far star male
anche lui.
- Ohi, che male! Mi fa male, porca…! -
Iniziò a dire con strane smorfie sul viso
- Marcello smettila di piagnucolare che non intendo sentire ragioni, e copriti per piacere -
Lo sgridò Luana
- Ma dai Luana e non essere la solita madre antiquata se ti comporti così non fai altro che
confonderlo, guarda che rischi poi di ritrovarti con un figlio finocchio! Oh, mamma mia…scusatemi ma
devo proprio andare in bagno, non ce la faccio veramente più…rischio di farmela addosso -
Li interruppe zia Luisa sgattaiolando via con passo affrettato
- Mamma, mi sta facendo male! Non ce la faccio più… -
Supplicò sempre più provato Marcello
- Marcello ma ti rendi conto di cosa stai dicendo, è una fortuna che non ti prenda a sberle…quindi,
per favore, vedi di finirla! -
Rispose infastidita Luana
I lamenti di Marcello, misti al suo piagnisteo ammorbidirono però la dura posizione della Madre che,
tirato fuori il costumino del figlio dall'armadio, si apprestava ad uscire dalla stanza
- Forza Marcello, smettila con questa cantilena! Mi hai veramente scocciata, vai di la in bagno e
fai quello che devi fare senza che te ne stai li in quel modo, poi non ne voglio più sentir
parlare…chiaro! -
- Ma in bagno c'è zia Luisa, come faccio ? -
Osservò Marcello
- E allora fallo li, adesso però finiscila che mi sto innervosendo…chiaro! Io me ne vado al mare, ne
discuteremo dopo! -
Disse Luana varcando la porta
Appena uscita dalla porta Luana si appoggiò ad una parete del corridoio e tirò un sospiro di
sollievo, quello strano evento la stava letteralmente confondendo ed eccitando allo stesso momento,
era stravolta e si congratulava con se stessa per essere riuscita a mantenere il controllo ma allo
stesso tempo era spaventata al pensiero di ciò che poteva accadere, quella sua precarietà nel suo
universo sessuale la rendeva fragile e troppo vulnerabile a simili situazioni. Luana era consapevole
di tutto ciò e il fatto di percepire quella strana sensazione vedendo il membro di suo figlio la
terrorizzava.
Proprio mentre era impegnata in queste riflessioni Luana si senti chiamare con voce
Lamentosa dal figlio.
- Mammaaa! Mamma… -
Urlò Marcello, il ragazzo aveva tentato di dare sfogo a tutta quell'eccessiva carica sessuale ma la
sua scarsa esperienza non aveva avuto alcun effetto se non quello di mantenere viva l'erezione del
suo pene, il dolore provocato dalla pelle ormai da parecchio tempo in tiro lo infastidiva e lo
innervosiva sempre di più.
Luana si diresse nuovamente verso la camera con passo spedito ed entrò di scatto
- Cosa c'è ancora, che vuoi? -
Chiese spazientita Luana
- Mamma non ci riesco…non ci riesco! Forse non sono capace? -
Rispose Marcello con gli occhi ancora rossi
La visione dell'attributo del figlio così forzatamente in erezione la scosse nuovamente; vederlo in
quelle condizioni ,sotto il lato materno, le faceva una grande tenerezza mentre guardandolo
attraverso gli occhi di donna le stimolava preoccupanti sensazioni, per lei la situazione era molto
delicata.
- Ma santa pace, cosa vuol dire non ci riesco! Marcello, non sono io che ti devo insegnare queste
cose…no, si imparano da soli…con gli amici, insomma…come te lo devo dire! -
Era suo compito far crescere il proprio figlio sotto ogni punto di vista ma una simile situazione
non era contemplata nei suoi programmi educativi, si chiedeva dove iniziassero e dove finissero i
doveri di una brava madre e se realmente, a questo punto, ci fossero cose che una madre, secondo
altri principi morali, non dovrebbe mai fare per il bene dei propri figli e quali invece, per lo
stesso motivo, fossero concesse.
Le risuonarono in mente le parole che poco prima gli aveva detto la sorella al riguardo la possibile
tendenza all'omosessualità da parte del figlio e questo bastò per farle prendere una decisione, se
quello era l'aiuto che serviva al figlio lei, suo malgrado, avrebbe trovato il modo di darglielo.
- Ma possibile che tu mi debba sempre creare dei casini…eh? -
Gli disse Luana con tono più dolce mentre si avvicinava al bordo del letto
- Che cosa c'è che non va, perché non ci riesci! -
Aggiunse con voce tranquilla la madre
- Non lo so mamma, forse sbaglio tutto…io non so cosa fare! Non ci riesco! -
Continuò a piagnucolare Marcello
Luana per un attimo non disse nulla, volle riflettere attentamente sulla decisione
che stava per prendere poi si rivolse a Marcello e gli disse
- Senti Marcello, tesoro, io ora ti aiuto a risolvere il tuo problema però mi devi promettere che
questa cosa non accadrà mai più ma soprattutto che non parlerai con nessuno e dico con nessuno…di
quello che accadrà da questo momento in poi, altrimenti ti prometto che te ne farò pentire
amaramente, chiaro? -
La proposta che la madre aveva fatto a Marcello, per quanto minacciosa, rivelava
la grande disponibilità che la donna stava offrendo al ragazzo e in qualche modo
quella specie di promessa-ricatto le garantiva un margine di sicurezza per tutelare
la sua posizione di donna e madre.
A quelle parole il volto di Marcello quasi si illuminò tradendo un accenno di
sorriso
- Va bene mamma, non ti preoccupare! Ti giuro che non accadrà mai più e che non
dirò niente a nessuno…te le prometto -
Rispose entusiasta Marcello
- Bada Marcello che se non rispetti i patti saranno guai…capito ? -
Marcello annuì contento muovendo la testa
- Sta bene, dai! Allora, fammi vedere come fai con il tuo cosino -
Marcello mostrò alla madre più impacciato che mai quel suo movimento appreso così misteriosamente,
la sua mano non faceva altro che sfiorare il membro quasi
senza mai toccarlo, in un movimento praticamente nullo.
- Ma no, ma no Marcello! Ma che fai, non è così che si deve fare, la mano la devi stringere. Lo devi
trattenere nella mano. -
Gli spiegò subito Luana
- Si ma io non ci riesco, ho paura che mi faccia male! Mamma per favore perché non me lo fai vedere
tu -
Chiese Marcello
- Ma santo cielo Marcello, ma ti rendi conto di cosa mi stai chiedendo? Queste cose si chiedono
alle altre donne non alla propria madre, io non posso fare queste cose! -
Rispose stupita Luana
- Ma mamma, ma perché tu non sei una donna? Perché non lo puoi fare? Me lo avevi promesso…uffa,
però! -
Gli disse con tono scocciato Marcello
- Si io sono una donna ma sono anche tua madre, Marcellino! Non è giusto che una madre faccia queste
cose al proprio figlio, capito tesoro! E' una cosa sbagliata -
Cercò di persuaderlo Luana
- Ma mamma io ho promesso che non avrei detto niente a nessuno, e su ti prego mamma…dai! Uffa…lo
sapevo, sei sempre la solita bugiarda, tu non rispetti mai le promesse! -
Insistette Marcello
- Va bene, va bene! Ho capito, smettila, tanto è inutile parlare…ma guai a te se fai una sola
parola…chiaro! -
Luana si inginocchiò sul pavimento al lato del letto in corrispondenza del basso ventre di Marcello
poi lo invitò a farsi più vicino a lei con il bacino
- Ora mi raccomando, guarda cosa faccio io ! Tesoro mio, ma ti rendi conto di cosa mi stai facendo
fare, spero proprio che non stia sbagliando tutto con te! -
Il pene di Marcello si ergeva davanti a lei dritto e duro, Luana poteva notare sulla punta le
secrezioni di liquido lubrificante che il membro del figlio aveva prodotto,
attese un breve istante poi allungò la sua mano destra verso quell' attributo e lo cinse
completamente impugnandolo, quindi si soffermò per l'ennesima volta e fece un lungo sospiro.
Sentendo la mano della madre giungere sul suo membro Marcello ebbe un piccolo sobbalzo all'indietro
- Non essere così nervoso, tesoro, rilassati…altrimenti è peggio, così mi rendi le cose ancora più
difficili! -
Lo consigliò Luana, poi aggiunse
- E dire che solo pochi anni fa ti facevo ancora il bagnetto e adesso invece, guarda qua! -
Luana strinse nella sua mano il pene del figlio poi con delicatezza e molto lentamente iniziò a
tirare indietro la pelle che ricopriva la cappella
- Ahi! Piano…mamma, piano! Ti prego mi fai male! Fai piano per favore -
Le fece notare subito Marcello
- Ma si, si! Sto facendo pianissimo…non vedi! E poi è normale che all'inizio ti faccia un po' male,
sai! Lasciami fare e rilassati, lo so io come devo fare -
Lo tranquillizzò con tono esperto Luana
Lentamente la pelle del prepuzio scivolò lungo la cappella scoprendola sempre di più, in pochi
attimi il glande di Marcello fu totalmente in vista, brillava gonfio con il suo color violaceo e
intriso di secrezioni lubrificanti.
Luana si fermò per un attimo ad osservare quel membro che proprio in quegli istanti le stava facendo
vivere sensazioni mai provate prima, oggettivamente il membro di Marcello era veramente fuori misura
per un ragazzo della sua età soprattutto in larghezza.
- Ecco qua…e il primo passo lo abbiamo fatto! Però, devo fare i complimenti a me stessa…sai che mi
sei venuto su proprio bene, stai diventando un bell' ometto! E dire che era un bel po' che non ti
davo un'occhiata qua sotto ma vedo che cresce tutto molto bene ! -
Gli fece notare Luana con pesante tono ironico
- Grazie mamma! Ma mi fai vergognare ancora di più se mi dici così -
Rispose prontamente Marcello con un sorriso
La madre contraccambiò il sorriso poi strinse la sua mano destra, con forza, attorno al pene e la
spinse verso l'alto, la pelle sgusciò nuovamente dalla base della cappella per andare a ricoprire il
glande ma poco prima che terminasse la sua corsa la madre diede una secca spinta verso il basso con
la mano riscoprendola nuovamente e poi ancora una verso l'alto e verso il basso, con un ritmo lento
ma con colpi secchi e decisi.
Il volto di Marcello si fece serio, la madre aveva iniziato a masturbarlo e lo stava facendo in un
modo del tutto personale ma impeccabile.
Il ragazzo osservava la morbida e delicata mano della madre che mentre gli afferrava il membro
effettuava quel lento movimento su e giù, l' affusolata forma delle dita impreziosite da alcuni
anelli e le lunghe e curate unghie laccate di un rosa tenue.
Luana aumentava gradualmente il ritmo del suo movimento mentre vedeva e sentiva il membro di suo
figlio ingrossarsi tra le sue dita e diventare sempre più duro, in quel momento al ragazzo tornava
in mente il trattamento che la zia gli aveva riservato il giorno prima e quasi gli veniva spontaneo
fare un confronto, lo stile della madre era completamente diverso da quello della zia, più lento e
dolce ma anche più deciso…tanto che ogni volta che la madre scendeva con la mano, sfiorando il pube
del ragazzo, gli scopriva completamente il glande tirando il più possibile la pelle all'indietro.
Ad un tratto, istintivamente, Luana accostò la mano sinistra allo scroto del figlio iniziando a
solleticarlo con le unghie per poi farsi più audace sino ad accarezzarlo e a massaggiargli i
testicoli.
- Allora tesoro, come va ora…stai un po' meglio? Ti piace se ti faccio così? -
Chiese Luana con incuriosito interesse
In quel frangente i suoi seni si erano generosamente gonfiati e i capezzoli spuntavano ora rigidi e
dritti tra le sue aureole.
- Oh! Si mamma, sei bravissima…hai delle mani bellissime, a volte è un po' doloroso ma è bello
così…sai, mamma! -
Blaterò Marcello
- Ma lo sai che sei proprio ben dotato, tesoro mio! Senti qua come è diventato duro, quasi la
invidio la tua ragazza! -
Si lascio sfuggire Luana in preda ad un iniziale ed incontrollato stato di eccitazione
- Ohi! Piano mamma…piano, mica me lo vorrai strappare e poi io la ragazza non ce l'ho -
Disse Marcello
- Su, su…stringi i denti e lasciami fare! Ma come non hai la ragazza, un bell'ometto come te…ah, se
io avevo 20 anni di meno, un bel ragazzotto come te di sicuro non me lo sarei fatto scappare -
Lo rassicurò la madre lusingandolo
Marcello ascoltando quelle parole si sentiva molto fiero, soprattutto perché dette da sua madre e
stava constatando, con suo grande stupore, la particolare bravura che la donna aveva nel maneggiare
il suo sesso, non avrebbe mai pensato di poter giudicare ed osservare sua madre sotto questo punto
di vista, ma i fatti lo smentivano e Luana ci sapeva veramente fare.
Mentre lo sguardo di Marcello era attratto dall'inturgidimento dei capezzoli e dal
gonfiore dei seni della madre, così ben esposti alla sua vista; avvertì un maggior dolore al suo
membro, il liquido lubrificante si era infatti esaurito e il prepuzio scorreva ora con maggiore
difficoltà.
Vedendo le smorfie del ragazzo Luana capì subito il problema, lasciò per un attimo il membro del
giovane portandosi la mano davanti alla bocca e vi fece colare all'interno un po' di saliva; riportò
quindi la mano verso il pene del figlio ed inumidì
il suo glande con la saliva raccolta nella mano, riprendendo poi l'inconfondibile movimento in su e
giù.
- Ecco! Ora vedrai che andrà un po' meglio. -
Gli sussurrò la madre con voce affettuosa
Marcello senti subito una piacevole sensazione dopo che la madre ebbe compiuto quel gesto, tanto che
lo strano senso di bruciore che stava provando era quasi
scomparso.
La madre replicò quel gesto diverse volte ma Marcello sembrava non arrivare mai
all'orgasmo.
- Marcello, tesoro…ma non senti niente! Non senti uno stimolo strano, come qualcosa che ti sta per
uscire e non riesci a trattenere ? -
Gli chiese la madre stupita
- No mamma, sento solo la tua bellissima mano che mi accarezza…perché ? -
Rispose Marcello senza esitazione
Luana era sorpresa, suo figlio dimostrava una resistenza veramente notevole; la madre ne era più che
mai convinta qualunque ragazzino della sua età sottoposto a quelle attenzioni sarebbe venuto in un
attimo eppure Marcello non sembrava cedere, ma del resto lei ignorava che suo figlio era stato
oggetto delle particolari attenzioni di sua sorella Luisa proprio il giorno prima.
La cosa stava un pò preoccupando Luana visto che ormai erano più di 10 minuti che stava masturbando
il figlio, temeva che Marcello fosse vittima di qualche disfunzione però allo stesso tempo questa
situazione l'avrebbe autorizzata ad osare qualcosa in più per cercare di scoprire il motivo di
questo ritardo e senza rendersene conto la cosa la stava eccitando.
- Mamma mia, Marcello…mi sto stancando, lo sai! Ma possibile che non senti
proprio niente? -
- No, mamma! Niente di quanto mi hai chiesto. -
Ribadì nuovamente il figlio
- Santa pace, Marcello…io non ce la faccio più a continuare! Senti, perché non utilizziamo un altro
metodo, ti va? -
Propose la madre con un po' di affanno
- Non lo so, mamma! Però se è bello come questo, per me va bene! -
Rispose Marcello
- Ah, vedrai tesoro mio…è molto più bello! Però ti devi avvicinare un po' di più verso di me. -
Marcello ubbidì diligentemente e si accostò il più possibile al bordo del letto
- Mi raccomando però Marcello, non dire mai a nessuno quello che sto facendo! -
Puntualizzò nuovamente Luana
- Si mammina, non ti preoccupare! Te l'ho promesso. -

Mario

unread,
May 3, 2000, 3:00:00 AM5/3/00
to
Molto, molto bello....

Complimenti

Aspetto con ansia le prossime puntate


Mario

Stefano

unread,
May 3, 2000, 3:00:00 AM5/3/00
to
ciao
bel racconto a quando il seguito?????


Red_Apple <the_re...@yahoo.it> wrote in message
390F1C9E...@yahoo.it...

elvi

unread,
May 3, 2000, 3:00:00 AM5/3/00
to
siamo in disperata attesa del seguito ti prego continua

Rosario

unread,
May 3, 2000, 3:00:00 AM5/3/00
to
Anche io ti aspetto
deliziaci, non vediamo l'ora che arrivino le prossime puntate!

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