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[racconto] Puttanella

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rexdam

unread,
Mar 17, 2005, 10:51:51 AM3/17/05
to
Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho
ripreso da poco a lurkare. E lurkando lurkando mi è tornata la voglia
di far correre le dita sulla tastiera. Questo è il risultato e come
sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.
Ciao
rexdam

http://rexdam.tripod.com

Puttanella
by rexdam 2005


I

Renzo usci dal cinema parrocchiale contento del film che aveva appena
visto e si fermo' sull'ingresso dell'oratorio a scrutare il piazzale.
Sono circa sei mesi che lo frequenta saltuariamente, da quando si e'
trasferito con la famiglia, ma ancora non ha legato con nessuno.

Niente amici come quando abitava a Boccea, qui sono chiusi in gruppi
di ragazzi che si conoscono da piccolissimi e non c'e' spazio per uno
nuovo specie se timido e con un bel viso da femmina.

L'oratorio era l'unica speranza per Renzo di trovare un po di amici,
quelli del suo palazzo erano degli stonzi totali che si divertivano a
sfotterlo per il suo aspetto efebico.

A 12 anni e mezzo e' difficile ribellarsi ad un gruppo ma Renzo lo
aveva fatto quando Angelo gli aveva messo una mano sul sedere
palpandolo come una ragazza. Il suo cazzotto aveva centrato in pieno
l'occhio di Angelo ma poi lo avevano riempito di calci e pugni.

Era rientrato pesto e sanguinante a casa ma da allora non si erano
piu' permessi di mettergli le mani addosso... almeno quando non c'era
Angelo. Nonostante avesse solo 14 anni Angelo era gia' un energumeno;
fronte bassa, aspetto tozzo e possente, capelli ribelli ed animo
cattivo che si sposava con una intelligenza nella media ma affinata
dalla strada. Questi erano i suoi tratti caratteristici ed a Renzo
facevano una paura fottuta, specie quando i 20 chili di differenza di
massa si concentravano in un pugno duro sempre pronto a scattare.

Scrutava il piazzale in cerca di un gruppetto di ragazzi della sua
eta' che non lo avevano escluso dal loro giro ma senza successo. Era
da poco finita la scuola e molti ragazzi avevano preso la strada dei
paesi dei genitori, l'inizio di quell'estate sembrava non promettere
niente di buono.

Scoraggiato usci' dal cancello dirigendosi verso casa e giunto al
limite di un prato valuto' attentamente l'altezza dell'erba, quanto
avrebbe ferito le sue gambe nude? Scarpe da ginnastica, una maglietta
leggera ed un paio di pantaloncini era tutto quello che indossava in
quel caldo fine di giugno, ma l'idea di scendere la collinetta sulla
quale era appollaiata la parrocchia attraverso il viottolo nel prato
lo attirava molto di piu' che farsi il lungo giro della strada che vi
correva intorno.

Perso nelle sue fantasticherie di arrampicate su pareti vertiginose
Renzo non si accorse del gruppo di ragazzi che gli piombava addosso
dalle spalle.

-Hei! Questo e' quel frocetto che e' venuto ad abitare da me da poco!-

La voce di Angelo riscosse Renzo come una doccia gelata, si guardo'
intorno e vide sette ragazzi della sua eta' o poco piu' grandi che lo
circondavano e gli giravano intorno senza fermarsi.

-Ciccio buttalo a terra e bloccalo!- disse Angelo con voce concitata.

Senza farselo ripetere Ciccio piombo' su Renzo forte della sua mole
buttandolo a terra in un attimo. Renzo si raggomitolo' proteggendo la
testa con le braccia ed aspettando la grandinata di calci. Invece si
senti' stringere il collo dal braccio sudato di Ciccio che lo
rovescio' a pancia all'aria incastrandoselo tra le gambe.

Gli altri ragazzi si erano buttati nell'erba vicino a loro e,
sghignazzando, allungarono immediatamente le mani a toccare il sedere
di Renzo. La posizione in cui lo aveva messo Ciccio non ne permetteva
un facile accesso ma i ragazzi non sembravano curarsene e palpavano
quello che era disponibile.

-Fategli la stira a sto' frocetto- disse sempre piu' eccitato Angelo
ed in un attimo i pantaloncini volarono sull'erba.

-Ammazza che pisellino!- disse ridendo uno dei ragazzi

-Che t'aspetti da un frocetto, una mazza come quella di tuo fratello?-
rispose Angelo mentre si slacciava la patta. -Come sta a culo?-

-Morbido morbido- disse un altro ragazzo -Ma che te lo vuoi inculare?-

Ora c'e' da dire che tra tutti quanti nessuno aveva mai fatto niente
di piu' che spararsi qualche sega ma in un quartiere come Val Melaina
si cresce in fretta e le cose s'imparano subito. Angelo si guardo'
intorno come per decidere se sodomizzare Renzo oppure no mentre gli
altri gli palpavano il culo.

Incredibilmente tutta la scena si svolgeva in un silenzio quasi
irreale. Nessuno alzava la voce consci che quello che stavano facendo
poteva avere gravi conseguenze, ed anche Renzo non strillava come
avrebbe potuto ma si limitava a cercare di allentare con una mano la
stretta con cui lo strangolava Ciccio e con l'altra a coprirsi il
pisello, solo le femminucce strillavano e chiedevano aiuto...

-Qui non si puo'... pero' non se la passa liscia solo con qualche
palpata di culo- disse Angelo avvicinando il cazzo ancora moscio al
viso di Renzo.

-Dai frocetto apri la bocca e succhiamelo...-

Ma Renzo la bocca la teneva ben stretta cercando di muovere la testa
per evitare il contatto con il cazzo di Angelo.

La mano di Angelo riusci' a strusciare il cazzo ancora moscio sulle
labbra di Renzo solo facendo cenno a Ciccio di stringere piu' forte.
Con la testa quasi immobile Renzo non pote' evitare il contatto e la
punta del cazzo di Angelo gli passo' ripetutamente sulle labbra.

L'atto scateno' la frenesia degli altri che continuarono a palpargli
il sedere con foga rinnovata. Era una spirale che alimentava se
stessa. La vista delle mani sul sedere di Renzo, rotondo e perfetto
come pochi, eccito' finalmente Angelo facendogli indurire il cazzo.

Ora la cappella gonfia scorreva a scatti sulle labbra di Renzo e la
voglia di Angelo di farselo succhiare cresceva ad ogn passaggio.

-Di che sa? Eh frocetto? Di che sa il mio cazzo? Apri la bocca e
succhialo! Apri!-

Angelo colpi' Renzo con uno schiaffo per fargli aprire la bocca ma
senza risultato se non quello di fargli versare qualche lacrima.

Vederle scorrere sulle guance lo spinse a poggiare una mano sul viso
di Renzo e premergli un pollice su un occhio.

-Apri la bocca e succhiamelo frocio o ti cavo un occhio!-

Gli altri ragazzi si fermarono di botto aspettando la reazione di
Renzo con avida attenzione. Avrebbe aperto la bocca o si sarebbe fatto
ammaccare un occhio?

Angelo aumento' visibilmente la pressione fino a quando il corpo di
Renzo non si rilascio' di colpo facendo sobbalzare Ciccio che strinse
ancora piu' forte.

Si era arreso.

Non si difendeva piu'. Le mani ricaddero inerti in gembo lasciando
libero accesso a tutto il suo corpo ed i ragazzi lo guardarono
affascinati aprire la bocca e lasciar entrare il cazzo di Angelo.

Due sentimenti contrastanti corsero tra loro.

In cinque ebbero paura, una paura terribile di essersi messi in guai
grossi, gli altri due invece ne furono eccitati come matti. Angelo era
in piena erezione, Ciccio bofonchiava che se lo voleva far succhiare
anche lui.

-Che cazzo fate? Vi tirate indietro?- chiese con un ringhio Ciccio a
cinque che si erano ritratti i quali annuirono senza neanche fiatare.

-Allora sparite. Andatevene affanculo! Via!- li caccio Ciccio.

Ciccio provo' ad alzarsi ma Renzo reagi' immediatamente sputando il
cazzo di Angelo e cercando di scappare.

-Cazzo Angelo! Questo cerca di darsela a gambe, come facciamo?-

-Tienilo! Perche' non ce ne andiamo in cantina? Ci facciamo dare la
chiave da Fausto- disse Angelo schiacciando Renzo sull'erba.

-Ma Fausto vorra' sapere che ci andiamo a fare con uno nuovo! Questo
sembra cosi' tanto una fica che non credera' mai che andiamo a farci
le pippe!- protesto' Ciccio

-Che problema hai se vuole unirsi anche lui?- chiese Angelo

-e' che e' piu' grande di noi e ce lo levera', se lo vorra' fare
lui... lo sai quanto e' arrapato- continuo' a protestare Ciccio.

-E che ne sai se gli piace, e poi che cazzo te ne frega se se lo fa
succhiare pure lui! Basta che sto frocetto lo succhia pure a noi!-

Fecero alzare Renzo senza mai lasciarlo e gli fecero rimettere i
pantaloncini, poi lo portarono nel palazzo di Ciccio facendolo
scendere in cantina. Ogni minimo tentativo di protesta o ribellione
veniva sedato con un cazzotto in pancia.

Fausto era il figlio del portiere, uno stronzo brufoloso di 17 anni
che metteva a disposizione del gruppo di Angelo una cantina che
ospitava un vecchio divano sfondato ed una collezione di fumetti
porno.

Il tutto in cambio della possibilita' di vedere la sorella di Ciccio
quando si lavava. Ciccio abitava al mezzanino ed il bagno dava in un
cortiletto interno, prima di lasciarlo libero alla sorella socchiudeva
lo sportello dell'armadietto e tramite un gioco di specchi, Fausto
riusciva a vedere bene l'interno del piccolo locale stando nascosto ed
in ombra.

-Fausto dacce la chiave!- disse Angelo ancora in preda
all'eccitazione.

-Che t'e' presa la fregola? A Cicco quanno me la fa vede' Marina?-

-Domani, lo sai che se fa il bagno di giovedi-

-Chi e' quello?- chiese Fausto indicando Renzo che veniva trattenuto
per le braccia da Ciccio.

-e' uno nuovo, allora sta chiave?-

Fausto allungo' una chiave ad Angelo e nel farlo vide chiaramente la
mano di Ciccio sul culo di Renzo.

-Vengo pure io- disse risoluto ritraendo al volo la chiave.

-Mo che e' sta storia? Che non potemo stare tra amici senza che che
stai pure tu?-

-A bello de casa ma a chi credi de frega'? Avete trovato chissa dove
un frocetto e ve lo volete tenere tutto per voi. E invece no. Lo
dovete dividere anche con me altrimenti trovateve un altro posto-
disse Fausto sogghignando.

Angelo lo guardo' per un momento e poi fece cenno di si con la testa e
segui Fausto nelle cantine.

-Dove lo avete trovato?-

-e' venuto ad abitare da poco nel palazzo vicino al mio- disse Angelo

-E come te ne sei accorto?-

-De che?- chiese Angelo perplesso

-Che e' un frocio-

-Non lo so ma ha due gambe ed un culo meglio di tante ragazze e cosi'
per sfotterlo gliel'ho toccato. Ha reagito male ed oggi mi sono voluto
vendicare. Non lo so se e' frocio ma prima mi ha succhiato il cazzo-
rispose Angelo mentre entrava nella cantina.

-E com'e' che lo ha fatto?- insiste' Fausto

-Ciccio lo reggeva e io gli premevo un pollice sull'occhio, o apriva
la bocca o diventava cieco- rispose Angelo mentre se lo tirava
nuovamente fuori e si stravaccava sul divano.

Fausto se lo tiro' fuori anche lui e si sedette vicino ad Angelo.

-Facciamo a turno, io ed Angelo ce lo facciamo ciucciare adesso mentre
tu lo controlli e poi tocca a te. Mettetilo in ginocchio davanti a
noi-

Renzo si stava inginocchiando quando Ciccio lo fermo'.

-Levati i pantaloni prima- disse a Renzo che ubbidi' con aria spenta
prima di inginocchiarsi davanti a Fausto.

La mano di Fausto lo prese dietro la nuca e lo porto' con la bocca
sopra il cazzo teso. Era notevolmente piu' grosso di quello di
Angelo... ed anche piu' puzzolente ma Renzo non ebbe scelta che aprire
la bocca e lasciarlo entrare.

-Madonna che bocca! Questo e' una troia nata! Senti come succhia!-

Anche Fausto non aveva molta esperienza in piu' degli altri, era
andato una volta a puttane e niente piu' ma per uno cosi' avere a
disposizione una bocca da scopare era quanto di meglio. In effetti
Renzo non faceva altro che tenerla spalancata e frenare con la lingua
le fiondate con cui spingeva dentro il cazzo.

Ciccio non gli staccava gli occhi dal sedere mentre montava la guardia
alla porta.

-Adesso tocca a me- disse Angelo prendendo Renzo per i capelli e
tirandoselo vicino.

Il cazzo di Fausto gli sfuggi' dalle labbra con un leggero 'plop' ed
un istante dopo aveva in bocca quello notevolmente piu' piccolo di
Angelo.

Pochi minuti di movimenti furono sufficienti ad Angelo per avere il
primo orgasmo della sua vita e sborrare nella bocca di Renzo. I fiotti
di sperma lo colsero di sorpresa e non riusci' a sputarlo tutto, il
sapore acre e leggermente salato gli pervadeva la bocca ed il naso e
non ci capiva piu' niente. Un altra mano lo afferro' per i capelli ed
un altro cazzo gli fu spinto in bocca.

Renzo cerco' di trattenere le spinte di Fausto poggiandogli le mani
sul ventre ma senza grandi risultati, e poco dopo si trovo' nuovamente
con la bocca piena di sborra. Stavolta dovette ingoiarla quasi tutta
perche' mentre veniva Fausto lo tenne con il cazzo ben piantato in
bocca e poi la maggior dimensione non permetteva di sputarlo fuori.

Fausto lo lascio' gettandogli la testa indietro e Renzo rimase in
ginocchio mezzo barcollante, con gli occhi vitrei e la bocca aperta a
riprendere fiato mentre la sborra gli colava dal mento.

-Non sono una troia...- riusci a biascicare prima che Ciccio lo
afferrasse per i capelli e gli spingesse il cazzo tra le labbra e lo
schifo pervase Renzo. Ciccio aveva un orribile eritema tra le cosce,
emanava un odore sgradevole che gli riempiva il naso togliendogli
l'aria.

Per fortuna era talmente carico che gli bastarono pochissime pompate
per riempire ancora una volta la bocca di Renzo. Quasi senza piu'
forze non si oppose al cazzo che gli invadeva la bocca mentre gli
schizzi che gli colpivano il palato.

Ingoio' tutta la sborra e si trovo' nuovamente in ginocchio a prendere
aria. Aveva il viso completamente imbrattato e gli occhi lucidi come
se avesse la febbre, grumi di sborra gli colavano dagli angoli della
bocca e gli cadevano sulla maglietta formando delle macchie
translucide.

-Non sono una troia...- disse ancora ma stavolta fu azzittato da
Angelo.

-Certo che sei una troia. Come lo chiameresti tu uno che si beve la
sborra di tre maschi se non troia? Che credi che le troie sono solo
femmine?-

I due ragazzini avevano cazzi commisurati alla loro eta' ed era stato
facile per Renzo prenderli tutti in bocca, l'unico che lo aveva quasi
strozzato era stato Fausto ma era anche stato il primo ed aveva avuto
il tempo di riprendersi. Quando Ciccio lo lascio' Renzo si accascio'
per terra sputando tutto quello che non aveva ingoiato.

-Lavati troia, non puoi andare in giro cosi'- gli disse Fausto

-Non sono una...- la frase gli fu troncata in gola da un calcio nello
stomaco di Angelo.

- Tu sei quello che diciamo noi!- gli ringhio' contro.

-Che facciamo ora?- chiese Ciccio

-Adesso lo fate lavare poi lo accompagnate a casa, uno deve salire con
lui per essere sicuri che abita proprio li. Una scusa qualsiasi va
bene, che ne so... fatevi dare un giornaletto- disse Fausto

-Perche'?- chese Ciccio perplesso

-Perche' cosi' dovra' tornare di sua spontanea volonta' se non vorra'
che qualcuno dica ai suoi che succhia cazzi- concluse Fausto
ridacchiando.

Renzo alzo' la testa guardando i quattro, gli girava tutto, gli faceva
male la bocca ma capi' bene che non si sarebbe potuto ribellare.

-Lo accompagno io- disse Angelo -abito accanto a lui-

-Bene. Allora troia, torna qui domani pomeriggio alle quattro- disse
Fausto prendendolo per il mento e sollevandogli la testa mentre rideva
sempre piu' forte imitato dagli altri tre.

II

Angelo fradicio' la maglietta di Renzo per confondere le numerose
macchie di sperma che c'erano sopra.

-Che cazzo ti e' venuto in mente Angelo?- chiese stupefatto Ciccio -e
adesso come ci va a casa tutto fracico?-

Angelo si bagno la maglietta anche lui e guardando Ciccio disse -Ci
siamo tirati i gavettoni...-

Quella sera dopo cena Renzo si lavo' i denti 3 volte ma non riusci a
mandare via il sapore dello sperma. Lo sentiva continuamente nel naso
e sulla lingua ogni volta che la passava sui denti.

L'odore lo faceva impazzire, gi sembrava di avere sempre in bocca un
cazzo che aveva appena sborrato.

ll giorno dopo non volle uscire di casa e quando Angelo suono' disse
alla madre che non si sentiva bene. La 'malattia' ando' avanti tre
giorno ma non poteva durare per sempre. Alla fine usci' di casa anche
per non sentire piu' la madre che non smetteva un attimo di dirgli di
uscire.

Angelo lo aspettava sul marciapiede, Renzo non disse nulla e lo segui'
alla cantina di Fausto.

Da allora i pomeriggi li passo' nella cantina di Fausto, a volte
c'erano tutti e tre i ragazzi a volte solo Fausto ma la storia era
sempre la stessa. Loro seduti a gambe larghe sul divano e lui
inginocchiato davanti a loro a spompinarli.

Ci volle del tempo prima che gli venisse spontaneo succhiarli invece
di lasciarsi scopare la bocca, i ragazzi erano inesperti e la semplice
disponibilita' della bocca aperta di Renzo bastava a soddisfarli ma
alla fine successe. E successe proprio con Angelo durante una delle
rare volte che se lo faceva succhiare.

Il cazzo di Angelo non era un gran che' e Renzo era costretto in una
posa scomodissima, in ginocchio davanti a lui con le sue gambe sulle
spalle. Gli veniva spontaneo abbassarsi pur di alleggerire il peso
sulle spalle ma nel farlo gli sfuggiva il cazzo di bocca, Angelo lo
aveva gia' schiaffeggiato due volte proprio per questo motivo e Renzo
cerco' di non farselo sfuggire ancora succhiandolo.

-Hei ragazzi, questa troia sta migliorando una cifra! Adesso lo
succhia ben bene- disse sghignazzando Angelo mentre riaccomodava le
gambe sulle spalle di Renzo.

Ciccio si avvicino' immediatamente e dette un calcio a Renzo.

-Stronza di una zoccola stronza che non sei altro! Lo succhi anche a
me la prossima volta hai capito?-

Da allora le cose cambiarono parecchio, ogni tanto venivano inserite
delle variazioni tipo far scorrere la lingua tra cappella e prepuzio o
leccare il culo infilandoci dentro la lingua tra una pompata e
l'altra.

Fu Ciccio a proporre quest'ultima variazione e Renzo vomito' anche
l'anima quando gli si mise a cosce larghe davanti mentre Angelo gli
spingeva la faccia tra le chiappe di Ciccio. Quel maiale era andato in
bagno e non si era fatto il bidet.

Non era una novita' per Renzo che Ciccio fosse sporco ma leccargli il
culo che puzzava di merda gli rivolto' lo stomaco. Ad Angelo non
importo' nulla e lo spinse nuovamente verso il culo di Ciccio mentre
non aveva ancora finito di vomitare.

Le cose continuarono cosi' fino alla fine di luglio quando comparve
una faccia nuova o meglio un cazzo nuovo... un cazzo adulto.

Era stata un'idea di Fausto. Gli altri due non l'avevano gradita molto
ma ragazzini di 14 anni avevano poco da discutere con uno di 17, a
quell'eta' tre anni sono un abisso.

Fausto aveva pensato che la bocca di Renzo potesse fruttare soldi ed
ora Mario il meccanico era nella cantina con lui ed il ragazzino.

-Che ne dici? Ti piace? e' veramente bravo a fare bocchini...- diceva
Fausto elogiando le qualita' della 'merce'

-Lo avete usato solo di bocca?- chiese Mario

-Si, e' fantastico. Una troia totale, ingoia tutto, cazzo e sborra
fino alla fine-

Mario girava intorno a Renzo osservando le gambe lisce e lunghe, il
sedere a mandolino sodo e morbido. Gli passava le mani sopra, lo
accarezzava, gli si strusciava contro attaccandogli addosso la puzza
di officina e sudore.

Fausto aveva fatto spogliare Renzo lasciandolo solo con le scarpe ed
il dito sudicio di Mario lascio' una traccia scura tra le natiche del
ragazzino quando gli struscio' la mano piena sul sedere indugiando a
lungo con il medio nel solco.

-Liscio... caldo... vellutato... sodo...- la voce di Mario era roca e
spezzata mentre carezzava il sedere di Renzo in uno stato di puro
visibilio -Mi sta bene ma non qui- disse rivolgendosi a Fausto

-Che vuol dire non qui?- chiese questi diffidente

-Voglio dire che qui puo' scendere qualcuno e sentire. Mandamelo
domani in officina... alle cinque- disse indifferente Mario

-E per il resto? Come rimaniamo?- chiese impaziente Fausto

-100 euro come pattuito. Domattina passi ed io ti pago ma se lui poi
il pomeriggio non viene sono cazzi tuoi-

-Non sono una troia...- disse quasi piangendo Renzo

-Stai per diventarlo tesorino- gli rispose divertito Mario -Domani
pomeriggio lo diventerai per bene-

-Domani. Alle cinque. Solo lui, tu passi la mattina. D'accordo?- disse
di scatto rivolgendosi a Fausto che si era sdraiato a gambe larghe sul
divano.

Fausto aveva un sorriso sornione stampato in faccia quando fece cenno
a Renzo di inginocchiarsi davanti a lui e non rispose fino a quando
questi non lo accolse in bocca.

-Certo. D'accordo. Non lo vuoi provare? No? Neanche una ciucciatina?-
lo incitava Fausto, Mario a vedere la scena si era eccitato come un
matto e non riusci' a trattenersi di tirarlo fuori dalla tuta ed
accarezzarselo.

Fausto non aspettava altro, tiro' su per i capelli Renzo e gli fece
cenno di occuparsi di Mario. Il ragazzino si mise in ginocchio davanti
all'uomo e gli afferro' i cazzo portandoselo a pochi centimetri dalle
labbra. L'odore di selvatico era fortissimo e Renzo rimase fermo con
la bocca aperta incapace di farci entrare dentro quella cosa schifosa.
Mario risolse il dilemma afferrando la testa del ragazzino e
spingendogli in bocca il cazzo durissimo.

Il sapore di quel cazzo lurido colpi' violentemente i sensi di Renzo.
Gli faceva schifo, uno schifo tale da fargli venire il vomito. Poi fu
costretto a poggiarci la lingua sopra per frenarlo e fu allora che
accadde.

Con estrema sorpresa Renzo scopri' che quel sapore forte ed acre gli
piaceva. Gli piaceva talmente tanto che gli venne spontaneo succhiarlo
per trattenerlo quando Mario lo tiro' indietro la prima volta prima di
rispingerglielo in gola.

-Ohhhh si... cazzo... cazzo che bocca... hai ragione Fausto, hai
veramente ragione... questa e' una vera troia...- mugolo' Mario mentre
accompagnava con il bacino i movimenti della testa di Renzo.

Il piacere di Mario s'interruppe bruscamente e quando apri' gli occhi
vide Fausto, in piedi dietro Renzo, che lo teneva per i capelli e gli
piegava la testa all'indietro con un sorriso crudele sulle labbra.

-Questa e' una prova, solo una prova. Il resto domani. Dopo che hai
pagato-

-Certo... va bene... a domani allora. Alle cinque- disse Mario
riprendendosi a fatica e ficcando a fatica il cazzo teso e duro nella
tuta prima di uscire quasi barcollando dalla cantina.

-Domani non fare scherzi. Niente scherzi. Alle cinque vai all'officina
di Mario oppure io passo a casa tua e racconto a tua madre cosa fai
qui- disse Fausto senza lasciare i capelli di Renzo.

Il ragazzino era ancora in ginocchio completamente proteso verso
l'alto per ridurre il dolore provocato dalla presa di Fausto, le mani
aggrappate ai suoi polsi. Il si che gli usci' dalla bocca era piu' un
miagolio che un vero si ma a Fausto basto'.

III

Renzo passo' il pomeriggio aspettando e temendo l'arrivo dell'ora di
uscire. Era confuso e sconcertato dalla reazione che aveva avuto il
giorno prima. Non riusciva a capire cosa gli fosse preso quando aveva
'veramente succhiato' il cazzo di Mario.

Aveva passato la mattina a pensarci ed aveva concluso che non ci
capiva niente. Solo le femmine ed i froci provavano piacere a
sbocchinare un uomo e lui non era nessuno dei due... o almeno cosi'
credeva fino a ieri pomeriggio.

Oddio che casino! Non riusciva a capacitarsi di averlo cercato cosi'
avidamente quando Mario lo stava togliendo la prima volta... e la
rabbia provata quando Fausto lo aveva preso per i capelli e tirato
via? Renzo giro' irrequieto per casa fino a quando non usci' alle
cinque meno dieci ed ando' direttamente all'officina di Mario.

L'uomo lo stava aspettando ed impreco' a bassa voce nel vederlo. Il
ragazzino era luminoso come un faro. Indossava una maglietta aderente
ed un paio di pantaloncini bianchi da basket stretti stretti che lo
fasciavano come una seconda pelle. Non passava davvero inosservato.
Mario gli fece cenno di aspettare e Renzo rimase sul marciapiede di
fronte appoggiato ad un muretto.

Dopo alcuni minuti, in un momento in cui non passava nessuno, Mario
gli fece cenno di venire e non appena fu entrato chiuse a chiave la
vetrata dell'officina trascinandolo per un polso nell'ufficetto sul
retro.

Il posto era di uno squallore totale. Sporco, polveroso, unto,
ingombro di carte e pezzi d'auto. Mario inizio' a lavarsi le mani con
la pasta per sgrassare passando e ripassando per togliere al meglio lo
sporco senza staccare un attimo gli occhi da Renzo.

-spogliati- gli disse con voce roca

Ubbidiente Renzo si tolse la maglietta, i pantaloncini e gli slip
rimanendo solo con le scarpe. Mario fini' di lavarsi le mani
freneticamente e si avvicino' a Renzo togliendosi la tuta sporca di
grasso.

Non era uno spettacolo bello da vedere ne da odorare ma Renzo non
riusciva a rendersene conto, era come un coniglietto ipnotizzato da un
serpente. Mario era un uomo basso, tarchiato, con la pelata e la
pancia, peloso e poco incline all'igiene personale. Adesso stava
davanti a Renzo con indosso una maglietta macchiata di sudore, i
calzini corti alla caviglia ed un paio di scarpacce da lavoro
sformate.

Ma Renzo non vedeva niente di tutto questo. Aveva occhi solo per il
cazzo che gli spuntava ancora moscio tra i peli neri del pube. E
narici anche perche' si scopri' a cercare di sentirne l'odore mentre
Mario rimaneva fermo ad un metro da lui.

-sei bellissimo- disse Mario riprendendo fiato -girati-

Renzo si giro' lentamente e senti' il respiro dell'uomo farsi
leggermente piu' forte.

-che culo... che culo... mai visto un culo cosi'...-

Le mani di Mario s'impossessarono con forza del sedere di Renzo
facendolo sussultare. Poi gli si fece vicino e gli aderi' addosso
spingendolo involontariamente contro la piccola scrivania che occupava
un angolo della stanza.

Le mani di Mario vagavano sul corpo del ragazzino come farfalle
impazzite accarezzandolo e pizzicandolo mentre Renzo non faceva nulla
per sottarvisi anzi cercava di assecondarle inarcando la schiena e
piegando la testa all'indietro.

Mario aveva la bocca incollata sul collo di Renzo e quando si accorse
che rispondeva invece di sottrasi gli giro' la testa e lo bacio' sulla
bocca. I denti di Renzo rimasero chiusi pochi istanti prima di
spalancarsi e far entrare la lingua che gli rovisto' furiosamente la
bocca.

Le mani di Renzo erano poggiate sulla scrivania ma per sentire meglio
il corpo di Mario contro il suo le porto' sui finchi dell'uomo e se lo
tiro' contro. Il gesto fece andare in orbita Mario che giro' di scatto
il ragazzino.

-sei una puttanella... lo sei nell'anima...-

-No! Non sono una troia, io sono un maschio!- disse Renzo ribellandosi
mentre gli occhi s'inumidivano per un accenno di lacrime.

-Che cazzo dici? Certo che sei una troia, ho pagato 100 euro per
averti qui e solo le troie scopano a pagamento. Io dico un'altra cosa,
dico che sei puttana nell'anima, dico che ti piace sentire il corpo di
un uomo contro il tuo, dico che sei nato maschio ma saresti dovuta
essere una donna... ed adesso basta con la psicologia...
succhiamelo... succhiamelo come ieri!- concluse Mario sedendosi su una
poltroncina e spingendolo in ginocchio tra le sue gambe.

Renzo non si fece pregare ed afferro' alla base il cazzo durissimo che
aveva davanti agli occhi poggiandoci le labbra sopra.

Lo fece entrare lentamente tra le sue labbra lasciando che ci
scorressero sopra, il prepuzio fu spinto indietro dalle labbra e tutta
il muco rappreso che c'era sotto venne a contatto con le labbra di
Renzo mandandolo fuori di testa.

Fece entrare solo la cappella in bocca e comincio a passare e
ripassare la lingua tra glande e prepuzio assaporando ogni cosa,
leccando ogni piccola pallina di muco, con l'odore di selvatico che
gli entrava nel naso e gli oscurava il cervello con una nuvola di
piacere puro.

Poi riprese il movimento e cerco' di ingoiarne quanto piu' poteva, lo
voleva tutto in bocca, voleva affondare il naso tra i peli del pube,
voleva averlo tutto dentro di se, ma la gola non lo permise e si
ribello' con forti conati di vomito.

-sei bravissimo... bravissimo... nessuna zoccola mi ha mai fatto un
pompino come questo...- ansima Mario mentre frugava nel cassetto della
scrivania.

Prese un barattolino che conteneva una pomata, un composto di vaselina
ed oppio, e lo spalmo' sulle tempie e sotto il naso di Renzo.

Renzo non ci fece molto caso, l'odore era gradevole e non sovrastava
quello di cazzo sporco che lo mandava cosi' in orbita. Solo che dopo
pochissimo tempo Renzo non riusciva piu' a distinguere bene niente,
tutto era ovattato e distorto.

Allungo' una mano ed accolse il cazzo reso scivolosissimo
dall'abbondate saliva che ci aveva versato sopra. La sua testa era
inebriata dall'odore sconvolgente e stimolante del sesso maschile,
eccitatissima per la forte virilita' di Mario. Abbasso' la pelle
liscia del prepuzio finche' il suo pugno ridiscese tutta l'asta, fino
ai coglioni, scoprendo la lucida cappella. Abbasso' la testa e lappo'
come un cagnolino.

Mosse la lingua sulla superficie vellutata assaporando il gusto
muschioso del cazzo. La sposto' verso il taglietto assaggiando le
prime gocce di fluido preseminale che uscivano copiose. Aprendo bene
la bocca Renzo scivolo' lungo l'asta finche' la cappella colpi
l'ingresso della sua gola vergine. Indietreggio' e ci provo' di nuovo.
Ma pareva ingozzarsi, gli venivano le lacrime agli occhi, e diavolo
non aveva inghiottito nemmeno la meta' di quell'uccello! Determinato a
far piacere a Mario Renzo serro' le labbra, le premette almeno sulla
parte di cazzo che riusciva a prendere.... la lunghezza dell'uccello
sembrava infinita...

Mario si agitava sulla poltroncina per il piacere estremo.

-Cosi'! Si'! Succhia, ragazzino, succhia... uuhhh, sii , ci sa fare,
prendilo di piu' apri, apri bene la bocca..-

Incitato dai gemiti e dai mugolii Renzo lavoro' alacremente sul cazzo
di Mario. Mosse la lingua e labbra piu' velocemente. Pian piano si
accorse di poterne prendere in bocca sempre piu', gli scivolava giu'
meglio, piano piano.. imparo' a rilassare i muscoli della gola
combattendo il bisogno di rigurgitare quando gli scendeva troppo.

I mugolii di Mario crebbero, il cazzo pareva allungarsi ancora di piu'
ed era duro come il ferro. Le mani del'uomo stringevano la testa di
Renzo spingendola giu' mentre lui tentava inutilmente di divincolarsi
per succhiare con piu' agio.

Completamente inebetito Renzo perse il senso del passare del tempo
fino a quando Mario lo fece rialzare e piegare sulla scrivania, gli
allargo' i piedi e lo mise in posizione per poterlo sodomizzare.

-Ti sei mai fatto inculare?- gli chiese in un orecchio. Renzo non
riusci' a parlare e scosse la testa in segno di diniego.

-Rilassati. Forse all'inizio fara' un po male ma poi ti piacera' come
niente altro al mondo- disse Mario mentre spalmava una ditata
abbondante di pomata sul buchino di Renzo.

-e' cosi' grosso...- disse titubante Renzo.

-Si, ma non ti preoccupare.. Ci andro' dentro pian piano.. Mi fermero'
se ti fara' male e lo tiro fuori un momento.. poi te lo infilero'
dentro di nuovo, finche' ti avro' rotto il culo... vedrai che bello...
ungimelo con la crema.. dai, usane tanta!-

Renzo affondo' le dita nel recipiente e cosparse l'uccello di Mario in
tutta la sua lunghezza.

Mario la fece entrare nel culo di Renzo insieme al suo indice, lo fece
scorrere avanti ed indietro per lubrificare bene il buco mentre il
ragazzino gemeva sommessamente completamente rimbambito dalla pomata.

Un'altra dose abbondante e stavolta le dita che la spalmarono nel culo
di Renzo furono due. Le dita entravano liberamente senza provocare la
benche' minima reazione, ormai era pronto.

Mario si unse per bene anche il cazzo e poggio' la cappella sul
buchetto ancora vergine.

-Sopporta un po e vedrai che poi ti piacera' da matti. Ti fara' male
un pochino appena ti entra la cappella... ma quando sara' entrata,
vedrai.. mi fermero' un po' e poi.. ti piacera' moltissimo, allora mi
implorerai di dartene di piu', di mettertelo dentro fino ai coglioni!-

E poi dette la prima, irripetibile spinta.

-Ecco ragazzino.. ecco che arriva.. te lo metto dentro...- Scivoloso
per la vaselina e gia' un po' dilatato dalle dita di Mario il buco
stretto del ragazzino ricevette la punta della cappella facilmente.
Ma quando l'uomo premette un po' di piu' per inserirla bene tutta
comincio' a bruciare. Un anello di fuoco sembro' invadere il buchino
di Renzo.

-Gesu'!- grido' appena.

Il suo viso si contorse per il dolore e poi si rilasso' mentre Mario
ritiro' l'uccello leggermente. L'uomo riappoggio' la cappella al buco
del culo stimolandolo, una
breve spinta ancora un dolore lancinante e un nuovo ritrarsi. Mario
era di parola: era gentile, lo tirava fuori quando Renzo sentiva
dolore.

Il ragazzino non aveva mai provato sensazioni simili pero' non se la
sentiva nemmeno di chiedere a Mario di smettere: nel terribile dolore
c'era anche un dolcissimo, proibito piacere. La sua erezione si
rafforzo' nuovamente.

-Ancora una volta, ragazzino- lo ammorbidi' la voce di Mario
-riproviamo ancora-

Renzo cerco' di trattenersi, il fastidio era ancora presente.

-Rilassati, rilassati...-

Una piccola spinta e riprese la sodomizzazione. Poi ne segui'
un'altra... ed un'altra... ed un'altra. Piccoli urletti le
accompagnavano soffocati dalla mano di Mario fino a quando il ventre
dell'uomo venne a contatto con le natiche del ragazzino.

Era entrato tutto.

-Te l'ho messo tutto dento. Ti fa tanto male?-

-Si... no... non tanto... continua...- la voce di Renzo era impastata
ma chiara e Mario lo estrasse quasi tutto prima di spingerlo
nuovamente dentro in un unico, lungo, inarrestabile movimento.

Nessun grido, solo un gemito di piacere accompagno' la nuova
penetrazione. Mario afferro' i fianchi del ragazzino ed in breve ai
gemiti si aggiunse il 'ciaf' che facevano le sue palle ogni volta che
sbattevano contro il culo di Renzo.

Il ritmo crebbe rapidamente ed a Renzo sembrava di essere su una nave
in mezzo ad una tempesta. Tutto girava, Mario che lo sbatacchiava di
qua e di la, quell'incredibile sensazione che gli veniva dal sedere,
sentirselo aperto, sentir scorrervi un cazzo dentro, sentire le mani
stringerlo forte sui fianchi ed emanare un senso di possesso e
dominio.

La velocita' delle forti spinte di Mario aumento' e Renzo le accetto'
sempre di piu'. L'uccello gli riempiva ogni piega nascosta del buco
del culo ed ogni muscolo, la parete rettale era dilatata al massimo
delle sue capacita'.

Tutto si assommava, cresceva, saliva fino a portarlo al suo primo
orgasmo. Un orgasmo in cui il suo cazzo non ebbe nessuna parte. Renzo
si accascio' come svenuto sulla scrivania mentre l'uomo godeva
scaricandogli fiotti di sborra nel culo.

Mario si rialzo' liberando Renzo dal peso che lo schiacciava sulla
scrivania e dette un buffetto al culetto appena sverginato.

-Bella scopata troietta. Hai un culo fantastico-

Renzo si mosse con gesti lenti e disorganizzati, il cazzo di Mario non
accennava a rimpicciolire ed il lento movimento che l'uomo continuava
a fare ora gli procurava delle fitte dolorose. Mario gli allargo'
bene le chiappe con le mani e sfilo' lentamente il cazzo con gli occhi
fissi sul culo di Renzo.

Visibilmente dilatato dalla scopata appena terminata, pulsava come una
cosa viva e lasciava uscire un filo di sborra che gli gocciolava tra i
piedi.

Il ragazzino si giro' verso Mario e lo guardo' con lo sguardo
annebbiato dal piacere e dall'oppio e biascico' -Ancora... fallo
ancora...-

-Vestiti e vattene troietta, per oggi basta cosi'-

Lentamente Renzo di puli' con un asciugamano che gli porgeva Mario, si
vesti' ed usci dall'officina. Erano le sei ed un quarto, Mario se
l'era scopato per piu' di un ora.

IV

ll culo gli fece male per alcuni giorni e Renzo rimase in casa sia per
farlo passare che per evitare Fausto e gli altri, non voleva averci
piu' niente a che fare. Loro non erano molto d'accordo e come lo
presero lo riempirono di botte.

Renzo non disse niente a casa facendola passare come una litigata tra
ragazzi, solo che i pestaggi continuavano e le scuse di Renzo avevano
sempre meno credito in famiglia.

Intanto Mario vedeva ogni cosa. Dopo il terzo pestaggio quando passo'
davanti all'officina Mario lo chiamo'.

-Che succede Renzo, com'e' che ti gonfiano di botte a questa maniera?-

-Non ci voglio piu' stare con quei merdosi, gli ho detto che potevano
andare a dire tutto quello che gli pareva ma io in quella cantina
schifosa non ci metto piu' piede-

-E com'e' che ti sei stufato?-

-Non mi piace passare i pomeriggi in ginocchio a succhiarli- disse il
ragazzino con aria caparbia.

Mario capi' immediatamente che la situazione era grave, se scoppiava
il casino si sarebbe venuto a sapere del pomeriggio in officina.
Sarebbe finito dentro.

-Sta tranquillo che adesso ci penso io tu vattene a casa ed inventati
una balla-

Renzo torno' a casa e passo' il pomeriggio a ripensare al tempo
passato in cantina ed ai tre ragazzi che lo avevano costretto in
quella situazione.

...

Angelo era un violento che godeva piu' nell'umiliarlo che nel farselo
succhiare, del resto era quello che lo aveva piu' piccolo di tutti.
Gli faceva una paura boia quando lo afferrava dietro al collo per
spingerlo verso il cazzo di uno degli altri due, urlava quasi mentre
cercava quasi di soffocarlo.

Aveva approfittato poche volte della sua bocca e questo lo rendeva
molto contento. La sua sborra aveva un sapore strano, quasi acido, che
gli faceva venire da vomitare. Per la maggior parte del tempo lo aveva
vessato in ogni modo, lo aveva usato come sgabello o come leggio, ma
la cosa che aveva fatto di piu' era farsi succhiare le dita dei piedi.
Lo eccitava da matti e si masturbava ferocemente ogni volta che Renzo
gli succhiava delicatamente le dita dei piedi fino a sborrargli
addosso.

Ciccio era uno stronzo cattivo che si divertiva per lo piu' a farlo
vomitare. Si lavava molto poco ed usava la lingua di Renzo come
lavandino portatile. Oltre al cazzo ed al culo si era fatto leccare le
ascelle e l'inguine nel tentativo di schifarlo ma dopo il trattamento
di Angelo a Renzo ormai facevano schifo molte poche cose. Anzi provo'
un piacere perverso nel leccarlo all'inguine dove Ciccio aveva un
eritema.

L'odore della saliva mescolata con il sudore delle palle e l'eritema
creava un mix che Renzo trovava fortemente afrodisiaco. Leccava ed
annusava godendoselo, e Ciccio pure se la godeva come un matto
convinto di costringerlo ad un'azione schifosa. Fu Fausto ad
accorgersi che Renzo aveva il cazzo duro ogni volta che leccava le
palle di Ciccio.

-Sta troia ci prova gusto- disse a mezza bocca.

-Che dici?- grugni' Ciccio mentre la ligua di Renzo gli scorreva lenta
sullo scroto.

-Dico che a sta troia piace leccarti le palle tanto quanto a te piace
fartele leccare. Ha il cazzo dritto-

Ciccio si catapulto' giu' dal divano mentre Angelo lo afferrava per i
capelli e lo tirava in piedi. Il cazzo di Renzo puntava dritto verso
l'alto teso e duro.

-Che cazzo ci trovi di cosi' piacevole a leccarmi le palle sudate?-
gli chiese Ciccio a brutto muso.

-Aia!! Lasciami Angelo che mi fai malissimo!- strillo' Renzo cercando
di liberarsi.

-Allora che cazzo ci trovi!?- chiese Angelo ricarando la domanda con
un calcio.

-Mi piace l'odore...- disse Renzo riuscendo a liberarsi -... mi piace
l'odore-

Da allora Ciccio non se le fece leccare piu'.

Anche Fausto era uno stronzo cattivo. Oltre ad essere brutto, cosa
alla quale poteva fare ben poco, era perennemente sporco e puzzava di
sudore e di vestiti messi troppe volte. Era sempre lui che se ne
usciva con cose nuove anche se il piu' delle volte era Ciccio a
provarle per primo.

Odiava Renzo senza un motivo consapevole, uno psicologo non avrebbe
faticato a capire che era per la sua bellezza che lo odiava, e cercava
di umiliarlo in tutti i modi possibili. E nel farlo aveva vita facile
visto che ormai il ragazzino aveva rinunciato a qualsiasi tentativo di
ribellione. Ce ne fu uno solo, quando Fausto cerco' di incularlo, e si
concluse con un feroce pestaggio da parte di Angelo ma senza
risultato, anche quando ci riprovo' la volta dopo Fausto non riusci' a
sodomizzare Renzo.

-Lascialo stare o stavolta Angelo lo massacra davvero- disse Ciccio
quando Renzo comincio' a scalciare per allontanare Fausto che aveva
iniziato ad ungergli il buco del culo.

-Me la voglio fare sta troietta...- biascico' Fausto mentre cercava di
rimettere carponi Renzo.

-Fausto ascoltami! Se arriva Angelo e vi vede lo ammazza di botte e
per noi sono cazzi!- gli disse brusco Ciccio mentre lo spingeva via.

...

Mario fu di parola e quando il giorno dopo incontro' Ciccio per strada
vide che era stato pestato di brutto. Ciccio scantono' per evitarlo
senza neanche guardarlo negli occhi e Renzo prosegui' verso
l'officina, quando si affaccio' nel locale Mario gli fece un cenno di
saluto.

-Ciao troietta, vai da Antonio il sarto ed aspettami la. Arrivo tra
poco-

Il tono di Mario non ammetteva repliche e Renzo si diresse di
malavoglia dal sarto. Antonio Palazzo gli faceva paura. Correvano
parecchie voci in borgata sulle amicizie pericolose del sor Antonio,
amicizie che il sor Antonio non esitava a chiamare quando aveva dei
problemi. Si diceva pure che il suo negozio venisse usato come
deposito di transito per l'unico prodotto che trattavano i suoi amici:
la coca.

Si dicevano un sacco di cose del sor Antonio ma tutti lo trattavano
con deferenza anche quando faceva, o diceva, qualcosa per cui
avrebbero immediatamente menato le mani.

Ma a Renzo faceva anche schifo. Era un essere laido, con gli occhi
porcini ed i pochi capelli rossi riportati sopra la pelata sempre
grassi e forforosi, ma quello che lo schifava maggiormente erano le
mani: fredde, mollicce e perennemente sudate che sembrava di venir
toccati da una medusa.

Renzo entro' nel negozio ed il sor Antonio lo accolse con un sorriso.
Una cosa vomitevole, non si era mai accorto che anche il viso
dell'uomo era ricoperto da una patina lucida di sebo e sudore.

-Ciao, tu devi essere Renzo- disse l'uomo

-Si. Mario mi ha detto di venire qui, lui arriva tra poco-

-Va bene, intanto che lo aspettiamo accomodati nel salottino- disse il
sarto aprendo la porta di una camera. Renzo entro' nel salottino usato
per le prove dei vestiti, era accogliente ed odorava di stoffe. Si
sedette su un grande divano che era al centro della stanza ed
aspetto'.

La porta si riapri' dopo una decina di minuti lasciando entrare Mario
ed il sarto.

-Allora com'e' andata oggi con i tuoi amici, ancora botte?- chiese
sarcastico Mario.

-No, niente botte. Credo che stavolta sono stati loro a prenderle-
rispose teso Renzo che era reso molto nervoso dalla presenza del
sarto.

-Mi sa che hai proprio ragione- disse Mario -ieri Antonio ha fatto una
telefonata ed ha sistemato tutto. Contento?-

Renzo rimase silenzioso a guardare i due uomini, Mario si stava
slacciando la tuta mentre il sarto rimaneva silenzioso ed immobile
poggiato contro una parete.

-Adesso che ne dici di ringraziare da bravo bambino il sor Antonio? Se
non era per lui oggi avevi preso un'altra scarica di calci-

-Grazie...- inizio' a dire Renzo

-Che e' sta roba? Ma che non te le hanno insegnate le buone maniere?-
lo interruppe brusco Mario mentre ormai nudo si avvicinava.

Renzo non ci si raccapezzava piu'. Era ipnotizzato dal cazzo teso di
Mario che oscillava mentre l'uomo si avvicinava ed allo stesso tempo
bloccato dalla presenza dell'altro uomo. Quando Mario fu davanti a lui
gli mise il cazzo sotto il naso e l'odore gli riempi' le narici
facendogli perdere quel poco di lucidita' che gli rimaneva.

La mano di Renzo sali' verso il cazzo teso ma fu bloccata da quella di
Mario che l'afferro' al volo.

-Vieni a ringraziare come si deve troietta- disse trascinandolo
davanti al sarto e spingendolo in ginocchio -fagli un bel lavoretto,
una cosina come si deve-

Renzo alzo' le mani e slaccio' i pantaloni dell'uomo facendoli
ammucchiare intorno alle caviglie, poi abbasso' anche gli slip e
libero' il cazzo teso che spingeva dall'interno. Come fosse una cosa
viva il cazzo balzo' verso l'alto per poi abbassarsi e puntare preciso
verso la bocca di Renzo.

Con orrore Renzo vide le mani dell'uomo alzarsi ed avvicinarsi al suo
viso, quando lo toccarono ebbe un brivido e per mascherarlo apri' la
bocca ed accolse il cazzo del sarto. Anche quello era sudaticcio ma si
fece forza e lo succhio' come un indemoniato per dimenticarne il
sapore e la consistenza.

-Minchia Mario avevi ragione! Questa zoccoletta e' una maestra del
pompino!- mugolo' il sarto.

Renzo si tolse il cazzo di bocca per protestare -Non sono una
femmina! E sopratutto non sono una zoccola!-

Mario lo afferro' per i capelli tirando crudelmente mentre gli diceva
-T U S E I U N A Z O C C O L A!!!- scandendo le lettere una ad
una mentre lo spingeva a forza verso il cazzo del sarto facendoglelo
riprendere in bocca -una troietta chiusa nel corpo di un maschio, ma
se ti guardi bene allo specchio ti accorgerai che hai il sedere e le
gambe di gran lunga piu' belle di moltissime donne ed anche il tuo
viso e' spettacolare. Basterebbe pochissimo trucco per farti passare
per una femmina...-

Mario fece alzare Renzo senza fargli perdere il ritmo nel pompino, gli
abbasso' i pantaloncini e gli infilo' la lingua nel culo. Il mugolio
di piacere di Renzo basto' a rassicurarlo ed a farlo procedere, unse
il buchetto del ragazzino con la stessa crema della volta precedente e
ci poggio' la cappella. Una breve e veloce spinta la fece entrare
facilmente, la strada era stata gia' aperta ed ora si trattava solo di
ricordarglielo. Afferro' con forza i fianchi del ragazzino e l'inculo'
di botto con un'unica spinta violenta, basta con i riguardi... era ora
di sfondarlo.

Il grido di Renzo fu soffocato dal cazzo del sarto che gli riempiva la
bocca.

-Che culetto stretto stretto... madonna che spettacolo!...- mugolava
Mario mentre continuava a scoparselo a tutta forza. Renzo era
completamente in balia delle spinte con cui l'uomo gli cacciava il
cazzo su per il culo allargandoglielo, il ciaf-ciaf ritmato delle
palle che sbattevano sulle sue chiappe faceva da sottofondo sonoro
insieme ai suoni che lui emetteva nel tentativo di farsi entrare fino
in gola il cazzo del sarto.

Mario si assesto' e gli tiro' i fianchi verso l'alto mentre gli faceva
allargare i piedi. Renzo si ritrovo' piegato a 90 gradi con una mano
del sarto lo teneva per la nuca. Stava scomodo. Doveva tenere le gambe
tese e rigide per sostenere le spinte di Mario e l'unico modo per
evitare il dolore che Mario gli stava provocando era stare in punta di
piedi. Sembrava un elastico teso tra due uomini impegnati in un tiro
alla fune.

Strinse le labbra attorno al cazzo dell'uomo. Risali' fino in punta,
titillo' la cappella con la linguina, cercando di assaporare i liquidi
che ne uscivano copiosi a lubrificarlo. Renzo intraprese un ritmo
lento, godurioso per l'uomo. Su e giu', muovendo la pelle con le sue
labbra, gustando poco per volta, inghiottendo la saliva.

Il sarto ansimava. Piu' volte mugolo' con voce gutturale, sembrava che
stesse soffrendo ma in realta' erano grugniti di piacere intensissimo.
Allargando le gambe al massimo consentito dai pantaloni che
l'imbrigliavano alle caviglie, spinse in avanti in bocca a Renzo,
giu'... piu' giu'... forzando l'entrata alla gola ancora vergine. La
risposta dell'uomo, l'incoraggiamento che gli veniva dalle sue
succhiate erano tutti rafforzati per la voglia che bruciava Renzo.
Scatenarono anzi il desiderio di dare molto di piu', sempre di piu'...

La manina del ragazzino si strinse intorno al sacco peloso dei
coglioni dell'uomo. L'altra mano poggiata sul muro dietro il sarto lo
manteneva in equilibrio consentendogli di sostenere le bordate con cui
Mario lo sodomizzava.

-Ecco, cosi ... mhh- sussurrava il sarto eccitato al massimo
-stringimi bene le palle... cosi'... continua a stringerle... bravo
bambino succhialo...-

Pistonando piu' veloce Renzo scendeva con la bocca sempre piu'
profondamente ad ogni colpo cercando di non ingozzarsi troppo. Quando
l'uomo si accorgeva che la bocca del ragazzino era stanca prendeva in
mano la meta' superiore dell'uccello e se la menava, mentre il
ragazzino continuava a ciucciare e leccare la punta umida.

Il sarto abbasso' il prepuzio e Renzo scivolo' con le labbra e la
lingua sulla rossa cappella vellutata. Poi l'uomo forzo' il prepuzio
all'insu' e il ragazzino lo stimolo' con le labbra, con i denti,
masticando quasi e poi muovendo ritmicamente su e giu' le labbra
intorno alla cappella.

La saliva scorreva lungo il cazzo, dalla mano fino ai peli pubici
rossastri umidi e sudati, e poi ancora giu' lungo i grossi coglioni.
L'uomo sposto' la mano e Renzo riprese gli affondi piu' profondi.
Inghiotti' il cazzo a piu' riprese, la cappella aveva quasi forzato i
muscoli della gola. Ancora qualche colpo ed il cazzo sarebbe
sprofondato
tutto in gola.

Renzo si calmo'. Imparo' in fretta che piu' si calmava piu' i muscoli
si rilasciavano... continuo' pian piano, mentre centimetro dopo
centimetro il cazzo invadeva la bocca del ragazzo, ne usciva,
rientrava, usciva di nuovo fino alla cappella, e via giu' ancora fino
alla gola... un colpo, un affondo... Renzo apri' piu' che pote'... la
cappella si insinuo' adagio adagio.. il muscolo si rilascio'
improvvisamente... l'uomo non se ne accorse ma capi' ad un tratto al
nuovo affondo... giu'... giu'! Si'!

La gola si apri' ed il cazzo sprofondo' velocemente. Il sarto fece
leva sui piedi e spinse delicatamente: l'uccello era penetrato in gola
al ragazzino fino alle palle. Stettero un attimo cosi' poi Renzo
risputo' in fretta il cazzo sentendosi mancare il respiro.

Il sarto fece un sorriso mefistofelico a Mario -Gli ho sverginato la
gola!-

Renzo riprese a ciucciare voglioso di ripetere la sensazione appena
provata. Riprese a succhiare con forza, con avidita', facendo delirare
quel maschio adulto. Su e giu', il cazzo percorse la bocca al
ragazzino affondando ripetutamente.

I grugniti di Mario aumentarono e Renzo si accorse che veniva dal
progressivo scoordinarsi dei movimenti. Mario si scarico' dentro di
lui e rimase ansimante in posizione continuando a tenerlo in punta di
piedi.

Poi prese una fotocamere digitale e comincio' a scattare foto.

-Vedi di non fotografarmi mai la faccia...- borbotto' il sarto.

-Stai tranquillo, mi interessa il culo di questa troietta. Voglio
fotografarlo non appena lo tiro fuori ed e' ancora aperto. E poi
quando colera' la sborra...-

Renzo vedeva i lampi del flash che scattava ripetutamente, sapeva cosa
stava fotografando Mario e non gli importava.

Anche il sarto stava per venire e Renzo si preparo' a ricevere lo
sperma. Quando venne spinse a fondo ma Renzo riusci' a ritrarsi quel
tanto che bastava a farlo venire in bocca e non direttamente in gola.

-Girati. Girati e lasciala colare...- disse Mario mentre continuava a
scattare foto.

Una serie di scatti lo immortalo' con la faccia sporca di saliva e
sudore, gli occhi persi nel nulla e la sborra che gli colava
dall'angolo della bocca.

V

Il giorno dopo Renzo rimase in casa a meditare su quanto successo il
giorno prima.

Era veramente diventato un finocchio? Il solo porsi quella domanda lo
sconvolgeva piu' di quanto lo avesse mai fatto un qualsiasi atto
compuito nei giorni precedenti. Era l'accettazione dell'esserlo che lo
sbilanciava, il non potersi piu' nascondersi dietro la scusa che era
costretto a farlo.

Gli era piaciuto un sacco ma voleva continuare? Questo era il nocciolo
della questione.

L'incapacita' a reagire, a prendere una decisione lo strinse in una
morsa che lo lascio' dopo qualche giorno. Ad un certo punto Renzo non
ce la fece piu', non riusciva ad uscirne, a decidere se continuare o
meno e l'unica scelta che fu in grado di fare fu quella di non
scegliere.

Ritorno' da Mario ed ebbe un'amara sopresa.

-Ma guarda un po chi si rivede!- disse Mario non appena si affaccio'
alla porta -giusto in tempo per evitarmi una serata spiacevole. Che
cazzo di fine ai fatto stonzo?-

Renzo rimase scioccato dall'aggressione verbale -ma... ma...-
balbetto' sorpreso.

-Ma che? Ma che cazzo ti sei messo in testa! Il sor Antonio mi ha gia'
minacciato se non ti facevi vedere. Sta zoccola rotta in culo si e'
messa in testa di fare la principessa...- il ceffone colse Renzo
completamente di sorpresa sbattendolo conto una parete -... adesso ti
rimetto in riga io...- disse Mario afferrandolo per un braccio e
tenendolo fermo mentre chiudeva l'officina. Lo trascino' nel
retrobottega e lo spinse contro la scrivania.

-Ma... ma...- Renzo non riusciva a dire altro.

-Che c'e' non hai capito? Adesso te lo spiego per bene. Avevo dei
buffi con il sor Antonio e ti ho venduto per saldarli. Hai capito?-

-Venduto?... Ma che significa?-

-Significa che adesso il tuo culo e' del sor Antonio- disse Mario
aprendo un cassetto della scrivania e tirando fuori un pacco di fogli
che getto' sulla scrivania vicino a Renzo. Erano le foto digitali che
gli aveva fatto l'ultima volta che si erano incontrati stampate da
schifo su fogli A4. Ma per quanto schifo facessero il viso di Renzo si
vedeva benissimo.

Il ragazzino le prese con mani tremanti e le sfoglio' lentamente, per
la prima volta vedeva il cazzo di Mario che lo inculava. Una dopo
l'altra le foto documentavano l'evento con una crudezza ginecologica
che culmino' con quella fatta non appena Mario gli si era sfilato dal
culo.

Il suo buco era 'aperto', non c'era altro aggettivo adatto come quello
per definirlo, dai bordi crespi rosa scuro che gli continuava
brevissimamente dentro con pareti rosa chiaro prima di diventare di un
nero profondo.

-L'ultima e' venuta proprio bene, te l'ho proprio aperto per benino...
sfondato ecco la parola giusta... ti ho sfondato il culo, te l'ho
completamente rotto... adesso puoi prenderti tutti i cazzi che ti pare
ma sono io, Mario il meccanico, che ti ho sfondato il culo-

Fu l'indice della mano di Mario a dargli un'idea di quanto Mario
l'avesse 'aperto' , era poggiata su un gluteo e lo tirava verso
l'esterno per far vedere bene l'ano. Il suo culo era piu' largo
dell'indice e Mario non aveva mani da pianista, il buco doveva avere
un diametro di due centimetri e mezzo.

Renzo non ci trovava niente di eccitante anzi gli venne l'acido allo
stomaco. Si sentiva violentato e quando Mario getto' sulla scrivania
l'ultima foto fu colpito peggio che mai, era il suo viso ritratto
subito dopo che il sor Antonio gli aveva sborrato in bocca, si vedeva
benissimo lo sperma che gli colava dall'angolo delle labbra formando
un rivoletto grumoso.

-Capito ora? Adesso sei del sor Antonio. Lui ha le foto originali io
ho solo queste qui. Hai capito che adesso sei di sua proprieta'? Se
decide di mandarle ai tuoi, oppure a scuola sei finito. Non hai altra
scelta che fare quello che vuole lui, ti ha comprato da me ed adesso
sei una cosa sua. Una cosa per davvero non per scherzo, come una
macchina o un videoregistratore. Ti puo' usare a suo piacimento- disse
Mario abbassando i toni.

Era tutta una commedia per finire di fregare Renzo e fargli accettare
il suo stato di 'cosa', per farcelo diventare veramente.

-Ma come hai potuto vendermi! Io ho fatto quello che hai voluto
perche'... perche' mi piaceva farlo con te...- disse singhiozzando
Renzo.

-Ahahaha! Svegliati deficente, quelli come te sono buoni solo per una
cosa: far quadagnare quelli come me!- disse Mario ridendogli in faccia
-E adesso vattene fuori di qui e non tornare mai piu'. Vai dal tuo
padrone... puttana!- concluse sbattendolo fuori dall'officina in malo
modo.

Renzo barcollo' fuori dall'officina e cammino' come un sonnambulo
senza ben sapere dove andare fino a quando non si arresto' davanti
alla porta della sartoria del sor Antonio. Seduto al suo tavolo da
lavoro l'uomo lo guardava con interesse ma senza fare il benche'
minimo cenno. Quando Renzo entro' non si scompose minimamente e gli
indico' il retro del negozio.

Il sor Antonio se lo godette per un paio di settimane prima di provare
interesse per qualcosa di nuovo. Durante quel tempo dopo che se l'era
scopato in ogni modo possibile, lo aveva sodomizzato fino
all'inverosimile con cazzi di gomma di dimensioni sempre maggiori fino
ad oggi, quando lo aveva sdraiato sul divanetto e gli aveva messo
dentro un mostro di 25 centimetri.

Lo aveva impalato spingendo brutalmente mentre con un ginocchio
poggiato in mezzo alla schiena lo teneva schiacciato sul divano
torreggiandogli sopra. Il bracciolo del divano gli passava sotto le
anche facendo in modo che Renzo avesse il sedere completamente esposto
alla penetrazione che il sor Antonio portava avanti alla massima
velocita'. Con una mano gli teneva separate le natiche e con l'altra
manovrava il cazzo di silicone che continuo' ad infilargli dentro fino
a quando non si dovette fermate ansante.

Renzo non poteva saperlo ma finora aveva avuto a che fare con uomini
dal cazzo piuttosto piccolo, il sor Antonio lo sapeva bene e non
voleva che fosse lacerato a sangue dal primo vero cazzo che avesse
incontrato. Poi, complice anche la totale accettazione del ragazzino,
il gioco gli aveva preso la mano ed aveva continuato a far crescere le
dimensioni dei cazzi fino a quello gigantesco con cui lo aveva
sfondato oggi.

Da un certo momento in poi il sor Antonio aveva usato solo attrezzi
neri, Renzo aveva la pelle candida tipica dei rossi di capelli anche
se era un castano ed il sor Antonio si eccitava da matti a vedere il
cazzo nero affondare tra le tenere chiappe bianco latte, ma la cosa
che lo mandava letteralmente fuori di testa era quando lo tirava
fuori. Lo sfintere lo seguiva, come volesse trattenerlo, creando un
anello candido che scorreva intorno al palo nero come la notte e
lucido di lubrificante. E quando toglieva la cappella il buco rimaneva
a pulsare, aprendosi e chiudendosi come un pesce boccheggiante,
facendo vedere benissimo l'interno rosa chiaro per alcuni secondi
prima di cominciare a richiudersi.

-Bene... adesso sei pronto!- disse il sor Antonio mentre riprendeva
fiato.

-Pronto per cosa?- chiese Renzo matido di sudore senza muovere un
muscolo da come lo aveva lasciato l'uomo.

-Per farmi divertire ancora... e per farmi guadagnare!- rispose il sor
Antonio mentre gli infilava lentamente due dita nel culo. -Domani
vieni prima, ci sara' una persona che ti preparera'...-

-Per cosa?-

-Per me e... per gli altri che verranno dopo!- disse piano il sarto
mentre si allontanava -Vestiti e vattene-

Renzo rincaso' confuso e perplesso dalle parole dell'uomo, saluto' la
madre e la sorella con poche parole distratte e si chiuse in bagno per
farsi un lungo bide' rinfrescante. Non gli bruciava piu' come le prime
volte che il sarto lo sodomizzava con un dildo, anzi ormai non gli
bruciava piu' per niente ma gli faceva sempre piacere rinfrescarsi
dopo una 'sessione' nel negozio.

Il giorno dopo si presento' al negozio con una mezz'ora di anticipo.
Il sor Antonio era in compagnia della parrucchiera che aveva il
negozio a fianco al suo.

-Eccolo qua Maria, questo e' Renzo- disse il sor Antonio presentando i
due.

Maria era una donna sui cinquanta con i lineamenti marcati che il
trucco pesante faceva diventare ancora piu' forti, ed a Renzo dette
l'impressione di una vecchia puttana in disarmo. La donna gli giro'
intorno scrutandolo e valutandolo come un pezzo di carne e non come
una persona.

-Ammazza Anto' che fiorellino che ti sei trovato!- esclamo' alla fine
dell'ispezione.

-A Mari' nun fa la stronza e nun ce penza' manco de struscio. Nun e'
roba pe' te- disse piano il sor Antonio -Penza a sistemallo come t'ho
detto-

Maria sbuffo' contrariata e comincio' a rovistare in un borsone
tirando fuori vestiti e scape da donna.

-Spojete bello de mamma che mo' Maria te trasforma in una zoccoletta
da mille e una notte!-

Renzo si spoglio' e quando fu completamente nudo Maria rimase a
guardarlo per qualche secondo completamente incapace di fare altro.

-Cazzo quanto sei bono fijetto bello! Come me te farei pe' lungo e pe'
largo...- disse con un sospiro facendo scorrere le unghie sul corpo
completamente glabro di Renzo, poi prese alcune cose e glie le tiro'
-Comincia co questi-

Renzo afferro' al volo la cosa che gli aveva lanciato Maria e si
ritrovo' in mano un minuscolo perizoma nero.

-Il filetto va dietro...- disse con voce roca la donna mentre lo
aiutava a metterlo, Renzo non riusciva a sistemare il cazzo negli slip
e Maria gli venne in aiuto. -Mettilo rivolto verso sotto...-

Una volta sistemato secondo il suggerimento di Maria non si vedeva
piu' niente. Sembrava una donna con un monte di venere particolarmente
pronunciato. Poi fu la volta del reggiseno, una prima completamente
imbottita che gli faceva due tettine perfette. Seguirono una minigonna
vertiginosa ed un top elasticizzato tutto rigorosamente nero.

-Mancano scarpe e trucco, lo vuoi angelico o puttana?- chiese Maria al
sor Antonio che sorrise alla domanda.

-Voglio un'angelica puttana capace di mandare fuori di testa anche il
papa- rispose sempre sorridendo.

-Ancora non mi regolo con questa qui, non so se devo usare il maschile
o il femminile- borbotto' la donna mentre ricominciava a rovistare nel
borsone.

-Questa e' la puttana piu' puttana che mi sia mai capitato di
incontrare, manco tu eri cosi' puttana, ma e' completamente ingenua-
disse il sor Antonio in risposta.

-Io...- cerco' di rispondere Renzo ma basto' una occhiata dell'uomo
per ridurlo al silenzio.

Maria si alzo' sventolando in mano un paio di sabot in pelle neri con
un tacco a spillo vertiginoso. Le scarpe finivano a punta ed avevano
un laccetto dietro che le fermava alla caviglia. Semplici ed eleganti.

-Eccole... sono loro... 38 mi hai detto vero Antonio?-

-Si 38. Perfette, sono veramente perfette- disse il sarto mentre Maria
si accucciava davanti a Renzo per infilargli le scarpe.

-Non riusciro' mai a camminare su questi trampoli!- esclamo' il
ragazzino mentre barcollante cercava di non cadere.

Maria lo prese veloce sottobraccio -Tutto s'impara bella. Adesso
cammini abbracciata a me per un po- e lo fece camminare avanti ed
indietro per una ventina di minuti prima di lasciarlo. Renzo aveva
preso confidenza con le scarpe e riusciva a camminare senza piu'
storcere le caviglie ad ogni passo.

-Spettacolare. Semplicemente spettacolare. E devi ancora truccarla...
Sul viso fai una cosa leggera leggera ma usa un rossetto rosso fuoco-
disse il sarto incantato da come spiccava il candore della pelle del
ragazzino sotto quei vestiti neri.

Maria fece sedere Renzo su una sedia e comincio' a truccarlo con mani
esperte. Bastarono pochi minuti per completare il lavoro con pochi
tocchi di gel che gli scompigliarono ad arte i capelli.

-Oggi fara' faville- disse Maria guardandolo mentre si allontanava
-Chi e' che viene?-

-Ahmet con due dei suoi- disse Antonio sopra pensiero.

-Cazzo Antonio ma perche' proprio lui! Lo sai che razza di bas....-
disse sorpresa Maria.

-Sta zitta stronza!- la interruppe brusco Antonio -Non sono cazzi
tuoi, se hai finito raccogli le tue cianfrusaglie e sparisci!-

Maria raccolse le sue cose velocemente ed usci dal negozio senza piu'
guardare Renzo. Passarono una ventina di minuti a fare foto su foto
prima che qualcuno bussasse alla porta, in quel lasso di tempo il
sarto non si era riuscito a contenere ed aveva fatto le ultime foto
con il cazzo ben fermo in bocca a Renzo. Il rossetto disegnava ancora
perfettamente le labbra di Renzo anche se aveva lasciato tracce ben
visibili sul cazzo dell'uomo.

Il sarto ando' ad aprire e lascio entrare i tre uomini attesi e li
fece entrare nel salottino. Renzo vide entrare un arabo panciuto
seguito da due colossi neri come la notte. Il sor Antonio fece mettere
Renzo al centro della stanza e l'arabo comincio' a girargli intorno
allo stesso modo di Maria.

-Niente male Antonio, veramente niente male. Si puo' provare prima di
concludere?-

-Certo Ahmet, puoi fare tutte le prove che vuoi ma ti prego di
limitare i commenti. E' molto ingenuo e potrebbe non capire- rispose
il sarto guardandolo fisso negli occhi.

-Ahh!!! Capisco... un vero gioiellino allora... come ti chiami
tesoro?- Gli chiese Ahmet rivolgendogli un sorriso untuoso.

-Renzo...-

-Renzo... non va bene Renzo... Antonio dobbiamo trovare un nome adatto
a questo piccolo splendore... che ne dici di Aria?- disse l'arabo
facendo svolazzare leziosamente le mani.

-Nooo... secondo me i vuole qualcosa di meno esotico... che ne dici di
Melissa?- disse distrattamente il sarto.

-Melissa... Melissa.. Melissa...- disse Ahmet assaporando il nome -Si!
Melissa mi piace! Bene Melissa, quanti anni hai?- disse schioccando le
dita Ahmet rivolgendosi a Renzo.

-tre-tredici... ma a me Renzo piace...-

-No Renzo non va bene, Melissa e' meglio... tredici... sei splendida
piccola Meli... vieni che ti presenti i miei amici- disse Ahmet
prendendolo per mano e portandolo verso il divano.

VI

-Lui e' Baur e lui invece e' Moussa, sono le mie guardie del corpo,
sono sudanesi. Sai i sudanesi sono i migliori che puoi trovare in
Africa piccola Meli, sono fedeli, intelligenti e... feroci!- disse
Ahmet lasciando la mano di Renzo in quella di Moussa. L'uomo lo
sovrastava di 50 centimetri e pesava il doppio di Renzo, non ebbe
nessuna difficolta' ad attrarlo verso di se, lo abbraccio'
afferrandolo con una mano per le natiche e con l'altra gli piego' la
testa verso l'alto per baciarlo.

L'alito dell'uomo sapeva di frittata di cipolle e Renzo provo' schifo
nel sentire quella grossa lingua frugargli in bocca, pochi secondi e
la mano di Moussa fu rimpiazzata dal pacco di Baur. L'altro sudanese
gli era arrivato dietro e gli si era poggiato con il cazzo contro il
culo che Moussa gli teneva aperto con le mani. Renzo fu certo che se
non avesse avuto il perizoma Baur l'avrebbe sodomizzato al volo.

Top e minigonna sparirono in un lampo seguiti immediatamente dal
reggiseno imbottito, Moussa lo tirava verso di se per le spalle mentre
si incurvava indietro facendoselo sdraiare sopra mentre Baur ammirava
lo stupendo panorama del sedere di Renzo. Le natiche perfettamente
sferiche erano sottolineate alla perfezione dal minuscolo perizoma a
vita bassa e l'uomo non aveva nessuna voglia di spostarlo, farlo
avrebbe significato la fine di quella perfetta simmetria ma non farlo
avrebbe negato l'accesso a qualcosa che il suo cazzo voleva con una
prepotenza inarrestabile.

Estrasse un coltellino affilatissimo dalla tasca dei pantaloni e lo
taglio' velocemente lasciando Renzo solo con le scarpe addosso, Baur
fece cadere un grosso grumo di saliva sulla punta delle dita e ci unse
il buchetto pulsante che lo aspettava tra quelle due natiche perfette.
Si slaccio' velocemente i pantaloni e ne estrasse il cazzo duro
all'inverosimile. Aveva una bestia di dimensioni spropositate tra le
gambe, non tanto in lunghezza ma in larghezza, sembrava una lattina di
birra da mezzo litro. Calo' la mano sulla testa di Renzo piantandogli
le dita sulla fronte e piegandolo indietro come in un arco. Poi gli
appoggio' la punta del cazzo sullo sfintere e con una piccola spinta
potente fece entrare la cappella.

L'urlo di Renzo fu soffocato da Moussa che riprese a frugarlo in bocca
con la lingua, poi le spinte di Baur aumentarono fino a far entrare
completamente il cazo nel culo del ragazzino. Baur gli lascio' la
testa e lo afferro' per i fianchi per poter dar vita ad una inculata
furibonda, le grosse palle del negro sbattevano ritmicamente sulle
chiappe candide del ragazzino con un ciaff-ciaff molto forte e ritmato
che veniva sottolineato dai tacchi di Renzo, infatti ad ogni affondo
veniva leggermente sollevato sulle punte dei piedi e nel riabbassarsi
i tacchi suonavano la musica dell'inculata.

-Com'e Baur?- gli chiese Moussa che ormai aveva lasciato Renzo e se lo
stava menando nell'attesa del suo momento.

-Uno spettacolo, un vero spettacolo... stretto e morbido allo stesso
tempo...- rispose Baur mentre continuava a scoparselo con delle spinte
fortissime che gli facevano sparire completamente il cazzo in quel
tenero culetto.

-Alzala... alza la piccola Meli e fatevela insieme...- disse con voce
roca Ahmed mentre si masturbava.

Baur afferro' Renzo ai fianchi con forza e lo sollevo' di peso davanti
a se mentre Moussa gli si metteva tra le gambe.

-No! No! Insieme no!- balbetto' Renzo mentre Moussa gli appoggiava la
cappella tra le piccole palle e lo sfintere. Il sor Antonio guardava
affascinato il grosso cazzo di Moussa farsi strada nelle viscere del
ragazzino e quando la cappello violacea gli scomparve dentro venne
schizzando sborra su tutto quello che aveva intorno.

Renzo si sentiva lacerare, era completamente senza fiato e quello che
riusciva e recuperare tra un ansito e l'altro non lo specava per
urlare ma lo usava per sopravvivere. Per quanto allenato dai dildo del
sor Antonio i due negri erano comunque troppo dotati per il culo del
ragazzino e dopo poco smisero di scoparlo insieme per il troppo dolore
che provavano loro stessi.

Lo misero carponi e continuarono a scoparselo a turno fino a venirgli
dentro senza neanche accorgersi che Renzo era svenuto. Una volta
rivestiti lo avvolsero in un grande lenzuolo candido e lo misero nel
bagagliaio della loro mercedes e Renzo divenne un altro nome
nell'elenco degli adolescenti scomparsi.

******

Un anno dopo Melissa, ormai si chiamava solo cosi', aveva due belle
tettine della prima misura ed una fichetta rosea. Erano state
confezionate a Casablanca ed erano uno sfizio del califfo yemenita che
l'aveva comprata da Ahmet. Le tette erano venute subito grazie ad una
lunga serie di iniezioni di ormoni e Melissa era stata per molto tempo
la favorita del califfo fino a quando si era rifutata di sverginare un
ragazzina di sette anni prima di farsi scopare insieme a lei da due
dignitari iraniani venuti in vista al califfo. Per vendicarsi il
califfo l'aveva fatta operare a Casablanca ed ora Melissa aveva una
bella fichetta rosea.

Dopo un paio di mesi dall'operazione la novita' aveva perso gran parte
del suo fascino, quando Melissa era un transessuale era comunque
interessante ma ora era solo una giovane troietta come tante altre nel
suo harem ed il califfo si era stufato presto della nuova Melissa.
L'aveva scambiata con due giovanissime gemelle etiopi portate alla sua
attenzione da un mezzano nigeriano.

La piccola Meli era diventata la principale attrazione di un bordello
di Lagos dove chiunque poteva scoparsela per 20 dollari, certo in
Italia 20 dollari non sono nulla per portarsi a letto una
quattordicenne bella come Melissa ma in Nigeria, dove il reddito medio
procapite annuo e' di 270 dollari, sono una bella cifra.

Nonostante fosse l'unica ragazza bianca del bordello Melissa non
poteva fare molto la schizzinosa visto che doveva racimolare una bella
somma tutti i giorni se non voleva passare una settimana agli studios
dei film porno. Il suo nuovo padrone non si faceva scrupoli di
affittarla per qualsiasi tipo di film e l'utlima volta le era capitato
di fare la parte di una novizia cattolica mandata in una missione che
veniva catturata dagli schiavisti, un tema quasi ricorrente nel cinema
hard nigeriano. La storia della suora era un susseguirsi di tentativi
di fuga che finivano invariabilmente in stupri di gruppo, e siccome il
regista si piccava di essere un artista per avere il massimo del
realismo Melissa era stata veramente violentata in tutti i modi
possibili sul set per giorni e giorni da un folto gruppo di neri. Gli
uomini se l'erano goduta alla grande ed avevano fatto del loro meglio
per far apparire lo stupro reale e Melissa ne era uscita veramente
malconcia.

Oggi Melissa era in piedi davanti al grande specchio che aveva in
camera e si guardava con attenzione, era bella. La pelle leggermente
abbronzata faceva risaltare il minuscolo perizoma bianco che insieme
alle scarpe rappresentava tutto il suo abbigliamento di lavoro. Stese
in avanti le lunghe gambe affusolate per vedere bene come le stavano i
nuovi sandali dal tacco vertiginoso che aveva comprato in mattinata.
Aveva sempre preteso di potersi scegliere le scarpe che riteneva piu'
adatte e 'Ndie, il suo padrone, l'aveva sempre accontentata.

Dopo l'operazione il califfo aveva preteso che continuassero a darle
gli ormoni e questo fatto, unito certmente all'effetto dell'operazione
che l'aveva resa donna in cosi' giovane eta', aveva avuto un effetto
fortissimo sul suo fisico. Melissa aveva mantenuto il fisico
longilineo e flessuoso con due gambe lunghe e tornite, un viso
angelico e neanche l'accenno di un pelo su tutto il corpo. Nulla in
lei lasciava capire che fosse nata maschio, era talmente femminile che
i nigeriani impazzivano per lei e piu' d'uno si era quasi rovinato per
portarsela a letto.

Melissa completo' con soddisfazione la sua ispezione ed usci' dalla
stanza per andare in quella di 'Ndie. L'uomo voleva essere sempre il
suo primo cazzo della giornata, l'unico che poteva scoparla a pelle,
l'unico che poteva sborrarle dentro. Melissa sorrideva dentro di se
ogni volta che 'Ndie le riempiva la fica di sborra visto che una volta
le aveva confessato che lo faceva per cercare di metterla incinta.

Lo avrebbe fatto ancora per poco, aveva perso una valanga di soldi
alle carte e l'aveva venduta ad un ricco affarista keniota che se la
sarebbe portata a casa tra due giorni. Mentre si avviava sculettando
sui tacchi alti verso la stanza dell'uomo Melissa penso' a come si era
trasformata facilmente la sua vita. Era bastato poco piu' di un anno
per far passare il timido ragazzino di borgata alla troia da bordello
che era ora. Un anno e qualche figlio di puttana...

FINE

uno nero

unread,
Mar 17, 2005, 2:26:57 PM3/17/05
to
Il 17 Mar 2005, 16:51, rexdam <rex...@hotmail.com> ha scritto:
> Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho
> ripreso da poco a lurkare. E lurkando lurkando mi è tornata la voglia
> di far correre le dita sulla tastiera. Questo è il risultato e come
> sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.
> Ciao
> rexdam
>
> http://rexdam.tripod.com
>
>
>
> Puttanella
> by rexdam 2005
>
>

Dal punto di vista mio, se restavi a lurkare era decisamente meglio.

Non sto più a discutere i contenuti delle opere che vengono inviate alla
lettura.
Tutti i gusti sono gusti e ognuno ha il diritto di avere i propri e di
tenerseli.

Personalmente ritengo che sia corretto, forse anche utile, trattare qui temi
scabrosi.
Altri hanno affrontato argomenti quali il sesso con i giovani, la violenza o
altre cose del genere. Alcuni lo hanno fatto in modo eccellente. Tra tutti
non mi stancherò mai di ricordare il bellissimo "Il buio" di bettyboop, ma
altri ce ne sono stati di molto belli, intensi, emotivamente coinvolgenti e
molto bene scritti.

Penso che il punto sia proprio questo.
Più l'argomento è aspro, ostico e delicato, e più attenta e matura deve
essere la scrittura del racconto.
E chi scrive, se vuole cimentarsi in temi del genere, deve attentamente
valutare le proprie capacità.
E se non è capace lui è opportuno che si vada a dirglielo.

Questo motivo della coerenza tra tema trattato ed equilibrio e qualità dello
scrivere è già stato trattato altre volte su ISR.
Ricordo, tempo fa, un racconto, non mi viene in mente di chi, su una rapina
di albanesi con violenze gratuite comprendenti un pompino fatto dalla figlia
al padre.
Oppure, più recente e di più difficile valutazione, un racconto di
Gallahart, poi sparito, su una bambina sedotta con subdola violenza
dall'amico del padre. In questo secondo caso mi aveva infastidito il modo, a
mio personale avviso, un po' ambiguo col quale l'autore mi pareva si fosse
soffermato e dilungato in certe descrizioni del racconto non coerente con il
manifesto contro tutte le violenze che aveva introdotto il racconto stesso.

Qui, in questo "La Puttanella", non si può nemmeno parlare di ambiguità.
Il compiacimanto è chiaro.
E' un racconto porno su un bambino violentato e violato da compagni e, mi
pare di capire, da questi avviato a prostituirsi.

Non l'ho letto tutto ma mi sono sforzato di andare avanti perché volevo
vedere se ci sarebbe stato un cambiamento di indirizzo, un qualcosa tipo
denuncia o una ribellione, non so neanche io cosa.

Niente, anzi sempre di più.
Voglio precisare e prendere posizione: sempre peggio.

Ho imparato che in ISR vige il dogma assoluto della libertà di
manifestazione in tema di sesso o erotismo. Salvo che questa non vada a
ledere i principi di altri.
Ma qui, in questo racconto, dove siamo?
Entro i limiti? Al limite?
O lo abbiamo superato?

Francamente io non credo alla libertà totale. Ogni comunità predilige essere
composta da simili dove le diversità arricchiscano, non stravolgano nè
degradino.

Amo moltissimo stare in questa comunità e mi sento di difendere le sue
peculiarità che la rendono tale, unica, caratteristica.
E queste sono soprattutto, insieme all'apertura e alla disponibilità,
l'intelligenza, il buon gusto e l'onestà intellettuale.
Per questo mi sento di dire a rexdam: torna a fare il lurkatore, non
abbrutire ISR con questa robaccia, se avrai voglia di scrivere qualcosa
ripensaci prima di spedirla, rileggitela o, meglio, mandala a qualcuno di
tua fiducia e fattela commentare.

Il racconto che hai scritto è bruttissimo, grossolano e triviale.
Sgrammaticato, noioso, banale. Senza mai un guizzo o un qualcosa che lo
renda interessante.
Solo trite e volgari ciucciate e sborrate.
Quando il bambino ripete con intontita reattività: "Non sono una troia" si
sente che non ci crede neanche lui.

Sani
uno


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Mybelline

unread,
Mar 17, 2005, 4:26:15 PM3/17/05
to
"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> Puttanella
> by rexdam 2005

>
> Renzo usci dal cinema parrocchiale contento del film che aveva appena
> visto e si fermo' sull'ingresso dell'oratorio a scrutare il piazzale.
> [CUT]

>
> Mentre si avviava sculettando
> sui tacchi alti verso la stanza dell'uomo Melissa penso' a come si era
> trasformata facilmente la sua vita. Era bastato poco piu' di un anno
> per far passare il timido ragazzino di borgata alla troia da bordello
> che era ora. Un anno e qualche figlio di puttana...
>
> FINE
>

Ho letto solo una cinquantina di righe di questa porcheria, perchè solo
di porcheria si tratta. Mi ha fatto schifo quello che sono riuscita a
leggere.
Evidentemente ci sono persone che si dilettano a scrivere queste cose e
credo pure che ci godano nel farlo. Non scrivo altro per non cadere nel
volgare nei confronti di questo sedicente "rexdam".
Mybelline

Xlater

unread,
Mar 17, 2005, 5:38:55 PM3/17/05
to
uno nero ha scritto:

> Ho imparato che in ISR vige il dogma assoluto della libertà di
> manifestazione in tema di sesso o erotismo. Salvo che questa non vada a
> ledere i principi di altri.
> Ma qui, in questo racconto, dove siamo?
> Entro i limiti? Al limite?
> O lo abbiamo superato?
>
> Francamente io non credo alla libertà totale. Ogni comunità predilige essere
> composta da simili dove le diversità arricchiscano, non stravolgano nè
> degradino.
>
> Amo moltissimo stare in questa comunità e mi sento di difendere le sue
> peculiarità che la rendono tale, unica, caratteristica.
> E queste sono soprattutto, insieme all'apertura e alla disponibilità,
> l'intelligenza, il buon gusto e l'onestà intellettuale.
> Per questo mi sento di dire a rexdam: torna a fare il lurkatore, non
> abbrutire ISR con questa robaccia, se avrai voglia di scrivere qualcosa
> ripensaci prima di spedirla, rileggitela o, meglio, mandala a qualcuno di
> tua fiducia e fattela commentare.

Mi dispiace, ma non posso accettarlo.

Un racconto non lede nessun diritto e nessun principio di altri, in
quanto ognuno può scegliere di leggerlo o non leggerlo.

Lo stesso vale per il diritto di critica. Ognuno può esprimere il
proprio parere, ed essere anche feroce nella stroncatura. Ma nessuno può
arrogarsi il diritto di ostracizzare un autore, e non è tollerabile
nemmeno invitarlo a non farsi più vedere.

Non è la prima volta che vengono postati racconti che rappresentano una
realtà degradata di ricatti, soprusi, violenze. Mi ricordo, nemmeno
troppo tempo fa, la storia di uno che amava incularsi dei gobbi, perché
da bambino aveva subito una violenza da un gobbo, e anche il resto del
racconto era tutto su quella chiave.

Non mi sembra che esistano criteri oggettivi per stabilire che uno dei
due abbia diritto di cittadinanza sul ng e l'altro no. Se qualcuno pensa
che ce ne siano è invitato a sottoporli, che ne parliamo.

Nel frattempo, è il caso di ricordare che ISR è un newsgroup aperto al
contributo di tutti coloro che hanno un racconto erotico, o altri
componimenti di contenuto erotico. Senza intolleranze, né censure.


Xlater

Rachel Barnacle

unread,
Mar 17, 2005, 7:53:00 PM3/17/05
to
Xlater ha scritto:

(cut)


> Un racconto non lede nessun diritto e nessun principio di altri, in
> quanto ognuno può scegliere di leggerlo o non leggerlo.

Sacrosanto.

> Ma nessuno può arrogarsi il diritto di ostracizzare un autore, e non è
> tollerabile nemmeno invitarlo a non farsi più vedere.

Vangelo.

(cut)


> Mi ricordo, nemmeno troppo tempo fa, la storia di uno che amava incularsi >
dei gobbi, perché da bambino aveva subito una violenza da un gobbo, e
> anche il resto del racconto era tutto su quella chiave.

Dissento.
Il racconto di Uno Nero sarà pure stato, di rimando, legato a certi
supprusi giovanili. Ma non mi pare il caso di sbattere in faccia questa
cosa come giustificazione dell'altro racconto.
La giustificazione dell'altro racconto esiste solo in base alla libertà di
espressione.
Usare il racconto di Uno Nero a stregua di esempio è quanto meno ignobile.
Nel suo racconto non vi erano tracce di accondiscendenza a quel che
narrava.
Non si può dire la stessa cosa di quell'orrore pubblicato lì su.
Che non commenterò, in quanto feccia.

R.B.

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

gigo

unread,
Mar 18, 2005, 3:03:16 AM3/18/05
to
...ti prego riposta il racconto con il gorilla, un classico di ISR
indimenticabile !!

hot.chicken.soup

unread,
Mar 18, 2005, 3:09:05 AM3/18/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:3Gn_d.669039$b5.30...@news3.tin.it...
> uno nero ha scritto:

> Mi dispiace, ma non posso accettarlo.

Cosa, non puoi accettare?
Che uno dica "tornatene a lurkare"?
E perchè, scusa?
Se qualcuno ti avesse esplicitamente chiamato in causa (come "istituzione")
capirei pure la tua posizione, ma così non è stato!

> Non è la prima volta che vengono postati racconti che rappresentano una
> realtà degradata di ricatti, soprusi, violenze. Mi ricordo, nemmeno
> troppo tempo fa, la storia di uno che amava incularsi dei gobbi, perché
> da bambino aveva subito una violenza da un gobbo, e anche il resto del
> racconto era tutto su quella chiave.

uno_nero diceva qualcosa a proposito del rapporto tra qualità e delicatezza
del tema trattato. E' un opinione interessante, che condivido in pieno senza
per questo avere alcun furore censorio: non voglio però entrare nel merito
dei due racconti, perchè rifiuto proprio il paragone.

> Non mi sembra che esistano criteri oggettivi per stabilire che uno dei
> due abbia diritto di cittadinanza sul ng e l'altro no. Se qualcuno pensa
> che ce ne siano è invitato a sottoporli, che ne parliamo.

Sono d'accordo: usare criteri etici, o estetici, per selezionare racconti in
questo contesto non sarebbe affatto auspicabile.

Spero solo però che sia salva anche la libertà di dire a qualcuno
"tornatene a lurkare" o "rifletti prima di postare ste porcate".

hot chicken soup

rexdam

unread,
Mar 18, 2005, 3:10:28 AM3/18/05
to
On Thu, 17 Mar 2005 19:26:57 GMT, uno_...@libero.it (uno nero) wrote:
>> sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.

>


>Francamente io non credo alla libertà totale. Ogni comunità predilige essere
>composta da simili dove le diversità arricchiscano, non stravolgano nè
>degradino.

permettimi di dirti che non c'era bisogno che tu sottolineassi che non
credi nella libertà... e di espressione in particolare

>
>Amo moltissimo stare in questa comunità e mi sento di difendere le sue
>peculiarità che la rendono tale, unica, caratteristica.
>E queste sono soprattutto, insieme all'apertura e alla disponibilità,
>l'intelligenza, il buon gusto e l'onestà intellettuale.

non sapevo di essere tornato dopo anni a frequentare una comunità
elitaria, forse si dovrebbe fare un nuovo referendum e cambiare il
nome del newsgroup in it.sesso.per.barbie.it

>Per questo mi sento di dire a rexdam: torna a fare il lurkatore, non
>abbrutire ISR con questa robaccia, se avrai voglia di scrivere qualcosa
>ripensaci prima di spedirla, rileggitela o, meglio, mandala a qualcuno di
>tua fiducia e fattela commentare.
>

mi spiace ma accetto critiche sul racconto non sulla mia
frequentazione al ng. Un bel po di tempo fa si decise di moderare il
ng per vari motivi ma non ne ricordo nessuno che contemplasse la
censura degli autori

rexdam

unread,
Mar 18, 2005, 3:21:51 AM3/18/05
to
>
>Evidentemente ci sono persone che si dilettano a scrivere queste cose e
>credo pure che ci godano nel farlo. Non scrivo altro per non cadere nel
>volgare nei confronti di questo sedicente "rexdam".
>Mybelline

ricordo tempi in cui ci si scornava di brutto sul contenuto, per
quanto difficile e scabroso fosse, ma sempre sul contenuto

s

unread,
Mar 18, 2005, 4:00:18 AM3/18/05
to

"uno nero" <uno_...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:81Z211Z218Z15Y1...@usenet.libero.it...

> Il 17 Mar 2005, 16:51, rexdam <rex...@hotmail.com> ha
scritto:
> > Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho
> > ripreso da poco a lurkare. E lurkando lurkando mi è tornata la voglia
> > di far correre le dita sulla tastiera. Questo è il risultato e come
> > sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.
> > Ciao
> > rexdam

Purtroppo non trovo il racconto sul server aioe.cjb.net

non è un caso isolato. Mancano anche:
il passato ci appartiene
il totoracconti di LA CELLA
altre cosine che non ricordo.
Ovviamente può mancare anche altro, ma non me ne sono accorta.

che succede?

in ogni caso volevo dire che personalmente sono per la massima libertà di
pubblicazione, sia per chi scrive racconti, sia per chi li commenta.

Quindi non sono d'accordo con chi dice a Rexdam di non pubblicare
E non sono d'accordo con Xlater che accusa chi critica duramente.

Chi critica ha il diritto di mandare al diavolo, insultare, anche offendere
l'autore. (non sto parlando di RB, anche se l'avrete pensato...)
Tutto serve.
Chi si avvicina al NG sa che può trovare di tutto. Se un racconto lo
disgusta, si ferma e non prosegue. Da quel giorno leggerà solo il titolo.
Qualcuno può essere interessato ai pareri degli altri lettori. E qui
diventano utili anche gli insulti e gli inviti a "tornare a fare il lurker".

Ognuno si fa la sua opinione da solo. Siamo tutti adulti (spero...).

E poi Rexdam non credo che si spaventi di fronte ai nostri commenti.

Quindi, riassumendo, massima libertà per tutti.

Susy

PS: non rispondetemi di andare su GOOGLE. lo so, volevo solo capire cosa
succede a aioe.cjb.net

PS2: effettivamente, usare il gobbo come paragone è stato inappropriato.
Anche senza conoscere Uno Nero si capisce che la sua storia è vista con
distacco ed ironia.

White Lord

unread,
Mar 18, 2005, 1:00:37 AM3/18/05
to

"Mybelline" <mybe...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:XBm_d.18053$Tm5.3...@twister2.libero.it...
> Ho letto solo una cinquantina di righe di questa porcheria, perchč solo

> di porcheria si tratta. Mi ha fatto schifo quello che sono riuscita a
> leggere.
> Evidentemente ci sono persone che si dilettano a scrivere queste cose e
> credo pure che ci godano nel farlo. Non scrivo altro per non cadere nel
> volgare nei confronti di questo sedicente "rexdam".
> Mybelline

Perdonatemi se intervengo anche se sono solo un lurker.
Il tema del racconto non č piaciuto neanche a me, perciň ho semplicemente
interrotto la lettura dopo le prime righe. Francamente non trovo necessario
aggredire in questa maniera l'autore per un semplice racconto di fantasia...
Se vedete che il racconto non vi piace, non leggete. Dato che nessuno vi
obbliga a farlo, non capisco che fastidio possa darvi.
Senza offesa per nessuno, ma certi atteggiamenti mi sembrano un po' bigotti
e ipocriti e li trovo molto piů fastidiosi di un racconto violento, anche
perchč in un NG di racconti erotici auspico di incontrare persone un po' piů
aperte mentalmente...

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 5:31:44 AM3/18/05
to
"Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> wrote in message
news:d1d8ph$od8$1...@news.newsland.it

> Usare il racconto di Uno Nero a stregua di esempio è quanto meno ignobile.
> Nel suo racconto non vi erano tracce di accondiscendenza a quel che
> narrava.

Sarebbe interessante andare ad approfondire i criteri con i quali si
sarebbero riscontrate tracce di accondiscendenza in un caso, e la loro
assenza nell'altro.

Sono abbastanza convinto che si concluderebbe presto che si tratta di
criteri abbastanza vaghi, indefiniti, e ampiamente soggettivi.
Credo che sia abbastanza ignobile affidarsi a criteri del genere
per stabilire se qualcuno "abbrutisca" o meno il newsgroup.

La storia del ng è caratterizzata dalla presenza di approcci e
sensibilità diversissime, ognuna con pieno diritto di cittadinanza
(fatto salvo il sostanziale rispetto del topic). Anzi, io troverei
appropriato che ci fosse un maggiore confronto dialettico tra i
diversi approcci, anche se per varie ragioni purtroppo raramente
è possibile.

Non vedo però cosa ci sia di mortalmente ignobile nell'uso di
quell'esempio. Invece ho trovato utilissimo ricorrervi.

E' venuto fuori, per esempio, che (almeno secondo il tuo punto di
vista, ma poi sentiremo uno nero cosa ne dice) ciò che distingue
i due racconti è la presenza o assenza, vera o presunta, di
tracce di accondiscendenza.

Ohibò. Ohibò. Ohibò.

Vedi, tacciare rexdam di "accondiscendenza" per atti assolutamente
ripugnanti a ogni morale e a ogni principio, credo sia offensivo.
Senza mezzi termini, gli si sta dando del "pedofilo, frocio,
stupratore". E' lecito?

Sentiamo cosa ne dice in proposito farfallina, in tempi non sospetti.

"Facendo quelle affermazioni non hai commentato il racconto, ma hai
ferito ed offeso una persona che nemmeno conosci, che ha un vissuto
tutto suo, fatto di problemi, gioie e dolori che nemmeno conosci, ma
hai voluto entrare nella sfera del suo vissuto e neanche te ne rendi
conto, o magari lo hai fatto davvero apposta."

Mi sembra abbastanza esplicito. Si stava esprimendo su un altro
caso, ma (almeno credo) stava enunciando un principio di validità
generale.

Cosa ne pensa invece cer?

"Leggere ed interpretare un racconto non è osservare un fatto reale.
Non è condurre un esperimento dove valgono le leggi di causa-effetto.
Non è cercare inoppugnabili prove od indizi per qualcosa che è
effettivamente avvenuto.
Interpretare un racconto è mettere in comunicazione due galassie
distanti, (l'autore ed il lettore) farle per un istante interagire
accettando che il prodotto di questa interazione possa avere infinite
soluzioni, tutte valide, tutte giustificabili, tutte terribilmente non
convincenti.
Ciò che vede il lettore nel racconto oltre le parole scritte e più
delle intenzioni dell'autore è inevitablmente una parte di sè, delle
proprie convinzioni, della propia esperienza.
Il racconto è solo un susseguirsi di parole e di frasi sorrette da un
labile e convenzionale legame semantico aperto a infinite
interpretazioni.
Cercare di "dimostrare" (in modo inoppugnabile, scientifico) che
possa esserci una interpretazione oggettiva, veritiera, autentica non
ha senso.
E' un esercizio vuoto ed inconsistente perché (te lo dico in termini
scientifici) viola un principio basilare dell'osservazione scientifica:
non è possibile separare l'osservatore dall'osservato.
Tu credi di vedere qualcosa che è separata da te. In effetti quando
"interpreti" osservi prima di tutto il riflesso delle tue idee, delle
tue convinzioni in un ingannevole e beffardo gioco di specchi."

Insomma, nemmeno cer sembra essere tanto d'accordo con la possibilità
di disquisire sull'accondiscendenza o più meno nascosta dell'autore.

A questo punto si pone un dilemma.

O ricacciamo in gola a cer e a farfallina le loro tesi.
Oppure dobbiamo rifiutare l'"accondiscendenza" (vera o presunta) come
oggetto di analisi.

Ma a questo punto, quali altre sono le differenze tra il racconto
del ragazzino violentato dal gobbo e quello del ragazzino violentato
dalla banda di teppistelli del quartiere?
Illuminatemi.


Xlater

--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 6:14:49 AM3/18/05
to
"hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> wrote in message
news:z0w_d.7052$kC3....@tornado.fastwebnet.it

> "Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:3Gn_d.669039$b5.30...@news3.tin.it...
> > uno nero ha scritto:
>
> > Mi dispiace, ma non posso accettarlo.
>
> Cosa, non puoi accettare?
> Che uno dica "tornatene a lurkare"?
> E perchè, scusa?
> Se qualcuno ti avesse esplicitamente chiamato in causa (come "istituzione")
> capirei pure la tua posizione, ma così non è stato!

E' un precedente piuttosto grave. Nella sua storia ISR ha visto
moltissime polemiche infuocate e tonnellate di feroci stroncature, ma
nessuno (perlomeno che io ricordi) è arrivato a chiedere ad un autore
di non postare più su ISR. E' una manifestazione di intolleranza
che andava assolutamente deprecata, perché i principi di apertura e
di libertà di espressione del newsgroup vengono prima di ogni giudizio
artistico estetico o morale.

E' importante che certi valori che il ng ha sempre fatto propri e cui
si è sempre ispirato non vengano improvvisamente vilipesi.
"Tornatene a lurkare" è un atto di intolleranza.

Questo non è un intervento da moderatore. Questo è un intervento da
parte di uno che si è sempre battuto per la massima libertà di
espressione da parte di tutti dentro questo ng, al punto da essere
uno di quelli che a suo tempo si batté tenacemente CONTRO il passaggio
di ISR a gruppo moderato. (Ironia della sorte).

Nessuno deve prendersi la libertà di stabilire cosa può essere
pubblicato o meno su ISR (fatto salvo il sostanziale rispetto del
topic). Non lo può fare nemmeno una maggioranza schiacciante,
figuriamoci un singolo.

Questo principio è sempre stato accettato all'unanimità, ed è sempre
utile ribadirlo ad ogni possibile occasione, perché la natura umana
cede facilmente alle intolleranze.
Scrivere "tornatene a lurkare" non è certo un impedimento concreto
a rexdam (o a chiunque altro) di continuare a scrivere e a postare
i suoi racconti. Ma non c'è bisogno che lo sia per essere un atto
di intolleranza.

Dire "tornatene al paese tuo" all'extracomunitario che cerca di
guadagnarsi onestamente la giornata, non gli impedisce di continuare
a farlo, ma è a tutti gli effetti una manifestazione di intolleranza.

In presenza di atti del genere trovo doveroso, da parte di chi a certi
principi ci tiene, ribadirli a gran voce e con la massima fermezza.
Che sia un moderatore o che sia l'ultimo dei lurker, non cambia.

Su questo ng TUTTI hanno diritto a postare i propri racconti erotici.
Nessuno deve metterlo in dubbio, né ostacolare in alcun modo
("moral suasion" compresa) altre persone alla fruizione di questo
diritto.


Xlater

All'inizio vennero a prendere i comunisti.
Ma io non sono un comunista, e non protestai.
Poi vennero a prendere i sindacalisti.
Ma io non sono un sindacalista, e non protestai.
Poi vennero a prendere gli ebrei.
Ma io non sono ebreo, e non protestai.
Alla fine, quando vennero a prendere me, non era rimasto nessuno
per protestare.

(Martin Niemoller)

s

unread,
Mar 18, 2005, 6:31:05 AM3/18/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:91f2e77d5f7b15bbfc6...@mygate.mailgate.org...

> All'inizio vennero a prendere i comunisti.
> Ma io non sono un comunista, e non protestai.
> Poi vennero a prendere i sindacalisti.
> Ma io non sono un sindacalista, e non protestai.
> Poi vennero a prendere gli ebrei.
> Ma io non sono ebreo, e non protestai.
> Alla fine, quando vennero a prendere me, non era rimasto nessuno
> per protestare.

bellissima.
Prima o poi verranno a prendere noi sporcaccioni.

è per questo che mi firmo Susy
(e non Cipputi che è il mio vero nome)

Susy

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 6:32:56 AM3/18/05
to
"rexdam" <rex...@hotmail.com> wrote in message
news:6h9j31l94uheimi7r...@4ax.com

> Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho
> ripreso da poco a lurkare. E lurkando lurkando mi è tornata la voglia
> di far correre le dita sulla tastiera. Questo è il risultato e come
> sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.

Ciao rex.

Mi fa piacere rivederti da queste parti.

Ho letto il racconto, ma preferisco evitare commenti.
C'è la possibilità che provochino qualche discussione e in questo
momento vorrei evitare che di fare confusione tra il confronto tra
diversi punti di vista su un racconto (che sono tutti legittimi e
tutti discutibili per definizione) e la difesa del principio
irrinunciabile alla libertà di espressione sul newsgroup.

Magari tra qualche giorno.


Xlater

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 6:40:09 AM3/18/05
to
"s" <susa...@hotmail.com> wrote in message
news:d1e56r$8rh$1...@domitilla.aioe.org

> Chi critica ha il diritto di mandare al diavolo, insultare, anche offendere
> l'autore.

Non l'ho messo in dubbio.
Ma non ha il diritto di dire "non postare più".

Il diritto di tutti a postare i propri racconti su ISR è un caposaldo
della nostra convivenza. Sarebbe bene ricordarlo.

hot.chicken.soup

unread,
Mar 18, 2005, 6:46:37 AM3/18/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:c4724fbeacc5e1ddd34...@mygate.mailgate.org...

> "Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> wrote in message
> news:d1d8ph$od8$1...@news.newsland.it

> > Usare il racconto di Uno Nero a stregua di esempio è quanto meno
ignobile.
> > Nel suo racconto non vi erano tracce di accondiscendenza a quel che
> > narrava.

> Sarebbe interessante andare ad approfondire i criteri con i quali si
> sarebbero riscontrate tracce di accondiscendenza in un caso, e la loro
> assenza nell'altro.


Presumo che su it.sesso.racconti siano IT tanto la pornografia, quanto
l'erotismo, quanto i racconti che - semplicemente - raccontano il sesso,
nel bene e nel male.

Secondo me uno dei criteri che distinguono un racconto (o una film) erotico
da uno pornografico, è la vicinanza dell'obiettivo sui particolari anatomici
e la durata con cui ci si sofferma su questi ultimi. La storia è un
accessorio, e il fine esplicito e unico della pornografia è sollecitare
sessualmente chi ne fruisce. Non c'è alcuna connotazione moralistica,
intendiamoci, non ho nulla contro la pornografia (anche se spesso tende ad
essere di qualità assai scadente).

Nel racconto "Puttanella" i primi piani ricorrono e sono insistiti: prendono
una quota molto elevata della storia, rendendo tutto il resto piuttosto
accessorio. Lo scarno universo creato da "puttanella" non ha una logica
interna. Cos'è che trasforma all'improvviso la vittima in attore
consenziente? Non si capisce, non c'è motivo, non c'è logica. Io non dico
che non possa capitare, dico che se un racconto non è un pretesto per una
giustapposizione di primi piani di genitali dovrebbe fornire una
spiegazione.

E' dunque un racconto pornografico, quindi scritto (a me pare) per
sollecitare sessualmente il lettore. Ecco perchè il lettore (qualche
lettore) si incazza con "puttanella" e smette di leggerlo dopo poche righe.

Nel gobbo la descrizione della sessualità del presonaggio è data non dalla
descrizione minuziosa delle sue prestazioni sessuali, ma dal suo linguaggio,
sciatto; dalla sua sostanziale indifferenza.

Si incula i gobbi eppure (forse questo è l'aspetto più curioso) *non* è
neppure omosessuale.
Chi ne scrive lo osserva senza comunicare ne' appoggio ne' esecrazione, ce
lo descrive.

Ci mette in contatto con un personaggio strano di una storia strana, senza
volerci provocare pianto, risate ne' eccitazione ne' scandalo. Non entra in
un binario a senso unico, come invece fa la pornografia: non ci guida e non
ci porta da nessuna parte, ci presenta un signore che prima non avevamo mai
immaginato, e ci fa credere che esista.
Ci afferra e ci fa entrare in un universo inesistente ma possibile.
E' tutto quello che (io) chiedo alla letteratura.

Ah, spero di non dover ripetere che non sto sollecitando alcuna censura.

hot chicken soup

s

unread,
Mar 18, 2005, 6:58:26 AM3/18/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:fbe4704e8c82f1fb0a5...@mygate.mailgate.org...

> Ma non ha il diritto di dire "non postare più".

perchè no? tanto è solo un consiglio, e lui se ne sbatte.

l'unico che non ha diritto di dire "non postare più" è chi ha in mano il
potere di metterlo in pratica, cioè il moderatore.
Ma non mi sembra che la frase venisse da un moderatore.

La frase veniva da un comune mortale, che alcuni di noi amano, altri no, e
in ogni caso nessuno prende le sue parole come un ordine.

Se ti dico: "Xlater, smetti di fumare!" qui sul NG tu cosa fai?
ti indigni? mi dici che non ne ho il diritto?
oppure piu' semplicemente mi mandi a cagare e lasci che le mie parole ti
sfiorino come una brezza e vadano a posarsi dove saranno dimenticate entro
poche ore?

Questo è uno dei lati positivi dell'essere adulti. o no?

Susy

Mybelline

unread,
Mar 18, 2005, 7:02:46 AM3/18/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> ricordo tempi in cui ci si scornava di brutto sul contenuto, per
> quanto difficile e scabroso fosse, ma sempre sul contenuto
>

Ti ho solo manifestato il mio disprezzo personale per quello che
hai scritto ed ho pure fatto una mia considerazione sul perchč
forse scrivi certe cose.
Puoi anche non condividerla ma resta sempre e solo una mia
considerazione personale.
Resta altresě chiaro che tu puoi continuare a scrivere tutte le
porcherie possibili ed immaginabili e poi venirle a postare
qui su ISR.

haimle

unread,
Mar 18, 2005, 7:06:33 AM3/18/05
to

> Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho


> ripreso da poco a lurkare

> Ciao
> rexdam
>
> http://rexdam.tripod.com
>

confesso che ho letto per prima la polemica fra lettori e solo dopo, per
correttezza, ho iniziato a leggere: troppo lungo e sgradevole per
andare
avanti. Con
troppo che regge entrambi gli aggettivi.

Mi sarei tenuto lontano dalla polemica se non avessi ritrovato toni
esasperati che,
ogni tanto, mi coinvolgono, mi feriscono, o i stesso attizzo.

Premesso che perfino i siti porno hanno la dicitura, magari ipocrita,
sul rifiuto
alla porno pedofilia, questo Ng rivendica massima libertà espressiva;
coretto
ma, per favore, non linciamo chi dissente, magari con veemenza.
Magari sopra le righe.

Ma benedetta gente cosa ne sapete delle sensibilità individuali, dei
nervi
scoperti, ecc? Solo le donne possono averne rispetto alla violenza
carnale?
Quanti hano la certezza che, qui fra noi, non ci sia un maschio
(speriamo uno solo!)
che abbia dovuto subire pari trattamento? E che magari non sia diventato
una travesta prezzolata?

io mi auto accuso per un racconto d'incesto, forse ambiguo che disturbò,
qualcuno. Per un altro, intitolato credo 8 marzo che scatenò le
femministe.

Ognuno ha diritto di urlare la propria ripulsa, specie in un
NG.dichiaratamente libero

Non censuriamo la censura, evitiamo solo che abbia luogo.

Non scomodiamo, però, e qui parlo a titolo personalissimo, categorie
come la sensibiltà
verso chi scrive o replica perchè spesso è calpestata anche
senza racconti distrurbanti !

Attenti alla sensibilità "one way"; è ipocrita e diventa un
boomerang come ricorda l'apologo sull'indifferenza, bello, citato da
Xxlater

rexdam

unread,
Mar 18, 2005, 7:19:49 AM3/18/05
to
> Ti ho solo manifestato il mio disprezzo personale per quello che
> hai scritto ed ho pure fatto una mia considerazione sul perchè
> forse scrivi certe cose.
disprezzo personale?!?! per una persona che neanche conosci e di cui hai
letto qualche riga di un racconto?
credo che dovresti discernere un po di più tra realta e fantasia, sai mi
ricordi il presonaggio di un film "the fan"... brrr!

> Resta altresì chiaro che tu puoi continuare a scrivere tutte le


> porcherie possibili ed immaginabili e poi venirle a postare
> qui su ISR.

grazie della gentile concessione, ne farò debito uso

rexdam

unread,
Mar 18, 2005, 7:21:19 AM3/18/05
to
gigo mi vuoi far crocifiggere?

ps
sul sito lo trovi

"gigo" <gigo...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:39vfuaF...@individual.net...

rexdam

unread,
Mar 18, 2005, 7:34:36 AM3/18/05
to
> Ciao rex.
>
> Mi fa piacere rivederti da queste parti.
>
> Ho letto il racconto, ma preferisco evitare commenti.
> C'è la possibilità che provochino qualche discussione e in questo
> momento vorrei evitare che di fare confusione tra il confronto tra
> diversi punti di vista su un racconto (che sono tutti legittimi e
> tutti discutibili per definizione) e la difesa del principio
> irrinunciabile alla libertà di espressione sul newsgroup.
>
> Magari tra qualche giorno.
>
>
> Xlater
>

Ciao Mister X,
sinceramente non credevo di suscitare questo vespaio, nel passato è stato
postata roba ben più forte senza che si avesse questa alzata di scudi.
Ti ringrazio per il tuo intervento, non per me ovviamente che come ben sai
me ne frego allegramente di simili commenti, ma per la difesa di un
principio che spesso e volentieri viene sottoposto a tentativi di controllo

rex.

hot.chicken.soup

unread,
Mar 18, 2005, 7:42:09 AM3/18/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:91f2e77d5f7b15bbfc6...@mygate.mailgate.org...

> "hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> wrote in message
> news:z0w_d.7052$kC3....@tornado.fastwebnet.it
>
> > "Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> > news:3Gn_d.669039$b5.30...@news3.tin.it...
> > > uno nero ha scritto:

> Questo non è un intervento da moderatore. Questo è un intervento da
> parte di uno che si è sempre battuto per la massima libertà di
> espressione da parte di tutti dentro questo ng, al punto da essere
> uno di quelli che a suo tempo si batté tenacemente CONTRO il passaggio
> di ISR a gruppo moderato. (Ironia della sorte).

Esatto, se la filosofia (ammirevole!) della moderazione è quella di filtrare
solo spam e OT, allora dovrebbero essere accettabili qua dentro tanto
"puttanella" quanto chi risponde "tornatene a lurkare".


hot chicken soup

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 7:59:33 AM3/18/05
to
"s" <susa...@hotmail.com> wrote in message
news:d1efkp$hoj$1...@domitilla.aioe.org

> l'unico che non ha diritto di dire "non postare più" è chi ha in mano il
> potere di metterlo in pratica, cioè il moderatore.

Fai finta di non capire.

La frase era la conclusione di una riflessione sulla "libertà totale".

Ti riposto tutto.

==========


Ma qui, in questo racconto, dove siamo?
Entro i limiti? Al limite?
O lo abbiamo superato?

Francamente io non credo alla libertà totale. Ogni comunità predilige
essere
composta da simili dove le diversità arricchiscano, non stravolgano nè
degradino.

Amo moltissimo stare in questa comunità e mi sento di difendere le sue
peculiarità che la rendono tale, unica, caratteristica.
E queste sono soprattutto, insieme all'apertura e alla disponibilità,
l'intelligenza, il buon gusto e l'onestà intellettuale.
Per questo mi sento di dire a rexdam: torna a fare il lurkatore

===========

Non è, come tu fingi di credere, una frase buttata lì, come un sano
"vaffanculo" (che comunque non sarebbe da incoraggiare come
comportamento, IMHO).
Qui si sta mettendo seriamente in discussione la libertà di
espressione. Si sta insimuando che per il bene del newsgroup
alcuni autori sarebbero da ostracizzare.

Mi sembra un filino più grave. Viene messo in discussione un principio
fondamentale di convivenza. Non mettiamo la testa sotto la sabbia
come gli struzzi, per cortesia.

Allora mettiamolo in discussione sul serio e prendiamo tutti
posizione esplicitamente, senza paraculaggini.

uno nero sostiene che è lecito, in nome della difesa del newsgroup
dall'abbrutimento e dal degrado, che si possa caldamente invitare
un autore ad abbandonare la comunità.

Io dico che il diritto di postare i propri racconti è un principio
irrinunciabile, che va oltre ogni visione (necessariamente
soggettiva) di cosa sia il "buon gusto" e di cosa "abbrutisca", e
che non può essere messo in discussione nemmeno con sistemi di
moral suasion, quali un invito all'abbandono.

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 8:15:25 AM3/18/05
to
"hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> wrote in message
news:z0A_d.7661$kC3....@tornado.fastwebnet.it

> Esatto, se la filosofia (ammirevole!) della moderazione è quella di filtrare
> solo spam e OT, allora dovrebbero essere accettabili qua dentro tanto
> "puttanella" quanto chi risponde "tornatene a lurkare".

Chi risponde "tornatene a lurkare" mette in discussione un principio
che nella storia del ng è sempre stato condiviso ed indiscusso.

E ho già fatto notare come non si tratti di una semplice
frasetta di disapprovazione per un racconto. C'era esplicitata
la convinzione che per il bene del newsgroup fosse utile di
tanto in tanto ostracizzare qualcuno.

E' scritto a chiarissime lettere.

Non siamo in presenza di un commentatpore che dice "tornatene a
lurkare". C'era l'implicito invito ad altri commentatori ad associarsi
alla richiesta. Dieci, quindici, venti persone che ti dicono
"torna a lurkare" diventano una manifestazione di intolleranza
bella e buona, e finiscono per ottenere quello che non si vorrebbe.
Impedire, nei fatti, la fruizione di un diritto che tutti almeno
a parole riconosciamo. Si tratterebbe, nei fatti, di un'odiosa
epurazione. Contraria ai principi di convivenza e di rispetto
reciproco cui il newsgroup si è sempre ispirato.

Vogliamo mettere in discussione i principi? Ebbene mettiamoli
in discussione! Ma almeno cerchiamo di avere il coraggio di prendere
posizione sui principi.

Io sono e resto per la libera convivenza ed il diritto di tutti.
Sono e resto contrario agli ostracismi, e trovo gli ostracismi di
fatto ancora più repellenti e odiosi degli ostracismi di diritto.

Sto solo cercando di capire se questo è ancora un valore condiviso
all'interno di questo newsgroup, o se cominciano a essere molti a
pensare che per la salvaguardia del ng dall'"abbrutimento" e dal
"degrado", è meglio che ogni tanto qualcuno venga cacciato. (Con le
buone, s'intende. Facendogli gentilmente capire che "non è gradito".
Da brave persone tolleranti e democratiche.)


Xlater

Anchise

unread,
Mar 18, 2005, 8:22:10 AM3/18/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> wrote in message
news:tb2l31lglncj0tldq...@4ax.com...

> On Thu, 17 Mar 2005 19:26:57 GMT, uno_...@libero.it (uno nero) wrote:
> >> sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.
>
> >
> mi spiace ma accetto critiche sul racconto non sulla mia
> frequentazione al ng. Un bel po di tempo fa si decise di moderare il
> ng per vari motivi ma non ne ricordo nessuno che contemplasse la
> censura degli autori

Hai perfettamente ragione.

A.

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 9:00:40 AM3/18/05
to
"hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> wrote in message
news:wcz_d.7518$kC3....@tornado.fastwebnet.it

> > Sarebbe interessante andare ad approfondire i criteri con i quali si
> > sarebbero riscontrate tracce di accondiscendenza in un caso, e la loro
> > assenza nell'altro.
>
>
> Presumo che su it.sesso.racconti siano IT tanto la pornografia, quanto
> l'erotismo, quanto i racconti che - semplicemente - raccontano il sesso,
> nel bene e nel male.
>
> Secondo me uno dei criteri che distinguono un racconto (o una film) erotico
> da uno pornografico, è la vicinanza dell'obiettivo sui particolari anatomici
> e la durata con cui ci si sofferma su questi ultimi.

Credimi, mi piacerebbe moltissimo entrare in una discussione sul
merito. Ho scritto Gigabyte e gigabyte su questi temi, in
interessantissime discussioni, a volte con interlocutori davvero
stimolanti, qui su ISR e in altri luoghi virtuali o meno.
Ti giuro che mi sto trattenendo a stento.

Ma in questo momento non posso sovrapporre due piani di discussione
diversi, perchè si farebbe solo confusione. In questo momento il
mio obiettivo è affermare il principio per cui tutte le diverse
sensibilità di approccio allo scrivere erotico hanno pieno diritto
di cittadinanza su ISR.

Il confronto tra i due racconti serviva solamente ad esplicitare
il fatto che non è così immediato definire dei criteri obiettivi
di distinzione tra ciò che eleverebbe il newsgroup e ciò che lo
abbrutirebbe.

Rachel ha parlato di "compiacimento" dell'autore. Un po' complicato
da stabilire e ampiamente dicutibile. Tu hai ritirato fuori la
trita distinzione tra "erotismo" e "pornografia", su cui si è discusso
tantissimo e si può discutere in eterno senza cavare un ragno dal
buco. E ovviamente il criterio dei centimentri di vicinanza
dell'obiettivo dalla scena, lo riconoscerai, ha qualche evidente
criticità.

Ne discuteremo sicuramente (e 'ndo scappi? ;-))

Ma al momento, ripeto, voglio solo riaffermare il principio
della libertà di espressione contro tutti gli ostracismi. E lo
farei anche se reputassi il racconto di rexdam la cosa più
abominevole e disgustosa che sia mai stata scritta.

Rachel Barnacle

unread,
Mar 18, 2005, 12:16:58 PM3/18/05
to
Xlater ha scritto:

(cut)


> Sarebbe interessante andare ad approfondire i criteri con i quali si
> sarebbero riscontrate tracce di accondiscendenza in un caso, e la loro
> assenza nell'altro.

Sarebbe interessante sì.

> Sono abbastanza convinto che si concluderebbe presto che si tratta di
> criteri abbastanza vaghi, indefiniti, e ampiamente soggettivi.

Come qualsiasi altra definizione che possa mai venire in mente a chiunque.

> Credo che sia abbastanza ignobile affidarsi a criteri del genere
> per stabilire se qualcuno "abbrutisca" o meno il newsgroup.

Prima di tutto, io non ho detto che il racconto di Rexdam "abrutisca"
alcunchè. E mi pareva si fosse capito.
Il post che ho fatto stigmatizzava semplicemente come il tuo paragonare
quei due racconti fosse - a parer mio - scorretto.
Ho detto che nel racconto di Rexdam c'e un compiacimento, al contrario
assente nel racconto di Uno Nero. Non ho detto che questo sia fonte di
"abrutimento" per l'NG, ne tantomeno che quel racconto debba essere
censurato in alcun modo.
Sono perfettamente d'accordo con il tuo scagliarti contro la benchè minima
censura, e sono perfettamente d'accordo anche nel tuo vedere insidiosi
intenti censori e antidemocratici nella infelice frase di Uno Nero "Torna
a fare il lurkatore".
Secondariamente, se vogliamo parlare di questa compiacenza che io vedo nel
racconto di Rexdam, parliamone. Perchè il punto è tutto lì, temo.
E sia ben chiaro, che anche fosse possibile dimostrarti inconfutabilmente
che quella compiacenza in effetti c'è (cosa impossibile per la natura
stessa del contendere, temo), il diritto di quel racconto di stare qua
sopra, e il diritto di Rexdam nel postare qualsiasi racconto egli voglia,
è INALIENABILE.

(cut)


> Vedi, tacciare rexdam di "accondiscendenza" per atti assolutamente
> ripugnanti a ogni morale e a ogni principio, credo sia offensivo.
> Senza mezzi termini, gli si sta dando del "pedofilo, frocio,
> stupratore". E' lecito?

Il tuo problema, vecchio mio, è sempre lo stesso, temo.
Esiste una differenza mostruosa tra chi scrive e lo scritto, e a te questa
cosa nel crapino pare proprio che non ti ci voglia entrare.
Si può scrivere con accondiscendenza di cose rivoltanti, e questo
porterebbe semplicemente a generare un racconto accondiscendente con le
suddette cose rivoltanti. Non farebbe in alcun modo diventare il suo
autore accondiscendente con le - di nuovo - suddette cose rivoltanti.
Io ho detto che il racconto di Rexdam è accondiscendente, non che lo sia
lui. Il simpatico sillogismo che tiri fuori tu, non è affatto un due più
due, poichè io credo che NON necessariamente, chi scrive con
accondiscendenza delle ormai famigerate cose rivoltanti, lo faccia per una
e solo una ragione: che intimamente a lui garbino da pazzi quelle cose.
Questo è il modo di pensare che hai TU, non il mio.
Quindi quando io dico che il racconto di Rexdam è accondiscendente, dico
semplicemente che il RACCONTO è accondiscendente, non l'autore.
Il perchè Rexdam abbia deciso di scrivere un racconto simile è affar suo,
potrebbe interessarmi a livello accademico, ma ai fini del discorso
c'entra poco. Non mi è mai passata per la testa l'idea che racconto
pedofilo = autore pedofilo. O Frocio, o stupratore, as you want.

(cut)


> O ricacciamo in gola a cer e a farfallina le loro tesi.
> Oppure dobbiamo rifiutare l'"accondiscendenza" (vera o presunta) come
> oggetto di analisi.

No, no, no. Non ci siamo.
Xlater, te lo dico francamente e senza polemica, è una cosa che già ti
dissi, ma non te la ripeto per cattiveria. E' che semplicemente senza una
base simile ogni discorso salta per aria: sei famoso per fare
un po' di confusione tra scrittore e racconto. Non saper distinguere una
cosa dall'altra fa di te, a tutti gli effetti, un critico inaffidabile ai
miei occhi.

Rachel Barnacle

unread,
Mar 18, 2005, 12:40:21 PM3/18/05
to
Xlater ha scritto:

(cut)


> Rachel ha parlato di "compiacimento" dell'autore.

(cut)

Aridaje...

s

unread,
Mar 18, 2005, 12:44:12 PM3/18/05
to

"Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:d1f2eb$rpi$1...@news.newsland.it...

> Il tuo problema, vecchio mio, è sempre lo stesso, temo.
> Esiste una differenza mostruosa tra chi scrive e lo scritto, e a te questa
> cosa nel crapino pare proprio che non ti ci voglia entrare.

> Xlater, te lo dico francamente e senza polemica, è una cosa che già ti


> dissi, ma non te la ripeto per cattiveria. E' che semplicemente senza una
> base simile ogni discorso salta per aria: sei famoso per fare
> un po' di confusione tra scrittore e racconto. Non saper distinguere una
> cosa dall'altra fa di te, a tutti gli effetti, un critico inaffidabile ai
> miei occhi.

Non sono abituata a darti ragione, cara Rachel, ma quello che hai scritto è
molto interessante.
Se è vero quello che dici, allora l'opinione che Xlater ha di me è quella
che esce dai miei scritti?!?
Nè più nè meno del personaggio creato su di me da Larson.
In parole povere... una troietta?

Paura.....

un bacio a te e uno a Xlater (par condicio)
Susy

Russell Coutts

unread,
Mar 18, 2005, 1:27:53 PM3/18/05
to
Rachel Barnacle wrote:
>
> accondiscendenza delle ormai famigerate cose rivoltanti, lo faccia per una
> e solo una ragione: che intimamente a lui garbino da pazzi quelle cose.

Senno' Bret Easton Ellis sarebbe da rinchiudere per aver scritto
"American Psycho".

Bye,
Red

--
"Beh, Stephen, quell'uccello e' senza ali..."
"Si'."
"...allora non si muovera' da li'."

giulia

unread,
Mar 18, 2005, 2:27:43 PM3/18/05
to
On Thu, 17 Mar 2005 22:38:55 GMT, Xlater <xlater...@hotmail.com>
wrote:

L'avrei fatto io, se non l'avessi fatto tu.
Nonostante questo crei sempre dello scompiglio (e di nuovo succede che
non sia la "censura" a creare accesi dibattiti ma la sua mancanza o la
difesa, strenua e a volte ingenuamente esasperata, della sua mancanza)
nonostante questo dicevo, credo sia sempre doveroso intervenire per
ricordare, semplicemente, quello che hai cosi' ben espresso nella prima
frase:

>Un racconto non lede nessun diritto e nessun principio di altri, in
>quanto ognuno puň scegliere di leggerlo o non leggerlo.

il resto rischia di essere frainteso e, d'altraparte, non c'e' bisogno
di spiegazioni e paragoni, ne' di giustificazioni: ricordare il pieno
diritto di ogni opera a stare su questo ng, insieme a quello altrettanto
evidente di non leggere o di stroncare, e' l'unico modo per diluire
quell'afflato censorio (perche' imo solo di un dubbio si trattava e non
entrero' dio piu' nel merito) che a volte emerge dai commenti.

giulia
--
le pagine di giulia:
http://show.supereva.it/lepaginedigiulia/

il sito di isr - FAQ, info, avvisi importanti e altro -
http://www.geocities.com/itsessoracconti/

Cri

unread,
Mar 18, 2005, 1:18:02 PM3/18/05
to
Il protagonista ha 12 anni, giusto?
Questa è pedofilia.
Può essere proprio un racconto come gli altri?
Cri

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 6:06:02 PM3/18/05
to
Rachel Barnacle ha scritto:

> E sia ben chiaro, che anche fosse possibile dimostrarti inconfutabilmente
> che quella compiacenza in effetti c'è (cosa impossibile per la natura
> stessa del contendere, temo), il diritto di quel racconto di stare qua
> sopra, e il diritto di Rexdam nel postare qualsiasi racconto egli voglia,
> è INALIENABILE.

E questo era il punto principale. Bene così.

> Il tuo problema, vecchio mio, è sempre lo stesso, temo.
> Esiste una differenza mostruosa tra chi scrive e lo scritto, e a te questa
> cosa nel crapino pare proprio che non ti ci voglia entrare.
> Si può scrivere con accondiscendenza di cose rivoltanti, e questo
> porterebbe semplicemente a generare un racconto accondiscendente con le
> suddette cose rivoltanti. Non farebbe in alcun modo diventare il suo
> autore accondiscendente con le - di nuovo - suddette cose rivoltanti.
> Io ho detto che il racconto di Rexdam è accondiscendente, non che lo sia
> lui. Il simpatico sillogismo che tiri fuori tu, non è affatto un due più
> due, poichè io credo che NON necessariamente, chi scrive con
> accondiscendenza delle ormai famigerate cose rivoltanti, lo faccia per una
> e solo una ragione: che intimamente a lui garbino da pazzi quelle cose.
> Questo è il modo di pensare che hai TU, non il mio.
> Quindi quando io dico che il racconto di Rexdam è accondiscendente, dico
> semplicemente che il RACCONTO è accondiscendente, non l'autore.

Ecco. Questo è davvero un punto interessante. Prova a seguirmi attentamente.

Secondo te è lecito sostenere che un racconto sia "accondiscendente"
(sottinteso, verso certe cose). Benissimo. Io sono perfettamente
d'accordo con te.

Siamo appena agli inizi del ragionamento, ma già qualcuno potrebbe (in
teoria) venire ad obiettare.

"Accondiscendente, può essere una persona, un atteggiamento
morale, una dottrina politica, non un racconto. Un racconto può essere
accondiscendente tanto quanto può essere depresso o isterico."

Ma noi due, che siamo perfettamente d'accordo nel dire che un racconto
può essere giudicato "accondiscendente", diamo a sofismi del genere
l'importanza che meritano. Nessuna. E andiamo avanti nel ragionamento.

Tu dici che sostenere che un racconto sia implicitamente
"accondiscendente" non significa assolutamente insinuare che lo sia
anche l'autore. Bene, io sono ancora una volta perfettamente d'accordo
con te.

Allora, immaginiamo che un tizio in un commento scriva, a ragione o a
torto, che un dato racconto è "accondiscendente" (ma a posto di
accondiscendente avrebbe potuto dire anche... per esempio... "sessuofobo").

Se in risposta qualcuno scrivesse (per ipotesi) a quel tizio

"Facendo quelle affermazioni non hai commentato il racconto, ma hai
ferito ed offeso una persona che nemmeno conosci, che ha un vissuto
tutto suo, fatto di problemi, gioie e dolori che nemmeno conosci, ma
hai voluto entrare nella sfera del suo vissuto e neanche te ne rendi
conto, o magari lo hai fatto davvero apposta."

secondo te chi è che sta facendo confusione tra il racconto e l'autore?
Il tizio o quello che gli risponde?

> No, no, no. Non ci siamo.
> Xlater, te lo dico francamente e senza polemica, è una cosa che già ti
> dissi, ma non te la ripeto per cattiveria. E' che semplicemente senza una
> base simile ogni discorso salta per aria: sei famoso per fare
> un po' di confusione tra scrittore e racconto.

Come ti ho dimostrato sopra, la confusione tra scrittore e racconto non
sono io a farla. Io sono il sostenitore dell'esatto contrario. Chi fa
confusione è chi scambia un commento ad un racconto con un'osservazione
di carattere personale. Cosa che qualcuno ha fatto e ha usato come
pretesa per acusarmi di essere "offensivo" o di scarsa "netiquette".

Ma io sono offensivo, o privo di netiquette tanto quanto lo sei tu
quando definisci un racconto "accondiscendente". Ossia, non lo siamo,
nessuno dei due. Assolti con formula piena.

> Non saper distinguere una
> cosa dall'altra fa di te, a tutti gli effetti, un critico inaffidabile ai
> miei occhi.

E' abbastanza sorprendente che tu non abbia afferrato nemmeno
lontanamente il senso di quella discussione, capendo esattamente il
contrario. Esattamente il contrario, Evidentemente non ti sei sforzata
minimamente di entrare nel merito. Ma credo che ora tu abbia capito il
senso del discorso. Almeno, lo spero.


Xlater

Xlater

unread,
Mar 18, 2005, 6:23:57 PM3/18/05
to
s ha scritto:


> Non sono abituata a darti ragione, cara Rachel, ma quello che hai scritto è
> molto interessante.

Rachel infatti ha ragione. Sbaglia solo nel affibbiarmi opinioni che
sono all'opposto delle mie.

Se identificassi i racconti con le persone non mi batterei con tanta
foga per la libertà di espressione e dei contenuti. E' elementare.

> Se è vero quello che dici, allora l'opinione che Xlater ha di me è quella
> che esce dai miei scritti?!?
> Nè più nè meno del personaggio creato su di me da Larson.
> In parole povere... una troietta?

E' un quarto d'ora che sto cercando una risposta arguta. Me ne sono
venute in mente un migliaio, ma nessuna mi ha convinto pienamente.

Per cui, lascio questa, e buonanotte.

Bacioni,


X.

eyo

unread,
Mar 18, 2005, 6:40:57 PM3/18/05
to

"Xlater"

> Come ti ho dimostrato sopra, la confusione tra scrittore e racconto non
> sono io a farla. Io sono il sostenitore dell'esatto contrario. Chi fa
> confusione è chi scambia un commento ad un racconto con un'osservazione
> di carattere personale. Cosa che qualcuno ha fatto e ha usato come
> pretesa per acusarmi di essere "offensivo" o di scarsa "netiquette".

Io penso che in questa utile discussione abbia ragione senza dubbio Xlater.

Penso che Xlater abbia ragione sempre.

--
e.

eyo

unread,
Mar 18, 2005, 7:05:10 PM3/18/05
to

"rexdam"
>
> Puttanella
> by rexdam 2005
>
Non l'ho letto con attenzione ma non l'ho trovato "sgrammaticato". Certo non
è un bel racconto, ma questa è un'opinione che non costringo nessun altro a
sposare. E' un racconto pornografico e perverso, e per me, in special modo
qui su isr, queste due caratteristiche non sono negative.

Pornografico e perverso, dicevo. Perverso, soprattutto. Non soltanto per il
tema ma anche per l'intreccio, o meglio per l'assenza di un intreccio che
abbia un qualche respiro. Ricorda De Sade: du' palle... Credo che l'essenza
della perversione consista nella ripetizione coatta di un'azione, sempre
sempre e sempre, in tutte le salse e sempre la stessa, fino a farla
diventare insipida e vuota per tutti, tranne che per chi l'ha scritta (ma ho
qualche dubbio anche su questo).

Mi sono piaciute molto poco le levate di scudi contro questo racconto e
contro la persona di rexdam. Quello che ha scritto è IT, punto e basta.
Ricordo un vecchio racconto, 'conoscienza' con la i, mi pare si chiamasse,
che suscitò reazioni simili. Ricordo anche che il commento più intelligente,
lì in mezzo, lo tacciava di essere non qualcosa di osceno, ma più
semplicemente un racconto stupido. Effettivamente a me la stupidità fa
incazzare molto più della fantasia.

ciao,
e.

hot.chicken.soup

unread,
Mar 19, 2005, 3:01:16 AM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:61K_d.9179$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

> Mi sono piaciute molto poco le levate di scudi contro questo racconto e
> contro la persona di rexdam.


Veramente parliamo di un post (uno!) dove un tizio diceva pacatamente "fatti
rileggere prima di postare" o "torna a lurkare" (in un ng dove non mi pare
ci si ponga grossi problemi a stroncare) e un diluvio (un diluvio!) di post
scandalizzati (scandalizzati!) contro il temibile e pericolosissimo censore.

Siete un gruppo buffo, matti come cavalli. (simpatici, eh?)

hot chicken soup

Rachel Barnacle

unread,
Mar 19, 2005, 3:42:29 AM3/19/05
to
Xlater ha scritto:

(cut)


> > il diritto di Rexdam nel postare qualsiasi racconto egli voglia,
> > è INALIENABILE.

> E questo era il punto principale. Bene così.

Non ho mai sostenuto il contrario.
Ma fai bene a ribadirlo, è importante. E' molto importante.
Lo sdegno popolare (non mio) diventa in fretta censura.

(cut)


> Ecco. Questo è davvero un punto interessante. Prova a seguirmi attentamente.

Son tutta orecchie.

> Secondo te è lecito sostenere che un racconto sia "accondiscendente"
> (sottinteso, verso certe cose). Benissimo. Io sono perfettamente
> d'accordo con te.

Ne son lieta.

> Siamo appena agli inizi del ragionamento, ma già qualcuno potrebbe (in
> teoria) venire ad obiettare.

> "Accondiscendente, può essere una persona, un atteggiamento
> morale, una dottrina politica, non un racconto. Un racconto può essere
> accondiscendente tanto quanto può essere depresso o isterico."

> Ma noi due, che siamo perfettamente d'accordo nel dire che un racconto
> può essere giudicato "accondiscendente", diamo a sofismi del genere
> l'importanza che meritano. Nessuna. E andiamo avanti nel ragionamento.

Io in realtà un zinzino di importanza gliela darei.
Il contesto di questa tua citazione, riguardava se un racconto X, postato
su un NG di racconti erotici, e che discutesse parzialmente di erotismo,
potesse avere valenze annichilenti nei confronti del suddetto erotismo.
Tanto da risultare totalmente alienante, svilente, nonchè blandamente
pericoloso per la libido del pianeta terra.
Non credo affatto che l'autore che citi intendesse dire che un racconto
non veicoli dei messaggi. Tanto è vero, che la citazione che hai fatto
continua con un "potrà avere una morale X".
Parlare di compiacenza non concide con parlare di sessuofobia, almeno
secondo i miei criteri. Come non coincide con molte altre cose. L'esempio
è tuo, e dunque parliamone.
Un racconto che parla di sesso in una certa maniera può avere una morale
sessuofobica, non essere sessuofobico. Un racconto che parla di sesso in
una certa altra maniera può avere una morale compiacente con quel che si
descrive.
L'esempio che fai tu parla di contenuti, di andazzo generale. Un racconto
che parla di sesso non può essere sessuofobico, così come non può essere
depresso o isterico. Ma può veicolare sessuofobia, depressione e isterismo.
E se lo si vuole, può mostrarsi compiacente nei confronti di quei temi.
Una precisa intenzione riflessa nel narrato, nelle parole, negli indugi
letterari.
La compiacenza è a monte. La sessuofobia, la depressione, l'isterismo e
così via, sono a valle.

> Tu dici che sostenere che un racconto sia implicitamente
> "accondiscendente" non significa assolutamente insinuare che lo sia
> anche l'autore. Bene, io sono ancora una volta perfettamente d'accordo
> con te.

Lieta again.

> Allora, immaginiamo che un tizio in un commento scriva, a ragione o a
> torto, che un dato racconto è "accondiscendente" (ma a posto di
> accondiscendente avrebbe potuto dire anche... per esempio... "sessuofobo").

No. Perchè come dico lì su, la compiacenza genera una chiave di lettura
ben precisa, qualsiasi sia il tema.
Posso narrare di sessuofobia (o altro), compiacendola.
Posso narrare di sessuofobia (o altro), denigrandola.
Posso narrare di sessuofobia (o altro), sbattendomene.

> Se in risposta qualcuno scrivesse (per ipotesi) a quel tizio

> "Facendo quelle affermazioni non hai commentato il racconto, ma hai
> ferito ed offeso una persona che nemmeno conosci, che ha un vissuto
> tutto suo, fatto di problemi, gioie e dolori che nemmeno conosci, ma
> hai voluto entrare nella sfera del suo vissuto e neanche te ne rendi
> conto, o magari lo hai fatto davvero apposta."

> secondo te chi è che sta facendo confusione tra il racconto e l'autore?
> Il tizio o quello che gli risponde?

Qua la lingua batte dove il dente duole, parmi.
L'autore di quel commento, legato al contesto in cui lo scrisse, magari
avrà parlato di pancia, magari non sarà stato sir William Gull, ma ha
sbottato per un motivo ben preciso.
E cioè che tu hai platealmente zompato a piè pari il racconto di cui si
contendeva, per mirare dritto come un fuso su chi l'aveva scritto.

(cut)


> Come ti ho dimostrato sopra, la confusione tra scrittore e racconto non
> sono io a farla.

Mi spiace, tu non hai dimostrato un bel niente.

> Io sono il sostenitore dell'esatto contrario.

(...)

> Chi fa
> confusione è chi scambia un commento ad un racconto con un'osservazione
> di carattere personale. Cosa che qualcuno ha fatto e ha usato come
> pretesa per acusarmi di essere "offensivo" o di scarsa "netiquette".

Tu sei stato offensivo. Che nessuno tema, sono ancora in piedi sulle mie
zampette.
Della netiquette non me ne sbatte una cippa, detto tra noi.
Ma è bene che tu lo sappia, che hai fatto un bel bordel tra pubblico e
privato in quel tuo exploit.
Perchè io, frasi come "l'autrice. Che del sesso vero, evidentemente, non è
interessata, o non le piace, o non ne vuole parlare" e "Questo scambio
invece secondo me esemplifica perfettamente il fatto che davanti alla
rappresentazione del cazzo e della figa provi un certo disagio. Che
attribuisci a fatti di prosa o di retorica, o di 'concetto del saper
raccontare'. Mentre secondo me trova le sue spiegazioni su tutti altri
piani", scusa tanto ma non le vedo molto differenti da il " Evidentemente
ci sono persone che si dilettano a scrivere queste cose e credo pure che
ci godano nel farlo." di Mybelline, li su.
Si sta andando oltre il racconto, si sostituisce l'autore al racconto, si
parla di lui/lei ("Un'autrice deve pensare a due parti del
corpo per un EDS e la prima cosa che le viene in mente è un "cazzo brutto".
Se invece di un racconto fosse un sogno, uno psicanalista arriverebbe alle
stesse conclusioni" - gentile, sono sessuofobica, ma me ne accorgerò
soltanto dopo una decina d'anni di analisi. "Quando poi si percepisce un
certo morboso piacere (Una compiacenza? n.d.r) a mostrare queste miserie,
quasi a voler dire 'vedete, questa schifezza è il sesso!').
Quei commenti non li ho scritti io, li hai scritti tu.
E mostrano chiaramente come tu non sia in grado di fare una critica
separata tra autore e testo.
Magari sarà un caso, ma immediatamente, quando ho parlato di
accondiscendenza nel mio precedente post nei riguardi del racconto, tu mi
hai tacciato di dar del pedofilo, frocio e stupratore all'autore.
Non al suo racconto.

(cut)


> E' abbastanza sorprendente che tu non abbia afferrato nemmeno
> lontanamente il senso di quella discussione, capendo esattamente il
> contrario. Esattamente il contrario, Evidentemente non ti sei sforzata
> minimamente di entrare nel merito.

(cut)

Ah!
Ah!
Ah!

L.

unread,
Mar 19, 2005, 3:49:17 AM3/19/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:6h9j31l94uheimi7r...@4ax.com...

> Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho
> ripreso da poco a lurkare. E lurkando lurkando mi è tornata la
voglia
> di far correre le dita sulla tastiera. Questo è il risultato e
come

> sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.
> Ciao
> rexdam
>

Allora.
Non ho letto i commenti degli altri, che pur vedo numerosi.
E non li ho letti di proposito, per evitare di essere
influenzato dai giudizi altrui.

Si è sempre detto che su Isr si può scrivere quel che si vuole,
non essendovi censure di alcun tipo. Non condivido, ma ne
prendo atto.

La mia presenza su questo ng è sempre giocosa, dal momento
che mi diverto a scherzare e a fare l'idiota.
E quando un racconto non mi piace, cerco sempre di dissimulare
la cosa, per non ferire chi, magari, si è applicato con tanta buona
volontà a scriverlo.

Ma, questa volta, il vecchio Larson non può fare a meno di
comunicare il proprio disgusto per quello che ha letto.
Per cui non ci andrò giù tenero. Per nulla.

Le violenze che vengono fatte sul bambino protagonista
del racconto sono agghiaccianti.
Ho notato un compiacimento malato nella descrizione
degli atti bestiali narrati, un piacere perverso nel raccontare
la pedofilia nelle sue più aberranti manifestazioni.
Non solo.
Ma il sottolineare come il bambino apprezzi certe pratiche
disgustose aggrava ulteriormente le intenzioni di chi ha
scritto. Quasi a volerci far credere che vi sia, tutto sommato,
una certa "normalità" nella storia.
E la virata finale, nella quale il bambino diviene donna (anzi,
bambina) umilia anche le donne, trascinate in questo sordido
disprezzo verso l'infanzia da una fantasia malata..

Lo so che sono cose che avvengono nella realtà.
Ma questa potrebbe essere una giustificazione per chi scrive
denunciando un tale fenomeno, non per coloro che sperano
di eccitare il lettore, di portarlo a farsi una sega mentre legge
di un bambino che prende due cazzi nel culo.

Isr è libero.
A mio parere, però, racconti come questo, racconti nei quali
la pedofilia è sbandierata con compiacimento, la censura
sarebbe d'obbligo.
Come la pedofilia è censurata nella vita "reale".
E qualunque discorso atto a ribadire una malintesa libertà
di espressione sarebbe ipocrita e fasullo.
Anzi, connivente con le intenzioni di chi ha scritto.

Da uomo, da padre, da persona che crede ancora che
esistano dei valori da rispettare, il mio sdegno più totale e senza
appello per quanto ho letto.

E non me ne frega un cazzo se sarò l'unico a pensarla
così.

L.


s

unread,
Mar 19, 2005, 4:05:32 AM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:mGJ_d.9140$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

> Io penso che in questa utile discussione abbia ragione senza dubbio
Xlater.
>
> Penso che Xlater abbia ragione sempre.

Anch'io penso che abbia sempre ragione. Sempre. Adesso perň per piacere
potresti abbassare quella pistola?

Susy

s

unread,
Mar 19, 2005, 4:16:01 AM3/19/05
to

"giulia" <giuli...@softhome.net> ha scritto nel messaggio
news:7g9m31db6e2hadm0t...@4ax.com...

> >Un racconto non lede nessun diritto e nessun principio di altri, in
> >quanto ognuno puň scegliere di leggerlo o non leggerlo.
>
> il resto rischia di essere frainteso

Il resto sono pippe.

Brava Giulia.

Alla fine ho avuto il racconto e l'ho letto.
Mi ha fatto schifo. Lo immaginavo. Ma l'ho letto fino in fondo.
L'ho trovato folle, esagerato.
Poi ho iniziato a pensare.
I travestiti, i trans esistono. Io ho sempre evitato di approfondire il
tema. Non mi piacciono, e non ho mai voluto vedere un'intervista o un
programma di approfondimento. Ma loro esistono, e sicuramente c'č un motivo
per cui sono diventati cosě.
Rexdam mi ha dato una sua storia, frutto di fantasia. Mi ha disgustato ma mi
ha messo un tarlo. Forse la prossima volta che faranno un'inchiesta su
questo tema non cambierň canale.

Susy

s

unread,
Mar 19, 2005, 4:18:33 AM3/19/05
to

"hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> ha scritto nel messaggio
news:f%Q_d.9375$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

> Siete un gruppo buffo, matti come cavalli. (simpatici, eh?)

grazie Hot.

pensa se utilizzassimo lo stesso tempo e la stessa energia per scrivere
racconti.....

Susy

Rachel Barnacle

unread,
Mar 19, 2005, 4:53:19 AM3/19/05
to
L. ha scritto:

(cut)


> Isr è libero.
> A mio parere, però, racconti come questo, racconti nei quali
> la pedofilia è sbandierata con compiacimento, la censura
> sarebbe d'obbligo.
> Come la pedofilia è censurata nella vita "reale".
> E qualunque discorso atto a ribadire una malintesa libertà
> di espressione sarebbe ipocrita e fasullo.
> Anzi, connivente con le intenzioni di chi ha scritto.

> Da uomo, da padre, da persona che crede ancora che
> esistano dei valori da rispettare, il mio sdegno più totale e senza
> appello per quanto ho letto.

> E non me ne frega un cazzo se sarò l'unico a pensarla
> così.

Ti prego, Larson, no.
Guarda, ho il cappellino addosso. Me lo son messo per te.
In tutta la mia autorità maestatica ti liscio la testina. Prendi un
respirone. Beviti un prosecco. Lo so che è mattina, ma prendi esempio da
Uno Nero: bevitelo lo stesso.
No, Larson, no.
Per l'amor del cielo non mescoliamo la realtà con la narrativa. Non
mescoliamo quel che si può evitare (non leggendo) con quel che si deve
combattere (tenendo gli occhi aperti).
Ogni censura è una cataratta in più sugli occhi di tutti, anche i tuoi.
Dissento con tutta me stessa a questo tuo discorso, dissento con te, così
come dissento con chi la pensa come te.
Non è perchè ISR è libero, e ci sarebbe da baciare in bocca i moderatori
per questo.
E' la strisciante volontà pedagogica e totalitaria che c'è dietro a una
censura simile. Che NON si leggano queste cose, che non appaiano. Ma
perchè no, alla fine?
Per non dare cattivo esempio?
Per amor di pace fittizia?
Per ipocrisia?
Per cattiva coscienza?
Perchè non si fa?
Perchè scherza coi fanti ma lascia stare i santi?

Cazzo, Larson.
Tiè, il prosecchino. Bevi.

s

unread,
Mar 19, 2005, 5:17:02 AM3/19/05
to

"Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:d1gsqg$f50$1...@news.newsland.it...

> Ogni censura č una cataratta in piů sugli occhi di tutti, anche i tuoi.

Larson, Larson cosa mi fi fare... Mi tocca dare ragione ancora alla RB... lo
sai che non mi piace....

prova a leggere la mia risposta a giulia in questo thread. spero ti sia di
aiuto.

Susy

Mybelline

unread,
Mar 19, 2005, 5:23:23 AM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>
> Ricordo anche che IL COMMENTO PIU INTELLIGENTE, lě in
> mezzo, lo tacciava di essere non qualcosa di osceno, ma piů
> semplicemente un racconto stupido.

"Commento piů intelligente" secondo il tuo punto di vista ovviamente.

> Effettivamente a me LA STUPIDITA FA INCAZZARE MOLTO
> PIU DELLA FANTASIA.

Lapalisse, al tuo confronto, era un vice principiante aggiunto in prova.

Ciao
Mybelline


Mybelline

unread,
Mar 19, 2005, 5:23:29 AM3/19/05
to
"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> disprezzo personale?!?! per una persona che neanche conosci
> e di cui hai letto qualche riga di un racconto?

Ho disprezzato solo quello che hai scritto, non ho disprezzato il
nickname.

> credo che dovresti discernere un po di più tra realta e fantasia,
> sai mi ricordi il presonaggio di un film "the fan"... brrr!

Parla come mangi, non vado al cinema ed ho solo la licenza
di scuola media inferiore. Se devi offendere fallo in modo diretto
e con parole tue.

> grazie della gentile concessione, ne farò debito uso

Per le concessioni ed autorizzazioni varie contatta "Xlater"
o "Giulia". Ma credo che ti abbiano anche già risposto in merito.

Buona giornata!
Mybelline

cer

unread,
Mar 19, 2005, 5:42:47 AM3/19/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:6h9j31l94uheimi7r...@4ax.com...
> Salve a tutti, è da parecchio tempo che manco dal newsgroup ed ho
> ripreso da poco a lurkare. E lurkando lurkando mi è tornata la voglia
> di far correre le dita sulla tastiera. Questo è il risultato e come
> sempre sono benvenuti i commenti e le critiche.
> Ciao
> rexdam

Questo ng non sarà mai la copia in salsa erotica del mortifero (IMHO) ias,
per quanti EDS si possano proporre e condurre felicemente in porto.
Il suo codice genetico (cioè l'appartenenza alla gerarchia "sesso" e non
"arti") non lo permetterà mai.
Qui racconti "intestinali", ed "eroto- culturali" od "eroto poetici" devono
per forza coinvivere, rappresentando due modi apparentemente
inconciliabili di approcciarsi all'erotismo. (tanto che in passato si è
teorizzata la distinzione ontologica tra "erotismo" ed "erogenia").
Di pornografia invece non ha senso parlare perchè qui ne mancano due
elementi determinanti: l'immagine ed il fine lucrativo.

Il racconto di Rexdam, per quanto discutibile, ha diritto di cittadinanza
quanto e forse più di altri racconti, magari ben scritti, ma OT.
Attenzione, non pensiamo all'ng per come può apparire, cioè ad un "salotto"
fatto da qualche decina di partecipanti che scrivono per compiacersi
vicendevolmente, che (sempre vicendevolmente) si commentanno e poi
decidono (tra loro) quali sono i parametri estetico-morali a cui gli scritti
dovrebbero attenersi.
L'ng va pensato piuttosto un "teatro" dove alcuni recitano e molti, ma molti
di più (per lo più sconosciuti), "assistono".
Non è detto che chi scriva qui lo faccia per i "primi", lo può fare più che
legittimamente per i secondi, con contenuti e linguaggi mirati.

Un giudizio di "merito" motivato (magari stroncante) su ogni racconto è
permesso e spesso ben accetto. Un giudizio di "leicità" al di fuori delle
norme previste dal manifesto del ng e dei poche e delimitati interventi
previsti dalla moderazione è fuori luogo. (anche se poi, ovviamente, uno
-nero o bianco che sia- è liberissimo di dire ciò che vuole, anche le cose
fuori luogo).

Un racconto erotico con personaggi minorenni sta alla pedofilia tanto quanto
la fiction televisiva de "La squadra" sta all'assassinio.
In ambedue i casi (se si è abbastanza stupidi) si possono trovare elementi
che fanno gridare all' "apologia di reato".

Per venire al racconto le poche cose che posso dire è che è scritto in una
forma comprensibile senza grandi errori. E' un racconto che dovrebbe
fare della "funzione erogena" la sua prima e forse unica ragione. La trama
è limitata e diventa piuttosto inverosilmile sul finale. (con l'espatrio e
l'operazione a Casablanca fatta in quattro e quattr'otto...)
Purtroppo per entrare in sintonia con certe descrizioni bisogna avere dei
gusti ben definiti, che, ahimè, non corrispondono né ai miei, né a quelli
del chupa, (che pur avvezzo ad ogni nefandezza, è etero al 100%), per cui
la mia e sua impressione (considerato anche la lunghezza dello scritto) è
stata la noia (che ha prodotto una lettura a salti.)
Comunque non si può escludere che a qualche lettore (magari nell'ombra)
il tutto possa piacere.
Un ben ritornato a Rexdam

cer
e il chupacabra

Rachel Barnacle

unread,
Mar 19, 2005, 5:47:21 AM3/19/05
to
s ha scritto:

(cut)


> Larson, Larson cosa mi fi fare... Mi tocca dare ragione ancora alla RB... lo
> sai che non mi piace....

Io sto cominciano a preoccuparmi seriamente, te lo dico.
:)

L.

unread,
Mar 19, 2005, 6:04:13 AM3/19/05
to

"Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:d1gsqg$f50$1...@news.newsland.it...

>
> > E non me ne frega un cazzo se sarò l'unico a pensarla
> > così.
>
> Ti prego, Larson, no.
> Guarda, ho il cappellino addosso. Me lo son messo per te.

Commosso. Ma lo puoi anche togliere, adesso.

> In tutta la mia autorità maestatica ti liscio la testina. Prendi
un
> respirone. Beviti un prosecco. Lo so che è mattina, ma prendi
esempio da
> Uno Nero: bevitelo lo stesso.

A me il prosecco non piace molto.
Non so ad Uno Nero. Ma di Uno Nero sicuramente apprezzo
il suo non essere ipocrita, in quasta fiera del vaneggiamento.

> No, Larson, no.
> Per l'amor del cielo non mescoliamo la realtà con la narrativa.
Non
> mescoliamo quel che si può evitare (non leggendo) con quel che si
deve
> combattere (tenendo gli occhi aperti).

Non sto mescolando nulla, Rachel.
Tantomeno la realtà con quella che tu chiami narrativa.
E il racconto in questione non è narrativa, ma spazzatura.

> Ogni censura è una cataratta in più sugli occhi di tutti, anche i
tuoi.

Ma per favore.

> Dissento con tutta me stessa a questo tuo discorso, dissento con
te, così
> come dissento con chi la pensa come te.

Padrona, ci mancherebbe altro.

> E' la strisciante volontà pedagogica e totalitaria che c'è dietro
a una
> censura simile. Che NON si leggano queste cose, che non appaiano.
Ma
> perchè no, alla fine?

Sai qual'è la cosa buffa ?
Che se uno postasse un racconto nel quale viene inculato
un cane, e non un bambino, si solleverebbe un coro (giustificato) di
proteste per la povera bestia.
L'autore sarebbe accusato di essere un pervertito, uno schifoso.
Un malato. E sarebbero reazioni pienamente giustificate.
Ma quando l'inculato è un bambino, allora si parla di narrativa.
Questa è ipocrisia. Con o senza cappellino.

> Per non dare cattivo esempio?

No. Perchè dovrebbe essere automatica la repulsa per quello
che si legge. E che si vorrebbe non leggere più.

> Per amor di pace fittizia?

No. Al contrario. Per non dare spazio a chi celebra tali pratiche.

> Per ipocrisia?

No. E' ipocrita dire che tutto è concesso.

> Per cattiva coscienza?

No. perchè la cattiva coscienza è appannaggio di chi giustifica
qualunque cosa, per un malinteso (e fasullo) senso di libertà.

L.

Anchise

unread,
Mar 19, 2005, 8:54:56 AM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> wrote in message
news:61K_d.9179$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

> Ricorda De Sade: du' palle...

Eyo! .. 'azzo dici?! Il Divino č un grandissimo.


> Credo che l'essenza
> della perversione consista nella ripetizione coatta di un'azione, sempre
> sempre e sempre, in tutte le salse e sempre la stessa, fino a farla
> diventare insipida e vuota per tutti, tranne che per chi l'ha scritta (ma
ho
> qualche dubbio anche su questo).

Non mi č chiaro il tuo pensiero, ma credo di avere un'idea esattamente
opposta.
Ritengo, cioč, che la perversione (il piacere di fare cose "perverse" o il
piacere di raccontare cose "perverse") consista nel trovare sempre nuovi
profili di piacere in un atto che, per forza di cose, tende sempre ad
assomigliarsi.

> Mi sono piaciute molto poco le levate di scudi contro questo racconto e
> contro la persona di rexdam.


Fai come me: Ctrl+Shift+A

A.

Ommadawn

unread,
Mar 19, 2005, 10:17:19 AM3/19/05
to

"rexdam" ha scritto nel messaggio

> Puttanella
> by rexdam 2005

Diobono, per fortuna non riesco più a non fare un cazzo in ufficio come due
anni fa e devo aspettare i uìchend per leggermi tutto il materiale con
calma.

Da dove cominciamo? Giudizio PERSONALE sul racconto: disturbante. Mi vanto
di essere del tutto amorale, eppure certe cose mi fanno scattare qualche
interruttore nascosto che dovrò pensare di sopprimere con più energia. Nel
dettaglio: al di là delle sgrammaticature, il tema non è dei miei preferiti,
ma soprattutto non lo è il modo di trattarlo. Mentre leggevo provavo
sensazioni contrastanti: "inutile chiudere gli occhi, queste cose succedono
e purtroppo succedono esattamente in questo modo" (salvo lo sceicco e
l'operazione a casablanca, che trovo più che impossibili altamente
improbabili) e, dall'altro lato, "ma che c'è di utile a parlarne così?".
Cerco di spiegarmi meglio: ci sono due modi di trattare un argomento
delicato come questo: uno che potremmo definire "fotografico", quanto più
obbiettivo e cronachistico possibile, e uno "moralistico", in senso
aristotelico. Rappresentiamo la tragedia più turpe perchè il pubblico arrivi
alla catarsi, esca da teatro moralmente rafforzato nella convinzione che il
bene stia qui e il male stia lì.
Poichè però i mezzi di rappresentazione sono appunto "mezzi", la
comunicazione è "mediata" in ogni contesto la si utilizzi. Penso alla foto
della bambina nuda colpita dal napalm, che è cronachistica e moralista al
tempo stesso: era l'unica bambina o ce n'era una più brutta che veniva male
in fotografia? E se fosse stato un cristone armato di tutto punto sarebbe
stato meno d'impatto in termini di condannabilità della guerra? Altro
esempio, i racconti dei cosiddetti autori cannibali, pregni di moralismo in
misura tanto maggiore quanto si fanno vanto di essere rappresentativi della
cruda realtà: un cazzo! Sono costruzioni letterarie di gente che ha un
preciso intento moralizzatore: guardate dietro le facciate delle vostre
linde casette borghesi la merda che si annida. Questa è la vostra normalità,
e a me scrittore tocca portarla alla luce e sbattervela in faccia a palate.
E' un duro lavoro ma qualcuno deve farlo.

Però questo non mi sembra il caso in esame. La cosa più immediata che mi
viene da dire su questo racconto è che è "povero", poco sovrastrutturato da
compiacimenti letterari o da intenti moralistici, e proprio in virtù di ciò,
"obbiettivo" (sulla reale obbiettività ci si potrebbe scrivere a lungo:
l'efebo istruito nel quartiere dei bruti, la madre che non fa domande, le
minacce... Possibile che non venga mai in mente una soluzione alternativa?
C'è la stessa ineluttabilità al disastro di quella famosa "roberta
ricattata" in cui alla poveretta succedevano cose talmente tremende da
cadere nel ridicolo). Comunque, nell'obbiettività ci sono vantaggi e
svantaggi. Il vantaggio è che si obbliga il lettore a mettere in discussione
le proprie sicurezze, a farsi domande. Lo svantaggio è che tutto ciò è
altamente urtante e, in fin dei conti, poco costruttivo.
La domanda che mi facevo leggendo era proprio "a che serve?". Viviamo come
esseri umani in un equilibrio delicato tra civiltà e bestialità, e pur non
amando l'ipocrisia che spinge a coprire tutto ad ogni costo, non vedo nessun
utile reale a tentare di sconvolgere l'equilibrio a mazzate. I tentativi a
me noti si sono sempre risolti in disastri ai danni dei coraggiosi idioti
che ci hanno provato, mentre le vere rivoluzioni del pensiero sono state
fatte da persone che si sono introdotte nel mainstream per scardinarlo da
dentro. Qui non c'è catarsi, non c'è razionalizzazione. Ci sono solo
immagini sgranate di una violenza fine a se stessa. In sostanza, se mi
limito a considerare questo un semplice racconto scritto per passatempo o
per eccitamento, trovo che sia brutto, non riuscito. Se invece vado a
cercarvi un messaggio, trovo che ci sia modo e modo di porgerlo.

E così veniamo alla reazione dei lettori: uno nero ha detto una cosa
piuttosto importante che poi è stata sepolta dall'emotività che si è
scatenata:

> Più l'argomento è aspro, ostico e delicato, e più attenta e matura deve
> essere la scrittura del racconto.
> E chi scrive, se vuole cimentarsi in temi del genere, deve attentamente
> valutare le proprie capacità.

Punto. Ci potremmo fermare qui: rexdam ha sfruttato topos e artifici
letterari degni di "cronaca vera", cioè non è stato capace a scrivere bene:
morte e dannazione scendano repentine su di lui e la sua famiglia! Ma
attenzione: per questo peccato di aver scritto male, e solo per questo.
Però è andato a colpire nel vivo, quindi ha scatenato una forma di rimozione
di gruppo che si è abbattuta su di lui come persona: c'è compiacimento in
lui a scrivere di queste cose? E' egli un pazzo pedofilo violento indegno
della società civile? Risposta mia: "e chi cazzo se ne frega?". Dovesse pure
essere che rexdam è un maniaco, finchè non mi punta un coltello alla gola
per farsi fare un pompino (ma anche finchè non lo punta a un bambino
dodicenne, che così siamo più chiari), rimane un tizio che ha scritto un
racconto sgradevole e lo ha pubblicato su internet. Ogni altra
considerazione mi pare sega mentale, e problema di chi giudica piuttosto che
dell'autore. Che peraltro, se vuole rimorchiare giovinette con l'erotismo
delle sue parole, ha scelto una strada molto lunga.
Ma questi sono davvero affari suoi.

Ommadawn

uno nero

unread,
Mar 19, 2005, 11:34:59 AM3/19/05
to
Il 18 Mar 2005, 12:14, "Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto:
>
> Dire "tornatene al paese tuo" all'extracomunitario che cerca di
> guadagnarsi onestamente la giornata, non gli impedisce di continuare
> a farlo, ma è a tutti gli effetti una manifestazione di intolleranza.
>
> In presenza di atti del genere trovo doveroso, da parte di chi a certi
> principi ci tiene, ribadirli a gran voce e con la massima fermezza.
> Che sia un moderatore o che sia l'ultimo dei lurker, non cambia.
>
> Su questo ng TUTTI hanno diritto a postare i propri racconti erotici.
> Nessuno deve metterlo in dubbio, né ostacolare in alcun modo
> ("moral suasion" compresa) altre persone alla fruizione di questo
> diritto.
>
>

Sono un intollerante.

Da ragazzo, parecchi anni fa, ho avuto per anni un caro amico omosessuale
quando l'omosessualità non era proprio bene accettata. Anche mia figlia, da
adolescente, ha avuto, come migliore amico, un ragazzino omosessuale e
tuttora ne ha alcuni.
Da intolleranti non ci siamo mai posti il problema di tolleranza o
intolleranza nei confronti di queste persone. E' sempre stata una normale
questione di amicizia con persone amiche.

Poco meno di vent'anni fa avevo una piccola azienda metalmeccanica nel
trevigiano. Crescevo, avevo bisogno di personale. Tra i primi, allora,
assunsi un paio di operai africani tra i primi arrivati da noi in cerca di
lavoro. Neri come l'ebano e un po' imbranati.
Da intollerante non mi posi il problema né del loro colore né del loro
odore. Era una normale questione di bisogno di mano d'opera ed una
opportunità da valutare.

L'estate scorsa mi scontrai di brutto, al limite dello scontro fisico, con
il capetto di un gruppo di zingari che si erano accampati vicino al Tennis
Club dove andavo a giocare.
Naturalmente mi beccai dallo zingaro, anche lui furbo, del razzista perché,
da intollerante quale sono, non accettavo che i prati del club fossero
lordati da loro escrementi e, da razzista, sostenevo che se i loro bambini
defecavano sui nostri prati era perché i grandi, quelli che comandavano,
permettevano di farlo.

Da intollerante, in vita mia, non ho mai detto ad un extracomunitario che
cerca di guadagnarsi onestamente la giornata: "tornatene al paese tuo", né,
mai, l'ho pensato. E se ci penso bene non l'ho mai detto neanche a quelli,
non pochi, che la giornata se la guadagnano in modo disonesto.
Ma, e qui viene fuori l'intollerante, per questi ultimi, l'ho pensato più
volte. E più volte ho pensato: << torna qui solo quando sarai in grado di
accettare le regole base che governano e caratterizzano la nostra società e
di comportarti in base a quella>>.

Ma veniamo a ISR, al redivivo rexdam, alla nostra "Puttanella" e ai loro
diritti violati.

ISR

E' chiaro che, per propria definizione, " it.sesso.racconti (abbreviato in:
isr) è un newsgroup di scrittura, lettura, e discussione sulla composizione
erotica in tutte le sue forme".

Risulta, altresì, dal Regolamento di moderazione del news group
it.sesso.racconti,
Cap. 1 punto 4:
"NON sono compresi tra i criteri di moderazione la pertinenza, la qualita'
letteraria di un messaggio, la moralita' o la legalita' del contenuto, né le
doti etiche e/o comportamentali dell'autore. L'accettazione di un messaggio
non comporta l'approvazione da parte del moderatore dei suoi contenuti né
dei suoi intenti. Le responsabilita' morali e giuridiche di quanto e'
scritto in un messaggio restano da attribuire esclusivamente all'autore
dello stesso."

rexdam

Non lo conosco, non lo ho mai incontrato prima. Non sapevo fosse un
iesserrino di vecchia data.
Non ce l'ho con lui, come potrei non conoscendolo?
Ma me la sono presa con il racconto che ha scritto, e, di conseguenza, con
lui che lo ha scritto. Per cosa ha scritto e per come ha scritto. Lo ho
invitato a tornarsene a lurkare, a non spedire più racconti come questo e a
lavorare meglio sulle edizioni dei prossimi, ma senza alcuna animosità
personale.
Se lo ho fatto in modo villano, confuso e poco chiaro, me ne faccio una
colpa grave, tanto più grave in quanto l'argomento è importante e delicato.
Sono ben lontano dal pensare che se ha scritto quel racconto debba essere,
lui, violento o pedofilo. Se qualcosa lo ha fatto credere mi scuso con lui e
con quanti possano avere avuto questa impressione.

Puttanella

E' il racconto oggetto della discussione. Anche se poi, questa, è
continuata, soprattutto, sui problemi che ho sollevato in merito all'oggetto
del racconto e al modo di raccontare usato dall'autore e al mio invito a
rexam ecc.

Lasciando perdere, qui, gli aspetti qualitativi del racconto, vorrei
concentrarmi sulla sua liceità a comparire su ISR.

Per avere questa prerogativa, il racconto deve essere una "composizione
erotica" in una qualche sua forma. Lo è?

Tralasciando la "trita" distinzione tra erotico e pornografico e accomunando
i due termini, possiamo ben dire che "Puttanella", raccontando di atti e di
situazioni sessuali, descrivendoli con particolari propri di quegli atti e
degli organi vari utilizzati nelle diverse situazioni, esprimendo le
sensazioni e le emozioni dei protagonisti, oggetto e soggetto, appartiene a
buon diritto alla categoria della composizione pornografica. O erotica,
visto che è la stessa cosa.

E' stato, quindi, corretto pubblicarla.

Ma consentimi, Xlater, di andare un po' più avanti nella classificazione del
racconto.
Purtroppo, per deformazione professionale, sono portato a fare questo, cerco
sempre di definire le persone o le cose o i contesti, di raggrupparli e poi
di suddividere i raggruppamenti in altri minori e meglio definiti, noi li
chiamiamo cluster. Mi serve a capire meglio.

Allora, in quale cluster potremmo infilare questa "Puttanella"?

Di che cosa specificatamente tratta, chi sono i protagonisti?
Borgatari.

Allora è un racconto erotico borgataro. O pornografico borgataro che è la
stessa cosa.

Ma, oltre che borgatari, come sono questi protagonisti?

Uno, l'ultimo comparso, è un meccanico adulto, gli altri sono ragazzini tra
i quattordici ed i diciassette anni, il protagonista è un dodicenne delicato
che diventerà una ragazzetta.

Allora il racconto, se tratta di sesso tra e con minori, quasi bambini, lo
infiliamo nel cluster dei racconti di pedofilia.

A buon diritto si può dire che "Puttanella" è un racconto di erotismo
pedofilo. O di pornografia pedofila che è la stessa cosa.

Come bene sai, il punto è questo.

Visto che la qualità prima di ISR, quella da difendere contro tutto e contro
tutti, è la libertà e la tolleranza, vorrei che fosse detto in termini ben
chiari, in particolare dai moderatori, che la comunità di ISR è tollerante.

Anche nei confronti dei racconti di pornografia pedofila.

E che è molto più grave indignarsi per un racconto dove forma e contenuto
sono chiaramente "accondiscendenti" nei confronti della pornografia pedofila
e, conseguentemente, invitare l'autore a non scrivere più o a scrivere con
più attenzione, che non scrivere quel genere di racconto.

Un'ultima cosa, Xlater, e poi ti lascio.

Mi riferisco al bel apologo sull'indifferenza da te, furbo, riportato,
quello di Martin Niemoller.

Il narrante è certamente un tollerante.

Fosse stato un intollerante, come lo sono io, sarebbe insorto subito al
primo sopruso.
Perché, sappilo, si è intolleranti anche nei confronti delle ingiustizie,
delle violenze, degli abbrutimenti.

Un caro saluto a tutti.
uno nero

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Rachel Barnacle

unread,
Mar 19, 2005, 5:19:53 AM3/19/05
to
s ha scritto:

(cut)
> Larson, Larson cosa mi fai fare... Mi tocca dare ragione ancora alla RB... lo


> sai che non mi piace....

Susanna.
Io sto cominciando a preoccuparmi, te lo dico.
:)

R.B

Sugarbaby

unread,
Mar 19, 2005, 11:38:22 AM3/19/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> mi spiace ma accetto critiche sul racconto non sulla mia
> frequentazione al ng. Un bel po di tempo fa si decise di moderare il
> ng per vari motivi ma non ne ricordo nessuno che contemplasse la
> censura degli autori
>

Non mi piace, l'ho letto solo a saltabecco, mi fa anche un po schifo.
Troppo compiacimento nella descrizione delle varie sodomizzazioni.
Non metto l'autore al rogo e tanto meno grido: <<Dagli all'untore>>.
Se a qualcuno non piace puo benissimo non leggere.
Leggere è un piacere non un obbligo.
Se l'autore voleva pubblicita l'ha ottenuta.
Se voleva dividere i frequentatori di ISR c'è riuscito.
Vi pare poco?
Ciao.

Sugarbaby

Sugarbaby

unread,
Mar 19, 2005, 4:43:25 PM3/19/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
>
> Ti ringrazio per il tuo intervento, non per me ovviamente
> che come ben sai me ne frego allegramente di simili
> commenti, ma per la difesa di un principio che spesso
> e volentieri viene sottoposto a tentativi di controllo
>
> rex.
>

..
Si da troppa importanza ai contenuti di questo racconto.
Se non piace basta non leggere e non commentare.
L'autore è riuscito ad ottenere una grande pubblicità.
In più è riuscito anche a dividervi.
Vi sembra poco?
Sugarbaby

eyo

unread,
Mar 19, 2005, 4:55:51 PM3/19/05
to

"s" >

> > Penso che Xlater abbia ragione sempre.
>
> Anch'io penso che abbia sempre ragione. Sempre. Adesso però per piacere
> potresti abbassare quella pistola?

Ok, no problem. Fa piacere sapere che c'è gente che la pensa come te, no?

ciao:-)
e.

eyo

unread,
Mar 19, 2005, 5:18:30 PM3/19/05
to

"cer"

[cut]


> Un racconto erotico con personaggi minorenni sta alla pedofilia tanto
quanto
> la fiction televisiva de "La squadra" sta all'assassinio.
> In ambedue i casi (se si è abbastanza stupidi) si possono trovare elementi
> che fanno gridare all' "apologia di reato".

[cut]

Sei un grande, cer! Userò lo stesso argomento davanti al pubblico ministero.

ciao,
e.

eyo

unread,
Mar 19, 2005, 5:15:43 PM3/19/05
to

"Anchise"

> Eyo! .. 'azzo dici?! Il Divino è un grandissimo.

Ma no... Per quel poco che ho letto (c'è una clinica di Losanna comunque
dove fanno leggere tutto Sade come terapia contro l'insonnia) è di una noia
mortale!

> > Credo che l'essenza
> > della perversione consista nella ripetizione coatta di un'azione, [cut]

> Non mi è chiaro il tuo pensiero, ma credo di avere un'idea esattamente
> opposta.
> Ritengo, cioè, che la perversione (il piacere di fare cose "perverse" o il


> piacere di raccontare cose "perverse") consista nel trovare sempre nuovi
> profili di piacere in un atto che, per forza di cose, tende sempre ad
> assomigliarsi.
>

Non so se io e te abbiamo davvero idee diverse circa la perversione, è più
probabile che intendiamo come tale due cose diverse. Ci sono persone che
vivono una versione impoverita della sessualità. I famosi uomini che,
secondo Karl Kraus, devono accontentarsi di una donna vera quando
desidererebbero solo una scarpa. Mi è capitato di navigare su siti di
podofili (non pedofili): intere pagine di foto di piante dei piedi, con
minime variazioni rispetto alle dimensioni e alla posa. Non sono certo un
bacchettone, il mio non è un giudizio morale. E' che forse davvero ci
riferivamo a cose diverse. Ci sono persone che compiono sforzi immani per
"trovare sempre nuovi profili di piacere" nello stesso atto, impresa tanto
più difficile quanto tale atto è più specifico e circostanziato. Il vero
perverso, secondo me, non è chi ha un'attrazione vaga e indifferenziata per
i tacchi a spillo. Il vero perverso è chi non riesce a venire, per dirla
chiaramente, se non in presenza di una donna con tacchi a spillo e berretto
da ufficiale nazista che canta Lili Marleen. I rapporti sessuali con
penetrazione, per forza di cose, si assomigliano tutti, come dici tu: così
come, da un certo punto di vista, tutte le persone si assomigliano, tutte le
montagne, tutti i cieli stellati. Ci sono persone, però, che di fronte a un
atto sessuale canonico provano ben poco, e per provare qualcosa necessitano
di un atto di diverso genere, ma pieno di dettagli indispensabili, la
mancanza di uno dei quali fa cadere l'effetto desiderato. Metaforicamente,
si potrebbe dire che molti amano l'arte moderna, ma che cosa dire di uno che
prova qualche emozione solo di fronte a quel determinato Pollock?

Gli psicologi, rispetto alla perversione, parlano di patologia. Io mi sento
più tollerante della maggioranza di loro e preferisco riservare la
definizione di 'patologico' solo al comportamento di chi fa tanta fatica per
ricostruire attorno a sé i dettagli di una situazione predefinita,
ripetendoli identici ogni volta, da togliere ogni soffio di vita da quella
situazione, rendendola una cosa morta, dando l'idea di una costrizione
piuttosto che di una ricerca del piacere. La perversione, la vera
perversione, a mio avviso è la ripetizione di cose morte, vuote, esattamente
uguali l'una all'altra come in una condanna. La somiglianza tra la donna che
ti sei scopato oggi e quella di ieri (ops, sei sposato?) è invece una
somiglianza di vita. Non so se sono stato più chiaro. Gli atti ripetuti,
compiuti e conchiusi nella loro mera descrizione, del racconto di rexdam,
privi dell'appoggio di una trama decente, che si rivelava in ultima analisi
inutile allo scopo, mi erano sembrati una buona esemplificazione degli
aspetti deteriori della perversione.

Se vuoi approfondire la visione psicoanalitica 'dura' (se proprio vuoi,
intendo...) ti consiglio un bel libro di una francese, un po' fascista, ma
non so se hai presente gli psicoanalisti francesi: Janine
Chasseguet-Smirgel, "Creatività e perversione", Cortina.

Scusa se mi sono dilungato. Mi resta ancora il timore di non essere stato
chiaro, fammi sapere.

ciao,
e.

Xlater

unread,
Mar 19, 2005, 6:38:38 PM3/19/05
to
Rachel Barnacle ha scritto:

>
>>"Accondiscendente, può essere una persona, un atteggiamento
>>morale, una dottrina politica, non un racconto. Un racconto può essere
>>accondiscendente tanto quanto può essere depresso o isterico."
>
>
>>Ma noi due, che siamo perfettamente d'accordo nel dire che un racconto
>>può essere giudicato "accondiscendente", diamo a sofismi del genere
>>l'importanza che meritano. Nessuna. E andiamo avanti nel ragionamento.
>
>
> Io in realtà un zinzino di importanza gliela darei.

> Il contesto di questa tua citazione

Approccio sbagliato. Questa citazione, la sua versione originale,
esprimeva un concetto che voleva essere generale.
Io la sto mettendo in discussione come tale. Se la riporti nel contesto,
oltre a essere dialetticamente scorretto, finiamo per riaprire quel
contesto. Onestamente non ne ho troppa voglia. Certo, se insisti...

> Parlare di compiacenza non concide con parlare di sessuofobia, almeno
> secondo i miei criteri. Come non coincide con molte altre cose. L'esempio
> è tuo, e dunque parliamone.
> Un racconto che parla di sesso in una certa maniera può avere una morale
> sessuofobica, non essere sessuofobico. Un racconto che parla di sesso in
> una certa altra maniera può avere una morale compiacente con quel che si
> descrive.
> L'esempio che fai tu parla di contenuti, di andazzo generale. Un racconto
> che parla di sesso non può essere sessuofobico, così come non può essere
> depresso o isterico. Ma può veicolare sessuofobia, depressione e isterismo.
> E se lo si vuole, può mostrarsi compiacente nei confronti di quei temi.
> Una precisa intenzione riflessa nel narrato, nelle parole, negli indugi
> letterari.
> La compiacenza è a monte. La sessuofobia, la depressione, l'isterismo e
> così via, sono a valle.

Sei su una china pericolosa. Cosa c'è "a monte" di un racconto, cioè
"prima" di un racconto, quando il racconto ancora non esiste? C'è
l'autore. Allora se parli di qualcosa "a monte" del racconto, sia essa
"compiacenza" o altro, stai parlando dell'autore. E abbiamo detto che,
insomma, la cosa è problematica.

Del resto se ti vuoi limitare a parlare del racconto, puoi solo parlarne
a valle. Tu hai letto il racconto, non conosci (generalmente) l'autore,
e tutto ciò che vedi non può che nascere dal racconto e dall'interazione
dello stesso con te.

Se accetti questo, anche la compiacenza è a valle. E quindi abbiamo risolto.

Altrimenti, se la compiacenza è a monte, perché non può esserlo anche la
sessuofobia, in maniera più o meno consapevole?
Così però ci troveremmo in difficoltà, perchè se davvero possiamo
mettere bocca su quello che è "a monte" del racconto finiremmo
inevitabilmente per parlare dell'autore. Fare commenti sarebbe peggio
che ballare il pogo su un campo minato.

Per il resto, credo che sia lana caprina distinguere tra "racconto che
ha una morale sessuofobica" e "racconto sessuofobico". Parli tanto di
retorica e poi ti scandalizzi per una banale enallage (o ipallage?). Suvvia.

> No. Perchè come dico lì su, la compiacenza genera una chiave di lettura
> ben precisa, qualsiasi sia il tema.
> Posso narrare di sessuofobia (o altro), compiacendola.
> Posso narrare di sessuofobia (o altro), denigrandola.
> Posso narrare di sessuofobia (o altro), sbattendomene.

Puoi anche parlare di sesso, denigrandolo. Perché no?
Se un racconto parla di sesso, denigrandolo, perché non si può dire che
è sessuofobo (per enallage, o ipallage)?

Se un racconto parlasse di negri, denigrandoli, non diresti che è un
racconto "razzista"?

Io lo direi, e sono sicuro che il 99,99% di chi mi ascolta capirebbe
perfettamente cosa voglio dire. Hai voglia a fare sofismi.

> Qua la lingua batte dove il dente duole, parmi.
> L'autore di quel commento, legato al contesto in cui lo scrisse

Devi sempre tornare al contesto? Non riesci ogni tanto a zompettare un
paio di gradini di astrazione? A me frega veramente poco aver ragione o
torto nel (misero) contesto. Io sto cercando di parlare di principi
generali.

>, magari
> avrà parlato di pancia, magari non sarà stato sir William Gull, ma ha
> sbottato per un motivo ben preciso.
> E cioè che tu hai platealmente zompato a piè pari il racconto di cui si
> contendeva, per mirare dritto come un fuso su chi l'aveva scritto.

Ed era vero? Come sarebbe stato possibile? Non ci siamo mai incontrati,
non abbiamo mai interagito. Tutto quello che ho scritto era
assolutamente "a valle" del racconto.
Non solo non poteva che esserlo ragionando "a priori", ma lo è anche
rileggendolo "a posteriori".

Forse c'era qualcosa "a priori" di quel mal di pancia. Non sempre
risulto ben digeribile a certi pancini delicati. Poi è normale che in
piena crisi dissenterica qualche schizzo ribelle finisca fuori della tazza.

Quanto è brutto parlare del contesto. Torniamo ai principi generali, per
favore.

> Tu sei stato offensivo. Che nessuno tema, sono ancora in piedi sulle mie
> zampette.

Quando, come, dove e perché? Per carità, non voglio mettere in dubbio il
tuo diritto di offenderti quando ti pare e piace. Ognuno si sceglie gli
hobby che preferisce. Ma il fatto che tu possa esserti offesa non
significa che io sia stato offensivo.

Di solito quando voglio essere offensivo non lascio campo a troppi dubbi
in merito, fidati.

Io ho commentato un racconto e basta.

> Perchè io, frasi come "l'autrice. Che del sesso vero, evidentemente, non è
> interessata, o non le piace, o non ne vuole parlare"

Sto parlando di scrittura, e di come da autrice ti rapporti con il sesso
*nei racconti*, da quanto emerge da quel racconto. Di cosa altro posso
parlare?

> e "Questo scambio
> invece secondo me esemplifica perfettamente il fatto che davanti alla
> rappresentazione del cazzo e della figa provi un certo disagio. Che
> attribuisci a fatti di prosa o di retorica, o di 'concetto del saper
> raccontare'. Mentre secondo me trova le sue spiegazioni su tutti altri
> piani"

Di nuovo. Sto parlando di scrittura. Di senso estetico nello scrivere di
sesso, e/o nel leggere. Infatti parlo di "rappresentazione", non di
cazzo e figa tout court.

>, scusa tanto ma non le vedo molto differenti da il " Evidentemente
> ci sono persone che si dilettano a scrivere queste cose e credo pure che
> ci godano nel farlo." di Mybelline, li su.

Infatti non lo sono. Dilettarsi a scrivere di omicidi, e magari godere
nel farlo, è un po' diverso da dilettarsi di omicidi e magari godere nel
perpetrarli. C'è gente che si è divertita a scrivere e a mettere in
scena "Pulp Fiction", gente che si è divertita a guardare il film, ma
questo non significa che siano moralmente deprecabili, gli uni o gli altri.

Infatti non mi sembra di essermi scagliato contro Mybelline come ha
fatto con me quell'altro tizio.

Mybelline ha ragione. Rexdam senza dubbio si diletta a scrivere racconti
di quel tenore, visto che nessuno lo obbliga e nessuno lo paga. La
differenza sta nel fatto che io non trovo che sia moralmente
riprorevole, né più e né meno di quanto lo sia scrivere "pulp fiction".
Se Mybelline la pensa diversamente, ed esprime quello che pensa, posso
discutere nel merito, ma è una posizione assolutamente legittima.

> Si sta andando oltre il racconto, si sostituisce l'autore al racconto, si
> parla di lui/lei ("Un'autrice deve pensare a due parti del
> corpo per un EDS e la prima cosa che le viene in mente è un "cazzo brutto".
> Se invece di un racconto fosse un sogno, uno psicanalista arriverebbe alle
> stesse conclusioni"

E' verissimo. Non mi rimangio nulla.

Questo non l'ho scritto nel commento. Stavo spiegando ad eyo (mi pare)
il tipo di lettura che mi ha portato a certe conclusioni. Effettivamente
io leggo i racconti anche con quel tipo di taglio lì, paragonabile a
quello di uno psicanalista con il sogno di un paziente. Cerco
suggestioni in altri livelli che non siano quelli della pura lettera.
Cerco simbologie, archetipi, e tutta sta robaccia qua. E' un mio modo di
leggere, legittimo come il tuo, che conti gli aggettivi, le figure
retoriche e le fermate della metro.

Però non devi farti trarre completamente in inganno dal paragone. lo
psicanalista inserisce il sogno e la sua interpretazione in un quadro di
riferimento complessivo del paziente. Io mi limito, se vuoi, a
"psicanalizzare" il racconto, e basta (in realtà detesto quel termine,
preferirei parlare di lettura "su più livelli"). Al massimo posso
mettere in parallelo più racconti dello stesso autore/autrice per
trovare elementi comuni, temi che ritornano ecc. (e questo? lo trovi
lecito o no?). Ma non mi sfiora nemmeno l'idea di psicanalizzare
l'autrice, e meno che mai di farlo attraverso i racconti, o peggio
ancora sulla base di un solo racconto.

Quella frase, se la leggi bene, dice solo che nell'interpretazione di un
elemento ho seguito un certo tipo di approccio. Non che ho preteso di
psicanalizzarti. Sensa nemmeno farmi pagare, poi.

> - gentile, sono sessuofobica, ma me ne accorgerò
> soltanto dopo una decina d'anni di analisi.

Vedi, anche nella perfetta ed immacolata buona fede che mi animava, a
suo tempo il problema me lo sono posto.

Mi sono detto: metti caso che uno legge un mio racconto e alla fine
conclude: "la persona che ha scritto questa roba è sessuofoba!".
(Nota: La "persona". Se uno dicesse l'"autore", ancora parlerebbe della
persona nel momento in cui scrive e in quello che scrive. Quindi è molto
di più di quello che posso averti mai detto io.)

Mi sono chiesto: come la prenderei? Ti dirò, non credo che lo troverei
"offensivo". Probabilmente mi interrogherei, con molta serenità. Certi
stimoli sono positivi, offrono la possibilità di riflettere fuori dagli
schemi, aprono la mente. E poi chi sarei io per lamentarmi? Ho fatto ben
di peggio.

Figurati che dopo aver letto parecchio di quanto ha scritto Sade (forse
anche per questo rexdam lo trovo acquetta fresca) sono giunto alla
conclusione che era masochista. E mi dispiace che non scriva su ISR,
altrimenti glielo avrei scritto in un commento. ;-)

Poi ho visto come l'hai presa tu, per molto meno. E mi sono fermato. Non
sono il tuo psicanalista.

> "Quando poi si percepisce un
> certo morboso piacere (Una compiacenza? n.d.r) a mostrare queste miserie,
> quasi a voler dire 'vedete, questa schifezza è il sesso!').
> Quei commenti non li ho scritti io, li hai scritti tu.

Assolutamente. Non ha mai detto che percepire una compiacenza in un
racconto sia delittuoso. La compiacenza, per me, è assolutamente "a
valle". Non sta nemmeno "nel racconto" (in re), ma nell'interazione tra
racconto e lettore (post rem). Magari un altro lettore non ce la vede.

> E mostrano chiaramente come tu non sia in grado di fare una critica
> separata tra autore e testo.

Mostrano chiaramente il contrario. Anche se fosse, sarebbe un po'
frettoloso generalizzare. Ma mostrano chiaramente il contrario.

> Magari sarà un caso, ma immediatamente, quando ho parlato di
> accondiscendenza nel mio precedente post nei riguardi del racconto, tu mi
> hai tacciato di dar del pedofilo, frocio e stupratore all'autore.
> Non al suo racconto.

Assolutamente no. Era una posizione presa "per assurdo". Non te ne sei
ancora accorta? Possibile??

Avrai notato che per "tacciarti" ho preso a sostegno spezzoni di
discorsi di "cer" e di "farfallina" che nel vecchio contesto erano
rivolte a me.
L'obiettivo era quello di tirarle fuori tali e quali in un altro
contesto, e farle smentire proprio a te. E' chiaro ora?

Infatti tu, per non smentire i tuoi valenti difensori, ti sei dovuta
richiamare al vecchio contesto, (riesumando dolorosamente la salma,
visto che siamo in EDS).

In realtà non ce n'è bisogno. Tu, Mybelline, tutti gli altri, e pure io
(nel vecchio contesto), parlavamo solo ed esclusivamene del racconto,
non della persona che lo ha scritto. Nessuno ha mai fatto confusione.
Sicuramente non io.


Xlater

eyo

unread,
Mar 19, 2005, 6:37:19 PM3/19/05
to

"Mybelline"

> > Ricordo anche che IL COMMENTO PIU INTELLIGENTE, lě in
> > mezzo, lo tacciava di essere non qualcosa di osceno, ma piů
> > semplicemente un racconto stupido.
>
> "Commento piů intelligente" secondo il tuo punto di vista ovviamente.

Sě, cretina. E' ovvio che č il mio punto di vista, e che cazzo.

> > Effettivamente a me LA STUPIDITA FA INCAZZARE MOLTO
> > PIU DELLA FANTASIA.
>
> Lapalisse, al tuo confronto, era un vice principiante aggiunto in prova.


Precisamente sono commenti come questo che mi fanno incazzare di piů. Non
credo che tu pensassi davvero quello che hai scritto, penso piuttosto che tu
abbia detto: "oh, guarda, un altro post di eyo, aspetta aspetta che lo
stronco". Non so perché tu te la prenda con me, darti dell'idiota sarebbe
come sparare sulla croce rossa, quindi che devo fare? Non mi frega se hai
dei problemi, cioč, magari potrebbe anche fregarmene ma scrivimi in privato
se hai qualcosa di personale da chiarire, perché cosě hai rotto il cazzo.

Sě. Hai. Rotto. Il. Cazzo. E io non ne posso piů. Ho provato con l'ironia,
con te. Ho provato a risponderti per le rime senza scendere al tuo livello.
Ma non č servito a nulla, mi resta il dubbio che tu non ci abbia capito un
cazzo, e non ne posso piů. NON NE POSSO PIU'! LEVATEMI DI DOSSO 'STA
CRETINA! Perché, PERCHE', tu te la debba prendere con me in questo modo del
cazzo, rimane un mistero; perché tu debba calarti cosě in basso con queste
stronzate, anche; perché, infine, tu debba perdere tempo stracciandomi i
coglioni con problemacci grossi che sono indubbiamente tuoi, anche.

Quindi lasciami in pace, se ti va di rispondere a questo post fallo pure, ma
se mantieni questi toni di merda non proseguirň la discussione e mi limiterň
a ignorarti, almeno fino a quando non scriverai cose sensate usando la testa
e non il culo.

Poi, se vuoi, continua pure a tormentare i miei post con commenti offensivi,
continua pure a dire che rexdam et similia scrivono porcherie, e in compenso
scrivi pure stronzate come questa, se ti piace cosě. Il bello di isr č che
lo puoi fare. Il bello di isr č che, come spero, posso poi anche
risponderti, assumendo ogni responsabilitŕ di quanto dico, conscio di ogni
conseguenza sociale e civile delle mie parole, incise per cosě dire sulla
pietra (o meglio sull'hard disk di qualche server), insomma totalmente
consapevole di ciň che sto facendo, nel pieno delle mie facoltŕ e mai, dico
mai, tanto convinto come ora di fare una cosa sacrosanta, con tutto me
stesso e bergsonianamente con l'anima tutta intera, e quindi riempire tutto
l'universo dell'eco di una parola che risuonerŕ ancora per infiniti eoni tra
i quasar che se la rimanderanno l'un l'altro di galassia in galassia sotto
gli occhi un po' allarmati di Dio: Mybelline, sei una totale,
immarcescibile, volgare cretina, cretina, cretina.

Scusa il francese e ficcati in testa che non ce l'ho con te personalmente,
non so neanche chi tu sia, ignoro la tua vita privata, Anna per me puň
essere una degnissima persona e magari lo sarŕ pure, ma Mybelline mi ha
completamente, inevitabilmente, inesorabilmente rotto il cazzo.

Mi scuso con tutti i partecipanti, i moderatori e i lurkanti di questo
newsgroup per il linguaggio che ho usato, la violazione della netiquette,
l'affermazione non verificata secondo la quale su isr possano comparire post
come il mio, e soprattutto per aver proseguito un thread inutile cedendo
alla tentazione di rispondere.

Madonna quanto sono incazzato.

ciao,
e.

eyo

unread,
Mar 19, 2005, 6:59:47 PM3/19/05
to

"Xlater"

[cut]


> Questo non l'ho scritto nel commento. Stavo spiegando ad eyo (mi pare)
> il tipo di lettura che mi ha portato a certe conclusioni. Effettivamente
> io leggo i racconti anche con quel tipo di taglio lì, paragonabile a
> quello di uno psicanalista con il sogno di un paziente.

[cut]

Hai voglia, allora! Non trovi due psicoanalisti che dicano la stessa cosa
dello stesso sogno. La psicoanalisi è una orrenda fregatura, come
psicoterapia. Come critica letteraria, è un modo di ammantare di
pseudoscientificità il proprio punto di vista, inevitabilmente e sempre
soggettivo.

Scusa l'intromissione:)
e.

Mybelline

unread,
Mar 19, 2005, 7:15:07 PM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>
> Sě, cretina. E' ovvio che č il mio punto di vista, e che cazzo.
>
> Sě. Hai. Rotto. Il. Cazzo. E io non ne posso piů. Ho provato
> con l'ironia, con te. Ho provato a risponderti per le rime senza
> scendere al tuo livello. Ma non č servito a nulla, mi resta il
> dubbio che tu non ci abbia capito un cazzo, e non ne posso piů.
> NON NE POSSO PIU'! LEVATEMI DI DOSSO 'STA
> CRETINA!
>
> Madonna quanto sono incazzato.
>
> ciao,
> e.
>

Ma che bella persona che sei...
Ma che bella educazione che hai...
Complimenti!!!


Mybelline

unread,
Mar 19, 2005, 7:26:12 PM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>
> Quindi lasciami in pace, se ti va di rispondere a questo post fallo pure,
ma
> se mantieni questi toni di merda non proseguirņ la discussione e mi
limiterņ

> a ignorarti, almeno fino a quando non scriverai cose sensate usando la
testa
> e non il culo.
>


SENZA PAROLE...
Da che pulpito viene la predica.

Xlater

unread,
Mar 19, 2005, 7:26:34 PM3/19/05
to
uno nero ha scritto:

> E' stato, quindi, corretto pubblicarla.
>
> Ma consentimi, Xlater, di andare un po' più avanti nella classificazione del
> racconto.
> Purtroppo, per deformazione professionale, sono portato a fare questo, cerco
> sempre di definire le persone o le cose o i contesti, di raggrupparli e poi
> di suddividere i raggruppamenti in altri minori e meglio definiti, noi li
> chiamiamo cluster. Mi serve a capire meglio.

Forse ti illudi di capire meglio, ma non credo affatto che il tuo
sistema ti aiuti.

In sintesi si tratta di suddividere la realtà in categorie precotte, in
modo da poter assegnare ad ogni cosa un cartellino prestampato, e
trattarla secondo una serie di istruzioni preconfezionate e statiche.

Ogni cosa in un "cluster", sulla base di caratteristiche esteriori e
superficiali, e poi via a seguire le istruzioni. Questo, permettimi, non
è capire. E' il suo esatto contrario. E' fare le cose senza capirle.

Con una serie di passaggi di ottusità assolutamente disarmante hai
inserito il racconto nel cluster della "pornografia pedofila". Hai messo
nello stesso cluster un normalissimo racconto (in ISR si è visto ben di
peggio, nella storia della letteratura erotica si è visto MOLTO di
peggio) con l'attività criminale di chi rapisce bambini e li sevizia
davanti a telecamere e macchine fotografiche.

Ecco a che abnormità ti ha portato il tuo modo di ragionare, il tuo
sistema per "capire meglio". Complimenti. Fallo brevettare.


Xlater

P.S. Mi piacerebbe anche capire in che cluster finirebbe il racconto del
gobbo. Non mi sembra che manchi qualche riferimento abbastanza esplicito
ad "atti sessuali fra e con minori". Non ti fare grossi problemi: non ti
lascio solo con rexdam (ti ha mai parlato del gorilla?). In quel cluster
ci sono di sicuro pure io con parecchi miei racconti, e moltissimi altri
autori, vecchi e nuovi, del ng. Perfino nell'ultimo EDS c'è materiale
per il tuo cluster. Che bella rimpatriata!

cer

unread,
Mar 19, 2005, 7:32:19 PM3/19/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:Yw1%d.10462$kC3....@tornado.fastwebnet.it...
>
> "Anchise"

>
> Non so se io e te abbiamo davvero idee diverse circa la perversione, è più
> probabile che intendiamo come tale due cose diverse.

Credo che parliate di due aspetti diversi, o meglio di due personalità
diverse. Quella del "peverso" e quella del "pervertito".
Il perverso usa la fantasia (erotica) per evaderre dalla "normalità" che
spesso è noia e ripetizione. Il pervertito, all'opposto, è schiavo di un
bisogno che si manifesta secondo una sequenza prevedibile, obbligata,
maniacale, liturgica.
La perversione è il lievito della sessualità, perchè è il prodotto più
genuino dell'organo che il piacere lo produce e lo riceve (il cerebrum).
L'ossessione maniacale è un cortocircuito psicologico (e forse anche
fisiologico) che esclude tanti altri circuiti che rimangono inattivi ed
inutilizzati.

Detto questo non sono daccordo nel ritrovare in questo racconto alcun tipo
di perversione patologica. La caratteristica del racconto erogeno (in
generale) è proprio la meticolosità descrittiva iterata e quasi maniacale,
che deriva essenzialmente dal voler rendere "visiva" una narrazione.
l'occhio può in un secondo cogliere tanti e tali messaggi erotici che la
parola non può assolutamente esprimere. (è una quastione evolutiva, te ne ho
già parlato)
Se un autore ci prova e vuole produrre eccitazione indotta (come quella
derivante da un'immagine), deve inevitabilemnte dilungarsi e questo lo porta
a ripetersi.
Classica (è un esempio che ho fatto tante volte) è l'impossibilità di una
narrazione di far riconoscere un viso.
Dodici volumi di narrazione servono meno di una foto vista per un secondo.
(non hai idea di come gli autori si incazzano quando lo ricordo... ma io
ci godo perché è così...)
Nella descrizione sessuale le cose vanno anche peggio. Forse per questo
motivo il racconto erotico (che non fa leva sull'amigdala bensì sulla
corteccia) alla fine funziona meglio di quello erogeno.

cer
e il chupacabra


Acciaio

unread,
Mar 19, 2005, 7:39:23 PM3/19/05
to
rexdam ha scritto:

> Renzo usci dal cinema parrocchiale contento del film che aveva appena
..
> che era ora. Un anno e qualche figlio di puttana...

Ho letto il racconto alcuni giorni fa. Di solito non commento mai, lurko e
basta.
Ma alla fine (e credo siamo alla fine di tutti questi re:) non ho
resistito.
Non ho resistito perchè, pur concordando con molte osservazioni fatte, non
mi ritrovo.

Personalmente:
1 non mi ha scandalizzato e neppure infastidito ( ma ammetto di avere
fatto dei "salti" non per
ripulsa, ma per noia...sempre la stessa cosa..che scassatura di minchia..
). Preferisco racconti brevi
e più complessi ma lo stile asciutto di rexdam mi piace.

2. di pedofilo ci ho visto davvero poco: è vero, legalmente fino ai 18 è
pedofila ma questo limite
serve a tutelare l'aspetto psicologico, non quello fisico. Personalmente
lo alzerei addirittura ai 21(e
pure il diritto di voto, ma questa è un'altra questione) ma la pedofilia
quella "seria" è su chi non è
sessualmete maturo fisicamente (psicologiamente c'è gente impreparata
anche a 30 anni). Inoltre
IMO in nessun punto del racconto viene sottolineato l'aspetto pedofilo. Ci
sono le solite cose: la
violenza, il branco, la dominazione, il gusto per l'umiliazione e il
possesso ecc. ecc. il tutto fatto
ruotare attorno al rapporto omosessuale e non pedofilo. Non cè pedofila
c'è il solito gusto,
davvero molto comune su isr per l'insulto (puttana, vacca, troiona ecc)
che eccita, la vittima che
finge di non volere ma ci gode. Una banalità. Probabilmente ci sono
persone (ed è un bene) che
sono talmente sensibili sull'argomento pedofilia che hanno reagito davanti
all'età anche se questa
è solo marginale.

3. Ammetto che dopo il racconto sono andato a vedere il sito di rexdam.
Per onore di cronaca
nessuno aveva ancora postato nulla a commento e francamente pensavo
sarebbe stato accolto
bene. Il motivo che mi ha spinto sul suo sito è che su isr (da quando
lurko e non è molto) non
avevo mai visto un racconto gay, lesbo sì, ma gay no. Nemmeno li ne ho
trovati e tantomeno
pedofili (NON pensate quello che state pensado perchè non è così...). Ma
la struttura era sempre
quella molto classica e assolutamente in sintonia con buona parte di
quello che qui posta qui. E
tutti i racconti erano di una lunghezza esasperante (come questo mio post).

4.Racconto perverso? Direi di no e comunque chi se ne fotte. Più che altro
ossessivo e maniacale,
ma chi se ne frega, c' chi ascolta rap per ore.

5. mi domando: dove cazzo sta il problema? Sapete dove lo vedo io il
problema? Vedo un bel
problema se (e spero MAI) ci troveremo postato un vero racconto di
pedofilia. Che so, un bel 5
anni, con tanto di bagno di sangue e vendita d'organi alla fine. Magari
che cerca pure di buttarla
sul ridere. Mi domando che cazzo faremo. Non vorrei essere in chi modera.
Sarei un ipocrita se
dicessi che non mi farebbe stare male. E non so quanto me la sentirei di
difendere la libertà di
dragare certi abissi. Con racconti compiacenti o meno, con volontà di
catarsi o meno. Mi auguro
solo che due righe di avviso mi diano il tempo di andarmene prima di
trovarmici in mezzo.

Non rileggo altrimenti non lo posto.

aC.

eyo

unread,
Mar 19, 2005, 7:51:14 PM3/19/05
to

"cer"

> Credo che parliate di due aspetti diversi, o meglio di due personalità
> diverse. Quella del "peverso" e quella del "pervertito".
> Il perverso usa la fantasia (erotica) per evaderre dalla "normalità" che
> spesso è noia e ripetizione. Il pervertito, all'opposto, è schiavo di un
> bisogno che si manifesta secondo una sequenza prevedibile, obbligata,
> maniacale, liturgica.
> La perversione è il lievito della sessualità, perchè è il prodotto più
> genuino dell'organo che il piacere lo produce e lo riceve (il cerebrum).
> L'ossessione maniacale è un cortocircuito psicologico (e forse anche
> fisiologico) che esclude tanti altri circuiti che rimangono inattivi ed
> inutilizzati.

Ok, mi sta bene come distinzione. Se vogliamo metterla così, io parlavo del
pervertito e Ankh del perverso. Per deformazione professionale ho incluso
tutto nella categoria della perversione tout-court.

>
> Detto questo non sono daccordo nel ritrovare in questo racconto alcun tipo
> di perversione patologica. La caratteristica del racconto erogeno (in
> generale) è proprio la meticolosità descrittiva iterata e quasi maniacale,
> che deriva essenzialmente dal voler rendere "visiva" una narrazione.
> l'occhio può in un secondo cogliere tanti e tali messaggi erotici che la
> parola non può assolutamente esprimere. (è una quastione evolutiva, te ne
ho
> già parlato)

Erogeno sarebbe in contrapposizione con erotico? Immagino di sì, ma non so
quanto questa differenza riguardi il tema di questa discussione. La
"meticolosità descrittiva iterata e quasi maniacale" la trovo (ma sono gusti
chiaramente miei) niente affatto erotica né erogena, proprio per il fatto
che una fotografia dà molto di più, in termini emotivi e pulsionali, così
come una descrizione originale e fulminante, non certo reiterata e
ripetitiva. Ci sono molti modi di raggiungere l'amigdala (che poi non so se
sia esattamente il centro da cui si dirama l'eccitazione sessuale, se sei un
esperto di neuroanatomia funzionale ti sarei grato se ti spiegassi meglio -
davvero!), ed è sicuramente vero che i racconti lo fanno tramite il
cerebrum. Alcuni tipi di racconti non mi sembrano dare gli stimoli giusti
per far fare 'sta cosa al cerebrum, ma sto forse parlando del mio. Di
cerebrum.

> Se un autore ci prova e vuole produrre eccitazione indotta (come quella
> derivante da un'immagine), deve inevitabilemnte dilungarsi e questo lo
porta
> a ripetersi.
> Classica (è un esempio che ho fatto tante volte) è l'impossibilità di una
> narrazione di far riconoscere un viso.
> Dodici volumi di narrazione servono meno di una foto vista per un secondo.
> (non hai idea di come gli autori si incazzano quando lo ricordo... ma io
> ci godo perché è così...)

E' anche vero che certe descrizioni di visi, in letteratura, hanno occupato
solo poche righe raggiungendo effetti straordinariamente efficaci.

> Nella descrizione sessuale le cose vanno anche peggio. Forse per questo
> motivo il racconto erotico (che non fa leva sull'amigdala bensì sulla
> corteccia) alla fine funziona meglio di quello erogeno.

Come ti ho già detto sopra, però, è inevitabile che un racconto passi dalla
corteccia, a essere rigorosi. E' che c'è modo e modo di stimolarla, e poi
non c'è una corteccia uguale all'altra - per fortuna!


ciao,
e.

Rachel Barnacle

unread,
Mar 19, 2005, 8:08:48 PM3/19/05
to
L. ha scritto:

(cut)


> > Guarda, ho il cappellino addosso. Me lo son messo per te.

> Commosso. Ma lo puoi anche togliere, adesso.

(cut)

Vogliamo fare i seri?
D'accordo, allora facciamo i seri.
Visto l'andazzo non ti avrei neanche risposto, ma siccome mi son beccata
dell'ipocrita a gratis, allora due paroline magari le spendo, và.
E bada bene, non ti rispondo dal presunto coro di genti scandalizzate per
la sodomizzazione di un cane, rispondo per me. L'ipocrita col cappellino.

Mi ripugna, che qualcuno si prenda la briga di darmi della connivente col
racconto, per il semplice fatto di star difendendo il suo DEMOCRATICO
diritto di essere reso pubblico.
Mi ripugna, che qualcuno non sia in grado di discernere un prodotto
NARRATIVO (Narrativo: dal lat. antico narrativu(m), deriv. di 'narrare' -
che ha per oggetto la narrazione di avvenimenti reali o fantastici; che è
proprio del narrare, che riguarda il narrare. Genere letterario che
comprende il romanzo, la novella, il racconto e la fiaba), negandone la
sua natura narrativa con la ridicola accusa di essere spazzatura. Come se
questo bastasse per non fare di un prodotto narrativo quel che è, e non la
REALTA' (Realtà: dal lat. mediev. realitate(m), deriv. di realis 'reale' -
la qualità di essere reale, cioè di esistere effettivamente, e di non
essere soltanto apparente o immaginario o possibile).
Mi ripugna, che qualcuno mi metta in testa idee faziose e becere che ho la
fortuna di non aver mai posseduto, affermando che se al posto di un bimbo
ci fosse stato un cane io avrei reagito diversamente.
Mi ripugna, che qualcuno non sia in grado di distinguere un autore dal suo
racconto, dove scrivere un racconto perverso equivale categoricamente ad
essere una persona perversa.
Mi ripugna, perché è grazie a gente come questo qualcuno, che in tempi
passati si bruciavano i libri, invece di leggerli. E tanto per essere del
tutto sicuri, si bruciavano anche gli autori.
Mi ripugna, che qualcuno trovi sufficiente la propria repulsione per un
argomento o per il modo in cui viene trattato, per sentirsi prontissimo a
calpestare i diritti democratici di libertà d'espressione. Mettendo
inoltre sul piatto i propri valori morali a mo' di giustificazione dei
propri istinti censori, come a sottolineare che chi non aderisce a questa
censura, valori morali non ne ha.
Mi ripugna, che qualcuno alla domanda "Perché?" risponda "Perché fa schifo
e non lo voglio leggere più". Un po' come rispondere "Perché sì". Ma per
non leggere più basta uno skip, non è necessaria una santa crociata.
Mi ripugna, che qualcuno di fronte a qualcosa che lo disgusta
profondamente, abbia un cervellino così piccino-picciò da non saper far
altro che invocare l'annientamento del qualcosa suddetto, piuttosto che
adoperarsi in maniera costruttiva e esprimere il proprio parere, il
proprio dissenso, e quant'anche il proprio totale disprezzo in maniera
liberale e civile.
Mi ripugna, tutto questo. Ma siccome io non sono come te, e fortunatamente
anche la maggioranza delle persone non sono come te, le tue idee sono
tutelate e rispettate. E salve.

"Posso non essere affatto d'accordo con la tua idea, ma mi batterò
affinché tu possa esprimerla"
- Voltaire -

uno nero

unread,
Mar 20, 2005, 2:26:30 AM3/20/05
to
Il 20 Mar 2005, 01:26, Xlater <xlater...@hotmail.com> ha scritto:
> uno nero ha scritto:

>
>
> Forse ti illudi di capire meglio, ma non credo affatto che il tuo
> sistema ti aiuti.
>

Hai ragione Xlater.
Hai ragione tu.

E hai ragione per il motivo che dice eyo:


"Penso che Xlater abbia ragione sempre"

E eyo è del mestiere.

Sa a chi si da ragione sempre.

uno

hot.chicken.soup

unread,
Mar 20, 2005, 2:38:17 AM3/20/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:_q3%d.676340$b5.30...@news3.tin.it...
> uno nero ha scritto:

> Ecco a che abnormità ti ha portato il tuo modo di ragionare, il tuo
> sistema per "capire meglio". Complimenti. Fallo brevettare.

Quindi secondo te è corretto classificare una *persona* che dota di un cazzo
brutto il suo personaggio come "sessuofoba", basandosi sul proprio fiuto nel
decodificare i simboli, ma se si classifica un *racconto* basato su
minuziose descrizioni genitali di una catena di stupri di un dodicenne come
materiale pedopornografico lo si inserisce in un cluster, ragionando in modo
abnorme.

A questo punto, considerando tutti gli interventi del 3d, per me diventa
utile capire una cosa: questo tuo punto di vista è da moderatore o da
utente? Stai esprimendo un parere personale (per sua natura discutibile) o
stai dando in qualche modo delle istruzioni al gruppo (normative)?

In altri termini:

E' considerato IT, in questo gruppo, criticare il contenuto di un racconto?
E' considerato IT, in questo gruppo, esprimere le proprie considerazioni
sulla visione della sessualità che ci paiono emergere da un determinato
racconto?
E' considerato IT solo nel caso in cui la visione della sessualità in
questione ci disturbi per la sua vera o presunta sessuofobia o è consentito
esprimere, in base alla nostra capacità di analisi, irritazione verso un
vero o presunto compiacimento nei confronti del sesso vissuto come strumento
di potere e di oppressione, o qualsiasi altra cosa?
Insomma, è necessario - per rimanere IT - adeguarsi ad una precisa visione
della sessualità stabilita a monte, oppure c'è piena libertà di esprimere,
tanto tramite i racconti quanto tramite le recensioni, qualsiasi visione
della sessualità?

hot chicken soup

L.

unread,
Mar 20, 2005, 4:19:16 AM3/20/05
to

"Mybelline" <mybe...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:XBm_d.18053$Tm5.3...@twister2.libero.it...
> >
> >
>
> Ho letto solo una cinquantina di righe di questa porcheria, perchè
solo
> di porcheria si tratta. Mi ha fatto schifo quello che sono
riuscita a
> leggere.

> Evidentemente ci sono persone che si dilettano a scrivere queste
cose e
> credo pure che ci godano nel farlo.

Sante parole, Mybelline.
E al diavolo la diplomazia di fronte a simili porcate.

L.

L.

unread,
Mar 20, 2005, 4:20:27 AM3/20/05
to

"Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:d1iif1$a31$1...@news.newsland.it...

>
> Mi ripugna, che qualcuno si prenda la briga di darmi della
connivente col
> racconto, per il semplice fatto di star difendendo il suo
DEMOCRATICO
> diritto di essere reso pubblico.

Tralascio tutto il resto che ti ripugna, perchè irrilevante.

L'unica cosa che ti dovrebbe ripugnare è il racconto in
questione. Il resto sono chiacchiere.

Diritto democratico di essere reso pubblico, eh ?

Bene.

Mi pareva di ricordare che la pubblicazione e la
diffusione di materiale pedofilo fosse ancora un reato,
in questa società antidemocratica e liberticida.
E, guarda caso, avevo ragione.

E' un reato penale diffondere materiale pedofilo.
E non solo video o foto. Ma anche scritti, storie e
racconti.

Tu dirai: che schifo di società. Mi ripugna. La libertà
di espressione, la libertà di pensiero, le libertà dell'individuo...
E' un reato penale. Punto.

E, mi è stato spiegato, da persone certo più competenti
di me, che la pubblicazione di un racconto pedofilo (che,
sia pure in via teorica, potrebbe non essere un'opera di sola
fantasia) può essere tranquillamente segnalato presso le
autorità preposte alla lotta contro la pedofilia su internet.

Non solo. Il fatto che il racconto in questione sia stato
pubblicato su un ng moderato si configura come una notevole
aggravante, in quanto un ng moderato è sottoposto ad
un'opera di filtro (non dico censura per non turbarti) da parte
dei moderatori.
Filtro che, in questa occasione, non è stato attivato, anche se
il materiale pubblicato è penalmente perseguibile.
Qualcuno, quindi, in caso di denuncia, dovrebbe risponderne,
sempre che possa essere identificato.

Il resto, cara Rachel, sono chiacchiere.

L.


hot.chicken.soup

unread,
Mar 20, 2005, 5:02:13 AM3/20/05
to

"L." <Lar...@Larson.it> ha scritto nel messaggio
news:vfb%d.2581$IN.6...@twister2.libero.it...

> "Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:d1iif1$a31$1...@news.newsland.it...

> E, mi è stato spiegato, da persone certo più competenti


> di me, che la pubblicazione di un racconto pedofilo (che,
> sia pure in via teorica, potrebbe non essere un'opera di sola
> fantasia) può essere tranquillamente segnalato presso le
> autorità preposte alla lotta contro la pedofilia su internet.

Dalle maglie di questa legge (mi auguro di tutto cuore che i tuoi amici si
sbaglino) deve essere sfuggito sia Nabokov sia Bukowski.

Perchè sotto questo profilo Xlater ha ragione da vendere.
Nessun moderatore o censore può avere un criterio obiettivo per far passare
"Lolita" e cassare "Puttanella".

E non ci fermiamo qua.

La protagonista di "io e quell'altra" (e - ovviamente - di molti
protagonisti di racconti che passano qua) è una adolescente. Va alle medie.

Il limite è i diciotto anni? Perfetto. Il racconto è pedofilo.

E' questo il ruolo che vuoi dare al moderatore?

> Non solo. Il fatto che il racconto in questione sia stato
> pubblicato su un ng moderato si configura come una notevole
> aggravante, in quanto un ng moderato è sottoposto ad
> un'opera di filtro (non dico censura per non turbarti) da parte
> dei moderatori.

Non diciamo stronzate. Il manifesto definisce *esattamente* il ruolo del
moderatore.

"La moderazione che si propone in questa RFD è orientata a bloccare gli
articoli che sfruttino la visibilità del newsgroup a scopi di propaganda
("spam" ed annunci personali) e gli altri usi palesemente impropri
(messaggi di prova, messaggi ripetuti, ecc.) del mezzo."

e in generale su usenet l'autore di un post (in un gruppo moderato o meno)
è a tutt'ora l'unico responsabile.

E' vero che la faccenda è oggetto di controversie, e che alcuni premono per
far sì che il proprietario del server ospitante (o il moderatore a cui viene
appaltato lo spazio) siano responsabili del contenuto dei post.

Tieni presente che se vince questo modo di vedere le cose (il tuo) usenet
cesserà per sempre e definitivamente di essere un posto libero. Non
esisteranno più gruppi non moderati, e i moderatori saranno dei cani da
guardia, che casseranno qualsiasi cosa per il terrore di possibili
conseguenze legali.

Questa è la (a mio avviso gravissima) responsabilità che ti devi prendere
con questo tuo post.


hot chicken soup

L.

unread,
Mar 20, 2005, 8:59:03 AM3/20/05
to

"hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> ha scritto nel
messaggio news:DSb%d.10782$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

>
>
> La protagonista di "io e quell'altra" (e - ovviamente - di molti
> protagonisti di racconti che passano qua) è una adolescente. Va
alle medie.
>
> Il limite è i diciotto anni? Perfetto. Il racconto è pedofilo.

Questo lo dici tu, non io.
E' pedofilo un racconto che sciorina atti sessuali perpetrati
da adulti su bambini.
Un racconto è pedofilo quando si legge:

"-Cosi'! Si'! Succhia, ragazzino, succhia... uuhhh, sii , ci sa
fare,
prendilo di piu' apri, apri bene la bocca..-

-Ecco ragazzino.. ecco che arriva.. te lo metto dentro...- Scivoloso
per la vaselina e gia' un po' dilatato dalle dita di Mario il buco
stretto del ragazzino ricevette la punta della cappella facilmente.
Ma quando l'uomo premette un po' di piu' per inserirla bene tutta
comincio' a bruciare. Un anello di fuoco sembro' invadere il buchino
di Renzo.

Mario fece alzare Renzo senza fargli perdere il ritmo nel pompino,
gli
abbasso' i pantaloncini e gli infilo' la lingua nel culo. Il mugolio
di piacere di Renzo basto' a rassicurarlo ed a farlo procedere, unse
il buchetto del ragazzino con la stessa crema della volta precedente
e
ci poggio' la cappella. Una breve e veloce spinta la fece entrare
facilmente, la strada era stata gia' aperta ed ora si trattava solo
di
ricordarglielo. Afferro' con forza i fianchi del ragazzino e
l'inculo'
di botto con un'unica spinta violenta, basta con i riguardi... era
ora
di sfondarlo"

E ti riaparmio tutto il resto.
Questo è un racconto pedofilo. Che ti piaccia o no.

>
> E' questo il ruolo che vuoi dare al moderatore?

Un moderatore dovrebbe avere la sensibilità di capire che
lasciar passare un racconto del genere è una vergogna.
Perchè c'è un limite a tutto.
Come sarebbe una vergogna lasciar passare un post
che inneggiasse allo sterminio degli ebrei o dei negri.
E considerare questa una forma di censura è da idioti.


>
> > Non solo. Il fatto che il racconto in questione sia stato
> > pubblicato su un ng moderato si configura come una notevole
> > aggravante, in quanto un ng moderato è sottoposto ad
> > un'opera di filtro (non dico censura per non turbarti) da parte
> > dei moderatori.
>
> Non diciamo stronzate. Il manifesto definisce *esattamente* il
ruolo del
> moderatore.
>

Grazie per le stronzate. Può essere che tu abbia ragione,
ma può essere anche che tu abbia torto.
E, sulla ragione e sul torto, qualcuno lo stabilirà.

>
> Tieni presente che se vince questo modo di vedere le cose (il tuo)
usenet
> cesserà per sempre e definitivamente di essere un posto libero.
Non
> esisteranno più gruppi non moderati, e i moderatori saranno dei
cani da
> guardia, che casseranno qualsiasi cosa per il terrore di possibili
> conseguenze legali.
>
> Questa è la (a mio avviso gravissima) responsabilità che ti devi
prendere
> con questo tuo post.
>

Tutti si dovranno assumere le proprie responsabilità.
Tranquilla.

L.


Xlater

unread,
Mar 20, 2005, 11:42:12 AM3/20/05
to
hot.chicken.soup ha scritto:

> "Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:_q3%d.676340$b5.30...@news3.tin.it...
>
>>uno nero ha scritto:
>
>
>>Ecco a che abnormità ti ha portato il tuo modo di ragionare, il tuo
>>sistema per "capire meglio". Complimenti. Fallo brevettare.
>
>
> Quindi secondo te è corretto classificare una *persona* che dota di un cazzo
> brutto il suo personaggio come "sessuofoba"

Cosa dici? Non ho mai fatto nulla del genere. Non mischiamo le carte.
Qui stiamo parlando di un altra cosa.

Sicuramente non ho mai invitato un autore a girare alla larga dal
newsgroup, mai, e sfido chiunque a sostenere il contrario. Perché è di
questo che stiamo parlando, non ce lo dimentichiamo, per favore.

> basandosi sul proprio fiuto nel
> decodificare i simboli, ma se si classifica un *racconto* basato su
> minuziose descrizioni genitali di una catena di stupri di un dodicenne come
> materiale pedopornografico lo si inserisce in un cluster, ragionando in modo
> abnorme.

Se tu dici "pornografia pedofila" stai parlando di qualcosa di molto
preciso e di molto serio. Accumunare un racconto di fantasia ad atti
criminali assolutamenti ignobili è qualcosa di abnorme. Dico, ci
rendiamo conto???

> A questo punto, considerando tutti gli interventi del 3d, per me diventa
> utile capire una cosa: questo tuo punto di vista è da moderatore o da
> utente? Stai esprimendo un parere personale (per sua natura discutibile) o
> stai dando in qualche modo delle istruzioni al gruppo (normative)?

Sto parlando da utente. E sto difendendo la libertà di espressione di
tutti. Esattamente come quando in tempi non sospetti mi battevo per un
certo tipo di moderazione del newsgroup, prima ancora di sapere che
sarei stato io stesso (insieme a giulia) ad interpretarla.

In questo ng non deve esistere nessun tipo di censura e nessun tipo di
ostracismo, de iure o de facto. Di questo stiamo parlando.

> In altri termini:
>
> E' considerato IT, in questo gruppo, criticare il contenuto di un racconto?

Vuoi scherzare? E' lecito assolutamente criticare un racconto. Chi lo ha
mai messo in dubbio? Non è lecito tentare di ostracizzare un autore dal
newsgroup. C'è una bella differenza. Credo che non sia difficile capirlo.

> E' considerato IT, in questo gruppo, esprimere le proprie considerazioni
> sulla visione della sessualità che ci paiono emergere da un determinato
> racconto?

Certo. Non è lecito mettere in dubbio il diritto di un autore a postare
i propri racconti qui.

> E' considerato IT solo nel caso in cui la visione della sessualità in
> questione ci disturbi per la sua vera o presunta sessuofobia o è consentito
> esprimere, in base alla nostra capacità di analisi, irritazione verso un
> vero o presunto compiacimento nei confronti del sesso vissuto come strumento
> di potere e di oppressione, o qualsiasi altra cosa?
> Insomma, è necessario - per rimanere IT - adeguarsi ad una precisa visione
> della sessualità stabilita a monte, oppure c'è piena libertà di esprimere,
> tanto tramite i racconti quanto tramite le recensioni, qualsiasi visione
> della sessualità?

Io non capisco davvero come sia possibile che tu abbia frainteso in modo
così colossale due piani diversi del discorso.
Io sto difendendo il pieno diritto di rexdam, come di chiunque altro, di
postare il suo racconto su ISR, beccandosi eventualmente tutte le
critiche e le stroncature del caso, ma senza nessuno che dica "non ti
vogliamo, vattene via".

Sono stati in moltissimi a esprimere le proprie riserve sul racconto di
rexdam, e nessuno mette in dubbio il loro diritto di farlo.
Quello che è in discussione, in questo momento, è il fatto che uno nero,
e non con una frase, ma con un articolato ragionamento, abbia proposto
l'ostracizzazione di un autore. Questo è il punto della discussione.

E' davvero incredibile che tu non lo abbia capito.

Ognuno ha la sua visione della sessualità e ognuno la esprime attraverso
i propri racconti. Ognuno ha il diritto di discutere e criticare qualla
altrui, se crede. Ma ogni visione, e ogni racconto, hanno pieno diritto
di cittadinanza sul ng, puttanelle, inculagobbi, cazzibrutti o
leccapolpacci che siano. Non è abbastanza chiaro?

Voglio capire se tu sei d'accordo con questo, o anche tu vuoi invitare
rexdam, o chiunque altro scriva racconti che non si accordano con la tua
sensibilità, ad abbandonare il ng. Uno nero lo ha fatto. Prova, se ci
riesci, a prendere posizione in merito senza cambiare discorso.


Xlater

Xlater

unread,
Mar 20, 2005, 11:47:37 AM3/20/05
to
> Mi domando che cazzo faremo. Non vorrei essere in chi modera.

Non c'è assolutamente problema.
Chi modera segue un regolamento che a suo tempo è stato approvato
dall'unanimità del newsgroup, perlomeno con il silenzio assenso.

Il regolamento si esprime in maniera estremamente precisa su come
comportarsi in casi del genere. Lo spazio per l'arbitrio del moderatore
è davvero ridotto praticamente a zero.

Il compito della moderazione, in questo ng, è soprattutto quello di
arginare la valanga di spam pubblicitario e propagandistico che ci
assedia. Per il resto non abbiamo il diritto, e tantomeno il dovere, di
entrare nel merito.


Xlater

giulia

unread,
Mar 20, 2005, 2:54:50 PM3/20/05
to
On Sun, 20 Mar 2005 09:20:27 GMT, "L." <Lar...@Larson.it> wrote:


>Mi pareva di ricordare che la pubblicazione e la
>diffusione di materiale pedofilo fosse ancora un reato,

>in questa societą antidemocratica e liberticida.


>E, guarda caso, avevo ragione.
>
>E' un reato penale diffondere materiale pedofilo.
>E non solo video o foto. Ma anche scritti, storie e
>racconti.

E' un reato diffondere materiale che sia stato prodotto _tramite_ lo
sfruttamento di minori e messaggi pubblicitari finalizzati
all'adescamento e allo sfruttamento sessuale di minori.
Le opere di fantasia non sono ancora illegali.

dall'articolo 21 della Costituzione:

"tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con
la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione"

g.
--
le pagine di giulia:
http://show.supereva.it/lepaginedigiulia/

il sito di isr - FAQ, info, avvisi importanti e altro -
http://www.geocities.com/itsessoracconti/

Acciaio

unread,
Mar 20, 2005, 2:53:54 PM3/20/05
to
Xlater ha scritto:

> > Mi domando che cazzo faremo. Non vorrei essere in chi modera.

> Non c'è assolutamente problema.

> Chi modera segue un regolamento che a suo tempo è stato approvato ..

ALT.

Mi domando che cazzo faremo = cioè tutti NOI che leggiamo. Noi non abbiamo
un regolamento,
nè abbiamo fatto voto di indifferenza: usiamo la nostra sensibilità e la
nostra morale, amorale e
immorale ecc. che sia. Ed è qui che io vedo il problema, perche ci
troveremo a dovere prendere
una posizione personale per alcuni, personale e pubblica per altri.
Preciso subito: con problema
NON intendo un guaio, una disgrazia, una tragedia, non qualche cosa
negativo. Intendo una
difficoltà da risolvere. I frutti possono essere ottimi. Ma arrivarci può
essere non piacevole.

Non vorrei essere in chi modera = questa frase non intende insinuare che
tu e gli altri moderatori
"possiate avere un problema". Avete un regolamento e sapete cosa fare. Voi
non avete nessun
problema. E' chiarissimo da tutti i tuoi post. Con la mia frase offrivo
solo una sorta di solidarità/
comprensione se non altro per la complessità della situazione che ne
scaturirebbe.

IMO Il "problema" è, o sarà, solo di chi legge e scrive. Non di chi
modera.

hot.chicken.soup

unread,
Mar 20, 2005, 3:02:54 PM3/20/05
to

"L." <Lar...@Larson.it> ha scritto nel messaggio
news:Hkf%d.2888$IN.7...@twister2.libero.it...

>
> "hot.chicken.soup" <hot.chic...@fastwebnet.it> ha scritto nel
> messaggio news:DSb%d.10782$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

> Un racconto è pedofilo quando si legge:

> "-Cosi'! Si'! Succhia, ragazzino, succhia... uuhhh, sii , ci sa
> fare, prendilo di piu' apri, apri bene la bocca..-

***

Martin si avvicinò alla seggiola, si sedette, sempre continuando a baciare
quella piccola bocca e quella piccola testa, ancora e ancora, e poi fece in
modo di aprirle le gambe. Quanti anni aveva? Avrebbe funzionato?
I ragazzi s'erano fatti molto vicini, intenti a osservare.
"le ha messo la punta dentro"
"Già. Guarda. Faranno un bambino?"
"E che ne so?"
"Guarda adesso! Gliene ha messo dentro la metà!"
"Un serpente!"
"Guarda, guarda! Lo sta facendo andare avanti e indietro!"
Sì, le sta entrando più in fondo"
"E'entrato fino in fondo!"
E' nel suo corpo adesso, pensò Martin. Gesù, il mio cazzo dev'esser lungo
quanto la metà del suo corpo!"


da Charles Bukowsky - Il demonio
Compagno Di Sbronze
Editore: Feltrinelli

Chiedi ai tuoi amici avvocati cosa pensano di *questo*, dimmi come contate
di agire nei confronti della casa editrice Feltrinelli, spiegami in che modo
puoi condannare "Puttanella" e assolvere "il demonio" e magari rispondimi su
quello che ti ho detto riguardo al pericolo *reale* derivante dal chiedere a
gran voce che non siano gli utenti a essere responsabili dei propri post, ma
i moderatori o i proprietari dei server.
A me pare una questione piuttosto importante, su cui non dovresti glissare.

hot chicken soup

hot.chicken.soup

unread,
Mar 20, 2005, 3:17:18 PM3/20/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:EJh%d.677844$b5.30...@news3.tin.it...

> hot.chicken.soup ha scritto:
> > "Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
> > news:_q3%d.676340$b5.30...@news3.tin.it...

> Voglio capire se tu sei d'accordo con questo, o anche tu vuoi invitare


> rexdam, o chiunque altro scriva racconti che non si accordano con la tua
> sensibilità, ad abbandonare il ng. Uno nero lo ha fatto. Prova, se ci
> riesci, a prendere posizione in merito senza cambiare discorso.

Premesso che in questo posto gli sgrammaticati vengono presi a brutali
pernacchie e non certo incoraggiati a postare, uno_nero ha affrontato il
racconto *Puttanella* secondo me in modo del tutto delicato e corretto.
Ha detto all'autore "occhio, perchè non ti chiami Charles Bukowski, ne'
Vladimir Nabokov, e stai toccando materia incandescente.

Secondo me è una critica corretta, e la mia posizione è che ha fatto
benissimo a dirglielo.

Trovo che a lanciarsi contro questa posizione bonaria e un po' paternalista,
e trattarla subito come fosse un linciaggio , si rischia di convogliare l'
"energia scandalica" inevitabile in un NG pubblico (la sento anch'io,
quell'energia, mi dispiace per te perchè so che ti indigna) ...in un vero
linciaggio.

Quanto alla mia opinione sulla censura di qualsiasi autore di racconti mi
pare di essermi espressa molto chiaramente altrove in questo 3d.

hot chicken soup

Mybelline

unread,
Mar 20, 2005, 3:55:14 PM3/20/05
to
"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
>
> Nella descrizione sessuale le cose vanno anche peggio.
> Forse per questo motivo il racconto erotico (che non fa leva
> sull'AMIGDALA bensì sulla corteccia) alla fine funziona meglio
> di quello erogeno.
>
> ciao,
> e.

AMIGDALA?

Erogena amigdala

La vecchia idea secondo cui la gran parte del sesso è nella mente
sembrerebbe vera. A confermarla è arrivata, infatti, una ricerca dell'
Università di Melbourne (Australia), pubblicata sugli Annals of Neurology,
secondo la quale quanto più sono grandi le dimensioni dell'amigdala, il
centro cerebrale delle emozioni, tanto maggiore sarà la spinta sessuale di
una persona. Del resto non si tratta di una novità assoluta visto che già in
passato l'amigdala era stata associata all'impulso sessuale, risultando
stimolata in occasione di film erotici, mentre in molti animali era stata
identificata come area deputata a controllare i comportamenti nel periodo
dell'accoppiamento. Ma l'entità di questo ruolo non era mai stata definita.

L'amigdala è un'area del cervello, grande in media come una mandorla, da
tempo ritenuta importante nei processi emotivi e coinvolta anche in una
forma particolare di memoria che è quella emozionale. Uno studio recente ha,
per esempio, identificato in quest'area profonda del cervello i meccanismi
chimici che scatenano il sentimento della paura. Non solo. La ricerca ha
anche dimostrato che le connessioni fra le cellule nervose che compongono l'
amigdala si consolidano solo di fronte a una situazione di pericolo. Ancora
un altro studio dell'Università della California aveva rivelato che i due
sessi utilizzano diversi lati dell'amigdala per immagazzinare ricordi di
esperienze ad alto tasso di emotività. L'amigdala in pratica fornisce a ogni
stimolo il livello ottimale di attenzione, lo arricchisce di emozioni e,
infine, lo immagazzina sotto forma di ricordo. Al suo interno, poi, si
distinguono più aree. Non due come si è lungamente creduto ma almeno dieci o
dodici, con proprie suddivisioni interne e con diverse funzioni. La ricerca
australiana, però, è la prima a legare le dimensioni dell'amigdala all'
impulso sessuale.

I ricercatori hanno monitorato il cervello di 45 pazienti affetti da
epilessia cronica, malattia che generalmente abbassa la libido, e poi li
hanno sottoposti a un intervento chirurgico (l'emisferectomia) che ha lo
scopo di ridurre le convulsioni nei pazienti in cui i farmaci non riescono a
ottenere questo effetto. In pratica, rimuovendo la parte del cervello in cui
ha origine l'anomalia elettrica alla base dell'epilessia, si permette alle
restanti aree di funzionare in modo normale. Dopo l'intervento ai pazienti è
stato chiesto, attraverso interviste e questionari, di raccontare la propria
vita sessuale, scoprendo che i pazienti ai quali era stata lasciata una
maggiore quantità di amigdala avvertivano, dopo l'intervento, una spinta
sessuale più forte. Ora - concludono i ricercatori - si tratta di verificare
se questa conclusione sia rintracciabile anche nella popolazione generale.
Se venisse confermata l'ipotesi, senza dimenticare la correlazione di questa
parte del cervello con altre importanti aree come l'ipotalamo, che governa l
'erezione, diventerebbe possibile risvegliare non solo l'erezione ma il
desiderio stesso attraverso farmaci mirati. Le industrie farmaceutiche già
si fregano le mani...


Xlater

unread,
Mar 20, 2005, 4:58:50 PM3/20/05
to
hot.chicken.soup ha scritto:

> Premesso che in questo posto gli sgrammaticati vengono presi a brutali
> pernacchie e non certo incoraggiati a postare,

Ed è una brutta abitudine, che non mi riguarda. Ma cosa c'entra?

> uno_nero ha affrontato il
> racconto *Puttanella* secondo me in modo del tutto delicato e corretto.
> Ha detto all'autore "occhio, perchè non ti chiami Charles Bukowski, ne'
> Vladimir Nabokov, e stai toccando materia incandescente.
>
> Secondo me è una critica corretta, e la mia posizione è che ha fatto
> benissimo a dirglielo.
>
> Trovo che a lanciarsi contro questa posizione bonaria e un po' paternalista,
> e trattarla subito come fosse un linciaggio , si rischia di convogliare l'
> "energia scandalica" inevitabile in un NG pubblico (la sento anch'io,
> quell'energia, mi dispiace per te perchè so che ti indigna) ...in un vero
> linciaggio.
>
> Quanto alla mia opinione sulla censura di qualsiasi autore di racconti mi
> pare di essermi espressa molto chiaramente altrove in questo 3d.


Anche uno nero si è espresso chiaramente in vari punti del thread, e ha
chiarito la sua posizione in termini piuttosto inequivocabili. Basta
rileggerlo.

Il commento "bonario e un po' paternalista", mia cara, è solo un parto
della tua vivace immaginazione.


Xlater

eyo

unread,
Mar 20, 2005, 5:06:58 PM3/20/05
to

"Mybelline"

[cut]


> La vecchia idea secondo cui la gran parte del sesso è nella mente
> sembrerebbe vera. A confermarla è arrivata, infatti, una ricerca dell'
> Università di Melbourne (Australia), pubblicata sugli Annals of Neurology,
> secondo la quale quanto più sono grandi le dimensioni dell'amigdala, il
> centro cerebrale delle emozioni, tanto maggiore sarà la spinta sessuale di

> una persona. [cut]

Tra l'altro d'ora in poi perderanno di senso i confronti visivi tra maschi
negli spogliatoi e nei vespasiani. Se è l'amigdala che conta davvero, come
si farà per sapere chi ce l'ha più grossa?:)

ciao,
e.

uno nero

unread,
Mar 20, 2005, 5:26:43 PM3/20/05
to
Il 20 Mar 2005, 22:58, Xlater <xlater...@hotmail.com> ha scritto:
> hot.chicken.soup ha scritto:

>
>
> Anche uno nero si è espresso chiaramente in vari punti del thread, e ha
> chiarito la sua posizione in termini piuttosto inequivocabili. Basta
> rileggerlo.
>

Quali, di grazia?

cer

unread,
Mar 20, 2005, 7:08:08 PM3/20/05
to

"eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
news:Hum%d.11960$kC3....@tornado.fastwebnet.it...
>
> "Mybelline"

>
>
> Tra l'altro d'ora in poi perderanno di senso i confronti visivi tra maschi
> negli spogliatoi e nei vespasiani. Se è l'amigdala che conta davvero, come
> si farà per sapere chi ce l'ha più grossa?:)
>
> ciao,
> e.

Semplice, negli spogliatoi prendi l'esame della Tac o della risonanza
magnetica e te lo metti a mo' di foglia di fico tra le gambe... (pensa, non
si ripicciolisce nemmeno col freddo...)

c&c

cer

unread,
Mar 20, 2005, 7:08:07 PM3/20/05
to

"Mybelline" <mybe...@email.it> ha scritto nel messaggio
news:Sql%d.23488$zZ1.6...@twister1.libero.it...

> "eyo" <thal...@despammed.com> ha scritto nel messaggio
> >
> > Nella descrizione sessuale le cose vanno anche peggio.
> > Forse per questo motivo il racconto erotico (che non fa leva
> > sull'AMIGDALA bensì sulla corteccia) alla fine funziona meglio
> > di quello erogeno.
> >
> > ciao,
> > e.
>
> AMIGDALA?
>
> Erogena amigdala
>
> La vecchia idea secondo cui la gran parte del sesso è nella mente
> sembrerebbe vera. A confermarla è arrivata, infatti, una ricerca dell'
> Università di Melbourne (Australia), pubblicata sugli Annals of Neurology,

Brava Mybelline, ma per non far passare per tua tutta questa bella
disquisizione avresti dovuto metterci il link:
http://www.dica33.it/argomenti/neuroscienza/cervello6.asp
è una questione di correttezza.

c&c

Rachel Barnacle

unread,
Mar 21, 2005, 1:52:46 AM3/21/05
to
Xlater ha scritto:

(cut)
> Approccio sbagliato. Questa citazione, la sua versione originale,
> esprimeva un concetto che voleva essere generale.

Mica poi tanto. Ma questo dovrebbe dirlo Anchise.
Magari sono io che ho capito male.

> Io la sto mettendo in discussione come tale.

Ah.

> Se la riporti nel contesto, oltre a essere dialetticamente scorretto,

???

> finiamo per riaprire quel contesto. Onestamente non ne ho troppa voglia. >
Certo, se insisti...

Finiamo sì, per riaprire quel contesto.
Ma per tutto ciò che è buono e santo, NO!
Non dirò una micragnosissima parola in più su quella faccenda.
L'unica cosa che mi sento di farti notare, ma riguarda l'argomento
attuale, è che spesso decontestualizzare una
frase/situazione/concetto/critica/immagine/analisi non è pratica felice.
Farlo poi per avvalorare le proprie tesi, lo è anche meno.
Io non zompetto sui gradini astratti, perchè sono gradini insidiosi, e tu
sei la prova vivente che si può anche finire per essere incompresi, a
forza di zompettare.
Ed essere incompresi è solo il male minore.

(cut)
> Sei su una china pericolosa.

Aspetta che metto gli scarponcini chiodati.

> Cosa c'è "a monte" di un racconto, cioè
> "prima" di un racconto, quando il racconto ancora non esiste? C'è
> l'autore. Allora se parli di qualcosa "a monte" del racconto, sia essa
> "compiacenza" o altro, stai parlando dell'autore. E abbiamo detto che,
> insomma, la cosa è problematica.

La cosa sarebbe senza dubbio estremamente problematica.
Ma si da il caso che forse io non mi sia spiegata a sufficienza, perchè
non vedo davvero, come parlare di un "a monte" debba necessariamente
significare parlare di un autore.
Se io dico "la compiacenza è a monte" di un racconto, e non cambio
soggetto nel discorso, si presuppone che parli di "a monte" di un
racconto. Il taglio che gli si vuol dare insomma. Le motivazioni di quel
taglio, riguardano l'autore, non il taglio in sè.
Se il mio racconto è compiacente nei riguardi di un argomento, è il taglio
del racconto che è compiacente, non io. Se il mio racconto è denigrante
nei riguardi di un argomento, è il taglio del racconto che è denigrante,
non io. Se il mio racconto è neutro nei riguardi di un argomento, è il
taglio del racconto ad essere neutro, non io.
Se vogliamo sapere se anche l'autore è compiacente/denigrante/neutro,
toccherà fargli un intervista, non leggere il suo
(compiacente/denigrante/neutro) racconto.

> Del resto se ti vuoi limitare a parlare del racconto, puoi solo parlarne
> a valle.
(cut)

Xlater, metti anche tu gli scarponcini chiodati. Perchè io sono ancora a
monte.
Le tue parole potrebbero far fatica a raggiungermi lassù.
Ma siccome io non sono Roxanne (You don't have to put on the red light), e
senza alcun dubbio le mie parole non ti ucciderebbero da qualsiasi
distanza io le pronunciassi, vediamo di intenderci.
E' una volontà comune, credo.

(cut)
> ha una morale sessuofobica" e "racconto sessuofobico". Parli tanto di
> retorica e poi ti scandalizzi per una banale enallage (o ipallage?).
> Suvvia.

L'ultima volta che mi son scandalizzata è quando è morta Lady Oscar sotto
il fuoco di fila del suo papà, era il 1982 e avevo nove anni.

(cut)
> Puoi anche parlare di sesso, denigrandolo. Perché no?
> Se un racconto parla di sesso, denigrandolo, perché non si può dire che
> è sessuofobo (per enallage, o ipallage)?

E chi ha detto che un racconto simile, con gli estremi che indichi tu, non
possa essere letto come "sessuofobo"?

> Se un racconto parlasse di negri, denigrandoli, non diresti che è un
> racconto "razzista"?

Senza dubbio.

(cut)
> Devi sempre tornare al contesto? Non riesci ogni tanto a zompettare un
> paio di gradini di astrazione? A me frega veramente poco aver ragione o
> torto nel (misero) contesto. Io sto cercando di parlare di principi
> generali.

Ti ho già spiegato come la penso sulle astrazioni. Se hai la capacità di
astrarre, devi avere anche la capacità di spiegare la tua astrazione.
Non buttare lì una citazione contestualizzata per poi pretendere che ti si
segua nelle tue astrazioni.
Il minimo che può succederti è di essere frainteso, come ho già detto.

(cut)
> Forse c'era qualcosa "a priori" di quel mal di pancia. Non sempre
> risulto ben digeribile a certi pancini delicati. Poi è normale che in
> piena crisi dissenterica qualche schizzo ribelle finisca fuori della
> tazza.

Non credo sia questa la sede adatta per far polemiche, o tirare
frecciatine.
L'idea viscerale di Farfallina non è stata poi così peregrina, tutto
sommato. Non è stato certo il solo a trovare sospetto il tuo agire.
Questo non prova nulla ovviamente, ma se a male interpretare le tue parole
sono in parecchi, e tutti male interpretano allo stesso modo, qualche cosa
la vuol dire.
Tra l'altro, è abbastanza ingenuo attribuirgli mal digestioni nei tuoi
confronti, quando ebbe l'accortezza di spiegare con cura che cosa lo
spingesse a sbottare così.
Non mi pare tu fossi nel novero dei motivi.

> Quanto è brutto parlare del contesto.
(cut)

Dillo a me...

(cut)
> >, scusa tanto ma non le vedo molto differenti da il " Evidentemente


> > ci sono persone che si dilettano a scrivere queste cose e credo pure che

> > ci godano nel farlo." di Mybelline, li su.

> Infatti non lo sono. Dilettarsi a scrivere di omicidi, e magari godere
> nel farlo, è un po' diverso da dilettarsi di omicidi e magari godere nel
> perpetrarli. (cut)
> Mybelline ha ragione. Rexdam senza dubbio si diletta a scrivere racconti
> di quel tenore, visto che nessuno lo obbliga e nessuno lo paga.
(cut)

Bada che questo è grave, eh.
Io capisco che ogniuno abbia le proprie idee, e io le rispetto tutte.
Però questo sillogismo che fai è tagliato con l'accetta, lasciatelo dire.
Io non escludo che vi siano anche autori che oltre a scrivere racconti
compiacenti verso una tematica X, siano inoltre compiacenti essi stessi
verso la tematica X.
Ma da qui a dire che per tutti è così, ce ne corre. E ce ne corre pure
parecchio.
Se davvero vuoi sapere il perché un autore abbia certi temi ricorrenti,
sul perché vi sia così affezionato, sul perché ne parli in un certo modo,
allora fai come Giulia: fai un sondaggio.
E' l'unico modo per saperlo. E sfido che riceveresti risposte parecchio
interessanti e soprattutto parecchio diverse tra loro, tra cui -
probabilmente - anche qualche "perché ci godo".
Naturalmente poi, bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di prendere in
considerazione le risposte per quello che sono. E non pensare "Sì, dice
così però sotto (o inconsciamente, se ti aggrada di più) la verità è che
ci gode, punto e basta".
Questo è un ragionamento da inquisitori, secondo me.
Sono comunque perfettamente d'accordo con te sul fatto, che pur nel
"perché ci godo" non vi sia il minimo estremo per tacciare di moralità
deprecabile chi lo dice.

(cut)
> > Magari sarà un caso, ma immediatamente, quando ho parlato di
> > accondiscendenza nel mio precedente post nei riguardi del racconto, tu mi
> > hai tacciato di dar del pedofilo, frocio e stupratore all'autore.
> > Non al suo racconto.

> Assolutamente no. Era una posizione presa "per assurdo".

Ah. Un altro zompetto sui piani alcalini, insomma.

> Non te ne sei ancora accorta? Possibile??

Eh no, a dirla tutta.

R.B.

hot.chicken.soup

unread,
Mar 21, 2005, 2:30:52 AM3/21/05
to

"Xlater" <xlater...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:umm%d.678980$b5.30...@news3.tin.it...
> hot.chicken.soup ha scritto:

> > Premesso che in questo posto gli sgrammaticati vengono presi a brutali
> > pernacchie e non certo incoraggiati a postare,

> Ed è una brutta abitudine, che non mi riguarda. Ma cosa c'entra?

C'entra.
In questo gruppo *scoraggiare* qualcuno a scrivere fino all'intervento di
uno nero era un fenomeno tollerabile.


> > Quanto alla mia opinione sulla censura di qualsiasi autore di racconti
mi
> > pare di essermi espressa molto chiaramente altrove in questo 3d.

> Anche uno nero si è espresso chiaramente in vari punti del thread, e ha
> chiarito la sua posizione in termini piuttosto inequivocabili. Basta
> rileggerlo.

Certo, dal tuo punto di vista sì.
Hai esplicitamente detto che è preferibile una censura al pubblico scandalo.
Io - che dirti - sono in fermo disaccordo con questo tuo parere.

Prendiamo l'argomento "compiacenza".
In mano a un censore, a un poliziotto, a un giudice, a un moderatore, è un
argomento pericolosissimo. Non è oggettivo e non è misurabile, è un arma
letale che - in mano al potere - può falciare praticamente qualsiasi cosa.
Ma questo significa forse che la "compiacenza" non esiste, che non è
commentabile, non può essere avvertita e segnalata da un commentatore, un
recensore, un utente di newsgroup?
Io ho odiato "natural born killers" visceralmente. Lo trovo "compiacente"
con la violenza che descrive, mentre mi piace Tarantino perchè trovo che il
filtro dell'ironia purifichi tutto. Certamente molti altri considerano
compiacente Tarantino, per quel suo sguardo distaccato e ironico, e trovano
che il film di Stone sia una lucida analisi sociologica contro la violenza.
Si chiamano opinioni: perchè inibirle?

hot chicken soup

Rachel Barnacle

unread,
Mar 21, 2005, 3:18:40 AM3/21/05
to
L. ha scritto:

(cut)
> Tralascio tutto il resto che ti ripugna, perchč irrilevante.

Ambč, non mi stupisce mica che tu il resto lo trovi irrilevante.
Sono tre giorni che prendi a calci nel culo le fondamenta della democrazia.

> L'unica cosa che ti dovrebbe ripugnare č il racconto in


> questione. Il resto sono chiacchiere.

Ma a me il racconto ripugna eccome.
T'era sfuggito questo dettaglio?

> Diritto democratico di essere reso pubblico, eh ?

> Bene.

> Mi pareva di ricordare che la pubblicazione e la
> diffusione di materiale pedofilo fosse ancora un reato,

> in questa societŕ antidemocratica e liberticida.


> E, guarda caso, avevo ragione.

(cut)


> E' un reato penale. Punto.

Seee, come no. Nei tuoi sogni bagnati forse.

Il Parlamento italiano ha emesso il 3 Agosto del 1998, la legge n.269,
ovvero "Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della
pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di
riduzione in schiavitu'". E' apparsa sulla Gazzetta Ufficiale n.185 del 10
Agosto 1998.
E' una legge piuttosto articolata, e se ti punge vaghezza di leggertela
tutta, basta andare sul sito ufficiale del parlamento. Permettimi tuttavia
di farti un breve sunto degli articoli che ci interessano riguardo questa
questione. La legge dice: "Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via
telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza materiale pornografico,
ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate
all'adescamento o allo sfruttamento sessuale dei minori, č punito con la
reclusione da uno a cinque anni e con la multa da cinque a cento milioni".
Il Governo ha approvato nella riunione del Consiglio dei Ministri del 7
novembre 2003, un disegno di legge per rendere ancora piů efficace la
n.269, in particolare per quel che riguarda Internet.
Ovviamente questo disegno di legge č ancor piů articolato del precedente,
e se ti punge la solita vaghezza, basta andare sul sito diritto.it.
Le modifiche che riguardano il caso che stiamo discutendo, nella
possibilitŕ che la legge passi, sono grosso modo queste: diverrebbe
incriminabile anche la pornografia infantile "apparente" ("Ai sensi
dell'art. 1, lett. b), punto ii) della decisione quadro 2004/68/GAI del
Consiglio rientra nella definizione di "materiale pornografico infantile"
anche il materiale che ritrae o rappresenta visivamente immagini di "una
persona reale che sembra essere un bambino implicata o coinvolta nella
suddetta condotta") e quella "virtuale" (Ai sensi dell'art. 1 della lett.
b), punto iii) della decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio rientra
nella definizione di "materiale pornografico infantile" anche il materiale
che ritrae o rappresenta visivamente "immagini realistiche di un bambino
inesistente implicato o coinvolto nella suddetta condotta"), la pena
detentiva e quella pecuniaria diventano congiunte, anzichč alternative,
per tutti coloro che offrono ad altri, anche a titolo gratuito, del
materiale pedo-pornografico. Inoltre (e questo č il punto che maggiormente
ci interessa), verrebbe varato un nuovo articolo (il 528) nel codice
penale, che contribuirebbe a tutelare i minori non solo come vittime dei
reati di pornografia minorile e sfruttamento sessuale ma anche come
possibili fruitori di materiale pornografico realizzato utilizzando
soggetti adulti. E per la prima volta salta fuori anche la categoria
"disegni, immagini e scritti".
Dunque alla fine - in soldoni - la legge italiana persegue l'addescamento
e lo sfruttamento sessuale dei minori, ovviamente implicando anche chi
diffonde il materiale pornografico derivato dall'addescamento e dallo
sfruttamento sessuale.
Cosa ci dice questo?
Che il racconto "Puttanella" č perseguibile per te, ma non per la legge
italiana: ha finalitŕ addescatorie nei confronti di un minore? No. Sfrutta
sessualmente o č stato prodotto sfruttando sessualmente un minore? Ancora,
No.
Ti dirň di piů, ha ragione il Cer, sai? Non potresti mai provare in un
aula di tribunale che il suddetto racconto č pedofilo.
Per quel riguarda il nuovo disegno di legge nei confronti della
pornografia scritta, per la legge italiana il materiale pornografico
esiste solo quando č a fini di lucro. Ed č bene sia cosě. Che gli
strittori, i pittori, i fotografi e i filosofi disquisiscano tra ciň che č
porno e ciň che non lo č, che danni non ne fanno.
Una legge invasiva potrebbe, invece.

(cut)


> Il resto, cara Rachel, sono chiacchiere.

No Larson, le tue sono chiacchiere, i miei sono fatti.

s

unread,
Mar 21, 2005, 3:52:28 AM3/21/05
to

"cer" <cere...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:Hfo%d.679517$b5.30...@news3.tin.it...

> Brava Mybelline, ma per non far passare per tua tutta questa bella
> disquisizione avresti dovuto metterci il link:

Non so se il link vada messo comunque, ma non credo che My volesse fare
passare nulla per suo. L'ha copiata cosi' come era con tanto di titolo. Il
taglio era giornalistico, si capiva fin dalle prime frasi.

Comunque, visto che io ho fatto la stessa cosa con il Pesce Persico, faccio
pubblica ammenda. Ma spero che anche nel mio caso fosse evidente la copia.
Se qualcuno pensa che io passerei il mio tempo a scrivere dissertazioni sui
pesci, me lo faccia sapere, che lo inserisco nella lista nera.....

Susy

uno nero

unread,
Mar 21, 2005, 4:06:34 AM3/21/05
to
Il 21 Mar 2005, 09:52, "s" <susa...@hotmail.com> ha scritto:
>
>
> Comunque, visto che io ho fatto la stessa cosa con il Pesce Persico,
faccio
> pubblica ammenda. Ma spero che anche nel mio caso fosse evidente la copia.

Sono cose diverse, Susy.
Mybelline era intervenuta su un argomento importante che esigeva correttezza
e un po' di rigore. Forse la sua intenzione era anche di fare ironia, ma nel
suo post non la si leggeva.
Il tuo era chiaramente uno scherzo. Lo si č capito.

> Se qualcuno pensa che io passerei il mio tempo a scrivere dissertazioni
sui
> pesci, me lo faccia sapere, che lo inserisco nella lista nera.....
>

Se tu lo facessi, adorata Susy, ti inserirei subito nella mia lista oro.

Un caro saluto

rexdam

unread,
Mar 21, 2005, 6:40:51 AM3/21/05
to
> Parla come mangi, non vado al cinema ed ho solo la licenza
> di scuola media inferiore. Se devi offendere fallo in modo diretto
> e con parole tue.
mi spiace per te ma io "mangio" così.
comunque se proprio vuoi astenetri dall'uso di quello che ospiti tra le
orecchie ti ho detto che confondi realtà e finzione.
mi sei sembrato come un tifoso di calcio sfegatato che non riesce a capire
che nello stadio si pratica un gioco, solo un gioco.
e sinceramente di offenderti non me ne importa niente.

PS
queste sono parole mie... le ho pagate una per una

s

unread,
Mar 21, 2005, 6:47:51 AM3/21/05
to

"rexdam" <rex...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:dpy%d.12715$kC3....@tornado.fastwebnet.it...

> comunque se proprio vuoi astenetri

> queste sono parole mie... le ho pagate una per una

"astenetri" era in offerta speciale? a volte si prendono certe inculate...

Susy
(che non vuole entrare nel merito della discussione ma solo dire la sua
ennesima puttanata)

Xlater

unread,
Mar 21, 2005, 6:43:52 AM3/21/05
to
"Rachel Barnacle" <whisk...@hotmail.com> wrote in message
news:d1lr00$muc$1...@news.newsland.it

> > Cosa c'č "a monte" di un racconto, cioč
> > "prima" di un racconto, quando il racconto ancora non esiste? C'č

> > l'autore. Allora se parli di qualcosa "a monte" del racconto, sia essa
> > "compiacenza" o altro, stai parlando dell'autore. E abbiamo detto che,

> > insomma, la cosa č problematica.


>
> La cosa sarebbe senza dubbio estremamente problematica.

> Ma si da il caso che forse io non mi sia spiegata a sufficienza, perchč


> non vedo davvero, come parlare di un "a monte" debba necessariamente
> significare parlare di un autore.

> Se io dico "la compiacenza č a monte" di un racconto, e non cambio


> soggetto nel discorso, si presuppone che parli di "a monte" di un
> racconto. Il taglio che gli si vuol dare insomma. Le motivazioni di quel

> taglio, riguardano l'autore, non il taglio in sč.

"Il taglio che gli si vuol dare". Abilmente usi l'impersonale, ma
se c'č qualcuno che vuole dare un taglio ad un racconto č l'autore.
Discutere del taglio č discutere delle intenzioni dell'autore.

Perché č difficile sostenere che sia lecito dire:

"A questo racconto č stato dato un taglio sessuofobico"

E sostenere al contempo che non sia lecito dire:

"L'autore/autrice ha dato a questo racconto un taglio sessuofobico".

o

"L'autore/autrice dą generalmente ai suoi racconti un taglio
sessuofobico"

o ancora

"Dai racconti di tale autore/autrice emerge un atteggiamento
sessuofobico"

Se vuoi sapere quello che penso, per me sono lecite tutte le cose.
Fermo restando il fatto che sono considerazioni che nascono sempre
"a valle", e che sono legate alla sensibilitą e alla capacitą
interpretativa di chi legge. E quindi non ci sono ragioni per
trovarci nulla di offensivo.

> Se il mio racconto č compiacente nei riguardi di un argomento, č il taglio
> del racconto che č compiacente, non io.
> Se il mio racconto č denigrante
> nei riguardi di un argomento, č il taglio del racconto che č denigrante,
> non io. Se il mio racconto č neutro nei riguardi di un argomento, č il


> taglio del racconto ad essere neutro, non io.

> Se vogliamo sapere se anche l'autore č compiacente/denigrante/neutro,
> toccherą fargli un intervista, non leggere il suo
> (compiacente/denigrante/neutro) racconto.

E' sicuro. Se il tuo racconto č compiacente/denigrante/neutro non č
detto che tu sia una persona compiacente/denigrante/neutra. Ma ciņ
non toglie che sei l'autrice che ha scritto un racconto compiacente/
denigrante/neutro. Se ciņ accade con n racconti, con n tendente
al 100%, nessuno puņ negare che sei un'autrice compiacente/denigrante
/neutra. Questo non significa affatto che tu lo sia come persona.
Come autrice, perņ sģ.

Fermo restando che in tutto il passaggio precedente, agli indicativi
del verbo essere andrebbe aggiunto "secondo il parere soggettivo di
quel certo tal lettore/lettrice".

> > Puoi anche parlare di sesso, denigrandolo. Perché no?

> > Se un racconto parla di sesso, denigrandolo, perché non si puņ dire che
> > č sessuofobo (per enallage, o ipallage)?


>
> E chi ha detto che un racconto simile, con gli estremi che indichi tu, non
> possa essere letto come "sessuofobo"?

Qualcuno lo ha detto. Qualcuno ha detto che l'aggettivo "sessuofobo"
non puņ associarsi a "racconto". Ma hai ragione. E' un'affermazione
assultamente ridicola (anche al netto di enallagi ed ipallagi) e
non vale la pena perderci tempo.

> Ti ho gią spiegato come la penso sulle astrazioni. Se hai la capacitą di
> astrarre, devi avere anche la capacitą di spiegare la tua astrazione.
> Non buttare lģ una citazione contestualizzata per poi pretendere che ti si
> segua nelle tue astrazioni.
> Il minimo che puņ succederti č di essere frainteso, come ho gią detto.

Si trattava di astrazioni abbastanza banali, e non pensavo davvero che
ci fosse il bisogno di prenderti in braccio.

> Non credo sia questa la sede adatta per far polemiche, o tirare
> frecciatine.

> L'idea viscerale di Farfallina non č stata poi cosģ peregrina, tutto
> sommato. Non č stato certo il solo a trovare sospetto il tuo agire.


> Questo non prova nulla ovviamente, ma se a male interpretare le tue parole
> sono in parecchi, e tutti male interpretano allo stesso modo, qualche cosa
> la vuol dire.

Parli di maggioranze e di "tutti" un po' a sproposito. Anche se fosse,
non credo che il criterio della maggioranza possa dare sentenze di
qualche valore, in casi simili.

Il mio agire aveva delle componenti essenziali (un lettore che fa
considerazioni di un certo tipo su un racconto) e delle componenti
accidentali: il fatto che il lettore fossi io, con tutto ciņ che
comporta, che l'autrice del racconto fossi tu, con tutto ciņ che
comporta, che il mio commento arrivava dopo che altri
si erano espressi in altri in tutt'altri termini, e quindi in qualche
modo li smentivo, eccetera eccetera eccetera.

Mi interessava capire sino a che punto l'interpretazione della
presunta maggioranza fosse legata alla componente essenziale, e fino
a che punto alle componenti accidentali.

Per questo ero interessato a fare un'astrazione e vedere se in una
circostanza con la stessa componente essenziale, ma con componenti
accidentali del tutto diverse, le posizioni espresse dai signori in
questione fossero confermate o meno.

Il risultato č sotto gli occhi di tutti.

> Tra l'altro, č abbastanza ingenuo attribuirgli mal digestioni nei tuoi


> confronti, quando ebbe l'accortezza di spiegare con cura che cosa lo

> spingesse a sbottare cosģ.


> Non mi pare tu fossi nel novero dei motivi.

Gią. Perché secondo te lo avrebbe scritto esplicitamente? Ma dai...

> > Infatti non lo sono. Dilettarsi a scrivere di omicidi, e magari godere

> > nel farlo, č un po' diverso da dilettarsi di omicidi e magari godere nel

> > perpetrarli. (cut)
> > Mybelline ha ragione. Rexdam senza dubbio si diletta a scrivere racconti
> > di quel tenore, visto che nessuno lo obbliga e nessuno lo paga.
> (cut)
>

> Bada che questo č grave, eh.

Quindi stai dicendo che Mybelline ha torto?

> Io capisco che ogniuno abbia le proprie idee, e io le rispetto tutte.

> Perņ questo sillogismo che fai č tagliato con l'accetta, lasciatelo dire.


> Io non escludo che vi siano anche autori che oltre a scrivere racconti
> compiacenti verso una tematica X, siano inoltre compiacenti essi stessi
> verso la tematica X.

> Ma da qui a dire che per tutti č cosģ, ce ne corre. E ce ne corre pure
> parecchio.

Ma chi ha mai detto niente del genere???!!!
Fammi un piacere. Rileggi quello che ho scritto. C'č pure un
esempio esplicativo.

> Se davvero vuoi sapere il perché un autore abbia certi temi ricorrenti,

> sul perché vi sia cosģ affezionato, sul perché ne parli in un certo modo,


> allora fai come Giulia: fai un sondaggio.

Ma che me ne frega? Dico solo che č perfettamente lecito che un autore
abbia i temi ricorrenti che vuole. Taglio il seguito perché č tutto
legato alla tua misinterpretazione.

> > > Magari sarą un caso, ma immediatamente, quando ho parlato di


> > > accondiscendenza nel mio precedente post nei riguardi del racconto, tu mi
> > > hai tacciato di dar del pedofilo, frocio e stupratore all'autore.
> > > Non al suo racconto.
>
> > Assolutamente no. Era una posizione presa "per assurdo".
>
> Ah. Un altro zompetto sui piani alcalini, insomma.
>
> > Non te ne sei ancora accorta? Possibile??
>
> Eh no, a dirla tutta.

Forse dopo il discorso delle componenti essenziali e delle componenti
accidentali qualche lampadina ti si č accesa.


Xlater


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

druuna

unread,
Mar 21, 2005, 9:04:06 AM3/21/05
to
whisk...@hotmail.com (Rachel Barnacle) wrote in news:d1m012$ai6$1
@news.newsland.it:

> 3 Agosto del 1998, la legge n.269

"Chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, distribuisce,
divulga o pubblicizza il materiale pornografico di cui al primo comma


ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate

all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori degli anni diciotto,
e' punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da lire
cinque milioni a lire cento milioni."


anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale
pornografico

na?

Rachel Barnacle

unread,
Mar 21, 2005, 10:11:07 AM3/21/05
to
Xlater ha scritto:

(cut)


> > Il taglio che gli si vuol dare insomma. Le motivazioni di quel

> > taglio, riguardano l'autore, non il taglio in sè.

> "Il taglio che gli si vuol dare". Abilmente usi l'impersonale, ma

> se c'è qualcuno che vuole dare un taglio ad un racconto è l'autore.
> Discutere del taglio è discutere delle intenzioni dell'autore.

Il gioco del giorno è: "Scovate la differenza!"
Confrontare attentamente le due frasi iniziali e..."Scovate la differenza!"
Come dite? Non ci sono differenze?
Fantastico! Avete vinto!
Stiamo dicendo la stessa cosa Xlater, non so se ti sei accorto.

(cut)


> Fermo restando il fatto che sono considerazioni che nascono sempre

> "a valle", e che sono legate alla sensibilità e alla capacità


> interpretativa di chi legge. E quindi non ci sono ragioni per
> trovarci nulla di offensivo.

Ma infatti, un commento con questi presupposti non ha nulla di offensivo.

(cut)


> Questo non significa affatto che tu lo sia come persona.

> Come autrice, però sì.

Ma certo.

> Fermo restando che in tutto il passaggio precedente, agli indicativi
> del verbo essere andrebbe aggiunto "secondo il parere soggettivo di
> quel certo tal lettore/lettrice".

Senza dubbio.

(cut)


> > E chi ha detto che un racconto simile, con gli estremi che indichi tu, non
> > possa essere letto come "sessuofobo"?

> Qualcuno lo ha detto. Qualcuno ha detto che l'aggettivo "sessuofobo"

> non può associarsi a "racconto".
(cut)

Aridaje...
"Qualcuno" ha detto anche che un racconto può veicolare sessuofobia, non
essere sessuofobo. Che è un distinguo senza dubbio giusto, e a specificare
le sfumature male non fa.
Ma poi alla fine, ma perchè cacchio stiamo facendo questo discorso? Non
c'entra un ciufolo né col thread, né col racconto di Rexdam.

> > Ti ho già spiegato come la penso sulle astrazioni. (cut)
> > Il minimo che può succederti è di essere frainteso, come ho già detto.

> Si trattava di astrazioni abbastanza banali, e non pensavo davvero che
> ci fosse il bisogno di prenderti in braccio.

Sempre colpa degli altri che non ci arrivano, eh!
Non sia mai il contrario o crolla tutta la cosmogodia.

(cut)
> > Non è stato certo il solo a trovare sospetto il tuo agire.


> > Questo non prova nulla ovviamente, ma se a male interpretare le tue parole
> > sono in parecchi, e tutti male interpretano allo stesso modo, qualche cosa
> > la vuol dire.

> Parli di maggioranze e di "tutti" un po' a sproposito.

Ho parlato di "tutti"?
Folle oceaniche che gridavano vendetta?
Forse non ti torna quel "tutti male interpretano allo stesso modo"? - "Se
a male interpretare sono in parecchi (soggetto), e tutti (dei parecchi -
soggetto) male interpretano allo stesso modo".
Rileggi.

> Anche se fosse,
> non credo che il criterio della maggioranza possa dare sentenze di
> qualche valore, in casi simili.

Ho parlato di "qualche valore"?
Cosa non ti è chiaro nella frase "Questo non prova nulla ovviamente"?
Rileggi.

> Il mio agire aveva delle componenti essenziali (un lettore che fa
> considerazioni di un certo tipo su un racconto) e delle componenti

> accidentali: il fatto che il lettore fossi io, con tutto ciò che
> comporta, che l'autrice del racconto fossi tu, con tutto ciò che


> comporta, che il mio commento arrivava dopo che altri
> si erano espressi in altri in tutt'altri termini, e quindi in qualche
> modo li smentivo, eccetera eccetera eccetera.

Ancora non ti si è finito il pantone delle stigmate?
Xlater dai, piantala per favore.
Cosa cristo vuol dire "il mio comportamento aveva delle componenti
accidentali"? Ma soprattutto, quale comportamento ne è del tutto privo?
Sta all'onesta intellettuale del singolo, è un discorso con sè stessi, se
si vuole agire correttamente o meno. Tu non puoi insinuare che le cose
siano andate come sono andate perchè tu sei tu, io sono io, o perchè il
tuo commento controcorrente è arrivato alla fine, e allora gli altri che
si erano complimentati se ne son stati tremebondi e scornati, e non
t'hanno dato ragione per non rimangiarsi le parole dette. Non me la sto
inventando questa teoria, te l'ho sentita dire chiara e forte.
Sai cosa credo io? Che la maggior parte delle persone s'era bella che
rotta il cazzo al terzo post.

> Mi interessava capire sino a che punto l'interpretazione della
> presunta maggioranza fosse legata alla componente essenziale, e fino
> a che punto alle componenti accidentali.

E l'hai capito? Non credo proprio.
C'è un modo di capirlo? Non credo proprio.

> Per questo ero interessato a fare un'astrazione e vedere se in una
> circostanza con la stessa componente essenziale, ma con componenti
> accidentali del tutto diverse, le posizioni espresse dai signori in
> questione fossero confermate o meno.

Ferma il mondo. Spiega, spiega un attimo.
Stai dicendo che il *mio* racconto ha la stessa componente essenziale del
racconto di Rexdam? E che in questo caso s'è scatenata l'orda di dissenso
perchè Rexdam non è Rachel Barnacle? Perchè tu sei intervenuto a favore,
mentre di là lo facesti a sfavore?
Spiegami, per piacere.

(cut)


> > Non mi pare tu fossi nel novero dei motivi.

> Già. Perché secondo te lo avrebbe scritto esplicitamente? Ma dai...

E perchè te l'avrebbe dovuto a mandare a dire, scusa? E chi sei, il suo
capoufficio?

(cut)
> > Bada che questo è grave, eh.

> Quindi stai dicendo che Mybelline ha torto?

Beh, quello a priori.

(Scusa, non ho resistito. Mi hai fatto un assist troppo spettacolare.
Mybelline, scusa)

(cut)
> > Ma da qui a dire che per tutti è così, ce ne corre. E ce ne corre pure
> > parecchio.

> Ma chi ha mai detto niente del genere???!!!

> Fammi un piacere. Rileggi quello che ho scritto. C'è pure un
> esempio esplicativo.

L'ho letto, l'ho letto. Pulp Fiction.
L'esempio esplicativo dice soltanto che senza dubbio Rexdam se la gode. E
che un autore che indugia se certe tematiche comunque se la gode, perchè
non sono state le Voci a fargli impostare il racconto così. Ha tutti i
diritti di godersela, tra l'altro (giusto).
Ho capito bene? E' questo quel che stavi dicendo?
Ecco, e io non sono d'accordo con te, perchè ci possono essere molti
motivi per cui un autore parla di certe cose, e di solito, se se la gode o
no lo si capisce da come imposta la storia.
Tarantino in Pulp Fiction "se la gode" senza dubbio.
Von Trier in Dogville "se la gode" ancora di più.
Miike in "Visitor Q" se la stragode! (Riflessione: non hai idea di che
cosa non darei per poter proiettare quel film sull'NG, se fosse possibile.
Allora sì che ci facevamo due ghignate di quelle belle).
Ma Pasolini a fare "Salò" se l'è goduta?
Ferreri a fare "La grande abbuffata" se l'è goduta?
Clark a fare "Kids" se l'è goduta?
Non tutti se la godono, Xlater.

(cut)
> Dico solo che è perfettamente lecito che un autore


> abbia i temi ricorrenti che vuole.

Oh, ma ti sembra che io abbia mai detto il contrario?

(cut)


> Forse dopo il discorso delle componenti essenziali e delle componenti

> accidentali qualche lampadina ti si è accesa.

Sì, ma non posso dire che mi abbiano resa festosa.

Rachel Barnacle

unread,
Mar 21, 2005, 10:34:05 AM3/21/05
to
druuna ha scritto:

(cut)


> anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza il materiale
> pornografico

> "ovvero distribuisce o divulga notizie o informazioni finalizzate
> all'adescamento o allo sfruttamento sessuale di minori"

Io - thread "[racconto]Puttanella" - 21 Marzo

"E' un reato diffondere materiale che sia stato prodotto _tramite_ lo
sfruttamento di minori e messaggi pubblicitari finalizzati
all'adescamento e allo sfruttamento sessuale di minori.
Le opere di fantasia non sono ancora illegali."

Giulia - thread "[racconto] Puttanella" - 20 Marzo

"Diverso č il discorso legato alla pedopornografia, cioč alla
distribuzione,
scambio o vendita via telematica di foto o filmati che ritraggono
comportamenti pedofili.
In questo caso il reato č evidente e risiede nell'alimentare un commercio
reale (con tanto di fatturato) che per produrre e distribuire i propri
"prodotti" deve per forza di cose compiere atti pedofili o di abuso."

Cer - thread "Pedofilia e racconti" - 21 Marzo

> na?

Na?
Ti serviva lo spieghino? Troppa fatica leggere le paroline una dietro
l'altra?

carolina

unread,
Mar 21, 2005, 11:09:40 AM3/21/05
to
..
>
> Due sentimenti contrastanti corsero tra loro.


ho seguito il thread senza intervenire. lo faccio ora solo per postare il
contributo numero 100.
molto piů divertente leggere gli interventi che il racconto. almeno per me,
carolina

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